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    Condividi Dal Congresso degli Stati Uniti l’autorizzazione nel 1926: oggi protegge il sistema di grotte più lungo conosciuto al mondo Il 25 maggio 1926 il Congresso degli Stati Uniti autorizzò la creazione del Mammoth Cave National Park, dando avvio a un percorso che avrebbe portato alla nascita ufficiale del parco nazionale e cambiato per sempre il modo di conoscere e vivere uno dei paesaggi carsici più straordinari del pianeta. La storia di Mammoth Cave affonda però le sue radici molto p
     

Mammoth Cave, cento anni fa il via al parco nazionale più noto del sottosuolo americano

Máj 26th 2026 at 06:30

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Dal Congresso degli Stati Uniti l’autorizzazione nel 1926: oggi protegge il sistema di grotte più lungo conosciuto al mondo

Il 25 maggio 1926 il Congresso degli Stati Uniti autorizzò la creazione del Mammoth Cave National Park, dando avvio a un percorso che avrebbe portato alla nascita ufficiale del parco nazionale e cambiato per sempre il modo di conoscere e vivere uno dei paesaggi carsici più straordinari del pianeta.

La storia di Mammoth Cave affonda però le sue radici molto più lontano nel tempo. Per migliaia di anni le popolazioni native americane esplorarono le profondità del sistema sotterraneo ben prima della creazione del parco. All’inizio dell’Ottocento furono invece guide afroamericane schiavizzate, dotate di grande esperienza e conoscenza della grotta, a condurre i primi visitatori contribuendo a rendere celebre Mammoth Cave negli Stati Uniti.

Negli anni Trenta intervennero anche le squadre del Civilian Conservation Corps, il programma federale creato durante il New Deal, che realizzarono strade, sentieri e infrastrutture per preparare l’area al futuro riconoscimento come parco nazionale.

Il Mammoth Cave National Park venne ufficialmente istituito il 1° luglio 1941. Oggi tutela quasi 53 mila acri di foreste, corsi d’acqua e soprattutto il più lungo sistema di grotte conosciuto al mondo, con centinaia di chilometri di gallerie esplorate e ancora in continua evoluzione speleologica e scientifica.

Nel corso dei decenni, il sito ha ottenuto importanti riconoscimenti internazionali, tra cui quelli di Patrimonio Mondiale UNESCO, Riserva Internazionale della Biosfera e Dark Sky Park, a conferma del suo valore naturale, ambientale e scientifico a livello globale.

Nel centenario dell’autorizzazione del parco, il National Park Service ricorda le molte storie umane, culturali e scientifiche che hanno reso Mammoth Cave un luogo simbolo dell’esplorazione sotterranea mondiale.

Fonte foto e notizia: pagina social Mammoth Cave Natonal Park

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  • Giornata mondiale della Biodiversità: anche le grotte custodiscono specie preziose. I ragni Meta protagonisti del 2026
    Condividi Due ragni simbolo degli ambienti ipogei scelti dalla Società Speleologica Italiana ETS per sensibilizzare sulla tutela della biodiversità sotterranea In occasione della Giornata mondiale della Biodiversità 2026, 22 maggio, la Società Speleologica Italiana richiama l’attenzione sul valore degli ecosistemi sotterranei, ambienti fragili e ancora poco conosciuti che custodiscono una straordinaria ricchezza di vita. Grotte, cavità e ambienti carsici ospitano infatti specie spesso invi
     

Giornata mondiale della Biodiversità: anche le grotte custodiscono specie preziose. I ragni Meta protagonisti del 2026

Máj 22nd 2026 at 17:52

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Due ragni simbolo degli ambienti ipogei scelti dalla Società Speleologica Italiana ETS per sensibilizzare sulla tutela della biodiversità sotterranea

In occasione della Giornata mondiale della Biodiversità 2026, 22 maggio, la Società Speleologica Italiana richiama l’attenzione sul valore degli ecosistemi sotterranei, ambienti fragili e ancora poco conosciuti che custodiscono una straordinaria ricchezza di vita.

Grotte, cavità e ambienti carsici ospitano infatti specie spesso invisibili agli occhi della maggior parte delle persone, ma fondamentali per gli equilibri naturali. Per il 2026 la SSI ha scelto come “Animali di Grotta dell’Anno” i ragni Meta bourneti e Meta menardi, due specie caratteristiche degli ambienti ipogei europei, note per le grandi tele sospese nelle zone d’ingresso delle grotte.

La scelta si inserisce nell’iniziativa “Animale di Grotta dell’Anno”, promossa dalla SSI ETS, associazione di protezione ambientale riconosciuta dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, con l’obiettivo di sensibilizzare pubblico, istituzioni e gestori delle cavità sull’importanza biologica e sulla conservazione degli ecosistemi sotterranei, particolarmente vulnerabili.

Per approfondire il progetto è disponibile sul sito della Società Speleologica, all’indirizzo https://animalidigrotta.speleo.it/ .

Questa sera, 22 maggio 2026, alle ore 21, la Commissione di Biospeleologia della Unione Internazionale di Speleologia organizza inoltre un webinar in diretta Facebook dedicato alla biodiversità sotterranea.

Diretta Facebook UIS Cave Biology Commission

L’iniziativa è stata rilanciata dal Gruppo di lavoro biologia della Società Speleologica Italiana ETS tramite una comunicazione diffusa da Fedele Messina, che augura buona visione.

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  • Biodiversità sotterranea, la Società Speleologica Italiana al centro della Giornata mondiale
    Condividi Grotte, biodiversità e specie ipogee Nella Giornata mondiale della biodiversità, la Società Speleologica Italiana ETS richiama l’attenzione sul valore del mondo sotterraneo. Per il 2026 ha scelto come “Animali di Grotta dell’Anno” i ragni Meta bourneti e Meta menardi, due specie legate agli ambienti ipogei europei.[1][2] Meta menardi e Meta bourneti La scelta riguarda due ragni che vivono nella zona crepuscolare delle grotte, dove luce e oscurità si incontrano. Sono specie tro
     

Biodiversità sotterranea, la Società Speleologica Italiana al centro della Giornata mondiale

Máj 22nd 2026 at 16:15

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Grotte, biodiversità e specie ipogee

Nella Giornata mondiale della biodiversità, la Società Speleologica Italiana ETS richiama l’attenzione sul valore del mondo sotterraneo. Per il 2026 ha scelto come “Animali di Grotta dell’Anno” i ragni Meta bourneti e Meta menardi, due specie legate agli ambienti ipogei europei.[1][2]

Meta menardi e Meta bourneti

La scelta riguarda due ragni che vivono nella zona crepuscolare delle grotte, dove luce e oscurità si incontrano. Sono specie troglofile, quindi capaci di vivere stabilmente in ambienti sotterranei senza essere del tutto separate dalla superficie.[1][3]

Meta menardi è più legata agli ambienti freschi e si incontra soprattutto nel Centro-Nord e in aree montane. Meta bourneti, invece, predilige contesti più miti e mediterranei, con temperature più alte.[3][1]

La campagna SSI ETS

L’iniziativa “Animale di Grotta dell’Anno” nasce per sensibilizzare pubblico, autorità e gestori delle cavità sull’importanza biologica delle grotte. La campagna punta anche a far conoscere ecosistemi poco studiati, ma molto vulnerabili, e a sostenere la tutela della biodiversità sotterranea.[1][3]

Secondo la SSI ETS, questi ragni rappresentano bene il rapporto tra ambiente di superficie e sottosuolo. La loro presenza aiuta a leggere lo stato di salute delle cavità e degli habitat carsici.[3][1]

Perché contano le grotte

Le grotte e gli ambienti carsici ospitano comunità di organismi adattati al buio, alle variazioni minime di temperatura e a risorse limitate. Sono ecosistemi delicati, nei quali anche piccoli disturbi possono avere effetti duraturi.[1][2]

Proteggere la biodiversità significa quindi proteggere anche le acque sotterranee, gli ingressi delle cavità e gli equilibri ecologici che si sviluppano nel sottosuolo. In questo quadro, Meta menardi e Meta bourneti diventano specie utili anche per raccontare la conservazione delle grotte.[3][1]

Informazione e conservazione

La SSI invita a seguire il progetto attraverso il portale dedicato animalidigrotta.speleo.it, dove sono raccolte informazioni sulla campagna e sulle specie coinvolte. L’obiettivo è rendere più visibile una parte della biodiversità che spesso resta fuori dallo sguardo del pubblico.[1][3]

Nel quadro della Giornata mondiale della biodiversità, il messaggio è chiaro: anche il sottosuolo va considerato parte della rete naturale da proteggere. Le grotte non sono solo luoghi di interesse speleologico, ma ambienti vivi, con specie, relazioni e fragilità proprie.[2]

Fonti
[1] Meta menardi e Meta bourneti: i nuovi “Animali di grotta dell’anno … https://www.scintilena.com/meta-menardi-e-meta-bourneti-i-nuovi-animali-di-grotta-dellanno-2026/01/29/
[2] Giornata mondiale della Biodiversità 2026 – ISPRA https://www.isprambiente.gov.it/it/news/giornata-mondiale-della-biodiversita-2026
[3] Meta 2026: i ragni di grotta diventano sentinelle del … – Scintilena https://www.scintilena.com/meta-2026-i-ragni-di-grotta-diventano-sentinelle-del-cambiamento-climatico/03/30/
[8] Meta Bourneti, ragno troglofilo delle grotte del Gargano – Scintilena https://www.scintilena.com/meta-bourneti-ragno-troglofilo-delle-grotte-del-gargano-caratteristiche-e-ciclo-di-vita/05/11/
[9] Scintilena – Notiziario di speleologia e del sottosuolo – Scintilena https://www.scintilena.com/category/0/page/565/?%2Fwp-admin%2Finstall_php&wpmp_switcher=desktop
[10] Sotto i Tuoi Piedi: Il Tesoro Invisibile dell’Italia – Scintilena https://www.scintilena.com/sotto-i-tuoi-piedi-il-tesoro-invisibile-dellitalia/05/08/
[11] La fauna selvatica del sottosuolo: La Venta celebra la biodiversità … https://www.scintilena.com/la-fauna-selvatica-del-sottosuolo-la-venta-celebra-la-biodiversita-delle-grotte-nella-giornata-mondiale-della-fauna-selvatica/03/03/
[12] Flash Archivi – Pagina 15 di 83 – Scintilena https://www.scintilena.com/category/flash/page/15/
[13] Un evento per la biodiversità delle grotte nella Giornata internazionale https://www.scintilena.com/biodiversita-delle-grotte-protagonista-online-per-la-giornata-internazionale-della-biodiversita-2026-il-22-maggio-un-evento-in-diretta-facebook-raccontera-il-ruolo-della-fauna-cavernicola-e-la-campagn/05/09/
[14] I gamberi di grotta, Animale di Grotta USA 2025: e chi sarà il … https://www.scintilena.com/i-gamberi-di-grotta-animale-di-grotta-usa-2025-e-chi-sara-il-prossimo/02/26/
[15] la biospeleologia di Luisa Dainelli al centro dell’evento UIS https://www.scintilena.com/giornata-mondiale-della-biodiversita-2026-la-biospeleologia-di-luisa-dainelli-al-centro-dellevento-uis/05/20/
[16] In stampa il numero 93 di Speleologia: da Frasassi all’Albania … https://www.scintilena.com/in-stampa-il-numero-93-di-speleologia-da-frasassi-allalbania-sulfurea-un-viaggio-nel-mondo-carsico/05/07/
[17] il 22 maggio il live della UIS Biology Commission – Scintilena https://www.scintilena.com/biodiversita-delle-grotte-e-giornata-internazionale-della-biodiversita-2026-il-22-maggio-il-live-della-uis-biology-commission/05/19/
[18] Biodiversità sotterranea: Luisa Dainelli tra i protagonisti dell … https://www.scintilena.com/biodiversita-sotterranea-luisa-dainelli-protagonista-dellinternational-day-for-biodiversity-2026/05/20/
[19] Giornata internazionale della biodiversità 2026: la speleologia … https://www.scintilena.com/giornata-internazionale-della-biodiversita-2026-la-speleologia-celebra-la-conservazione-delle-grotte/05/18/
[20] Proteggere il mondo sotterraneo: biodiversità delle grotte, servizi … https://www.scintilena.com/proteggere-il-mondo-sotterraneo-biodiversita-delle-grotte-servizi-ecosistemici-e-campagne-cave-animal-of-the-year/05/08/
[21] Towards the new Checklist of the Italian Fauna https://escholarship.org/content/qt0jv6h904/qt0jv6h904.pdf?t=rderzc
[22] META BOURNETI, IL RAGNO TROGLOFILO DELLE … https://www.facebook.com/61553617765697/posts/meta-bourneti-il-ragno-troglofilo-delle-grotte-del-gargano-che-prima-ama-e-poi-o/122234885822120592/
[23] RAGNI A KM ZERO / Ragno delle grotte ENG BELOW??? … https://www.instagram.com/p/DRPE-AvkjdI/
[24] Quaderni SSI 10 – Vita nelle Grotte – Speleologia http://www.speleo.fvg.it/index_htm_files/Quaderni%20SSI%2010%20-%20Vita%20nelle%20Grotte.pdf
[25] “Rilievo: tra Arte e Tecnica”: la SSI ETS ha rilanciato ad aprile il … https://www.scintilena.com/rilievo-tra-arte-e-tecnica-la-ssi-ets-rilancia-il-concorso-2026-dedicato-ai-cartografi-speleologi/05/16/
[26] HO TROVATO IL RAGNO DELLE GROTTE! : Meta menardi https://www.youtube.com/watch?v=IpgWzWkyo_E
[27] Giornata Mondiale della Biodiversità – CNR https://www.cnr.it/en/event/20568/giornata-mondiale-della-biodiversita
[28] Double dare: Climate change and volcanic activity threatens local … https://iris.unito.it/handle/2318/1941552
[29] Meta menardi (Latreille, 1804) https://www.araneae.it/species/menardi/2266/
[30] Camminate nella biodiversità 2026 in 25 Beni del FAI – Dove Viaggi https://viaggi.corriere.it/eventi/cards/camminate-biodiversita-2026-beni-fai/
[31] 22 aprile – Giornata della Terra In occasione della … – Instagram https://www.instagram.com/p/DXayyLdgbwl/
[32] Giornata mondiale della biodiversità – Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/Giornata_mondiale_della_biodiversit%C3%A0

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  • Idrogeno naturale nello Scudo Canadese: dalle rocce antiche del Canada emerge una possibile nuova fonte energetica
    Condividi Uno studio pubblicato su PNAS misura per la prima volta il rilascio continuo di idrogeno naturale da una miniera vicino a Timmins, in Ontario, e indica un possibile uso energetico locale per miniere, industrie e comunità remote. La notizia è che il Canada dispone ora della prima misurazione diretta e continuativa di un serbatoio continentale di idrogeno naturale. Per il mondo del sottosuolo, il risultato sposta il tema dall’ipotesi geochimica alla valutazione concreta di una risorsa
     

Idrogeno naturale nello Scudo Canadese: dalle rocce antiche del Canada emerge una possibile nuova fonte energetica

Máj 22nd 2026 at 13:00

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Uno studio pubblicato su PNAS misura per la prima volta il rilascio continuo di idrogeno naturale da una miniera vicino a Timmins, in Ontario, e indica un possibile uso energetico locale per miniere, industrie e comunità remote.

La notizia è che il Canada dispone ora della prima misurazione diretta e continuativa di un serbatoio continentale di idrogeno naturale. Per il mondo del sottosuolo, il risultato sposta il tema dall’ipotesi geochimica alla valutazione concreta di una risorsa energetica.

Idrogeno naturale in Canada

Nel cuore dello Scudo Canadese, un gruppo di geochimici dell’Università di Toronto e dell’Università di Ottawa ha misurato direttamente la presenza, la concentrazione e l’accumulo nel tempo di idrogeno naturale, o idrogeno bianco, in rocce vecchie di circa un miliardo di anni. Le misure sono state raccolte in una miniera attiva vicino a Timmins, nel nord dell’Ontario, dove il gas fuoriesce spontaneamente dal sottosuolo e continua a farlo per anni. Il lavoro documenta quindi un rilascio reale e persistente di idrogeno naturale, non una semplice possibilità teorica ricavata da modelli.

Scudo Canadese e geochimica

Il dato più rilevante riguarda la continuità del fenomeno: i ricercatori hanno osservato che i fori di perforazione del sito rilasciano in media 0,008 tonnellate di idrogeno all’anno, cioè circa 8 chilogrammi per foro, e possono mantenere questo flusso per dieci anni o più. Estendendo il calcolo ai quasi 15.000 fori presenti nella miniera, il rilascio complessivo supera le 140 tonnellate annue di idrogeno naturale. Secondo le stime riportate dagli autori, questa quantità corrisponde a circa 4,7 milioni di chilowattora all’anno, un valore sufficiente a coprire il fabbisogno energetico annuale di oltre 400 abitazioni.singularityhub+1

Energia pulita e miniere

Lo studio collega la produzione di idrogeno naturale a reazioni geochimiche tra rocce e acque sotterranee profonde, un processo che avviene in modo spontaneo nella crosta terrestre. Gli autori spiegano che il Canada dispone di vaste aree, soprattutto nello Scudo Canadese, con rocce e minerali adatti a generare questo gas, e indicano gli stessi contesti geologici delle principali aree minerarie canadesi come luoghi dove la risorsa può essere cercata e valutata. Per questo l’idrogeno naturale viene descritto come una possibile fonte energetica locale, con un interesse immediato per miniere, poli industriali e territori lontani dalle grandi infrastrutture.

Idrogeno naturale e sottosuolo

Il valore industriale della scoperta appare chiaro se confrontato con l’uso attuale dell’idrogeno, impiegato su larga scala per fertilizzanti, metanolo e acciaio e prodotto oggi soprattutto con processi energivori basati su idrocarburi, con emissioni di monossido di carbonio e CO2. In questo quadro, l’idrogeno naturale potrebbe ridurre sia i costi sia la dipendenza dal trasporto di combustibili, perché produzione e utilizzo potrebbero trovarsi nello stesso distretto estrattivo o industriale. Gli autori indicano ricadute possibili per il Nord dell’Ontario e del Quebec, ma anche per Nunavut e Territori del Nord-Ovest, dove il tema dell’energia locale resta centrale per le attività produttive e per le comunità remote.

Ricerca PNAS 2026

Il lavoro non riguarda solo l’energia, perché l’idrogeno bianco era stato studiato finora soprattutto da microbiologi interessati alla biosfera profonda e all’astrobiologia, dato che questo gas può sostenere forme di vita microbica nel sottosuolo. Non a caso l’articolo si intitola Decadal record of continental H2 reservoirs reveals potential for subsurface microbial life and natural H2 exploration ed è stato pubblicato su Proceedings of the National Academy of Sciences il 18 maggio 2026. Il risultato centrale è semplice: sotto alcune delle rocce più antiche della Terra, l’idrogeno naturale non è più soltanto una voce promettente della geochimica del profondo, ma un flusso misurato nel tempo che ora può essere esplorato come risorsa del sottosuolo.

Fonte: https://www.pnas.org/doi/10.1073/pnas.2603895123

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  • Workshop sui chirotteri ai Monti Lucretili, confronto tra CRAS e veterinari sulla riabilitazione dei pipistrelli
    Condividi Al Parco Naturale Regionale dei Monti Lucretili un incontro dedicato alle linee guida per il recupero e la gestione dei chirotteri Si è svolto nel fine settimana, presso il Parco Naturale Regionale dei Monti Lucretili, il workshop dedicato alle applicazioni delle linee guida sul recupero e la riabilitazione dei chirotteri. L’iniziativa ha riunito operatori dei CRAS, veterinari, volontari e rappresentanti di enti impegnati nella conservazione della fauna selvatica. L’incontro è st
     

Workshop sui chirotteri ai Monti Lucretili, confronto tra CRAS e veterinari sulla riabilitazione dei pipistrelli

Máj 22nd 2026 at 12:00

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Al Parco Naturale Regionale dei Monti Lucretili un incontro dedicato alle linee guida per il recupero e la gestione dei chirotteri

Si è svolto nel fine settimana, presso il Parco Naturale Regionale dei Monti Lucretili, il workshop dedicato alle applicazioni delle linee guida sul recupero e la riabilitazione dei chirotteri. L’iniziativa ha riunito operatori dei CRAS, veterinari, volontari e rappresentanti di enti impegnati nella conservazione della fauna selvatica.

L’incontro è stato promosso dall’Associazione Tutela Pipistrelli e ha registrato la partecipazione di circa quaranta persone provenienti da diverse regioni italiane. Tra i presenti anche rappresentanti di importanti centri di recupero fauna selvatica, come quelli di Napoli e Rimini, oltre a veterinari umbri impegnati nelle attività di assistenza ai pipistrelli.

L’evento si è svolto in un clima di confronto tecnico e di condivisione delle esperienze maturate sul campo nella gestione dei chirotteri in difficoltà.

Recupero dei pipistrelli e formazione dei CRAS al centro del workshop

Secondo quanto riferito dagli organizzatori, il workshop ha affrontato diversi aspetti legati al recupero dei pipistrelli e alla loro gestione nei centri specializzati. I temi trattati hanno spaziato dalla legislazione sulla fauna protetta alla biologia dei chirotteri, fino alle pratiche di gestione in cattività e agli aspetti veterinari.

Particolare attenzione è stata dedicata alle zoonosi e alle procedure di sicurezza da adottare durante il trattamento degli animali. Durante gli interventi è stato ricordato come il rischio di trasmissione della rabbia sia molto basso, pur restando fondamentale l’utilizzo dei dispositivi di protezione individuale nelle attività di manipolazione dei pipistrelli.

Le relazioni tecniche hanno stimolato un confronto tra professionisti provenienti da realtà differenti. L’obiettivo comune è stato quello di uniformare le procedure operative e migliorare la collaborazione tra strutture di recupero, veterinari e associazioni di tutela ambientale.

Alessandra Tomassini: “Un incontro di alto livello con ottimi riscontri”

La presidente dell’Associazione Tutela Pipistrelli, Alessandra Tomassini, intervistata da Scintilena al termine del workshop, ha espresso soddisfazione per l’esito dell’iniziativa.

Tomassini ha spiegato che l’organizzazione dell’evento ha richiesto un notevole impegno da parte delle volontarie e dei volontari dell’associazione, coinvolti sia nella preparazione sia nella gestione delle attività durante il fine settimana.

È andata molto bene – ha dichiarato – con la partecipazione di molti CRAS importanti come quello di Napoli e Rimini, i veterinari dell’Umbria e numerosi professionisti del settore. È stato un incontro di alto livello e abbiamo ricevuto un ottimo feedback dai partecipanti”.

La presidente ha sottolineato anche l’interesse suscitato dagli argomenti affrontati durante le sessioni formative, in particolare quelli dedicati alla legislazione, alla biologia dei chirotteri, alla gestione veterinaria e alle zoonosi.

Conservazione dei chirotteri e nuove prospettive per il prossimo anno

Il workshop ai Monti Lucretili conferma il crescente interesse verso la tutela dei pipistrelli e il rafforzamento delle reti di collaborazione tra associazioni, centri recupero fauna selvatica e professionisti sanitari.

I chirotteri rappresentano una componente importante degli ecosistemi naturali e la loro protezione richiede competenze specifiche, aggiornamento continuo e procedure condivise. Occasioni formative di questo tipo contribuiscono a migliorare la qualità degli interventi di recupero e la gestione degli animali feriti o debilitati.

Secondo quanto emerso durante l’incontro, gli organizzatori stanno già valutando la possibilità di programmare un nuovo workshop il prossimo anno, con ulteriori approfondimenti dedicati alla conservazione dei pipistrelli e alle attività dei CRAS italiani.

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  • David Attenborough, 100 anni di natura: il volto che ha cambiato la divulgazione ambientale
    Condividi Dal 1957 ai nuovi documentari, Sir David Attenborough continua a raccontare biodiversità e natura a milioni di spettatori Compie 100 anni David Attenborough, figura centrale della divulgazione naturalistica mondiale e autore di una lunga stagione di documentari che hanno contribuito a cambiare il modo di raccontare la biodiversità, gli ecosistemi e il rapporto tra uomo e ambiente. Per oltre settant’anni, la sua voce e il suo stile narrativo hanno accompagnato milioni di persone a
     

David Attenborough, 100 anni di natura: il volto che ha cambiato la divulgazione ambientale

Máj 22nd 2026 at 11:00

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Dal 1957 ai nuovi documentari, Sir David Attenborough continua a raccontare biodiversità e natura a milioni di spettatori

Compie 100 anni David Attenborough, figura centrale della divulgazione naturalistica mondiale e autore di una lunga stagione di documentari che hanno contribuito a cambiare il modo di raccontare la biodiversità, gli ecosistemi e il rapporto tra uomo e ambiente.

Per oltre settant’anni, la sua voce e il suo stile narrativo hanno accompagnato milioni di persone alla scoperta della natura, trasformando il documentario naturalistico in uno strumento di conoscenza accessibile anche al grande pubblico. La ricorrenza è stata celebrata anche da BBC e dalla trasmissione Radio3 Scienza, che ha dedicato una puntata speciale alla sua vita e alla sua attività di divulgatore.

David Attenborough e la rivoluzione dei documentari naturalistici

La carriera di David Attenborough inizia quasi casualmente nel 1957 con il programma “Zoo Quest”. Da quel momento il divulgatore britannico costruisce un linguaggio televisivo nuovo, basato su immagini naturalistiche di alta qualità, rigore scientifico e una narrazione semplice ma precisa.

Serie come Life on Earth hanno segnato un passaggio importante nella storia dei documentari naturalistici. Per la prima volta il racconto della biodiversità veniva proposto con una struttura narrativa capace di coinvolgere un pubblico vastissimo, mantenendo attenzione ai contenuti scientifici.

Negli anni, Attenborough ha attraversato l’evoluzione tecnologica della televisione e della cinematografia naturalistica. Dalle prime riprese in pellicola ai moderni sistemi digitali, fino alle immagini in ultra definizione e ai droni utilizzati nelle produzioni più recenti, il suo lavoro ha documentato ambienti remoti, fauna selvatica e paesaggi fragili in ogni continente.

Il suo approccio ha influenzato generazioni di naturalisti, biologi, speleologi, zoologi e divulgatori ambientali. Molti ricercatori e professionisti della conservazione dichiarano di aver scelto il proprio percorso dopo aver visto i suoi programmi.

Biodiversità e conservazione ambientale al centro del racconto

Negli ultimi decenni, David Attenborough ha concentrato gran parte del proprio lavoro sui temi della crisi climatica, della perdita di biodiversità e della tutela degli ecosistemi.

Attraverso documentari e interventi pubblici, il divulgatore britannico ha raccontato gli effetti della pressione antropica sugli habitat naturali, portando all’attenzione internazionale questioni legate alla deforestazione, all’inquinamento marino e alla scomparsa di numerose specie animali.

Il suo contributo alla divulgazione scientifica è stato importante anche per la capacità di collegare il racconto della natura alla responsabilità collettiva verso l’ambiente. In molte produzioni recenti il tema della conservazione ambientale è diventato centrale, con particolare attenzione agli ecosistemi più vulnerabili.

Anche il pubblico interessato alla speleologia e agli ambienti sotterranei ritrova nel lavoro di Attenborough un metodo narrativo che valorizza l’osservazione scientifica e la documentazione dei fenomeni naturali. L’attenzione agli habitat poco conosciuti, alla biodiversità nascosta e agli equilibri ecologici richiama infatti molti aspetti della ricerca speleologica contemporanea.

“Secret Gardens” e i nuovi progetti a cento anni

Nonostante l’età, David Attenborough continua a lavorare a nuove produzioni. Tra i progetti più recenti figura Secret Gardens, uscita proprio in questi giorni.

La continuità della sua attività rappresenta un caso raro nel panorama della divulgazione scientifica internazionale. A cento anni, Attenborough rimane una delle figure più riconoscibili nel racconto della natura e della biodiversità.

La sua capacità di adattarsi ai cambiamenti dei media, mantenendo uno stile riconoscibile e scientificamente affidabile, continua a essere un riferimento anche nell’epoca delle piattaforme digitali e dei contenuti brevi.

La puntata speciale di Radio3 Scienza dedicata ai 100 anni di David Attenborough

La trasmissione speciale di Radio3 Scienza ha ripercorso le tappe principali della carriera del divulgatore britannico insieme alla naturalista e comunicatrice scientifica Chiara Ceci.

Nel corso della puntata si parla anche del festival Lector in Scienza, organizzato dalla Fondazione Giuseppe Di Vagno a Conversano, in Puglia, dal 7 al 9 maggio, con il concorso “In un cielo lontano” dedicato a Rossella Panarese.

La puntata è disponibile su RaiPlay Sound. https://www.raiplaysound.it/audio/2026/05/Radio3-Scienza-del-08052026-8371c322-a0d6-4518-92cc-d6c103fc9b39.html

L’eredità culturale di David Attenborough

L’opera di David Attenborough ha contribuito a rendere il documentario naturalistico uno dei principali strumenti di divulgazione scientifica contemporanea.

Il suo lavoro ha avvicinato il pubblico ai temi della biodiversità, della tutela ambientale e della conoscenza del pianeta. Un’eredità culturale che continua a influenzare il modo in cui la natura viene osservata, raccontata e studiata.

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  • 22 maggio Giornata della Biodiversità: Legambiente lancia il report con la “bussola del ripristino”
    Condividi Nel nuovo report presentato per la Giornata mondiale della Biodiversità, l’associazione ambientalista denuncia il ritardo italiano sugli obiettivi Ue e propone interventi Nature-Based Solutions per salvare gli ecosistemi degradati In occasione della Giornata mondiale della Biodiversità del 22 maggio, Legambiente ha presentato il report “Biodiversità a rischio 2026”, un documento che fotografa lo stato critico degli ecosistemi italiani e rilancia la necessità di accelerare gli interv
     

22 maggio Giornata della Biodiversità: Legambiente lancia il report con la “bussola del ripristino”

Máj 22nd 2026 at 06:00

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Nel nuovo report presentato per la Giornata mondiale della Biodiversità, l’associazione ambientalista denuncia il ritardo italiano sugli obiettivi Ue e propone interventi Nature-Based Solutions per salvare gli ecosistemi degradati

In occasione della Giornata mondiale della Biodiversità del 22 maggio, Legambiente ha presentato il report “Biodiversità a rischio 2026”, un documento che fotografa lo stato critico degli ecosistemi italiani e rilancia la necessità di accelerare gli interventi di ripristino ambientale. Al centro del dossier c’è la cosiddetta “bussola del ripristino”, uno strumento che individua per ogni ecosistema le soluzioni più efficaci per recuperare habitat e funzioni naturali compromesse.

L’Italia è sempre e ancora Ben lontana dagli obiettivi europei fissati al 2030 dalla Nature Restoration Law. La perdita di biodiversità continua infatti a interessare foreste, zone umide, ecosistemi costieri e ambienti agricoli, aggravata dagli effetti della crisi climatica, del consumo di suolo e dell’inquinamento. Le valutazioni di ISPRA indicano che quasi il 90% degli habitat terrestri si trova in uno stato di conservazione sfavorevole.

Per invertire la rotta, Legambiente punta sulle Nature-Based Solutions, ovvero interventi basati sui processi naturali: riforestazione, rinaturalizzazione dei corsi d’acqua, recupero delle dune costiere, tutela delle aree umide e incremento delle infrastrutture verdi urbane. Soluzioni che, oltre a favorire la biodiversità, aiutano a contrastare dissesto idrogeologico, erosione e ondate di calore.

Il report arriva in concomitanza con la Giornata mondiale della Biodiversità, istituita dalle Nazioni Unite per sensibilizzare governi e cittadini sull’importanza della tutela degli ecosistemi. La ricorrenza ricorda l’adozione della Convenzione sulla Diversità Biologica del 1992 e richiama l’urgenza di proteggere specie, habitat e risorse naturali.

Tra tutti questi, tutelate anche da associazioni di protezione ambientale riconosciute, quali sono CAI e SSI ETS, ricordiamo, ci sono anche le grotte.

Fonti:

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  • Cavità artificiali e segreti bellici: cosa è emerso dal convegno di Urbino
    Condividi • Ricercatori e speleologi portano nuove evidenze su iprite e arsenico: la Regione Marche avvia verifiche ufficiali• Esplorazioni inedite, documentari e dati scientifici aprono un fronte istituzionale sul rischio ambientale• Dal convegno nasce una risoluzione regionale per mappare e bonificare ordigni nei fondali e nelle gallerie• Tre giorni di studi, 27 contributi e una scoperta che coinvolge istituzioni e comunità scientifica• Tra archeologia sotterranea e minacce invisibili, Urbino
     

Cavità artificiali e segreti bellici: cosa è emerso dal convegno di Urbino

Máj 21st 2026 at 14:00

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• Ricercatori e speleologi portano nuove evidenze su iprite e arsenico: la Regione Marche avvia verifiche ufficiali
• Esplorazioni inedite, documentari e dati scientifici aprono un fronte istituzionale sul rischio ambientale
• Dal convegno nasce una risoluzione regionale per mappare e bonificare ordigni nei fondali e nelle gallerie
• Tre giorni di studi, 27 contributi e una scoperta che coinvolge istituzioni e comunità scientifica
• Tra archeologia sotterranea e minacce invisibili, Urbino diventa centro del dibattito nazionale

Si è concluso domenica 17 maggio a Urbino il X Convegno Nazionale di Speleologia in Cavità Artificiali, articolato in tre giornate di lavori e promosso dal Gruppo Speleologico Urbinate, Egeria Centro Ricerche Sotterranee Roma e dalla Commissione Nazionale Cavità Artificiali della Società Speleologica Italiana.

Sono stati giorni intensi che hanno visto la partecipazione di speleologi provenienti da gran parte del territorio italiano e greco, nonché della cittadinanza di Urbino. 

I lavori si sono aperti venerdì presso la Sala del Maniscalco con i saluti delle autorità locali.

A seguire, sono stati presentati materiali inediti relativi alle esplorazioni condotte dal Gruppo Speleologico Urbinate nell’area dell’ex arsenale sotterraneo della Regia Aeronautica lungo le gallerie dismesse della linea ferroviaria Urbino–Santarcangelo.

La giornata si è conclusa con la proiezione del documentario “Il mare invisibile” del giornalista investigativo Gianni Lannes, presente in sala, che affronta il tema dello smaltimento in mare degli stessi 100.000 ordigni bellici lungo le coste italiane, con successivo confronto con il pubblico. 

Le evidenze emerse durante il convegno hanno innescato un riscontro istituzionale immediato. Durante la seduta del Consiglio Regionale delle Marche del 19 maggio, le indagini presentate dai ricercatori hanno contribuito direttamente all’approvazione di una risoluzione unitaria.

L’atto impegna il Presidente e la Giunta regionale ad attivarsi presso i Ministeri competenti per avviare una verifica cautelativa.

L’obiettivo è mappare la presenza di ordigni bellici (contenenti iprite e arsenico) sia nei fondali della costa pesarese sia nelle gallerie urbinati, stimando i costi, i rischi e le modalità operative per una bonifica strutturale, anche attraverso l’intercettazione di fondi nazionali ed europei.

(Seduta 21 del Consiglio Regionale consultabile al seguente ink: https://www.youtube.com/live/ucmW1oK8YXw?si=xgL4671bKHqnJCtU&t=8085)

Sabato le attività sono proseguite presso la Sala Serpieri del Collegio Raffaello, con la presentazione dei 27 contributi che hanno stimolato il confronto tra i partecipanti, sia in presenza sia da remoto.

Da segnalare la sessione dedicata allo speleologo e astrofisico Vittorio Castellani, già presidente della Società Speleologica Italiana, nel ventennale della sua scomparsa.

È stata inoltre allestita una sessione poster a cura del Gruppo Speleologico Urbinate, dedicata alla valorizzazione e alle bellezze ipogee naturali e artificiali del territorio.

Alcuni dei temi trattati durante le giornate del convegno verranno approfonditi nei prossimi numeri della rivista scientifica Opera Ipogea curata dalla Commissione Nazionale Cavità Artifiiciali della Società Speleologica Italiana.

Il congresso si è concluso con la riunione della stessa Commissione e con una visita all’Acquedotto romano di Santa Lucia. 

Gli organizzatori ringraziano la Commissione Nazionale Cavità Artificiali della Società Speleologica Italiana per il coordinamento scientifico, la gestione e la selezione dei contributi tutti di elevato livello e raccolti nel ricco volume degli atti, nonché la Regione Marche, la Provincia di Pesaro e Urbino, il Comune di Urbino e il Legato Albani per il supporto istituzionale e la concessione degli spazi.

Fonte: Michele Magnoni / coordinamento organizzativo 
Gruppo Speleologico Urbinate

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  • Giornata delle Apuane: in Arnetola una mobilitazione per la tutela del territorio
    Condividi Domenica 24 maggio 2026 escursione aperta a tutti nella valle di Vagli di Sotto promossa da CRTAM, CAI Toscana e numerose associazioni ambientaliste: “Per un Parco Naturale, contro il Parco delle cave” Domenica 24 maggio 2026, alle ore 10, la Valle di Arnetola, nel comune di Vagli di Sotto, in provincia di Lucca, ospiterà una nuova “Giornata delle Apuane”, iniziativa dedicata alla difesa ambientale e paesaggistica delle Alpi Apuane. Tra i promotori dell’iniziativa figurano in pri
     

Giornata delle Apuane: in Arnetola una mobilitazione per la tutela del territorio

Máj 21st 2026 at 05:00

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Domenica 24 maggio 2026 escursione aperta a tutti nella valle di Vagli di Sotto promossa da CRTAM, CAI Toscana e numerose associazioni ambientaliste: “Per un Parco Naturale, contro il Parco delle cave”

Domenica 24 maggio 2026, alle ore 10, la Valle di Arnetola, nel comune di Vagli di Sotto, in provincia di Lucca, ospiterà una nuova “Giornata delle Apuane”, iniziativa dedicata alla difesa ambientale e paesaggistica delle Alpi Apuane.

Tra i promotori dell’iniziativa figurano in primo piano il CAI Toscana, Apuane Libere, e CRTAM – Commissione Regionale Tutela Ambiente Montano Toscana, insieme a Legambiente, WWF Alta Toscana e numerose associazioni e comitati del territorio.

Lo slogan scelto dagli organizzatori è netto: “Per un Parco Naturale. Contro il Parco delle cave”.

L’iniziativa prevede un’escursione nella Valle di Arnetola, area considerata tra le più significative e delicate delle Alpi Apuane per biodiversità, fenomeni carsici, storia e paesaggio. Una valle che, secondo i promotori, rappresenta anche uno dei simboli della pressione esercitata dall’attività estrattiva sul territorio apuano.

Nel materiale diffuso per la giornata si sottolinea infatti la presenza di cave attive nel bacino del Monte Pallerina, oltre ai timori per possibili riaperture di siti estrattivi lungo aree di particolare valore naturalistico e storico, comprese zone vicine alla Via Vandelli e all’eremo di San Viano.

L’escursione non presenta particolari difficoltà tecniche: il percorso, di circa 2,6 chilometri con 300 metri di dislivello, si svolgerà prevalentemente su strada bianca e avrà una durata complessiva di circa tre ore e mezza, comprese le soste.

Per gli organizzatori, la “Giornata delle Apuane” vuole essere un momento di partecipazione e sensibilizzazione pubblica sul futuro delle montagne apuane, riaffermando la necessità di una tutela ambientale che metta al centro il valore del paesaggio, della biodiversità e della memoria storica del territorio.

Per partecipare alla Giornata delle Apuane non è prevista un’iscrizione online.

Gli organizzatori ricordano, però, che i soci CAI devono comunicare la propria partecipazione alla sezione di appartenenza per l’attivazione della copertura assicurativa, mentre i non soci possono assicurarsi presso una delle sezioni partecipanti entro venerdì 22 maggio.

Sul volantino dell’iniziativa è inoltre disponibile un QR code per raggiungere il punto di ritrovo nella Valle di Arnetola.

La Valle di Arnetola è uno scrigno di biodiversità e storia

L’escursione è organizzata per conoscere e tutelare una delle valli più emblematiche e fragili delle Alpi Apuane da: Apuane Libere, Amici della Terra Versilia, ARCI Massa Carrara, CAI Toscana –  CRTAM, CIPIT Comitato Indipendente per la Partecipazione l’Informazione e la Trasparenza, Comitato Custodi della Ceragiola, Comitato per la chiusura della ex Cava Fornace, Comitato Ugo Pisa, Gasvezza, Italia Nostra Massa – Montignoso, La Voce degli Alberi, Legambiente Carrara, Legambiente Massa – Montignoso, Legambiente Versilia, WWF Alta Toscana

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