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    Condividi Le misurazioni e gli studi disponibili indicano che la CO2 nelle grotte di Maiorca può aumentare in modo marcato nei mesi caldi, con effetti diretti sulla qualità dell’aria ipogea e sulla sicurezza delle progressioni speleologiche. CO2 nelle grotte di Maiorca La Federazione Balear de Espeleologia ha diffuso una comunicazione di cautela per l’estate, segnalando concentrazioni elevate di CO2 in diverse cavità di Maiorca e richiamando l’attenzione sulle misurazioni dedicate a questo
     

Maiorca, estate sotto osservazione per la CO2 nelle grotte

Júl 2nd 2026 at 14:00

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Le misurazioni e gli studi disponibili indicano che la CO2 nelle grotte di Maiorca può aumentare in modo marcato nei mesi caldi, con effetti diretti sulla qualità dell’aria ipogea e sulla sicurezza delle progressioni speleologiche.

CO2 nelle grotte di Maiorca

La Federazione Balear de Espeleologia ha diffuso una comunicazione di cautela per l’estate, segnalando concentrazioni elevate di CO2 in diverse cavità di Maiorca e richiamando l’attenzione sulle misurazioni dedicate a questo tema.

Il quadro non appare episodico, perché la letteratura speleologica balearica descrive da anni la presenza di alte concentrazioni di anidride carbonica in varie grotte dell’arcipelago. Per la speleologia isolana, la CO2 nelle grotte di Maiorca torna quindi al centro come questione stagionale, ambientale e operativa.

Dati scientifici su CO2

Uno dei casi più documentati è quello della Cova de sa Font, a sa Dragonera, dove registrazioni continue tra aprile e dicembre 2023 hanno mostrato una crescita graduale della CO2 dalla tarda primavera all’inizio dell’estate. Nello stesso sito, i valori hanno superato i 60.000 ppm per tutta l’estate e hanno raggiunto stime oltre i 70.000 ppm fino ai primi di novembre.

Il dato più rilevante è l’andamento parallelo dell’ossigeno: nello studio, la diminuzione di O2 è risultata fortemente correlata all’aumento della CO2, con minimi inferiori al 14,5 per cento durante il periodo estivo.

Ventilazione estiva a Maiorca

Gli autori dello studio interpretano la dinamica della Cova de sa Font come quella di una “trappola estiva” di aria fredda, cioè una cavità che nei mesi caldi tende a restare più confinata e a favorire l’accumulo di CO2. Il ricambio d’aria si riduce. Quando arrivano le prime irruzioni di aria fredda autunnale, lo stesso lavoro documenta un calo rapidissimo della CO2, passata da 60.000 a 2.000 ppm in meno di tre giorni alla fine di novembre 2023, segno di un rinnovo quasi completo dell’atmosfera di grotta.[2]

Sicurezza speleologica e CO2

La CO2 nelle grotte di Maiorca non riguarda una sola cavità, perché misure e segnalazioni precedenti avevano già riportato il 2 per cento di CO2 nella Cova de sa Bassa Blanca e valori superiori a 83.000 ppm in alcune sale della Cova dets Ases. Questo significa che la lettura stagionale del microclima non può essere considerata un dettaglio secondario, ma un elemento concreto della pianificazione speleologica estiva. Per chi frequenta questi ambienti, la notizia rafforza l’importanza di controlli strumentali, aggiornamento delle informazioni locali e valutazione prudente delle cavità note per aria confinata o scarsamente ventilata.[3][4][5][2]

Microclima e gestione

La diffusione di comunicazioni federali, guide dedicate all’“aria viziata” e pubblicazioni scientifiche mostra che il tema della CO2 nelle grotte di Maiorca è ormai parte stabile del dibattito tecnico sulla frequentazione ipogea dell’isola. Per il pubblico della speleologia, la notizia ha anche un valore scientifico, perché conferma quanto i microclimi sotterranei dipendano dalla forma della cavità, dalla ventilazione e dalla stagione. Nell’estate 2026, l’attenzione sulle misurazioni di CO2 nelle grotte di Maiorca riporta in primo piano un dato essenziale: in alcune cavità l’atmosfera può cambiare molto nei mesi caldi e richiede letture tecniche accurate prima dell’ingresso.[4][1][3][2]

Fonti online

Per l’inquadramento del tema, l’articolo si basa su una comunicazione federale e su contributi scientifici e tecnici già pubblicati. Le fonti principali sono le seguenti.[5][3][4][2]

Fonti
[1] Las Grutas de Mallorca y Su Atmósfera Una Guía de Aire Viciado https://www.facebook.com/federaciobalear/posts/7215ee9c/1228422972787600/
[2] Estacionalitat dels paràmetres atmosfèrics de la Cova de sa Font (sa Dragonera): un registre detallat del cicle anual dels valors de temperatura, CO2 i O2 https://raco.cat/index.php/PapersSeb/article/view/980000005822
[3] https://www.fbespeleologia.org/mediciones-de-co2-en-cuevas-de … https://www.facebook.com/federaciobalear/posts/7215ee9c/1304449685184928/
[4] [PDF] observaciones sobre la concentraci~n – de dióxido de carbono en la http://www.federaciobalearespeleologia.org/Publicaciones/PDF/13-27-38.pdf
[5] Algunes dades sobre els gasos de l’atmosfera de la Cova dets Ases … https://dialnet.unirioja.es/servlet/articulo?codigo=9790619
[7] Boletín Argentina Subterránea N° 15 – agosto2006 – Malargüe – Argentina – Página 1 https://www.scintilena.com/allegati/fade-boletin15.pdf
[8] Branche scientifiche coinvolte nello studio delle grotte https://www.scintilena.com/branche-scientifiche-coinvolte-nello-studio-delle-grotte/09/05/
[9] Quanto tempo impiega una stalattite per crescere di un … https://www.scintilena.com/quanto-tempo-impiega-una-stalattite-per-crescere-di-un-centimetro/08/18/
[10] Mani dipinte nella preistoria, il caso Sulawesi riapre il dibattito – Scintilena https://www.scintilena.com/mani/05/24/
[11] Flussi aerei sotterranei: le tecniche di tracciamento quantitativo al … https://www.scintilena.com/flussi-aerei-sotterranei-le-tecniche-di-tracciamento-quantitativo-al-centro-di-un-corso-nazionale-a-la-spezia/04/25/
[12] Noti-FE@LC https://www.scintilena.com/allegati/fealcboletin23.pdf
[13] Neve, rocce fratturate e droni: così si studia l’acqua nascosta dell … https://www.scintilena.com/neve-rocce-fratturate-e-droni-cosi-si-studia-lacqua-nascosta-dellappennino/04/29/
[14] 99 cose che non sai sulle grotte sulfuree – Scintilena https://www.scintilena.com/99-cose-che-non-sai-sulle-grotte-sulfuree/02/05/
[15] Giovanni Badino – Tributo dell’International Journal of Speleology … https://www.scintilena.com/giovanni-badino-tributo-dellinternational-journal-of-speleology-di-arrigo-cigna-e-paolo-forti/11/22/
[16] Nocera Inferiore, ipogeo sotto Santa Chiara: la scoperta che riapre … https://www.scintilena.com/nocera-inferiore-ipogeo-sotto-santa-chiara-la-scoperta-che-riapre-la-storia-del-monastero/06/12/
[17] Lascaux: Quando il Patrimonio Paleolitico Incontra la Fragilità dell … https://www.scintilena.com/lascaux-quando-il-patrimonio-paleolitico-incontra-la-fragilita-dellambiente-carsico/01/20/
[18] Nuovo libro: Impatto umano sulla grotte messicane (in inglese e … https://www.scintilena.com/nuovo-libro-impatto-umano-sulla-grotte-messicane-in-inglese-e-spagnolo/02/26/
[19] Italia preistorica in grotta: a fine Ottobre il convegno di San Lorenzo … https://www.scintilena.com/italia-preistorica-in-grotta-a-fine-ottobre-il-convegno-di-san-lorenzo-bellizzi/10/03/
[20] BOL_CFLP_2 https://www.scintilena.com/allegati/bollettinofealc2.pdf
[21] 99 cose da sapere se abiti in un territorio carsico – Scintilena https://www.scintilena.com/come-riconoscere-se-vivi-in-un-territorio-carsico/06/06/
[22] Cuevas del Drach: guía completa 2026, precios y horarios https://www.click-mallorca.com/blog/sitios/cuevas-del-drach/
[23] untitled https://sge.usal.es/archivos/geogacetas/Geo39/Geo39-24.pdf
[24] [PDF] Cavidades con aire enrarecido – Club ARA http://airerocayagua.com/documents/Cavidadesaireenrarecido.pdf
[25] document https://www.cuevascastellon.uji.es/adjuntos/valluixo_santjosep_informeclimatologia.pdf
[26] CO2. Dióxido de carbono en cavidades. Efectos. – BTTersMALLORCA https://bttersmallorca.com/2018/04/02/co2-dioxido-de-carbono-en-cavidades-efectos-2/
[27] Intoxicación por CO2 en espeleología y rescate sanitario. – G.E.P http://espeleologiapayesa.es/?p=1691
[28] climática https://mendukilo.com/wp-content/uploads/2018/07/climatica.pdf
[29] Fbe – https://www.fbespeleologia.org/mediciones-de-co2 … – Facebook https://www.facebook.com/federaciobalear/photos/httpswwwfbespeleologiaorgmediciones-de-co2-en-cuevas-de-mallorca/1304449511851612/
[30] Dinàmica de l’atmosfera dels sectors no turístics … https://www.raco.cat/index.php/PapersSeb/article/download/393112/486608
[31] [PDF] Patrones de ventilación estacional en Cueva Larga (Sierra … – RECYT https://recyt.fecyt.es/index.php/geogaceta/article/download/104506/80479/447249

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  • Kentucky Speleological Survey protagonista alla NSS Convention 2026 con rilievi, catasto e tutela del patrimonio carsico
    Condividi Il Kentucky Speleological Survey presenta attività e servizi durante la NSS Convention 2026 dedicata alla speleologia e al carsismo Dal 6 al 10 luglio 2026 la città di Corydon, nell’Indiana, ospiterà l’edizione 2026 della Convention della National Speleological Society (NSS), uno dei principali appuntamenti della speleologia nordamericana. Tra le organizzazioni presenti figura il Kentucky Speleological Survey (KSS), che utilizzerà l’evento per promuovere le proprie attività di r
     

Kentucky Speleological Survey protagonista alla NSS Convention 2026 con rilievi, catasto e tutela del patrimonio carsico

Júl 2nd 2026 at 13:00

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Il Kentucky Speleological Survey presenta attività e servizi durante la NSS Convention 2026 dedicata alla speleologia e al carsismo

Dal 6 al 10 luglio 2026 la città di Corydon, nell’Indiana, ospiterà l’edizione 2026 della Convention della National Speleological Society (NSS), uno dei principali appuntamenti della speleologia nordamericana.

Tra le organizzazioni presenti figura il Kentucky Speleological Survey (KSS), che utilizzerà l’evento per promuovere le proprie attività di rilievo speleologico, gestione del catasto delle grotte e conservazione del patrimonio carsico del Kentucky. (National Speleological Society?)

Kentucky Speleological Survey e catasto delle grotte del Kentucky

Il Kentucky Speleological Survey è un’organizzazione senza scopo di lucro che opera per documentare, studiare e preservare le grotte e le aree carsiche dello Stato del Kentucky.

Il suo archivio rappresenta uno dei principali strumenti di riferimento per speleologi, ricercatori, enti pubblici, professionisti e proprietari dei terreni interessati dalla presenza di cavità naturali.

Secondo i dati diffusi dal KSS, il Kentucky conta oltre 5.100 grotte censite e nuove cavità vengono individuate ogni anno grazie all’attività dei gruppi speleologici e dei rilevatori volontari.

Il database raccoglie informazioni topografiche, dati catastali, rilievi e documentazione tecnica destinata a sostenere la ricerca scientifica, la pianificazione territoriale e la tutela ambientale. (Kentucky Speleological Survey?)

I corsi di rilievo speleologico e gli incontri tecnici

Durante la convention il Kentucky Speleological Survey sarà sponsor del corso introduttivo dedicato al rilievo topografico delle grotte, disciplina fondamentale per la documentazione delle cavità naturali.

L’associazione sosterrà inoltre la competizione di disegno dei rilievi speleologici, iniziativa che valorizza la precisione nella rappresentazione cartografica degli ambienti ipogei.

Il programma comprende anche lo State Survey Roundtable, tavola rotonda dedicata ai catasti speleologici statali. L’incontro riunirà i responsabili delle organizzazioni che gestiscono gli archivi delle grotte negli Stati Uniti per confrontarsi su metodologie di raccolta dati, digitalizzazione, aggiornamento delle informazioni e conservazione della documentazione speleologica.

Un patrimonio carsico tra i più ricchi degli Stati Uniti

Il Kentucky è riconosciuto a livello internazionale come una delle aree carsiche più importanti del continente nordamericano. Ospita infatti il sistema di Mammoth Cave, la grotta più lunga del mondo, oltre a migliaia di altre cavità distribuite su vaste aree calcaree.

In questo contesto il lavoro del Kentucky Speleological Survey assume un ruolo rilevante non soltanto per gli esploratori, ma anche per geologi, biologi, idrogeologi e amministrazioni pubbliche impegnate nella gestione delle risorse naturali. Il censimento accurato delle cavità contribuisce infatti alla protezione delle falde acquifere, degli habitat sotterranei e degli ecosistemi carsici.

Un invito alla collaborazione nella comunità speleologica

In occasione della convention il Kentucky Speleological Survey invita gli speleologi a iscriversi all’associazione e a collaborare alla raccolta di nuovi dati, all’aggiornamento dei rilievi esistenti e alla documentazione delle nuove esplorazioni.

L’obiettivo rimane quello di mantenere un archivio affidabile e costantemente aggiornato, capace di supportare la ricerca scientifica, la conservazione del patrimonio sotterraneo e una gestione responsabile delle migliaia di grotte presenti nello Stato. La partecipazione alla NSS Convention rappresenta quindi un momento di confronto tra le realtà impegnate nella documentazione del patrimonio ipogeo e nello sviluppo delle migliori pratiche per il rilievo e la tutela delle cavità naturali. (National Speleological Society?)

Fonti

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  • Meta menardi e Meta bourneti, nuovi Animali di Grotta della SSI
    Condividi I ragni del genere Meta protagonisti della campagna “Animale di Grotta” 2019-2026 della Società Speleologica Italiana, tra tutela della fauna ipogea, monitoraggio microclimatico e Citizen Science La campagna “Animale di Grotta” della Società Speleologica Italiana Dal 2019 la Società Speleologica Italiana ETS porta avanti la campagna “Animale di Grotta”, con l’obiettivo di valorizzare la fauna ipogea e di sensibilizzare sulla tutela degli ecosistemi sotterranei, tra i più frag
     

Meta menardi e Meta bourneti, nuovi Animali di Grotta della SSI

Júl 2nd 2026 at 12:00

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I ragni del genere Meta protagonisti della campagna “Animale di Grotta” 2019-2026 della Società Speleologica Italiana, tra tutela della fauna ipogea, monitoraggio microclimatico e Citizen Science

La campagna “Animale di Grotta” della Società Speleologica Italiana

Dal 2019 la Società Speleologica Italiana ETS porta avanti la campagna “Animale di Grotta”, con l’obiettivo di valorizzare la fauna ipogea e di sensibilizzare sulla tutela degli ecosistemi sotterranei, tra i più fragili e meno conosciuti del territorio.

La campagna è inserita nella più ampia iniziativa internazionale “Animale di grotta dell’anno”, nata in Germania nel 2009 e adottata in Italia dalla SSI in collaborazione con gruppi di ricerca biospeleologica.

Negli anni sono stati scelti organismi diversi – dal diplopode Plectogona sanfilippoi ai geotritoni del genere Speleomantes, fino alla falena dei ripari Triphosa dubitata – tutti accomunati dal legame stretto con l’ambiente ipogeo e dal ruolo di indicatori della qualità degli habitat sotterranei.

Meta menardi e Meta bourneti, ragni sentinella della zona crepuscolare

Per il ciclo 2019-2026, la campagna “Animale di Grotta” della Società Speleologica Italiana dedica un’attenzione particolare ai ragni del genere Meta, in particolare alle specie Meta menardi e Meta bourneti, ora ufficialmente riconosciute come “Animali di grotta dell’anno 2026”.

Questi aracnidi sono tipici abitanti della zona di transizione delle cavità, la cosiddetta zona crepuscolare, dove la luce di superficie sfuma progressivamente nel buio e dove le condizioni microclimatiche restano relativamente stabili durante l’anno.


Meta menardi è una specie troglofila diffusa in gran parte dell’Europa, che costruisce ampie ragnatele nei tratti iniziali delle grotte, nei tunnel artificiali e in altri ambienti sotterranei umidi; Meta bourneti, più legata a contesti mediterranei caldi, occupa nicchie simili ma mostra preferenze climatiche differenti lungo i gradienti altitudinali.[web:14][web:17]

Indicatori biologici e cambiamento climatico nelle grotte

Essendo predatori al vertice della catena alimentare nella zona crepuscolare, i ragni Meta menardi e Meta bourneti fungono da indicatori biologici sensibili delle alterazioni microclimatiche nelle cavità naturali e artificiali.[web:3][web:14] Studi condotti, ad esempio sul versante dell’Etna, hanno evidenziato una segregazione altitudinale tra le due specie, correlata a differenti intervalli di temperatura e precipitazioni: Meta menardi è associata a grotte più fredde e piovose, mentre Meta bourneti predilige ambienti più caldi e meno umidi.[web:14][web:17]
Queste caratteristiche rendono i ragni del genere Meta strumenti utili per monitorare gli effetti del cambiamento climatico sugli ecosistemi sotterranei, dove anche lievi variazioni di temperatura e umidità possono riflettersi sulla composizione delle comunità e sulla disponibilità di prede.[web:3][web:6] In questo quadro, la campagna “Animale di Grotta” offre a gruppi speleologici e ricercatori protocolli di osservazione e materiali standardizzati per raccogliere dati comparabili nel tempo e tra diverse regioni carsiche.[web:3][web:9]

La nuova scheda riassuntiva 2019-2026 per i Soci SSI

Per i Soci SSI, la campagna “Animale di Grotta” mette ora a disposizione una scheda riassuntiva che raccoglie tutti gli “Animali di Grotta” celebrati dal 2019 al 2026, includendo quindi anche Meta menardi e Meta bourneti.[web:9][web:16] Il documento, destinato ai gruppi associati, è arricchito da disegni originali pensati per facilitare il riconoscimento delle specie e per essere utilizzati come supporto visivo durante lezioni, corsi e presentazioni al pubblico.[web:9][file:1]
La scheda rappresenta uno strumento pratico per avere in un unico colpo d’occhio l’evoluzione della campagna: dal millepiedi spazzino Plectogona sanfilippoi, al coleottero Italodytes stammeri, ai geotritoni Speleomantes, fino alla falena cavernicola Triphosa dubitata e ai ragni del genere Meta.[web:2][web:8][web:21]

Materiali didattici, Citizen Science e attività dei gruppi

La Società Speleologica Italiana invita caldamente i gruppi soci a integrare la scheda riassuntiva e i materiali della campagna “Animale di Grotta” all’interno delle proprie attività istituzionali: corsi di introduzione alla speleologia, uscite in grotta, escursioni sul territorio carsico e iniziative di divulgazione.[web:3][web:6] Le schede e i protocolli di osservazione costituiscono infatti una base per progetti di Citizen Science, in cui speleologi, studenti e pubblico interessato possono contribuire a raccogliere dati sulla fauna ipogea seguendo metodologie semplici ma scientificamente controllate.[web:6][web:11]
Questa impostazione rafforza il ruolo della comunità speleologica nella ricerca sulla biodiversità sotterranea, ponendo la campagna “Animale di Grotta” come un ponte tra esplorazione, monitoraggio ambientale e educazione scientifica rivolta alle nuove generazioni.[web:3][file:1]

Il portale animalidigrotta.speleo.it e le risorse online

Tutti i materiali relativi alla campagna “Animale di Grotta” sono raccolti nel portale ufficiale animalidigrotta.speleo.it, punto di riferimento per gruppi speleologici, ricercatori e gestori di cavità turistiche.[web:3][web:9] Nel sito è possibile consultare e scaricare la scheda identificativa del genere Meta, i poster delle passate edizioni, le guide per il monitoraggio e le presentazioni dedicate alle varie specie selezionate di anno in anno.[web:9][web:18]
Il portale consente anche di seguire gli aggiornamenti sulla campagna “Animale di Grotta”, di scaricare materiali multimediali per eventi pubblici e di accedere alle informazioni sulle iniziative collegate – dalle carte da gioco “BioSpeleo” alle attività organizzate in occasione di giornate tematiche come la Giornata mondiale della biodiversità.[web:6][web:11]

Un invito alla partecipazione e alla tutela del mondo sotterraneo

Con la scelta di Meta menardi e Meta bourneti come nuovi “Animali di Grotta”, la Società Speleologica Italiana ribadisce il legame tra speleologia, ricerca scientifica e conservazione della biodiversità sotterranea.[web:3][web:6] I ragni del genere Meta, predatori al vertice della catena alimentare nella zona crepuscolare delle cavità, diventano simbolo della necessità di monitorare con continuità gli effetti delle pressioni antropiche e del cambiamento climatico sugli ecosistemi ipogei.[web:3][web:14]

La lettera inviata ai Soci SSI invita chiaramente i gruppi ad aderire alla campagna “Animale di Grotta”, utilizzando la scheda riassuntiva 2019-2026 e gli altri materiali disponibili per rafforzare il proprio impegno nella tutela del mondo sotterraneo, attraverso attività sul campo, divulgazione e progetti condivisi di Citizen Science.[web:3][web:9]


Fonti principali: comunicazioni ufficiali della Società Speleologica Italiana ETS, portale animalidigrotta.speleo.it, articoli pubblicati su Scintilena e documenti formativi SSI sulla speleologia e sulla biodiversità sotterranea.

Fonti:
[2] La falena cavernicola o dei ripari (Triphosa dubitata) Animale di … https://www.scintilena.com/la-falena-cavernicola-o-dei-ripari-triphosa-dubitata-animale-di-grotta-dellanno-2025/11/05/
[3] Meta 2026: i ragni di grotta diventano sentinelle del … – Scintilena https://www.scintilena.com/meta-2026-i-ragni-di-grotta-diventano-sentinelle-del-cambiamento-climatico/03/30/
[4] Meta menardi e Meta bourneti: i nuovi “Animali di grotta dell’anno … https://www.scintilena.com/meta-menardi-e-meta-bourneti-i-nuovi-animali-di-grotta-dellanno-2026/01/29/
[5] Proteggere il mondo sotterraneo: biodiversità delle grotte, servizi … https://www.scintilena.com/proteggere-il-mondo-sotterraneo-biodiversita-delle-grotte-servizi-ecosistemici-e-campagne-cave-animal-of-the-year/05/08/
[6] Biodiversità sotterranea, la Società Speleologica Italiana al centro … https://www.scintilena.com/biodiversita-sotterranea-i-ragni-meta-al-centro-della-giornata-mondiale/05/22/
[7] È una Farfalla l’Animale di Grotta dell’Anno” – Scintilena https://www.scintilena.com/e-una-farfalla-lanimale-di-grotta-dellanno/01/08/
[8] I Geotritoni, protagonisti della campagna “Animali di Grotta 2024” https://www.scintilena.com/i-geotritoni-protagonisti-della-campagna-animali-di-grotta-2024/04/09/
[9] La Società Speleologica Italiana distribuisce schede per … – Scintilena https://www.scintilena.com/la-societa-speleologica-aitaliana-sistribuisce-schede-per-la-sensibilizzaione-agli-animali-di-grotta/06/14/
[10] In stampa il numero 93 di Speleologia: da Frasassi all’Albania … https://www.scintilena.com/in-stampa-il-numero-93-di-speleologia-da-frasassi-allalbania-sulfurea-un-viaggio-nel-mondo-carsico/05/07/
[11] Nuove Carte da Gioco “BioSpeleo” per la Comunità Speleologica https://www.scintilena.com/nuove-carte-da-gioco-biospeleo-per-la-comunita-speleologica/09/14/
[12] I gamberi di grotta, Animale di Grotta USA 2025: e chi sarà il … https://www.scintilena.com/i-gamberi-di-grotta-animale-di-grotta-usa-2025-e-chi-sara-il-prossimo/02/26/
[13] Gamberi di grotta: simbolo della biodiversità sotterranea – Scintilena https://www.scintilena.com/gamberi-di-grotta-simbolo-della-biodiversita-sotterranea-animale-di-grotta-usa-2025/06/08/
[14] Meta menardi and M. bourneti (Araneae: Tetragnathidae) segregate along the altitudinal gradient of Mount Etna (Sicily, S–Italy) https://bioone.org/journals/the-journal-of-arachnology/volume-51/issue-2/JoA-S-22-041/Meta-menardi-and-M-bourneti-Araneae–Tetragnathidae-segregate-along/10.1636/JoA-S-22-041.short
[15] Società Speleologica Italiana ETS https://www.facebook.com/SPELEO.IT/photos/-oggi-nella-giornata-mondiale-della-biodiversit%C3%A0-vogliamo-ricordare-che-anche-il/1462017145955357/
[16] ?? Sono in distribuzione ai Gruppi associati SSI le schede … https://www.instagram.com/p/DZfDUUMj87T/
[17] [PDF] Niche differentiation in Meta bourneti and M. menardi (Araneae … https://geb.ffspeleo.fr/IMG/pdf/mammolaisaia2014.pdf
[18] Dalle Tavole illustrate dell’Ottocento al cuore delle grotte: un viaggio nella vita segreta della Triphosa dubitata – Scintilena https://www.scintilena.com/dalle-tavole-illustrate-dellottocento-al-cuore-delle-grotte-un-viaggio-nella-vita-segreta-della-triphosa-dubitata/05/09/
[19] ? È ora disponibile la risorsa ufficiale per eventi e … https://www.instagram.com/p/DJTT0mqK2l1/
[20] Partecipa al primo evento della campagna Animale di … https://www.facebook.com/SPELEO.IT/photos/-partecipa-al-primo-evento-della-campagna-animale-di-grotta-dellanno-2025-durant/1074273618063047/
[21] MONITORAGGIO SULL’ANIMALE DI GROTTA DELL’ANNO DESIGNATO DALLA SOCIETÀ SPELEOLOGICA ITALIANA https://www.grottedicastellana.it/monitoraggio-sullanimale-di-grotta-dellanno-designato-dalla-societa-speleologica-italiana/
[22] È il millepiedi spazzino l’animale di grotta dell’anno | MOUNT LIVE https://www.mountlive.com/e-il-millepiedi-spazzino-lanimale-di-grotta-dellanno/
[23] Una falena eletta animale simbolo delle grotte per il 2025 https://www.mediterraneaonline.eu/una-falena-eletta-animale-simbolo-delle-grotte-per-il-2025/

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Brasile, pubblicata la guida sul monitoraggio delle grotte ferrifere: un riferimento per la conservazione del patrimonio speleologico

Júl 2nd 2026 at 11:00

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La nuova “Guida de Boas Práticas para o Monitoramento Espeleológico de Cavernas Ferríferas” raccoglie l’esperienza di circa 50 autori e propone protocolli per il monitoraggio delle grotte ferrifere, con l’obiettivo di integrare ricerca scientifica, gestione ambientale e conservazione.

Il monitoraggio delle grotte ferrifere al centro della nuova pubblicazione

Il Brasile dispone di un nuovo riferimento tecnico dedicato al monitoraggio delle grotte ferrifere.

Presentato il 19 maggio 2026 presso l’Estação das Docas di Belém, nello Stato del Pará, il volume Guia de Boas Práticas para o Monitoramento Espeleológico de Cavernas Ferríferas rappresenta una delle più complete opere dedicate a questo settore della speleologia brasiliana.

Il libro è stato realizzato grazie alla collaborazione di circa cinquanta autori appartenenti a oltre venti istituzioni, riunendo esperienze maturate nella ricerca scientifica, nella gestione ambientale e nei processi di licenziamento ambientale.  

Alla presentazione hanno partecipato circa cento persone, tra rappresentanti delle autorità ambientali dello Stato del Pará, ricercatori, speleologi, consulenti ambientali, studenti dell’Instituto Tecnológico Vale e professionisti impegnati nella tutela del patrimonio speleologico.

Le grotte ferrifere rappresentano un patrimonio naturale di grande valore

Le grotte ferrifere costituiscono ambienti sotterranei molto differenti dalle più note cavità sviluppate nei calcari.

Si formano in rocce ricche di ferro, come le cangas e gli itabiriti, e sono concentrate soprattutto nella Serra dos Carajás, nello Stato del Pará, e nel Quadrilátero Ferrífero del Minas Gerais, due aree caratterizzate anche da una intensa attività mineraria.  

Negli ultimi vent’anni la conoscenza di queste cavità è cresciuta rapidamente. Secondo i dati riportati nel volume, le grotte ferrifere rappresentano oggi circa il 20% del patrimonio speleologico brasiliano conosciuto. L’incremento delle ricerche è stato favorito sia dall’evoluzione della normativa ambientale sia dagli studi richiesti nei procedimenti di autorizzazione delle attività estrattive.  

Il monitoraggio delle grotte ferrifere come strumento di gestione ambientale

Uno dei messaggi principali della pubblicazione riguarda il ruolo del monitoraggio delle grotte ferrifere come elemento fondamentale della gestione ambientale.

Gli autori evidenziano come il monitoraggio permetta di seguire nel tempo l’evoluzione di numerosi parametri ambientali, tra cui idrologia, microclima, qualità dell’aria, stabilità geomorfologica e fauna cavernicola.

La raccolta sistematica di questi dati consente di individuare tempestivamente eventuali alterazioni, verificare l’efficacia delle misure di mitigazione e fornire elementi scientifici utili ai processi decisionali.  

Il volume sottolinea inoltre che il monitoraggio non deve essere considerato esclusivamente un obbligo previsto dai procedimenti di autorizzazione ambientale, ma uno strumento permanente per migliorare la conoscenza degli ecosistemi sotterranei e orientare una gestione basata su evidenze scientifiche.

Un manuale costruito sull’esperienza di dieci anni di studi

La guida raccoglie protocolli operativi, metodologie di campionamento e buone pratiche sviluppate durante circa dieci anni di programmi di monitoraggio realizzati in oltre trecento cavità delle regioni di Carajás e del Quadrilátero Ferrífero.

Tra gli aspetti affrontati figurano il monitoraggio del microclima, delle acque sotterranee, della qualità dell’aria, della fauna ipogea, dei processi geomorfologici e degli effetti delle attività antropiche.

Gli autori precisano che il documento non vuole definire regole definitive, ma proporre procedure condivise che potranno essere aggiornate con il progresso delle conoscenze scientifiche.  

Una risorsa disponibile gratuitamente

Il Guia de Boas Práticas para o Monitoramento Espeleológico de Cavernas Ferríferas è disponibile gratuitamente in formato digitale e si rivolge a speleologi, ricercatori, consulenti ambientali, enti pubblici, studenti e professionisti impegnati nella conservazione degli ambienti sotterranei.

La pubblicazione intende favorire la diffusione delle conoscenze acquisite negli ultimi anni e contribuire alla formazione di nuove competenze nel settore della speleologia e della gestione delle cavità naturali.

Come evidenziato dagli autori, trasformare l’esperienza maturata sul campo in un’opera condivisa significa rendere accessibile un patrimonio di conoscenze destinato a sostenere le future attività di ricerca e conservazione del patrimonio speleologico brasiliano.  

Fonti

https://editorarupestre.com.br/guia-de-boas-praticas-para-o-monitoramento-espeleologico-de-cavernas-ferriferas/

  • Sociedade Brasileira de Espeleologia (SBE), notiziario n. 479 del 26 giugno 2026.  
  • Guide to Best Practices for Speleological Monitoring of Ferriferous Caves.  
  • Capitolo introduttivo del volume dedicato ai geosistemi ferruginosi e al monitoraggio speleologico.  
  • Capitolo sul monitoraggio della fauna nelle grotte ferrifere.  

L'articolo Brasile, pubblicata la guida sul monitoraggio delle grotte ferrifere: un riferimento per la conservazione del patrimonio speleologico proviene da Scintilena.

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  • Soccorso speleologico: gli studenti del Master UNIPD si esercitano in grotta con il CNSAS Veneto
    Condividi Gli studenti del Master in Prevenzione ed Emergenza in territorio montano e d’alta quota dell’Università di Padova hanno preso parte a una giornata di tirocinio dedicata al soccorso speleologico, organizzata con il Soccorso Alpino e Speleologico Veneto (CNSAS). L’attività ha permesso ai partecipanti di confrontarsi direttamente con le procedure operative e sanitarie adottate negli interventi in ambiente ipogeo, uno dei contesti più complessi per il soccorso tecnico.   Formazione sul
     

Soccorso speleologico: gli studenti del Master UNIPD si esercitano in grotta con il CNSAS Veneto

Júl 2nd 2026 at 10:00

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Gli studenti del Master in Prevenzione ed Emergenza in territorio montano e d’alta quota dell’Università di Padova hanno preso parte a una giornata di tirocinio dedicata al soccorso speleologico, organizzata con il Soccorso Alpino e Speleologico Veneto (CNSAS). L’attività ha permesso ai partecipanti di confrontarsi direttamente con le procedure operative e sanitarie adottate negli interventi in ambiente ipogeo, uno dei contesti più complessi per il soccorso tecnico.  

Formazione sul campo in ambiente ipogeo

L’esercitazione è iniziata con un briefing all’esterno della grotta, durante il quale sono stati illustrati gli aspetti sanitari caratteristici del soccorso speleologico. Tra gli argomenti affrontati figuravano la gestione del paziente secondo i principi della prolonged field care, l’approccio stay and play, l’organizzazione del Soccorso Speleologico a livello nazionale e regionale e le modalità di attivazione delle squadre operative.

Successivamente gli studenti sono entrati in grotta equipaggiati con l’abbigliamento e le attrezzature speleologiche, affrontando la progressione in autonomia, alcuni passaggi confinati e una ferrata sospesa, sperimentando direttamente le difficoltà tipiche dell’ambiente sotterraneo.

Simulazioni sanitarie e tecniche di evacuazione

La parte pratica ha previsto due scenari di emergenza: un caso di sindrome da schiacciamento e uno scenario medico con assistenza al paziente all’interno di una tenda di condizionamento. Ogni esercitazione è stata seguita da un debriefing finalizzato all’analisi delle procedure adottate.

Gli studenti hanno inoltre potuto esercitarsi nelle tecniche di trasporto dell’infortunato sotto la supervisione della Scuola Tecnica del CNSAS, provando sistemi di movimentazione della barella con teleferica e tecniche basate su ancoraggi umani, strumenti fondamentali negli interventi di recupero in grotta.

Il ruolo del CNSAS nella formazione

L’attività è stata resa possibile grazie alla partecipazione del personale del Soccorso Alpino e Speleologico Veneto, composto da due medici speleologici del CNSAS, di cui uno istruttore sanitario nazionale, un infermiere aspirante del servizio speleologico, due istruttori tecnici nazionali e un istruttore regionale della componente tecnica speleologica.

Il Master dell’Università di Padova dedica una parte consistente del proprio percorso formativo alle esercitazioni pratiche. Tra le sedi di tirocinio è infatti previsto anche il Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico del Veneto, dove gli studenti approfondiscono gli interventi in valanga, parete, ghiacciaio, ambiente impervio e grotta.  

Formazione multidisciplinare per le emergenze in montagna

Il Master forma professionisti delle professioni sanitarie, della prevenzione e della sicurezza chiamati a operare in ambienti montani e ad alta quota.

L’integrazione tra preparazione teorica, simulazioni realistiche e tirocini con enti specializzati rappresenta uno degli elementi distintivi del percorso, consentendo ai partecipanti di acquisire competenze operative nella gestione delle emergenze in contesti naturali complessi.  

Fonte: https://www.facebook.com/share/1Le6C9Rwan/?mibextid=wwXIfr

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  • Mayang 2026, la spedizione speleologica che riapre il dossier della grande risorgenza in Papua Nuova Guinea
    Condividi Mayang 2026 riporta la speleologia internazionale nei monti Nakanaï, in Papua Nuova Guinea, con l’obiettivo di capire il percorso sotterraneo che alimenta la risorgenza di Mayang e di affiancare all’esplorazione un ampio programma scientifico sul carsismo tropicale e sulla biodiversità locale. Mayang 2026 e la grande risorgenza carsica La spedizione Mayang 2026 si è svolta sull’isola di Nuova Bretagna, in Papua Nuova Guinea, nel settore dei monti Nakanaï, un’area nota nella spele
     

Mayang 2026, la spedizione speleologica che riapre il dossier della grande risorgenza in Papua Nuova Guinea

Júl 2nd 2026 at 09:00

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Mayang 2026 riporta la speleologia internazionale nei monti Nakanaï, in Papua Nuova Guinea, con l’obiettivo di capire il percorso sotterraneo che alimenta la risorgenza di Mayang e di affiancare all’esplorazione un ampio programma scientifico sul carsismo tropicale e sulla biodiversità locale.

Mayang 2026 e la grande risorgenza carsica

La spedizione Mayang 2026 si è svolta sull’isola di Nuova Bretagna, in Papua Nuova Guinea, nel settore dei monti Nakanaï, un’area nota nella speleologia mondiale per la dimensione dei suoi sistemi carsici e per la difficoltà di accesso.

Il progetto di Centre Terre ha puntato sulla risorgenza di Mayang, considerata una delle più importanti emergenze carsiche del pianeta, con una portata stimata tra 20 e 30 metri cubi al secondo in magra e oltre 100 metri cubi al secondo in piena.[2][1]

Il nodo scientifico resta lo stesso da decenni: capire dove scorrono le acque che scompaiono nel massiccio e riemergono a Mayang.

Per questo Mayang 2026 non è stata presentata solo come una spedizione esplorativa, ma come una missione di indagine su idrologia, morfologia del karst e funzionamento di un sistema sotterraneo ancora in gran parte sconosciuto.[1][2]

Nel racconto della spedizione emerge con chiarezza che l’avvio dell’impresa è stato molto più logistico che epico. Prima ancora della foresta e dei canyon, il lavoro si è concentrato su permessi, trasporti, carichi di materiale, collegamenti aerei, carte e definizione delle ipotesi esplorative.

Questa impostazione conferma il profilo di Mayang 2026 come spedizione complessa, dove l’organizzazione pesa quanto la progressione sul terreno.

Spedizione Mayang 2026 tra logistica, autorizzazioni e comunità locali

Le fonti online descrivono una missione preparata per mesi, con una squadra composta da speleologi, subacquei e ricercatori, seguita anche da una troupe video e sostenuta da una rete di contatti istituzionali e scientifici.

La fase sul campo si è sviluppata tra il 10 gennaio e il 19 marzo 2026, con una permanenza lunga rispetto agli standard di molte spedizioni speleologiche tropicali.[2][1]

Nel testo di partenza, uno degli elementi centrali è il rapporto con il territorio abitato. L’arrivo in Papua Nuova Guinea passa da incontri ufficiali, verifiche amministrative e dialogo con i rappresentanti locali, prima ancora del trasferimento nei settori di esplorazione.

La spedizione entra infatti in un’area vissuta dalle comunità di Galowe, e il racconto insiste sul fatto che la presenza degli esploratori richiede accordi, spiegazioni e una collaborazione concreta con gli abitanti.

Questa dimensione è coerente con il progetto scientifico diffuso da Centre Terre, che collega l’esplorazione anche a temi di etnografia, gestione delle risorse e tutela del valore patrimoniale dei Nakanaï. La stessa documentazione ufficiale sottolinea inoltre la volontà di limitare l’impatto ambientale con campi leggeri, basi avanzate temporanee e una logistica calibrata sul “minor impatto” possibile in un ambiente di grande valore naturalistico.[2]

Mayang 2026 tra campi, prospezioni e risultati sul terreno

Nel racconto operativo, la spedizione prende forma con le ricognizioni in elicottero sopra una foresta fitta e con la costruzione progressiva di più campi base. Il montaggio dei campi, la raccolta dell’acqua, la distribuzione dei viveri, l’installazione delle comunicazioni e la protezione del materiale diventano il primo livello dell’esplorazione, spesso invisibile nei resoconti finali ma decisivo per tutta la missione.

Le prime uscite restituiscono una dinamica tipica delle grandi esplorazioni tropicali. I settori promettenti non si aprono subito, alcune risorgenze risultano impraticabili, altri accessi si chiudono dopo poche decine di metri, mentre l’avanzamento dipende da meteo, piena dei corsi d’acqua e disponibilità del materiale tecnico. In questo quadro, il lungo ritardo del fret marittimo con corde, ancoraggi e attrezzature rallenta in modo netto il programma iniziale.

La seconda parte di Mayang 2026 cambia passo quando il materiale arriva sul campo e consente un’azione più incisiva nelle cavità e nei canyon. Il testo segnala una progressione più concreta nell’area di Ralapusa, la riorganizzazione dei campi e l’apertura di nuovi itinerari, fino alla connessione pedestre di 5,7 chilometri tra i campi 2 e 3 e a un bilancio finale che parla di oltre 5 chilometri di reti esplorate e di una giunzione importante tra l’ingresso superiore di Valngau e Ralapussa. In parallelo restano aperte questioni di fondo, a partire dalla risorgenza di Mayang, che non ha ancora rivelato il suo collettore principale.

Speleologia, scienza e documentario in Papua Nuova Guinea

Uno degli aspetti più rilevanti di Mayang 2026 è la presenza di un programma scientifico molto ampio, che va oltre il solo obiettivo speleologico. Centre Terre ha infatti previsto attività di cartografia, misure idrologiche, osservazioni geomorfologiche, studi paleoclimatici su stalagmiti e stalattiti, campionamenti biologici nelle acque e nelle cavità, registrazioni dell’avifauna e attenzione anche a possibili evidenze archeologiche.[2]

La documentazione del progetto ricorda che i monti Nakanaï rientrano in un’area indicata come hotspot di biodiversità e già collegata, nella lista indicativa nazionale papuana, ai “Sublimes karsts of Papua New Guinea”, prospettiva che lega i dati raccolti anche a possibili percorsi di valorizzazione patrimoniale internazionale. In questo senso la spedizione non cerca soltanto nuove gallerie, ma produce informazioni utili su fauna sotterranea, ambienti acquatici, clima del passato e stato di conservazione di un massiccio ancora poco studiato.[2]

Il racconto aggiunge anche la presenza di una troupe impegnata nella realizzazione di un film destinato ad Arte. Questo elemento modifica il ritmo della spedizione, perché accanto alla progressione tecnica chiede tempi di ripresa, narrazione e documentazione del lavoro quotidiano. Ne esce un’immagine molto concreta di Mayang 2026: non una linea retta verso una scoperta finale, ma una sequenza di problemi pratici, scelte prudenti, avanzamenti parziali e risultati che preparano già una possibile ripresa del progetto nel 2028.[2]

Fonti

Fonti

https://blog.crei.ffspeleo.fr/?p=1608
[2] Spedizione Mayang 2026 in Papua Nuova Guinea – Scintilena https://www.scintilena.com/spedizione-mayang-2026-in-papua-nuova-guinea-la-grande-esplorazione-della-risorgenza-carsica-piu-imponente-del-pianeta/03/10/
[3] Olena Godlevska, la scienziata che ha portato i pipistrelli ucraini … https://www.scintilena.com/olena-godlevska-la-scienziata-che-ha-portato-i-pipistrelli-ucraini-fuori-dalloscurita/03/09/
[4] Expédition | Mayang 2026, c’est parti https://www.societe-explorateurs.org/2026/02/01/mayang-2026-cest-parti/
[5] Expédition https://centre-terre.fr/mayang2026/plaquette/CT-PNG-2026-fr.pdf
[6] Fédération Française de Spéléologie – Facebook https://www.facebook.com/groups/446005960259147/posts/1326718512187883/
[7] Centre Terre https://www.centre-terre.fr/?lang=es
[8] Fondation Iris on Instagram: ” « Objectif Mayang 2026 » de … https://www.instagram.com/reel/DOiHSbElTsG/
[9] Objectif Mayang, Projet Scientifique – Centre Terre https://www.centre-terre.fr/mayang2026-projet-scientifique.php
[10] Last push – Centre Terre – Découvrir Explorer Partager https://centre-terre.fr/mayang2026-blog.php?pageIndex=4&lang=en
[11] DESTINATION MAYANG 2026 https://www.centre-terre.fr/mayang2026/plaquette/CT-PNG-2026-V4-en.pdf
[12] Destination Mayang, The Scientific Project – Centre Terre https://centre-terre.fr/mayang2026-projet-scientifique.php?lang=en
[13] Centre – Objectif: Mayang 2026 | Destination – Facebook https://www.facebook.com/CentreTerre/photos/objectif-mayang-2026-destination-mayang-2026/1206074758229876/
[14] Centre Terre | [[FR] L’un des objectifs de l’expédition Mayang 2026 … https://www.instagram.com/p/DVVoxsoE2m4/
[15] Centre Terre | Objectif Mayang 2026 – Instagram https://www.instagram.com/reel/DSsMHAIkW9q/
[16] Expédition Objectif Mayang 2026 : Top départ ! Une trentaine de … https://www.instagram.com/reel/DTU8XUfDJ2P/
[17] dernière ligne droite ! / Mayang 2026 Objective: the final countdown … https://www.facebook.com/CentreTerre/videos/fr-objectif-mayang-2026-derni%C3%A8re-ligne-droite-mayang-2026-objective-the-final-co/1414823020084445/

https://blog.crei.ffspeleo.fr/?p=1608

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Parco Archeominerario di San Silvestro: un viaggio nella Miniera del Temperino tra geologia, archeologia e storia mineraria

Júl 2nd 2026 at 08:00

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Il Parco Archeominerario di San Silvestro propone un percorso sotterraneo tra miniera, trenino minerario, museo e villaggio medievale, offrendo un’esperienza dedicata a famiglie, appassionati di geologia e visitatori interessati al patrimonio minerario della Toscana.

Il Parco Archeominerario di San Silvestro racconta la storia delle miniere della Val di Cornia

Nel cuore della Val di Cornia, alle spalle di Campiglia Marittima, il Parco Archeominerario di San Silvestro rappresenta uno dei principali luoghi italiani dedicati alla valorizzazione del patrimonio minerario.

L’area conserva testimonianze di oltre duemila anni di attività estrattiva, dalle prime coltivazioni dei minerali in epoca etrusca fino alla chiusura delle miniere nel secondo Novecento. (MiBAC?)

Durante l’estate il parco offre anche un ambiente particolarmente gradevole grazie alla temperatura costante della Miniera del Temperino, che si mantiene intorno ai 14 °C.

Questa caratteristica rende la visita sotterranea una proposta apprezzata nelle giornate più calde, senza rinunciare all’approfondimento storico, geologico e archeologico.

La Miniera del Temperino permette di osservare l’evoluzione delle tecniche minerarie

Il percorso guidato conduce i visitatori all’interno della Miniera del Temperino, dove è possibile seguire l’evoluzione delle tecniche di estrazione del rame, del piombo, dell’argento e dello zinco utilizzate nel corso dei secoli.

La galleria, lunga circa 360 metri, attraversa antichi fronti di coltivazione e consente di osservare direttamente le mineralizzazioni presenti nella roccia. Lungo il percorso le guide illustrano la formazione geologica del giacimento, le modalità di scavo adottate nelle diverse epoche e le condizioni di lavoro dei minatori. (Musei Italiani?)

Il caschetto fornito ai visitatori diventa così parte integrante di un itinerario che avvicina il pubblico all’ambiente sotterraneo in condizioni di sicurezza.

Il Trenino Minerario ripercorre il tragitto seguito dai minerali

Uno degli elementi più caratteristici del Parco Archeominerario di San Silvestro è il viaggio a bordo del Trenino Minerario, che attraversa la Galleria Lanzi-Temperino.

Il convoglio segue il percorso utilizzato in passato per trasportare il minerale dalla Valle del Temperino agli impianti di lavorazione della Valle dei Lanzi. Il tragitto permette di comprendere il funzionamento dell’intero sistema estrattivo e restituisce un’immagine concreta dell’organizzazione del lavoro minerario. (Parchi della Val di Cornia?)

Questa esperienza è particolarmente apprezzata dalle famiglie perché unisce l’aspetto didattico alla scoperta diretta degli ambienti sotterranei.

Museo dell’Archeologia e dei Minerali e attività per i bambini

La visita inizia dal Museo dell’Archeologia e dei Minerali, ospitato nell’edificio che in passato accoglieva le macchine a vapore destinate alla produzione di energia per le miniere.

Gli allestimenti illustrano la formazione dei giacimenti metalliferi del Campigliese, espongono campioni mineralogici e presentano i reperti provenienti dagli scavi archeologici della vicina Rocca San Silvestro. Oggetti della vita quotidiana, utensili da lavoro e monete raccontano la storia della comunità che abitò questo importante centro minerario medievale. (Musei Italiani?)

Per il pubblico più giovane è disponibile il Gioco Avventura, un’attività che invita bambini e ragazzi a osservare, esplorare e risolvere piccoli enigmi durante la visita. L’iniziativa trasforma il percorso museale in un’occasione di apprendimento attraverso l’esperienza diretta.

Rocca San Silvestro completa il percorso nel paesaggio minerario

L’itinerario prosegue verso Rocca San Silvestro, villaggio medievale fondato tra il X e l’XI secolo per ospitare minatori e fonditori impegnati nello sfruttamento dei ricchi giacimenti metalliferi della zona.

Le abitazioni, la chiesa, le aree produttive e gli spazi destinati alla lavorazione dei metalli permettono di comprendere come fosse organizzata una comunità mineraria medievale. Il sito rappresenta uno degli esempi più significativi di archeologia mineraria presenti in Italia. (piccolimusei.com?)

Un patrimonio dedicato alla divulgazione della geologia e della storia mineraria

Il Parco Archeominerario di San Silvestro è oggi un punto di riferimento per la divulgazione della geologia, dell’archeologia industriale e della storia dell’attività estrattiva in Toscana. L’integrazione tra museo, miniera, trenino minerario e sito archeologico permette di comprendere il rapporto tra risorse naturali, lavoro umano e sviluppo del territorio.

L’offerta didattica comprende visite guidate, laboratori e percorsi destinati alle scuole e alle famiglie, con l’obiettivo di favorire la conoscenza del patrimonio geologico e minerario della Val di Cornia e promuoverne la conservazione. (archeologiatoscana.it?)

Fonti

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Cuccioli di pipistrello: come crescono nelle prime settimane di vita e perché conoscerne la biologia è fondamentale per il loro recupero

Júl 2nd 2026 at 07:00

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Le nuove Linee Guida ISPRA sui chirotteri spiegano come nascite, allattamento e rapido accrescimento dei piccoli siano alla base delle corrette pratiche di conservazione e soccorso della fauna selvatica

I cuccioli di pipistrello affrontano le prime settimane di vita con una velocità di sviluppo tra le più elevate osservate nei mammiferi. Nati completamente dipendenti dalla madre, in poche settimane sono in grado di volare e raggiungere l’autonomia necessaria per affrontare la stagione estiva e prepararsi al primo inverno.

Le conoscenze scientifiche su questo processo rappresentano oggi uno degli elementi fondamentali per il recupero degli animali in difficoltà e sono raccolte nelle nuove Linee Guida per il recupero e la riabilitazione dei chirotteri pubblicate da ISPRA (Manuali e Linee Guida 210/2025). (ISPRA?)

Biologia dei cuccioli di pipistrello: adattamenti già presenti alla nascita

I piccoli di molte specie di chirotteri vengono alla luce tra la tarda primavera e l’inizio dell’estate, periodo nel quale la disponibilità di insetti permette alle femmine di affrontare l’allattamento con un elevato fabbisogno energetico. Generalmente ogni femmina partorisce un solo piccolo all’anno, caratteristica che rende le popolazioni particolarmente vulnerabili alle perdite accidentali. (ISPRA?)

Alla nascita i cuccioli sono nudi, ciechi e incapaci di termoregolarsi autonomamente. Pur essendo completamente dipendenti dalla madre, possiedono già caratteristiche anatomiche molto sviluppate. I pollici e le unghie delle zampe posteriori consentono infatti di aggrapparsi con forza al corpo materno oppure alle superfici del rifugio, riducendo il rischio di cadute durante le prime fasi della crescita.

Nei primi giorni sono presenti anche denti decidui che facilitano l’ancoraggio durante l’allattamento e permettono al piccolo di mantenere una presa stabile mentre la madre si sposta o rimane appesa nel rifugio.

Latte dei pipistrelli: un alimento ad alta concentrazione energetica

Uno degli aspetti più interessanti della biologia dei pipistrelli riguarda la composizione del latte materno. Per sostenere un accrescimento così rapido, il latte contiene concentrazioni elevate di grassi e proteine, mentre il contenuto di lattosio è inferiore rispetto a quello di molti altri mammiferi. Questa composizione permette ai piccoli di accumulare rapidamente energia e tessuti necessari allo sviluppo del sistema muscolare e delle ali. (ISPRA?)

Il peso alla nascita può corrispondere a circa il 15-30% di quello della madre, una proporzione elevata che testimonia l’investimento riproduttivo di questi animali.

L’accrescimento procede senza rallentamenti. In molte specie europee i giovani raggiungono dimensioni vicine a quelle degli adulti e iniziano i primi voli nell’arco di tre-sei settimane, un periodo molto breve se confrontato con altri mammiferi di dimensioni analoghe. (ISPRA?)

Linee Guida ISPRA: conoscere la crescita dei chirotteri aiuta il soccorso

Le informazioni sulla crescita dei cuccioli di pipistrello non rappresentano soltanto una curiosità biologica. Sono la base scientifica sulla quale si fondano le procedure adottate dai Centri di Recupero della Fauna Selvatica, dai veterinari e dalle associazioni specializzate nel recupero dei chirotteri.

Le Linee Guida ISPRA dedicano un’intera sezione al rapporto madre-prole, alle cause di caduta dei giovani dai rifugi, alle tecniche di ricongiungimento con la colonia e ai criteri di alimentazione e riabilitazione degli individui orfani. Il documento definisce inoltre protocolli uniformi per la gestione sanitaria, l’alloggiamento temporaneo e la valutazione dell’idoneità al rilascio in natura. (ISPRA?)

Gli esperti ricordano che un giovane trovato a terra non deve essere alimentato con latte vaccino o altri alimenti domestici. Un intervento improprio può compromettere seriamente le possibilità di sopravvivenza. Per questo motivo è consigliabile rivolgersi rapidamente a personale qualificato o ai centri autorizzati.

Conservazione dei pipistrelli: ogni piccolo è importante per la popolazione

La riproduzione lenta dei pipistrelli, con un numero limitato di piccoli ogni anno, rende particolarmente importante la sopravvivenza di ogni individuo. La perdita di numerosi giovani durante una sola stagione riproduttiva può incidere sulla consistenza delle colonie locali.

Approfondire la biologia dei cuccioli significa quindi migliorare le strategie di conservazione, affinare gli interventi di recupero e aumentare le probabilità che gli animali possano tornare in libertà.

Le nuove Linee Guida ISPRA costituiscono oggi il principale riferimento tecnico-scientifico italiano per chi opera nel recupero dei chirotteri, raccogliendo conoscenze aggiornate sulla loro biologia, sulle corrette procedure di soccorso e sulle modalità di riabilitazione finalizzate al rilascio in natura. (ISPRA?)

Fonti

  • ISPRA – Linee guida per il recupero e la riabilitazione dei chirotteri (Manuali e Linee Guida 210/2025). (ISPRA?Attachment.png)
  • Associazione Tutela Pipistrelli APS – Materiale divulgativo sulla biologia dei cuccioli di pipistrello. (tutelapipistrelli.it?Attachment.png)

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  • Grotta della Bàsura: le stalagmiti raccontano uno dei più rapidi innalzamenti del mare degli ultimi 340 mila anni
    Condividi Uno studio pubblicato su Nature Communications ricostruisce il ruolo della Grotta della Bàsura di Toirano nella comprensione dei cambiamenti climatici del passato. Le concrezioni della cavità ligure hanno permesso di ricostruire uno degli episodi più rapidi di innalzamento del livello del mare, collegato a un prolungato rallentamento della circolazione oceanica atlantica. Grotta della Bàsura e speleotemi: un archivio naturale per la paleoclimatologia La Grotta della Bàsura di Toi
     

Grotta della Bàsura: le stalagmiti raccontano uno dei più rapidi innalzamenti del mare degli ultimi 340 mila anni

Júl 2nd 2026 at 06:00

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Uno studio pubblicato su Nature Communications ricostruisce il ruolo della Grotta della Bàsura di Toirano nella comprensione dei cambiamenti climatici del passato. Le concrezioni della cavità ligure hanno permesso di ricostruire uno degli episodi più rapidi di innalzamento del livello del mare, collegato a un prolungato rallentamento della circolazione oceanica atlantica.

Grotta della Bàsura e speleotemi: un archivio naturale per la paleoclimatologia

La Grotta della Bàsura di Toirano, in Liguria, torna al centro della ricerca internazionale.

Conosciuta soprattutto per il suo patrimonio archeologico e per le celebri impronte umane del Paleolitico, la cavità si conferma anche un archivio naturale di grande valore per lo studio del clima terrestre.

Un gruppo internazionale di ricercatori, con la partecipazione dell’Università di Pisa, ha pubblicato sulla rivista scientifica Nature Communications uno studio che utilizza gli speleotemi della Grotta della Bàsura per ricostruire gli eventi climatici verificatisi circa 340 mila anni fa, durante la cosiddetta Terminazione IV, una fase di passaggio tra un periodo glaciale e uno interglaciale. (Nature?)

Le stalagmiti conservano, infatti, variazioni isotopiche e geochimiche che riflettono le condizioni climatiche del periodo in cui si sono formate. Grazie a datazioni radiometriche ad alta precisione, il team ha potuto confrontare questi dati con le registrazioni provenienti dall’Atlantico settentrionale, ottenendo una cronologia dettagliata degli eventi climatici. (Nature?)

L’innalzamento del livello del mare durante la Terminazione IV

L’aspetto più significativo emerso dalla ricerca riguarda la velocità con cui il livello del mare aumentò durante la Terminazione IV. Secondo gli autori, in quel periodo il mare salì fino a circa cinque metri per secolo, una delle velocità più elevate documentate negli ultimi mezzo milione di anni. (Nature?)

Lo studio attribuisce questo fenomeno a un lungo rallentamento della Atlantic Meridional Overturning Circulation (AMOC), il sistema di correnti oceaniche che trasporta calore dall’Atlantico tropicale verso le alte latitudini.

Per circa 13 mila anni, la circolazione oceanica rimase indebolita. Durante questa fase il calore continuò ad accumularsi negli oceani profondi. Quando la circolazione riprese vigore, l’energia immagazzinata venne rilasciata rapidamente, accelerando la fusione delle grandi calotte glaciali e provocando un brusco innalzamento del livello del mare. (Nature?)

La Grotta della Bàsura come laboratorio naturale sul cambiamento climatico

Secondo la professoressa Elisabetta Starnini, docente di Preistoria e Protostoria dell’Università di Pisa e componente del gruppo di ricerca, la Grotta della Bàsura rappresenta un archivio naturale di grande importanza per ricostruire la storia climatica del pianeta.

La ricercatrice evidenzia come un sito noto soprattutto per il suo eccezionale patrimonio archeologico possa offrire informazioni fondamentali anche per comprendere le interazioni tra oceani, ghiacci e atmosfera durante le grandi transizioni climatiche del passato.

Queste conoscenze contribuiscono a migliorare gli strumenti utilizzati per interpretare l’evoluzione del sistema climatico terrestre e assumono particolare interesse alla luce dell’attuale indebolimento osservato nella circolazione oceanica atlantica. (Nature?)

Una ricerca internazionale che valorizza il patrimonio carsico italiano

Lo studio nasce dalla collaborazione tra l’Accademia delle Scienze Cinese di Xi’an, la National Taiwan University e numerosi istituti di ricerca europei, con il contributo dell’Università di Pisa.

La cronologia ottenuta dagli speleotemi della Grotta della Bàsura è stata integrata con dati marini provenienti dall’Atlantico settentrionale, permettendo di ricostruire con maggiore precisione le dinamiche climatiche della Terminazione IV. (Nature?)

La ricerca conferma anche il crescente ruolo delle grotte nella paleoclimatologia.

Le concrezioni calcaree costituiscono archivi naturali ad alta risoluzione che consentono di ricostruire temperatura, precipitazioni e variazioni della circolazione atmosferica e oceanica su scale temporali di centinaia di migliaia di anni.

Per la comunità speleologica, il lavoro rappresenta un ulteriore esempio del valore scientifico delle cavità naturali italiane. Oltre all’interesse archeologico e naturalistico, siti come la Grotta della Bàsura continuano a fornire dati essenziali per comprendere i meccanismi che regolano il clima terrestre e l’evoluzione degli oceani durante le grandi transizioni climatiche del passato.

Fonti

  • Articolo scientifico pubblicato su Nature Communications: Protracted ocean circulation slowdown drove exceptional ice-sheet melting during ice age termination IV. (Nature?Attachment.png)
  • Comunicato dell’Università di Pisa del 1° luglio 2026. https://share.google/iuuV0mZr9UH441zn2

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  • L’emissario del Lago di Nemi, capolavoro sotterraneo dell’ingegneria antica
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L’emissario del Lago di Nemi, capolavoro sotterraneo dell’ingegneria antica

Júl 2nd 2026 at 05:00

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Nel cuore dei Colli Albani, il piccolo borgo di Nemi si affaccia sull’omonimo lago vulcanico, celebre per il ritrovamento, tra il 1927 e il 1932, delle due monumentali navi romane attribuite all’imperatore Caligola. Esposte nel Museo delle Navi Romane, andarono distrutte in un incendio nel 1944, durante la Seconda guerra mondiale.

Sotto il cratere vulcanico del Lago di Nemi, si sviluppa una delle più straordinarie opere idrauliche dell’antichità: l’emissario del Lago di Nemi, una galleria artificiale lunga circa 1.650 metri, scavata probabilmente tra il V e il IV secolo a.C. per regolare il livello delle acque del lago e irrigare la sottostante Vallericcia. Ancora oggi la sua origine suscita interrogativi e rappresenta uno dei più importanti esempi di ingegneria sotterranea dell’Italia preromana.

L’opera attraversa l’intero bordo craterico del vulcano dei Colli Albani, passando sotto l’attuale abitato di Genzano a oltre cento metri di profondità. La precisione del tracciato continua a stupire gli studiosi: due squadre di scavatori avanzarono da estremità opposte, riuscendo a congiungere le gallerie con uno scarto di pochi metri, senza l’ausilio di pozzi intermedi, impresa eccezionale per l’epoca.

L’emissario è strettamente legato anche alla storia del santuario di Diana Nemorense. Secondo gli studiosi, il controllo del livello del lago rese possibile la realizzazione dell’area sacra sulle sue sponde, suggerendo che la galleria fosse già in funzione prima della costruzione del celebre tempio latino.

La struttura tornò protagonista anche nel Novecento, quando venne rimessa in funzione per abbassare il livello del lago durante il recupero delle celebri navi romane di Caligola. Grazie a questo antico condotto fu possibile svuotare parzialmente il bacino e riportare alla luce le imponenti imbarcazioni imperiali, poi distrutte durante la Seconda guerra mondiale.

Oggi l’emissario è visitabile nell’ambito delle iniziative del Parco regionale dei Castelli Romani, accompagnati dalla guardiaparco Debora Pelosi, che da oltre trent’anni ne racconta storia e caratteristiche. Da una di queste visite nasce il reportage della giornalista Silvia Mari de Santis, pubblicato da Dire e ripreso da Castelli Notizie, da cui prende spunto questo articolo.

Non si tratta solo un canale di drenaggio: l’emissario del Lago di Nemi è una testimonianza delle conoscenze idrauliche delle popolazioni latine e della loro capacità di realizzare grandi opere sotterranee in un contesto geologico complesso. Un patrimonio che continua a suscitare interesse tra archeologi, speleologi e appassionati di ipogei.

Fonte: Castelli Notizie, “Viaggio nell’emissario del Lago di Nemi: tutti i misteri di un’opera sotterranea straordinaria nel cuore dei Colli Albani”, 24 giugno 2026.

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