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Sicilia, I Karren della Dorsale Mesozoica e la Grotta del Lauro al Centro del Convegno dei Geologi di Sicilia

Apríl 13th 2026 at 09:00

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Carsismo e risorse idriche nei Nebrodi: geologia, paesaggio e tutela dell’acqua si incontrano ad Alcara Li Fusi


Il convegno: geologi siciliani e fenomeni carsici in Provincia di Messina

L’Ordine Regionale dei Geologi di Sicilia ha organizzato un convegno dal titolo “Acqua e Territorio nei Nebrodi”, svoltosi il 28 e 29 marzo 2026 nel borgo di Alcara Li Fusi (Messina). La due giorni ha messo al centro il tema dell’acqua in tutte le sue implicazioni: geologiche, idrogeologiche, normative e amministrative. La parte scientifica si è tenuta il 28 marzo, con relazioni dedicate all’idrogeologia dell’area e ai fenomeni carsici in Provincia di Messina, con particolare attenzione al territorio di Alcara Li Fusi. Il giorno successivo i partecipanti hanno visitato il Centro di Osservazione dei Grifoni e compiuto un trekking sulle pendici della dorsale mesozoica Longi-Taormina, dove è possibile osservare direttamente i karren — le caratteristiche scanalature di dissoluzione calcarea — che modellano i versanti delle Rocche del Crasto. L’organizzazione ha beneficiato della collaborazione dell’associazione Sicilia Ambiente, attiva nel borgo di Alcara Li Fusi.[1][2][3]


La dorsale Longi-Taormina: calcari liassici e carsismo mesozoico

I fenomeni carsici dei Nebrodi e dei Peloritani si sviluppano su una fascia di affioramenti carbonatici mesozoici che attraversa la Sicilia nord-orientale da San Fratello fino a Taormina: la dorsale Longi-Taormina. Questa struttura appartiene all’Unità tettonica Longi-Taormina, la parte più frontale delle falde Calabridi, sovrascorsa verso sud-ovest sulle formazioni flyschioidi dei Nebrodi. Questi calcari si distinguono nettamente — per aspetto e comportamento idrogeologico — dai flysch argillosi e arenacei che costituiscono la gran parte del paesaggio nebrodico.[4]

Le rocce protagoniste del carsismo sono i calcari neri e massivi di Longi: calcari liassici (Sinemuriano-Pliensbachiano, circa 190-175 milioni di anni fa), depositatisi in un ambiente di piattaforma carbonatica di acque basse con facies bioclastiche e ooliti. Il loro spessore supera i 500 metri in molti settori. Sopra di essi si trovano i calcari pelagici marnosi del Medolo, la Maiolica selcifera e la Scaglia, completando una successione che documenta il passaggio da ambienti di piattaforma ad acque profonde durante il Mesozoico. La purezza chimica di questi calcari — con alto contenuto in calcite — li rende particolarmente suscettibili alla dissoluzione in presenza di acqua e anidride carbonica.[5][4]


Il meccanismo del carsismo: acqua, CO? e dissoluzione progressiva

Il carsismo è un processo di dissoluzione chimica della roccia calcarea. L’acqua piovana, assorbendo CO? atmosferica e quella prodotta dalla decomposizione della materia organica nel suolo, diventa acido carbonico debole. Questo acido attacca il CaCO? trasformandolo in bicarbonato di calcio, solubile e asportabile. La reazione è reversibile: nelle grotte, dove la CO? viene perduta, il carbonato si riprecipita generando stalattiti, stalagmiti e altre concrezioni.[6][7][5]

Perché il carsismo si sviluppi in modo significativo, devono coesistere quattro condizioni: rocce carbonatiche solubili, fratturazione del mezzo roccioso, precipitazioni adeguate e un gradiente idraulico che permetta il ricambio delle acque. Nella dorsale di Alcara Li Fusi tutte e quattro le condizioni sono soddisfatte: i calcari liassici sono intensamente tettonizzati; le precipitazioni medie raggiungono 800-1.000 mm annui; i versanti ripidi assicurano gradienti idraulici elevati.[7][4]


I Karren della Rocca: le morfologie carsiche superficiali

I karren — o lapiaz — sono le morfologie carsiche epigee più visibili sui versanti calcarei della dorsale Longi-Taormina. Si tratta di solchi, scanalature, gallerie e vaschette di corrosione incisi sulla superficie dei calcari dall’azione dell’acqua piovana nel corso di decine di migliaia di anni. I karren si classificano in base al grado di copertura del suolo:[8][9]

  • Karren liberi su roccia nuda: scanalature rettilinee (Rillenkarren), solchi e docce di corrosione, lame aguzze;
  • Karren semiliberi: vaschette di corrosione (Kamenitza), piccole cavità subcircolari a fondo piatto colme d’acqua dopo le piogge;
  • Karren coperti: forme arrotondate (Rundkarren) sviluppate sotto il suolo, prive di creste aguzze.

Sui versanti delle Rocche del Crasto, l’escursione del convegno ha permesso di osservare questi solchi direttamente sulla roccia affiorante, testimoniando un’attività carsica tuttora in corso. Le Rocche del Crasto sono un massiccio calcareo che raggiunge i 1.315 m s.l.m. con pareti verticali che superano i 200 m di strapiombo nella Valle Calanna, dove è riconoscibile una scarpata di faglia attiva.[10][4]


La Grotta del Lauro: il carsismo ipogeo del Parco dei Nebrodi

Sul versante occidentale delle Rocche del Crasto, a circa 1.068 m di quota, si apre la Grotta del Lauro: la principale cavità carsica del Parco dei Nebrodi e una delle più importanti del Valdemone. La grotta si è formata per dissoluzione ipogea progressiva dei calcari liassici: le acque di infiltrazione hanno gradualmente allargato le fratture tettoniche preesistenti, creando cunicoli e gallerie nel corso di lunghi periodi geologici.[11][12]

L’interno della cavità conserva stalattiti, stalagmiti, colonne e concrezioni calcitiche. L’interesse scientifico della grotta va oltre la spettacolarità delle concrezioni: la Grotta del Lauro ospita almeno due specie di invertebrati miriapodi troglobi — completamente adattati alla vita sotterranea, ciechi e depigmentati — che rappresentano endemismi unici al mondo: Entotalassinum nebrodium e Beroniscus marcelii. La cavità è anche un sito di interesse archeozoologico: i reperti rinvenuti testimoniano la frequentazione umana nell’Età del Bronzo. L’accesso è consentito solo con guida autorizzata, per la tutela dell’ecosistema sotterraneo.[12][13][14][11]


Gli acquiferi carsici: una risorsa idrica preziosa e vulnerabile

Dal punto di vista idrogeologico, i calcari liassici della dorsale Longi-Taormina costituiscono il principale acquifero dell’area di Alcara Li Fusi e della zona peloritano-nebrodica nord-occidentale. Nelle sub-idrostrutture carbonatiche la permeabilità raggiunge valori dell’ordine di 10?? m/s per fessurazione e carsismo locale. Le acque che emergono dalle sorgenti alla base dei rilievi hanno una composizione chimica di tipo bicarbonato-calcico, con conducibilità di 300-800 µS/cm e qualità ottima per uso potabile.[4]

Il carsismo, però, rende questi acquiferi intrinsecamente vulnerabili: la rapidità con cui l’acqua si infiltra attraverso i karren e le fratture, senza subire filtrazione nel suolo, consente a eventuali contaminanti superficiali di raggiungere la falda in tempi brevissimi. Questo aspetto costituisce la principale sfida per la tutela idrogeologica dell’area.[4]


Il quadro normativo: tutelare l’acqua nelle aree carsiche

Il convegno ha affrontato anche il versante normativo-amministrativo della gestione delle risorse idriche nei Nebrodi. Il D.Lgs. 152/1999 impone alle Regioni la classificazione dei corpi idrici sotterranei, il monitoraggio e la predisposizione di Piani di Tutela delle Acque. La Direttiva Quadro Acque 2000/60/CE obbliga a raggiungere il “buono stato” di tutti i corpi idrici, con particolare attenzione alla definizione di zone di salvaguardia nelle aree di ricarica degli acquiferi. Il Piano di Tutela delle Acque della Sicilia e il Piano di Gestione del Distretto Idrografico della Sicilia declinano questi obblighi a livello regionale, prevedendo per le sub-idrostrutture carbonatiche peloritane un monitoraggio qualitativo e quantitativo continuo.[4]

Per l’area di Alcara Li Fusi, la sfida amministrativa consiste nel tutelare le zone di ricarica carbonatica — le stesse aree dove si sviluppano i karren — da attività che potrebbero comprometterne la qualità idrica, mantenendo al contempo la vocazione turistica e naturalistica del territorio.


I Grifoni sulle Rocche del Crasto: un ecosistema integrato

L’escursione al Centro di Osservazione dei Grifoni ha completato il programma del convegno, collegando il tema geologico a quello naturalistico. Il grifone (Gyps fulvus) è stato reintrodotto nel Parco dei Nebrodi a partire dal 1999, con esemplari provenienti dalla Spagna. Il sito di Alcara Li Fusi è diventato il principale centro di nidificazione dei grifoni in Sicilia, con oltre 60 esemplari e almeno 16 coppie nidificanti alle pareti calcaree delle Rocche del Crasto. I volatili sfruttano le correnti termiche ascendenti generate dalle pareti verticali dei calcari: la morfologia carsica e tettonica delle Rocche non è solo un laboratorio geologico, ma anche un habitat fondamentale per la fauna selvatica.[15][16][17]


Fonti consultate

Fonti
[1] Ordine Regionale dei Geologi di Sicilia – ORGS https://www.facebook.com/ordineregionalegeologidisicilia/posts/-acqua-e-territorio-nei-nebrodiidrogeologia-risorse-idriche-e-gestione-sostenibi/1741317253926693/
[2] Idrogeologia, risorse idriche e gestione sostenibile”, che il 28 e 29 … https://www.facebook.com/ordineregionalegeologidisicilia/posts/-grande-partecipazione-e-alto-livello-scientifico-per-la-due-giorni-di-alcara-li/1751308502927568/
[3] Save the date! Ancora pochi posti disponibili per l’escursione del 29 … https://www.facebook.com/ordineregionalegeologidisicilia/posts/save-the-date-ancora-pochi-posti-disponibili-per-lescursione-del-29-marzo-alla-g/1744289103629508/
[4] Corpo idrico sotterraneo: Peloritani – occidentali https://www2.regione.sicilia.it/presidenza/ucomrifiuti/acque/DOCUMENTI/DOCUMENTI_E/E3/PELORITANI/Peloritani_Occidentali.pdf
[5] Cenni sulla chimica del carsismo – Gruppo Grotte Gallarate https://www.gruppogrottegallarate.it/cenni-sulla-chimica-del-carsismo/
[6] Carsismo https://www.chimica-online.it/articoli/carsismo.htm
[7] Fenomeno carsico – Gruppo Grotte Castelli Romani https://www.ggcr.altervista.org/carsismo.html
[8] Campo solcato – Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/Campo_solcato
[9] Carsismo superficiale https://www.provincia.tn.it/News/Approfondimenti/Carsismo-superficiale
[10] Le escursioni e trekking migliori nei dintorni di Alcara Li Fusi – Komoot https://www.komoot.com/it-it/guide/568024/fantastici-trekking-e-escursioni-nei-dintorni-di-alcara-li-fusi
[11] Alcara li Fusi (Me) – Grotta del Lauro, Stalagmiti, Stalattiti e …Pipistrelli https://trovaeventi.com/sicilia/alcara-li-fusi-me-grotta-del-lauro-stalagmiti-stalattiti-e-pipistrelli/?hilite=%26quot%3BGiant+Benches+on+Lake+Iseo%26quot%3B
[12] Escursione alla Grotta del Lauro – Parco dei Nebrodi – Alcara Li Fusi https://www.ttattago.com/en/cosa-fare/alcara-li-fusi/activities/escursione-alla-grotta-del-lauro-parco-dei-nebrodi
[13] Alcara Li Fusi, escursione alla Grotta del Lauro – Nebrodi News https://www.nebrodinews.it/alcara-li-fusi-escursione-alla-grotta-del-lauro/
[14] Alla scoperta della Grotta del Lauro – Associazione PFM https://www.associazionepfm.it/escursioni/event/alla-scoperta-della-grotta-del-lauro/
[15] Primi risultati della reintroduzione del Grifone [Gyps fulvus … https://www.academia.edu/16787993/Primi_risultati_della_reintroduzione_del_Grifone_Gyps_fulvus_Hablizl_1783_nei_parchi_delle_Madonie_e_dei_Nebrodi_Sicilia_Aves_Falconiformes_
[16] Parco dei Nebrodi, torna a volare un giovane grifone https://www.tempostretto.it/news/parco-dei-nebrodi-torna-a-volare-un-giovane-grifone-liberato-dopo-2-mesi-di-cure.html
[17] in Sicilia c’è la (splendida) Grotta del Lauro – Balarm https://www.balarm.it/news/la-sua-bellezza-selvaggia-lascia-senza-fiato-in-sicilia-c-e-la-splendida-grotta-del-lauro-140696
[18] 01-Introduzione-alla-speleologia.ppt.txt https://ppl-ai-file-upload.s3.amazonaws.com/web/direct-files/collection_08c39ce1-fb5a-4696-a8a1-73d261c2e891/86d36e7b-fb33-423c-9ed5-5859bb837351/01-Introduzione-alla-speleologia.ppt.txt
[19] 02-Evoluzione-speleo-italia.ppt.txt https://ppl-ai-file-upload.s3.amazonaws.com/web/direct-files/collection_08c39ce1-fb5a-4696-a8a1-73d261c2e891/35124a74-892b-451f-9c91-aa405245406d/02-Evoluzione-speleo-italia.ppt.txt
[20] 03-Speleologia-e-ricerca-scientifica.ppt.txt https://ppl-ai-file-upload.s3.amazonaws.com/web/direct-files/collection_08c39ce1-fb5a-4696-a8a1-73d261c2e891/2e8b1d27-c01e-4793-9b8a-e405da6de545/03-Speleologia-e-ricerca-scientifica.ppt.txt

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  • Yellowstone: nuova ricerca rivela come la tettonica profonda alimenta il sistema magmatico del supervulcano
    Condividi Un nuovo studio pubblicato su Science integra sismologia, tomografia 3D e geodinamica per ridefinire il “plumbing system” di Yellowstone e chiarire i reali meccanismi di alimentazione magmatica Un nuovo studio pubblicato sulla rivista Science (DOI: 10.1126/science.aeg3511) ridefinisce la comprensione del sistema magmatico di Yellowstone. La ricerca, firmata da Zebin Cao e colleghi, dimostra che il supervulcano non si alimenta soltanto attraverso il classico pennacchio del mantel
     

Yellowstone: nuova ricerca rivela come la tettonica profonda alimenta il sistema magmatico del supervulcano

Apríl 12th 2026 at 11:00

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Un nuovo studio pubblicato su Science integra sismologia, tomografia 3D e geodinamica per ridefinire il “plumbing system” di Yellowstone e chiarire i reali meccanismi di alimentazione magmatica

Un nuovo studio pubblicato sulla rivista Science (DOI: 10.1126/science.aeg3511) ridefinisce la comprensione del sistema magmatico di Yellowstone. La ricerca, firmata da Zebin Cao e colleghi, dimostra che il supervulcano non si alimenta soltanto attraverso il classico pennacchio del mantello — il cosiddetto mantle plume — ma anche attraverso processi tettonici profondi che spingono materiale caldo verso la crosta terrestre. Il risultato è un’immagine molto più articolata del plumbing system di Yellowstone, il complesso reticolo di condotti, camere e intrusioni magmatiche che sostengono il sistema vulcanico.[1]


Il modello tradizionale del mantle plume e i suoi limiti

Per decenni il modello dominante spiegava il vulcanismo di Yellowstone con un mantle plume: una colonna di materiale caldo che risale verticalmente dal mantello profondo fino alla base della crosta. Questo pennacchio caldo, inclinato verso sud-ovest per effetto dei grandi flussi del mantello, era stato confermato da numerose campagne di tomografia sismica. Il modello prevedeva che il materiale fuso risalisse verticalmente, alimentasse una o due camere magmatiche nella crosta superiore e inferiore, e generasse periodicamente eruzioni esplosive. Studi precedenti avevano già identificato due principali serbatoi sovrapposti: uno superficiale a circa 5–16 km di profondità e uno più profondo tra i 20 e i 50 km.[2][3][1]

Il plume di Yellowstone è alla base anche della migrazione del vulcanismo lungo la Snake River Plain. Man mano che la placca nordamericana si sposta verso sud-ovest, l’area attiva “migra” verso nord-est. Questo spiegava, almeno in parte, la storia eruttiva complessa e geograficamente distribuita del sistema vulcanico.[4]


Due sorgenti di alimentazione magmatica: il contributo della tettonica profonda

Il lavoro di Cao e collaboratori combina sismologia ad alta risoluzione, tomografia tridimensionale della crosta e del mantello, modelli geodinamici e dati raccolti nell’arco degli ultimi vent’anni. La scoperta centrale è che il magma raggiunge la crosta da due direzioni distinte: dal basso, attraverso il classico mantle plume che risale verticalmente; e lateralmente, tramite flussi orizzontali di materiale caldo del mantello, innescati e guidati dalla tettonica della placca nordamericana.[5][6]

Questa combinazione produce un sistema di alimentazione molto più complesso di quanto i modelli precedenti ipotizzassero. La tettonica profonda non è un fattore secondario: contribuisce in modo attivo alla generazione e alla distribuzione del magma all’interno della crosta. Il movimento della placca nordamericana sopra il plume stira e assottiglia la litosfera, creando zone di debolezza strutturale attraverso le quali il magma può risalire in modo irregolare e distribuito. Questo processo spiega la geometria complessa del sistema vulcanico e la storia eruttiva “migrante” di Yellowstone nel tempo geologico.[5]


La camera magmatica superiore: un magma mush, non un lago di lava

Uno degli aspetti più rilevanti dello studio riguarda la natura della camera magmatica superiore. Contrariamente all’immagine popolare di un vasto serbatoio di magma liquido pronto a esplodere, il sistema di Yellowstone è in realtà un magma mush: una miscela complessa di cristalli solidi, fuso parziale e fluidi caldi.[3][7]

La percentuale di magma effettivamente fuso è troppo bassa per alimentare un’eruzione catastrofica nelle condizioni attuali. La camera superiore contiene solo una piccola frazione di melt libero, ben al di sotto delle soglie critiche associate a sistemi eruttivi imminenti. Questa struttura ibrida è fondamentale per capire il comportamento del sistema. Un sistema magmatico attivo, come quello di Yellowstone, non è necessariamente un sistema prossimo all’eruzione.[7][8]


Perché Yellowstone produce eruzioni esplosive e non solo effusive

Il nuovo modello chiarisce anche la natura delle grandi eruzioni del passato. I tre eventi calderici avvenuti circa 2,1, 1,3 e 0,64 milioni di anni fa hanno generato enormi quantità di materiale piroclastico. La combinazione tra alimentazione dal plume e flussi tettonici laterali crea condizioni di accumulo rapido e disomogeneo del magma nella crosta. Studi precedenti avevano già mostrato che i serbatoi magmatici di Yellowstone si assemblano in modo eterogeneo, attraverso ripetute iniezioni di magma basaltico caldo proveniente dal mantello.[9][3]

Il contributo tettonico, ora meglio quantificato, aggiunge un elemento di variabilità che può accelerare i processi di carica del sistema. La geometria irregolare del plumbing system e la natura ibrida del magma mush favoriscono l’accumulo di pressione in modo non lineare: questo spiega perché Yellowstone produce periodicamente eruzioni esplosive su scala catastrofica, a differenza di molti vulcani effusivi.[1]


Il rischio eruttivo attuale: il sistema di Yellowstone è stabile

Nonostante la complessità del sistema magmatico rivelata dallo studio, la valutazione del rischio eruttivo attuale rimane invariata. La ricerca di Cao et al. non segnala alcun aumento del pericolo vulcanico a Yellowstone. Il sistema si trova in una fase di stabilità.[8][10]

I dati attuali indicano che la percentuale di melt nella camera superiore è troppo bassa per innescare un’eruzione. Non sono stati rilevati segnali precursori significativi: né deformazione anomala della crosta, né attività sismica inusuale, né variazioni geochimiche nei fluidi idrotermali. Il sistema idrotermale di superficie — geyser, sorgenti calde, fumarole — è monitorato continuativamente dall’USGS e dallo Yellowstone Volcano Observatory, e mostra comportamenti coerenti con la normale variabilità del sistema.[10][11][12]

Lo studio contribuisce a ridimensionare la narrativa popolare che dipinge Yellowstone come un supervulcano “in ritardo” rispetto a un ciclo eruttivo. Quella lettura è scientificamente infondata: non esiste alcun orologio biologico vulcanico, e la storia eruttiva di un sistema non ne determina la prossima attivazione.


Un’immagine più complessa apre nuove prospettive per il monitoraggio vulcanico

Il contributo più rilevante della ricerca per la comunità scientifica internazionale è metodologico e interpretativo. Dimostrare che i supervulcani sono alimentati da reti magmatiche dinamiche — e non da un’unica camera isolata — cambia il modo in cui vengono impostati i modelli di monitoraggio.[1]

Se il sistema di Yellowstone è alimentato contemporaneamente da un plume verticale e da flussi tettonici laterali, i parametri da monitorare si moltiplicano. Non basta osservare la deformazione superficiale della caldera: è necessario integrare dati profondi sulla velocità delle onde sismiche, sulla distribuzione del melt a scala crostale e mantellica, e sull’evoluzione termica del sistema. Studi correlati sulle Cascade Volcanoes hanno mostrato che i serbatoi magmatici possono restare parzialmente fusi per migliaia di anni senza generare eruzioni, a condizione che la percentuale di melt rimanga sotto le soglie critiche. Applicata a Yellowstone, questa prospettiva rafforza l’interpretazione dello studio: un sistema complesso e dinamico non è necessariamente un sistema pericoloso nel breve termine.[13][1]


Fonti consultate

Fonti
[1] The Yellowstone magmatic system from the mantle plume to the upper crust https://www.science.org/doi/10.1126/science.aaa5648
[2] Yellowstone Plume Conduit Tilt Caused by Large?Scale Mantle Flow https://agupubs.onlinelibrary.wiley.com/doi/pdfdirect/10.1029/2019GC008490
[3] Rapid heterogeneous assembly of multiple magma reservoirs prior to Yellowstone supereruptions https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC4564848/
[4] HOTSPOT: The Snake River Scientific Drilling Project – Tracking the Yellowstone Hotspot Through Space and Time https://sd.copernicus.org/articles/3/56/2006/sd-3-56-2006.pdf
[5] Plume?Lithosphere Interaction and Delamination at Yellowstone and Its Implications for the Boundary of Craton Stability https://onlinelibrary.wiley.com/doi/pdfdirect/10.1029/2021GL096864
[6] Deep mantle plumes feeding periodic alignments of asthenospheric fingers beneath the central and southern Atlantic Ocean https://pnas.org/doi/10.1073/pnas.2407543121
[7] Eruptible magma https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC5150370/
[8] Determining the current size and state of subvolcanic magma reservoirs https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC7644707/
[9] Discovery of two new super-eruptions from the Yellowstone hotspot track (USA): Is the Yellowstone hotspot waning? https://pubs.geoscienceworld.org/gsa/geology/article-pdf/48/9/934/5135163/934.pdf
[10] A Newly Emerging Thermal Area in Yellowstone https://www.frontiersin.org/articles/10.3389/feart.2020.00204/pdf
[11] A shake and a surge: Assessing the possibility of an earthquake-triggered eruption at Steamboat Geyser https://www.jvolcanica.org/ojs/index.php/volcanica/article/view/276
[12] Multi?Scale Geophysical Imaging of a Hydrothermal System in Yellowstone National Park, USA https://agupubs.onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1029/2024JB029839
[13] Scoperti enormi serbatoi di magma sotto i vulcani dormienti … https://www.scintilena.com/scoperti-enormi-serbatoi-di-magma-sotto-i-vulcani-dormienti-del-pacifico-nord-occidentale/02/18/

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  • Ragusa sotterranea a rischio: il geologo Ruggieri chiede il monitoraggio delle latomie carsiche
    Condividi Le infiltrazioni d’acqua e la sismicità medio-alta mettono sotto pressione le cavità artificiali al di sotto di strutture pubbliche nel centro città Niscemi apre il dibattito, Ragusa ha le sue specificità La frana di Niscemi, che a fine gennaio 2026 ha costretto all’evacuazione tra 1.500 e 1.600 persone con un fronte di circa 4 km e sprofondamenti fino a 55 metri, ha riportato in primo piano il tema del rischio idrogeologico in Italia e in Sicilia. I dati ISPRA parlan
     

Ragusa sotterranea a rischio: il geologo Ruggieri chiede il monitoraggio delle latomie carsiche

Apríl 9th 2026 at 14:00

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Le infiltrazioni d’acqua e la sismicità medio-alta mettono sotto pressione le cavità artificiali al di sotto di strutture pubbliche nel centro città


Niscemi apre il dibattito, Ragusa ha le sue specificità

La frana di Niscemi, che a fine gennaio 2026 ha costretto all’evacuazione tra 1.500 e 1.600 persone con un fronte di circa 4 km e sprofondamenti fino a 55 metri, ha riportato in primo piano il tema del rischio idrogeologico in Italia e in Sicilia. I dati ISPRA parlano chiaro: il 94,5% dei comuni italiani è classificato a rischio per frane, alluvioni, valanghe o erosione costiera. Le frane censite nel territorio nazionale superano le 684.000 unità, e 1,3 milioni di persone risiedono in aree a pericolosità elevata.[1][2][3]

In questo quadro, il geologo Rosario Ruggieri, fondatore del CIRS ETS – Centro Ibleo di Ricerche Speleo-Idrogeologiche di Ragusa, ha richiamato l’attenzione sul rischio specifico della città di Ragusa. Un rischio che, a differenza di quello visibile e improvviso di Niscemi, è di natura sotterranea, lento e silenzioso.


Il carsismo ibleo: una roccia che si dissolve

Il territorio di Ragusa poggia su rocce carbonatiche carsiche. L’acqua piovana, arricchita di anidride carbonica, aggredisce chimicamente il calcare sciogliendolo progressivamente nel tempo. Questo fenomeno — responsabile nel lungo periodo della formazione di vallate, grotte e doline — crea un sottosuolo strutturalmente discontinuo, percorso da fratture e cavità.

Nei sistemi carsici, l’acqua si muove rapidamente attraverso fessure e condotti senza subire processi di filtrazione naturale, e la capacità del sistema di autoriparare i danni è molto limitata. È una caratteristica che il carsismo degli Iblei condivide con altre aree calcaree siciliane, ma che a Ragusa si somma a un fattore di rischio aggiuntivo: la presenza di cavità artificiali storiche al di sotto del centro urbano.


Le latomie: cave storiche sotto la città

Dopo il terremoto del Val di Noto del 1693 — la scossa più violenta mai registrata nella storia d’Italia, con magnitudo Mw 7.3 e un’intensità di X grado MCS a Ragusa — i cavatori, detti “pirriatura”, scavarono nel sottosuolo della città estraendo il calcare necessario alla ricostruzione. Nacquero così le latomie, cave sotterranee che si estendono al di sotto di quella che è oggi una parte significativa del centro abitato.[4][5]

Alcune di queste cavità si sviluppano direttamente sotto strutture pubbliche: l’ex ospedale civico di Ragusa, edifici dell’ARPA e il complesso di Viale Sicilia sorgono sopra latomie che in parte sono state messe in sicurezza, ma in parte restano accessibili solo attraverso tombini, in condizioni precarie.[6]


L’allarme di Ruggieri: fratture in movimento, vetrini già rotti

Nei sopralluoghi condotti dal CIRS con tecniche speleologiche — scendendo attraverso tombini con attrezzatura da esplorazione ipogea — il team di Ruggieri ha riscontrato fratture di una certa entità nelle volte delle latomie, percorse da infiltrazioni d’acqua. Con il tempo, questo fenomeno allarga le fessure e può portare al distacco di volumi di roccia.[6]

L’indicatore più preoccupante è lo stato dei vetrini di controllo collocati sulle fratture: sono già rotti, segno che movimenti sono in atto. La rottura di questi strumenti rudimentali indica che le fratture si sono già spostate rispetto alla loro posizione originaria. L’evoluzione di questi movimenti, secondo Ruggieri, “potrebbe causare il crollo delle volte coinvolgendo le strutture che stanno in superficie”.[6]


Il rischio sismico amplifica il pericolo

Ragusa è classificata in zona sismica 2 (sismicità medio-alta). Le linee guida nazionali per la microzonazione sismica identificano le aree con cavità sotterranee come “Zone di Attenzione per cedimenti differenziali e crollo” (ZAcd). In queste zone, le onde sismiche possono innescare il collasso di volte e pilastri in cavità già degradate, con effetti che risalgono fino al piano campagna.[7][8]

È la combinazione dei due fattori — carsismo attivo e sismicità — a rendere il rischio ragusano particolarmente complesso. “Ragusa ricade su un territorio ad alto rischio sismico,” spiega Ruggieri, “un fattore che potrebbe fare collassare queste strutture e di conseguenza quello che c’è sopra”. I terremoti non fanno altro che accelerare processi di degrado che il carsismo sta già producendo in modo autonomo.[6]


L’appello tecnico: strumentazione remota per le fratture

La proposta del CIRS è precisa. Ruggieri chiede l’installazione di una strumentazione idonea a monitorare in remoto l’evoluzione delle fratture nelle volte delle latomie critiche. Le tecnologie disponibili comprendono fessurimetri elettronici, inclinometri, estensimetri e sistemi di allarme con trasmissione dati in continuo. Strumenti che permettono di sapere, con aggiornamento costante, se una frattura si sta allargando, a che velocità e in quale direzione — in modo da poter intervenire con il consolidamento prima che il rischio diventi emergenza.[9][10][6]

I vetrini a rottura attualmente presenti nelle latomie registrano solo a posteriori che un movimento è avvenuto, senza fornire dati quantitativi sull’entità o la direzione dello spostamento. Il salto tecnologico verso sistemi elettronici è la condizione minima per una gestione del rischio che possa definirsi preventiva.[9]


Chi è Rosario Ruggieri e il CIRS

Il CIRS di Ragusa è attivo dal 1974 e pubblica la rivista scientifica Speleologia Iblea. Rosario Ruggieri è membro della Karst Commission internazionale e autore, nel 2023, del volume “Karst of Sicily” pubblicato da Springer nella serie “Cave and Karst Systems of the World”. Il libro, frutto di oltre quaranta anni di ricerche sul territorio siciliano, è oggi il riferimento scientifico internazionale sul carsismo dell’isola. La Sicilia vi emerge come una delle aree mondiali più significative per varietà dei fenomeni carsici, con carsismo attivo in quattro litotipi diversi: calcari, gessi, salgemma e basalti.[11][12][13]


Il paradosso della prevenzione in Italia

Il caso delle latomie di Ragusa si inscrive in una tendenza strutturale. Negli anni 2013-2019, l’Italia ha speso 20 miliardi di euro per le emergenze da dissesto e soltanto 2 miliardi per la prevenzione, con un rapporto di dieci a uno. L’ASviS stima in 26 miliardi il fabbisogno complessivo per mettere in sicurezza il territorio italiano. Dal 1999 al 2025, la quota di PIL investita nella mitigazione del dissesto è stata in media dello 0,05% all’anno.[14][15][16]

In Sicilia, i dati ISPRA indicano che 93.000 abitanti vivono in zone a rischio frane e 130.000 in aree a rischio alluvioni. Le province di Catania, Siracusa e Ragusa sono quelle con il rischio alluvionale più elevato della regione, con i bacini del fiume Ippari e dell’Irminio tra quelli più monitorati nel Ragusano.[17][18]

L’appello del CIRS non è nuovo. “Noi da anni segnaliamo questo tipo di problema,” sottolinea Ruggieri, “ora più che mai, dopo gli eventi atmosferici di questi giorni, bisogna accendere i riflettori e auspicare che si intervenga celermente”. La speleologia, in questo caso, non si limita all’esplorazione: entra direttamente al servizio della sicurezza del territorio.[6]


Parole chiave: rischio idrogeologico Ragusa, latomie carsiche, CIRS Ragusa, Rosario Ruggieri, carsismo ibleo, monitoraggio sotterraneo, sismicità Sicilia


Fonti

# Fonte Link 1 ISPRA – Comunicato frana Niscemi e dati IFFI isprambiente.gov.it 2 Il Domani Ibleo – Articolo originale Ruggieri (30/01/2026) ildomanibleo.com 3 Le Cronache dei Siciliani – ISPRA IdroGEO Sicilia lecronachedeisiciliani.com 4 QdS – Rischio alluvionale Sicilia, province più esposte qds.it 5 Radio Time – Frana Niscemi: cause e aggiornamenti radiotime.it 6 FNOB – Emergenza frane Italia, 1,3 milioni a rischio fnob.it 7 Dipartimento Protezione Civile – Frana Niscemi 2026 protezionecivile.gov.it 8 Wikipedia – Terremoto Val di Noto 1693 it.wikipedia.org 9 INGV – Il terremoto del 1693 nella Sicilia orientale ingvterremoti.com 10 CAI Ragusa – Cava Gonfalone e latomie cairagusa.org 11 Scintilena – Karst of Sicily, monografia Ruggieri scintilena.com 12 Hoepli – Karst of Sicily, Ruggieri Springer 2023 hoepli.it 13 OpenSpeleo – Profilo CIRS Ragusa openspeleo.org 14 Rinnovabili.it – Dissesto idrogeologico, rapporto 10:1 rinnovabili.it 15 ASviS – 26 miliardi per la messa in sicurezza Italia asvis.it 16 UIPA – Investimenti dissesto idrogeologico 1999-2025 uipa.it 17 Microzonazione sismica – Linee guida cavità ZAcd centromicrozonazionesismica.it 18 Studio GEO.LAB – Monitoraggio fessurazioni e cedimenti studiogeolab.it 19 ISPRA – Sinkhole urbani in Italia isprambiente.gov.it 20 Scintilena – Man and Karst 2024, CIRS Ragusa scintilena.com

Fonti
[1] Frana Niscemi: aggiornamenti, cause e cosa accadrà nei … https://www.radiotime.it/2026/01/28/frana-niscemi-aggiornamenti-cause-e-cosa-accadra-nei-prossimi-giorni/amp/
[2] Da Niscemi al quadro nazionale delle frane: il contributo di ISPRA tra dati … https://www.isprambiente.gov.it/it/istituto-informa/comunicati-stampa/anno-2026-1/frana-niscemi
[3] Emergenza frane in Italia: a rischio quasi 1,3 milioni di … https://www.fnob.it/2026/01/28/emergenza-frane-in-italia-a-rischio-quasi-13-milioni-di-persone-il-caso-niscemi-uno-su-tre/
[4] Terremoto del Val di Noto del 1693 – Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/Terremoto_del_Val_di_Noto_del_1693
[5] [PDF] MICROZONAZIONE SISMICA – Protezione Civile Sicilia https://www.protezionecivilesicilia.it/tinymce/js/tinymce/source/rischio-sismico/ms_3907/RAGUSA/RAGUSA/Relazione%20illustrativa.pdf
[6] Rischi idrogeologici a Ragusa, l’appello del geologo Rosario … https://www.ildomanibleo.com/2026/01/30/rischi-idrogeologici-a-ragusa-lappello-del-geologo-rosario-ruggieri/
[7] Ragusa – Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/Ragusa
[8] [PDF] Microzonazione sismica https://www.centromicrozonazionesismica.it/documents/41/LG_cavita_20221207.pdf
[9] Monitoraggio fessurazioni e cedimenti – Studio Associato GEO.LAB http://www.studiogeolab.it/attivita/valutazione-del-rischio-idrogeologico/monitoraggio-fessurazioni-e-cedimenti/
[10] [PDF] tesi.pdf – Politecnico di Torino https://webthesis.biblio.polito.it/13058/1/tesi.pdf
[11] CIRS Ragusa http://www.openspeleo.org/openspeleo/groups-view-98.html
[12] Karst Of Sicily – Ruggieri Rosario | Libro Springer 09/2023 – HOEPLI.it https://www.hoepli.it/libro/karst-of-sicily/9783031074080.html
[13] Karst of Sicily: Una Monografia Scientifica Punto di Riferimento … https://www.scintilena.com/karst-of-sicily-una-monografia-scientifica-punto-di-riferimento-internazionale-per-la-speleologia/09/05/
[14] Dissesto idrogeologico Italia: servono 26 mld euro per prevenzione https://www.rinnovabili.it/clima-e-ambiente/dissesto-idrogeologico-italia-prevenzione/
[15] Policy brief ASviS dissesto idrogeologico: poca prevenzione e i … https://asvis.it/notizie-sull-alleanza/19-20213/policy-brief-asvis-dissesto-idrogeologico-poca-prevenzione-e-i-danni-aumentano
[16] Lo stato degli investimenti in Italia per ridurre il rischio idrogeologico https://www.uipa.it/lo-stato-degli-investimenti-in-italia-per-ridurre-il-rischio-idrogeologico/
[17] Dissesto idrogeologico in Sicilia, i dati ISPRA: migliaia di cittadini a … https://lecronachedeisiciliani.com/2026/02/19/dissesto-idrogeologico-in-sicilia-i-dati-ispra-migliaia-di-cittadini-a-rischio-tra-frane-e-alluvioni/
[18] Rischio idrogeologico in Sicilia: ecco quali sono le aree più … https://qds.it/rischio-idrogeologico-sicilia-aree-soggette-alluvioni/
[19] 01-Introduzione-alla-speleologia.ppt.txt https://ppl-ai-file-upload.s3.us-east-1.amazonaws.com/web/direct-files/collection_08c39ce1-fb5a-4696-a8a1-73d261c2e891/86d36e7b-fb33-423c-9ed5-5859bb837351/01-Introduzione-alla-speleologia.ppt.txt?X-Amz-Algorithm=AWS4-HMAC-SHA256&X-Amz-Checksum-Mode=ENABLED&X-Amz-Credential=ASIA2F3EMEYETJO2EHAX%2F20260408%2Fus-east-1%2Fs3%2Faws4_request&X-Amz-Date=20260408T210507Z&X-Amz-Expires=3600&X-Amz-Security-Token=IQoJb3JpZ2luX2VjED0aCXVzLWVhc3QtMSJGMEQCIDt4Sk6mLxTqzaweTBrQyFxHuKjv%2Fc8TMipH0eNRRZAOAiBzXWLum1GNZ96vlIOxV7POUs51HWx5Ax66sazAICh8oyrrBAgGEAEaDDY5OTc1MzMwOTcwNSIMLj61huaFJ72gyLKlKsgEC7eVo4jL66VcOJ0PWIjyJu3B%2FKI5i%2B4XVfNDfxzkPXscbDMAGJDW9l7jsIDQ%2BqJgQL1id0cc87%2FcZYNm1LOwYQ8UDm024xg%2FZT4u71qICfFTC8Zp3cUo0KEodfO%2BKwQV%2FQ8CUd8NObrY0Z%2FBD7Dtb6VacK987pyB6hhJYFmME4TE1Sy9HPkHb%2BPbefIeg4tEeMJynG2G8Wif%2F2IZJzhUkbMKr%2BB0EYHw0%2BTptFCM%2FQycdLJa%2BK0CwoEEJTLqdY4h9zd3jXk7obJlm8upnrABwQwbRmfaMdcGF1uHkYE%2FcxR%2B5hTxXMgrrF%2BhFZHAgsBAp2jxAoWtB1SRaogzQnvKqvvOSAUof2oqpkL5Y5ELNucZ1%2FF9wpFaQOdvH9rp%2BIZft3rQKfk%2FVfAEHNIUIdwLcLOY4WFOSP1HxDiV04%2B9Ag4rysvh6X5pircz44H26jvTjsTWfBQ6cyU%2B969YLCa32bYHAlsVqoSmAd9zDNkh5hlgbOAb9wowKv4bTYiI%2B4w%2B7MZn%2FUZNFfszc5CFH3DS77JEPKac18gx5Wd%2B%2F046HtUqjZ55uelH6aP3CRW7b2eQozOyLSCs9ocPkQDLcYItSI8vks1EchO%2FZu5%2BTyJgv5OiRE5FSmIMhPhwJSy7fnqVKudzTxhNUp9QcgEzpVjZISmLmSo9A85OFcMvxrPUzFKP8zF7b9TyU4uoMnlDjfD7PBcn%2BkaO1ooDBQ5Ze%2BO2dOEHl8ruvPri%2FncFT81fsCr4lW3SslnlVGoluJDNunvPoEfPyJXs9lAwnPLazgY6mQEdQsECoj%2BM55HpmjBI6HKS1NXpt4jIA5eC0m0lBEmc3tnqqFI%2FSl3N4q3V23heqvAynaozxXmjN30JBDLrkYhi7N863LFEYcdC9DygM4kL2veJjfyxZOigcfVfY18jdOKF%2FWGuDlRfuLNDecBmp4m9YG2QOwvAmu7Bwjd%2FG5m9lNuD5hI3tqsNc7JF9I%2FNzGRQ2JiaoOdRuHw%3D&X-Amz-SignedHeaders=host&x-id=GetObject&X-Amz-Signature=60747f55e391eb5757abcf6e529f57cec4df05c9ae7016effbb5ec0e4416e480
[20] 02-Evoluzione-speleo-italia.ppt.txt https://ppl-ai-file-upload.s3.us-east-1.amazonaws.com/web/direct-files/collection_08c39ce1-fb5a-4696-a8a1-73d261c2e891/35124a74-892b-451f-9c91-aa405245406d/02-Evoluzione-speleo-italia.ppt.txt?X-Amz-Algorithm=AWS4-HMAC-SHA256&X-Amz-Checksum-Mode=ENABLED&X-Amz-Credential=ASIA2F3EMEYETJO2EHAX%2F20260408%2Fus-east-1%2Fs3%2Faws4_request&X-Amz-Date=20260408T210507Z&X-Amz-Expires=3600&X-Amz-Security-Token=IQoJb3JpZ2luX2VjED0aCXVzLWVhc3QtMSJGMEQCIDt4Sk6mLxTqzaweTBrQyFxHuKjv%2Fc8TMipH0eNRRZAOAiBzXWLum1GNZ96vlIOxV7POUs51HWx5Ax66sazAICh8oyrrBAgGEAEaDDY5OTc1MzMwOTcwNSIMLj61huaFJ72gyLKlKsgEC7eVo4jL66VcOJ0PWIjyJu3B%2FKI5i%2B4XVfNDfxzkPXscbDMAGJDW9l7jsIDQ%2BqJgQL1id0cc87%2FcZYNm1LOwYQ8UDm024xg%2FZT4u71qICfFTC8Zp3cUo0KEodfO%2BKwQV%2FQ8CUd8NObrY0Z%2FBD7Dtb6VacK987pyB6hhJYFmME4TE1Sy9HPkHb%2BPbefIeg4tEeMJynG2G8Wif%2F2IZJzhUkbMKr%2BB0EYHw0%2BTptFCM%2FQycdLJa%2BK0CwoEEJTLqdY4h9zd3jXk7obJlm8upnrABwQwbRmfaMdcGF1uHkYE%2FcxR%2B5hTxXMgrrF%2BhFZHAgsBAp2jxAoWtB1SRaogzQnvKqvvOSAUof2oqpkL5Y5ELNucZ1%2FF9wpFaQOdvH9rp%2BIZft3rQKfk%2FVfAEHNIUIdwLcLOY4WFOSP1HxDiV04%2B9Ag4rysvh6X5pircz44H26jvTjsTWfBQ6cyU%2B969YLCa32bYHAlsVqoSmAd9zDNkh5hlgbOAb9wowKv4bTYiI%2B4w%2B7MZn%2FUZNFfszc5CFH3DS77JEPKac18gx5Wd%2B%2F046HtUqjZ55uelH6aP3CRW7b2eQozOyLSCs9ocPkQDLcYItSI8vks1EchO%2FZu5%2BTyJgv5OiRE5FSmIMhPhwJSy7fnqVKudzTxhNUp9QcgEzpVjZISmLmSo9A85OFcMvxrPUzFKP8zF7b9TyU4uoMnlDjfD7PBcn%2BkaO1ooDBQ5Ze%2BO2dOEHl8ruvPri%2FncFT81fsCr4lW3SslnlVGoluJDNunvPoEfPyJXs9lAwnPLazgY6mQEdQsECoj%2BM55HpmjBI6HKS1NXpt4jIA5eC0m0lBEmc3tnqqFI%2FSl3N4q3V23heqvAynaozxXmjN30JBDLrkYhi7N863LFEYcdC9DygM4kL2veJjfyxZOigcfVfY18jdOKF%2FWGuDlRfuLNDecBmp4m9YG2QOwvAmu7Bwjd%2FG5m9lNuD5hI3tqsNc7JF9I%2FNzGRQ2JiaoOdRuHw%3D&X-Amz-SignedHeaders=host&x-id=GetObject&X-Amz-Signature=a3067ca452ea6cd07168b849aabcfe71a53e33eb73ef65ff421211b3d1c1317e
[21] 03-Speleologia-e-ricerca-scientifica.ppt.txt https://ppl-ai-file-upload.s3.us-east-1.amazonaws.com/web/direct-files/collection_08c39ce1-fb5a-4696-a8a1-73d261c2e891/2e8b1d27-c01e-4793-9b8a-e405da6de545/03-Speleologia-e-ricerca-scientifica.ppt.txt?X-Amz-Algorithm=AWS4-HMAC-SHA256&X-Amz-Checksum-Mode=ENABLED&X-Amz-Credential=ASIA2F3EMEYETJO2EHAX%2F20260408%2Fus-east-1%2Fs3%2Faws4_request&X-Amz-Date=20260408T210507Z&X-Amz-Expires=3600&X-Amz-Security-Token=IQoJb3JpZ2luX2VjED0aCXVzLWVhc3QtMSJGMEQCIDt4Sk6mLxTqzaweTBrQyFxHuKjv%2Fc8TMipH0eNRRZAOAiBzXWLum1GNZ96vlIOxV7POUs51HWx5Ax66sazAICh8oyrrBAgGEAEaDDY5OTc1MzMwOTcwNSIMLj61huaFJ72gyLKlKsgEC7eVo4jL66VcOJ0PWIjyJu3B%2FKI5i%2B4XVfNDfxzkPXscbDMAGJDW9l7jsIDQ%2BqJgQL1id0cc87%2FcZYNm1LOwYQ8UDm024xg%2FZT4u71qICfFTC8Zp3cUo0KEodfO%2BKwQV%2FQ8CUd8NObrY0Z%2FBD7Dtb6VacK987pyB6hhJYFmME4TE1Sy9HPkHb%2BPbefIeg4tEeMJynG2G8Wif%2F2IZJzhUkbMKr%2BB0EYHw0%2BTptFCM%2FQycdLJa%2BK0CwoEEJTLqdY4h9zd3jXk7obJlm8upnrABwQwbRmfaMdcGF1uHkYE%2FcxR%2B5hTxXMgrrF%2BhFZHAgsBAp2jxAoWtB1SRaogzQnvKqvvOSAUof2oqpkL5Y5ELNucZ1%2FF9wpFaQOdvH9rp%2BIZft3rQKfk%2FVfAEHNIUIdwLcLOY4WFOSP1HxDiV04%2B9Ag4rysvh6X5pircz44H26jvTjsTWfBQ6cyU%2B969YLCa32bYHAlsVqoSmAd9zDNkh5hlgbOAb9wowKv4bTYiI%2B4w%2B7MZn%2FUZNFfszc5CFH3DS77JEPKac18gx5Wd%2B%2F046HtUqjZ55uelH6aP3CRW7b2eQozOyLSCs9ocPkQDLcYItSI8vks1EchO%2FZu5%2BTyJgv5OiRE5FSmIMhPhwJSy7fnqVKudzTxhNUp9QcgEzpVjZISmLmSo9A85OFcMvxrPUzFKP8zF7b9TyU4uoMnlDjfD7PBcn%2BkaO1ooDBQ5Ze%2BO2dOEHl8ruvPri%2FncFT81fsCr4lW3SslnlVGoluJDNunvPoEfPyJXs9lAwnPLazgY6mQEdQsECoj%2BM55HpmjBI6HKS1NXpt4jIA5eC0m0lBEmc3tnqqFI%2FSl3N4q3V23heqvAynaozxXmjN30JBDLrkYhi7N863LFEYcdC9DygM4kL2veJjfyxZOigcfVfY18jdOKF%2FWGuDlRfuLNDecBmp4m9YG2QOwvAmu7Bwjd%2FG5m9lNuD5hI3tqsNc7JF9I%2FNzGRQ2JiaoOdRuHw%3D&X-Amz-SignedHeaders=host&x-id=GetObject&X-Amz-Signature=b48a413e754cc119e297652c640044af83a9f79b30361c9b4792ffb284a63a63

L'articolo Ragusa sotterranea a rischio: il geologo Ruggieri chiede il monitoraggio delle latomie carsiche proviene da Scintilena.

L’Aquila, 17 anni dopo: una nuova “TAC” della crosta svela come le faglie si uniscono per generare grandi terremoti

Apríl 9th 2026 at 13:00

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Lo studio INGV del 2025 riscrive l’interpretazione sismica della sequenza del 2009: non una sola frattura, ma più strutture in interazione


Il terremoto dell’Aquila del 2009: i dati della sequenza sismica

Il 6 aprile 2009, alle 03:32, un terremoto di magnitudo Mw 6.1 colpì l’area dell’Aquila nell’Appennino centrale. L’evento raggiunse un’intensità fino al grado IX-X della Scala Mercalli–Cancani–Sieberg (MCS) e fu avvertito in tutta l’Italia centrale.[1]

Il bilancio fu pesante: 309 vittime, 1.600 feriti e circa 80.000 sfollati. I danni al centro storico dell’Aquila e al suo patrimonio storico-architettonico furono ingenti, con una ricostruzione che a distanza di 17 anni risulta ancora parzialmente in corso.[2][3][1]

La scossa principale fu preceduta da una serie di eventi minori, tra cui un foreshock di magnitudo Mw 4.0 avvenuto il 30 marzo 2009. Nei mesi successivi si sviluppò una sequenza di repliche con oltre 148.000 eventi catalogati, tra cui due aftershock rilevanti: Mw 5.0 il 7 aprile e Mw 5.2 il 9 aprile.[1]


Intelligenza artificiale e catalogo sismico: 148.000 terremoti rilocalizzati

Prima ancora di costruire la nuova tomografia, i ricercatori dell’INGV hanno aggiornato il catalogo sismico della sequenza. Fonzetti et al. (2025a) hanno applicato reti neurali (PhaseNet per il riconoscimento delle onde, GaMMA per l’associazione) all’intero anno 2009, identificando circa 191.000 eventi.[4][5]

Di questi, 148.000 sono stati rilocalizzati con tecniche assolute e relative, ottenendo una precisione nelle coordinate ipocentrali mai raggiunta in precedenza per questo dataset. Un catalogo così denso è il presupposto indispensabile per la tomografia: più raggi sismici attraversano la crosta, più dettagliata è l’immagine che si ottiene.[5][2]


La tomografia sismica: la TAC della crosta terrestre

La tomografia sismica funziona in modo analogo alla TAC medica. Le onde elastiche generate dai terremoti attraversano la crosta a velocità variabili secondo la litologia, il grado di fratturazione e il contenuto di fluidi.[6][2]

Misurando queste velocità — le onde P (Vp) e le onde S (Vs) — e il loro rapporto Vp/Vs, si ricostruisce la struttura interna della crosta terrestre:[2]

  • Velocità Vp alta (~6.5–7 km/s): unità carbonatiche rigide e profonde
  • Velocità Vp bassa (~4.5 km/s): bacini sedimentari superficiali
  • Rapporto Vp/Vs alto: zona ricca di fluidi in pressione (le onde S si propagano male nei fluidi)

Questa tecnica ha permesso di ricostruire non solo dove si trovano le faglie, ma anche le proprietà meccaniche delle rocce che le circondano, fondamentali per capire come si propagano le rotture sismiche.[1]


Il nuovo studio: approccio multidisciplinare su dati di sottosuolo

Lo studio di Fonzetti, Buttinelli, Valoroso, De Gori e Chiarabba (INGV), pubblicato su Journal of Geophysical Research: Solid Earth nell’agosto 2025 (doi: 10.1029/2025JB031245), combina tre livelli di informazione:[7]

  1. Dati geologici di superficie: rilevamenti strutturali, faglie affioranti, dati paleosismologici
  2. Modelli 3D di sottosuolo: derivati dal progetto RETRACE-3D, che integra profili sismici a riflessione e dati di pozzo[8][9]
  3. Tomografia sismica: costruita a partire da circa 17.000 eventi sismici registrati tra gennaio e dicembre 2009 dalla rete di stazioni INGV[1]

Il modello 3D di sottosuolo (Buttinelli et al., 2021) è stato determinante per vincolare l’interpretazione tomografica, riducendo le ambiguità tipiche delle sole analisi geofisiche.[1]


Il risultato principale: le faglie interagiscono come un sistema unico

Il dato più rilevante dello studio riguarda la dinamica di interazione tra le faglie. L’analisi congiunta ha dimostrato che durante la sequenza del 2009 alcune strutture di faglia hanno interagito tra loro, attivandosi quasi simultaneamente e comportandosi come un’unica struttura.[7][1]

Questa interazione è facilitata da due condizioni geometriche:

  • La semicontinuità verticale tra i segmenti (i piani si raccordano in profondità)
  • La geometria simile tra le strutture (stessa direzione e angolo di immersione)

Quando queste condizioni sono soddisfatte, un sistema di faglie può generare un evento di magnitudo molto superiore a quella che ciascun segmento sarebbe in grado di produrre singolarmente. Questo meccanismo spiega la nucleazione del mainshock del 6 aprile 2009.[1]


Il ruolo dei fluidi e l’eredità tettonica della catena appenninica

La migrazione della sismicità dalla faglia di Paganica — responsabile del mainshock — verso il sistema dei Monti della Laga-Gorzano è correlata alla diffusione di pressione dei fluidi nei pori della crosta. Questo meccanismo, già documentato nelle sequenze del 1997 (Colfiorito) e del 2016-2017 (Amatrice-Norcia), appare come una caratteristica strutturale ricorrente dell’Appennino centrale.[10][2][1]

La complessità strutturale che rende possibile tutto questo è ereditata dalla fase compressiva di formazione della catena appenninica: le faglie inverse e i sovrascorrimenti mio-pliocenici hanno creato disomogeneità meccaniche e litologiche che le faglie estensionali più recenti hanno intersecato e parzialmente riattivato. Riconoscere questa eredità strutturale è essenziale per valutare correttamente la pericolosità sismica dell’area.[11][1]


Implicazioni per la pericolosità sismica dell’Appennino centrale

I risultati dello studio hanno ricadute dirette sulle metodologie di valutazione della pericolosità sismica. Se più segmenti di faglia possono interagire come sistema unico, le stime basate su singoli segmenti rischiano di sottostimare la magnitudo massima attesa.[1]

Per una corretta valutazione del rischio è quindi necessario modellare i sistemi di faglia nella loro integralità, includendo le possibili interazioni geometriche e meccaniche tra strutture adiacenti. L’approccio multidisciplinare descritto nello studio di Fonzetti et al. — che integra geologia di superficie, modelli 3D di sottosuolo e tomografia sismica — si propone come lo standard metodologico per i futuri studi sismotectonici sull’Appennino centrale.[7][1]


Fonti e link originali

  1. Articolo scientifico principale
    Fonzetti R., Buttinelli M., Valoroso L., De Gori P., Chiarabba C. (2025b). Fault Interaction During Large Earthquakes as Revealed by the L’Aquila 2009 Sequence. Journal of Geophysical Research: Solid Earth, 130(8), e2025JB031245.
    ? https://doi.org/10.1029/2025JB031245
  2. Post INGV Terremoti (articolo divulgativo, 6 aprile 2026)
    ? https://ingvterremoti.com/2026/04/06/laquila-2009-una-nuova-tomografia-svela-il-ruolo-dellinterazione-tra-faglie/
  3. Catalogo ML ad alta risoluzione (Fonzetti et al., 2025a)
    Fonzetti R., Govoni A., De Gori P., Valoroso L., Chiarabba C. (2025a). Machine learning-based high-resolution dataset for the 2009 L’Aquila earthquake sequence. Geophysical Journal International, 243(1), ggaf286.
    ? https://academic.oup.com/gji/article/243/1/ggaf286/8213919[5]
  4. Time-lapse tomography della faglia di Paganica (Fonzetti et al., 2024)
    Fonzetti R., Valoroso L., De Gori P., Chiarabba C. (2024). Localization of deformation on faults driven by fluids during the L’Aquila 2009 earthquake. JGR: Solid Earth, 129, e2024JB029075.
    ? https://doi.org/10.1029/2024JB029075
  5. Post INGV Terremoti – Studio tomografico faglia di Paganica (2025)
    ? https://ingvterremoti.com/2025/04/06/laquila-6-aprile-2009-nuovo-studio-tomografico-sulla-faglia-di-paganica/[2]
  6. Post INGV Terremoti – Catalogo ML (2024)
    ? https://ingvterremoti.com/2024/04/05/laquila-6-aprile-2009-15-anni-dopo-lintelligenza-artificiale-aggiunge-60000-terremoti-alla-sequenza/[12]
  7. Modello geologico 3D RETRACE-3D – Dataset INGV
    ? https://data.ingv.it/dataset/474[9]
  8. Sequenza sismica del 2009: struttura del sistema di faglie – INGV Terremoti
    ? https://ingvterremoti.com/2019/04/06/ricordando-il-terremoto-del-6-aprile-2009-1-la-sequenza-sismica-e-la-struttura-del-sistema-di-faglie/[13]

Fonti
[1] L’Aquila 2009: una nuova tomografia svela il ruolo dell’interazione tra faglieingvterremoti.com › 2026/04/06 › laquila-2009-una-nuova-tomografia-sve… https://ingvterremoti.com/2026/04/06/laquila-2009-una-nuova-tomografia-svela-il-ruolo-dellinterazione-tra-faglie/
[2] L’Aquila 6 aprile 2009: nuovo studio tomografico sulla faglia di Paganica https://ingvterremoti.com/2025/04/06/laquila-6-aprile-2009-nuovo-studio-tomografico-sulla-faglia-di-paganica/
[3] L’Aquila: ricostruzione privata al 98%, più lenta la pubblica ferma al 65,7% – News Town L’Aquila Abruzzo https://news-town.it/2025/01/03/affari-pubblici/laquila-ricostruzione-privata-al-98-piu-lenta-la-pubblica-ferma-al-657/
[4] Machine Learning-based high-resolution dataset for the 2009 L’Aquila earthquake sequence https://academic.oup.com/gji/advance-article/doi/10.1093/gji/ggaf286/8213919?searchresult=1
[5] Machine learning-based high-resolution data set for the 2009 L’Aquila earthquake sequence – Oxford Academic https://academic.oup.com/gji/article/243/1/ggaf286/8213919
[6] Una TAC sismica per vedere lo stato di salute delle Alpi e degli … https://rivistanatura.com/una-tac-sismica-per-vedere-lo-stato-di-salute-delle-alpi-e-degli-appennini/
[7] Fault Interaction During Large Earthquakes as Revealed by the L … https://agupubs.onlinelibrary.wiley.com/doi/full/10.1029/2025JB031245
[8] Con “Retrace-3D” una ricostruzione geologica … https://www.cnr.it/en/news/10143/con-retrace-3d-una-ricostruzione-geologica-tridimensionale-dell-area-colpita-dal-terremoto-dell-italia-centrale
[9] RETRACE-3D Central Italy Geological Model – ISTITUTO NAZIONALE DI GEOFISICA E VULCANOLOGIA https://data.ingv.it/dataset/474
[10] La sequenza sismica 2016-2017 nell’Appennino centrale https://ingvterremoti.com/2022/04/19/la-sequenza-sismica-2016-2017-nellappennino-centrale-assetto-crostale-e-sismotettonica/
[11] [PDF] “Geometria, cinematica, interazione e potenziale sismogenico delle … https://www.conscienze.it/premi/abstract_vincitori/LM20/sintesitesi_Schirripa.pdf
[12] L’Aquila 6 aprile 2009, 15 anni dopo: l’intelligenza artificiale … https://ingvterremoti.com/2024/04/05/laquila-6-aprile-2009-15-anni-dopo-lintelligenza-artificiale-aggiunge-60000-terremoti-alla-sequenza/
[13] Ricordando il terremoto del 6 aprile 2009: 1) La sequenza sismica e … https://ingvterremoti.com/2019/04/06/ricordando-il-terremoto-del-6-aprile-2009-1-la-sequenza-sismica-e-la-struttura-del-sistema-di-faglie/
[14] 01-Introduzione-alla-speleologia.ppt.txt https://ppl-ai-file-upload.s3.amazonaws.com/web/direct-files/collection_08c39ce1-fb5a-4696-a8a1-73d261c2e891/86d36e7b-fb33-423c-9ed5-5859bb837351/01-Introduzione-alla-speleologia.ppt.txt
[15] 02-Evoluzione-speleo-italia.ppt.txt https://ppl-ai-file-upload.s3.amazonaws.com/web/direct-files/collection_08c39ce1-fb5a-4696-a8a1-73d261c2e891/35124a74-892b-451f-9c91-aa405245406d/02-Evoluzione-speleo-italia.ppt.txt
[16] 03-Speleologia-e-ricerca-scientifica.ppt.txt https://ppl-ai-file-upload.s3.amazonaws.com/web/direct-files/collection_08c39ce1-fb5a-4696-a8a1-73d261c2e891/2e8b1d27-c01e-4793-9b8a-e405da6de545/03-Speleologia-e-ricerca-scientifica.ppt.txt

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Parco Geominerario e Università di Cagliari: al via il Piano Socio-Economico e il dottorato PNRR

Apríl 9th 2026 at 08:00

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Il 31 marzo 2026 il Commissario Straordinario Roberto Curreli e il Direttore Fabrizio Atzori sono stati ricevuti dal Rettore Francesco Mola per fare il punto sulle collaborazioni in atto tra i due enti


Un incontro istituzionale al Rettorato di Cagliari

Il 31 marzo 2026, negli uffici del Rettorato di Via Università a Cagliari, si è tenuto un incontro tra i vertici del Parco Geominerario Storico Ambientale della Sardegna e l’Università degli Studi di Cagliari. Il Commissario Straordinario Roberto Curreli e il Direttore Fabrizio Atzori sono stati ricevuti dal Magnifico Rettore Francesco Mola.[1][2]

L’appuntamento ha avuto un carattere operativo. Le parti hanno fatto il punto su due progetti già avviati e hanno aperto la discussione su ulteriori ambiti di collaborazione tecnico-scientifica e culturale.[1]


Il Piano Socio-Economico del Parco Geominerario: un cantiere aperto

Uno dei temi centrali del colloquio è stato lo stato di avanzamento del Piano Socio-Economico del Parco Geominerario. Si tratta di uno strumento previsto dallo Statuto vigente dell’ente, atteso da molti anni.[3]

Il Piano è affidato a un team di esperti dell’Università di Cagliari guidato dal Professor Giuseppe Melis, docente di Economia e Gestione delle Imprese presso il Dipartimento di Scienze Economiche e Aziendali. Le sue competenze in Marketing, Tourist Marketing e Destination Marketing lo rendono un profilo coerente con gli obiettivi dell’iniziativa.[4][3]

Il metodo scelto è partecipativo. Il team ha predisposto un questionario online rivolto ai portatori di interesse del Parco, disponibile sia sul sito istituzionale che sui social network. La raccolta di dati mira ad analizzare la percezione esterna dell’ente e a individuare punti di forza e debolezza per la programmazione futura.[5][3]

Il Parco Geominerario abbraccia otto aree della Sardegna per circa 3.800 km², distribuite su 81 comuni. Il Piano Socio-Economico servirà a definire linee strategiche di intervento per promuovere lo sviluppo sostenibile di tutti questi territori.[6][7][3]


Dottorato di ricerca PNRR: geositi e geoturismo al centro della ricerca

Il secondo tema discusso riguarda l’avanzamento di un dottorato di ricerca in Scienze della Terra e dell’Ambiente, cofinanziato dal Parco Geominerario nell’ambito del PNRR, Missione 4 – Investimento 3.3.[8]

La convenzione tra Università di Cagliari e Parco Geominerario è stata firmata nel dicembre 2024. Il dottorato è destinato a un laureato in Geologia o Scienze e Tecnologie Geologiche.[8]

Il coordinatore scientifico è il Professor Giovanni De Giudici, Professore Ordinario di Mineralogia presso il Dipartimento di Scienze Chimiche e Geologiche dell’UniCA. De Giudici è anche membro del Comitato Tecnico Scientifico del Parco Geominerario, ruolo che ricopre sin dal 2019.[2][9][10][8]

Il tema della ricerca è preciso: identificazione e classificazione dei geositi nel territorio vasto delle aree del Parco, studio di percorsi di raccordo tra le diverse aree minerarie, e definizione di criteri per la loro valorizzazione e fruibilità in contesto nazionale e internazionale.[8]

Le attività di ricerca sono previste sia in Sardegna — tra il Dipartimento universitario e il Parco Geominerario — sia all’estero, presso il geoparco austriaco Ore of the Alps. Questa dimensione comparativa offre alla ricerca una prospettiva internazionale sulla gestione del patrimonio geominerario.[11][12][8]


Roberto Curreli: un Commissario con radici nel territorio

Roberto Curreli è stato nominato Commissario Straordinario del Parco Geominerario il 22 dicembre 2025, con decreto del Ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin. La nomina è arrivata dopo oltre un anno dalla conclusione del mandato della precedente Presidente.[13][14]

Il profilo di Curreli è singolare. È un geologo di formazione e presidente dello Speleo Club Nuxis. È anche il principale promotore del sito Geo Speleo Archeologico di Sa Marchesa, che include la Grotta Archeologica di Acquacadda a Nuxis, sito preistorico dell’Età del Rame.[14][13]

Uno dei suoi primi atti da Commissario è stato l’approvazione del progetto quinquennale “South West Sardinia Mining Route: from coal to metal”, che integra 14 siti minerari del Sulcis-Iglesiente e dell’Arburese-Guspinese. Il progetto è in fase di candidatura alla rete europea ERIH (European Route of Industrial Heritage).[15]


Il Parco Geominerario: patrimonio minerario e identità mediterranea

Il Parco Geominerario Storico Ambientale della Sardegna è stato istituito con Decreto Ministeriale il 16 ottobre 2001. Già nel 1997, l’Assemblea Generale dell’UNESCO lo aveva riconosciuto all’unanimità come il primo parco della nascente rete mondiale dei geositi e geoparchi.[7][16][17][6]

Il 30 settembre 1998 era stata firmata la Carta di Cagliari, sottoscritta da UNESCO, Governo Italiano, Regione Sardegna, Università sarde ed EMSa. Quel documento aveva fissato i principi fondativi dell’istituzione.[18][6]

Le otto aree del Parco — da Sulcis a Monte Arci, dall’Iglesiente all’Argentiera — testimoniano ottomila anni di storia mineraria. Siti come Porto Flavia, Galleria Henry, la Grande Miniera di Serbariu e la Miniera di Montevecchio sono oggi strutture museali aperte al pubblico.[16][7]


Nuove collaborazioni in fase di valutazione

L’incontro del 31 marzo 2026 non si è chiuso con i due progetti già in corso. I presenti hanno valutato una serie di ulteriori ambiti di lavoro comune in campo tecnico-scientifico e culturale.[2][1]

La partnership tra il Parco e l’Università di Cagliari non è episodica. Risale almeno al febbraio 2019, quando fu firmato un primo accordo quadro di collaborazione. Nel giugno 2024 è stato rinnovato un accordo quinquennale focalizzato su “Geositi e Geoturismo”, che ha poi generato la convenzione sul dottorato PNRR.[10][19][8]

Il Rettore Francesco Mola — Professore Ordinario di Statistica e già Prorettore Vicario al momento del primo accordo — ha confermato l’interesse dell’Ateneo a rafforzare questa sinergia istituzionale.[20][10]

Fonti
[1] Importante incontro tra il Parco Geominerario … https://www.instagram.com/p/DWoScYSjPSt/
[2] Parco Geominerario Storico e Ambientale de – Facebook https://www.facebook.com/parcogeominerariostoricoeambientaledellasardegna/photos/%F0%9D%91%B0%F0%9D%92%8E%F0%9D%92%91%F0%9D%92%90%F0%9D%92%93%F0%9D%92%95%F0%9D%92%82%F0%9D%92%8F%F0%9D%92%95%F0%9D%92%86-%F0%9D%92%8A%F0%9D%92%8F%F0%9D%92%84%F0%9D%92%90%F0%9D%92%8F%F0%9D%92%95%F0%9D%92%93%F0%9D%92%90-%F0%9D%92%95%F0%9D%92%93%F0%9D%92%82-%F0%9D%92%8A%F0%9D%92%8D-%F0%9D%91%B7%F0%9D%92%82%F0%9D%92%93%F0%9D%92%84%F0%9D%92%90-%F0%9D%91%AE%F0%9D%92%86%F0%9D%92%90%F0%9D%92%8E%F0%9D%92%8A%F0%9D%92%8F%F0%9D%92%86%F0%9D%92%93%F0%9D%92%82%F0%9D%92%93%F0%9D%92%8A%F0%9D%92%90-%F0%9D%92%86-%F0%9D%92%8D%F0%9D%91%BC%F0%9D%92%8F%F0%9D%92%8A%F0%9D%92%97%F0%9D%92%86%F0%9D%92%93%F0%9D%92%94%F0%9D%92%8A%F0%9D%92%95%C3%A0-%F0%9D%92%85%F0%9D%92%86%F0%9D%92%88%F0%9D%92%8D%F0%9D%92%8A-%F0%9D%91%BA%F0%9D%92%95%F0%9D%92%96%F0%9D%92%85%F0%9D%92%8A-%F0%9D%92%85%F0%9D%92%8A-%F0%9D%91%AA%F0%9D%92%82%F0%9D%92%88%F0%9D%92%8D%F0%9D%92%8A/1281849414136497/
[3] Accordo fra Università di Cagliari e Parco Geominerario per il Piano … https://www.laprovinciadelsulcisiglesiente.com/2025/01/accordo-fra-universita-di-cagliari-e-parco-geominerario-per-il-piano-socio-economico-dellente-con-un-questionario-per-il-pubblico/
[4] Giuseppe Melis – Cagliari – unica.it – Curriculum https://web.unica.it/unica/it/ateneo_s07_ss01_sss01.page?contentId=SHD30512
[5] Parco Geominerario Storico e Ambientale della Sardegna: Indagine https://www.comune.guspini.su.it/it/news/121535/parco-geominerario-storico-e-ambientale-della-sardegna-indagine
[6] Parco geominerario storico ed ambientale della Sardegna – Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/Parco_geominerario_storico_ed_ambientale_della_Sardegna
[7] Il Parco Geominerario Storico e Ambientale della Sardegna – Museo del Carbone https://www.museodelcarbone.it/intorno-a-noi/il-parco-geominerario-storico-e-ambientale-della-sardegna/
[8] Convenzione fra Università di Cagliari e Parco Geominerario per un … https://www.laprovinciadelsulcisiglesiente.com/2024/12/convenzione-fra-universita-di-cagliari-e-parco-geominerario-per-un-dottorato-di-ricerca-su-geositi-e-geoturismo/
[9] Giovanni Battista De Giudici – Cagliari – UniCA https://web.unica.it/unica/page/it/giovannib_deg
[10] Cagliari, ok all’accordo tra Università e Parco Geominerario della … https://www.castedduonline.it/cagliari-ok-allaccordo-tra-universita-e-parco-geominerario-della-sardegna/
[11] Sustainable Geotourism in the Chiusella Valley (NW Italian Alps): A Tool for Enhancing Alpine Geoheritage in the Context of Climate Change https://www.mdpi.com/2076-3263/14/7/175/pdf?version=1719217548
[12] Defining the Geotourism Potential of the CILENTO, Vallo di Diano and Alburni UNESCO Global Geopark (Southern Italy) https://www.mdpi.com/2076-3263/11/11/466/pdf
[13] Roberto Curreli è il nuovo commissario straordinario del Parco … https://www.laprovinciadelsulcisiglesiente.com/2025/12/roberto-curreli-e-il-nuovo-commissario-straordinario-del-parco-geominerario-storico-e-ambientale-della-sardegna/
[14] +++UFFICIALE+++ Roberto Curreli è il nuovo Commissario del … https://ilblogocom.wordpress.com/2025/12/23/ufficiale-roberto-curreli-e-il-nuovo-commissario-del-parco-geominerario-della-sardegna/
[15] Il commissario straordinario del Parco Geominerario ha approvato … https://www.laprovinciadelsulcisiglesiente.com/2026/01/il-commissario-straordinario-del-parco-geominerario-ha-approvato-un-progetto-quinquennale-di-promozione-del-patrimonio-minerario-in-chiave-turistico-culturale/
[16] Parco Geominerario, Storico e Ambientale della Sardegna https://www.patrimonioindustriale.it/soci-istituzionali/parco-geominerario-storico-e-ambientale-della-sardegna/
[17] Frammenti di storia del lavoro nelle miniere sarde: tra archivi e memoria. Introduzione http://storicamente.org/miniere-sarde-tra-archivi-memoria
[18] Parco Geominerario, Storico e Ambientale della Sardegna | AIPAI https://www.aipaipatrimonioindustriale.com/Projects/parco-geominerario,-storico-e-ambientale-della-sardegna
[19] Parco Geominerario e Università di Cagliari: siglato accordo di … https://www.sardiniapost.it/cronaca/parco-geominerario-e-universita-di-cagliari-siglato-accordo-di-collaborazione/
[20] Curriculum | Università degli Studi di Cagliari – UniCa https://www.unica.it/it/ateneo/organizzazione/organi-di-governo/rettore/curriculum
[21] 01-Introduzione-alla-speleologia.ppt.txt https://ppl-ai-file-upload.s3.us-east-1.amazonaws.com/web/direct-files/collection_08c39ce1-fb5a-4696-a8a1-73d261c2e891/86d36e7b-fb33-423c-9ed5-5859bb837351/01-Introduzione-alla-speleologia.ppt.txt?X-Amz-Algorithm=AWS4-HMAC-SHA256&X-Amz-Checksum-Mode=ENABLED&X-Amz-Credential=ASIA2F3EMEYE3MYTJ55O%2F20260408%2Fus-east-1%2Fs3%2Faws4_request&X-Amz-Date=20260408T051932Z&X-Amz-Expires=3600&X-Amz-Security-Token=IQoJb3JpZ2luX2VjEC4aCXVzLWVhc3QtMSJHMEUCIQCTUUSLKLL8RbIFhhvsZzJzRcnJBQ0iRVogI%2Fx6JH6dowIgDY1qZeoQgta%2BSfTG6LlONFZE5nKPADoZb%2BB%2FtYi0vgwq9AQI9v%2F%2F%2F%2F%2F%2F%2F%2F%2F%2FARABGgw2OTk3NTMzMDk3MDUiDI4gRH2tHUq6ZjAjQirIBIcsSnJlpXf7mvTNwZknNc3do264g1qS21wWTLdGwQiUrB%2Br7tzE0VIjDPZWgq58F7vSWZCvxoNupq3Nem3eX8Rs%2Fvxd15qa5MkrSGdX5A7ishWyWG02QAVDQkL2uwu36TeSwwwmnIzrhbSY0P0INmD36EpwOzLfHIxTgzHfUG5M4Kk5qZGcasrw8SlfCdNbJKZ8V%2BB2cx%2FarfbC5GVhvf2CPTX9MuiDVseNhKByTzt7o7aRiGkHlUoCXGf3Jk8hw7kDO%2B6OJZcdWcN7z41BqDU%2BtmrxYd%2B6FzRD7L7D2woNOIx0TRmE0QiXKvCnR8R74DR7LfWSVOEBEvTE6%2FShlj%2FoJPzPAlFWyEEv%2FxZKn6RLza6yp6eHolhf2dEZIYwO6g3J1RmSlvQUO6vYRRZUHA5LHBR1q%2FP2VxKE2thLtl7uKV4k77NYbyJaXIz5portHkt0x5lPYdBwC70wZH69EPulU7KVurSXA%2FfcKsor%2B7TBLrp8TNzb1GWF5n9YAqmuBGz8t2OcDIXcYuhARV8laFfewg7EbiJ3Sz34hm%2B05SLjzvPpzL8OuT8u06mvmI4EUNpbd1ExAGk7OhvmY78ty5OUv2%2F9OLttVoQ7WJQ8D4cmaFGWxIqtQh7XSY3NFhbLN%2BLs1tYqG86SxO3bJNZQP0fklPzRl97MYnXbtgFBtmyHyE9%2BOnGjqzZaHk%2BLQWyQuVcPinDSisaTz%2BrK4DxWAEI%2B3gq4DQC6%2BX4cDQBVJy5L1ODjKbxYnv%2Bj8472i3%2B1x74Nfk6aYz0IMNTF184GOpgBBCFCQGerJw0IhV1UdVFjaYjTHZ6Az9l9i6%2FaEmeWal8PiSN0wHXQICf9A7RtcbNoKvjUbgaRDXYl9MhxX3PRZ7459n29ln%2F%2BTkXMFW3ehqhxCRXt5UVFb9bR4BvvDHzV41PRUYt2LTLWY5kd%2BSl7J%2FyPBTXXCgetWQ4gGxCOGyD%2FrSCqecZT%2FkHmk1DGBzCPFHy6DsE%2Fx7A%3D&X-Amz-SignedHeaders=host&x-id=GetObject&X-Amz-Signature=62f21421cf8dcfedbde16f21dfb5de661e02cf582b576a4a8f0b12e16f04ed3a
[22] 02-Evoluzione-speleo-italia.ppt.txt https://ppl-ai-file-upload.s3.us-east-1.amazonaws.com/web/direct-files/collection_08c39ce1-fb5a-4696-a8a1-73d261c2e891/35124a74-892b-451f-9c91-aa405245406d/02-Evoluzione-speleo-italia.ppt.txt?X-Amz-Algorithm=AWS4-HMAC-SHA256&X-Amz-Checksum-Mode=ENABLED&X-Amz-Credential=ASIA2F3EMEYE3MYTJ55O%2F20260408%2Fus-east-1%2Fs3%2Faws4_request&X-Amz-Date=20260408T051932Z&X-Amz-Expires=3600&X-Amz-Security-Token=IQoJb3JpZ2luX2VjEC4aCXVzLWVhc3QtMSJHMEUCIQCTUUSLKLL8RbIFhhvsZzJzRcnJBQ0iRVogI%2Fx6JH6dowIgDY1qZeoQgta%2BSfTG6LlONFZE5nKPADoZb%2BB%2FtYi0vgwq9AQI9v%2F%2F%2F%2F%2F%2F%2F%2F%2F%2FARABGgw2OTk3NTMzMDk3MDUiDI4gRH2tHUq6ZjAjQirIBIcsSnJlpXf7mvTNwZknNc3do264g1qS21wWTLdGwQiUrB%2Br7tzE0VIjDPZWgq58F7vSWZCvxoNupq3Nem3eX8Rs%2Fvxd15qa5MkrSGdX5A7ishWyWG02QAVDQkL2uwu36TeSwwwmnIzrhbSY0P0INmD36EpwOzLfHIxTgzHfUG5M4Kk5qZGcasrw8SlfCdNbJKZ8V%2BB2cx%2FarfbC5GVhvf2CPTX9MuiDVseNhKByTzt7o7aRiGkHlUoCXGf3Jk8hw7kDO%2B6OJZcdWcN7z41BqDU%2BtmrxYd%2B6FzRD7L7D2woNOIx0TRmE0QiXKvCnR8R74DR7LfWSVOEBEvTE6%2FShlj%2FoJPzPAlFWyEEv%2FxZKn6RLza6yp6eHolhf2dEZIYwO6g3J1RmSlvQUO6vYRRZUHA5LHBR1q%2FP2VxKE2thLtl7uKV4k77NYbyJaXIz5portHkt0x5lPYdBwC70wZH69EPulU7KVurSXA%2FfcKsor%2B7TBLrp8TNzb1GWF5n9YAqmuBGz8t2OcDIXcYuhARV8laFfewg7EbiJ3Sz34hm%2B05SLjzvPpzL8OuT8u06mvmI4EUNpbd1ExAGk7OhvmY78ty5OUv2%2F9OLttVoQ7WJQ8D4cmaFGWxIqtQh7XSY3NFhbLN%2BLs1tYqG86SxO3bJNZQP0fklPzRl97MYnXbtgFBtmyHyE9%2BOnGjqzZaHk%2BLQWyQuVcPinDSisaTz%2BrK4DxWAEI%2B3gq4DQC6%2BX4cDQBVJy5L1ODjKbxYnv%2Bj8472i3%2B1x74Nfk6aYz0IMNTF184GOpgBBCFCQGerJw0IhV1UdVFjaYjTHZ6Az9l9i6%2FaEmeWal8PiSN0wHXQICf9A7RtcbNoKvjUbgaRDXYl9MhxX3PRZ7459n29ln%2F%2BTkXMFW3ehqhxCRXt5UVFb9bR4BvvDHzV41PRUYt2LTLWY5kd%2BSl7J%2FyPBTXXCgetWQ4gGxCOGyD%2FrSCqecZT%2FkHmk1DGBzCPFHy6DsE%2Fx7A%3D&X-Amz-SignedHeaders=host&x-id=GetObject&X-Amz-Signature=7ef77effdc2e5c49ece8d56a83109b2d0ce6fbd9f135089a532725fdff70358f
[23] 03-Speleologia-e-ricerca-scientifica.ppt.txt https://ppl-ai-file-upload.s3.us-east-1.amazonaws.com/web/direct-files/collection_08c39ce1-fb5a-4696-a8a1-73d261c2e891/2e8b1d27-c01e-4793-9b8a-e405da6de545/03-Speleologia-e-ricerca-scientifica.ppt.txt?X-Amz-Algorithm=AWS4-HMAC-SHA256&X-Amz-Checksum-Mode=ENABLED&X-Amz-Credential=ASIA2F3EMEYE3MYTJ55O%2F20260408%2Fus-east-1%2Fs3%2Faws4_request&X-Amz-Date=20260408T051932Z&X-Amz-Expires=3600&X-Amz-Security-Token=IQoJb3JpZ2luX2VjEC4aCXVzLWVhc3QtMSJHMEUCIQCTUUSLKLL8RbIFhhvsZzJzRcnJBQ0iRVogI%2Fx6JH6dowIgDY1qZeoQgta%2BSfTG6LlONFZE5nKPADoZb%2BB%2FtYi0vgwq9AQI9v%2F%2F%2F%2F%2F%2F%2F%2F%2F%2FARABGgw2OTk3NTMzMDk3MDUiDI4gRH2tHUq6ZjAjQirIBIcsSnJlpXf7mvTNwZknNc3do264g1qS21wWTLdGwQiUrB%2Br7tzE0VIjDPZWgq58F7vSWZCvxoNupq3Nem3eX8Rs%2Fvxd15qa5MkrSGdX5A7ishWyWG02QAVDQkL2uwu36TeSwwwmnIzrhbSY0P0INmD36EpwOzLfHIxTgzHfUG5M4Kk5qZGcasrw8SlfCdNbJKZ8V%2BB2cx%2FarfbC5GVhvf2CPTX9MuiDVseNhKByTzt7o7aRiGkHlUoCXGf3Jk8hw7kDO%2B6OJZcdWcN7z41BqDU%2BtmrxYd%2B6FzRD7L7D2woNOIx0TRmE0QiXKvCnR8R74DR7LfWSVOEBEvTE6%2FShlj%2FoJPzPAlFWyEEv%2FxZKn6RLza6yp6eHolhf2dEZIYwO6g3J1RmSlvQUO6vYRRZUHA5LHBR1q%2FP2VxKE2thLtl7uKV4k77NYbyJaXIz5portHkt0x5lPYdBwC70wZH69EPulU7KVurSXA%2FfcKsor%2B7TBLrp8TNzb1GWF5n9YAqmuBGz8t2OcDIXcYuhARV8laFfewg7EbiJ3Sz34hm%2B05SLjzvPpzL8OuT8u06mvmI4EUNpbd1ExAGk7OhvmY78ty5OUv2%2F9OLttVoQ7WJQ8D4cmaFGWxIqtQh7XSY3NFhbLN%2BLs1tYqG86SxO3bJNZQP0fklPzRl97MYnXbtgFBtmyHyE9%2BOnGjqzZaHk%2BLQWyQuVcPinDSisaTz%2BrK4DxWAEI%2B3gq4DQC6%2BX4cDQBVJy5L1ODjKbxYnv%2Bj8472i3%2B1x74Nfk6aYz0IMNTF184GOpgBBCFCQGerJw0IhV1UdVFjaYjTHZ6Az9l9i6%2FaEmeWal8PiSN0wHXQICf9A7RtcbNoKvjUbgaRDXYl9MhxX3PRZ7459n29ln%2F%2BTkXMFW3ehqhxCRXt5UVFb9bR4BvvDHzV41PRUYt2LTLWY5kd%2BSl7J%2FyPBTXXCgetWQ4gGxCOGyD%2FrSCqecZT%2FkHmk1DGBzCPFHy6DsE%2Fx7A%3D&X-Amz-SignedHeaders=host&x-id=GetObject&X-Amz-Signature=003754badb6a37d6f9bbd3948716c8bb0eee9adcee4d48a1b6e98ac026ba6df0

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  • Nel cuore delle Apuane un minerale unico al mondo
    Condividi Dalle cave di Colonnata la delchiaroite: la sua scoperta racconta la straordinaria complessità geologica di un territorio fragile e prezioso Una scoperta scientifica di portata internazionale riporta l’attenzione sulle Alpi Apuane, un territorio che gli speleologi conoscono bene per la sua ricchezza e complessità. Nelle cave di marmo di Colonnata è stata infatti identificata una nuova specie mineralogica, battezzata delchiaroite, un minerale unico al mondo. ll minerale è stato ba
     

Nel cuore delle Apuane un minerale unico al mondo

Apríl 6th 2026 at 06:00

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Dalle cave di Colonnata la delchiaroite: la sua scoperta racconta la straordinaria complessità geologica di un territorio fragile e prezioso

Una scoperta scientifica di portata internazionale riporta l’attenzione sulle Alpi Apuane, un territorio che gli speleologi conoscono bene per la sua ricchezza e complessità. Nelle cave di marmo di Colonnata è stata infatti identificata una nuova specie mineralogica, battezzata delchiaroite, un minerale unico al mondo.

ll minerale è stato battezzato delchiaroite, in onore di Lorenzo Del Chiaro, appassionato cultore della mineralogia che nel corso degli anni ha contribuito alla conoscenza dei minerali delle Alpi Apuane e, in particolare, di quelli delle cavità dei marmi.

Foto tratta da https://www.brandcarrara.it/scoperta-una-nuova-specie-mineralogica-nelle-cavita-del-marmo-di-carrara-si-chiama-delchiaroite-la-scoperta-definita-eccezionale-grazie-a-un-capocava-del-bacino-di-colonnata/

La scoperta, coordinata dall’Università di Pisa, nasce dall’osservazione di un minuscolo campione: cristalli gialli sottilissimi, inferiori a un decimo di millimetro, che aprono una finestra su processi geologici ancora poco compresi.

La delchiaroite è eccezionale per la sua rarità e la sua composizione: un ioduro-metantiolato di rame, mai osservato prima, né in natura, né in laboratorio.

La nuova specie mineralogica, di formula Cu3I(CH3S)2, è stata formalmente approvata dalla Commission on New Minerals, Nomenclature and Classification della International Mineralogical Association. Essa si presenta in un unico esemplare

La presenza dello iodio (elemento già raro nei minerali), combinato con una componente organica, suggerisce un legame profondo tra processi geologici e materia biologica. Lo iodio forma molto raramente minerali propri: soltanto 31, fra le oltre 6100 specie di minerali note, contengono lo iodio come costituente chimico.

Questo deve fare pensare a quale valenza giungano le Apuane, vero laboratorio naturale: un pianeta a sé.

È una nuova peculiarità del marmo di Carrara, straordinariamente arricchito in iodio.

‘Probabilmente – si legge su Brand Carrara – lo iodio è legato alla presenza di sostanza organica nei sedimenti giurassici da cui si sono originati, dopo complesse vicende geologiche, i marmi apuani. In ultima analisi, la delchiaroite è da considerarsi una sorta di biofirma’.

Le Apuane: un patrimonio oltre il marmo

Per chi frequenta il mondo sotterraneo, questa scoperta non arriva come una sorpresa, ma come l’ennesima conferma dell’unicità dei nostri monti travagliati.

Le Alpi Apuane sono infatti uno dei sistemi carsici più importanti d’Italia, un territorio dove cavità naturali, miniere e ambienti ipogei convivono con una bio e geodiversità straordinaria.

Ed è proprio nelle cavità dei marmi, spesso invisibili o distrutte dall’attività estrattiva, che si nascondono queste rarità. La delchiaroite è quindi anche un simbolo: dimostra quanto poco conosciamo ancora di questi ambienti e quanto sia facile perderne per sempre le testimonianze.

Il punto di vista speleologico

Dal nostro punto di vista, la scoperta assume un significato ancora più forte.

Oltre la curiosità per la scoperta del minerale, c’è un forte richiamo all’attenzione sul valore delle Apuane come sistema complesso: geologico, biologico e culturale.

Le stesse montagne che hanno fornito il marmo più famoso al mondo continuano a restituire conoscenza, ma lo fanno in contesti fragili, dove l’equilibrio tra sfruttamento e conservazione è sempre più delicato.

Per gli speleologi, abituati a leggere il territorio dall’interno, questa scoperta è un invito a guardare oltre la superficie: ogni cavità, ogni microambiente può custodire informazioni uniche e irripetibili.

Una scoperta che interroga il futuro

La delchiaroite, oggi conservata nelle collezioni dell’Università di Pisa, rappresenta un unicum a livello mondiale. Ma soprattutto rappresenta una domanda aperta: quante altre “storie invisibili” si nascondono ancora nelle Apuane? Lo chiediamo anche noi oggi, insieme ai tanti difensori e sentinelle delle Apuane — dalla Federazione Speleologica Toscana alla Società Speleologica Italiana, fino al Club Alpino Italiano.

Il Fotalrato da Cardoso – M. Abisso

Le istituzioni hanno il dovere di difendere questo patrimonio. La tutela può passare anche dallo studio del minerale di recente scoperta.

La descrizione di questo nuovo minerale è stata pubblicata sulle pagine dell’European Journal of Mineralogy e può essere liberamente consultata all’indirizzo https://ejm.copernicus.org/articles/38/153/2026

Fonti:

European Journal of Mineralogy

https://ejm.copernicus.org/articles/38/153/2026

Corriere della Sera
https://www.corriere.it/buone-notizie/26_aprile_04/scoperto-un-mineraleunico-al-mondo-nelle-cave-delle-alpi-apuane-4431eac8-cb9d-4150-941c-3c6feda9bxlk.shtml

Brand Carrara (da cui è tratta la foto della delchiaroite https://www.brandcarrara.it/scoperta-una-nuova-specie-mineralogica-nelle-cavita-del-marmo-di-carrara-si-chiama-delchiaroite-la-scoperta-definita-eccezionale-grazie-a-un-capocava-del-bacino-di-colonnata/

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  • Meranie teploty v Dvojzávrte na Zádielskej planine.
            Speleoklub Cassovia Vyhodnotenie teplotného grafu v Dvojzávrte pomocou Googlu v režime AI. V novembri sme ukončili práce na lokalite Dvojzávrt na Zádielskej planine za rok 2025. Koncom novembra sme ešte boli dole vo výkope umiestniť datalloger na meranie a zaznamenávanie teploty. Začiatkom februára sme boli na planine, tak sme zároveň boli aj vybrať datalloger. Nižšie je graf teplôt a výstup podľa Google AI. Na základe poskytnutého teplotného grafu zo senzora v hĺbke 10 metrov
     

Meranie teploty v Dvojzávrte na Zádielskej planine.

Február 26th 2026 at 16:21
Meranie teploty v Dvojzávrte na Zádielskej planine.

        Speleoklub Cassovia

Vyhodnotenie teplotného grafu v Dvojzávrte pomocou Googlu v režime AI.

V novembri sme ukončili práce na lokalite Dvojzávrt na Zádielskej planine za rok 2025. Koncom novembra sme ešte boli dole vo výkope umiestniť datalloger na meranie a zaznamenávanie teploty. Začiatkom februára sme boli na planine, tak sme zároveň boli aj vybrať datalloger. Nižšie je graf teplôt a výstup podľa Google AI.

Na základe poskytnutého teplotného grafu zo senzora v hĺbke 10 metrov a opisu lokality Dvojzávrt možno vyvodiť nasledujúce závery o potenciálnych voľných priestoroch pod šachtou:

  1. Analýza teplotného profilu
  • Stabilita (november – január): Teplota sa dlhodobo držala na úrovni cca 7 °C až 7,5 °C. Táto stabilita naznačuje, že priestor v hĺbke 10 m je dobre izolovaný od priamych vplyvov povrchovej atmosféry, čo je typické pre jaskynné prostredie s obmedzenou cirkuláciou vzduchu.
  • Prudký pokles (koniec januára – február): Na grafe vidíme dva výrazné prepady teploty – najprv k 5,5 °C a následne až k 3,2 °C.
    • Vzhľadom na zimné obdobie (január/február) a fakt, že závrt funguje ako ponor, je tento pokles pravdepodobne spôsobený vtekaním studenej vody z roztopeného snehu alebo zimných zrážok priamo do odtokového kanála.
    • Alternatívne môže ísť o nasávanie studeného vonkajšieho vzduchu (komínový efekt), čo by potvrdzovalo prepojenie na rozsiahlejší systém pod povrchom.
  1. Geomorfologické a speleologické indície
  • Odtokový kanál v masíve: Prítomnosť takmer vertikálneho kanála v korozívnom masíve, ktorý smeruje „skoro kolmo dole“, je jasným dôkazom vertikálneho smerovania krasovatenia. To, že kanál „odteká“, predpokladá existenciu prijímacieho priestoru nižšie.
  • Sintrová výplň: Výskyt sintrových kôr, nátekov a juvenilných foriem kvapľov (stalaktity, stalagmity) naznačuje, že v danom mieste dochádza k vylučovaniu vápenca z presakujúcich roztokov. Tieto formy potrebujú na svoj vznik voľný priestor vyplnený vzduchom.
  • Kryštalické agregáty: Nález samostatných kryštálov môže naznačovať prostredie s pomalou kryštalizáciou v chránenom, pravdepodobne kavernóznom priestore.
  1. Odhad potenciálnych priestorov
  • Vertikálne pokračovanie: S vysokou pravdepodobnosťou sa pod dnom výkopu nachádza systém vertikálnych puklín alebo užších šachiet. Keďže ide o Zádielsku planinu, ktorá je známa hlbokým krasovatením, tieto trhliny môžu viesť k hlbším horizontálnym úrovniam.
  • Dynamický systém: Reakcia teploty na vonkajšie zrážky (pokles teploty pri pretekaní vody) potvrdzuje, že systém je priechodný pre vodu aj vzduch. Prudký pád teploty na konci grafu (až k 3 °C) naznačuje, že objem vtekajúcej studenej vody alebo vzduchu je dostatočne veľký na to, aby lokálne ochladil masív v okolí senzora.
  • Rozmery: Ak je odtokový kanál v masíve viditeľný a smeruje nadol, existuje predpoklad, že po prekonaní úžin by sa mohol otvoriť do menšej siene alebo dómu, ktoré sú typické pre koreňové zóny závrtov v tejto časti Slovenského krasu.

Záver: Teplotné anomálie v kombinácii s hydrogeologickou funkciou (ponor) a prítomnosťou primárnych jaskynných foriem (sintre) silne naznačujú existenciu pokračujúcich voľných priestorov vertikálneho charakteru. Pre ďalší prieskum by bolo vhodné sledovať rýchlosť teplotnej odozvy po konkrétnych zrážkových úhrnoch, čo by pomohlo odhadnúť priame prepojenie s povrchom.

Máte k dispozícii aj údaje o zrážkach z blízkej meteostanice, aby sme ich mohli presne korelovať s tými teplotnými prepadmi?

 

Nájdi údaje o zrážkach z blízkej meteostanice.

 

Na základe dostupných údajov zo zrážkomernej stanice

Štós-kúpele a klimatologických zhodnotení SHMÚ možno zrážky v období uvedenom na grafe (november 2025 – február 2026) charakterizovať takto:

  1. November 2025: Vysoké úhrny

November 2025 bol v tejto lokalite zrážkovo veľmi bohatý. Stanica Štós-kúpele zaznamenala jeden z najvyšších mesačných úhrnov na celom Slovensku, a to 168,8 mm.

  • Tento vysoký úhrn zodpovedá začiatku grafu (27. 11. 2025), kedy je teplota v 10 m hĺbke stabilizovaná na cca 7 °C, čo naznačuje, že podzemie bolo v tom čase dobre dotované vodou, ktorá si udržiavala priemernú teplotu masívu.
  1. December 2025 a Január 2026: Výrazný deficit

Po daždivom novembri nastalo obdobie výrazného sucha.

  • V období od 1. decembra 2025 do 20. januára 2026 chýbalo v horských oblastiach (vrátane Slovenského krasu) miestami až viac ako 100 mm zrážok oproti dlhodobému priemeru.
  • Január 2026 bol na väčšine územia zrážkovo silne podnormálny až veľmi suchý.
  • Na grafe toto obdobie sucha korešponduje s miernym, ale plynulým klesaním teploty z 7,5 °C k hranici 6,5 °C (postupné vychladanie masívu bez nových teplejších/chladnejších dotácií vody).
  1. Február 2026: Prudký pokles a zimné zrážky

Prudký prepad teploty na konci grafu (prelom januára a februára 2026), kedy teplota klesá k 3,2 °C, je kľúčový.

  • Hoci bol január suchý, február býva na horách obdobím vrcholu snehovej pokrývky.
  • Prudký pokles teploty naznačuje pretopenie snehu alebo studené zimné dažde, ktoré cez závrt (ponor) vnikli priamo do jaskynného systému. Keďže voda z topiaceho sa snehu má teplotu blízku 0 °C, jej prienik do 10-metrovej hĺbky dokáže takto razantne znížiť lokálnu teplotu vzduchu a horniny.

 

Zhrnutie korelácie:

ObdobieZrážková situácia v ŠtóseReakcia v Dvojzávrte (10 m)
November 2025Nadpriemerné zrážky (168,8 mm)Stabilná teplota (~7,3 °C), saturácia masívu.
Dec. – Jan. 2026Výrazný deficit (sucho)Mierny pokles, stabilizácia bez výkyvov.
Február 2026Topenie snehu / zimné zrážkyPrudký prepad k 3 °C – priamy prienik studenej vody.

Tieto údaje potvrdzujú, že Dvojzávrt je aktívny ponor s rýchlou hydraulickou odozvou na povrchové zrážkové udalosti, čo je silným indikátorom priechodných voľných priestorov pod šachtou.

 

 

teplotny-graf-Dvojzavrt-6.jpg Juvenilne-formy-stalaktitov-a-stalagmitov-v-lavej-casti-a-v-pravej-vyzdoba-tvorena-sintrovymi-natekmi.-foto-M.Danko_-5.png 5.-foto-T.Berzetei-4.jpg 4.-foto-T.Berzetei-3.jpg 3.-foto-B.Liska_-2.jpg 2.-foto-B.Liska_-1.jpg 1.-foto-B.Liska_-0.jpg

Email: Bohuslav Líška

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  • Therion – textúra v novom web toole
    Keď už máš vygenerovaný 3D povrch pomocou Terén Ľahko, ďalšia logická otázka je jednoduchá:akú textúru si na to celé vlastne nalepím? Presne na toto vznikol druhý nástroj – DankeZ Downloader (Tile Downloader).Je to webová aplikácia, ktorá umožňuje stiahnuť mapy z rôznych zdrojov, poskladať ich do jedného obrázka vytvoriť prelínanie a automaticky ich geograficky nakalibrovať – či už pre Therion, alebo pre mobilné aplikácie Locus Map a OruxMaps.Zdrojový kód a samotný nástroj:github.com/dankez/map-
     

Therion – textúra v novom web toole

Január 16th 2026 at 20:53
Therion – textúra v novom web toole

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akú textúru si na to celé vlastne nalepím?

Presne na toto vznikol druhý nástroj – DankeZ Downloader (Tile Downloader).
Je to webová aplikácia, ktorá umožňuje stiahnuť mapy z rôznych zdrojov, poskladať ich do jedného obrázka vytvoriť prelínanie a automaticky ich geograficky nakalibrovať – či už pre Therion, alebo pre mobilné aplikácie Locus Map a OruxMaps.

Zdrojový kód a samotný nástroj:
github.com/dankez/map-downloader-for-therion

Na čo je tento nástroj dobrý v praxi

Typický scenár jaskyniara:

  • chceš mať prehľadný povrch nad jaskyňou
  • potrebuješ vidieť vchody, závrty, lesné cesty, ortofoto, geológiu
  • chceš používať rovnakú mapu v Therione aj v mobile

A presne toto sa app pokúša riešiť.

Výber oblasti bez GIS trápenia

Na začiatku definuješ:

  • stredový bod – GPS/JTSK súradnice (napr. vchod do jaskyne)
  • rozsah oblasti v metroch – sever, juh, východ, západ

Nemusíš riešiť pixely ani manuálne orezávanie. Jednoducho povieš, že chceš napríklad 500 metrov na každú stranu, a aplikácia pripraví presne taký výrez. +- veľkosť stahovanej dlaždice, nelakaj sa ak je výrez oveľa väčší ako povrch, Therion to oreže dokonale. Odporúčam mať textúru vačšiu ako 3d povrch.


Viacero mapových zdrojov na jednom mieste

Veľká výhoda Downloadera je práca s viacerými mapovými vrstvami naraz. Nie si odkázaný na jeden typ mapy.

Medzi podporované zdroje patria napríklad:

  • Freemap.sk
    • turistická mapa
    • tieňovaný reliéf
  • ZBGIS
    • ortofotomapy
    • základná mapa
  • geologické mapy ….

Každý mapový zdroj funguje ako samostatná vrstva.


Prekryvanie vrstiev a priehľadnosť

Vrstvy môžeš kombinovať a prelínať podľa potreby.

Typický príklad použitia:

  • spodná vrstva: ortofoto
  • vrchná vrstva: tieňovaný reliéf

Vrchnú vrstvu vieš spriehľadniť, takže vidíš detaily z viacerých máp naraz. Výsledkom je prehľadná mapa, ktorá dáva zmysel pri plánovaní aj pri kreslení.


Export pre Therion bez ručnej kalibrácie

Jedna z najdôležitejších funkcií po kliknutí na Spojiť a Stiahnuť

Downloader vygeneruje:

  • JPG mapu
  • kalibračný reťazec pre Therion

Tento reťazec stačí vložiť do .th súboru a mapa:

  • má správne súradnice
  • má správnu mierku
  • presne sedí k povrchu z Terén Ľahko

Bez ručného klikania a skúšania.


Export do mobilu – Locus Map a OruxMaps

Z tej istej konfigurácie vieš rovno vytvoriť:

  • KMZ súbor pre Locus Map
  • ZIP balík pre OruxMaps

Výsledkom je:

  • offline mapa
  • presná kalibrácia
  • rovnaký mapový podklad ako v Therione


Cache a rýchle opakovanie generovania

Stiahnuté mapové dlaždice sa ukladajú do lokálnej cache.

V praxi to znamená:

  • opakované generovanie tej istej oblasti je výrazne rýchlejšie
  • pri zmene priehľadnosti alebo vrstiev sa mapy nesťahujú znova
  • šetríš čas aj pripojenie

Prečo to funguje spolu s Terén Ľahko

Tieto dva nástroje sú navrhnuté tak, aby sa vzájomne dopĺňali:

  • Terén Ľahko rieši 3D povrch, mriežku a generuje základnú textúru na 90% postačuje…
  • DankeZ Downloader rieši mapový podklad z rôznych zdrojov a prelínanie podkladov

Oba nástroje:

  • používajú rovnaké súradnicové systémy
  • generujú výstupy priamo pre Therion + Locus + Orux
  • sú robené pre jaskyniarov, nie pre GIS špecialistov, vzniklo to ako zábava a testovanie AI ….

Záver

Ak mapuješ jaskyne v Therione a moje apky si vyskúšal daj mi feedback v komentári… ak ti to veľmi pomohlo tak pijem pivo nealko 🙂

Video

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  • Therion – Terén Ľahko v2
    Posun v tvorbe 3D povrchov pre jaskyniarov (a nielen pre nich)Ak ste sa niekedy pokúšali vytvoriť digitálny model terénu (DMR) pre svoje jaskyniarske mapy v softvéri Therion, viete, že to nie je práve prechádzka ružovou záhradou. Sťahovanie dát, hľadanie správnych formátov, boj s konverziou súradnicových systémov často v príkazovom riadku a generovanie textúr… Celý proces môže byť frustrujúci a zdĺhavý.Preto vznikol Easy Terrain / Terén Ľahko – moderná webová aplikácia {viem nepodareny nazov ale
     

Therion – Terén Ľahko v2

December 4th 2025 at 00:11
Therion – Terén Ľahko v2

Posun v tvorbe 3D povrchov pre jaskyniarov (a nielen pre nich)

Ak ste sa niekedy pokúšali vytvoriť digitálny model terénu (DMR) pre svoje jaskyniarske mapy v softvéri Therion, viete, že to nie je práve prechádzka ružovou záhradou. Sťahovanie dát, hľadanie správnych formátov, boj s konverziou súradnicových systémov často v príkazovom riadku a generovanie textúr… Celý proces môže byť frustrujúci a zdĺhavý.

Preto vznikol Easy Terrain / Terén Ľahko – moderná webová aplikácia {viem nepodareny nazov ale nic ma nenapadlo }, ktorá tento proces zjednodušuje na pár kliknutí. A čo je najlepšie? Všetko beží priamo vo vašom prehliadači, bez inštalácie a bez toho, aby vaše dáta opustili váš počítač.

geotiff5.sss.sk

Čo Terén Ľahko dokáže?

Terén Ľahko je snaha o komplexný nástroj, ktorý v sebe spája niekoľko kľúčových funkcií potrebných pre mapovanie:

1. Automatický povrch z celého sveta 🌍

Zabudnite na zložité hľadanie dát na rôznych portáloch. V režime „Automatický povrch“ stačí zadať GPS súradnice (alebo kliknúť na „Moja poloha“) a definovať veľkosť územia (napr. 5×5 km). Aplikácia sa sama spojí s databázou OpenTopography a stiahne globálne výškové dáta ALOS World 3D s rozlíšením 30 metrov. Tieto dáta automaticky spracuje a pripraví na použitie.

2. Podpora detailných lokálnych dát 🇸🇰

Pre slovenských jaskyniarov je kľúčová presnosť. Aplikácia plne podporuje nahrávanie vlastných GeoTIFF súborov, napríklad detailného modelu DMR 5.0 z portálu ZBGIS. Jednoducho vlož .tif a .tfw súbory do okna a aplikácia sa postará o zvyšok.

3. Inteligentné súradnicové systémy 📐

Už žiadne trápenie s Gdal príkazmi a pod…. Terén Ľahko automaticky deteguje a konvertuje súradnice.

  • Automaticky stiahnuté dáta (WGS84) prepočíta do metrického systému UTM, aby bol model v Therione presný a nedeformovaný.
  • Pre lokálne súbory podporuje naše domáce S-JTSK, ale aj UTM a WGS84.

4. Interaktívne orezávanie ✂️

Často stiahnete obrovský kus mapy, hoci potrebujete len okolie vchodu do jaskyne. S integrovaným nástrojom na orezávanie si na vizuálnom náhľade jednoducho vyberiete presne tú oblasť, ktorú chcete. Tým ušetríte miesto na disku a zrýchlite vykresľovanie v Therione.

5. Pokročilá vizualizácia a „Invertovanie povrchu“ 🎨

Aplikácia generuje nielen 3D mriežku, ale aj kvalitné textúry (bitmapy), ktoré sa na povrch natiahnu.

  • Tieňovaný reliéf (Hillshade): Klasický alebo vysoko kontrastný pre zvýraznenie terénnych nerovností.
  • Farebný reliéf: Vizualizácia výšky pomocou rôznych farebných paliet (napr. Teplotná mapa).
  • Unikátna funkcia „Invertovať povrch“: Poznáte ten optický klam, keď sa vám na mape zdajú kopce ako doliny? Terén Ľahko má tlačidlo, ktoré otočí smer slnečného svetla a tento klam okamžite opraví!

6. Exporty pre všetkých 📦

Výstupom nie je len jeden súbor. Aplikácia vám pripraví balíček všetkého, čo môžete potrebovať:

  • Therion (.th): Hotový definičný súbor s mriežkou a nakalibrovanou mapou. Stačí pridať input do vášho projektu.
  • Grid Data (.txt): Surové dáta mriežky.
  • DXF pre CAD: 3D model (3DFACE) kompatibilný s AutoCADom alebo MicroStationom – ideálne pre geodetov.
  • STL pre 3D tlač: Chcete si vytlačiť model povrchu nad jaskyňou na 3D tlačiarni? Terén Ľahko vám vygeneruje optimalizovaný STL súbor.

Prečo vyskúšať Terén Ľahko?

  • Je to zadarmo a open-source.
  • Šetrí čas: To, čo trvalo hodiny v GIS softvéri, teraz zvládnete za minútu.
  • Je to bezpečné: Žiadne nahrávanie vašich citlivých dát na cudzie servery.
  • Je to pre jaskyniarov: Aplikácia bola vyvinutá s ohľadom na špecifické potreby speleológie (kalibrácia pre Therion, JTSK, podpora DMR 5.0).

Video návod

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