Condividi
La settima campagna alla Grotta del Leone approfondisce le frequentazioni del Tardo Paleolitico. Il Museo di Storia Naturale dell’Università di Pisa guida le ricerche, sostenute dal bando ProArcheo 2025-2026 e dalla collaborazione con il Comune di San Giuliano Terme.
Grotta del Leone: iniziata la campagna archeologica di ottobre 2026
Ad Agnano sono ripresi gli scavi alla Grotta del Leone. Nel mese di ottobre 2026 è iniziata la settima campagna nel sito archeologico del Comune di San Giuliano Terme. La cavità si apre in località La Croce, sul versante sudoccidentale del Monte Pisano. Le indagini puntano a ricostruire le frequentazioni del Tardo Paleolitico e a verificare la presenza di testimonianze ancora più antiche, finora non documentate nell’area.[1]
La ricerca riguarda quindi una fase centrale della preistoria locale. L’obiettivo è comprendere meglio quando e come i gruppi umani utilizzarono questo ambiente sotterraneo. La verifica delle sequenze più antiche potrà ampliare il quadro del popolamento del Monte Pisano. Si tratta di un obiettivo della campagna, distinto dai risultati che emergeranno dallo scavo e dalle successive analisi.[1]
Scavi alla Grotta del Leone: direzione scientifica e tutela archeologica
Gli scavi sono condotti in regime di concessione dal Museo di Storia Naturale dell’Università di Pisa. La direzione scientifica è affidata a Jacopo Conforti. La supervisione è svolta da Claudia Rizzitelli, funzionaria archeologa della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Pisa e Livorno.[1]
Il Museo coordina le ricerche dal 2019. Il progetto integra indagine archeologica, tecnologie digitali e valorizzazione museale. Questo collegamento permette di sviluppare lo studio del sito insieme alla comunicazione dei suoi contenuti al pubblico. Reperti, documentazione e ricostruzioni diventano così parti di uno stesso percorso di conoscenza.[1]
Preistoria del Monte Pisano: dai primi scavi alle ricerche attuali
La storia delle indagini alla Grotta del Leone attraversa più generazioni di studiosi. Ezio Tongiorgi avviò le ricerche dell’Università di Pisa tra il 1947 e il 1950. Antonio Mario Radmilli proseguì gli scavi dal 1970 al 1974. Nel 2015 le attività ripresero a cura di Giovanna Radi, in collaborazione con il Museo. Dal 2019 quest’ultimo è concessionario degli scavi.[2]
I materiali già recuperati documentano usi diversi della cavità. Durante il Paleolitico la grotta servì da riparo a gruppi di cacciatori. Nel Neolitico fu utilizzata anche per attività rituali. Questa successione mostra come uno stesso luogo possa assumere funzioni differenti nel corso della preistoria.[2]
Il sito contribuisce a una lettura più ampia del territorio pisano. Il percorso espositivo del Museo lo mette in relazione con il Riparo la Romita di Asciano e con le Dune del Poggio di Mezzo a San Rossore. I tre contesti aiutano a ricostruire le frequentazioni preistoriche tra Monte Pisano, aree interne e fascia costiera.[2]
ProArcheo 2025-2026 e anello di Agnano: ricerca e valorizzazione del territorio
La campagna alla Grotta del Leone beneficia anche di un finanziamento dell’Università di Pisa attraverso il bando ProArcheo 2025-2026. L’accesso al sostegno è stato reso possibile dalla collaborazione con il Comune di San Giuliano Terme. L’intervento rientra in un progetto di valorizzazione del patrimonio naturalistico, archeologico e storico del Monte Pisano.[1]
Il programma comprende il rinnovo della pannellistica lungo il percorso escursionistico dell’anello di Agnano, finanziato dal Comune. La collaborazione tra amministrazione e Museo era già stata illustrata da Scintilena nell’ambito degli investimenti dedicati al territorio e alla campagna di scavo 2026.[1][3]
L’assessore all’Ambiente Filippo Pancrazzi collega il sostegno alla ricerca alla conoscenza dei luoghi. «Come Amministrazione vogliamo investire sulla conoscenza del territorio», ha dichiarato, richiamando il rafforzamento della collaborazione con l’Università e il Museo. La nuova segnaletica risponde alla stessa impostazione: rendere il Monte Pisano più riconoscibile e favorirne una frequentazione consapevole.[1]
Grotta del Leone e divulgazione: i risultati saranno presentati alla cittadinanza
Al termine della campagna sono previsti incontri aperti alla cittadinanza. Si svolgeranno presso il Museo di Storia Naturale e presso il Comune di San Giuliano Terme. Gli appuntamenti presenteranno l’avanzamento delle ricerche e il lavoro svolto nel sito.[1]
La restituzione pubblica si inserisce in un’attività museale già consolidata. Alla Certosa di Calci, la sala dedicata alla preistoria del Monte Pisano comprende una ricostruzione della Grotta del Leone durante lo scavo. Il percorso espone inoltre reperti e fossili provenienti dai principali contesti preistorici dell’area. La nuova campagna alimenta questo rapporto tra ricerca sul campo, conservazione e divulgazione.[2][4]
Fonti dell’articolo
Speleoarcheologia: metodi, interpretazioni e tutela del patrimonio sotterraneo
Relazione di approfondimento sull’archeologia delle grotte naturali e delle cavità artificiali: dalla formazione dei depositi alle datazioni, dalla documentazione tridimensionale alla conservazione degli ambienti ipogei.
Speleoarcheologia: il rapporto tra esplorazione sotterranea e ricerca archeologica
La speleoarcheologia indica un ambito di ricerca nel quale lo studio delle testimonianze umane nel sottosuolo incontra le competenze dell’esplorazione speleologica. Comprende contesti differenti: grotte naturali frequentate nella preistoria, ambienti funerari, luoghi di culto e opere sotterranee costruite dall’uomo. Il terreno comune è l’analisi del rapporto tra comunità umane e spazi ipogei.[5][6][7]
Le competenze coinvolte restano distinte e complementari. La speleologia contribuisce alla conoscenza degli accessi, della morfologia e delle relazioni tra ambienti. L’archeologia ricostruisce le attività umane attraverso stratigrafie, manufatti e strutture. La geoarcheologia applica metodi delle scienze della Terra alla comprensione dei depositi e dei processi che li hanno trasformati.[6][8]
Questa cooperazione ha anche una dimensione istituzionale. Nel luglio 2025 l’Istituto centrale per l’archeologia del Ministero della Cultura e la Società Speleologica Italiana hanno annunciato un accordo. Il programma riguarda ricerca congiunta, censimento delle cavità con evidenze archeologiche, formazione e divulgazione. L’intesa riconosce il valore scientifico della documentazione speleologica nello studio del patrimonio sotterraneo.[6]
Grotte naturali e cavità artificiali: due contesti della speleoarcheologia
Una grotta naturale precede, di norma, la sua frequentazione umana. La ricerca deve comprendere sia la storia geologica dell’ambiente sia gli usi successivi. Un vano scavato dall’uomo pone invece anche domande sulla progettazione, sulle tecniche di realizzazione e sulla funzione originaria. Le cavità artificiali comprendono, tra gli altri esempi, miniere, acquedotti, abitazioni sotterranee e tombe.[7][9]
La distinzione non elimina le sovrapposizioni. Una cavità naturale può contenere opere e adattamenti antropici. Un ambiente artificiale può essere riutilizzato con finalità diverse da quelle iniziali. L’indagine deve quindi separare la formazione dello spazio, le modifiche umane e le trasformazioni successive. La classificazione tipologica costituisce un punto di partenza, non sostituisce la ricostruzione storica.[10]
Il termine “speleologia urbana” non comprende da solo tutto questo campo. Molte opere ipogee si trovano fuori dai centri abitati. La denominazione “speleologia in cavità artificiali” descrive meglio questa varietà di ambienti e paesaggi.[10]
Archeologia in grotta: ripari, sepolture, santuari e attività produttive
Le grotte hanno ospitato attività differenti nel corso del tempo. Sono state utilizzate come ripari, abitazioni, cimiteri, miniere e santuari. La documentazione didattica della Società Speleologica Italiana presenta questa pluralità come un elemento centrale del rapporto tra uomo e sottosuolo.[11]
La funzione di un sito non deriva soltanto dal tipo di oggetto rinvenuto. Conta la combinazione tra reperti, posizione, tracce d’uso e caratteristiche dei depositi. Anche strumenti simili possono essere impiegati in attività diverse. Per ricostruirle occorre integrare lo studio tecnologico con analisi funzionali, spaziali e ambientali.[12][13]
La Grotta del Leone offre un esempio della variazione degli usi nel tempo. Il Museo documenta un impiego paleolitico come riparo e una frequentazione neolitica legata a pratiche rituali. Queste fasi non vanno sovrapposte in una descrizione generica di “abitazione preistorica”. La successione degli utilizzi è parte della storia del sito.[2]
Sedimenti di grotta e tafonomia: come si forma un archivio archeologico
Il deposito di una grotta non è una semplice pila di livelli intatti. I materiali possono arrivare dall’esterno con acqua, vento o gravità. Altri derivano dalla disgregazione della roccia, dagli animali o dalle attività umane. Il risultato è un archivio composito, nel quale fonti diverse contribuiscono alla formazione della sequenza.[9]
Le grotte possono contenere strati inclinati, accumuli localizzati e superfici interrotte dall’erosione. Un deposito antico può essere rimosso e rideposto in una posizione successiva. Scavare più in profondità non basta quindi a dimostrare automaticamente una maggiore antichità di ogni reperto. La cronologia dipende dalla comprensione delle relazioni stratigrafiche e dei processi di formazione.[9]
La tafonomia studia i processi che intervengono tra la deposizione dei materiali e il loro rinvenimento. In ambito sotterraneo comprende trasporto, frammentazione, alterazione chimica e rimaneggiamento. La bioturbazione indica invece il disturbo prodotto dall’attività degli organismi. Questi fenomeni possono modificare i rapporti originari tra reperti e sedimenti.[9][14]
Analizzarli permette di distinguere un’associazione originaria da una concentrazione secondaria. È una questione decisiva per attribuire un oggetto a una fase di frequentazione. Lo stesso criterio vale per campioni destinati alle datazioni e alle analisi genetiche.[9][15]
Scavo stratigrafico e microstratigrafia: ricostruire gli eventi nel sottosuolo
Lo scavo deve riconoscere differenze tra depositi e rapporti tra superfici. Colore, consistenza, composizione e inclusioni aiutano a individuare i contesti. Le relazioni osservate consentono di ricostruire una successione di eventi, collegando deposizione, erosione e attività umane.[16]
La scala visibile sul campo non esaurisce l’informazione. La micromorfologia esamina campioni di sedimento prelevati senza alterarne la struttura interna. I campioni vengono consolidati e trasformati in sezioni sottili, osservabili al microscopio. La tecnica permette di studiare insieme particelle, piccoli resti e organizzazione del deposito.[17][18]
Alcune tracce di attività formano laminazioni inferiori al millimetro. La microstratigrafia può riconoscere minute deposizioni di cenere e distinguere livelli conservati da materiali rimescolati. In questo modo collega la lettura dello scavo a una ricostruzione più fine degli eventi.[18]
Il vantaggio non consiste soltanto nel trovare nuovi elementi. Consiste anche nel capire se elementi già riconosciuti appartengano allo stesso episodio. Per l’archeologia delle grotte, questa verifica sostiene l’interpretazione delle attività e l’affidabilità della cronologia.[18]
Rilievo 3D e fotogrammetria: documentare le grotte archeologiche
La documentazione tridimensionale collega forma della cavità, superfici di scavo e posizione dei materiali. La fotogrammetria ricava modelli e informazioni metriche da immagini elaborate digitalmente. Le sue applicazioni archeologiche comprendono reperti, strutture, scavi e ricostruzioni virtuali.[19]
Il rilievo rende possibile conservare una rappresentazione delle superfici prima della loro rimozione. Permette inoltre di confrontare distribuzioni spaziali e di integrare osservazioni effettuate in momenti differenti. Nei contesti archeologici e paleontologici di grotta, la fotogrammetria viene impiegata anche per documentazione e monitoraggio delle risorse conservate sul posto.[20]
Il modello digitale va letto insieme alle informazioni archeologiche. Una superficie tridimensionale descrive la geometria; la stratigrafia attribuisce relazioni e significati. Le analisi funzionali aggiungono indicazioni sulle attività. Uno studio su strumenti macrolitici della Grotta di Fumane ha integrato tracce d’uso, modelli 3D, distribuzione spaziale e archeologia sperimentale.[13]
Datazioni in speleoarcheologia: radiocarbonio, uranio-torio e luminescenza
La scelta del metodo dipende dal materiale e dall’evento da datare. Nessuna tecnica fornisce indistintamente l’età della grotta, dei suoi sedimenti e delle sue frequentazioni. Occorre stabilire quale processo abbia avviato l’“orologio” misurato e quale rapporto esista con il contesto archeologico.[15]
Radiocarbonio: la cronologia dei materiali organici
Il radiocarbonio misura il decadimento del carbonio-14 nei materiali di origine biologica. Può essere applicato, in condizioni adeguate, a ossa, resti vegetali e carbone. Per i campioni pleistocenici il problema della contaminazione diventa particolarmente importante. La quantità residua dell’isotopo diminuisce infatti con l’età.[15]
Il limite operativo si colloca generalmente nell’ordine di 50.000-55.000 anni. L’affidabilità effettiva dipende da campione, conservazione e trattamento. Le misure richiedono calibrazione e devono essere accompagnate dai dati di laboratorio. Anche il legame con l’attività umana da ricostruire deve essere verificato.[15]
Uranio-torio: le concrezioni come vincoli cronologici
Il metodo uranio-torio viene utilizzato soprattutto sulle deposizioni di carbonato di calcio, tra cui stalagmiti e colate calcitiche. In condizioni appropriate può raggiungere età nell’ordine di 500.000 anni. Misura la formazione della concrezione, non direttamente quella di un manufatto vicino.[15]
Una colata che sigilla un livello archeologico può stabilire un limite minimo alla sua antichità. Il deposito sottostante deve essersi formato prima. Una concrezione situata sotto il livello può invece fornire un limite massimo. La validità di questi vincoli dipende dalla relazione stratigrafica documentata.[15]
Luminescenza: l’ultima esposizione alla luce o al calore
La luminescenza sfrutta l’energia accumulata nei minerali per effetto della radioattività ambientale. L’OSL, luminescenza otticamente stimolata, stima il tempo trascorso dall’ultima esposizione sufficiente dei granuli alla luce. Altre applicazioni riguardano materiali riscaldati.[15]
Per i sedimenti, il rapporto di base è:
[
t = \frac{D_e}{\dot{D}}
]
Qui (D_e) è la dose equivalente accumulata. (\dot{D}) è la dose assorbita per unità di tempo. Il rapporto fornisce una stima dell’età, con incertezze legate alle misure e alla storia del deposito. L’esposizione incompleta alla luce prima del seppellimento richiede particolare attenzione.[15]
Cronologie integrate: collegare misure e stratigrafia
L’impiego di metodi diversi permette di verificare la coerenza della ricostruzione. Una data sul carbone, una sulle concrezioni e una sui sedimenti descrivono eventi differenti. Il confronto acquista significato quando questi eventi vengono inseriti nella stessa sequenza stratigrafica. Le modellazioni cronologiche possono integrare serie di campioni e rapporti tra contesti.[15]
Reperti litici e tracce d’uso: dalle forme degli strumenti alle attività umane
Lo studio dei manufatti in pietra comprende tecnologia e funzione. L’analisi tecnologica ricostruisce modalità di produzione e lavorazione. L’analisi delle tracce d’uso cerca invece indicatori delle attività svolte con gli strumenti. L’osservazione microscopica viene confrontata con tracce ottenute attraverso sperimentazioni controllate.[12]
Il caso della Ciota Ciara, in Piemonte, mostra il valore di questo approccio. Uno studio ha integrato tracce d’uso con dati geoarcheologici, paleontologici, archeozoologici e tecnologici. I risultati hanno contribuito a ricostruire attività legate alla lavorazione delle risorse animali e differenti fasi di occupazione della grotta.[12]
Le superfici dei reperti conservano informazioni delicate. Le alterazioni successive alla deposizione possono rendere difficile riconoscere le tracce funzionali. Per questo l’analisi comprende anche una valutazione dello stato di conservazione. Il reperto diventa una fonte sulle azioni compiute, non soltanto un elemento da classificare per forma.[12]
Resti biologici e ambiente antico: una lettura integrata della grotta
Ossa, resti vegetali, pollini e altre componenti biologiche contribuiscono alla ricostruzione del paesaggio e delle frequentazioni. Gli studi contemporanei sui depositi di grotta associano questi indicatori a dati mineralogici, geochimici e stratigrafici. Il confronto tra fonti differenti è definito approccio multiproxy.[9]
Un resto biologico può provenire da attività umane, da animali o da trasporto naturale. La sua presenza deve quindi essere collegata al processo di deposizione. La grotta registra il rapporto con l’esterno, ma lo fa attraverso meccanismi selettivi. Non conserva necessariamente tutte le specie e tutte le attività presenti nel territorio.[9]
Questa distinzione permette di utilizzare i dati senza confondere ambiente e comportamento. Una testimonianza di presenza animale non coincide automaticamente con una preda cacciata. La ricostruzione richiede il contributo congiunto dello studio dei resti, dei manufatti e delle modalità di formazione del deposito.[9][12]
DNA antico nei sedimenti: nuove possibilità per la speleoarcheologia
Il DNA antico può essere recuperato anche dai sedimenti, oltre che dai resti biologici riconoscibili. Questa linea di ricerca è indicata con la sigla sedaDNA. Le molecole possono conservarsi associate alle particelle minerali e a piccoli residui organici. Alcuni ambienti di grotta offrono condizioni favorevoli alla loro persistenza.[9]
Una rassegna pubblicata nel 2025 sul Journal of Quaternary Science descrive possibilità e vincoli del metodo. Gli autori, Siobhan Evans, Bastien Llamas e Jamie R. Wood, sottolineano l’importanza di integrare DNA, mineralogia, geochimica, microstratigrafia e dati sul clima della cavità.[9]
Il segnale genetico richiede una lettura contestuale. Contaminazione moderna, rimaneggiamento e possibile spostamento delle molecole tra livelli possono influenzare l’interpretazione. Anche l’assenza di DNA identificabile non dimostra da sola l’assenza antica di una specie. Conservazione e procedure analitiche incidono sui risultati.[9]
Il DNA sedimentario amplia quindi il numero delle testimonianze disponibili. Non sostituisce la documentazione dello scavo. Il suo contributo diventa più solido quando concorda con cronologia, resti biologici e storia del deposito.[9]
Cavità artificiali e archeologia degli ipogei: studiare opere e trasformazioni
Nelle cavità artificiali l’indagine riguarda anche la costruzione degli ambienti. Forma, articolazione e tecniche di lavorazione contribuiscono a chiarire finalità e organizzazione dell’opera. Il confronto tra assetto attuale e trasformazioni del territorio aiuta a ricostruirne la storia.[10]
La Federazione Speleologica Toscana descrive un patrimonio che comprende miniere, acquedotti, passaggi, abitazioni e tombe. La sua Commissione Cavità Artificiali svolge attività di classificazione, registrazione a catasto e conservazione dei dati. Questo lavoro collega esplorazioni locali a sistemi documentari più ampi.[7]
Il censimento non coincide con la sola individuazione dell’ingresso. Deve rendere disponibili posizione, dati metrici e rilievi. L’accordo tra ICA e SSI valorizza proprio la relazione tra archivi speleologici, conoscenza archeologica e strumenti nazionali di documentazione.[6]
Tutela archeologica in grotta: le scoperte fortuite e la conservazione del contesto
In Italia i ritrovamenti fortuiti di beni culturali sono disciplinati dall’articolo 90 del decreto legislativo 42/2004. La disposizione impone la denuncia entro ventiquattro ore al soprintendente, al sindaco oppure all’autorità di pubblica sicurezza. Prevede inoltre la conservazione temporanea nelle condizioni e nel luogo del rinvenimento.[21]
Per i beni mobili la norma contempla una possibilità circoscritta di rimozione. È ammessa quando non sia altrimenti possibile assicurarne custodia, sicurezza e conservazione, in attesa dell’autorità competente. Non costituisce un’autorizzazione generale a raccogliere materiali archeologici.[21]
Il contesto conserva una parte essenziale dell’informazione. Posizione, rapporti stratigrafici e associazioni tra reperti servono a ricostruire gli eventi. La collaborazione tra gruppi speleologici e istituzioni permette di collegare le segnalazioni a percorsi di studio e tutela, come documentato dalle attività in cavità naturali e artificiali della Sabina.[5][15]
Conservazione delle grotte archeologiche e tutela dei pipistrelli
La protezione del patrimonio sotterraneo riguarda insieme testimonianze culturali e organismi viventi. Una cavità può essere un sito archeologico e un rifugio per chirotteri. La programmazione delle attività deve quindi considerare anche le fasi sensibili delle specie presenti.[6][22]
Tutela Pipistrelli richiama in particolare il letargo e il periodo di nascita, crescita e svezzamento dei piccoli. Il disturbo alle colonie durante queste fasi può avere conseguenze sulla sopravvivenza degli individui. Le indicazioni dell’associazione invitano a evitare sopralluoghi presso le colonie nei periodi delicati.[22]
Scintilena approfondisce le possibili fonti di disturbo: avvicinamento, rumore, luce diretta, flash fotografici e permanenza prolungata. Per la gestione di un progetto sotterraneo, questi elementi entrano nella valutazione dell’impatto delle attività. Il calendario biologico non è un aspetto separato dalla tutela del sito.[23]
Museo, paesaggio e divulgazione: la restituzione dei risultati speleoarcheologici
La ricerca produce reperti, archivi, modelli e interpretazioni. La valorizzazione deve collegarli al territorio nel quale sono stati raccolti. Il percorso museale della Grotta del Leone associa la ricostruzione dello scavo all’esposizione dei materiali e al confronto con altri siti pisani.[2]
La campagna 2026 aggiunge una dimensione territoriale. Il rinnovo della pannellistica dell’anello di Agnano e gli incontri pubblici previsti al termine dei lavori affiancano l’attività scientifica. Il progetto mette in relazione conoscenza della cavità, lettura del paesaggio e comunicazione alla cittadinanza.[1]
La speleoarcheologia trova qui una delle sue applicazioni più concrete. L’ambiente sotterraneo viene studiato come parte di un sistema più ampio, non come contenitore isolato di oggetti. La collaborazione tra archeologi, speleologi, musei e istituzioni collega ricerca, documentazione e conservazione del patrimonio.[1][6]
Fonti scientifiche, tecniche e normative della relazione
- Istituto centrale per l’archeologia, “Archeologia e cavità: siglato un accordo di collaborazione con la Società speleologica italiana”:
https://ica.cultura.gov.it/notizia/archeologia-e-cavita-siglato-accordo-di-collaborazione-con-la-ssi/
- Cambridge University Press, “Geoarchaeology”, in Archaeological Science:
https://www.cambridge.org/core/books/archaeological-science/geoarchaeology/BD56236216D9567D967AEA7E8FE78B2B
- Springer Nature, “Archaeological Soil Micromorphology”:
https://link.springer.com/rwe/10.1007/978-1-4419-0465-2_227
- Newcastle University, progetto Paisley Caves, “Microstratigraphic analysis”:
https://research.ncl.ac.uk/americas/aboutourproject/microstratigraphicanalysis/
- Historic England, “Scientific Dating of Pleistocene Sites: Scientific Dating Methods”:
https://historicengland.org.uk/images-books/publications/scientific-dating-pleistocene-sites/scientific-dating-methods/
- Evans, S.; Llamas, B.; Wood, J. R. (2025), “Sedimentary ancient DNA from caves: Challenges and opportunities”, Journal of Quaternary Science, 40, 565-578:
https://onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1002/jqs.3712
- “Reconstructing Palaeolithic Occupations Through Use-Wear Analysis”, studio sulla Ciota Ciara:
https://link.springer.com/article/10.1007/s41982-024-00173-3
- “An integrated method for understanding the function of macro-lithic tools. Use wear, 3D and spatial analyses of an Early Upper Palaeolithic assemblage from North Eastern Italy”, scheda dello studio:
https://www.armandofalcucci.com/publication/caricola-et-al_2018_plosone/
- “Photogrammetry as a New Scientific Tool in Archaeology”:
https://www.mdpi.com/2071-1050/13/9/5319
- Federazione Speleologica Toscana, Commissione Cavità Artificiali:
https://www.speleotoscana.it/commissione-cavita-artificiali/
- Federazione Speleologica del Lazio, Gruppo Speleo Archeologico Vespertilio:
https://www.speleo.lazio.it/GROTTA/gsav.php
- “Speleologia in cavità artificiali”, quadro terminologico:
https://it.wikipedia.org/wiki/Speleologia_in_cavit%C3%A0_artificiali
- Codice dei beni culturali e del paesaggio, articolo 90, testo consultato su Brocardi:
https://www.brocardi.it/codice-dei-beni-culturali-e-del-paesaggio/parte-seconda/titolo-i/capo-vi/sezione-i/art90.html
- Tutela Pipistrelli, “Come comportarsi”:
https://www.tutelapipistrelli.it/come-comportarsi/
- Scintilena, “Disturbo dei pipistrelli in grotta: perché le visite possono mettere a rischio colonie e letargo”:
https://www.scintilena.com/disturbo-dei-pipistrelli-in-grotta-perche-le-visite-possono-mettere-a-rischio-colonie-e-letargo/08/23/
Il file Markdown allegato contiene l’articolo, la relazione completa e gli URL delle fonti.
Fonti
[1] Al via la settima campagna di scavi a Grotta del Leone – Museo di Storia Naturale dell’Università di Pisa https://www.msn.unipi.it/it/al-via-la-settima-campagna-di-scavi-a-grotta-del-leone/
[2] Sala della preistoria del Monte Pisano https://www.msn.unipi.it/it/la-sala-della-preistoria-dei-monti-pisani/
[3] Monte Pisano, nuovi investimenti per la valorizzazione del territorio https://www.scintilena.com/monte-pisano-nuovi-investimenti-per-la-valorizzazione-del-territorio-aggiornati-i-percorsi-e-riprendono-gli-scavi-alla-grotta-del-leone/07/17/
[4] Benvenuti nel sito del Museo di Storia Naturale dell’Università di Pisa https://www.msn.unipi.it/it/
[5] G.S.A.V. – Federazione Speleologica del Lazio https://www.speleo.lazio.it/GROTTA/gsav.php
[6] archeologia-e-cavita-siglato-accordo-di-collaborazione-con-la … https://ica.cultura.gov.it/notizia/archeologia-e-cavita-siglato-accordo-di-collaborazione-con-la-ssi/
[7] Commissione Cavità Artificiali – – Federazione Speleologica Toscana https://www.speleotoscana.it/commissione-cavita-artificiali/
[8] Geoarchaeology (Chapter 13) – Archaeological Science https://www.cambridge.org/core/books/archaeological-science/geoarchaeology/BD56236216D9567D967AEA7E8FE78B2B
[9] Sedimentary ancient DNA from caves: Challenges and opportunities https://onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1002/jqs.3712
[10] Speleologia in cavità artificiali – Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/Speleologia_in_cavit%C3%A0_artificiali
[12] Reconstructing Palaeolithic Occupations Through Use-Wear … https://link.springer.com/article/10.1007/s41982-024-00173-3
[13] An integrated method for understanding the function of macro-lithic … https://www.armandofalcucci.com/publication/caricola-et-al_2018_plosone/
14 Mind the gap: geoarchaeology and micromorphology of cave … https://www.academia.edu/33513882/Mind_the_gap_geoarchaeology_and_micromorphology_of_cave_and_rockshelter_sequences_from_the_Kimberley_north_west_Australia
[15] Scientific Dating of Pleistocene Sites: Scientific Dating Methods | Historic England https://historicengland.org.uk/images-books/publications/scientific-dating-pleistocene-sites/scientific-dating-methods/
[16] Cave morphology and human-mediated sediment deposition – PMC https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC13189332/
[17] Archaeological Soil Micromorphology | Springer Nature Link https://link.springer.com/rwe/10.1007/978-1-4419-0465-2_227
[18] Microstratigraphic analysis | Paisley Caves – Newcastle University https://research.ncl.ac.uk/americas/aboutourproject/microstratigraphicanalysis/
[19] Photogrammetry as a New Scientific Tool in Archaeology – MDPI https://www.mdpi.com/2071-1050/13/9/5319
[20] Using photogrammetry to document and monitor cave … https://www.academia.edu/19653808/Using_photogrammetry_to_document_and_monitor_cave_paleontological_and_archaeological_sites_in_Grand_Canyon_National_Park
[21] Art. 90 codice dei beni culturali e del paesaggio – Scoperte fortuite https://www.brocardi.it/codice-dei-beni-culturali-e-del-paesaggio/parte-seconda/titolo-i/capo-vi/sezione-i/art90.html
[22] Come comportarsi – TutelaPipistrelli.it https://www.tutelapipistrelli.it/come-comportarsi/
[23] Disturbo dei pipistrelli in grotta: perché le visite possono … https://www.scintilena.com/disturbo-dei-pipistrelli-in-grotta-perche-le-visite-possono-mettere-a-rischio-colonie-e-letargo/08/23/
[24] 50,000 years of archaeological site stratigraphy and … https://www.sciencedirect.com/science/article/abs/pii/S2352409X1730408X
[25] [PDF] sediments, bat guano, and prehistoric footprints at the ponte di … – IRIS https://iris.unive.it/bitstream/10278/5113549/1/Battistel%20et%20al%202025%20QSR.pdf
[26] Alla scoperta della Grotta del Leone. Al via la settima campagna di scavi https://www.lanazione.it/pisa/cronaca/alla-scoperta-della-grotta-del-ecba6c31
[27] Settima campagna di scavi a Grotta del Leone https://www.msn.unipi.it/it/campagna-di-scavi-a-grotta-del-leone-2023/
[28] [PDF] Cave Sediments and Paleoclimate – Digital Commons @ USF https://digitalcommons.usf.edu/cgi/viewcontent.cgi?article=1783&context=kip_articles
[29] Settima campagna di scavi nella Grotta del Leone sul Monte … https://www.initaly.it/it/articolo/settima-campagna-di-scavi-nella-grotta-del-leone-sul-monte-pisano-39710
[30] Alla scoperta della Grotta del Leone. Al via la settima … https://article.wn.com/view/2026/10/08/Alla_scoperta_della_Grotta_del_Leone_Al_via_la_settima_campa/
[31] Sediment micromorphology and site formation processes during the … https://scispace.com/pdf/sediment-micromorphology-and-site-formation-processes-during-2vnrk499ij.pdf
[32] Fossils and fires: Insights into early modern human activity … https://www.sciencedaily.com/releases/2024/10/241010002142.htm
[33] This Australian cave hid 25,000 years of ritual secrets https://www.sciencedaily.com/releases/2026/09/260914102443.htm
[34] La Grotta del Leone di Agnano (Pisa) : le ricerche 2015-2019 http://digital.casalini.it/10.12871/97888333961256
[35] La Grotta del Leone di Agnano (Com. di San Giuliano, Prov. di Pisa), in: “”, Massarosa : 221-230. https://www.semanticscholar.org/paper/3be5b6627fa43952e4b789137c112daf5bb0bb59
[36] Grotta del Leone: dallo scavo al Museo https://www.msn.unipi.it/it/eventi/grotta-del-leone-dallo-scavo-al-museo/
[37] Revisione ed inquadramento dei materiali della Grotta del Leone (Pisa) https://www.semanticscholar.org/paper/71ce39a7407a3f6bfbfaac04216952e121b33cba
[38] Ripresa degli scavi a Grotta del Leone https://www.msn.unipi.it/it/ripresa-degli-scavi-a-grotta-del-leone/
[39] Ricerche biologiche nell\’acquifero del complesso carsico di Badisco (Otranto) https://ese-journals.unisalento.it/index.php/thalassiasal/article/view/i15910725v27p91
[40] La Grotta del Leone – Il servizio TGR TOSCANA Rai3 08_01_2019 https://www.msn.unipi.it/it/la-grotta-del-leone-il-servizio-tgr-toscana-rai3-08_01_2019/
[41] Experience of archaeological didactics and museal interaction on the Palaeolithic of the Pradis Plateau (Pordenone, Italy) http://annali.unife.it/adfd/article/view/1376
[42] Grotta del Leone scavi 2019-2023. Nuovi dati sul popolamento … – IT https://old.unipi.it/index.php/events/event/7621-grotta-del-leone-scavi-2019-2023-nuovi-dati-sul-popolamento-umano-e-future-prospettive-di-ricerca
[43] Paleoenvironmental analysis. https://www.semanticscholar.org/paper/c2da1503740e27ce90c46b411e16af3fc5778d51
[44] Scintilena – Una luce nel buio – il giornale quotidiano della … https://www.scintilena.com/
[45] Living-floors and structures from the Lower Paleolithic to the Bronze Age in Italy. https://www.semanticscholar.org/paper/4dd9035501f979aea206f08d82e906a0b5a329cc
[46] Comune di San Giuliano Terme: Homepage https://www.comune.sangiulianoterme.pi.it/
[47] THE PHOSPHENIC DEER CAVE OF BADISCO Art and Myth of the Shadows in Depth https://www.semanticscholar.org/paper/76890532a72f06ab674dfe04b50d821bfeb668c2
[48] Scintilena Luglio 2025: le scoperte e le esplorazioni speleologiche … https://www.scintilena.com/scintilena-luglio-2025-le-scoperte-e-le-esplorazioni-speleologiche-piu-seguite/07/19/
[49] Máscara e mascaramentos femininos http://www.seer.ufu.br/index.php/ouvirouver/article/view/53840
[50] Novità | Comune di San Giuliano Terme https://www.comune.sangiulianoterme.pi.it/novita
[51] Stratigraphy of Bi?nik Cave: New data and interpretations https://www.cambridge.org/core/product/identifier/S0033822226102434/type/journal_article
[52] academic.oup.com · edited-volume · 28279Uranium-Thorium Dating of Cave Art | The Oxford Handbook of … https://academic.oup.com/edited-volume/28279/chapter/214426309
[53] Optically Stimulated Luminescence Dating of Earthenware from the Nam Tok Khao Pang Archaeological Site, Kanchanaburi, Thailand https://jmmm.material.chula.ac.th/index.php/jmmm/article/view/2389
[54] Dating methods for sediments of caves and rockshelters with examples from the Mediterranean Region https://onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1002/gea.1008
[55] Abrupt onset of intensive human occupation 44,000 years ago on the threshold of Sahul – Nature Communications https://www.nature.com/articles/s41467-024-48395-x
[56] Paleoanthropologically significant South African sea caves dated to 1.1–1.0 million years using a combination of U–Pb, TT-OSL and palaeomagnetism https://linkinghub.elsevier.com/retrieve/pii/S0277379112005446
[57] 21 Dating Rock Art: A Kimberley Perspective Purchased https://academic.oup.com/edited-volume/35424/chapter/402488123?guestAccessKey=
[58] Artists before Columbus: A multi-method characterization of the materials and practices of Caribbean cave art https://linkinghub.elsevier.com/retrieve/pii/S0305440317301413
[59] Chronology https://academic.oup.com/florida-scholarship-online/book/33337/chapter-abstract/286052637?redirectedFrom=fulltext
[60] Dating fossil teeth by electron paramagnetic resonance: how is that possible? https://www.semanticscholar.org/paper/b1e657ac8bdefd207e6c93b1d42845a311a45ffc
[61] Sediment burial dating using terrestrial cosmogenic nuclides https://www.eg-quaternary-sci-j.net/57/210/2008/egqsj-57-210-2008.pdf
[62] [PDF] A 75,000-y-old Scandinavian Arctic cave deposit reveals past faunal … https://eprints.bournemouth.ac.uk/41249/1/walker-et-al-a-75-000-y-old-scandinavian-arctic-cave-deposit-reveals-past-faunal-diversity-and-paleoenvi.pdf
[63] Radiocarbon Dates for Las Chimeneas (Cantabria, Spain) Palaeolithic Cave Art: Quality of Radiocarbon and Relevance to Parietal Art https://www.cambridge.org/core/services/aop-cambridge-core/content/view/F68DB6792888DBF1188799BFA9CE5330/S1461957122000407a.pdf/div-class-title-radiocarbon-dates-for-las-chimeneas-cantabria-spain-palaeolithic-cave-art-quality-of-radiocarbon-and-relevance-to-parietal-art-div.pdf
[64] Dating El Sidron Cave (Piloña, Asturias, North Spain); An example of a multi-methodological approach to te dating of Upper Pleistocene sites. https://hal.science/hal-03200074/document
[65] COMBINING ANCIENT DNA AND RADIOCARBON DATING DATA TO INCREASE CHRONOLOGICAL ACCURACY. https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC8415703/
[66] The established dating methods of rock art and their … https://studenttheses.universiteitleiden.nl/access/item:4253809/view
[67] Application and implications of radiocarbon dating in forensic case work: when medico-legal significance meets archaeological relevance https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC11491528/
[69] I pipistrelli sono ancora in letargo, rinviata l’apertura della grotta https://www.lastampa.it/cuneo/2018/04/08/news/i-pipistrelli-sono-ancora-in-letargo-rinviata-l-apertura-della-grotta-1.34002537/
[70] Beni Culturali. Omessa denuncia della scoperta di cose d’antichità o … https://www.lexambiente.it/materie/beni-culturali/cassazione-penale147/beni-culturali-omessa-denuncia-della-scoperta-di-cose-d-antichit%C3%A0-o-d-arte.html
[71] Vuoi fare il volontario per i pipistrelli a Roma? – Scintilena https://www.scintilena.com/vuoi-fare-il-volontario-per-i-pipistrelli-a-roma/05/12/
[72] Corsi – Sotterranei di Roma https://www.sotterraneidiroma.it/didattica/corsi
[73] Il Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio – Parte Seconda, Titolo … https://generazionediarcheologi.com/2017/05/20/diritto-beni-culturali-codice-dei-beni-culturali-e-del-paesaggio-ritrovamenti-e-scoperte-sezione-i/
[74] CORSO SPELEO – Gruppo Speleo Archeologico Vespertilio https://www.speleovespertilio.it/corsispeleo.htm
[75] Gruppo Grotte Castelli Romani: Speleologia Roma https://www.ggcr.altervista.org/
[76] Chiude la Grotta di Rio Martino a Crissolo, per tutelare il … – Scintilena https://www.scintilena.com/chiude-la-grotta-di-rio-martino-a-crissolo-per-tutelare-il-sonno-dei-pipistrelli/11/06/
[77] Speleologia in cavità artificiali – Gruppo Grotte Gallarate https://www.gruppogrottegallarate.it/cavita-artificiali/
[78] Portable and low-cost solutions to the imaging of Paleolithic art objects https://www.sciencedirect.com/science/article/abs/pii/S2352409X16303753
[79] Il disturbo arrecato alle comunità di chirotteri dalla fruizione delle grotte https://ese-journals.unisalento.it/index.php/thalassiasal/article/view/i15910725v26supp277
[80] Progetto Roost Chirotteri Piemonte – Valle d’Aosta. Primo censimento dei siti e priorità di conservazione http://www.italian-journal-of-mammalogy.it/Progetto-Roost-Chirotteri-Piemonte-Valle-d-Aosta-Primo-censimento-dei-siti-e-priorita,77569,0,2.html
[81] [PDF] From excavation to analysis – Ferrara – Unife https://sfera.unife.it/retrieve/a42f1227-0796-4f31-b80a-6fa2f06c145e/1-s2.0-S2352409X25003979-main.pdf
[82] TutelaPipistrelli.it: Sito italiano dedicato ai chirotteri https://www.tutelapipistrelli.it/
[83] Pipistrelli e grotte: la scienza conferma gli effetti del … https://www.scintilena.com/pipistrelli-e-grotte-la-scienza-conferma-gli-effetti-del-disturbo-umano-sulle-colonie-in-ibernazione/03/12/
[84] Archaeology Applications with Photogrammetry – PhotoModeler https://www.photomodeler.com/pm-applications/photogrammetry-academics-research/archaeology/
[85] Labs – Association of Archaeological Wear and Residue Analysts https://awrana.org/labs/
[86] Informazioni ipogee | aggrottiamoci https://aggrottiamoci.com/informazioni-ipogee/
[87] Biodiversità della grotta – Grotte di Pastena e Collepardo https://www.grottepastenacollepardo.it/biodiversita-della-grotta/
[88] PCI Archaeology – Peer Community In https://archaeo.peercommunityin.org/PCIArchaeology?order=v_article.recommender
Grotta del Leone San Giuliano https://comune.sangiulianoterme.pi.it/novita/al-la-settima-campagna-di-scavi-grotta-del-leone
L'articolo Grotta del Leone, nuovi scavi ad Agnano: il Monte Pisano cerca le tracce del suo passato più antico proviene da Scintilena.