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Studna s chlazeným pivem se dvojici mužů stala pastí, vytáhli je až hasiči - iDNES.cz
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Kraj tiesňav, roklín, jaskýň, romantických výhľadov, kde ešte aj dnes dodáva silu vodopádom krištáľovo čistá voda - Život
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“Sopra e sotto il Carso”, online il numero di agosto 2026: ricerca, esplorazioni e memoria speleologica
Condividi Dalla nuova Giornata Internazionale delle Grotte e del Carso agli studi su microplastiche e acquiferi, passando per Acqua Negra e Campo InGrigna! 2026: un numero ricco di scienza, attività e storia della speleologia Dalla nuova Giornata Internazionale delle Grotte e del Carso agli studi su microplastiche e acquiferi, passando per Acqua Negra e Campo InGrigna! 2026: un numero ricco di scienza, attività e storia della speleologia Ad aprire il numero è una notizia di particolare ril
“Sopra e sotto il Carso”, online il numero di agosto 2026: ricerca, esplorazioni e memoria speleologica
Dalla nuova Giornata Internazionale delle Grotte e del Carso agli studi su microplastiche e acquiferi, passando per Acqua Negra e Campo InGrigna! 2026: un numero ricco di scienza, attività e storia della speleologia
Dalla nuova Giornata Internazionale delle Grotte e del Carso agli studi su microplastiche e acquiferi, passando per Acqua Negra e Campo InGrigna! 2026: un numero ricco di scienza, attività e storia della speleologia
Ad aprire il numero è una notizia di particolare rilievo per l’intera comunità speleologica internazionale: l’istituzione della Giornata Internazionale delle Grotte e del Carso, che sarà celebrata ogni anno il 13 settembre. George Veni, past president UIS, ricorda come il risultato sia maturato dagli sforzi sviluppati durante e dopo l’Anno Internazionale delle Grotte e del Carso, con l’obiettivo di accrescere nel mondo la conoscenza, lo studio e la protezione degli ambienti carsici.
Ampio spazio è riservato alla ricerca scientifica. Graziano Cancian presenta le osservazioni microscopiche e le analisi in spettrometria gamma effettuate su sedimenti della Grotta in parete presso baita Carosez, nelle Prealpi Giulie. Le indagini mettono in evidenza componenti prevalentemente silicee, possibili pseudomorfosi di goethite dopo pirite e radionuclidi naturali che suggeriscono l’interesse di future misure dirette del radon nella cavità.
Valentina Balestra affronta invece il tema sempre più attuale della presenza di microplastiche e microfibre negli ambienti carsici. I dati riportati mostrano come particelle provenienti dalle attività di superficie possano essere trasportate dalle acque meteoriche e raggiungere le grotte attraverso infiltrazioni e stillicidi, ribadendo la stretta relazione fra ciò che avviene all’esterno e la qualità degli ecosistemi sotterranei.
L’acqua è protagonista anche dell’intervento di Rino Semeraro sul ruolo della speleologia nella conoscenza degli acquiferi carsici, un tema che assume un peso crescente di fronte ai periodi siccitosi, all’abbassamento delle falde e agli effetti del cambiamento climatico. L’autore sottolinea come l’esplorazione debba sempre più integrarsi con monitoraggi, documentazione e ricerca scientifica, riaffermando il ruolo degli speleologi come veri e propri “geografi del sottosuolo”.
Seguono le novità del Progetto Acqua Negra, ricerca multidisciplinare dedicata al bacino idrogeologico del Torrente La Foce nelle Prealpi Carniche. Le esplorazioni subacquee hanno raggiunto un sifone profondo 77 metri, dal quale si sviluppa una lunga galleria sommersa; nell’estate 2026 sono inoltre proseguiti rilievi e documentazione, con nuove centinaia di metri topografate.
Nel numero trova spazio anche il Campo InGrigna! 2026, svoltosi dall’8 al 20 agosto sulla Grigna Settentrionale. Numerose squadre italiane e straniere hanno lavorato contemporaneamente su diversi fronti del Moncodeno, tra esplorazioni, risalite, traversi, disostruzioni, nuovi ingressi e rilievi. Tra i risultati più significativi figurano gli avanzamenti nell’Abisso Alberto Buzio, che ha superato i 300 metri di profondità, e nuove prosecuzioni in diverse cavità del massiccio, alimentando ancora una volta l’ipotesi di sistemi sotterranei sempre più vicini fra loro.

Completano il fascicolo un viaggio nella speleologia degli anni Settanta, un articolo sulla Grotta del Lago Bianco, le pagine dedicate agli speleocollezionisti e agli annulli postali figurativi legati alle grotte, recensioni e segnalazioni librarie, l’approfondimento su Contovello, gli aggiornamenti della biblioteca virtuale e un intenso ricordo di Giorgio Geromet, figura eclettica della cultura goriziana, scrittore, ricercatore, artista e collezionista.
E naturalmente l’attesissima cronaca dell’attività del Centro Seppenhofer, che nel corso di agosto ha visto soci impegnati in ricerche di nuove cavità, esplorazioni, monitoraggi, disostruzioni e progetti sulle cavità artificiali del territorio goriziano.
Il numero di agosto di “Sopra e sotto il Carso” restituisce così un’immagine molto ampia della speleologia contemporanea: esplorare resta fondamentale, ma significa sempre più anche misurare, documentare, studiare, conservare la memoria e contribuire alla tutela di un patrimonio sotterraneo intimamente collegato alla vita in superficie.
https://www.scintilena.com/wp-content/uploads/2026/09/Sopra-e-sotto-il-Carso-8-2026-1-1.pdf
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Visualizzazioni Scintilena agosto 2026: 324.627 pagine viste e oltre 167 mila letture per la Top 10
Condividi Le visualizzazioni Scintilena agosto 2026 crescono sul mese di luglio; esplorazioni, archeologia e biospeleologia guidano gli articoli più consultati Le visualizzazioni Scintilena agosto 2026 raggiungono 324.627 pagine viste totali, secondo le statistiche Shinystat comunicate dalla redazione. Il dato segna un recupero netto rispetto a luglio e mantiene il sito su livelli elevati anche nel periodo estivo. La graduatoria degli articoli più letti indica un interesse concentrato sull
Visualizzazioni Scintilena agosto 2026: 324.627 pagine viste e oltre 167 mila letture per la Top 10
Le visualizzazioni Scintilena agosto 2026 crescono sul mese di luglio; esplorazioni, archeologia e biospeleologia guidano gli articoli più consultati
Le visualizzazioni Scintilena agosto 2026 raggiungono 324.627 pagine viste totali, secondo le statistiche Shinystat comunicate dalla redazione.
Il dato segna un recupero netto rispetto a luglio e mantiene il sito su livelli elevati anche nel periodo estivo. La graduatoria degli articoli più letti indica un interesse concentrato sulle esplorazioni speleologiche, sulle scoperte archeologiche in grotta, sulla biospeleologia e sulla paleontologia.
La metrica indicata per il totale mensile è quella delle pagine viste di Shinystat. I valori associati ai singoli articoli sono invece impression registrate dal server. Le due serie sono utili per descrivere l’andamento editoriale, ma non sono sovrapponibili in modo automatico. Una pagina vista di Shinystat e un’impression di server possono dipendere da criteri tecnici differenti.
Visualizzazioni Scintilena agosto 2026: il dato giornaliero
Il mese si chiude con una media giornaliera dichiarata di 11.036 pagine viste dal lunedì al venerdì e di 9.288 nei giorni di sabato e domenica.
Confronto delle visualizzazioni Scintilena 2026
Le visualizzazioni Scintilena agosto 2026 sono superiori di 74.627 pagine viste rispetto alle circa 250.000 di luglio.
L’aumento mensile è vicino al 29,9%. Il confronto va svolto con cautela, perché il dato di luglio è pubblicato in forma arrotondata.
Rispetto a giugno, quando Scintilena ha riportato 385.000 pagine viste, agosto registra una flessione di 60.373 unità, pari al 15,7%. Giugno resta il picco fra i mesi messi a confronto.
Rispetto a maggio, indicato dal relativo articolo del sito come mese da 330.000 visualizzazioni, agosto è inferiore di 5.373 pagine viste, circa l’1,6%. Mese 2026 Pagine viste Variazione rispetto ad agosto Maggio 330.000 -5.373 (-1,6%) Giugno 385.000 -60.373 (-15,7%) Luglio circa 250.000 +74.627 (+29,9%) Agosto 324.627 Dato di riferimento
Il confronto mostra un agosto vicino al volume di maggio, dopo il calo di luglio e senza raggiungere il massimo di giugno. Nel trimestre giugno-agosto, la media mensile è di circa 319.876 pagine viste. Il risultato di agosto non rappresenta quindi un episodio isolato, ma si colloca in una sequenza di traffico consistente.
Gli articoli più letti di agosto

La Top 10 di agosto totalizza 167.907 impression di server. Questa somma corrisponde a circa il 51,7% delle 324.627 pagine viste mensili Shinystat, pur con la necessaria cautela dovuta alla diversità delle metriche.
Il primo articolo, dedicato alla scoperta di un tubo di 700 metri nel Dachstein, raccoglie 79.300 impression. Da solo rappresenta circa il 24,4% del totale mensile Shinystat e il 47,2% delle impression della Top 10.
- Scoperta eccezionale nel Dachstein: tubo di 700 metri in arenaria calcarea dentro una grotta carsica dolomitica — 79.300 impression.
- In Turchia scoperta la Grotta di Koskarli, un insediamento epipaleolitico datato tra 12.900 e 12.000 anni fa — 21.491.
- Messico, pescatore ritrovato vivo dopo 15 giorni in una grotta sommersa — 11.567.
- Kef El Ghar: la grotta del Marocco che unisce geologia, archeologia e tutela del patrimonio sotterraneo — 9.976.
- Il proteo non è più solo: nove specie nelle acque sotterranee dei Balcani — 9.735.
- Nuovo ritrovamento di Ursus ladinicus a Conturines: una seconda grotta con numerosi scheletri fossili — 9.197.
- Nuovi dati sul sollevamento della Linea Periadriatica dalle grotte della Slovenia nord-orientale — 7.886.
- Arera: l’esplorazione non finisce: l’Abisso LoBG 3990 scende a -302 — 6.862.
- Durmitor, il grande mondo sotterraneo ancora da esplorare — 5.961.
- Mujina Pecina, nuove datazioni spostano indietro di 30.000 anni il Musteriano in Dalmazia — 5.932.
Esplorazioni e ricerca nella Top 10 Scintilena
Le visualizzazioni Scintilena agosto 2026 mostrano il peso delle notizie di esplorazione.
Il Dachstein concentra quasi la metà delle impression della Top 10. Accanto a questo risultato emergono contenuti che collegano le grotte alla ricerca archeologica e paleoantropologica, come Koskarli in Turchia, Kef El Ghar in Marocco e Mujina Pecina in Dalmazia.
La classifica include anche temi centrali per la conoscenza del sottosuolo: la diversità del proteo e delle specie affini nelle acque balcaniche, i resti di Ursus ladinicus a Conturines, il sollevamento della Linea Periadriatica e l’avanzamento esplorativo dell’Abisso LoBG 3990. Il posizionamento di questi articoli segnala una domanda di divulgazione che non riguarda solo le grandi imprese, ma anche biospeleologia, geologia strutturale e paleontologia.
Il caso del pescatore salvato in Messico ha un profilo diverso. La sua presenza al terzo posto dimostra la capacità delle cronache legate agli ambienti sommersi di raggiungere un pubblico ampio. Il quadro complessivo resta diversificato: le visualizzazioni Scintilena agosto 2026 sono sostenute da un articolo con forte richiamo, ma la Top 10 distribuisce l’attenzione su otto paesi e su più discipline legate alle grotte e al patrimonio sotterraneo.
Fonti
- Scintilena, “Scintilena supera le 250 mila visualizzazioni a luglio 2026: archeologia, speleologia ed esplorazioni guidano l’interesse dei lettori”. URL: https://www.scintilena.com/scintilena-supera-le-250-mila-visualizzazioni-a-luglio-2026-archeologia-speleologia-ed-esplorazioni-guidano-linteresse-dei-lettori/08/01/
- Scintilena, “Scintilena: un giugno 2026 da record per le visualizzazioni, 385mila in un mese”. URL: https://www.scintilena.com/scintilena-un-giugno-2026-da-record-per-le-visualizzazioni-386mila-in-un-mese/07/01/
- Scintilena, “Gli articoli più visti a maggio 2026 di Scintilena con 330mila”. URL: https://www.scintilena.com/gli-articoli-piu-visti-a-maggio-2026-di-scintilena/06/01/
- Shinystat, statistiche pubbliche di Scintilena. URL: https://s5.shinystat.com/cgi-bin/shinystatv.cgi?USER=scintilena&NH=1
- Dati agosto 2026 e Top 10 forniti nel testo di partenza.
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Speleologia subacquea, alla Grotta del Vento un viaggio nell’ultima frontiera del mondo sotterraneo
Condividi Il 4 settembre 2026 in programma alla Grotta del Vento, in Garfagnana, una serata dedicata alla speleologia subacquea e all’esplorazione degli ambienti sommersi delle Alpi Apuane Una grande serata in programma il 4 settembre 2026 alla Grotta del Vento, in Garfagnana. L’appuntamento, inserito nelle Serate della Scienza e dell’Avventura, ci porterà alla scoperta di quella che può essere considerata una delle ultime frontiere dell’esplorazione sotterranea: il mondo che si apre o
Speleologia subacquea, alla Grotta del Vento un viaggio nell’ultima frontiera del mondo sotterraneo
Il 4 settembre 2026 in programma alla Grotta del Vento, in Garfagnana, una serata dedicata alla speleologia subacquea e all’esplorazione degli ambienti sommersi delle Alpi Apuane
Una grande serata in programma il 4 settembre 2026 alla Grotta del Vento, in Garfagnana.
L’appuntamento, inserito nelle Serate della Scienza e dell’Avventura, ci porterà alla scoperta di quella che può essere considerata una delle ultime frontiere dell’esplorazione sotterranea: il mondo che si apre oltre i sifoni, dove la progressione speleologica prosegue sott’acqua e richiede tecniche, attrezzature e preparazione altamente specialistiche.
Protagonisti dell’incontro saranno Adriano Roncioni e Davide Massarenti, che racconteranno esperienze e attività di esplorazione speleosubacquea, illustrando tecniche, attrezzature e difficoltà legate alla progressione negli ambienti sotterranei allagati.
Nel corso della serata saranno presentate immagini e video inediti, tra cui materiali di Luigi Casati relativi alla Sorgente del Tinello: getteremo uno sguardo su ambienti normalmente non visibili, accessibili soltanto agli speleosubacquei.
Al centro dell’incontro ci saranno in particolare le esplorazioni della Buca del Tinello e della Tana del Pollone, due realtà del mondo carsico apuano nelle quali l’acqua rappresenta al tempo stesso un ostacolo alla progressione e una via verso nuove porzioni ancora da conoscere del sistema sotterraneo.
Alle 17 l’inaugurazione della Sorgente del Tinello
La giornata inizierà già alle ore 17.00, prima dell’incontro pubblico, con l’inaugurazione della Sorgente del Tinello.

A seguire, alle ore 18.00, nella Sala Multifunzionale della Grotta del Vento, avrà luogo la serata dedicata alla speleologia subacquea.
Insomma, una serata da non perdere: meglio prenotare!
Data: 4 settembre 2026
– Ore 17.00: inaugurazione della Sorgente del Tinello
– Ore 18.00: incontro “Speleologia subacquea”
– Grotta del Vento – Sala Multifunzionale
– Località: Fornovolasco, Fabbriche di Vergemoli (LU)
– Prenotazione consigliata: 0583 722024
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Minulý rok objavili na Slovensku päť nových jaskýň - Zahraničie - Cestovanie - Pravda
Minulý rok objavili na Slovensku päť nových jaskýň - Zahraničie - Cestovanie Pravda
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Blahopřejeme Jeskyně Na Špičáku u Supíkovic na Jesenicku k nejúspěšnějšímu měsíci v historii
Blahopřejeme Jeskyně Na Špičáku u Supíkovic na Jesenicku k nejúspěšnějšímu měsíci v historii. A zve zájemce i v září - denně kromě pondělí 9:00–15:30 ;) (Feed generated with FetchRSS)
Blahopřejeme Jeskyně Na Špičáku u Supíkovic na Jesenicku k nejúspěšnějšímu měsíci v historii
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Photos from Správa slovenských jaskýň's post
NÁUČNÉ TERÉNNE EXKURZIE PRE NAŠICH SPRIEVODCOV Tak ako v ostatných rokoch, aj počas tohto leta sme uskutočnili niekoľko tematických exkurzii pre našich stálych aj sezónnych zamestnancov – prevažne sprievodcov v sprístupnených jaskyniach s cieľom prehĺbenia ich poznatkov o jaskyniach a krase. Počas exkurzii sme nielen preberali odborné témy a získavali poznatky z oblasti jaskyňovedy, ale aj utužovali kolektív. Exkurzie sa konali v jaskyniach Demänovskej doliny a na špeciálne želanie kolegov z Va
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Tak ako v ostatných rokoch, aj počas tohto leta sme uskutočnili niekoľko tematických exkurzii pre našich stálych aj sezónnych zamestnancov – prevažne sprievodcov v sprístupnených jaskyniach s cieľom prehĺbenia ich poznatkov o jaskyniach a krase. Počas exkurzii sme nielen preberali odborné témy a získavali poznatky z oblasti jaskyňovedy, ale aj utužovali kolektív. Exkurzie sa konali v jaskyniach Demänovskej doliny a na špeciálne želanie kolegov z Važeckej jaskyne aj v Liskovskej jaskyni. Tohtoročných exkurzii sa zúčastnili stáli aj sezónni sprievodcovia z Belianskej jaskyne, Demänovskej ľadovej jaskyne, Ochtinskej aragonitovej jaskyne, Gombaseckej jaskyne, Važeckej jaskyne, Brestovskej jaskyne a Dobšinskej ľadovej jaskyne.
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ZO 6-11 Královopolská – Jeskyně v Údolí Říčky a další

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Den otevřených dveří v neděli 13. září 2026
Při příležitosti prvního Mezinárodního dne jeskyní a krasu a 70 let CHKO Moravský kras zveme zájemce na prohlídku Ochozské jeskyně. Obecné informace o návštěvě naleznete na stránce Dny otevřených dveří v Ochozské jeskyni. K prohlídce je nutná rezervace ZDE. Aktualizace 2. 9.: Rezervace jsou zaplněné, děkujeme za zájem. Pokud se situace změní a nebudete moci přijít, napište nám prosím zprávu (na mail csszo611@gmail.com), ať místa uvolníme. Pokud se na vás nedostalo a půjdete kole
Den otevřených dveří v neděli 13. září 2026
Při příležitosti prvního Mezinárodního dne jeskyní a krasu a 70 let CHKO Moravský kras zveme zájemce na prohlídku Ochozské jeskyně.
Obecné informace o návštěvě naleznete na stránce Dny otevřených dveří v Ochozské jeskyni.
K prohlídce je nutná rezervace ZDE.
Aktualizace 2. 9.: Rezervace jsou zaplněné, děkujeme za zájem.
Pokud se situace změní a nebudete moci přijít, napište nám prosím zprávu (na mail csszo611@gmail.com), ať místa uvolníme. Pokud se na vás nedostalo a půjdete kolem, můžeme vás zkusit zařadit místo někoho, kdo bez omluvy nedorazí (i to se bohužel stává).

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ZO 6-11 Královopolská – Jeskyně v Údolí Říčky a další

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Speleo-geodetické okénko „Přehled klasických technologií“
Dnes se krátce podíváme na klasické pomůcky pro mapování jeskyní, tedy na přístroje typu Disto. Ty všichni dobře známe a v průzkumu jeskyní mají stále své nezastupitelné místo. Během posledních měsíců ožilo několik projektů, které se na tuto problematiku zaměřují. Objevili se nástupci přístroje DistoX/SAP, kteří jsou opět k dostání. Pokud si tedy nechcete stavět „vlastní“ kus, otevírá se nyní možnost si přístroj pořídit plně sestavený a otestovaný. DistoX2 „ukončená Legenda“ https
Speleo-geodetické okénko „Přehled klasických technologií“
Dnes se krátce podíváme na klasické pomůcky pro mapování jeskyní, tedy na přístroje typu Disto. Ty všichni dobře známe a v průzkumu jeskyní mají stále své nezastupitelné místo. Během posledních měsíců ožilo několik projektů, které se na tuto problematiku zaměřují. Objevili se nástupci přístroje DistoX/SAP, kteří jsou opět k dostání. Pokud si tedy nechcete stavět „vlastní“ kus, otevírá se nyní možnost si přístroj pořídit plně sestavený a otestovaný.
DistoX2 „ukončená Legenda“

Klasika, o které slyšel každý a od které se všichni další výrobci odrazili. Švýcarský jeskyňář Beat Heeb přišel s úpravou laserového dálkoměru Leica X310, kterou přizpůsobil potřebám jeskyňářů (integroval kompas a sklonoměr). Přístroj umožňuje okamžitý bezdrátový přenos dat do kapesního počítače či tabletu přímo během mapování podzemí.
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FOTO Úžasné jaskyne, ktoré očaria každého návštevníka - Magazín
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M. Lehota chce Jazvinskú jaskyňu dostať na mapu slovenských jaskýň - TERAZ.sk
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ZO 6-11 Královopolská – Jeskyně v Údolí Říčky a další

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Po práci pod propadání
Není nad to skočit si na chvíli do jeskyně! Letošní suchý rok otevřel po dlouhé době cestu Novou Ochozskou až na její konec, tedy alespoň pod propadání. Chodba Sifonová, kde je momentální konec jeskyně, zůstává stále uzavřena vodní hladinou. Za vodu v Sifonové chodbě mohou patrně přívalové deště, které naplní odtoky směrem k Estavele, ale nepřetečou do Nové Ochozské. Vody je tedy málo, ne však dost na to, abychom se podívali tak jako v roce 2012 do III. sifonu chodby Sifonové. Ve spolupr
Po práci pod propadání
Není nad to skočit si na chvíli do jeskyně! Letošní suchý rok otevřel po dlouhé době cestu Novou Ochozskou až na její konec, tedy alespoň pod propadání. Chodba Sifonová, kde je momentální konec jeskyně, zůstává stále uzavřena vodní hladinou. Za vodu v Sifonové chodbě mohou patrně přívalové deště, které naplní odtoky směrem k Estavele, ale nepřetečou do Nové Ochozské. Vody je tedy málo, ne však dost na to, abychom se podívali tak jako v roce 2012 do III. sifonu chodby Sifonové.
Ve spolupráci s ZO 6-12 jsme se pokusili o revizní kontrolu komínu č. 1, který byl naposledy zdolán v roce 1989. Jak uvádí publikace Jeskyně v povodí Říčky (J. Himmel – P. Himmel, 2012): „Komín 1 pod Hostěnickým propadáním končí neprůlezně 15 m nad řečištěm.“ Lezení v komíně je náročnější, než se zdá a na fotografii neprůlezné části si proto ještě musíme počkat. Uvidíme, kdo bude rychlejší, zda déšť, nebo my v komíně. Třeba dojde i na radiomaják…
EDIT: Tak déšť byl rychlejší než my! Z pátku 27. 8. na sobotu 28. 8. spadlo 31 mm srážek. Vzhledem k vyschlému povrchu s nulovou absorpční schopností stekla veškerá voda do údolí i podzemí. Ochozskou jeskyní prošla povodeň a Nouackhův i Křížův sifon zůstaly pod vodou. Revizní průzkum zadních partií Nové Ochozské tak pro letošek patrně končí.

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Při příležitosti prvního Mezinárodního dne jeskyní a krasu a 70 let CHKO Moravský kras zveme zájemce na prohlídku Ochozské jesky...
Při příležitosti prvního Mezinárodního dne jeskyní a krasu a 70 let CHKO Moravský kras zveme zájemce na prohlídku Ochozské jeskyně. Den otevřených dveří proběhne v neděli 13. září a rezervace jsou ode dneška otevřené na našich webových stránkách (odkaz je v komentáři pod příspěvkem). Aktualizace 2. 9.: Rezervace jsou zaplněné, děkujeme za zájem. Pokud nebudete moci dorazit, napište nám prosím na csszo611@gmail.com, abychom mohli rezervaci zrušit a místa uvolnit. (Feed generated with FetchRSS)
Při příležitosti prvního Mezinárodního dne jeskyní a krasu a 70 let CHKO Moravský kras zveme zájemce na prohlídku Ochozské jesky...
Aktualizace 2. 9.: Rezervace jsou zaplněné, děkujeme za zájem. Pokud nebudete moci dorazit, napište nám prosím na csszo611@gmail.com, abychom mohli rezervaci zrušit a místa uvolnit.
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Cronache Ipogee di agosto: dal Canin alle grotte slovene, 38 pagine di speleologia
Condividi Esplorazioni, memoria storica, speleosubacquea, grotte di ghiaccio e appuntamenti autunnali nel numero 8/2026 di Cronache Ipogee, periodico di informazione speleologica del Friuli Venezia Giulia. È disponibile il numero di agosto 2026 di Cronache Ipogee, che in 38 pagine raccoglie attività, racconti, ricerche e iniziative della speleologia friulana, giuliana e delle vicine aree carsiche slovene. Il fascicolo propone un panorama molto ampio, dalla memoria storica alle esplorazion
Cronache Ipogee di agosto: dal Canin alle grotte slovene, 38 pagine di speleologia
Esplorazioni, memoria storica, speleosubacquea, grotte di ghiaccio e appuntamenti autunnali nel numero 8/2026 di Cronache Ipogee, periodico di informazione speleologica del Friuli Venezia Giulia.

È disponibile il numero di agosto 2026 di Cronache Ipogee, che in 38 pagine raccoglie attività, racconti, ricerche e iniziative della speleologia friulana, giuliana e delle vicine aree carsiche slovene. Il fascicolo propone un panorama molto ampio, dalla memoria storica alle esplorazioni sul Canin, fino agli appuntamenti legati alla prima Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo.
Il numero si apre con il ricordo di Sergio Derossi, speleologo del Club Alpinistico Triestino, protagonista di numerose esplorazioni sul Carso e sul Canin, oltre che alpinista, fotografo e illustratore.
Tra le pagine dedicate al territorio trova spazio anche la presentazione del volume “Contovello, il territorio, la storia e le sue grotte”, settimo contributo della serie dedicata alle cavità naturali del Comune di Trieste. Il lavoro descrive 47 grotte, oltre ad altre sette non catastate, inserendole nel più ampio contesto storico e geografico del borgo di Contovello.
Dal Carso si passa quindi all’alta montagna, con un racconto dal campo speleologico sul Canin, dove proseguono le esplorazioni di cavità dai nomi come “Trapa e Cola”, “Ernia” e “G1”. La zona viene descritta anche attraverso il paesaggio modellato dall’acqua e dagli antichi ghiacciai, fino alla Grotta del Ghiaccio del Leupa.
La speleologia oltreconfine è protagonista del diario dedicato al Matarsko Podolje, in Slovenia, con Jama v Zjati, Albinova Ledenica e Kramerjeva Pe?ina. L’Albinova Ledenica assume durante i periodi freddi un aspetto particolarmente suggestivo, con colate, stalattiti, stalagmiti e veli di ghiaccio che rivestono diversi settori della cavità.
Ampio spazio è riservato al Fontanon di Goriuda, dove il Club Alpinistico Triestino celebra venticinque anni di esplorazioni speleosubacquee. La grande risorgenza della Val Raccolana continua ancora oggi a porre importanti interrogativi esplorativi e conserva diverse prosecuzioni da verificare. Una troupe Rai ha inoltre seguito gli speleologi all’interno della cavità per un servizio previsto in autunno su Linea Bianca.
Completano il fascicolo la discesa nella Forra del Vinadia, le attività del Gruppo Grotte del CAT, racconti di storia speleologica e diversi appuntamenti per i mesi successivi. Tra questi, “Grotte Aperte”, in programma il 12 e 13 settembre nelle cinque grotte turistiche del Friuli Venezia Giulia, e la sedicesima edizione di Speleorando, dedicata quest’anno alle grotte e alla fauna cavernicola.
Le ultime pagine sono infine dedicate alla prima Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo, proclamata nell’ambito UNESCO grazie all’azione dell’Unione Internazionale di Speleologia, che nel 2026 accompagnerà anche la ripresa delle Giornate Nazionali della Speleologia. Un’occasione per riportare al centro il valore scientifico, ambientale e culturale del mondo sotterraneo e dei paesaggi carsici.
Fonte: Cronache Ipogee, n. 8, agosto 2026 – pagine di informazione speleologica per il Friuli Venezia Giulia.
Link: Cronache Ipogee
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Sotto l’Adriatico un territorio perduto: ricostruito il paesaggio delle comunità preistoriche
Condividi Uno studio dell’Università di Southampton e e dell’Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale – OGS ricostruisce pianure, lagune e antiche coste dell’Alto Adriatico tra 9000 e 4000 a.C. Una parte della preistoria europea oggi si trova sotto il mare Sotto l’Alto Adriatico ci sono, certo, i fondali marini: ma c’è anche un paesaggio perduto. Pianure, zone umide, lagune, delta e antiche linee di costa che migliaia di anni fa facevano parte del territorio frequenta
Sotto l’Adriatico un territorio perduto: ricostruito il paesaggio delle comunità preistoriche
Uno studio dell’Università di Southampton e e dell’Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale – OGS ricostruisce pianure, lagune e antiche coste dell’Alto Adriatico tra 9000 e 4000 a.C. Una parte della preistoria europea oggi si trova sotto il mare
Sotto l’Alto Adriatico ci sono, certo, i fondali marini: ma c’è anche un paesaggio perduto.
Pianure, zone umide, lagune, delta e antiche linee di costa che migliaia di anni fa facevano parte del territorio frequentato dalle comunità preistoriche sono oggi nascoste sotto il mare.
Un nuovo studio dell’Università di Southampton e dell’Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale – OGS ha ricostruito l’evoluzione di questo paesaggio tra il 9000 e il 4000 a.C., durante il Mesolitico e il Neolitico.
Il protagonista della ricerca è proprio il territorio scomparso sotto il mare.
Geofisica per ricostruire un paesaggio invisibile
Lo studio, pubblicato su Quaternary Science Reviews, è firmato da Samuele Ongaro, Federica Donda, Emanuele Lodolo, Enrico Gordini, Rachel Bynoe e Fraser Sturt e si intitola Palaeolandscape reconstructions for the Northern Adriatic: Inundation models, depositional environments, and potential archaeological implications.
I ricercatori hanno combinato dati provenienti dalle carote di sedimento con nuovi dati geofisici ad alta risoluzione acquisiti dall’OGS, identificando gli antichi ambienti deposizionali e realizzando modelli dell’avanzamento del mare.
Ne emerge una geografia molto diversa da quella attuale: diverse generazioni di barriere costiere e zone retrostanti, lagune, paludi e delta. Questi ambienti si sviluppavano durante le fasi di rallentamento dell’innalzamento del mare e potevano essere successivamente sommersi durante nuove fasi di ingressione marina.
Non era quindi soltanto una costa che arretrava. Era un intero paesaggio che cambiava.
Terre frequentate dalle comunità preistoriche
La ricostruzione ha importanti implicazioni archeologiche. Le zone umide costiere dell’Alto Adriatico erano ambienti ricchi di risorse e potevano risultare particolarmente attrattive per i cacciatori-raccoglitori del Mesolitico.
Con l’innalzamento del mare cambiavano però la posizione delle coste, le risorse disponibili e gli stessi territori abitabili. Il processo continuò anche nel Neolitico, mentre lungo l’Adriatico si diffondevano le comunità agricole.
La ricerca consente quindi di aggiungere all’archeologia terrestre una parte fondamentale della geografia preistorica oggi invisibile.
«Una porzione significativa dei territori frequentati dalle popolazioni antiche si trova oggi sott’acqua», osserva Federica Donda, geologa marina dell’OGS e coautrice dello studio. Per questo, sottolineano i ricercatori, i fondali devono essere considerati parte integrante del patrimonio archeologico.
Uno sguardo interessante anche dal Carso
La ricerca assume un interesse particolare anche per chi studia la preistoria dell’area carsica e nord-adriatica.
Le grotte e i ripari del Carso conservano testimonianze delle popolazioni preistoriche, ma il territorio nel quale quelle comunità si muovevano era molto diverso da quello che osserviamo oggi. Una parte delle pianure e delle antiche coste è stata progressivamente sommersa dall’Adriatico.
La nuova ricerca non stabilisce un collegamento diretto tra specifiche cavità carsiche e siti sommersi. Offre però uno strumento per ricostruire il paesaggio esterno nel quale vivevano e si spostavano le popolazioni preistoriche, restituendo alla ricerca territori che la geografia moderna ha cancellato dalla vista.
C’è infine una curiosa vicinanza geografica con il mondo speleologico: l’OGS, che ha acquisito i nuovi dati geofisici utilizzati nello studio, ha la propria sede a Borgo Grotta Gigante 42/C, a Sgonico, sul Carso triestino.
Dal Carso, dunque, la geofisica guarda sotto l’Adriatico per ricostruire un territorio che non possiamo più percorrere.
Oggi quel paesaggio è sotto il mare. Ma non è scomparso dalla storia.
Fonti
Ongaro S., Donda F., Lodolo E., Gordini E., Bynoe R., Sturt F., Palaeolandscape reconstructions for the Northern Adriatic: Inundation models, depositional environments, and potential archaeological implications, Quaternary Science Reviews, 2026.
Studio scientifico — Palaeolandscape reconstructions for the Northern Adriatic, Ongaro et al., Quaternary Science Reviews 391 (2026), 110206, DOI 10.1016/j.quascirev.2026.11020
https://eurekamag.com/research/109/299/109299924.php
Abstract MESO2025 di Samuele Ongaro
https://sfera.unife.it/bitstream/11392/2616850/1/2025_MESO25_abstract.pdf
Foto: Laguna di Grado. Il paesaggio lagunare attuale evoca gli ambienti di acque basse, zone umide e terre emerse ricostruiti dagli studiosi nell’Alto Adriatico preistorico. Foto: Gugganij / Wikimedia Commons – CC BY-SA 3.0.
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Speleologický klub ORCUS Bohumín

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Karsologická exkurze do slovinského Krasu
A nejen to. Ve dnech 27.7. – 2.8. se konečně uskutečnila dlouho odkládaná expedice do slovinského Krasu. Z Brna vyrazili Marcela Vargová, Petr Kolouch, Libor Pospíšil a Vít Lajner (ZO ČSS Geospeleos) zúročit bohaté Liborovy znalosti Slovinska, tamní karsologie, jeskyní, historického podzemí. Cílem bylo také navázat nové kontakty. Cílem byla periodická jezera zvané polje u města Crekvica. Identifikovali jsme v terénu mnohé otvory a jeskyně, kudy voda na jaře vyvěrá z podzemí a ve kterých do podz
Karsologická exkurze do slovinského Krasu
A nejen to. Ve dnech 27.7. – 2.8. se konečně uskutečnila dlouho odkládaná expedice do slovinského Krasu. Z Brna vyrazili Marcela Vargová, Petr Kolouch, Libor Pospíšil a Vít Lajner (ZO ČSS Geospeleos) zúročit bohaté Liborovy znalosti Slovinska, tamní karsologie, jeskyní, historického podzemí. Cílem bylo také navázat nové kontakty.
Cílem byla periodická jezera zvané polje u města Crekvica. Identifikovali jsme v terénu mnohé otvory a jeskyně, kudy voda na jaře vyvěrá z podzemí a ve kterých do podzimu zase zmizí. Největším nález byl jeskynní systém golobina Požiralnik na lošském poli s délkou 850m a hloubkou 45m, který bychom v budoucnu rádi prozkoumali. Také jsme identifikovali a prozkoumali další jeskyně v okolí periodických jezer a mnohé izviry – v okolí Ajdovščiny, u zámku Sněžnik, Divlje jezero. V programu také nemohly chybět „evergreeny“ jako propadlé jeskynní systémy Rakov Škocjan a mohutná dělostřelecká tvrz Unška Kojliševka s rozsáhlým podzemím. V Rakov Škocjan jsme díky nízkému stavu vody pronikli do části jeskyní, které jsou normálně odříznuty vodou – mohli jsme obdivovat nádhernou krápníkovou výzdobu.
Z jeskyní jsme dále navštívili méně známou Planinskou jamu, která je opět velmi zajímavá válečnou historií a podzemním soutokem řek Rak a Pivka, z nichž se stává řeka Unica. Jeskyni byla aktivní mateřská kolonie Vrápence malého. Po akci jsme opět měli možnost posedět s místními jeskyňáři. V dalších dnech jsme díky Vítkovým kontaktům navštívili klubovnu Jamarski klub Temnica, prohlédli si malé museum jejich nálezů a v jejich doprovodu pak i velmi zajímavou jeskyni Krompirjeva jama, která sloužila za války jako základna italských vojáků. Významnými body programu byly také důlní expozice Pozemle Pece u Mežice, důl Raibl v Itálii a rtuťový důl v Idrii. Díky Vítkovým znalostem jsme na vlastní pěst pronikli do podzemí opuštěného dolu přes historickou štolu. V podzemí byly velmi zachovalé památky po těžbě, připadali jsme si jako v muzeu. Nic nebylo zničené, posprejované, rozkradené jako u nás – důlní vozíky, kolejnice, výsypky, tisíce brček na stropech, podzemní dílna, informační tabulky… vše bylo na svém místě, jako by právě včera odešli havíři. Nahlédli jsme také do historických štol v dalších patrech, obdivovali podzemní kapličku… Za zmínku stojí určitě návštěva měst Koper, Trieste (projeli se historickou lanovko-tramvají) a mnohá další místa spojená krasem a historií tohoto úchvatného regionu.
Díky Vítkovi jsme se mohli také seznámit s technikou skenování podzemí s pomocí lidaru na Iphone, věříme, že tato technologie bude využitelná i v našich jeskyních.
Všichni účastníci se shodli, že akci zopakujeme někdy na přelomu jara – léta 2027, abychom mohli vidět zatopená periodická jezera. Věříme, že také bude větší zájem od členů Orcusu.
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Výkal, odtrhnuté kvaple aj nohavičky. „Zlé je, keď príde niekto, kto nevie, že má klaustrofóbiu,“ hovoria jaskyniari - Život
Výkal, odtrhnuté kvaple aj nohavičky. „Zlé je, keď príde niekto, kto nevie, že má klaustrofóbiu,“ hovoria jaskyniari Život
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ZO 6-11 Královopolská – Jeskyně v Údolí Říčky a další

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Den otevřených dveří v neděli 13. září 2026
Při příležitosti prvního Mezinárodního dne jeskyní a krasu a 70 let CHKO Moravský kras zveme zájemce na prohlídku Ochozské jeskyně. Obecné informace o návštěvě naleznete na stránce Dny otevřených dveří v Ochozské jeskyni. K prohlídce je nutná rezervace ZDE. Pokud se situace změní a nebudete moci přijít, napište nám prosím zprávu (na mail csszo611@gmail.com), ať místa uvolníme. Pokud se na vás nedostalo a půjdete kolem, můžeme vás zkusit zařadit místo někoho, kdo bez omluvy nedorazí
Den otevřených dveří v neděli 13. září 2026
Při příležitosti prvního Mezinárodního dne jeskyní a krasu a 70 let CHKO Moravský kras zveme zájemce na prohlídku Ochozské jeskyně.
Obecné informace o návštěvě naleznete na stránce Dny otevřených dveří v Ochozské jeskyni.
K prohlídce je nutná rezervace ZDE.
Pokud se situace změní a nebudete moci přijít, napište nám prosím zprávu (na mail csszo611@gmail.com), ať místa uvolníme. Pokud se na vás nedostalo a půjdete kolem, můžeme vás zkusit zařadit místo někoho, kdo bez omluvy nedorazí (i to se bohužel stává).

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ZO 6-11 Královopolská – Jeskyně v Údolí Říčky a další

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Po práci pod propadání
Není nad to skočit si na chvíli do jeskyně! Letošní suchý rok otevřel po dlouhé době cestu Novou Ochozskou až na její konec, tedy alespoň pod propadání. Chodba Sifonová, kde je momentální konec jeskyně, zůstává stále uzavřena vodní hladinou. Za vodu v Sifonové chodbě mohou patrně přívalové deště, které naplní odtoky směrem k Estavele, ale nepřetečou do Nové Ochozské. Vody je tedy málo, ne však dost na to, abychom se podívali tak jako v roce 2012 do III. sifonu chodby Sifonové. Ve spolupr
Po práci pod propadání
Není nad to skočit si na chvíli do jeskyně! Letošní suchý rok otevřel po dlouhé době cestu Novou Ochozskou až na její konec, tedy alespoň pod propadání. Chodba Sifonová, kde je momentální konec jeskyně, zůstává stále uzavřena vodní hladinou. Za vodu v Sifonové chodbě mohou patrně přívalové deště, které naplní odtoky směrem k Estavele, ale nepřetečou do Nové Ochozské. Vody je tedy málo, ne však dost na to, abychom se podívali tak jako v roce 2012 do III. sifonu chodby Sifonové.
Ve spolupráci s ZO 6-12 jsme se pokusili o revizní kontrolu komínu č. 1, který byl naposledy zdolán v roce 1989. Jak uvádí publikace Jeskyně v povodí Říčky (J. Himmel – P. Himmel, 2012): „Komín 1 pod Hostěnickým propadáním končí neprůlezně 15 m nad řečištěm.“ Lezení v komíně je náročnější, než se zdá a na fotografii neprůlezné části si proto ještě musíme počkat. Uvidíme, kdo bude rychlejší, zda déšť, nebo my v komíně. Třeba dojde i na radiomaják…
