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    Condividi Uno studio pubblicato su Nature Communications ricostruisce il ruolo della Grotta della Bàsura di Toirano nella comprensione dei cambiamenti climatici del passato. Le concrezioni della cavità ligure hanno permesso di ricostruire uno degli episodi più rapidi di innalzamento del livello del mare, collegato a un prolungato rallentamento della circolazione oceanica atlantica. Grotta della Bàsura e speleotemi: un archivio naturale per la paleoclimatologia La Grotta della Bàsura di Toi
     

Grotta della Bàsura: le stalagmiti raccontano uno dei più rapidi innalzamenti del mare degli ultimi 340 mila anni

Júl 2nd 2026 at 06:00

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Uno studio pubblicato su Nature Communications ricostruisce il ruolo della Grotta della Bàsura di Toirano nella comprensione dei cambiamenti climatici del passato. Le concrezioni della cavità ligure hanno permesso di ricostruire uno degli episodi più rapidi di innalzamento del livello del mare, collegato a un prolungato rallentamento della circolazione oceanica atlantica.

Grotta della Bàsura e speleotemi: un archivio naturale per la paleoclimatologia

La Grotta della Bàsura di Toirano, in Liguria, torna al centro della ricerca internazionale.

Conosciuta soprattutto per il suo patrimonio archeologico e per le celebri impronte umane del Paleolitico, la cavità si conferma anche un archivio naturale di grande valore per lo studio del clima terrestre.

Un gruppo internazionale di ricercatori, con la partecipazione dell’Università di Pisa, ha pubblicato sulla rivista scientifica Nature Communications uno studio che utilizza gli speleotemi della Grotta della Bàsura per ricostruire gli eventi climatici verificatisi circa 340 mila anni fa, durante la cosiddetta Terminazione IV, una fase di passaggio tra un periodo glaciale e uno interglaciale. (Nature?)

Le stalagmiti conservano, infatti, variazioni isotopiche e geochimiche che riflettono le condizioni climatiche del periodo in cui si sono formate. Grazie a datazioni radiometriche ad alta precisione, il team ha potuto confrontare questi dati con le registrazioni provenienti dall’Atlantico settentrionale, ottenendo una cronologia dettagliata degli eventi climatici. (Nature?)

L’innalzamento del livello del mare durante la Terminazione IV

L’aspetto più significativo emerso dalla ricerca riguarda la velocità con cui il livello del mare aumentò durante la Terminazione IV. Secondo gli autori, in quel periodo il mare salì fino a circa cinque metri per secolo, una delle velocità più elevate documentate negli ultimi mezzo milione di anni. (Nature?)

Lo studio attribuisce questo fenomeno a un lungo rallentamento della Atlantic Meridional Overturning Circulation (AMOC), il sistema di correnti oceaniche che trasporta calore dall’Atlantico tropicale verso le alte latitudini.

Per circa 13 mila anni, la circolazione oceanica rimase indebolita. Durante questa fase il calore continuò ad accumularsi negli oceani profondi. Quando la circolazione riprese vigore, l’energia immagazzinata venne rilasciata rapidamente, accelerando la fusione delle grandi calotte glaciali e provocando un brusco innalzamento del livello del mare. (Nature?)

La Grotta della Bàsura come laboratorio naturale sul cambiamento climatico

Secondo la professoressa Elisabetta Starnini, docente di Preistoria e Protostoria dell’Università di Pisa e componente del gruppo di ricerca, la Grotta della Bàsura rappresenta un archivio naturale di grande importanza per ricostruire la storia climatica del pianeta.

La ricercatrice evidenzia come un sito noto soprattutto per il suo eccezionale patrimonio archeologico possa offrire informazioni fondamentali anche per comprendere le interazioni tra oceani, ghiacci e atmosfera durante le grandi transizioni climatiche del passato.

Queste conoscenze contribuiscono a migliorare gli strumenti utilizzati per interpretare l’evoluzione del sistema climatico terrestre e assumono particolare interesse alla luce dell’attuale indebolimento osservato nella circolazione oceanica atlantica. (Nature?)

Una ricerca internazionale che valorizza il patrimonio carsico italiano

Lo studio nasce dalla collaborazione tra l’Accademia delle Scienze Cinese di Xi’an, la National Taiwan University e numerosi istituti di ricerca europei, con il contributo dell’Università di Pisa.

La cronologia ottenuta dagli speleotemi della Grotta della Bàsura è stata integrata con dati marini provenienti dall’Atlantico settentrionale, permettendo di ricostruire con maggiore precisione le dinamiche climatiche della Terminazione IV. (Nature?)

La ricerca conferma anche il crescente ruolo delle grotte nella paleoclimatologia.

Le concrezioni calcaree costituiscono archivi naturali ad alta risoluzione che consentono di ricostruire temperatura, precipitazioni e variazioni della circolazione atmosferica e oceanica su scale temporali di centinaia di migliaia di anni.

Per la comunità speleologica, il lavoro rappresenta un ulteriore esempio del valore scientifico delle cavità naturali italiane. Oltre all’interesse archeologico e naturalistico, siti come la Grotta della Bàsura continuano a fornire dati essenziali per comprendere i meccanismi che regolano il clima terrestre e l’evoluzione degli oceani durante le grandi transizioni climatiche del passato.

Fonti

  • Articolo scientifico pubblicato su Nature Communications: Protracted ocean circulation slowdown drove exceptional ice-sheet melting during ice age termination IV. (Nature?Attachment.png)
  • Comunicato dell’Università di Pisa del 1° luglio 2026. https://share.google/iuuV0mZr9UH441zn2

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