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    Condividi Studio sui micro-ventagli di calcite nella Grotta Turbine tra condensazione, ghiaccio ed evaporazione Nella Grotta Turbine, sul Monte Canin, è stato osservato un concrezionamento carbonatico di piccole dimensioni e attivo. Le forme si trovano sulla roccia nuda, nel settore alto di una galleria. La cavità si apre a 2.225 metri di quota sul Monte Ursic, nel massiccio del Canin.[1] Il rinvenimento è stato segnalato durante le esplorazioni condotte nell’area dal Circolo Speleolog
     

Grotta Turbine, scoperto un nuovo tipo di concrezionamento carbonatico sul Monte Canin

Júl 13th 2026 at 14:00

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Studio sui micro-ventagli di calcite nella Grotta Turbine tra condensazione, ghiaccio ed evaporazione

Nella Grotta Turbine, sul Monte Canin, è stato osservato un concrezionamento carbonatico di piccole dimensioni e attivo.

Le forme si trovano sulla roccia nuda, nel settore alto di una galleria. La cavità si apre a 2.225 metri di quota sul Monte Ursic, nel massiccio del Canin.[1]

Il rinvenimento è stato segnalato durante le esplorazioni condotte nell’area dal Circolo Speleologico e Idrologico Friulano.

Il Catasto Speleologico Regionale del Friuli Venezia Giulia riferisce il complesso con il nome “Frozen Turbine” e identifica queste forme come “micro-ventagli” criogenici. La documentazione indicata dal Catasto porta le firme di Paolo Forti e Giuseppe Muscio.[1]

Concrezionamento carbonatico Grotta Turbine: forme piccole e attive

Le strutture osservate sono costituite da calcite. Per la forma ricordano i ventagli di grotta descritti in alcuni ambienti tropicali del Borneo. La somiglianza riguarda l’aspetto esterno, non la formazione.

Nel caso della Grotta Turbine, il concrezionamento carbonatico non sembra dipendere dal normale stillicidio ricco di bicarbonato di calcio.

Il quadro proposto punta invece sull’evaporazione di sottili film d’acqua. La crescita avviene in un ambiente freddo, condizione che rende il processo di interesse per lo studio dei depositi ipogei d’alta quota.[2]

Il termine coralloidi indica concrezioni minute, spesso ramificate o mammellonate, che crescono sulle pareti.

I nuovi coralloidi del Canin assumono qui un disegno a micro-ventaglio. La loro geometria può quindi convergere visivamente con quella di altri speleotemi, anche quando acqua, aria e substrato agiscono in modo diverso.

Condensazione ed evaporazione nella Grotta Turbine

L’ipotesi di genesi descrive un apporto d’acqua legato alla condensazione. Dalle parti profonde della cavità risale aria relativamente più calda e umida. Quando incontra pareti più fredde, l’umidità può condensare sulla roccia.[2]

Nel periodo estivo si aggiunge un secondo contributo. È la fusione del ghiaccio posto a contatto con il sottile spessore di roccia sopra la galleria. L’acqua così disponibile non formerebbe colate abbondanti. Resterebbe in pellicole sottili, da cui l’evaporazione concentra i soluti fino alla precipitazione della calcite.[2]

Questo punto distingue il concrezionamento carbonatico Grotta Turbine da molte concrezioni note al pubblico speleologico. Stalattiti e stalagmiti si sviluppano in genere quando l’acqua di percolazione perde anidride carbonica e deposita carbonato di calcio. Qui il meccanismo prospettato è l’evaporazione, pur in una cavità con temperature rigide.[3][2]

Il Canin come laboratorio carsico d’alta quota

Nel massiccio del Canin il concrezionamento risulta in generale poco diffuso, anche a quote inferiori. Per questo la presenza di forme attive nella Grotta Turbine merita verifiche mineralogiche, morfologiche e microclimatiche. Lo studio è stato avviato dal CSIF con Paolo Forti, docente dell’Università di Bologna, per definire origine, ritmo di accrescimento e condizioni ambientali.[1][2]

Il Canin è già un’area rilevante per le ricerche su grotte e criosfera. Un precedente lavoro sul progetto C3 ha documentato nella zona la calcite criogenica grossolana in situ all’interno del ghiaccio ipogeo. Quel deposito deriva da processi connessi al congelamento dell’acqua; il concrezionamento carbonatico Grotta Turbine segnalato ora viene invece attribuito alla condensazione e alla successiva evaporazione.[2]

La distinzione è importante. Calcite criogenica e micro-ventagli possono coesistere nello stesso contesto montano, ma registrano dinamiche fisiche differenti. Misure continuative di temperatura, umidità, circolazione dell’aria e presenza del ghiaccio potranno chiarire la stabilità del fenomeno nelle diverse stagioni.

Ricerca e tutela della Grotta Turbine

La scoperta amplia le informazioni sui processi attivi nelle cavità del Canin. Non costituisce solo un dato descrittivo: le concrezioni possono conservare indicazioni sulle condizioni idrologiche e climatiche locali. La loro piccola scala richiede inoltre prudenza nelle frequentazioni e nella documentazione fotografica.

Per il concrezionamento carbonatico Grotta Turbine, le prossime analisi potranno verificare la composizione dei depositi e il ruolo relativo di condensazione, fusione del ghiaccio ed evaporazione. Il lavoro consentirà di distinguere un caso locale da un processo più diffuso nelle grotte alpine fredde.

La segnalazione e l’approfondimento sono attribuiti al dottor Giuseppe Muscio del Circolo Speleologico e Idrologico Friulano. Le fotografie sono di Adalberto D’Andrea, CSIF.[1][2]

Fonti

Fonti

https://www.facebook.com/share/p/1DKcjeTMro/?mibextid=wwXIfr
[1] Complesso Frozen Turbine – Catasto Speleologico Regionale https://catastogrotte.regione.fvg.it/complessi/complesso/47/complesso-frozen-turbine
[2] ?Un nuovo tipo di concrezionamento carbonatico scoperto … https://www.instagram.com/p/DVxnY7hCeZI/
[3] Depositi Chimici Grotte – Speleologia https://www.speleo.fvg.it/index_htm_files/Quaderni%20SSI%2007%20-%20Depositi%20Chimici%20Grotte.pdf
[5] Scintilena https://www.scintilena.com/page/591/?c=3
[6] Mondo Sotterraneo 2024: disponibile il nuovo numero della storica rivista speleologica – Scintilena https://www.scintilena.com/mondo-sotterraneo-2024-disponibile-il-nuovo-numero-della-storica-rivista-speleologica/01/29/
[7] [PDF] Raccolta Agosto 2018 – Scintilena https://www.scintilena.com/wp-content/uploads_andrea/2020/03/2018_8_Raccolta_Scintilena_Agosto.pdf
[8] Il progetto C3 (Cave’s Cryosphere and Climate) della CGEB Trieste … https://www.scintilena.com/il-progetto-c3-caves-cryosphere-and-climate-della-cgeb-trieste-da-i-primi-risultati-sul-canin/10/17/
[9] Sul Monte Canin speleologi italiani e sloveni tracciano le … https://www.scintilena.com/sul-monte-canin-speleologi-italiani-e-sloveni-tracciano-le-acque-dalle-grotte-alle-sorgenti-con-il-progetto-internazionale-tracerkanin/10/01/
[10] Il re Canin e il suo regno sotterraneo – Scintilena https://www.scintilena.com/il-re-canin-e-il-suo-regno-sotterraneo/06/24/
[11] Il Ghiaccio Nascosto delle Alpi Giulie Svela le Sue Origini nella … https://www.scintilena.com/il-ghiaccio-nascosto-delle-alpi-giulie-svela-le-sue-origini-nella-piccola-eta-glaciale/04/10/
[12] Nuove Esplorazioni sul Monte Canin: Scoperto un Pozzo di … https://www.scintilena.com/nuove-esplorazioni-sul-monte-canin-scoperto-un-pozzo-di-53-metri/09/28/
[13] Esplorazioni Speleologiche in Canin: Il Club Alpinistico Triestino Riapre il Campo Estivo – Scintilena https://www.scintilena.com/esplorazioni-speleologiche-in-canin-il-club-alpinistico-triestino-riapre-il-campo-estivo/07/30/
[14] Il ghiaccio della Grotta del Leupa rivela le sue origini – Scintilena https://www.scintilena.com/il-ghiaccio-della-grotta-del-leupa-rivela-le-sue-origini-i-depositi-ipogei-del-massiccio-del-canin-datati-alla-fine-della-piccola-era-glaciale/03/18/
[15] La speleologia isontina: il Carso goriziano e … molto altro – Scintilena https://www.scintilena.com/la-speleologia-isontina-il-carso-goriziano-e-molto-altro/12/10/
[16] Primavera 2024: Il Circolo Speleologico e Idrologico … https://www.scintilena.com/primavera-2024-il-circolo-speleologico-e-idrologico-friulano-di-udine-apre-le-porte-al-mondo-sotterraneo/04/09/
[17] Una miniera di risorse nella libreria digitale di karst Information Portal – Scintilena https://www.scintilena.com/una-miniera-di-risorse-nella-libreria-digitale-di-karst-information-portal/04/14/
[18] Scintilena – il giornale quotidiano della speleologia italiana – Scintilena https://www.scintilena.com/page/139/?wpmp_switcher=mobile
[19] Società Adriatica di Speleologia: online la rassegna delle attività 2022?2024 – Scintilena https://www.scintilena.com/societa-adriatica-di-speleologia-online-la-rassegna-delle-attivita-2022-2024/06/20/
[20] LE CONCREZIONI DI SALE NELLE GROTTE DEL MONTE … http://www.gwferrari.it/RivisteSpeleo/BiblioPersone/BiblioBuzio/RivMineralIt1984-V02-p045-048-FortiBuzioFrumkin.pdf
[21] Il carsismo nelle evaporiti dell’Emilia-Romagna https://geoportale.regione.emilia-romagna.it/archivio-cartografico/materiali-scaricabili/edizione-08/lezione-evaporiti-prof-forti.pdf/@@download/file/Lezione%20evaporiti%20prof%20Forti.pdf
[22] Circolo Speleologico Idrologico Friulano | Udine https://www.facebook.com/csif1897/?locale=it_IT
[23] Circolo Speleologico Idrologico Friulano Udine https://www.facebook.com/groups/csif.it/
[24] Circolo Speleologico Idrologico Friulano https://www.csif.it/
[25] Opera 1-2 2006.indd http://www.operaipogea.it/wp-content/uploads/2017/01/Opera_Ipogea_2006_1_2_ocr_web.pdf
26 Ricostruzioni paleoclimatiche e paleoambientali da … https://www.academia.edu/1806199/Ricostruzioni_paleoclimatiche_e_paleoambientali_da_concrezioni_di_grotta
[27] Condensation corrosion alters the oxygen and carbon isotope ratios of speleothem and limestone surfaces https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S2666277921000010
[28] [PDF] mondo sotterraneo – Circolo Speleologico Idrologico Friulano https://www.csif.it/Archivi/CSIF/Files/Mondo%20sotterraneo2008.pdf
[29] [PDF] Oxygen isotopes in calcite grown under cave-analogue conditions https://ora.ox.ac.uk/objects/uuid:cee4c514-4a7e-48a3-af44-30448a200586/files/m8bb3ba5ebc8fa55ed1306e30ab082c00
[30] [PDF] CAVE SEDIMENTS AND PALEOCLIMATE https://caves.org/wp-content/uploads/Publications/JCKS/v69/cave-69-01-76.pdf

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  • Conservazione del carsismo nelle Filippine: a Palawan il confronto tra ricerca e speleologia
    Condividi Il 18 luglio 2026, al Rurungan Compound, l’incontro “Bridging the Chasm” riunirà ricercatori, esploratori e comunità locali per discutere la conservazione del carsismo e la tutela delle grotte di Palawan. Conservazione del carsismo a Palawan Palawan ospiterà sabato 18 luglio 2026 “Bridging the Chasm: Merging Science & Fieldcraft for Karst Conservation”. L’appuntamento è programmato dalle 9 alle 16 al Rurungan Compound. La registrazione inizierà alle 8. L’iniziativa è facil
     

Conservazione del carsismo nelle Filippine: a Palawan il confronto tra ricerca e speleologia

Júl 13th 2026 at 13:00

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Il 18 luglio 2026, al Rurungan Compound, l’incontro “Bridging the Chasm” riunirà ricercatori, esploratori e comunità locali per discutere la conservazione del carsismo e la tutela delle grotte di Palawan.

Conservazione del carsismo a Palawan

Palawan ospiterà sabato 18 luglio 2026 “Bridging the Chasm: Merging Science & Fieldcraft for Karst Conservation”. L’appuntamento è programmato dalle 9 alle 16 al Rurungan Compound. La registrazione inizierà alle 8.

L’iniziativa è facilitata da Palawan Speleological Inc. e si rivolge a ricercatori, speleologi, gestori ambientali, educatori, studenti, operatori della conservazione e comunità locali. Il programma propone un confronto tra dati scientifici ed esperienza diretta sul terreno.

La conservazione del carsismo è il tema dichiarato della giornata. Il formato prevede presentazioni, riflessioni collettive e momenti formativi. È annunciato anche un intervento di narrazione acustica affidato a Tay Ems Lucasan.

Grotte di Palawan e tutela

Il contesto territoriale rende rilevante l’incontro. Il Palawan Council for Sustainable Development ha pubblicato una risoluzione che elenca grotte e formazioni carsiche identificate, valutate e classificate nella provincia tra il 2012 e il 2014.[1]

Le grotte sono tutelate nelle Filippine dalla Republic Act No. 9072, la legge nazionale dedicata alla gestione e alla protezione delle cavità e delle loro risorse. La norma attribuisce al Dipartimento dell’Ambiente e delle Risorse Naturali il compito di sviluppare un programma nazionale, in coordinamento con enti del turismo, musei, autorità storiche e amministrazioni locali.[2][3]

Il patrimonio carsico di Palawan comprende anche siti di rilevanza archeologica. Il Tabon Cave Complex si trova nella formazione carsica di Lipuun Point, nel barangay di Panitian, comune di Quezon; l’area è una riserva istituita nel 1972 e affidata alla protezione del National Museum of the Philippines.[4]

Questi elementi spiegano perché la conservazione del carsismo non riguarda soltanto la morfologia delle cavità. Coinvolge le acque sotterranee, la biodiversità, i depositi e le testimonianze culturali conservate nel sottosuolo.

Programma sulla speleologia

La sessione mattutina sarà dedicata al significato delle grotte. Nel pomeriggio è prevista una riflessione condivisa su scienza ipogea, patrimonio e responsabilità comuni. La chiusura sarà affidata al momento acustico con Tay Ems Lucasan.

Tra i temi annunciati figurano la comprensione dell’ambiente carsico, il significato culturale delle grotte, i principi del rilievo speleologico, il contributo degli esploratori alla ricerca e alla tutela, oltre ai fondamenti della sicurezza in grotta.

Il rilievo è un passaggio operativo importante. Documentare ingressi, sviluppi, pozzi e corsi d’acqua consente di condividere informazioni verificabili tra esploratori, ricercatori e amministrazioni. Anche la sicurezza viene trattata come parte della pratica di campo, non come un aspetto separato dalla tutela.

Le grotte costituiscono inoltre ambienti di interesse per archeologia, biologia, idrogeologia, geologia, paleontologia e studi climatici. La ricerca deve quindi essere accompagnata da procedure capaci di limitare il campionamento distruttivo e l’impatto della frequentazione.

Comunità e conoscenze locali

L’incontro dichiara di voler valorizzare citizen science, conoscenze indigene e partecipazione delle comunità. Si tratta di un punto centrale per la conservazione del carsismo, perché molte minacce nascono o si manifestano fuori dagli ingressi delle grotte: trasformazioni del suolo, estrazione di risorse, inquinamento e pressione turistica incidono sui bacini carsici e sulle acque.

Nelle Filippine, il programma nazionale per la gestione delle grotte è stato presentato dal DENR come uno strumento che coinvolge amministrazioni, università, esperti e portatori d’interesse. In un forum nazionale dedicato a grotte e sistemi carsici, il Dipartimento ha indicato biodiversità e risorse idriche potabili tra le ragioni della protezione.[3]

L’esperienza prevista a Palawan si colloca quindi in una cornice più ampia. La conservazione del carsismo richiede dati, procedure di accesso, formazione e dialogo con chi vive e lavora nei territori. La speleologia può offrire rilievi, osservazioni e supporto tecnico. Le decisioni di gestione richiedono anche istituzioni capaci di tradurre queste conoscenze in misure concrete.

Iscrizioni e partecipazione

La quota di iscrizione è fissata a 100 pesos filippini. Sono disponibili cinque posti gratuiti per studenti, assegnati in ordine di prenotazione. I posti complessivi sono indicati come limitati.

Per aderire, gli organizzatori invitano a contattare Khylle al numero 0956 6292 279. Le informazioni operative, inclusi orari e disponibilità, possono essere soggette ad aggiornamenti da parte della segreteria dell’evento.

Fonti

Fonti
[1] PCSD RESOLUTION NO. 15-522 https://pcsd.gov.ph/pcsd-resolution-no-15-522/
[2] REPUBLIC ACT NO. 9072 – AN ACT TO MANAGE AND … https://elibrary.judiciary.gov.ph/thebookshelf/showdocs/2/4217
[3] DENR HOLDS FORUM HIGHLIGHTING PH CAVES, KARST SYSTEMS https://denr.gov.ph/news-events/denr-holds-forum-highlighting-ph-caves-karst-systems/
[4] Tabon Cave Complex – National Museum https://www.nationalmuseum.gov.ph/our-museums/regional-area-and-site-museums/tabon-cave-complex/
[6] Caving in the world: Croazia – Croatia – Hrvatska – Scintilena https://www.scintilena.com/caving-in-the-world-croazia-croatia/09/15/
[7] Le grotte paleocarsiche delle Torricelle: un viaggio di 30 … – Scintilena https://www.scintilena.com/le-grotte-paleocarsiche-delle-torricelle-un-viaggio-di-30-milioni-di-anni-sotto-le-colline-di-verona/03/02/
[8] SpeleoMedit in italiano: il Ministero della Cultura finanzia la prima … https://www.scintilena.com/speleomedit-in-italiano-il-ministero-della-cultura-finanzia-la-prima-panoramica-sulle-grotte-del-mediterraneo/04/27/
[9] E’ ancora tempo di nuovi viaggiatori – Nel 2003 così parlava l’allora Presidente SSI Mauro Chiesi – Scintilena https://www.scintilena.com/e-ancora-tempo-di-nuovi-viaggiatori-nel-203-cosi-parlava-il-presidente-ssi-mauro-chiesi/08/03/
[10] Siti Speleo in Inglese – Scintilena https://www.scintilena.com/siti-speleo-in-inglese/03/05/
[11] International Speleology Meeting Urzulei – ICNUSSA 2019 – Traces … https://www.scintilena.com/international-speleology-meeting-urzulei-icnussa-2019-traces/03/25/
[12] Calabria 2014 – L’intensa attività speleologica di agosto – Scintilena https://www.scintilena.com/calabria-2014-lintensa-attivita-speleologica-di-agosto/12/07/
[13] SAMAR 2025 – Il Gruppo Grotte Brescia nelle profondità delle … https://www.scintilena.com/samar-2025-il-gruppo-grotte-brescia-nelle-profondita-delle-filippine/04/29/
[14] Speleogenesi da Acido Solforico nel Plavecký Karst – Scintilena https://www.scintilena.com/speleogenesi-da-acido-solforico-nel-plavecky-karst-le-grotte-ipogene-della-slovacchia-occidentale/01/10/
[15] Velež 2026: sul massiccio calcareo bosniaco parte la … – Scintilena https://www.scintilena.com/velez-2026-sul-massiccio-calcareo-bosniaco-parte-la-grande-spedizione-speleologica-internazionale/04/15/
[16] Flussi aerei sotterranei: le tecniche di tracciamento quantitativo al … https://www.scintilena.com/flussi-aerei-sotterranei-le-tecniche-di-tracciamento-quantitativo-al-centro-di-un-corso-nazionale-a-la-spezia/04/25/
[17] Cave-O-Zines: Prototipo di biblioteca virtuale delle riviste speleologiche italiane – Scintilena https://www.scintilena.com/cave-o-zines-prototipo-di-biblioteca-virtuale-delle-riviste-speleologiche-italiane/12/20/
[18] CAVE MANAGEMENT, PROTECTION AND … https://bmb.gov.ph/downloads/BPKMD/proposed_p/cmpcsap_2019-2028.pdf
[19] [PDF] protection of karst in the philippines varstvo krasa na filipinih https://scispace.com/pdf/protection-of-karst-in-the-philippines-kvu3tom3wg.pdf
[20] Puerto Princesa’s Hundred Caves as eco-tourism site https://pcsd.gov.ph/puerto-princesas-hundred-caves-as-eco-tourism-site/
[21] We’re hopping off to our next island destination—Palawan; … https://www.facebook.com/nationalmuseumofthephilippines/posts/were-hopping-off-to-our-next-island-destinationpalawan-more-specifically-in-the-/727056652782950/
[22] Protection of Karst in the Philippines Varstvo Kra https://www.scribd.com/document/670906530/Protection-of-Karst-in-the-Philippines-Varstvo-Kra
[23] ~!DV O 8 2021 https://faolex.fao.org/docs/pdf/phi211476.pdf
[24] Recent explorations in the Saint Paul Karst (Palawan, Philippines) https://www.laventa.it/documenti/recent-explorations-in-the-saint-paul-karst_96362.pdf
[25] La Venta: Puerto Princesa Underground River Cave – Scintilena https://www.scintilena.com/la-venta-puerto-princesa-underground-river-cave-video-e-risultati-ricerche-biospeleologiche/12/28/
[26] List of Upcoming Cave and Karst Meetings – Scintilena https://www.scintilena.com/list-of-upcoming-cave-and-karst-meetings/07/11/
[27] Surface and Subsurface Karst Geomorphology – Scintilena https://www.scintilena.com/surface-and-subsurface-karst-geomorphology/03/04/
[28] 2021-Full-Journal-TPS-132-December-2021-with-DOIs.pdf https://palawanscientist.org/wp-content/uploads/2024/07/2021-Full-Journal-TPS-132-December-2021-with-DOIs.pdf

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  • Abisso Puppappera a -600 metri: nuove esplorazioni sull’Arera
    Condividi L’Abisso Puppappera, nel carsismo del Monte Arera a Oltre il Colle, raggiunge -600 metri e si ferma davanti a un pozzo ancora da esplorare. Le attività coinvolgono il Gruppo Speleologico Bergamasco Le Nottole e la Banda Pischelli. Abisso Puppappera: la quota di -600 metri L’Abisso Puppappera ha raggiunto la profondità ufficiale di -600 metri. La comunicazione è stata diffusa da Giorgio Pannuzzo attraverso Facebook, al termine delle recenti uscite estive nelle zone alte dell’Arera
     

Abisso Puppappera a -600 metri: nuove esplorazioni sull’Arera

Júl 13th 2026 at 12:00

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L’Abisso Puppappera, nel carsismo del Monte Arera a Oltre il Colle, raggiunge -600 metri e si ferma davanti a un pozzo ancora da esplorare. Le attività coinvolgono il Gruppo Speleologico Bergamasco Le Nottole e la Banda Pischelli.

Abisso Puppappera: la quota di -600 metri

L’Abisso Puppappera ha raggiunto la profondità ufficiale di -600 metri. La comunicazione è stata diffusa da Giorgio Pannuzzo attraverso Facebook, al termine delle recenti uscite estive nelle zone alte dell’Arera.

Il valore segna un avanzamento di 70 metri nell’arco di circa due settimane rispetto alla quota di -530 metri resa nota nel novembre 2025. In quell’occasione il superamento della soglia dei -530 metri era stato indicato come il punto di arrivo della stagione esplorativa.

La progressione si è arrestata alla sommità di un pozzo inesplorato, stimato in circa 30 metri. Saranno le prossime discese, insieme al rilievo topografico, a definire sviluppo, andamento e reale continuità di questo settore dell’Abisso Puppappera.

Monte Arera e carsismo di Oltre il Colle

L’Abisso Puppappera si apre nel carso del Monte Arera, nel territorio di Oltre il Colle, in provincia di Bergamo. L’ingresso è collocato a circa 1.850 metri di quota, tra le poche cavità dell’area con accesso a quote medio-alte; le valutazioni precedenti indicavano un potenziale verticale vicino ai 1.400 metri.[1]

Il dato più singolare della nuova punta riguarda la geometria della cavità. Il fondo raggiunto a -600 metri risulterebbe distante meno di 20 metri in pianta dall’ingresso. Si tratta di una configurazione che evidenzia lo sviluppo prevalentemente verticale e la complessità del reticolo di fratture attraversato dall’Abisso Puppappera.

Le cavità verticali permettono anche di osservare le successioni rocciose e le principali discontinuità della montagna. Fratture e piani di stratificazione possono guidare il passaggio dell’acqua e contribuire allo sviluppo dei sistemi carsici.[1]

Esplorazioni dell’Abisso Puppappera

La storia recente dell’Abisso Puppappera mostra una crescita rapida. Nel settembre 2024 le esplorazioni avevano superato quota -190 metri, dopo il rinvenimento di un pozzo di oltre 20 metri e di altri salti, incluso un P60.[2]

Nel novembre 2024 il rilievo aveva certificato -349 metri nel ramo sinistro, mentre il ramo destro aveva raggiunto circa -280 metri. La cavità era stata esplorata per la prima volta nel 1985 dal Gruppo Speleologico Valseriana Talpe fino a -55 metri, prima della ripresa delle ricerche da parte delle Nottole e di altri speleologi.[1]

Il passaggio da -530 a -600 metri conferma quindi la continuità delle esplorazioni dell’Abisso Puppappera. L’esito del nuovo pozzo potrà modificare ancora il profilo noto della grotta e richiederà un aggiornamento accurato della documentazione topografica.

Le Nottole e la collaborazione speleologica

Alle attività hanno preso parte i giovani del Gruppo Speleologico Bergamasco Le Nottole. Con loro hanno lavorato gli speleologi della Banda Pischelli, gruppo già impegnato con le Nottole nelle esplorazioni del labirinto di Fonteno, nell’ambito del Progetto Sebino.

La collaborazione tra gruppi consente di distribuire trasporti, attrezzamento, progressione e rilievo. In cavità profonde la preparazione tecnica resta centrale, perché al dislivello si uniscono la gestione delle corde, dei materiali e dei tempi di permanenza sotterranea.

Per l’Abisso Puppappera la stagione estiva offre una finestra operativa nelle zone alte dell’Arera. Le condizioni meteorologiche e l’accessibilità della montagna continueranno a incidere sul calendario delle prossime punte.

Prossimi passi per l’Abisso Puppappera

La priorità è la discesa del pozzo stimato in 30 metri. Solo l’esplorazione diretta permetterà di verificare se il salto conduca a un fondo, a nuovi meandri o ad ulteriori verticali.

Ogni avanzamento dovrà essere accompagnato da rilievi, note descrittive e attenzione all’ambiente ipogeo. La documentazione prodotta dagli speleologi è una base essenziale sia per le future esplorazioni sia per eventuali studi scientifici sulla cavità.[1]

Fonti

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Fonti
[2] Nuove Scoperte nel Carso del Monte Arera – Scintilena https://www.scintilena.com/nuove-scoperte-nel-carso-del-monte-arera/09/24/
[3] L’Abisso Puppappera: Nuove Scoperte e Prospettive di Esplorazione https://www.scintilena.com/labisso-puppappera-nuove-scoperte-e-prospettive-di-esplorazione/10/15/
[4] Nuove Scoperte Speleologiche sul Monte Arera – Scintilena https://www.scintilena.com/nuove-scoperte-speleologiche-sul-monte-arera/11/19/
[5] Negli abissi dell’Arera, la speleologia torna protagonista a Oltre il … https://www.scintilena.com/negli-abissi-dellarera-la-speleologia-torna-protagonista-a-oltre-il-colle/06/19/
[6] L’Abisso Puppappera continua a crescere: la grotta raggiunge -530 … https://www.scintilena.com/labisso-puppappera-continua-a-crescere-la-grotta-raggiunge-530-metri-di-profondita/11/11/
[7] Il Nottolario https://www.nottole.it/nottolario.html
[8] NOTT https://www.nottole.it/pubblicazioni/Nottolario_numero12_2005.pdf
[9] M.Arera (BG) L’abisso Puppappera, lo scorso sabato ha … https://www.facebook.com/Scintilena/posts/marera-bglabisso-puppappera-lo-scorso-sabato-ha-visto-in-azione-due-squadre-nei-/1127288279403707/
[10] Nuovo P60 Motorboat. Abisso Puppappera, val d’Arera. … https://www.facebook.com/nottole/posts/nuovo-p60-motorboat-abisso-puppappera-val-darera-oltre-il-colle-bg-esplorazioni-/896301922521857/
[11] 110734324 https://profilesarchive.com/110734324
[12] La Conca di Oltre il Colle https://www.oltreilcolleturismo.it/
[13] Escursione al Pizzo Arera coi SALISCENDI della BASSA https://www.youtube.com/watch?v=1rFqKoQ–mU
[14] Uscita Speleo al Pizzo Arera – caicarpi.it https://www.caicarpi.it/wp/uscita-speleo-al-pizzo-arera/
[15] speleologic bergamas https://www.nottole.it/pubblicazioni/Nottolario_numero9_1997.pdf
[16] Escursioni itinerari trekking a Oltre il Colle – MAGA: Menna, Arera, Grem e Alben https://www.oltreilcolle.provinciabergamasca.com/escursioni-oltreilcolle.html
[17] gruppo speleologico bergamasco le nottole https://www.nottole.it/cinquantesimo.html

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  • Soccorso Speleologico Cagliari: Open Day e prova pratica per nuovi volontari
    Condividi La Stazione Cagliari Speleo del CNSAS Sardegna propone due appuntamenti il 21 e il 26 luglio per presentare il Soccorso Speleologico e avvicinare speleologi autonomi alle attività di soccorso in grotta. Soccorso Speleologico Cagliari, incontro il 21 luglio La Stazione Cagliari Speleo organizza un Open Day dedicato a chi desidera conoscere da vicino il Soccorso Speleologico Cagliari e il percorso che porta a diventare soccorritore volontario. L’incontro è fissato per martedì 21 lu
     

Soccorso Speleologico Cagliari: Open Day e prova pratica per nuovi volontari

Júl 13th 2026 at 11:00

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La Stazione Cagliari Speleo del CNSAS Sardegna propone due appuntamenti il 21 e il 26 luglio per presentare il Soccorso Speleologico e avvicinare speleologi autonomi alle attività di soccorso in grotta.

Soccorso Speleologico Cagliari, incontro il 21 luglio

La Stazione Cagliari Speleo organizza un Open Day dedicato a chi desidera conoscere da vicino il Soccorso Speleologico Cagliari e il percorso che porta a diventare soccorritore volontario. L’incontro è fissato per martedì 21 luglio, alle ore 20:30, nella base del Soccorso Speleologico in viale Monastir 81, a Cagliari.[1]

L’appuntamento illustrerà la struttura del servizio, la gestione degli interventi e il ruolo dei tecnici che operano in ambiente ipogeo. Sarà anche un momento di confronto diretto con la comunità speleologica locale.[1]

L’iniziativa si rivolge a praticanti che intendono mettere le proprie competenze al servizio della sicurezza collettiva. Il Soccorso Speleologico Cagliari cerca infatti nuovi speleologi disponibili a intraprendere un percorso di formazione, addestramento e responsabilità operativa.[1]

Prova pratica in grotta il 26 luglio

Dopo l’Open Day è prevista una prova pratica in grotta, in programma sabato 26 luglio. La giornata consentirà ai partecipanti di osservare e sperimentare alcune attività affrontate dai soccorritori durante un intervento.[1]

La partecipazione alla prova è riservata a chi avrà preso parte all’incontro del 21 luglio e possiederà l’assicurazione SSI. È un requisito collegato alla necessità di svolgere l’attività in un ambiente naturale che richiede preparazione e autonomia.[1]

Per candidarsi al percorso di avvicinamento al Soccorso Speleologico Cagliari, gli organizzatori indicano alcuni criteri: età compresa tra 18 e 45 anni, pratica speleologica da almeno due anni e capacità di muoversi in grotta in modo autonomo.[1]

La rete del CNSAS Sardegna

La Stazione di Cagliari fa parte dell’VIII Delegazione Speleologica del Soccorso Alpino e Speleologico Sardegna. La delegazione opera sull’intero territorio regionale attraverso quattro stazioni: Cagliari, Sassari, Nuoro e Iglesias.[2]

Il sistema regionale è inserito nella rete nazionale del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico. Il CNSAS è organizzato in servizi regionali, delegazioni e stazioni operative, che costituiscono i nuclei territoriali incaricati di portare soccorso.[2]

In Sardegna, le delegazioni alpina e speleologica raccolgono circa 250 soccorritori. La componente speleologica interviene negli ambienti sotterranei e nelle situazioni che richiedono conoscenze tecniche specifiche di progressione, attrezzamento e recupero in cavità.[2]

Formazione per il soccorso in grotta

Diventare volontari del CNSAS Sardegna richiede competenze speleologiche già consolidate. Tra le capacità indicate dall’organizzazione figurano la progressione su corda e in meandro, l’attrezzamento, l’arrampicata e il movimento in grotta.[3]

Le prove di ammissione valutano quindi l’esperienza maturata dal candidato. La domanda deve essere presentata alla stazione competente per territorio, con un curriculum dell’attività speleologica degli ultimi due anni e un certificato medico.[3]

Il Soccorso Speleologico Cagliari non è soltanto una risposta alle emergenze. È una struttura composta da speleologi che mantengono allenamento, tecnica e capacità di lavorare in squadra. La formazione continua è necessaria perché un recupero in grotta può richiedere coordinamento, comunicazioni e gestione di scenari complessi.

L’edizione precedente dell’Open Day, svolta due anni fa, aveva registrato la partecipazione di oltre 50 speleologi. Cinque di loro hanno poi scelto di entrare nella squadra della Stazione Cagliari Speleo.[1]

Per informazioni è possibile contattare il Capo Stazione Cagliari Speleo al numero 347 494 6682 oppure scrivere all’indirizzo cscagliarispeleo@cnsas.sardegna.it.[1]

Fonti

Fonti
[1] OPEN DAY – STAZIONE CAGLIARI SPELEO – Scintilena https://www.scintilena.com/open-day-stazione-cagliari-speleo/07/04/
[2] Struttura Soccorso Alpino e Speleologico https://cnsas.sardegna.it/il-sass/la-struttura/
[3] Per essere soccorritori – CNSAS SARDEGNA – Soccorso … https://cnsas.sardegna.it/il-sass/per-essere-volontari/
[4] Soccorso Speleologico – CNSAS https://www.cnsas.it/soccorso-speleologico/
[6] Soccorso Speleologico in grotta: la XII Delegazione SAER affronta il … https://www.scintilena.com/soccorso-speleologico-in-grotta-la-xii-delegazione-saer-affronta-il-simulato-reale-allabisso-primo-peroni/04/25/
[7] Soccorso Archivi – Scintilena https://www.scintilena.com/category/soccorso/
[8] Aperte le Selezioni per Volontari del CNSAS Puglia e Basilicata https://www.scintilena.com/diventare-soccorritori-in-grotta-aperte-le-selezioni-per-volontari-del-cnsas-puglia-e-basilicata/02/05/
[9] Soccorso speleologico invernale alla Voragine della Ciuaiera https://www.scintilena.com/soccorso-speleologico-invernale-alla-voragine-della-ciuaiera-15-tecnici-cnsas-sfidano-neve-e-profondita/04/14/
[10] Esercitazione Speleo CNSAS: Recupero da 530 Metri di Profondità … https://www.scintilena.com/esercitazione-speleo-cnsas-recupero-da-530-metri-di-profondita-nel-complesso-abisso-saragato/10/01/
[11] Corso di Speleologia a Cagliari – Scintilena https://www.scintilena.com/corso-di-speleologia-a-cagliari-formazione-e-pratica-per-nuovi-esploratori/02/12/
[12] Diventa Volontario del CNSAS: Aperte le Selezioni in Umbria https://www.scintilena.com/diventa-volontario-del-cnsas-aperte-le-selezioni-in-umbria/10/01/
[13] Soccorso Speleologico del Piemonte in esercitazione – Scintilena https://www.scintilena.com/soccorso-speleologico-monte-mondole-recupero-simulato-da-160-metri-concluso-in-dieci-ore/06/16/
[14] Stage di Avvicinamento alla Speleologia a Gubbio 2026 – Scintilena https://www.scintilena.com/stage-di-avvicinamento-alla-speleologia-a-gubbio-2026/05/12/
[15] Esercitazione degli speleosub del CNSAS ad Amaseno (Fr) https://www.scintilena.com/esercitazione-degli-speleosub-del-cnsas-ad-amaseno-fr/09/03/
[16] Addestramento di soccorso speleologico in Lessinia – Scintilena https://www.scintilena.com/addestramento-di-soccorso-speleologico-in-lessinia/07/05/
[17] Sardegna Archivi – Scintilena https://www.scintilena.com/category/sardegna/
[18] Maxi esercitazione di soccorso speleologico nell’Abisso del Laresot … https://www.scintilena.com/maxi-esercitazione-di-soccorso-speleologico-nellabisso-del-laresot-sulle-dolomiti-di-brenta/08/29/
[19] Speleologo in salvo dopo 16 ore: il comunicato del CNSAS sull … https://www.scintilena.com/si-e-concluso-positivamente-nelle-prime-ore-di-oggi-lintervento-del-soccorso-alpino-e-speleologico-nella-grotta-dei-cinghiali-volanti-nel-territorio-comunale-di-garessio/06/01/
[20] Il Soccorso Alpino e Speleologico della Sardegna https://cnsas.sardegna.it/wp-content/uploads/2019/06/IL-CNSAS-Sardegna.pdf
[21] Dati statistici 2023 https://cnsas.sardegna.it/wp-content/uploads/2024/03/Presentazione-statistiche-2023_def_compressed-1.pdf
[22] CNSAS Sardegna – Soccorso Alpino e Speleologico Sardegna https://cnsas.sardegna.it/
[23] Contatti – CNSAS SARDEGNA – Soccorso Alpino e Speleologico Sardegna https://cnsas.sardegna.it/contatti/
[24] Soccorso Alpino e Speleologico https://www.caicagliari.it/la-sezione-di-cagliari/soccorso-alpino-e-speleologico/
[25] [PDF] del CORPO NAZIONALE SOCCORSO ALPINO E SPELEOLOGICO https://www.sasc.it/pdf/pubblicazioni-CNSAS/CNSAS-nr17-dic-2000.pdf
[26] Montagna – CNSAS SARDEGNA – Soccorso Alpino e Speleologico Sardegna https://cnsas.sardegna.it/dove-operiamo/soccorso-in-montagna/
[27] Grotta S. Barbara, esercitazione soccorso speleo – CNSAS Sardegna https://www.youtube.com/watch?v=Vmdzf14lvOQ
[28] [PDF] lpino – Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico https://www.cnsas.it/wp-content/uploads/2021/08/Rivista-CNSAS-agosto-2021_web_compressed-1.pdf
[29] norme e leggi 2006 https://www.sasc.it/pdf/pubblicazioni-CNSAS/CNSAS-linee-guida-nr-47-aprile-2010.pdf
[30] aprile 2008 https://www.sasc.it/pdf/pubblicazioni-CNSAS/CNSAS-nr-61-agosto-2015.pdf

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  • Baia del Tempo, a Nardò un nuovo incontro dedicato alla preistoria e alle ricerche nelle grotte della costa
    Condividi La Baia del Tempo torna protagonista a Nardò con un appuntamento al Castello degli Acquaviva dedicato alla preistoria, alle grotte della costa neretina e ai più recenti risultati delle ricerche archeologiche condotte dalle Università di Bologna e Siena. La Baia del Tempo racconta la preistoria del Mediterraneo Prosegue a Nardò il ciclo di incontri culturali dedicati alla Baia del Tempo, iniziativa che mette al centro il patrimonio archeologico e speleologico della costa neret
     

Baia del Tempo, a Nardò un nuovo incontro dedicato alla preistoria e alle ricerche nelle grotte della costa

Júl 13th 2026 at 09:00

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La Baia del Tempo torna protagonista a Nardò con un appuntamento al Castello degli Acquaviva dedicato alla preistoria, alle grotte della costa neretina e ai più recenti risultati delle ricerche archeologiche condotte dalle Università di Bologna e Siena.

La Baia del Tempo racconta la preistoria del Mediterraneo

Prosegue a Nardò il ciclo di incontri culturali dedicati alla Baia del Tempo, iniziativa che mette al centro il patrimonio archeologico e speleologico della costa neretina.

Dopo il primo appuntamento, il nuovo incontro offrirà al pubblico l’occasione di conoscere gli sviluppi più recenti delle ricerche scientifiche che interessano uno dei comprensori preistorici più studiati del Mediterraneo.

La costa di Nardò conserva infatti alcuni tra i più importanti siti del Paleolitico europeo. Le numerose cavità naturali presenti lungo il litorale, tra cui Grotta del Cavallo, Grotta Uluzzo C e Grotta Mario Bernardini, hanno restituito testimonianze fondamentali per ricostruire le fasi della presenza dei Neanderthal e dei primi Homo sapiens nell’Europa meridionale.

Le ricerche condotte negli ultimi decenni hanno contribuito a ridefinire le conoscenze sulle migrazioni umane e sull’evoluzione culturale del Paleolitico. (NardòNews24?)

Le grotte della costa neretina al centro della ricerca archeologica

Gli studi nelle grotte della costa di Nardò proseguono senza interruzioni dagli anni Sessanta e continuano ancora oggi grazie alla collaborazione tra gruppi di ricerca italiani e internazionali.

Le campagne di scavo coordinate dalle Università di Bologna e Siena stanno approfondendo aspetti legati alla stratigrafia dei depositi, alla cronologia delle frequentazioni umane, allo studio dei reperti litici, dei resti faunistici e delle tracce ambientali conservate nei sedimenti.

L’applicazione di metodologie sempre più avanzate, tra cui rilievi digitali, analisi geoarcheologiche e nuove tecniche di laboratorio, consente di ottenere dati più dettagliati sulla vita delle comunità preistoriche che hanno frequentato questo tratto di costa migliaia di anni fa.

I risultati di queste ricerche vengono regolarmente presentati nei principali congressi scientifici internazionali dedicati all’archeologia preistorica, confermando il ruolo di Nardò nel panorama della ricerca mondiale. (NardòNews24?)

Il Castello degli Acquaviva ospita l’incontro scientifico

L’appuntamento si svolgerà nella cornice del Castello degli Acquaviva di Nardò.

Nel corso dell’incontro saranno illustrati gli sviluppi più recenti emersi dalle campagne di ricerca. A presentare i risultati saranno il dottor Gabriele Terlato dell’Università di Bologna e il dottor Juan Ochado Tomás dell’Università di Siena, impegnati direttamente nelle attività di studio sul territorio.

L’iniziativa offrirà una panoramica sulle tecniche di indagine utilizzate durante gli scavi e sulle prospettive future della ricerca archeologica nelle grotte della costa neretina, con particolare attenzione alla ricostruzione dell’ambiente e delle modalità di occupazione umana durante il Paleolitico.

Il contributo del Gruppo Speleologico Neretino

Un ruolo significativo nelle attività di ricerca è svolto dal Gruppo Speleologico Neretino, che da anni collabora con gli archeologi nelle operazioni di documentazione e nelle attività sul campo.

La conoscenza dell’ambiente ipogeo e il supporto logistico fornito dagli speleologi consentono di operare in sicurezza all’interno delle cavità e di proseguire le indagini in siti che richiedono competenze specifiche.

La collaborazione tra ricercatori universitari e speleologi rappresenta un elemento consolidato delle attività di studio della costa di Nardò e contribuisce alla tutela e alla valorizzazione di un patrimonio che riveste un’importanza internazionale.

Un patrimonio da conoscere e valorizzare

La Baia del Tempo si propone come momento di divulgazione rivolto sia agli appassionati di archeologia e speleologia sia ai cittadini interessati a conoscere meglio il proprio territorio.

Attraverso il dialogo tra studiosi e pubblico, l’iniziativa punta a rendere accessibili i risultati della ricerca scientifica e a rafforzare la consapevolezza del valore delle grotte della costa neretina, luoghi che continuano a fornire nuove informazioni sulla preistoria del Mediterraneo e sull’evoluzione delle prime popolazioni umane.

Fonti

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  • 79° Corso Nazionale di Tecnica Speleologica: prorogate al 20 luglio le iscrizioni per il corso sui Monti Lepini
    Condividi Il 79° Corso Nazionale di Tecnica Speleologica della Scuola Nazionale di Speleologia del CAI si svolgerà a Roccagorga, nei Monti Lepini, dal 25 luglio al 1° agosto 2026. Restano ancora posti disponibili e il termine per le iscrizioni è stato prorogato al 20 luglio. Proroga delle iscrizioni al Corso Nazionale di Tecnica Speleologica C’è ancora tempo per partecipare al 79° Corso Nazionale di Tecnica Speleologica, uno degli appuntamenti formativi del calendario della Scuola Nazional
     

79° Corso Nazionale di Tecnica Speleologica: prorogate al 20 luglio le iscrizioni per il corso sui Monti Lepini

Júl 13th 2026 at 08:00

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Il 79° Corso Nazionale di Tecnica Speleologica della Scuola Nazionale di Speleologia del CAI si svolgerà a Roccagorga, nei Monti Lepini, dal 25 luglio al 1° agosto 2026. Restano ancora posti disponibili e il termine per le iscrizioni è stato prorogato al 20 luglio.

Proroga delle iscrizioni al Corso Nazionale di Tecnica Speleologica

C’è ancora tempo per partecipare al 79° Corso Nazionale di Tecnica Speleologica, uno degli appuntamenti formativi del calendario della Scuola Nazionale di Speleologia del Club Alpino Italiano. Gli organizzatori hanno comunicato la proroga del termine per la presentazione delle domande di iscrizione, fissando la nuova scadenza al 20 luglio 2026.

La decisione consente agli speleologi interessati di avere qualche giorno in più per aderire all’iniziativa, che si svolgerà dal 25 luglio al 1° agosto a Roccagorga, in provincia di Latina, nel territorio carsico dei Monti Lepini, area conosciuta per la presenza di numerose cavità naturali utilizzate da anni per la formazione speleologica.  

Una settimana di formazione tecnica nei Monti Lepini

Il 79° Corso Nazionale di Tecnica Speleologica è organizzato dal Gruppo Speleologico CAI Roma sotto l’egida della Scuola Nazionale di Speleologia del CAI. La direzione del corso è affidata all’istruttore nazionale Nicola Landi, mentre la segreteria è curata da Salvatore Di Bartolo, come riportato nella locandina ufficiale.

Il programma prevede una settimana intensiva di attività che alterna lezioni teoriche, esercitazioni in palestra di roccia e uscite in grotta. I partecipanti avranno modo di approfondire le tecniche di progressione su corda, l’attrezzamento degli itinerari, le manovre di squadra e le procedure di sicurezza, fino alle esercitazioni dedicate alla gestione delle emergenze in ambiente ipogeo.  

Il corso è rivolto a speleologi già esperti

Il 79° Corso Nazionale di Tecnica Speleologica rappresenta un percorso di perfezionamento tecnico destinato a speleologi che possiedono già una buona esperienza di progressione in grotta e desiderano consolidare le proprie competenze.

Le attività si svilupperanno nelle cavità e nelle palestre naturali dei Monti Lepini, un contesto che offre numerose possibilità didattiche grazie alla varietà delle strutture verticali e degli ambienti carsici presenti sul territorio. Il numero dei partecipanti rimane limitato per garantire un adeguato rapporto tra istruttori e allievi durante tutte le esercitazioni.  

Ancora posti disponibili fino al 20 luglio

La proroga delle iscrizioni offre un’ulteriore opportunità agli speleologi interessati a partecipare a questo appuntamento nazionale. Restano infatti ancora alcuni posti disponibili.

Il ritrovo dei partecipanti è previsto nel pomeriggio di sabato 25 luglio presso la sede logistica di Roccagorga, da dove prenderà avvio il programma formativo che si concluderà sabato 1° agosto con il debriefing finale e la consegna degli attestati.  

Fonti

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  • Soccorso speleologico in Turchia: recuperato senza vita un cercatore di tesori nella grotta di Corum
    Condividi Il soccorso speleologico in Turchia ha operato in una grotta verticale della provincia di Corum, dove un uomo impegnato in uno scavo illegale è stato raggiunto dopo un intervento reso complesso dalla presenza di gas tossici e dal rischio di esplosivi. Soccorso speleologico in Turchia: l’intervento nella provincia di Corum Si è conclusa con il ritrovamento del corpo senza vita di un uomo l’operazione di soccorso speleologico in Turchia avviata nella provincia di Corum, nell’An
     

Soccorso speleologico in Turchia: recuperato senza vita un cercatore di tesori nella grotta di Corum

Júl 13th 2026 at 07:00

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Il soccorso speleologico in Turchia ha operato in una grotta verticale della provincia di Corum, dove un uomo impegnato in uno scavo illegale è stato raggiunto dopo un intervento reso complesso dalla presenza di gas tossici e dal rischio di esplosivi.

Soccorso speleologico in Turchia: l’intervento nella provincia di Corum

Si è conclusa con il ritrovamento del corpo senza vita di un uomo l’operazione di soccorso speleologico in Turchia avviata nella provincia di Corum, nell’Anatolia settentrionale. L’intervento è stato coordinato dalla Federazione Speleologica Turca (Türkiye Ma?arac?l?k Federasyonu – TMF), attraverso la Commissione Nazionale di Soccorso Speleologico (MKK), in collaborazione con AFAD, Gendarmeria, personale sanitario UMKE e squadre di soccorso minerario.

L’incidente è avvenuto dopo che cinque persone erano entrate in una grotta con l’obiettivo di effettuare uno scavo clandestino alla ricerca di reperti o tesori. Durante le operazioni uno degli uomini è rimasto bloccato nelle parti profonde della cavità. I compagni hanno dato l’allarme nella mattinata del 9 luglio 2026, facendo partire una complessa operazione di ricerca e soccorso. (Türkiye Gazetesi?)

Gas tossici e grotta verticale: le difficoltà del soccorso speleologico

Il soccorso speleologico in Turchia si è svolto in una cavità caratterizzata da sviluppo verticale, strettoie e gallerie di difficile percorrenza. I primi tentativi effettuati dalle squadre locali sono stati interrotti quando le misurazioni hanno evidenziato una concentrazione di ossigeno scesa fino al 14%, accompagnata dalla presenza di gas pericolosi.

Secondo la Federazione Speleologica Turca, l’analisi geologica del sito ha evidenziato la possibilità di accumuli di anidride carbonica (CO?) e idrogeno solforato (H?S), favoriti dalla presenza di rocce vulcaniche recenti e strutture tettoniche che potevano convogliare i gas verso il fondo della cavità.

Per ridurre il rischio è stato installato un sistema di ventilazione forzata che ha immesso aria fresca nella grotta. Contemporaneamente sono state sospese le attività di brillamento nelle miniere vicine, così da evitare ulteriori pericoli per gli operatori impegnati sottoterra.

Tecniche SRT e dispositivi respiratori per raggiungere il punto dell’incidente

Le squadre specializzate della MKK, provenienti da Istanbul, Ankara e altre città turche, hanno predisposto una progressione mediante tecniche SRT (Single Rope Technique), installando stazioni di controbilanciamento per garantire la sicurezza della discesa e dell’eventuale recupero.

Gli operatori hanno utilizzato autorespiratori a pressione positiva, bombole, maschere protettive e strumenti multigas per monitorare continuamente la qualità dell’aria. Una rete di comunicazione a più livelli ha consentito di mantenere il collegamento costante tra gli speleologi all’interno della grotta e il centro di coordinamento esterno.

Alle 16:06 del 10 luglio le squadre hanno raggiunto il livello inferiore della cavità. Pochi minuti dopo è stato confermato il decesso della persona dispersa. (ÇorumTime Haber?)

La presenza di esplosivi ha imposto la sospensione delle operazioni

Durante l’ispezione del punto in cui è stato rinvenuto il corpo, i soccorritori hanno individuato materiali esplosivi lasciati dagli autori dello scavo clandestino. Secondo quanto comunicato dalla Federazione Speleologica Turca e riportato anche dall’agenzia Anadolu, le pareti risultavano interessate dalla presenza di ordigni o cariche artigianali predisposte per ampliare artificialmente la cavità.

La valutazione del rischio ha portato alla sospensione delle operazioni di recupero del corpo. Gli operatori hanno smontato tutte le installazioni tecniche e lasciato la grotta senza incidenti. Le successive attività saranno affidate alle autorità giudiziarie e agli enti pubblici competenti, dopo la messa in sicurezza dell’area. (ÇorumTime Haber?)

Il coordinamento tra enti specializzati

La cronologia diffusa dalla Federazione Speleologica Turca evidenzia una rapida mobilitazione delle squadre specializzate. Dopo la richiesta di intervento, è stato costituito un gruppo di comando dedicato, sono stati organizzati i trasferimenti dei tecnici da diverse regioni del Paese ed è stato istituito un tavolo operativo con AFAD, Gendarmeria e autorità locali.

L’operazione rappresenta un esempio di coordinamento tra strutture di protezione civile, soccorso speleologico e soccorso minerario in un ambiente caratterizzato da elevati rischi ambientali, nei quali la presenza di gas tossici e di materiali esplosivi ha richiesto procedure particolarmente rigorose.

Fonti

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  • Esplorazione del fiume sotterraneo Reka/Timavo: scoperti oltre 800 metri di nuove gallerie nella Jama 1 v Kanjaducah
    Condividi Esplorazione del fiume sotterraneo Reka/Timavo: oltre 800 metri di nuove gallerie nella Jama 1 v Kanjaducah La spedizione internazionale Reka Exploration 2026 amplia di oltre 800 metri la Jama 1 v Kanjaducah sul Carso di Sezana. La scoperta del Lipiski rov porta la cavità a diventare la più lunga del Sežanski Kras e offre nuovi dati sul percorso sotterraneo del fiume Reka/Timavo. Reka Exploration 2026 conclude una nuova fase di esplorazione Si è conclusa con risultati sign
     

Esplorazione del fiume sotterraneo Reka/Timavo: scoperti oltre 800 metri di nuove gallerie nella Jama 1 v Kanjaducah

Júl 13th 2026 at 06:00

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Esplorazione del fiume sotterraneo Reka/Timavo: oltre 800 metri di nuove gallerie nella Jama 1 v Kanjaducah

La spedizione internazionale Reka Exploration 2026 amplia di oltre 800 metri la Jama 1 v Kanjaducah sul Carso di Sezana. La scoperta del Lipiski rov porta la cavità a diventare la più lunga del Sežanski Kras e offre nuovi dati sul percorso sotterraneo del fiume Reka/Timavo.

Reka Exploration 2026 conclude una nuova fase di esplorazione

Si è conclusa con risultati significativi la spedizione speleologica Reka Exploration 2026, organizzata dal Jamarsko društvo Sežana sul Carso sloveno. L’obiettivo della campagna era approfondire la conoscenza del percorso sotterraneo del fiume Reka, che dopo essersi inabissato nelle Grotte di San Canziano prosegue il suo cammino nel sottosuolo fino a riemergere in Italia come sorgenti del Timavo, uno dei più importanti sistemi idrogeologici del Carso classico. (sezana.si?)

Alla spedizione hanno preso parte circa 70 speleologi provenienti da Slovenia, Repubblica Ceca, Ungheria, Slovacchia e Germania. La collaborazione internazionale ha consentito di sviluppare un’intensa attività esplorativa e di rilievo topografico all’interno della Jama 1 v Kanjaducah, una delle cavità più importanti dell’area di Sežana.

Jama 1 v Kanjaducah supera gli 800 metri di nuove esplorazioni

Il principale risultato della spedizione riguarda la scoperta del Lipiški rov, un nuovo ramo che, insieme ai sifoni esplorati durante la campagna, ha incrementato lo sviluppo della grotta di oltre 800 metri.

Grazie a questo avanzamento, la Jama 1 v Kanjaducah diventa la cavità più estesa del Sežanski Kras, un traguardo che conferma il potenziale esplorativo di questa porzione del Carso classico, ancora oggi capace di riservare nuove scoperte nonostante oltre un secolo di ricerche speleologiche.

Il Jamarsko društvo Sežana ha diffuso anche una prima bozza del rilievo topografico della cavità e alcune fotografie del nuovo ramo esplorato, documentando il lavoro svolto durante la spedizione.

Il sistema Reka-Timavo continua a rappresentare una sfida per la speleologia

Il corso sotterraneo del Reka-Timavo costituisce da decenni uno dei principali obiettivi della speleologia nel Carso sloveno e italiano. Comprendere il collegamento tra il punto di assorbimento del fiume nelle Grotte di San Canziano e le risorgive del Timavo rappresenta una delle questioni più rilevanti dell’idrogeologia carsica europea.

Ogni nuova esplorazione contribuisce a migliorare la conoscenza della morfologia delle gallerie percorse dall’acqua e permette di acquisire dati utili sia per la ricerca scientifica sia per la tutela delle risorse idriche sotterranee.

Il territorio di Sežana si trova infatti nel cuore del Carso classico, l’area geografica che ha dato origine al termine “carsismo” e che continua a essere un riferimento internazionale per gli studi speleologici e idrogeologici.

Collaborazione internazionale per le esplorazioni del Carso

La partecipazione di speleologi provenienti da cinque Paesi conferma il carattere internazionale delle esplorazioni dedicate al sistema del Reka-Timavo. Operazioni di questo tipo richiedono competenze diversificate, dalla progressione in ambiente ipogeo al rilievo topografico, fino alle immersioni speleosubacquee nei sifoni.

Il Jamarsko društvo Sežana ha espresso soddisfazione per la conclusione della spedizione e si è congratulato con tutti i partecipanti per il risultato raggiunto. Le nuove informazioni raccolte saranno ora analizzate e integrate nella documentazione topografica della cavità, contribuendo alla ricostruzione sempre più dettagliata del complesso sistema sotterraneo del Carso di Sežana.

Fonti

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  • Anguille e grotte costiere: uno studio apre nuove prospettive sulla conservazione della specie
    Condividi Due osservazioni nelle Grotte di Borgio Verezzi hanno dato il via a una ricerca pubblicata su ‘Environmental Biology of Fishes’: il possibile ruolo degli ambienti carsici costieri nel ciclo vitale dell’anguilla europea Ad aprile 2025, a Borgio Subterranea, era stata presentata una ricerca sul ciclo vitale dell’anguilla europea negli ambienti carsici. che sarà pubblicata a breve negli Atti dell’Incontro ligure. Un post social di Valentina Balestra, ora, informa sulla pubblicazio
     

Anguille e grotte costiere: uno studio apre nuove prospettive sulla conservazione della specie

Júl 13th 2026 at 05:00

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Due osservazioni nelle Grotte di Borgio Verezzi hanno dato il via a una ricerca pubblicata su ‘Environmental Biology of Fishes’: il possibile ruolo degli ambienti carsici costieri nel ciclo vitale dell’anguilla europea

Ad aprile 2025, a Borgio Subterranea, era stata presentata una ricerca sul ciclo vitale dell’anguilla europea negli ambienti carsici. che sarà pubblicata a breve negli Atti dell’Incontro ligure.

Un post social di Valentina Balestra, ora, informa sulla pubblicazione in un articolo su ‘Environmental Biology of Fishes’, che indaga il possibile ruolo degli ambienti carsici costieri nel ciclo vitale dell’anguilla europea.

Le Grotte di Borgio Verezzi potrebbero rappresentare un ambiente di particolare interesse per la conservazione dell’anguilla europea ( _Anguilla anguilla_ ), specie considerata in forte declino. È quanto emerge da uno studio preliminare pubblicato sulla rivista internazionale *Environmental Biology of Fishes* (Springer Nature), frutto della collaborazione tra Biologia Sotterranea Piemonte – Gruppo di Ricerca, DISAFA dell’Università di Torino, DIATI del Politecnico di Torino, Cesbin, Arpal e Grotte di Borgio Verezzi.

La ricerca è nata in seguito a due osservazioni di anguille nel settore non turistico delle grotte liguri, un dato che ha spinto i ricercatori ad approfondire il possibile utilizzo degli ambienti carsici costieri da parte della specie.

Le indagini hanno confermato la presenza dell’anguilla nei bacini idrografici collegati al sistema carsico, comprese aree caratterizzate da corsi d’acqua temporanei e da possibili flussi idrici sotterranei. I campionamenti hanno inoltre permesso di individuare esemplari appartenenti a differenti fasi del ciclo vitale, suggerendo che questi ambienti possano svolgere un ruolo più importante di quanto finora ipotizzato.

Tra le ipotesi che saranno approfondite nelle prossime fasi della ricerca vi è quella che le grotte possano costituire una via di risalita tra il mare e l’entroterra attraverso le connessioni carsiche, oppure un habitat favorevole all’alimentazione e alla crescita della specie.

Lo studio rappresenta un primo contributo alla comprensione del rapporto tra anguilla europea e sistemi carsici costieri del Mediterraneo, evidenziando la necessità di ulteriori indagini per chiarire le dinamiche ecologiche di questi ambienti e il loro potenziale valore per la conservazione della specie.

Le fotografie che accompagnano il lavoro e questo articolo, sono di Valentina Balestra, Davide Barberis e Bartolomeo Vigna.

Fonte scientifica:

Actis Dato et al. (2026). “The role of coastal karst environments for the conservation of Anguilla anguilla (Linnaeus, 1758) in the Mediterranean area”. Environmental Biology of Fishes. DOI: 10.1007/s10641-026-01875-z

L'articolo Anguille e grotte costiere: uno studio apre nuove prospettive sulla conservazione della specie proviene da Scintilena.

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