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Osservata in Puglia la prima femmina albina di ferro di cavallo minore in Italia: allattava un piccolo con pigmentazione normale

Apríl 9th 2026 at 12:00

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Una cavità artificiale sul mare Adriatico, in provincia di Lecce, è diventata il teatro di una scoperta scientifica senza precedenti per il nostro Paese: un esemplare di Rhinolophus hipposideros con albinismo completo e capacità riproduttiva documentata.


Una segnalazione partita dal campo

Tutto è iniziato dall’osservazione di un membro del gruppo speleologico leccese Ndronico, Francesco De Natale, che durante la frequentazione di una cavità artificiale lungo la costa adriatica della provincia di Lecce ha notato qualcosa di inusuale tra gli esemplari appesi alla volta: un pipistrello completamente bianco.

La segnalazione è giunta alla redazione di Scintilena e all’associazione Tutela Pipistrelli APS, che ha avviato osservazioni sistematiche il 19 e il 29 luglio 2025.[1]

Il sito è una cavità artificiale, nata da un intervento di ripristino ambientale e aperta direttamente sul mare. Al suo interno si trovava una colonia nursery di Rhinolophus hipposideros composta da circa 172 individui.[1]


La femmina albina: caratteristiche e comportamento

L’individuo presentava pelliccia completamente bianca e occhi marcatamente rossi, caratteristiche compatibili con un caso di albinismo vero.

In campo scientifico, l’albinismo è un disordine ipopigmentario ereditario a carattere autosomico recessivo: una mutazione nel gene che codifica per l’enzima tirosinasi blocca la sintesi della melanina, producendo il tipico fenotipo con integumento bianco e iride rossa, dovuta alla visibilità dei vasi sanguigni in assenza del pigmento.[2][1]

All’interno della colonia la femmina non mostrava deviazioni comportamentali evidenti. Si trovava inizialmente in posizione centrale — indice di integrazione sociale — e si è successivamente spostata verso una parete più esposta, permettendone la documentazione fotografica.[1]

Il dettaglio più rilevante dell’osservazione: la femmina era in lattazione e trasportava un piccolo con pigmentazione del tutto normale. La cosa costituisce la prima prova diretta di riproduzione avvenuta con successo in un individuo albino di questa specie.[1]


Il primo caso italiano, tra i più meridionali in Europa

Il ferro di cavallo minore (Rhinolophus hipposideros, Bechstein 1800) è il più piccolo dei rinolofidi europei, con peso compreso tra 5,6 e 9 grammi e apertura alare fino a 25,4 cm. In Italia è classificato come minacciato (EN) nella Lista Rossa nazionale e protetto dalla Direttiva Habitat dell’UE. La specie è troglofila: frequenta grotte, gallerie e cavità artificiali sia come rifugio invernale sia per le colonie riproduttive estive.[3][4][5][6][7]

L’albinismo nei pipistrelli è un fenomeno raro ma documentato a livello globale. La review scientifica più esaustiva sul tema — Lucati & López-Baucells (2017) — ha analizzato 609 individui con anomalie cromatiche in 115 specie di chirotteri, rilevando 152 casi certi di albinismo su un totale che comprende anche piebaldismo, melanismo, leucismo e ipomelanismo. Per R. hipposideros in particolare, i casi precedentemente documentati erano concentrati nell’Europa centrale: Slovacchia, Repubblica Ceca e Polonia. In Italia non era mai stato segnalato alcun caso.[8][9][10][11][1]

L’osservazione di Lecce è quindi il primo caso documentato di albinismo per questa specie in Italia e una delle segnalazioni più meridionali in Europa.[11][1]


Perché l’albinismo non ha impedito la riproduzione

Nei mammiferi e negli uccelli, l’assenza di melanina espone gli individui albini a maggiori rischi: vulnerabilità alle radiazioni ultraviolette, maggiore visibilità ai predatori e possibile riduzione del riconoscimento da parte dei conspecifici. Nei pipistrelli, il comportamento notturno mitiga in modo significativo il primo e il secondo rischio. Gli ambienti di rifugio chiusi — grotte, gallerie, edifici — aggiungono un ulteriore strato di protezione dalla luce solare, dalla perdita di acqua e dai predatori visivi, aumentando le probabilità di sopravvivenza degli individui albini rispetto a quanto accadrebbe in habitat aperti diurni.[12][1]

I dati della letteratura mostrano che l’84% dei pipistrelli albini censiti era stato trovato proprio all’interno di rifugi chiusi. Nel caso di Lecce, la cavità artificiale ha svolto esattamente questa funzione protettiva.[9][8]

Per quanto riguarda le relazioni sociali, la posizione centrale occupata dalla femmina nella colonia indica che i conspecifici non la escludevano né la marginalizzavano. I risultati si allineano con osservazioni simili condotte su altre specie, in cui l’albinismo — specie in condizioni di rifugio — non sembra compromettere l’integrazione nel gruppo.[13][1]


Il piccolo a pigmentazione normale e la genetica dell’evento

Il fatto che il piccolo trasportato dalla femmina avesse colore normale indica che il maschio con cui si è accoppiata era probabilmente portatore sano dell’allele recessivo per l’albinismo. Essendo l’albinismo a trasmissione autosomica recessiva, il piccolo potrebbe essere a sua volta portatore eterozigote del carattere, senza manifestarlo fenotipicamente.[1]

Gli autori dello studio precisano che, in assenza di analisi genetiche o istologiche, non è possibile escludere in modo definitivo altre anomalie della pigmentazione. La combinazione di pelliccia interamente bianca e occhi rossi rende comunque l’albinismo vero la diagnosi più probabile.[1]


Lo studio e i ricercatori

La segnalazione è stata elaborata scientificamente da Denise Trombin, Alessandra Tomassini e Gaetano Fichera di Tutela Pipistrelli APS. Gaetano Fichera è affiliato anche al Department of Biogeography dell’Università di Trier (Germania) e al Naturkundemuseum di Erfurt. L’articolo è stato pubblicato sull’Italian Journal of Mammalogy, ricevuto il 10 novembre 2025, revisionato il 2 marzo 2026 e accettato il 18 marzo 2026.[1]

Gli autori ringraziano esplicitamente Francesco De Natale del gruppo speleologico Ndronico e la redazione di Scintilena per aver facilitato il contatto tra osservazione sul campo e ricerca scientifica. È un riconoscimento al ruolo insostituibile che gli speleologi svolgono come sentinelle del territorio ipogeo, spesso unici a frequentare i siti dove questi avvenimenti si verificano.[1]


Prospettive future

Il paper indica con chiarezza le direzioni di ricerca necessarie per approfondire la segnalazione: analisi genetiche per la conferma dell’albinismo vero, monitoraggio a lungo termine della femmina e della colonia per valutare sopravvivenza e successo riproduttivo, e indagini sulla variabilità genetica delle popolazioni meridionali italiane di R. hipposideros. La ridotta diversità genetica — possibile nelle popolazioni più piccole e isolate — potrebbe favorire la manifestazione di caratteri recessivi come l’albinismo per effetto dell’inbreeding.[1]

La colonia nursery di 172 individui nella cavità artificiale leccese emerge intanto come sito di interesse conservazionistico rilevante per la specie in una regione, la Puglia, dove il ferro di cavallo minore risulta presente ma poco monitorato.[5][1]


Fonti e riferimenti originali

Articolo principale:

Riferimenti bibliografici citati nel paper:

  • Lucati F. & López-Baucells A. (2017). Chromatic disorders in bats: a review of pigmentation anomalies and the misuse of terms to describe them. Mammal Review, 47(2), 112–123. https://doi.org/10.1111/mam.12083[14]
  • Gaisler J., Kovarik M. & Stefka L. (2011). Two unusual records of the lesser horseshoe bat (Rhinolophus hipposideros) in the Moravian Karst (Czech Republic). Hystrix, the Italian Journal of Mammalogy, 22(1). https://doi.org/10.4404/hystrix-22.1-4649[1]
  • Zortéa M. & Cristina Silva M. (2017). Albinism in the striped spear-nosed bat with an updated list of albino bats in the World. Mammalia, 82(1), 78–84. https://doi.org/10.1515/mammalia-2016-0080[1]
  • Bernardi L.F.D.O. et al. (2019). First record of albinism for the doglike bat, Peropteryx kappleri. Subterranean Biology, 30, 33–40. https://doi.org/10.3897/subtbiol.30.34223[1]
  • Leal E.S.B. et al. (2021). Albinism in Artibeus planirostris and updated list of albino bats in Brazil. Anais da Academia Brasileira de Ciências, 93(4). https://doi.org/10.1590/0001-3765202120200582[15]

Fonti di approfondimento sulla specie:

Fonti
[1] Primo-caso-documentato-di-femmina-in-lattazione-albina-di-Rhinolophus-hipposideros-Bechstein-180.pdf https://ppl-ai-file-upload.s3.us-east-1.amazonaws.com/web/direct-files/attachments/10794614/3361fca9-5401-44ee-94d9-cb548932a3eb/Primo-caso-documentato-di-femmina-in-lattazione-albina-di-Rhinolophus-hipposideros-Bechstein-1800.pdf?X-Amz-Algorithm=AWS4-HMAC-SHA256&X-Amz-Checksum-Mode=ENABLED&X-Amz-Credential=ASIA2F3EMEYE7MUMNABX%2F20260408%2Fus-east-1%2Fs3%2Faws4_request&X-Amz-Date=20260408T205247Z&X-Amz-Expires=3600&X-Amz-Security-Token=IQoJb3JpZ2luX2VjED0aCXVzLWVhc3QtMSJIMEYCIQCJXru6b6Vr7rGQOwS%2FcifzI8AG40gD1D8suNbY4NWmPgIhALw9DlfBIQy%2BssPwMijcrfZI9qJ8qTvu%2FFOo4bkM32d0KusECAUQARoMNjk5NzUzMzA5NzA1Igxz3QwhcAHyjXtWMvYqyAT8GFdDw0IJsRkZA6Uu5pDD6roybsx3HYJfWONwup1Aqy%2FmCqpYpnizOvUi7E45wSG%2B7d7HY%2FKrSzfgA1vp2LZI92vAAR8dThdzQcZcykMqv79Vd52E2UMldSEJsGP2Qtr%2BBdJey%2FPCADdCij9FVknti4V2TSCtzKTOwTH5wzDm3cKhAVemo5Rfmes6PSsCBOclRC6QyAnYS3vZi9D93Rmu2fSvpqoewg33V2Ac7nx7dbDhpXWRiCR7yggWc7oAj2L2pOPE%2BH3u%2FESMqnJU8EvztmJfGl1HERoq%2BMhHXri%2FeUG%2BdBXrlQMM08z7EHOFlmZEMP0evn4nmariTbCPpOqUpo%2Fl0lDMGhBYvue%2BInt%2BawIBa8DKyqgkNbv1KrBHsPRynsyKJZhTARTPIk6AMn26IU6PnWAyfs9CUH4f5Ng8Zdgv%2BBIBDpprcTb2avaKchuhJ307lsLtbh%2FcmN%2B1MF9SyuOGc8fQUT4iJpwzRnu3eweCce8Gc00WmnCjq39W450Fjp9FVh6MpaBF5uYLd1FDcBx4nx7dEL%2BD96348o%2BczIOCXkqbPXFJhCjRJC1wsEnecxY3Fsjvt79718BDldDiHn946RmA34cXr6%2F4YkKR8SBnJ3umdUerwhFQMAZWEX%2BFN1rzgkslVZgIpbH09smwYoSKT2rufP8a7KjSQzWUVLYZeqwEFUMyl%2BxVFNX%2FVtPvPHqkx2UKX%2FlNdaH1GHeZANXcA5yq2J9EO6Ec8nX%2Fhb86MPtUeQuF%2BYIuq7Tykls6Sev7vPjRhjDL8drOBjqXAS7DuW4ehSdH159FrxfPFRyV40DtXPYgesnHjwdpH6a9cp5kkN5Lv9T6JrSVllarRkWCckKje3BQB1Wn1TbqPGD%2FjAi%2FfUsb4aUB7XYXZDGFGzXqlXugBgC3NaMWUC4HdDHLzDb2WZt%2FmRA86Xzv7yJH0PLC1EvnsdcvtBNOpbfEt5%2BBeU8SSvmm6nngfODg6lsgfHmxKjA%3D&X-Amz-SignedHeaders=host&x-id=GetObject&X-Amz-Signature=7019042232a812c0793a3b4f5f9f239bb9d663153e7346ab8386e824f6d4c4ca
[2] Albinismo – Chimica-online https://www.chimica-online.it/biologia/albinismo.htm
[3] Rhinolophus hipposideros – Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/Rhinolophus_hipposideros
[4] RINOLOFO MINORE (Rhinolophus hipposideros) http://www.biodiversita.lombardia.it/materiali/chirotteri/RINOLOFO_MINORE_(Rhinolophus_hipposideros).htm
[5] Ferro di cavallo minore – Rete Natura 2000 Marche https://www.regione.marche.it/natura2000/pagina_base722f.html?id=1783
[6] Lesser horseshoe bat – Rhinolophus hipposideros – (Bechstein, 1800) https://eunis.eea.europa.eu/species/1545
[7] Il ferro di cavallo minore (Rhinolophus hipposideros) – Scintilena https://www.scintilena.com/il-ferro-di-cavallo-minore-rhinolophus-hipposideros-caratteristiche-e-habitat-del-pipistrello-troglofilo/07/11/
[8] Chromatic disorders in bats: a review of pigmentation anomalies … https://zenodo.org/records/13449708
[9] Chromatic disorders in bats: a review of pigmentation anomalies … https://www.academia.edu/30380140/Chromatic_disorders_in_bats_a_review_of_pigmentation_anomalies_and_the_misuse_of_terms_to_describe_them
[10] [PDF] Chromatic disorders in bats: a review of pigmentation anomalies … https://www.adriabaucells.com/wp-content/uploads/2017/04/LopezBaucells_et_al_2017-2.pdf
[11] [PDF] First record of an albino lactating female of Rhinolophus … http://www.italian-journal-of-mammalogy.it/pdf-219649-137485?filename=First-record-of-an-albino.pdf
[12] Bol. Mus. Para. Emílio Goeldi. Cienc. Nat., Belém, v. 13, n. 2, p. 273-277, maio-ago. 2018 http://editora.museu-goeldi.br/bn/artigos/cnv13n2_2018/first(nascimento).pdf
[13] Albinism in Carollia perspicillata (Chiroptera; Phyllostomidae), in the state of Rondônia, Brazil. A brief review of albinism in bats https://periodicos.ufsc.br/index.php/biotemas/article/download/2175-7925.2017v30n3p71/34873
[14] Chromatic disorders in bats: a review of pigmentation anomalies and the misuse of terms to describe them https://onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1111/mam.12083
[15] An Acad Bras Cienc (2021) 93(4): e20200582 DOI 10.1590/0001-3765202120200582 https://www.scielo.br/j/aabc/a/HHSLCYQhySkXPYNSrrvqsxk/?format=pdf
[16] FERRO DI CAVALLO MINORE https://www.tutelapipistrelli.it/ferro-di-cavallo-minore/
[17] 01-Introduzione-alla-speleologia.ppt.txt https://ppl-ai-file-upload.s3.us-east-1.amazonaws.com/web/direct-files/collection_08c39ce1-fb5a-4696-a8a1-73d261c2e891/86d36e7b-fb33-423c-9ed5-5859bb837351/01-Introduzione-alla-speleologia.ppt.txt?X-Amz-Algorithm=AWS4-HMAC-SHA256&X-Amz-Checksum-Mode=ENABLED&X-Amz-Credential=ASIA2F3EMEYE7MUMNABX%2F20260408%2Fus-east-1%2Fs3%2Faws4_request&X-Amz-Date=20260408T205247Z&X-Amz-Expires=3600&X-Amz-Security-Token=IQoJb3JpZ2luX2VjED0aCXVzLWVhc3QtMSJIMEYCIQCJXru6b6Vr7rGQOwS%2FcifzI8AG40gD1D8suNbY4NWmPgIhALw9DlfBIQy%2BssPwMijcrfZI9qJ8qTvu%2FFOo4bkM32d0KusECAUQARoMNjk5NzUzMzA5NzA1Igxz3QwhcAHyjXtWMvYqyAT8GFdDw0IJsRkZA6Uu5pDD6roybsx3HYJfWONwup1Aqy%2FmCqpYpnizOvUi7E45wSG%2B7d7HY%2FKrSzfgA1vp2LZI92vAAR8dThdzQcZcykMqv79Vd52E2UMldSEJsGP2Qtr%2BBdJey%2FPCADdCij9FVknti4V2TSCtzKTOwTH5wzDm3cKhAVemo5Rfmes6PSsCBOclRC6QyAnYS3vZi9D93Rmu2fSvpqoewg33V2Ac7nx7dbDhpXWRiCR7yggWc7oAj2L2pOPE%2BH3u%2FESMqnJU8EvztmJfGl1HERoq%2BMhHXri%2FeUG%2BdBXrlQMM08z7EHOFlmZEMP0evn4nmariTbCPpOqUpo%2Fl0lDMGhBYvue%2BInt%2BawIBa8DKyqgkNbv1KrBHsPRynsyKJZhTARTPIk6AMn26IU6PnWAyfs9CUH4f5Ng8Zdgv%2BBIBDpprcTb2avaKchuhJ307lsLtbh%2FcmN%2B1MF9SyuOGc8fQUT4iJpwzRnu3eweCce8Gc00WmnCjq39W450Fjp9FVh6MpaBF5uYLd1FDcBx4nx7dEL%2BD96348o%2BczIOCXkqbPXFJhCjRJC1wsEnecxY3Fsjvt79718BDldDiHn946RmA34cXr6%2F4YkKR8SBnJ3umdUerwhFQMAZWEX%2BFN1rzgkslVZgIpbH09smwYoSKT2rufP8a7KjSQzWUVLYZeqwEFUMyl%2BxVFNX%2FVtPvPHqkx2UKX%2FlNdaH1GHeZANXcA5yq2J9EO6Ec8nX%2Fhb86MPtUeQuF%2BYIuq7Tykls6Sev7vPjRhjDL8drOBjqXAS7DuW4ehSdH159FrxfPFRyV40DtXPYgesnHjwdpH6a9cp5kkN5Lv9T6JrSVllarRkWCckKje3BQB1Wn1TbqPGD%2FjAi%2FfUsb4aUB7XYXZDGFGzXqlXugBgC3NaMWUC4HdDHLzDb2WZt%2FmRA86Xzv7yJH0PLC1EvnsdcvtBNOpbfEt5%2BBeU8SSvmm6nngfODg6lsgfHmxKjA%3D&X-Amz-SignedHeaders=host&x-id=GetObject&X-Amz-Signature=3ba8c91d68b2dfce34179dee700456278ea20bb58968df11474125e7045ed32c
[18] 02-Evoluzione-speleo-italia.ppt.txt https://ppl-ai-file-upload.s3.us-east-1.amazonaws.com/web/direct-files/collection_08c39ce1-fb5a-4696-a8a1-73d261c2e891/35124a74-892b-451f-9c91-aa405245406d/02-Evoluzione-speleo-italia.ppt.txt?X-Amz-Algorithm=AWS4-HMAC-SHA256&X-Amz-Checksum-Mode=ENABLED&X-Amz-Credential=ASIA2F3EMEYE7MUMNABX%2F20260408%2Fus-east-1%2Fs3%2Faws4_request&X-Amz-Date=20260408T205247Z&X-Amz-Expires=3600&X-Amz-Security-Token=IQoJb3JpZ2luX2VjED0aCXVzLWVhc3QtMSJIMEYCIQCJXru6b6Vr7rGQOwS%2FcifzI8AG40gD1D8suNbY4NWmPgIhALw9DlfBIQy%2BssPwMijcrfZI9qJ8qTvu%2FFOo4bkM32d0KusECAUQARoMNjk5NzUzMzA5NzA1Igxz3QwhcAHyjXtWMvYqyAT8GFdDw0IJsRkZA6Uu5pDD6roybsx3HYJfWONwup1Aqy%2FmCqpYpnizOvUi7E45wSG%2B7d7HY%2FKrSzfgA1vp2LZI92vAAR8dThdzQcZcykMqv79Vd52E2UMldSEJsGP2Qtr%2BBdJey%2FPCADdCij9FVknti4V2TSCtzKTOwTH5wzDm3cKhAVemo5Rfmes6PSsCBOclRC6QyAnYS3vZi9D93Rmu2fSvpqoewg33V2Ac7nx7dbDhpXWRiCR7yggWc7oAj2L2pOPE%2BH3u%2FESMqnJU8EvztmJfGl1HERoq%2BMhHXri%2FeUG%2BdBXrlQMM08z7EHOFlmZEMP0evn4nmariTbCPpOqUpo%2Fl0lDMGhBYvue%2BInt%2BawIBa8DKyqgkNbv1KrBHsPRynsyKJZhTARTPIk6AMn26IU6PnWAyfs9CUH4f5Ng8Zdgv%2BBIBDpprcTb2avaKchuhJ307lsLtbh%2FcmN%2B1MF9SyuOGc8fQUT4iJpwzRnu3eweCce8Gc00WmnCjq39W450Fjp9FVh6MpaBF5uYLd1FDcBx4nx7dEL%2BD96348o%2BczIOCXkqbPXFJhCjRJC1wsEnecxY3Fsjvt79718BDldDiHn946RmA34cXr6%2F4YkKR8SBnJ3umdUerwhFQMAZWEX%2BFN1rzgkslVZgIpbH09smwYoSKT2rufP8a7KjSQzWUVLYZeqwEFUMyl%2BxVFNX%2FVtPvPHqkx2UKX%2FlNdaH1GHeZANXcA5yq2J9EO6Ec8nX%2Fhb86MPtUeQuF%2BYIuq7Tykls6Sev7vPjRhjDL8drOBjqXAS7DuW4ehSdH159FrxfPFRyV40DtXPYgesnHjwdpH6a9cp5kkN5Lv9T6JrSVllarRkWCckKje3BQB1Wn1TbqPGD%2FjAi%2FfUsb4aUB7XYXZDGFGzXqlXugBgC3NaMWUC4HdDHLzDb2WZt%2FmRA86Xzv7yJH0PLC1EvnsdcvtBNOpbfEt5%2BBeU8SSvmm6nngfODg6lsgfHmxKjA%3D&X-Amz-SignedHeaders=host&x-id=GetObject&X-Amz-Signature=f14ace0bd218daa43e44312bab63c1356250e455eac25da8e775c7b676cbf1bf
[19] 03-Speleologia-e-ricerca-scientifica.ppt.txt https://ppl-ai-file-upload.s3.us-east-1.amazonaws.com/web/direct-files/collection_08c39ce1-fb5a-4696-a8a1-73d261c2e891/2e8b1d27-c01e-4793-9b8a-e405da6de545/03-Speleologia-e-ricerca-scientifica.ppt.txt?X-Amz-Algorithm=AWS4-HMAC-SHA256&X-Amz-Checksum-Mode=ENABLED&X-Amz-Credential=ASIA2F3EMEYE7MUMNABX%2F20260408%2Fus-east-1%2Fs3%2Faws4_request&X-Amz-Date=20260408T205247Z&X-Amz-Expires=3600&X-Amz-Security-Token=IQoJb3JpZ2luX2VjED0aCXVzLWVhc3QtMSJIMEYCIQCJXru6b6Vr7rGQOwS%2FcifzI8AG40gD1D8suNbY4NWmPgIhALw9DlfBIQy%2BssPwMijcrfZI9qJ8qTvu%2FFOo4bkM32d0KusECAUQARoMNjk5NzUzMzA5NzA1Igxz3QwhcAHyjXtWMvYqyAT8GFdDw0IJsRkZA6Uu5pDD6roybsx3HYJfWONwup1Aqy%2FmCqpYpnizOvUi7E45wSG%2B7d7HY%2FKrSzfgA1vp2LZI92vAAR8dThdzQcZcykMqv79Vd52E2UMldSEJsGP2Qtr%2BBdJey%2FPCADdCij9FVknti4V2TSCtzKTOwTH5wzDm3cKhAVemo5Rfmes6PSsCBOclRC6QyAnYS3vZi9D93Rmu2fSvpqoewg33V2Ac7nx7dbDhpXWRiCR7yggWc7oAj2L2pOPE%2BH3u%2FESMqnJU8EvztmJfGl1HERoq%2BMhHXri%2FeUG%2BdBXrlQMM08z7EHOFlmZEMP0evn4nmariTbCPpOqUpo%2Fl0lDMGhBYvue%2BInt%2BawIBa8DKyqgkNbv1KrBHsPRynsyKJZhTARTPIk6AMn26IU6PnWAyfs9CUH4f5Ng8Zdgv%2BBIBDpprcTb2avaKchuhJ307lsLtbh%2FcmN%2B1MF9SyuOGc8fQUT4iJpwzRnu3eweCce8Gc00WmnCjq39W450Fjp9FVh6MpaBF5uYLd1FDcBx4nx7dEL%2BD96348o%2BczIOCXkqbPXFJhCjRJC1wsEnecxY3Fsjvt79718BDldDiHn946RmA34cXr6%2F4YkKR8SBnJ3umdUerwhFQMAZWEX%2BFN1rzgkslVZgIpbH09smwYoSKT2rufP8a7KjSQzWUVLYZeqwEFUMyl%2BxVFNX%2FVtPvPHqkx2UKX%2FlNdaH1GHeZANXcA5yq2J9EO6Ec8nX%2Fhb86MPtUeQuF%2BYIuq7Tykls6Sev7vPjRhjDL8drOBjqXAS7DuW4ehSdH159FrxfPFRyV40DtXPYgesnHjwdpH6a9cp5kkN5Lv9T6JrSVllarRkWCckKje3BQB1Wn1TbqPGD%2FjAi%2FfUsb4aUB7XYXZDGFGzXqlXugBgC3NaMWUC4HdDHLzDb2WZt%2FmRA86Xzv7yJH0PLC1EvnsdcvtBNOpbfEt5%2BBeU8SSvmm6nngfODg6lsgfHmxKjA%3D&X-Amz-SignedHeaders=host&x-id=GetObject&X-Amz-Signature=dec34dae3f5272bcd75e1f057353517b4ec52d50d5e1e663d7a9aa5878d7f9ac

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Apríl 9th 2026 at 11:00

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Le acque profonde non sono al sicuro: ricercatori del Politecnico e dell’Università di Torino trovano microplastiche in tutti e 25 gli acquiferi confinati analizzati nel Nord-Ovest Italia


Acquiferi confinati e microplastiche: un binomio inedito nella ricerca scientifica

Un nuovo studio pubblicato il 2 aprile 2026 sulla rivista internazionale Environmental Research (Elsevier) riaccende il dibattito sulla qualità delle acque sotterranee.

La ricerca, firmata da Valentina Balestra, Matteo Valle, Rossana Bellopede e Adriano Fiorucci del DIATI (Dipartimento di Ingegneria dell’Ambiente, del Territorio e delle Infrastrutture) del Politecnico di Torino e del DISAFA dell’Università di Torino, documenta per la prima volta in modo sistematico la presenza di microplastiche (MP) e microfibre (MF) in acquiferi confinati italiani.[1]

Gli acquiferi confinati sono falde idriche racchiuse tra due strati impermeabili, lontane dal contatto diretto con la superficie. Fino a oggi, la letteratura scientifica internazionale le considerava le meno esposte alla contaminazione da microplastiche. Questo studio ribalta quella convinzione.[2]

Il lavoro è parte del dottorato di ricerca di Valentina Balestra ed è disponibile in open access con licenza Creative Commons.[1]


25 acquiferi analizzati, 25 acquiferi contaminati da microparticelle antropogeniche

Il campionamento ha riguardato 25 acquiferi confinati del Nord-Ovest Italia, un’area idrogeologicamente complessa, con sistemi multistrato caratteristici della Pianura Padana piemontese. I risultati sono netti: le microparticelle antropogeniche (AMP) sono state rilevate in tutti i punti di campionamento, senza eccezione alcuna.[1]

La concentrazione media misurata è pari a 90,0 ± 64,3 items per litro, con un range che va da 5,6 a 251,4 items/L. Non si tratta di valori trascurabili, soprattutto considerando che molti di questi acquiferi sono usati per il consumo umano e per l’irrigazione agricola.[1]

Le microplastiche vere e proprie — ossia i polimeri sintetici — sono state trovate in 13 acquiferi su 25, con concentrazioni comprese tra 0 e 6,3 MP/L e una media di 1,9 ± 2 items/L. I polimeri predominanti sono composti vinilici (tra cui derivati del PVC), copolimeri e poliesteri, con piccole quantità di altri sintetici.[1]


Solo il 2,1% è sintetico: le microfibre cellulosiche dominano il quadro

Il dato più rilevante dal punto di vista scientifico riguarda la composizione delle microparticelle rilevate. Solo il 2,1% delle AMP risulta di natura sintetica. La componente dominante è fibrosa e cellulosica: fibre da cotone trattato, cellulosa modificata, rayon e materiali analoghi che, pur non essendo plastiche in senso stretto, sono di origine antropica e rappresentano potenziali vettori di contaminazione.[3][1]

Le fibre costituiscono il 95,2% di tutte le AMP, contro il 4,6% dei frammenti. Il rapporto si inverte quando si considerano le sole microplastiche sintetiche: in quel caso, i frammenti raggiungono il 72% del totale.[1]

Le microfibre risultano tipicamente di piccole dimensioni e di colore chiaro o trasparente. La loro origine è probabilmente legata alle attività agricole circostanti: uso di tessuti per coperture, teli, sacchi e rifiuti cellulosici che si degradano nel suolo e si infiltrano nelle falde nel tempo.[1]


Come le microplastiche raggiungono le acque profonde degli acquiferi confinati

Il confinamento stratigrafico non garantisce un isolamento assoluto. Gli autori individuano diverse vie di accesso delle microplastiche negli acquiferi profondi.[1]

Le attività agricole rappresentano la fonte primaria sospettata. L’uso di teli pacciamanti in plastica, sistemi di irrigazione in polietilene, fanghi di depurazione come ammendanti e la dispersione di microfibre tessili crea nel suolo un serbatoio di particelle che, attraverso eventi di pioggia intensa e percorsi preferenziali nel sottosuolo, possono migrare verso le falde profonde.[4][5]

I pozzi di captazione idrica possono creare connessioni idrauliche tra falde superficiali e acquiferi più profondi, cortocircuitando la naturale separazione stratigrafica. Le operazioni di perforazione, manutenzione e pompaggio possono facilitare questo trasferimento.[6]

Anche le modifiche antropiche della stratigrafia — scavi, costruzioni, riempimenti — possono compromettere la continuità degli strati impermeabili che garantiscono il confinamento. Dove l’aquitard è discontinuo o danneggiato, l’isolamento viene meno.[1]

Infine, i meccanismi di trasporto coloidale e di flusso preferenziale permettono a particelle anche molto piccole di muoversi attraverso matrici porose compatte lungo fratture e discontinuità geologiche naturali.[7][8]


La dimensione conta: i micropollutanti più piccoli sono i più abbondanti

Un aspetto tecnico di notevole importanza riguarda la distribuzione dimensionale delle particelle. Le particelle di grandi dimensioni (tra 1 e 5 mm) rappresentano solo il 17,3% del totale. Al diminuire della dimensione considerata, la concentrazione aumenta.[1]

Questo trend ha due implicazioni dirette. La prima è che le particelle più piccole, potenzialmente più pericolose perché capaci di attraversare le barriere biologiche, sono anche le più numerose negli acquiferi. La seconda è che i dati attuali sottostimano sistematicamente la contaminazione reale: le metodologie di campionamento hanno limiti di rilevazione che escludono le frazioni nanometriche, le meno visibili e le più difficili da caratterizzare.[9][10]


Il legame con la speleologia e gli acquiferi carsici

Per il mondo della speleologia, lo studio assume una rilevanza particolare. Gli acquiferi carsici — più direttamente connessi alla superficie attraverso condotti, grotte e fratture — erano già noti come i più esposti alla contaminazione da microplastiche tra tutti i tipi di acquifero. Studi condotti in Cina hanno documentato concentrazioni tra 2,33 e 9,50 MP/L nelle acque sotterranee carsiche, con picchi durante eventi di piena che portano le concentrazioni fino a 81,3 items/L.[11][2][3]

La scoperta che anche gli acquiferi confinati — ben più isolati — non sono immuni alla contaminazione da microplastiche rafforza l’urgenza di un monitoraggio capillare di tutte le tipologie di falda. Gli speleologi, grazie alla capacità di accedere a sistemi idrici sotterranei altrimenti inaccessibili, possono svolgere un ruolo attivo nel campionamento e nella sorveglianza ambientale. Le grotte rappresentano ambienti sentinella per la qualità delle acque sotterranee e, in questo contesto, per la rilevazione precoce di microinquinanti emergenti.[12]


Normativa europea in aggiornamento: il quadro regolatorio sulle microplastiche nell’acqua

Sul fronte normativo, l’Unione Europea si sta muovendo. La Direttiva Acque Potabili 2020/2184 ha introdotto per la prima volta l’obbligo di monitoraggio delle microplastiche nelle acque destinate al consumo umano. La Decisione Delegata (UE) 2024/1441 definisce la metodologia analitica ufficiale per la misurazione delle MP nelle acque potabili, con applicazione pratica basata su tecniche come la Py-GC-MS per la quantificazione dei principali polimeri (PET, PE, PVC, PP, PS, PC).[13][14]

Non esistono, ad oggi, limiti massimi consentiti per le microplastiche nell’acqua potabile. La mancanza di dati tossicologici sufficientemente consolidati e l’assenza di protocolli standardizzati a livello internazionale rendono ancora difficile la definizione di soglie operative. L’applicazione sistematica del monitoraggio agli acquiferi profondi — confinati o carsici — è ancora lontana dalla piena implementazione.[15]


Salute umana e acqua di falda: un nesso da non ignorare

Le acque sotterranee sono spesso utilizzate per il consumo umano diretto, con trattamenti di potabilizzazione limitati. La presenza di microplastiche nelle falde implica un’esposizione cronica. Studi recenti hanno rilevato microplastiche in campioni di sangue, urina, placenta, latte materno, polmoni e tessuti epatici umani. Gli effetti biologici documentati includono infiammazione cronica, stress ossidativo, interferenza con il sistema endocrino e genotossicità.[16][17][18]

Le microplastiche agiscono anche come vettori di altri contaminanti, come metalli pesanti e composti chimici disturbatori del sistema ormonale (ftalati, bisfenoli), amplificando la tossicità totale rispetto alla sola presenza fisica delle particelle.[19][20]

Un adulto può ingerire fino a 458.000 microplastiche all’anno solo attraverso l’acqua del rubinetto, secondo alcune stime. La variabilità tra i diversi studi è elevata, ma il dato è indicativo dell’entità dell’esposizione potenziale.[21]


Un monitoraggio sistematico degli acquiferi profondi è imprescindibile

Le conclusioni degli autori sono chiare. Data la vulnerabilità delle risorse idriche sotterranee alla contaminazione antropica, alle pressioni legate ai cambiamenti climatici e all’importanza ecologica e sanitaria delle falde acquifere, è necessario implementare strategie di protezione dell’ambiente subsuperficiale e di gestione sostenibile delle risorse idriche.[1]

Lo studio apre la strada a ulteriori indagini sugli acquiferi confinati italiani ed europei. La metodologia applicata — che include la distinzione tra microplastiche sintetiche, microfibre cellulosiche e microparticelle di altro tipo — può rappresentare un riferimento per future campagne di monitoraggio standardizzate. La ricerca non si limita a certificare un problema: indica anche la direzione da seguire per affrontarlo.[1]


Fonti e link originali

Altre Fonti
[1] Microplastic and microfibre pollution in confined aquifers: insights from Italy https://linkinghub.elsevier.com/retrieve/pii/S0013935126007474
[2] A review of the influence mechanisms of climate-induced events on groundwater microplastic contamination: A focus on aquifer vulnerabilities and mitigation strategies https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC11635876/
[3] Floods enhance the abundance and diversity of anthropogenic microparticles (including microplastics and treated cellulose) transported through karst systems. https://linkinghub.elsevier.com/retrieve/pii/S0043135423006401
[4] Research advances on microplastics contamination in terrestrial geoenvironment: A review. https://linkinghub.elsevier.com/retrieve/pii/S0048969724034065
[5] Microplastics in Sludges and Soils: A Comprehensive Review on Distribution, Characteristics, and Effects https://www.mdpi.com/2305-7084/8/5/86
[6] Microplastic contamination in groundwater of rural area, eastern part of Korea. https://linkinghub.elsevier.com/retrieve/pii/S004896972303629X
[7] Microplastics in Groundwater: Pathways, Occurrence, and Monitoring Challenges https://www.mdpi.com/2073-4441/16/9/1228
[8] Microplastics in Groundwater: Pathways, Occurrence, and Monitoring Challenges https://www.mdpi.com/2073-4441/16/9/1228/pdf?version=1714040914
[9] Exploring Innovative Approaches for the Analysis of Micro- and Nanoplastics: Breakthroughs in (Bio)Sensing Techniques https://www.mdpi.com/2079-6374/15/1/44
[10] Interlaboratory Comparison Reveals State of the Art in Microplastic Detection and Quantification Methods https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC12044667/
[11] Preliminary Study on the Distribution, Source, and Ecological Risk of Typical Microplastics in Karst Groundwater in Guizhou Province, China https://www.mdpi.com/1660-4601/19/22/14751
[12] Adherence of polystyrene microspheres on cave sediment: implications for organic contaminants and microplastics in karst systems. https://pubs.geoscienceworld.org/eeg/article/29/3/157/630552/Adherence-of-Polystyrene-Microspheres-on-Cave
[13] Sampling and Identification of Microplastics in Groundwater. https://app.jove.com/t/68652/sampling-and-identification-of-microplastics-in-groundwater
[14] Implementation plan to monitor microplastics in surface and drinking water using Py-GC-MS according to Decision (EU) 2024/1441. https://linkinghub.elsevier.com/retrieve/pii/S0269749125005470
[15] Development of “Threshold Microplastics Concentration” Concept and Framework in Drinking Water https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC11504262/
[16] Are microplastics in food a risk factor for obesity: Current evidence, mechanistic pathways and emerging health risks associated with human exposure https://www.crosschannel.uk/analysis/microplastics-and-obesity
[17] Effects of Microplastic Exposure on Human Digestive, Reproductive, and Respiratory Health: A Rapid Systematic Review https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC11697325/
[18] Health Implications of Widespread Micro- and Nanoplastic Exposure: Environmental Prevalence, Mechanisms, and Biological Impact on Humans https://www.mdpi.com/2305-6304/12/10/730
[19] Microplastic sources, formation, toxicity and remediation: a review https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC10072287/
[20] A Detailed Review Study on Potential Effects of Microplastics and Additives of Concern on Human Health https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC7068600/
[21] Microplastic contamination of drinking water: A systematic review https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC7394398/
[22] Microplastic Contamination in Karst Groundwater Systems https://ngwa.onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1111/gwat.12862

L'articolo Microplastiche e microfibre negli acquiferi confinati: uno studio italiano sfida le certezze sull’acqua sotterranea proviene da Scintilena.

Le Dolomiti Friulane in mostra alle Prealpi Giulie: i due parchi regionali celebrano trent’anni con la fotografia di Giovanni Bertagno

Apríl 9th 2026 at 09:00

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Dal 17 aprile al 31 maggio 2026, il Centro visite di Resia ospita “Il silenzio dei Giganti”, esposizione fotografica che unisce due aree protette del Friuli Venezia Giulia nel segno del patrimonio naturale e della conservazione ambientale


“Il silenzio dei Giganti”: la mostra fotografica sulle Dolomiti Friulane apre a Resia

Il Parco naturale delle Prealpi Giulie ospita la mostra fotografica “Il silenzio dei Giganti – Dolomiti Friulane”, con immagini di Giovanni Bertagno, guida naturalistica del Parco Naturale delle Dolomiti Friulane. L’esposizione è stata concessa dal Parco delle Dolomiti Friulane al Parco delle Prealpi Giulie, nell’ambito di una collaborazione istituzionale tra i due enti.[1]

L’inaugurazione è fissata per venerdì 17 aprile 2026 alle ore 18.00 presso il Centro visite del Parco a Resia (UD). La mostra resterà aperta fino al 31 maggio 2026, durante gli orari di apertura del Centro visite. L’ingresso è libero e aperto a tutti.[1]


Giovanni Bertagno: guida e fotografo del territorio dolomitico

Giovanni Bertagno è una guida naturalistica con base a Claut, in provincia di Pordenone. Il suo lavoro fotografico è strettamente legato al Parco delle Dolomiti Friulane: le sue immagini sono apparse nel calendario ufficiale del Parco per il 2024 e ha co-curato in precedenza mostre tematiche sui geositi del territorio.[2][3][4]

Le fotografie in mostra a Resia documentano i paesaggi delle Dolomiti Friulane attraverso uno sguardo che nasce dalla frequentazione diretta e professionale di questi ambienti. La selezione di immagini mette in luce la maestosità delle vette, delle foreste e dei silenzi di questi territori alpini. Il titolo della mostra richiama il silenzio come valore ambientale concreto: una risorsa naturale sempre più rara, legata alla scarsa antropizzazione di queste zone.[5][1]


Trent’anni di tutela ambientale nel Friuli Venezia Giulia

Entrambi i parchi sono stati istituiti il 30 settembre 1996 con la Legge Regionale n. 42 della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia. Nel 2026 ricorre dunque il loro trentennale, celebrato con un programma di eventi che si estende lungo tutto l’anno sul territorio regionale.[6][7][8][9]

La mostra “Il silenzio dei Giganti” si inserisce in questo calendario di celebrazioni come una delle prime iniziative pubbliche del programma primaverile. All’inaugurazione del 17 aprile saranno presenti i Presidenti dei due Parchi regionali: Anna Micelli per le Prealpi Giulie e Antonio Carrara per le Dolomiti Friulane. La loro partecipazione sottolinea la valenza istituzionale di questa collaborazione.[10][11][1]


Il Parco delle Dolomiti Friulane: un territorio di rilevanza mondiale

Il Parco Naturale delle Dolomiti Friulane è la più vasta delle due aree protette regionali: copre 36.950 ettari tra le province di Pordenone e Udine. Il suo territorio comprende la Valcellina, l’Alta Valle del Tagliamento e la Val Tramontina. Le Dolomiti Friulane fanno parte del Patrimonio Mondiale dell’Umanità UNESCO, riconoscimento ottenuto il 26 giugno 2009 insieme ad altri otto sistemi dolomitici.[12][13][5]

Dal punto di vista naturalistico, il Parco ospita una fauna di grande ricchezza: camosci, cervi, stambecchi, galli cedroni, falchi pellegrini e circa otto coppie nidificanti di aquila reale. La flora riflette la complessità ambientale di un territorio che ha funzionato da rifugio per molte specie durante le glaciazioni quaternarie.[14][15]


Il Centro visite di Resia: natura e cultura in Val Resia

La sede della mostra è il Centro visite del Parco delle Prealpi Giulie a Resia, in Val Resia. Questo territorio è sede di una minoranza linguistica di origine paleoslava: i resiani parlano una lingua con caratteristiche uniche, non riscontrabili nelle varietà slovene confinanti. La Val Resia custodisce tradizioni musicali, folkloristiche e culturali che si affiancano a un ambiente naturale di grande valore, con il Monte Canin (2.587 m) come cima principale del Parco.[16][17][18]

Il Parco delle Prealpi Giulie si estende su circa 9.400 ettari nella provincia di Udine ed è parte della Riserva transfrontaliera della Biosfera MaB UNESCO, condivisa con la Slovenia su un’area complessiva di oltre 700 chilometri quadrati e con oltre 22.000 abitanti coinvolti. Nel 2026 ricorre anche il ventennale della Riserva naturale della Val Alba, gestita dallo stesso ente parco.[19][10]


La fotografia naturalistica come strumento di educazione ambientale

Con questa iniziativa, il Parco delle Prealpi Giulie rinnova il proprio impegno nella promozione della cultura ambientale. La mostra invita il pubblico a riflettere sul rapporto tra uomo e natura e sull’importanza della conservazione degli ecosistemi alpini. Il 2026 prevede per il Parco un programma articolato: trenta escursioni gratuite tra aprile e ottobre, quattordici eventi naturalistici e sei serate pubbliche nei comuni del territorio.[10][1]

La collaborazione tra i due parchi regionali dimostra come le aree protette del Friuli Venezia Giulia operino sempre più come una rete coordinata di conservazione, capace di condividere risorse, contenuti e visioni per raggiungere un pubblico più ampio. A trent’anni dalla loro istituzione, “Il silenzio dei Giganti” è un modo concreto e accessibile di raccontare cosa significa custodire un territorio naturale nel tempo.[8][20]


Per informazioni: info@parcoprealpigiulie.it – 0433 53534

Fonti
[1] MOSTRA FOTOGRAFICA “IL SILENZIO DEI GIGANTI. DOLOMITI … https://www.parcoprealpigiulie.it/it/principale/attivita/gli-eventi/mostra-fotografica-il-silenzio-dei-giganti-dolomiti-friulane
[2] Le guide del Parco | Parco Dolomiti Friulane https://www.parcodolomitifriulane.it/visite-guidate/le-guide-del-parco/
[3] [PDF] Calendario 2024 – Parco Dolomiti Friulane https://www.parcodolomitifriulane.it/wp-content/uploads/2023/12/ENTE-PARCO-DOLOMITI-FRIULANE-calendario-fotografico-2024.pdf
[4] Parco Naturale Dolomiti Friulane – Facebook https://www.facebook.com/dolomitifriulane/posts/%EF%B8%8Fil-progetto-che-stiamo-portando-avanti-per-la-valorizzazione-dei-geositi-del-pa/10158482714381975/
[5] Chi siamo | Parco Dolomiti Friulane https://www.parcodolomitifriulane.it/ente-parco/chi-siamo/
[6] Parco naturale delle Dolomiti Friulane – Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/Parco_naturale_delle_Dolomiti_Friulane
[7] La Storia, Parco Naturale delle Prealpi Giulie https://www.parcoprealpigiulie.it/it/principale/territorio/storia
[8] IL FRIULI VENEZIA GIULIA CELEBRA I 30 ANNI DEI PARCHI E … https://www.parcoprealpigiulie.it/it/principale/attivita/avvisi-e-news/il-friuli-venezia-giulia-celebra-i-30-anni-dei-parchi-e-delle-riserve-naturali-regionali
[9] 30 anni di Parchi e Riserve FVG: il calendario degli eventi 2026 https://www.friulioggi.it/cronaca/trentennale-parchi-riserve-naturali-fvg-eventi-26-febbraio-2026/
[10] TRENT’ANNI DI PARCO, VENT’ANNI DI VAL ALBA: IL 2026 TRA … https://www.parcoprealpigiulie.it/it/principale/attivita/avvisi-e-news/trentanni-di-parco-ventanni-di-val-alba-il-2026-tra-natura-escursioni-e-anniversari
[11] VERBALE DI DELIBERAZIONE DEL CONSIGLIO DIRETTIVO https://amministrazioneparcodolomitifriulane.insiel.it/media/files/A00022/attachment/Num.pdf
[12] Parco Naturale Regionale delle Dolomiti Friulane – Magico Veneto https://www.magicoveneto.it/friuli/ParchiFriuli/Parco-Naturale-Regionale-Dolomiti-Friulane.htm
[13] Dolomiti Friulane patrimonio UNESCO: viaggio nella bellezza selvaggia | Visititaly.eu https://www.visititaly.eu/it/unesco/dolomiti-friulane-unesco-cosa-vedere
[14] Archivi La fauna | Parco Dolomiti Friulane https://www.parcodolomitifriulane.it/la-fauna/
[15] Flora e Fauna del Parco Naturale Dolomiti Friulane https://www.dolomiti.it/it/fauna/flora-e-fauna-del-parco-naturale-dolomiti-friulane
[16] Isole etniche in Friuli – valresia.it http://www.valresia.it/studi/geografia/isoleetniche.html
[17] Peculiarità resiane https://www.balcanicaucaso.org/aree/Italia/Peculiarita-resiane-43908
[18] Parco naturale delle Prealpi Giulie – Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/Parco_naturale_delle_Prealpi_Giulie
[19] Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia – Notizie dalla … https://www.regione.fvg.it/rafvg/comunicati/comunicato.act?dir=%2Frafvg%2Fcms%2FRAFVG%2Fnotiziedallagiunta%2F&nm=20241127142251002
[20] Le aree naturali protette regionali compiono 30 anni https://www.studionord.news/le-aree-naturali-protette-regionali-compiono-30-anni/
[21] 01-Introduzione-alla-speleologia.ppt.txt https://ppl-ai-file-upload.s3.us-east-1.amazonaws.com/web/direct-files/collection_08c39ce1-fb5a-4696-a8a1-73d261c2e891/86d36e7b-fb33-423c-9ed5-5859bb837351/01-Introduzione-alla-speleologia.ppt.txt?X-Amz-Algorithm=AWS4-HMAC-SHA256&X-Amz-Checksum-Mode=ENABLED&X-Amz-Credential=ASIA2F3EMEYE3OQBC5TL%2F20260408%2Fus-east-1%2Fs3%2Faws4_request&X-Amz-Date=20260408T052905Z&X-Amz-Expires=3600&X-Amz-Security-Token=IQoJb3JpZ2luX2VjEC0aCXVzLWVhc3QtMSJHMEUCIDnlI%2BN0aFt8n89D04J1nK09vljs%2Bjg5MPGos0dIhstkAiEA4LO3a%2FsToz4PwmfNa4ZL7%2Bb1PhAopQzWZlmgf6c5nEYq9AQI9v%2F%2F%2F%2F%2F%2F%2F%2F%2F%2FARABGgw2OTk3NTMzMDk3MDUiDH4NJ6H%2Fu%2Bk9ul77KSrIBNZK%2Bc9YRoy1Terh0ea4Jj0rsb3i4WnA96DXsoqJ99G2g6YO5ZjjlNHRfhK1b%2FbsZq6Wg5LM1F0iHHxRUk4GgGZcLpOMWkzMK2i2YAxs%2BPPDZGsdqWilGyBi2n080nDwgDHlJA0ouGZCEQnyHKYKwOge2dsqqPF5j1PKOcCIiCSTZpiNSILfjmPDKxZIChRyi03PzsxnebCTdbfXhJWmMuahfmlyAcCrqPJxQ1D4jQ7hfKVksl%2FoIn7YBBvic6uNYrJfpx4eT40qbPv7eGSKhkoxFnTESbz7fKTRCxwLPZYHWBoI1LsQ2fgMAkx2dH%2BlMKHpAiIg6dkLmDxmUSJN2KkYnS2%2BL%2B3rzw63b7vjeZ7yowSNK4vk7jskIdwfq65lCTOOGTwHXTdcwACXJulT69sB2fCE8LB%2BwYr%2BJBvdx2F2aca5R9dUMb6%2BM%2Fm%2BmdE%2BkaMSC%2BSop7Zvzu2M5Zt129TQ43nkAYRBeP0z6YvU6pqp0jr4X22zOQ9C%2BHT2vvAE2aXjDUjyasExmAuUEFknT3EF%2F7oDsyAgr%2FyGwMYL80igcLqJtFytlWZ9dL0OBiHClu3VRmvVpAvvYjOk85IJJbEBLBfd%2BjzS3NmTx%2FkdQvVh7quiFPld0nZfVLkRmhVXJJeuUriJI4EgHeFnSIFVFq5%2FqQtfzd2A2l1VoTPCL6aMc6fY1zVRuEHntt9tCFEF3isbWzsJzm0ie2wV5QONwgcelby%2BeiPEZ%2FFnM%2BpLBuCM%2FnLMp1J6xmXUXmqbqCfVbFZ5PjoPcC4sMIm9184GOpgBQ2WHFQW9rjgK3Kg2hVQHX6uAOR8qUrUD4vJ%2BoTGfu9mZDioIOUofl8Iq209ttoJ4yNzapZ9GhA72YuORewefC9RzuftQd%2BnCUyMJJPS103TRP%2BMSYbkfzP8QiOQ%2FeLeZgYTmj9qfu0cRO6knzJktf7CK6wqoYQy5WyBquN0KKcVDtNZiFUlKjS2QyNMORhRg3zHA99TjBQE%3D&X-Amz-SignedHeaders=host&x-id=GetObject&X-Amz-Signature=b6626855481ddaa6f301240fe2e605997b0be5967147edbaedb2a4fb5aa7b88b
[22] 02-Evoluzione-speleo-italia.ppt.txt https://ppl-ai-file-upload.s3.us-east-1.amazonaws.com/web/direct-files/collection_08c39ce1-fb5a-4696-a8a1-73d261c2e891/35124a74-892b-451f-9c91-aa405245406d/02-Evoluzione-speleo-italia.ppt.txt?X-Amz-Algorithm=AWS4-HMAC-SHA256&X-Amz-Checksum-Mode=ENABLED&X-Amz-Credential=ASIA2F3EMEYE3OQBC5TL%2F20260408%2Fus-east-1%2Fs3%2Faws4_request&X-Amz-Date=20260408T052905Z&X-Amz-Expires=3600&X-Amz-Security-Token=IQoJb3JpZ2luX2VjEC0aCXVzLWVhc3QtMSJHMEUCIDnlI%2BN0aFt8n89D04J1nK09vljs%2Bjg5MPGos0dIhstkAiEA4LO3a%2FsToz4PwmfNa4ZL7%2Bb1PhAopQzWZlmgf6c5nEYq9AQI9v%2F%2F%2F%2F%2F%2F%2F%2F%2F%2FARABGgw2OTk3NTMzMDk3MDUiDH4NJ6H%2Fu%2Bk9ul77KSrIBNZK%2Bc9YRoy1Terh0ea4Jj0rsb3i4WnA96DXsoqJ99G2g6YO5ZjjlNHRfhK1b%2FbsZq6Wg5LM1F0iHHxRUk4GgGZcLpOMWkzMK2i2YAxs%2BPPDZGsdqWilGyBi2n080nDwgDHlJA0ouGZCEQnyHKYKwOge2dsqqPF5j1PKOcCIiCSTZpiNSILfjmPDKxZIChRyi03PzsxnebCTdbfXhJWmMuahfmlyAcCrqPJxQ1D4jQ7hfKVksl%2FoIn7YBBvic6uNYrJfpx4eT40qbPv7eGSKhkoxFnTESbz7fKTRCxwLPZYHWBoI1LsQ2fgMAkx2dH%2BlMKHpAiIg6dkLmDxmUSJN2KkYnS2%2BL%2B3rzw63b7vjeZ7yowSNK4vk7jskIdwfq65lCTOOGTwHXTdcwACXJulT69sB2fCE8LB%2BwYr%2BJBvdx2F2aca5R9dUMb6%2BM%2Fm%2BmdE%2BkaMSC%2BSop7Zvzu2M5Zt129TQ43nkAYRBeP0z6YvU6pqp0jr4X22zOQ9C%2BHT2vvAE2aXjDUjyasExmAuUEFknT3EF%2F7oDsyAgr%2FyGwMYL80igcLqJtFytlWZ9dL0OBiHClu3VRmvVpAvvYjOk85IJJbEBLBfd%2BjzS3NmTx%2FkdQvVh7quiFPld0nZfVLkRmhVXJJeuUriJI4EgHeFnSIFVFq5%2FqQtfzd2A2l1VoTPCL6aMc6fY1zVRuEHntt9tCFEF3isbWzsJzm0ie2wV5QONwgcelby%2BeiPEZ%2FFnM%2BpLBuCM%2FnLMp1J6xmXUXmqbqCfVbFZ5PjoPcC4sMIm9184GOpgBQ2WHFQW9rjgK3Kg2hVQHX6uAOR8qUrUD4vJ%2BoTGfu9mZDioIOUofl8Iq209ttoJ4yNzapZ9GhA72YuORewefC9RzuftQd%2BnCUyMJJPS103TRP%2BMSYbkfzP8QiOQ%2FeLeZgYTmj9qfu0cRO6knzJktf7CK6wqoYQy5WyBquN0KKcVDtNZiFUlKjS2QyNMORhRg3zHA99TjBQE%3D&X-Amz-SignedHeaders=host&x-id=GetObject&X-Amz-Signature=86e1194825d1ddc96e2d8abbdc507d05809788552a65dfa1048217e8a5ef443d
[23] 03-Speleologia-e-ricerca-scientifica.ppt.txt https://ppl-ai-file-upload.s3.us-east-1.amazonaws.com/web/direct-files/collection_08c39ce1-fb5a-4696-a8a1-73d261c2e891/2e8b1d27-c01e-4793-9b8a-e405da6de545/03-Speleologia-e-ricerca-scientifica.ppt.txt?X-Amz-Algorithm=AWS4-HMAC-SHA256&X-Amz-Checksum-Mode=ENABLED&X-Amz-Credential=ASIA2F3EMEYE3OQBC5TL%2F20260408%2Fus-east-1%2Fs3%2Faws4_request&X-Amz-Date=20260408T052905Z&X-Amz-Expires=3600&X-Amz-Security-Token=IQoJb3JpZ2luX2VjEC0aCXVzLWVhc3QtMSJHMEUCIDnlI%2BN0aFt8n89D04J1nK09vljs%2Bjg5MPGos0dIhstkAiEA4LO3a%2FsToz4PwmfNa4ZL7%2Bb1PhAopQzWZlmgf6c5nEYq9AQI9v%2F%2F%2F%2F%2F%2F%2F%2F%2F%2FARABGgw2OTk3NTMzMDk3MDUiDH4NJ6H%2Fu%2Bk9ul77KSrIBNZK%2Bc9YRoy1Terh0ea4Jj0rsb3i4WnA96DXsoqJ99G2g6YO5ZjjlNHRfhK1b%2FbsZq6Wg5LM1F0iHHxRUk4GgGZcLpOMWkzMK2i2YAxs%2BPPDZGsdqWilGyBi2n080nDwgDHlJA0ouGZCEQnyHKYKwOge2dsqqPF5j1PKOcCIiCSTZpiNSILfjmPDKxZIChRyi03PzsxnebCTdbfXhJWmMuahfmlyAcCrqPJxQ1D4jQ7hfKVksl%2FoIn7YBBvic6uNYrJfpx4eT40qbPv7eGSKhkoxFnTESbz7fKTRCxwLPZYHWBoI1LsQ2fgMAkx2dH%2BlMKHpAiIg6dkLmDxmUSJN2KkYnS2%2BL%2B3rzw63b7vjeZ7yowSNK4vk7jskIdwfq65lCTOOGTwHXTdcwACXJulT69sB2fCE8LB%2BwYr%2BJBvdx2F2aca5R9dUMb6%2BM%2Fm%2BmdE%2BkaMSC%2BSop7Zvzu2M5Zt129TQ43nkAYRBeP0z6YvU6pqp0jr4X22zOQ9C%2BHT2vvAE2aXjDUjyasExmAuUEFknT3EF%2F7oDsyAgr%2FyGwMYL80igcLqJtFytlWZ9dL0OBiHClu3VRmvVpAvvYjOk85IJJbEBLBfd%2BjzS3NmTx%2FkdQvVh7quiFPld0nZfVLkRmhVXJJeuUriJI4EgHeFnSIFVFq5%2FqQtfzd2A2l1VoTPCL6aMc6fY1zVRuEHntt9tCFEF3isbWzsJzm0ie2wV5QONwgcelby%2BeiPEZ%2FFnM%2BpLBuCM%2FnLMp1J6xmXUXmqbqCfVbFZ5PjoPcC4sMIm9184GOpgBQ2WHFQW9rjgK3Kg2hVQHX6uAOR8qUrUD4vJ%2BoTGfu9mZDioIOUofl8Iq209ttoJ4yNzapZ9GhA72YuORewefC9RzuftQd%2BnCUyMJJPS103TRP%2BMSYbkfzP8QiOQ%2FeLeZgYTmj9qfu0cRO6knzJktf7CK6wqoYQy5WyBquN0KKcVDtNZiFUlKjS2QyNMORhRg3zHA99TjBQE%3D&X-Amz-SignedHeaders=host&x-id=GetObject&X-Amz-Signature=dee85455e3182f7c16f33349cd5dcfd773c88ee15acd8ccd54e74a6b4c34feb5

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Parco Geominerario e Università di Cagliari: al via il Piano Socio-Economico e il dottorato PNRR

Apríl 9th 2026 at 08:00

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Il 31 marzo 2026 il Commissario Straordinario Roberto Curreli e il Direttore Fabrizio Atzori sono stati ricevuti dal Rettore Francesco Mola per fare il punto sulle collaborazioni in atto tra i due enti


Un incontro istituzionale al Rettorato di Cagliari

Il 31 marzo 2026, negli uffici del Rettorato di Via Università a Cagliari, si è tenuto un incontro tra i vertici del Parco Geominerario Storico Ambientale della Sardegna e l’Università degli Studi di Cagliari. Il Commissario Straordinario Roberto Curreli e il Direttore Fabrizio Atzori sono stati ricevuti dal Magnifico Rettore Francesco Mola.[1][2]

L’appuntamento ha avuto un carattere operativo. Le parti hanno fatto il punto su due progetti già avviati e hanno aperto la discussione su ulteriori ambiti di collaborazione tecnico-scientifica e culturale.[1]


Il Piano Socio-Economico del Parco Geominerario: un cantiere aperto

Uno dei temi centrali del colloquio è stato lo stato di avanzamento del Piano Socio-Economico del Parco Geominerario. Si tratta di uno strumento previsto dallo Statuto vigente dell’ente, atteso da molti anni.[3]

Il Piano è affidato a un team di esperti dell’Università di Cagliari guidato dal Professor Giuseppe Melis, docente di Economia e Gestione delle Imprese presso il Dipartimento di Scienze Economiche e Aziendali. Le sue competenze in Marketing, Tourist Marketing e Destination Marketing lo rendono un profilo coerente con gli obiettivi dell’iniziativa.[4][3]

Il metodo scelto è partecipativo. Il team ha predisposto un questionario online rivolto ai portatori di interesse del Parco, disponibile sia sul sito istituzionale che sui social network. La raccolta di dati mira ad analizzare la percezione esterna dell’ente e a individuare punti di forza e debolezza per la programmazione futura.[5][3]

Il Parco Geominerario abbraccia otto aree della Sardegna per circa 3.800 km², distribuite su 81 comuni. Il Piano Socio-Economico servirà a definire linee strategiche di intervento per promuovere lo sviluppo sostenibile di tutti questi territori.[6][7][3]


Dottorato di ricerca PNRR: geositi e geoturismo al centro della ricerca

Il secondo tema discusso riguarda l’avanzamento di un dottorato di ricerca in Scienze della Terra e dell’Ambiente, cofinanziato dal Parco Geominerario nell’ambito del PNRR, Missione 4 – Investimento 3.3.[8]

La convenzione tra Università di Cagliari e Parco Geominerario è stata firmata nel dicembre 2024. Il dottorato è destinato a un laureato in Geologia o Scienze e Tecnologie Geologiche.[8]

Il coordinatore scientifico è il Professor Giovanni De Giudici, Professore Ordinario di Mineralogia presso il Dipartimento di Scienze Chimiche e Geologiche dell’UniCA. De Giudici è anche membro del Comitato Tecnico Scientifico del Parco Geominerario, ruolo che ricopre sin dal 2019.[2][9][10][8]

Il tema della ricerca è preciso: identificazione e classificazione dei geositi nel territorio vasto delle aree del Parco, studio di percorsi di raccordo tra le diverse aree minerarie, e definizione di criteri per la loro valorizzazione e fruibilità in contesto nazionale e internazionale.[8]

Le attività di ricerca sono previste sia in Sardegna — tra il Dipartimento universitario e il Parco Geominerario — sia all’estero, presso il geoparco austriaco Ore of the Alps. Questa dimensione comparativa offre alla ricerca una prospettiva internazionale sulla gestione del patrimonio geominerario.[11][12][8]


Roberto Curreli: un Commissario con radici nel territorio

Roberto Curreli è stato nominato Commissario Straordinario del Parco Geominerario il 22 dicembre 2025, con decreto del Ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin. La nomina è arrivata dopo oltre un anno dalla conclusione del mandato della precedente Presidente.[13][14]

Il profilo di Curreli è singolare. È un geologo di formazione e presidente dello Speleo Club Nuxis. È anche il principale promotore del sito Geo Speleo Archeologico di Sa Marchesa, che include la Grotta Archeologica di Acquacadda a Nuxis, sito preistorico dell’Età del Rame.[14][13]

Uno dei suoi primi atti da Commissario è stato l’approvazione del progetto quinquennale “South West Sardinia Mining Route: from coal to metal”, che integra 14 siti minerari del Sulcis-Iglesiente e dell’Arburese-Guspinese. Il progetto è in fase di candidatura alla rete europea ERIH (European Route of Industrial Heritage).[15]


Il Parco Geominerario: patrimonio minerario e identità mediterranea

Il Parco Geominerario Storico Ambientale della Sardegna è stato istituito con Decreto Ministeriale il 16 ottobre 2001. Già nel 1997, l’Assemblea Generale dell’UNESCO lo aveva riconosciuto all’unanimità come il primo parco della nascente rete mondiale dei geositi e geoparchi.[7][16][17][6]

Il 30 settembre 1998 era stata firmata la Carta di Cagliari, sottoscritta da UNESCO, Governo Italiano, Regione Sardegna, Università sarde ed EMSa. Quel documento aveva fissato i principi fondativi dell’istituzione.[18][6]

Le otto aree del Parco — da Sulcis a Monte Arci, dall’Iglesiente all’Argentiera — testimoniano ottomila anni di storia mineraria. Siti come Porto Flavia, Galleria Henry, la Grande Miniera di Serbariu e la Miniera di Montevecchio sono oggi strutture museali aperte al pubblico.[16][7]


Nuove collaborazioni in fase di valutazione

L’incontro del 31 marzo 2026 non si è chiuso con i due progetti già in corso. I presenti hanno valutato una serie di ulteriori ambiti di lavoro comune in campo tecnico-scientifico e culturale.[2][1]

La partnership tra il Parco e l’Università di Cagliari non è episodica. Risale almeno al febbraio 2019, quando fu firmato un primo accordo quadro di collaborazione. Nel giugno 2024 è stato rinnovato un accordo quinquennale focalizzato su “Geositi e Geoturismo”, che ha poi generato la convenzione sul dottorato PNRR.[10][19][8]

Il Rettore Francesco Mola — Professore Ordinario di Statistica e già Prorettore Vicario al momento del primo accordo — ha confermato l’interesse dell’Ateneo a rafforzare questa sinergia istituzionale.[20][10]

Fonti
[1] Importante incontro tra il Parco Geominerario … https://www.instagram.com/p/DWoScYSjPSt/
[2] Parco Geominerario Storico e Ambientale de – Facebook https://www.facebook.com/parcogeominerariostoricoeambientaledellasardegna/photos/%F0%9D%91%B0%F0%9D%92%8E%F0%9D%92%91%F0%9D%92%90%F0%9D%92%93%F0%9D%92%95%F0%9D%92%82%F0%9D%92%8F%F0%9D%92%95%F0%9D%92%86-%F0%9D%92%8A%F0%9D%92%8F%F0%9D%92%84%F0%9D%92%90%F0%9D%92%8F%F0%9D%92%95%F0%9D%92%93%F0%9D%92%90-%F0%9D%92%95%F0%9D%92%93%F0%9D%92%82-%F0%9D%92%8A%F0%9D%92%8D-%F0%9D%91%B7%F0%9D%92%82%F0%9D%92%93%F0%9D%92%84%F0%9D%92%90-%F0%9D%91%AE%F0%9D%92%86%F0%9D%92%90%F0%9D%92%8E%F0%9D%92%8A%F0%9D%92%8F%F0%9D%92%86%F0%9D%92%93%F0%9D%92%82%F0%9D%92%93%F0%9D%92%8A%F0%9D%92%90-%F0%9D%92%86-%F0%9D%92%8D%F0%9D%91%BC%F0%9D%92%8F%F0%9D%92%8A%F0%9D%92%97%F0%9D%92%86%F0%9D%92%93%F0%9D%92%94%F0%9D%92%8A%F0%9D%92%95%C3%A0-%F0%9D%92%85%F0%9D%92%86%F0%9D%92%88%F0%9D%92%8D%F0%9D%92%8A-%F0%9D%91%BA%F0%9D%92%95%F0%9D%92%96%F0%9D%92%85%F0%9D%92%8A-%F0%9D%92%85%F0%9D%92%8A-%F0%9D%91%AA%F0%9D%92%82%F0%9D%92%88%F0%9D%92%8D%F0%9D%92%8A/1281849414136497/
[3] Accordo fra Università di Cagliari e Parco Geominerario per il Piano … https://www.laprovinciadelsulcisiglesiente.com/2025/01/accordo-fra-universita-di-cagliari-e-parco-geominerario-per-il-piano-socio-economico-dellente-con-un-questionario-per-il-pubblico/
[4] Giuseppe Melis – Cagliari – unica.it – Curriculum https://web.unica.it/unica/it/ateneo_s07_ss01_sss01.page?contentId=SHD30512
[5] Parco Geominerario Storico e Ambientale della Sardegna: Indagine https://www.comune.guspini.su.it/it/news/121535/parco-geominerario-storico-e-ambientale-della-sardegna-indagine
[6] Parco geominerario storico ed ambientale della Sardegna – Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/Parco_geominerario_storico_ed_ambientale_della_Sardegna
[7] Il Parco Geominerario Storico e Ambientale della Sardegna – Museo del Carbone https://www.museodelcarbone.it/intorno-a-noi/il-parco-geominerario-storico-e-ambientale-della-sardegna/
[8] Convenzione fra Università di Cagliari e Parco Geominerario per un … https://www.laprovinciadelsulcisiglesiente.com/2024/12/convenzione-fra-universita-di-cagliari-e-parco-geominerario-per-un-dottorato-di-ricerca-su-geositi-e-geoturismo/
[9] Giovanni Battista De Giudici – Cagliari – UniCA https://web.unica.it/unica/page/it/giovannib_deg
[10] Cagliari, ok all’accordo tra Università e Parco Geominerario della … https://www.castedduonline.it/cagliari-ok-allaccordo-tra-universita-e-parco-geominerario-della-sardegna/
[11] Sustainable Geotourism in the Chiusella Valley (NW Italian Alps): A Tool for Enhancing Alpine Geoheritage in the Context of Climate Change https://www.mdpi.com/2076-3263/14/7/175/pdf?version=1719217548
[12] Defining the Geotourism Potential of the CILENTO, Vallo di Diano and Alburni UNESCO Global Geopark (Southern Italy) https://www.mdpi.com/2076-3263/11/11/466/pdf
[13] Roberto Curreli è il nuovo commissario straordinario del Parco … https://www.laprovinciadelsulcisiglesiente.com/2025/12/roberto-curreli-e-il-nuovo-commissario-straordinario-del-parco-geominerario-storico-e-ambientale-della-sardegna/
[14] +++UFFICIALE+++ Roberto Curreli è il nuovo Commissario del … https://ilblogocom.wordpress.com/2025/12/23/ufficiale-roberto-curreli-e-il-nuovo-commissario-del-parco-geominerario-della-sardegna/
[15] Il commissario straordinario del Parco Geominerario ha approvato … https://www.laprovinciadelsulcisiglesiente.com/2026/01/il-commissario-straordinario-del-parco-geominerario-ha-approvato-un-progetto-quinquennale-di-promozione-del-patrimonio-minerario-in-chiave-turistico-culturale/
[16] Parco Geominerario, Storico e Ambientale della Sardegna https://www.patrimonioindustriale.it/soci-istituzionali/parco-geominerario-storico-e-ambientale-della-sardegna/
[17] Frammenti di storia del lavoro nelle miniere sarde: tra archivi e memoria. Introduzione http://storicamente.org/miniere-sarde-tra-archivi-memoria
[18] Parco Geominerario, Storico e Ambientale della Sardegna | AIPAI https://www.aipaipatrimonioindustriale.com/Projects/parco-geominerario,-storico-e-ambientale-della-sardegna
[19] Parco Geominerario e Università di Cagliari: siglato accordo di … https://www.sardiniapost.it/cronaca/parco-geominerario-e-universita-di-cagliari-siglato-accordo-di-collaborazione/
[20] Curriculum | Università degli Studi di Cagliari – UniCa https://www.unica.it/it/ateneo/organizzazione/organi-di-governo/rettore/curriculum
[21] 01-Introduzione-alla-speleologia.ppt.txt https://ppl-ai-file-upload.s3.us-east-1.amazonaws.com/web/direct-files/collection_08c39ce1-fb5a-4696-a8a1-73d261c2e891/86d36e7b-fb33-423c-9ed5-5859bb837351/01-Introduzione-alla-speleologia.ppt.txt?X-Amz-Algorithm=AWS4-HMAC-SHA256&X-Amz-Checksum-Mode=ENABLED&X-Amz-Credential=ASIA2F3EMEYE3MYTJ55O%2F20260408%2Fus-east-1%2Fs3%2Faws4_request&X-Amz-Date=20260408T051932Z&X-Amz-Expires=3600&X-Amz-Security-Token=IQoJb3JpZ2luX2VjEC4aCXVzLWVhc3QtMSJHMEUCIQCTUUSLKLL8RbIFhhvsZzJzRcnJBQ0iRVogI%2Fx6JH6dowIgDY1qZeoQgta%2BSfTG6LlONFZE5nKPADoZb%2BB%2FtYi0vgwq9AQI9v%2F%2F%2F%2F%2F%2F%2F%2F%2F%2FARABGgw2OTk3NTMzMDk3MDUiDI4gRH2tHUq6ZjAjQirIBIcsSnJlpXf7mvTNwZknNc3do264g1qS21wWTLdGwQiUrB%2Br7tzE0VIjDPZWgq58F7vSWZCvxoNupq3Nem3eX8Rs%2Fvxd15qa5MkrSGdX5A7ishWyWG02QAVDQkL2uwu36TeSwwwmnIzrhbSY0P0INmD36EpwOzLfHIxTgzHfUG5M4Kk5qZGcasrw8SlfCdNbJKZ8V%2BB2cx%2FarfbC5GVhvf2CPTX9MuiDVseNhKByTzt7o7aRiGkHlUoCXGf3Jk8hw7kDO%2B6OJZcdWcN7z41BqDU%2BtmrxYd%2B6FzRD7L7D2woNOIx0TRmE0QiXKvCnR8R74DR7LfWSVOEBEvTE6%2FShlj%2FoJPzPAlFWyEEv%2FxZKn6RLza6yp6eHolhf2dEZIYwO6g3J1RmSlvQUO6vYRRZUHA5LHBR1q%2FP2VxKE2thLtl7uKV4k77NYbyJaXIz5portHkt0x5lPYdBwC70wZH69EPulU7KVurSXA%2FfcKsor%2B7TBLrp8TNzb1GWF5n9YAqmuBGz8t2OcDIXcYuhARV8laFfewg7EbiJ3Sz34hm%2B05SLjzvPpzL8OuT8u06mvmI4EUNpbd1ExAGk7OhvmY78ty5OUv2%2F9OLttVoQ7WJQ8D4cmaFGWxIqtQh7XSY3NFhbLN%2BLs1tYqG86SxO3bJNZQP0fklPzRl97MYnXbtgFBtmyHyE9%2BOnGjqzZaHk%2BLQWyQuVcPinDSisaTz%2BrK4DxWAEI%2B3gq4DQC6%2BX4cDQBVJy5L1ODjKbxYnv%2Bj8472i3%2B1x74Nfk6aYz0IMNTF184GOpgBBCFCQGerJw0IhV1UdVFjaYjTHZ6Az9l9i6%2FaEmeWal8PiSN0wHXQICf9A7RtcbNoKvjUbgaRDXYl9MhxX3PRZ7459n29ln%2F%2BTkXMFW3ehqhxCRXt5UVFb9bR4BvvDHzV41PRUYt2LTLWY5kd%2BSl7J%2FyPBTXXCgetWQ4gGxCOGyD%2FrSCqecZT%2FkHmk1DGBzCPFHy6DsE%2Fx7A%3D&X-Amz-SignedHeaders=host&x-id=GetObject&X-Amz-Signature=62f21421cf8dcfedbde16f21dfb5de661e02cf582b576a4a8f0b12e16f04ed3a
[22] 02-Evoluzione-speleo-italia.ppt.txt https://ppl-ai-file-upload.s3.us-east-1.amazonaws.com/web/direct-files/collection_08c39ce1-fb5a-4696-a8a1-73d261c2e891/35124a74-892b-451f-9c91-aa405245406d/02-Evoluzione-speleo-italia.ppt.txt?X-Amz-Algorithm=AWS4-HMAC-SHA256&X-Amz-Checksum-Mode=ENABLED&X-Amz-Credential=ASIA2F3EMEYE3MYTJ55O%2F20260408%2Fus-east-1%2Fs3%2Faws4_request&X-Amz-Date=20260408T051932Z&X-Amz-Expires=3600&X-Amz-Security-Token=IQoJb3JpZ2luX2VjEC4aCXVzLWVhc3QtMSJHMEUCIQCTUUSLKLL8RbIFhhvsZzJzRcnJBQ0iRVogI%2Fx6JH6dowIgDY1qZeoQgta%2BSfTG6LlONFZE5nKPADoZb%2BB%2FtYi0vgwq9AQI9v%2F%2F%2F%2F%2F%2F%2F%2F%2F%2FARABGgw2OTk3NTMzMDk3MDUiDI4gRH2tHUq6ZjAjQirIBIcsSnJlpXf7mvTNwZknNc3do264g1qS21wWTLdGwQiUrB%2Br7tzE0VIjDPZWgq58F7vSWZCvxoNupq3Nem3eX8Rs%2Fvxd15qa5MkrSGdX5A7ishWyWG02QAVDQkL2uwu36TeSwwwmnIzrhbSY0P0INmD36EpwOzLfHIxTgzHfUG5M4Kk5qZGcasrw8SlfCdNbJKZ8V%2BB2cx%2FarfbC5GVhvf2CPTX9MuiDVseNhKByTzt7o7aRiGkHlUoCXGf3Jk8hw7kDO%2B6OJZcdWcN7z41BqDU%2BtmrxYd%2B6FzRD7L7D2woNOIx0TRmE0QiXKvCnR8R74DR7LfWSVOEBEvTE6%2FShlj%2FoJPzPAlFWyEEv%2FxZKn6RLza6yp6eHolhf2dEZIYwO6g3J1RmSlvQUO6vYRRZUHA5LHBR1q%2FP2VxKE2thLtl7uKV4k77NYbyJaXIz5portHkt0x5lPYdBwC70wZH69EPulU7KVurSXA%2FfcKsor%2B7TBLrp8TNzb1GWF5n9YAqmuBGz8t2OcDIXcYuhARV8laFfewg7EbiJ3Sz34hm%2B05SLjzvPpzL8OuT8u06mvmI4EUNpbd1ExAGk7OhvmY78ty5OUv2%2F9OLttVoQ7WJQ8D4cmaFGWxIqtQh7XSY3NFhbLN%2BLs1tYqG86SxO3bJNZQP0fklPzRl97MYnXbtgFBtmyHyE9%2BOnGjqzZaHk%2BLQWyQuVcPinDSisaTz%2BrK4DxWAEI%2B3gq4DQC6%2BX4cDQBVJy5L1ODjKbxYnv%2Bj8472i3%2B1x74Nfk6aYz0IMNTF184GOpgBBCFCQGerJw0IhV1UdVFjaYjTHZ6Az9l9i6%2FaEmeWal8PiSN0wHXQICf9A7RtcbNoKvjUbgaRDXYl9MhxX3PRZ7459n29ln%2F%2BTkXMFW3ehqhxCRXt5UVFb9bR4BvvDHzV41PRUYt2LTLWY5kd%2BSl7J%2FyPBTXXCgetWQ4gGxCOGyD%2FrSCqecZT%2FkHmk1DGBzCPFHy6DsE%2Fx7A%3D&X-Amz-SignedHeaders=host&x-id=GetObject&X-Amz-Signature=7ef77effdc2e5c49ece8d56a83109b2d0ce6fbd9f135089a532725fdff70358f
[23] 03-Speleologia-e-ricerca-scientifica.ppt.txt https://ppl-ai-file-upload.s3.us-east-1.amazonaws.com/web/direct-files/collection_08c39ce1-fb5a-4696-a8a1-73d261c2e891/2e8b1d27-c01e-4793-9b8a-e405da6de545/03-Speleologia-e-ricerca-scientifica.ppt.txt?X-Amz-Algorithm=AWS4-HMAC-SHA256&X-Amz-Checksum-Mode=ENABLED&X-Amz-Credential=ASIA2F3EMEYE3MYTJ55O%2F20260408%2Fus-east-1%2Fs3%2Faws4_request&X-Amz-Date=20260408T051932Z&X-Amz-Expires=3600&X-Amz-Security-Token=IQoJb3JpZ2luX2VjEC4aCXVzLWVhc3QtMSJHMEUCIQCTUUSLKLL8RbIFhhvsZzJzRcnJBQ0iRVogI%2Fx6JH6dowIgDY1qZeoQgta%2BSfTG6LlONFZE5nKPADoZb%2BB%2FtYi0vgwq9AQI9v%2F%2F%2F%2F%2F%2F%2F%2F%2F%2FARABGgw2OTk3NTMzMDk3MDUiDI4gRH2tHUq6ZjAjQirIBIcsSnJlpXf7mvTNwZknNc3do264g1qS21wWTLdGwQiUrB%2Br7tzE0VIjDPZWgq58F7vSWZCvxoNupq3Nem3eX8Rs%2Fvxd15qa5MkrSGdX5A7ishWyWG02QAVDQkL2uwu36TeSwwwmnIzrhbSY0P0INmD36EpwOzLfHIxTgzHfUG5M4Kk5qZGcasrw8SlfCdNbJKZ8V%2BB2cx%2FarfbC5GVhvf2CPTX9MuiDVseNhKByTzt7o7aRiGkHlUoCXGf3Jk8hw7kDO%2B6OJZcdWcN7z41BqDU%2BtmrxYd%2B6FzRD7L7D2woNOIx0TRmE0QiXKvCnR8R74DR7LfWSVOEBEvTE6%2FShlj%2FoJPzPAlFWyEEv%2FxZKn6RLza6yp6eHolhf2dEZIYwO6g3J1RmSlvQUO6vYRRZUHA5LHBR1q%2FP2VxKE2thLtl7uKV4k77NYbyJaXIz5portHkt0x5lPYdBwC70wZH69EPulU7KVurSXA%2FfcKsor%2B7TBLrp8TNzb1GWF5n9YAqmuBGz8t2OcDIXcYuhARV8laFfewg7EbiJ3Sz34hm%2B05SLjzvPpzL8OuT8u06mvmI4EUNpbd1ExAGk7OhvmY78ty5OUv2%2F9OLttVoQ7WJQ8D4cmaFGWxIqtQh7XSY3NFhbLN%2BLs1tYqG86SxO3bJNZQP0fklPzRl97MYnXbtgFBtmyHyE9%2BOnGjqzZaHk%2BLQWyQuVcPinDSisaTz%2BrK4DxWAEI%2B3gq4DQC6%2BX4cDQBVJy5L1ODjKbxYnv%2Bj8472i3%2B1x74Nfk6aYz0IMNTF184GOpgBBCFCQGerJw0IhV1UdVFjaYjTHZ6Az9l9i6%2FaEmeWal8PiSN0wHXQICf9A7RtcbNoKvjUbgaRDXYl9MhxX3PRZ7459n29ln%2F%2BTkXMFW3ehqhxCRXt5UVFb9bR4BvvDHzV41PRUYt2LTLWY5kd%2BSl7J%2FyPBTXXCgetWQ4gGxCOGyD%2FrSCqecZT%2FkHmk1DGBzCPFHy6DsE%2Fx7A%3D&X-Amz-SignedHeaders=host&x-id=GetObject&X-Amz-Signature=003754badb6a37d6f9bbd3948716c8bb0eee9adcee4d48a1b6e98ac026ba6df0

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Le Alpi Apuane si Sgretolano: Cave, Marmettola e Comunità che Resistono

Apríl 9th 2026 at 07:00

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Il marmo di Carrara vale miliardi, ma le montagne che lo contengono vengono consumate a una velocità senza precedenti. Il caso del Picco di Falcovaia è solo il simbolo più visibile di un sistema estrattivo che trasforma le Apuane in crinali scavati, ravaneti sterili e corsi d’acqua contaminati.


Il Picco di Falcovaia: la Cima che Non Esiste Più

Dal Picco di Falcovaia, nelle Alpi Apuane, si poteva vedere un quarto d’Italia. In una giornata limpida, lo sguardo spaziava da Portovenere fino all’isola d’Elba, con la costa della Corsica sullo sfondo.[1]

Quel punto panoramico non esiste più.

La punta è stata demolita dall’espansione della cava delle Cervaiole, nel comune di Seravezza (Lucca), gestita dalla società Henraux S.p.A.

Il crinale è stato terrazzato per estrarre il pregiato bianco arabescato.

Nel 2022 la stessa società ha avviato una procedura autorizzativa per proseguire l’estrazione per altri dieci anni, con un piano che prevede lo scavo di circa 710.803 m³ di roccia.[2][3]

CAI e Legambiente hanno espresso “la più viva preoccupazione” per il nuovo piano decennale. I due enti sottolineano che l’area è già stata “abbondantemente deturpata, culminata nella distruzione del Picco di Falcovaia”.[4]


Le Cave di Marmo delle Alpi Apuane: Dimensioni di un Fenomeno Industriale

Le Alpi Apuane ospitano circa 165 cave attive, 510 inattive e circa 200 saggi di cava. Il paesaggio montano ne porta i segni ovunque: cime abbassate di decine di metri, ravaneti che coprono interi versanti, vette ridotte a pianori di detriti sterili.[1][5]

L’estrazione del marmo nelle Alpi Apuane ha radici di oltre 2.000 anni. La svolta industriale è arrivata negli anni Novanta, con l’introduzione del filo diamantato. Questa tecnologia ha permesso di moltiplicare la produzione in modo esponenziale.[6]

I dati parlano chiaro. Dall’antichità al 1990 si stima siano state estratte circa 500.000 tonnellate di marmo. Dal 1990 ad oggi si è arrivati a 30 milioni di tonnellate. Negli ultimi anni la produzione ha toccato 5 milioni di tonnellate l’anno, di cui solo 50.000 destinate al marmo statuario.[7]

L’80% del materiale estratto non viene lavorato come marmo pregiato. Finisce polverizzato come carbonato di calcio in gomme, plastiche, vernici, farmaci, carta e dentifrici. Solo lo 0,5% è destinato a scopi artistici.[8]


Marmettola nelle Acque: L’Inquinamento da Polvere di Marmo nelle Alpi Apuane

La polvere di marmo prodotta dal taglio dei blocchi si chiama marmettola. Per legge, deve essere raccolta e smaltita come rifiuto speciale. Spesso, viene abbandonata nei piazzali o nei ravaneti.[9]

Le piogge la dilavano verso i torrenti. Una parte si infiltra attraverso le fratture della roccia.

L’impatto sulle acque è documentato da anni. Nei bacini del Frigido e del Carrione, ARPAT ha accertato fenomeni di siltazione e frequenti episodi di torbidità. Nel novembre 2022, dopo un’impennata di marmettola nel sistema idrico, il paese di Forno è rimasto senza acqua potabile per cinque giorni.[1][9]

Quando la marmettola sedimenta sul fondo dei fiumi, forma uno strato asfittico che occlude le branchie dei pesci, elimina i siti riproduttivi dei macroinvertebrati e impermeabilizza l’alveo. ARPAT documenta che nel Carrione la comunità macrobentonica subisce danni “notevoli in termini di diversità e abbondanza”.[9]

La situazione è aggravata dalla natura carsica delle Alpi Apuane. Fino al 75% delle precipitazioni si infiltra nel suolo, alimentando un sistema di acquiferi sotterranei. In questi sistemi, gli inquinanti si spostano rapidamente senza filtrazione naturale, con capacità di autodepurazione quasi nulla. La marmettola è stata rilevata persino all’interno dell’Antro del Corchia, il sistema carsico più esteso d’Italia.[10][9]

Dal 2024, ARPAT e l’Università di Firenze hanno avviato un progetto di ricerca per mappare i percorsi sotterranei della marmettola nelle falde acquifere carsiche delle Alpi Apuane.[11]


Biodiversità a Rischio nelle Apuane

Le Alpi Apuane racchiudono circa il 50% della biodiversità toscana. Ospitano specie rare e altamente endemiche: uno studio del 2025 dell’Università di Pisa ha censito 141 specie vegetali inserite nella Lista Rossa Nazionale, di cui 30 presenti esclusivamente sulle Alpi Apuane.[12][13]

Il documentario Anthropocene ha inserito le Apuane tra i 43 luoghi del mondo in cui l’attività umana ha cambiato il volto del pianeta.[5]

Il Parco Naturale Regionale delle Alpi Apuane, istituito nel 1985 grazie a una legge di iniziativa popolare, è riconosciuto come Geoparco Mondiale UNESCO dal 2012. Nonostante questo riconoscimento, la superficie del parco è stata ridotta da 54.000 a 20.598 ettari per proteggere le cave. Circa 80 cave si trovano oggi all’interno del perimetro del parco stesso.[7][8][14]


Cave di Marmo e Ricchezza: un Divario che Non Si Chiude

Il distretto apuano del marmo genera numeri di rilievo: nel 2024, le esportazioni di materiale lapideo hanno superato i 623 milioni di euro. Il distretto apuano ha superato quello veneto per valore di materiali lavorati.[15]

I profitti del marmo delle Alpi Apuane non restano sul territorio.

In tutto il bacino estrattivo lavorano meno di 1.000 persone direttamente nelle cave. Dal 1994 al 2020, la meccanizzazione ha ridotto l’occupazione del 30%. La lavorazione si è spostata in Sudest Asiatico e nei Paesi arabi.[1]

La provincia di Massa-Carrara registra il tasso di disoccupazione più alto del Centro-Nord.[1]

Le circa 70 cave in concessione a Carrara pagano all’amministrazione comunale un canone complessivo di circa 23 milioni di euro annui. Il 33% delle superfici estrattive sfrutta ancora un privilegio basato su un editto di Maria Teresa d’Austria del 1751, trasmesso di generazione in generazione.[16]

Un caso emblematico: la cava delle Cervaiole pagherà 100.000 euro l’anno per i prossimi dieci anni per estrarre una quantità di marmo che potrebbe rendere almeno cinque miliardi di euro.[1]


Infiltrazioni nelle Cave Apuane: Opacità e Criminalità Organizzata

Il sistema delle cave apuane ha attirato storicamente la criminalità organizzata. Alla fine degli anni Ottanta, alcune società di estrazione furono acquisite da imprese collegate a famiglie vicine a Salvatore Riina. L’indagine della Procura di Massa si inserì in un filone collegato al dossier mafia-appalti, ritenuto uno dei possibili moventi della strage di Via D’Amelio del 1992.[17]

Nel settembre 2025, la Prefettura di Massa-Carrara ha emesso tre provvedimenti antimafia contro altrettante aziende della provincia, nei settori degli scavi, del commercio di materiale lapideo e della gestione dei rifiuti.[18]


Un Quadro Normativo Incompleto per le Cave delle Alpi Apuane

Il Piano Integrato del Parco approvato nel 2023 prevede la riduzione del 55,7% delle aree di cava attive, da 1.661 a 736 ettari. Nel 2024, la Regione Toscana ha proposto un aumento del 5% della produzione, in contraddizione con il proprio Piano Regionale Cave del 2020.[1][19]

Nel marzo 2026, l’associazione Apuane Libere ha presentato ricorso al TAR contro l’autorizzazione alla riapertura di due cave dismesse da 60 anni nel comune di Vagli di Sotto.[20]


Turismo ed Escursionismo nelle Alpi Apuane: un’Alternativa al Modello Estrattivo

L’alternativa all’estrattivismo esiste, e in parte è già attiva. Il Geoparco Mondiale UNESCO delle Alpi Apuane comprende 250 geositi, testimoniando una geodiversità che copre archi temporali dal Paleozoico a oggi.[21]

Esperienze come Musica sulle Apuane — festival di musica classica e teatro che si tiene da quasi quindici anni anche in cave dismesse — dimostrano che la riconversione culturale dei siti estrattivi è realizzabile.[1]

Nel 2026, il Parco Apuane e il CNR hanno siglato un accordo per lo sviluppo di nuovi percorsi geoturistici nelle Alpi Apuane, con l’obiettivo di stimolare l’economia locale. L’ex cava Henraux di Seravezza, con le sue pareti verticali di marmo bianco e i laghetti naturali formatisi nel sito, è già frequentata da escursionisti e fotografi.[22][23]

La proposta degli ambientalisti non è la chiusura immediata di tutte le cave delle Alpi Apuane. Richiede una transizione graduale verso canoni equi proporzionali agli utili, limiti quantitativi credibili all’estrazione, investimento delle royalties nel territorio e riconversione professionale per i lavoratori del settore.

Come ha dichiarato Nicola Cavazzuti del CAI di Massa: “Non improvvisamente, non necessariamente del tutto, ma bisogna iniziare subito. Prima che sia troppo tardi.”[1]

Fonti
[1] Le vette scarnificate delle Apuane https://lucysuimondi.com/le-vette-scarnificate-delle-apuane/
[2] Per saperne di più… http://www.escursioniapuane.com/itinerari/lemma.aspx?ID=813
[3] Non possono essere rilasciate quelle autorizzazioni per quella cava di marmo sul Monte Altissimo (Seravezza). https://gruppodinterventogiuridicoweb.com/2022/11/05/non-possono-essere-rilasciate-quelle-autorizzazioni-per-quella-cava-di-marmo-sul-monte-altissimo-seravezza/
[4] CAI e Legambiente su nuova cava alle Cervaiole – CAI Prato https://www.caiprato.it/cai-e-legambiente-su-nuova-cava-alle-cervaiole/
[5] La lotta per la salvaguardia delle Alpi Apuane https://www.italiauomoambiente.it/?p=480634
[6] L’estrattivismo selvaggio nelle Alpi Apuane – DINAMOpress https://www.dinamopress.it/news/lestrattivismo-selvaggio-nelle-alpi-apuane/
[7] Lì, proprio lì, c’erano le Alpi Apuane – Mountain Wilderness Italia ONLUS https://www.mountainwilderness.it/editoriale/li-proprio-li-cerano-le-alpi-apuane/
[8] Concessioni abusive, cave di marmo e profitto https://www.corriere.it/cronache/20_ottobre_23/concessioni-abusive-cave-marmo-profitto-cosi-muoiono-alpi-apuane-2d40f7b0-14f7-11eb-b371-ea3047c1855f.shtml
[9] Marmettola, emergenza invisibile: le Alpi Apuane soffocate dal rifiuto … https://www.scintilena.com/marmettola-emergenza-invisibile-le-alpi-apuane-soffocate-dal-rifiuto-del-marmo12/02/23/
[10] Marmettola nelle Alpi Apuane: effetti della sua diffusione negli … https://www.scintilena.com/marmettola-nelle-alpi-apuane-effetti-della-sua-diffusione-negli-acquiferi-carsici/08/20/
[11] Apuane, via allo studio dell’inquinamento da marmettola – intoscana https://www.intoscana.it/it/apuane-via-allo-studio-dellinquinamento-da-marmettola/
[12] Parco naturale regionale delle Alpi Apuane – Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/Parco_naturale_regionale_delle_Alpi_Apuane
[13] Alpi Apuane – Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/Alpi_Apuane
[14] Apuane, Geoparco Unesco. Bramerini: ‘Grande occasione per il … https://www.toscana-notizie.it/-/apuane-geoparco-unesco-bramerini-grande-occasione-per-il-nostro-territorio-
[15] Marmo, il distretto apuano supera quello veneto: export oltre i 600 … https://www.intoscana.it/it/marmo-distretto-apuano-report-2024/
[16] Il marmo e la disputa delle Alpi Apuane tra imprenditori e ambientalisti https://www.avvenire.it/attualita/il-marmo-e-la-disputa-delle-alpi-apuane-tra-imprenditori-e-ambientalisti_80651
[17] Cave e mafia, il filo sottile . Torna alla ribalta di Rai Tre l’inchiesta … https://www.lanazione.it/massa-carrara/cronaca/cave-e-mafia-il-filo-sottile-torna-alla-ribalta-di-rai-tre-linchiesta-sulla-calcestruzzi-eaaab488
[18] Infiltrazioni mafiose, stop a tre aziende apuane – NoiTV https://www.noitv.it/2025/09/infiltrazioni-mafiose-stop-a-tre-aziende-apuane-692490/
[19] Alpi Apuane: un equilibrio impossibile? – Mountain Genius https://mountaingenius.org/apuane-un-equilibrio-impossibile/
[20] “Stop allo scempio sulle Apuane”. Ricorso al Tar degli ambientalisti https://www.lanazione.it/massa-carrara/cronaca/stop-allo-scempio-sulle-apuane-07e98e2b
[21] Geoparco Alpi Apuane – Patrimonio Unesco https://www.patrimoniounesco.it/directory-tangibili/listing/geoparco-alpi-apuane/
[22] Accordo Parco Apuane e Cnr. Investimento da 40mila euro https://www.lanazione.it/lucca/cronaca/accordo-parco-apuane-e-cnr-d9b4f38d
[23] Ex Cava Henraux a Seravezza https://www.welcome2lucca.com/ex-cava-henraux-a-seravezza/

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