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Giulianova sotterranea, incontro dello Speleo Club Teramo sulle cavità urbane della città

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Sabato 17 ottobre, alle ore 18, la Sala Buozzi di Giulianova ospiterà “Giulianova sotterranea – Alla scoperta della città nascosta”, incontro pubblico promosso dallo Speleo Club Teramo E.T.S. e patrocinato dal Comune di Giulianova.

L’iniziativa sarà dedicata ai sotterranei della città e alle testimonianze fotografiche raccolte nel corso delle esplorazioni. Lo Speleo Club Teramo presenterà immagini di alcuni ambienti ipogei urbani, aprendo al tempo stesso uno spazio di ascolto per cittadini e residenti che possano mettere a disposizione ricordi, segnalazioni, informazioni storiche o indicazioni su accessi e manufatti non più visibili.

L’appuntamento si terrà nella Sala Buozzi, in piazza Bruno Buozzi, nel centro storico di Giulianova.

Fotografie e memoria della città nascosta

Il progetto “Giulianova sotterranea” si inserisce in un contesto locale nel quale la presenza di cunicoli, gallerie e strutture ipogee è già emersa in più occasioni. Le fotografie proposte dallo Speleo Club Teramo intendono documentare una parte di questo patrimonio, ancora in larga misura da conoscere, verificare e cartografare.

L’obiettivo dichiarato dagli organizzatori non è soltanto divulgativo. La serata servirà anche a raccogliere informazioni utili per ricostruire la distribuzione delle cavità sotto l’abitato e per riportare all’attenzione pubblica una Giulianova meno nota, fatta di percorsi sotterranei, opere di captazione, cisterne e possibili ambienti artificiali legati alle diverse fasi di vita del centro storico.

In questo tipo di ricerca, le fonti orali possono avere un valore iniziale importante. Le indicazioni di chi ha conosciuto pozzi, passaggi, fontanelle, cantine o cedimenti del terreno possono contribuire a orientare successive verifiche tecniche, senza sostituirsi naturalmente alla documentazione diretta e allo studio delle strutture.

Una rete di cunicoli sotto il centro storico

Il Comune di Giulianova ha già segnalato la presenza di ambienti sotterranei con caratteristiche differenti. Alcuni cunicoli risultano poco profondi e attraversano aree sotto strade, piazze e palazzi del centro storico; altri, più profondi, sono stati messi in relazione con la captazione delle acque sorgive. In una precedente ricognizione, gli speleologi abruzzesi hanno percorso circa 200 metri di un tunnel nei pressi del lavatoio delle Fontanelle, lungo la Salita Monte Grappa, fermandosi davanti a un piccolo franamento.[1]

Le indagini avevano anche evidenziato la possibile presenza di diramazioni e di una cisterna, confermando quanto il sottosuolo urbano possa conservare opere idrauliche e manufatti la cui funzione, cronologia e connessione reciproca richiedono approfondimenti. La realizzazione di fotografie, rilievi e mappe rappresenta quindi un passaggio essenziale per distinguere cavità naturali, strutture artificiali, condotti di servizio e opere legate alla gestione storica dell’acqua.[1]

Dalla voragine di via Mazzini alle verifiche speleologiche

L’interesse per Giulianova sotterranea è tornato al centro dell’attenzione anche nell’aprile 2026, quando un cedimento del lastricato in via Mazzini ha portato alla luce una cavità nel centro storico. Le prime informazioni riferivano di un nodo di corridoi sotterranei, con una possibile prosecuzione in direzione di piazza Belvedere. L’episodio ha richiesto la messa in sicurezza dell’area e ha riaperto il confronto sulla natura, l’estensione e le condizioni di stabilità delle strutture ipogee urbane.[2]

In casi simili, l’intervento speleologico può offrire un contributo concreto: osservazione diretta degli ambienti accessibili, documentazione fotografica, valutazione preliminare delle condizioni di percorrenza, rilievo topografico e individuazione delle criticità. Ogni eventuale valorizzazione culturale o turistica deve però dipendere da verifiche di sicurezza, autorizzazioni e tutela del patrimonio.

Un incontro nel cuore della Giulianova storica

La scelta della Sala Buozzi e di piazza Bruno Buozzi colloca l’iniziativa nel nucleo monumentale della città alta. La piazza è parte del tessuto urbano fondato attorno al 1471 per volontà di Giulio Antonio Acquaviva, nella nuova città di Giulia sorta dopo la distruzione del precedente centro di Castel San Flaviano.[3]

Nella stessa piazza si trova il Duomo di San Flaviano, edificio che conserva anche una chiesa inferiore comunemente definita cripta. L’ambiente ipogeo, con pianta ottagonale, deambulatorio e volta “a ombrello”, costituisce una delle più note testimonianze sotterranee accessibili del centro storico giuliese.[3]

L’incontro del 17 ottobre offrirà quindi un’occasione per mettere in relazione il patrimonio storico già conosciuto con quello ancora da individuare e studiare. La raccolta di testimonianze dei cittadini potrà affiancare il lavoro di documentazione degli speleologi, con l’obiettivo di costruire una conoscenza più ordinata della città nascosta sotto Giulianova.

Informazioni sull’incontro

  • Evento: Giulianova sotterranea – Alla scoperta della città nascosta
  • Data: sabato 17 ottobre
  • Orario: 18:00
  • Luogo: Sala Buozzi, piazza Bruno Buozzi, Giulianova
  • Organizzazione: Speleo Club Teramo E.T.S.
  • Patrocinio: Comune di Giulianova
  • Contenuti: fotografie di sotterranei cittadini e raccolta di segnalazioni, memorie e informazioni da parte del pubblico

Fonti

Fonti
[1] Esplorato uno dei cunicoli sotterranei dell’antica rete di captazione … https://www.comune.giulianova.te.it/area_letturaNotizia/553631/pagsistema.html
[2] Voragine nel centro di Giulianova: scoperto un cunicolo … https://www.scintilena.com/voragine-nel-centro-di-giulianova-scoperto-un-cunicolo-sotterraneo/04/26/
[3] Contrada di Piazza: piazza Buozzi, la piazza ducale, e il … https://www.visitgiulianova.com/punto_interesse.php?id=43
[4] Sala Buozzi Giulianova, 1940 post https://catalogo.beniculturali.it/detail/ArchitecturalOrLandscapeHeritage/1300300898
[5] Giulianova – Wikipedia https://en.wikipedia.org/wiki/Giulianova
[6] Voragine in via Mazzini, spuntano cunicoli sotto Giulianova https://www.giulianova.it/news-giulianova/voragine-in-via-mazzini-spuntano-cunicoli-sotto-giulianova/
[7] Giulianova, iscrizioni aperte al Corso di Protezione Civile https://www.informazioni.it/abruzzo/teramo/giulianova/giulianova-iscrizioni-aperte-al-corso-di-protezione-civile/
[8] Via Mazzini a Giulianova. Voragine nel centro storico svela … https://www.iltrafiletto.it/2026/04/22/via-mazzini-a-giulianova-voragine-nel-centro-storico-svela-cunicoli-sotterranei-nascosti/9-19281.html
[9] Giulianova, cede il lastricato in via Mazzini: scoperto un … https://www.abruzzonews.eu/giulianova-cede-il-lastricato-in-via-mazzini-scoperto-un-nodo-di-cunicoli-sotterranei-687719.html
[10] Sala Buozzi (in lavorazione) | Habitual Tourist https://www.habitualtourist.com/teramo/giulianova/sala-buozzi
[11] sala buozzi Notizie Ultime News sala buozzi NUOVO Cityrumors … https://www.cityrumorsabruzzo.it/argomenti/sala-buozzi
[12] THE 15 BEST Things to Do in Giulianova (2026) – Must-See … https://www.tripadvisor.com/Attractions-g194775-Activities-Giulianova_Province_of_Teramo_Abruzzo.html
[13] A Giulianova la Presentosa racconta l’Abruzzo: in Sala Buozzi … https://www.cityrumorsabruzzo.it/teramo/a-giulianova-la-presentosa-racconta-labruzzo-in-sala-buozzi-il-libro-di-luca-frangioni.html
[14] Giulianova, Luglio 2026: grandi concerti tra piazza Buozzi e … https://www.abruzzonews.eu/giulianova-concerti-luglio-2026-691543.html
[15] Spotlight on Giulianova, Abruzzo https://www.italymagazine.com/featured-story/spotlight-giulianova-abruzzo

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Nuove scoperte archeologiche nelle grotte dell’Umbria

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Parrano, la Grotta dei Conoidi entra negli atti scientifici sulla preistoria etrusca

La Grotta dei Conoidi, nel sistema del Fosso del Bagno–Tane del Diavolo di Parrano, è ora al centro di un contributo pubblicato negli atti del XVII Incontro di studi Preistoria e Protostoria in Etruria. Le ricerche confermano la rilevanza speleo-archeologica di una cavità rimasta sigillata dai sedimenti per millenni e frequentata dall’uomo dal Neolitico fino a una fase avanzata dell’età del Bronzo.

Il contributo scientifico

Il lavoro si intitola La Grotta dei Conoidi nel Fosso del Bagno di Parrano (Terni). Un nuovo sito archeologico presso il Complesso delle Tane del Diavolo ed è firmato da Felice Larocca, Donata Luiselli, Federico Spiganti, Mirko Traversari e Chantal Milani.

La comunicazione era stata presentata nel settembre 2024 al XVII Incontro di studi “Preistoria e Protostoria in Etruria”, svoltosi tra Bolsena e Saturnia. L’appuntamento, promosso nell’ambito di una consolidata serie di incontri dedicati ai problemi della preistoria e protostoria dell’Italia centrale, aveva inserito la relazione sulla cavità di Parrano nella sessione dedicata a ricerche e scavi.

La pubblicazione negli atti attribuisce quindi una forma scientificamente strutturata ai primi risultati delle indagini svolte nella nuova cavità, scoperta nel 2022 durante le esplorazioni sistematiche condotte nell’area del Fosso del Bagno dal Gruppo Speleologico di Todi.

Una cavità conservata dal sigillo sedimentario

La Grotta dei Conoidi si apre sui ripidi versanti del Fosso del Bagno, nel territorio comunale di Parrano, presso il noto complesso delle Tane del Diavolo. La sua eccezionale conservazione è legata soprattutto alla storia dell’ingresso: la cavità era infatti separata dall’esterno da un riempimento sedimentario, circostanza che ha limitato alterazioni, frequentazioni recenti e rimaneggiamenti del deposito archeologico.

L’individuazione del sistema è avvenuta a partire da una piccola fessura dalla quale fuoriusciva una marcata corrente d’aria. Dopo un accurato intervento di disostruzione, gli speleologi hanno potuto accedere a un ambiente ipogeo articolato e riconoscere la presenza di materiali di interesse archeologico.

Dal punto di vista speleologico, la cavità presenta uno sviluppo planimetrico superiore a 500 metri e una morfologia labirintica, con cunicoli, passaggi angusti, strettoie e sale di dimensioni notevoli: alcune raggiungono altezze prossime ai 20 metri. La presenza di ulteriori correnti d’aria in zone non ancora completamente percorse lascia inoltre aperta la possibilità di prosecuzioni da esplorare.

Frequentazioni tra Neolitico e Bronzo

Le indagini archeologiche hanno restituito evidenze attribuite a un ampio arco cronologico, compreso tra una fase antica del Neolitico e un momento avanzato dell’età del Bronzo. Non si tratterebbe, almeno allo stato attuale delle ricerche, di una grotta stabilmente abitata, ma di un luogo frequentato in diverse epoche, la cui funzione dovrà essere definita attraverso lo studio stratigrafico, dei reperti e delle analisi specialistiche.

Tra i materiali segnalati nelle prime comunicazioni pubbliche figurano frammenti ceramici, tra cui anse e parti di recipienti, ceramiche di impasto e resti faunistici. Particolare interesse riveste inoltre il rinvenimento di un’emimandibola umana, elemento che potrà offrire ulteriori dati attraverso indagini antropologiche e, se le condizioni di conservazione lo consentiranno, biomolecolari.

La sequenza documentata nella Grotta dei Conoidi amplia quindi il quadro delle presenze preistoriche nell’area di Parrano, una porzione dell’Umbria sud-occidentale dove la disponibilità di cavità naturali, forre e risorse idriche ha favorito nel tempo l’uso umano del paesaggio sotterraneo.

Ricerca condivisa e tutela

Le attività sono state avviate su autorizzazione della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio dell’Umbria e in intesa con il Comune di Parrano. Al progetto collaborano il Centro di ricerca speleo-archeologica “Enzo dei Medici”, il Gruppo Speleologico di Todi — scopritore della cavità — e ricercatori delle Università di Bari e Bologna.

L’approccio interdisciplinare appare decisivo per un sito di questo tipo: all’esplorazione e al rilievo speleologico si affiancano infatti la lettura archeologica dei depositi, lo studio dei manufatti ceramici, l’analisi dei resti ossei umani e animali e la ricostruzione delle dinamiche ambientali che hanno portato al sigillamento dell’ingresso.

La Grotta dei Conoidi rappresenta perciò non soltanto una nuova cavità nel complesso delle Tane del Diavolo, ma un deposito archeologico potenzialmente capace di fornire informazioni di lunga durata sulle comunità che frequentarono il territorio di Parrano tra preistoria e protostoria.

Accesso al contributo

Il contributo pubblicato negli atti è soggetto a embargo editoriale di 12 mesi. Per esigenze di studio e ricerca può essere richiesto agli autori e al Centro di ricerca speleo-archeologica “Enzo dei Medici” scrivendo a:

crsenzodeimedici@gmail.com

Fonti

Fonti
[1] Importante scoperta speleo-archeologica a Parrano: – Parrano https://parrano.it/2024/06/24/importante-scoperta-speleo-archeologica-a-parrano/
[2] Incontro di Studi Preistoria e Protostoria in Etruria https://archeologiavocidalpassato.com/tag/incontro-di-studi-preistoria-e-protostoria-in-etruria/
[3] “I tesori della Grotta dei Conoidi”, frequentata già da prima … https://www.orvietonews.it/cultura/2025/03/17/i-tesori-della-grotta-dei-conoidi-frequentata-gi-da-prima-dell-et-del-bronzo-113947.html
[4] Incontri di Studi – CSP Centro studi di preistoria e archeologia http://www.preistoria.mi.it/1/incontri_di_studi_1062306.html
[5] Scoperta Archeologica a Parrano: La Grotta dei Conoidi Rivela i … https://www.scintilena.com/scoperta-archeologica-a-parrano-la-grotta-dei-conoidi-rivela-i-suoi-segreti/09/09/
[6] PARRANO (Tr). Nuove scoperte alle Tane del Diavolo. Presentati i … https://www.archeomedia.net/parrano-tr-nuove-scoperte-alle-tane-del-diavolo-presentati-i-risultati-degli-studi-degli-esperti-nel-sottosuolo/
[7] Tesoro nascosto rivelato: la Grotta dei Conoidi a Parrano svela i … https://www.scintilena.com/tesoro-nascosto-rivelato-la-grotta-dei-conoidi-a-parrano-svela-i-suoi-segreti-archeologici/06/27/
[8] Terni, trovata grotta preistorica. Eccezionale scoperta a … https://corrieredellumbria.it/news/terni/300397/terni-trovata-grotta-preistorica-eccezionale-scoperta-a-parrano-nei-cunicoli-ossa-umane-e-di-animali.html
[9] La grotta dei conoidi – RaiNews https://www.rainews.it/tgr/umbria/articoli/2025/03/la-grotta-dei-conoidi-3d8a602b-2831-4c52-bea8-35ce06d0f8fa.html
[10] Grotta dei Conoidi – Comune di Parrano https://comune.parrano.tr.it/vivere-il-comune/luoghi/grotta-dei-conoidi/
[11] XVIII Incontro di Studi “Preistoria e Protostoria in Etruria” PPE https://www.iipp.it/call-for-papers-xviii-incontro-di-studi-preistoria-e-protostoria-in-etruria-ppe/
[12] Nuova scoperta speleo-archeologica nel Fosso del Bagno … https://www.scintilena.com/nuova-scoperta-speleo-archeologica-nel-fosso-del-bagno-minerale-di-parrano-la-grotta-dei-conoidi/04/27/
[13] Importante scoperta speleo-archeologica a Parrano: la Grotta dei … https://www.orvietonews.it/cultura/2024/07/06/importante-scoperto-speleo-archeologica-a-parrano-la-grotta-dei-conoidi-109591.html
[14] Grotta dei Conoidi Map – Cave – Parrano, Umbria, Italy – Mapcarta https://mapcarta.com/N14155985891
[15] Parrano, la grotta dei Conoidi: Conferenza di presentazione GST Todi https://www.fugs.it/archives/1883
[16] XVIII Incontro di Studi: Preistoria e Protostoria in Etruria https://comune.camaiore.lu.it/novita/xviii-incontro-di-studi-preistoria-e-protostoria-in-etruria-didattica-accessibilita-e-comunicazione-della-preistoria-al-cmac/
[17] Curriculum Vitae – Dott.ssa Chantal Milani https://www.identificazionepersonale.it/cv.html
[18] San Lorenzo Bellizzi (Cs). Nella Grotta del Conoide di Pietra … https://archeologiavocidalpassato.com/2025/05/05/san-lorenzo-bellizzi-cs-nella-grotta-del-conoide-di-pietra-santangelo-al-via-la-prima-campagna-di-ricerche-speleo-archeologiche-del-2025/
[19] Grotta del Conoide: concluse ricerche archeologiche – UNIMOL https://www3.unimol.it/ateneo/dettaglio-notizia/ricerche-grotta-conoide
[20] [PDF] Dott.ssa Chantal Milani, DMD, PhD – SIOF https://siofonline.it/images/Perfezionati/curriculum_perfezionati/CV_Chantal_Milani_-_breve.pdf
[21] Età del bronzo – Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/Et%C3%A0_del_bronzo
[22] Chantal Milani – Antropologo & Odontologo Forense – LinkedIn https://www.linkedin.com/in/chantal-milani
[23] la straordinaria carriera di chantal milani antropologa e odontologa … https://www.managementodontoiatrico.it/a/interviste/280722-milani/la-straordinaria-carriera-di-chantal-milani-antropologa-e-odontologa-forense
[24] Chantal Milani in cucina – TGEVENTS.it https://www.tgevents.it/chantal-milani-in-cucina/

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Duemila Grotte a Trieste: il centenario del volume che ordinò il Carso sotterraneo

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Il workshop del 15 settembre 2026 ha messo in dialogo il catasto speleologico storico, la ricerca contemporanea e la prima Giornata internazionale UNESCO delle grotte e del carsismo

Trieste ha dedicato il 15 settembre 2026 un workshop a Duemila Grotte. Quarant’anni di esplorazioni nella Venezia Giulia, il volume pubblicato dal Touring Club Italiano nel 1926 e firmato da Luigi Vittorio Bertarelli ed Eugenio Boegan. L’incontro, intitolato “Duemila Grotte 1926-2026. La speleologia cent’anni dopo”, si è svolto alla Sala Luttazzi del Magazzino 26, nel Porto Vecchio.[1][2]

L’appuntamento ha riunito storia della speleologia, documentazione, rilievo, catasto e comunicazione. Il centenario del libro ha offerto un punto di osservazione sul cambiamento delle pratiche speleologiche nel Carso e sul valore degli archivi per le ricerche attuali.[1][3]

Duemila Grotte e il catasto speleologico della Venezia Giulia

Duemila Grotte occupa un posto centrale nella bibliografia speleologica italiana. Il volume conta 494 pagine, comprende incisioni, tavole a colori e una carta speleologica alla scala 1:100.000. La sua struttura associa divulgazione e organizzazione dei dati.[2][4]

La prima parte è costruita come un manuale di speleologia. Tratta il carsismo, la flora e la fauna ipogee, la paleontologia, l’esplorazione, il rilievo, la fotografia, le grotte di guerra e l’idrologia sotterranea. La seconda parte raccoglie il catasto delle cavità della Venezia Giulia nei confini dell’epoca tra le due guerre.[2]

Il censimento descriveva 2.142 cavità e conservava circa 800 rilievi. Mappe, localizzazioni, descrizioni e disegni consentivano di trasformare osservazioni raccolte in decenni in un patrimonio consultabile. Per la speleologia del Carso, il libro rappresentò quindi anche un modello di metodo: esplorare, misurare, ordinare e restituire le informazioni.[3][5]

La storia editoriale dell’opera è significativa. Le matrici originarie furono distrutte durante i bombardamenti della seconda guerra mondiale. Nel 1986 fu realizzata una ristampa anastatica, che rese nuovamente disponibile il testo e ne preservò la consultazione.[2]

Workshop Duemila Grotte: archivi, rilievo e ricerca sul Carso

Il workshop Duemila Grotte è stato organizzato dalla Federazione Speleologica Regionale del Friuli Venezia Giulia APS con la Commissione Grotte Eugenio Boegan della Società Alpina delle Giulie, sezione di Trieste del Club Alpino Italiano. L’iniziativa ha avuto i patrocini della Società Speleologica Italiana e del Servizio geologico della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia.[1]

Nel programma hanno trovato spazio la genesi del volume, le grotte di guerra, il rilievo ipogeo e l’evoluzione degli strumenti di misura. La parte contemporanea ha affrontato il Catasto speleologico regionale, la comunicazione della speleologia, le grotte turistiche, l’archeologia carsica, le cavità artificiali, le acque e la biodiversità sotterranee.[3]

Ha partecipato anche il Centro Italiano di Documentazione Speleologica della Società Speleologica Italiana ETS. La sua presenza ha richiamato un tema essenziale: le pubblicazioni speleologiche non sono soltanto testimonianze storiche. Sono strumenti per conservare dati, rendere confrontabili le osservazioni e trasmettere conoscenze a ricercatori, gruppi e pubblico.

Nel caso di Duemila Grotte, questa funzione emerge con particolare chiarezza. L’opera racconta le cavità e il paesaggio carsico, ma registra anche le tecniche e gli interessi della speleologia del primo Novecento. Il confronto con i catasti digitali e con il rilievo strumentale attuale permette di seguire l’evoluzione della ricerca senza separarla dalla sua documentazione.

UNESCO e Duemila Grotte nella Giornata delle grotte e del carsismo

La data del workshop si è collocata nel calendario della prima Giornata internazionale delle grotte e del carsismo. La ricorrenza UNESCO cade ogni 13 settembre ed è dedicata alla conoscenza, alla protezione, allo studio e alla gestione sostenibile degli ambienti carsici.[6][7]

Secondo l’UNESCO, grotte e paesaggi carsici coprono quasi un quarto delle terre emerse e forniscono acqua potabile a più di un miliardo di persone. Sono anche ambienti fragili, con biodiversità sotterranea, archivi geologici e testimonianze culturali che richiedono attenzione specifica.[6]

In Friuli Venezia Giulia, le iniziative per la ricorrenza hanno incluso aperture al pubblico, attività divulgative e appuntamenti dedicati al patrimonio ipogeo. Il workshop Duemila Grotte ha collegato questa dimensione internazionale alla storia locale del Carso triestino.[7]

Il nesso è concreto. Un catasto speleologico aggiornato contribuisce alla lettura dei sistemi sotterranei, alla pianificazione della tutela e alla conoscenza delle risorse idriche. Gli inventari storici permettono inoltre di confrontare dati, toponimi, accessi e condizioni delle cavità nel tempo.

Dal volume del 1926 alla documentazione speleologica attuale

A cento anni dalla pubblicazione, Duemila Grotte resta un riferimento per comprendere il rapporto tra esplorazione e scrittura scientifica. Il suo impianto riuniva discipline diverse e dava forma a un archivio territoriale del Carso.[1][2]

La speleologia contemporanea utilizza strumenti digitali, banche dati geografiche, rilievi tridimensionali e misure sempre più precise. Rimane invariata la necessità di verificare, archiviare e condividere i risultati. In questo senso, il workshop Duemila Grotte ha proposto una lettura attuale del libro: non un oggetto soltanto celebrativo, ma una fonte utile per discutere qualità della documentazione e continuità della ricerca.

La giornata triestina ha così riportato l’attenzione sul valore delle pubblicazioni speleologiche. Ogni rilievo, scheda catastale, fotografia e relazione può diventare parte di una memoria collettiva del sottosuolo. È una base necessaria per studiare e proteggere le grotte del Carso.

Fonti

Fonti
[1] FSR-FVG APS e La Gazzetta dello speleologo: Federazione … https://www.fsrfvg.it/
[2] DUEMILA GROTTE. 1926-2026 La speleologia cent’anni dopo – Eventi http://eventi.regione.fvg.it/Eventi/dettaglioEvento.asp?evento=28441
[3] Duemila Grotte, a Trieste il centenario del volume che ha dato forma … https://www.scintilena.com/duemila-grotte-a-trieste-il-centenario-del-volume-che-ha-dato-forma-al-catasto-carsico/09/12/
[4] Duemila grotte : quarant’anni di esplorazioni nella Venezia Giulia http://www.librinlinea.it/titolo/duemila-grotte-quarantanni-di-esplora/LO10249460
[6] International Day of Caves and Karst | UNESCO https://www.unesco.org/en/days/caves-and-karst
[7] Giornata internazionale delle grotte e del carsismo – IDCK https://catastogrotte.regione.fvg.it/pagina/39/idck-giornata-internazionale-delle-grotte-e-del-carsismo
[8] [PDF] Luigi Vittorio Bertarelli, colui che ha saputo valorizzare il patrimonio … https://www.boegan.it/wp-content/uploads/2009/12/Bertarelli_-Sopra-e-sotto-il-Carso-11-2020.pdf
[9] Workshop di speleologia cent’anni dopo “Duemila Grotte” https://www.triesteallnews.it/2026/09/workshop-di-speleologia-centanni-dopo-duemila-grotte/
[10] Duemila Grotte. 1926-2026, La Speleologia, cent’anni dopo https://salaluttazzi.comune.trieste.it/eventi/duemila-grotte-1926-2026-la-speleologia-centanni-dopo/
[11] Archivio per Agosto 2026 https://www.fsrfvg.it/?m=202608&ec3_listing=disable
[12] Duemila grotte – Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/Duemila_grotte
[13] Duemila grotte. Quarant’anni di esplorazioni nella Venezia Giulia da … https://www.abebooks.it/Duemila-grotte-Quarantanni-esplorazioni-Venezia-Giulia/32457996339/bd
[14] Luigi Vittorio Bertarelli – boegan.it https://www.boegan.it/2009/12/luigi-vittorio-bertarelli/
[15] UNESCO International Day of Caves and Karst https://www.caveskarstday.org/
[16] Luigi Vittorio Bertarelli http://www.gwferrari.it/RivisteSpeleo/BiblioPersone/BiblioBertarelli/BiblioBertarelli.html
[17] “Duemila grotte: quarant’anni di esplorazioni nella Venezia Giulia” di … https://www.cacciatoredilibri.com/duemila-grotte-quarantanni-di-esplorazioni-nella-venezia-giulia-di-luigi-vittorio-bertarelli-ed-eugenio-boegan-touring-club-italiano-1926/
[18] Duemila grotte. Quarant’anni di esplorazioni nella Venezia Giulia https://www.vialibri.net/years/books/911163630/1926-bertarelli-l-v-e-boegan-e-duemila-grotte-quarantanni-di-esplorazioni-nella
[19] Rifiuti abbandonati nelle grotte. Gli speleologi ne recuperano 400 kg https://www.lanazione.it/lucca/cronaca/rifiuti-abbandonati-nelle-grotte-gli-a8bc4db9
[20] Il mondo alla rovescia – RTV SLO https://www.rtvslo.si/capodistria/radio-capodistria/notizie/friuli-venezia-giulia/il-mondo-alla-rovescia/793791
[21] Resoconto del workshop Duemila Grotte – 1926 | 2026 https://www.fsrfvg.it/?p=12363
[22] Giornate della Speleologia – Il buio è portato alla luce, l’Italia … https://www.giornatedellaspeleologia.it/
[23] Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo: a Postumia la … https://www.scintilena.com/giornata-internazionale-delle-grotte-e-del-carsismo-a-postumia-la-prima-celebrazione-unesco/09/12/
[24] Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo 2026 – ESCA https://www.esca-pdsotterranea.it/portal/index.php/dalla-rete/giornata-internazionale-delle-grotte-e-del-carsismo-2026
[25] Duemila Grotte. 1926-2026, La Speleologia, cent’anni dopo https://triestecultura.it/evento/duemila-grotte-1926-2026-la-speleologia-centanni-dopo/
[26] Duemila Grotte. 1926-2026, La Speleologia, cent’anni dopo https://triestecultura.it/evento/duemila-grotte-1926-2026-la-speleologia-centanni-dopo-3/
[27] CELEBRATI CON UN WORKSHOP I 100 ANNI DEL “DUEMILA … https://caisag.ts.it/cgeb-un-workshop-per-i-100-anni-del-2000-grotte-2026/
[28] giornata internazionale delle grotte e del carsismo Archivi https://grottadelvento.com/it/tag/giornata-internazionale-delle-grotte-e-del-carsismo/
[29] Sito web ufficiale – Carsismo e Grotte nelle Evaporiti dell’Appennino … https://www.ekcna.it/

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Sopra e Sotto il Carso, online il numero di settembre 2026 tra memoria, ricerca e speleologia

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Il numero di settembre 2026 di Sopra e Sotto il Carso riunisce attività associative, studi sul carsismo, formazione tecnica, memoria del terremoto del Friuli e aggiornamenti di biospeleologia nel territorio nord-orientale.

È disponibile il numero di settembre 2026 di Sopra e Sotto il Carso, rivista online del Centro Ricerche Carsiche “C. Seppenhofer” di Gorizia. La pubblicazione propone un sommario ampio, dedicato alla speleologia, alla storia del territorio, alla tutela degli ambienti sotterranei e alla divulgazione scientifica.

La rivista è consultabile e scaricabile gratuitamente attraverso il sito dell’associazione. Il nuovo fascicolo tiene insieme cronaca delle attività del Centro, contributi di approfondimento e segnalazioni rivolte alla comunità speleologica. Nel sommario compaiono anche appuntamenti, corsi e aggiornamenti della biblioteca virtuale.[1][2]

Sopra e Sotto il Carso e la divulgazione speleologica

Sopra e Sotto il Carso è una pubblicazione digitale collegata alle attività del Centro Ricerche Carsiche “C. Seppenhofer”. Il Centro opera a Gorizia dal 1978 e affianca all’esplorazione delle cavità iniziative di ricerca, documentazione, formazione e divulgazione sul carsismo.

La rivista definisce il proprio campo di interesse nella conoscenza delle aree carsiche e delle grotte. Il numero di settembre 2026 riprende questa impostazione con un editoriale dal titolo Il respiro segreto del Carso: memorie che riaffiorano, scoperte che avanzano. Il tema mette in relazione le nuove osservazioni con la conservazione della memoria speleologica.

La speleologia resta il filo conduttore del fascicolo. Le notizie raccolte attraversano ambienti naturali e cavità artificiali, archivi, musei, libri e attività sul terreno. Questo approccio permette di collegare la ricerca sul carsismo alla documentazione storica e alla vita delle associazioni.

Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo

Tra i contributi annunciati figura la relazione sulla Prima Conferenza Scientifica Internazionale per la Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo, identificata anche dall’acronimo IDCK 2026. La prima celebrazione della ricorrenza si è svolta il 13 settembre 2026, dopo la proclamazione UNESCO della Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo.

La data richiama l’attenzione sui sistemi carsici come risorse ambientali fragili. Le grotte ospitano ecosistemi specializzati, custodiscono archivi geologici e archeologici e sono spesso collegate a importanti riserve idriche sotterranee.

Nel programma editoriale compare anche la manifestazione per i cento anni dalla stampa del 2000 Grotte. L’opera è ricordata come un riferimento storico per la documentazione delle cavità del Carso triestino e goriziano. La ricorrenza offre lo spunto per riflettere sul valore dei catasti, dei rilievi e delle fonti storiche nella speleologia contemporanea.

Formazione speleologica e tecnologie al Corchia

Il fascicolo dedica spazio a tre giorni di formazione al Corchia, sintetizzati nel titolo Tecnici e tecnologie sottoterra. L’iniziativa richiama l’attività della Commissione Tecnica Speleologica del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico nel complesso dell’Antro del Corchia.

Le attività di settembre hanno previsto momenti dedicati a comunicazioni, reti Mesh, verifica delle linee telefoniche e gestione operativa degli interventi in profondità. Nel Corchia la formazione tecnica si confronta con condizioni che richiedono pianificazione, autonomia e cooperazione tra squadre.

La presenza di questi temi in Sopra e Sotto il Carso mostra come la speleologia includa non solo l’esplorazione, ma anche la preparazione al soccorso e l’uso consapevole delle tecnologie di comunicazione sotterranea.

Terremoto del Friuli 1976 e memoria speleologica

Un’ampia parte del numero di settembre 2026 è dedicata al cinquantesimo anniversario del terremoto del Friuli. I contributi annunciati ripercorrono il sisma del 1976 e la scossa più forte di settembre, oltre a presentare documentazione fotografica dell’impiego della brigata corazzata “Pozzuolo del Friuli” nelle operazioni di soccorso.

Il dossier affronta anche il cambiamento prodotto dall’emergenza nella speleologia del Friuli Venezia Giulia. Il terremoto rese evidenti le necessità di coordinamento, conoscenza del territorio e capacità operative in contesti difficili. La ricostruzione della memoria locale diventa quindi parte della documentazione speleologica e civile.

Nel numero compaiono inoltre Come eravamo… La speleologia degli anni ’70 e un ricordo di Franco Cucchi. Questi materiali collocano le attività contemporanee dentro una storia associativa più lunga.

Kleine Berlin, Amblypygi e patrimonio sotterraneo

Tra le notizie naturalistiche è segnalata la riproduzione di un amblipigio nella Kleine Berlin di Trieste. Le osservazioni riguardano Charinus ioanniticus, aracnide dell’ordine Amblypygi, noto anche come ragno frusta e innocuo per l’uomo.

Una femmina è stata osservata con la covata appena schiusa sul dorso. Il dato conferma che la popolazione presente nelle gallerie sotterranee artificiali continua a riprodursi. La Kleine Berlin è un complesso di rifugi antiaerei della Seconda guerra mondiale, con una parte civile e una parte militare tedesca.

Il caso interessa la biospeleologia perché documenta la stabilità di una popolazione in un ambiente ipogeo artificiale. Il sommario ospita anche un contributo sulla Grotta Tirfor, una sezione dedicata ai coralli fossili di Russiz nel progetto Tropico del Collio e un articolo sull’impronta dei Ritter nelle case di Gorizia.

Biblioteca, corso e contatti del Seppenhofer

Completano il numero di settembre 2026 le rubriche Speleocollezionisti, dedicate in questa uscita alle schede telefoniche, Speleolibri, Quattro elementi e gli aggiornamenti mensili di agosto della biblioteca virtuale. È annunciata anche l’apertura delle iscrizioni al 28° Corso di avvicinamento alla speleologia e una rassegna degli appuntamenti del settore.

Per consultare Sopra e Sotto il Carso e scaricare i fascicoli, il riferimento indicato è il sito del Centro Ricerche Carsiche “C. Seppenhofer”. Per inviare notizie, interviste, video, collegamenti utili, richieste di comunicati o informazioni sulle attività associative, il recapito comunicato è seppenhofer@libero.it.

Fonti

Fonti
[1] Sopra e Sotto il Carso – Seppenhofer https://www.seppenhofer.org/sopra-e-sotto-il-carso/
[2] Rivista online del Centro Ricerche Carsiche “C. Seppenhofer … https://www.scintilena.com/wp-content/uploads/2026/09/Sopra-e-sotto-il-Carso-8-2026-1-1.pdf
[3] [PDF] Rivista on line del Centro Ricerche Carsiche “C. Seppenhofer” https://www.fsrfvg.it/sopraesotto/Sopra-e-sotto-il-Carso-2018-09.pdf
[4] Al Seppenhofer di Gorizia torna il ciclo di conferenze sulla speleologia e il carsismo – Scintilena https://www.scintilena.com/al-seppenhofer-di-gorizia-torna-il-ciclo-di-conferenze-sulla-speleologia-e-il-carsismo/04/28/
[5] Man and Karst 2026 a Vendicari: ricerca, grotte e paesaggi carsici al … https://www.scintilena.com/man-and-karst-2026-a-vendicari-ricerca-grotte-e-paesaggi-carsici-al-centro-dellincontro/09/08/
[6] Puliamo il Buio 2026 alla Buca di Pianiza dell’Alpe – Scintilena https://www.scintilena.com/puliamo-il-buio-2026-alla-buca-di-pianiza-dellalpe-la-speleologia-toscana-per-la-tutela-delle-grotte/09/10/
[7] Il 2000 grotte – boegan.it https://www.boegan.it/2025/04/il-2000-grotte/
[8] Nel Corchia il soccorso del futuro si prova dentro la montagna https://www.scintilena.com/openday-cnsas-dentro-la-montagna/09/28/
[9] Nel rifugio bellico ‘Kleine Berlin’ di Trieste il raro ragno Amblypygi si … https://www.ansa.it/friuliveneziagiulia/notizie/2026/09/02/nella-kleine-berlin-di-trieste-il-raro-ragno-amblypygi-si-riproduce-ancora_46cd058d-1c30-4c6f-9a83-030832f9f477.html
[10] Kleine Berlin – Ministero della cultura https://cultura.gov.it/luogo/kleine-berlin
[12] Carso: Tutte le ultime notizie in tempo reale su Carso https://www.quotidiano.net/itinerari/tag/carso
[13] salute-eventiCorriere della Sera https://www.corriere.it/salute/eventi/
[14] [PDF] Carso C Storia Speleologia TS .pdf – Moodle@Units https://moodle2.units.it/pluginfile.php/562402/mod_resource/content/0/Carso%20C%20Storia%20Speleologia%20TS%20.pdf
[15] Tutti gli appuntamenti e manifestazioni da venerdì 18 a … https://www.sanremonews.it/2026/09/18/amp/argomenti/agenda-manifestazioni/articolo/tutti-gli-appuntamenti-e-manifestazioni-da-venerdi-18-a-domenica-20-settembre-2026-in-riviera-e-co.html
[16] “Sopra e sotto il Carso”, online il numero di agosto 2026 … https://www.scintilena.com/sopra-e-sotto-il-carso-online-il-numero-di-agosto-2026-ricerca-esplorazioni-e-memoria-speleologica/09/03/
[17] [PDF] Rivista online del Centro Ricerche Carsiche “C. Seppenhofer” aps https://www.cavernas.org.br/wp-content/uploads/2022/07/Sopra-e-sotto-il-Carso-1-2022.pdf
[18] [PDF] Rivista online del Centro Ricerche Carsiche “C. Seppenhofer” aps https://www.cavernas.org.br/wp-content/uploads/2023/11/Sopra-e-sotto-il-Carso-7-2023.pdf
[19] [PDF] SOPRA E SOTTO IL CARSO https://www.speleo.cz/Data/files/sekretariat/Ostatni/Sopra%20e%20sotto%20il%20Carso%2010.pdf
[20] Sopra e Sotto il Carso – Centro Ricerche Carsiche “C. Seppenhofer” https://www.seppenhofer.it/
[21] tornano a riprodursi nel buio sotterraneo della «Kleine Berlin» di … https://www.corriere.it/animali/biodiversita/26_settembre_03/i-ragni-frusta-tornano-a-riprodursi-nel-buio-sotterraneo-della-kleine-berlin-di-trieste-perche-e-una-scoperta-importante-05df73e2-82a2-48e1-93a2-285091d8bxlk.shtml
[22] Corchia Park: con i tuoi alunni in gita scolastica per vivere una … https://www.tuttoscuola.com/corchia-park-con-i-tuoi-alunni-in-gita-scolastica-per-vivere-una-montagna-di-emozioni/
[23] Il 2021 è l’Anno Internazionale delle grotte e del carsismo: speleologia, che passione https://www.ladige.it/tag/Grotte
[24] Kleine Berlin, l’amblipigio si riproduce ancora: femmina con i piccoli … https://www.triesteallnews.it/2026/09/kleine-berlin-lamblipigio-si-riproduce-ancora-femmina-con-i-piccoli-nelle-gallerie-antiaeree/
[25] Eccezionale nei sotterranei di Trieste: scoperto un aracnide mai … https://www.triesteprima.it/green/amblypygi-italia-trieste.html
[26] Giornate Nazionali della Speleologia – Gruppo Puglia Grotte https://www.gruppopugliagrotte.it/archivio-storico/bollettini/2003/lovece2/
[27] archeologia Archivi – Fondazione MIdA https://fondazionemida.com/tag/archeologia
[28] TRE SERATE DEDICATE ALLA SPELEOLOGIA – Grotta del Vento https://grottadelvento.com/it/novita/tre-serate-dedicate-alla-speleologia/
[29] Scuole – CorchiaPark https://www.corchiapark.it/scuole/
[30] Kleine Berlin – Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/Kleine_Berlin

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Soccorso speleologico in addestramento tra Urzulei e Baunei: tecnici CNSAS al lavoro in due grotte verticali

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Nel Nuorese le stazioni CNSAS di Cagliari, Sassari e Iglesias hanno svolto un’esercitazione nelle grotte di Nurra de su Neulacoro e Nurra de Su Lenzonargiu, affrontando recuperi in barella, contrappeso, riprese di ancoraggi e manovre di uscita dalla verticale sotto la supervisione degli istruttori regionali.

ESERCITAZIONE DI SOCCORSO SPELEOLOGICO – Comunicato CNSAS

URZULEI E BAUNEI (NU) – Per mantenere elevati standard operativi è necessario un addestramento continuo, esperienza in ambiente e una grande intesa di squadra. È con questo obiettivo che lo scorso weekend i nostri tecnici appartenenti alle stazioni di Cagliari, Sassari e Iglesias hanno preso parte a una esercitazione di soccorso speleologico che si è svolta in due differenti grotte: Nurra de su Neulacoro il sabato e Nurra de Su Lenzonargiu la domenica. Entrambe a sviluppo verticale, con una serie di terrazzamenti e di pozzi, sono state uno scenario perfetto per l’addestramento sulle tipologie di recupero della barella che vengono utilizzate in cavità di questo genere, quali quella con la tecnica del contrappeso, il recupero con riprese di ancoraggi e le diverse varianti di uscita dalla verticale, manovra critica nelle reali operazioni di soccorso. In entrambe le giornate erano presenti a turno 2 istruttori della Scuola Regionale Tecnici di Soccorso Speleologico che hanno supervisionato tutte le attività.

Fonti
[1] Esercitazione Archivi – Scintilena https://www.scintilena.com/tag/esercitazione/
[2] Esercitazione di soccorso alla Grotta di Cittareale – Scintilena https://www.scintilena.com/esercitazione-di-soccorso-alla-grotta-di-cittareale/02/24/
[3] Scintilena https://www.scintilena.com/
[4] Notizie Speleo Regionali – Scintilena https://www.scintilena.com/servizi-per-la-speleologia/notizie-speleo-regionali/
[5] Scintilena – Pagina 2 di 2508 – Una luce nel buio – il … https://www.scintilena.com/page/2/
[6] Archivio Archivi – Scintilena https://www.scintilena.com/category/archivio/
[7] Scintilena – Raccolta Luglio 2023 http://www.gwferrari.it/RivisteSpeleo/NAZ/Scintilena/2023/Scintilena2023-V21-F7-Indice.pdf
[8] La Scintilena, 25.000 articoli e una luce che resta sul Web https://www.scintilena.com/la-scintilena-25-000-articoli-e-una-luce-che-resta-sul-web/09/17/
[9] Chi Siamo – Scintilena https://www.scintilena.com/chi-siamo/
[10] La Scintilena – speleologiaveneta.it https://speleologiaveneta.it/index.php/la-scintilena
[11] Scintilena – Indice Articoli 2022 https://www.scintilena.com/wp-content/uploads_andrea/2023/06/2022_Indice_articoli_Scintilena.pdf
[12] Scintilena (@Scintilena) / Posts / X https://x.com/Scintilena
[13] Artificial Cavities, the Speleological Federation of Tuscany Proposes a Course Between Theory and Field – Scintilena https://ground.news/article/artificial-cavities-the-speleological-federation-of-tuscany-proposes-a-course-between-theory-and-field-scintilena
[14] Ico, Continue Exploring – Scintilena https://ground.news/article/ico-continue-exploring-scintilena
[15] @scintilena – Telegram – t.me https://t.me/s/Scintilena?before=8721

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Diversamente Speleo 2026 a Falvaterra: sedici partecipanti in grotta con una rete di 76 speleologi

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L’ edizione di Diversamente Speleo 2026 si è svolta il 27 settembre alle Grotte di Falvaterra. L’iniziativa ha coinvolto associazioni di cinque regioni, famiglie, operatori e volontari, nel Monumento naturale Grotte di Falvaterra e Rio Obaco.

Diversamente Speleo 2026, i numeri della giornata

Falvaterra, in provincia di Frosinone, ha ospitato la decima edizione di Diversamente Speleo 2026. La giornata si è svolta domenica 27 settembre nel complesso delle Grotte di Falvaterra.

Secondo il resoconto degli organizzatori, 16 partecipanti di Diversamente Speleo sono entrati in grotta con il supporto di 76 speleologi. Alla giornata hanno preso parte anche familiari e operatori delle associazioni coinvolte. Il bilancio complessivo è di 120 presenze.

Diversamente Speleo 2026 ha riunito persone provenienti da territori diversi. L’accompagnamento è stato costruito come attività di gruppo, con la presenza di speleologi volontari lungo il percorso e con il coinvolgimento delle reti familiari e associative.

L’iniziativa si colloca nel percorso avviato nel 2012 da un gruppo di speleologi dell’Italia centrale. Nel corso degli anni il progetto ha mantenuto il proprio obiettivo: rendere possibile una conoscenza diretta dell’ambiente ipogeo per persone con disabilità, modulando i percorsi e l’assistenza sulle esigenze concrete dei partecipanti.

Speleologia inclusiva e accompagnamento in grotta

Diversamente Speleo 2026 non va letto come una semplice visita turistica. Il centro della giornata è stato l’accompagnamento in grotta, reso possibile dal lavoro coordinato di persone con competenze speleologiche, volontari e operatori.

Le precedenti esperienze hanno adottato modalità differenti: accompagnamenti per persone deambulanti, attività multisensoriali e, dove necessario, impiego di barelle. La soluzione tecnica dipende sempre dalle condizioni della cavità, dal meteo, dal livello idrico e dalle necessità della persona accompagnata.

Nel 2025, alla Grotta Scura di Bolognano, l’edizione della rete Abruzzo, Lazio e Italia centrale aveva riunito 22 partecipanti con disabilità e 73 speleologi tutor e accompagnatori. A Falvaterra, nel 2026, il numero dei partecipanti in grotta è stato più contenuto, mentre la presenza dei volontari è rimasta ampia. Il dato evidenzia il carattere organizzativo e collettivo dell’appuntamento.

Gruppi speleologici da cinque regioni

Alla decima edizione di Diversamente Speleo 2026 hanno aderito gruppi e speleologi di Abruzzo, Lazio, Umbria, Emilia-Romagna e Veneto. Erano inoltre presenti numerosi speleologi non affiliati a gruppi.

Dall’Abruzzo hanno partecipato il Gruppo GES CAI “Andrea Pietrolungo” di Pescara, il Gruppo Grotte e Forre CAI L’Aquila “Francesco de Marchi”, il Gruppo Grotte e Forre CAI Teramo e il CNSAS Abruzzo.

Dal Lazio sono arrivati il Gruppo Speleologico “La Stalattite Eccentrica”, lo Speleo Club Roma, l’Associazione Speleo “Montefascia”, il Gruppo GS-CAI Roma, il CAI Colleferro, il CAI di Palestrina, Roma Sotterranea e il CNSAS Lazio.

L’Umbria è stata rappresentata dal Gruppo Speleologico UTEC Narni e dall’Associazione La Scintilena. Hanno aderito anche lo Speleo Club Forlì e il Gruppo Grotte Ariminum GGA CAI Rimini per l’Emilia-Romagna, insieme al Gruppo Speleologico Settecomuni e al GEO CAI Bassano del Grappa per il Veneto.

La presenza di gruppi provenienti da aree geografiche diverse conferma una dimensione interregionale consolidata. Diversamente Speleo 2026 si basa infatti sulla disponibilità di una rete che si attiva per una giornata, condividendo attrezzature, competenze e tempi organizzativi.

Grotte di Falvaterra e Rio Obaco, il contesto dell’evento

Diversamente Speleo 2026 si è svolta nel Monumento naturale Grotte di Falvaterra e Rio Obaco. L’area protetta si trova sulle pendici settentrionali dei monti Ausoni ed è stata istituita dalla Regione Lazio nel 2007. Si estende per 133 ettari ed è gestita dal Comune di Falvaterra.

Il sistema carsico di Falvaterra è vicino alle Grotte di Pastena. Le fonti locali descrivono un complesso ipogeo superiore a due chilometri, con percorsi turistici e speleoturistici in ambiente acquatico.

La scelta della cavità richiede attenzione alle condizioni ambientali. Le visite speleoturistiche possono essere annullate in caso di piogge intense, allerta meteo o aumento della portata del corso d’acqua sotterraneo. Sicurezza, tutela della cavità e adeguamento dell’esperienza ai partecipanti restano quindi elementi inseparabili.

Patrocini e organizzazione

L’evento ha ricevuto il patrocinio del Monumento naturale Grotte di Falvaterra e Rio Obaco e del Comune di Falvaterra. Hanno collaborato la Protezione Civile di Falvaterra, la Misericordia di Roccasecca, la Regione Lazio, la Pro Loco di Falvaterra, I Percorsi di Tommaso e la Polizia municipale di Falvaterra.

Un ringraziamento è stato rivolto ad Augusto Carè e Giuseppe Rinna, riferimenti per l’area speleoturistica, per l’accoglienza e per il grande contributo all’organizzazione della giornata.

Lo staff organizzativo di Diversamente Speleo 2026 era composto da Alejandra Meda, Giulia Pascucci, Lia Sisino, Aurelio Ferreo, Maria Fierli, Nerio Leonori, Giancarlo Tanda, Andrea Scatolini, Giulio Foschi ed Elena Di Labio. Il resoconto ricorda anche il contributo delle persone impegnate nella preparazione logistica e nell’accoglienza.

La decima edizione si è chiusa con l’appuntamento al 2027. Il valore dell’iniziativa sta nella continuità di una rete che unisce speleologia, associazionismo e partecipazione, senza separare l’esperienza sotterranea dalle condizioni di sicurezza e di cura necessarie per condividerla.

Fonti

https://www.facebook.com/share/1C5yzFLxRF/?mibextid=wwXIfr

Fonti
[1] Diversamente Speleo 2026 a Falvaterra: l’Italia centrale … https://www.scintilena.com/diversamente-speleo-2026-a-falvaterra-litalia-centrale-torna-in-grotta/09/24/
[2] Monumento Naturale Grotte di Falvaterra e Rio Obaco – Parchilazio https://www.parchilazio.it/falvaterra
[3] Grotte di Falvaterra https://www.grottedifalvaterra.it/
[4] Orari di visita, APERTURA TUTTO L’ANNO https://www.grottedifalvaterra.it/orari_di_visita_6.html
[6] Grotte di Falvaterra e il Lago Blu a cuore – Visit Lazio https://www.visitlazio.com/grotte-di-falvaterra-e-il-lago-blu-a-cuore/
[7] prezzi – Grotte di Falvaterra https://www.grottedifalvaterra.it/prezzi_7.html
[8] Speleoturismo – grottedifalvaterra.it https://www.grottedifalvaterra.it/speleoturismo_15.html
[9] Monumento naturale delle Grotte di Falvaterra e Rio Obaco https://it.wikipedia.org/wiki/Monumento_naturale_delle_Grotte_di_Falvaterra_e_Rio_Obaco
[10] GROTTE DI FALVATERRA E RIO OBACO – ACI Club https://club.aci.it/syc_puntovendita/grotte-di-falvaterra-e-rio-obaco/
[11] Speleoturismo nelle Grotte di Falvaterra e Risorgenza … https://www.tesoridellazio.it/outdoor/speleoturismo-nelle-grotte-di-falvaterra-e-rio-obaco-falvaterra-frosinone/
[12] Grotte di Falvaterra, orario di apertura. – Musei Online https://www.museionline.info/tipologie-museo/grotte-di-falvaterra
[13] GROTTE DI FALVATERRA: Tutto quello che c’è da sapere (2026) https://www.tripadvisor.it/Attraction_Review-g3723968-d5008032-Reviews-Grotte_di_Falvaterra-Falvaterra_Province_of_Frosinone_Lazio.html
[14] Grotte di Falvaterra – Visita Speleoturismo – All You SHOULD … https://www.tripadvisor.com/Attraction_Review-g3723968-d10799654-Reviews-Grotte_di_Falvaterra_Visita_Speleoturismo-Falvaterra_Province_of_Frosinone_Lazi.html
[15] Alle Grotte di Pertosa-Auletta torna “Diversamente Speleo”: l … https://www.italia2news.it/2026/09/24/alle-grotte-di-pertosa-auletta-torna-diversamente-speleo-ledizione-2026-in-favore-de-il-sorriso-di-samuele/
[16] ALLE GROTTE DI PERTOSA-AULETTA TORNA “DIVERSAMENTE SPELEO” https://www.news-express.it/2026/09/24/alle-grotte-di-pertosa-auletta-torna-diversamente-speleo/

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Clean Your Backyard 2026, bonificata la forra del Rio Chignolo a Comerio

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Cinquanta volontari tra CAI Varese, associazioni locali e amministrazione comunale hanno rimosso rifiuti e ostruzioni dal torrente, intervenendo anche nei due tratti ipogei del percorso di speleo-torrentismo urbano.

Clean Your Backyard 2026: l’intervento nel Rio Chignolo

Si è conclusa a Comerio la quinta edizione di Clean Your Backyard, iniziativa dedicata alla pulizia ambientale e alla cura del territorio. Domenica 27 settembre circa cinquanta volontari hanno lavorato lungo il Rio Chignolo, torrente che attraversa l’abitato e incide una piccola forra nella roccia maiolica.

All’operazione hanno partecipato il CAI Varese con il Gruppo Speleologico e gli specialisti di torrentismo, il Gruppo Antincendio Boschivo di Comerio, il Gruppo Alpini locale e rappresentanti dell’amministrazione comunale. L’intervento ha interessato sia le porzioni aperte dell’alveo, più semplici da raggiungere, sia le sezioni incassate e intombate.

Clean Your Backyard 2026 ha quindi avuto una funzione ambientale e operativa. La presenza congiunta di volontari, tecnici e amministratori ha consentito di lavorare in un contesto dove manutenzione ordinaria, conoscenza del terreno e sicurezza in ambiente di forra devono procedere insieme.

Rio Chignolo e speleo-canyonismo urbano a Comerio

Il Rio Chignolo è conosciuto dagli appassionati per una caratteristica poco comune. Il suo breve percorso comprende due lunghi tratti ipogei artificialmente intombati: uno sotto il rione Orocco e uno nell’area dell’ex Whirlpool. La documentazione del CAI Varese descrive l’itinerario come un raro caso di speleo-torrentismo urbano.

La forra misura circa 500 metri di sviluppo, con un dislivello di 100 metri. La scheda tecnica indica roccia maiolica, bacino idrografico di un chilometro quadrato e difficoltà v2 a2 II. Sono dati che definiscono un ambiente di progressione specialistica, non una semplice passeggiata in alveo.

Le indicazioni del CAI ricordano inoltre che il torrentismo comporta rischi specifici e che condizioni meteorologiche e portate possono cambiare rapidamente. Per questa ragione il miglioramento degli ancoraggi svolto durante Clean Your Backyard 2026 va letto nel quadro della manutenzione del percorso da parte di persone con competenze tecniche, senza sostituire la necessaria preparazione individuale di chi affronta una forra.

Rifiuti rimossi e riduzione delle ostruzioni

Nel corso della giornata sono stati raccolti ferro, plastica, vetro, scarti edili, tubazioni, elettrodomestici dismessi e pneumatici. I materiali sono stati convogliati in un container per avviarli allo smaltimento. La bonifica ha richiesto l’impiego di dieci esperti di torrentismo del CAI Varese, calati nei passaggi più impervi per raggiungere detriti non accessibili ai normali mezzi comunali.

L’azione non ha riguardato solo i rifiuti. I partecipanti hanno rimosso anche tronchi e piante cadute nell’alveo. In una forra stretta, la presenza di materiale legnoso può favorire sbarramenti locali durante le piene, con effetti sulla circolazione dell’acqua e sulla sicurezza delle aree circostanti.

La pulizia del Rio Chignolo mostra il valore pratico della collaborazione tra associazioni di montagna, volontariato di protezione del territorio e amministrazioni. Le conoscenze maturate nella mappatura delle forre delle Prealpi Varesine hanno permesso di individuare un luogo di interesse ambientale e speleologico, ma anche di documentare l’accumulo di rifiuti che ne comprometteva la fruizione.

Ispezione nei tratti intombati e prevenzione idrogeologica

Un ulteriore elemento di Clean Your Backyard 2026 è stata l’ispezione diretta delle opere e del torrente nei tratti intombati, effettuata con la presenza degli assessori comunali. Questo sopralluogo offre elementi utili per programmare attività di controllo e prevenzione del rischio idrogeologico.

Nei corsi d’acqua coperti, infatti, l’osservazione delle condizioni interne può essere più complessa rispetto ai tratti a cielo aperto. L’accumulo di rifiuti, vegetazione o materiali trasportati dalla corrente può ridurre localmente la sezione utile al deflusso. La verifica sul campo permette di distinguere le necessità di manutenzione ordinaria da eventuali interventi più strutturati.

La giornata si è conclusa alla sede degli Alpini di Comerio con un momento conviviale rivolto ai partecipanti. Il risultato dell’iniziativa resta soprattutto nel lavoro svolto lungo il Rio Chignolo: pulizia dell’alveo, rimozione delle potenziali ostruzioni, osservazione dei tratti sotterranei e manutenzione degli ancoraggi di una forra che conserva un interesse specifico per il canyoning e la speleologia urbana.

Fonti

Fonti
[1] Pulizia straordinaria al Rio Chignolo a Comerio: volontari e tecnici in azione nel tratto intubato https://www.varesenews.it/2026/09/pulizia-straordinaria-al-rio-chignolo-a-comerio-volontari-e-tecnici-in-azione-nel-tratto-intubato/2691694/
[2] [PDF] RIO CHIGNOLO – CAI Varese https://www.caivarese.it/wp-content/uploads/forre/Chignolo.pdf
[3] Il canyon del Rio Chignolo ripulito da cumuli di rifiuti grazie ai Rospi … https://www.ilgiorno.it/varese/cronaca/il-canyon-del-rio-chignolo-0444dc86
[4] Comerio, volontari in campo per ripulire la gola del Rio Chignolo https://www.laprovinciadivarese.it/comerio-volontari-in-campo-per-ripulire-la-gola-del-rio-chignolo-411211/
[6] “Clean Your Backyard”: in 50 ripuliscono il Rio Chignolo – VareseNews – Foto https://www.varesenews.it/photogallery/clean-your-backyard-in-50-ripuliscono-il-rio-chignolo/foto/10/
[7] Ecologia e comunità nella pulizia del torrente a Comerio – Prealpina https://www.prealpina.it/news/valli-e-laghi/392477/ecologia-e-comunita-nella-pulizia-del-torrente-a-comerio.html
[8] Comerio ottiene dalla Regione 100 mila euro per la lotta al dissesto … https://www.varesenews.it/2021/03/comerio-ottiene-dalla-regione-100-mila-euro-la-lotta-al-dissesto-idrogeologico/1323591/
[9] Green waste dumping event https://www.2news.com/news/local/green-waste-dumping-event/video_9cb8040a-94c7-540b-9786-2b26d0bae143.html
[10] “Clean Your Backyard”: in 50 ripuliscono il Rio Chignolo – VareseNews – Foto https://www.varesenews.it/photogallery/clean-your-backyard-in-50-ripuliscono-il-rio-chignolo/foto/5/
[11] [PDF] COMUNE DI COMERIO Tav. 1/a – AWS https://bussola.s3.eu-west-1.amazonaws.com/119529/Tavola%201a.pdf
[12] “Clean Your Backyard” Quinta Edizione: a Comerio ci si mobilita per … https://speleolombardia.wordpress.com/2026/09/01/clean-your-backyard-quinta-edizione-a-comerio-ci-si-mobilita-per-la-pulizia-del-rio-chignolo/
[13] Clean your Backyard. Comerio pulizia Forra Rio Chignolo – Hikr.org https://www.hikr.org/tour/post204525.html
[14] Nella Forra per Ripulire il Torrente 50 Volontari al Lavoro sul Rio … https://www.virgilio.it/italia/comerio/notizielocali/nella_forra_per_ripulire_il_torrente_50_volontari_al_lavoro_sul_rio_chignolo_a_comerio-77433194.html
[15] Forre – CAI Varese https://www.caivarese.it/gruppi-sezionali/speleologia-torrentismo/forre/
[16] MALTEMPO – Campania, allerta meteo gialla dalle ore 22:00 di giovedì 24 alle ore 16:00 di venerdì 25 settembre https://napolimagazine.com/attualita/articolo/maltempo-campania-allerta-meteo-gialla-dalle-ore-22-00-di-gioved-24-alle-ore-16-00-di-venerd-25-set-24-09-2026

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Grotte glaciali dei Forni, il monitoraggio dall’interno documenta trasformazioni sempre più rapide

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Il Progetto Speleologia Glaciale segue le cavità del ghiacciaio dei Forni e del Morteratsch: rilievi, immagini e tracciamenti aiutano a leggere l’evoluzione del drenaggio interno e i rischi legati ai collassi

Grotte glaciali dei Forni, un ambiente che cambia stagione dopo stagione

Le grotte glaciali dei Forni sono cavità temporanee, modellate dall’acqua di fusione e dal movimento stesso della massa di ghiaccio. Pozzi, condotti, forre e camere di contatto con la roccia possono nascere, ampliarsi e scomparire nel giro di una sola stagione. Per questo la loro esplorazione non è soltanto attività speleologica: costituisce una forma di osservazione diretta dei processi che interessano il ghiacciaio dall’interno.

A richiamare l’attenzione su questo lavoro è Paola Tognini, geologa e speleologa del Gruppo Grotte Milano CAI-SEM, impegnata nel Progetto Speleologia Glaciale insieme, tra gli altri, a Mauro Inglese e Andrea Ferrario. In occasione del festival Monti e Sorgenti, al CAI di Lecco, il gruppo ha presentato i risultati delle campagne condotte nelle Alpi, con particolare riferimento al ghiacciaio dei Forni in Valfurva e al Morteratsch in Svizzera.[1]

Le osservazioni sul ghiacciaio dei Forni risalgono agli anni Novanta. Il Progetto Speleologia Glaciale, nato nel 2008 dalla collaborazione tra Gruppo Speleologico CAI Varallo, Gruppo Grotte CAI Saronno e Gruppo Grotte Milano CAI-SEM, ha poi raccolto competenze provenienti da più realtà italiane. Il suo obiettivo è seguire nel tempo le grotte glaciali, documentandone sviluppo, instabilità e relazione con il ritiro delle masse di ghiaccio.

Speleologia glaciale e rilievi nelle cavità effimere

La speleologia glaciale opera in condizioni diverse dalle cavità carsiche. Il substrato è in continuo movimento. L’acqua può modificare rapidamente i percorsi. Crepacci, massi inglobati, inghiottitoi attivi e collassi rendono ogni ingresso dipendente dalle condizioni del momento. Anche le operazioni di soccorso sarebbero complesse.

Nelle grotte glaciali dei Forni, la documentazione combina fotografie, video, rilievi topografici e osservazioni delle forme di drenaggio. Il valore di questo lavoro sta soprattutto nella continuità delle serie di dati. Una cavità rilevata in una stagione può non essere più accessibile, o può essere completamente scomparsa, l’anno successivo.

Secondo Tognini, negli ultimi anni sono state osservate grandi grotte di contatto, sviluppate fra il ghiaccio e il substrato roccioso, poi non più presenti nelle campagne successive. La comparsa di vuoti profondi e instabili indica una trasformazione della struttura interna. Quando il ghiaccio si assottiglia e i crepacci raggiungono il letto roccioso, i circuiti idrici e le discontinuità possono favorire ulteriori cedimenti.

Il Club Alpino Italiano ha evidenziato come il monitoraggio delle cavità glaciali permetta di studiare il rapporto tra evoluzione delle grotte e trasformazione del ghiacciaio. I flussi d’aria nelle cavità, il passaggio dell’acqua e i collassi contribuiscono a modificare la massa glaciale. Le esplorazioni dall’interno completano quindi le misure di superficie e le osservazioni da remoto.

Ghiacciaio dei Forni, acqua di fusione e laghi nascosti

Un punto centrale dell’attività sulle grotte glaciali dei Forni riguarda l’idrologia endoglaciale e subglaciale. L’acqua superficiale entra nei mulini glaciali, percorre condotti interni e può raggiungere la base del ghiacciaio. La configurazione di questa rete non è fissa. Cambia con la fusione, con la pressione dell’acqua e con l’evoluzione del ghiaccio.

In una precedente campagna, il Progetto Speleologia Glaciale ha utilizzato GPS professionali per verificare lo spostamento annuale dei mulini, ha effettuato misure di spessore e ha condotto tracciamenti multipli delle acque. I test hanno mostrato risposte differenti in due settori del ghiacciaio. In un caso il transito del tracciante era rapido e poco diluito, compatibile con una rete di condotte efficiente. Nell’altro caso la restituzione più lenta suggeriva un drenaggio meno diretto oppure la presenza di un ostacolo o di un serbatoio interno.

Queste indagini sono importanti anche per valutare la possibile presenza di laghi endoglaciali o subglaciali. Un accumulo d’acqua, se liberato in seguito al cedimento di una soglia di ghiaccio o di detrito, può generare una piena improvvisa. Non ogni anomalia idrologica corrisponde a un pericolo imminente, ma riconoscere i percorsi e i tempi di deflusso aiuta a definire i fenomeni da sorvegliare.

Il ritiro del ghiacciaio e la necessità di serie storiche

Il ghiacciaio dei Forni è uno dei casi più seguiti nelle Alpi lombarde. Le informazioni riportate dalle campagne recenti della Carovana dei ghiacciai indicano un arretramento di circa tre chilometri dall’inizio del secolo. Tra il 2014 e il 2022 la fronte avrebbe perso oltre 400 metri e, in alcune porzioni, lo spessore del ghiaccio sarebbe diminuito fino a 70 metri. Sono dati che descrivono una tendenza di lungo periodo e che vanno letti insieme alle variazioni annuali di neve, temperatura e precipitazioni.

Dentro questa trasformazione, le grotte glaciali dei Forni sono indicatori molto rapidi. Non sostituiscono i bilanci di massa, la glaciologia di superficie o i rilievi aerofotogrammetrici. Aggiungono però informazioni che quegli strumenti non possono ottenere direttamente: forma e posizione dei condotti, geometria delle cavità di contatto, comportamento dell’acqua e segnali di instabilità localizzata.

La continuità delle osservazioni è decisiva. Un ambiente tanto effimero richiede confronti nel tempo, archivi ordinati e un linguaggio comune fra speleologi, glaciologi e tecnici del territorio. La documentazione prodotta sul campo può essere utile anche per interpretare eventi avvenuti dopo la chiusura o il collasso di una cavità.

Grotte glaciali dei Forni, ricerca sul campo e sicurezza

L’aumento della rapidità dei cambiamenti rende più ristrette le finestre operative per le esplorazioni. Gli ingressi possono risultare inaccessibili, le cavità possono diventare pericolose e le condizioni meteorologiche incidono in modo diretto sulla sicurezza. Per gli speleologi non si tratta di inseguire record, ma di scegliere con prudenza quando e dove sia possibile lavorare.

Il Progetto Speleologia Glaciale mostra il ruolo specifico della speleologia nella ricerca sui ghiacciai. Rilievi, immagini e tracciamenti restituiscono una lettura ravvicinata delle trasformazioni che avvengono sotto la superficie. Nel caso delle grotte glaciali dei Forni, questo patrimonio di osservazioni consente di collegare l’evoluzione delle cavità ai processi di fusione, drenaggio e collasso.

In un contesto in cui molte forme glaciali durano pochi mesi, la rapidità della documentazione diventa parte integrante del metodo. Ogni campagna aggiunge elementi a una serie storica che aiuta a comprendere non solo ciò che resta del ghiacciaio, ma anche il modo in cui sta cambiando.

Fonti

Fonti
[1] Nelle viscere dei ghiacciai. ‘Sfidiamo il pericolo ed esploriamo l’effimero’ https://www.ilgiorno.it/sondrio/cronaca/speleo-glaciologi-ghiacciaio-forni-r7dpq9vw
[2] I ghiacciai degli speleologi – Lo Scarpone https://www.loscarpone.cai.it/dettaglio/ghiacciai-speleologi/
[3] Gruppo di Lavoro Glaciospeleologia – speleolombardia.it https://speleolombardia.wordpress.com/commissione-scientifica/gruppo-di-lavoro-glaciospeleologia/
[4] Speleologia Glaciale -Tutti al gelo nel Forni – Scintilena https://www.scintilena.com/speleologia-glaciale-tutti-al-gelo-nel-forni/10/24/
[5] Sos ghiacciaio dei Forni, Legambiente denuncia: “In Valfurva perde fino a 10 centimetri di spessore al giorno” https://www.quotidiano.net/luce/attualita/ghiacciaio-forni-legambiente-valfurva-perde-10-centimetri-spessore-al-giorno-k4gv8jwj
[7] Alpi e ghiacciai, estate horribilis 2026: dati e crolli dalla … https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/09/07/ghiacciai-alpi-estate-2026-carovana-legambiente-notizie/8498920/
[8] [PDF] VUOTI E GHIACCIO. Speleologia e ricerca nelle grotte glaciali … https://www.estmonterosa.it/images/eventi/2018/2018.09.22-vuoto-e-ghiaccio-speleologia-scienza-grotte-glaciali-italiane-programma-convegno-agognate.pdf
[9] [PDF] VUOTO e GHIACCIO – CAI Novara https://cainovara.it/wp-content/uploads/2018/07/convegno.pdf
[10] [PDF] VUOTO E GHIACCIO Speleologia e scienza nelle grotte glaciali … https://www.gruppogrottenovara.it/assets/files/Labirinti37.pdf
[11] Glaciospeleologia | speleolombardia.it https://speleolombardia.wordpress.com/category/glaciospeleologia/
[12] [PDF] PAOLA TOGNINI – Premio Marcello Meroni https://premiomarcellomeroni.it/wp-content/uploads/2017/09/2012-Paola-Tognini.pdf
[13] Lecco, dalle grotte nei ghiacciai alla speleologia: serata sulla glaciospeleologia e corso di avvicinamento – Scintilena https://www.scintilena.com/lecco-dalle-grotte-nei-ghiacciai-alla-speleologia-serata-sulla-glaciospeleologia-e-corso-di-avvicinamento/09/09/
[14] 2° Incontro di Speleologia Glaciale – Scintilena https://www.scintilena.com/2-incontro-di-speleologia-glaciale-2/03/03/
[15] L’idrodinamica endoglaciale: cosa succede davvero dentro un … https://www.scintilena.com/lidrodinamica-endoglaciale-cosa-succede-davvero-dentro-un-ghiacciaio-alpino-quando-nevica-o-fa-caldo/05/02/
[16] Convegno a Novara: VUOTO e GHIACCIO Speleologia e scienza … https://www.scintilena.com/convegno-a-novara-vuoto-e-ghiaccio-speleologia-e-scienza-nelle-grotte-glaciali-italiane/07/18/

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Armo sostenibile, a Spelaion 2026 un corso sugli ancoraggi per la speleologia

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Il 5 e 6 dicembre a Bari un corso tecnico-pratico dedicato agli ancoraggi di nuova “vecchia” generazione. L’iniziativa si inserisce nel programma di Spelaion 2026, dedicato quest’anno al tema “Sostenibilità in profondità”

In occasione di Spelaion 2026, in programma a Bari dal 4 al 6 dicembre, si terrà il Corso di Armo Sostenibile, un appuntamento tecnico-pratico dedicato agli ancoraggi e alle modalità di attrezzamento delle grotte.

Il corso si svolgerà nelle giornate del 5 e 6 dicembre 2026 ed è presentato dagli organizzatori come un percorso sugli “ancoraggi di nuova (vecchia) generazione”, espressione che richiama il recupero e la rilettura di soluzioni già conosciute alla luce delle attuali esigenze di sicurezza, efficacia e sostenibilità.

L’iniziativa è indicata come corso omologato CAI e SSI di II livello. La direzione è affidata all’IT SSI S. Sterchele e all’IS SNS CAI D’Adduzio.

Armo e sostenibilità degli ambienti sotterranei

13-09-2026 Auronzo di Cadore Buse del Socento Marmarole: “Speleo Team sempre al lavoro. Oggi dopo aver vagato tra mughi e versanti quasi impraticabili, finalmente abbiamo raggiunto una delle risorgenze dei Lastoni delle Marmarole. Non sappiamo quantificare la portata, ma è davvero tanta. Vedere quell’acqua uscire con tanta pressione da una fessura nella roccia è stato incredibile. Le Marmarole“

Il tema si inserisce pienamente nel filo conduttore scelto per Spelaion 2026: “Sostenibilità in profondità”.

L’incontro regionale della speleologia pugliese vuole infatti porre l’attenzione non soltanto sull’esplorazione, ma anche sulla responsabilità degli speleologi nella conoscenza, documentazione e protezione degli ambienti carsici.

In questo contesto, parlare di armo sostenibile significa aprire una riflessione anche sul modo in cui vengono attrezzate e frequentate le cavità, sull’impiego degli ancoraggi e sull’impatto che le attività speleologiche possono avere nel tempo sulle pareti e sugli ambienti sotterranei.

Il corso offrirà quindi un’occasione di formazione e confronto tecnico su un aspetto fondamentale della progressione speleologica.

Dalle esplorazioni nelle Marmarole a Spelaion

Al corso parteciperà anche lo SpeleoTeam di Conegliano, che presenterà l’esperienza maturata durante il campo esplorativo svolto nell’agosto 2026 nelle Marmarole, sulle Dolomiti bellunesi. Le attività hanno riportato il gruppo nell’Abisso Tiziano, cavità dei Lastoni delle Marmarole ancora in esplorazione, dove sono stati raggiunti ambienti fino a circa 150 metri di profondità, con possibili prosecuzioni ancora da indagare. Ne abbiamo già parlato: metto sotto il link.

Nelle settimane successive lo SpeleoTeam ha proseguito le ricognizioni nell’area, raggiungendo anche una delle risorgenze dei Lastoni delle Marmarole, dalla quale è stata osservata una consistente fuoriuscita d’acqua. Le nuove osservazioni confermano l’interesse del gruppo per la comprensione della circolazione idrica sotterranea e per le possibili prosecuzioni del sistema.

A Spelaion lo SpeleoTeam anticipa inoltre la presentazione di una novità che consentirà, secondo il gruppo, di «osservare le grotte con occhi nuovi». I dettagli saranno illustrati durante l’appuntamento di Bari.

Il Corso di Armo Sostenibile è uno degli appuntamenti tecnici di Spelaion 2026, manifestazione organizzata dal Gruppo Speleologico Vespertilio CAI Bari, in collaborazione con la Federazione Speleologica Pugliese e con il patrocinio del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico – Puglia.

L’edizione di quest’anno avrà inoltre un significato particolare: sarà l’occasione per celebrare il 50° anniversario della fondazione del Gruppo Speleologico Vespertilio di Bari, affiancando alla memoria di mezzo secolo di attività una riflessione sulle tecniche e sulle responsabilità della speleologia contemporanea: ne parleremo!

Informazioni

Corso di Armo Sostenibile
Date: 5–6 dicembre 2026
Luogo: Bari, nell’ambito di Spelaion 2026
Tipologia: corso tecnico-pratico sugli ancoraggi di nuova “vecchia” generazione
Corso: omologato CAI e SSI – II livello
Direttori: S. Sterchele (IT SSI) e V. D’Adduzio (IS SNS CAI)
Informazioni e iscrizioni: info@vespertilio.it

Fonti e approfondimenti

Programma e informazioni ufficiali di Spelaion 2026 – Gruppo Speleologico Vespertilio CAI Bari https://vespertilio.it/spelaion-2026

Post SpeleoTeam Corso di Armo Sostenibile

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Messico, le fosse dei mammut: cosa raccontano 13.000 anni dopo

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A Tultepec, nella grande conca del Messico, oltre 1.500 ossa appartenenti ad almeno 14 mammut sono state trovate all’interno di due grandi fosse

Gli archeologi ritengono che possano essere state utilizzate come trappole dai cacciatori preistorici. Nuove analisi sui denti e sulle ossa degli animali aggiungono oggi altri particolari alla storia

La curiosità è nata leggendo un articolo pubblicato da Focus, dedicato al mistero di una “trappola per mammut” risalente a circa 15.000 anni fa.

Una storia abbastanza affascinante da meritare qualche ricerca in più.

le fonti scientifiche e quelle dell’Instituto Nacional de Antropología e Historia (INAH), l’ente pubblico messicano che si occupa della ricerca e della tutela del patrimonio archeologico, antropologico e paleontologico. E’ emersa una storia ancora più interessante: non soltanto grandi fosse e centinaia di ossa, ma nuove datazioni, analisi dei denti e delle ossa e perfino indizi sugli spostamenti dei mammut che vivevano nella regione alla fine del Pleistocene.

Tutto comincia con due grandi buche nel terreno e una quantità impressionante di ossa.

Ricostruzione della caccia al mammut, Museo Nazionale di Antropologia, Città del Messico. Foto: José Luiz Bernardes Ribeiro / Wikimedia Commons – CC BY-SA 4.0

Siamo a Tultepec, nello Stato del Messico, una quarantina di chilometri a nord di Città del Messico. Qui, durante alcuni lavori effettuati nel 2019 in un’area destinata a una discarica, gli archeologi dell’Instituto Nacional de Antropología e Historia (INAH) hanno portato alla luce più di 1.500 resti ossei appartenenti ad almeno 14 mammut.

Della scoperta colpisce, più ancora del notevole numero di resti, il fatto che le ossa si trovassero all’interno di due grandi fosse, profonde circa un metro e settanta e larghe una ventina di metri. Secondo gli archeologi, potrebbero essere state scavate intenzionalmente e utilizzate dagli antichi abitanti della regione per intrappolare i mammut.

Se questa interpretazione è corretta, Tultepec conserva la testimonianza di una forma di caccia molto più organizzata di quanto si potrebbe immaginare pensando ai gruppi umani della fine del Pleistocene.

Grandi lavori per catturare animali ancora più grandi

Scavare quelle fosse non doveva essere semplice.

Secondo le stime dell’INAH, per realizzarle sarebbe stato necessario rimuovere complessivamente circa 400 metri cubi di terreno. Un lavoro che fa pensare a un’attività collettiva e programmata.

Gli archeologi ipotizzano inoltre che nella zona possano esistere altre strutture simili, forse disposte a poche decine di metri l’una dall’altra.

L’idea è affascinante: invece di limitarsi ad approfittare di mammut morti naturalmente o rimasti accidentalmente bloccati nel terreno, gli uomini potrebbero aver imparato a indirizzare gli animali verso punti scelti in precedenza, trasformando il paesaggio in un vero strumento di caccia. È bene però usare un po’ di prudenza.

Le fosse vengono interpretate dagli archeologi come trappole sulla base dell’insieme delle evidenze raccolte nel sito. Non abbiamo, naturalmente, la possibilità di osservare direttamente come venissero utilizzate 13.000 anni fa. Anche in documenti dell’INAH relativi ad altri siti della stessa regione si parla infatti delle “possibili trappole” di Tultepec.

Non soltanto ossa: a rendere interessante il sito è anche il modo in cui sono stati ritrovati i resti

Gli archeologi hanno osservato tracce di intervento umano sulle ossa e differenze nel modo in cui le carcasse furono trattate. Alcune sembrano essere state sfruttate quasi completamente, altre soltanto in parte. Sono stati trovati anche strumenti realizzati in osso. In alcuni casi la disposizione dei resti sembra inoltre tutt’altro che casuale. Intorno a un cranio di mammut, ad esempio, alcune vertebre e una zanna appartenente a un altro animale sembrerebbero essere state sistemate intenzionalmente.

L’archeologo Luis Córdoba Barradas, responsabile delle ricerche, ha proposto che alcuni di questi comportamenti potessero avere anche un significato rituale. dimostrare rispetto alla semplice osservazione delle ossa e della loro posizione: proprio per questo va considerata come interpretazione, non come certezza.

Nel sito sono comparsi anche resti di altri grandi animali, tra cui cavalli e cammelli, che facevano parte della fauna presente nella regione alla fine del Pleistocene.

Cosa mangiavano i mammut?

Negli ultimi anni la storia di Tultepec ha acquistato un nuovo capitolo.

Gli scienziati hanno infatti cominciato a interrogare direttamente denti e ossa dei mammut per capire qualcosa in più sulla loro vita. Un primo studio, pubblicato nel 2023 sul Journal of South American Earth Sciences, ha analizzato l’usura dei denti di undici mammut provenienti dai siti di Tultepec.

I denti, proprio come accade negli animali attuali, si consumano in maniera differente a seconda di ciò che viene mangiato. Studiandone le superfici è quindi possibile ottenere indicazioni sul tipo di vegetazione consumata durante la vita. Il risultato mostra animali con una dieta piuttosto varia, compatibile con un ambiente formato da zone erbose alternate ad aree con alberi e arbusti. La maggior parte degli individui studiati era relativamente giovane: cinque avevano meno di 18 anni e soltanto uno avrebbe raggiunto circa 45 anni.

Le informazioni nascoste nello smalto dei denti

Nel 2025 un nuovo studio ha fatto procedere ancora. La ricerca, pubblicata sulla rivista scientifica Palaeogeography, Palaeoclimatology, Palaeoecology, ha combinato diversi tipi di analisi su undici mammut di Tultepec.

Senza addentrarsi troppo nella chimica, il principio è semplice: quello che un animale mangia e beve lascia una piccola firma chimica nei suoi denti e nelle sue ossa: una “firma” che si conserva a lungo, per migliaia di anni.

Analizzandola, i ricercatori hanno scoperto che dieci degli undici mammut studiati avevano un’alimentazione mista. Non erano quindi legati a un solo tipo di vegetazione, ma sembrano aver sfruttato risorse differenti. Soltanto uno degli animali mostra caratteristiche compatibili con una dieta maggiormente basata su foglie e vegetazione arbustiva.

Solo un piccolo dettaglio, che contribuisce a restituire l’immagine di animali capaci di adattarsi ad ambienti diversi.

Mammut locali e mammut viaggiatori

Anche l’acqua bevuta da un animale lascia una traccia riconoscibile nei suoi tessuti. Studiando le differenze, i ricercatori hanno osservato che non tutti i mammut di Tultepec sembrano avere la stessa storia. Alcuni potrebbero essere vissuti stabilmente nella regione, mentre altri potrebbero essere arrivati da zone differenti.

Gli autori dello studio parlano della possibile presenza di individui residenti e individui migratori.

Non conosciamo le loro rotte, non possiamo ricostruire sulla carta gli spostamenti delle mandrie: però, sembra che alcuni animali si siano mossi attraverso territori più ampi.

Allora, se gli uomini di Tultepec utilizzavano davvero grandi fosse per catturare i mammut, dovevano probabilmente conoscere molto bene, oltre al territorio, anche le abitudini e gli spostamenti degli animali.

La datazione

Nelle prime notizie sulla scoperta si è parlato spesso di “trappole per mammut di 15.000 anni fa”.

L’INAH colloca il contesto archeologico di Tultepec in un intervallo compreso approssimativamente tra 15.000 e 13.000 anni fa.

Lo studio pubblicato nel 2025 ha però permesso di ottenere qualcosa di ancora più preciso: tre mandibole di mammut sono state datate direttamente con il metodo del radiocarbonio: i risultati sono compresi tra circa 13.170 e 13.450 anni fa.

Questo non significa che tutto il sito abbia esattamente la stessa età, ma permette di collocare con maggiore precisione nel tempo alcuni degli animali studiati e di aggiungere un nuovo tassello alla ricostruzione archeologica di Tultepec.

Una storia scritta sotto terra

Tultepec è interessante perché discipline diverse stanno ricostruendo pezzi differenti della stessa storia.

L’archeologia studia le fosse, la posizione delle ossa e le tracce lasciate dagli uomini. La paleontologia ricostruisce età e caratteristiche degli animali. Lo studio dei denti permette di capire cosa mangiavano. Le analisi chimiche di denti e ossa possono persino suggerire se alcuni di quei mammut fossero vissuti sempre nello stesso territorio oppure fossero arrivati da più lontano.

Alla fine, le due fosse raccontano qualcosa che va oltre la spettacolare immagine della “trappola per mammut”: un paesaggio oggi scomparso, popolato da grandi erbivori, e gruppi umani che sembrano aver imparato a conoscere molto bene quel territorio e gli animali che lo attraversavano.

Spunto

Focus, 30 settembre 2026 – “C’è un mistero nella trappola per mammut di 15.000 anni fa” https://www.focus.it/scienza/scienze/il-mistero-della-trappola-per-mammut-di-15000-anni-fa

Fonti scientifiche

Rodríguez-Franco S., Pérez-Crespo V.A., Barrón-Ortiz C.I., Córdoba-Barradas L., Arroyo-Cabrales J., Rivals F., Cienfuegos-Alvarado E., Otero F.J., Loredo-Jasso A.U., Beramendi-Orosco L.E. (2025) – Dietary reconstruction of Mammuthus columbi from Tultepec, Estado de México, México: A multiproxy approach, Palaeogeography, Palaeoclimatology, Palaeoecology, 666, 112829. DOI: 10.1016/j.palaeo.2025.112829 – https://www.sciencedirect.com/science/article/abs/pii/S0031018225001142

Rodríguez-Franco S., Pérez-Crespo V.A., Barrón-Ortiz C.I., Córdoba-Barradas L., Arroyo-Cabrales J. (2023) – Dental mesowear analysis of the Columbian mammoth (Mammuthus columbi) from Tultepec, Estado de México, México, Journal of South American Earth Sciences, 125, 104320. DOI: 10.1016/j.jsames.2023.104320 – https://www.sciencedirect.com/science/article/abs/pii/S0895981123001311

Instituto Nacional de Antropología e Historia (INAH) – El megasitio de mamuts de Tultepec revela la cultura de los antiguos cazadores de la Cuenca de México, comunicazione istituzionale sulle ricerche archeologiche condotte da Luis Córdoba Barradas – https://www.inah.gob.mx/boletines/el-megasitio-de-mamuts-de-tultepec-revela-la-cultura-de-los-antiguos-cazadores-de-la-cuenca-de-mexico

Instituto Nacional de Antropología e Historia (INAH) – Los mamuts de Tultepec: vestigios de un paisaje remoto, sintesi sul sito paleoarcheologico Tultepec II – https://www.inah.gob.mx/foto-del-dia/los-mamuts-de-tultepec-vestigios-de-un-paisaje-remoto

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