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SedaDNA, perché è una svolta metodologica per la ricerca in grotta e la paleoecologia

Júl 8th 2026 at 14:00

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Il sedaDNA, cioè il DNA antico conservato nei sedimenti, trasforma il sedimento in un archivio biologico capace di documentare ecosistemi, fauna, flora e in alcuni casi anche gruppi umani, anche quando mancano resti ossei o fossili riconoscibili.

Il sedaDNA è considerato una svolta metodologica perché amplia in modo netto ciò che i ricercatori possono osservare nel passato, usando campioni di sedimento che prima erano soprattutto contesto stratigrafico e oggi diventano fonte diretta di informazione genetica. In questo senso, la novità non sta solo nella tecnica di laboratorio, ma nel cambio di scala dell’indagine: da un singolo reperto a una lettura molto più ampia della biodiversità e delle dinamiche ambientali nel tempo.

SedaDNA e archivio genetico dei sedimenti

La letteratura recente descrive il sedaDNA come uno strumento che supera un limite storico del record fossile, perché gran parte della vita passata non si conserva in forma visibile, mentre piccoli frammenti genetici possono restare intrappolati nella matrice sedimentaria e restituire una fotografia dell’ecosistema al momento della deposizione. Un solo campione può infatti contenere tracce che segnalano la presenza di organismi molto diversi, dai microbi ai mammiferi, rendendo il sedaDNA utile non solo per capire “chi c’era”, ma anche per ricostruire relazioni ecologiche, cambiamenti di habitat e passaggi climatici.

SedaDNA nelle grotte e nella ricerca archeologica

Nel caso delle grotte, il sedaDNA è considerato particolarmente importante perché i depositi carsici e archeologici offrono un contesto favorevole per studiare presenza animale, frequentazioni umane e successioni stratigrafiche, come sottolinea una rassegna del 2025 dedicata proprio a sfide e opportunità del DNA antico da sedimenti in ambiente ipogeo. Un lavoro pubblicato su Science ha mostrato che dai sedimenti di grotta è stato possibile recuperare non solo DNA mitocondriale, ma anche DNA nucleare di Neanderthal e Denisoviani, ricostruendo eventi di sostituzione di popolazione e ottenendo risultati coerenti con quelli derivati dai resti scheletrici, con serie temporali più dense e meno dipendenti dal ritrovamento di ossa e denti.

Metodologia del sedaDNA e qualità dei dati

Un altro motivo per cui il sedaDNA rappresenta una svolta metodologica è la pluralità degli approcci analitici oggi disponibili: il metabarcoding seleziona gruppi tassonomici mirati tramite brevi marcatori diagnostici, la metagenomica analizza l’insieme dei frammenti presenti nel campione, mentre il target capture arricchisce il DNA di taxa di interesse quando il segnale è raro o mescolato a una forte componente microbica. Questo significa che il sedaDNA non è una tecnica unica e rigida, ma una piattaforma metodologica adattabile a domande differenti, dalla paleoecologia alla paleogenetica, con protocolli sviluppati anche per ridurre l’effetto degli inibitori chimici che spesso complicano l’analisi dei sedimenti antichi.

SedaDNA, risoluzione ecologica e cronologie più fitte

Sul piano interpretativo, il sedaDNA è visto come un progresso anche perché in alcuni ambiti offre una risoluzione più precisa di altri indicatori ambientali: per esempio, il DNA vegetale può restituire informazioni sulla vegetazione con maggiore precisione spaziale rispetto al polline fossile, mentre in ambiente marino ha già permesso di seguire cambiamenti della biodiversità e delle condizioni del ghiaccio marino su scale che arrivano a quasi 100.000 anni. In contesti di grotta, studi recenti come quello su El Mirón, in Spagna, hanno identificato 28 taxa diversi, inclusi umani e numerosi vertebrati, mostrando che il sedaDNA può integrare archeologia, paleontologia e studio del clima nella stessa sequenza sedimentaria.

Limiti del sedaDNA e perché resta una svolta metodologica

La definizione di svolta metodologica non implica che il sedaDNA sia semplice da usare, perché i ricercatori devono controllare con attenzione contaminazioni moderne, inibitori, processi di rimescolamento del deposito e problemi di attribuzione cronologica o stratigrafica del DNA conservato nei sedimenti. Proprio il fatto che oggi esistano laboratori dedicati, protocolli di purificazione, metodi di arricchimento e studi sulla conservazione microstratigrafica del DNA in sedimenti di grotta spiega perché il sedaDNA sia ormai considerato non una curiosità sperimentale, ma un metodo maturo che cambia il modo di leggere gli archivi sotterranei e paleoambientali.

Fonti
[1] Sedimentary ancient DNA as a tool in paleoecology – Nature Reviews Earth & Environment https://www.nature.com/articles/s43017-021-00158-8
[2] Unearthing Neanderthal population history using nuclear and mitochondrial DNA from cave sediments https://www.science.org/doi/10.1126/science.abf1667
[3] Sedimentary ancient DNA metagenomic analysis provides new … https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0305440326000865
[4] Sedimentary ancient DNA from caves: Challenges and opportunities https://onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1002/jqs.3712
[5] Maximizing efficiency in sedimentary ancient DNA analysis – Nature https://www.nature.com/articles/s41598-024-69741-5
[6] Maximizing efficiency in sedimentary ancient DNA analysis https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC11339378/
[7] A sedimentary ancient DNA perspective on human and carnivore persistence through the Late Pleistocene in El Mirón Cave, Spain https://www.nature.com/articles/s41467-024-55740-7
[8] The potential of sedimentary ancient DNA for reconstructing past sea ice evolution – The ISME Journal https://www.nature.com/articles/s41396-019-0457-1
[9] Microstratigraphic preservation of ancient faunal and hominin DNA in Pleistocene cave sediments | PNAS https://www.pnas.org/doi/abs/10.1073/pnas.2113666118
[14] I Tiankeng Cinesi: Giganteschi Portali verso Mondi Sotterranei … https://www.scintilena.com/i-tiankeng-cinesi-giganteschi-portali-verso-mondi-sotterranei-nascosti/08/21/
[15] Nuovo studio rivoluziona la datazione del cranio di Petralona https://www.scintilena.com/nuovo-studio-rivoluziona-la-datazione-del-cranio-di-petralona-286-000-anni-svelano-segreti-dellevoluzione-umana-europea/09/01/
[16] Le Omics Rivoluzionano la Biologia Sotterranea: Grotte e Acquiferi … https://www.scintilena.com/le-omics-rivoluzionano-la-biologia-sotterranea-grotte-e-acquiferi-sotto-la-lente-molecolare/04/29/
[17] Glossario speleologico UIS – Lettera ‘a’ Traduzione in italiano https://www.scintilena.com/glossario-speleologico-uis-lettera-a-traduzione-in-italiano/07/22/
[18] Il record di immersione speleosub di Xavier Meniscus presentato a … https://www.scintilena.com/il-record-di-immersione-speleosub-di-xavier-meniscus-presentato-a-marsiglia/06/14/
[19] 99 cose da sapere se abiti in un territorio carsico – Scintilena https://www.scintilena.com/come-riconoscere-se-vivi-in-un-territorio-carsico/06/06/
[20] Italia preistorica in grotta: a fine Ottobre il convegno di San Lorenzo … https://www.scintilena.com/italia-preistorica-in-grotta-a-fine-ottobre-il-convegno-di-san-lorenzo-bellizzi/10/03/
[21] Quando la Terra respira: Il Lago del Capraro, lo stagno che … https://www.scintilena.com/quando-la-terra-respira-il-lago-del-capraro-lo-stagno-che-scompare-e-il-cambiamento-climatico/01/22/
[22] L’acquedotto più lungo del mondo antico non è dove pensi – Scintilena https://www.scintilena.com/125844-2/05/03/
[23] Lascaux: Quando il Patrimonio Paleolitico Incontra la Fragilità dell … https://www.scintilena.com/lascaux-quando-il-patrimonio-paleolitico-incontra-la-fragilita-dellambiente-carsico/01/20/
[24] Come funziona Scintilena: Le nostre fonti di informazione (per … https://www.scintilena.com/come-funziona-scintilena-le-nostre-fonti-di-informazione-per-adesso/05/21/
[25] Diretta Ore 21.30 – Storia della comunicazione speleo su internet https://www.scintilena.com/storia-della-comunicazione-speleo-su-internet/11/26/
[26] Sedimentary ancient DNA: a new paleogenomic tool for … https://www.frontiersin.org/journals/marine-science/articles/10.3389/fmars.2023.1185435/full
[27] [PDF] Siobhan Evans1,2,3, Bastien Llamas1,2,3,4,5,6, and Jamie R … https://d197for5662m48.cloudfront.net/documents/publicationstatus/230559/preprint_pdf/dbbce49b8a6fc9dd9bb77cb8cbd954e4.pdf
[28] Ancient DNA Chronology within Sediment Deposits – Oxford Academic https://academic.oup.com/mbe/article/24/4/982/1012556?guestAccessKey=
[29] [PDF] Sedimentary ancient DNA reveals past ecosystem and biodiversity … https://epic.awi.de/57479/1/1-s2.0-S0277379122003341-main.pdf
[30] Sedimentary ancient DNA metagenomic analysis provides new … https://www.biorxiv.org/content/10.1101/2025.06.19.660509v1.full-text
[31] Science Journals — AAAS https://orbi.uliege.be/bitstream/2268/245281/1/605.full.pdf

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  • Tracce tafonomiche sulle ossa animali: cosa raccontano davvero i resti ossei
    Condividi Dalla macellazione ai carnivori, la tafonomia delle ossa animali aiuta a ricostruire azioni umane, agenti naturali, ambiente di deposito e storia del sito Dalle tracce tafonomiche sulle ossa animali si possono ricavare informazioni molto concrete su chi ha modificato i resti, in quale fase, e in quali condizioni ambientali si sono conservati. Le ossa non indicano solo la presenza di una specie, ma permettono di distinguere macellazione umana, predazione, rosicchiamento, alterazioni
     

Tracce tafonomiche sulle ossa animali: cosa raccontano davvero i resti ossei

Júl 8th 2026 at 13:00

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Dalla macellazione ai carnivori, la tafonomia delle ossa animali aiuta a ricostruire azioni umane, agenti naturali, ambiente di deposito e storia del sito

Dalle tracce tafonomiche sulle ossa animali si possono ricavare informazioni molto concrete su chi ha modificato i resti, in quale fase, e in quali condizioni ambientali si sono conservati. Le ossa non indicano solo la presenza di una specie, ma permettono di distinguere macellazione umana, predazione, rosicchiamento, alterazioni del sedimento e processi avvenuti dopo la deposizione.

Tafonomia delle ossa animali e attività umane

Le strie da taglio, i segni di macellazione e le fratture intenzionali mostrano se una carcassa è stata lavorata dall’uomo, e aiutano a riconoscere operazioni come scarnificazione, disarticolazione, divisione della carcassa e recupero del midollo. Nello studio di Tombola di Cerea, per esempio, le strie profonde a sezione a V, i fendenti e la loro posizione su omero, femore, radio, scapola, mandibola, vertebre e tarso hanno permesso di leggere gesti tecnici diversi legati alla lavorazione delle carcasse. La distribuzione di queste tracce sulle varie parti anatomiche consente anche di capire quali porzioni dell’animale erano più sfruttate e quali specie venivano trattate più intensamente.

Tracce tafonomiche, carnivori e altri agenti biologici

Le ossa possono conservare morsi, punctures, pits, scores, furrows e fratture caratteristiche lasciate dai carnivori, utili per capire se i resti sono stati accumulati o rimaneggiati da predatori e necrofagi. Nel caso analizzato a Ferrara, il 36% delle tracce naturali era attribuito ai carnivori, mentre le rosicature dei roditori risultavano molto più rare, un dato che aiuta a riconoscere quali animali abbiano avuto un ruolo nella formazione del deposito. Anche questa distinzione è importante perché permette di separare un accumulo dovuto all’azione umana da un insieme osseo prodotto da iene, canidi, altri carnivori o piccoli roditori.

Ossa animali, ambiente di deposito e conservazione

Le tracce tafonomiche informano anche sulle condizioni fisiche e chimiche del deposito, perché weathering, esfoliazione, erosione da radici, macchie di manganese e abrasioni registrano l’effetto del clima, del suolo, dell’acqua e della permanenza in superficie. A Tombola di Cerea, oltre il 76% del campione mostrava alterazioni leggere legate ad agenti climatici ed edafici, con incidenze rilevanti di erosione da radici, esfoliazione, manganese e weathering, in rapporto con le caratteristiche stratigrafiche dei livelli. Questo tipo di lettura permette di capire se un osso è rimasto esposto prima del seppellimento, se è stato spostato dall’acqua o se ha subito trasformazioni lente all’interno del sedimento.

Tafonomia delle ossa animali e ricostruzione del sito

La tafonomia delle ossa animali serve a stabilire se un accumulo è primario o secondario, se i resti sono stati lasciati dove l’animale è morto oppure trasportati, e se il deposito è stato rimescolato da crolli, colate o infiltrazioni. Per questo l’analisi non si ferma alla singola traccia, ma mette insieme posizione del reperto, stato di conservazione, rapporto con il sedimento, associazione con strumenti e lettura stratigrafica del contesto. In grotta e nei siti archeologici questa combinazione di dati permette di ricostruire alternanze tra presenza animale e presenza umana, modalità di occupazione delle cavità e processi di formazione del deposito.

Informazioni economiche, ecologiche e paleoambientali

Dalle tracce tafonomiche si ricavano anche indicazioni sull’economia animale e sul rapporto tra gruppi umani e fauna, perché i segni di macellazione e la distribuzione anatomica dei resti chiariscono quali specie erano allevate, cacciate o sfruttate per materie prime. Lo studio di Tombola ha mostrato, attraverso l’insieme delle tracce e la composizione faunistica, un’economia centrata soprattutto sugli animali domestici, con un ruolo secondario della caccia e con il recupero di palco e altre parti dure per usi artigianali. Allo stesso tempo, la presenza di certe specie e di specifiche alterazioni ambientali consente di ricostruire boschi, aree umide, variazioni della falda e condizioni ecologiche del paesaggio antico.

In sintesi, le tracce tafonomiche sulle ossa animali permettono di leggere una vera sequenza di eventi: morte, consumo, manipolazione, trasporto, seppellimento e conservazione. È proprio questa lettura integrata che trasforma un frammento osseo in una fonte utile per archeologia, paleontologia e speleologia scientifica.

Fonti
[5] Megafauna nelle grotte preistoriche https://www.scintilena.com/megafauna-nelle-grotte-preistoriche/06/13/
[6] Grotta Grande, tra Neandertaliani e iene – Scintilena https://www.scintilena.com/grotta-grande-tra-neandertaliani-e-iene/12/28/
[7] Spedizione Archeologica e Speleologica in Botswana https://www.scintilena.com/spedizione-archeologica-e-speleologica-in-botswana-un-viaggio-alla-scoperta-delle-origini-umane/01/05/
[8] Rocce Verdi nei Pirenei: la Grotta 338 Rivela 4.000 Anni di … https://www.scintilena.com/rocce-verdi-nei-pirenei-la-grotta-338-rivela-4-000-anni-di-estrazione-preistorica-del-rame/05/05/
[9] Lo studio delle tracce fossili riscrive la storia dell’ … https://www.scintilena.com/lo-studio-delle-tracce-fossili-riscrive-la-storia-dellevoluzione-animale-prima-dellesplosione-cambriana/07/18/
[10] Le Rocce Sedimentarie: Gli Archivi Naturali della Storia … https://www.scintilena.com/le-rocce-sedimentarie-gli-archivi-naturali-della-storia-terrestre/10/04/
[11] Ominini: scoperti segni in Romania risalenti a 1,95 milioni di anni fa https://www.scintilena.com/nuove-evidenze-sulla-presenza-di-ominini-in-europa-scoperti-segni-di-attivita-in-romania-risalenti-a-195-milioni-di-anni-fa/02/12/
[12] La grotta che racconta i Neandertal: la Ciota Ciara https://www.scintilena.com/la-grotta-che-racconta-i-neandertal-la-ciota-ciara-riapre-il-paleolitico-piemontese/12/20/
[13] Pipistrelli: superstizione, curiosità, cinema, letteratura e sogni https://www.tutelapipistrelli.it/2014/07/24/pipistrelli-superstizione-curiosita-cinema-letteratura-e-sogni/
[14] Scoperte le più antiche tracce umane nel Plateau Centrale … https://www.scintilena.com/scoperte-le-piu-antiche-tracce-umane-nel-plateau-centrale-iraniano/07/10/
[15] Scoperte le più antiche incisioni d’Europa: non sono opera … https://www.scintilena.com/scoperte-le-piu-antiche-incisioni-deuropa-non-sono-opera-di-homo-sapiens/08/09/
[16] Proteggere il mondo sotterraneo: biodiversità delle grotte, servizi … https://www.scintilena.com/proteggere-il-mondo-sotterraneo-biodiversita-delle-grotte-servizi-ecosistemici-e-campagne-cave-animal-of-the-year/05/08/
[17] Nuove Scoperte in Polonia di Cannibalismo tribale https://www.scintilena.com/cannibalismo-di-guerra-nelleuropa-preistorica-nuove-scoperte-in-polonia/02/12/
[18] Homo Erectus: Come Sopravvivere al Cambiamento … https://www.scintilena.com/homo-erectus-come-sopravvivere-al-cambiamento-climatico-di-un-milione-di-anni-fa/01/23/
[19] Xiaozhai Tiankeng: dentro la dolina più profonda del mondo, dove … https://www.scintilena.com/xiaozhai-tiankeng-dentro-la-dolina-piu-profonda-del-mondo-dove-una-foresta-primordiale-sopravvive-nellombra-dellabisso/05/01/
[20] [PDF] Analisi archeozoologica e tafonomica dei resti faunistici provenienti … https://annali.unife.it/museologia/article/download/1320/1299/0
[21] Microsoft Word – TESI caccia g PHD.docx https://air.unimi.it/retrieve/6ea46909-a088-4956-b8e2-51d08ff9c3fa/phd_unimi_R12284.pdf
[22] MUSE_Vol_PA-n54-01_210x297_005-016.indd https://sfera.unife.it/retrieve/0ddc0317-a5b5-463d-a23a-b86922d5486c/DeLorenzi_SA%20UnitV_PA2024.pdf
[23] Uncovering Forensic Taphonomic Agents: Animal Scavenging in the … https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC9027482/
[24] Tracking changes in bone fracture morphology over time: environment, taphonomy, and the archaeological record https://www.sciencedirect.com/science/article/abs/pii/S030544031100375X
[25] How Do Taphonomists Identify Scavenging Marks Versus Hunting Marks On Bone? – Anthropology Insights https://www.youtube.com/watch?v=eVFasl5nieI
[26] [PDF] Animal bone Environmental – Wessex Archaeology https://www.wessexarch.co.uk/sites/default/files/projects/dorchester_county_hospital/07_Animal_bone.pdf
[27] Röekillorna Spring from a taphonomic perspective https://lup.lub.lu.se/luur/download?func=downloadFile&recordOId=9209138&fileOId=9209139
[28] Squamate bone taphonomy: A new experimental framework and its application to the Natufian zooarchaeological record – Scientific Reports https://www.nature.com/articles/s41598-020-66301-5
[29] [PDF] TAPHONOMY AND ARCHAEOLOGICALLY RECOVERED … https://ethnobiology.org/sites/default/files/pdfs/JoE/7-2/Klippeletal1987.pdf
[30] Tafonomia – Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/Tafonomia
[31] Squamate bone taphonomy: A new experimental framework and its … https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC7287132/
[32] Zooarcheologia: Studio dei Resti Faunici e Tafonomia https://www.studocu.com/it/document/sapienza-universita-di-roma/archeologia-preistorica-e-protostorica/zooarcheologia-studio-dei-resti-faunici-e-tafonomia/165142118
[33] Paleontologia-Tafonomia e Tracce – Paleontologia Prof. Lucia Angiolini Tafonomia e tracce lunedì e – Studocu https://www.studocu.com/nl-be/document/universita-degli-studi-di-milano/paleontologia/paleontologia-tafonomia-e-tracce/1717377?origin=recommended-suggestion-1
[34] Characterization of recent marks produced on fossil bone surface during sullegic and trephic processes and their influence on taphonomic studies https://www.sciencedirect.com/science/article/abs/pii/S1040618217305700

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  • Stratigrafia di una grotta: dove il tempo geologico incontra il tempo dell’uomo
    Condividi Sedimenti, speleotemi, resti biologici e tracce di frequentazione umana mostrano come la stratigrafia di una grotta registri, nello stesso spazio, processi naturali lentissimi e passaggi umani spesso molto brevi ma leggibili nel deposito. Il tempo geologico e il tempo dell’uomo si intrecciano nella stratigrafia di una grotta perché la cavità conserva, strato dopo strato, sia i depositi prodotti dai processi naturali sia le tracce lasciate dalle frequentazioni umane nel corso di peri
     

Stratigrafia di una grotta: dove il tempo geologico incontra il tempo dell’uomo

Júl 8th 2026 at 12:00

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Sedimenti, speleotemi, resti biologici e tracce di frequentazione umana mostrano come la stratigrafia di una grotta registri, nello stesso spazio, processi naturali lentissimi e passaggi umani spesso molto brevi ma leggibili nel deposito.

Il tempo geologico e il tempo dell’uomo si intrecciano nella stratigrafia di una grotta perché la cavità conserva, strato dopo strato, sia i depositi prodotti dai processi naturali sia le tracce lasciate dalle frequentazioni umane nel corso di periodi molto diversi tra loro. In questo senso la grotta funziona come un archivio: il tempo geologico costruisce la sequenza, mentre il tempo umano vi inserisce segni più rapidi, discontinui e spesso localizzati.

Stratigrafia di una grotta e conservazione del tempo

Le grotte sono ambienti molto stabili, con bassa o bassissima energia fisica, chimica e biologica, e proprio per questo conservano a lungo ciò che vi si accumula all’interno. Questa stabilità rende la stratigrafia di una grotta particolarmente utile per leggere successioni di sedimenti, concrezioni e resti organici che altrove verrebbero più facilmente rimaneggiati o distrutti.

Nella stratigrafia di una grotta possono accumularsi depositi fisici e chimici. I sedimenti fisici aiutano a ricostruire paleoambienti, mentre i depositi chimici, come speleotemi e mineralizzazioni, sono considerati strumenti di ricerca molto importanti per comprendere variazioni ambientali, cronologie e condizioni del passato. Per questo la grotta non registra solo un evento, ma una lunga continuità di eventi naturali.

Tempo geologico nella stratigrafia di una grotta

Il tempo geologico appare nella stratigrafia di una grotta attraverso i processi di speleogenesi, i riempimenti sedimentari, le concrezioni e le relazioni con la struttura della roccia, come faglie, fratture e piani di stratificazione. Le grotte, soprattutto quelle verticali, possono perfino essere considerate vere e proprie perforazioni naturali della montagna, perché mostrano in sezione la sequenza stratigrafica esposta e permettono ricostruzioni di dettaglio anche tridimensionali.

Gli speleotemi sono particolarmente importanti perché nella loro struttura ordinata mantengono informazioni utili a studiare paleoambienti, paleoclimi e datare eventi. Anche le variazioni del livello marino possono restare registrate nella struttura di una stalagmite, segno che la stratigrafia di una grotta collega il deposito interno a grandi dinamiche esterne del paesaggio e del clima. In altre parole, il tempo geologico entra in grotta e vi lascia una traccia leggibile.

Tempo dell’uomo nella stratigrafia di una grotta

Il tempo dell’uomo entra nella stratigrafia di una grotta in modo diverso. Le grotte sono state usate per tempi molto lunghi come ripari, case, fortezze, cimiteri, miniere e santuari, e questa frequentazione ha lasciato reperti, livelli di occupazione, oggetti, resti combusti, ossa e altre tracce archeologiche.

La documentazione richiamata nei materiali della Società Speleologica Italiana mostra che la presenza umana in grotta risale molto indietro nel tempo: circa 500.000 anni fa come riparo, 100.000 anni fa come cimitero, 30.000 anni fa come tempio e 5.000 anni fa come miniera. Questo significa che nella stratigrafia di una grotta pochi centimetri di deposito possono mettere in relazione tempi molto differenti: sotto uno strato con segni di frequentazione umana possono comparire livelli formati da processi naturali durati millenni, e sopra possono trovarsi concrezioni o sedimenti più recenti che sigillano quelle stesse tracce.

L’intreccio tra scala umana e scala profonda

L’aspetto più interessante è proprio la differenza di scala. Il tempo geologico agisce lentamente, con ritmi spesso quasi impercettibili, mentre il tempo dell’uomo produce modifiche rapide, episodiche e concentrate. Nella stratigrafia di una grotta questi due tempi non si escludono: si sovrappongono.

Un livello sedimentario può raccontare una fase climatica antica. Uno strato successivo può contenere resti di frequentazione umana. Una concrezione cresciuta dopo quell’uso umano può sigillare il deposito e trasformarlo in una testimonianza conservata per secoli o millenni. Così la stratigrafia di una grotta diventa il punto in cui la lunga durata della Terra e la breve durata della presenza umana si leggono insieme, una dentro l’altra.

Stratigrafia di una grotta come archivio scientifico

Per geologia, sedimentologia, stratigrafia, paleontologia e archeologia, la stratigrafia di una grotta è quindi un archivio di grande valore. Le grotte sono trappole di accumulo per depositi, resti animali e tracce umane, e questa capacità di conservazione permette di ricostruire paleoambienti, successioni stratigrafiche ed episodi di occupazione.

È qui che il tempo geologico e il tempo dell’uomo si intrecciano in modo più chiaro. Il primo costruisce il contenitore e i ritmi profondi del deposito; il secondo inserisce episodi riconoscibili nella sequenza, offrendo una misura storica e culturale dentro una scala molto più ampia. La stratigrafia di una grotta, letta con metodo, mostra quindi non solo come si è trasformato l’ambiente, ma anche come l’uomo lo ha attraversato, usato e lasciato in eredità agli strati successivi.


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  • Grotte archivi del tempo
    Condividi Le grotte sono archivi naturali eccezionali: conservano sedimenti, ossa, reperti, tracce biologiche, concrezioni e segni di frequentazione umana in condizioni spesso più stabili rispetto agli ambienti esterni. Il loro valore nasce dalla sovrapposizione di due scale temporali diverse ma intrecciate: il tempo geologico, lento e stratificato, e il tempo dell’uomo, fatto di occupazioni, rituali, transiti, attività tecniche e gesti simbolici. Il tempo geologico e il tempo dell’uomo
     

Grotte archivi del tempo

Júl 8th 2026 at 11:00

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Le grotte sono archivi naturali eccezionali: conservano sedimenti, ossa, reperti, tracce biologiche, concrezioni e segni di frequentazione umana in condizioni spesso più stabili rispetto agli ambienti esterni. Il loro valore nasce dalla sovrapposizione di due scale temporali diverse ma intrecciate: il tempo geologico, lento e stratificato, e il tempo dell’uomo, fatto di occupazioni, rituali, transiti, attività tecniche e gesti simbolici.

Il tempo geologico e il tempo dell’uomo

Il tempo geologico nelle grotte si manifesta attraverso la formazione della cavità, la deposizione dei sedimenti e la crescita di concrezioni come stalattiti e stalagmiti. Gli strati mineralizzati e sedimentari registrano variazioni climatiche, idrologiche e ambientali su scale di secoli, millenni e decine di millenni. Il tempo umano, invece, entra nella stratigrafia con focolari, utensili, resti alimentari, ossa lavorate, sepolture, frequentazioni rituali e arte parietale.

Quando questi due tempi si incontrano, la grotta diventa un archivio composito: un deposito naturale che ingloba tracce culturali. Per questo una stessa sezione stratigrafica può raccontare insieme l’alternanza di fasi fredde e temperate, la presenza di carnivori, l’arrivo di gruppi umani, episodi di macellazione, accensioni di fuoco e persino la deposizione di materiali votivi.

Come si leggono i sedimenti

Lo studio dei sedimenti di grotta parte dalla stratigrafia: ogni livello viene descritto per colore, granulometria, struttura, presenza di ceneri, carboni, clasti, ossa, gusci o manufatti. La micromorfologia permette di osservare sezioni sottili al microscopio per distinguere depositi naturali, accumuli antropici, rimaneggiamenti, calpestio e alterazioni post-deposizionali. La datazione può basarsi su radiocarbonio, serie dell’uranio, OSL e altre tecniche, a seconda del materiale.

Le grotte ben conservate hanno un vantaggio decisivo: i livelli possono restare relativamente protetti da erosione, luce solare, bioturbazione e disturbi moderni. Tuttavia il deposito non è mai “puro”: acqua, crolli, animali scavatori, frequentazioni ripetute e concrezionamento possono spostare o sigillare i materiali, quindi l’interpretazione richiede sempre il confronto tra stratigrafia, tafonomia, archeozoologia, geoarcheologia e genetica.

Ossa di animali

Le ossa animali sono una delle fonti più ricche. Possono testimoniare fauna locale, clima, catene alimentari, competizione tra umani e carnivori e modalità di occupazione della cavità. La presenza di orso delle caverne, grandi erbivori o carnivori del Pleistocene aiuta a ricostruire ecosistemi e stagionalità.

Le tracce sulle ossa sono fondamentali: tagli da strumenti litici, fratture intenzionali per l’estrazione del midollo, rosicchiamenti di iene o lupi, corrosione digestiva, abrasione da trasporto e bruciature permettono di distinguere tra caccia, macellazione, accumulo naturale, predazione o uso secondario della grotta da parte di animali. Metodi come microscopia 3D, studio tafonomico e confronto sperimentale consentono di separare ciò che è umano da ciò che è naturale.

DNA antico nei sedimenti e sulle pareti

Il DNA antico sedimentario (sedaDNA) ha cambiato profondamente la ricerca. Oggi è possibile identificare la presenza di specie umane e animali anche senza trovare scheletri ben conservati, perché cellule, fluidi e frammenti biologici possono restare intrappolati nei sedimenti per lunghissimi periodi. Questo consente di riconoscere frequentazioni invisibili all’archeologia tradizionale.

Nel caso della Grotta di El Mirón, l’analisi di 32 campioni sedimentari ha permesso di rilevare Neanderthal, uomini moderni e numerosi taxa animali, compresi taxa non riconosciuti con i metodi archeozoologici classici. Ancora più innovativa è la recente prova che anche le pareti di grotta possono conservare DNA umano antico per millenni, persino in superfici senza pitture visibili ma vicine a contesti rupestri. Questo apre una nuova frontiera per lo studio delle frequentazioni umane e del rapporto tra gesto, contatto fisico e spazio sotterraneo.

Resti di cibo e dieta

I resti di cibo includono ossa con tracce di macellazione, conchiglie, gusci, semi carbonizzati, residui organici aderenti ai recipienti, pollini, fitoliti e microresti vegetali. Insieme mostrano cosa si mangiava, come si trasformavano gli alimenti e se la grotta fosse un riparo temporaneo, un campo stagionale, un’area di lavorazione o un luogo rituale.

La distribuzione spaziale è importante quanto il reperto in sé: un’alta concentrazione di resti combusti vicino a un focolare suggerisce consumo e cottura; accumuli marginali possono indicare scarichi; resti selezionati e deposti in modo non funzionale possono invece suggerire pratiche simboliche. Anche l’assenza di certi scarti può essere significativa, perché può indicare trasporto della carne altrove o pulizia intenzionale dell’area abitata.

Focolai preistorici

I focolai sono marcatori temporali e funzionali di grande valore. Possono conservare ceneri, carboni, sedimenti rubefatti, ossa bruciate, strumenti associati e talvolta residui utili per datazione e analisi paleoambientali. Un focolare non indica solo il fuoco: indica organizzazione dello spazio, controllo tecnico, socialità, illuminazione, cottura, difesa e spesso permanenza prolungata.

La forma, la temperatura raggiunta, il numero di riaccensioni e la posizione rispetto all’ingresso aiutano a capire il tipo di occupazione. Focolari ripetuti nello stesso punto suggeriscono ricorrenza e memoria del luogo; focolari profondi in zone buie possono indicare attività specifiche, esplorazione, rituali o produzione di luce per arte parietale.

Ritrovamenti antichi e moderni

Le grotte conservano sia materiali preistorici sia tracce di età storica e moderna. In molte cavità si trovano sequenze lunghissime, con frequentazioni che vanno dal Paleolitico superiore fino a epoche bizantine o contemporanee. Questo rende necessaria una lettura diacronica molto attenta, perché uno stesso sito può essere stato rifugio, stalla, santuario, sepolcreto, nascondiglio, miniera o luogo di culto in momenti diversi.

I ritrovamenti moderni non sono meno importanti: oggetti metallici, segni di escavazione, depositi recenti, graffiti contemporanei e tracce di esplorazione speleologica raccontano la storia più recente del rapporto tra uomo e grotta. Dal punto di vista scientifico, però, questi elementi possono anche disturbare i livelli antichi, quindi documentazione e tutela diventano centrali.

Utensili e tecnologia

Gli utensili rinvenuti in grotta comprendono strumenti litici, ossei, ceramiche, elementi di ornamento, pigmenti, lampade e oggetti votivi. La loro funzione va studiata insieme al contesto: un raschiatoio vicino a resti faunistici racconta lavorazione; un vaso in una cavità profonda può indicare deposizione rituale; pigmenti e strumenti di applicazione rimandano a pratiche grafiche o simboliche.

L’usura dei bordi, i residui microscopici e la relazione con i livelli sedimentari aiutano a capire la tecnologia e i comportamenti. Anche la provenienza delle materie prime è cruciale, perché segnala mobilità, scambi e capacità di pianificazione del gruppo umano.

Usi delle grotte

Le grotte non hanno avuto un solo uso. Le evidenze mostrano funzioni multiple: riparo, abitazione temporanea, base di caccia, luogo funerario, santuario, deposito votivo, miniera, fortezza e spazio terapeutico o simbolico. L’uso dipende da morfologia, accessibilità, luce, umidità, presenza d’acqua e rapporto con il territorio esterno.

In alcuni casi l’ingresso viene usato per la vita quotidiana, mentre le zone profonde assumono valore rituale o funerario. In altri casi gli animali occupano la grotta in certe fasi e gli umani in altre, creando stratigrafie miste che documentano alternanze, conflitti o coesistenze indirette.

Arte rupestre

L’arte rupestre in grotta non è solo immagine: è azione nello spazio. Pitture, incisioni, impronte, mani negative, modellati in argilla e segni astratti sono legati a supporto roccioso, acustica, luce mobile, percorsi interni e accesso selettivo. Per questo l’arte va studiata insieme alla topografia della grotta e non come elemento isolato.

La presenza di calcite sopra i pigmenti può contribuire sia alla datazione sia alla conservazione. Le ricerche recenti mostrano inoltre che alcune superfici decorate o adiacenti possono trattenere DNA umano antico, suggerendo che il contatto fisico con le pareti abbia lasciato tracce biologiche durevoli. Pur senza attribuire un dipinto a un individuo preciso, questo dato amplia enormemente le possibilità interpretative.

Culti Maya e mondo sotterraneo

Per i Maya, molte grotte erano luoghi di accesso a Xibalba, il mondo sotterraneo. Nelle regioni carsiche del Belize e dello Yucatán le cavità furono usate come spazi rituali, con offerte, vasi votivi, resti umani e pratiche legate all’acqua, alla fertilità, al potere e alla comunicazione con entità soprannaturali.

L’ambiente sotterraneo aveva una forza simbolica particolare: oscurità, profondità, umidità, eco e presenza di acque interne rendevano la grotta un luogo di soglia tra mondi. In siti maya specifici, il rinvenimento di offerte e di resti in contesti difficili da raggiungere suggerisce rituali intenzionali, non semplici usi utilitari. In alcuni casi, come nelle cavità associate ai cicli agricoli e alla richiesta di pioggia, la funzione sacrale è strettamente connessa all’ecologia del carsismo.

Perché le grotte sono archivi del tempo

Le grotte sono archivi del tempo perché combinano conservazione fisica, stratificazione e memoria culturale. Un deposito di grotta può contenere nello stesso punto la storia del clima, della fauna, delle tecniche, dell’alimentazione, del simbolismo e delle trasformazioni del paesaggio umano. Sono quindi archivi naturali, archeologici e biologici insieme.

Concetti chiave da ricordare

  • Tempo geologico: formazione della cavità, deposizione dei sedimenti, crescita delle concrezioni, cambiamenti climatici.
  • Tempo dell’uomo: occupazioni, fuochi, strumenti, dieta, rituali, arte, sepolture.
  • Sedimenti: non sono solo “terra”, ma un archivio stratificato di processi naturali e culturali.
  • Ossa animali: permettono ricostruzione paleoecologica, tafonomica e comportamentale.
  • SedaDNA: individua presenze umane e animali anche senza ossa riconoscibili.
  • Arte rupestre: va letta come pratica spaziale, simbolica e materiale.
  • Grotte maya: esempi fortissimi di uso rituale del mondo sotterraneo.
  • Tutela: scavare o disturbare i sedimenti senza metodo distrugge informazioni irripetibili.

Domande di ripasso

  1. Che differenza c’è tra un accumulo alimentare, un deposito naturale e un contesto rituale?
  2. Quali indicatori aiutano a interpretare un focolare preistorico?
  3. Perché l’arte rupestre va studiata insieme allo spazio interno della cavità?
  4. In che senso le grotte maya erano luoghi di soglia con il mondo sotterraneo?
  5. Perché la tutela dei sedimenti è essenziale quanto la conservazione dei reperti visibili?

Flashcard rapide

  • D: Che cos’è il sedaDNA?
    R: DNA antico recuperato dai sedimenti, utile per identificare specie e frequentazioni anche senza resti ossei visibili.
  • D: Cosa indica una frattura intenzionale su un osso lungo?
    R: Spesso l’estrazione del midollo da parte umana.
  • D: Perché le concrezioni sono importanti?
    R: Registrano variazioni climatiche e possono sigillare e conservare superfici o depositi.
  • D: Un focolare cosa documenta oltre al fuoco?
    R: Organizzazione dello spazio, attività umane, durata dell’occupazione e talvolta cronologia.
  • D: Qual è il valore archeologico delle grotte maya?
    R: Mostrano l’uso del sottosuolo come spazio rituale, cosmologico e politico-religioso.

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  • Viterbo sotterranea, cavità e sinkhole nella banca dati nazionale ISPRA
    Condividi Il censimento del sottosuolo di Viterbo e dei borghi della Tuscia entra negli archivi nazionali con la collaborazione scientifica dell’Università della Tuscia e nel quadro del progetto GeoSciences IR. Banca dati nazionale delle cavità sotterranee a Viterbo Il sottosuolo di Viterbo entra nella banca dati nazionale delle cavità sotterranee e dei sinkhole realizzata da ISPRA per raccogliere informazioni utili alla conoscenza del territorio urbano e alla prevenzione del rischio geolo
     

Viterbo sotterranea, cavità e sinkhole nella banca dati nazionale ISPRA

Júl 8th 2026 at 10:00

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Il censimento del sottosuolo di Viterbo e dei borghi della Tuscia entra negli archivi nazionali con la collaborazione scientifica dell’Università della Tuscia e nel quadro del progetto GeoSciences IR.

Banca dati nazionale delle cavità sotterranee a Viterbo

Il sottosuolo di Viterbo entra nella banca dati nazionale delle cavità sotterranee e dei sinkhole realizzata da ISPRA per raccogliere informazioni utili alla conoscenza del territorio urbano e alla prevenzione del rischio geologico.


L’iniziativa riguarda il territorio comunale della città e si affianca a una seconda banca dati dedicata ai borghi storici del Lazio, con l’obiettivo di costruire inventari omogenei e georeferenziati.


ISPRA spiega che questo sistema censisce cavità sotterranee e sprofondamenti nei centri urbani italiani, così da fornire uno strumento tecnico per pianificazione, tutela e gestione del sottosuolo.

Viterbo sotterranea tra tufo e rischio sinkhole

Per Viterbo il quadro geologico è un elemento centrale, perché il sottosuolo è formato in larga parte da depositi di origine vulcanica, piroclastiti e livelli di tufo che nei secoli sono stati utilizzati nelle costruzioni e nelle attività estrattive.


Questa storia ha lasciato sotto la città una rete estesa di ambienti scavati dall’uomo, con una presenza significativa sotto il centro storico.


La compresenza tra cavità artificiali e particolari condizioni geologiche può favorire fenomeni di sprofondamento, indicati anche come sinkhole, che rendono necessario un quadro conoscitivo più preciso del sottosuolo urbano.

Inventari ISPRA e dati georeferenziati del sottosuolo

L’inventario predisposto per Viterbo raccoglie e georeferenzia, quando disponibili, dati su posizione, tipologia, caratteristiche morfologiche e costruttive, stato di conservazione, notizie storiche e uso attuale delle cavità.


Per gli eventi di sprofondamento vengono invece registrati localizzazione, caratteristiche geomorfologiche, possibili cause ed effetti sul tessuto urbano.


Le informazioni derivano da rilievi sul campo, archivi storici, cartografie geologiche, tecniche e catastali, studi scientifici, documenti degli enti locali e altre fonti istituzionali.

Università della Tuscia e progetto GeoSciences IR

Il lavoro è stato sviluppato con la collaborazione scientifica dell’Università degli Studi della Tuscia, che ha contribuito alla raccolta, alla verifica e all’analisi delle informazioni.


Nella scheda del progetto GeoSciences IR pubblicata dall’ateneo, l’unità di ricerca spiega di aver avviato con ISPRA uno studio sulle cavità presenti in alcuni centri urbani del Lazio, tra cui Viterbo, Bolsena, Rieti e Ardea, integrando dati geologici, geomorfologici, storici e tecnico-amministrativi in ambiente GIS.[2]
Lo stesso progetto indica come obiettivi la costruzione di una prima mappa della suscettibilità da sinkhole, la diffusione delle conoscenze e la creazione di un database condiviso, mentre ISPRA colloca GeoSciences IR nel programma finanziato con risorse PNRR e NextGenerationEU.

Borghi della Tuscia, patrimonio ipogeo e pianificazione urbana

La seconda banca dati riguarda i borghi storici del Lazio e comprende Bolsena, Grotte di Castro, Montefiascone, Ardea e Cittaducale, con un’attenzione specifica ai centri della Tuscia sorti sui depositi vulcanici del complesso Vulsino.


In questi contesti sono state censite numerose cavità nel tufo, utilizzate nel tempo per l’estrazione di materiali da costruzione, la raccolta dell’acqua, la conservazione delle derrate e altre attività civili e produttive.[6][1]
Secondo ISPRA, questi inventari possono essere utilizzati da amministrazioni, protezione civile, professionisti ed enti di tutela del territorio come base conoscitiva per pianificazione urbanistica, conservazione del patrimonio ipogeo, valutazione della pericolosità geologica e programmazione degli interventi di controllo e messa in sicurezza.

Fonti
[1] Cavità, cunicoli e sprofondamenti: il sottosuolo di Viterbo e … https://www.tusciaweb.eu/2026/07/sottosuolo-viterbo-dei-borghi-della-tuscia-entra-nella-banca-dati-nazionale/
[2] GEOSCIENCES-IR https://www.unitus.it/ricerca/progetti-di-ricerca/geosciences-ir/
[3] GeoSciences IR — Italiano – Ispra https://www.isprambiente.gov.it/it/progetti/cartella-progetti-in-corso/suolo-e-territorio-1/geosciences-ir
[4] Banca dati nazionale delle cavità sotterranee e dei sinkhole … https://www.isprambiente.gov.it/it/attivita/suolo-e-territorio/sinkholes-e-cavita-sotterranee/banca-dati-nazionale-delle-cavita-sotterranee-e-dei-sinkhole-nei-centri-urbani-italiani
[5] Banca dati nazionale delle cavità sotterranee e dei sinkhole … https://www.isprambiente.gov.it/it/news/banca-dati-nazionale-delle-cavita-sotterranee-e-dei-sinkhole-nei-centri-urbani-italiani
[6] Banca dati delle cavità sotterranee e dei sinkhole dei borghi … https://www.isprambiente.gov.it/it/attivita/suolo-e-territorio/sinkholes-e-cavita-sotterranee/banca-dati-nazionale-delle-cavita-sotterranee-e-dei-sinkhole-nei-centri-urbani-italiani/banca-dati-delle-cavita-sotterranee-e-dei-sinkhole-dei-borghi-del-lazio
[7] Progetto Cavità sotterranee e sprofondamenti a Viterbo – ISPRA https://www.isprambiente.gov.it/it/attivita/suolo-e-territorio/sinkholes-e-cavita-sotterranee/cavita-sotterranee/progetto-cavita-sotterranee-e-sprofondamenti-a-viterbo
[9] Sicurezza e mappatura delle cavità sotterranee nel Parco … https://www.scintilena.com/sicurezza-e-mappatura-delle-cavita-sotterranee-nel-parco-regionale-dellappia-antica/07/04/
[10] Convegno: Cavità di origine antropica, modalità d’indagine, aspetti … https://www.scintilena.com/convegno-cavita-di-origine-antropica-modalita-dindagine-aspetti-di-catalogazione-analisi-della-pericolosita-monitoraggio-e-valorizzazione/11/28/
[11] On-line il Geodatabase Nazionale delle Cavità Artificiali, ma la sua … https://www.scintilena.com/on-line-il-geodatabase-nazionale-delle-cavita-artificiali-ma-la-sua-incompletezza-limita-la-sua-utilita/07/21/
[12] Importanti novità nella speleologia del Lazio: il Catasto Cavità … https://www.scintilena.com/importanti-novita-nella-speleologia-del-lazio-il-catasto-cavita-artificiali/06/22/
[13] Roma sotto Roma, la nuova carta delle cavità sotterranee arriva il 10 … https://www.scintilena.com/roma-sotto-roma-la-nuova-carta-delle-cavita-sotterranee-arriva-il-10-giugno/05/19/
[14] Roma sotto Roma – Scintilena https://www.scintilena.com/roma-sotto-roma/06/16/
[15] Acque sotterranee e sismicità: un progetto di monitoraggio per la prevenzione dei rischi – Scintilena https://www.scintilena.com/acque-sotterranee-e-sismicita-un-progetto-di-monitoraggio-per-la-prevenzione-dei-rischi/01/20/
[16] Alberta Felici ci ha lasciati – Scintilena https://www.scintilena.com/alberta-felici-ci-ha-lasciati/09/07/
[17] Workshop Nazionale sui Chirotteri nel Parco dei Monti Lucretili: al … https://www.scintilena.com/workshop-nazionale-sui-chirotteri-nel-parco-dei-monti-lucretili-al-via-la-formazione-sulle-linee-guida-ispra/04/15/
[19] Sinkhole in Italia – Scintilena https://www.scintilena.com/sinkhole-in-italia-il-progetto-ispra-aggiorna-la-mappa-degli-sprofondamenti-naturali-e-antropici/05/21/
[20] A spasso nel sottosuolo. Ricerca, Fruizione, valorizzazione … https://www.scintilena.com/a-spasso-nel-sottosuolo-ricerca-fruizione-valorizzazione-giornata-dedicata-alla-speleologia-urbana-ad-orte-ri/08/24/
[21] Mappe sotterranee al servizio della sicurezza: quando la cartografia … https://www.scintilena.com/mappe-sotterranee-al-servizio-della-sicurezza-quando-la-cartografia-delle-grotte-diventa-strumento-di-prevenzione/10/06/
[22] Norchia, Castel d’Asso e Grotta Porcina verso il parco archeologico a rete più esteso d’Europa – Scintilena https://www.scintilena.com/norchia-castel-dasso-e-grotta-porcina-verso-il-parco-archeologico-a-rete-piu-esteso-deuropa/06/21/
[23] La Commissione Ambiente della Federazione Speleologica … https://www.scintilena.com/024-la-commissione-ambiente-della-federazione-speleologica-toscana-tra-tutela-delle-cavita-carsiche-e-monitoraggio-ambientale/07/31/
[24] nisio,vessella-viterbo_Layout 1 https://www.isprambiente.gov.it/it/pubblicazioni/periodici-tecnici/memorie-descrittive-della-carta-geologica-ditalia/5-3nisio-vessella-viterbo_layout-1.pdf
[25] Banche dati — Italiano – Ispra https://www.isprambiente.gov.it/it/attivita/biblioteca/servizi/servizi-per-lutenza-interna/banche-dati-1
[26] Geodatabase Nazionale Cavità Artificiali – sinacloud – Ispra https://sinacloud.isprambiente.it/portal/apps/webappviewer/index.html?id=68e8bb3732954e319c05db7b1804d102
[27] Banche Dati – PORTALE DEL SERVIZIO GEOLOGICO D’ITALIA https://portalesgi.isprambiente.it/?page_id=7066
[28] Dati geognostici e geofisici — Italiano – Ispra https://www.isprambiente.gov.it/it/banche-dati/banche-dati-folder/suolo-e-territorio/dati-geognostici-e-geofisici
[29] Portale del Servizio Geologico d’Italia — Italiano https://www.isprambiente.gov.it/it/servizi/portale-del-servizio-geologico-ditalia
[30] [PDF] PROGETTO CARG – Ispra https://www.isprambiente.gov.it/Media/carg/note_illustrative/345_Viterbo.pdf
[31] verbale SA https://www.unitus.it/wp-content/uploads/2023/10/7-19-07.pdf

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Speleologia alle Nazioni Unite: le reti internazionali delle grotte protagoniste al Forum ONU sullo sviluppo sostenibile

Júl 8th 2026 at 09:00

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La speleologia torna alle Nazioni Unite durante l’High-level Political Forum di New York. Il 9 luglio un evento parallelo metterà al centro la cooperazione internazionale e il percorso che ha portato alla risoluzione dedicata agli ecosistemi carsici approvata dall’Assemblea delle Nazioni Unite per l’Ambiente.

La speleologia torna alle Nazioni Unite con un evento dedicato alle reti internazionali

La comunità della speleologia sarà nuovamente presente alle Nazioni Unite in occasione dell’High-level Political Forum on Sustainable Development (HLPF), in programma a New York.

Il 9 luglio il gruppo delle organizzazioni non governative impegnate sui temi del carsismo organizzerà un evento parallelo dedicato al ruolo delle reti internazionali nella tutela degli ecosistemi e nella cooperazione tra istituzioni, ricercatori e società civile.

L’High-level Political Forum rappresenta il principale appuntamento delle Nazioni Unite dedicato al monitoraggio dell’Agenda 2030 e degli Obiettivi di sviluppo sostenibile.

L’edizione 2026 è incentrata sulle azioni coordinate per accelerare il raggiungimento degli SDG, con particolare attenzione alla gestione sostenibile delle risorse naturali e al rafforzamento delle partnership internazionali. (hlpf.un.org?)

La risoluzione sugli ecosistemi carsici approvata all’UNEA

Durante l’incontro interverranno rappresentanti delle Nazioni Unite e delegati di diversi Stati membri. Per il mondo della speleologia è previsto l’intervento di Hilary Reinhart, dell’Indonesia, che illustrerà il lavoro svolto dalla rete internazionale delle organizzazioni speleologiche nel percorso che ha portato all’approvazione della risoluzione dedicata agli ecosistemi carsici durante la più recente Assemblea delle Nazioni Unite per l’Ambiente (UNEA).

La risoluzione rappresenta un passaggio importante per il riconoscimento del valore degli ambienti carsici a livello internazionale. Il documento richiama l’attenzione sulla necessità di proteggere sistemi naturali che svolgono un ruolo essenziale nella conservazione della biodiversità, nella tutela delle acque sotterranee e nella mitigazione degli effetti dei cambiamenti climatici.

Cooperazione internazionale e reti della speleologia

L’evento sarà dedicato al tema delle reti di collaborazione, considerate uno degli strumenti più efficaci per affrontare problematiche ambientali che superano i confini nazionali. La speleologia, attraverso le proprie organizzazioni internazionali e nazionali, contribuisce da molti anni alla raccolta di dati scientifici, alla documentazione del patrimonio ipogeo e alla diffusione di pratiche di conservazione degli ecosistemi carsici.

La presenza della comunità speleologica all’interno del Forum delle Nazioni Unite conferma come le conoscenze sviluppate nelle attività di ricerca e di esplorazione possano offrire un contributo anche ai processi decisionali internazionali, mettendo in relazione scienza, gestione del territorio e sviluppo sostenibile.

Come seguire l’evento online

L’iniziativa sarà trasmessa anche online e sarà possibile partecipare previa registrazione. La modalità di collegamento consentirà a speleologi, ricercatori e operatori ambientali di seguire gli interventi da ogni parte del mondo.

L’High-level Political Forum si svolge dal 6 al 15 luglio presso la sede delle Nazioni Unite a New York e riunisce governi, organizzazioni internazionali, enti scientifici e rappresentanti della società civile per valutare i progressi dell’Agenda 2030 e rafforzare le collaborazioni tra i diversi soggetti impegnati nello sviluppo sostenibile. (hlpf.un.org?)

Un riconoscimento crescente per la speleologia nelle politiche ambientali

Negli ultimi anni la speleologia ha assunto un ruolo sempre più visibile nei tavoli internazionali dedicati alla conservazione della natura. L’attenzione verso gli ecosistemi carsici nasce dalla loro importanza per l’approvvigionamento idrico, per la biodiversità e per gli equilibri climatici.

In questo contesto, il confronto previsto il 9 luglio rappresenta un’occasione per condividere esperienze maturate in diversi Paesi e consolidare le collaborazioni che hanno già prodotto risultati concreti nel riconoscimento internazionale del valore delle grotte e dei paesaggi carsici.

Fonti

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  • Ghiacciaio dell’Adamello: la SAT richiama al rigore scientifico contro fake news e disinformazione
    Condividi La Commissione Glaciologica della SAT utilizza i dati del programma Copernicus per spiegare l’evoluzione del Ghiacciaio dell’Adamello e chiarire la differenza tra fusione della neve stagionale e arretramento del ghiacciaio. Ghiacciaio dell’Adamello e comunicazione scientifica: il ruolo dei dati verificabili La diffusione delle notizie attraverso i social network ha reso più rapida la circolazione delle informazioni, ma ha anche aumentato il rischio di interpretazioni errate e
     

Ghiacciaio dell’Adamello: la SAT richiama al rigore scientifico contro fake news e disinformazione

Júl 8th 2026 at 08:00

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La Commissione Glaciologica della SAT utilizza i dati del programma Copernicus per spiegare l’evoluzione del Ghiacciaio dell’Adamello e chiarire la differenza tra fusione della neve stagionale e arretramento del ghiacciaio.

Ghiacciaio dell’Adamello e comunicazione scientifica: il ruolo dei dati verificabili

La diffusione delle notizie attraverso i social network ha reso più rapida la circolazione delle informazioni, ma ha anche aumentato il rischio di interpretazioni errate e di contenuti privi di fondamento. In questo contesto la Commissione Glaciologica della SAT (Società Alpinisti Tridentini) ha scelto di intervenire pubblicamente per ribadire l’importanza di una comunicazione fondata su dati scientifici verificabili.

L’iniziativa nasce dopo alcune notizie circolate nelle ultime settimane sui ghiacciai alpini, accompagnate da immagini e affermazioni che hanno generato dubbi e discussioni tra il pubblico. La Commissione evidenzia come il cambiamento climatico rappresenti una realtà documentata da decenni di osservazioni, ma sottolinea anche che la corretta divulgazione richiede precisione terminologica e interpretazione rigorosa dei dati.

Copernicus documenta l’evoluzione del Ghiacciaio dell’Adamello

Per chiarire la situazione del Ghiacciaio dell’Adamello, e in particolare del settore del Mandrone, la Commissione Glaciologica della SAT ha pubblicato un confronto tra immagini satellitari acquisite dal satellite Sentinel-2 nell’ambito del programma europeo Copernicus.

Le immagini, raccolte l’8 giugno e il 28 giugno 2026, mostrano come la copertura nevosa superficiale sia rapidamente diminuita durante la forte ondata di calore che ha interessato le Alpi nella seconda metà di giugno.

Secondo l’analisi degli esperti, il limite inferiore della neve è risalito lungo il ghiacciaio per circa 2.100 metri, corrispondenti a un dislivello di circa 250 metri. La SAT precisa che questo fenomeno riguarda esclusivamente la fusione della neve accumulata durante l’inverno e non il ritiro della massa glaciale vera e propria. Si tratta di una distinzione fondamentale per interpretare correttamente le immagini satellitari e comprendere la dinamica stagionale dei ghiacciai. (Montagna.TV?)

La differenza tra neve stagionale e arretramento del ghiacciaio

La precisazione della SAT arriva dopo la diffusione della notizia secondo cui il ghiacciaio della Marmolada avrebbe perso 200 metri in appena due settimane.

Secondo il geografo e glaciologo Mauro Varotto, operatore del Comitato Glaciologico Italiano, quel dato non descriveva l’arretramento della fronte glaciale, ma la rapida scomparsa della copertura nevosa stagionale. L’arretramento effettivo di un ghiacciaio viene infatti misurato al termine della stagione di ablazione, generalmente alla fine dell’estate, attraverso rilievi specifici e confronti con le misure degli anni precedenti. (il Dolomiti?)

Gli esperti ricordano che la perdita della neve invernale rappresenta comunque un segnale importante. Un ghiacciaio che resta scoperto già all’inizio dell’estate è maggiormente esposto alla fusione del ghiaccio sottostante durante i mesi più caldi.

Le immagini satellitari come strumento di monitoraggio ambientale

Per rispondere anche a chi ha espresso dubbi sull’autenticità delle immagini diffuse online, la Commissione Glaciologica della SAT ha pubblicato un timelapse della copertura nevosa del Mandrone utilizzando la serie storica delle immagini Copernicus dal 2017 al 2026.

Le immagini sono state selezionate nello stesso periodo dell’anno, tra il 20 e il 28 giugno, scegliendo il primo passaggio utile privo di copertura nuvolosa, così da garantire confronti omogenei.

Il confronto evidenzia come il 2022 resti l’anno con la minore copertura nevosa a fine giugno, mentre il 2026 si colloca immediatamente dopo, influenzato da un inverno poco nevoso e dalle elevate temperature registrate nel mese di giugno. Gli stessi glaciologi precisano che la variabilità climatica continua a esistere e che ogni stagione presenta caratteristiche differenti. Osservando la serie degli ultimi anni emerge comunque una tendenza che non può essere considerata ordinaria dal punto di vista statistico. (Montagna.TV?)

Una comunicazione rigorosa per comprendere i cambiamenti climatici

L’intervento della Commissione Glaciologica della SAT richiama l’attenzione sul valore della verifica delle fonti e sull’importanza della divulgazione scientifica in un periodo in cui fotografie autentiche possono essere scambiate per immagini generate artificialmente e dati reali rischiano di essere travisati.

La disponibilità pubblica dei dati satellitari del programma Copernicus consente a ricercatori, operatori e cittadini di verificare direttamente molte delle informazioni utilizzate per il monitoraggio ambientale. Per gli esperti questo rappresenta uno degli strumenti più efficaci per contrastare la disinformazione e mantenere il dibattito sul cambiamento climatico ancorato a osservazioni misurabili e riproducibili.

Fonti

  1. Montagna.TV – “Ghiacciai e social, tra fake news e sfiducia: la SAT scende in campo” (Tatiana Marras, 6 luglio 2026)
    https://www.montagna.tv/276496/ghiacciai-e-social-tra-fake-news-e-sfiducia-la-sat-scende-in-campo/
  2. Commissione Glaciologica della SAT (Società Alpinisti Tridentini) – Pagina Facebook ufficiale con i post sul Ghiacciaio dell’Adamello e il confronto delle immagini Sentinel-2.
    https://www.facebook.com/CommissioneGlaciologicaSAT
  3. Programma europeo Copernicus – Browser delle immagini Sentinel-2
    https://browser.dataspace.copernicus.eu/
  4. Copernicus Data Space Ecosystem – Portale ufficiale per il download gratuito delle immagini satellitari Sentinel.
    https://dataspace.copernicus.eu/
  5. L’Altra Montagna – Approfondimento sulla falsa interpretazione dell’arretramento del ghiacciaio della Marmolada con il contributo di Mauro Varotto.
    https://www.ildolomiti.it/altra-montagna/ambiente/2026/il-ghiacciaio-della-marmolada-puo-davvero-essere-arretrato-di-200-metri-in-sole-2-settimane-una-fake-news-che-aiuta-a-riflettere-sui-rischi-del-sensazionalismo

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  • Pipistrello trovato a terra? Ecco cosa fare per aiutarlo senza metterlo in pericolo
    Condividi Il recupero di un pipistrello richiede pochi gesti corretti e il supporto di personale qualificato. Le nuove linee guida ISPRA spiegano perché ogni intervento deve seguire procedure precise per garantire il benessere dell’animale e la sua successiva reintroduzione in natura. Recupero di un pipistrello: i primi gesti da compiere Durante il periodo estivo aumenta il numero di segnalazioni di pipistrelli trovati a terra, sui balconi, nei giardini o all’interno delle abitazioni.
     

Pipistrello trovato a terra? Ecco cosa fare per aiutarlo senza metterlo in pericolo

Júl 8th 2026 at 07:00

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Il recupero di un pipistrello richiede pochi gesti corretti e il supporto di personale qualificato. Le nuove linee guida ISPRA spiegano perché ogni intervento deve seguire procedure precise per garantire il benessere dell’animale e la sua successiva reintroduzione in natura.

Recupero di un pipistrello: i primi gesti da compiere

Durante il periodo estivo aumenta il numero di segnalazioni di pipistrelli trovati a terra, sui balconi, nei giardini o all’interno delle abitazioni. In molti casi si tratta di giovani appena involati, animali debilitati oppure individui che hanno subito un trauma.

Gli esperti ricordano che un intervento corretto nelle prime fasi può fare la differenza. Se si trova un pipistrello in difficoltà è consigliabile raccoglierlo delicatamente utilizzando un panno o un tessuto, evitando il contatto diretto con le mani. L’animale va quindi sistemato in una scatola di cartone ben chiusa, nella quale siano stati praticati alcuni piccoli fori per consentire il ricambio dell’aria.

Successivamente è utile fotografare il dorso dell’animale e inviare le immagini, insieme alla località del ritrovamento indicando città e provincia, al numero 339 360 5949, gestito da specialisti che potranno fornire le indicazioni più adatte in base alla situazione.

Gli operatori raccomandano di non somministrare cibo o acqua e di non tentare cure improvvisate. Dopo la segnalazione sarà il personale competente a valutare le condizioni del pipistrello e a indicare le operazioni successive.

Le linee guida ISPRA spiegano perché il recupero è complesso

Dietro il recupero di un pipistrello esiste un percorso tecnico molto articolato. Per questo motivo l’ISPRA ha pubblicato le Linee guida per il recupero e la riabilitazione dei chirotteri, documento destinato ai Centri di Recupero della Fauna Selvatica, ai veterinari e agli operatori che si occupano della conservazione di queste specie. (ISPRA?)

Il manuale affronta tutte le fasi della gestione di un animale recuperato: criteri per il ricovero, modalità di stabulazione, protocolli veterinari, gestione delle principali patologie, valutazione della capacità di volo e criteri per il rilascio in natura. Comprende anche indicazioni dedicate alle specie esotiche e alle misure di biosicurezza per gli operatori. (ISPRA?)

Perché non bisogna improvvisare il soccorso di un pipistrello

I pipistrelli sono mammiferi selvatici protetti dalla normativa italiana ed europea. Un intervento non corretto può aumentare lo stress dell’animale, comprometterne il recupero oppure ridurre le possibilità di un ritorno alla vita libera.

Le linee guida sottolineano anche l’importanza di limitare la manipolazione allo stretto necessario e di affidare quanto prima l’animale a personale qualificato. La valutazione delle condizioni cliniche richiede infatti competenze specifiche, così come la successiva riabilitazione e il rilascio nel luogo più idoneo. (ISPRA?)

Un aiuto concreto per la conservazione dei chirotteri

Ogni segnalazione correttamente gestita contribuisce alla tutela dei pipistrelli, un gruppo di mammiferi fondamentale per gli ecosistemi grazie al controllo naturale degli insetti e al loro ruolo negli equilibri ambientali.

Le nuove linee guida ISPRA rappresentano oggi il riferimento nazionale per uniformare le procedure di recupero e migliorare le possibilità di sopravvivenza degli animali trovati in difficoltà. Anche i cittadini possono contribuire alla loro conservazione seguendo poche semplici regole e affidandosi ai canali di assistenza specializzati, evitando interventi autonomi che potrebbero compromettere il buon esito del recupero.

Fonti

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  • Tutela delle grotte e del carsismo: online il nuovo portale internazionale della Commissione UIS
    Condividi La tutela delle grotte e del carsismo entra in una nuova fase con il lancio di CaveProtection.org, il portale della Commissione UIS dedicato alla protezione degli ambienti carsici, alle risorse scientifiche, alle iniziative internazionali e alla Giornata internazionale delle Grotte e del Carsismo del 13 settembre. Tutela delle grotte e del carsismo: nasce un punto di riferimento internazionale La protezione delle grotte e del carsismo dispone di un nuovo strumento dedicato al
     

Tutela delle grotte e del carsismo: online il nuovo portale internazionale della Commissione UIS

Júl 8th 2026 at 06:00

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La tutela delle grotte e del carsismo entra in una nuova fase con il lancio di CaveProtection.org, il portale della Commissione UIS dedicato alla protezione degli ambienti carsici, alle risorse scientifiche, alle iniziative internazionali e alla Giornata internazionale delle Grotte e del Carsismo del 13 settembre.

Tutela delle grotte e del carsismo: nasce un punto di riferimento internazionale

La protezione delle grotte e del carsismo dispone di un nuovo strumento dedicato alla condivisione di informazioni, documentazione e iniziative a livello mondiale. La Commissione per la Protezione del Carsismo e delle Grotte (Karst and Cave Protection Commission – KCPC) dell’Union Internationale de Spéléologie ha presentato il nuovo portale CaveProtection.org, realizzato per raccogliere materiali e promuovere una rete internazionale impegnata nella conservazione degli ambienti sotterranei.

Il sito nasce con l’obiettivo di favorire la diffusione di una cultura della tutela delle grotte e del carsismo, mettendo a disposizione di speleologi, ricercatori, enti di gestione e associazioni strumenti utili per approfondire i temi della conservazione, della gestione sostenibile e della sensibilizzazione del pubblico. (UIS Speleo?)

Le aree carsiche rappresentano uno dei sistemi naturali più delicati del pianeta. Oltre a custodire habitat di elevato valore biologico, costituiscono importanti serbatoi di acqua potabile e conservano testimonianze geologiche, archeologiche e climatiche di grande interesse scientifico. La loro protezione è oggi considerata una priorità dalla comunità speleologica internazionale. (Giorno delle Caverne e dei Carso?)

Il nuovo portale raccoglie documentazione e iniziative sulla protezione delle grotte

Tra le sezioni disponibili sul nuovo portale trovano spazio una raccolta di pubblicazioni scientifiche e documenti tecnici dedicati alla tutela delle grotte e del carsismo, aggiornamenti sulle aree carsiche minacciate e informazioni sulle campagne internazionali di conservazione.

Tra i casi evidenziati compare anche l’appello per la salvaguardia del Nullarbor, una delle più vaste regioni carsiche dell’Australia, interessata da progetti che hanno suscitato attenzione nella comunità speleologica internazionale.

Il sito ospita inoltre le informazioni sul Premio France Habe 2026, istituito dalla Commissione UIS per valorizzare progetti dedicati alla protezione delle grotte e del carsismo. Il riconoscimento, intitolato alla speleologa slovena France Habe, promuove iniziative di ricerca, divulgazione e conservazione degli ambienti sotterranei. (UIS Speleo?)

Concorso fotografico e attività internazionali della UIS

Il nuovo spazio informativo riunisce anche le iniziative promosse dalle diverse commissioni della UIS.

Fra queste figura il secondo concorso internazionale di fotografia speleologica organizzato dalla Commissione Arts and Letters, dedicato nel 2026 al tema della biodiversità sotterranea e dell’impatto umano sugli ecosistemi ipogei. Il concorso rimarrà aperto fino al 15 luglio e comprende categorie dedicate alla biologia, alla conservazione, all’esplorazione e alla fotografia artistica. (UIS Speleo?)

Il portale documenta inoltre le attività che la UIS porta avanti nell’ambito delle Nazioni Unite e segnala l’incontro online del 9 luglio dedicato alle reti internazionali per la sostenibilità, inserito nel programma di sensibilizzazione sulla protezione del patrimonio carsico.

Verso la Giornata internazionale delle Grotte e del Carsismo

Uno degli appuntamenti più significativi del 2026 sarà la prima celebrazione della Giornata internazionale delle Grotte e del Carsismo, istituita dall’UNESCO e fissata al 13 settembre.

Per l’occasione la Commissione KCPC renderà disponibile un volantino dedicato alla protezione e alla pulizia delle grotte, predisposto per essere tradotto e adattato nei diversi Paesi. L’iniziativa punta a coinvolgere gruppi speleologici, enti di gestione, scuole e associazioni in attività di educazione ambientale e sensibilizzazione.

La celebrazione ufficiale internazionale si svolgerà a Postojna, ma la UIS invita le organizzazioni speleologiche di tutto il mondo a promuovere eventi locali, escursioni, conferenze, attività didattiche e giornate di pulizia delle grotte. (UIS Speleo?)

Un invito alla comunità speleologica

Anche la Società Speleologica Italiana invita gruppi e soci a diffondere il nuovo portale e le iniziative collegate, contribuendo a rafforzare una cultura della tutela degli ambienti carsici.

La protezione delle grotte non riguarda soltanto la conservazione dei paesaggi sotterranei. Significa anche preservare ecosistemi fragili, risorse idriche essenziali e un patrimonio naturale che continua a fornire informazioni fondamentali per la ricerca scientifica e per la conoscenza della storia della Terra. Un tema che, come evidenziato anche dalla comunità speleologica internazionale, rappresenta una delle principali sfide della speleologia contemporanea. (Giorno delle Caverne e dei Carso?)

Fonti

https://www.caveprotection.org/

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  • La Spluga della Preta raccontata per immagini: una serata tra speleologia e solidarietà
    Condividi Venerdì 17 luglio a Malga Biancari proiezioni di foto e video dedicate al celebre abisso dei Lessini. L’iniziativa sosterrà il Centro Accoglienza Immigrati di Verona Una serata per raccontare uno degli abissi più celebri della speleologia italiana e, allo stesso tempo, sostenere un progetto di solidarietà. È questo lo spirito di “Spluga de la Preta – L’esplorazione infinita”, l’appuntamento in programma venerdì 17 luglio alle ore 20 presso Malga Biancari, a Marano di Valpolicella.
     

La Spluga della Preta raccontata per immagini: una serata tra speleologia e solidarietà

Júl 8th 2026 at 05:00

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Venerdì 17 luglio a Malga Biancari proiezioni di foto e video dedicate al celebre abisso dei Lessini. L’iniziativa sosterrà il Centro Accoglienza Immigrati di Verona

Una serata per raccontare uno degli abissi più celebri della speleologia italiana e, allo stesso tempo, sostenere un progetto di solidarietà. È questo lo spirito di “Spluga de la Preta – L’esplorazione infinita”, l’appuntamento in programma venerdì 17 luglio alle ore 20 presso Malga Biancari, a Marano di Valpolicella.

Promossa dall’Associazione Pro Loco Marano di Valpolicella A.P.S. in collaborazione con il Gruppo Grotte CAI Verona, la serata vedrà gli interventi dello speleologo Rolando Costalunga e della dott.ssa Laura Agostini, che accompagneranno il pubblico attraverso fotografie e filmati dedicati alla Spluga della Preta, la storica cavità dei Monti Lessini che continua a rappresentare una delle mete più significative della speleologia italiana.

L’iniziativa non sarà soltanto un’occasione per ripercorrere la storia delle esplorazioni della celebre voragine veronese, ma avrà anche una finalità benefica. Durante la serata sarà infatti promossa una raccolta fondi a favore dell’associazione veronese Centro Accoglienza Immigrati.

La solidarietà è il filo conduttore dell’iniziativa, ma la speleologia resta protagonista attraverso il racconto della Spluga della Preta: l’incontro unirà divulgazione, memoria esplorativa e attenzione verso il prossimo.

Per chi lo desidera, la Pro Loco organizza anche una cena, su prenotazione, prima dell’inizio delle proiezioni.

Informazioni

Evento: Spluga de la Preta – L’esplorazione infinita

Quando: Venerdì 17 luglio, ore 20.00

Dove: Malga Biancari, via Girotto, Marano di Valpolicella (VR)

Relatori: Rolando Costalunga – Laura Agostini

Cena: Cena organizzata dalla Pro Loco su prenotazione, prima delle proiezioni.

Finalità: serata di raccolta fondi per l’Associazione Centro Accoglienza Immigrati di Verona.

Informazioni e prenotazioni: Noemi – 346 0125143 (chiamare in orario serale).

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