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  • Hydrologický prieskum v Gouffre Berger
    Naša členka klubu Marianna Jagečíková sa zúčastnila ďalšieho hydrologického prieskumu tentoraz v Gouffre Berger po zhruba 70 rokoch. Táto jaskyňa je známa aj Slovenským jaskyniarom, ktorí sa v roku 1980 zúčastnili na expedícii do nej a samozrejme aj ďalším jaskyniarom. V rámci plánovaného farbenia v mesiaci august v jaskyni Gouffre Bergeri, sme boli inštalovať v Cuves de Sassenage dve automatické sondy florimetrov typ GGUN v sale „Salle à manger“, kde vyteká voda zo sifónu. Florescein bude mera
     

Hydrologický prieskum v Gouffre Berger

August 16th 2026 at 10:04

Naša členka klubu Marianna Jagečíková sa zúčastnila ďalšieho hydrologického prieskumu tentoraz v Gouffre Berger po zhruba 70 rokoch. Táto jaskyňa je známa aj Slovenským jaskyniarom, ktorí sa v roku 1980 zúčastnili na expedícii do nej a samozrejme aj ďalším jaskyniarom. V rámci plánovaného farbenia v mesiaci august v jaskyni Gouffre Bergeri, sme boli inštalovať v Cuves de Sassenage dve automatické sondy florimetrov typ GGUN v sale „Salle à manger“, kde vyteká voda zo sifónu. Florescein bude meraný každých 15 min. Taktiež sme merali prietok podzemných vôd, metódou rozredenia kuchynskej soli (NaCl). V prietoku sme inštalovali dve sondy na meranie konduktivity (hodnota 337 µS/cm) a do prietoku sme vypustili soľný roztok, hmotnosť NaCl 1 kg. Sonda priebežné merala konduktivitu. Konduktivita bola kalibrovanaa in situ so soľnými roztokmi 0,25 g ; 0,5 g a 1 g  v  1L vody (vyhodnotenie kalibracie neskôr). Takisto sme merali objem prietok vo vyvieračke na povrchu, za cieľom určiť, čí je zmena v prietoku a čí teda ešte z inakadial pribúda voda medzi Salle aà Manger a povrchom.     

6.8.2026 do jaskyne vstupujeme o ôsmej hodine, cieľom je zísť do -1070 m a zafarbiť vodný tok jedným kilom fluorescéinu. Vodu farbíme o 13:00 hodine cca 25 minút. Tiež inštalujeme sondu na meranie tlaku a teploty vo vode a takisto sondu na meranie atmosférického tlaku. Z jaskyne vychádzame okolo 21:20 hodine a niektorí členovia výpravy aj neskôr. Ofarbená voda vyteká nakoniec o tri dni neskôr, pri max koncentrácii skoro na 5 deň. Toto je len druhý krát, čo sa vysledovalo (tentokrát s 960g fluoresceínu), naposledy v roku 1953 ale bolo použité vraj 13 kg…. predstavte si farbu vody pri fontáne Sassenage, ktorá bola v tom čase priamo spojená. Keď sme my farbili Starý Hrad tak sme použili 5kg a vraj aj Váh bol zelený, aspoň prítok z doliny, ale len z počutia. Odkaz na FR priebeh https://www.facebook.com/share/p/1DMkjPaFJa/

Pri osadzovaní a farbení spolupracovala s jaskyniarmi Alexandre Zappelli, Christophe Gauchon, Vincent Schneider, Lismonde Baudoin, Eva, Omar, Jacek, a farbení Alexandre Zappelli, Christophe Gauchon, Rolland Alexandra, Rispal Nathan

foto: Rispal Nathan a Baudouin Lismonde

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  • EuroSpeleo Youth Contest 2026: grotte e futuro dell’acqua al centro del concorso per giovani
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EuroSpeleo Youth Contest 2026: grotte e futuro dell’acqua al centro del concorso per giovani

August 16th 2026 at 05:30

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Fotografie, rilievi, mappe e opere artistiche per raccontare il mondo sotterraneo. I lavori saranno protagonisti al 18° EuroSpeleo Forum di Pisino/Pazin, nel cuore dell’Istria, nella storica Venezia Giulia, oggi in Croazia. Scadenza il 30 ottobre 2026

denza il 30 ottobre 2026

Torna EuroSpeleo Youth Contest, il concorso internazionale dedicato a bambini e giovani speleologi nell’ambito di Underground Visions – The Unseen World, progetto che unisce arte, documentazione e conoscenza del patrimonio sotterraneo.

La seconda edizione del concorso è organizzata da TETIIDE APS in collaborazione con la European Speleological Federation (FSE) e il gruppo European Children and Young Cavers (ECYC).

Scintilena aveva già parlato dell’iniziativa lo scorso aprile, presentando il secondo numero di Underground Vision – SpeleoMedit Magazine. Ora arrivano i dettagli per partecipare all’edizione 2026.

Protagonisti i giovani fino a 20 anni

Il concorso è aperto ai giovani fino a 20 anni, invitati a raccontare ciò che li affascina delle grotte e del mondo sotterraneo.

Si può partecipare con fotografie speleologiche, mappe e rilievi di grotta, immagini e opere artistiche. Ogni concorrente può presentare fino a tre lavori.

L’obiettivo è lasciare spazio allo sguardo delle nuove generazioni su quello che gli organizzatori definiscono il più grande e meno conosciuto spazio del pianeta: il sottosuolo.

Tra gli spunti proposti ai giovani partecipanti ci sono “La mia prima grotta”, “Proteggiamo l’acqua”, “Gli animali delle grotte che amo”, “Disegnare una mappa di grotta”, “Cosa vive nel buio?” e “Grotte dalla mia immaginazione”.

Il contest arriva all’EuroSpeleo Forum in Croazia

Il secondo EuroSpeleo Youth Contest sarà presentato in occasione del 18° EuroSpeleo Forum e dell’Incontro degli Speleologi Croati, in programma dal 13 al 15 novembre 2026 a Pisino/Pazin, in Istria.

Sarà la prima volta che il principale appuntamento europeo della speleologia si svolgerà nel cuore dell’Istria, nella storica Venezia Giulia, oggi Croazia.

Una sede particolarmente significativa per gli speleologi: Pisino è conosciuta per la celebre Grotta di Pisino (Pazinska jama), esplorata alla fine dell’Ottocento da Édouard-Alfred Martel e legata anche alla letteratura di Giulio Verne. Proprio a Pisino, inoltre, nel gennaio 2026 è stato presentato il volume dedicato alla Jama kod Raspora – Abisso Bertarelli, che ricostruisce un secolo di esplorazioni di una delle più importanti cavità dell’Istria.

I lavori partecipanti saranno valutati da una giuria di esperti di speleologia e delle specifiche discipline, mentre è prevista anche la possibilità di assegnare un Premio del Pubblico.

Le opere saranno pubblicate sul sito ECYC e i vincitori riceveranno un certificato ufficiale e saranno presentati nella EuroSpeleo Youthletter.

Scadenza il 30 ottobre

Per partecipare c’è tempo fino al 30 ottobre 2026.

Con Underground Visions, fotografia, cartografia, rilievo, illustrazione scientifica e arte diventano linguaggi diversi per raccontare lo stesso universo nascosto.

E questa volta a mostrarci “il mondo che non si vede” saranno soprattutto i più giovani.

Maggiori informazioni sono disponibili sui siti ufficiali di TETIIDE APS – Visioni Sotterranee Young Contest e della European Speleological Federation.

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  • Missione CSS in Bretagna – I bunker del Vallo Atlantico a Kerbonn
    Condividi In Bretagna i bunker del Vallo Atlantico sono memoria e patrimonio: un esempio di valorizzazione che può far riflettere anche l’Italia Reportage del CSS sulla fortificazioni tedesche sulla penisola di Crozon, in Bretagna Il Centro Studi Sotterranei di Genova ci porta in Bretagna, sulla penisola di Crozon, alla scoperta delle fortificazioni costiere realizzate durante la Seconda Guerra Mondiale. Foto CSS Nel settore di Kerbonn, affacciato sull’Anse de Pen Hat, sono ancora b
     

Missione CSS in Bretagna – I bunker del Vallo Atlantico a Kerbonn

August 16th 2026 at 05:30

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In Bretagna i bunker del Vallo Atlantico sono memoria e patrimonio: un esempio di valorizzazione che può far riflettere anche l’Italia

Reportage del CSS sulla fortificazioni tedesche sulla penisola di Crozon, in Bretagna

Il Centro Studi Sotterranei di Genova ci porta in Bretagna, sulla penisola di Crozon, alla scoperta delle fortificazioni costiere realizzate durante la Seconda Guerra Mondiale.

Foto CSS

Nel settore di Kerbonn, affacciato sull’Anse de Pen Hat, sono ancora ben visibili bunker, casematte e postazioni appartenenti al grande sistema difensivo tedesco del Vallo Atlantico.ubblichiamo il racconto della missione del CSS, accompagnato dalle immagini realizzate sul posto.

Foto CSS

«In Bretagna, durante l’occupazione nazista di questa regione nella Seconda Guerra Mondiale, furono realizzate numerose opere fortificate facenti parte del cosiddetto “Vallo Atlantico”. In particolare, nel tratto di costa tra Punta di Toulinguet e Punta di Pen-Hir, fu edificata la batteria Kerbonn a sorveglianza/protezione dell’ampia e grande spiaggia (lunga 800 metri) di Pen Hat che si apre nell’omonimo tratto marino (Anse de Pen Hat).

Questa breve e bassa riviera era strategica sia per la sua morfologia naturale, che la rendeva idonea ad un possibile sbarco alleato, sia per la sua vicinanza alla importantissima rada di Brest con la sua base navale.

Il fortino tedesco documentato dal nostro reportage è molto esteso e abbastanza ben conservato. In una foto è ripresa la visuale che si ha dalla lunga feritoia orizzontale di uno dei bunker. Nella inquadratura si vede, in lontananza, la penisola di Toulinguet, con il semaforo ed il suo complesso difensivo.

Le postazioni tedesche, realizzate sotto la direzione della Todt, ospitavano “in casamatta” grossi cannoni antinave dell’artiglieria costiera della Marina tedesca, la “Kriegsmarine” appunto. Queste erano sormontate da calotte in cemento armato, con muri e copertura dello spessore di 2 metri, e con i caratteristici frontoni a gradoni rovesciati, detti comunemente “a guscio di tartaruga”, che rappresentano il simbolo delle fortificazioni naziste.

È evidente una certa analogia tipologica e di forme tra questi bunker ed alcuni di quelli presenti in Liguria (Portofino, Quinto, Monte Moro, solo per citarne alcuni).

Oggi, uno dei bunker di Kerbonn ospita dal 1990 un museo: il Musée Mémorial de la Bataille de l’Atlantique de Camaret, dedicato alla battaglia sull’Oceano Atlantico in questa regione durante la Seconda Guerra Mondiale.

Come è noto, i francesi sono bravi a valorizzare quello che hanno; invero il sito è paesaggisticamente notevole ma il museo non è nulla di particolare.»

Una riflessione che riguarda da vicino anche l’Italia, dove un vastissimo patrimonio di fortificazioni, opere sotterranee e testimonianze della storia militare attende ancora, in molti casi, di essere adeguatamente tutelato, reso accessibile e valorizzato.

Foto CSS

Testo riportato e fotografie: Centro Studi Sotterranei di Genova

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  • CaveArchive è ora disponibile sul Google Play Store
    Condividi L’app per la gestione e la condivisione dei dati di rilievo speleologico è ora scaricabile su Android. CaveArchive consente di organizzare e sincronizzare progetti e survey, anche in collegamento con TopoDroid. Ancora in corso alcune procedure di autorizzazione per Google Drive. CaveArchive è ora disponibile sul Google Play Store. L’applicazione Android sviluppata da Simon Beatrice per organizzare, sincronizzare e condividere i dati dei rilievi speleologici può quindi essere scarica
     

CaveArchive è ora disponibile sul Google Play Store

August 16th 2026 at 05:00

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L’app per la gestione e la condivisione dei dati di rilievo speleologico è ora scaricabile su Android. CaveArchive consente di organizzare e sincronizzare progetti e survey, anche in collegamento con TopoDroid. Ancora in corso alcune procedure di autorizzazione per Google Drive.

CaveArchive è ora disponibile sul Google Play Store. L’applicazione Android sviluppata da Simon Beatrice per organizzare, sincronizzare e condividere i dati dei rilievi speleologici può quindi essere scaricata e utilizzata direttamente dagli speleologi interessati.

Simon, del GS CAI Varese, aveva presentato CaveArchive il 24 giugno 2026 in occasione del webinar dedicato all’applicazione, nell’ambito dei “Mercoledì Catastali” organizzati dalla Commissione Catasto Cavità Naturali della Società Speleologica Italiana ETS.

Il progetto CaveArchivenasce per rispondere a un’esigenza molto concreta del rilievo speleologico: gestire in maniera ordinata e condivisa i dati relativi a una grotta, comprese diverse survey e sessioni di rilievo, facilitando il lavoro di più persone sullo stesso progetto.

L’obiettivo di Simon – ben sottolineato nel webinar – è la crescita di Cave Archive anche grazie al contributo diretto degli utenti: per questo, ha invitato chiunque desiderasse collaborare al miglioramento dell’applicazione a contattarlo direttamente all’indirizzo simon.beatrice.lindner@gmail.com.

Dalla presentazione all’utilizzo sul campo

Il webinar ha suscitato grande interesse tra gli speleologi che utilizzano strumenti digitali per il rilievo e la documentazione delle cavità.

L’interesse per l’applicazione è emerso anche nella comunità degli utilizzatori di TopoDroid, dove CaveArchive è stata recentemente suggerita come possibile soluzione a un utente che chiedeva come gestire più survey relative alla stessa grotta.

È proprio questo uno degli scenari nei quali l’applicazione può risultare particolarmente interessante.

CaveArchive permette infatti di organizzare in un unico archivio i diversi progetti e dati di rilievo, utilizzando Google Drive per la condivisione e la sincronizzazione. L’integrazione con TopoDroid consente inoltre di lavorare sui dati raccolti durante le campagne di rilievo mantenendo una struttura organizzata e condivisibile.

L’obiettivo è semplificare il lavoro collaborativo e ridurre la necessità di continui passaggi manuali di file tra i componenti della squadra, mantenendo disponibili versioni aggiornate dei dati.

CaveArchive disponibile sul Play Store

La novità è che CaveArchive è ora disponibile sul Google Play Store e può essere installata direttamente sui dispositivi Android.

Scarica CaveArchive dal Google Play Store:
https://play.google.com/store/apps/details?id=com.cavearchive.app

Simon Beatrice conferma che l’applicazione è funzionante, mentre sono ancora in corso alcune procedure necessarie per ottenere le autorizzazioni relative all’integrazione con Google Drive.

Per questo motivo, al momento del login Google può mostrare un avviso di sicurezza relativo all’applicazione.

Secondo quanto comunicato dallo sviluppatore, il messaggio è legato alla procedura di autorizzazione Google Drive ancora in corso e non impedisce il funzionamento di CaveArchive. Simon sta completando gli adempimenti necessari, affinché l’avviso non venga più visualizzato.

L’informazione è importante per chi scarica l’app in questa fase, in modo che la comparsa del messaggio durante il login non venga interpretata come un comportamento inatteso dell’applicazione.

Rivedere il webinar su CaveArchive

Per conoscere più nel dettaglio CaveArchive e il suo funzionamento è possibile rivedere il webinar “CaveArchive: la gestione condivisa dei dati di rilievo speleologico”, organizzato dalla Commissione Catasto Cavità Naturali SSI ETS nell’ambito dei “Mercoledì Catastali”.

Guarda la registrazione completa del webinar su YouTube:
https://www.youtube.com/live/m8QYC3CzQUg

La pubblicazione sul Google Play Store segna quindi un nuovo passaggio per CaveArchive: dalla presentazione del progetto alla possibilità, per la comunità speleologica, di scaricare l’applicazione, provarla e sperimentarne direttamente l’utilizzo nella gestione dei rilievi.

Per approfondire

CaveArchive: la gestione condivisa dei dati di rilievo speleologico
Il precedente articolo pubblicato da Scintilena, con la presentazione del progetto:
https://www.scintilena.com/cavearchive-la-gestione-condivisa-dei-dati-di-rilievo-speleologico/06/22/

CaveArchive – Google Play Store
https://play.google.com/store/apps/details?id=com.cavearchive.app

Webinar “CaveArchive: la gestione condivisa dei dati di rilievo speleologico”
https://www.youtube.com/live/m8QYC3CzQUg

L'articolo CaveArchive è ora disponibile sul Google Play Store proviene da Scintilena.

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