Riesending Hole, la grotta più profonda della Germania al centro di una nuova spedizione esplorativa internazionale
Una spedizione nella grotta Riesending ha raggiunto i campi profondi del sistema carsico dell’Untersberg, proseguendo le esplorazioni verso nuovi rami e ricordando il celebre soccorso speleologico del 2014 che coinvolse Johann Westhauser.
La grotta Riesending continua a offrire nuove prospettive di esplorazione
La Riesending-Schachthöhle, nel massiccio dell’Untersberg, tra la Baviera e il confine con l’Austria, è stata nuovamente teatro di una spedizione speleologica internazionale dedicata all’esplorazione e al miglioramento delle infrastrutture interne della cavità.
La grotta, scoperta nel 1996 e oggetto di intense ricerche dal 2004, rappresenta oggi il sistema sotterraneo più profondo della Germania con una profondità di 1.149 metri e uno sviluppo superiore ai 26 chilometri.
L’accesso alla cavità è situato a circa 1.840 metri di quota, in un ambiente alpino che richiede un avvicinamento impegnativo e una pianificazione accurata.
La partecipazione alle esplorazioni è riservata a spedizioni organizzate, coordinate dal gruppo di ricerca che da anni segue lo sviluppo del sistema carsico.
Organizzazione della spedizione e logistica nei campi sotterranei
La spedizione ha avuto come base esterna il rifugio alpino Stöhrhaus, poco sotto la vetta del Berchtesgadener Hochthron. Da qui sono iniziate le operazioni di trasferimento del materiale verso l’ingresso della grotta.
Uno degli aspetti evidenziati dai partecipanti è stato il livello di organizzazione necessario per operare in un sistema verticale di queste dimensioni.
La preparazione ha riguardato la distribuzione dei materiali, la gestione delle scorte alimentari, la pianificazione delle squadre e la predisposizione delle attrezzature necessarie per diversi giorni di permanenza nel sottosuolo.
Durante la spedizione sono stati inoltre installati nuovi punti di segnalazione lungo il percorso principale, con targhette identificative e marcatori riflettenti destinati a facilitare l’orientamento delle future squadre esplorative.
Il lavoro nei campi profondi della Riesending
L’obiettivo iniziale della squadra è stato raggiungere il vecchio Campo 6, situato intorno ai 900 metri di profondità, per poi trasferire materiali verso il nuovo Campo 6A, destinato a diventare la base operativa delle successive attività di ricerca.
Dopo l’allestimento del nuovo campo sotterraneo, gli esploratori hanno concentrato il lavoro sull’avanzamento delle esplorazioni. Dal termine conosciuto raggiunto dalla spedizione precedente è stato individuato un nuovo ramo ascendente, che potrebbe contribuire a verificare una possibile connessione con il vicino sistema della grotta Kolovrat, uno degli obiettivi esplorativi perseguiti da tempo dai ricercatori dell’Untersberg.
Le attività hanno compreso anche il trasporto di materiali, il miglioramento dell’attrezzatura fissa e la documentazione delle nuove diramazioni.
Il contributo di Uli Meyer alle esplorazioni della Riesending
Tra i componenti della spedizione era presente Uli Meyer, considerato il principale esploratore della Riesending e tra i protagonisti della sua storia esplorativa.
Nel corso degli anni Meyer ha coordinato gran parte delle ricerche che hanno portato la cavità a diventare il sistema più profondo della Germania. Durante questa spedizione ha condiviso con i partecipanti la propria conoscenza del complesso reticolo di gallerie e pozzi, illustrando le caratteristiche dei diversi settori della grotta e le strategie utilizzate nelle esplorazioni profonde.
Secondo quanto riportato dal resoconto della spedizione, Meyer guarda oggi alla formazione di una nuova generazione di esploratori che possa proseguire il lavoro di ricerca sviluppato negli ultimi due decenni.
Il ricordo del soccorso speleologico del 2014
Uno dei momenti più significativi della spedizione è stato il passaggio nel settore dove, nel giugno del 2014, avvenne il grave incidente che coinvolse lo speleologo Johann Westhauser.
Westhauser fu colpito da una caduta di massi a circa 1.000 metri di profondità, dando origine a una delle più grandi operazioni di soccorso speleologico mai organizzate in Europa. Per undici giorni oltre 700 soccorritori provenienti da Germania, Austria, Italia, Svizzera e Croazia collaborarono per riportarlo in superficie attraverso una lunga successione di pozzi e strettoie.
Nel punto dell’incidente sono ancora visibili alcune tracce dell’operazione di soccorso, comprese le marcature realizzate lungo il percorso e parte delle installazioni utilizzate durante quei giorni. Questi elementi rappresentano oggi una testimonianza della complessità dell’intervento e dell’importanza della pianificazione nei grandi sistemi sotterranei.
Le condizioni ambientali durante il rientro
La fase di uscita dalla grotta è stata suddivisa in due giornate per limitare lo sforzo fisico richiesto dalla lunga risalita.
Nel frattempo, forti precipitazioni in superficie avevano provocato un sensibile aumento della portata delle acque sotterranee. Gli esploratori hanno osservato numerose cascate attive all’interno della cavità, mantenendosi lungo percorsi che non risultavano interessati direttamente dall’incremento del flusso idrico.
Questa situazione conferma come le condizioni meteorologiche esterne possano modificare rapidamente l’ambiente interno delle grandi grotte alpine, rendendo indispensabile un costante monitoraggio durante le spedizioni.
Johann Westhauser continua a sostenere le esplorazioni
Una delle coincidenze più significative emerse al termine della spedizione riguarda proprio Johann Westhauser.
Lo speleologo tedesco, protagonista del celebre soccorso del 2014, ha fornito alla spedizione il sistema di comunicazione sotterranea CaveLink, tecnologia utilizzata per mantenere i collegamenti tra i campi interni e la superficie.
Nonostante l’incidente subito oltre dieci anni fa, Westhauser continua a partecipare attivamente alle attività della comunità speleologica dell’Untersberg, collaborando alle spedizioni e contribuendo allo sviluppo delle tecnologie dedicate alle esplorazioni profonde.
Riesending rimane uno dei principali laboratori della speleologia europea
Le ricerche nella Riesending proseguono con l’obiettivo di ampliare la conoscenza del sistema carsico dell’Untersberg e verificare eventuali connessioni con altre cavità del massiccio.
L’ampiezza degli ambienti, la complessità del reticolo di gallerie e la presenza di numerosi rami ancora inesplorati rendono questa grotta uno dei più importanti cantieri di ricerca della speleologia europea, dove la collaborazione internazionale continua a svolgere un ruolo fondamentale nello sviluppo delle esplorazioni.
Fonti
- https://www.facebook.com/share/p/1HHH4iYUjy/?mibextid=wwXIfr
- Riesending Cave – Wikipedia: https://en.wikipedia.org/wiki/Riesending_cave
- Associazione Riesending-Schachthöhle: https://www.riesending.de
- Soccorso del 2014 – BBC News: https://www.bbc.com/news/world-europe-27889635
- Bergwacht Bayern – documentazione sul soccorso: https://www.bergwacht-bayern.org
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