Prime giornate dal Campo InGrigna! 2026: in Grigna non si perde tempo
Il buio oltre le Foppe
Dopo la produttiva discesa a W le Donne, il campo entra nel vivo: Buzio, Dito, Pilastro, Gabriele, risalite, traversi e nuovi punti interrogativi. E sul Pizzo della Pieve compare persino un pozzo che nessuno ricordava di aver mai visto.
Il Campo InGrigna! 2026 è entrato nel vivo e, a giudicare dal resoconto dei primi giorni, nessuno sembra avere intenzione di perdere tempo.
Dopo la produttiva punta a W le Donne, con il lavoro in profondità già raccontato su Scintilena, le squadre si sono distribuite su diversi obiettivi del Grignone. Mentre qualcuno esplora, qualcun altro riattrezza, traversa, risale, fotografa e, naturalmente, trova nuovi posti dove tornare.
A fare il punto questa mattina, 13 agosto, è Andrea Maconi direttamente dalle Foppe.
Sabato: una passeggiata… e salta fuori un pozzo
Sabato, sistemati i materiali destinati al campo, Andrea si concede quella che definisce tranquillamente una “passeggiata” dal Bregai al Passo della Capra, passando a rivedere alcuni ingressi.

C’è anche il tempo per dare un’occhiata al geode sotto il Pizzo della Pieve, che supera l’esame: “molto carino”.
Poi succede una di quelle cose che in Grigna sembrano perfettamente normali. Salendo quasi a caso lungo un canale del Pizzo della Pieve, Andrea si ritrova davanti a un pozzo mai visto prima.
Un ingresso nuovo? Qualcosa già conosciuto e dimenticato? Un altro piccolo tassello del puzzle carsico della Grigna?
Da verificare. E naturalmente l’idea è già quella di tornarci.
Domenica: all’Abisso Alberto Buzio qualcosa “va”
Domenica è il turno dell’Abisso Alberto Buzio, leader del Campo 2025.
Con Andrea ci sono Jack (al secolo Maurizio), Matteo, Francesca, Kaja, Yurek e Frytka, per una prima ricognizione che finisce, inevitabilmente, per produrre nuovi lavori.
Jack, Matteo e i polacchi vanno alla ricerca di un ramo indicato da Andrea a circa -70 metri. Non lo trovano. In compenso scendono fino a circa -100, dove incontrano un traverso. Lo superano in libera e, dall’altra parte, individuano una via che prosegue.
Il che, in linguaggio speleologico, è già una frase capace di immaginare i programmi per i giorni successivi.
Nel frattempo Andrea e Francesca effettuano due brevi risalite nella prima parte della cavità. Una termina in fessura, mentre l’altra ricollega sul P17.
E’ sul P17 che Andrea parte per un traverso di una decina di metri, in buona parte nel vuoto. Raggiunge un breve meandro con aria in salita e, proseguendo, un camino. Dieci metri di arrampicata permettono di individuare un paio di sfondamenti su una cengia; sopra, il camino continua ancora per almeno una quindicina di metri.
Poi finiscono i materiali: un classico speleologico. A quanto pare, lassù potrebbe anche esserci un’uscita. Altro punto interrogativo da aggiungere alla lista.
Lunedì: il Dito, 18 ore e la solita cura dimagrante
Lunedì tocca al Pozzo nel Dito.

Andrea, Alex, Kaja, Frytka e Yurek scendono fino a circa -350 metri. Alex traversa sopra un pozzo bagnato e raggiunge una finestra dalla quale arriva un torrentello. Segue l’arrampicata di un altro caminetto, oltre il quale si apre un camino alto.
La squadra successivamente disarma e passa a controllare un’altra possibilità: Andrea riesce a infilarsi nel passaggio, ma questa volta la grotta decide di non collaborare e chiude.
Nel frattempo il trapano è ormai scarico, il tempo corre e anche gli speleologi cominciano ad accusare le ore sottoterra. Niente ulteriori lavori nei freatici: si torna verso l’esterno.
Bilancio: 18 ore di punta.
La sintesi di Andrea è decisamente più efficace: “Il Dito ti spacca sempre…”
Nel frattempo, naturalmente, il resto del campo non è rimasto a guardare.
All’Abisso Pilastro (freddissima grotta scovata dall’instancabile Sandro Ghidelli e a sua volta cavità leader del Campo 2024) arrivano Lele e Simona: immancabilmente, con Marco e Ombretta tra i partecipanti, si scendono un paio di pozzi. La grotta cresce di almeno 25 m, e continua!

Altre squadre tornano invece al Buzio, dove un ramo laterale viene seguito fino a circa -220 metri.
Per i dettagli, suggerisce Andrea, bisogna “chiedere a loro”. E noi lo faremo.
Ancora Buzio: aria forte e un P20 che aspetta
Martedì Andrea torna nell’Abisso Buzio insieme ad Alex, Kaja e altri compagni del campo: questa volta l’obiettivo è il fondo.
Sono scesi alcuni brevi salti fino a poco oltre -200 metri, dove l’esplorazione si arresta sulla sommità di un P20. Il dato interessante è un altro: il posto è valido e tira aria forte.
Secondo Andrea potrebbe essere stata superata una delle zone che finora avevano frenato l’esplorazione. Se lo dice Andrea, è così di certo.
Solita traduzione: bisogna tornare.
Intanto si ritorna anche dentro il Pozzo Gabriele
Tra un abisso e l’altro c’è spazio anche per il Pozzo Gabriele, la cavità con neve nei pressi del Bogani.
Jack, insieme a Floriano, Sandro e Tiziano, è tornato all’interno documentando la situazione attuale e confrontandola con le immagini dello scorso anno.

Le fotografie mostrano ancora importanti accumuli di neve e ghiaccio all’interno della cavità, ma il confronto diretto tra le diverse stagioni offre indicazioni interessanti sull’evoluzione dell’accumulo nivale e sulle trasformazioni dell’ambiente interno.
E così, mentre qualcuno cerca la profondità, qualcun altro guarda anche ciò che cambia vicino alla superficie.
È forse proprio questo il bello di InGrigna!: nello stesso giorno si può inseguire l’aria a duecento metri di profondità, traversare sopra un pozzo bagnato, arrampicare un camino, controllare una grotta di neve e, tornando verso il campo, imbattersi quasi per caso in un pozzo che nessuno aveva mai notato.
Il tutto possibilmente prima di cena.
Gli obiettivi aperti, insomma, stanno aumentando invece di diminuire. Buzio chiama, il Dito non fa sconti, il Pilastro continua, Gabriele cambia e sul Pizzo della Pieve c’è già un nuovo punto interrogativo da andare a vedere. Più tutto il resto: il Grignone è sconfinato, e fresco.
Avrò scordato qualcosa?
Nel dubbio, riporto il post di Andrea Maconi: e ricordiamoci: siamo soltanto ai primi giorni. Il campo InGrigna! continua!!!
“Primi giorni di campo in Grigna.
Sabato, post trasporto materiali per campo, ho fatto una passeggiata dal Bregai al Passo della Capra rivedendo alcuni ingressi. Sono passato anche a dare un’occhiata al geode sotto il Pizzo della Pieve ed è molto carino. Salendo a caso da un canale sul Pizzo della Pieve ho sbattuto la faccia contro un pozzo che non avevamo mai visto… forse oggi ci torniamo.
Domenica con Jack, Matteo, Francesca, Kaja, Yurech, Frutkapunk (Polacchi) abbiamo fatto un rapido giro all’Abisso Alberto Buzio nella prima parte. Jack, Matteo e i Polacchi sono andati a vedere un ramo che gli ho suggerito a -70m, ma in realtà non l’hanno visto e sono scesi a -100m dove c’era un traverso da fare, che sono riusciti in libera. Di là c’è una via che va. Io e Francesca abbiamo fatto 2 brevi risalite nella prima parte. Una chiude in fessura, altra ricollega su p17. Poi sul p17 ho fatto il traverso all’inizio, lungo una decina di metri, per buona parte nel vuoto, abbiamo raggiunto breve meandro con aria in salita, poi proseguendo traverso c’è un camino. Ho arrampicato 10m e visto un paio di sfondamenti su cengia. Il camino prosegue verso alto per almeno 15m ma avevamo finito materiali e poi sembra uscire.
Lunedì Alex, Kaja, Frytka e Yurek siamo andati al Dito a -350m. Alex ha traversato su pozzo bagnato e raggiunto finestra con torrentello. Arrampicato altro caminetto, poi c’è un camino alto. Abbiamo disarmato e siamo andati a vedere altro buchetto dove sono passato ma chiude. Il trapano era ormai scarico e non abbiamo più avuto tempo di fare altre robe nei freatici. Poi anche noi eravamo belli cotti e siamo usciti. Punta di 18 h. Il Dito ti spacca sempre…
Gli altri nel frattempo hanno fatto Abisso Pilastro, grazie anche a arrivo Lele e Simona e sceso un paio di pozzi. Altra punta a Buzio e sceso ramo laterale sino a -220m circa. Chiedere a loro per maggiori dettagli!
Ieri Alex, Kaja ed io siamo tornati al fondo della Buzio. Sceso alcuni brevi saltini sino a poco oltre -200m, fermi su p20. Posto valido, aria forte, forse abbiamo passato i posti di emme…
Ciao dalle Foppe!!!”
Ci aggiorniamo per la continuazione.
E, alla fine, ci sarà come sempre sempre il Diario di Campo di Marco Corvi.

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