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Esplorazioni speleologiche in Montenegro: a Hidden Earth 2026 il racconto della spedizione UBSS a Kameno More

September 8th 2026 at 13:00

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Le esplorazioni speleologiche in Montenegro saranno al centro di una conferenza di Daniel Rose dedicata alla missione UBSS nel Kameno More, mentre le campagne italiane nello Žijovo, nel sud-est del Paese e sul Durmitor aggiornano il quadro della ricerca carsica balcanica.

Hidden Earth 2026 e la spedizione UBSS

Le esplorazioni speleologiche in Montenegro approdano al programma di Hidden Earth 2026. La conferenza internazionale dedicata alla speleologia ospiterà infatti UBSS Montenegro Expedition – Kameno More, un intervento di 30 minuti presentato da Daniel Rose.

L’incontro è dedicato alla spedizione organizzata quest’anno dall’UBSS, l’University of Bristol Speleological Society, insieme ad altri speleologi. Il gruppo ha scelto di lavorare nella regione di Kameno More, espressione traducibile come “mare di pietra”. Si tratta di un’area carsica montenegrina nella quale il paesaggio superficiale e le cavità costituiscono un campo di ricerca ancora aperto.

Secondo la presentazione della sessione, la missione segna la ripresa di una presenza esplorativa britannica nella zona dopo un’interruzione che durava dal 2013. Il racconto non sarà limitato ai risultati sul terreno. Affronterà anche la costruzione pratica della spedizione: la scelta dell’area, l’organizzazione in tempi brevi, la composizione della squadra e le difficoltà affrontate da un gruppo giovane, senza precedenti esperienze dirette nell’allestimento di una spedizione autonoma.

Questo elemento rende la relazione utile anche oltre la cronaca delle cavità visitate. Le esplorazioni speleologiche in Montenegro richiedono infatti preparazione tecnica, lettura del territorio, capacità logistica e collaborazione con le realtà locali. Il contributo UBSS propone quindi una testimonianza sul metodo organizzativo, senza anticipare dati di rilievo o nuove profondità non ancora pubblicati nel programma dell’evento.

Kameno More nel quadro del carsismo montenegrino

Kameno More è stato già indicato come area di interesse internazionale. Nell’agosto 2024 la spedizione Stone Sea aveva programmato qui ricognizioni e la prosecuzione delle ricerche in tre cavità denominate Meandar, Dvestotka e PT4. Il ritorno di una squadra britannica segnala la continuità dell’attenzione verso questo settore montano.

Il Montenegro riunisce massicci calcarei di alta quota, zone fortemente fratturate e paesaggi modellati dall’azione congiunta dell’acqua e dei processi glaciali. In simili contesti, la ricerca può riguardare ingressi nuovi, pozzi, cavità a sviluppo orizzontale, sistemi con ghiaccio sotterraneo e reti idrologiche complesse. La documentazione topografica e ambientale è essenziale per passare dalla sola individuazione delle grotte alla loro conoscenza scientifica.

Il quadro più recente del Durmitor aiuta a comprendere la scala di questo patrimonio. Sul massiccio sono censite 415 cavità, esplorate integralmente o solo in parte. Una campagna svolta nel luglio 2026 da ricercatori delle Università di Belgrado e del Montenegro ha riguardato Vodena pecina, Zelenovirska pecina e Ledena pecina. La Zelenovirska pecina raggiunge 830 metri di sviluppo esplorato ed è rilevante perché le grotte a prevalente andamento orizzontale sono meno frequenti in un carsismo d’alta quota dominato da forme verticali.

Esplorazioni speleologiche italiane in Montenegro

Le esplorazioni speleologiche in Montenegro vedono da alcuni anni una presenza italiana articolata. Nel 2024 la Commissione Grotte Eugenio Boegan di Trieste ha operato sullo Žijovo, nelle Ku?ke Planine, vicino al confine albanese. Dopo ricognizioni preliminari svolte tra il 2022 e il 2023, sei partecipanti hanno esplorato e rilevato 15 grotte in sei giorni di attività.

La missione ha utilizzato anche un drone con camera ad alta definizione per migliorare la lettura del terreno e individuare ulteriori ingressi. Tra le cavità descritte figurano l’Abisso Ledo, la Grotta Prepih e la Grotta Armada. Ledo presenta un pozzo superiore ai 100 metri, con pareti in larga parte ricoperte da ghiaccio; sul fondo è stata misurata una temperatura dell’aria di 1,7 °C. La Grotta Armada, profonda 34 metri e sviluppata per 100 metri, conserva invece evidenze di origine idrologica, mentre un crollo impedisce la prosecuzione verso livelli inferiori.

Nel 2025 la stessa Commissione ha programmato una nuova campagna sullo Žijovo dal 21 al 31 agosto. Gli obiettivi erano completare la mappatura delle cavità individuate nel 2024, cercare nuovi ingressi mediante prospezioni mirate e acquisire dati geologici e materiali multimediali. Il lavoro integrava droni, GIS, modello digitale del terreno e fotografie aeree. Le esplorazioni speleologiche in Montenegro proseguono quindi con una sequenza di ricognizione, verifica, rilievo e documentazione.

Un secondo filone italiano è quello del Centro Ricerche Carsiche “C. Seppenhofer” di Gorizia. Durante la Montenegro Speleo Expedition 2024, attiva tra il monte Pasjak e la cresta del Surdup nel sud-est del Paese, il gruppo ha scoperto, esplorato e rilevato 24 nuove grotte in dieci giorni. Alla campagna hanno partecipato anche speleologi di gruppi italiani e austriaci.

Il progetto ha associato alla ricerca esplorativa misure fisiche dell’aria in cavità, comprendenti temperatura, acidità, anidride carbonica, radon e radioattività. La seconda spedizione Seppenhofer è partita il 4 luglio 2025 con l’obiettivo di proseguire lo studio di nuove cavità e dei loro caratteri geologici e ambientali. I risultati preliminari diffusi per la campagna 2025 indicavano 12 pozzi esplorati, con profondità tra 15 e 34 metri, e nuove acquisizioni su CO? e radon.

Ricerca, rilievo e tutela delle grotte

La presenza di squadre britanniche, italiane, montenegrine e serbe mostra come le esplorazioni speleologiche in Montenegro siano oggi legate a una dimensione internazionale. Le attività sul campo producono dati utili per cartografia, geomorfologia, idrologia sotterranea, biologia e valutazione dei rischi. Non ogni cavità è destinata alla frequentazione, e la documentazione può essere il primo strumento di tutela.

Il caso della Ledena pecina nel Durmitor è indicativo. I ricercatori hanno segnalato condizioni di degrado e proposto di rimuovere corde danneggiate, delimitare l’area dell’ingresso e vietare chiaramente la discesa. Il mantenimento delle formazioni di ghiaccio e del microclima richiede infatti una gestione prudente. I Parchi nazionali del Montenegro hanno dichiarato che adotteranno misure nell’ambito delle loro competenze.

La conferenza di Hidden Earth 2026 si inserisce in questo contesto. Il resoconto UBSS su Kameno More potrà offrire un aggiornamento diretto su una campagna recente e mettere in comune esperienze organizzative, tecniche di esplorazione e problemi aperti. Per le esplorazioni speleologiche in Montenegro, la condivisione dei risultati resta una parte decisiva del lavoro: consente di confrontare dati, evitare sovrapposizioni e costruire conoscenza su aree carsiche che restano solo parzialmente investigate.

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  • Festa della Speleologia a Trýpa tou Voriá: memoria esplorativa e ricerca nel Peloponneso
    Condividi Trýpa tou Voriá torna al centro di un appuntamento previsto il 12 settembre 2026 a Metamorfosi, in Laconia: visita all’ingresso, racconti degli esploratori e un calendario dedicato alla grotta. La ricorrenza richiama anche le esplorazioni speleologiche nel Peloponneso, dalle ricerche italiane e greche nella Lakonia alle recenti immersioni nella sorgente di Sintzi. La festa di Trýpa tou Voriá Metamorfosi, nel territorio di Molai in Laconia, si prepara a dedicare una giornata a
     

Festa della Speleologia a Trýpa tou Voriá: memoria esplorativa e ricerca nel Peloponneso

September 8th 2026 at 12:00

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Trýpa tou Voriá torna al centro di un appuntamento previsto il 12 settembre 2026 a Metamorfosi, in Laconia: visita all’ingresso, racconti degli esploratori e un calendario dedicato alla grotta. La ricorrenza richiama anche le esplorazioni speleologiche nel Peloponneso, dalle ricerche italiane e greche nella Lakonia alle recenti immersioni nella sorgente di Sintzi.

La festa di Trýpa tou Voriá

Metamorfosi, nel territorio di Molai in Laconia, si prepara a dedicare una giornata alla Trýpa tou Voriá, nome greco che significa “Buco della Bora”.

L’iniziativa, annunciata per sabato 12 settembre 2026, unirà attività all’aperto, divulgazione per le nuove generazioni e testimonianze dedicate alla storia esplorativa della cavità.

Il programma prevede alle 8 la partenza a piedi lungo il sentiero situato di fronte all’azienda agricola di Nikolaos Panaritis.

Il percorso di andata e ritorno è indicato in circa 1.200 metri. I partecipanti raggiungeranno l’area dell’ingresso della grotta. L’obiettivo è mostrare ai ragazzi la posizione della bocca, spiegare l’estensione del sistema attraverso riferimenti posti sul terreno e assistere alle fasi di preparazione e discesa degli speleologi.

Gli organizzatori chiedono che i minori siano iscritti entro le 18 dell’11 settembre, accompagnati da un genitore. È raccomandato portare acqua. La scelta di svolgere l’attività fuori dalla cavità consente di avvicinare il pubblico alla speleologia e alla sicurezza in ambiente verticale, senza trasformare un ingresso impegnativo in una visita non attrezzata.

Alle 20 si terranno proiezioni fotografiche e video, con interventi dedicati alle prime campagne di ricerca.

Il testo dell’iniziativa annuncia la presenza di Nino Larocca, indicato come componente del Gruppo Speleologico Sparviere e tra gli esploratori che operarono nell’area con attività di documentazione, rilievo e formazione rivolta agli abitanti. È inoltre previsto un richiamo alle esplorazioni di Giannis Kofinas del 1998.

La giornata comprenderà la consegna di targhe al Gruppo Speleologico Sparviere e alla Fondazione di pubblica utilità “Eugenia Anastasiadou Smyrnaiou” del Gruppo Anastassiadis. Quest’ultima ha sostenuto la realizzazione del calendario da collezione 2027, “Dentro la Trýpa tou Voriá”, che sarà distribuito gratuitamente ai presenti. Il calendario raccoglierà immagini delle concrezioni della grotta.

Trýpa tou Voriá e la storia della Bora

La Trýpa tou Voriá si apre nei pressi di Metamorfosi, nella Laconia sud-orientale. La denominazione locale è legata alla forte corrente d’aria fresca che esce da una piccola apertura. Nella tradizione greca Boreas è il vento del Nord. Il nome della grotta traduce quindi un fenomeno fisico ben percepibile da chi si avvicina al suo ingresso.

Una ricostruzione pubblicata nel 2011 dalla rivista della Società Speleologica Italiana documenta le campagne svolte dal Gruppo Speleologico Sparviere nel Peloponneso sud-orientale.

Le prime ricognizioni italiane nell’area, con base nei pressi di Molai, risalgono al periodo 28 dicembre 1989-6 gennaio 1990. La cavità venne poi individuata ed esplorata durante la seconda spedizione, nelle festività 1990-1991.

L’accesso era noto ai pastori locali, ma le dimensioni ridotte della bocca e il pozzo iniziale avevano reso difficile ogni discesa. Il primo pozzo fu rilevato con una profondità di 47 metri. Alla base furono segnalati resti ossei umani e materiali bellici inesplosi, elementi che impongono la massima prudenza e che appartengono alla complessa storia del luogo.

La prima fase di esplorazione e rilievo raggiunse circa 500 metri di gallerie e la quota di -140 metri. Le ricerche successive ampliarono la conoscenza del sistema. Il rilievo pubblicato nel 2011 attribuisce alla Trýpa tou Voriá uno sviluppo spaziale di 988 metri e una profondità di 140 metri. Sono dati storici di rilievo, non una certificazione di eventuali sviluppi realizzati dopo quella pubblicazione.

Le esplorazioni speleologiche in Peloponneso

La festa permette di collocare la Trýpa tou Voriá in un territorio dove la speleologia ha costruito nel tempo una rete di collaborazioni internazionali. Nella Lakonia, le spedizioni del Gruppo Speleologico Sparviere, dell’Associazione Speleologica Barese e dei gruppi greci hanno interessato non solo il Buco della Bora, ma anche i distretti di Niata, Molai e Zarakas.

Nel 1997 un campo interno nella grotta portò al rilievo di circa altri 350 metri di gallerie e a un secondo rilievo di precisione. Nel 1998 intervennero gruppi greci, tra cui S.P.E.L.E.O. di Atene e Speleo Club Parnon-Taigetos Poseidon di Sparta, con studi geologici e documentazione fotografica. Nel 1999 furono effettuate risalite nella zona della Torre, che consentirono di raggiungere il settore chiamato Trono di Poseidone. Un incontro italo-greco del 2004 puntò al completamento del rilievo, alla topografia ipogea e alla ricognizione di ulteriori aree della Lakonia e della Messinia.

Gli ambienti descritti nel rilievo storico comprendono grandi saloni, settori labirintici, pozzi e ricche concrezioni calcitiche. La cavità è impostata lungo fratture opposte ed è interessata da una corrente d’aria. Questi elementi mantengono interesse per la lettura morfologica e per eventuali prosecuzioni da verificare con metodi aggiornati, autorizzazioni e competenze adeguate.

Nello stesso Peloponneso, la ricerca continua anche in ambiente sommerso. Tra aprile e maggio 2025 il gruppo polacco BAD Exploration ha esplorato oltre 100 metri aggiuntivi nella sorgente di Sintzi, nella regione di Kandila. La progressione ha raggiunto -255 metri, lungo un tratto orizzontale. La missione ha prodotto rilievi e proiezioni 3D e ha lasciato una sagola di 150 metri per future attività. Sintzi viene indicata dalle fonti di spedizione come la grotta sommersa più profonda della Grecia.

Le due vicende mostrano approcci diversi. La Trýpa tou Voriá racconta decenni di ricerca in una cavità verticale concrezionata della Lakonia. Sintzi Spring rappresenta invece una frontiera speleosubacquea profonda, dove distanza, gestione dei gas, tempi di fondo e decompressione definiscono il margine operativo. In entrambi i casi, rilievo, documentazione e cooperazione fra gruppi restano strumenti centrali per trasformare l’esplorazione in conoscenza condivisa.

Divulgazione, sicurezza e territorio

L’appuntamento di Metamorfosi non è una visita turistica alla grotta. La prevista osservazione dell’ingresso e delle manovre dall’esterno ha un valore educativo. Rende visibile il lavoro preparatorio che precede ogni discesa e separa la divulgazione dalla pratica speleologica tecnica.

L’incontro dedicherà spazio anche alle piante endemiche lungo i sentieri che conducono alle cavità dell’area. Il tema collega la Trýpa tou Voriá al paesaggio superficiale. La tutela di una grotta non riguarda solo le sale interne. Coinvolge l’accesso, le acque, la vegetazione, le tracce storiche e il comportamento di chi frequenta il territorio.

Il ritorno degli esploratori e la distribuzione di immagini possono rendere accessibile un patrimonio sotterraneo che non può essere aperto indistintamente al pubblico. La fotografia e il rilievo svolgono qui una funzione precisa: documentare la cavità, conservarne la memoria e offrire strumenti per leggere le esplorazioni speleologiche in Peloponneso senza aumentare la pressione diretta sugli ambienti più delicati.

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  • Man and Karst 2026 a Vendicari: ricerca, grotte e paesaggi carsici al centro dell’incontro
    Condividi Man and Karst 2026 apre in Sicilia nella prima Giornata internazionale delle Grotte e del Carsismo, con sessioni scientifiche, visite alla Grotta Monello e itinerari nei geositi del Sud-Est Dal 13 al 19 settembre la Sicilia sud-orientale ospiterà Man and Karst 2026, quarta edizione della conferenza internazionale promossa dal CIRS ETS – Centro Ibleo di Ricerche Speleo-Idrogeologiche di Ragusa. L’appuntamento riunirà ricercatori, speleologi, geologi, biospeleologi, archeologi e opera
     

Man and Karst 2026 a Vendicari: ricerca, grotte e paesaggi carsici al centro dell’incontro

September 8th 2026 at 11:00

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Man and Karst 2026 apre in Sicilia nella prima Giornata internazionale delle Grotte e del Carsismo, con sessioni scientifiche, visite alla Grotta Monello e itinerari nei geositi del Sud-Est

Dal 13 al 19 settembre la Sicilia sud-orientale ospiterà Man and Karst 2026, quarta edizione della conferenza internazionale promossa dal CIRS ETS – Centro Ibleo di Ricerche Speleo-Idrogeologiche di Ragusa. L’appuntamento riunirà ricercatori, speleologi, geologi, biospeleologi, archeologi e operatori impegnati nello studio e nella tutela del patrimonio carsico. Il programma diffuso dall’organizzazione, a cura di Rosario Ruggieri, concentra le sessioni congressuali dal 14 al 16 settembre al Centro Regionale del Germoplasma di contrada Marianelli, nella Riserva naturale di Vendicari, nel territorio di Noto.

L’apertura è prevista domenica 13 settembre, data che coincide con la prima Giornata internazionale delle Grotte e del Carsismo istituita dall’UNESCO. La giornata inaugurale si svolgerà presso la Riserva naturale integrale Grotta Monello, nel Siracusano, con l’accoglienza dell’Università di Catania e una visita scientifica guidata da Sandro Privitera e Rosario Ruggieri.

Man and Karst 2026 e la Grotta Monello nel carsismo ibleo

La scelta della Grotta Monello collega Man and Karst 2026 a uno dei principali siti ipogei protetti degli Iblei. La riserva si trova in contrada Perciata, nel territorio di Siracusa, occupa circa 60 ettari ed è stata istituita nel 1998. L’Università di Catania ne evidenzia il valore geologico e biologico, oltre al regime di tutela integrale che vieta la fruizione turistica della grotta.

L’ipogeo, scoperto nel 1948, si sviluppa su più livelli per circa 540 metri. Ospita concrezioni e comunità faunistiche legate all’ambiente sotterraneo. La visita prevista per l’apertura assume quindi un carattere scientifico e istituzionale, coerente con le limitazioni poste a protezione del sito. Interverranno rappresentanti dell’Ateneo catanese, del Dipartimento di Scienze biologiche, geologiche e ambientali e del Libero Consorzio comunale di Siracusa.

La coincidenza con la ricorrenza UNESCO aggiunge un quadro internazionale all’incontro. La Giornata del 13 settembre è dedicata alla conoscenza, alla protezione, allo studio e alla gestione sostenibile di grotte e sistemi carsici. Per le aree mediterranee, in cui falde, sorgenti, coste e cavità sono spesso strettamente connessi, il tema interessa sia la ricerca sia le politiche territoriali.

Paesaggio carsico e speleologia nelle sessioni di Vendicari

Lunedì 14 settembre, dopo i saluti istituzionali e la presentazione di Man and Karst 2026 da parte di Rosario Ruggieri, inizieranno le sessioni di lavoro. La prima sarà dedicata alla protezione e alla valorizzazione del paesaggio carsico. Gli interventi porteranno casi di studio dalla Croazia, dalla Libia e dalla Sicilia, con contributi sui geositi regionali, sul geoturismo e sui processi educativi legati al patrimonio naturale.

La sessione successiva affronterà geomorfologia e speleologia. Il programma comprende ricerche sul Carso classico triestino, sul fluviocarsismo della Slovenia centrale, sui karren tropicali di Cuba, sui Monti Sibillini e sui paesaggi carsici dell’Oklahoma. Un intervento illustrerà inoltre le ricerche 2025-2026 nell’area dell’Al Jabal al Akhdar, in Cirenaica.

Nel pomeriggio spazio alla biospeleologia e alla biodiversità. Tra i temi annunciati figurano la conservazione della fauna sotterranea della Sicilia orientale, la valutazione del rischio d’invasione del gambero rosso della Louisiana nei sistemi carsici europei e mediterranei, gli organismi associati al moonmilk e nuove prospettive di ricerca sui biomi di grotta in Armenia. Sono argomenti che mostrano come il sottosuolo non sia un ambiente isolato: le acque, gli ingressi, le modificazioni climatiche e le pressioni antropiche possono influire sugli equilibri biologici delle cavità.

La quarta sessione, infine, sarà riservata a miniere e antichi acquedotti nelle aree carsiche. Sono previsti contributi sul rilievo 3D dell’acquedotto Galermi con iPhone LiDAR, sugli ipogei naturali e artificiali del Passo dell’Orco, sulle miniere di zolfo e potassio della Sicilia e sul lungo sistema di gallerie idriche di Yarmouk-Decapolis, in Giordania.

Rischio carsico, acque sotterranee e archeologia

Martedì 15 settembre il programma di Man and Karst 2026 proseguirà con geologia e pericolosità carsica. Sinkhole, instabilità delle falesie costiere, subsidenza e analisi con telerilevamento saranno al centro di studi riferiti alla Libia, al Friuli, alla Puglia e alla Sicilia sud-orientale. È previsto anche un contributo sulla nuova carta geologica CARG Siracusa in scala 1:50.000 e sulle sue implicazioni per la lettura dei processi carsici.

Seguirà la sessione dedicata a idrogeologia e vulnerabilità. L’attenzione sarà posta sulle sorgenti carsiche, sui modelli idrogeologici e sui problemi di contaminazione delle acque sotterranee. Il caso del sistema Oro-Scribano Misericordia, nel Sud-Est siciliano, sarà presentato come esempio di inquinamento in un acquifero carsico. Il tema è rilevante perché la circolazione in rocce fratturate e dissolte può trasferire rapidamente gli inquinanti dalle superfici alle falde e alle sorgenti.

Il pomeriggio sarà dedicato ad archeologia e paleontologia in grotta. Il calendario include lavori su Grotta Lazzaro a Rosolini, sulla grotta Sbriulia e su due cavità inedite nella Cava di Baulì, entrambe nel territorio di Noto, oltre a ricerche sul Monte Kronio, sugli ippopotami fossili di Acquedolci e sull’ipogeo di Monte Rotondo a Giarratana. Le due sessioni poster completeranno il quadro con approfondimenti su protezione delle acque carsiche, monitoraggi di CO2 e radon in cavità, pipistrelli delle grotte della provincia di Siracusa, habitat di Meta menardi nelle grotte laviche etnee e risorse carsiche dell’Albania.

Escursioni di Man and Karst 2026 sul territorio siciliano

Mercoledì 16 settembre sarà dedicato alle attività sul campo nella Riserva di Vendicari, sull’isola di Capo Passero e a Marzamemi. Il programma indica una visita guidata nella riserva, le escursioni sull’isola e al Forte spagnolo, quindi un passaggio alla tonnara storica di Marzamemi. La chiusura è prevista con una serata conclusiva.

Il calendario generale comprende anche escursioni pre e post-conferenza dal 13 al 19 settembre. L’elemento territoriale non costituisce una parte separata dell’incontro: mette in relazione i temi discussi in sala con geositi, coste carbonatiche, cavità, paesaggi rurali e testimonianze storiche della Sicilia. In questo quadro, Man and Karst 2026 propone un confronto tra casi mediterranei e internazionali, mantenendo nel Sud-Est siciliano il proprio riferimento geografico e scientifico.

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Concluso Eurokarst 2026 a Neuchâtel: all’incontro hanno partecipato 250 specialisti provenienti da tutti i continenti.

September 8th 2026 at 10:00

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Al congresso europeo dedicato all’idrogeologia del carso e dei serbatoi carbonatici, Liviu Valenas ha presentato un contributo su geomorfologia e idrochimica delle cavità d’acqua in arenaria del Nord-Est della Thailandia.,

Eurokarst 2026, un confronto internazionale sulle acque sotterranee

Eurokarst 2026 si è svolto a Neuchâtel, in Svizzera, dal 31 agosto al 4 settembre.

La conferenza europea biennale è dedicata all’idrogeologia del carso e dei serbatoi carbonatici. Riunisce ricercatori universitari, tecnici e professionisti impegnati nello studio delle acque sotterranee e degli ambienti carsici.

La sede non è casuale. Neuchâtel si trova ai piedi del Giura, in un territorio segnato da rocce calcaree e dalla circolazione idrica sotterranea. La città aveva già ospitato la prima edizione dell’incontro nel 2016. Per l’edizione 2026, l’Università di Neuchâtel e l’Istituto svizzero di speleologia e carsologia hanno avuto un ruolo centrale nell’organizzazione e nel contesto scientifico locale.

Il sito ufficiale descrive Eurokarst come un forum di confronto tra ricerca accademica e pratica professionale. Nel programma è stata inclusa anche la riunione della Karst Commission dell’International Association of Hydrogeologists, organismo internazionale attivo sui temi della gestione delle risorse idriche in acquiferi carsici.

Eurokarst 2026, numeri e temi del programma scientifico

Secondo quanto riferito da Mónica Ponce, presidente della Commissione Materiali e Tecniche dell’Unione Internazionale di Speleologia, a Eurokarst 2026 hanno partecipato 250 specialisti provenienti da tutti i continenti. Il dato restituisce la dimensione internazionale dell’incontro.

Prima dell’avvio della conferenza, la comunicazione dell’Università di Neuchâtel indicava la presenza attesa di circa 200 specialisti dell’idrogeologia delle rocce calcaree. La differenza tra previsione e numero riportato dopo l’apertura può essere letta come un possibile incremento della partecipazione effettiva; il dato di 250 resta attribuito alla comunicazione di Ponce.

Il programma diffuso dalla Karst Commission comprendeva cinque relazioni principali, circa 100 comunicazioni orali e 90 poster. Erano previsti anche corsi brevi nella giornata del 30 agosto e tre escursioni successive alla parte congressuale. Le sessioni hanno affrontato la modellazione dei flussi sotterranei, l’infiltrazione delle precipitazioni, la qualità delle acque, la protezione delle captazioni e l’uso di dati di campo per migliorare i modelli idrogeologici.

Questi temi hanno rilievo anche per la speleologia. Nei sistemi carsici, la rapida connessione fra superficie e sottosuolo rende spesso più vulnerabili le falde. Misure, tracciamenti, analisi chimiche e osservazioni geomorfologiche permettono di ricostruire percorsi dell’acqua, tempi di trasferimento e possibili sorgenti di contaminazione.

Arenarie quarzifere della Thailandia al Poster Blitz di Eurokarst 2026

Nella giornata del 31 agosto, nella sezione Poster Blitz di Eurokarst 2026, Liviu Valenas ha presentato lo studio dedicato alla geomorfologia e all’idrochimica delle pozze d’acqua sviluppate nelle arenarie quarzifere del Nord-Est della Thailandia. Il lavoro è firmato da Liviu Valenas, Christine Viehweger e Stephanie Gimmler della Technical University of Freiberg, in Germania.

Il contributo porta l’attenzione su forme e processi che non coincidono con il carso classico in roccia carbonatica. Le arenarie quarzifere sono costituite in larga misura da granuli di quarzo. La loro evoluzione superficiale e sotterranea può dipendere dall’alterazione dei minerali, dalla disgregazione fisica della roccia, dall’erosione e dalla persistenza dell’acqua nelle depressioni.

Le pozze d’acqua in roccia, spesso indicate in letteratura internazionale come rock pools o weathering pits, possono conservare informazioni sull’azione combinata dell’acqua e dei sedimenti. Lo studio integrato della forma delle cavità e della composizione chimica dell’acqua può aiutare a distinguere i processi dominanti. Può inoltre documentare la relazione tra caratteristiche della roccia, stagionalità delle piogge e condizioni locali di drenaggio.

La presenza di questo lavoro a Eurokarst 2026 amplia quindi il confronto oltre i soli acquiferi carbonatici. La geomorfologia delle arenarie e l’idrochimica delle acque raccolte in piccole cavità costituiscono un terreno di dialogo tra geologia, idrologia e studio dei paesaggi di alterazione.

Eurokarst 2026 e divulgazione sul patrimonio sotterraneo

Accanto alle sessioni scientifiche, Eurokarst 2026 ha previsto iniziative aperte al pubblico. Il 30 agosto si è tenuta l’esecuzione corale Inception Horizon alla Chapelle de la Maladière. Il 31 agosto l’Aula des Jeunes-Rives ha ospitato un incontro sulla grotta Cosquer e sul cambiamento climatico, con Bruno Arfib dell’Università di Aix-Marseille.

La scelta di affiancare divulgazione e ricerca riflette la natura applicata dei temi discussi. Le acque sotterranee, le grotte e le aree carsiche riguardano la disponibilità idrica, gli ecosistemi, i rischi ambientali e la conoscenza del patrimonio naturale. Per la comunità speleologica, Eurokarst 2026 ha rappresentato anche uno spazio utile per seguire metodi e risultati provenienti dall’idrogeologia, dalla geomorfologia e dalle scienze della Terra.

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  • Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo: a Udine la mostra sul patrimonio speleologico del Friuli Venezia Giulia
    Condividi Dall’11 al 27 settembre 2026 la Società Filologica Friulana ospita “Le Grotte: tra esplorazione e ricerca”. L’iniziativa si inserisce nel programma regionale della prima Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo, fissata dall’UNESCO al 13 settembre. Mostra a Udine per la Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo Udine ospiterà dall’11 al 27 settembre 2026 la mostra “Le Grotte: tra esplorazione e ricerca. Il patrimonio speleologico del Friuli Venezia Giulia”. L
     

Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo: a Udine la mostra sul patrimonio speleologico del Friuli Venezia Giulia

September 8th 2026 at 09:00

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Dall’11 al 27 settembre 2026 la Società Filologica Friulana ospita “Le Grotte: tra esplorazione e ricerca”. L’iniziativa si inserisce nel programma regionale della prima Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo, fissata dall’UNESCO al 13 settembre.

Mostra a Udine per la Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo

Udine ospiterà dall’11 al 27 settembre 2026 la mostra “Le Grotte: tra esplorazione e ricerca. Il patrimonio speleologico del Friuli Venezia Giulia”. L’esposizione sarà allestita nella sede della Società Filologica Friulana, in via Manin 18. L’apertura è in calendario venerdì 11 settembre alle 17.30.

L’appuntamento rientra nelle iniziative dedicate alla prima Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo, che ricorre domenica 13 settembre. La mostra è promossa dalla Federazione Speleologica Regionale del Friuli Venezia Giulia con la Società Filologica Friulana e la Regione autonoma Friuli Venezia Giulia. Per l’inaugurazione collaborano anche il Servizio geologico regionale e il Circolo Speleologico e Idrologico Friulano.

Il percorso presenta pannelli esplicativi, fotografie e reperti. L’obiettivo è raccontare le cavità regionali e il lavoro che permette di conoscerle. L’esplorazione non coincide solo con la progressione in grotta. Comprende rilievi, documentazione, studio delle acque, osservazioni biologiche e aggiornamento dei dati catastali.

Patrimonio speleologico del Friuli Venezia Giulia tra ricerca e catasto

Il Friuli Venezia Giulia riunisce aree carsiche molto diverse. Il Carso classico, le Prealpi Giulie e il massiccio del Canin mostrano forme, sistemi idrici sotterranei e storie esplorative differenti. In questo quadro il catasto non è un semplice elenco di ingressi. È uno strumento di conoscenza utile per la ricerca, la pianificazione e la tutela.

Secondo i dati richiamati nel programma regionale della Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo, il Catasto speleologico regionale censisce 8.691 cavità e 9.540 ingressi. La differenza dipende dal fatto che uno stesso sistema può comprendere più accessi. Il dato restituisce la dimensione di un patrimonio distribuito tra ambienti montani, collinari e carsici.

La mostra di Udine intende rendere leggibile questa complessità a un pubblico ampio. Immagini, oggetti e materiali divulgativi collegano la storia della speleologia alle attività odierne. La documentazione prodotta dai gruppi speleologici conserva la memoria delle esplorazioni e fornisce informazioni che possono diventare rilevanti anche per la protezione degli ecosistemi e delle risorse idriche.

All’inaugurazione sono previsti gli interventi di Fabio Scoccimarro, assessore regionale alla Difesa dell’ambiente, energia e sviluppo sostenibile, di Massimo Zanetti, direttore del Servizio geologico della Regione, di Mauro Kraus, presidente della Federazione Speleologica del Friuli Venezia Giulia, e di Umberto Sello, presidente del Circolo Speleologico e Idrologico Friulano. Sello ripercorrerà 130 anni di speleologia friulana. Giuseppe Adriano Moro presenterà la Grotta Tirfor, nel Complesso Bernardo Chiappa, catasto 7739/4721 Fr, illustrando gli otto chilometri esplorati nel sottosuolo del Monte Bernadia.

Realtà virtuale e divulgazione della speleologia regionale

Una parte della visita sarà dedicata a contenuti immersivi. Visori per realtà virtuale consentiranno di seguire video a 360 gradi. Schermi proporranno virtual tour e filmati divulgativi. La soluzione permette di osservare ambienti che spesso non sono accessibili al pubblico, senza aumentare la pressione sulle cavità più delicate.

La scelta ha anche un valore didattico. Una grotta è un ambiente con condizioni fisiche specifiche, tempi di formazione lunghi e comunità biologiche spesso vulnerabili. La riproduzione digitale non sostituisce il lavoro sul campo. Può però spiegare come si svolgono rilievo, esplorazione e ricerca, avvicinando visitatori e scuole al patrimonio speleologico del Friuli Venezia Giulia.

Nel calendario regionale, la Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo è accompagnata anche dall’iniziativa “Grotte aperte”, prevista il 12 e 13 settembre. Cinque grotte turistiche inserite nel Catasto speleologico regionale saranno visitabili gratuitamente. Il programma include inoltre un workshop a Trieste, il 15 settembre, dedicato al centenario di Duemila Grotte di Luigi Vittorio Bertarelli ed Eugenio Boegan, opera indicata dalla Regione come il primo catasto speleologico al mondo.

La prima Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo

La Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo è stata proclamata dall’UNESCO nel novembre 2025. La ricorrenza annuale cade il 13 settembre. La proposta è stata avanzata dalla Repubblica di Slovenia su impulso dell’Unione Internazionale di Speleologia, con il coinvolgimento del Karst Research Institute ZRC SAZU e della Commissione nazionale slovena per l’UNESCO.

Per il 2026 si tratta della prima celebrazione ufficiale. L’UNESCO indica tra le sue finalità la sensibilizzazione sulle cavità naturali sotterranee, sulle risorse idriche e sui paesaggi geologici. La ricorrenza mette quindi in relazione ricerca, educazione ambientale, tutela e gestione responsabile del carsismo.

Il contesto internazionale sarà vicino al Friuli Venezia Giulia anche dal punto di vista geografico. A Postojna, in Slovenia, dal 10 al 13 settembre è previsto un incontro scientifico internazionale intitolato “Explore, Understand and Protect: Towards Sustainable Management of Caves and Karst”. Il programma annunciato comprende sessioni scientifiche, escursioni in aree carsiche slovene e una celebrazione nella Grotta di Postumia prevista per il 12 settembre.

La mostra udinese colloca così la speleologia regionale in un programma più vasto. La Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo offre un riferimento comune per mostrare che le cavità non sono soltanto luoghi di visita. Sono archivi geologici e culturali, habitat e parti di sistemi idrici che richiedono dati aggiornati, studio e attenzione nella frequentazione.

Informazioni per la visita

Mostra: “Le Grotte: tra esplorazione e ricerca. Il patrimonio speleologico del Friuli Venezia Giulia”
Sede: Società Filologica Friulana, via Manin 18, Udine
Inaugurazione: venerdì 11 settembre 2026, ore 17.30
Periodo di visita: 11–27 settembre 2026

Fonti

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  • Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo 2026: dall’Italia una rete di eventi tra ricerca, acqua e tutela
    Condividi La prima ricorrenza UNESCO del 13 settembre incontra le Giornate Nazionali della Speleologia, con appuntamenti in nove aree italiane dedicati alle cavità, agli acquiferi, alla biodiversità e alla divulgazione. La Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo sarà celebrata per la prima volta domenica 13 settembre 2026. La data è stata proclamata dall’UNESCO come ricorrenza annuale per accrescere la conoscenza pubblica delle grotte e dei paesaggi carsici e per promuoverne studi
     

Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo 2026: dall’Italia una rete di eventi tra ricerca, acqua e tutela

September 8th 2026 at 08:00

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La prima ricorrenza UNESCO del 13 settembre incontra le Giornate Nazionali della Speleologia, con appuntamenti in nove aree italiane dedicati alle cavità, agli acquiferi, alla biodiversità e alla divulgazione.

La Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo sarà celebrata per la prima volta domenica 13 settembre 2026. La data è stata proclamata dall’UNESCO come ricorrenza annuale per accrescere la conoscenza pubblica delle grotte e dei paesaggi carsici e per promuoverne studio, protezione e gestione sostenibile.

In Italia, la ricorrenza si intreccia con le Giornate Nazionali della Speleologia promosse dalla Società Speleologica Italiana e dal Club Alpino Italiano. Il calendario diffuso sul portale nazionale propone attività dall’8 al 19 settembre, oltre a un intervento di bonifica previsto nel fine settimana del 12 e 13 settembre. Il programma riunisce visite accompagnate, conferenze, laboratori per famiglie, iniziative di documentazione e azioni dirette in ambiente ipogeo.

La Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo porta così sul territorio italiano temi che attraversano l’attività speleologica: la conoscenza delle cavità, la qualità delle acque sotterranee, la tutela dei chirotteri, la gestione delle visite e la trasmissione del patrimonio naturale e culturale.

Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo: il quadro UNESCO

La denominazione ufficiale della nuova ricorrenza è International Day of Caves and Karst, in italiano Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo, abbreviata IDCK. In alcuni contesti divulgativi può comparire l’espressione “Giornata mondiale delle grotte e del carsismo”. La data riconosciuta dall’UNESCO è però il 13 settembre, non una generica celebrazione mondiale priva di questa cornice istituzionale.

Secondo UNESCO, i paesaggi carsici e le grotte interessano quasi un quarto delle terre emerse e forniscono acqua potabile a oltre un miliardo di persone. Sono sistemi formati dalla dissoluzione di rocce solubili, soprattutto carbonatiche, che mettono in relazione forme di superficie, cavità, reti di fratture, sorgenti e falde. Ospitano inoltre biodiversità sotterranea e conservano archivi geologici, climatici, archeologici e storici.

La Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo richiama quindi il valore delle cavità oltre la sola dimensione esplorativa. UNESCO la collega agli obiettivi relativi all’acqua, alle città e alle comunità, al clima e alla biodiversità. Il primo appuntamento internazionale è previsto a Postojna, in Slovenia, dal 10 al 13 settembre 2026, con una conferenza scientifica e una cerimonia ufficiale.

Giornate Nazionali della Speleologia tra visite e divulgazione

Il calendario italiano mostra una distribuzione geografica ampia. In Emilia-Romagna, il 13 settembre, la Tana della Mussina ad Albinea ospiterà due sessioni di accompagnamento. La giornata terminerà con la proiezione di un video dedicato ai Gessi Messiniani di Borzano, sito UNESCO.

A Trieste, la Caverna III di Basovizza aprirà al pubblico il 13 settembre in due fasce orarie. Il Club Alpinistico Triestino prevede una mostra didattica sui pipistrelli, con dodici pannelli trilingui, e un’attività al microscopio elettronico guidata da Sergio Dolce. L’iniziativa affronterà anche speleogenesi, flora e storia della cavità durante la Seconda guerra mondiale. Sempre a Trieste, il 15 settembre, il workshop “Duemila Grotte. 1926|2026. La speleologia, cent’anni dopo” riprenderà il tema del primo grande inventario delle cavità carsiche.

Nel Lazio, il 12 settembre a San Felice Circeo, una conferenza sarà dedicata alla Grotta Spaccata di Torre Paola. Il percorso annunciato collega esplorazione, paleontologia e tradizione omerica. Nelle Marche, dal 14 al 16 settembre, le biblioteche di Cerreto d’Esi, Sassoferrato e Mergo proporranno letture e laboratori per bambine, bambini e famiglie ispirati alla scoperta delle Grotte di Frasassi.

Carsismo, falde e biodiversità nel programma italiano

La tutela degli acquiferi è uno dei temi più ricorrenti della Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo. In Veneto, a Valbrenta, l’open day del 13 settembre “Esplorare, capire e proteggere gli acquiferi carsici” prevede tre tappe presso Fontana Moretti, il Laghetto di Ponte Subiolo e la grotta fossile di Ponte Subiolo. Il programma introduce anche l’“Elefante Bianco”, cavità subacquea esplorata fino a meno 292 metri. Il 15 settembre, alle Grotte di Oliero, sarà invece presentata la guida “La fabbrica dell’acqua”.

Sempre nel Vicentino, sull’Altopiano dei Sette Comuni, I Recuperanti di Montagne Terzo Patrimonio svolgeranno una bonifica con rilievo cartografico di una cavità in Val Galmarara. L’attività, fissata il 12 e 13 settembre, riguarda la rimozione di rifiuti come vetro e plastica e la documentazione della grotta.

In Sardegna, l’11 settembre, il Parco di Monte Atzei a Narcao sarà il contesto di un’escursione tra le cavità della foresta del Rio Cannedu. Sulcis Underground annuncia approfondimenti sulla formazione delle grotte, sugli habitat e sui pipistrelli, con identificazione sul campo tramite bat detector.

Anche in Campania il programma prende la forma di un’uscita in cavità. Il 19 settembre, ai Monti Alburni, gruppi provenienti anche da Basilicata, Calabria e Puglia accompagneranno il pubblico alla Grotta di Fra’ Gentile, nell’area di Sant’Angelo a Fasanella. L’iniziativa è presentata come momento di osservazione dello stato degli ambienti ipogei e della fauna autoctona.

Sicilia e Puglia, conoscenza del territorio carsico

La Sicilia concentra diversi appuntamenti. A Noto, dal 13 al 19 settembre, la quarta edizione di “Man and Karst 2026” si svolgerà nell’area di Marianelli, nella Riserva naturale di Vendicari. Il CIRS ETS propone un programma dedicato a tutela, promozione e gestione sostenibile dei paesaggi carsici, degli ecosistemi sotterranei e dei beni culturali collegati.

A Catania, l’11 settembre, la conferenza “Gocce nel Buio” affronterà la salvaguardia delle falde acquifere e l’ecogestione del turismo sotterraneo. Il 13 settembre il Gruppo Grotte Catania CAI condurrà una giornata sul campo alle grotte Mastropietro e Genovese II, con prenotazione obbligatoria. A Palermo, nella Riserva naturale orientata Grotta della Molara, sono previsti due turni di visita con gli operatori della riserva e gli speleologi di ANS Le Taddarite.

In Puglia, l’8 settembre a Bari sarà presentato il volume “Viaggi sotto le Murge – Le radici del paesaggio”, dedicato alla lettura del patrimonio ipogeo in chiave culturale e naturalistica. Il 13 settembre, a Castellana Grotte, l’incontro “La speleologia: conoscere, condividere, divulgare” metterà a confronto associazioni, scuola, federazione e istituzioni. Sono annunciati contributi del Comune, della Federazione Speleologica Pugliese, della Commissione Nazionale Scuola di Speleologia SSI, del Gruppo Puglia Grotte e del Gruppo Speleologico Vespertilio.

La Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo offre dunque alle Giornate Nazionali della Speleologia un riferimento comune. Il calendario italiano porta l’attenzione sul rapporto fra ricerca e divulgazione, sul ruolo delle comunità locali e sulla fragilità dei sistemi carsici. Chi intende partecipare deve verificare direttamente con gli organizzatori gli orari, i requisiti, le prenotazioni e le eventuali coperture assicurative previste per ciascuna attività.

Fonti

Nota redazionale: date, luoghi, contatti, modalità di accesso e descrizioni del programma italiano sono ripresi dal testo di partenza indicato come proveniente dalla pagina della Società Speleologica Italiana e dal calendario nazionale delle Giornate della Speleologia. Prima della partecipazione è opportuno consultare gli organizzatori.

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Viaggi sotto le Murge a Bari: il libro di Vincenzo Iurilli nel percorso verso la Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo

September 8th 2026 at 07:00

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Il Museo di Scienze della Terra ospita la presentazione l’8 settembre

Martedì 8 settembre 2026, alle ore 18, il Museo di Scienze della Terra del Dipartimento di Scienze della Terra e Geoambientali dell’Università di Bari ospiterà la presentazione di Viaggi sotto le Murge, volume di Vincenzo Iurilli. L’appuntamento si terrà nel Campus universitario di via Edoardo Orabona 4.

L’incontro con il pubblico sarà presentato dal professor Giuseppe Mastronuzzi e vedrà la partecipazione di Alfredo De Giovanni.

La data cade nei giorni che precedono la prima Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo riconosciuta dall’UNESCO.

La ricorrenza internazionale è fissata al 13 settembre di ogni anno. Nel 2026 la celebrazione inaugurale si svolgerà a Postumia, in Slovenia, dal 10 al 13 settembre.

La presentazione barese propone quindi un momento di approfondimento sul paesaggio murgiano e sui processi che ne hanno formato il sottosuolo.

La scelta del Museo di Scienze della Terra rafforza il legame tra divulgazione, ricerca universitaria e conoscenza del territorio.

Viaggi sotto le Murge e la lettura del paesaggio carsico pugliese

Viaggi sotto le Murge è indicato nelle presentazioni pubbliche come un lavoro rivolto alla geologia e alla speleologia pugliese.

Il volume collega le forme visibili in superficie con la struttura ipogea e con i processi di dissoluzione delle rocce solubili. Il sottotitolo riportato nelle comunicazioni precedenti è Le radici del paesaggio.

Le Murge costituiscono un contesto significativo per questo tipo di lettura. Doline, lame, inghiottitoi, cavità naturali e percorsi sotterranei non sono elementi isolati. Fanno parte di sistemi nei quali le acque meteoriche interagiscono nel tempo con le rocce calcaree. Lo studio del carsismo aiuta a comprendere la circolazione idrica, l’evoluzione delle forme del rilievo e la vulnerabilità degli acquiferi.

In questo quadro, Viaggi sotto le Murge offre un tema utile anche al pubblico non specialista. La speleologia non riguarda soltanto la visita delle grotte. Comprende l’osservazione delle cavità, il rilievo, la ricerca geologica, biologica e archeologica, oltre alla documentazione e alla tutela dei luoghi sotterranei. Il volume di Vincenzo Iurilli si inserisce nella necessità di rendere leggibili questi rapporti tra paesaggio, acqua e mondo ipogeo.

Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo: perché il 13 settembre

La Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo, conosciuta anche con l’acronimo IDCK, è stata proclamata dalla Conferenza generale dell’UNESCO nel novembre 2025. Dal 2026 ricorrerà ogni 13 settembre. È importante distinguere la data della presentazione di Bari, l’8 settembre, dalla data ufficiale della Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo, il 13 settembre.

L’iniziativa punta a far conoscere ecosistemi fragili e spesso poco visibili. Secondo UNESCO, i paesaggi carsici e le grotte interessano quasi un quarto delle terre emerse e forniscono acqua potabile a oltre un miliardo di persone. Ospitano inoltre biodiversità sotterranea specializzata, archivi geologici e climatici, testimonianze della storia umana e beni culturali.

La Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo collega questi temi agli obiettivi di protezione, studio e gestione sostenibile. L’UNESCO richiama in particolare le relazioni con l’acqua, lo sviluppo urbano, l’azione climatica e la biodiversità. Non si tratta quindi di una ricorrenza rivolta soltanto agli speleologi. Interessa comunità locali, scuole, enti di ricerca, amministrazioni e gestori delle aree protette.

Da Bari a Postumia, ricerca e divulgazione sul mondo sotterraneo

Il primo programma internazionale della Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo sarà ospitato a Postumia. Sono previsti una conferenza scientifica, attività sul terreno e una cerimonia ufficiale. L’Unione Internazionale di Speleologia invita inoltre associazioni, musei, università, geoparchi, grotte turistiche e scuole a organizzare iniziative locali nei giorni vicini al 13 settembre e a registrarle nel calendario della ricorrenza.

In questo contesto, l’appuntamento dedicato a Viaggi sotto le Murge assume il valore di una proposta divulgativa locale inserita nella settimana della prima celebrazione UNESCO. Il confronto con l’autore, con il professor Mastronuzzi e con Alfredo De Giovanni potrà riportare l’attenzione sul patrimonio carsico pugliese, sui metodi per raccontarlo e sulla responsabilità connessa alla sua conservazione.

La Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo offre anche l’occasione per chiarire un punto essenziale: le cavità e gli acquiferi carsici sono sistemi con equilibri delicati. La loro tutela richiede conoscenza scientifica, comportamenti prudenti nella frequentazione e pianificazione territoriale. Per il pubblico, la presentazione di Bari rappresenta un invito a leggere le Murge non soltanto come paesaggio esterno, ma come territorio legato a un’estesa dimensione sotterranea.

Informazioni sull’incontro

  • Evento: presentazione del volume Viaggi sotto le Murge di Vincenzo Iurilli
  • Data e ora: martedì 8 settembre 2026, ore 18
  • Sede: Museo di Scienze della Terra, Dipartimento di Scienze della Terra e Geoambientali, Campus Universitario, via Edoardo Orabona 4, Bari
  • Intervengono: Vincenzo Iurilli, prof. Giuseppe Mastronuzzi e Alfredo De Giovanni
  • Ricorrenza UNESCO: Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo, 13 settembre 2026

Fonti

L'articolo Viaggi sotto le Murge a Bari: il libro di Vincenzo Iurilli nel percorso verso la Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo proviene da Scintilena.

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