Serbatoi magmatici sotto la Toscana: nuova luce sul potenziale geotermico e le risorse del sottosuolo
Un team internazionale svela riserve profonde di fluidi magmatici tra Larderello e il Monte Amiata, aprendo nuove prospettive per l’energia e le materie prime strategiche
Serbatoi magmatici toscani: la scoperta
Un team internazionale di ricercatori ha identificato vasti serbatoi ricchi di fluidi magmatici nel sottosuolo della Toscana, nelle aree geotermiche di Larderello e del Monte Amiata. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista scientifica Communications Earth & Environment del gruppo Nature.[1][2]
I corpi magmatici individuati si trovano a profondità comprese tra 8 e 15 chilometri sotto la crosta terrestre. I volumi stimati raggiungono migliaia di chilometri cubi. Si tratta di dimensioni ben al di sopra di quanto finora ipotizzato per quest’area, anche se la Toscana è da oltre un secolo una delle regioni geotermiche più attive d’Europa.[3][4][5][6]
Il coordinatore dello studio è Matteo Lupi, geofisico dell’Università di Ginevra, che ha guidato un gruppo di ricercatori provenienti da diversi Paesi, tra cui Italia, Svizzera e altri partner europei. La ricerca ha coinvolto anche l’INGV (Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia) e il CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche).[2][7][8]
Tomografia da rumore sismico: la tecnica che ha reso possibile l’indagine
La chiave metodologica della scoperta è stata l’applicazione della tomografia da rumore sismico ambientale (ambient noise tomography). Questa tecnica sfrutta le vibrazioni naturali della Terra — generate da oceani, vento, traffico e altre sorgenti — per costruire immagini tridimensionali del sottosuolo.[9][10]
A differenza delle tecniche sismiche attive, che richiedono esplosioni o vibroseis per generare le onde, la tomografia da rumore ambientale è completamente non invasiva. Non produce impatti ambientali diretti e ha costi operativi contenuti rispetto ad altri metodi di indagine profonda.[11][9]
Le stazioni sismiche distribuite sul territorio toscano hanno registrato il rumore di fondo per un periodo prolungato. I dati sono stati poi elaborati con algoritmi avanzati che estraggono le funzioni di correlazione tra stazioni, ricavando la velocità delle onde sismiche nel sottosuolo. Le anomalie di velocità corrispondono a zone con presenza di fusi o fluidi magmatici, permettendo di mapparne distribuzione e volume.[10][9]
Questo approccio ha permesso ai ricercatori di “vedere” strutture profonde che le indagini precedenti non avevano potuto delineare con precisione. L’uso diffuso di questa tecnica in aree geotermiche è relativamente recente e la sua applicazione alla Toscana ha prodotto risultati di particolare rilievo scientifico.[1][2]
Il contesto: la geotermia toscana ha radici storiche profonde
La Toscana è storicamente la culla della geotermia industriale mondiale. A Larderello, in provincia di Pisa, nel 1904 si produsse per la prima volta al mondo elettricità da calore geotermico. Oggi quella stessa area ospita centrali che producono circa il 30% del fabbisogno elettrico regionale della Toscana, con una potenza installata superiore a 900 MW.[5][6][12][13]
Il campo geotermico di Larderello-Travale è tra i più estesi al mondo per produzione di energia da vapore naturale. Il Monte Amiata, nell’area senese e grossetana, costituisce il secondo polo geotermico toscano, anch’esso sfruttato da decenni. Nonostante secoli di attività e decenni di sfruttamento industriale, il sottosuolo di questa regione continua a riservare elementi non ancora completamente compresi dalla comunità scientifica.[12][14][15][3]
Potenziale geotermico: nuove prospettive per la transizione energetica
La presenza di serbatoi magmatici di queste dimensioni suggerisce un potenziale energetico superiore a quanto fin qui stimato per la regione. I fluidi magmatici profondi alimentano i sistemi idrotermali superficiali che sono alla base degli impianti geotermici esistenti. Una migliore comprensione delle sorgenti di calore profonde può orientare lo sviluppo di nuove strategie di sfruttamento.[16][17]
In Europa si discute con crescente interesse dei cosiddetti sistemi geotermici avanzati (EGS – Enhanced Geothermal Systems), che permettono di produrre energia anche in aree non naturalmente permeabili, portando le tecnologie geotermiche ben oltre i bacini idrotermali tradizionali. La Toscana, con la presenza di serbatoi così vasti e profondi, potrebbe diventare un laboratorio naturale per sperimentare e sviluppare queste tecnologie.[14][18][19]
Il Piano di Gestione Geotermica della Toscana punta a incrementare la capacità installata nei prossimi anni, in linea con gli obiettivi europei di decarbonizzazione. Questa scoperta fornisce una base scientifica più solida per progettare eventuali interventi futuri.[19]
Materie prime critiche: litio e terre rare nei sistemi magmatici profondi
Oltre all’energia, lo studio apre prospettive di ricerca nel campo delle materie prime strategiche. I sistemi magmatici profondi sono ambienti favorevoli alla concentrazione di elementi come il litio, il boro e alcune terre rare, fondamentali per la produzione di batterie, dispositivi elettronici e tecnologie per le energie rinnovabili.[20][21]
In Italia, il tema dell’estrazione di litio dalle brine geotermiche è già oggetto di studio e sperimentazione. Il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica ha avviato confronti con le imprese del settore geotermico per valutare il potenziale estrattivo. Le brine calde che circolano nei sistemi geotermici toscani contengono concentrazioni di litio che, in alcuni siti, potrebbero risultare economicamente interessanti.[21][22][20]
La connessione tra i serbatoi magmatici profondi individuati dallo studio e i fluidi geotermici di superficie è un campo di ricerca in rapida evoluzione. Comprendere meglio questi legami potrebbe aprire a una sfruttamento integrato: energia e materie prime dallo stesso sistema naturale.[3][1]
Implicazioni scientifiche e sicurezza
I ricercatori hanno chiarito che la presenza di questi serbatoi non rappresenta un rischio vulcanico immediato per la popolazione toscana. I fluidi magmatici a profondità di 8-15 km non sono paragonabili ai sistemi vulcanici attivi come quelli dei Campi Flegrei o del Vesuvio. La Toscana non è classificata tra le zone ad alto rischio eruttivo in Italia.[15][23][24]
Lo studio contribuisce a migliorare i modelli di rischio geofisico regionali, utili sia per la pianificazione geotermica che per la valutazione della sismicità locale. La sismicità indotta dalle attività geotermiche è un tema già monitorato dall’INGV nelle aree di Larderello e del Monte Amiata. Una conoscenza più precisa delle strutture profonde permette di affinare queste analisi.[7][8][18]
Fonti consultate
- EurekAlert! / AAAS – Super magma reservoirs discovered beneath Tuscany (13 aprile 2026): https://www.eurekalert.org/news-releases/1123776
- Università di Ginevra (UNIGE) – Super Magma Reservoirs Discovered Beneath Tuscany (13 aprile 2026): https://www.unige.ch/medias/en/2026/des-super-reservoirs-de-magma-decouverts-sous-la-toscane
- INGV – La Toscana custodisce enormi serbatoi di magma (13 aprile 2026): https://www.ingv.it/stampa-urp/ufficio-stampa/comunicati-stampa/geotermia-la-toscana-custodisce-enormi-serbatoi-di-magma
- CNR – La Toscana custodisce enormi accumuli di magma (14 aprile 2026): https://www.cnr.it/it/nota-stampa/n-14276/la-toscana-custodisce-enormi-accumuli-di-magma
- Greenreport.it – Geotermia, nel sottosuolo della Toscana si nascondono migliaia di km cubi di fluidi magmatici (13 aprile 2026): https://www.greenreport.it/news/nuove-energie/61195-geotermia-nel-sottosuolo-della-toscana-si-nascondono-migliaia-di-km-cubi-di-fluidi-magmatici
- Corriere Toscano – Enormi serbatoi di magma in Toscana, la scoperta dei ricercatori (13 aprile 2026): https://corrieretoscano.it/toscana/cronaca/masse-magmatiche-enormi-larderello-toscana-monte-amiata-ricercatori/
- InSaluteNews – Scoperti enormi serbatoi magmatici sotto la Toscana (13 aprile 2026): https://www.insalutenews.it/in-salute/scoperti-enormi-serbatoi-magmatici-sotto-la-toscana-nuove-speranze-per-la-transizione-energetica/
- ARPAT Toscana – Centrali geotermiche in Toscana: https://www.arpat.toscana.it/temi-ambientali/sistemi-produttivi/impianti-di-produzione-di-energia/geotermia/centrali-geotermiche
- UNMIG/MASE – Estrazione di litio da brine geotermiche: potenzialità e sfide future (26 giugno 2024): https://unmig.mase.gov.it/estrazione-di-litio-da-brine-geotermiche/
- INGV Terremoti – Geotermia ed EGS: la sismicità indotta dalle operazioni geotermiche (1 luglio 2021): https://ingvterremoti.com/2021/07/01/geotermia-ed-egs-la-sismicita-indotta-dalle-operazioni-geotermiche/
- Wikipedia – Larderello: https://it.wikipedia.org/wiki/Larderello
- TVSvizzera.it – La Toscana seduta sopra a un’enorme quantità di magma, ma niente paura (15 aprile 2026): https://www.tvsvizzera.it/tvs/relazioni-italo-svizzere/la-toscana-seduta-sopra-a-unenorme-quantita-di-magma-ma-niente-paura
- Greenreport.it – Geotermia: obiettivi di sviluppo in Toscana (10 dicembre 2025): https://www.greenreport.it/news/nuove-energie/59147-geotermia-quali-obiettivi-di-sviluppo-in-toscana-lo-spiega-il-programma-di-gestione-geotermica
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