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    Condividi Dal 24 al 30 ottobre una selezione dall’archivio di Speleofotocontest sarà esposta a Cascina. Il programma comprende l’inaugurazione con un talk e, il 30 ottobre, la proiezione del film “La montagna vuota” di Roberto Tronconi sull’Antro del Corchia. Mostra fotografia speleologica tra grotte, roccia e luce La mostra fotografia speleologica promossa dalla Federazione Speleologica Toscana sarà ospitata dalla Libreria Spazio Y di Cascina, in provincia di Pisa, dal 24 al 30 ottobre. L
     

Mostra fotografia speleologica a Cascina: Speleofotocontest porta le immagini ipogee alla Libreria Spazio Y

Október 3rd 2026 at 07:00

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Dal 24 al 30 ottobre una selezione dall’archivio di Speleofotocontest sarà esposta a Cascina. Il programma comprende l’inaugurazione con un talk e, il 30 ottobre, la proiezione del film “La montagna vuota” di Roberto Tronconi sull’Antro del Corchia.

Mostra fotografia speleologica tra grotte, roccia e luce

La mostra fotografia speleologica promossa dalla Federazione Speleologica Toscana sarà ospitata dalla Libreria Spazio Y di Cascina, in provincia di Pisa, dal 24 al 30 ottobre. L’esposizione presenterà una selezione di immagini provenienti dall’archivio di Speleofotocontest.

Il progetto propone al pubblico ambienti che, per loro natura, restano fuori dalla visione quotidiana. Grotte, pareti rocciose, concrezioni e spazi sotterranei saranno al centro di un percorso dedicato al rapporto tra esplorazione e fotografia. L’ingresso è gratuito.

La fotografia in grotta richiede tempi, tecniche e attenzione specifici. La luce artificiale non serve soltanto a rendere leggibile uno spazio buio. Può documentare morfologie, dimensioni e particolari degli ambienti carsici. Può anche restituire il lavoro di progressione e di ricerca svolto dagli speleologi.

La mostra fotografia speleologica si inserisce nel lavoro di divulgazione che la Federazione Speleologica Toscana ha già sviluppato attraverso esposizioni dedicate al patrimonio ipogeo. Nel 2025, la federazione aveva presentato a Livorno “Bellezza e Fragilità – Immagini rubate al buio”, con fotografie di cavità naturali e richiami alla necessità di tutelare ecosistemi sotterranei delicati.[1]

Federazione Speleologica Toscana e incontro del 24 ottobre

L’inaugurazione della mostra fotografia speleologica è fissata per venerdì 24 ottobre alle 18.30. Al taglio del nastro seguirà un talk dedicato alla speleologia e alla fotografia in ambiente sotterraneo.

L’appuntamento potrà offrire un contesto per leggere le immagini oltre il loro valore estetico. Ogni fotografia speleologica è infatti legata a una cavità, a una fase esplorativa, a una scelta tecnica e alle condizioni di tutela del luogo ripreso. La documentazione visiva può contribuire alla conoscenza delle forme carsiche e alla trasmissione della memoria delle esplorazioni.

La sede dell’iniziativa è la Libreria Spazio Y, in via Tosco-Romagnola 137 a Cascina. La libreria si presenta come realtà indipendente e spazio culturale della città; l’indirizzo e il riferimento alla fermata “Cascina – Via Tosco Romagnola 137” sono indicati anche nelle sue informazioni di contatto.[2][3]

La montagna vuota e l’Antro del Corchia

Il secondo appuntamento è previsto per giovedì 30 ottobre alle 18.30. Sarà proiettato “La montagna vuota”, film di Roberto Tronconi dedicato all’Antro del Corchia e alla sua storia esplorativa.

Il documentario ricostruisce il lungo rapporto tra gli speleologi e il complesso del Monte Corchia, nelle Alpi Apuane. Le prime testimonianze documentarie delle esplorazioni della Buca di Eolo, allora detta anche Ventajola, risalgono al 1840 e sono attribuite ad Angelo Simi e al figlio Emilio. Nel 1960 una spedizione congiunta dello Speleo Club Milano e del Gruppo Speleologico Bolognese raggiunse per la prima volta il fondo allora conosciuto del complesso.[4]

“La montagna vuota” raccoglie immagini e testimonianze sulle campagne esplorative sviluppate in particolare fra gli anni Sessanta e Settanta. Nel racconto trovano spazio Franco Utili, legato alla conoscenza storica del Corchia, e Andrea Gobetti, chiamato a riflettere sul significato contemporaneo dell’andare in grotta.[4]

Antro del Corchia, un sistema carsico delle Alpi Apuane

L’Antro del Corchia è tra i principali sistemi carsici italiani. Fonti di promozione territoriale indicano oltre 53 chilometri di gallerie e pozzi e collocano la cavità a Levigliani, frazione del comune di Stazzema, nel cuore delle Alpi Apuane. La documentazione della Federazione Speleologica Toscana riferisce uno sviluppo superiore ai 70 chilometri e una profondità di circa 1.187 metri, valori che possono variare nel tempo con il progredire delle esplorazioni e delle revisioni topografiche.[4][5]

Una parte del sistema è accessibile con visita guidata attraverso un itinerario attrezzato di circa due chilometri. Il percorso turistico, aperto nel 2001, utilizza un accesso artificiale realizzato presso una cava di marmo dismessa, così da non impiegare gli ingressi naturali della grotta.[5]

La proiezione permette quindi di affiancare alla mostra fotografia speleologica una narrazione storica del lavoro sul campo. Le immagini dell’archivio e il film sul Corchia riportano l’attenzione su due elementi centrali della speleologia: documentare gli ambienti sotterranei e conoscerne la storia senza separarla dalla loro conservazione.

Informazioni sulla mostra fotografia speleologica

  • Quando: dal 24 al 30 ottobre.
  • Dove: Libreria Spazio Y, via Tosco-Romagnola 137, Cascina (PI).
  • 24 ottobre, ore 18.30: inaugurazione della mostra e talk su speleologia e fotografia in ambiente sotterraneo.
  • 30 ottobre, ore 18.30: proiezione di “La montagna vuota” di Roberto Tronconi.
  • Ingresso: gratuito.

Fonti

Fonti
[1] Bellezza e Fragilità – Immagini rubate al buio – https://www.speleotoscana.it/2025/09/10/bellezza-e-fragilita-immagini-rubate-al-buio/
[2] Contatti – Libreria Spazio Y https://www.libreriaspazioy.it/contact/
[3] La libreria – Libreria Spazio Y https://www.libreriaspazioy.it/about-us/
[4] La Montagna Vuota – – Federazione Speleologica Toscana https://www.speleotoscana.it/2021/11/06/la-montagna-vuota/
[5] Antro del Corchia – Visit Tuscany https://www.visittuscany.com/it/attrazioni/antro-del-corchia/
[7] Parco Alpi Apuane: Antro del Corchia – parks.it https://www.parks.it/parco.alpi.apuane/Epun_dettaglio.php?id_pun=260
[8] Corchia, la montagna vuota: premiato il film del maremmano … https://www.ilgiunco.net/2020/02/20/corchia-la-montagna-vuota-premiato-il-film-del-maremmano-roberto-tronconi/
[9] Maremma Magazine – OTTOBRE 2017 – Numero 8 – [CS Edizioni srl] https://www.maxisoft.it/mdm/maremmamagazine/magazine.php?flash=no&rivista=1_1_78
[10] [PDF] Il CORCHIA, la montagna vuota – # Nuove Direzioni # http://www.nuovedirezioni.it/public/pubblicazioni/interi/10/Nd53_Antro_Del_Corchia_NUOVO_02.pdf
[11] 194 Complesso carsico dell’Antro del Corchia https://parcapuane.toscana.it/apuane_geopark/schede_geositi/complesso_carsico_antro_corchia.pdf
[12] Antro del Corchia – Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/Antro_del_Corchia
[13] Grotta Antro del Corchia – CorchiaPark https://www.corchiapark.it/cosa-fare/grotta-antro-del-corchia/
[14] Corchia La Montagna Vuota – Il film disponibile in visione gratuita https://www.scintilena.com/corchia-la-montagna-vuota-il-film-disponibile-in-visione-gratuita/11/07/
[15] Corchia – Prima proiezione ufficiale del film “La Montagna Vuota” di … https://www.scintilena.com/corchia-prima-proiezione-ufficiale-del-film-la-montagna-vuota-di-roberto-tronconi-il-16-luglio-a-levigliani/07/02/
[16] L’ANTRO DEL CORCHIA – Terre di Lunigiana https://www.terredilunigiana.com/natura/antrodelcorchia.php
[17] [PDF] «Vioz» – Teca digitale CAI https://tecadigitale.cai.it/periodici/PDF/Lo%20scarpone/Lo%20scarpone_1996_10_10.pdf
[18] [PDF] 187 13eme en lutte. Tredicesimo in lotta. Parigi. Francia. GC https://www.centrodocpistoia.it/pdfextra/bibliotecaRiviste.pdf
[19] [PDF] Fuoco & Fiamme https://www.luigifilocamo.it/Appennino/Appennino_1998_1.pdf
[20] Spazio Y – Turismo Roma https://www.turismoroma.it/en/places/spazio-y
[21] Libreria Spazio Y – Libreria indipendente a Cascina – https://www.libreriaspazioy.it/
[22] Home – Spazio Y https://spazioy.com/
[23] Spazio Y – Contemporary art venues https://luoghidelcontemporaneo.cultura.gov.it/en/esplora/spazio-y_en/
[24] LIBRERIA SPAZIO Y: Tutto quello che c’è da sapere (2026) https://www.tripadvisor.it/Attraction_Review-g793691-d34607836-Reviews-Libreria_Spazio_Y-Cascina_Province_of_Pisa_Tuscany.html
[25] A Cascina apre Spazio Y: la nuova libreria indipendente tra lettura e … https://www.cascinanotizie.it/cascina-apre-spazio-y-la-nuova-libreria-indipendente-tra-lettura-e-cultura-condivisa
[26] Book club – Libreria Spazio Y https://www.libreriaspazioy.it/book-club/
[27] Chi siamo – Spazio Y https://spazioy.com/chi-siamo-2/
[28] Eventi – Libreria Spazio Y https://www.libreriaspazioy.it/blog-list/
[29] Contatti – Spazio Y https://spazioy.com/contact/
[30] Libreria Spazio Y (Cascina, Italy): Hours, Address – Tripadvisor https://www.tripadvisor.com/Attraction_Review-g793691-d34607836-Reviews-Libreria_Spazio_Y-Cascina_Province_of_Pisa_Tuscany.html
[31] Spazio Y https://luoghidelcontemporaneo.cultura.gov.it/esplora/spazio-y/

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  • ALLA SCOPERTA DELLA RISORGIVA DI EOLO
    Condividi Nuove esplorazioni nel cuore del Monte Cuar Sabato 10 ottobre 2026, alle ore 20:30, nella Sala Murero, in via Grap 11, a Forgaria nel Friuli (UD), la Pro Loco Forgaria nel Friuli APS propone un incontro pubblico dedicato a uno dei luoghi più affascinanti e meno conosciuti del nostro territorio: la Risorgiva di Eolo, nel cuore del Monte Cuar, ad Avasinis, nel territorio di Trasaghis. Dentro la montagna, esiste un mondo che dalla superficie non possiamo vedere: un complesso sistema
     

ALLA SCOPERTA DELLA RISORGIVA DI EOLO

Október 9th 2026 at 05:00

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Nuove esplorazioni nel cuore del Monte Cuar

Sabato 10 ottobre 2026, alle ore 20:30, nella Sala Murero, in via Grap 11, a Forgaria nel Friuli (UD), la Pro Loco Forgaria nel Friuli APS propone un incontro pubblico dedicato a uno dei luoghi più affascinanti e meno conosciuti del nostro territorio: la Risorgiva di Eolo, nel cuore del Monte Cuar, ad Avasinis, nel territorio di Trasaghis.

Dentro la montagna, esiste un mondo che dalla superficie non possiamo vedere: un complesso sistema di gallerie, sale, torrenti, laghi, sifoni e cascate, modellato dall’acqua nel corso del tempo e ancora oggi in parte inesplorato.

Negli ultimi anni gli speleologi dell’Unione Speleologica Pordenonese CAI sono tornati a percorrere sistematicamente questa cavità, che conta già oltre cinque chilometri di sviluppo conosciuto, individuando nuove prosecuzioni e spingendosi sempre più lontano dall’ingresso.

Le esplorazioni più recenti hanno portato anche al superamento di due sifoni, a oltre due chilometri dall’ingresso della grotta, consentendo di raggiungere ambienti mai percorsi prima.

Dietro ogni nuovo tratto tracciato sulla carta ci sono ore di progressione nel sottosuolo, trasporto di attrezzature, lavoro di squadra, preparazione tecnica e immersioni in luoghi completamente invisibili a chi vive e percorre la superficie.

Durante la serata sarà possibile entrare idealmente in questo mondo attraverso immagini, filmati e testimonianze dirette degli esploratori.

A guidarci nel racconto della Risorgiva di Eolo, delle nuove scoperte e dell’avventura umana e scientifica che accompagna ogni esplorazione sarà la giornalista Alessandra Ressa, moderatrice dell’incontro.

A lei la parola.

PROLOCO FORGARIA NEL FRIULI APS

COMUNICATO STAMPA

ALLA SCOPERTA DELLA RISORGIVA DI EOLO: NUOVE ESPLORAZIONI NEL CUORE DEL MONTE CUAR

Sabato 10 ottobre 2026, alle ore 20:30 nella Sala Murero, in via Grap 11, a Forgaria nel Friuli (UD), si terrà un incontro pubblico dedicato a una delle cavità più affascinanti e misteriose del Friuli Venezia Giulia: la Risorgiva di Eolo, nel cuore del Monte Cuar, ad Avasinis, nel territorio di Trasaghis. Protagonisti della serata saranno gli speleologi che da anni ne stanno esplorando i meandri e, in particolare, lo speleosub Daniele Ceschin dell’Unione Speleologica Pordenonese CAI, impegnato nelle più recenti esplorazioni dei rami inferiori della grotta.

Conosciuta da decenni dagli speleologi ma praticamente sconosciuta al grande pubblico, la Risorgiva di Eolo è un sistema carsico di straordinaria complessità, nel quale l’acqua ha scavato nel tempo un intricato susseguirsi di gallerie, strettoie, sale, laghi, torrenti, scivoli e spettacolari cascate sotterranee. La cavità, che presenta uno sviluppo già catastato di oltre cinque chilometri, si articola su diversi livelli e alterna tratti facilmente percorribili ad ambienti nei quali l’esplorazione richiede tecniche speleologiche e, nei settori allagati, speleosubacquee.

È proprio nei settori più lontani dall’ingresso che negli ultimi anni si sono concentrate le ricerche dell’Unione Speleologica Pordenonese CAI, gruppo particolarmente attivo sia nell’attività esplorativa sia nella ricerca scientifica e nella divulgazione speleologica. L’USP collabora infatti con altri gruppi a progetti di ricerca ed esplorazione, organizza attività didattiche anche rivolte ai bambini e prende parte a spedizioni speleologiche internazionali; è inoltre in preparazione una nuova spedizione in Brasile.

L’avventura nella Risorgiva di Eolo è iniziata circa cinque anni fa, quando gli speleologi dell’USP hanno deciso di tornare a confrontarsi con una cavità già esplorata in passato. L’analisi dei vecchi rilievi aveva evidenziato alcune zone molto lontane dall’ingresso nelle quali potevano esistere possibili prosecuzioni. Le esplorazioni precedenti risalivano inoltre a diversi decenni prima, quando le tecniche e soprattutto i sistemi di illuminazione erano molto differenti da quelli oggi disponibili. Da qui la decisione di rivisitare sistematicamente la grotta, verificando nuovamente i settori già conosciuti e cercando eventuali passaggi rimasti inesplorati.

Il lavoro ha portato alla scoperta di circa 250 metri di nuove gallerie, ma proprio durante queste ricognizioni è emerso un ulteriore elemento di grande interesse: nella parte allagata della cavità, a oltre due chilometri dall’ingresso, si apriva una prosecuzione subacquea ancora inesplorata. Il superamento di questo limite ha richiesto una complessa operazione logistica e l’impiego delle tecniche di speleologia subacquea. Per raggiungere il punto di immersione è stato necessario trasportare all’interno della grotta tutta l’attrezzatura per circa due chilometri, organizzando il lavoro di una squadra numerosa e predisponendo un campo base sotterraneo.

Nel corso delle esplorazioni, Daniele Ceschin ha superato due sifoni, affrontando complessivamente quasi 70 metri di percorso subacqueo, per poi proseguire per circa 300 metri oltre i sifoni, entrando in ambienti che fino a quel momento non erano stati percorsi. Le esplorazioni hanno così permesso di ampliare la conoscenza della parte terminale della Risorgiva di Eolo e di aggiornare la documentazione e la mappatura della cavità. Le recenti esplorazioni hanno effettivamente portato al superamento di due tratti sommersi, rispettivamente di circa 10 e 40 metri, seguiti da nuove gallerie caratterizzate da cascate, scivoli e laghetti.

Durante la serata sarà proiettato un filmato realizzato durante le recenti esplorazioni speleosubacquee, con immagini e audio originali che documentano sia il lungo trasporto dell’attrezzatura nel sottosuolo sia l’avvicinamento ai sifoni, l’immersione e la successiva esplorazione dei nuovi ambienti oltre il limite conosciuto. Sarà quindi possibile seguire, attraverso le immagini, tutte le fasi di un’esplorazione che normalmente rimane completamente invisibile a chi percorre la superficie del territorio.

A raccontare al pubblico questa straordinaria esperienza sarà proprio Daniele Ceschin, speleosubacqueo dell’Unione Speleologica Pordenonese CAI, che conosce ormai la Risorgiva di Eolo in profondità: negli ultimi anni vi è entrato circa 30 volte e ha effettuato quattro esplorazioni oltre i sifoni. Un’attività impegnativa, che richiede preparazione, organizzazione e una notevole capacità di adattamento alle condizioni dell’ambiente sotterraneo, ma che ha aperto nuove prospettive per la prosecuzione delle ricerche.

E l’esplorazione non è affatto conclusa. Le nuove gallerie hanno infatti mostrato che la Risorgiva di Eolo conserva ancora possibili prosecuzioni e l’USP ha già programmato di tornare nella cavità durante l’inverno. Questa volta l’esplorazione speleosubacquea potrà contare su due subacquei, con Ceschin affiancato a turno dai suoi figli.

La serata di Forgaria sarà dunque un’occasione per entrare idealmente in un mondo che si trova a pochi chilometri da noi, ma che rimane invisibile dalla superficie: un territorio sotterraneo modellato dall’acqua, fatto di gallerie, torrenti, laghi e cascate, dove ogni passaggio può nascondere una prosecuzione ancora sconosciuta. Un viaggio nelle profondità del Monte Cuar per conoscere da vicino il lavoro degli speleologi e scoprire, attraverso immagini e testimonianze dirette, le nuove frontiere dell’esplorazione della Risorgiva di Eolo.

L’ingresso è libero.

Modera l’incontro la giornalista Alessandra Ressa

Proloco Forgaria nel Friuli APS

Via Grap 11, 33030 Forgaria nel Friuli (UD)

www.prolocoforgaria.it

prolocoforgaria@gmail.com

Ufficio stampa: +39 3483515270 +39 333 8229514

Fonte notizia e fotografie: Alessandra Ressa

Risorgiva di Eolo: oltre i sifoni del Monte Cuar, incontro a Forgaria

https://www.scintilena.com/risorgiva-di-eolo-oltre-i-sifoni-del-monte-cuar-incontro-a-forgaria-nel-friuli/10/03/

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  • Speleorando 2026: alla scoperta delle grotte del Carso sloveno
    Condividi Il 3 e 4 ottobre 2026 due escursioni guidate per conoscere la fauna cavernicola e il mondo sotterraneo: sabato 3 ottobre nella Grotta Petnjak – domenica 4 ottobre nella Grotta Velika Sprincnica Torna Speleorando, l’iniziativa del Club Alpinistico Triestino giunta alla sedicesima edizione. Quest’anno il percorso conduce in due grotte del Carso sloveno, con un’attenzione speciale agli animali che vivono nel buio. Le uscite sono aperte anche a chi si avvicina per la prima
     

Speleorando 2026: alla scoperta delle grotte del Carso sloveno

September 28th 2026 at 05:00

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Il 3 e 4 ottobre 2026 due escursioni guidate per conoscere la fauna cavernicola e il mondo sotterraneo: sabato 3 ottobre nella Grotta Petnjak – domenica 4 ottobre nella Grotta Velika Sprincnica

Torna Speleorando, l’iniziativa del Club Alpinistico Triestino giunta alla sedicesima edizione.

Quest’anno il percorso conduce in due grotte del Carso sloveno, con un’attenzione speciale agli animali che vivono nel buio.

Le uscite sono aperte anche a chi si avvicina per la prima volta alla speleologia.

Per il programma e le informazioni su come partecipare, lasciamo la parola ad Alessandra Ressa, dell’ufficio stampa del Club Alpinistico Triestino.

CLUB ALPINISTICO TRIESTINO APS

“SPELEORANDO”, ALLA SCOPERTA DELLE GROTTE E DELLA FAUNA CAVERNICOLA DEL CARSO
Trieste, 26 settembre 2026 – Il Club Alpinistico Triestino rinnova anche quest’anno l’appuntamento con “Speleorando”, giunto alla sua sedicesima edizione, iniziativa dedicata alla conoscenza del mondo sotterraneo e rivolta a chi desidera avvicinarsi alla speleologia attraverso escursioni in grotte di facile accesso, accompagnati da esperti, istruttori di speleologia e guide speleologiche.

L’edizione 2026 sarà dedicata in particolare a “Le grotte e la fauna cavernicola” e proporrà due giornate di esplorazione nel Carso sloveno, in programma sabato 3 e domenica 4 ottobre. L’obiettivo dell’iniziativa è far conoscere l’ambiente ipogeo nel modo più semplice e divertente possibile, sempre nel rispetto delle condizioni di sicurezza e con un pizzico di avventura, offrendo ai partecipanti l’opportunità di entrare in alcune cavità particolarmente interessanti dal punto di vista morfologico e naturalistico.

Le grotte sono state infatti selezionate per le loro caratteristiche e per la possibilità di essere percorse senza particolari difficoltà, consentendo ai visitatori di assaporare con tranquillità il fascino del mondo sotterraneo e di osservare da vicino concrezioni, forme e ambienti modellati nel corso del tempo dall’acqua e dai processi carsici. Il programma sarà accompagnato da approfondimenti dedicati alla formazione delle grotte, al carsismo e soprattutto agli organismi che hanno sviluppato particolari adattamenti per vivere in questi ambienti privi di luce.

La prima uscita è prevista sabato 3 ottobre alle ore 9, con ritrovo nel parcheggio del quadrivio di Opicina, sul lato destro per chi arriva dall’Obelisco. La destinazione sarà la Grotta Petnjak, identificata con il numero 397 nel catasto speleologico storico del Friuli Venezia Giulia (VG) e con il numero 952 del Catasto Speleologico Sloveno. Nel corso dell’escursione i partecipanti potranno conoscere più da vicino la vita nel sottosuolo e la fauna cavernicola terrestre.

Domenica 4 ottobre, sempre con ritrovo alle ore 9 nel parcheggio del quadrivio di Opicina, si entrerà invece nella Grotta Velika Sprincnica, registrata con il numero 3390 VG e il numero 6495 del Catasto Speleologico Sloveno. In questa occasione è prevista anche una proiezione all’interno della grotta dedicata alla fauna cavernicola e ad alcuni aspetti del carsismo, per permettere ai partecipanti di approfondire gli argomenti affrontati durante l’escursione direttamente nell’ambiente sotterraneo.

A guidare gli incontri sarà il biologo Sergio Dolce, che accompagnerà i partecipanti alla scoperta delle caratteristiche delle cavità e degli organismi che le abitano. Una particolare attenzione sarà riservata alla fauna cavernicola e alle straordinarie strategie di adattamento sviluppate dagli animali che trascorrono la propria vita, o parte di essa, nel buio del sottosuolo. Il percorso didattico si concluderà inoltre con un approfondimento sull’utilizzo del bat-detector, lo strumento che consente di rendere udibili gli ultrasuoni emessi dai chirotteri, permettendo di avvicinarsi anche al mondo dei pipistrelli attraverso una tecnologia specificamente utilizzata nello studio e nell’osservazione di questi animali.

“Speleorando” nasce con l’intento di rendere accessibile la conoscenza della speleologia anche a chi non ha mai avuto occasione di entrare in una grotta. Le uscite sono concepite come vere e proprie esperienze di scoperta, nelle quali l’osservazione diretta dell’ambiente si unisce alle spiegazioni degli accompagnatori, permettendo di comprendere come si formano le cavità carsiche e quali forme di vita riescono a sopravvivere in condizioni ambientali estremamente particolari.

Le iscrizioni sono aperte fino a sabato 3 ottobre 2026, data della prima uscita, e possono essere effettuate presso la sede del Club Alpinistico Triestino, in via Raffaele Abro 5/A, il martedì sera dalle 21 alle 23, oppure attraverso il modulo scaricabile dal sito del CAT, www.cat.ts.it, e inviandolo all’indirizzo cat@cat.ts.it.

La quota di partecipazione, stabilita a titolo di contributo spese, è di 10 euro per gli adulti e 5 euro per i minori di 10 anni. I caschetti con illuminazione frontale saranno forniti dal Club Alpinistico Triestino; si raccomanda di presentarsi alle escursioni con abbigliamento adeguato e calzature adatte alla percorrenza in grotta.

La partecipazione è limitata a un massimo di 20 persone. Per i minori, l’età minima consentita è di 8 anni ed è obbligatoria la presenza di uno dei genitori o di chi ne fa le veci, oltre al consenso scritto degli stessi. I partecipanti dovranno attenersi alle disposizioni impartite dagli istruttori e dagli accompagnatori; il mancato rispetto delle indicazioni potrà comportare, a insindacabile giudizio dei responsabili dell’iniziativa, l’esclusione dall’escursione.

Con “Speleorando” il Club Alpinistico Triestino propone dunque ancora una volta un modo diretto e coinvolgente per entrare nel cuore del mondo carsico, conoscere gli ambienti sotterranei e scoprire la sorprendente biodiversità che si nasconde sotto la superficie, trasformando la visita a una grotta in un’esperienza di osservazione, divulgazione scientifica e conoscenza del territorio.

CLUB ALPINISTICO TRIESTINO APS

Via R. Abro, 5/A
34144 Trieste
cell.: 348 5164550
codice fiscale: 80016650329
e-mail:cat@cat.ts.it
pec:cat.trieste@pec.csvfvg.it
http://www.cat.ts.it

Ufficio Stampa: Alessandra Ressa +39 348 3515270

Due appuntamenti da non perdere, per scoprire il Carso anche sotto la superficie: sabato 3 ottobre nella Grotta Petnjak e domenica 4 ottobre nella Grotta Velika Sprincnica; forme modellate dall’acqua e incontri con la fauna cavernicola.

Quota di partecipazione ad uscita: euro 10,00 ad adulto, euro 5,00 a minore

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  • Visioni carsiche: le grotte della Sardegna diventano esplorabili in realtà virtuale
    Condividi Il Gruppo Grotte Nuorese porta alla SHARPER Night 2026 un’esperienza immersiva nelle profondità del territorio: con i visori VR sarà possibile entrare in una grotta reale, osservarla e scoprirne gli aspetti scientifici senza le barriere fisiche dell’esplorazione sotterranea NUORO – Entrare in una grotta senza corde, senza casco e senza muovere un passo. È la proposta di “Visioni carsiche”, l’esperienza immersiva che il Gruppo Grotte Nuorese presenterà venerdì 25 settembre 2026, dall
     

Visioni carsiche: le grotte della Sardegna diventano esplorabili in realtà virtuale

September 25th 2026 at 07:00

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Il Gruppo Grotte Nuorese porta alla SHARPER Night 2026 un’esperienza immersiva nelle profondità del territorio: con i visori VR sarà possibile entrare in una grotta reale, osservarla e scoprirne gli aspetti scientifici senza le barriere fisiche dell’esplorazione sotterranea

NUORO – Entrare in una grotta senza corde, senza casco e senza muovere un passo. È la proposta di “Visioni carsiche”, l’esperienza immersiva che il Gruppo Grotte Nuorese presenterà venerdì 25 settembre 2026, dalle 16 alle 20, al Centro Polifunzionale di via Roma a Nuoro, nell’ambito della SHARPER Night – Notte Europea delle Ricercatrici e dei Ricercatori.

L’iniziativa porta l’esplorazione sotterranea in una dimensione nuova: quella della realtà virtuale.

Indossando un visore VR, i visitatori potranno muoversi all’interno della ricostruzione di una grotta reale, osservare gli ambienti, interagire con ciò che li circonda e attivare schemi e approfondimenti scientifici.

Non si tratta quindi soltanto di “vedere” una grotta, ma di avvicinarsi alla sua lettura.

La tecnologia diventa in questo caso uno strumento di divulgazione speleologica, capace di restituire almeno una parte dell’esperienza di un ambiente che, per sua natura, rimane difficilmente accessibile alla maggioranza delle persone.

“Visioni carsiche” rappresenta anche una delle possibili evoluzioni della documentazione fotografica del mondo sotterraneo.

Per generazioni la fotografia speleologica ha avuto il compito di portare in superficie immagini di luoghi raggiungibili soltanto dagli esploratori. Oggi le tecniche di acquisizione e ricostruzione digitale consentono di compiere un passo ulteriore: non più soltanto osservare un’immagine, ma immergersi virtualmente nello spazio dal quale quell’immagine proviene.

La grotta può così diventare un ambiente da percorrere e interrogare.

È una possibilità particolarmente interessante per la divulgazione del carsismo. Forme, morfologie e fenomeni che sulla carta o attraverso una fotografia possono risultare difficili da interpretare acquistano una diversa immediatezza quando il visitatore può osservarli nello spazio e cambiare il proprio punto di vista.

Dal Genova a Nuoro, la grotta entra nel visore

Quella proposta dal Gruppo Grotte Nuorese non è un’esperienza isolata. Proprio in queste settimane anche al Museo Speleologico del Monte Gazzo di Genova Sestri Ponente, Museo che ha come promotore lo speleologo Carlo Marzio, i visitatori possono indossare un visore e scendere virtualmente nella Spluga della Preta, uno degli abissi simbolo della storia della speleologia italiana.

L’installazione presente al Gazzo è stata concessa dall’Associazione Culturale Benetticeras APS e messa a disposizione grazie a Francesco Sauro.

Due esperienze diverse, a Genova e a Nuoro, che sembrano indicare la stessa direzione: utilizzare le nuove tecnologie non per sostituire l’esplorazione reale, ma per raccontarla e renderla accessibile a un pubblico molto più vasto.

È un passaggio interessante anche per i musei e per le associazioni speleologiche. Per decenni abbiamo raccontato il sottosuolo attraverso fotografie, rilievi, plastici, reperti e ricostruzioni. Oggi a questi strumenti se ne aggiunge uno nuovo: la possibilità di accompagnare virtualmente il visitatore dentro la grotta.

Una grotta accessibile

L’esplorazione speleologica reale richiede preparazione, attrezzature e condizioni fisiche adeguate e, in molti casi, comporta difficoltà oggettive che rendono determinati ambienti inaccessibili a una parte del pubblico.

La realtà virtuale non sostituisce naturalmente l’esperienza della grotta, ma può abbattere molte barriere.

Fonte: https://www.sharper-night.it/evento/visioni-carsiche/ VISIONI CARSICHE

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  • Premio Adriatico alla memoria di Tony Vincelli, già presidente dell’associazione Speleopop
    Condividi Il riconoscimento sarà conferito il 10 ottobre 2026 all’Auditorium comunale di Termoli, durante l’ottava edizione della manifestazione “Un mare che unisce” TERMOLI. Un premio alla memoria di Tony Vincelli per ricordarne l’impegno, la passione per la speleologia e l’instancabile attività di divulgazione del mondo sotterraneo. Il riconoscimento sarà conferito nell’ambito dell’ottava edizione del Premio Adriatico “Un mare che unisce”, in programma sabato 10 ottobre 2026 all’Auditorium
     

Premio Adriatico alla memoria di Tony Vincelli, già presidente dell’associazione Speleopop

September 22nd 2026 at 06:00

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Il riconoscimento sarà conferito il 10 ottobre 2026 all’Auditorium comunale di Termoli, durante l’ottava edizione della manifestazione “Un mare che unisce”

TERMOLI. Un premio alla memoria di Tony Vincelli per ricordarne l’impegno, la passione per la speleologia e l’instancabile attività di divulgazione del mondo sotterraneo. Il riconoscimento sarà conferito nell’ambito dell’ottava edizione del Premio Adriatico “Un mare che unisce”, in programma sabato 10 ottobre 2026 all’Auditorium comunale di Termoli.

Particolarmente commosse le parole del fratello Luca, che ha affidato ai social il proprio pensiero dopo aver appreso la notizia:

«Vi lascio immaginare la mia reazione appena ho saputo della notizia… E sono sicuro che anche tu sei felicissimo per questo premio. Un abbraccio fin lassù, fratellone. Manchi tantissimo a tutti».

Tony Vincelli, presidente dell’associazione Speleopop, è scomparso nel luglio 2025 in seguito a un incidente stradale sulla Bifernina. La sua vita è stata profondamente legata all’esplorazione e alla conoscenza del sottosuolo, ma soprattutto al desiderio di condividere con gli altri quanto appreso durante anni di attività.

“Noi non siamo superficiali”, motto dell’associazione Speleopop, riassumeva bene il suo modo di pensare e di agire: andare oltre ciò che appare, conoscere le formazioni carsiche e gessose, osservare i minerali e comprendere il percorso dell’acqua che alimenta le sorgenti. Un patrimonio di conoscenze che Tony trasmetteva con entusiasmo a quanti avevano il coraggio e la curiosità di seguirlo nel mondo ipogeo.

Tra le esperienze più significative da lui promosse figura il laboratorio didattico “Le pietre di Tony”, un metodo interattivo basato sul contatto diretto con rocce magmatiche, sedimentarie e metamorfiche e con numerosi minerali. Un’attività capace di coinvolgere gli studenti e di trasformarli da semplici osservatori in partecipanti attivi, incoraggiando collaborazione, confronto e discussione.

Il laboratorio continuerà a vivere grazie all’impegno di Nicola Petrella, esperto di mineralogia e studioso del suolo e del sottosuolo, insieme ai soci di Speleopop. Non mancheranno gli strumenti utilizzati da Tony e dai suoi compagni di esplorazione, affinché nuove generazioni possano avvicinarsi alla conoscenza del mondo sotterraneo.

Il Premio Adriatico rappresenta dunque non soltanto un riconoscimento alla memoria, ma anche un modo per mantenere vivo il lavoro di Tony Vincelli e il segno profondo lasciato nella comunità, tra gli amici, gli speleologi e tutte le persone che hanno condiviso con lui la passione per la natura e l’esplorazione.

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  • Giornate Nazionali della Speleologia 2026: attività aperte fino a ottobre
    Condividi Dopo il 13 settembre, le Giornate Nazionali della Speleologia 2026 proseguono con eventi, tutela e divulgazione sul carsismo in tutta Italia Le Giornate Nazionali della Speleologia 2026 non si esauriscono con il 13 settembre. La data ha coinciso con la prima Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo, ma la campagna nazionale resta aperta per tutto settembre e ottobre. Gruppi speleologici, Società Speleologica Italiana, sezioni del Club alpino italiano, scuole di speleo
     

Giornate Nazionali della Speleologia 2026: attività aperte fino a ottobre

September 18th 2026 at 13:00

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Dopo il 13 settembre, le Giornate Nazionali della Speleologia 2026 proseguono con eventi, tutela e divulgazione sul carsismo in tutta Italia

Le Giornate Nazionali della Speleologia 2026 non si esauriscono con il 13 settembre.

La data ha coinciso con la prima Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo, ma la campagna nazionale resta aperta per tutto settembre e ottobre. Gruppi speleologici, Società Speleologica Italiana, sezioni del Club alpino italiano, scuole di speleologia, associazioni e singoli soci possono ancora programmare iniziative rivolte al pubblico e inserirle nel calendario nazionale.

L’invito riguarda attività molto diverse. Sono previste visite guidate, open day, pulizie di cavità, incontri scientifici, laboratori per bambine e bambini, mostre, proiezioni, iniziative culturali e appuntamenti digitali. Il filo comune è la conoscenza del patrimonio ipogeo e dei territori carsici.

Giornate Nazionali della Speleologia e la data del 13 settembre

Il 13 settembre 2026 ha segnato la prima celebrazione della Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo, denominata in ambito internazionale International Day of Caves and Karst (IDCK). L’UNESCO ha proclamato la ricorrenza nel 2025, su proposta dell’Unione internazionale di speleologia e con il sostegno di oltre 150 organizzazioni. L’obiettivo dichiarato è promuovere conoscenza, tutela e valorizzazione delle grotte e dei sistemi carsici, considerati per il loro rilievo ambientale, scientifico, culturale, economico e paesaggistico. [web:2]

Le Giornate Nazionali della Speleologia 2026 hanno quindi rappresentato il quadro italiano di una ricorrenza che assume carattere annuale. La coincidenza ha dato maggiore visibilità a iniziative dedicate all’acqua sotterranea, alla biodiversità, alla ricerca e alla frequentazione consapevole delle cavità.

La prima celebrazione internazionale si è svolta anche a Postojna, in Slovenia, dal 10 al 13 settembre, con una conferenza incentrata sulla gestione sostenibile di grotte e carsismo. In Italia, il calendario diffuso prima della ricorrenza raccoglieva appuntamenti in nove aree del Paese, tra visite, attività divulgative e interventi di bonifica. [web:7]

Eventi GNS 2026 fino a ottobre

La prosecuzione delle Giornate Nazionali della Speleologia 2026 consente di ampliare il programma oltre il fine settimana centrale. Le proposte possono essere organizzate fino alla conclusione di ottobre e registrate attraverso i moduli indicati dal portale dell’iniziativa. L’inserimento nel calendario nazionale permette di rendere pubblica l’attività e di coordinarla con le iniziative già programmate.

Tra le formule indicate rientrano le uscite sul campo, gli open day e le visite in grotte o aree carsiche, sempre nel rispetto delle autorizzazioni necessarie, delle condizioni ambientali e delle regole di sicurezza. Nel calendario 2026 compare, per esempio, un open day ai Monti Alburni presso la Grotta Fra’ Gentile, in programma il 19 settembre a Sant’Angelo a Fasanella, in provincia di Salerno. [web:16]

Sono parte della campagna anche le attività di Puliamo il Buio. Interventi di questo tipo possono unire il recupero di un ambiente degradato alla spiegazione pubblica delle ragioni della tutela. La rimozione dei rifiuti non coincide infatti con una semplice azione pratica. Può diventare un momento per illustrare la vulnerabilità degli ecosistemi sotterranei, i tempi molto lunghi di degradazione dei materiali e il collegamento tra ciò che accade in superficie e la qualità delle acque nel sottosuolo.

Carsismo, acqua e biodiversità al centro

La dimensione divulgativa delle Giornate Nazionali della Speleologia 2026 riguarda anche il significato più ampio del carsismo. Le grotte non sono ambienti isolati. Sono spesso parte di sistemi nei quali l’acqua attraversa fratture, condotti, risorgenti e acquiferi, con effetti diretti sulle risorse idriche e sugli ecosistemi.

Un esempio viene dal Friuli Venezia Giulia. La Regione segnala che il carsismo interessa circa il 70% delle aree montane e collinari regionali, con quasi 9.000 grotte censite. Le aree carsiche alimentano più di 1.200 sorgenti, molte delle quali sono captate a uso potabile. Nella stessa regione sono presenti ecosistemi sotterranei e specie altamente specializzate. [web:2]

Questo quadro aiuta a comprendere il valore di conferenze, laboratori e mostre fotografiche proposti durante le GNS. Le iniziative possono avvicinare il pubblico al lavoro di chi esplora, rileva e studia le cavità, senza ridurre la grotta a un luogo da visitare. Possono anche spiegare perché la tutela richieda attenzione agli ingressi, ai corsi d’acqua, alla fauna e alla gestione dei flussi di persone.

Come aderire al calendario nazionale

Gruppi e associazioni che intendono aderire alle Giornate Nazionali della Speleologia 2026 possono consultare il sito della campagna per il calendario aggiornato, il vademecum GNS IDCK26 e i moduli di registrazione. Le proposte possono riguardare anche documentari, presentazioni pubbliche, percorsi didattici e attività online. Questa varietà permette di coinvolgere persone che non praticano speleologia e di raccontare il legame tra grotte, paesaggio e comunità locali.

Nella programmazione è utile indicare con chiarezza luogo, orari, modalità di partecipazione, destinatari, attrezzatura richiesta, eventuale prenotazione e riferimenti organizzativi. Per le attività in ambiente ipogeo restano centrali la valutazione dei rischi, l’adeguatezza degli accompagnatori e il rispetto delle norme che regolano l’accesso alle cavità.

La campagna prosegue dunque fino a ottobre, offrendo alle realtà locali il tempo per costruire occasioni informative e di tutela. L’obiettivo è mantenere visibile il patrimonio sotterraneo anche dopo la data del 13 settembre e favorire una conoscenza più concreta dei sistemi carsici italiani.

Fonti

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  • Puliamo il Buio 2026: bonifica all’inghiottitoio di Monte Carello tra Noci e Alberobello
    Condividi L’edizione 2026 della campagna nazionale “Puliamo il Buio” si è conclusa con un intervento di bonifica nell’inghiottitoio di Monte Carello, al confine tra Noci e Alberobello. Il GASP! – Gruppo Archeologico Speleologico Pugliese della Sezione CAI di Gioia del Colle “Donato Boscia” ha guidato le operazioni di pulizia, rimuovendo rifiuti accumulati in decenni e richiamando l’attenzione sulla tutela del patrimonio carsico e ipogeo. L’intervento di Puliamo il Buio 2026 a Monte Carello
     

Puliamo il Buio 2026: bonifica all’inghiottitoio di Monte Carello tra Noci e Alberobello

September 17th 2026 at 13:00

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L’edizione 2026 della campagna nazionale “Puliamo il Buio” si è conclusa con un intervento di bonifica nell’inghiottitoio di Monte Carello, al confine tra Noci e Alberobello. Il GASP! – Gruppo Archeologico Speleologico Pugliese della Sezione CAI di Gioia del Colle “Donato Boscia” ha guidato le operazioni di pulizia, rimuovendo rifiuti accumulati in decenni e richiamando l’attenzione sulla tutela del patrimonio carsico e ipogeo.

L’intervento di Puliamo il Buio 2026 a Monte Carello

L’inghiottitoio di Monte Carello è una cavità carsica di rilievo, situata in un’area di confine tra i comuni di Noci e Alberobello, nelle vicinanze delle storiche cave di alabastro. La conformazione della cavità ha richiesto l’impiego di tecniche e attrezzature speleologiche, con operazioni di discesa, raccolta e rimozione dei materiali in sicurezza.

Tra i rifiuti rinvenuti figurano vecchi medicinali, pezzi d’auto, carcasse di animali e persino siringhe, materiali che testimoniano un uso improprio della cavità protratto nel tempo. La presenza di questi materiali rappresenta un rischio per le acque sotterranee e per la fauna ipogea, oltre a deturpare un ambiente di valore naturalistico e geologico.

All’intervento hanno partecipato i soci del GASP!, che hanno dedicato tempo, energie e competenze per garantire il successo dell’iniziativa. La bonifica è stata accompagnata da attività di documentazione e sensibilizzazione, con l’obiettivo di rendere visibili le criticità e favorire interventi di recupero e segnalazione.

La presenza delle istituzioni e l’interesse dei media

Particolarmente significativa è stata la presenza dei sindaci di Noci e Alberobello, insieme a rappresentanti del Corpo Forestale dello Stato locale. La posizione dell’inghiottitoio, che interessa entrambi i territori comunali, ha reso ancora più importante la partecipazione congiunta delle due amministrazioni.

L’iniziativa ha suscitato l’interesse dei media locali, con la presenza della televisione Telenorba, che ha documentato l’attività e contribuito a portare all’attenzione del pubblico il valore della tutela del patrimonio ipogeo. Le riprese e le interviste hanno coinvolto Luca Benedetto, presidente del GASP!, la speleologa Anna Eva De Tomaso e i sindaci Francesco Intini (Noci) e Francesco De Carlo (Alberobello).

Puliamo il Buio: storia e attività nel corso degli anni

“Puliamo il Buio” è la campagna nazionale promossa dalla Società Speleologica Italiana (SSI) in collaborazione con Legambiente, attiva dal 2005. L’iniziativa si collega a “Puliamo il Mondo”, l’appuntamento annuale di Legambiente legato a Clean-up the World, il più grande evento di volontariato ambientale del mondo.

Dal 2005 al 2012, la SSI ha raccolto 130.817 kg di materiali, recuperati e avviati a discarica autorizzata, grazie all’opera volontaria di centinaia di speleologi. Complessivamente, dal 2005 sono stati realizzati 171 interventi di ripristino in Italia, con 163.000 kg di spazzatura raccolti in 64.000 ore di lavoro.

L’obiettivo di “Puliamo il Buio” è triplice: ripulire le cavità naturali e artificiali, documentare i livelli di inquinamento e valutare i rischi, proponendo soluzioni concrete alle autorità locali. La campagna contribuisce all’aggiornamento del censimento delle cavità a rischio ambientale (CRA), avviato nel 1995 e ora in seno alla SSI.

Risultati e interventi significativi

Nel corso degli anni, “Puliamo il Buio” ha interessato numerose regioni italiane, con interventi di bonifica in grotte e cavità artificiali. In Sardegna, nel 2019, 50 speleologi hanno pulito la Voragine di Tiscali, rimuovendo 152 kg di rifiuti. In Lombardia, nel 2018, sono stati portati via 500 kg di materiale dalle Grotte del Brunino. In Umbria, nel 2006, 28 speleologi hanno prelevato 250 kg di immondizie dalla Grotta di Orlando.

In Veneto, negli anni Novanta, dalla grotta Spluga della Preta sono stati estratti 840 sacchi di rifiuti per un totale di 21.000 kg di immondizia, con operazioni di bonifica durate quasi cinque anni. In Puglia, il Parco dell’Alta Murgia, con le sue 550 grotte nella sola provincia di Bari, è stato più volte utilizzato per eliminare materiale illegale, tra cui carcasse di auto e camion.

Riconoscimenti e dimensione europea

La storia di “Puliamo il Buio” ha ricevuto un riconoscimento europeo: nel 2018 il progetto italiano ha ottenuto l’EuroSpeleo Protection Label. L’iniziativa si estende anche a livello europeo con il progetto “Clean Up the Dark”, che coinvolge la comunità speleologica di diversi paesi, tra cui Croazia, Germania e Slovenia.

Nel 2026, “Puliamo il Buio” entra nel calendario delle iniziative connesse alle Giornate Nazionali della Speleologia, promosse dalla SSI e dal Club Alpino Italiano. La mobilitazione italiana di settembre e ottobre si sviluppa attorno al 13 settembre, data della prima Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo istituita dall’UNESCO.

Il ruolo del GASP! e la tutela del carsismo pugliese

Il GASP! – Gruppo Archeologico Speleologico Pugliese della Sezione CAI di Gioia del Colle “Donato Boscia” partecipa da anni a “Puliamo il Buio”, contribuendo alla bonifica delle cavità carsiche in Puglia. L’edizione 2026 conferma l’impegno del gruppo nella conoscenza, nella tutela e nella valorizzazione dell’ambiente carsico e ipogeo pugliese.

L’attività di bonifica non si limita alla rimozione dei rifiuti, ma include la documentazione delle criticità e la sensibilizzazione delle comunità locali. La presenza delle istituzioni e dei media durante l’intervento di Monte Carello dimostra l’importanza di fare rete tra associazioni, speleologi, cittadini e istituzioni per preservare un patrimonio che appartiene a tutti.

Fonti

Puliamo il buio GASP

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Alla Grotta del Vento la prima Giornata UNESCO delle Grotte e del Carsismo: tecnica, memoria e divulgazione in Garfagnana

September 16th 2026 at 08:00

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Domenica 13 settembre 2026, Fornovolasco ha ospitato dimostrazioni di progressione verticale, attrezzature speleosubacquee e una visita storica guidata. L’iniziativa ha collegato la ricorrenza internazionale UNESCO alla conoscenza concreta del patrimonio carsico delle Alpi Apuane.


La prima Giornata internazionale UNESCO delle Grotte e del Carsismo

Il 13 settembre 2026 è stata celebrata per la prima volta la Giornata internazionale delle Grotte e del Carsismo – International Day of Caves and Karst (IDCK), ricorrenza annuale proclamata dall’UNESCO per sensibilizzare sul valore degli ambienti ipogei e dei paesaggi carsici.

La celebrazione internazionale si è svolta a Postojna, in Slovenia, dal 10 al 13 settembre, con una conferenza scientifica e una cerimonia ufficiale nella celebre grotta turistica.

Secondo l’UNESCO, grotte e paesaggi carsici interessano quasi un quarto delle terre emerse e forniscono acqua potabile a oltre un miliardo di persone, oltre a conservare biodiversità sotterranea, archivi geologici e testimonianze della storia umana.


Grotta del Vento: un laboratorio pubblico di speleologia nelle Alpi Apuane

La Grotta del Vento, situata a Fornovolasco nel cuore del Parco delle Alpi Apuane (Garfagnana, provincia di Lucca), ha aderito alla ricorrenza con una giornata dedicata a tecnica, esplorazione e memoria storica della speleologia.

La cavità turistica, sviluppata in rocce calcaree, offre tre itinerari di durata diversa e consente di osservare gallerie fossili, condotti freatici e ambienti in concrezionamento.

La valorizzazione turistica è iniziata negli anni Sessanta: i lavori per l’accessibilità sono cominciati nel 1965, il primo itinerario è stato completato nel 1967, il secondo nel 1970 e il terzo nel 1982.


Dalla corrente d’aria alle prime esplorazioni: la storia della cavità

Prima dell’esplorazione sistematica, la grotta era conosciuta soprattutto per la corrente d’aria che usciva dall’apertura, sfruttata in una struttura usata come frigorifero naturale.

Nel 1898 una bambina di quattro anni, Bettina, penetrò per pochi metri nella cavità, aprendo simbolicamente la strada alla conoscenza moderna della grotta.

Le prime esplorazioni speleologiche organizzate risalgono al 1929, quando il Gruppo Speleologico Fiorentino del CAI raggiunse circa 60 metri di sviluppo, fermandosi davanti a una galleria a U piena d’acqua interpretata come sifone.


La mostra delle attrezzature: evoluzione della tecnica speleologica

Nel piazzale della Grotta del Vento è stata allestita una mostra storica che ha ripercorso l’evoluzione delle tecniche di progressione verticale e di illuminazione.

La progressione verticale è stata illustrata attraverso le scalette di corda con pioli di legno, le scale “superleggere” degli anni Sessanta e infine la progressione su sola corda con discensori e bloccanti, che ha reso più efficiente la salita e la discesa lungo i pozzi.

Il percorso storico ha ricordato anche il passaggio dalle prime lampade a incandescenza alle lampade frontali ad acetilene con accensione piezoelettrica, fino all’attuale illuminazione elettrica a LED.


Dimostrazioni di progressione verticale e arrampicata in grotta

Dal piazzale pendeva una corda dalla parete strapiombante, sulla quale gli speleologi hanno eseguito manovre dimostrative per mostrare il funzionamento dei sistemi di progressione moderna.

Le dimostrazioni sono state realizzate da Davide Massarenti, Pietro Taddei dello Speleo Club Garfagnana, Simona Marioti e Federico Bucci.

L’arrampicata in grotta e la discesa su corda dalla sommità della Sala dei Trenta Metri hanno aggiunto una dimensione spettacolare, subordinata però alla spiegazione tecnica per il pubblico non specialista.


Speleosubacquea: attrezzature e spiegazioni sui sifoni

L’esposizione ha incluso anche le attrezzature per l’esplorazione dei sifoni, introducendo il pubblico alla speleosubacquea, una delle discipline più complesse dell’esplorazione ipogea.

Un sifone è un tratto di cavità completamente o parzialmente allagato che richiede tecniche subacquee per essere attraversato, in un ambiente confinato e spesso privo di luce naturale.

Il pubblico ha ricevuto spiegazioni da Davide Massarenti, indicato come speleosub e istruttore subacqueo della Marina Militare.


Visita storica conclusiva guidata da Massimo Goldoni

La giornata si è conclusa con una visita speciale guidata da Massimo Goldoni, speleologo modenese, che ha riportato l’attenzione sui primi naturalisti che, agli inizi del Novecento, affrontarono le parti conosciute della grotta con strumenti e conoscenze molto più limitati.

Il percorso ha trasformato la grotta in un archivio di memoria, presentando sale e pozzi non soltanto come forme geologiche, ma come luoghi segnati da tentativi, errori, intuizioni e passaggi generazionali.


Il significato scientifico e ambientale del carsismo

Il carsismo nasce dall’interazione tra acqua, roccia solubile, fratture e tempo, creando gallerie, pozzi e reti idrologiche sotterranee.

Le aree carsiche sono riconoscibili per calcari e dolomie, doline, inghiottitoi, sorgenti, fiumi sotterranei e scarso sviluppo del reticolo superficiale.

Gli acquiferi carsici sono particolarmente vulnerabili all’inquinamento perché l’acqua può trasferirsi rapidamente attraverso fessure e cavità»», rendendo più difficile la filtrazione naturale degli inquinanti.


Valutazione dell’evento e prospettive future

La manifestazione ha avuto un esito positivo, con la partecipazione di un pubblico composto sia da speleologi e appassionati sia da visitatori curiosi.

L’evento ha trasformato una visita turistica in un’esperienza di interpretazione del patrimonio sotterraneo, mettendo in relazione strumenti, tecniche, persone e storia dell’esplorazione.

Inserita nella prima ricorrenza UNESCO dedicata alle grotte e al carsismo, l’iniziativa assume un significato più ampio: ricordare che il mondo sotterraneo è un sistema fragile, scientificamente prezioso e connesso alla sicurezza dell’acqua e alla conservazione della natura.


Fonti

Grotta del Vento

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  • Duemila Grotte, oggi a Trieste il centenario: un workshop guarda a cento anni di speleologia
    Condividi Alla Sala Luttazzi del Magazzino 26 l’incontro aperto al pubblico dedicato allo storico volume di Bertarelli e Boegan, considerato il primo esempio organico di catalogazione delle grotte Oggi, martedì 15 settembre 2026, Trieste celebra i cento anni di Duemila Grotte, una delle opere fondamentali nella storia della speleologia. A partire dalle ore 17.30, alla Sala Luttazzi del Magazzino 26, si terrà un workshop aperto a tutti dedicato al volume pubblicato nel 1926 da Luigi Vittori
     

Duemila Grotte, oggi a Trieste il centenario: un workshop guarda a cento anni di speleologia

September 15th 2026 at 06:00

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Alla Sala Luttazzi del Magazzino 26 l’incontro aperto al pubblico dedicato allo storico volume di Bertarelli e Boegan, considerato il primo esempio organico di catalogazione delle grotte

Oggi, martedì 15 settembre 2026, Trieste celebra i cento anni di Duemila Grotte, una delle opere fondamentali nella storia della speleologia.

A partire dalle ore 17.30, alla Sala Luttazzi del Magazzino 26, si terrà un workshop aperto a tutti dedicato al volume pubblicato nel 1926 da Luigi Vittorio Bertarelli ed Eugenio Boegan.

Duemila Grotte ha accompagnato generazioni di speleologi ed è considerato il primo esempio di catalogazione organica delle cavità naturali, un’opera che rappresentò per l’epoca un’esperienza pionieristica anche nel panorama internazionale.

Scintilena aveva già approfondito il significato storico del centenario nell’articolo “Duemila Grotte 1926-2026: a Trieste il centenario del grande catasto speleologico”, pubblicato lo scorso 20 agosto.

Un documento per leggere un secolo di speleologia

A cent’anni dalla pubblicazione, il valore di Duemila Grotte non è soltanto storico: il volume costituisce infatti un documento eccezionale per confrontare lo stato della speleologia del primo Novecento con l’evoluzione tecnica, scientifica ed esplorativa sviluppatasi nel corso del secolo successivo.

Rilievi, descrizioni e catalogazione delle cavità restituiscono l’immagine di una speleologia che stava costruendo i propri strumenti e il proprio metodo. Molte delle pratiche oggi considerate fondamentali — esplorare, rilevare, documentare, confrontare e conservare i dati — trovano le proprie radici proprio in quel grande inventario delle cavità naturali del Carso.

Gli strumenti sono cambiati profondamente, ma il principio resta lo stesso: trasformare l’esplorazione in conoscenza condivisa e duratura.

Dal catasto cartaceo alle nuove tecnologie

Ai rilievi eseguiti con gli strumenti dell’epoca si sono oggi affiancati sistemi GNSS, GIS, rilievi digitali, laser scanner, fotogrammetria e banche dati capaci di integrare informazioni topografiche, geologiche, idrologiche e ambientali.

Proprio il confronto tra il 1926 e il 2026 sarà uno degli elementi più interessanti dell’incontro triestino: osservare quanto siano cambiate tecniche, obiettivi e possibilità della speleologia partendo da un’opera che, cento anni fa, tentò per la prima volta di organizzare in modo sistematico la conoscenza del sottosuolo carsico.

La Commissione Grotte Eugenio Boegan

Tra i relatori del workshop saranno presenti numerosi soci della Commissione Grotte Eugenio Boegan, gruppo speleologico della Società Alpina delle Giulie e realtà profondamente legata alla storia dell’esplorazione e dello studio del Carso.

Una presenza particolarmente significativa proprio in occasione del centenario di un’opera che porta il nome di Eugenio Boegan e che continua a rappresentare uno dei riferimenti della speleologia triestina.

L’appuntamento di oggi

Il workshop si terrà oggi, martedì 15 settembre 2026, a partire dalle ore 17.30, presso la Sala Luttazzi del Magazzino 26 di Trieste.

L’incontro è aperto a tutti.

Informazioni sull’incontro di Trieste

  • Evento: Duemila Grotte. 1926-2026. La speleologia cent’anni dopo
  • Data: martedì 15 settembre 2026
  • Luogo: Sala Luttazzi, Magazzino 26, Trieste
  • Apertura al pubblico: ore 17.00
  • Inizio: ore 17.30
  • Iscrizioni: entro le ore 23.59 di lunedì 14 settembre 2026

Fonti

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