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Riesending Hole, la grotta più profonda della Germania al centro di una nuova spedizione esplorativa internazionale

Júl 14th 2026 at 14:00

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Una spedizione nella grotta Riesending ha raggiunto i campi profondi del sistema carsico dell’Untersberg, proseguendo le esplorazioni verso nuovi rami e ricordando il celebre soccorso speleologico del 2014 che coinvolse Johann Westhauser.

La grotta Riesending continua a offrire nuove prospettive di esplorazione

La Riesending-Schachthöhle, nel massiccio dell’Untersberg, tra la Baviera e il confine con l’Austria, è stata nuovamente teatro di una spedizione speleologica internazionale dedicata all’esplorazione e al miglioramento delle infrastrutture interne della cavità.

La grotta, scoperta nel 1996 e oggetto di intense ricerche dal 2004, rappresenta oggi il sistema sotterraneo più profondo della Germania con una profondità di 1.149 metri e uno sviluppo superiore ai 26 chilometri.

L’accesso alla cavità è situato a circa 1.840 metri di quota, in un ambiente alpino che richiede un avvicinamento impegnativo e una pianificazione accurata.

La partecipazione alle esplorazioni è riservata a spedizioni organizzate, coordinate dal gruppo di ricerca che da anni segue lo sviluppo del sistema carsico.

Organizzazione della spedizione e logistica nei campi sotterranei

La spedizione ha avuto come base esterna il rifugio alpino Stöhrhaus, poco sotto la vetta del Berchtesgadener Hochthron. Da qui sono iniziate le operazioni di trasferimento del materiale verso l’ingresso della grotta.

Uno degli aspetti evidenziati dai partecipanti è stato il livello di organizzazione necessario per operare in un sistema verticale di queste dimensioni.

La preparazione ha riguardato la distribuzione dei materiali, la gestione delle scorte alimentari, la pianificazione delle squadre e la predisposizione delle attrezzature necessarie per diversi giorni di permanenza nel sottosuolo.

Durante la spedizione sono stati inoltre installati nuovi punti di segnalazione lungo il percorso principale, con targhette identificative e marcatori riflettenti destinati a facilitare l’orientamento delle future squadre esplorative.

Il lavoro nei campi profondi della Riesending

L’obiettivo iniziale della squadra è stato raggiungere il vecchio Campo 6, situato intorno ai 900 metri di profondità, per poi trasferire materiali verso il nuovo Campo 6A, destinato a diventare la base operativa delle successive attività di ricerca.

Dopo l’allestimento del nuovo campo sotterraneo, gli esploratori hanno concentrato il lavoro sull’avanzamento delle esplorazioni. Dal termine conosciuto raggiunto dalla spedizione precedente è stato individuato un nuovo ramo ascendente, che potrebbe contribuire a verificare una possibile connessione con il vicino sistema della grotta Kolovrat, uno degli obiettivi esplorativi perseguiti da tempo dai ricercatori dell’Untersberg.

Le attività hanno compreso anche il trasporto di materiali, il miglioramento dell’attrezzatura fissa e la documentazione delle nuove diramazioni.

Il contributo di Uli Meyer alle esplorazioni della Riesending

Tra i componenti della spedizione era presente Uli Meyer, considerato il principale esploratore della Riesending e tra i protagonisti della sua storia esplorativa.

Nel corso degli anni Meyer ha coordinato gran parte delle ricerche che hanno portato la cavità a diventare il sistema più profondo della Germania. Durante questa spedizione ha condiviso con i partecipanti la propria conoscenza del complesso reticolo di gallerie e pozzi, illustrando le caratteristiche dei diversi settori della grotta e le strategie utilizzate nelle esplorazioni profonde.

Secondo quanto riportato dal resoconto della spedizione, Meyer guarda oggi alla formazione di una nuova generazione di esploratori che possa proseguire il lavoro di ricerca sviluppato negli ultimi due decenni.

Il ricordo del soccorso speleologico del 2014

Uno dei momenti più significativi della spedizione è stato il passaggio nel settore dove, nel giugno del 2014, avvenne il grave incidente che coinvolse lo speleologo Johann Westhauser.

Westhauser fu colpito da una caduta di massi a circa 1.000 metri di profondità, dando origine a una delle più grandi operazioni di soccorso speleologico mai organizzate in Europa. Per undici giorni oltre 700 soccorritori provenienti da Germania, Austria, Italia, Svizzera e Croazia collaborarono per riportarlo in superficie attraverso una lunga successione di pozzi e strettoie.

Nel punto dell’incidente sono ancora visibili alcune tracce dell’operazione di soccorso, comprese le marcature realizzate lungo il percorso e parte delle installazioni utilizzate durante quei giorni. Questi elementi rappresentano oggi una testimonianza della complessità dell’intervento e dell’importanza della pianificazione nei grandi sistemi sotterranei.

Le condizioni ambientali durante il rientro

La fase di uscita dalla grotta è stata suddivisa in due giornate per limitare lo sforzo fisico richiesto dalla lunga risalita.

Nel frattempo, forti precipitazioni in superficie avevano provocato un sensibile aumento della portata delle acque sotterranee. Gli esploratori hanno osservato numerose cascate attive all’interno della cavità, mantenendosi lungo percorsi che non risultavano interessati direttamente dall’incremento del flusso idrico.

Questa situazione conferma come le condizioni meteorologiche esterne possano modificare rapidamente l’ambiente interno delle grandi grotte alpine, rendendo indispensabile un costante monitoraggio durante le spedizioni.

Johann Westhauser continua a sostenere le esplorazioni

Una delle coincidenze più significative emerse al termine della spedizione riguarda proprio Johann Westhauser.

Lo speleologo tedesco, protagonista del celebre soccorso del 2014, ha fornito alla spedizione il sistema di comunicazione sotterranea CaveLink, tecnologia utilizzata per mantenere i collegamenti tra i campi interni e la superficie.

Nonostante l’incidente subito oltre dieci anni fa, Westhauser continua a partecipare attivamente alle attività della comunità speleologica dell’Untersberg, collaborando alle spedizioni e contribuendo allo sviluppo delle tecnologie dedicate alle esplorazioni profonde.

Riesending rimane uno dei principali laboratori della speleologia europea

Le ricerche nella Riesending proseguono con l’obiettivo di ampliare la conoscenza del sistema carsico dell’Untersberg e verificare eventuali connessioni con altre cavità del massiccio.

L’ampiezza degli ambienti, la complessità del reticolo di gallerie e la presenza di numerosi rami ancora inesplorati rendono questa grotta uno dei più importanti cantieri di ricerca della speleologia europea, dove la collaborazione internazionale continua a svolgere un ruolo fondamentale nello sviluppo delle esplorazioni.

Fonti

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  • Picos de Europa, vietato l’accesso alle grotte senza autorizzazione: allarme per la Cueva del Hielo di Peñacastil
    Condividi Il Parco Nazionale dei Picos de Europa rafforza le misure di tutela della Cueva del Hielo di Peñacastil dopo l’aumento delle visite. Il divieto di accesso mira a proteggere un ambiente carsico fragile e a prevenire gravi incidenti. Picos de Europa: cresce la pressione sulle grotte del Parco Nazionale Il Parco Nazionale dei Picos de Europa ha emanato un nuovo avviso rivolto ai visitatori per ricordare che l’accesso alle grotte presenti nell’area protetta è vietato, salvo espre
     

Picos de Europa, vietato l’accesso alle grotte senza autorizzazione: allarme per la Cueva del Hielo di Peñacastil

Júl 14th 2026 at 13:00

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Il Parco Nazionale dei Picos de Europa rafforza le misure di tutela della Cueva del Hielo di Peñacastil dopo l’aumento delle visite. Il divieto di accesso mira a proteggere un ambiente carsico fragile e a prevenire gravi incidenti.

Picos de Europa: cresce la pressione sulle grotte del Parco Nazionale

Il Parco Nazionale dei Picos de Europa ha emanato un nuovo avviso rivolto ai visitatori per ricordare che l’accesso alle grotte presenti nell’area protetta è vietato, salvo espressa autorizzazione. La decisione arriva dopo un significativo incremento delle visite registrato negli ultimi mesi, con particolare attenzione alla Cueva del Hielo di Peñacastil, una delle cavità più delicate dal punto di vista ambientale.

Secondo la direzione del Parco, il crescente interesse suscitato da fotografie e contenuti diffusi sui social media ha favorito un aumento delle presenze in un’area caratterizzata da un equilibrio naturale molto fragile. I ricercatori impegnati nel monitoraggio dei depositi di ghiaccio permanenti hanno osservato che alcuni visitatori sono entrati nella cavità e hanno camminato direttamente sulla superficie ghiacciata, ignorando i divieti esistenti. (parquenacionalpicoseuropa.es?)

La Cueva del Hielo di Peñacastil e il rischio delle superfici ghiacciate

La Cueva del Hielo di Peñacastil è conosciuta per la presenza di un deposito di ghiaccio che viene monitorato dagli studiosi come indicatore dell’evoluzione climatica dell’area montana dei Picos de Europa.

Il ghiaccio presente nella cavità può apparire compatto, ma in alcuni punti forma una sottile crosta sospesa sopra un pozzo profondo. Camminare su questa superficie comporta un rischio elevato di cedimento improvviso, con la possibilità di precipitare nel vuoto. Per questo motivo il Parco ricorda che è severamente vietato calpestare il ghiaccio o entrare nella cavità senza autorizzazione.

Ai visitatori viene chiesto di rimanere esclusivamente sul terreno roccioso esterno, evitando qualsiasi accesso all’interno della grotta e rispettando integralmente la segnaletica presente sul posto. (parquenacionalpicoseuropa.es?)

Conservazione delle grotte e tutela del patrimonio carsico

Oltre agli aspetti legati alla sicurezza, il provvedimento è motivato dalla necessità di preservare un ambiente carsico di elevato valore scientifico e naturalistico.

Le grotte con presenza di ghiaccio permanente costituiscono archivi naturali che conservano informazioni sul clima del passato e ospitano un microclima estremamente delicato. Anche un aumento della frequentazione umana può alterare le condizioni ambientali, modificando temperatura, umidità e stabilità delle formazioni di ghiaccio.

La gestione del Parco sottolinea che la conservazione di questi ambienti richiede comportamenti responsabili da parte di tutti i frequentatori della montagna, in linea con gli obiettivi di tutela previsti per le aree protette spagnole. Le norme generali del Parco invitano inoltre i visitatori a seguire esclusivamente gli itinerari consentiti e a rispettare le indicazioni del personale di sorveglianza. (Ministero Transizione Ecologica?)

Sanzioni fino a oltre 3.000 euro

Il mancato rispetto del divieto può comportare l’avvio di un procedimento sanzionatorio. L’amministrazione del Parco ricorda che le multe possono superare i 3.000 euro, oltre alle eventuali responsabilità derivanti da interventi di soccorso in caso di incidente.

L’avviso rappresenta anche un richiamo alla responsabilità individuale. La tutela delle grotte dei Picos de Europa dipende non soltanto dai controlli, ma anche dalla consapevolezza dei visitatori nel rispettare un ambiente particolarmente vulnerabile.

Per la comunità speleologica il provvedimento conferma un principio ormai condiviso: la conoscenza e la conservazione delle cavità naturali devono procedere insieme, limitando gli accessi quando la sicurezza delle persone o la protezione degli ecosistemi sotterranei lo rendono necessario.

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Spedizione speleologica “Central Balkan – Steneto 2026”: in Bulgaria quattro giorni dedicati all’esplorazione delle grotte del Parco Nazionale

Júl 14th 2026 at 12:00

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Dal 23 al 26 luglio 2026 la spedizione speleologica Central Balkan – Steneto 2026 riunirà speleologi provenienti da diversi club bulgari per attività di esplorazione, rilievo GPS, documentazione fotografica e ricerca di nuove prosecuzioni nelle cavità del Parco Nazionale dei Balcani Centrali.

La spedizione speleologica Central Balkan – Steneto 2026

Dal 23 al 26 luglio 2026 si svolgerà in Bulgaria la spedizione speleologica “Central Balkan – Steneto 2026”, appuntamento nazionale promosso dalla Federazione Speleologica Bulgara insieme a numerosi club del Paese. L’iniziativa interesserà una delle aree carsiche più importanti del Parco Nazionale Central Balkan, con base logistica presso il rifugio Orlovo Gnezdo, dove sarà allestito il campo tendato per tutti i partecipanti.  

L’organizzazione è affidata alla Federazione Speleologica Bulgara, in collaborazione con i club speleologici di Kazanlak, Salamander di Stara Zagora, Iskar di Sofia, Paldin di Plovdiv e Prista di Ruse. La spedizione prosegue una tradizione di campagne esplorative che da anni coinvolgono gli speleologi bulgari nell’area del massiccio dei Balcani Centrali.  

Esplorazione delle grotte nel Parco Nazionale Central Balkan

L’obiettivo principale della spedizione speleologica sarà l’esplorazione sistematica delle cavità situate nelle aree di Suhata Reka, Chaushov Dol e Borov Dol. Le squadre effettueranno ricognizioni sul terreno alla ricerca di nuovi ingressi, rilievi GPS, documentazione fotografica e verifiche nelle grotte già conosciute, con particolare attenzione all’individuazione di eventuali prosecuzioni esplorabili.

Il programma prevede quindi sia attività di prospezione esterna sia lavoro all’interno delle cavità, secondo una metodologia ormai consolidata nelle spedizioni organizzate dalla comunità speleologica bulgara. Le precedenti edizioni hanno consentito di ampliare la conoscenza del patrimonio carsico dell’area e di aggiornare la documentazione speleologica nazionale.  

Requisiti per partecipare alla spedizione speleologica

La partecipazione richiede una registrazione preventiva tramite posta elettronica. L’accesso alle grotte è riservato agli speleologi in possesso della certificazione nazionale di base (“Caver”) e con esperienza nella progressione in cavità orizzontali e verticali, comprese quelle caratterizzate da strettoie e blocchi instabili.

È inoltre richiesta la conoscenza delle tecniche di progressione su corda utilizzate dalla speleologia bulgara. Gli organizzatori raccomandano ai partecipanti di essere autonomi nella gestione delle attività in ambiente ipogeo e di possedere un’adeguata preparazione tecnica.

Attrezzatura e sicurezza durante l’esplorazione

Ogni partecipante dovrà provvedere alla propria attrezzatura da campeggio, comprese tenda, materassino e materiale personale. Sarà inoltre necessario disporre dell’equipaggiamento individuale per la progressione in grotte orizzontali e verticali.

Il materiale collettivo destinato alle verticali sarà fornito principalmente dagli organizzatori, anche se viene suggerito ai partecipanti di mettere a disposizione corde e moschettoni personali per agevolare le operazioni esplorative.

Tra le condizioni previste figura anche la sottoscrizione di una polizza assicurativa contro gli infortuni con copertura minima di 500 euro. La registrazione costituisce inoltre dichiarazione di idoneità fisica alla partecipazione.

Per gli equipaggi che raggiungeranno il campo base con veicoli fuoristrada sarà necessario comunicare anticipatamente i dati del mezzo e del conducente, così da ottenere le autorizzazioni previste per l’accesso nell’area.

Il valore speleologico della riserva di Steneto

La riserva di Steneto costituisce una delle aree naturalistiche più importanti del Parco Nazionale Central Balkan. I suoi rilievi calcarei ospitano numerose cavità naturali, molte delle quali ancora oggetto di studio da parte degli speleologi bulgari.

L’area è inserita nella rete delle riserve della Bulgaria e tutela ecosistemi forestali, gole calcaree e ambienti carsici di elevato interesse naturalistico. La presenza di numerose grotte rende questa zona uno dei principali centri delle attività esplorative nazionali, che proseguono da decenni grazie alle campagne organizzate dalla Federazione Speleologica Bulgara e dai club locali.  

Fonti

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  • Acquifero carbonatico del Gran Sasso, lo studio sulle sorgenti tra fratture e carsismo
    Condividi L’analisi di sei emergenze idriche nel massiccio abruzzese collega assetto geologico, statistiche di portata e curve di esaurimento. I risultati indicano una prevalenza della circolazione in fratture rispetto ai grandi condotti carsici. Acquifero carbonatico del Gran Sasso e risorsa idrica L’acquifero carbonatico del Gran Sasso è al centro di uno studio pubblicato nel 2023 sulla rivista internazionale Sustainability. La ricerca è firmata da Giacomo Medici, Valeria Lorenzi, Chiara
     

Acquifero carbonatico del Gran Sasso, lo studio sulle sorgenti tra fratture e carsismo

Júl 14th 2026 at 11:00

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L’analisi di sei emergenze idriche nel massiccio abruzzese collega assetto geologico, statistiche di portata e curve di esaurimento. I risultati indicano una prevalenza della circolazione in fratture rispetto ai grandi condotti carsici.

Acquifero carbonatico del Gran Sasso e risorsa idrica

L’acquifero carbonatico del Gran Sasso è al centro di uno studio pubblicato nel 2023 sulla rivista internazionale Sustainability. La ricerca è firmata da Giacomo Medici, Valeria Lorenzi, Chiara Sbarbati, Mauro Manetta e Marco Petitta.[1]

Il lavoro esamina il comportamento delle sorgenti del massiccio, un’area in cui le acque sotterranee hanno rilievo per gli ecosistemi del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga e per gli utilizzi idropotabili. L’obiettivo è comprendere come la struttura delle rocce condizioni il deflusso sotterraneo e la disponibilità d’acqua nel corso dell’anno.[1]

Nel Gran Sasso, calcari e dolomie di età meso-cenozoica ospitano un sistema idrico sotterraneo complesso. La circolazione avviene attraverso fratture, piani di stratificazione, discontinuità tettoniche e, in misura variabile, forme carsiche.[1]

Le principali sorgenti del massiccio restituiscono complessivamente tra 18 e 25 metri cubi d’acqua al secondo. La piana di Campo Imperatore costituisce una delle principali aree di ricarica, anche grazie al contributo dello scioglimento nivale.[1]

Sorgenti del Gran Sasso analizzate nello studio

Lo studio sull’acquifero carbonatico del Gran Sasso prende in esame sei sorgenti o recapiti idrici situati nel settore settentrionale del massiccio. Sono Vacelliera Alta, Vacelliera Bassa, la sorgente del Traforo Autostradale Sud, Vitella d’Oro, Mortaio d’Angri e Chiarino.[1]

I ricercatori hanno utilizzato serie giornaliere di portata, con intervalli temporali diversi a seconda della sorgente. I dati disponibili coprono periodi compresi tra il 2005 e il 2022.[1]

Le sorgenti sono state distinte in tre gruppi strutturali. Vacelliera Alta e Vacelliera Bassa dipendono da un contatto stratigrafico tra calcari permeabili e livelli marnosi meno permeabili.[1]

Vitella d’Oro, Mortaio d’Angri e Chiarino sono invece associate a soglie di permeabilità condizionate da sovrascorrimenti tettonici. La sorgente collegata al Traforo Autostradale Sud è stata interpretata in relazione a una faglia normale e al nucleo meno permeabile della struttura di faglia.[1]

Questa classificazione mostra come l’emergenza dell’acqua non dipenda solo dalla quota topografica. Il ruolo delle faglie, delle pieghe e dei contatti tra litologie diverse è decisivo nel dirigere e ostacolare il flusso sotterraneo.[1]

Portate e stabilità delle sorgenti carsiche

Le portate medie rilevate variano dai 57,3 litri al secondo di Vacelliera Alta ai 467,2 litri al secondo del recapito del Traforo Autostradale Sud. Vitella d’Oro presenta una portata media di 304,6 litri al secondo, mentre Mortaio d’Angri raggiunge 251,9 litri al secondo.[1]

Secondo gli indici adottati dagli autori, la sorgente del Traforo Sud risulta la più costante e affidabile tra quelle analizzate. Vitella d’Oro e Chiarino mostrano a loro volta valori di affidabilità elevati.[1]

Vacelliera Alta e Mortaio d’Angri evidenziano invece una maggiore variabilità tra le portate minime e massime. Ciò non significa che siano sorgenti intermittenti, ma che risentono in modo più marcato delle fasi di ricarica e svuotamento dell’acquifero carbonatico del Gran Sasso.[1]

L’analisi delle curve di durata delle portate indica un quadro generale di buona regolarità. Le sei sorgenti mantengono una componente di deflusso di base significativa anche nei periodi meno favorevoli dell’anno idrologico.[1]

Fratture, carsismo e curve di esaurimento

Uno degli aspetti principali della ricerca riguarda il confronto tra circolazione in condotti carsici e flusso nelle fratture. I risultati suggeriscono che nell’acquifero carbonatico del Gran Sasso la componente dominante sia legata soprattutto a giunti, fratture e piani di stratificazione.[1]

Il confronto con sorgenti della Slovacchia, impostato dagli autori attraverso le curve di durata delle portate, mostra una minore incidenza dei grandi condotti carsici nel caso abruzzese. Le curve di recessione delle sorgenti del Gran Sasso sono più dolci rispetto a quelle rilevate in altri acquiferi carsici vicini, un comportamento coerente con un rilascio dell’acqua più graduale da una rete di fratture.[1]

La recessione è la fase in cui la portata diminuisce dopo la ricarica prodotta da piogge o scioglimento della neve. È un parametro utile per valutare la capacità di un acquifero di conservare e rilasciare acqua nel tempo.[1]

Per la speleologia, questo dato contribuisce a definire il rapporto tra carsismo visibile, paleocarsismo e circolazione idrica profonda. Il Gran Sasso presenta grandi doline e forme carsiche superficiali, ma non è caratterizzato dalla presenza diffusa di grandi cavità conosciute paragonabili a quelle di altri massicci calcarei italiani.[1]

Gestione dell’acquifero carbonatico del Gran Sasso

Lo studio propone un metodo che integra geologia strutturale, idrogeologia quantitativa e analisi statistica delle portate. Questo approccio può essere applicato anche ad altri acquiferi carbonatici interessati da faglie, sovrascorrimenti e pieghe.[1]

Gli autori rilevano che il comportamento relativamente stabile delle sorgenti può ridurre l’esposizione immediata a episodi di siccità estiva. La valutazione resta legata alla necessità di monitoraggi continui, perché le variazioni climatiche possono modificare infiltrazione, innevamento e ricarica degli acquiferi.[1]

La conoscenza dell’acquifero carbonatico del Gran Sasso assume quindi importanza anche nella pianificazione delle captazioni. Nel massiccio sono presenti prelievi per uso potabile e il sistema è inserito in un’area protetta, dove disponibilità idrica, qualità dell’acqua e tutela degli ambienti sotterranei devono essere considerate insieme.[1]

Fonti

  • Medici, G., Lorenzi, V., Sbarbati, C., Manetta, M., & Petitta, M. (2023). Structural Classification, Discharge Statistics, and Recession Analysis from the Springs of the Gran Sasso (Italy) Carbonate Aquifer; Comparison with Selected Analogues Worldwide. Sustainability, 15(13), 10125. URL: https://doi.org/10.3390/su151310125[2]
  • Versione open access dell’articolo, archivio istituzionale Sapienza Università di Roma. URL: https://iris.uniroma1.it/retrieve/3462d0ae-5883-42d8-b04c-9f2a1a6adfe9/Medici_Structural_2023.pdf[1]
  • Approfondimento sul progetto KARMA e sulle acque carsiche del Gran Sasso, La Scintilena. URL: https://www.scintilena.com/sul-gran-sasso-un-progetto-internazionale-sulla-gestione-delle-acque-carsiche-karma-project/12/12/[3]

Fonti

Medici, G., Lorenzi, V., Sbarbati, C., Manetta, M., & Petitta, M. (2023). Structural classification, discharge statistics, and recession analysis from the springs of the Gran Sasso (Italy) carbonate aquifer; comparison with selected analogues worldwide. Sustainability, 15(13), 10125.[24]https://doi.org/10.3390/su151310125
[3] Sul Gran Sasso un progetto internazionale sulla gestione delle acque carsiche, KARMA Project – Scintilena https://www.scintilena.com/sul-gran-sasso-un-progetto-internazionale-sulla-gestione-delle-acque-carsiche-karma-project/12/12/
[10] Test di pompaggio “atipici” e acquifero carbonatico del Gran Sasso https://www.scintilena.com/test-di-pompaggio-atipici-e-acquifero-carbonatico-del-gran-sasso-un-nuovo-studio-idrodinamico/07/12/
[11] Sotto il Gran Sasso si nasconde un acquifero “parlante” – Scintilena https://www.scintilena.com/sotto-il-gran-sasso-si-nasconde-un-acquifero-parlante-la-scienza-spiega-il-boato-di-ferragosto-2023/04/09/
[12] Festa della Sezione CAI Roma 2026 Grotta a Male – Scintilena https://www.scintilena.com/festa-della-sezione-cai-roma-2026-grotta-a-male-due-uscite-speleologiche-aperte-a-tutti/05/08/
[13] Le sorgenti del Gargano, l’acquifero carbonatico nascosto tra … https://www.scintilena.com/le-sorgenti-del-gargano-lacquifero-carbonatico-nascosto-tra-carsismo-e-intrusione-marina/03/01/
[14] Gli Acquiferi Carsici d’Italia — Una Risorsa Strategica – Scintilena https://www.scintilena.com/guida-di-studio-gli-acquiferi-carsici-ditalia-una-risorsa-strategica/03/21/
[15] ITALIA PREISTORICA IN GROTTA – Scintilena https://www.scintilena.com/italia-preistorica-in-grotta/08/09/
[16] Isotopi come Bussola per le Acque Sotterranee dell’Appennino … https://www.scintilena.com/isotopi-come-bussola-per-le-acque-sotterranee-dellappennino-centrale/04/29/
[17] Il Magnesio come Tracciante Naturale negli Acquiferi Carsici Italiani https://www.scintilena.com/il-magnesio-come-tracciante-naturale-negli-acquiferi-carsici-italiani/09/03/
[18] Abruzzo speleologico: grotte, carsismo e acque sotterranee nella … https://www.scintilena.com/abruzzo-speleologico-grotte-carsismo-e-acque-sotterranee-nella-regione-dei-grandi-massicci/03/05/
[19] Il Miracolo dell’Acqua nel Sottosuolo: Il Caso della Vora Fago nella … https://www.scintilena.com/il-miracolo-dellacqua-nel-sottosuolo-il-caso-della-vora-fago-nella-serra-di-supersano/01/27/
[20] Tracking flowpaths in a complex karst system through … https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S2405844024006947
[21] Structural Classification, Discharge Statistics, and … https://ideas.repec.org/a/gam/jsusta/v15y2023i13p10125-d1179655.html
[22] Dossier-Le-Acque-di-origine-carsica-una-risorsa-strategica … https://www.scintilena.com/wp-content/uploads/2024/08/Dossier-Le-Acque-di-origine-carsica-una-risorsa-strategica.pdf
[23] Recharge assessment of the Gran Sasso aquifer (Central Italy): Time-variable infiltration and influence of snow cover extension https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S2214581822001033
[24] Investigation of multi-annual groundwater response to rainfa https://ideas.repec.org/a/spr/nathaz/v120y2024i3d10.1007_s11069-023-06303-4.html
[25] Pubblicazioni dei soci :: IAH Italy ETS https://www.iahitaly.it/pubblicazioni-soci
[26] Acquifero Carsico della Grigna sotto la lente della speleologia – Scintilena https://www.scintilena.com/acquifero-carsico-della-grigna-sotto-la-lente-della-speleologia/09/08/
[27] Scoperti 16 immensi serbatoi sotterranei di acqua potabile nelle Alpi … https://www.scintilena.com/scoperti-16-immensi-serbatoi-sotterranei-di-acqua-potabile-nelle-alpi-centrali-lombarde/09/09/
[28] Sorgenti e acque sotterranee tra mondo ipogeo e rete idrografica https://www.scintilena.com/sorgenti-e-acque-sotterranee-il-punto-dincontro-tra-mondo-ipogeo-e-rete-idrografica/04/08/

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  • Speleologia in lutto: muore lo speleologo Erkin Lika, uno degli esploratori di Lengarices
    Condividi Erkin Lika, lo speleologo albanese tra i fondatori della Società Speleologica dell’Albania, è stato ritrovato senza vita dopo un incidente avvenuto nei pressi del Ponte di Vasha Si sono concluse tragicamente le ricerche di Erkin Lika, lo speleologo albanese scomparso nei pressi del Ponte di Vasha, nella zona di Klos, in Albania. Dopo ore di ricerche, il suo corpo è stato recuperato dai sommozzatori nelle acque del fiume. L’incidente è avvenuto nel pomeriggio di sabato 11 luglio 2
     

Speleologia in lutto: muore lo speleologo Erkin Lika, uno degli esploratori di Lengarices

Júl 14th 2026 at 10:03

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Erkin Lika, lo speleologo albanese tra i fondatori della Società Speleologica dell’Albania, è stato ritrovato senza vita dopo un incidente avvenuto nei pressi del Ponte di Vasha

Si sono concluse tragicamente le ricerche di Erkin Lika, lo speleologo albanese scomparso nei pressi del Ponte di Vasha, nella zona di Klos, in Albania. Dopo ore di ricerche, il suo corpo è stato recuperato dai sommozzatori nelle acque del fiume.

L’incidente è avvenuto nel pomeriggio di sabato 11 luglio 2026, ma il corpo di Erkin Lika è stato recuperato dopo ore di ricerche. Il ritrovamento è stato reso noto lunedì 13 luglio 2026.

Secondo le prime ricostruzioni diffuse dalle autorità, Erkin sarebbe precipitato dall’alto, accidentalmente, cadendo in un corso d’acqua sottostante. Le informazioni preliminari indicano che potrebbe essere finito in una cavità del fiume, circostanza che avrebbe reso impossibile il soccorso in tempi brevi. Sono in corso gli accertamenti per ricostruire con precisione la dinamica dell’incidente.

Residente a Tirana, Erkin lavorava come specialista nelle reti in fibra ottica. Al di fuori della sua professione, era conosciuto per la sua profonda passione per la natura, la fotografia, l’alpinismo e l’esplorazione speleologica.

Era molto impegnato nel mondo della speleologia: era uno speleologo esperto e qualificato, che aveva seguito percorsi di formazione con il Club Alpino Italiano e la Società Speleologica Italiana.

Era tra i fondatori della Società Speleologica Albanese, ed era Vice Presidente del Soccorso Alpino e Speleologico Albanese.

11 giugno 2026 riunione tra il Presidente knorario della Balkan Speleological Union, Aleksey Zhalov, e Ornold Bazaj ed Erkin Lika

Come Vice Presidente del Soccorso Alpino e Speleologico Albanese, contribuiva alle attività di organizzazione, collaborazione ed esplorazione sul campo. Era conosciuto anche per la sua passione per la fotografia naturalistica e per l’impegno nella documentazione degli ambienti naturali.

Nel 2026 aveva preso parte alla spedizione internazionale nel sistema ipogenico della Lengarices, in Albania meridionale: l’ultima spedizione del Consorzio Speleologi Ipogenici (CSI), che ha portato alla scoperta di nuovi settori e all’estensione del sistema oltre i 14 chilometri di sviluppo, consolidandone il primato di più estesa cavità carsica attualmente conosciuta dell’Albania. Ne avevamo parlato non molto tempo fa, grazie a un bel resoconto di Lazzaro, al secolo Cristian Monticone (https://www.scintilena.com/albania-dove-la-speleologia-continua-a-scrivere-nuove-pagine-di-esplorazione/06/02/). Ai compagni di esplorazione siamo particolarmente vicini.

Un profondo dolore avvolge i familiari, gli amici e l’intera comunità speleologica albanese.

Scintilena e la speleologia italiana si unisce al cordoglio per la perdita del giovane speleologo che, con passione, competenza e generosità, ha contribuito alla crescita dell’esplorazione, nel segno della collaborazione internazionale.

Fonte: JOQ Albania
Link: https://joq-albania.com/artikull/1377467.html

Per approfondire l’esplorazione di Lengarices: Scintilena https://www.scintilena.com/albania-dove-la-speleologia-continua-a-scrivere-nuove-pagine-di-esplorazione/06/02/

L'articolo Speleologia in lutto: muore lo speleologo Erkin Lika, uno degli esploratori di Lengarices proviene da Scintilena.

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  • Abisso Ancona: il racconto di Fabio Sturba riporta alle origini della scoperta delle Grotte di Frasassi
    Condividi “Abisso Ancona. Frasassi: cronaca di una scoperta” è il libro di Fabio Sturba che ricostruisce, attraverso la testimonianza diretta di uno degli esploratori, la storia della scoperta delle Grotte di Frasassi, oggi il complesso turistico sotterraneo più visitato delle Marche. Un libro che racconta la nascita delle Grotte di Frasassi Tra i volumi dedicati alla storia della speleologia italiana, “Abisso Ancona. Frasassi: cronaca di una scoperta” di Fabio Sturba occupa un posto p
     

Abisso Ancona: il racconto di Fabio Sturba riporta alle origini della scoperta delle Grotte di Frasassi

Júl 14th 2026 at 10:00

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“Abisso Ancona. Frasassi: cronaca di una scoperta” è il libro di Fabio Sturba che ricostruisce, attraverso la testimonianza diretta di uno degli esploratori, la storia della scoperta delle Grotte di Frasassi, oggi il complesso turistico sotterraneo più visitato delle Marche.

Un libro che racconta la nascita delle Grotte di Frasassi

Tra i volumi dedicati alla storia della speleologia italiana, “Abisso Ancona. Frasassi: cronaca di una scoperta” di Fabio Sturba occupa un posto particolare. L’autore non è uno storico esterno ai fatti, ma uno dei protagonisti delle prime esplorazioni che portarono alla scoperta della Grotta Grande del Vento di Frasassi nel settembre del 1971.

Pubblicato da Affinità Elettive nella seconda edizione del 2021, il volume di 180 pagine ripercorre gli avvenimenti che hanno portato alla scoperta di uno dei sistemi carsici più importanti d’Europa. (Feltrinelli?)

La cronaca di una scoperta vissuta in prima persona

Il punto di forza del libro è la narrazione diretta. Fabio Sturba descrive il percorso che ha portato un gruppo di giovani speleologi del Gruppo Speleologico Marchigiano CAI di Ancona a superare il celebre “Passaggio del Vento”, aprendo la strada all’esplorazione dell’immenso complesso sotterraneo di Frasassi.

Il racconto alterna episodi tecnici, ricordi personali e riflessioni maturate negli anni. Ne emerge la dimensione umana dell’esplorazione, fatta di intuizioni, lavoro di squadra, preparazione e determinazione. La scoperta della grotta viene raccontata come un processo graduale, nel quale ogni piccolo avanzamento permette di comprendere meglio l’ambiente che si sta esplorando. (FRASASSI G.S.M.?)

Un contributo alla memoria della speleologia italiana

Uno degli aspetti più interessanti dell’opera è il valore documentario. Nel corso dei decenni la storia della scoperta delle Grotte di Frasassi è stata spesso raccontata con versioni differenti. Fabio Sturba ricostruisce gli eventi confrontando ricordi, testimonianze e documentazione disponibile, con l’obiettivo di restituire una cronaca il più possibile fedele ai fatti.

L’autore affronta anche alcuni episodi che negli anni sono stati oggetto di interpretazioni diverse, offrendo il punto di vista di chi partecipò direttamente alle prime fasi dell’esplorazione. Questa scelta rende il volume interessante non solo per gli speleologi, ma anche per chi desidera approfondire la storia della scoperta di Frasassi attraverso la voce di uno dei protagonisti. (Il Resto del Carlino?)

Una lettura consigliata agli appassionati di speleologia

Il linguaggio utilizzato è scorrevole e accessibile anche ai lettori che non praticano la speleologia. I passaggi dedicati alle tecniche esplorative sono inseriti nel racconto senza appesantire la lettura, mentre le emozioni vissute durante le prime discese emergono con naturalezza.

Per gli speleologi il libro rappresenta anche una testimonianza storica di un periodo in cui le esplorazioni venivano affrontate con materiali e tecniche molto diverse da quelle attuali. Per il pubblico generale costituisce invece l’occasione per comprendere come sia nata una delle principali attrazioni naturalistiche italiane.

Perché leggere “Abisso Ancona”

Le Grotte di Frasassi sono oggi conosciute da milioni di visitatori provenienti da tutto il mondo. Meno nota è la vicenda umana che ha portato alla loro scoperta. Il libro di Fabio Sturba colma questa distanza, riportando l’attenzione sui protagonisti di quell’impresa e sulle difficoltà affrontate durante le prime esplorazioni.

“Abisso Ancona” non è soltanto il racconto di una scoperta speleologica. È anche una testimonianza sul valore della ricerca, della collaborazione e della curiosità che caratterizzano l’attività degli esploratori. Per questo motivo rappresenta una lettura consigliata a chiunque sia interessato alla storia delle Grotte di Frasassi, della speleologia italiana e delle grandi esplorazioni sotterranee.

Fonti

  • Scheda del volume e descrizione editoriale. (Feltrinelli?Attachment.png)
  • Scheda dell’autore sul sito storico del Gruppo Speleologico Marchigiano CAI Ancona. (FRASASSI G.S.M.?Attachment.png)
  • Intervista a Fabio Sturba sulla ricostruzione della scoperta delle Grotte di Frasassi. (Il Resto del Carlino?Attachment.png)

URL delle fonti (per esteso):

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  • La protezione delle grotte ZEC nelle Baleari e il caso critico della Cova des Pas de Vallgornera
    Condividi Le iniziative della Federació Balear d’Espeleologia per la protezione delle grotte ZEC e la salvaguardia della Cova des Pas de Vallgornera La gestione del patrimonio sotterraneo nelle isole Baleari vive una stagione di conflitti senza precedenti. Nell’arcipelago si contano oltre settemila cavità catalogate. Tra queste, ben trenta godono dello status di Zona di Speciale Conservazione. Tali aree rientrano nella rete europea Natura 2000. Al centro della disputa si trova
     

La protezione delle grotte ZEC nelle Baleari e il caso critico della Cova des Pas de Vallgornera

Júl 14th 2026 at 09:00

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Le iniziative della Federació Balear d’Espeleologia per la protezione delle grotte ZEC e la salvaguardia della Cova des Pas de Vallgornera

La gestione del patrimonio sotterraneo nelle isole Baleari vive una stagione di conflitti senza precedenti.

Nell’arcipelago si contano oltre settemila cavità catalogate.

Tra queste, ben trenta godono dello status di Zona di Speciale Conservazione.

Tali aree rientrano nella rete europea Natura 2000.

Al centro della disputa si trovano le azioni della Federació Balear d’Espeleologia.

Questo ente denuncia danni fisici e minacce ecologiche.

Gli equilibri tra gruppi speleologici e autorità locali appaiono oggi gravemente compromessi.

La protezione delle grotte ZEC richiede interventi rapidi e rigorosi. La famosa Cova des Pas de Vallgornera rappresenta il fulcro di questa accesa controversia. [1][2][3][4][5][6][7][8][9][10][11][12][13][14]

Il blocco cautelare della Cova des Pas de Vallgornera e il dibattito sulla protezione delle grotte ZEC

A luglio del 2024, la Conselleria de Medi Natural ha preso una decisione drastica. L’accesso alla Cova des Pas de Vallgornera è stato sospeso in via cautelare. Il provvedimento è giunto dopo una denuncia formale del 23 giugno 2024.

La Federació Balear d’Espeleologia ha documentato gravi danni nella cavità.

In particolare, i danneggiamenti hanno colpito la galleria denominata “sa finestra”. Molti speleotemi sono stati distrutti in modo irreparabile.

L’ente ha accusato i membri della Societat Espeleològica Balear. Essi sarebbero entrati nella galleria senza tracciare il percorso. Di contro, gli accusati respingono fermamente gli addebiti.

Il caso è ora in mano al Gruppo Speciale di Attività Subacquee della Guardia Civil.

Le indagini dovranno chiarire le responsabilità. Questo scontro evidenzia le difficoltà nella gestione dei permessi per la protezione delle grotte ZEC.

La Cova des Pas de Vallgornera possiede uno sviluppo superiore ai 74 chilometri.

Si tratta del sistema carsico più lungo dell’isola di Maiorca. Per accedere a questo labirinto serve un’autorizzazione governativa specifica.

Le esplorazioni non autorizzate minacciano la conservazione degli speleotemi. La protezione delle grotte ZEC impone un controllo severo sugli ingressi. 

L’emergenza dell’inquinamento organico e le prospettive di protezione delle grotte ZEC

I problemi ecologici della Cova des Pas de Vallgornera non riguardano solo le rotture fisiche delle rocce. Esiste un pericolo silenzioso legato alla contaminazione idrica.

A fine 2024, la Federació Balear d’Espeleologia ha lanciato un allarme per la presenza di batteri fecali.

La fonte dell’inquinamento si trova nella soprastante urbanizzazione “Es Pas”. Questo quartiere residenziale sorge nel territorio di Llucmajor.

La zona è priva di una rete fognaria pubblica da oltre dodici anni. Le abitazioni utilizzano fosse biologiche e pozzi neri. I reflui organici filtrano direttamente nelle gallerie allagate della Cova des Pas de Vallgornera. 

Già nel 2012 i subacquei avevano osservato colonie di anellidi policheti e spugne. Questi organismi indicano una forte presenza di materia organica nell’acqua.

La Federació Balear d’Espeleologia ha minacciato azioni legali estreme. L’ente intende chiedere la declassificazione urbanistica dell’area.

Le denunce sono state inviate al Consell de Mallorca e al governo regionale. Nel febbraio del 2025, la protesta è arrivata alla Commissione Ambiente dell’Unione Europea.

Gli speleologi accusano le istituzioni locali di inazione. La Cova des Pas de Vallgornera rischia un degrado biologico irreversibile. La protezione delle grotte ZEC deve includere la salvaguardia degli acquiferi sotterranei.

Cavità Protetta (Codice ZEC)

Comune di Ubicazione

Sviluppo e Caratteristiche Fisiche

Principale Criticità Ambientale Rilevata

Azioni Amministrative e Legali Intraprese

Cova des Pas de Vallgornera (ES5310049)

Llucmajor

Oltre 74 km di gallerie labirintiche, in parte allagate. Miocene Superiore.

Rottura di speleotemi in “sa finestra”. Contaminazione fecale da scarichi urbani.

Chiusura cautelare (luglio 2024). Denuncia all’Unione Europea (febbraio 2025).

Cova des Ases (ES5310043)

Felanitx

Circa 3 km di sviluppo totale, connessa al mare. Sifoni sommersi.

Distruzione di uno speleotema freatico unico. Presenza di rifiuti e attrezzature.

Esposto al SEPRONA (agosto 2025). Sanzione governativa e causa legale (maggio 2026).

Il caso della Cova des Ases e le sfide gestionali per la protezione delle grotte ZEC

Le dispute ambientali coinvolgono anche la costa orientale dell’isola. Ad agosto del 2025, una nuova denuncia ha riguardato la Cova des Ases. Questa grotta si trova a Portocolom, nel comune di Felanitx. La Federació Balear d’Espeleologia ha allertato il servizio SEPRONA della Guardia Civil. Le accuse denunciano la distruzione di uno speleotema freatico unico. Anche in questo sito sono stati rinvenuti rifiuti e attrezzature abbandonate. La federazione incolpa nuovamente la Societat Espeleològica Balear. Essa avrebbe operato senza i necessari avalli tecnici previsti dalla legge. 

La situazione è precipitata a maggio del 2026. Il governo delle Baleari ha inflitto una multa alla stessa Federació Balear d’Espeleologia.

L’accusa è di essere entrati nella Cova des Ases senza il dovuto permesso. Il presidente Guillem Mulet ha confermato l’ingresso. Egli ha spiegato che la visita mirava a documentare lo stato di degrado. Gli speleologi volevano raccogliere i rifiuti lasciati all’interno.

Di conseguenza, la federazione ha avviato una causa legale contro la Conselleria de Medi Natural. L’ente accusa il governo di punire chi difende il territorio. La protezione delle grotte ZEC rischia di trasformarsi in un labirinto burocratico. 

Analisi scientifica e direttive europee per la protezione delle grotte ZEC

I sistemi carsici sono ecosistemi estremamente sensibili. La Direttiva Habitat 92/43/CEE impone agli Stati europei una tutela rigorosa. Le grotte non sfruttate turisticamente appartengono alla categoria di habitat 8310. La Cova des Pas de Vallgornera ospita una fauna fossile di eccezionale rilievo. Tra i ritrovamenti spiccano i resti del Myotragus aff. kopperi. La conservazione di queste prove paleontologiche richiede microclimi stabili. L’ingresso dell’uomo altera la temperatura e l’umidità interna. Anche il semplice calpestio può distruggere i microrganismi del suolo. 

Per questo motivo, la protezione delle grotte ZEC rappresenta una priorità scientifica. Gli speleologi devono seguire regole etiche ferree. Il codice di minimo impatto deve guidare ogni esplorazione. La cooperazione tra scienziati e amministratori è fondamentale. I conflitti burocratici finiscono per danneggiare gli ambienti ipogei. Le decisioni future definiranno il destino ecologico delle Baleari. 

Documentazione ufficiale e collegamenti esterni

La documentazione cartografica, i decreti amministrativi e le relazioni scientifiche alla base di questo saggio sono disponibili presso i portali ufficiali degli enti coinvolti. Per approfondimenti, si rimanda ai seguenti collegamenti telematici riportati per esteso:

1, https://www.ultimahora.es/noticias/part-forana/2024/07/15/2203515/medio-ambiente-medi-natural-suspende-manera-cautelar-acceso-cueva-del-pas-vallgonera.html (Medi Natural suspende de manera cautelar el acceso a la cueva del Pas de Vallgonera)

2, https://www.fbespeleologia.org/documentos-fbe (Documentos Fbe | Federación Balear De Espeleología | Palma)

3, https://www.fbespeleologia.org/inventario-cavidades-fbe (INVENTARIO CAVIDADES FBE | My Site 1 – Federación Balear De Espeleología)

4, https://www.fbespeleologia.org/documentos-fbe (Documentos Fbe | Federación Balear De Espeleología | Palma)

5, https://www.fbespeleologia.org/inventario-cavidades-fbe (INVENTARIO CAVIDADES FBE | My Site 1 – Federación Balear De Espeleología)

6, https://www.fbespeleologia.org/documentos-fbe (Documentos Fbe | Federación Balear De Espeleología | Palma)

7, https://www.fbespeleologia.org/inventario-cavidades-fbe (INVENTARIO CAVIDADES FBE | My Site 1 – Federación Balear De Espeleología)

8, https://www.ultimahora.es/noticias/part-forana/2024/07/15/2203515/medio-ambiente-medi-natural-suspende-manera-cautelar-acceso-cueva-del-pas-vallgonera.html (Medi Natural suspende de manera cautelar el acceso a la cueva del Pas de Vallgonera)

9, https://www.ultimahora.es/noticias/part-forana/2024/12/29/2297845/piden-desclasificacion-pas-por-contaminacion-causa-vallgonera.html (Piden la desclasificación d’Es Pas por la contaminación que causa en Vallgonera)

10, https://www.ultimahora.es/noticias/part-forana/2024/07/15/2203515/medio-ambiente-medi-natural-suspende-manera-cautelar-acceso-cueva-del-pas-vallgonera.html (Medi Natural suspende de manera cautelar el acceso a la cueva del Pas de Vallgonera)

11, https://www.ultimahora.es/noticias/part-forana/2024/12/29/2297845/piden-desclasificacion-pas-por-contaminacion-causa-vallgonera.html (Piden la desclasificación d’Es Pas por la contaminación que causa en Vallgonera)

12, https://www.ultimahora.es/noticias/part-forana/2024/07/15/2203515/medio-ambiente-medi-natural-suspende-manera-cautelar-acceso-cueva-del-pas-vallgonera.html (Medi Natural suspende de manera cautelar el acceso a la cueva del Pas de Vallgonera)

13, https://ib3.org/denuncien-la-destruccio-duna-galeria-protegida-a-la-cova-des-ases-a-felanitx (Denuncien la destrucció d’una galeria protegida a la cova des Ases, a Felanitx – IB3)

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  • Pipistrelli, comunicare il valore della biodiversità senza alimentare paure e pregiudizi
    Condividi Una comunicazione efficace per la tutela dei pipistrelli dovrebbe puntare sulla loro utilità ecologica, sull’esperienza diretta e su messaggi positivi, evitando di ripetere stereotipi e false credenze. È la conclusione della tesi di Floor Abbestee, Using bats as a case study to formulate an approach to communication for the conservation of animals with a negative image, datata 29 maggio 2026. I Chirotteri sono spesso raccontati attraverso immagini consolidate: vampiri, oscurità,
     

Pipistrelli, comunicare il valore della biodiversità senza alimentare paure e pregiudizi

Júl 14th 2026 at 08:00

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Una comunicazione efficace per la tutela dei pipistrelli dovrebbe puntare sulla loro utilità ecologica, sull’esperienza diretta e su messaggi positivi, evitando di ripetere stereotipi e false credenze.

È la conclusione della tesi di Floor Abbestee, Using bats as a case study to formulate an approach to communication for the conservation of animals with a negative image, datata 29 maggio 2026.

I Chirotteri sono spesso raccontati attraverso immagini consolidate: vampiri, oscurità, malattie, presagi.

Eppure questa narrazione rischia di oscurare il loro ruolo negli ecosistemi e di tradursi in disturbo delle colonie, distruzione dei rifugi e ostilità verso animali che, in Europa, sono soggetti a una rigorosa protezione normativa.

La Commissione europea ricorda che la distruzione dei pipistrelli e dei loro siti di rifugio è vietata, salvo specifiche deroghe autorizzate.[1]

Una reputazione più negativa della realtà

Il lavoro di Abbestee analizza la letteratura sulle relazioni tra persone e pipistrelli, con particolare riferimento ai Paesi Bassi, e mette in discussione un’assunzione ricorrente: quella di una generale impopolarità dei Chirotteri.

Le indagini citate nella tesi mostrano invece atteggiamenti spesso neutrali, più che apertamente ostili. La distanza dall’animale, la scarsa conoscenza, le rappresentazioni mediatiche e alcune tradizioni culturali possono però rendere più facile l’attecchimento di paure e superstizioni.

Il tema è diventato particolarmente evidente durante la pandemia da COVID-19. Le linee guida pubblicate nel 2020 da Douglas MacFarlane e Ricardo Rocha avvertivano che messaggi di conservazione formulati in modo improprio potevano persino rafforzare l’associazione tra pipistrelli e zoonosi, alimentando persecuzioni anziché prevenirle.[2][3]

Servizi invisibili ma concreti

In Europa i pipistrelli sono prevalentemente insettivori. La loro attività di predazione contribuisce al controllo naturale degli insetti, compresi gruppi che possono avere rilevanza per l’agricoltura, per i boschi e per il benessere umano.

La ricerca internazionale considera l’insettivoria dei pipistrelli un importante servizio ecosistemico nelle aree agricole; ridurre le popolazioni di insetti fitofagi può contribuire a limitare i danni alle colture e la dipendenza dagli insetticidi. A scala globale, inoltre, diverse specie svolgono funzioni di impollinazione e dispersione dei semi, essenziali per il funzionamento e la rigenerazione di molti ecosistemi.[4][5]

Per questo, secondo la tesi, la comunicazione non dovrebbe limitarsi a chiedere protezione per una specie “in pericolo”, ma dovrebbe rendere visibile il legame tra i pipistrelli e la vita quotidiana: un predatore notturno di insetti, un indicatore della qualità ambientale, un componente della biodiversità urbana, rurale e forestale.

Non negare il rischio, ma spiegarlo

Affrontare in modo corretto la questione sanitaria resta necessario. I pipistrelli, come molti altri animali selvatici, possono ospitare agenti patogeni; ciò non autorizza però a considerarli colpevoli di epidemie o a trattarli come un pericolo indistinto.

L’Istituto Superiore di Sanità spiega che la rabbia è una zoonosi trasmessa attraverso il contatto con saliva infetta, ad esempio con morsi, graffi, ferite o mucose. Una volta comparsi i sintomi, la malattia ha un decorso fatale; dopo una possibile esposizione occorre lavare accuratamente la parte interessata e rivolgersi senza ritardo ai servizi sanitari per la valutazione della profilassi post-esposizione.[6]

Il messaggio corretto, quindi, non è “non esiste alcun rischio”, ma: non toccare mai un pipistrello a mani nude, non improvvisare recuperi, contattare personale competente e seguire le indicazioni sanitarie in caso di contatto. La prevenzione, sottolineano anche le comunicazioni scientifiche sviluppate dopo il COVID-19, passa dalla riduzione delle interazioni non necessarie con la fauna selvatica, non dalla persecuzione degli animali.[5][7]

La strategia: curiosità, esperienza, soluzioni

Abbestee evidenzia come l’esposizione a immagini, video, incontri divulgativi e attività sul campo possa migliorare l’atteggiamento verso i pipistrelli. Un principio utile anche per associazioni speleologiche, gruppi naturalistici, enti locali e gestori di aree protette.

Le campagne dovrebbero quindi privilegiare:

  • Il racconto del ruolo ecologico dei pipistrelli e del controllo degli insetti.
  • Attività di ascolto dell’ultrasuono, bat-night, uscite crepuscolari e divulgazione nei quartieri dove sono presenti colonie.
  • Indicazioni chiare su come comportarsi quando un pipistrello entra in casa o utilizza un edificio come rifugio.
  • Messaggi pratici e orientati alle soluzioni, soprattutto durante lavori edilizi, ristrutturazioni, interventi di efficientamento energetico e gestione del verde.
  • Un linguaggio che non ripeta inutilmente stereotipi su vampiri, virus o “animali pericolosi”, perché la ripetizione può consolidare proprio l’associazione che si vorrebbe correggere.

In Italia, il Ministero dell’Ambiente ricorda che tutte le specie di pipistrelli presenti nell’Unione europea sono protette dalla Direttiva Habitat 92/43/CEE. La tutela non può quindi essere considerata un ostacolo burocratico nei cantieri o nelle ristrutturazioni: richiede piuttosto pianificazione, controlli specialistici e soluzioni compatibili con il mantenimento dei rifugi.[8]

Un modello anche per altre specie

Il caso dei pipistrelli può offrire un metodo replicabile per la comunicazione su animali con un’immagine pubblica problematica, come serpenti, ragni o grandi carnivori. La prima regola è evitare il linguaggio colpevolizzante; la seconda è costruire un rapporto tra conoscenza, emozione positiva e azioni concrete.

Raccontare un pipistrello soltanto attraverso ciò che spaventa significa rinunciare a spiegare ciò che fa ogni notte. Comunicarne il valore, senza minimizzare le corrette precauzioni sanitarie, può invece trasformare una presenza spesso ignorata in un alleato riconoscibile della biodiversità.

Fonti

Fonti
[1] Wild Birds and Habitats Directives – European Commission https://ec.europa.eu/commission/presscorner/detail/en/ip_03_1109
[2] Guidelines for communicating about bats to prevent … https://www.sciencedirect.com/science/article/abs/pii/S0006320720307084
[3] Guidelines for communicating about bats to prevent … https://www.biology.ox.ac.uk/publication/1303146/europe-pubmed-central
[4] Novel perspectives on bat insectivory highlight the value of this ecosystem service in farmland: Research frontiers and management implications https://www.sciencedirect.com/science/article/abs/pii/S0167880918303013
[5] Covid: Why bats are not to blame, say scientists https://www.bbc.com/news/science-environment-54246473
[6] Rabbia – ISS -Epicentro – Istituto Superiore di Sanità https://www.epicentro.iss.it/rabbia/
[7] Global response of conservationists across mass media likely … https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC9110911/
[8] Pipistrelli e gestione forestale https://www.mase.gov.it/portale/documents/d/guest/dpn_eurobats_pipistrelli_gestione_forestale-pdf-1
[9] [PDF] Action Plan for the Conservation of All Bat Species in the European … https://www.iucnbsg.org/uploads/6/5/0/9/6509077/eu_bats_action_plan.pdf
[10] [DOC] Species_protection_Guidance_d… https://circabc.europa.eu/sd/a/94c135a3-6ed1-4a2c-b402-1caf36b894d6/Species_protection_Guidance_document-revised%20draft.docx
[11] ‘Have we all gone bats?’ – The Strict Protection of Wildlife under the Habitats Directive and Tourism Development: Some Lessons from Ireland https://arrow.tudublin.ie/cgi/viewcontent.cgi?article=1025&context=tfschhmtart
[12] Journal of Bat Research & Conservation https://secemu.org/wp-content/uploads/2022/05/Downs_et_al_2021.pdf
[13] EUROBATS https://www.eurobats.org/sites/default/files/ImplementationGuide_v.3.pdf
[14] Rabbia – la profilassi post-esposizione (2009) – ISS -Epicentro https://www.epicentro.iss.it/rabbia/consultazioneEcdc09
[15] Commission Notice Guidance document on the strict protection of … https://op.europa.eu/en/publication-detail/-/publication/dab5274d-5891-11ec-91ac-01aa75ed71a1/language-en
[16] The strict protection of animal species of Community … http://www.europarc.org/wp-content/uploads/2021/10/AnimalStrictProtectionGuidance.pdf
[17] STRICT PROTECTION OF ANIMAL SPECIES https://www.npws.ie/sites/default/files/files/article-12-guidance-final.pdf
[18] EUR-Lex – C(2021)7301 – EN https://eur-lex.europa.eu/legal-content/EN/TXT/?uri=intcom:C(2021)7301
[19] Waking up Bats, Hazing Wolves and Draining Snake Lakes https://brill.com/view/journals/jeep/20/3-4/article-p217_003.xml?language=en
[20] Council Directive 92/43/EEC of 21 May 1992 – GOV.UKassets.publishing.service.gov.uk › media › Annex-A-Habitats-Directive https://assets.publishing.service.gov.uk/media/5a7ce7bee5274a2c9a484d58/Annex-A-Habitats-Directive.pdf
[21] Making Complaints to the European Court of Justice https://www.batlife-europe.info/_webedit/uploaded-files/All%20Files/Publications%20and%20Resources/Making%20complaints%20to%20the%20European%20Court%20of%20Justice%20-%20BK.pdf
[22] Guidelines for communicating about bats to prevent persecution in … https://intelligent-earth.ox.ac.uk/publication/1303146/dimensions
[23] 19, media coverage of bats and related Web searches https://iris.unito.it/bitstream/2318/1890479/1/COVID-19,%20media%20coverage%20of%20bats%20and%20related%20Web%20searches.pdf
[24] Proteggere i pipistrelli – Ministero dell’Ambiente e … https://www.mase.gov.it/portale/proteggere-i-pipistrelli
[25] 1 https://air.unimi.it/retrieve/d029d836-981b-4413-a362-4549fb157788/ms_mass+media&conservation_rev.pdf
[26] Pipistrelli, cosa dice la legge in Italia https://www.tutelapipistrelli.it/2012/09/28/pipistrelli-cosa-dice-la-legge-in-italia/
[27] Riferimenti e Leggi — Italiano – ISPRA https://www.isprambiente.gov.it/it/attivita/biodiversita/fauna-ambiente-uomo/gestione-della-fauna-e-pareri/riferimenti-e-leggi
[28] [PDF] Flying-foxes and Microbats: A Public Health Communication Guide … https://wildlifehealthaustralia.com.au/Portals/0/ResourceCentre/BatHealth/Public%20Health%20Communication%20Guide.pdf
[29] Strategia europea e https://www.mase.gov.it/sites/default/files/archivio/allegati/life/1_Pettiti_Direttiva%20Habitat.pdf
[30] Direttiva Habitat — Italiano – ISPRA https://www.isprambiente.gov.it/it/servizi/direttiva_habitat

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  • Minacce e conservazione degli ecosistemi sotterranei: lo studio globale di Nanni et al. su Biological Conservation
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Minacce e conservazione degli ecosistemi sotterranei: lo studio globale di Nanni et al. su Biological Conservation

Júl 14th 2026 at 07:00

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Un’indagine internazionale basata sul parere di esperti individua le principali minacce per gli ecosistemi sotterranei e le misure di conservazione ritenute più efficaci, offrendo alla comunità speleologica uno strumento operativo per proteggere grotte, acquiferi e ambienti ipogei.


Ecosistemi sotterranei e conservazione globale

Gli ecosistemi sotterranei ospitano una biodiversità altamente specializzata e forniscono servizi ecosistemici cruciali, dal ruolo negli acquiferi carsici alla regolazione dei cicli idrologici e climatici. Studi recenti hanno mostrato che gli ambienti sotterranei contribuiscono a una larga quota dei servizi ecosistemici riconosciuti a livello internazionale, pur essendo poco considerati nelle principali agende di conservazione.[3][4][5][1]

Nonostante l’estensione planetaria di grotte, falde e acquiferi, gli ecosistemi sotterranei rimangono spesso invisibili nelle politiche ambientali e nelle reti di aree protette, che guardano soprattutto alla superficie. Per la speleologia, interessata da anni alla tutela delle grotte e delle aree carsiche, emerge la necessità di strumenti che colleghino l’esperienza sul campo a una visione globale delle pressioni e delle priorità di conservazione degli ecosistemi sotterranei.[6][7][8][9][10]


Metodologia dello studio su ecosistemi sotterranei

Lo studio “An expert-based global assessment of threats and conservation measures for subterranean ecosystems”, firmato da Veronica Nanni, Elena Piano, Pedro Cardoso, Marco Isaia e Stefano Mammola, è stato pubblicato su Biological Conservation (vol. 283, art. 110136). Gli autori hanno progettato un sondaggio globale rivolto a esperti di ecosistemi sotterranei, con l’obiettivo di quantificare l’importanza delle diverse minacce antropiche e di valutare l’efficacia percepita delle principali misure di conservazione.[2][11][12][1][3]

Il questionario ha raccolto 279 risposte da 155 esperti, che lavorano su ecosistemi sotterranei in differenti regioni, in grotte terrestri, acquiferi, sistemi ipogei fluviali e ambienti salmastri. La scelta di ricorrere a esperti risponde alla scarsità di dati quantitativi e di programmi di monitoraggio a lungo termine per gli ecosistemi sotterranei, dove accessibilità limitata e carenza di studi rendono difficile valutare in modo diretto minacce e trend di biodiversità.[13][14][15][1]


Minacce principali agli ecosistemi sotterranei

Secondo i risultati dello studio, le minacce percepite come più rilevanti per gli ecosistemi sotterranei sono tre: cambiamenti dell’habitat di superficie, distruzione diretta degli ambienti ipogei e cambiamento climatico. Fra i cambiamenti di superficie rientrano urbanizzazione, deforestazione, agricoltura intensiva e attività minerarie, che alterano la copertura del suolo e la ricarica degli acquiferi, con effetti diretti sulla qualità e sulla quantità delle acque sotterranee.[4][11][16][1][2]

La distruzione diretta degli habitat sotterranei comprende inquinamento delle acque, sbarramento dei corsi d’acqua, realizzazione di dighe, captazioni e scavi che modificano profondamente la struttura fisica degli ecosistemi sotterranei. Anche pratiche non regolamentate, come la frequentazione intensiva delle grotte o interventi tecnici invasivi, possono compromettere il fragile equilibrio di questi sistemi, come già segnalato in documenti tecnici della speleologia italiana.[9][17][1][6]

Il cambiamento climatico emerge come terza grande minaccia, agendo su scala globale e locale con l’alterazione dei regimi termici e idrologici che sostengono gli ecosistemi sotterranei. Una meta?analisi successiva ha mostrato come gli effetti del riscaldamento globale su questi ambienti siano multilivello e dipendano dal contesto, ma spesso risultino negativi per le specie adattate a condizioni stabili.[5][18][19][1]


Cambiamento climatico e vulnerabilità degli ecosistemi sotterranei

Le grotte e gli acquiferi carsici sono caratterizzati da un microclima stabile, che ha favorito l’evoluzione di specie con tolleranze termiche ristrette e bassa capacità di dispersione. Per questi motivi gli ecosistemi sotterranei appaiono particolarmente vulnerabili a variazioni di temperatura, cambiamenti di portata e alterazioni dei tempi di ricarica delle falde, che possono ridurre la resilienza delle comunità ipogee.[18][19][13]

Gli esperti intervistati da Nanni e colleghi concordano sul fatto che il cambiamento climatico agisce in sinergia con le pressioni locali, amplificando le conseguenze di inquinamento, distruzione di habitat e disturbi umani sugli ecosistemi sotterranei. Nella prospettiva della conservazione degli ecosistemi sotterranei, diventa quindi centrale integrare le politiche climatiche con misure di gestione del territorio in superficie.[10][1][2][5]


Misure prioritarie per la conservazione degli ecosistemi sotterranei

Il sondaggio evidenzia che le misure di conservazione ritenute più efficaci per gli ecosistemi sotterranei sono la protezione del territorio (aree protette e pianificazione), la legislazione ambientale e l’educazione pubblica. Interventi focalizzati su singole specie, come programmi di conservazione tasson?specifici, risultano percepiti come meno incisivi su scala globale rispetto alle azioni che agiscono sulla matrice territoriale e sui processi.[11][15][1][2]

Una delle raccomandazioni chiave riguarda la creazione e la gestione di aree protette che includano esplicitamente gli ecosistemi sotterranei, superando l’approccio che tutela soprattutto habitat superficiali. Un’analisi recente ha mostrato che solo una piccola frazione degli ecosistemi sotterranei conosciuti rientra attualmente nella rete mondiale di aree protette, e spesso in modo accidentale, senza obiettivi gestionali dedicati agli ecosistemi sotterranei.[8][4][10]


Educazione ambientale e ruolo della speleologia nella conservazione

L’educazione e la consapevolezza pubblica vengono indicate dagli esperti come elementi essenziali per sostenere la conservazione degli ecosistemi sotterranei, perché la tutela procede solo se cittadini e decisori comprendono il valore del sottosuolo. Iniziative come gli Anni Internazionali delle Grotte e del Carsismo e gli eventi divulgativi sulla biodiversità sotterranea puntano a colmare il divario fra ricerca su ecosistemi sotterranei e opinione pubblica.[7][20][21][1][4]

La speleologia organizzata, in Italia e altrove, ha già sviluppato linee guida per un’esplorazione sostenibile, proposte per il monitoraggio delle grotte turistiche e indicazioni su parchi e riserve carsiche, con richiami espliciti alla protezione degli ecosistemi sotterranei. La cornice offerta da Biological Conservation consente di collegare queste esperienze locali a una visione globale delle minacce e delle soluzioni per la conservazione degli ecosistemi sotterranei.[2][3][6][9]


Evidenza scientifica ed esperti nella conservazione degli ecosistemi sotterranei

Il lavoro di Nanni et al. dialoga con la rassegna “Towards evidence?based conservation of subterranean ecosystems”, che ha analizzato 708 pubblicazioni e 1.954 interventi di conservazione, mostrando come molti consigli operativi per ecosistemi sotterranei si basino ancora su giudizi di esperti non supportati da test quantitativi. La combinazione di valutazioni esperte strutturate e di un crescente corpo di studi statistici può aiutare a individuare interventi più efficaci per la conservazione degli ecosistemi sotterranei.[15][22][5][7]

Per la conservazione degli ecosistemi sotterranei, gli autori sottolineano la necessità di standardizzare la raccolta dati, documentare gli interventi e favorire meta?analisi che valutino in modo comparativo l’efficacia delle diverse misure. Una migliore integrazione fra comunità speleologica, ricercatori e gestori di aree protette potrebbe rendere la conservazione degli ecosistemi sotterranei parte stabile delle strategie ambientali nazionali e internazionali.[19][23][8][10][15]


Implicazioni pratiche per grotte e acquiferi carsici

Per chi opera sul campo, lo studio suggerisce che la conservazione degli ecosistemi sotterranei debba estendersi oltre l’ingresso delle grotte, includendo bacini di alimentazione, uso del suolo e qualità delle acque che alimentano gli ambienti ipogei. Questo approccio è coerente con le raccomandazioni di documenti speleologici che richiamano una protezione attiva delle aree carsiche e un turismo speleologico regolato e monitorato.[16][1][4][6][9]

La conservazione degli ecosistemi sotterranei può tradursi in pratiche concrete, come valutazioni di impatto ambientale su infrastrutture che interessano il carsismo, regolazione dei flussi turistici nelle grotte, controllo degli scarichi e monitoraggio del microclima e delle comunità biologiche. Per la comunità speleologica, questo studio offre una base conoscitiva per dialogare con amministrazioni e gestori, portando il tema degli ecosistemi sotterranei all’interno delle decisioni sul territorio.[17][1][6]


Fonti

Nanni, V., Piano, E., Cardoso, P., Isaia, M., & Mammola, S. (2023). An expert-based global assessment of threats and conservation measures for subterranean ecosystems. Biological Conservation, 283, 110136.[87]http://dx.doi.org/10.1016/j.biocon.2023.110136

  • Towards evidence?based conservation of subterranean ecosystems.[22][7][15]
  • Subterranean environments contribute to three?quarters of ecosystem services.[4][5]
  • Climate change going deep: The effects of global climatic alterations on cave ecosystems.[18]
  • A global meta?analysis reveals multilevel and context?dependent effects of climate change on subterranean ecosystems.[19]
  • Perspectives and pitfalls in preserving subterranean biodiversity through protected areas.[8][10]
  • Materiali storici e tecnici sulla speleologia e sulla protezione delle aree carsiche.[6]

Fonti
[1] An expert-based global assessment of threats and conservation measures for subterranean ecosystems http://biorxiv.org/lookup/doi/10.1101/2023.01.09.523190
[2] An expert-based global assessment of threats and … https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0006320723002379
[3] An expert-based global assessment of threats and … https://iris.unito.it/handle/2318/1907430
[4] Il 75% dei servizi ecosistemici del pianeta nasce nel buio – Scintilena https://www.scintilena.com/il-75-dei-servizi-ecosistemici-del-pianeta-nasce-nel-buio-lo-studio-che-cambia-tutto/03/02/
[5] Subterranean environments contribute to three?quarters of … https://digital.csic.es/bitstream/10261/424786/1/Biological%20Reviews_2026_Mammola_Subterranean%20environments%20contribute.pdf
[7] Towards evidence?based conservation of subterranean ecosystems https://onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1111/brv.12851
[8] Perspectives and pitfalls in preserving subterranean biodiversity through protected areas https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC11332058/
[9] Conservazione Archivi – Scintilena https://www.scintilena.com/category/ambiente/conservazione/
[10] Perspectives and pitfalls in preserving subterranean … https://www.nature.com/articles/s44185-023-00035-1
[11] An expert-based global assessment of threats and … – HELDA https://helda.helsinki.fi/bitstreams/fdbc286b-6778-4177-a4a3-59c3742eb7bd/download
[12] Veronica Nanni – Associazione Teriologica Italiana https://www.mammiferi.org/soci/veronica-nanni/
[13] Collecting eco?evolutionary data in the dark: Impediments to subterranean research and how to overcome them https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC8207145/
[14] An expert-based global assessment of threats and … https://www.biorxiv.org/content/10.1101/2023.01.09.523190v1
[15] Towards evidence?based conservation of subterranean ecosystems https://onlinelibrary.wiley.com/doi/epdf/10.1111/brv.12851
[16] La Sfida Globale per la Conservazione degli Ecosistemi Ipogei https://www.scintilena.com/biodiversita-sotterranea-la-sfida-globale-per-la-conservazione-degli-ecosistemi-ipogei/09/18/
[17] Biological Conservation https://iris.unito.it/retrieve/1d63370f-33f4-405a-b863-faeca0a0832e/2023_Biol_Cons_Expert_based_Nanni_et_al.pdf
[18] Climate change going deep: The effects of global climatic alterations on cave ecosystems http://journals.sagepub.com/doi/10.1177/2053019619851594
[19] A global meta-analysis reveals multilevel and context-dependent effects of climate change on subterranean ecosystems https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S2590332223004050
[20] Biodiversità sotterranea e clima: l’UIS annuncia una diretta globale … https://www.scintilena.com/biodiversita-sotterranea-e-clima-luis-annuncia-una-diretta-globale-per-il-30-giugno/06/26/
[21] Giornata internazionale della biodiversità 2026: la speleologia … https://www.scintilena.com/giornata-internazionale-della-biodiversita-2026-la-speleologia-celebra-la-conservazione-delle-grotte/05/18/
[22] Towards evidence?based conservation of subterranean ecosystems https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC9545027/
[23] Karst Field Studies Program a Giugno e Luglio in Kentucky – Scintilena https://www.scintilena.com/karst-field-studies-program-a-giugno-e-luglio-in-kentucky/05/25/
[24] The deep subterranean environment as a potential model system in ecological, biogeographical and evolutionary research https://subtbiol.pensoft.net/article/23530/download/pdf/
[25] Let research on subterranean habitats resonate! https://subtbiol.pensoft.net/article/59960/download/pdf/
[26] 25th International Conference on Subterranean Biology at Cluj … https://www.scintilena.com/25th-international-conference-on-subterranean-biology-at-cluj-napoca-in-romania-in-july-2022/12/10/
[27] Borneo Caves Sculpted by Bat Guano: A Major Discovery in Tropical Karst Formation – Scintilena https://www.scintilena.com/borneo-caves-sculpted-by-bat-guano-a-major-discovery-in-tropical-karst-formation/01/02/
[28] La Ruta de las Alas e Refugio IKA: il corridoio di grotte che … https://www.scintilena.com/la-ruta-de-las-alas-e-refugio-ika-il-corridoio-di-grotte-che-puo-salvare-un-pipistrello-fantasma/02/06/
[29] Vulnerabilità Climatica e Lacune nella Conservazione di … – Scintilena https://www.scintilena.com/nowhere-to-hide-vulnerabilita-climatica-e-lacune-nella-conservazione-di-zopherobatrus-un-raro-coleottero-troglobio/05/08/
[30] Bracken Cave Preserve: la più grande colonia di pipistrelli … https://www.scintilena.com/bracken-cave-preserve-al-via-la-stagione-2026-per-visitare-la-piu-grande-colonia-di-pipistrelli-al-mondo/04/28/
[31] Le Omics Rivoluzionano la Biologia Sotterranea: Grotte e Acquiferi … https://www.scintilena.com/le-omics-rivoluzionano-la-biologia-sotterranea-grotte-e-acquiferi-sotto-la-lente-molecolare/04/29/
[32] Brandon Hill Cave salva: la raccolta fondi per proteggere i pipistrelli … https://www.scintilena.com/brandon-hill-cave-salva-la-raccolta-fondi-per-proteggere-i-pipistrelli-di-utila-e-un-successo/02/20/
[33] Pipistrelli neotropicali, lo studio di Biological Conservation mappa le lacune di conoscenza – Scintilena https://www.scintilena.com/pipistrelli-neotropicali-lo-studio-di-biological-conservation-mappa-le-lacune-di-conoscenza/06/21/
[34] “Mezza Europa”: lo speciale del Journal for Nature Conservation … https://www.scintilena.com/now-i-have-enough-information-to-write-the-article-let-me-compose-the-news-piece-according-to-the-space-instructions/03/09/
[35] An expert-based global assessment of threats and conservation measures for subterranean ecosystems https://www.biorxiv.org/content/10.1101/2023.01.09.523190v1.full.pdf
[36] Stefano Mammola, PhD – Publications CNR API https://publications.cnr.it/api/v1/author/cv/5430
[37] Elena Piano – ORCID https://orcid.org/0000-0002-4685-7240
[38] An expert-based assessment of global threats and conservation … https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S2351989420308313

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  • La Società Speleologica Italiana in audizione al Senato sul DDL dedicato alle Grotte d’Italia
    Condividi Il presidente Sergio Orsini rappresenterà la SSI ETS davanti alla 9ª Commissione permanente per portare il contributo della comunità speleologica all’esame del disegno di legge n. 1499 BOLOGNA – La Società Speleologica Italiana ETS parteciperà mercoledì 15 luglio 2026, alle h 10:00, a un’audizione presso la 9ª Commissione permanente del Senato della Repubblica, impegnata nell’esame del disegno di legge n. 1499, intitolato “Disposizioni per la promozione e la valorizzazione delle Gro
     

La Società Speleologica Italiana in audizione al Senato sul DDL dedicato alle Grotte d’Italia

Júl 14th 2026 at 06:00

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Il presidente Sergio Orsini rappresenterà la SSI ETS davanti alla 9ª Commissione permanente per portare il contributo della comunità speleologica all’esame del disegno di legge n. 1499

BOLOGNA – La Società Speleologica Italiana ETS parteciperà mercoledì 15 luglio 2026, alle h 10:00, a un’audizione presso la 9ª Commissione permanente del Senato della Repubblica, impegnata nell’esame del disegno di legge n. 1499, intitolato “Disposizioni per la promozione e la valorizzazione delle Grotte d’Italia” (qui il fascicolo con il testo https://www.senato.it/leg/19/BGT/Schede/FascicoloSchedeDDL/ebook/59189.pdf)

Tra gli auditi, oltre alla SSI ETS, ci sono Assoturismo, Federturismo e il Consiglio nazionale dei Geologi.

A rappresentare l’associazione sarà il presidente Sergio Orsini, chiamato a intervenire nel corso di un confronto istituzionale dedicato a un provvedimento che punta a rafforzare la conoscenza, la tutela e la valorizzazione del patrimonio carsico nazionale.

LA SSI ha diffuso un comunicato che descrive il DDL: il disegno di legge prevede, tra le principali misure, l’istituzione di una banca dati nazionale delle “Grotte d’Italia”, la creazione di un tavolo permanente presso il Ministero del Turismo, la promozione di studi, attività di ricerca e iniziative di valorizzazione delle cavità naturali, con particolare attenzione allo sviluppo di un turismo sostenibile.

L’audizione è un momento fondamentale nel processo di produzione delle norme. La Società Speleologica Italiana ETS metterà a disposizione della Commissione oltre settant’anni di esperienza scientifica e tecnica maturata nello studio, nella documentazione, nell’esplorazione e nella tutela del patrimonio ipogeo del Paese.

Al termine dell’audizione, la SSI renderà note le proprie osservazioni e i contributi presentati nell’ambito dell’esame del provvedimento. E anche questo é un passo fondamentale, perchè le audizioni non sono pubbliche.

É fondamentale per la nostra comunita il riconoscimento del ruolo svolto dalla Società Speleologica Italiana ETS quale interlocutore scientifico e tecnico sui temi della conoscenza, della conservazione e della gestione delle grotte italiane, nella fase in cui si sta definendo un quadro normativo dedicato a questo patrimonio naturale.

Fonti:

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  • S’Edera supera i 18 chilometri: il grande fiume continua a sfidare gli esploratori
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S’Edera supera i 18 chilometri: il grande fiume continua a sfidare gli esploratori

Júl 14th 2026 at 05:00

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Dopo l’avvio della campagna esplorativa e la grande operazione logistica, una mail a Speleo-it di Davide Godani comunica il grande traguardo raggiunto dal Progetto S’EDERA 2026: il sistema carsico supera i 18 chilometri di sviluppo e il Settimo Sifone continua a svelare nuovi ambienti

L’Assalto Finale del Progetto S’EDERA 2026 è un nuovo storico traguardo: il Settimo Sifone avanza fino a 450 metri rilevati, e nuove scoperte oltre il Pozzo CiockColata fanno sognare di intercettare presto il grande collettore del sistema carsico

C’è un nuovo, straordinario capitolo nella storia dell’esplorazione di Sa Rutta ‘e S’Edera. Il Progetto S’EDERA 2026 – The Main River raggiunge un risultato che resterà negli annali della speleologia: il sistema carsico supera ufficialmente i 18 chilometri di sviluppo.

Un traguardo costruito con il lavoro di squadra, la determinazione e la passione di decine di speleologi che hanno trasformato l’Assalto Finale in una vera e propria staffetta collettiva. Tutto è iniziato con il trasporto delle prime sei bombole fino alla Grande Marmitta, per poi proseguire con un continuo passaggio di consegne che ha permesso di portare il materiale fino al Primo Sifone, preparando il terreno per la nuova punta esplorativa.

La ricompensa è arrivata sott’acqua. Nel Settimo Sifone gli speleosub hanno superato il limite raggiunto nella precedente spedizione, estendendo il rilievo della direttrice principale di The Main River da 310 a ben 450 metri. Una breve riemersione aveva fatto sperare nella fine del tratto allagato, ma il fiume principale è ricomparso subito dopo, continuando il suo percorso attraverso ambienti sempre più vasti e spettacolari. La grotta, ancora una volta, ha dimostrato di avere molto da raccontare.

Le novità non finiscono qui. L’esplorazione del Pozzo oltre CiockColata ha aperto nuovi scenari con una progressione di circa 120 metri fino a una diaclasi in salita. Ancora più significativa la scoperta di materiale organico proveniente dall’esterno, della presenza di insetti e di una fortissima circolazione d’aria: indizi preziosi che potrebbero guidare le future ricerche dall’esterno durante la stagione invernale.

L’obiettivo è ambizioso: intercettare il grande collettore in punti più avanzati oppure trovare un accesso diretto agli ambienti compresi tra il Sesto e il Settimo Sifone. È un sogno che oggi appare più concreto grazie ai sacrifici, alla costanza e alla straordinaria collaborazione di tutta la squadra.

Sa Rutta ‘e S’Edera continua a difendere i suoi segreti. Ma gli esploratori, dopo aver conquistato un nuovo storico traguardo, dimostrano di avere ancora entusiasmo, energie e determinazione per spingersi sempre più lontano.

Ed ora la parola a Davide, di cui riportiamo integralmente l’intero post inviato a Speleo-it:

“Buongiorno a tutti!

Questa volta, più che mai, abbiamo veramente la percezione di aver portato avanti questa operazione TUTTI INSIEME.

Segue resoconto dell’ennesimo pazzesca puntata del Progetto S’EDERA 2026 – THE MAIN RIVER (L’ASSALTO FINALE).

L’Assalto Finale, infatti, ha avuto inizio domenica 5, con l’ingresso delle prime sei bombole fino alla Grande Marmitta.

Da lì è partita una staffetta fatta di tantissime persone che si sono messe in gioco e hanno dato il 100% di quello che avevano da offrire per far arrivare quelle bombole fino al Primo Sifone, pronte per la punta esplorativa.

Grazie ancora a tutti.

Grazie a tutti quelli che decidono di mettersi in gioco.

Grazie allo zoccolo duro che, quest’anno, puntata dopo puntata, permette a questo progetto di andare avanti.

Grazie per la fiducia, grazie per i sacrifici, grazie per tutti gli sforzi che stanno portando al risultato di cui oggi siamo così fieri.

FINALMENTE IL SISTEMA CARSICO DI S’EDERA HA SUPERATO I 18 CHILOMETRI!!!! 

E adesso veniamo alle news che hanno portato a questo fantastico risultato.

Questa volta dobbiamo dividere il racconto in due parti.

L’ESPLORAZIONE SPELEOSUBACQUEA:

Abbiamo raggiunto e superato il limite della scorsa puntata nel Settimo Sifone.

Vi ricordiamo che avevamo steso il rilievo fino a 310 metri.

Dopo una primissima riemersione, avvenuta dopo circa 25 metri e che, per qualche istante, ci ha illuso, abbiamo ritrovato il fiume principale.

Abbiamo così portato l’estensione percorsa e rilevata (della sola direttrice principale di The Main River) a esattamente 450 metri!!!!

La grotta continua ad andare sott’acqua.

Nella parte finale, le profondità sempre minori ci hanno più volte illuso di un’imminente riemersione.

Ma la riemersione non è arrivata.

Il fiume principale continua nella sua maestosità, attraversando ambienti sempre più grandi e imponenti.

L’ESPLORAZIONE DEL POZZO SOPRA ciockCOLATA:

Dopo la punta nel Settimo Sifone, ci siamo dedicati al Pozzo oltre CiockColata.

Dopo il salto, una corsa di 120 metri, interrotta da una diaclasi in salita.

La cosa più interessante di questa zona è stata però il ritrovamento di materiale organico proveniente dall’esterno e insetti (oltre a una circolazione d’aria spaventosa). 

Affinare il rilievo della diramazione oltre Cioccolata e il continuo avanzamento del rilievo nel Settimo Sifone saranno preziosissimi per i lavori invernali di ricerca esterna.

L’obiettivo sarà provare a intercettare il collettore in zone più avanzate o cercare di accedere direttamente negli ambienti compresi tra il Sesto e il Settimo Sifone.

Questo è il sogno.

Il sogno che speriamo di riuscire a portare avanti dopo tutti i sacrifici che stiamo facendo dentro questa incredibile, faticosa, instancabile grotta.

Sa Rutta ‘e S’Edera sembra ancora non volersi arrendere.

E, a quanto pare, nemmeno NOI

Grazie a TUTTI/E!!!!

La ComSub”

Come scriveva Antoine de Saint-Exupéry: «Se vuoi costruire una nave, non radunare uomini per raccogliere il legno… insegna loro la nostalgia del mare vasto e infinito».

A S’Edera sembra essere accaduto proprio questo.

Un sogno condiviso ha saputo unire tante persone, trasformando fatica, fiducia e sacrificio in una nuova pagina di storia della speleologia.

Complimenti a tutti!

Le grandi esplorazioni nascono sempre da un grande «insieme».

I 18 chilometri sono un grandissimo risultato, ma il vero risultato è il gruppo che è riuscito a costruirli, che ha grandi sogni, e li racconta.

Grazie, e ancora complimenti!

Tutti insieme – immagine prese, come le altre dell’articolo, dal filmato della Federazione Speleologica Sarda

Il video da cui abbiamo tratto le immagini dell’articolo è già disponibile sulle pagine social della FSS:

https://www.facebook.com/share/v/1P36g6x77W/

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