❌

Základné zobrazenie

  • ✇Scintilena
  • Grotte turistiche, Lorenzo Burzacca confermato nel direttivo ISCA 2026-2030
    Condividi Il 10° congresso in Dordogna rinnova la guida dell’associazione internazionale delle grotte turistiche. Friedrich Oedl resta alla presidenza; nel nuovo mandato trovano spazio conservazione, gestione sostenibile e divulgazione del patrimonio sotterraneo. Grotte turistiche: la conferma di Lorenzo Burzacca nel direttivo ISCA Lorenzo Burzacca è stato confermato nel consiglio direttivo dell’International Show Caves Association per il mandato 2026-2030. L’elezione si è svolta durante i
     

Grotte turistiche, Lorenzo Burzacca confermato nel direttivo ISCA 2026-2030

Október 8th 2026 at 11:00

Condividi

Il 10° congresso in Dordogna rinnova la guida dell’associazione internazionale delle grotte turistiche. Friedrich Oedl resta alla presidenza; nel nuovo mandato trovano spazio conservazione, gestione sostenibile e divulgazione del patrimonio sotterraneo.

Grotte turistiche: la conferma di Lorenzo Burzacca nel direttivo ISCA

Lorenzo Burzacca è stato confermato nel consiglio direttivo dell’International Show Caves Association per il mandato 2026-2030. L’elezione si è svolta durante il 10° congresso ISCA, ospitato nella Dordogna francese dal 22 settembre al 1° ottobre 2026. Burzacca figura tra i nove direttori della nuova squadra, insieme a rappresentanti di Europa, Americhe e Oceania. [web:5]

La conferma mantiene la presenza italiana nella guida dell’associazione internazionale delle grotte turistiche. Il nuovo direttivo proseguirà il lavoro sulla cooperazione tra i siti aperti al pubblico. Tra le priorità figurano lo scambio di conoscenze, la conservazione e lo sviluppo responsabile del patrimonio sotterraneo. [web:5]

Il congresso ISCA in Dordogna e il confronto sul turismo sotterraneo

Il 10° congresso ISCA si è svolto a Périgueux e nella regione della Dordogna. L’organizzazione ha coinvolto la Fédération Française du Tourisme et du Patrimoine Souterrains, la federazione francese dedicata al turismo e al patrimonio sotterraneo. La Francia ha ospitato per la prima volta questo appuntamento internazionale. [web:4][web:9]

Il programma congressuale ha affiancato presentazioni, laboratori di confronto e assemblea generale. Le attività previste comprendevano anche una rassegna video internazionale e visite a diversi siti del territorio. Tra questi figuravano Lascaux IV, le grotte di Maxange e il Gouffre de Proumeyssac. [web:9]

Il calendario complessivo comprendeva inoltre escursioni prima e dopo le giornate centrali del congresso. Domme, Tourtoirac, Villars e Cougnac erano tra le mete inserite nel programma. La dimensione territoriale dell’incontro ha così affiancato il confronto professionale sulla gestione delle grotte turistiche. [web:9]

Direttivo ISCA 2026-2030: presidente, vicepresidenti e direttori

La presidenza dell’ISCA per il quadriennio 2026-2030 è affidata all’austriaco Friedrich Oedl. Lo spagnolo Rafael Pagés Rodríguez ricopre il ruolo di primo vicepresidente. Il portoghese Nuno Querido Jorge è il secondo vicepresidente. Lo spagnolo Juan José Tíscar Moya assume gli incarichi di segretario e tesoriere. [web:5]

Accanto a queste quattro cariche, il consiglio comprende nove direttori: [web:5]

  • Heros A. Santos Lobo, Brasile;
  • Yvonne Wagner, Germania;
  • Guilhem de Grully, Francia;
  • Peter Gažik, Slovacchia;
  • Jakub Gabris, Repubblica Ceca;
  • Joe Klimczak, Stati Uniti;
  • Lorenzo Burzacca, Italia;
  • Peter Chandler, Nuova Zelanda;
  • Oliver Bowerman, Regno Unito.

La composizione riunisce esperienze provenienti da undici Paesi. Le tredici cariche del consiglio sono distinte dalle presidenze dei comitati e delle commissioni specializzate, annunciate insieme al nuovo direttivo. Questa articolazione affianca alla guida associativa specifiche competenze scientifiche, culturali e comunicative. [web:5]

Grotte turistiche e patrimonio sotterraneo: le commissioni specializzate

Lo spagnolo Juan José Durán Valsero presiede il Comitato scientifico e tecnico. La francese Joëlle Darricau guida la Commissione sulla preistoria. Allo statunitense Rod Graves è affidata la Commissione media, relazioni pubbliche e risorse informative. [web:5]

I tre incarichi riguardano ambiti diversi del patrimonio sotterraneo. La componente scientifica e tecnica affianca il lavoro sulla preistoria e quello sulla comunicazione. Nel mandato 2026-2030, questi settori accompagnano gli obiettivi dichiarati dall’associazione: conservazione, educazione e gestione sostenibile dei siti. [web:5]

ISCA e Italia: una rete internazionale per le grotte turistiche

L’International Show Caves Association riunisce persone, associazioni, società ed enti pubblici che possiedono, gestiscono o conducono grotte aperte alle visite. La sede dell’organizzazione si trova a Genga, in Italia, in largo Leone XII. I congressi e le assemblee generali seguono un ciclo quadriennale. [web:13]

Il rapporto con il territorio italiano comprende anche la storia degli incontri internazionali. Nel 2018 Genga e le Grotte di Frasassi hanno ospitato l’ottavo congresso ISCA. La conferma di Burzacca nel nuovo consiglio prosegue questa presenza italiana nelle strutture dell’associazione. [web:9][web:5]

Per il quadriennio appena avviato, il programma annunciato dall’ISCA mette al centro la cooperazione. Il confronto tra gestori dovrà sostenere lo scambio di esperienze e conoscenze. La fruizione turistica viene collegata alla tutela delle cavità e alla loro funzione educativa, insieme allo sviluppo responsabile del patrimonio sotterraneo. [web:5]

Fonti

L'articolo Grotte turistiche, Lorenzo Burzacca confermato nel direttivo ISCA 2026-2030 proviene da Scintilena.

  • ✇Scintilena
  • Progetto DIVE in Valsesia: il Piemonte prepara la perforazione verso il mantello terrestre
    Condividi Il progetto DIVE porta la ricerca nella Zona Ivrea-Verbano: nell’area di Vocca la transizione tra crosta e mantello è attesa a circa due chilometri. Dopo i carotaggi in Val d’Ossola, la seconda fase punta a studiare rocce profonde, fluidi e proprietà fisiche del sottosuolo. Progetto DIVE in Valsesia: la seconda fase punta sull’area di Vocca La Valsesia si prepara a ospitare una nuova perforazione scientifica dedicata alla struttura profonda della Terra. Il progetto DIVE, acronimo
     

Progetto DIVE in Valsesia: il Piemonte prepara la perforazione verso il mantello terrestre

Október 8th 2026 at 10:00

Condividi

Il progetto DIVE porta la ricerca nella Zona Ivrea-Verbano: nell’area di Vocca la transizione tra crosta e mantello è attesa a circa due chilometri. Dopo i carotaggi in Val d’Ossola, la seconda fase punta a studiare rocce profonde, fluidi e proprietà fisiche del sottosuolo.

Progetto DIVE in Valsesia: la seconda fase punta sull’area di Vocca

La Valsesia si prepara a ospitare una nuova perforazione scientifica dedicata alla struttura profonda della Terra. Il progetto DIVE, acronimo di Drilling the Ivrea-Verbano zonE, concentra la seconda fase nell’area di Vocca. Qui le indagini geofisiche indicano una transizione crosta-mantello attesa a circa due chilometri dalla superficie. Una profondità molto inferiore ai circa 35 chilometri medi dei continenti.[1][2]

Il programma è sostenuto dall’International Continental Scientific Drilling Program, noto come ICDP. Riunisce oltre cento ricercatori di diversi Paesi e combina perforazioni, analisi delle rocce e misure geofisiche. La presentazione pubblica della seconda fase è stata annunciata per il 2 ottobre 2026, a Palazzo d’Adda di Varallo. Il nuovo pozzo di ricerca previsto a Vocca porterà l’indagine dalla superficie alle strutture sepolte della Zona Ivrea-Verbano.[1][2]

Zona Ivrea-Verbano: perché il mantello terrestre è vicino alla superficie

La Zona Ivrea-Verbano conserva una sezione di crosta continentale profonda oggi accessibile agli studiosi. Si estende dal settore di Ivrea, attraverso il Piemonte nordorientale, fino all’area di Locarno, in Svizzera. Comprende rocce metamorfiche, grandi corpi magmatici e porzioni di rocce di origine mantellica.[2]

La sua configurazione attuale deriva da una lunga storia geologica. Alla costruzione della crosta antica seguirono il magmatismo permiano e i successivi processi tettonici. La formazione delle Alpi contribuì a portare verso la superficie materiali che si trovavano originariamente a decine di chilometri di profondità. Lungo questa sezione affiorano così livelli normalmente nascosti sotto la crosta superiore.[2]

La collisione coinvolse il margine europeo e la placca adriatica, legata al margine settentrionale africano. Il risultato offre ai ricercatori un archivio delle trasformazioni della crosta e delle sue relazioni con il mantello superiore. Tra le rocce visibili figurano le peridotiti di Balmuccia e Baldissero, testimonianze di materiali mantellici incorporati nella sezione crostale.[2]

Moho e mantello terrestre: che cosa cercherà la perforazione

Il confine geofisico tra crosta e mantello prende il nome di discontinuità di Mohorovi?i?, abbreviata in Moho. La sua identificazione si basa sul cambiamento della velocità delle onde sismiche. Questo segnale registra differenze nelle proprietà dei materiali attraversati.[2]

La Moho non coincide necessariamente con una superficie netta e uniforme. Può corrispondere a una zona di transizione, composta da rocce diverse e strutture complesse. Il progetto DIVE intende collegare il segnale geofisico alla composizione mineralogica e all’organizzazione reale del sottosuolo.[2]

Sotto la Zona Ivrea-Verbano si trova il Corpo Geofisico dell’Ivrea. È una struttura caratterizzata da densità elevata e alte velocità sismiche, individuata vicino alla superficie. Le perforazioni serviranno a caratterizzarne direttamente le rocce e a riconoscere il passaggio verso i materiali del mantello. La profondità di circa due chilometri rappresenta quindi il riferimento scientifico dell’obiettivo, da investigare attraverso il nuovo sondaggio.[2][3]

Progetto DIVE in Val d’Ossola: due pozzi e quasi 1.500 metri di carotaggi

La prima fase del progetto DIVE si è svolta tra ottobre 2022 e aprile 2024. Ha interessato due località della Val d’Ossola: Ornavasso e Megolo di Mezzo, nel comune di Pieve Vergonte.[2]

A Ornavasso il sondaggio ha raggiunto 578,5 metri. Ha attraversato soprattutto rocce metasedimentarie appartenenti alla crosta medio-inferiore. A Megolo il pozzo è sceso fino a 909,5 metri. Qui sono stati campionati gabbri, gabbronoriti, corpi pirossenitici e livelli di rocce metamorfiche.[4]

Il recupero delle carote è stato prossimo al 100% in entrambi i pozzi. Questi cilindri di roccia conservano la successione attraversata dalla perforazione. Consentono di osservare contatti, fratture e variazioni mineralogiche lungo il percorso del sondaggio. Alle descrizioni dei campioni sono state affiancate misure di densità, suscettività magnetica, resistività e velocità delle onde.[5]

I risultati mostrano una crosta inferiore variabile nella composizione e nelle proprietà fisiche. Il confronto tra carote e registrazioni geofisiche permette di interpretare con maggiore precisione anche le strutture non raggiunte dai pozzi.[5]

Perforazione in Valsesia: dalle radici vulcaniche ai campioni profondi

La seconda fase del progetto DIVE sposta l’indagine verso il settore di Balmuccia-Vocca. Il bersaglio comprende le radici del sistema magmatico permiano e la transizione verso il mantello. Il programma procede così dai due sondaggi ossolani a un terzo sito di ricerca in Valsesia.[1][3]

L’interesse non riguarda soltanto la profondità raggiunta. Il carotaggio permette di collegare ogni campione alla sua posizione nel sottosuolo. Le misure eseguite nel pozzo aggiungono informazioni sulle proprietà fisiche e sui fluidi presenti nelle fratture. Insieme, questi dati collegano l’osservazione delle rocce agli assetti ricostruiti dalle indagini geofisiche.[2][5]

L’approccio riprende un percorso discusso nel workshop ICDP di Baveno del maggio 2017. In quella sede furono definite le principali domande scientifiche e valutate le strategie di perforazione nelle sezioni della Valsesia e della Val d’Ossola.[6]

Fluidi profondi, georisorse e biosfera nel progetto DIVE

Il progetto DIVE studia anche la circolazione dei fluidi e gli scambi chimici tra fluidi e rocce. Durante la prima fase sono stati monitorati diversi gas, compresi idrogeno, elio e radon. Il confronto con le misure nel pozzo ha individuato correlazioni tra alcuni segnali gassosi e zone di ingresso dei fluidi.[7]

Le analisi contribuiscono alla conoscenza dei percorsi di migrazione nel basamento cristallino. Affiancano le ricerche sulla formazione delle rocce, sulla distribuzione degli elementi e sulle proprietà termiche del sottosuolo. Il programma comprende inoltre la geomicrobiologia, che indaga la presenza e l’attività dei microrganismi negli ambienti profondi.[2][7]

Lo studio delle georisorse sostenibili rientra negli sviluppi della seconda fase. Il Sesia Val Grande UNESCO Global Geopark collega queste ricerche alla conoscenza del patrimonio geologico e ai temi della transizione energetica. Si tratta di obiettivi scientifici, distinti dall’avvio di attività estrattive.[8]

Ricerca del sottosuolo: il collegamento con la speleologia

Per chi si occupa di speleologia, il progetto offre un confronto tra modalità diverse di esplorazione del sottosuolo. Le cavità naturali consentono osservazioni dirette lungo percorsi accessibili. La perforazione scientifica recupera invece campioni da rocce compatte e permette misure strumentali lungo un foro. Entrambe le prospettive contribuiscono alla conoscenza degli ambienti sotterranei, su scale e con strumenti differenti.[2]

In Valsesia l’obiettivo resta la caratterizzazione di una sezione geologica profonda riportata vicino alla superficie. Il richiamo al «viaggio al centro della Terra» descrive quindi una ricerca sulle fondamenta della crosta continentale. Il mantello superiore, e non il nucleo terrestre, è il riferimento dell’indagine.[2]

Fonti


Fonti
[1] Varallo, domani la presentazione della seconda fase del progetto … https://www.valsesianotizie.it/2026/10/01/leggi-notizia/argomenti/varallo-civiasco/articolo/varallo-domani-la-presentazione-della-seconda-fase-del-progetto-dive-in-valsesia.html
[2] Moho mission to the foundations of continents: the ICDP DIVE drilling project in the Ivrea-Verbano Zone, Alps, Italy – Rendiconti Lincei. Scienze Fisiche e Naturali https://link.springer.com/10.1007/s12210-026-01450-9
[3] DIVE – Drilling the Ivrea-Verbano zonE https://dive2ivrea.org/it/node/1
[4] Completion of the Phase 1 of scientific drilling of the ICDP … https://geology.uga.edu/news/stories/2024/diving-roots-continents-completion-phase-1-scientific-drilling-icdp-sponsored
[5] From the lower crust towards the crust–mantle transition zone: Initial results from the ICDP DIVE project https://meetingorganizer.copernicus.org/EGU25/EGU25-16604.html
[6] Report on the ICDP workshop DIVE (Drilling the Ivrea–Verbano zonE) https://sd.copernicus.org/articles/23/47/2017/
[7] Continuous Real?Time Detection of H2, He, and 222Rn While Drilling DIVE?1 Boreholes (ICDP) Indicates Deep Fracture Fluid Migration in Crystalline Rocks https://agupubs.onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1029/2025GC012168
[8] Il progetto internazionale ICDP-DIVE nel Sesia Val Grande Geopark … https://www.sesiavalgrandegeopark.it/il-progetto-internazionale-icdp-dive-nel-sesia-val-grande-geopark-su-geologicamente/
[10] Project DIVE (Drilling the Ivrea-Verbano zonE) – Trieste – ArTS https://arts.units.it/handle/11368/3099007
[11] Geophysical overview of the planned phase 2 drilling sites of projet … https://ui.adsabs.harvard.edu/abs/2025EGUGA..2712155H/abstract
[12] Moho mission to the foundations of continents: the ICDP DIVE drilling project in the Ivrea-Verbano Zone, Alps, Italy – Rendiconti Lincei. Scienze Fisiche e Naturali https://link.springer.com/article/10.1007/s12210-026-01450-9?error=cookies_not_supported&code=8ee9d846-d751-4425-a01a-5913d43c99b6
[13] Reflection seismic surveys to site the Drilling the Ivrea Verbano zonE (DIVE) proposed drill-holes, Val Sesia and Val d’Ossola, Italy. https://meetingorganizer.copernicus.org/EGU2020/EGU2020-18146.html
[14] Moho mission to the foundations of continents: the ICDP DIVE … https://link.springer.com/content/pdf/10.1007/s12210-026-01450-9.pdf?error=cookies_not_supported&code=4b6026a5-de19-4647-b22e-7366c85aa515
[15] Progetto internazionale “DIVE”: drilling the Ivrea-Verbano zone – CNR https://www.cnr.it/it/news/9778/progetto-internazionale-dive-drilling-the-ivrea-verbano-zone
[16] New constraints on the shear-wave velocity structure of the Ivrea geophysical body from seismic ambient noise tomography (Ivrea-Verbano Zone, Alps) https://academic.oup.com/gji/article/236/2/1089/7459954
[17] Report on the ICDP workshop DIVE (Drilling the Ivrea–Verbano zonE) https://www.sci-dril.net/23/47/2017/sd-23-47-2017.pdf
[18] Insights Into the Origin and Deformation Style of the Continental Moho: A Case?Study From the Western Alps (Italy) https://agupubs.onlinelibrary.wiley.com/doi/pdfdirect/10.1029/2020JB021319
[19] Session ITS5.1/CL0.6 – CO Meeting Organizer https://meetingorganizer.copernicus.org/EGU26/session/57656
[20] InnovaRig – The New Scientific Land Drilling Facility https://sd.copernicus.org/articles/5/67/2007/sd-5-67-2007.pdf
[21] Home – DIVE – Drilling the Ivrea-Verbano zonE https://dive2ivrea.org/it
[22] Progetto DIVE: Nuove Frontiere nella Geologia Profonda … https://www.scintilena.com/progetto-dive-nuove-frontiere-nella-geologia-profonda-della-valsesia/07/11/
[23] Progetto DIVE – Fase 2 in Valsesia – Sesia Val Grande Geopark https://www.sesiavalgrandegeopark.it/progetto-dive-fase-2-in-valsesia/
[24] [PDF] COMUNE DI VOCCA https://www.servizipubblicaamministrazione.it/servizi/saturnweb/DettaglioFile.aspx?Documento=7984-3180-vcc634&D=true
[25] Home – sesiavalgrandegeopark https://www.sesiavalgrandegeopark.it/
[26] Geologia Archivi – Pagina 19 di 21 https://www.scintilena.com/category/geologia/page/19/
[27] Perforare il Mantello: verso la scoperta diretta del cuore … https://www.scintilena.com/perforare-il-mantello-verso-la-scoperta-diretta-del-cuore-della-terrail-progetto-cinese-meng-xian-e-lesplorazione-italiana-della-moho-aprono-nuove-prospettive-sulla-crosta-e-il-mantello-terr/05/11/
[28] News & Eventi – sesiavalgrandegeopark https://www.sesiavalgrandegeopark.it/news-eventi/
[29] Una luce nel buio – il giornale quotidiano della speleologia italiana https://www.scintilena.com/page/436/?c=8
[30] Prepara la tua visita – Sesia Val Grande Geopark https://www.sesiavalgrandegeopark.it/prepara-la-tua-visita/
[31] Il Progetto italiano Phreatic vince l’EuroSpeleo Protection Label … https://www.scintilena.com/il-progetto-italiano-phreatic-vince-leurospeleo-protection-label-2020-della-federazione-speleologica-europea/11/09/
[32] DIVE, la Fase 2 arriva in Valsesia: a Varallo la presentazione del … https://www.eventivalsesia.info/eventi/dive-la-fase-2-arriva-in-valsesia-a-varallo-la-presentazione-del-progetto-scientifico/
[33] Sesia Val Grande Geopark – sesiavalgrandegeopark https://www.sesiavalgrandegeopark.it/il-geoparco/sesia-val-grande-geopark/
[34] Geoturismo con l’Associazione Sesia Val Grande Geopark https://www.sesiavalgrandegeopark.it/geoturismo-con-lassociazione-sesia-val-grande-geopark/
[35] Balmuccia 12-09-25: DIVE – “Drilling the Ivrea-Verbano zonE” https://www.supervulcano.it/index.php/news/archivio-news?view=article&id=429:balmuccia-12-09-25-dive-drilling-the-ivrea-verbano-zone&catid=8
[36] DIVE – “Drilling the Ivrea-Verbano zonE” – sesiavalgrandegeopark https://www.sesiavalgrandegeopark.it/dive-drilling-the-ivrea-verbano-zone/

L'articolo Progetto DIVE in Valsesia: il Piemonte prepara la perforazione verso il mantello terrestre proviene da Scintilena.

  • ✇Scintilena
  • Grotta Tina Jama, un’ascia in corno di cervo racconta il passaggio dal Mesolitico al Neolitico
    Condividi Nel Carso triestino la quarta campagna di scavo alla grotta Tina Jama indaga un accampamento di circa 8.000 anni fa. Reperti in selce, ornamenti e un dente infantile aiutano a ricostruire la transizione verso agricoltura e allevamento. Visite gratuite il 10 ottobre. La grotta Tina Jama, nel Comune di Sgonico/Zgonik, restituisce nuove testimonianze delle ultime comunità di cacciatori-raccoglitori del Carso triestino. Tra i ritrovamenti della quarta campagna di scavo figurano una rara
     

Grotta Tina Jama, un’ascia in corno di cervo racconta il passaggio dal Mesolitico al Neolitico

Október 8th 2026 at 09:00

Condividi

Nel Carso triestino la quarta campagna di scavo alla grotta Tina Jama indaga un accampamento di circa 8.000 anni fa. Reperti in selce, ornamenti e un dente infantile aiutano a ricostruire la transizione verso agricoltura e allevamento. Visite gratuite il 10 ottobre.

La grotta Tina Jama, nel Comune di Sgonico/Zgonik, restituisce nuove testimonianze delle ultime comunità di cacciatori-raccoglitori del Carso triestino. Tra i ritrovamenti della quarta campagna di scavo figurano una rara ascia in corno di cervo, piccoli elementi in selce per le frecce, ornamenti e un dente umano da latte. Le ricerche si concentrano sul passaggio tra Mesolitico e Neolitico nell’Adriatico nord-orientale, dove i primi gruppi neolitici arrivarono circa 7.500 anni fa. Sabato 10 ottobre 2026 il sito sarà visitabile con due visite guidate gratuite. [web:9][web:2]

Grotta Tina Jama: una sequenza archeologica tra Mesolitico e Neolitico

La cavità si trova nell’area del monte Lanaro/Volnik. La quarta campagna, prossima alla conclusione, ha raggiunto un ricco deposito del Mesolitico recente. Questi strati si trovano immediatamente sotto quelli associati ai primi gruppi neolitici.

La successione permette di studiare nello stesso sito due fasi decisive della preistoria locale. Da una parte si trovano le testimonianze delle comunità che vivevano di caccia e raccolta. Dall’altra emergono le tracce delle popolazioni portatrici di nuove pratiche di sussistenza, legate all’agricoltura e all’allevamento.

Secondo Federico Bernardini, direttore scientifico dello scavo, i primi gruppi neolitici raggiunsero il Carso risalendo le coste della Dalmazia e dell’Istria. Il loro arrivo avvenne alcune centinaia di anni dopo rispetto all’Istria meridionale. Lo studio della grotta Tina Jama affronta il ruolo delle ultime comunità mesolitiche in questo processo di trasformazione. [web:9]

L’ascia in corno di cervo e gli strumenti del Mesolitico

Uno dei reperti principali è una grande ascia ricavata da un corno di cervo. Conserva le tracce di una perforazione non completata. Il manufatto trova confronti nell’Europa centrale e settentrionale, mentre reperti analoghi sono molto rari in Italia.

A poca distanza è stato recuperato un secondo oggetto in corno. È lungo circa 11 centimetri e presenta un foro trasversale largo circa un centimetro, oltre a una perforazione longitudinale centrale. Una delle ipotesi è che servisse a raddrizzare le aste delle frecce. La funzione resta oggetto di studio: le analisi dovranno chiarire l’impiego di questo strumento. [web:9]

Il deposito ha restituito anche numerosi manufatti in selce e scarti di lavorazione. Tra questi figurano piccoli elementi trapezoidali impiegati come armature delle frecce, cioè parti inserite nei proiettili. Sono presenti punte in osso, alcune frammentarie e probabilmente appartenenti ad armi da lancio. L’insieme documenta diverse lavorazioni di materiali minerali e animali all’interno dell’accampamento.

Ornamenti, ocra e un dente infantile alla grotta Tina Jama

Gli ornamenti comprendono conchiglie marine e di acqua dolce perforate. Sono stati recuperati anche canini atrofici di cervo, forati per essere utilizzati come pendagli. Uno di questi conserva tracce di ocra.

L’ocra compare in più punti del deposito. In alcuni casi è associata a sostanze adesive ancora conservate sugli strumenti in selce. Questi residui offrono elementi per studiare la preparazione e l’uso degli utensili. [web:10]

Tra i ritrovamenti figura inoltre un dente umano da latte. Il reperto potrà contribuire allo studio delle popolazioni del Mesolitico recente. È stato recuperato anche un frammento osseo con incisioni ravvicinate, probabilmente intenzionali, il cui significato deve essere chiarito.

Un accampamento mesolitico organizzato attorno al focolare

Parte dei materiali proviene da un livello con probabili tracce di un accampamento di circa 8.000 anni fa. Il focolare occupava la zona più riparata della grotta. All’ingresso, una struttura composta da pietre e blocchi delimitava lo spazio.

Lo scavo su un’ampia superficie consente di collegare i reperti alla disposizione delle strutture. La ricerca non riguarda quindi soltanto i singoli oggetti, ma anche l’organizzazione dell’ambiente utilizzato dalle comunità preistoriche.

Alla grotta Tina Jama si affianca lo studio dei resti animali, affidato a Francesco Boschin dell’Università degli Studi di Siena. La buona conservazione dei reperti permette analisi archeozoologiche di dettaglio. L’attenzione si concentra sul cambiamento delle pratiche di sussistenza e dello sfruttamento dell’ambiente carsico con l’arrivo dell’allevamento.

Scavi nel Carso triestino: la collaborazione tra Italia e Slovenia

L’Università Ca’ Foscari Venezia è titolare della concessione di scavo del Ministero della Cultura. La direzione scientifica è affidata a Federico Bernardini, in collaborazione con l’Istituto di Archeologia dello ZRC SAZU, il Centro Internazionale di Fisica Teorica Abdus Salam e l’Università di Siena. Partecipa la Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per il Friuli Venezia Giulia. Elena Leghissa è responsabile del progetto per la parte slovena. [web:9]

La campagna 2026 rientra nel progetto «Tina Jama: Stratigraphy of Prehistoric Transitions in the Northern Adriatic», diretto da Leghissa. Il finanziamento ricade nel programma «Archaeological Research (2022–2027)», codice P6-0064.

Le attività sul campo hanno beneficiato della collaborazione dei proprietari del terreno, Marino Pernarcich e Paola Zivec. Il sostegno logistico è arrivato anche dalle aziende agricole Marucelli Omar e Mili? Zagrski.

Le indagini proseguono un percorso già documentato nelle precedenti campagne. Nel 2025 Scintilena aveva riportato risultati relativi a una sequenza compresa tra Mesolitico ed età del Bronzo, insieme al ritrovamento di un raro pugnale in rame di oltre 4.000 anni fa. I nuovi scavi approfondiscono ora le fasi più antiche e la transizione neolitica. [web:7]

Tina Jama e speleologia: la cavità nel Catasto regionale

La grotta è registrata nel Catasto Speleologico Regionale del Friuli Venezia Giulia con il numero 6479 e la sigla locale 6189VG. La scheda riporta un ingresso a 473 metri di quota e uno sviluppo planimetrico di 5,5 metri. Sono i dati catastali della cavità, distinti dall’estensione del deposito archeologico indagato.

Il catasto descrive un vano dal suolo terroso, utilizzato in passato come ricovero per ovini. La storia recente della grotta si aggiunge così alle frequentazioni preistoriche documentate dagli scavi. [web:13]

Visite guidate alla grotta Tina Jama il 10 ottobre 2026

Sabato 10 ottobre sono previste due visite guidate gratuite, condotte da Federico Bernardini ed Elena Leghissa. I ritrovi sono fissati alle ore 10.00 e alle ore 14.00. [web:2][web:9]

Il punto di incontro è il parcheggio alla base del sentiero numero 5A per il Lanaro. Si trova circa 300 metri a nord dell’agriturismo Mili? Zagrski. La risalita richiede circa mezz’ora di cammino per persone allenate. Sono consigliati abbigliamento e calzature adeguati al percorso.

Fonti

L'articolo Grotta Tina Jama, un’ascia in corno di cervo racconta il passaggio dal Mesolitico al Neolitico proviene da Scintilena.

  • ✇Scintilena
  • Caverna III di Basovizza, il 24 ottobre visite gratuite nel sottosuolo del Carso
    Condividi La Caverna III di Basovizza apre al pubblico con il Club Alpinistico Triestino: due turni di visita, approfondimenti sulla vita ipogea con Sergio Dolce e un calco del cranio dell’orso delle caverne. Caverna III di Basovizza: l’apertura del 24 ottobre 2026 Sabato 24 ottobre 2026 la Caverna III di Basovizza sarà aperta al pubblico per una giornata dedicata alla conoscenza del sottosuolo carsico. Il Club Alpinistico Triestino APS organizza visite gratuite accompagnate dai propri Ist
     

Caverna III di Basovizza, il 24 ottobre visite gratuite nel sottosuolo del Carso

Október 8th 2026 at 08:00

Condividi

La Caverna III di Basovizza apre al pubblico con il Club Alpinistico Triestino: due turni di visita, approfondimenti sulla vita ipogea con Sergio Dolce e un calco del cranio dell’orso delle caverne.

Caverna III di Basovizza: l’apertura del 24 ottobre 2026

Sabato 24 ottobre 2026 la Caverna III di Basovizza sarà aperta al pubblico per una giornata dedicata alla conoscenza del sottosuolo carsico. Il Club Alpinistico Triestino APS organizza visite gratuite accompagnate dai propri Istruttori di Tecnica Speleologica. Sono previsti due turni: dalle 10 alle 12 e dalle 14 alle 16.

L’appuntamento rientra nella serie di iniziative del CAT dedicate alla Giornata internazionale delle grotte e del carsismo. Il programma unisce la visita della cavità alla divulgazione naturalistica. Ad accompagnare i partecipanti sarà anche il dottor Sergio Dolce, già direttore del Museo di Storia Naturale di Trieste.

La Caverna III di Basovizza viene già utilizzata dal Club per attività educative e visite con le scuole. Nel maggio 2026 ha ospitato «Un giorno da speleologo», nell’ambito della Settimana del Geoparco transfrontaliero Kras-Carso. L’apertura di ottobre prosegue questo percorso di avvicinamento del pubblico all’ambiente sotterraneo.[1]

La Caverna III di Basovizza nel Catasto grotte del Friuli Venezia Giulia

La cavità è registrata nel Catasto speleologico regionale con il numero 1146 e con la sigla locale 3461 VG. L’ingresso si trova a 385 metri di quota, in una piccola dolina presso il paese di Basovizza. La scheda catastale riporta uno sviluppo planimetrico di 158 metri e una profondità di 11 metri.[2]

Il percorso ha un andamento prevalentemente orizzontale. L’accesso avviene attraverso una china che conduce a una caverna spaziosa, dalla quale si sviluppano due rami. Questa conformazione consente di presentare al pubblico un ambiente sotterraneo articolato, senza associarlo soltanto all’immagine dei grandi pozzi verticali. L’ingresso richiede comunque attenzione: la descrizione catastale segnala una china ripida, da affrontare seguendo gli accompagnatori.[2]

La Caverna III di Basovizza appartiene inoltre a un insieme di cavità vicine. Secondo la descrizione del Catasto, in passato queste grotte dovevano costituire un sistema sotterraneo più esteso. La visita permette quindi di conoscere una parte di un paesaggio carsico che continua anche sotto la superficie.[2]

Fauna ipogea e speleologia: la visita con Sergio Dolce

L’intervento di Sergio Dolce sarà dedicato agli aspetti naturalistici della cavità, con approfondimenti sulla flora e sulla fauna ipogea. Il percorso offrirà ai partecipanti una lettura dell’ambiente sotterraneo che affianca l’osservazione alla spiegazione scientifica.

La speleologia sarà presentata come attività di esplorazione e come strumento di conoscenza. Rocce, forme della grotta e organismi diventeranno elementi di un racconto comune sulla storia naturale del Carso.

La proposta si inserisce nelle attività divulgative del Club Alpinistico Triestino. Il CAT affianca alle uscite in grotta iniziative di biospeleologia e percorsi didattici. Dal 2011 porta avanti un progetto di educazione ambientale rivolto soprattutto alle scuole, finalizzato alla conoscenza del patrimonio ipogeo del Carso triestino.[3]

Orso delle caverne: un calco per raccontare il passato del Carso

Durante l’apertura sarà esposto il calco del cranio di un orso delle caverne, insieme ad altri manufatti didattici. Il materiale servirà a introdurre il tema degli animali che frequentavano le cavità nel passato.

L’orso delle caverne, Ursus spelaeus, visse in Europa e in Asia durante il Pleistocene medio e superiore. La documentazione del Museo Civico di Storia Naturale di Trieste colloca alcuni degli ultimi resti conosciuti intorno a 25.000 anni fa. Il museo conserva anche reperti provenienti dalla Caverna Pocala e ne espone due scheletri completi. Il calco previsto per la visita consentirà di collegare l’esperienza in grotta a questo patrimonio paleontologico del territorio.[4]

Giornata internazionale delle grotte e del carsismo: conoscere e proteggere

La ricorrenza internazionale cade il 13 settembre. Proclamata dalla Conferenza generale dell’UNESCO nel novembre 2025, è stata celebrata per la prima volta nel 2026. Le iniziative inaugurali si sono svolte a Postumia, in Slovenia, dal 10 al 13 settembre, con il coinvolgimento dell’Unione Internazionale di Speleologia.[5][6]

La giornata promuove la conoscenza, lo studio e la gestione sostenibile delle grotte e dei territori carsici. L’apertura organizzata dal CAT porta questi temi sul piano della partecipazione diretta: entrare in una cavità accompagnati dagli speleologi e comprenderne il valore naturale.[7]

Visite gratuite alla Caverna III di Basovizza: iscrizioni e contatti

Le iscrizioni saranno aperte dall’8 al 24 ottobre 2026. La partecipazione è gratuita e prevede la registrazione secondo le modalità indicate dagli organizzatori:

  • In sede: Club Alpinistico Triestino, via Raffaele Abro 5/A, Trieste, il martedì dalle 21 alle 23.
  • Via email: scaricare il modulo dal sito www.cat.ts.it e inviarlo compilato a cat@cat.ts.it.
  • Per informazioni: contattare il Club anche tramite WhatsApp al 327 8461635.

L’indirizzo della sede, l’email e il numero di contatto sono riportati anche sul sito ufficiale del CAT.[3]

Fonti


Fonti
[1] Un giorno da speleologo: il Club Alpinistico Triestino … – Scintilena https://www.scintilena.com/un-giorno-da-speleologo-il-club-alpinistico-triestino-apre-la-caverna-iii-ad-est-di-basovizza-il-club-alpinistico-triestino-propone-visite-guidate-gratuite-e-mostre-didattiche-nella-caverna-iii-ad-es/05/20/
[2] Caverna 3ª ad E di Basovizza – Catasto Speleologico Regionale https://catastogrotte.regione.fvg.it/scheda/1146-Caverna_3_ad_E_di_Basovizza
[3] Club Alpinistico Triestino: Home https://www.cat.ts.it/
[4] L’orso delle caverne – Museo Civico di Storia Naturale di Trieste https://museostorianaturaletrieste.it/visita/il-quaternario/lorso-delle-caverne/
[5] UNESCO International Day of Caves and Karst https://www.caveskarstday.org/
[6] First UNESCO International Day of Caves and Karst (Postojna … https://www.geomorph.org/2026/04/first-unesco-international-day-of-caves-and-karst-postojna-slovenia-10-13-september-2026/
[7] International Day of Caves and Karst | UNESCO https://www.unesco.org/en/days/caves-and-karst
[9] Fontanone del Riu Neri – Federazione Speleologica Regionale https://www.fsrfvg.it/?p=11735
[10] The Global Geoparks Network celebrates the International Day of … https://www.globalgeoparksnetwork.org/news/global-geoparks-network-celebrates-international-day-caves-and-karst
[11] Petra “Coda Allegra”: Piccole escursioni a 6 zampe https://codaallegra.blogspot.com/
[12] International Day of Caves and Karst 2026: what to expect – inItaly https://www.initaly.it/en/articolo/giornata-internazionale-delle-grotte-e-del-carsismo-2026-calendario-e-35259
[13] UNESCO International Day of Caves and Karst – UIS https://uis-speleo.org/index.php/event/unesco-international-day-of-caves-and-karst/
[14] International Day of Caves and Karst (IDCK) https://izrkp.zrc-sazu.si/en/dogodki/international-day-of-caves-and-karst-idck
[15] Calendario – Club Alpinistico Triestino https://www.cat.ts.it/calendario/
[16] UNESCO proclaims the International Day of Caves and Karst! https://www.eurospeleo.eu/2025/11/26/unesco-proclaims-the-international-day-of-caves-and-karst/
[17] Kleine Berlin – Club Alpinistico Triestino https://www.cat.ts.it/kleine-berlin/
[18] Ciao Susi https://www.fsrfvg.it/?p=7491
[19] Chi siamo – Club Alpinistico Triestino https://www.cat.ts.it/chi-siamo/
[20] Orso delle Caverne | Musei di Genova https://www.museidigenova.it/it/orso-delle-caverne
[21] Ursus spelaeus | Itinerari Virtuali – Unipd http://itinerarivirtuali.musei.unipd.it/itinerario/sostenibilita-musei-unipd/obiettivo-13-lotta-ai-cambiamenti-climatici/reperto/ursus-spelaeus
[22] Scintilena – Una luce nel buio – il giornale quotidiano della … https://www.scintilena.com/
[23] La Caverna 3° ad E di Basovizza – boegan.it https://www.boegan.it/2004/05/la-caverna-3-ad-e-di-basovizza/
[24] Orso delle caverne: perché si è estinto? L’uomo sul banco degli … https://www.archeostorie.it/orso-delle-caverne-perche-estinto/
[25] ORSO DELLE CAVERNE | Parco della Preistoria https://www.parcodellapreistoria.it/preistoria_orso-delle-caverne
[26] L’orso delle caverne – Museo Storia Naturale Gagliole https://www.museostorianaturalegagliole.com/orso-delle-caverne/
[27] 840 | Caverna 1ª ad E di Basovizza – Catasto Speleologico Regionale https://catastogrotte.regione.fvg.it/scheda/840-Caverna_1_ad_E_di_Basovizza
[28] L’orso delle caverne: i fossili del Museo Civico di Storia https://patrimonioculturale.regione.fvg.it/percorso-tematico/
[29] PRCS 4938 GROTTA 3° DELLA PINETA DI BASOVIZZA https://www.catastogrotte.it/grotta/4938
[30] Una luce nel buio – il giornale quotidiano della speleologia italiana https://www.scintilena.com/page/1267/?nomobile/wp-admin/install_php&wpmp_switcher=mobile

Comunicato ufficiale:

Alla scoperta del mondo sotterraneo: la Caverna III di Basovizza apre al pubblico


Sabato 24 ottobre un’occasione speciale per entrare nel sottosuolo del Carso e scoprire, accompagnati dagli speleologi, un ambiente che custodisce testimonianze della vita animale e della storia naturale del territorio


C’è un mondo che comincia pochi metri sotto i nostri piedi, invisibile a chi percorre ogni giorno il Carso in superficie, ma capace di raccontare una storia antichissima fatta di acqua, roccia, animali e uomini. È il mondo sotterraneo, un patrimonio naturale spesso nascosto e proprio per questo ancora più affascinante, che sabato 24 ottobre sarà possibile conoscere da vicino grazie all’apertura straordinaria al pubblico della Caverna III ad Est di Basovizza, organizzata dal Club Alpinistico Triestino. L’appuntamento fa parte della serie di eventi organizzati dal CAT dedicati alla Giornata Internazionale della Speleologia e del Carsismo.
La giornata, istituita per la prima volta il 13 settembre 2026 su iniziativa dell’UNESCO e dell’UIS, Unione Internazionale di Speleologia, offre l’occasione per avvicinarsi alla speleologia non soltanto come disciplina dedicata all’esplorazione delle grotte, ma anche come strumento per conoscere e comprendere un ambiente fragile e ricco di testimonianze del passato.
Per l’occasione, la Caverna III ad Est di Basovizza sarà aperta ai visitatori, che potranno percorrerla accompagnati in sicurezza dagli Istruttori di Tecnica Speleologica del Club Alpinistico Triestino. La cavità, caratterizzata da uno sviluppo prevalentemente orizzontale e da un accesso relativamente agevole, permette anche a chi non ha mai avuto esperienza del mondo sotterraneo di compiere un primo viaggio nell’ambiente ipogeo, scoprendone caratteristiche, curiosità e peculiarità.

Ad accompagnare la visita ci sarà il dottor Sergio Dolce, già Direttore del Museo di Storia Naturale di Trieste, che illustrerà ai partecipanti alcuni degli aspetti più interessanti legati alla flora e alla fauna ipogea, permettendo di comprendere come la vita riesca ad adattarsi a condizioni ambientali completamente diverse da quelle della superficie.

La visita sarà inoltre un’occasione per fare un salto indietro nel tempo attraverso le testimonianze degli animali che un tempo popolavano le cavità carsiche.

Per l’occasione sarà infatti esposto il calco del cranio di un orso delle caverne, grande mammifero preistorico che frequentò le grotte europee fino a circa 25.000 anni fa, insieme ad altri manufatti che contribuiranno a raccontare la lunga storia naturale del sottosuolo carsico.
L’iniziativa è gratuita e prevede due turni di visita, dalle 10 alle 12 e dalle 14 alle 16.

Le iscrizioni saranno aperte dall’8 al 24 ottobre 2026 e potranno essere effettuate presso la sede del Club Alpinistico Triestino, in via Raffaele Abro 5/A a Trieste, il martedì dalle 21 alle 23, oppure scaricando il modulo dal sito www.cat.ts.it e inviandolo, una volta compilato, all’indirizzo cat@cat.ts.it.

Per ulteriori informazioni è possibile contattare il Club Alpinistico Triestino anche tramite WhatsApp al 327 8461635.
CLUB ALPINISTICO TRIESTINO APS@Web

L'articolo Caverna III di Basovizza, il 24 ottobre visite gratuite nel sottosuolo del Carso proviene da Scintilena.

  • ✇Scintilena
  • A Verona non solo Romeo e Giulietta: una serata sul rilievo in grotta l’8 ottobre 2026
    Condividi Verona, una serata dedicata al rilievo in grotta con Giorgio Annichini Giovedì 8 ottobre 2026 il Gruppo Speleologico CAI Verona propone una serata divulgativa dedicata al rilievo in grotta, uno degli strumenti fondamentali per trasformare l’esplorazione speleologica in conoscenza e documentazione del mondo sotterraneo. Come si costruisce la carta di una grotta? Come si passa da una successione di pozzi, meandri e sale percorse sottoterra a una rappresentazione planimetrica e trid
     

A Verona non solo Romeo e Giulietta: una serata sul rilievo in grotta l’8 ottobre 2026

Október 8th 2026 at 07:00

Condividi

Verona, una serata dedicata al rilievo in grotta con Giorgio Annichini

Giovedì 8 ottobre 2026 il Gruppo Speleologico CAI Verona propone una serata divulgativa dedicata al rilievo in grotta, uno degli strumenti fondamentali per trasformare l’esplorazione speleologica in conoscenza e documentazione del mondo sotterraneo.

Come si costruisce la carta di una grotta? Come si passa da una successione di pozzi, meandri e sale percorse sottoterra a una rappresentazione planimetrica e tridimensionale utilizzabile per l’esplorazione, la ricerca e il catasto?

A questi temi sarà dedicata la serata “Rilievo in grotta”, in programma giovedì 8 ottobre 2026 alle ore 21:00 presso la sede del CAI Verona, organizzata dal Gruppo Speleologico CAI Verona.

A condurre l’incontro sarà Giorgio Annichini, responsabile del Catasto Speleologico Veronese. Il suo nome è legato da molti anni alla documentazione delle cavità del territorio veronese e non solo: speleologo dal 1998, laureato in Ingegneria per l’Ambiente e il Territorio e istruttore di tecnica della Società Speleologica Italiana, Annichini ha partecipato a esplorazioni e campagne di rilievo in Italia e all’estero. Tra i lavori più significativi figura anche l’aggiornamento del rilievo della Spluga della Preta, al quale è dedicato un suo contributo specifico nella monografia sulla celebre cavità del Corno d’Aquilio.

Il tema della serata assume particolare interesse anche alla luce dell’evoluzione recente del Catasto delle Grotte del Veneto. Con la versione 3.0.0 del database e del Geoportale WISH è stata completata la digitalizzazione dei dati cartacei: il catasto riporta oggi 8.984 cavità naturali censite e 10.294 rilievi topografici, comprendenti anche i primi rilievi tridimensionali ottenuti con tecnologia LIDAR.

Il rilievo costituisce infatti uno degli elementi essenziali della documentazione speleologica. Nel sistema catastale vengono registrati, tra gli altri dati, sviluppo spaziale e dislivelli della cavità, localizzazione e gruppi che hanno effettuato il rilievo. Il passaggio dalle vecchie misure effettuate con bussola, clinometro e strumenti analogici ai sistemi digitali, GPS e rilievi tridimensionali ha inoltre consentito di aumentare notevolmente precisione e possibilità di elaborazione dei dati.

L’appuntamento si inserisce nell’attività divulgativa del Gruppo Speleologico CAI Verona: una realtà speleologica importante, che nel 2025 ha celebrato i cento anni dalle prime esperienze, avviate nel 1925 con le discese nella Spluga della Preta e dalla nascita del gruppo all’interno della sezione veronese del Club Alpino Italiano.

L’appuntamento è per giovedì 8 ottobre 2026 alle ore 21:00 presso la sede del CAI Verona, in Via Porto San Pancrazio 83, a Verona.

L'articolo A Verona non solo Romeo e Giulietta: una serata sul rilievo in grotta l’8 ottobre 2026 proviene da Scintilena.

  • ✇Scintilena
  • Yak X, il DNA antico svela un bovino estinto nelle grotte dell’Altai
    Condividi Dalla grotta di Denisova ai siti della Siberia meridionale, Yak X emerge come un parente degli yak con una storia evolutiva autonoma. Dopo la scoperta mitocondriale del 2025, venti genomi antichi ne ricostruiscono la presenza per circa 200.000 anni. Il DNA antico recuperato da frammenti ossei della grotta di Denisova e di altri siti della Siberia meridionale ha identificato Yak X, un bovino estinto imparentato con gli yak attuali. Il nuovo studio, pubblicato il 5 ottobre 2026 su Cur
     

Yak X, il DNA antico svela un bovino estinto nelle grotte dell’Altai

Október 8th 2026 at 06:00

Condividi

Dalla grotta di Denisova ai siti della Siberia meridionale, Yak X emerge come un parente degli yak con una storia evolutiva autonoma. Dopo la scoperta mitocondriale del 2025, venti genomi antichi ne ricostruiscono la presenza per circa 200.000 anni.

Il DNA antico recuperato da frammenti ossei della grotta di Denisova e di altri siti della Siberia meridionale ha identificato Yak X, un bovino estinto imparentato con gli yak attuali. Il nuovo studio, pubblicato il 5 ottobre 2026 su Current Biology, ricostruisce una storia evolutiva separata e una presenza regionale durata circa 200.000 anni.[1]

La ricerca sviluppa i risultati pubblicati nel novembre 2025 su Genome Biology and Evolution. Quel lavoro aveva riconosciuto una linea mitocondriale sconosciuta, denominata «yak X». L’analisi di venti genomi antichi ha ora permesso di caratterizzare più ampiamente questi animali e di riconoscerli come una specie estinta distinta.[1][2]

Yak X e DNA antico

Il primo studio ha esaminato 63 reperti bovini. Cinquantasette provenivano dalla grotta di Denisova; altri sei da siti della Siberia occidentale e meridionale. Le ossa della cavità erano state selezionate anche attraverso ZooMS, una tecnica paleoproteomica che utilizza i profili del collagene per attribuire i frammenti a gruppi animali.[2]

Il confronto delle sequenze ha individuato bovini affini agli yak, bisonti e uri. Fra i genomi mitocondriali ricostruiti con maggiore copertura, dodici campioni formavano un ramo separato rispetto alla diversità conosciuta degli yak moderni e antichi. È questa la linea chiamata Yak X.[2]

La nuova ricerca ha ampliato l’indagine al DNA nucleare. Il gruppo comprende ricercatori del Centre for Palaeogenetics di Stoccolma, dell’Università della California a Santa Cruz e dell’Università di Vienna. Fra gli autori principali figurano Alexandre Gilardet e Jonas Oppenheimer; Love Dalén è l’autore senior. I venti genomi ottenuti coprono un arco temporale di circa 200.000 anni.[1]

Il confronto con altri bovini indica che la separazione dagli antenati degli yak attuali iniziò circa 400.000 anni fa. La divergenza divenne completa intorno a 250.000 anni fa. Le analisi hanno inoltre rilevato tracce trascurabili di incrocio con altri bovini della regione, fra cui bisonti delle steppe e uri.[1]

Denisova conserva la biodiversità scomparsa

La grotta di Denisova è nota per le scoperte sugli ominini arcaici. Le sue raccolte ossee documentano anche una fauna più articolata di quella rappresentata dalle popolazioni viventi. Nella cavità, molti resti sono troppo frammentari per un’identificazione basata soltanto sulla forma. Il recupero delle biomolecole permette di ricostruirne l’appartenenza.[2]

Yak X non era un’apparizione isolata. La linea è stata riconosciuta in più siti e ha attraversato diverse oscillazioni climatiche. La sua lunga presenza riguarda il quadro regionale dell’Asia delle medie latitudini, non una sequenza ininterrotta di ritrovamenti nella sola grotta di Denisova.[2]

Anche gli altri bovini raccontano una perdita di diversità. I bisonti comprendevano la linea mitocondriale «clade X», distinta da Yak X. Gli uri erano meno rappresentati nel campione. I genomi ricostruiti mostrano rami evolutivi oggi assenti dalle popolazioni attuali. L’Altai emerge così come un territorio importante per la diversificazione sia dei bovini sia degli ominini.[2]

Per la ricerca negli ambienti sotterranei, questi risultati mostrano il valore delle raccolte di frammenti ossei. Reperti privi di caratteri morfologici diagnostici possono conservare informazioni utili a riconoscere animali estinti e a ricostruire antiche comunità faunistiche.[1][2]

Yak X tra clima ed estinzione

La nuova analisi genomica suggerisce un ricambio di popolazione durante l’ultimo periodo interglaciale, accompagnato da una riduzione della diversità genetica. Secondo i ricercatori, questo andamento potrebbe riflettere gli effetti del riscaldamento avvenuto circa 120.000 anni fa su un animale adattato al freddo. La serie temporale consente di seguire questi cambiamenti attraverso interi cicli glaciali.[1]

Il reperto più recente analizzato risale a circa 27.000 anni fa. Yak X si estinse successivamente, ma la data precisa e le cause della scomparsa restano da determinare. Questo reperto documenta quindi una presenza tardiva, senza fissare il momento dell’estinzione.[1]

I resti provengono dalla grotta di Denisova e dal più ampio territorio dell’Altai-Sayan e della Siberia meridionale. Gli yak selvatici attuali vivono invece alle alte quote dell’altopiano tibetano. Il confronto amplia la conoscenza della distribuzione geografica dei parenti degli yak durante il Pleistocene.[1]

Yak X e classificazione paleontologica

Yak X rimane una denominazione di ricerca. La distinzione genetica della specie sarà affiancata dal confronto con resti di bovini simili agli yak già descritti nella regione. I ricercatori intendono verificare se questi fossili appartengano allo stesso animale, così da definirne la classificazione formale.[1]

Lo studio del 2025 aveva già proposto un possibile collegamento con lo yak del Baikal, indicato come Bos mutus baikalensis. L’integrazione fra paleogenomica e studio delle ossa potrà collegare la linea genetica a caratteri anatomici riconoscibili. Le grotte dell’Altai continuano così a restituire informazioni sulla fauna e sui paesaggi della Siberia pleistocenica.[1][2]

Fonti

Fonti
[1] Previously unknown extinct bovine species discovered in Siberia https://www.eurekalert.org/news-releases/1145741
[3] Paleogenomics Reveals a Loss of Bovine Lineages in Mid-latitude … https://academic.oup.com/gbe/article/17/11/evaf206/8315343
[4] Paleogenomics Reveals a Loss of Bovine Lineages in Mid-latitude Asia Over the Last 200,000 Years https://academic.oup.com/gbe/article/doi/10.1093/gbe/evaf206/8315343
[5] Ancient genomes reveal an extinct bovine species from mid-latitude … https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0960982226012522
[6] Discovery of genomes of Neanderthal, Denisova and its impact on modern human https://engine.scichina.com/doi/10.1360/TB-2022-1134
[7] Extinct yak relative discovered from DNA in Denisova cave https://www.newscientist.com/article/2591962-extinct-yak-relative-discovered-from-dna-in-denisova-cave/
[8] Genetic history of an archaic hominin group from Denisova Cave in … https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC4306417/
[9] Extinct yak relative discovered from DNA in Denisova cave https://www.newscientist.com/article/2591962-2591962/
[10] Pleistocene sediment DNA reveals hominin and faunal turnovers at Denisova Cave https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC8277575/
[11] A High-Coverage Genome Sequence from an Archaic Denisovan Individual https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC3617501/
[12] Meet “Yak X,” A Newly Discovered Extinct Species Found In … https://www.iflscience.com/meet-yak-x-a-newly-discovered-extinct-species-found-in-siberias-famed-denisova-cave-84845
[13] 100 ancient genomes show repeated population turnovers in Neolithic Denmark https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC10781617/
[14] Palaeontology News, Articles | IFLScience https://www.iflscience.com/tags/palaeontology
[15] Middle and Late Pleistocene Denisovan subsistence at Baishiya Karst Cave https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC11291277/
[16] Extinct Yak Relative Discovered in Denisova Cave DNA https://scienceofficial.org/discoveries/extinct-yak-relative-identified-from-dna-in-siberian-cave/
[17] Population genomics of post-glacial western Eurasia https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC10781627/
[18] Unknown Yak DNA Discovered in Denisova Cave in Altai https://247newsagency.com/unknown-yak-dna-discovered-in-denisova-cave-in-altai/
[19] Ancient genomes reveal insights into ritual life at Chichén Itzá https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC11208145/
[20] DNA from broken bones uncovers a lost yak relative from Ice Age … https://www.earth.com/animals/dna-from-broken-bones-uncovers-a-lost-yak-relative-from-ice-age-siberia/
[21] Initial Upper Palaeolithic humans in Europe had recent Neanderthal ancestry https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC8026394/
[22] Meet “Yak X,” A Newly Discovered Extinct Species Found In Siberia’s Famed Denisova Cave https://www.newsbreak.com/iflscience-1744888/4926753083463-meet-yak-x-a-newly-discovered-extinct-species-found-in-siberia-s-famed-denisova-cave
[23] A Complete Mitochondrial Genome Sequence from a Mesolithic Wild Aurochs (Bos primigenius) https://dx.plos.org/10.1371/journal.pone.0009255
[24] Previously unknown extinct bovine species discovered in Siberia https://www.su.se/english/news/articles/2026-10-06-previously-unknown-extinct-bovine-species-discovered-in-siberia
[25] Update on Fossil Stomata Paleoecology , Ploidy , Paleoatmospheric Composition , and Developmental Biology : A Review of the Multiple Uses of Fossil Stomata 1 [ OPEN ] https://www.semanticscholar.org/paper/9f1868e3a819b2a422868d92d5f8a640345273d2
[26] Ancient Mongolian aurochs and cattle genomes reveal population … https://www.cell.com/iscience/fulltext/S2589-0042(26)02787-2
[27] Molecular evolution of herpesviruses: genomic and protein sequence comparisons https://journals.asm.org/doi/10.1128/jvi.68.3.1886-1902.1994
[28] The Genomic Legacy of Aurochs hybridization in ancient and … – eLife https://elifesciences.org/reviewed-preprints/93076
[29] Ancient DNA confirms diverse origins of early post-Columbian cattle in the Americas https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC10394069/
[30] Genes from cattle’s ancient wild relatives reveal the complex history … http://www.scimex.org/newsfeed/genes-from-cattles-ancient-wild-relatives-reveal-the-complex-history-of-the-modern-cow
[31] Pig Domestication and Human-Mediated Dispersal in Western Eurasia Revealed through Ancient DNA and Geometric Morphometrics https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC3603306/
[32] Extinct ice age bovine discovered in Siberian cave https://www.popsci.com/science/extinct-ice-age-bovine-siberian-cave/
[33] Correction for Frantz et al., Ancient pigs reveal a near-complete genomic turnover following their introduction to Europe https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC7322036/
[34] Aurochs – Wikipedia https://en.wikipedia.org/wiki/Aurochs
[35] Extinct Ice Age Bovine Discovered in Siberian Cave https://ground.news/article/extinct-ice-age-bovine-discovered-in-siberian-cave_e86d70
[36] Scientists studying ancient Siberian bone fragments used DNA to identify a previously unknown extinct bovine related to modern yaks that followed its own evolutionary path for hundreds of thousands of years https://timesofindia.indiatimes.com/science/archaeology/scientists-studying-ancient-siberian-bone-fragments-used-dna-to-identify-a-previously-unknown-extinct-bovine-related-to-modern-yaks-that-followed-its-own-evolutionary-path-for-hundreds-of-thousands-of-years/articleshow/134738756.cms
[37] Nirm?t? on X: “Ancient genomes reveal an extinct bovine species … https://x.com/En_formare/status/2107210553496420638/photo/2
[38] Paleontology news https://phys.org/biology-news/paleontology/
[39] Paleogenomics Reveals a Loss of Bovine Lineages in Mid-latitude … https://sciact.archaeology.nsc.ru/public/article/2688/en
[40] Extinct bovine species discovered in Siberia reveals lost … https://phys.org/news/2026-10-extinct-bovine-species-siberia-reveals.html
[41] Realtalk: will the aurochs ever come back? http://breedingback.blogspot.com/2026/03/realtalk-will-aurochs-ever-come-back.html

L'articolo Yak X, il DNA antico svela un bovino estinto nelle grotte dell’Altai proviene da Scintilena.

  • ✇Scintilena
  • Grotte di Castellana, il mondo sotterraneo può diventare rifugio climatico contro il caldo estremo
    Condividi Durante le ondate di calore la Grave, con una temperatura intorno ai 16 °C, ha accolto anziani e persone fragili Il complesso carsico pugliese sperimenta una nuova funzione sociale, mentre cresce l’attenzione per accessibilità, sostenibilità e nuove forme di fruizione Le Grotte di Castellana, uno dei più importanti complessi carsici turistici italiani, durante l’estate 2026 hanno assunto anche una funzione insolita e particolarmente attuale: quella di rifugio climatico nelle gior
     

Grotte di Castellana, il mondo sotterraneo può diventare rifugio climatico contro il caldo estremo

Október 8th 2026 at 05:00

Condividi

Durante le ondate di calore la Grave, con una temperatura intorno ai 16 °C, ha accolto anziani e persone fragili

Il complesso carsico pugliese sperimenta una nuova funzione sociale, mentre cresce l’attenzione per accessibilità, sostenibilità e nuove forme di fruizione

Le Grotte di Castellana, uno dei più importanti complessi carsici turistici italiani, durante l’estate 2026 hanno assunto anche una funzione insolita e particolarmente attuale: quella di rifugio climatico nelle giornate caratterizzate dalle temperature più elevate.

L’iniziativa è stata sperimentata nel mese di luglio, quando la Grave, la grande cavità d’ingresso del sistema sotterraneo, è stata aperta per alcune ore ad anziani, bambini e persone fragili, offrendo loro un ambiente naturalmente fresco nel quale trascorrere parte della giornata. Nel sottosuolo di Castellana la temperatura si mantiene infatti attorno ai 16-16,5 °C per tutto l’anno.

Secondo quanto documentato il 18 luglio dalla TGR Puglia, nella Grave sono state organizzate anche attività di socializzazione e intrattenimento. L’iniziativa non era riservata ai soli abitanti di Castellana Grotte, ma era rivolta anche a persone provenienti dai comuni vicini e dall’area barese. La società di gestione aveva inoltre annunciato la possibilità di riattivare il servizio in occasione di successive ondate di calore.

Il sottosuolo come risposta alle temperature estreme

L’esperienza di Castellana introduce un tema destinato probabilmente ad assumere un interesse crescente: il ruolo degli ambienti sotterranei in presenza di condizioni climatiche estreme.

Le cavità naturali possiedono un microclima molto più stabile rispetto all’ambiente esterno. Nel caso delle Grotte di Castellana, il complesso si sviluppa per oltre tre chilometri e presenta temperature interne sostanzialmente costanti durante l’anno. Una caratteristica normalmente associata alla visita turistica che, durante le giornate di caldo eccezionale, può acquisire anche un valore sociale.

L’esperimento dell’estate è tornato all’attenzione nei giorni scorsi grazie a un articolo pubblicato dal Corriere della Sera il 3 ottobre, dedicato alle trasformazioni in corso intorno al sito carsico pugliese. Il direttore artistico Giuseppe Savino ha ricordato che, durante l’estate particolarmente calda, le grotte sono state aperte alla cittadinanza nelle ore di maggiore afa proprio con la funzione di rifugio climatico.

Si tratta di un utilizzo che non modifica la destinazione principale delle Grotte di Castellana, ma mette in evidenza come un ambiente naturale ipogeo possa entrare, con le necessarie cautele e valutazioni, anche nelle strategie locali di adattamento alle temperature estreme.

Accessibilità e nuove modalità di conoscenza delle grotte

L’attenzione alla funzione sociale del complesso si accompagna ad altre iniziative rivolte ad ampliare le possibilità di fruizione. Il progetto “Grotte 100% Accessibili”, ad esempio, prevede visite dedicate anche a persone con disabilità fisiche, sensoriali, psichiche e intellettivo-relazionali, con modalità organizzative specifiche e una preventiva valutazione della compatibilità con il microclima e con le caratteristiche dell’ambiente sotterraneo.

Accanto alla visita turistica tradizionale vengono inoltre proposte esperienze che cercano di avvicinare il pubblico alla dimensione esplorativa della grotta.

Con SpeleoFamily, rivolta alle famiglie, parte del percorso viene effettuata al buio e con modalità che richiamano le prime esplorazioni del complesso. L’itinerario comprende anche una deviazione dal normale tracciato turistico verso la Caverna delle Concrezioni Coralline.

SpeleoNight propone invece un percorso di circa tre chilometri che comprende l’esplorazione di un tratto non normalmente inserito nella visita turistica e il passaggio individuale nel Corridoio del Deserto, sfruttando oscurità e silenzio come elementi dell’esperienza sotterranea.

Sono modalità di fruizione molto diverse dalla speleologia esplorativa propriamente detta, ma testimoniano il tentativo di comunicare al grande pubblico aspetti della grotta che vanno oltre la semplice contemplazione delle concrezioni.

Dalla scoperta del 1938 alle nuove funzioni del mondo sotterraneo

La storia moderna delle Grotte di Castellana è legata alla discesa di Franco Anelli nella Grave il 23 gennaio 1938 e alle successive esplorazioni condotte insieme a Vito Matarrese. Fu poi Matarrese, proseguendo le ricerche, a raggiungere nel 1939 la Grotta Bianca, uno degli ambienti più conosciuti del complesso.

A quasi novant’anni dall’inizio di quelle esplorazioni, Castellana mostra così un’altra possibile relazione tra comunità e sottosuolo. La grotta resta innanzitutto un ambiente naturale delicato, da conoscere e tutelare, ma la stabilità del suo microclima mette oggi in evidenza anche una funzione che difficilmente sarebbe stata immaginata dai primi esploratori.

In estati sempre più segnate da episodi di caldo intenso, l’esperienza pugliese offre quindi uno spunto che va oltre il singolo sito turistico: le cavità naturali possono diventare anche luoghi nei quali riflettere concretamente sul rapporto fra ambiente sotterraneo, comunità e adattamento ai cambiamenti climatici, purché ogni utilizzo sia compatibile con la conservazione del sistema carsico e con la sicurezza delle persone.

Fonti: Corriere della Sera, 3 ottobre 2026; Rai TGR Puglia, 18 luglio 2026; Grotte di Castellana Srl, sito istituzionale

Foto: Grave delle Grotte di Castellana – Boboseiptu / Wikimedia Commons – CC BY-SA 4.0

L'articolo Grotte di Castellana, il mondo sotterraneo può diventare rifugio climatico contro il caldo estremo proviene da Scintilena.

❌