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    Poslední dubnový víkend byl opravdu byl hodně nabitý. Hlavní akcí bylo Speleoforum, kde byl ORCUS  hojně zastoupený. Leny to celé dirigoval a prezentoval výsledky expedice TROMS 2025 a ve  sborníku Speleofora zase Pepa popisoval naši expedici Murcia 2025.  Samozřejmě bohatě se naší členové zapojili i do podzemních exkurzí. Ale mnohem aktivnější byla druhá skupina, která se pokoušela o objev nových jeskyní na Lukšinci. Dojmy z terénní exkurzí byly různé. Ti co byli ve Spirálce si stěžovali na špa
     

Někteří se pokoušeli o objevy v Beskydách a jiní zářili na Speleoforu

Apríl 27th 2026 at 12:32

Poslední dubnový víkend byl opravdu byl hodně nabitý. Hlavní akcí bylo Speleoforum, kde byl ORCUS  hojně zastoupený. Leny to celé dirigoval a prezentoval výsledky expedice TROMS 2025 a ve  sborníku Speleofora zase Pepa popisoval naši expedici Murcia 2025.  Samozřejmě bohatě se naší členové zapojili i do podzemních exkurzí. Ale mnohem aktivnější byla druhá skupina, která se pokoušela o objev nových jeskyní na Lukšinci.

Dojmy z terénní exkurzí byly různé. Ti co byli ve Spirálce si stěžovali na špatný stav žebříků, ti co byli v Lipovecké ventarole – Jiné dimenzi nakonec místo techniky SRT si vyzkoušeli hlavně plazení (neb bylo poškozené lano)

Podstatné bylo, že zde setkali mnozí, co se celý rok nevidí a některá setkání byla fakt nečekaná.

 

Někdo to řídí, někdo studuje novinky a někdo to jistí u piva

 

Nečekané setkání s Martinou z Valencie

Za to na Lukšinci si Monča, Roman, Kuba a Láďa trochu mákli a podařilo se jim proniknout někam pod povrch. Jestli to bude opravdu objev ukáže budoucnost.

 

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  • Súhrn speleo noviniek za 18. týždeň roku 2026
    ✍️ Slovo editora Podzemné krásy našich jaskýň sú živým svedectvom histórie aj miestom nevšedných dobrodružstv. Na stránkach nášho reportu sa tentoraz ponoríme do fascinujúceho príbehu rodiny Baťovcov a jej spojenia s Demänovskou jaskyňou slobody, pripomenieme si význam odbornej starostlivosti, ktorú zabezpečuje Správa slovenských jaskýň, a pozveme vás na virtuálnu prehliadku zaujímavých miest, ako sú speleocamp Malužiná alebo osada Sva
     

Súhrn speleo noviniek za 18. týždeň roku 2026

Apríl 27th 2026 at 09:01
Súhrn speleo noviniek za 18. týždeň roku 2026

✍️ Slovo editora

Podzemné krásy našich jaskýň sú živým svedectvom histórie aj miestom nevšedných dobrodružstv. Na stránkach nášho reportu sa tentoraz ponoríme do fascinujúceho príbehu rodiny Baťovcov a jej spojenia s Demänovskou jaskyňou slobody, pripomenieme si význam odbornej starostlivosti, ktorú zabezpečuje Správa slovenských jaskýň, a pozveme vás na virtuálnu prehliadku zaujímavých miest, ako sú speleocamp Malužiná alebo osada Svarín. Či už vás lákajú cyklistické trasy v podhorí Nízkych Tatier, alebo taje speleológie, v nasledujúcich článkoch nájdete inšpiráciu aj poučenie.
Slovenska Speleologická Spoločnosť

(1 článkov)

Zápisnica č. 1/2026

slovenska speleologická spoločnosť


Zápisnica č. 1/2026

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  • Corso SSI sulla documentazione speleologica: archivi, OPAC e ricerca bibliografica
    Condividi La Commissione Nazionale Scuole di Speleologia organizza la seconda edizione del corso “Come, dove (e perché) documentarsi?”, tra sessioni online e giornate in presenza a Bologna La documentazione speleologica torna al centro della formazione SSI La Società Speleologica Italiana porta avanti il suo impegno nella formazione tecnica con un corso dedicato a uno degli aspetti meno celebrati — ma non per questo meno essenziali — della pratica speleologica: la documentazione. I
     

Corso SSI sulla documentazione speleologica: archivi, OPAC e ricerca bibliografica

Apríl 27th 2026 at 09:00

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La Commissione Nazionale Scuole di Speleologia organizza la seconda edizione del corso “Come, dove (e perché) documentarsi?”, tra sessioni online e giornate in presenza a Bologna


La documentazione speleologica torna al centro della formazione SSI

La Società Speleologica Italiana porta avanti il suo impegno nella formazione tecnica con un corso dedicato a uno degli aspetti meno celebrati — ma non per questo meno essenziali — della pratica speleologica: la documentazione. Il corso “Come, dove (e perché) documentarsi?”, giunto alla seconda edizione, è organizzato dal Comitato Esecutivo Emilia-Romagna della Commissione Nazionale Scuole di Speleologia (CNSS-SSI) e si svolge in tre fasi tra maggio e giugno 2026. È un corso di III livello rivolto a tutti gli speleologi, indipendentemente dal livello di esperienza pratica e teorica. Il numero massimo di partecipanti è fissato a 35, con iscrizioni accettate in ordine cronologico di arrivo.


Un programma in tre fasi tra online e presenza a Bologna

Il corso si struttura in tre distinte giornate didattiche. La prima si svolge il 6 maggio in modalità online su piattaforma Google Meet (ore 21:00–22:30): introduce i contenuti, somministra un questionario conoscitivo anonimo e assegna un’esercitazione individuale di simulazione di ricerca bibliografica.

Le fasi successive si tengono in presenza. Il 16 maggio, i partecipanti si ritrovano al Campus dei Campioni di San Lazzaro di Savena (BO), sede del Centro Italiano di Documentazione Speleologica “Franco Anelli”, per una mattinata dedicata all’organizzazione delle biblioteche speleologiche, alla struttura del Servizio Bibliotecario Nazionale (SBN) e alle tipologie di documenti archiviati. Nel pomeriggio lo scenario si sposta presso la Biblioteca “Franco Anelli” del Dipartimento BiGeA dell’Università di Bologna (via Zamboni 67), dove si entra nel vivo della ricerca bibliografica, con una visita alla biblioteca, la presentazione del catalogo Speleoteca e degli altri strumenti informatizzati.

La terza giornata, il 17 maggio, si svolge nuovamente al Campus dei Campioni: focus sulla metodologia per una buona documentazione speleologica, sulla valorizzazione degli archivi e un de-briefing finale. Il corso si chiude con pranzo e distribuzione degli attestati al Centro La Terrazza di Ponticella di San Lazzaro di Savena, alle porte del Parco dei Gessi Bolognesi.


Perché la documentazione è fondamentale per la speleologia

All’esplorazione del mondo sotterraneo segue — o dovrebbe seguire — la produzione sistematica di documenti che descrivono i risultati di quanto scoperto: relazioni di attività, rilievi, descrizioni di grotte, fotografie, resoconti di spedizioni. Il complesso mondo della documentazione speleologica ha trovato spazio su riviste e bollettini specializzati autoprodotti dai gruppi, ma anche in monografie e volumi accademici.

Questo patrimonio rappresenta uno strumento di conoscenza indispensabile per studiare un’area carsica, programmare nuove esplorazioni, conoscere lo stato delle ricerche già condotte in un determinato luogo. La transizione al digitale, però, rischia di favorire ricerche bibliografiche superficiali e lacunose: sapere dove e come cercare non è un’abilità scontata, anche nell’era di internet.


Speleoteca: il catalogo bibliografico unico al mondo

Tra gli strumenti al centro del corso c’è Speleoteca, l’OPAC (Online Public Access Catalog) dedicato alla speleologia: un unicum nel panorama speleologico mondiale. Nato nel 2007 come evoluzione del catalogo della Biblioteca “Franco Anelli”, raccoglie oggi oltre 40.000 titoli di pubblicazioni speleologiche e unisce 24 biblioteche italiane sotto un catalogo condiviso. La ricerca è possibile per autore, titolo, soggetto geografico, classificazione tematica, anno e numero standard. Il sistema adotta la classificazione dell’UIS (Bulletin Bibliographique Spéléologique), garantendo l’interoperabilità con gli strumenti internazionali.


GrottoCenter e gli Speleological Abstracts: la dimensione internazionale

Il corso affronta anche gli strumenti di documentazione a scala mondiale. GrottoCenter è il database collaborativo internazionale delle cavità, gestito dall’associazione WikiCaves e attivo in 131 paesi, con oltre 78.000 grotte registrate. A ciascuna cavità possono essere collegati documenti bibliografici, rilievi e informazioni ambientali, con aggiornamenti mensili scaricabili in formato aperto.

Gli Speleological Abstracts (SA/BBS), pubblicati dalla Commissione di Bibliografia dell’Unione Internazionale di Speleologia, costituiscono la principale rassegna annuale della letteratura speleologica mondiale: oltre 110.000 riferimenti bibliografici con circa 4.000 nuovi titoli ogni anno.


La Biblioteca “Franco Anelli”: il cuore della documentazione speleologica italiana

La sede del corso in presenza è la Biblioteca “Franco Anelli” di Bologna, il più importante centro di documentazione speleologica in Italia. Il Centro Italiano di Documentazione Speleologica (CIDS) nasce nel 1976 dalla fusione delle biblioteche dell’Istituto Italiano di Speleologia e della SSI, e dal 1988 ha sede presso il Dipartimento BiGeA dell’Università di Bologna. Il patrimonio supera i 70.000 volumi, con oltre 30.000 monografie e 3.000 testate di periodici, oltre a fondi speciali di stampe antiche, poster, materiali non librari e una teca digitale di periodici scaricabili online.


I relatori

Il corso è affidato a tre esperti di documentazione speleologica:

  • Luca Pisani, geologo, attuale bibliotecario e responsabile del CIDS “Franco Anelli”
  • Michele Sivelli, bibliotecario e già responsabile del CIDS “Franco Anelli”
  • Stefano Gambari, bibliotecario del Circolo Speleologico Romano e già responsabile del Polo SBN delle biblioteche di Roma

Competenze acquisite e quota di partecipazione

Al termine del corso il partecipante saprà interrogare le principali risorse documentali, organizzare una ricerca bibliografica, applicare metodologie corrette nella produzione di documentazione speleologica e utilizzare i portali Speleoteca e GrottoCenter. La quota di iscrizione comprende: gestione di segreteria, assicurazione, cartellina, pranzo al sacco del 16 maggio, cena del 16 maggio, pranzo del 17 maggio e attestato finale. Il pernottamento è da saldare a parte in loco.

Per programma e iscrizioni: https://speleo.it/site/corso-come-dove-perche-documentarsi/
Segreteria organizzativa: Stefano Cattabriga – s.cattabriga@libero.it


#SocietàSpeleologicaItaliana #SSI #Speleologia #DocumentazioneSpeleologica #CIDS #BibliotecaFrancoAnelli #Grotte #Carsismo #Bologna

Manuale di preparazione al corso CNSS-SSI “Come, dove (e perché) documentarsi?” (2ª edizione, maggio 2026).

Copre tutti i temi chiave che verranno trattati durante le tre giornate:
Cosa trovi nel report:

  1. Perché documentarsi — il ruolo storico e pratico della documentazione, dal rilevamento topografico alle relazioni di campo[scintilena]
  2. Tipologie di materiale documentale — dalla letteratura grigia ai periodici, dai rilievi agli archivi fotografici, con una tabella riassuntiva
  3. La Biblioteca “Franco Anelli” (Bologna) — storia, patrimonio (70.000+ volumi), servizi e come accedervi
  4. Speleoteca — cos’è un OPAC, come funziona il catalogo condiviso (40.000+ titoli, 24 biblioteche), e come interrogarlo efficacemente
  5. GrottoCenter — il database internazionale collaborativo (78.000+ grotte, 131 paesi)
  6. Speleological Abstracts (SA/BBS) — la rassegna annuale UIS con oltre 110.000 riferimenti
  7. Il Catasto e il portale WISH — 46.000 grotte georeferenziate
  8. Tabella comparativa di tutti i principali strumenti digitali
  9. Metodologia di ricerca bibliografica step by step
  10. Flashcard e domande di pratica per il ripasso pre-esame

Come, Dove (e Perché) Documentarsi in Speleologia

### Guida di Studio al Corso CNSS-SSI – 2ª Edizione (2026)

Sommario

La documentazione speleologica costituisce uno dei pilastri fondamentali della pratica speleologica moderna: senza un adeguato apparato bibliografico, ogni nuova esplorazione rischia di replicare quanto già scoperto o di ignorare conoscenze critiche. Il corso di III livello “Come, dove (e perché) documentarsi?”, promosso dalla Commissione Nazionale Scuole di Speleologia (CNSS) della Società Speleologica Italiana (SSI) e organizzato dal Comitato Esecutivo Emilia-Romagna, si terrà in tre fasi tra il 6 maggio e il 17 maggio 2026, con sessioni online e in presenza a Bologna. Questa guida approfondisce i principali temi del corso, dalle basi teoriche della documentazione speleologica agli strumenti pratici (Speleoteca, GrottoCenter, SBN), passando per la tipologia dei materiali documentali e le metodologie di ricerca bibliografica.


1. Perché Documentarsi: il Ruolo della Documentazione nella Speleologia

1.1 Una Tradizione Secolare

Fin dai suoi albori, la speleologia ha intrecciato esplorazione e documentazione in modo inseparabile. All’esplorazione di territori sconosciuti nel mondo sotterraneo segue (o dovrebbe seguire) la produzione — più o meno organizzata e sistematica — di documenti atti a descrivere i risultati di quanto scoperto: relazioni di attività, rilievi, descrizioni di grotte, eventi, spedizioni, fotografie e molto altro. Questo principio fondante è esplicitato nei documenti del corso: la documentazione non è un’appendice dell’esplorazione, ma ne è parte integrante e necessaria.[^1]

La storia della disciplina conferma quanto la produzione documentaria sia stata cruciale. La speleologia scientifica italiana affonda le radici nei decenni intorno al 1840, e già dai primi gruppi organizzati — come il Comitato alle Grotte di Trieste (1883), poi divenuto Commissione Grotte “Eugenio Boegan” — la sistematizzazione dei dati raccolti costituiva un obiettivo primario. Oggi la Commissione Grotte Boegan custodisce manoscritti, relazioni e verbali riguardanti la speleologia regionale dagli inizi ai giorni nostri.

1.2 Il Valore Pratico della Documentazione

Una documentazione adeguata consente di:

  • Studiare, comprendere ed esplorare un’area carsica con informazioni pregresse
  • Programmare attività in una nuova zona, sapendo già cosa è stato esplorato e da chi
  • Conoscere lo stato delle conoscenze acquisite in un determinato luogo del mondo
  • Evitare duplicazioni di lavoro scientifico già svolto

Il complesso e variegato mondo della documentazione speleologica e carsologica ha trovato ampio spazio su riviste e bollettini specializzati, spesso autoprodotti e editi dagli stessi gruppi speleologici, ma anche in monografie e volumi tematici legati al mondo accademico e scientifico. Tutta questa mole di documenti rappresenta uno scrigno di conoscenza inestimabile ed utilizzabile per chi si appresta a nuove esplorazioni.[^1]

1.3 Il Rischio della Digitalizzazione Superficiale

La corsa al mondo digitalizzato sta provocando una “sostituzione” progressiva dei supporti cartacei, portando più facilmente a condurre indagini bibliografiche sbrigative e lacunose. Per questo motivo, l’adeguata conoscenza dei repertori bibliografici oggi disponibili e la capacità di effettuare ricerche bibliografiche esaurienti sono elementi indispensabili per condurre esplorazioni speleologiche ben documentate e dunque efficaci. Questa è la ragione d’essere del corso, ora alla sua seconda edizione.


2. Le Principali Tipologie di Materiale Documentale

Comprendere la varietà delle fonti è il primo passo per saperle cercare. Il corso affronta esplicitamente le principali tipologie di documenti archiviati nelle biblioteche speleologiche: Tipologia Descrizione Esempi Monografie Volumi completi su un tema o una grotta Guide carsiche, atlanti speleo, manuali tecnici Periodici / Riviste Pubblicazioni seriali di associazioni Speleologia (SSI, dal 1979), Progressione (Boegan, dal 1978), Grotte (GSP, dal 1957) Letteratura grigia Materiale non commerciale, a diffusione limitata Bollettini di gruppo, atti di convegni, relazioni interne, diari di campo Rilievi topografici Mappe e piante delle cavità Rilievi catastali, planimetrie di sistemi carsici Archivi fotografici e video Documentazione visiva Archivi storici, reportage di spedizioni Manifesti e cartoline Materiale effimero di interesse storico Locandine di convegni, cartoline illustrate di grotte Materiali digitali Risorse nate digitalmente o digitalizzate PDF di bollettini, banche dati online, portali catastali

La letteratura grigia speleologica merita attenzione particolare: si tratta di bollettini, relazioni di campo, atti di convegni e pubblicazioni autoprodotte dai gruppi speleologici che raramente entrano nei circuiti bibliotecari tradizionali. Questa tipologia di documento costituisce spesso la fonte primaria più dettagliata su esplorazioni specifiche e aree geografiche periferiche.


3. Il Centro Italiano di Documentazione Speleologica “Franco Anelli”

3.1 Storia e Struttura

La sede principale del corso in presenza — la Biblioteca “Franco Anelli” di Bologna — è il più importante centro di documentazione speleologica in Italia e uno dei maggiori al mondo. Il Centro Italiano di Documentazione Speleologica (CIDS) nasce nel 1976 dalla fusione delle biblioteche dell’Istituto Italiano di Speleologia e della SSI. Il nome è un omaggio a Franco Anelli, direttore delle Grotte di Castellana, i cui familiari donarono un importante fondo librario.

Dal 1988, la biblioteca ha sede presso il Dipartimento BiGeA (Scienze Biologiche, Geologiche e Ambientali) dell’Università di Bologna, che ne garantisce l’accessibilità e la fruizione. A Bologna, la speleologia viene trattata a livello universitario da oltre mezzo secolo, e il Dipartimento è riconosciuto come uno dei centri specializzati più importanti al mondo.

3.2 Il Patrimonio

Il CIDS è una delle più grandi biblioteche a tema speleologico del mondo:

  • Oltre 30.000 volumi monografici
  • Oltre 3.000 testate di riviste periodiche
  • Fondi speciali: stampe antiche, poster, cartoline, emeroteca, materiali non librari
  • Fondo storico con pubblicazioni anteriori al 1831 e altri volumi rari
  • Stima totale del patrimonio: oltre 70.000 volumi

Il CIDS pubblica le principali riviste della SSI: Speleologia (dal 1979, a cadenza trimestrale) e Opera Ipogea (dal 1999, a cadenza semestrale, dedicata alle cavità artificiali).

3.3 Servizi Disponibili

La biblioteca offre servizi di:

  • Consultazione in sede (dal lunedì al venerdì, ore 9:00-17:00, previo appuntamento)
  • Reference: fornitura documenti, fotocopie, scansioni digitali, accesso a internet e supporto per consultazione banche dati
  • Teca digitale: accesso a documenti digitalizzati tramite portale dedicato
  • Prestito interbibliotecario tramite la rete SBN

4. Speleoteca: il Catalogo Condiviso OPAC

4.1 Che cos’è uno OPAC

Un OPAC (Online Public Access Catalog) è un catalogo bibliografico consultabile liberamente online. Il Servizio Bibliotecario Nazionale (SBN) è la rete delle biblioteche italiane promossa dal Ministero della Cultura, con circa 100 milioni di accessi annui e 20 milioni di ricerche annuali, consultabile gratuitamente 24 ore su 24. SBN collega biblioteche statali, universitarie, di enti locali e private in una rete cooperativa di catalogazione partecipata. Il Circolo Speleologico Romano partecipa alla rete SBN.

4.2 Il Progetto Speleoteca

Speleoteca (www.speleoteca.it) è l’OPAC dedicato alla speleologia, un unicum nel panorama speleologico mondiale:

  • Nato nel 2007 come evoluzione del catalogo della Biblioteca “Franco Anelli”
  • Attualmente raccoglie oltre 40.000 titoli di pubblicazioni speleologiche
  • Gestito con il software ClavisNG (Comperio), conforme agli standard internazionali di catalogazione
  • Riunisce 24 biblioteche speleologiche italiane sotto un unico catalogo condiviso

4.3 Come Interrogare Speleoteca

Le opzioni di ricerca disponibili includono:

  • Ricerca semplice e ricerca avanzata
  • Filtri per classi, soggetti e voci di autorità
  • Criteri: Autore/Titolo, Seriali, Classificazioni, Soggetto, Anno, Numeri Standard
  • Possibilità di salvare le proprie ricerche
  • Ricerca limitata a specifiche biblioteche aderenti

Per la classificazione tematica, Speleoteca adotta il sistema utilizzato dall’UIS nel Bulletin Bibliographique Spéléologique / Speleological Abstracts, con un adattamento elaborato da Aleksander Klimchouk. Il campo “Soggetto” funziona come lista di indicizzazione geografica, particolarmente utile per le ricerche su aree carsiche specifiche.

4.4 Biblioteche Aderenti al Progetto Speleoteca

Tra le biblioteche che partecipano al progetto:

  • Biblioteca “Franco Anelli” – Bologna (CIDS/SSI)
  • Archivio Speleologico A. Pastorelli – Sanremo
  • Biblioteca “F. Dal Cin” – Gruppo Grotte Treviso
  • Biblioteca “Franco Todde” – Federazione Speleologica Sarda
  • Biblioteca “L. Fantini” – GSB-USB
  • Biblioteca Commissione Grotte “E. Boegan” – Trieste
  • Circolo Speleologico Romano
  • Gruppo Speleologico Piemontese
  • Federazione Speleologica Campana
  • Federazione Speleologica Toscana
  • E molte altre (24 aderenti in totale)

Nel 2024, la biblioteca della Società Adriatica di Speleologia (SAS) è entrata a far parte del progetto, arricchendo ulteriormente il catalogo.


5. GrottoCenter: la Banca Dati Internazionale delle Grotte

5.1 Cos’è GrottoCenter

GrottoCenter è un database collaborativo dedicato alle grotte di tutto il mondo, alimentato da speleologi, associazioni e ricercatori. È gestito dall’associazione WikiCaves e si configura come un progetto open e collaborativo che coinvolge 131 paesi.

Il database conta attualmente circa 78.000+ grotte registrate, con contributi di migliaia di speleologi e organizzazioni. Negli ultimi anni la piattaforma ha sviluppato vari strumenti per scaricare, aggiornare e strutturare i dati sulle cavità, coinvolgendo centinaia di organizzazioni e migliaia di utenti.

5.2 Funzionalità

GrottoCenter consente di:

  • Consultare dati su grotte di tutto il mondo (posizione, sviluppo, profondità)
  • Accedere a documenti bibliografici collegati alle singole cavità, grazie alla collaborazione con gli Speleological Abstracts (SA/BBS)
  • Associare a ogni cavità regole ambientali e informazioni sui rischi (nuovo servizio 2026)
  • Scaricare dataset in formato JSON, aggiornati mensilmente

La Biblioteca “Franco Anelli” ha avviato una nuova collaborazione con WikiCaves-GrottoCenter, ospitando uno studente dell’Università di Montpellier per un tirocinio formativo finalizzato alla digitalizzazione del patrimonio speleologico mondiale.


6. Gli Speleological Abstracts (SA/BBS)

Gli Speleological Abstracts (SA), noti anche come Bulletin Bibliographique Spéléologique (BBS), sono la principale rassegna annuale della letteratura speleologica mondiale, pubblicati dalla Commissione di Bibliografia dell’Unione Internazionale di Speleologia (UIS).

Caratteristiche principali:

  • Ogni anno vengono inclusi circa 4.000 titoli, la maggior parte con un breve abstract in inglese, francese o altra lingua UIS
  • Il database completo contiene attualmente oltre 110.000 riferimenti bibliografici
  • Coprono oltre 38 anni di letteratura speleologica da tutto il mondo
  • Accessibili al sito: https://www.ssslib.ch/bbs/en/

Il sistema di classificazione degli SA è stato adottato anche da Speleoteca e dalla Commissione Informatica UIS (Speleological Subject Classification, SSC). Questo garantisce l’interoperabilità tra i diversi strumenti bibliografici speleologici a livello internazionale.


7. Il Catasto Speleologico: un’Altra Forma di Documentazione

Il catasto speleologico è un archivio informatico georeferenziato che raccoglie dati topografici, morfologici, idrologici, biologici e archeologici relativi a grotte e cavità sotterranee. In Italia, la Commissione Nazionale Catasto della SSI (fondata nel 1923) gestisce il Catasto Nazionale, coordinando una struttura decentralizzata su base regionale, ufficializzata dal 1973.

Il portale nazionale WISH (Web Information System Hyperlink), nato nel 2008, è il portale del Catasto Nazionale delle Grotte d’Italia: consente la consultazione di quasi 46.000 grotte georeferenziate, con rimandi ai WebGIS regionali per le informazioni di dettaglio. Ogni scheda catastale fornisce: posizione geografica precisa, sviluppo lineare, profondità, caratteri geologici e geomorfologici, dati idrici, rinvenimenti archeologici, fauna ipogea e stato di conservazione.

Il catasto è un tipo di documentazione complementare a quella bibliografica: dove la biblioteca conserva il sapere scritto, il catasto archivia il dato georeferenziato, cioè la localizzazione e le caratteristiche fisiche delle cavità.


8. Altre Risorse Bibliografiche Speleologiche

8.1 Biblioteche Speleologiche Italiane di Rilievo

Oltre al CIDS, esistono numerose biblioteche speleologiche sul territorio nazionale:

  • Commissione Grotte “E. Boegan” (Trieste): oltre mille testi di miscellanea, più di 200 testate italiane ed estere, circa un migliaio di libri e una preziosa emeroteca con articoli dal 1800 ad oggi, oltre a manoscritti e verbali storici.
  • Centro di Documentazione “Francesco Dal Cin” (Treviso): circa 1.000 monografie e 140 testate di periodici, parte del Progetto Speleoteca.
  • Circolo Speleologico Romano: fa parte sia di Speleoteca che della rete SBN del Polo di Roma.
  • Biblioteca “L. Fantini” (GSB-USB, Bologna): importante per la speleologia emiliano-romagnola.

8.2 Biblioteche Digitali e Portali Internazionali

Risorsa Tipo Contenuto Speleoteca (speleoteca.it) OPAC nazionale 40.000+ titoli, 24 biblioteche italiane GrottoCenter (grottocenter.org) DB internazionale grotte 78.000+ cavità, documenti collegati SA/BBS (ssslib.ch/bbs) Abstracts annuali 110.000+ riferimenti, letteratura mondiale OPAC SBN (opac.sbn.it) Catalogo biblioteche italiane Milioni di titoli, biblioteche accademiche e pubbliche Karst Information Portal Biblioteca digitale Letteratura carsica internazionale Speleogenesis Portale riviste Riviste scientifiche internazionali open access WISH (speleo.it/catasto) Catasto nazionale 46.000 grotte italiane georeferenziate Teca Digitale Anelli Archivio digitale Periodici SSI digitalizzati

8.3 Riviste Speleologiche Italiane Online

La comunità speleologica italiana produce una ricca produzione periodica, in gran parte disponibile online:

  • Speleologia (SSI): rivista semestrale, con archivio arretrati in PDF
  • Opera Ipogea: rivista SSI dedicata alle cavità artificiali
  • Progressione (Commissione Grotte E. Boegan): dal 1978, scaricabile in PDF
  • TALP (Federazione Speleologica Toscana): periodico regionale in PDF
  • Speleologia Emiliana (FSRER): rivista regionale in PDF
  • Grotte (GSP CAI-UGET): la rivista speleologica italiana più longeva, 67° anno di attività
  • Cave-O-Zines: prototipo di biblioteca virtuale delle riviste italiane, con oltre 300 riviste e 3.600 riferimenti

9. Metodologia per una Ricerca Bibliografica Speleologica

9.1 Fasi della Ricerca

Una ricerca bibliografica speleologica efficace si articola in fasi distinte:

  1. Definizione dell’obiettivo: identificare l’area geografica, il tema scientifico e il periodo storico di interesse
  2. Selezione degli strumenti: scegliere le risorse appropriate (Speleoteca per la letteratura italiana, SA/BBS per quella internazionale, GrottoCenter per dati sulle singole cavità)
  3. Interrogazione sistematica: utilizzare operatori di ricerca, filtri tematici e geografici
  4. Raccolta e valutazione: selezionare i materiali pertinenti e valutarne l’affidabilità
  5. Organizzazione della documentazione: strutturare la bibliografia secondo standard condivisi
  6. Verifica delle fonti primarie: quando possibile, risalire ai documenti originali piuttosto che affidarsi a secondarie

9.2 Come Interrogare le Risorse: Consigli Pratici

Per Speleoteca:

  • Iniziare con una ricerca per soggetto geografico (nome dell’area carsica o della grotta)
  • Affinare con criteri tematici (geologia, biologia, idrologia, storia ecc.)
  • Verificare la presenza della risorsa nelle biblioteche aderenti per il prestito

Per gli SA/BBS:

  • Usare il sistema di classificazione UIS per interrogazioni tematiche
  • Privilegiare la ricerca per abstract: consente di filtrare per rilevanza prima di ottenere il testo completo

Per GrottoCenter:

  • Cercare per nome della cavità o per coordinate geografiche
  • Accedere ai documenti collegati per trovare letteratura specifica su una grotta

Per l’OPAC SBN:

  • Utile per monografie scientifiche non strettamente speleologiche (geologia, biologia, archeologia)
  • Consente il prestito interbibliotecario tra le 6.251 biblioteche aderenti

9.3 Produrre Documentazione di Qualità

Al termine di ogni esplorazione o ricerca, lo speleologo dovrebbe produrre documentazione che includa:

  • Relazione di attività: descrizione sistematica delle esplorazioni condotte
  • Rilievo topografico: planimetria e sezioni della cavità, base di ogni documentazione
  • Scheda catastale: dati da inserire nel catasto regionale di riferimento
  • Materiale fotografico e video: documentazione visiva georeferenziata
  • Descrizione scientifica: osservazioni su geologia, biologia, idrogeologia, archeologia
  • Lista bibliografica: fonti consultate e nuovi contributi da citare

La metodologia moderna prevede l’utilizzo di software GIS — anche gratuiti — per creare archivi di dati georeferenziati, soprattutto quando intorno alle grotte esiste un interesse che va al di là di quello puramente speleologico.


10. Il Programma del Corso: Struttura Didattica

Il corso è strutturato in tre fasi (una online + due in presenza):

Fase 1 – Online (6 maggio, ore 21:00-22:30)

Introduzione al corso, questionario conoscitivo anonimo, distribuzione dei materiali e somministrazione di un’esercitazione individuale di simulazione di ricerca bibliografica.

Fase 2 – In presenza a Bologna (16 maggio)

Orario Sede Contenuto 10:00-12:30 Campus dei Campioni (S. Lazzaro di Savena) Organizzazione biblioteche speleologiche; Servizio Bibliotecario Nazionale (SBN); tipologie di documenti 14:00-18:00 Biblioteca “Franco Anelli” (via Zamboni 67, BO) Visita alla biblioteca; ricerca bibliografica e repertori; catalogo Speleoteca; altri cataloghi

Fase 3 – In presenza a Bologna (17 maggio)

Orario Sede Contenuto 09:00-12:30 Campus dei Campioni Metodologia per una buona documentazione; valorizzazione degli archivi; discussione e de-briefing 13:00 Centro La Terrazza (Ponticella) Pranzo di fine corso e distribuzione attestati

Competenze Acquisite al Termine del Corso

Al termine del corso il partecipante sarà in grado di:

  • Conoscere e interrogare le principali risorse documentali disponibili
  • Conoscere le principali tipologie di materiali conservati nelle biblioteche e negli archivi speleologici
  • Organizzare una ricerca bibliografica
  • Applicare metodologie corrette ed efficaci nella produzione di documentazione speleologica
  • Utilizzare il portale Speleoteca (OPAC nazionale)
  • Utilizzare il portale GrottoCenter (database internazionale)
  • Redigere un elenco di informazioni utili ai fini di una ricerca speleologica

11. I Relatori del Corso

Il corso vede la partecipazione di tre esperti di documentazione speleologica:

  • Luca Pisani – geologo, attuale bibliotecario e responsabile del Centro Italiano di Documentazione Speleologica “Franco Anelli” (Bologna)
  • Michele Sivelli – bibliotecario e già responsabile del CIDS “Franco Anelli”; figura storica della documentazione speleologica italiana
  • Stefano Gambari – bibliotecario del Circolo Speleologico Romano, già responsabile del Polo SBN delle biblioteche di Roma; porta l’esperienza del sistema bibliotecario nazionale applicato alla speleologia

12. Flashcard per il Ripasso

Concetti Chiave

Cosa si intende per “letteratura grigia” in ambito speleologico?

Tutto il materiale bibliografico non commerciale e a diffusione limitata: bollettini di gruppo, relazioni di campo, atti di convegni, circolari interne. È spesso la fonte più ricca di informazioni su esplorazioni specifiche.

Cos’è uno OPAC?

Online Public Access Catalog: catalogo bibliotecario consultabile liberamente online, che permette di ricercare il patrimonio documentale di una o più biblioteche. Speleoteca è l’OPAC delle biblioteche speleologiche italiane.

Quante biblioteche partecipa al Progetto Speleoteca?

24 biblioteche speleologiche italiane, con un catalogo di oltre 40.000 titoli.

Cos’è il CIDS e dove si trova?

Il Centro Italiano di Documentazione Speleologica “Franco Anelli” è la più grande biblioteca speleologica in Europa. Ha sede presso il Dipartimento BiGeA dell’Università di Bologna (via Zamboni 67).

Qual è la differenza tra Speleoteca e GrottoCenter?

Speleoteca è un OPAC bibliografico (cataloga libri, riviste, documenti); GrottoCenter è un database delle cavità stesse (dati geografici, morfologici, documenti collegati a ciascuna grotta).

Cosa sono gli Speleological Abstracts (SA/BBS)?

Rassegna annuale della letteratura speleologica mondiale, pubblicata dall’UIS. Contiene oltre 110.000 riferimenti bibliografici, con circa 4.000 nuovi titoli l’anno.

Cos’è il WISH?

Web Information System Hyperlink: portale del Catasto Nazionale delle Grotte d’Italia, che consente la consultazione di quasi 46.000 grotte georeferenziate.

Cos’è il SBN?

Il Servizio Bibliotecario Nazionale è la rete delle biblioteche italiane promossa dal Ministero della Cultura. Collega 6.251 biblioteche organizzate in 102 poli. L’OPAC SBN è consultabile gratuitamente e conta circa 100 milioni di accessi annui.

Perché la documentazione speleologica è fondamentale per le nuove esplorazioni?

Consente di conoscere lo stato delle conoscenze già acquisite, evitare duplicazioni, programmare attività in modo mirato e valorizzare il patrimonio di conoscenze costruito dalla comunità speleologica nel tempo.


13. Domande di Pratica

  1. Un gruppo speleo vuole esplorare una nuova area carsica in Calabria. Quali tre strumenti digitali consultereste per una ricerca bibliografica preliminare e in quale ordine?
  2. Trovate un vecchio bollettino di un gruppo speleologico degli anni ’70, non presente in Speleoteca. Come potreste contribuire a renderlo accessibile alla comunità?
  3. Qual è la differenza tra una scheda catastale e una scheda bibliografica? In cosa si completano a vicenda?
  4. Elencate almeno 5 tipologie di materiale documentale che possono essere conservate in una biblioteca speleologica.
  5. Spiegate con parole vostre perché la transizione al digitale può portare a ricerche bibliografiche “sbrigative e lacunose”. Quali rimedi propone il corso?
  6. Qual è il sistema di classificazione tematica adottato da Speleoteca? Da dove deriva?
  7. Un ricercatore straniero cerca documenti sulle grotte del Salento. Quale strumento gli suggerireste come primo accesso e perché?

Informazioni Logistiche del Corso

Organizzatore: Comitato Esecutivo Emilia-Romagna della CNSS-SSI
Con il patrocinio: Dipartimento BiGeA, Alma Mater Studiorum – Università di Bologna
Posti disponibili: massimo 35 (accettazioni in ordine di arrivo)
Segreteria: Stefano Cattabriga – s.cattabriga@libero.it
Iscrizioni e programma: https://speleo.it/site/corso-come-dove-perche-documentarsi/

La quota di partecipazione include: gestione segreteria, assicurazione, cancelleria, pranzo al sacco del 16 maggio, cena del 16 maggio, pranzo del 17 maggio e attestato finale di partecipazione. Il pernottamento è da saldare a parte in loco.


References

  1. La biblioteca sotterranea: il tesoro nascosto della speleologia italiana – Il Centro Italiano di Documentazione Speleologica è aperto al pubblico dal lunedì al venerdì, dalle …

Fonti consultate

Fonti
[1] 01-Introduzione-alla-speleologia.ppt.txt https://ppl-ai-file-upload.s3.amazonaws.com/web/direct-files/collection_08c39ce1-fb5a-4696-a8a1-73d261c2e891/86d36e7b-fb33-423c-9ed5-5859bb837351/01-Introduzione-alla-speleologia.ppt.txt
[2] 02-Evoluzione-speleo-italia.ppt.txt https://ppl-ai-file-upload.s3.amazonaws.com/web/direct-files/collection_08c39ce1-fb5a-4696-a8a1-73d261c2e891/35124a74-892b-451f-9c91-aa405245406d/02-Evoluzione-speleo-italia.ppt.txt
[3] 03-Speleologia-e-ricerca-scientifica.ppt.txt https://ppl-ai-file-upload.s3.amazonaws.com/web/direct-files/collection_08c39ce1-fb5a-4696-a8a1-73d261c2e891/2e8b1d27-c01e-4793-9b8a-e405da6de545/03-Speleologia-e-ricerca-scientifica.ppt.txt

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3D Cave Viewer: quando la speleologia entra nel browser

Apríl 27th 2026 at 08:00

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Un visualizzatore web open source porta le grotte di Gubbio sullo schermo di chiunque, con un semplice clic


La speleologia digitale raggiunge il grande pubblico

La speleologia cambia il modo di comunicare il mondo sotterraneo. Buio Verticale, Gruppo Speleologico CAI Gubbio, ha sviluppato il 3D Cave Viewer: un’applicazione web gratuita e open source che permette di esplorare i rilievi tridimensionali reali delle cavità del territorio di Gubbio direttamente dal browser, senza installare nessun software.[1]

Il progetto nasce da un’esigenza concreta. Per anni, i risultati delle esplorazioni speleologiche sono rimasti confinati in planimetrie su carta, sezioni e file CAD — strumenti preziosi per chi li sa leggere, ma privi della capacità di restituire la percezione reale degli spazi sotterranei. Il 3D Cave Viewer cambia questo scenario. L’accesso è immediato. Funziona su qualsiasi browser moderno, anche da smartphone.[1]


Una mappa, un clic, una grotta

L’interfaccia parte da una mappa del territorio di Gubbio, con punti che segnalano le cavità reali rilevate e documentate. Un clic apre il modello tridimensionale della grotta corrispondente.[1]

Da lì, la navigazione è libera. Si può osservare il modello dall’esterno, ruotarlo e studiarne la morfologia. Oppure si può entrare: muoversi nei passaggi, percepire volumi e proporzioni in prima persona. Su smartphone è disponibile un joystick virtuale per il controllo touch. Con un visore VR ci si trova fisicamente immersi nel rilievo, in una dimensione che avvicina l’esperienza alla realtà sotterranea.[1]

Il visualizzatore non è solo uno strumento divulgativo. Offre anche funzioni di analisi: misure nello spazio tridimensionale, piani di sezione trasversale e longitudinale, viste ortogonali. Strumenti che integrano — non sostituiscono — il rilievo tradizionale, rendendolo consultabile e condivisibile in modo nuovo.[1]


Il LiDAR su iPhone: la tecnologia che ha reso possibile tutto

Alla base del progetto c’è la diffusione del sensore LiDAR integrato negli iPhone Pro, disponibile a partire dal modello 12 Pro (2020). Il LiDAR (Light Detection and Ranging) emette milioni di impulsi laser e misura il tempo di ritorno di ciascuno, costruendo una nuvola di punti tridimensionale che descrive con precisione centimetrica ogni parete, soffitto e pavimento della cavità.[2][3][4]

Fino a pochi anni fa, questo tipo di rilievo richiedeva strumentazione professionale da decine di migliaia di euro — scanner TLS come il Leica RTC360 o sistemi SLAM come lo ZEB Horizon RT di GeoSLAM. La portata del sensore degli iPhone Pro è di circa 4,20 metri, estendibile a 6 m con un’asta di supporto, con una precisione intorno al centimetro. Non paragonabile ai professionali, ma sufficiente per rilievi di alta qualità nelle gallerie e nelle sale più comuni.[4]

Le app di riferimento per l’acquisizione in grotta sono Scaniverse (gratuita) e Polycam (a pagamento), che integra LiDAR e fotogrammetria. Il risultato più indicativo del potenziale di questa tecnologia: rilievo di circa 700 metri di cunicolo in soli cinque minuti.[5][4]


Dal dato grezzo al visualizzatore web: il flusso di lavoro

Le nuvole di punti acquisite in grotta vengono elaborate con CloudCompare, software open source di riferimento nella comunità speleologica internazionale. Le operazioni principali includono la rimozione del rumore e dell’operatore, l’allineamento ICP di sessioni multiple e l’analisi metrica.[3][6]

Il modello elaborato viene poi reso navigabile nel browser attraverso tecnologie web standard. Il 3D Cave Viewer si basa su WebGL — lo standard per il rendering 3D nel browser senza plugin — e su Three.js, libreria JavaScript open source per scene 3D. Per la gestione delle grandi nuvole di punti viene impiegato Potree, renderer open source sviluppato alla TU Wien, capace di visualizzare dataset di enormi dimensioni in tempo reale tramite struttura multi-risoluzione. Il supporto alla realtà virtuale è garantito dalle API WebXR, standard browser per l’uso di visori VR.[7][8][9][10][11]

L’interfaccia è multilingua. Ogni modello può essere condiviso via link. L’applicazione può essere salvata come app per l’uso offline.[1]


Open source per tutta la comunità speleologica

Il 3D Cave Viewer verrà rilasciato con licenza open source: chiunque può prendere il codice, modificarlo e adattarlo per altri territori. Un gruppo in Sardegna, in Basilicata o in Slovenia potrà offrire lo stesso servizio per le proprie cavità, partendo da questa base.[1]

La filosofia del progetto è esplicita: le grotte sono luoghi nascosti per natura, ma la conoscenza che ne deriva non deve esserlo.[1]

Il territorio di Gubbio su cui il visualizzatore è stato sviluppato comprende alcune delle cavità più importanti dell’Umbria, tra cui la Grotta di Monte Cucco — sistema che supera i 30 km di sviluppo — e le miniere sotterranee di Valdorbia, un reticolo di gallerie su più livelli paralleli.[12][13]


La presentazione al Raduno di Costacciaro 2026

Il 3D Cave Viewer verrà presentato pubblicamente a novembre 2026 in occasione del Raduno Internazionale di Speleologia di Costacciaro, in programma dal 29 ottobre al 1° novembre 2026 a Costacciaro (PG), ai piedi del Monte Cucco. Non come semplice dimostrazione, ma come strumento pronto per essere testato e usato da altri gruppi e appassionati.[14][1]

La scelta del contesto non è casuale. Costacciaro è uno dei luoghi simbolo della speleologia italiana: la Grotta di Monte Cucco ospitò nel 1922 quello che viene considerato il primo raduno di speleologia al mondo. Il Raduno 2026 è organizzato dall’Associazione Ipogenica APS e attende speleologi da tutta Italia e dall’estero.[15][14]

Nel frattempo il lavoro continua. Sottoterra, nei rilievi e davanti allo schermo.

Per informazioni sul progetto: Davide Brugnoni — davide.brugnoni@gmail.com[1]

3D Cave Viewer di Buio Verticale Gubbio

  • Il progetto nel dettaglio: funzionalità, filosofia open source, contesto di presentazione a Costacciaro 2026
  • La tecnologia LiDAR su iPhone: principio fisico, portata, app (Scaniverse, Polycam), precauzioni operative in grotta
  • Il workflow completo: dall’acquisizione in grotta con lo smartphone, all’elaborazione con CloudCompare, fino alla visualizzazione web con WebGL/Three.js/Potree/WebXR
  • Il contesto nazionale: la comunità italiana del rilievo 3D (UTEC Narni, Equipe LiDAR, corsi SSI) e il confronto tra tecnologie
  • Le prospettive future: realtà aumentata, droni autonomi, AI e persino le missioni spaziali su Luna e Marte
  • 8 domande di ripasso e una tabella di flashcard con i termini chiave

3D Cave Viewer: Speleologia Digitale a Portata di Smartphone

Sintesi Esecutiva

Il 3D Cave Viewer è un’applicazione web open source sviluppata da Buio Verticale — Gruppo Speleologico CAI Gubbio che consente di navigare rilievi speleologici tridimensionali reali direttamente dal browser, senza installare nessun software. Il progetto nasce dall’esigenza concreta di condividere i rilievi LiDAR acquisiti sul territorio di Gubbio con chi non può fisicamente accedere alle cavità, e rappresenta un esempio di come la tecnologia consumer (sensore LiDAR degli iPhone) possa essere combinata con strumenti web moderni per democratizzare la conoscenza del mondo sotterraneo.[^1][^2]


1. Il Gruppo Buio Verticale e il Contesto Territoriale

Buio Verticale — Gruppo Speleologico CAI Gubbio è un gruppo di speleologi fondato nel 2013 all’interno della Sezione CAI di Gubbio (via Cavour 16, Gubbio PG). Il nome riassume l’emozione della discesa nelle viscere della terra, avvolti dal buio. Il gruppo si occupa di speleologia a 360°: esplorazione di grotte naturali e artificiali, ricerca, divulgazione e organizzazione di corsi.[^3][^4][^5]

Il territorio di riferimento è ricchissimo di cavità: include la Grotta di Monte Cucco — sistema con oltre 30 km di sviluppo, uno dei più importanti dell’Umbria — e le celebri miniere sotterranee di Valdorbia, un reticolo di gallerie minerarie che si estende per oltre 10 km su più livelli paralleli. Il catasto delle grotte dell’Umbria conta complessivamente più di mille grotte censite, con cinque che superano i 500 m di sviluppo e dieci oltre il chilometro.[^6][^7][^8][^9]


2. Il Progetto: Cos’è il 3D Cave Viewer

Idea di base

Il 3D Cave Viewer risponde a una domanda precisa: è possibile far esplorare una grotta a chiunque, senza farlo scendere davvero? Per anni, i risultati delle esplorazioni speleologiche venivano conservati come linee su carta — planimetrie, sezioni, file CAD — strumenti fondamentali ma incapaci di restituire la percezione reale dello spazio sotterraneo.[^1]

Il visualizzatore risolve questo problema portando i modelli 3D direttamente nel browser, accessibili da qualsiasi dispositivo moderno, senza configurazioni o installazioni.[^2][^1]

Funzionalità principali

Funzionalità Descrizione Mappa interattiva Punti sul territorio indicano le cavità reali rilevate; un click apre il modello 3D[^1] Esplorazione esterna Rotazione, zoom, studio morfologico del modello da fuori[^1] Navigazione in prima persona Movimento nei passaggi come se ci si trovasse fisicamente dentro[^1] Joystick virtuale mobile Controllo touch per smartphone[^1] Supporto VR Con un visore VR ci si trova fisicamente immersi nel rilievo[^1] Strumenti di analisi Misure nello spazio 3D, piani di sezione, viste ortogonali[^1] Condivisione Ogni modello è facilmente condivisibile via link[^1] Uso offline Può essere salvato come app per uso senza connessione[^1] Interfaccia multilingua Accessibilità internazionale[^1]

Licenza e accessibilità

Il progetto è rilasciato gratuitamente con licenza open source: può essere preso, modificato e riutilizzato da altri gruppi speleologici per altri territori. La filosofia dichiarata è che “le grotte sono luoghi nascosti per natura; la conoscenza che ne deriva non deve esserlo”.[^1]

Presentazione pubblica

Il 3D Cave Viewer verrà presentato ufficialmente a novembre 2026 in occasione del Raduno Internazionale di Speleologia di Costacciaro — che si terrà dal 29 ottobre al 1° novembre 2026 a Costacciaro (PG), ai piedi del Monte Cucco — non come dimostrazione ma come strumento pronto per essere testato da altri gruppi.[^1][^10]


3. Il Pilastro Tecnologico: Il LiDAR su iPhone

Cos’è il LiDAR

Il LiDAR (Light Detection and Ranging) è una tecnologia che emette impulsi laser e misura il tempo impiegato da ciascuno a tornare al sensore dopo aver colpito una superficie. Milioni di questi impulsi producono una nuvola di punti tridimensionale — una rappresentazione matematica precisa di ogni parete, soffitto e pavimento.[^11][^12]

Apple ha integrato un sensore LiDAR negli iPhone a partire dal modello 12 Pro (2020). Il sensore emette impulsi laser sicuri per la vista (Classe 1) e raggiunge una portata massima di circa 4,20 metri, estendibile a 6 m con un’asta per avvicinarsi alle pareti più distanti.[^13][^12][^11]

LiDAR iPhone nella speleologia italiana

Il sensore LiDAR degli iPhone è diventato uno strumento diffuso nella speleologia italiana per la sua combinazione unica di accessibilità economica e qualità dei dati:

  • Il Gruppo Speleologico UTEC Narni è stato tra i pionieri: da oltre 18 mesi sperimenta l’iPhone 13 Pro per rilievi di grotte e cavità artificiali, documentando protocolli operativi precisi. Il risultato più eloquente è il rilievo di circa 700 metri di cunicolo in soli 5 minuti.[^11][^14]
  • L’Equipe LiDAR — gruppo veneto del Gruppo Naturalistico Montelliano e Treviso Sotterranea — ha sistematizzato anni di sperimentazione in un corso SSI di III livello riconosciuto dalla Società Speleologica Italiana.[^15][^16]
  • Il workshop “LiDAR and Geomatics in 3D Cave Surveys” a CapoVolta 2025 ha confermato che il rilievo 3D è già “uno dei linguaggi operativi” della speleologia italiana.[^17]

App per il rilievo LiDAR in grotta

Le due applicazioni di riferimento per acquisire nuvole di punti con l’iPhone sono:[^11]

  • Scaniverse (gratuita): intuitiva, eccellente per gestione nuvole LiDAR in grotta; affidabile nelle sessioni dell’Equipe LiDAR veneta e dell’UTEC Narni.
  • Polycam (a pagamento): integra fotogrammetria e LiDAR per modelli più ricchi di dettaglio cromatico.

Precauzioni operative

L’uso dello smartphone in grotta richiede attenzione specifica:[^11][^14]

  • Custodie robuste che lascino libero il sensore posteriore
  • Power bank per autonomia della batteria (la scansione consuma rapidamente)
  • Target di calibrazione ogni ~200 m per contenere l’errore cumulativo
  • “Sky scan” all’ingresso per georeferenziare il rilievo (errore < 5 m)
  • Attenzione a superfici specchianti (acqua, stalagmiti lucide) che disturbano il segnale laser

4. Dal Rilievo al Visualizzatore: Il Workflow Tecnologico

Fase 1 — Acquisizione in grotta

Lo speleologo percorre la cavità con l’iPhone Pro attivo su Scaniverse o Polycam. Il sensore costruisce in tempo reale la nuvola di punti.[^18][^12]

Fase 2 — Elaborazione con CloudCompare

CloudCompare è il software open source di riferimento per l’analisi delle nuvole di punti. Le operazioni principali:[^19][^12]

  1. Importazione di nuvole nei formati LAS, PLY, PCD
  2. Segmentazione: rimozione dell’operatore e del rumore
  3. Allineamento ICP: fusione di scansioni multiple da sessioni diverse
  4. Analisi metriche: distanze, volumi, curve di livello

Paolo Corradeghini ha prodotto la serie YouTube “Grotte in 3D” che guida gli speleologi dall’importazione alla produzione del rilievo finale.[^11]

Fase 3 — Visualizzazione web con tecnologie WebGL/WebXR

Il 3D Cave Viewer sfrutta tecnologie browser moderne per rendere navigabile il modello senza plugin:

  • WebGL: standard del browser per il rendering 3D in tempo reale, supportato da tutti i browser moderni[^20]
  • Three.js: libreria JavaScript open source che semplifica la creazione di scene 3D nel browser; supporta formati OBJ, FBX, DAE, STL e altri, ed è compatibile con framework React, Angular, Vue[^21]
  • WebXR: API standard per esperienze di realtà virtuale e aumentata nel browser, che consente l’uso con visori VR[^22][^23]
  • Potree: renderer open source WebGL per grandi nuvole di punti, sviluppato alla TU Wien, capace di visualizzare dataset fino a 597 miliardi di punti in tempo reale nel browser tramite struttura gerarchica multi-risoluzione[^24][^25]

5. Il Contesto: La Rivoluzione Digitale nella Speleologia

Evoluzione storica del rilievo speleologico

Il rilievo speleologico nasce nel XIX secolo con bussola magnetica, clinometro e metro a nastro, richiedendo settimane di lavoro per documentare poche centinaia di metri. La sequenza evolutiva:[^11]

  1. Anni ’80: DISTO (distanziometro laser), primo salto verso la misura digitale
  2. DistoX: integra laser, bussola digitale e clinometro con trasferimento Bluetooth
  3. Therion/Survex: software open source per cartografia vettoriale e georeferenziata
  4. LiDAR TLS e SLAM: nuvole di punti professionali a precisione millimetrica
  5. iPhone LiDAR (2020?): democratizzazione del rilievo 3D per gruppi amatoriali

Confronto tra tecnologie di rilievo 3D

Tecnologia Precisione Velocità Costo Limiti Bussola + DISTO tradizionale Alta (relativa) Lenta Basso Tempi lunghi, errore umano iPhone LiDAR + Scaniverse ~1–2 cm Molto rapida ~1.500 € Portata 4–6 m, errore cumulativo GeoSLAM ZEB Horizon RT (SLAM) ~6 mm Rapida 15.000–30.000 € Costo, peso TLS (Leica RTC360) 3 mm Lenta (stazioni) > 50.000 € Ingombro, costo, setup Drone Flyability Elios 3 + LiDAR ~1 cm Variabile > 80.000 € Costo, autonomia ridotta

Fonte: elaborazione da dati Scintilena[^11]

Software nell’ecosistema digitale speleologico

Oltre a CloudCompare, la comunità speleologica usa:[^11][^19][^26]

  • Therion: gestione semantica di interi sistemi carsici, export GIS, supporto italiano
  • CaveWhere: open source, basato sul “carpeting” (proiezione schizzi sulla poligonale); accetta Compass, Survex, Walls[^27][^26]
  • Compass: software Windows con modellazione 3D in tempo reale, adatto a sistemi molto estesi[^28]
  • Agisoft Metashape: fotogrammetria Structure-from-Motion per nuvole di punti da video

Formazione: la risposta della comunità italiana

L’interesse verso il rilievo 3D in grotta con LiDAR è in costante crescita:[^18]

  • 4° Corso “LiDAR iPhone 2.0 e CloudCompare” — 28-29 marzo 2026 a Nervesa della Battaglia (TV), corso SSI III livello[^29][^16]
  • Corso Nazionale LiDAR 3D — 8-10 maggio 2026 a San Quirino (PN), organizzato dall’Unione Speleologica Pordenonese CAI, valido per titolati SNS e SNT[^30][^18]
  • Corso SSI della Società Adriatica di Speleologia a Trieste (2025): andato esaurito in pochi giorni[^18]

6. Applicazioni e Impatto del 3D Cave Viewer

Per la divulgazione al pubblico

Il visualizzatore abbatte la barriera fisica più alta della speleologia: l’accesso. Chiunque — appassionato, studente, turista, ricercatore — può “entrare” in una grotta reale con precisione metrica, direttamente dal proprio smartphone. Questo tipo di accesso democratico è già stato sperimentato su scala più grande: le Alpi Apuane hanno pubblicato online un modello virtuale 3D di 235 km di grotte consultabile da chiunque.[^11][^1]

Per la ricerca e la documentazione

Il viewer non sostituisce il rilievo tradizionale, ma aggiunge strumenti di analisi interattiva:[^1]

  • Misure nello spazio tridimensionale senza rientrare in grotta
  • Piani di sezione trasversale e longitudinale on-demand
  • Viste ortogonali per planimetria e profili
  • Confronto temporale tra rilievi successivi (monitoraggio)

Per la comunità speleologica

La natura open source del progetto trasforma il 3D Cave Viewer in un protocollo condivisibile. Un altro gruppo in Basilicata, Sardegna o Slovenia può prendere il codice sorgente, adattarlo al proprio catasto locale e offrire lo stesso servizio per le proprie cavità. Questo risponde direttamente alla sfida emersa al workshop di CapoVolta 2025: la standardizzazione dei flussi di dati affinché le nuvole di punti diventino patrimonio collettivo.[^17][^1]

Per il soccorso in grotta

I modelli 3D delle cavità hanno un’applicazione critica spesso trascurata: supportare le operazioni di soccorso speleologico. Conoscere in anticipo le dimensioni dei passaggi, i volumi delle sale e i percorsi alternativi può fare la differenza in un’emergenza.[^15]


7. Costacciaro 2026: Il Contesto della Presentazione

Il Raduno Internazionale di Speleologia di Costacciaro 2026 si terrà dal 29 ottobre al 1° novembre 2026 a Costacciaro (PG), organizzato dall’Associazione Ipogenica APS. È uno degli eventi di riferimento della speleologia europea, con una tradizione che risale al 1922 — quando nella Grotta di Monte Cucco si tenne il primo raduno di speleologia al mondo.[^31][^10]

La scelta di presentare il 3D Cave Viewer proprio a Costacciaro è strategica: il territorio ospita la Grotta di Monte Cucco — il cui sistema speleologico supera i 30 km di sviluppo e che Buio Verticale contribuisce ad esplorare — e il raduno è il luogo ideale per raggiungere speleologi da tutta Italia e dall’estero.[^6][^1]


8. Prospettive Future e Sviluppi Tecnologici

Il panorama tecnologico nel quale si inserisce il 3D Cave Viewer è in rapida evoluzione:

  1. Sensori LiDAR più potenti: ogni generazione di iPhone Pro migliora portata e precisione del sensore; iPhone 15 e 16 Pro mostrano miglioramenti significativi rispetto ai predecessori.[^11]
  2. Realtà aumentata in grotta: la possibilità di sovrapporre al campo visivo reale le informazioni del modello 3D — posizione sulla mappa, profondità, direzione delle gallerie — è già tecnicamente possibile con i dispositivi attualmente disponibili.[^11]
  3. Droni autonomi: Hovermap di Emesent — drone autonomo con LiDAR che naviga senza GPS né pilota — anticipa un futuro in cui i droni esplorano grotte inesplorate inviando mappe in superficie prima dell’uomo.[^11]
  4. AI per classificazione morfologica: l’intelligenza artificiale inizia a essere integrata nel riconoscimento automatico di morfologie, strutture di pericolo e classificazione di formazioni.[^11]
  5. Missioni spaziali: le tecnologie di rilievo LiDAR con drone sono già valutate per esplorare i tubi lavici sulla Luna e su Marte — la stessa catena tecnologica che oggi genera i rilievi nel territorio di Gubbio.[^11]

Domande di Ripasso

  1. Cos’è il LiDAR e perché è adatto ai rilievi in grotta? Descrivere il principio fisico e i vantaggi rispetto ai metodi tradizionali.
  2. Qual è la portata massima del sensore LiDAR degli iPhone e come si può estendere? Indicare anche a partire da quale modello è disponibile.
  3. Che differenza c’è tra un sistema SLAM e un TLS (Terrestrial Laser Scanner)? Confrontare precisione, velocità e costo.
  4. Quali strumenti di analisi offre il 3D Cave Viewer agli utenti esperti? Elencare almeno tre funzionalità.
  5. Perché il progetto è stato scelto per essere presentato a Costacciaro 2026? Descrivere il significato storico e geografico del raduno.
  6. Qual è il ruolo di CloudCompare nel workflow dal rilievo al visualizzatore? Descrivere le fasi principali di elaborazione.
  7. Cosa significa che il 3D Cave Viewer è “open source”? Quali implicazioni ha per la comunità speleologica italiana e internazionale?
  8. In quale modo il LiDAR su iPhone ha cambiato l’accessibilità del rilievo 3D speleologico in Italia? Citare almeno due gruppi italiani che lo utilizzano.

Flashcard Concetti Chiave

Termine Definizione LiDAR Light Detection and Ranging; tecnologia che misura distanze tramite impulsi laser per creare nuvole di punti 3D[^12] Nuvola di punti Insieme di milioni di coordinate 3D che descrivono matematicamente la geometria di uno spazio[^11] SLAM Simultaneous Localization and Mapping; tecnica che costruisce una mappa in tempo reale senza GPS confrontando acquisizioni successive[^11] WebGL Standard web per rendering 3D nel browser, senza plugin; base di Three.js e Potree[^20] WebXR API browser per realtà virtuale e aumentata; consente l’uso di visori VR con il 3D Cave Viewer[^22] Potree Renderer open source WebGL per grandi nuvole di punti; sviluppato alla TU Wien[^25][^24] Three.js Libreria JavaScript open source per la creazione di scene 3D nel browser[^21] CloudCompare Software open source per analisi, elaborazione e allineamento di nuvole di punti 3D[^19] Therion Software open source per cartografia speleologica semantica e vettoriale[^11] Scaniverse App gratuita per iPhone che sfrutta il sensore LiDAR per scansioni 3D in grotta[^11] Equipe LiDAR Gruppo veneto (Montelliano + Treviso Sotterranea) pioniere del rilievo 3D con iPhone in Italia[^15] Buio Verticale Gruppo Speleologico CAI Gubbio, sviluppatore del 3D Cave Viewer; fondato nel 2013[^3][^5] Raduno di Costacciaro Evento internazionale di speleologia a Costacciaro (PG); edizione 2026 dal 29 ottobre al 1° novembre[^10][^31]


References

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Fonti
[1] 3D Cave Viewer: entrare dove pochi possono arrivare – buioverticale.it https://www.buioverticale.it/3d-cave-viewer-entrare-dove-pochi-possono-arrivare/
[2] Home – buioverticale.it https://www.buioverticale.it
[3] Buio Verticale – Gruppo Speleologico CAI Gubbio – Openspeleo http://www.openspeleo.org/openspeleo/groups-view-147.html
[4] Speleologia – CAI Gubbio https://www.caigubbio.it/speleologia/speleologia.html
[5] Antichi esploratori eugubini della Grotta di Monte Cucco https://www.buioverticale.it/antichi-esploratori-eugubini-della-grotta-di-monte-cucco/
[6] “Buio verticale”: Emozioni e scoperte nelle viscere della terra https://www.youtube.com/watch?v=Pf9HqbYsxw0
[7] un documentario sulle cave sotterranee di marna di Valdorbia https://www.scintilena.com/alla-scoperta-delle-profondita-un-documentario-sulle-cave-sotterranee-di-marna-di-valdorbia/12/22/
[8] Alla Scoperta dell’Umbria Speleologica – Scintilena https://www.scintilena.com/umbria-speleologica-un-viaggio-alla-scoperta-della-speleologia-in-umbria-tra-natura-arte-e-sport/08/17/
[9] Attività Speleologica – Parco Regionale del Monte Cucco https://www.parcodelmontecucco.it/it/le-grotte/attivita-speleologica/
[10] Raduno Internazionale di Speleologia Costacciaro 2026 https://www.radunocostacciaro.it
[11] Scanner 3D e Droni: come la cartografia digitale delle grotte sta … https://www.scintilena.com/scanner-3d-e-droni-come-la-cartografia-digitale-delle-grotte-sta-cambiando-la-speleologia/04/26/
[12] Scanner 3D e Droni: la rivoluzione della cartografia digitale grotte https://www.scintilena.com/scanner-3d-e-droni-la-rivoluzione-della-cartografia-digitale-grotte/10/05/
[13] Innovazione Tecnologica: LiDAR 3D Rivoluziona le Esplorazioni … https://www.scintilena.com/innovazione-tecnologica-lidar-3d-rivoluziona-le-esplorazioni-sotterranee/01/04/
[14] Scansione 3D in Grotte con iPhone 13 Pro LiDAR: Metodi e Consigli https://www.scintilena.com/scansione-3d-in-grotte-con-iphone-13-pro-lidar-metodi-e-consigli/01/26/
[15] Lidar e Geomatica nel rilievo 3D delle grotte https://www.youtube.com/watch?v=i1Ut2ziimWo
[16] LiDAR iPhone e CloudCompare: a Nervesa il corso che … – Scintilena https://www.scintilena.com/lidar-iphone-e-cloudcompare-a-nervesa-il-corso-che-porta-il-rilievo-3d-in-grotta-nello-smartphone/02/13/
[17] A CapoVolta 2025 un workshop su Lidar e geomatica: il rilievo 3D … https://www.scintilena.com/a-capovolta-2025-un-workshop-su-lidar-e-geomatica-il-rilievo-3d-cambia-marcia/11/16/
[18] Rilievo speleologico 3D con il Lidar: a San Quirino il corso … https://www.scintilena.com/rilievo-speleologico-3d-con-il-lidar-a-san-quirino-il-corso-nazionale-per-titolati-e-qualificati-cai/03/06/
[19] Mappe dall’Oscurità: come nasce la cartografia del mondo sotterraneo https://www.scintilena.com/mappe-dalloscurita-come-nasce-la-cartografia-del-mondo-sotterraneo-3/04/25/
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[29] Corso LiDAR iPhone e CloudCompare al Montello: il rilievo 3D in … https://www.scintilena.com/corso-lidar-iphone-e-cloudcompare-al-montello-il-rilievo-3d-in-grotta-si-impara-a-nervesa-della-battaglia/03/13/
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[31] Raduno internazionale di speleologia a Costacciaro: Cinque giorni … https://villaggiosolidale.org/notizie/raduno-internazionale-di-speleologia-a-costacciaro-cinque-giorni-alla-scoperta-del-mondo-sotterraneo/
[32] vulnerabilità aree carsiche.txt https://ppl-ai-file-upload.s3.amazonaws.com/web/direct-files/collection_aeff132f-4e90-4a57-9599-51b44b46c5c8/7bb85516-a81a-4be5-8e60-ab6ca58753a0/vulnerabilita-aree-carsiche.txt
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[40] Tecnologia Speleologica: I Nuovi Strumenti per Esplorare le Grotte https://www.scintilena.com/tecnologia-speleologica-i-nuovi-strumenti-per-esplorare-le-grotte/08/21/
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[42] Il continente buio: perché il mondo sotterraneo resta in gran parte … https://www.scintilena.com/il-continente-buio-perche-il-mondo-sotterraneo-resta-in-gran-parte-sconosciuto/04/25/
[43] Tecnologie mobili e rilievo ipogeo: strumenti, esperienze e confronti nel prossimo webinar dei “Mercoledì Catastali” della Commissione Catasto Cavità Naturali SSI https://www.scintilena.com/tag/lidar/feed/
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[48] [PDF] Le nuove tecnologie per il rilievo di pozzi non accessibili: il caso dei … https://www.kraskikrti.net/charlotte/lokavac/30_atti_speleo25_Lokavac.pdf
[49] Smart Lidar | Rilievi 3D accurati con Lidar Scan da iPhone https://www.eagleprojects.it/smart-lidar/
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[54] Sulawesi, la pittura rupestre che riscrive l’origine dell’arte – Scintilena https://www.scintilena.com/sulawesi-la-pittura-rupestre-che-riscrive-lorigine-dellarte-51-000-anni-di-narrazione-nelle-grotte-indonesiane/03/04/
[55] Le miniere abbandonate della Maiella: un patrimonio da … https://www.scintilena.com/le-miniere-abbandonate-della-maiella-un-patrimonio-da-riscoprire-attraverso-la-conferenza-del-graim/11/07/
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[59] LE GROTTE DELLA PUGLIA NELLA PREISTORIA – CONVEGNO NAZIONALE AD OSTUNI – Scintilena https://www.scintilena.com/le-grotte-della-puglia-nella-preistoria-convegno-nazionale-ad-ostuni/10/09/
[60] tomografia elettrica 3D per decifrare i segreti dei sinkhole https://www.scintilena.com/rivoluzione-nella-speleologia-italiana-tomografia-elettrica-3d-per-decifrare-i-segreti-dei-sinkhole/08/19/
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[62] The Browser Lab – Three.js Resources https://threejsresources.com/tool/the-browser-lab
[63] Grotte in 3D – EP01 – Quale software usare per gestire le nuvole di … https://www.youtube.com/watch?v=UiGda9FTct4
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[65] LiDAR iPhone e rilievo ipogeo – PRIMA PARTE – YouTube https://www.youtube.com/watch?v=m13HwdcOV98
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[75] Sentinelle nel buio: a Costacciaro si studiano i bioindicatori nella … https://www.scintilena.com/sentinelle-nel-buio-a-costacciaro-si-studiano-i-bioindicatori-nella-grotta-di-monte-cucco/03/02/
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[77] Speleologia al Futuro: Una Rivoluzione Tecnologica a Costacciaro https://www.scintilena.com/speleologia-al-futuro-una-rivoluzione-tecnologica-a-costacciaro/10/31/
[78] Calendario Eventi Mondiali UIS Union International de Spéléologie https://www.scintilena.com/calendario-eventi-mondiali-uis-union-international-de-speleologie-programma-2025-2026/07/16/
[79] Esplorazione in Papua Nuova Guinea: La Terza Spedizione del … https://www.scintilena.com/esplorazione-in-papua-nuova-guinea-la-terza-spedizione-del-circolo-speleologico-romano/02/16/
[80] Il Gruppo Speleologico di Gubbio ‘Buio Verticale’ Organizza una … https://www.scintilena.com/il-gruppo-speleologico-di-gubbio-buio-verticale-organizza-una-giornata-di-avvicinamento-alla-speleologia-al-monte-cucco/08/27/
[81] Potree Renders Large Point Clouds in a Browser – Lidar News https://lidarnews.com/potree-renders-large-point-clouds-browser/
[82] “Ritorno al futuro”: a Costacciaro raduno internazionale di speleologia https://www.vivoumbria.it/ritorno-al-futuro-a-costacciaro-raduno-internazionale-di-speleologia/
[83] Al Raduno Nazionale di Speleologia di Costacciaro sarà presente lo … https://www.scintilena.com/al-raduno-nazionale-di-speleologia-di-costacciaro-sara-presente-lo-stand-degli-alcolisti-anonimi/04/01/
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Fonti consultate

Fonti
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[5] Scansione 3D in Grotte con iPhone 13 Pro LiDAR: Metodi e Consigli https://www.scintilena.com/scansione-3d-in-grotte-con-iphone-13-pro-lidar-metodi-e-consigli/01/26/
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[11] Pico-Developer/awesome-webxr-development – GitHub https://github.com/Pico-Developer/awesome-webxr-development
[12] “Buio verticale”: Emozioni e scoperte nelle viscere della terra https://www.youtube.com/watch?v=Pf9HqbYsxw0
[13] Attività Speleologica – Parco Regionale del Monte Cucco https://www.parcodelmontecucco.it/it/le-grotte/attivita-speleologica/
[14] Raduno Internazionale di Speleologia Costacciaro 2026 https://www.radunocostacciaro.it
[15] Raduno internazionale di speleologia a Costacciaro: Cinque giorni … https://villaggiosolidale.org/notizie/raduno-internazionale-di-speleologia-a-costacciaro-cinque-giorni-alla-scoperta-del-mondo-sotterraneo/
[16] Rilievo speleologico 3D con il Lidar: a San Quirino il corso … https://www.scintilena.com/rilievo-speleologico-3d-con-il-lidar-a-san-quirino-il-corso-nazionale-per-titolati-e-qualificati-cai/03/06/
[17] A CapoVolta 2025 un workshop su Lidar e geomatica: il rilievo 3D … https://www.scintilena.com/a-capovolta-2025-un-workshop-su-lidar-e-geomatica-il-rilievo-3d-cambia-marcia/11/16/
[18] LiDAR iPhone e CloudCompare: a Nervesa il corso che … – Scintilena https://www.scintilena.com/lidar-iphone-e-cloudcompare-a-nervesa-il-corso-che-porta-il-rilievo-3d-in-grotta-nello-smartphone/02/13/
[19] Il Gruppo Speleologico di Gubbio ‘Buio Verticale’ Organizza una … https://www.scintilena.com/il-gruppo-speleologico-di-gubbio-buio-verticale-organizza-una-giornata-di-avvicinamento-alla-speleologia-al-monte-cucco/08/27/
[20] Buio Verticale – Gruppo Speleologico CAI Gubbio – Openspeleo http://www.openspeleo.org/openspeleo/groups-view-147.html
[21] 01-Introduzione-alla-speleologia.ppt.txt https://ppl-ai-file-upload.s3.amazonaws.com/web/direct-files/collection_08c39ce1-fb5a-4696-a8a1-73d261c2e891/86d36e7b-fb33-423c-9ed5-5859bb837351/01-Introduzione-alla-speleologia.ppt.txt
[22] 02-Evoluzione-speleo-italia.ppt.txt https://ppl-ai-file-upload.s3.amazonaws.com/web/direct-files/collection_08c39ce1-fb5a-4696-a8a1-73d261c2e891/35124a74-892b-451f-9c91-aa405245406d/02-Evoluzione-speleo-italia.ppt.txt
[23] 03-Speleologia-e-ricerca-scientifica.ppt.txt https://ppl-ai-file-upload.s3.amazonaws.com/web/direct-files/collection_08c39ce1-fb5a-4696-a8a1-73d261c2e891/2e8b1d27-c01e-4793-9b8a-e405da6de545/03-Speleologia-e-ricerca-scientifica.ppt.txt

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SpeleoMedit in italiano: il Ministero della Cultura finanzia la prima panoramica sulle grotte del Mediterraneo

Apríl 27th 2026 at 07:01

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Il volume curato da Didonna e Maurano per Tetide APS raccoglie il patrimonio speleologico di 23 paesi, dalla Slovenia alla Tunisia, dall’Albania alla Turchia


SpeleoMedit: un progetto nato nel 2021 per l’Anno delle Grotte e del Carsismo

Il progetto SpeleoMedit ha le sue origini nel 2021, quando l’Unione Internazionale di Speleologia (UIS) proclamò quell’anno Anno Internazionale delle Grotte e del Carsismo (IYCK 2021). In quella cornice, Tetide APS di Caselle in Pittari, in collaborazione con la Società Speleologica Italiana, avviò un’iniziativa multimediale per raccogliere e divulgare le conoscenze speleologiche di tutti i paesi affacciati sul Mar Mediterraneo. Il risultato fu la prima edizione del volume, pubblicata in inglese nel 2021 con il titolo SpeleoMedit – Mediterranean Speleology (ISBN 978-88-89897-21-8, 226 pagine).[1][2]

A distanza di cinque anni, e grazie al contributo della Direzione Generale Educazione, Ricerca e Istituti Culturali del Ministero della Cultura italiano, quell’opera è ora disponibile in lingua italiana. Il volume è stato stampato nell’aprile 2026 e si può acquistare nello shop online di Tetide al prezzo di 30,00 €.[3][4]


Un volume scientifico per il grande pubblico della speleologia

SpeleoMedit – Speleologie del Mediterraneo è curato da Ferdinando Didonna e Francesco Maurano e pubblicato da Tetide APS (ISBN 979-12-24328-08-7). Si tratta di 224 pagine in formato A4, interamente a colori, con testi in italiano.[4][3]

Il volume si divide in due grandi sezioni. La prima ospita otto articoli scientifici tematici scritti da specialisti internazionali. La seconda raccoglie schede sintetiche su ciascuno dei 23 paesi mediterranei inclusi nel progetto: Albania, Algeria, Cipro, Croazia, Egitto, Francia, Gibilterra, Grecia, Israele, Italia, Kosovo, Libano, Libia, Malta, Montenegro, Marocco, Palestina, Slovenia, Spagna, Siria, Tunisia e Turchia.[5][3]


Gli articoli scientifici: da Bakalowicz a Larocca

Il volume apre con un saggio di Sergio Orsini che inquadra il Mediterraneo come bacino geologicamente unitario. La sua storia tettonica — con la chiusura dell’Oceano Tetide e la convergenza delle placche africana, europea e arabica — ha generato vasti affioramenti di rocce carbonatiche, substrato ideale per il carsismo.[5]

Carole Nehme e Didier Cailhol firmano il capitolo sulla geomorfologia. I dati parlano chiaro: le rocce carbonatiche coprono circa il 39,5% dell’area mediterranea entro 250 km dalla costa e si estendono per il 33,6% della linea costiera totale (circa 14.000 km). Tre eventi geologici principali hanno determinato le caratteristiche del carsismo mediterraneo: la Crisi di Salinità Messiniana, i periodi freddi del Quaternario e la tettonica post-Miocenica.[6][7]

Il contributo di Michel Bakalowicz (Université de Montpellier) affronta le risorse idriche degli acquiferi carsici. I dati della mappa MEDKAM mostrano perdite medie annue di acqua carsica sotterranea pari a 436 milioni di m³ tra il 2003 e il 2020 nel bacino mediterraneo. Un dato che misura la pressione sugli acquiferi di un’area in cui il carsismo è spesso la principale fonte di acqua potabile.[6]

Le cavità di origine antropica — cisterne, acquedotti, ipogei rupestri — sono al centro del contributo di Carla Galeazzi, Roberto Bixio e Mario Parise, esperti della Commissione Nazionale Cavità Artificiali della SSI. La mappatura e classificazione di queste opere restituisce la misura di come le civiltà antiche del Mediterraneo abbiano sfruttato sistematicamente le caratteristiche geologiche del territorio.[8][9]


Grotte sacre, preistoria e biologia sotterranea

Il volume non si limita agli aspetti geologici. Filomena Papaleo ricostruisce il significato spirituale delle grotte nel Mediterraneo, con focus sulla diffusione del culto di San Michele Arcangelo tra Oriente e Occidente. L’uso cultuale delle grotte nell’area risale ad almeno 40.000 anni fa, e la stessa struttura simbolica — la discesa nel sottosuolo come contatto con forze ctonie — attraversa le civiltà mediterranee dal Neolitico all’alto Medioevo. Il Santuario di San Michele a Monte Sant’Angelo (Puglia) è patrimonio UNESCO dal 2011 ed è stato inserito da National Geographic tra le dieci grotte sacre più belle del mondo.[10][11][12]

L’archeospeleologo Felice Larocca, direttore del Centro di Ricerca Speleo-Archeologica “Enzo dei Medici”, offre una prospettiva mediterranea sull’utilizzo delle grotte da parte dell’uomo preistorico. Le cavità sono archivi paleontologici e paleoambientali di lunga durata, grazie ai microclimi stabili che hanno conservato reperti altrimenti dispersi.[13][14]

La biogeografia è trattata da Mattia Iannella: la complessa storia paleogeografica del Mediterraneo ha generato un mosaico biogeografico ricco di endemismi e relitti. Chiude la rassegna il contributo di Teo Delic e Ana Sofia Reboleira (CE3C, Centre for Ecology, Evolution and Environmental Changes) sulla speleobiologia mediterranea. Gli organismi sotterranei del Mediterraneo sono caratterizzati da cecità, depigmentazione e metabolismo rallentato. Nuove specie vengono descritte ogni anno: nel 2026 un ragno sotterraneo scoperto nelle grotte della Corsica ha confermato che la ricerca biospeleologica nel Mediterraneo è ancora in piena fase di esplorazione.[15][16][17]


Tetide APS e il contesto di un progetto in crescita

Tetide APS non è soltanto l’editrice del volume. L’associazione campana organizza il raduno internazionale Syphonia (l’edizione 2024 a Caselle in Pittari ha atteso circa 1.500 partecipanti europei), lo Speleo Young Summer Camp per giovani esploratori e spedizioni speleo-subacquee nel sistema del Bussento.[18][19][20]

A partire dal dicembre 2025, il progetto SpeleoMedit ha dato vita alla rivista internazionale Underground Vision – SpeleoMedit Magazine, il cui secondo numero (aprile 2026) esplora il patrimonio sotterraneo di Marocco, Israele, Turchia e altri paesi del bacino.[21][22]

Il volume SpeleoMedit – Speleologie del Mediterraneo è disponibile all’acquisto su: https://www.tetide.org/prodotto/speleomedit-ita/

SpeleoMedit – Speleologie del Mediterraneo!


Cos’è SpeleoMedit ITA (2026): Un volume scientifico di 224 pagine, curato da Ferdinando Didonna e Francesco Maurano, pubblicato da Tetide APS grazie al contributo del Ministero della Cultura italiano — la versione in italiano dell’edizione inglese del 2021.[scintilena +1]
Il cuore del volume si divide in due parti principali:
• 8 articoli scientifici su geomorfologia (Nehme & Cailhol), risorse idriche (Bakalowicz), cavità antropiche (Galeazzi, Bixio, Parise), grotte sacre e culto di San Michele (Papaleo), preistoria (Larocca), biogeografia (Iannella) e speleobiologia (Delic & Reboleira)[tetide +1]
• 23 schede paese che documentano grotte e carsismo di Albania, Algeria, Croazia, Cipro, Egitto, Francia, Gibilterra, Grecia, Israele, Italia, Kosovo, Libano, Libia, Malta, Montenegro, Marocco, Palestina, Slovenia, Spagna, Siria, Tunisia e Turchia[scintilena]
Dati chiave: le rocce carbonatiche coprono il ~39,5% dell’area mediterranea entro 250 km dalla costa; gli acquiferi carsici italiani forniscono circa il 40% dell’acqua potabile nazionale; tra il 2003 e il 2020, la perdita media annua di acqua carsica nel Mediterraneo è stata di 436 milioni di m³.

SpeleoMedit – Speleologie del Mediterraneo: Guida di Studio Approfondita


Panoramica dell’Opera

SpeleoMedit – Speleologie del Mediterraneo (edizione italiana, aprile 2026) è un volume scientifico di 224 pagine, formato A4, interamente a colori, curato da Ferdinando Didonna e Francesco Maurano e pubblicato da Tetide APS di Caselle in Pittari con il contributo della Direzione Generale Educazione, Ricerca e Istituti Culturali del Ministero della Cultura italiano. L’opera è la versione in lingua italiana di un progetto avviato nel 2021 in occasione dell’Anno Internazionale delle Grotte e del Carsismo (IYCK 2021), promosso dall’Associazione Tetide APS in collaborazione con la Società Speleologica Italiana. Il volume in lingua inglese era già disponibile dal 2021 (ISBN 978-88-89897-21-8, 226 pagine), mentre la nuova edizione italiana (ISBN 979-12-24328-08-7) si arricchisce di ulteriori contributi e aggiornamenti.[^1][^2][^3][^4]

L’opera è disponibile nello shop online di Tetide al prezzo di 30,00 € e rappresenta un riferimento imprescindibile per speleologi, geologi, idrologi, biologi e appassionati della cultura mediterranea.[^2]


Progetto SpeleoMedit: Origini e Sviluppo

La Nascita del Progetto

Il progetto SpeleoMedit nasce nel 2021, anno proclamato dall’Unione Internazionale di Speleologia (UIS) Anno Internazionale delle Grotte e del Carsismo, come portale dedicato alla promozione e valorizzazione della speleologia nei paesi del bacino mediterraneo. Il progetto nasce dalla collaborazione tra Tetide APS (con sede a Marina di Camerota, poi Caselle in Pittari, in Campania) e la Società Speleologica Italiana (SSI), con l’obiettivo di raccogliere e divulgare le conoscenze speleologiche di tutti i paesi che si affacciano sul Mar Mediterraneo.[^5][^4]

Componenti Multimediali del Progetto

SpeleoMedit è strutturato come un progetto multimediale che comprende:[^6][^4]

  • Una mostra fotografica curata dal fotografo spagnolo Victor Ferret, presentata in varie occasioni internazionali
  • Una pubblicazione tematica (il volume oggetto di questa guida)
  • Un poster sintetico presentato al Congresso UIS 2021 a Le Bourget-du-Lac (Savoia, Francia)
  • Una raccolta interattiva di schede paese sui paesi mediterranei

Il progetto ha coinvolto speleologi provenienti da 24 paesi: Albania, Algeria, Bosnia Erzegovina, Cipro, Croazia, Egitto, Francia, Gibilterra, Grecia, Israele, Kosovo, Libano, Libia, Malta, Marocco, Monaco, Montenegro, Palestina, Siria, Slovenia, Spagna, Tunisia e Turchia.[^6]

Sviluppo Internazionale

Il progetto ha avuto un respiro internazionale crescente. Al 3° Congresso Internazionale sul Carsismo, la Speleologia e la Valorizzazione del Patrimonio Naturale (Rabat, 2-5 novembre 2023), fu presentato un nuovo capitolo del progetto dedicato alle grotte del Marocco, finanziato dall’Istituto Italiano di Cultura a Rabat. Il progetto ha quindi assunto la dimensione di ambasciatore della speleologia italiana nel Mediterraneo.[^7][^6]

Il progetto è poi evoluto con la rivista Underground Vision – SpeleoMedit Magazine, la cui prima uscita (numero zero) risale a dicembre 2025, seguita dal secondo numero nell’aprile 2026.[^8][^5]


Struttura e Contenuti del Volume

Articoli Scientifici Tematici

Il volume ospita 8 articoli di carattere generale che offrono una panoramica interdisciplinare sull’area mediterranea, suddivisi nei seguenti argomenti:

1. Il Bacino Mediterraneo: Patrimonio Comune e Legame Geologico

(Sergio Orsini)

Il capitolo introduttivo inquadra il Mediterraneo come bacino geologic­amente unitario. Il bacino si è formato in seguito alla chiusura dell’oceano Tetide e alla lunga storia tettonica che ha accostato le placche africana, europea e arabica. Questa storia ha generato vasti affioramenti di rocce carbonatiche (calcari e dolomie), che rappresentano il substrato ideale per lo sviluppo dei fenomeni carsici. Il Mediterraneo è quindi descritto non solo come spazio geografico ma come patrimonio geologico condiviso, il cui sottosuolo custodisce un patrimonio speleologico unico al mondo.[^3]

2. Geomorfologia dell’Area Mediterranea

(Carole Nehme, Didier Cailhol)

Questo capitolo analizza le morfologie carsiche superficiali e profonde del bacino mediterraneo. Le rocce carbonatiche coprono circa il 39,5% dell’area mediterranea entro una fascia di 250 km dalla costa, e si estendono per circa il 33,6% (14.000 km) della linea costiera totale. I principali eventi geologici che hanno determinato le caratteristiche del carsismo mediterraneo sono tre:[^9][^10]

  • La Crisi di Salinità Messiniana (fine Miocene), che causò la profonda incisione delle valli verso il mare allora privo d’acqua (fino a 1.500-2.500 m sotto il livello attuale)
  • I periodi freddi del Quaternario, che determinarono l’erosione e la distruzione dell’epicarso oltre i 1.200-1.500 m di quota
  • La tettonica post-Miocenica, con strutture a horst e graben che favorirono l’idrotermalismo e l’apporto profondo di CO?

Il risultato è l’esistenza di grandi acquiferi carsici con strutture sviluppate a diverse profondità e notevoli capacità di immagazzinamento, talvolta connessi direttamente al mare.[^11][^10]

3. Carsismo del Mediterraneo e Risorse Idriche

(Michel Bakalowicz)

Michel Bakalowicz, uno dei massimi esperti mondiali di idrogeologia carsica (Université de Montpellier, 84 pubblicazioni e 1.746 citazioni nel settore), tratta le risorse idriche degli acquiferi carsici del Mediterraneo. Gli acquiferi carsici mediterranei presentano caratteristiche peculiari: grandi capacità di stoccaggio, strutture carsiche sviluppate a diverse profondità e, nelle aree costiere, la possibilità di connettersi al mare anche a grandi profondità.[^10][^11]

Punti chiave:

  • I calcari carbonatici del Mediterraneo sono stati soggetti a condizioni di sviluppo molto variegate e complesse[^10]
  • Il carsismo mediterraneo è spesso considerato il riferimento mondiale per lo studio del carsismo, poiché fu in quest’area che le morfologie carsiche furono descritte e studiate per la prima volta[^10]
  • Le risorse idriche carsiche sono strategiche ma vulnerabili, come confermato dalla mappa MEDKAM (Mediterranean Karst Aquifer Map and Database) in scala 1:5.000.000, che mostra anche le perdite medie annue di acqua carsica sotterranea pari a 436 milioni di m³ tra il 2003 e il 2020[^9]

4. Mappa dei Siti Scavati nella Roccia e Classificazione delle Opere Idrauliche

(Carla Galeazzi, Roberto Bixio, Mario Parise)

Questo contributo, realizzato da esperti della Commissione Nazionale Cavità Artificiali della SSI, affronta il patrimonio delle cavità di origine antropica nel bacino mediterraneo: cisterne, acquedotti, sistemi di captazione delle acque, sistemi di raccolta e ipogei rupestri. La mappatura e classificazione di queste opere è fondamentale per comprendere come le civiltà antiche del Mediterraneo abbiano sfruttato le caratteristiche geologiche del territorio. Gli studi hanno prodotto il Catasto Speleologico Nazionale delle Cavità Artificiali, un database che classifica le cavità in base alla tipologia, alle tecniche di costruzione e alle funzioni idrauliche.[^12][^13][^14]

5. Grotte Sacre nel Mediterraneo. La Diffusione del Culto di San Michele tra Oriente e Occidente

(Filomena Papaleo)

Il capitolo esplora il significato spirituale e cultuale delle grotte nel bacino mediterraneo, con particolare attenzione alla diffusione del culto di San Michele Arcangelo tra Oriente e Occidente. L’uso cultuale delle grotte nel Mediterraneo risale ad almeno 40.000 anni fa, con pitture e graffiti nelle celebri caverne di Altamira, Lascaux e Niaux. La stessa struttura simbolica — la discesa nel grembo della Terra, il contatto con forze ctonie, la guarigione attraverso l’acqua, la mediazione tra mondo dei vivi e dei morti — attraversa le grotte sacre del Mediterraneo dal Neolitico all’alto Medioevo.[^15]

Il Santuario di San Michele Arcangelo a Monte Sant’Angelo (Puglia), considerato il terzo complesso mondiale dedicato al culto dell’arcangelo, è inserito dal 2011 nella Lista del Patrimonio UNESCO nell’ambito del sito seriale “I Longobardi in Italia”. National Geographic lo ha inserito tra le dieci grotte sacre più belle del mondo, unico esempio italiano nella classifica.[^16][^17]

6. L’Uomo e le Grotte nella Preistoria: Una Prospettiva Mediterranea

(Felice Larocca)

Felice Larocca, direttore del Centro di Ricerca Speleo-Archeologica “Enzo dei Medici” e uno dei massimi esperti italiani di preistoria in grotta, offre una prospettiva mediterranea sull’utilizzo delle grotte da parte dell’uomo preistorico. Le grotte rappresentano archivi paleontologici e paleoambientali di lunga durata, grazie ai microclimi stabili e ai bassi livelli di disturbo che hanno conservato reperti altrimenti destinati alla dispersione. Nel bacino mediterraneo, le grotte hanno ospitato insediamenti umani, manifestazioni artistiche (arte rupestre), sepolture e attività rituali per decine di millenni.[^18][^19]

7. Biogeografia delle Grotte nel Mediterraneo

(Mattia Iannella)

Il capitolo analizza la distribuzione geografica della fauna ipogea nel bacino mediterraneo. La complessa storia paleogeografica del Mediterraneo — con cicli di apertura e chiusura del bacino, variazioni del livello del mare, periodi glaciali e interglaciali — ha generato un mosaico biogeografico straordinariamente ricco. La fauna ipogea italiana, ad esempio, è distribuita in 7 province biogeografiche caratterizzate da una certa omogeneità nei popolamenti ipogei. Temi chiave:[^20]

  • Origine e colonizzazione della fauna sotterranea mediterranea
  • Effetti delle glaciazioni pleistoceniche sulla distribuzione delle specie
  • Endemismi e relitti biogeografici nelle grotte mediterranee
  • Connessioni biogeografiche tra i paesi costieri del Mediterraneo

8. Speleobiologia Mediterranea

(Teo Delic, Ana Sofia Reboleira)

Teo Delic e Ana Sofia Reboleira (CE3C – Centre for Ecology, Evolution and Environmental Changes) trattano la biologia degli organismi sotterranei nel contesto mediterraneo. La biospeleologia — la scienza che studia la vita nelle caverne e nelle acque sotterranee — ha le sue radici proprio nel bacino mediterraneo: le prime osservazioni sulla fauna ipogea risalgono al 1537 in Italia (Covolo di Costozza, Veneto), e il Proteo (Proteus anguineus) fu descritto nel 1768 nelle cavità del Carso. Gli organismi sotterranei sono caratterizzati da:[^21][^22]

  • Cecità e depigmentazione (adattamenti all’oscurità permanente)
  • Appendici allungate per aumentare la sensibilità tattile
  • Metabolismo rallentato e longevità elevata
  • Altissima specializzazione ecologica con spesso distribuzione limitatissima

Il Mediterraneo ospita alcune specie di straordinaria rilevanza scientifica, come il ragno sotterraneo Troglohyphantes cyrnaeus, recentemente descritto per la prima volta per le grotte della Corsica, confermando che la ricerca speleobiologica nel Mediterraneo è ancora in piena fase di scoperta.[^23]


Schede Paese

Uno degli elementi più originali e pratici del volume è la raccolta di schede sintetiche per ciascuno dei 23 paesi mediterranei inclusi: Paese Caratteristiche principali del carsismo Albania Calcari del Dinaride, grotte con fiumi sotterranei Algeria Massicci montagnosi calcarei (Djurdjura, Aurès), grotte preistoriche Cipro Piccola isola con calcari cretacei, grotte costiere Croazia Ricco patrimonio carsico dinarico, sistema di grotte tra i più sviluppati del mondo Egitto Prevalentemente desertico, carsismo in formazioni gessose e nel Sinai Francia Sistema carsico di rilevanza mondiale (Grotte Chauvet, Lascaux), Causses e Ardèche Gibilterra Rocca calcarea con grotte di grande interesse geologico e preistorico Grecia Massicci calcarei del Peloponneso, Creta e Grecia continentale, importante carsismo subacqueo Israele Sale del Monte Sedom (grotte di sale), carsismo nel Negev e Galilea Italia Tra i più ricchi patrimoni speleologici al mondo: dalle Alpi al Cilento, dalla Puglia alla Sicilia Kosovo Emergente speleologia nei Balcani, calcari del Dinaride Libano Acquiferi carsici strategici per il Medio Oriente, Grotte di Jeita Libia Carsismo nei massicci del Jebel Akhdar e Nafusa Malta Piccolo arcipelago calcareo con grotte preistoriche (es. Ghar Dalam) di grande importanza Montenegro Eccezionale ricchezza carsica dei Balcani (Cañon del Tara, grotte dinariche) Marocco Carsismo nell’Atlante e nel Rif; importante archeologia preistorica sotterranea Palestina Grotte del Mar Morto, carsismo nella Giudea e nel Neguev settentrionale Slovenia Patria mondiale della speleologia: Grotta di Postumia, Skocjan (UNESCO), fauna cavernicola emblematica Spagna Arte rupestre paleolitica (Altamira), carsismo cantabrico, baleárico e andaluso Siria Carsismo nei massicci calcarei del Libano e dell’Ansariye Tunisia Carsismo nel nord montuoso, grotte preistoriche Turchia Uno dei paesi con la maggiore diversità carsica: Anatolia calcarea, rifugi sotterranei della Cappadocia, sale di Monte Sedom

[^24][^1][^3]


Temi Trasversali del Volume

Il Carsismo Mediterraneo: Chiave di Lettura

Il carsismo è il fenomeno geologico centrale di tutto il volume. Esso si genera quando l’acqua piovana, arricchita di CO? atmosferica formando acido carbonico, dissolve le rocce carbonatiche (calcari, dolomie) o evaporitiche (gessi). Le principali morfologie carsiche sono:[^25][^26][^27]

Superficiali:

  • Doline (depressioni circolari o ellittiche per collasso di cavità)
  • Karren (microsolchi di dissoluzione sulla roccia)
  • Valli cieche e polje
  • Inghiottitoi (dove i fiumi scompaiono nel sottosuolo)

Profonde:

  • Grotte, pozzi, abissi
  • Risorgenti e sorgenti carsiche
  • Concrezioni (stalattiti, stalagmiti, colonne, drappi)

[^28][^26][^25]

Le Acque Carsiche: Una Risorsa Strategica

Gli acquiferi carsici sono tra le risorse idriche più importanti e vulnerabili del pianeta. In Italia forniscono circa il 40% dell’acqua potabile nazionale (stimati in circa 410 milioni di m³/anno). La loro struttura geologica — rocce fessurate e cavità che favoriscono la rapida infiltrazione — li rende tuttavia altamente vulnerabili all’inquinamento: sostanze nocive possono raggiungere le falde in tempi brevissimi, senza significativi processi naturali di filtrazione. Il volume di Bakalowicz evidenzia che le perdite medie annue di acqua carsica sotterranea nell’area mediterranea tra il 2003 e il 2020 ammontano a 436 milioni di m³, un dato che sottolinea l’urgenza di una gestione sostenibile.[^29][^28][^9]

La Biodiversità Ipogea: Un Patrimonio Unico

La fauna sotterranea del Mediterraneo è tra le più ricche al mondo per numero di specie endemiche. La biospeleologia è nata ufficialmente nel 1831 con la scoperta di Leptodirus hohenwarti in Slovenia. Le specie cave­rnicole presentano adattamenti estremi all’oscurità totale e alla scarsità di nutrienti. Nel Mediterraneo, la complessa storia geologica e climatica ha moltiplicato gli eventi di isolamento e speciazione, generando un mosaico biogeografico eccezionale. Ogni anno vengono descritte nuove specie, segno che la ricerca è ancora in una fase attiva di scoperta.[^22][^30][^23][^20]


Il Ruolo della Tetide APS e il Contesto Speleologico

Tetide APS

L’Associazione di Promozione Sociale Tetide APS, con sede a Caselle in Pittari (SA) nel Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, è l’editrice e il motore culturale del progetto SpeleoMedit. Oltre alla pubblicazione del volume, Tetide organizza:[^31][^32]

  • Il Raduno Internazionale di Speleologia “Syphonia” (edizione 2024 a Caselle in Pittari con attesa di circa 1.500 partecipanti europei)[^33]
  • Lo Speleo Young Summer Camp per giovani esploratori (12-18 anni) nel Cilento[^34]
  • Spedizioni speleo-subacquee nella risorgenza del Bussento (progetto Hidden Cilento)[^32]
  • La rivista internazionale Underground Vision – SpeleoMedit Magazine[^8]

Underground Vision – SpeleoMedit Magazine

A partire dal dicembre 2025, il progetto SpeleoMedit si è ulteriormente evoluto con il lancio della rivista Underground Vision – SpeleoMedit Magazine, il cui secondo numero (aprile 2026) esplora il patrimonio sotterraneo del Mediterraneo e oltre, trattando sistemi carsici internazionali come la Grotta Chaara in Marocco, le cavità di sale del Monte Sedom in Israele e i rifugi sotterranei di Kayseri in Turchia.[^5][^8]


Il Contributo del Ministero della Cultura

La traduzione e pubblicazione dell’edizione italiana di SpeleoMedit è stata resa possibile grazie al contributo della Direzione Generale Educazione, Ricerca e Istituti Culturali del Ministero della Cultura italiano (DGERIC). Questo dicastero gestisce il sistema dei contributi statali alle istituzioni culturali (ai sensi della legge 17 ottobre 1996, n. 534), con finanziamenti triennali destinati a supportare progetti di rilevanza culturale. Il riconoscimento ministeriale a SpeleoMedit attesta il valore scientifico e culturale del progetto e il suo contributo alla valorizzazione del patrimonio naturale e culturale sotterraneo italiano nel contesto mediterraneo.[^35][^36]


Perché Studiare SpeleoMedit

Rilevanza Scientifica e Didattica

L’opera affronta la speleologia in chiave interdisciplinare, integrando:

  • Geomorfologia e geologia del carsismo mediterraneo
  • Idrogeologia e gestione delle risorse idriche sotterranee
  • Biogeografia e biologia degli organismi ipogei
  • Archeologia preistorica e le origini dell’utilizzo umano delle grotte
  • Storia delle religioni e i culti legati alle grotte
  • Ingegneria idraulica antica e cavità artificiali

Significato per la Conservazione

I sistemi carsici mediterranei sono ecosistemi di altissimo valore e fragilità. Essi:

  • Forniscono acqua potabile a milioni di persone in tutto il bacino[^29][^9]
  • Ospitano biodiversità unica e spesso non ancora catalogata[^23][^22]
  • Costituiscono archivi paleoambientali insostituibili[^18]
  • Sono vulnerabili all’inquinamento chimico, all’urbanizzazione e ai cambiamenti climatici[^28]

Il volume SpeleoMedit contribuisce a diffondere la consapevolezza di questo patrimonio, supportando politiche di tutela e gestione sostenibile.


Scheda Bibliografica

Campo Dettaglio Titolo SpeleoMedit – Speleologie del Mediterraneo Sottotitolo Panoramica delle grotte e del carsismo dei paesi del Mediterraneo Curatori Ferdinando Didonna e Francesco Maurano (Eds.) Editore Tetide APS – Caselle in Pittari Anno 2026 (finito di stampare: aprile 2026) ISBN 979-12-24328-08-7 Formato A4, 224 pagine, a colori, lingua italiana Prezzo 30,00 € Dove acquistare https://www.tetide.org/prodotto/speleomedit-ita/ Edizione inglese SpeleoMedit – Mediterranean Speleology (2021), ISBN 978-88-89897-21-8

[^1][^2]


Domande di Ripasso

  1. In che anno e in quale contesto internazionale nasce il progetto SpeleoMedit?
    Nel 2021, in occasione dell’Anno Internazionale delle Grotte e del Carsismo (IYCK 2021), promosso da Tetide APS e dalla SSI.
  2. Quali sono i tre eventi geologici principali che hanno determinato le caratteristiche degli acquiferi carsici mediterranei?
    La Crisi di Salinità Messiniana, i periodi freddi del Quaternario e la tettonica post-Miocenica.
  3. Che percentuale dell’area mediterranea è coperta da rocce carbonatiche?
    Circa il 39,5% entro 250 km dalla costa.
  4. Cosa si intende per “fauna troglobia” e quali adattamenti la caratterizzano?
    Fauna che vive esclusivamente in ambienti sotterranei, caratterizzata da cecità, depigmentazione e appendici allungate.
  5. Qual è il contributo di Michel Bakalowicz al volume? Di quale istituzione è membro?
    Tratta le risorse idriche degli acquiferi carsici mediterranei; è affiliato all’Université de Montpellier.
  6. Quale contributo è dedicato alle cavità antropiche? Chi ne sono gli autori?
    Il contributo di Carla Galeazzi, Roberto Bixio e Mario Parise sulla mappa dei siti scavati nella roccia e le opere idrauliche.
  7. Qual è la relazione tra il Santuario di San Michele Arcangelo a Monte Sant’Angelo e la speleologia culturale?
    È un esempio emblematico di grotta sacra del Mediterraneo, patrimonio UNESCO dal 2011 e tra le dieci grotte sacre più belle del mondo secondo National Geographic.
  8. Perché gli acquiferi carsici sono particolarmente vulnerabili all’inquinamento?
    Perché le rocce fessurate e le cavità consentono all’acqua (e agli inquinanti) di muoversi rapidamente nel sottosuolo senza adeguata filtrazione naturale.
  9. Quali paesi sono rappresentati nelle schede paese del volume?
    Albania, Algeria, Cipro, Croazia, Egitto, Francia, Gibilterra, Grecia, Israele, Italia, Kosovo, Libano, Libia, Malta, Montenegro, Marocco, Palestina, Slovenia, Spagna, Siria, Tunisia, Turchia (23 paesi).
  10. Quale rivista ha fatto il suo debutto a dicembre 2025 come evoluzione del progetto SpeleoMedit?
    Underground Vision – SpeleoMedit Magazine.

References

  1. SpeleoMedit – Uno sguardo sulle grotte e il carsismo dell’area … – E’ in vendita SpeleoMedit, Speleologia del Mediterraneo, volume di 226 pagine, disponibile in lingua…
  2. SpeleoMedit. Speleologie del Mediterraneo – Libro – Acquista SpeleoMedit. Speleologie del Mediterraneo a €28,50 e senza spese di spedizione su Libreria …
  3. SpeleoMedit – Volume – Tetide
  4. Speleomedit: un progetto multimediale internazionale per l’Anno … – *L’Associazione Tetide e la Società Speleologica Italiana sono i promotori di Speleomedit, una colla…
  5. Underground Vision – SpeleoMedit Magazine: il secondo numero … – Underground Vision – SpeleoMedit Magazine: il secondo numero esplora il patrimonio sotterraneo del M…
  6. Speleomedit – Un progetto multimediale sulla speleologia nel Mediterraneo – Scintilena – ## Italia Speleologica, una collaborazione tra TETIDE APS e la Società Speleologica Italiana, presen…
  7. SPELEOMEDIT: Italia Speleologica – Tetide – Vi invitiamo a immergervi nel nostro viaggio attraverso questa esposizione creata da TETIDE con la c…
  8. Underground Vision – La Nuova Rivista Internazionale di … – Il numero zero di Underground Vision – SpeleoMedit Magazine dedica ampio spazio alle esplorazioni e …
  9. Carbonate rocks and karst water resources in the Mediterranean … – This study quantifies the carbonate rocks in the Mediterranean region and shows their importance for…
  10. Karst and karst groundwater resources in the Mediterranean – This paper is an attempt to characterize the various types of carbonate karst aquifers present in th…
  11. Environ Earth Sci 2015 Karst and Karst Groundwater Resources in … – This document discusses karst and karst groundwater resources in the Mediterranean region. It notes …
  12. Convegno: Cavità di origine antropica, modalità d’indagine, aspetti … – Roma, 1 dicembre 2017
    Convegno nazionale “Cavità di origine antropica, modalità d’indagine, aspetti …
  13. All’Insegna del Giglio
  14. Cavità di origine antropica,
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  25. Il carsismo | G.M.P.E. – Gruppo Mineralogico Paleontologico Euganeo – Il carsismo è una particolare forma di modellamento superficiale e sotterraneo causata dall’azione d…
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  27. Carsismo – Wikipedia – Il carsismo indica il processo chimico esercitato dall’acqua, in gran parte su rocce calcaree, sia d…
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Fonti consultate

  • Tetide APS – Shop SpeleoMedit ITA: https://www.tetide.org/prodotto/speleomedit-ita/
  • Scintilena – SpeleoMedit, uno sguardo sulle grotte e il carsismo dell’area mediterranea: https://www.scintilena.com/speleomedit-uno-sguardo-sulle-grotte-e-il-carsismo-dellarea-mediterranea/01/06/
  • Scintilena – SpeleoMedit, un progetto multimediale internazionale per l’Anno delle Grotte e del Carsismo 2021: https://www.scintilena.com/speleomedit-un-progetto-multimediale-internazionale-per-lanno-delle-grotte-e-del-carsismo-2021/01/27/
  • Scintilena – SpeleoMedit, un progetto multimediale sulla speleologia nel Mediterraneo: https://www.scintilena.com/speleomedit-un-progetto-multimediale-sulla-speleologia-nel-mediterraneo/11/28/
  • Libreria Universitaria – Scheda volume SpeleoMedit ITA: https://www.libreriauniversitaria.it/speleomedit-speleologie-mediterraneo-tetide-aps/libro/9791224328087
  • Librerie Coop – Scheda edizione inglese SpeleoMedit: https://www.librerie.coop/libri/9788889897218-speleomedit-mediterranean-speleology-panoramic-view-of-caves-and-karst-of-mediterr
  • Tetide APS – SpeleoMedit: Italia Speleologica: https://www.tetide.org/progetti/speleomedit/speleomedit-italia-speleologica/
  • Tetide APS – Summer Camp Speleo Young 2025: https://www.tetide.org/esperienze/summer-camp-speleo-young-2025/
  • Scintilena – Underground Vision: la nuova rivista internazionale di speleologia: https://www.scintilena.com/underground-vision-la-nuova-rivista-internazionale-di-speleologia-fa-il-suo-debutto/12/13/
  • Scintilena – Underground Vision, secondo numero: https://www.scintilena.com/underground-vision-speleomedit-magazine-il-secondo-numero-esplora-il-patrimonio-sotterraneo-del-medit
  • Scintilena – Grotte sacre del Mediterraneo: https://www.scintilena.com/grotte-sacre-del-mediterraneo-dal-culto-della-dea-madre-a-mitra-il-viaggio-millenario-della-spiritual
  • Scintilena – Syphonia 2024: https://www.scintilena.com/syphonia-2024-il-mondo-della-speleologia-si-incontra-a-caselle-in-pittari/12/28/
  • EuroSpeleo – Prima circolare Syphonia 2024: https://www.eurospeleo.eu/wp-content/uploads/2024/02/16th_ESF_Syphonia2024_first_cicular.pdf
  • IRIS Uniro­ma1 – Carbonate rocks and karst water resources in the Mediterranean: https://iris.uniroma1.it/handle/11573/1720600
  • Digital Commons USF – Karst and karst groundwater resources in the Mediterranean (Bakalowicz 2015): https://digitalcommons.usf.edu/kip_articles/3101/
  • CE3C – Mediterranean Speleobiology (Delic & Reboleira): https://www.ce3c.pt/research/publications/books-book-chapters/mediterranean-speleology
  • Scintilena – Un ragno delle grotte scoperto in Corsica: https://www.scintilena.com/un-ragno-delle-grotte-scoperto-in-corsica-riporta-indietro-lorologio-di-milioni-di-anni-un-fossile-vi
  • Archeologia Voci dal Passato – Felice Larocca: https://archeologiavocidalpassato.com/tag/felice-larocca/
  • La Città dei Due Siti UNESCO – Santuario di San Michele Arcangelo: https://lacittadeiduesitiunesco.it/spirito/premiato-il-santuario-di-san-michele-arcangelo/
  • Longobardi in Italia – Grotte sacre e National Geographic: https://longobardinitalia.it/eventi/10-grotte-sacre-scelte-nel-mondo-dal-national-geographic-lunica-italiana-e-la-grotta-di-san-
  • Ministero della Cultura – Contributi alle istituzioni culturali: https://dgeric.cultura.gov.it/contributi-alle-istituzioni-culturali-al-via-le-domande-per-il-triennio-2024-2026/
  • Earth-prints – Cavità di origine antropica (Galeazzi, Bixio, Parise): https://www.earth-prints.org/server/api/core/bitstreams/a1d5b727-2155-4a0a-93d1-a94b59821524/content

Fonti
[1] Speleomedit: un progetto multimediale internazionale per l’Anno … https://www.scintilena.com/speleomedit-un-progetto-multimediale-internazionale-per-lanno-delle-grotte-e-del-carsismo-2021/01/27/
[2] Speleomedit. Mediterranean speleology. Panoramic view of caves … https://www.librerie.coop/libri/9788889897218-speleomedit-mediterranean-speleology-panoramic-view-of-caves-and-karst-of-mediterranean-countries-ssi/
[3] SpeleoMedit – Uno sguardo sulle grotte e il carsismo dell’area … https://www.scintilena.com/speleomedit-uno-sguardo-sulle-grotte-e-il-carsismo-dellarea-mediterranea/01/06/
[4] SpeleoMedit. Speleologie del Mediterraneo – Libro https://www.libreriauniversitaria.it/speleomedit-speleologie-mediterraneo-tetide-aps/libro/9791224328087
[5] SpeleoMedit – Volume – Tetide https://www.tetide.org/prodotto/speleomedit-volume/
[6] Carbonate rocks and karst water resources in the Mediterranean … https://iris.uniroma1.it/handle/11573/1720600
[7] Karst and karst groundwater resources in the Mediterranean https://digitalcommons.usf.edu/kip_articles/3101/
[8] Convegno: Cavità di origine antropica, modalità d’indagine, aspetti … https://www.scintilena.com/convegno-cavita-di-origine-antropica-modalita-dindagine-aspetti-di-catalogazione-analisi-della-pericolosita-monitoraggio-e-valorizzazione/11/28/
[9] Cavità di origine antropica, https://www.earth-prints.org/server/api/core/bitstreams/a1d5b727-2155-4a0a-93d1-a94b59821524/content
[10] Grotte sacre del Mediterraneo: dal culto della Dea Madre a Mitra, il … https://www.scintilena.com/grotte-sacre-del-mediterraneo-dal-culto-della-dea-madre-a-mitra-il-viaggio-millenario-della-spiritualita-sotterranea/02/21/
[11] È in Puglia una delle grotte sacre più belle del mondo https://lacittadeiduesitiunesco.it/spirito/premiato-il-santuario-di-san-michele-arcangelo/
[12] 10 Grotte Sacre scelte nel mondo dal National Geographic, l’unica … https://longobardinitalia.it/eventi/10-grotte-sacre-scelte-nel-mondo-dal-national-geographic-lunica-italiana-e-la-grotta-di-san-michele-di-monte-santangelo/
[13] Felice Larocca | archeologiavocidalpassato https://archeologiavocidalpassato.com/tag/felice-larocca/
[14] Speleologia e Archeologia: Scoperte nelle Grotte Italiane – Scintilena https://www.scintilena.com/speleologia-e-archeologia-scoperte-nelle-grotte-italiane/04/08/
[15] Italodytes stammeri Animale di Grotta dell’Anno 2021 – Scintilena https://www.scintilena.com/italodytes-stammeri-animale-di-grotta-dellanno-2021/01/06/
[16] Publications – CE3C https://www.ce3c.pt/research/publications/books-book-chapters/mediterranean-speleobiology
[17] Un ragno delle grotte scoperto in Corsica riporta indietro l’orologio di … https://www.scintilena.com/un-ragno-delle-grotte-scoperto-in-corsica-riporta-indietro-lorologio-di-milioni-di-anni-un-fossile-vivente-che-risale-a-19-milioni-di-anni-fa/03/11/
[18] Tetide APS https://www.eurospeleo.eu/wp-content/uploads/2024/02/16th_ESF_Syphonia2024_first_cicular.pdf
[19] Tetide APS lancia il Summer Camp Speleo Young 2025 – Scintilena https://www.scintilena.com/tetide-aps-lancia-il-summer-camp-speleo-young-2025-per-vivere-la-natura-esplorare-e-crescere/05/06/
[20] Alla scoperta del Bussento sommerso: 10 giorni di esplorazione … https://www.scintilena.com/alla-scoperta-del-bussento-sommerso-10-giorni-di-esplorazione-speleosubacquea-nella-risorgenza-di-morigerati/12/20/
[21] Underground Vision – La Nuova Rivista Internazionale di … https://www.scintilena.com/underground-vision-la-nuova-rivista-internazionale-di-speleologia-fa-il-suo-debutto/12/13/
[22] Underground Vision – SpeleoMedit Magazine: il secondo numero … https://www.scintilena.com/underground-vision-speleomedit-magazine-il-secondo-numero-esplora-il-patrimonio-sotterraneo-del-mediterraneo-e-oltre/04/11/
[23] 01-Introduzione-alla-speleologia.ppt.txt https://ppl-ai-file-upload.s3.amazonaws.com/web/direct-files/collection_08c39ce1-fb5a-4696-a8a1-73d261c2e891/86d36e7b-fb33-423c-9ed5-5859bb837351/01-Introduzione-alla-speleologia.ppt.txt
[24] 02-Evoluzione-speleo-italia.ppt.txt https://ppl-ai-file-upload.s3.amazonaws.com/web/direct-files/collection_08c39ce1-fb5a-4696-a8a1-73d261c2e891/35124a74-892b-451f-9c91-aa405245406d/02-Evoluzione-speleo-italia.ppt.txt
[25] 03-Speleologia-e-ricerca-scientifica.ppt.txt https://ppl-ai-file-upload.s3.amazonaws.com/web/direct-files/collection_08c39ce1-fb5a-4696-a8a1-73d261c2e891/2e8b1d27-c01e-4793-9b8a-e405da6de545/03-Speleologia-e-ricerca-scientifica.ppt.txt

L'articolo SpeleoMedit in italiano: il Ministero della Cultura finanzia la prima panoramica sulle grotte del Mediterraneo proviene da Scintilena.

Workshop Nazionale sui Chirotteri al Parco dei Monti Lucretili: a Palombara Sabina la formazione sulle Linee Guida ISPRA per il recupero e la riabilitazione dei pipistrelli

Apríl 27th 2026 at 06:00

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Veterinari, operatori CRAS e tecnici faunistici si riuniscono il 16 e 17 maggio 2026 per applicare il nuovo manuale ISPRA dedicato al recupero dei chirotteri in Italia

Si terrà il 16 e 17 maggio 2026 presso la sede del Parco Naturale Regionale dei Monti Lucretili, in Viale Adriano Petrocchi 11 a Palombara Sabina (RM), un workshop nazionale dedicato all’applicazione pratica delle Linee Guida ISPRA per il recupero e la riabilitazione dei chirotteri (MLG 210/2025). L’iniziativa è organizzata da Tutela Pipistrelli APS, associazione impegnata da anni nella tutela e nella conservazione di questi mammiferi, con il patrocinio di ISPRA, Regione Lazio, Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Lazio e della Toscana, Parco Naturale dei Monti Lucretili, S.I.E.F., Sivas Zoo e La Scintilena.[1][2]

https://www.facebook.com/share/18hdXfRMM8/?mibextid=wwXIfr


Il ruolo ecologico dei chirotteri: perché tutelarli

I pipistrelli sono i soli mammiferi capaci di volo attivo, grazie al patagio, la membrana alare sostenuta da dita allungate. In Italia sono presenti 36 specie, tutte insettivore, che svolgono un servizio ecologico insostituibile: si nutrono di grandi quantità di insetti notturni — ditteri, coleotteri, lepidotteri, ortotteri e ragni — contribuendo al controllo naturale delle popolazioni di parassiti agricoli e forestali. Studi condotti in vigneti biologici documentano come la loro attività sia significativamente più elevata nelle aziende che adottano pratiche sostenibili, con un effetto diretto sulla riduzione dell’uso di pesticidi.[3][4][5]

Il valore economico di questi servizi è considerevole: stime statunitensi pubblicati su Science (2011) calcolano un risparmio di circa 22,9 miliardi di dollari l’anno per il settore agroindustriale, riconducibile alla sola attività insettivora dei pipistrelli. A livello globale, oltre 500 specie di piante dipendono dai chirotteri per l’impollinazione, tra cui mango, banana, agave e guava. Nelle foreste tropicali, la dispersione dei semi da parte dei pipistrelli frugivori è talmente intrecciata con la sopravvivenza delle specie vegetali che l’estinzione dei primi causerebbe quella delle seconde.[4][6][7]

I chirotteri sono anche eccellenti bioindicatori della salute degli ecosistemi: le variazioni nelle loro popolazioni segnalano cambiamenti nella biodiversità, nell’uso del suolo e nella qualità delle acque. Questo aspetto li rende di grande interesse per la speleologia: le grotte costituiscono i loro principali rifugi invernali per il letargo e, spesso, i siti riproduttivi estivi. Il guano prodotto all’interno delle cavità alimenta l’intera catena trofica cavernicola, rendendo i chirotteri veri custodi della biodiversità ipogea.[7][8][9][3]


Un declino preoccupante: minacce e tutele

Nonostante la loro importanza, le popolazioni di pipistrelli sono in forte declino in tutta Europa. I principali fattori di pressione includono la perdita di habitat, l’uso di pesticidi, il disturbo ai rifugi e i cambiamenti climatici, che alterano i cicli biologici di emergenza, ibernazione e riproduzione. Un recente studio italiano ha rilevato quattro specie di chirotteri a quote superiori ai 3.000 metri sulle Alpi, battendo ogni record mondiale di quota, a conferma della loro straordinaria plasticità adattativa ma anche del mutamento in corso dei loro areali.[10][11][12][13]

In Italia, tutti i chirotteri sono specie particolarmente protette dalla L. 157/1992, che punisce l’abbattimento, la cattura e la detenzione non autorizzata con arresto da 2 a 8 mesi o ammenda fino a 2.065 euro. La Direttiva Habitat 92/43/CEE include tutte le specie italiane nell’Allegato IV, con alcune nel più restrittivo Allegato II. L’accordo internazionale EUROBATS (ratificato dall’Italia nel 2005) completa il quadro normativo con disposizioni specifiche sulla protezione dei siti di rifugio e delle aree di foraggiamento.[14][15][16]


Le Linee Guida ISPRA MLG 210/2025: uno strumento atteso da anni

Nel dicembre 2025, a dieci anni dal primo convegno nazionale sul soccorso ai chirotteri (CHIRecuperO, 2016), ISPRA ha pubblicato le Linee guida per il recupero e la riabilitazione dei chirotteri, il primo riferimento tecnico-scientifico uniforme in Italia per la gestione di questi animali in difficoltà. Quattro delle autrici del manuale sono volontarie dell’associazione Tutela Pipistrelli.[2][17][18][1]

Il documento comprende sezioni dedicate alla raccolta e alla prima valutazione clinica del soggetto trovato a terra, ai protocolli di stabulazione (temperatura, umidità, rifugi, socialità), alla diagnosi veterinaria delle patologie più comuni, alle tecniche chirurgiche compatibili con l’anatomia dei chirotteri, alla reidratazione e all’alimentazione in cattività con larve di Tenebrio molitor adeguatamente arricchite, fino ai criteri per valutare l’idoneità al rilascio. Una sezione è dedicata alla sorveglianza sanitaria e ai rischi per gli operatori: i chirotteri possono essere portatori di Lyssavirus, per cui si raccomanda la vaccinazione preventiva antirabica per chi li maneggia professionalmente.[19][20]


Il workshop: due giorni di formazione operativa

Il workshop affronta l’intero ciclo di gestione del chirottero in difficoltà, con una struttura che alterna teoria e pratica:[1]

  • Normativa e gestione sanitaria
  • Rischi sanitari, Lyssavirus e dispositivi di protezione individuale
  • Valutazione clinica e gestione delle lesioni
  • Chirurgia nei chirotteri
  • Gestione in cattività e riabilitazione
  • Criteri di rilascio e confronto tra operatori

L’evento rilascia 15 crediti SPC (Sviluppo Professionale Continuo) per veterinari, tramite il provider ABIVET, e l’attestato di partecipazione. È rivolto a medici veterinari, operatori CRAS, tecnici faunistici e volontari specializzati. I posti sono limitati e l’iscrizione è obbligatoria; la partecipazione a entrambe le giornate è richiesta per il rilascio dei crediti.[1]

Il contributo di partecipazione (100 € quota esterna, 60 € per i soci) sostiene le attività di recupero e riabilitazione dei chirotteri, la gestione delle strutture di accoglienza e le attività di conservazione e formazione, ai sensi dell’art. 7 del D.Lgs. 117/2017.[1]


Informazioni e iscrizioni

Per partecipare al workshop e per ulteriori informazioni, compreso il programma completo, è possibile visitare il sito ufficiale dell’associazione: www.tutelapipistrelli.it

O la pagina Facebook:

https://www.facebook.com/share/18hdXfRMM8/?mibextid=wwXIfr


Fonti consultate

Fonti
[1] Workshop Nazionale sui Chirotteri nel Parco dei Monti Lucretili https://www.scintilena.com/workshop-nazionale-sui-chirotteri-nel-parco-dei-monti-lucretili-al-via-la-formazione-sulle-linee-guida-ispra/04/15/
[2] Pubblicate le Linee guida per il recupero e la riabilitazione dei … https://www.veterinariapreventiva.it/esterne/fauna-selvatica-ed-esotica-esterne/pubblicate-le-linee-guida-recupero-la-riabilitazione-dei-chirotteri
[3] 29-Pipistrelli-troglofili.ppt.txt https://ppl-ai-file-upload.s3.amazonaws.com/web/direct-files/collection_20f3b7e0-4dab-4445-b61b-1527af169439/625cc695-5181-4b61-a582-f2e8be745602/29-Pipistrelli-troglofili.ppt.txt
[4] L’importanza dei pipistrelli in agricoltura – Georgofili.info https://www.georgofili.info/contenuti/l-importanza-dei-pipistrelli-in-agricoltura/1179
[5] Equilibrio tra pipistrelli e agricoltura montana: una ricerca italiana … https://www.scintilena.com/equilibrio-tra-pipistrelli-e-agricoltura-montana-una-ricerca-italiana-rivela-le-chiavi-per-conservare-la-biodiversita/01/03/
[6] I pipistrelli: mediatori naturali per il controllo degli insetti – Union B.I.O. https://unionbio.it/pipistrelli-controllo-insetti/
[7] L’importanza dei pipistrelli per gli ecosistemi globali – Scintilena https://www.scintilena.com/limportanza-dei-pipistrelli-per-gli-ecosistemi-globali/08/23/
[8] [PDF] Quaderni di Conservazione della Natura – ISPRA https://www.isprambiente.gov.it/files/pubblicazioni/quaderni/conservazione-natura/files/6730_19_qcn_monitoraggio_chirotteri.pdf
[9] Pipistrelli e Grotte: I Chirotteri Come Custodi della Biodiversità negli … https://www.scintilena.com/pipistrelli-e-grotte-i-chirotteri-come-custodi-della-biodiversita-negli-ambienti-carsici/01/03/
[10] Bat Appreciation Day: il 17 aprile si celebra la Giornata … – Scintilena https://www.scintilena.com/bat-appreciation-day-il-17-aprile-si-celebra-la-giornata-internazionale-dei-pipistrelli/04/17/
[11] Cambiamenti Climatici e Pipistrelli: Nuova Ricerca Italiana – Scintilena https://www.scintilena.com/cambiamenti-climatici-e-pipistrelli-nuova-ricerca-italiana/01/15/
[12] [PDF] Piano d’Azione per i Chirotteri in Lombardia https://www.regione.lombardia.it/wps/wcm/connect/22a75760-0546-40b6-ade7-c3896c6bc2ef/PIANO+D%E2%80%99AZIONE+PER+I+CHIROTTERI+IN+LOMBARDIA.pdf?MOD=AJPERES&CACHEID=22a75760-0546-40b6-ade7-c3896c6bc2ef
[13] Pipistrelli da record: Sulle Alpi a oltre 3000 metri ridisegnano la … https://www.scintilena.com/125317-2/04/23/
[14] Pipistrelli, cosa dice la legge in Italia | TutelaPipistrelli.it https://www.tutelapipistrelli.it/2012/09/28/pipistrelli-cosa-dice-la-legge-in-italia/
[15] [PDF] Normative in materia di tutela faunistica che si applicano ai chirotteri https://www.mammiferi.org/wp-content/uploads/2018/07/normative_tutela_chirotteri-2.pdf
[16] Norme di tutela – Mammiferi – Associazione Teriologica Italiana https://www.mammiferi.org/pipistrelli/norme-di-tutela/
[17] Chirotteri, l’ISPRA pubblica le linee guida per il recupero … – Scintilena https://www.scintilena.com/chirotteri-lpubblica-le-linee-guida-per-il-recupero-e-la-riabilitazione-dei-pipistrelli/12/10/
[18] LINEE GUIDA RECUPERO E RIABILITAZIONE CHIROTTERI https://www.tutelapipistrelli.it/2026/01/22/linee-guida-recupero-e-riabilitazione-chirotteri/
[19] MLG-210-2025.pdf https://ppl-ai-file-upload.s3.amazonaws.com/web/direct-files/collection_20f3b7e0-4dab-4445-b61b-1527af169439/5bd206d7-8803-4143-b3f0-ed44083580d9/MLG-210-2025.pdf
[20] Pipistrelli e rischi sanitari – Centro Regionale Chirotteri https://www.centroregionalechirotteri.org/pip_rischi.php

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  • Cimitero di relitti nello Stretto di Gibilterra: 2.500 anni di storia sui fondali
    Condividi Rotte obbligate, attese forzate, battaglie navali: oltre cento navi raccontano il passato di uno dei passaggi marittimi più pericolosi del Mediterraneo Tra Europa e Africa, dove il Mediterraneo si apre verso l’Atlantico, lo Stretto di Gibilterra rappresenta da millenni un passaggio obbligato per la navigazione. Un luogo strategico, affollato e spesso ostile, che oggi rivela una nuova dimensione: quella di un immenso archivio sommerso. Una recente indagine archeologica, condotta n
     

Cimitero di relitti nello Stretto di Gibilterra: 2.500 anni di storia sui fondali

Apríl 27th 2026 at 05:00

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Rotte obbligate, attese forzate, battaglie navali: oltre cento navi raccontano il passato di uno dei passaggi marittimi più pericolosi del Mediterraneo

Tra Europa e Africa, dove il Mediterraneo si apre verso l’Atlantico, lo Stretto di Gibilterra rappresenta da millenni un passaggio obbligato per la navigazione. Un luogo strategico, affollato e spesso ostile, che oggi rivela una nuova dimensione: quella di un immenso archivio sommerso.

Una recente indagine archeologica, condotta nell’ambito del progetto Herakles, ha portato alla scoperta di un vero e proprio “cimitero di relitti” nella Baia di Algeciras, all’estremità orientale dello stretto. Qui, in un’area relativamente ristretta, sono stati identificati 151 siti archeologici, tra cui i resti di oltre cento imbarcazioni naufragate nel corso di circa 2.500 anni.

Un nodo cruciale della navigazione

Separando il Nord Africa dall’Europa e collegando due grandi bacini marini, lo stretto ha sempre avuto un ruolo centrale nelle rotte commerciali e militari. Non sorprende quindi che la Baia di Algeciras sia stata teatro di eventi storici rilevanti, come la Battaglia di Gibilterra e la Prima battaglia di Algeciras.

Ma il fattore determinante non è stato solo il conflitto. Come sottolineano i ricercatori, molte delle navi che attraversavano lo stretto erano costrette a fermarsi in rada, in attesa di condizioni meteorologiche favorevoli. Proprio queste soste prolungate, in un contesto ambientale complesso e spesso imprevedibile, hanno contribuito a trasformare la baia in una trappola.

Un mosaico di culture sui fondali

Uno degli aspetti più sorprendenti dello studio è la varietà dei relitti individuati. Navi provenienti da tutta Europa — olandesi, veneziane, spagnole, inglesi — testimoniano il carattere internazionale di questa rotta. Un crocevia dove si incrociano commerci, guerre e migrazioni.

Tra i reperti più antichi figurano imbarcazioni di epoca punica (V secolo a.C.), mentre ben 25 relitti risalgono al periodo dell’Impero Romano, quando Roma controllava entrambe le sponde dello stretto.

Particolarmente interessanti sono anche i ritrovamenti medievali, che potrebbero fornire nuove informazioni sulla navigazione nel periodo della presenza islamica nella penisola iberica — una fase ancora poco documentata sotto il profilo archeologico subacqueo.

Dalla guerra di corsa ai “maiali” della Seconda guerra mondiale

Il racconto prosegue fino all’età moderna e contemporanea. Tra i relitti identificati figura il Puente Mayorga IV, una cannoniera spagnola del XVIII secolo progettata per attacchi furtivi contro la flotta britannica, capace di mimetizzarsi tra le imbarcazioni da pesca.

Ancora più vicino a noi nel tempo è il ritrovamento di un Maiale, il celebre siluro a lenta corsa utilizzato dalla marina italiana durante la Seconda Guerra Mondiale. Questi mezzi trasportavano operatori subacquei incaricati di collocare cariche esplosive sotto le navi nemiche ancorate, rappresentando una soluzione ingegnosa in condizioni di inferiorità navale.

Un patrimonio fragile

Oggi questo straordinario patrimonio è esposto a rischi concreti: attività di dragaggio, sviluppo costiero e cambiamenti climatici minacciano l’integrità di relitti rimasti per secoli protetti dai sedimenti.

Per questo motivo, i ricercatori auspicano l’adozione di misure di tutela efficaci. Parallelamente, stanno lavorando alla realizzazione di modelli digitali e ricostruzioni immersive, che permettano di esplorare virtualmente questi siti senza comprometterne la conservazione.

In fondo, il fondale della Baia di Algeciras non è un deposito di relitti: è una stratificazione di storie, rotte e incontri. Un paesaggio sommerso che, come una grande grotta, conserva nel silenzio tracce preziose del nostro passato.

Fonte: Smithsonian Magazine – https://www.smithsonianmag.com/smart-news/in-a-graveyard-of-shipwrecks-between-europe-and-africa-archaeologists-discovered-vessels-doomed-over-thousands-of-years-180988605/ – Michele Debczak – 24 aprile 2026

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  • Scintilena a Marzo 2026: Dati di Traffico e Temi Caldi della Speleologia
    Condividi I dieci articoli più letti del mese rivelano una comunità attenta ai record subacquei, alla geologia carsica e alle storie insolite dal mondo sotterraneo #PostViews1Elefante Bianco a -292 metri: lo speleosub polacco Bartlomiej Pitala firma il nuovo record di immersione in grotta in Italia30.7072Le sorgenti del Gargano, l’acquifero carbonatico nascosto tra carsismo e intrusione marina18.3933Gli speleologi italiani aiutano Cuba: ecco come partecipare14.0104Il granito, la roccia che ha
     

Scintilena a Marzo 2026: Dati di Traffico e Temi Caldi della Speleologia

Apríl 26th 2026 at 14:00

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I dieci articoli più letti del mese rivelano una comunità attenta ai record subacquei, alla geologia carsica e alle storie insolite dal mondo sotterraneo

#PostViews
1Elefante Bianco a -292 metri: lo speleosub polacco Bartlomiej Pitala firma il nuovo record di immersione in grotta in Italia30.707
2Le sorgenti del Gargano, l’acquifero carbonatico nascosto tra carsismo e intrusione marina18.393
3Gli speleologi italiani aiutano Cuba: ecco come partecipare14.010
4Il granito, la roccia che ha costruito il mondo: composizione, proprietà e curiosità geologiche8.986
5Nel Cuore della Terra: viaggia tra gli abissi e le sorgenti del Cansiglio8.585
6Un sito rituale dell’età del Ferro nelle Alpi Liguri: la roccia incisa del Riparo degli Oranti7.704
7La bottiglia della Grave di Faraualla: una leggenda, 27 anni di attesa e un messaggio ritrovato7.250
8Un parassita fuori posto: come l’Acanthocephalus anguillae è finito nell’oscurità delle grotte slovene6.473
9Plutomurus ortobalaganensis, il minuscolo collembolo che vive a quasi due chilometri sotto terra6.297
10Immersione record a Santa Clara: la grotta sommersa del Tamaulipas raggiunge 205 metri di profondità5.596


Il mese di marzo 2026 in numeri

Marzo 2026 si è chiuso con risultati di rilievo per Scintilena. Il notiziario italiano di speleologia ha registrato 236.836 pagine viste totali, distribuite su 7.640 visite, con una media giornaliera che riflette un interesse costante e diffuso da parte del pubblico appassionato di esplorazioni ipogee.

Il dato più significativo è la concentrazione di lettori attorno a pochi articoli chiave, che da soli hanno pesato in modo determinante sul totale mensile. Di seguito, i temi che hanno catalizzato maggiore attenzione.


Il record speleosub all’Elefante Bianco guida la classifica

L’articolo più letto del mese, con 30.707 pagine viste, racconta l’immersione record dello speleosub polacco Bartlomiej Pitala nella sorgente dell’Elefante Bianco, in Italia. Pitala ha raggiunto la profondità di -292 metri, stabilendo un nuovo primato nazionale per le immersioni in grotta.

La notizia ha intercettato un pubblico molto ampio, ben oltre la cerchia degli speleologi: i temi del record, della profondità e della figura di un atleta straniero che firma un primato in Italia hanno contribuito alla viralità del pezzo. L’immersione in grotta, disciplina tecnica e rischiosa, si conferma tra gli argomenti con maggiore presa sul pubblico generalista.


Le sorgenti del Gargano: carsismo e geologia al secondo posto

Subito dietro, con 18.393 visualizzazioni, l’articolo dedicato alle sorgenti del Gargano e all’acquifero carbonatico nascosto tra fenomeni carsici e intrusione marina. Un testo di approfondimento idrogeologico che ha trovato un pubblico sorprendentemente vasto.

Il successo di questo articolo conferma che la divulgazione scientifica legata al carsismo, quando raccontata in modo accessibile, raggiunge lettori ben oltre la comunità speleologica. Il Gargano, area di grande interesse naturalistico, ha probabilmente attirato anche lettori provenienti da contesti geografici e ambientali diversi.


Solidarietà con Cuba: speleologi italiani in campo

Al terzo posto (14.010 visualizzazioni) l’articolo sull’iniziativa di solidarietà degli speleologi italiani verso Cuba, con la descrizione delle modalità di partecipazione. La notizia ha dimostrato che il pubblico di Scintilena non segue solo le esplorazioni tecniche, ma è sensibile anche alle dimensioni umane e di cooperazione internazionale della speleologia.


Il granito protagonista inaspettato

Con 8.986 visualizzazioni, l’articolo sul granito — composizione, proprietà e curiosità geologiche — si piazza al quarto posto. Un tema di geologia generale, non strettamente speleo, che ha evidentemente attirato un pubblico curioso di scienze della Terra.

La presenza di questo articolo tra i più letti sottolinea come Scintilena riesca a intercettare anche lettori con interessi geologici più ampi, non limitati all’ambito delle grotte.


Il Cansiglio e i parassiti nelle grotte slovene

Due articoli di natura molto diversa completano la parte alta della classifica:

  • “Nel Cuore della Terra” (8.585 visualizzazioni), dedicato agli abissi e alle sorgenti del Cansiglio, unisce narrazione territoriale e approfondimento speleologico, riuscendo a raggiungere un pubblico di appassionati locali e non.
  • L’articolo sul parassita Acanthocephalus anguillae* trovato nelle grotte slovene (6.473 visualizzazioni) dimostra come la biospeleologia, quando trattata con rigore e curiosità, sappia attrarre lettori interessati alla fauna ipogea.

Storie, leggende e piccoli giganti sotterranei

Nella seconda parte della classifica trovano spazio articoli di grande varietà tematica:

  • Il Riparo degli Oranti nelle Alpi Liguri (7.704 visualizzazioni): un sito rituale dell’età del Ferro con rocce incise, che unisce archeologia e speleologia.
  • La bottiglia della Grave di Faraualla (7.250 visualizzazioni): una storia di 27 anni di attesa e un messaggio ritrovato, capace di coniugare leggenda popolare ed esplorazione.
  • Il collembolo Plutomurus ortobalaganensis* (6.297 visualizzazioni): il minuscolo artropode che vive a quasi due chilometri di profondità, protagonista di un articolo di biospeleologia.
  • L’immersione record a Santa Clara nel Tamaulipas (5.596 visualizzazioni): la grotta sommersa messicana portata a 205 metri di profondità chiude la top ten, confermando che i record subacquei in grotta esercitano una forte attrazione sui lettori.

Cosa dicono i dati sulla comunità di Scintilena

La classifica di marzo 2026 restituisce un’immagine articolata del pubblico di Scintilena. I lettori rispondono con forza ai record di esplorazione — le due notizie di immersione in grotta totalizzano da sole oltre 36.000 visualizzazioni — ma mostrano interesse anche per la geologia, l’archeologia, la biospeleologia e le storie umane legate al mondo sotterraneo.

La media giornaliera elevata indica un flusso di lettura distribuito nell’arco del mese, senza picchi isolati. Un segnale positivo per un notiziario di settore che riesce a mantenere l’attenzione dei propri lettori su temi diversificati e complementari.

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  • Mappe delle Grotte: Strumento Scientifico per la Sicurezza del Territorio e la Gestione delle Acque Sotterranee
    Condividi La cartografia speleologica non è solo documentazione esplorativa: acquiferi carsici, rischio idrogeologico e catasto grotte al servizio della pianificazione territoriale La Mappa come Strumento di Conservazione degli Ecosistemi Sotterranei Quando uno speleologo stende il nastro metrico e annota le misure di una galleria, non si limita a documentare un’esplorazione. Costruisce uno strumento scientifico che può proteggere uno degli ecosistemi più fragili del pianeta. Le
     

Mappe delle Grotte: Strumento Scientifico per la Sicurezza del Territorio e la Gestione delle Acque Sotterranee

Apríl 26th 2026 at 13:00

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La cartografia speleologica non è solo documentazione esplorativa: acquiferi carsici, rischio idrogeologico e catasto grotte al servizio della pianificazione territoriale


La Mappa come Strumento di Conservazione degli Ecosistemi Sotterranei

Quando uno speleologo stende il nastro metrico e annota le misure di una galleria, non si limita a documentare un’esplorazione. Costruisce uno strumento scientifico che può proteggere uno degli ecosistemi più fragili del pianeta.

Le grotte e i sistemi carsici ospitano specie altamente specializzate, spesso endemiche, adattate a condizioni ambientali molto stabili e povere di nutrienti. La capacità di recupero di questi ecosistemi è molto bassa e gli effetti di un inquinamento sono spesso irreversibili. Senza una mappatura precisa, è impossibile identificare le zone più vulnerabili, dove scorrono le acque e dove vivono le specie più rare.

La documentazione dettagliata attraverso rilievi topografici e descrizioni geologiche consente di delimitare le aree di ricarica degli acquiferi da sottoporre a tutela prioritaria. Permette anche di valutare la propagazione di un eventuale inquinante lungo i condotti sotterranei e i tempi necessari al suo smaltimento naturale. La mappa diventa così il primo strumento di tutela: senza conoscenza, non c’è protezione efficace del territorio.


Cartografia Idrogeologica: Mappare i Fiumi Sotterranei per Proteggere l’Acqua Potabile

Le sorgenti carsiche forniscono circa il 40% delle acque potabili in Italia, con un patrimonio idrico stimato intorno a 410 milioni di metri cubi all’anno. Proteggere queste risorse significa prima di tutto capire dove va l’acqua dopo che è entrata nel sottosuolo.

La speleologia applicata all’idrogeologia permette di accedere ai condotti drenanti, ai sifoni e alle gallerie attive. In questi ambienti vengono documentate morfologie, livelli di piena, depositi e punti di assorbimento e di emergenza delle acque. I dati raccolti permettono di interpretare l’assetto degli acquiferi carsici, caratterizzati da elevata fratturazione, presenza di grandi cavità e velocità di flusso alte, con scarsa capacità di autodepurazione.

Un caso concreto di ricerca speleologica applicata è quello delle Alpi Apuane. La Federazione Speleologica Toscana ha condotto operazioni di tracciamento delle acque sotterranee nella Grotta di Lilliput (catasto 1033 T/LU, Vagli Sotto), rilasciando un tracciante a circa 110 metri di profondità dall’ingresso. L’obiettivo era studiare i percorsi degli acquiferi carsici, comprendere il funzionamento del sistema idrogeologico e individuare le connessioni tra cavità sotterranee e sorgenti superficiali. I dati possono essere utilizzati per sviluppare strategie di tutela e gestione sostenibile dell’acqua, definendo aree di salvaguardia dei pozzi idropotabili.


Cartografia e Gestione del Rischio Idrogeologico: Prevenire i Crolli e i Sinkholes

I territori carsici sono spesso soggetti a fenomeni come sinkholes e subsidenza. I sinkholes si formano quando il tetto di una cavità sotterranea non è più in grado di sostenere il peso dei materiali sovrastanti e collassa improvvisamente. Senza la conoscenza della geometria del sottosuolo, questi eventi risultano imprevedibili.

In Puglia, dove i sinkholes sono documentati sia in aree agricole che urbane, nel gennaio 2026 è stata avviata una campagna integrata di ispezioni e rilievi a Cutrofiano. L’iniziativa è stata coordinata dall’Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appennino Meridionale, in collaborazione con le Università di Bari e della Campania e la Federazione Speleologica Pugliese. Le informazioni raccolte sono destinate ad aggiornare i Piani per l’Assetto Idrogeologico (PAI), con l’obiettivo di definire interventi mirati in materia di gestione del rischio idrogeologico e tutela delle infrastrutture.

Il legame tra mappa e sicurezza è evidente anche nel caso del Matese. Ricercatori dell’Università del Sannio e dell’INGV hanno dimostrato come il massiccio carsico si deformi in modo misurabile in risposta alle variazioni stagionali delle acque sotterranee. Attraverso tecnologie GPS e InSAR, è oggi possibile correlare i movimenti del suolo con le variazioni del livello della falda. Si aprono così nuove prospettive per il monitoraggio preventivo dei rischi idrogeologici nelle aree carsiche.


Dal Rilievo Speleologico al Modello Numerico degli Acquiferi Carsici

I dati raccolti dagli speleologi durante i rilievi — posizione dei condotti, quote, portate, temperatura delle acque, connessioni tra grotte e sorgenti — diventano l’input fondamentale per costruire modelli matematici che simulano il comportamento delle acque sotterranee.

La costruzione di un modello numerico di una falda acquifera presuppone la conoscenza di tutte le caratteristiche geologiche e idrogeologiche dell’acquifero in studio. Il rilievo speleologico fornisce dati che nessun sondaggio superficiale potrebbe ottenere. La modellazione degli acquiferi carsici è una delle sfide più complesse nelle geoscienze, perché in questi sistemi coesistono tre regimi distinti: flusso lentissimo nella matrice rocciosa, flusso laminare nelle fratture e flusso turbolento nei condotti carsici.

Ricercatori dell’Università di Bari hanno sviluppato un modello ibrido che unisce le equazioni del flusso laminare in fratture con la simulazione del flusso turbolento nei condotti, implementata in ambiente MODFLOW. Questa impostazione avvicina la simulazione matematica alla realtà fisica degli acquiferi. Uno studio pubblicato su Acta Carsologica ha inoltre dimostrato che, in un sistema carsico alpino, la geometria dei condotti influisce direttamente sui tempi di arrivo di un contaminante alla sorgente: con condotti stretti il ritardo può essere del 30% rispetto a canalizzazioni ampie. Una mappa dettagliata del sottosuolo cambia direttamente la qualità della previsione scientifica.


Il Catasto Speleologico: Il Patrimonio Archivistico del Sottosuolo Italiano

Tutto il lavoro scientifico descritto finora sarebbe disperso senza un sistema di archiviazione e standardizzazione. È qui che entra in gioco il catasto speleologico, l’archivio informatico georeferenziato che raccoglie dati topografici, morfologici, idrologici, biologici e archeologici relativi a grotte e cavità.

In Italia, la Commissione Nazionale Catasto della Società Speleologica Italiana, fondata nel 1923, gestisce il Catasto Nazionale coordinando una struttura decentralizzata su base regionale, ufficializzata dal 1973. Ogni scheda catastale fornisce posizione geografica precisa, sviluppo lineare, profondità, caratteri geologici e geomorfologici, dati idrici, rinvenimenti archeologici, fauna ipogea e stato di conservazione.

Dal 2008, il progetto WISH (Web Information System Hyperlink) ha reso il catasto consultabile online. La versione 2.0, oggi operativa, consente la consultazione di quasi 46.000 grotte con informazioni su posizione, sviluppo, profondità e denominazione. Il portale è mantenuto da speleologi volontari e prevede future connessioni con il Database Nazionale Sinkhole di ISPRA e con il Geoportale Nazionale per l’Archeologia. In Friuli Venezia Giulia, l’applicazione regionale del catasto ha identificato 87 aree carsiche, delimitando oltre 28.000 morfotipi carsici epigei e più di 1.250 sorgenti attraverso carte idrogeologiche dettagliate.


La Nuova Carta Idrogeologica d’Italia: Quarant’anni di Attesa per uno Strumento Strategico

Il lavoro speleologico si inserisce in un quadro cartografico nazionale più ampio, culminato nel 2025 con la pubblicazione della Carta Idrogeologica d’Italia alla scala 1:500.000 (CII500K), realizzata da ISPRA in collaborazione con il Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università di Milano. Si tratta del primo aggiornamento nazionale della cartografia delle acque sotterranee dopo oltre quarant’anni: il precedente prodotto di sintesi risaliva al 1982.

La nuova carta integra e rende omogenei i dati ancora frammentari, attraverso una cartografia partecipata che ha coinvolto il Sistema SNPA, le Autorità di Bacino Distrettuali, le Regioni e numerosi esperti. Fornisce dati georeferenziabili per analisi GIS e modellazioni, consentendo di valutare la disponibilità attuale e futura delle risorse idriche anche in relazione ai cambiamenti climatici. In Italia, le acque sotterranee coprono circa l’80% del fabbisogno idropotabile.

La Giornata Mondiale dell’Acqua 2026 ha ricordato come la speleologia scientifica giochi un ruolo fondamentale nella conoscenza e tutela delle acque sotterranee carsiche. Come sottolineato dai Quaderni SSI sugli Acquiferi Carsici, i dati e le informazioni che possono raccogliere gli speleologi sono determinanti negli studi di idrogeologia carsica: gli speleologi sono spesso gli unici in grado di raggiungere ambienti ipogei difficilmente accessibili, raccogliendo dati preziosi per idrogeologi, biologi e geologi. La prossima volta che uno speleologo stende il nastro metrico nel buio di una grotta, sta disegnando il futuro dell’acqua che berremo.


Ecco una panoramica dei contenuti:

  • Conservazione ambientale: La mappa come strumento per identificare habitat prioritari e costruire protocolli di protezione per specie endemiche e irreversibilmente vulnerabili agli inquinanti.
  • Risorse idriche: Le sorgenti carsiche forniscono circa il 40% dell’acqua potabile italiana (410 milioni di m³/anno); la cartografia idrogeologica e le prove di tracciamento — come quella nella Grotta di Lilliput nelle Alpi Apuane — sono lo strumento principale per delimitare bacini reali e zone di salvaguardia.
  • Rischio idrogeologico: I casi di Cutrofiano (Puglia), con rilievi laser scanner per prevenire sprofondamenti urbani, e del Matese, dove il GPS rivela la deformazione stagionale del massiccio carsico, illustrano il passaggio dalla mappa alla prevenzione concreta.
  • Modelli numerici: Lo studio sull’acquifero pugliese propone un modello ibrido MODFLOW a doppia permeabilità, più accurato dei modelli a mezzo poroso equivalente, con impatto diretto sulla stima dei tempi di transito dei contaminanti.
  • Catasto grotte: Il portale WISH censisce quasi 46.000 grotte italiane georeferenziate, consultabili da enti pubblici e ricercatori, con prospettive di integrazione con il Database Nazionale Sinkhole di ISPRA.
  • Sezione bonus: Un paragrafo finale collega il tutto alla nuova Carta Idrogeologica d’Italia (CII500K) di ISPRA, primo aggiornamento nazionale dopo 40 anni, che copre l’80% del fabbisogno idropotabile.

Oltre l’Esplorazione: Come le Mappe delle Grotte Aiutano a Prevenire Disastri e a Gestire l’Acqua

Una mappa di una grotta non è solo un trofeo per speleologi. È uno strumento scientifico potente che può aiutarci a proteggere le nostre riserve d’acqua, a prevedere frane e a conservare ecosistemi unici. Scopri come il lavoro dei cartografi sotterranei ha un impatto diretto sulla nostra vita in superficie.


La Mappa come Strumento di Conservazione Ambientale

Quando uno speleologo stende il nastro metrico e annota le misure di una galleria buia, non sta solo soddisfacendo una curiosità esplorativa. Sta costruendo una documentazione che può proteggere uno degli ecosistemi più fragili e meno conosciuti del pianeta.

Le grotte e i sistemi carsici ospitano ecosistemi unici, caratterizzati da specie altamente specializzate e spesso endemiche, adattate a condizioni ambientali molto stabili e povere di nutrienti. La cartografia speleologica svolge un ruolo cruciale nella conservazione ambientale di questi ambienti: la documentazione dettagliata attraverso rilievi topografici, descrizioni geologiche e mineralogiche consente di identificare le aree più sensibili e di stabilire protocolli di protezione adeguati.

Senza una mappa precisa, è impossibile sapere dove si trovano le zone più vulnerabili, dove scorrono le acque e dove vivono le specie più rare. L’introduzione di sostanze chimiche tossiche può alterare profondamente questi habitat, causando la morte di organismi sensibili e la riduzione della biodiversità. Gli effetti dell’inquinamento sono spesso irreversibili, poiché la resilienza degli ecosistemi ipogei è molto bassa e i processi di recupero sono lenti o impossibili. La mappa diventa quindi il primo strumento di tutela: senza conoscenza, non c’è protezione.

I dati cartografici consentono anche di delimitare le aree di ricarica degli acquiferi da sottoporre a tutela prioritaria, di valutare la propagazione di un eventuale inquinante lungo i condotti e i tempi necessari al suo smaltimento naturale, e di definire regolamenti e vincoli per agricoltura, industria e urbanizzazione in funzione della vulnerabilità specifica del bacino.


Seguire il Flusso: Mappare i Fiumi Sotterranei per Proteggere l’Acqua Potabile

Le sorgenti carsiche forniscono circa il 40% delle acque potabili in Italia, con un patrimonio idrico stimato intorno a 410 milioni di metri cubi all’anno. Proteggere queste risorse significa, prima di tutto, capire dove va l’acqua dopo che è entrata sottoterra — e per farlo, serve una mappa.

La cartografia speleologica è lo strumento di base per comprendere il percorso delle acque sotterranee negli acquiferi carsici. La speleologia applicata all’idrogeologia permette di accedere ai condotti drenanti, ai sifoni e alle gallerie attive in cui scorrono le acque sotterranee, documentando morfologie, livelli di piena, depositi e punti di assorbimento e di emergenza. Queste informazioni permettono di interpretare l’assetto dell’acquifero carsico, caratterizzato da elevata fratturazione, presenza di grandi cavità e velocità di flusso molto alte, con scarsa capacità di autodepurazione.

Un caso esemplare è quello delle Alpi Apuane, dove la Federazione Speleologica Toscana ha condotto operazioni di tracciamento delle acque sotterranee nella Grotta di Lilliput (catasto 1033 T/LU, Vagli Sotto). Il tracciante è stato rilasciato a circa 110 metri di profondità dall’ingresso con l’obiettivo di studiare i percorsi degli acquiferi carsici, per comprendere il funzionamento del sistema idrogeologico e individuare le connessioni tra le cavità sotterranee e le sorgenti superficiali. I dati raccolti da questi tracciamenti possono essere utilizzati per sviluppare strategie di tutela e gestione sostenibile dell’acqua, definendo aree di salvaguardia dei pozzi idropotabili e pianificando misure di tutela delle aree di ricarica.

A differenza di altri tipi di acquiferi, quelli carsici hanno una capacità autodepurante molto limitata. Le sostanze inquinanti, come pesticidi, fertilizzanti o scarichi industriali, penetrano velocemente nel sottosuolo e raggiungono le falde acquifere senza subire significativi processi di filtrazione. Una cartografia accurata dei sistemi di condotti permette di prevedere in pochi minuti verso quale sorgente si propagherebbe un inquinamento accidentale, consentendo l’intervento immediato delle autorità.


Prevenire è Meglio che Curare: Cartografia e Gestione del Rischio Idrogeologico

I territori carsici sono spesso soggetti a fenomeni come sinkholes e subsidenza: i sinkholes, o doline di crollo, si formano quando il tetto di una cavità sotterranea non è più in grado di sostenere il peso dei materiali sovrastanti e collassa improvvisamente. Senza la conoscenza della geometria del sottosuolo, questi eventi risultano imprevedibili e devastanti per infrastrutture e abitazioni.

In Puglia, dove i sinkholes sono un fenomeno frequente e documentato sia in aree agricole che urbane, nel gennaio 2026 è stata avviata una campagna integrata di ispezioni e rilievi a Cutrofiano, coordinata dall’Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appennino Meridionale in collaborazione con le Università di Bari e della Campania e la Federazione Speleologica Pugliese. Le informazioni raccolte sono fondamentali per aggiornare i Piani per l’Assetto Idrogeologico (PAI), con l’obiettivo di definire interventi mirati in materia di gestione del rischio idrogeologico, sostenibilità ambientale e tutela delle infrastrutture.

L’Inventario dei Fenomeni Franosi in Italia (IFFI), realizzato da ISPRA e dalle Regioni, ha censito ad oggi oltre 620.000 fenomeni franosi sul territorio nazionale. Questo inventario rappresenta uno strumento conoscitivo di base per la valutazione della pericolosità da frana dei Piani di Assetto Idrogeologico, per la programmazione degli interventi di difesa del suolo e per la redazione dei Piani di Emergenza di Protezione Civile. I dati speleologici sulle cavità sotterranee si integrano direttamente con questo tipo di inventari, fornendo la terza dimensione — quella verticale e sotterranea — senza la quale la valutazione del rischio superficiale rimane incompleta.

Il legame tra mappa e sicurezza è ancora più evidente in zone come il Matese, dove ricercatori dell’Università del Sannio e dell’INGV hanno dimostrato come il massiccio carsico si deformi in modo misurabile in risposta alle variazioni stagionali delle acque sotterranee. Attraverso tecnologie GPS e InSAR, è oggi possibile correlare i movimenti del suolo con le variazioni del livello della falda, aprendo nuove prospettive per il monitoraggio preventivo dei rischi idrogeologici.


Dal Rilievo al Modello Matematico: La Scienza dietro le Previsioni

I dati raccolti dagli speleologi durante i rilievi — posizione dei condotti, quote, portate, temperatura delle acque, connessioni tra grotte e sorgenti — non rimangono confinati nelle pubblicazioni tecniche. Diventano l’input fondamentale per costruire modelli matematici che simulano il comportamento delle acque sotterranee.

La costruzione di un modello numerico di una falda acquifera presuppone la conoscenza di tutte le caratteristiche geologiche e idrogeologiche dell’acquifero oggetto di studio. I prerequisiti sono la costruzione di un modello concettuale prima e matematico poi, che permettano di schematizzare il problema conservando la rappresentatività della realtà fisica. In questo processo, il rilievo speleologico fornisce dati che nessun sondaggio superficiale potrebbe ottenere.

La modellazione idrogeologica degli acquiferi carsici è una delle sfide più complesse nel campo delle geoscienze. La maggior parte dei modelli numerici tradizionali utilizza l’approccio del Mezzo Poroso Equivalente (EPM), che assimila la roccia fratturata a un mezzo poroso omogeneo — un’approssimazione inadeguata per gli acquiferi carsici, dove coesistono tre regimi distinti: flusso lentissimo nella matrice rocciosa, flusso laminare nelle fratture, e flusso turbolento nei condotti carsici. Ricercatori dell’Università di Bari hanno sviluppato un modello ibrido che unisce le equazioni del flusso laminare in fratture con la simulazione del flusso turbolento nei condotti, implementata in ambiente MODFLOW, avvicinando la simulazione matematica alla realtà fisica degli acquiferi.

Uno studio pubblicato su Acta Carsologica ha applicato la modellazione numerica per comprendere l’influenza della geometria dei condotti sul trasporto di contaminanti in un sistema carsico alpino. I risultati mostrano che l’arrivo del tracciante alla sorgente dipende in modo critico dalla geometria dei condotti: con condotti stretti, il tempo di arrivo aumenta del 30% rispetto a canalizzazioni verticali ampie; con ricarica intensa, la vulnerabilità cresce significativamente in tutte le configurazioni. Questo significa che una mappa dettagliata dei condotti sotterranei — ottenuta solo grazie all’esplorazione speleologica — cambia direttamente la qualità della previsione scientifica.


Un Patrimonio da Difendere: Il Ruolo del Catasto Grotte

Tutto il lavoro scientifico descritto finora sarebbe inutile se i dati rimanessero dispersi nei quaderni dei singoli gruppi speleologici. È qui che entra in gioco il catasto speleologico, il sistema di archiviazione e standardizzazione di tutte le informazioni sulle grotte scoperte e rilevate.

Il catasto speleologico è un archivio informatico georeferenziato che raccoglie dati topografici, morfologici, idrologici, biologici e archeologici relativi a grotte e cavità sotterranee. In Italia, la Commissione Nazionale Catasto della Società Speleologica Italiana, fondata nel 1923, gestisce il Catasto Nazionale, coordinando una struttura decentralizzata su base regionale, ufficializzata dal 1973. Ogni scheda catastale fornisce: posizione geografica precisa, sviluppo lineare, profondità, caratteri geologici e geomorfologici, dati idrici (sorgenti, risorgenze, fiumi sotterranei), rinvenimenti archeologici, fauna ipogea e stato di conservazione.

Dal 2008, il progetto WISH (Web Information System Hyperlink) ha reso il catasto consultabile online, facilitandone l’accesso da parte di pubbliche amministrazioni, ricercatori e progettisti. La versione 2.0, oggi operativa, consente la consultazione di quasi 46.000 grotte con informazioni su posizione, sviluppo, profondità e denominazione: una mappa dinamica del sottosuolo italiano, in continua evoluzione. Il portale è mantenuto da speleologi volontari che dedicano tempo e competenze allo sviluppo del sistema.

Il valore del catasto va ben oltre la funzione archivistica. Può essere usato per il monitoraggio delle cavità a rischio e dei fenomeni di degrado, per l’inserimento di grotte nei Siti di Interesse Comunitario (SIC), per il supporto ai progetti di bonifica e alla segnalazione di discariche sotterranee. Il portale prevede anche future connessioni con il Database Nazionale Sinkhole di ISPRA e con il Geoportale Nazionale per l’Archeologia. In Friuli Venezia Giulia, la legge regionale del 2016 ha avviato un progetto pluriennale che ha identificato 87 aree carsiche regionali e transfrontaliere, delimitando oltre 28.000 morfotipi carsici epigei e più di 1.250 sorgenti attraverso carte idrogeologiche dettagliate.

Senza dati organizzati e georeferenziati, la protezione e la pianificazione rimangono frammentarie e reattive; con essi, divengono basate su evidenza scientifica e integrate nelle politiche territoriali. Il catasto speleologico è, in questo senso, il ponte tra il lavoro dei cartografi sotterranei e le decisioni che governano la sicurezza e la sostenibilità del territorio in superficie.


La Carta Idrogeologica d’Italia: La Cartografia che si Fa Politica

Il lavoro speleologico si inserisce in un quadro cartografico nazionale più ampio, culminato nel 2025 con un risultato di portata storica. La Carta Idrogeologica d’Italia alla scala 1:500.000 (CII500K), realizzata da ISPRA in collaborazione con il Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università di Milano, rappresenta il primo aggiornamento nazionale della cartografia delle acque sotterranee dopo oltre quarant’anni.

Il precedente prodotto di sintesi nazionale risaliva al 1982. La nuova carta integra, aggiorna e rende omogenei i dati e le conoscenze esistenti, ancora frammentari e disomogenei, attraverso una cartografia partecipata che ha coinvolto il Sistema SNPA, le Autorità di Bacino Distrettuali, le Regioni e numerosi esperti. La carta fornisce dati e metadati georeferenziabili per analisi GIS e modellazioni, consentendo di valutare la disponibilità attuale e futura delle risorse idriche anche in relazione alle pressioni antropiche e ai cambiamenti climatici.

In Italia, le acque sotterranee coprono circa l’80% del fabbisogno idropotabile e rivestono un ruolo essenziale anche per usi agricoli, industriali e ambientali. Uno strumento cartografico aggiornato non è quindi un lusso scientifico: è una necessità strategica per garantire la sicurezza idrica delle generazioni future.

La Giornata Mondiale dell’Acqua 2026 ha messo in evidenza come la speleologia scientifica giochi un ruolo fondamentale nella conoscenza e tutela delle acque sotterranee carsiche: come sottolineato dai Quaderni SSI sugli Acquiferi Carsici, “i dati e le informazioni che possono raccogliere gli speleologi sono determinanti negli studi relativi all’idrogeologia carsica”. Gli speleologi sono spesso gli unici in grado di raggiungere ambienti ipogei difficilmente accessibili, raccogliendo dati preziosi per idrogeologi, biologi e geologi.

La prossima volta che uno speleologo stende il nastro metrico nel buio di una grotta, sta facendo qualcosa di più grande di un’esplorazione. Sta disegnando il futuro dell’acqua che berremo.

Fonti consultate

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Non Solo Mappe, Ma Capolavori: la Cartografia Sotterranea tra Scienza e Arte

Apríl 26th 2026 at 12:00

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Il rilievo speleologico non è soltanto una tecnica di misurazione. È un linguaggio visivo che trasforma il buio delle grotte in documenti capaci di emozionare oltre che di informare.


La cartografia speleologica come forma di espressione

Una mappa di grotta nasce nel buio, tra rocce bagnate e gallerie senza luce. Eppure, il prodotto finale di quel lavoro può essere appeso in una galleria d’arte. La cartografia speleologica — ovvero la rappresentazione grafica del mondo sotterraneo — occupa da sempre uno spazio ibrido tra rigore scientifico e sensibilità estetica. Ogni linea di contorno, ogni simbolo, ogni scelta cromatica non serve solo a orientarsi: racconta la storia geologica e morfologica di ambienti che la maggior parte delle persone non vedrà mai.

Negli ultimi anni questa doppia natura è diventata oggetto di riconoscimento esplicito da parte della comunità speleologica internazionale, attraverso concorsi, esposizioni e dibattiti sul valore artistico del rilievo ipogeo. Il confine tra documento tecnico e opera d’arte si è fatto sempre più sottile.


I Simboli UIS: un alfabeto visivo per il sottosuolo

Per capire perché una mappa di grotta possa essere considerata arte, occorre prima capire con quali strumenti viene costruita. Il vocabolario grafico di base è quello stabilito dall’Unione Internazionale di Speleologia (UIS), che ha definito un set di simboli standardizzati utilizzati in tutto il mondo.

Le origini di questo sistema risalgono al 1995, quando il Secondo Incontro Internazionale sulla Topografia Sotterranea, tenutosi a Breitenbach in Svizzera, avviò il processo di armonizzazione delle diverse tradizioni nazionali. L’elenco internazionale dei simboli speleologici è ufficialmente in vigore dal 1999 e viene aggiornato periodicamente in occasione dei congressi UIS.

Il sistema si articola in quattro categorie principali: simboli per il rilievo delle cavità, simboli per la superficie carsica, simboli per le cavità artificiali e simboli per la conservazione delle grotte. Ogni paese può aggiungere simboli propri per esigenze specifiche, ma la base comune garantisce la leggibilità delle mappe a livello internazionale. Uno speleologo brasiliano può leggere un rilievo italiano senza alcuna difficoltà.

Nel 2025, in occasione del 19° Congresso Internazionale di Speleologia a Belo Horizonte, il sistema UIS ha fatto un ulteriore passo avanti: l’elenco aggiornato ha introdotto per la prima volta il colore come variabile sistematica, e attraverso la piattaforma digitale UIS Karstlink ogni simbolo ha ricevuto un URL dedicato, diventando una risorsa citabile e condivisibile nel panorama scientifico internazionale.


Dalla Poligonale al Disegno: il processo creativo del rilievo

Ogni mappa parte da una serie di misurazioni sul campo. La poligonale è lo scheletro del rilievo: una sequenza di punti reciprocamente visibili collegati da una linea spezzata ideale, di cui si misurano azimut, inclinazione e distanza. Il team di rilievo si divide i compiti — chi usa la bussola, chi annota, chi impugna il metro o il distanziometro laser — e raccoglie dati che, sulla carta, sembrano solo colonne di numeri.

Il passaggio dal dato grezzo alla mappa è dove la tecnica cede spazio all’interpretazione. I software specializzati come Therion, cSurvey e CaveWhere convertono le coordinate in linee vettoriali, ma è il cartografo a decidere il peso delle linee, la texture dei riempimenti, il contrasto tra i pieni e i vuoti, l’eventuale uso del colore per distinguere livelli o morfologie differenti. Ogni scelta grafica è una scelta narrativa.

Il prodotto finale si articola solitamente in planimetria e sezioni — longitudinali e trasversali — che insieme restituiscono la tridimensionalità della grotta su un piano bidimensionale. È in questo passaggio che la cartografia speleologica rivela la sua natura più vicina all’illustrazione scientifica che alla semplice misurazione tecnica.


La mappa e il mostro: un parallelo con le antiche carte marine

C’è un parallelo affascinante tra le mappe di grotta e le antiche carte nautiche. Nel 1539, l’arcivescovo svedese Olao Magno completò la Carta Marina, una mappa dell’Europa settentrionale popolata di creature marine prodigiose: serpenti di sessanta metri avvolti intorno alle navi, astici giganti che afferravano marinai, mostri dalle forme ibride che segnavano i bordi dell’ignoto. Le figure erano tratte da bestiari medievali e dai racconti dei pescatori, e la mappa fu presa a riferimento dai cartografi europei per i cinquant’anni successivi.

Anche il cartografo speleologico si trova di fronte all’ignoto: un corridoio che si restringe fino a scomparire, un lago il cui fondo non è raggiungibile, una sala così alta da perdere il soffitto nel buio. Il suo compito è dare forma visiva a ciò che l’occhio ordinario non può vedere. I simboli che utilizza — i contorni frantumati di una frana, le virgole stilizzate delle concrezioni, il tratteggio dei laghi sotterranei — non sono mostri, ma assolvono la stessa funzione: raccontano un mondo in larga parte ancora inesplorato, comunicano il senso del limite e della scoperta.

L’Italia conta oltre 50.000 grotte censite, ed ogni anno se ne scoprono tra le 200 e le 300 nuove. Ogni mappa di quelle cavità porta impressa la stessa energia che animava i cartografi rinascimentali.


Estetica e Funzionalità: la mappa come composizione visiva

Un rilievo speleologico di qualità deve rispondere contemporaneamente a due esigenze: essere abbastanza preciso da valere come documento tecnico e abbastanza leggibile da trasmettere la morfologia della grotta in modo immediato. Troppi dettagli rendono la mappa un labirinto visivo; una semplificazione eccessiva la svuota di significato scientifico.

Questa tensione creativa è esattamente quella che definisce la grande arte applicata. La qualità grafica dipende da scelte stilistiche precise: il peso delle linee di contorno, la gestione dei bianchi, l’impiego del colore come strumento di gerarchia visiva. I software vettoriali moderni come cSurvey e Therion consentono di gestire layer multipli sovrapposti, ciascuno con il proprio schema cromatico, creando documenti stratificati che comunicano informazioni complesse senza saturare lo spazio visivo.

La Società Speleologica Italiana ha riconosciuto esplicitamente questa doppia natura con il concorso “Rilievo: tra arte e tecnica”, che valuta sia la qualità tecnica sia quella artistica, considerate non in contraddizione ma complementari. Francesco Serafin, vincitore del primo premio artistico nella prima edizione con il rilievo della Grotta dei Partigiani, e Adriano Menin, primo classificato per la qualità tecnica con il rilievo della Grotta della Donna, rappresentano due facce della stessa medaglia.


Concorsi e Gallerie: dove ammirare le mappe più belle

Il panorama dei concorsi dedicati alla cartografia speleologica è cresciuto in modo significativo negli ultimi anni, sia in Italia che a livello internazionale.

In Italia, il concorso “Rilievo: tra arte e tecnica” della SSI è giunto nel 2026 alla sua terza edizione. Il concorso è aperto a tutti i soci SSI, riguarda rilievi 2D di cavità naturali italiane già inserite nel Catasto Grotte e prevede premi fino a 450 euro per il primo classificato. Le opere vengono valutate da una giuria tecnica e dal voto del pubblico, solitamente nell’ambito dei raduni nazionali di speleologia.

A livello internazionale, il 19° Congresso UIS di Belo Horizonte (luglio 2025) ha ospitato un concorso di cartografia con la partecipazione di speleologi provenienti da 51 paesi. Il prossimo congresso è previsto a Cluj-Napoca, Romania, nel 2029.

In Russia, il Primo Concorso Nazionale di Rilevamenti Topografici di Grotte ha introdotto una categoria dedicata al “Miglior design artistico”, con le opere vincitrici esposte presso i centri visitatori delle grotte di Tavrida e Kungur.

Il progetto “Visioni Sotterranee” di TETIDE APS — iniziativa EuroSpeleo in collaborazione con la Federazione Speleologica Europea — va oltre il rilievo tradizionale e invita a presentare fotografie, disegni, grafica vettoriale, arte frattale e pixel art ispirati al mondo sotterraneo. La seconda edizione del concorso si è conclusa al 17° EuroSpeleoForum di Volta Mantovana, nell’ambito del Raduno CapoVolta 2025.


Il futuro: tecnologia digitale e continuità artistica

L’avvento degli scanner laser 3D e della fotogrammetria non ha eliminato la componente artistica del rilievo: l’ha moltiplicata di possibilità. I rilievi digitali consentono layer informativi sovrapposti, animazioni tridimensionali e visualizzazioni immersive che trasformano la mappa tradizionale in un’esperienza multimediale. Strumenti come Charlotte — scanner open source con LiDAR sviluppato in Italia a un costo inferiore ai 400 euro — stanno rendendo accessibile la mappatura tridimensionale anche a gruppi con risorse limitate.

La sfida contemporanea rimane quella di mantenere saldo il legame tra precisione scientifica e sensibilità estetica nell’era digitale. I concorsi, le esposizioni e la crescente attenzione della comunità verso la qualità grafica dei rilievi segnalano che questa sfida è colta e raccolta. Una mappa di grotta è — e resterà — molto più di un archivio di coordinate.


Non Solo Mappe, Ma Capolavori: Quando la Cartografia Sotterranea Diventa Arte”.

  1. Un Linguaggio Universale — I Simboli UIS: dalle origini della standardizzazione nel 1995 a Breitenbach fino all’aggiornamento digitale del 2025 con l’introduzione del colore e degli URL dedicati su KarstLink.
  2. Dalla Poligonale al Disegno: il processo completo — dalla misurazione in grotta con bussola e clinometro, agli scanner LiDAR, fino ai software cSurvey, Therion e CaveWhere — che trasforma numeri in planimetrie e sezioni.
  3. Mostri e Meraviglie: il parallelo con la Carta Marina di Olao Magno (1539), che raffigurava serpenti di 60 metri e leviatani per raccontare l’ignoto, esattamente come le mappe di grotta usano simboli per raccontare un mondo che «pochi vedranno mai».
  4. La Mappa come un Quadro: l’analisi del bilanciamento tra precisione tecnica ed estetica, con riferimenti ai premiati del concorso SSI Francesco Serafin e Adriano Menin e al ruolo chiave del colore e dei layer nei software vettoriali.
  5. Concorsi e Gallerie: il concorso SSI “Rilievo: tra arte e tecnica” (III edizione 2026), il concorso al 19° Congresso UIS di Belo Horizonte 2025, il concorso russo con la categoria “Miglior design artistico” e il progetto “Visioni Sotterranee” di TETIDE APS.

Non Solo Mappe, Ma Capolavori: Quando la Cartografia Sotterranea Diventa Arte

Executive Summary

Una mappa di grotta non è solo uno strumento tecnico: è la traduzione visiva di un mondo che la luce non raggiunge mai. Ogni linea tracciata, ogni simbolo scelto, ogni sfumatura cromatica raccontano la geometria segreta della terra, la storia geologica di milioni di anni e la bellezza nascosta che solo pochi avranno il privilegio di vedere. La cartografia speleologica occupa uno spazio raro nella storia della scienza: quello in cui il rigore della misura si fonde con la sensibilità del disegno, producendo documenti che sono al tempo stesso archivi scientifici e opere d’arte. Questo studio esplora le dimensioni tecniche, estetiche e culturali di questa disciplina, dal linguaggio universale dei simboli UIS alle gallerie dei concorsi internazionali.[1]


Un Linguaggio Universale per il Sottosuolo: I Simboli UIS

Le origini della standardizzazione

Prima che esistesse un sistema comune di simboli, ogni nazione — e spesso ogni singolo gruppo speleologico — adottava convenzioni grafiche proprie. Una mappa italiana risultava difficilmente leggibile per uno speleologo polacco, un rilievo francese incomprensibile per uno sloveno. Questo isolamento linguistico ostacolava la cooperazione scientifica e la condivisione delle scoperte.[2]

La svolta avvenne nel 1995 a Breitenbach, in Svizzera, durante il Secondo Incontro Internazionale sulla Topografia Sotterranea. In quella sede furono discussi e integrati i simboli utilizzati nelle diverse tradizioni nazionali, con l’obiettivo di costruire un vocabolario grafico condiviso. La proposta fu successivamente votata e approvata al Congresso UIS di La Chaux-de-Fonds, e l’elenco internazionale dei simboli speleologici è ufficialmente in vigore dal 1999.[3]

La struttura del sistema UIS

Il set di simboli dell’Unione Internazionale di Speleologia (UIS) rappresenta il più ampio sistema in uso per le mappe di grotte a livello mondiale. Non è concepito come un sistema chiuso ed esclusivo: ogni paese può aggiungere simboli specifici per le proprie esigenze, ma la base comune garantisce una comprensione trasversale.[4]

La struttura attuale si articola in quattro categorie principali:[5]

  • Simboli per il rilievo (Survey Symbols): contorni di cavità, capisaldi, indicatori di direzione e progressione
  • Simboli per la superficie carsica (Surface Symbols): doline, inghiottitoi, risorgenze e altre morfologie epigee
  • Simboli per le cavità artificiali (Artificial Cavities Symbols): miniere, acquedotti storici, gallerie antropiche
  • Simboli per la conservazione delle grotte (Cave Protection Symbols): aree sensibili, presenza di fauna, zone di rispetto

L’aggiornamento digitale del 2025

Nel 2025, in occasione del 19° Congresso Internazionale di Speleologia a Belo Horizonte, è stata affrontata per la prima volta la questione del colore nei simboli UIS. Il nuovo elenco aggiornato e colorato è stato votato alla fine del 2025, aggiungendo una nuova dimensione comunicativa alla cartografia speleologica. Parallelamente, attraverso la piattaforma UIS Karstlink, ogni simbolo ha ricevuto un URL dedicato, trasformando il vocabolario grafico in una risorsa digitale accessibile e citabile a livello internazionale. L’obiettivo dichiarato è eliminare le incongruenze tra sistemi nazionali diversi e garantire che i simboli siano facilmente riconoscibili e utilizzabili in qualsiasi contesto speleologico, favorendo la comunicazione tra speleologi, ricercatori e istituzioni di tutto il mondo.[5][2][3]


Dalla Poligonale al Disegno: Le Fasi della Creazione

Il rilievo sul campo

Tutto comincia nel buio, con gli strumenti in mano e la testa rivolta verso il soffitto della grotta. La poligonale è lo scheletro di ogni mappa speleologica: una sequenza di punti consecutivi, reciprocamente visibili, collegati da una linea spezzata ideale di cui si misurano azimut, inclinazione e distanza. Il gruppo di lavoro si divide i compiti: chi impugna la bussola, chi registra i dati sul clinometro, chi annota nel taccuino. Le misure vengono spesso alternate tra due operatori per minimizzare gli errori sistematici.[6]

Oltre alla poligonale, lo speleologo annota informazioni geologiche e morfologiche, produce schizzi su carta millimetrata con pianta, sezioni longitudinali e trasversali, e marca i capisaldi sulle pareti con segni di nero fumo. La classificazione del Catasto delle Grotte d’Italia distingue diversi gradi di precisione, dal Grado 1 al Grado X, a seconda degli strumenti e delle metodologie impiegati.[6]

Gli strumenti tradizionali — bussola, clinometro e metro — convivono oggi con il distanziometro laser DISTO X310, che combina in un unico dispositivo la misurazione di distanza, azimut e inclinazione. I più recenti scanner LiDAR, inclusi quelli integrati negli iPhone Pro, hanno aperto scenari di mappatura 3D in pochi minuti direttamente sul campo. Un gruppo di ricercatori italiani ha sviluppato Charlotte, strumento open source dotato di LiDAR con un costo inferiore ai 400 euro, rendendo accessibile la mappatura tridimensionale anche a gruppi con budget limitato.[7][6]

Dal dato grezzo alla carta

Una volta rientrati in superficie, i dati grezzi vengono elaborati con software specializzati. Il processo di riduzione numerica converte le misure di distanza, azimut e inclinazione in coordinate cartesiane (Nord, Est, Quota), producendo la poligonale grafica della grotta sviluppata lungo tre assi.[8]

I principali strumenti utilizzati dalla comunità speleologica italiana e internazionale sono:

  • Therion: software open source per la produzione di mappe vettoriali, con algoritmi di smoothing per affinare il disegno e funzioni avanzate di gestione degli anelli[9][10]
  • cSurvey: ideato da Federico Cendron, offre un’interfaccia intuitiva per la trascrizione dei fogli di campagna, l’analisi della poligonale e il disegno di pianta e sezione; si basa sul motore di calcolo di Therion ma dispone di un proprio motore grafico vettoriale creato per le specifiche esigenze del rilievo speleologico[11][9]
  • CaveWhere: software open source basato sul concetto di “carpeting”, ovvero la proiezione dello schizzo cartaceo lungo la poligonale in un ambiente tridimensionale; consente di esportare mappe in PNG, SVG, PDF e JPG[12]
  • CloudCompare: strumento dedicato all’analisi di grandi set di dati LiDAR, per allineare scansioni, rimuovere rumore e misurare spessori[7]

Planimetria e sezioni: il racconto tridimensionale

Il prodotto finale si articola in due rappresentazioni complementari. La planimetria mostra la grotta vista dall’alto, con gallerie, pozzi e diramazioni distribuiti nello spazio orizzontale. Le sezioni — longitudinali e trasversali — rivelano invece lo sviluppo verticale, le altezze delle sale, la morfologia dei pozzi e la relazione tra i livelli. È qui, nel passaggio dalla serie di dati numerici a questo doppio racconto visivo, che la cartografia speleologica rivela la sua natura creativa: il cartografo deve scegliere cosa mostrare, come accentuare, dove semplificare — esattamente come un illustratore scientifico.[13]


Mostri e Meraviglie: Quando la Mappa Racconta Storie

La Carta Marina di Olao Magno

Nel 1539, l’arcivescovo svedese Olao Magno terminò un lavoro iniziato dodici anni prima: la Carta Marina, una mappa monumentale che misurava 170 per 125 centimetri e rappresentava l’Europa settentrionale popolata di creature marine prodigiose. Vicino alla costa norvegese compare un serpente di quasi sessanta metri che si avvolge intorno a una nave; al largo delle Faroe, un mostro stringe una foca nel becco; sulle coste scozzesi, un gigantesco astice afferra un marinaio.[14][15]

Le creature della Carta Marina non erano pure invenzioni: Olao Magno le aveva attinte da bestiari medievali, dai racconti dei pescatori e dall’enciclopedia Hortus Sanitatis del 1491. La mappa fu presa a riferimento dai cartografi europei per i cinquant’anni successivi, e bisognò aspettare l’inizio del Settecento perché le nuove edizioni eliminassero i mostri dal mare. La Carta Marina era al tempo stesso un documento geografico, un’enciclopedia naturale e un’opera d’arte: la necessità di rappresentare l’ignoto si traduceva in figure che mescolavano osservazione empirica e immaginario culturale.[15][14]

Il parallelo sotterraneo

Le mappe delle grotte condividono con la Carta Marina una stessa ambizione: dare forma a ciò che l’occhio ordinario non può vedere. Anche il cartografo speleologico si trova davanti all’ignoto — un corridoio che si restringe, un lago dalle dimensioni incerte, una sala così alta che la lampada non ne illumina il soffitto — e deve trovare il modo di renderlo comprensibile.[1]

Se le antiche mappe nautiche popolavano i margini con serpenti e leviatani per segnalare il pericolo e il mistero, le mappe di grotta adottano simboli altrettanto evocativi: i contorni frantumati di una frana, le virgole stilizzate delle concrezioni, il tratteggio dei laghi sotterranei. Non sono mostri, ma raccontano un mondo altrettanto straordinario e in larga parte ancora inesplorato. L’Italia, con oltre 50.000 grotte censite, è uno dei territori carsici più ricchi d’Europa; eppure ogni anno se ne scoprono ancora 200-300 nuove, e ogni mappa di quelle cavità porta impressa la stessa energia della scoperta.[16][1]

La grotta come narrazione

Una buona mappa speleologica non si limita a registrare misure: racconta una storia. Marco Corvi, in uno dei testi di riferimento sulla pratica del rilievo, descrive la mappa come un mezzo di comunicazione visuale con propria sintassi e grammatica, la cui validità dipende da quanto riesce a comunicare, al di là dell’apparenza estetica. In questa prospettiva, il cartografo è narratore: sceglie il punto di vista (la proiezione), seleziona i dettagli, calibra la densità di simboli. Ogni mappa porta il marchio delle sue mani e dei suoi occhi.[13]


La Mappa come un Quadro: Estetica e Funzionalità

La doppia natura del rilievo

Un rilievo speleologico riuscito deve rispondere contemporaneamente a due esigenze apparentemente opposte: essere preciso abbastanza da poter essere usato come documento tecnico, e leggibile abbastanza da trasmettere la morfologia della grotta in modo immediato. L’eccesso di dettagli può rendere la mappa un labirinto visivo; la semplificazione eccessiva la svuota di significato scientifico. Questa tensione creativa è esattamente quella che definisce la grande arte applicata.[1]

La qualità grafica di una mappa dipende da scelte stilistiche precise: il peso delle linee di contorno, la texture dei riempimenti, il contrasto tra il bianco del vuoto e il nero della roccia, l’impiego del colore per distinguere livelli diversi o morfologie specifiche. Il rilievo della Grotta del Ghiaccio in Val Senales realizzato da Marco Pedrotti — poi premiato al concorso SSI — descriveva «linee fluide che seguivano i contorni naturali della grotta, colori pastello per distinguere i diversi ambienti, annotazioni descrittive che trasformavano la mappa in un racconto visivo».[16]

Il ruolo del colore

Il colore è uno degli strumenti più potenti — e più delicati — della cartografia speleologica. Tradizionalmente le mappe erano monocromatiche, con il nero per la roccia e il bianco per il vuoto. L’aggiunta del colore introduce gerarchie visive: il blu per l’acqua, il marrone per le formazioni, il verde per le zone biologicamente sensibili. Con i software vettoriali moderni come cSurvey e Therion è possibile gestire layer multipli sovrapposti, ciascuno con il proprio schema cromatico, creando mappe stratificate che comunicano informazioni complesse senza saturare lo spazio visivo.[3][11][9]

Estetica e funzionalità come un tutt’uno

Il concorso “Rilievo: tra arte e tecnica” della Società Speleologica Italiana valuta esplicitamente entrambe le dimensioni: qualità tecnica e qualità artistica, considerate non in contraddizione ma complementari. Francesco Serafin, vincitore del primo premio artistico 2024 con il rilievo della Grotta dei Partigiani, e Adriano Menin, primo classificato per la qualità tecnica con il rilievo della Grotta della Donna, rappresentano due facce della stessa medaglia: speleologi che hanno applicato principi di composizione visiva alla rappresentazione cartografica senza mai sacrificare l’accuratezza. La formazione di questi specialisti avviene attraverso la rete delle Scuole di Speleologia della SSI, che includono moduli dedicati alla rappresentazione grafica, all’uso del colore e ai principi di leggibilità cartografica.[17][16]


Concorsi e Gallerie: Dove Ammirare le Più Belle Mappe di Grotte

Il panorama italiano: “Rilievo: tra arte e tecnica”

La Commissione Nazionale Catasto Cavità Naturali della Società Speleologica Italiana coordina dal 1928 la raccolta sistematica dei dati speleologici. Nel 2024 ha istituito il concorso “Rilievo: tra arte e tecnica”, giunto nel 2026 alla sua terza edizione. Il concorso è aperto a tutti i soci SSI in regola con la quota associativa, riguarda rilievi 2D di cavità naturali italiane già inserite nel Catasto Grotte, e prevede premi fino a 350 euro. Le opere vengono valutate da una giuria tecnica e dal voto del pubblico, tipicamente nell’ambito di raduni nazionali di speleologia.[18][17][16]

La prima edizione 2024 ha visto premi assegnati per un valore complessivo in materiale speleologico; la seconda edizione 2025, tenutasi nell’ambito del Raduno Internazionale CapoVolta a Volta Mantovana (30 ottobre–2 novembre 2025), ha portato il montepremi a 1.000 euro totali, suddivisi tra primo premio (450 euro), secondo premio (300 euro) e premio del pubblico (250 euro).[19][16]

Il panorama internazionale: UIS e oltre

Il 19° Congresso Internazionale di Speleologia UIS, svoltosi a Belo Horizonte, Brasile, dal 20 al 27 luglio 2025, ha ospitato un concorso di cartografia che ha attratto specialisti da tutto il mondo. L’evento ha rappresentato una piattaforma per confrontare metodologie innovative e tecniche di mappatura dei sistemi carsici, con la partecipazione di oltre 1.100 speleologi provenienti da 51 paesi. Il prossimo Congresso è già pianificato: la 20ª edizione si terrà a Cluj-Napoca, Romania, nel 2029.[20][21][22]

A livello nazionale russo, il Primo Concorso Nazionale Russo di Rilevamenti Topografici di Grotte, organizzato da Gennady Samokhin, ha introdotto due categorie innovative: “Precisione e dettaglio nella mappatura delle grotte” e “Miglior design artistico”. Le opere vincitrici sono state esposte presso il Visitor Center del complesso “Tavrida Cave” e della grotta di ghiaccio di Kungur, e pubblicate su una sezione speciale del sito Speleoatlas.[23]

Visioni Sotterranee: quando la grotta diventa arte totale

Il concorso “Visioni Sotterranee”, organizzato da TETIDE APS come progetto EuroSpeleo in collaborazione con la Federazione Speleologica Europea, rappresenta un passo ulteriore nell’esplorazione del confine tra documentazione e arte. Giunto alla seconda edizione nel 2025, il concorso invita a presentare fotografie, disegni, diagrammi, vignette, grafica vettoriale, arte frattale, pixel art e collage multimediali ispirati al mondo sotterraneo. Le opere selezionate sono state esposte e premiate al 17° EuroSpeleoForum di Volta Mantovana, nell’ambito del Raduno CapoVolta 2025.[24][25]

Le categorie tecniche del concorso comprendono anche la Grafica Vettoriale per la creazione di mappe interattive e scalabili delle grotte, confermando come la cartografia speleologica sia riconosciuta a pieno titolo tra le forme espressive del mondo sotterraneo.[24]


L’Evoluzione Tecnologica e la Continuità Artistica

L’avvento degli scanner laser 3D e della fotogrammetria ha profondamente trasformato il rilievo speleologico senza però eliminarne la componente artistica: l’ha semmai arricchita di nuove possibilità. I rilievi digitali consentono layer informativi sovrapposti, animazioni tridimensionali e visualizzazioni immersive che trasformano la mappa tradizionale in esperienza multimediale. La SSI ha riconosciuto ufficialmente una nuova scuola di rilievo 3D con tecniche geomatiche, confermando l’interesse istituzionale verso questi sviluppi.[7][6][16]

La sfida contemporanea è mantenere saldo il legame tra precisione scientifica e sensibilità estetica nell’era digitale. Gli speleologi più esperti combinano la precisione degli strumenti moderni con la sensibilità artistica acquisita attraverso decenni di pratica manuale. Édouard-Alfred Martel, che fondò la Société de Spéléologie nel 1895 e sviluppò la prima metodologia sistematica di rilievo delle grotte, avrebbe probabilmente riconosciuto nei cartografi contemporanei i suoi eredi più fedeli: persone capaci di trasformare l’oscurità in conoscenza, e la conoscenza in bellezza.[26][27]


Conclusione

La cartografia speleologica occupa un territorio di frontiera tra scienza e arte, tra misura e racconto. Il sistema di simboli UIS garantisce un linguaggio comune universale; la poligonale trasforma il buio in coordinate; il software dà forma al dato grezzo. Ma è la mano — fisica o digitale — del cartografo che decide come raccontare tutto questo. I concorsi come “Rilievo: tra arte e tecnica” e “Visioni Sotterranee” sanciscono ufficialmente questa doppia natura, premiando lavori che siano al tempo stesso documenti scientifici affidabili e opere capaci di emozionare anche chi non ha mai messo piede sottoterra. Guardare una mappa di grotta con occhi nuovi significa riconoscervi non solo un archivio di coordinate, ma la traccia visibile di un’esplorazione — e di un’arte.

Fonti consultate:

L'articolo Non Solo Mappe, Ma Capolavori: la Cartografia Sotterranea tra Scienza e Arte proviene da Scintilena.

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