Základné zobrazenie

  • ✇Scintilena
  • Corso nazionale di primo soccorso e gestione emergenze in grotta a Casola Valsenio
    Condividi Appuntamento in Emilia-Romagna nel settembre 2026 Si terrà dal 25 al 27 settembre 2026 a Casola Valsenio (Ravenna), presso Casa Olmatelli, il corso nazionale “Primo soccorso e gestione dell’emergenza in grotta: aspetti medici, psicologici e comportamentali”. L’iniziativa, organizzata dal Comitato Esecutivo Emilia-Romagna della Commissione Nazionale Scuole di Speleologia della Società Speleologica Italiana insieme alla Ronda Speleologica Imolese (CAI Imola) e in collaborazione con
     

Corso nazionale di primo soccorso e gestione emergenze in grotta a Casola Valsenio

Apríl 12th 2026 at 06:00

Condividi

Appuntamento in Emilia-Romagna nel settembre 2026

Si terrà dal 25 al 27 settembre 2026 a Casola Valsenio (Ravenna), presso Casa Olmatelli, il corso nazionale “Primo soccorso e gestione dell’emergenza in grotta: aspetti medici, psicologici e comportamentali”.

L’iniziativa, organizzata dal Comitato Esecutivo Emilia-Romagna della Commissione Nazionale Scuole di Speleologia della Società Speleologica Italiana insieme alla Ronda Speleologica Imolese (CAI Imola) e in collaborazione con la Scuola Nazionale di Speleologia CAI, si propone di formare e informare i partecipanti sulla gestione delle emergenze sanitarie in ambiente ipogeo e torrentistico.

Il corso è rivolto a speleologi già formati: tra i requisiti è richiesto di essere soci SSI o CAI in regola con il tesseramento 2026 e aver frequentato almeno un corso di primo livello. Le attività didattiche prevedono lezioni frontali, simulazioni di ruolo, lavori di gruppo e una sessione pratica in grotta, con il contributo di tecnici e personale sanitario del CNSAS–SAER, oltre a psicologi e formatori.

Ampio spazio sarà dedicato non solo agli aspetti medici, ma anche alla gestione emotiva e psicologica dell’emergenza, dalle prime fasi dell’incidente fino all’arrivo dei soccorsi.

La quota di partecipazione è fissata in 160 euro, da versare entro il 15 agosto 2026. Il corso è a numero chiuso e le iscrizioni sono accettate in ordine cronologico. La quota comprende pernottamenti per le notti di venerdì e sabato e i pasti previsti durante le tre giornate, mentre restano escluse le spese di viaggio.

La sistemazione è prevista in camere condivise con servizi, cucina e spazi comuni, mentre tra le attività è inclusa un’uscita pratica in ambiente ipogeo nell’ambito delle simulazioni.

Gli organizzatori sottolineano che il corso non riguarda tecniche di autosoccorso su corda, ma è focalizzato sulla gestione sanitaria e comportamentale dell’emergenza, in un contesto dove il rischio residuo resta sempre presente.

Locandina:

https://www.sns-cai.it/evento/corso-nazionale-primo-soccorso-e-gestione-emergenza-emilia-romagna-sns-cai-2026/

Modulo iscrizione: https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLSdqajQ8rSE5NEjzDGWCRtsNEnYhGTB1YDjLCKNO3UPp3WO3dQ/viewform

Fonte: SNS CAI / Commissione Nazionale Scuole di Speleologia

L'articolo Corso nazionale di primo soccorso e gestione emergenze in grotta a Casola Valsenio proviene da Scintilena.

  • ✇Scintilena
  • Messico, minatore salvato dopo 14 giorni in una miniera allagata: il video del ritrovamento
    Condividi Intrappolato a 300 metri di profondità in una miniera di Sinaloa, è sopravvissuto in una galleria invasa dall’acqua: decisivo l’intervento dei soccorritori Un salvataggio che ha dell’incredibile arriva dal Messico, dove un minatore è stato recuperato vivo dopo aver trascorso 14 giorni intrappolato sott’acqua. Il video del momento in cui viene riportato in superficie sta facendo il giro del web, suscitando emozione e incredulità. L’incidente è avvenuto nello stato di Sinaloa, nel
     

Messico, minatore salvato dopo 14 giorni in una miniera allagata: il video del ritrovamento

Apríl 12th 2026 at 05:00

Condividi

Intrappolato a 300 metri di profondità in una miniera di Sinaloa, è sopravvissuto in una galleria invasa dall’acqua: decisivo l’intervento dei soccorritori

Un salvataggio che ha dell’incredibile arriva dal Messico, dove un minatore è stato recuperato vivo dopo aver trascorso 14 giorni intrappolato sott’acqua. Il video del momento in cui viene riportato in superficie sta facendo il giro del web, suscitando emozione e incredulità.

L’incidente è avvenuto nello stato di Sinaloa, nel comune di El Rosario, all’interno della miniera Santa Fe. Il lavoratore, Francisco Zapata Nájera, era rimasto bloccato a circa 300 metri di profondità in una galleria allagata, dopo un crollo avvenuto lo scorso 25 marzo 2026.

El Pais riferisce che al salvataggio hanno partecipato oltre 300 persone, tra cui i militari dell’esercito messicano, sommozzatori specializzati, protezione civile ed esperti del settore minerario. Decisivo l’intervento dei sub dell’esercito, che sono riusciti a individuare il minatore in un tunnel allagato: da quel momento sono servite più di 20 ore di operazioni complesse per riportarlo in superficie in sicurezza.

Le immagini mostrano l’intervento dei soccorritori, impegnati in un’operazione lunga e complessa. Dopo giorni di ricerche, la squadra è riuscita a localizzare l’uomo e a trarlo in salvo, nonostante le condizioni estreme e il rischio costante per la sicurezza.Visibilmente provato ma cosciente, il minatore è stato subito affidato alle cure dei medici.

La sua sopravvivenza, dopo un periodo così lungo in un ambiente ostile e sommerso, viene già considerata straordinaria.

Il video del ritrovamento è diventato virale in poche ore, simbolo della determinazione dei soccorritori e della straordinaria capacità di resistenza umana.

Fonti: Corriere della Sera

https://video.corriere.it/video-virali/messico-minatore-salvato-dopo-14-giorni-sott-acqua-il-video-del-ritrovamento/12cfc727-4dcd-4054-a522-9e7be29c5xlk

El País, edizione online https://elpais.com/mexico/2026-04-09/con-el-agua-a-la-cintura-tras-13-dias-bajo-tierra-asi-fue-el-rescate-de-uno-de-los-mineros-en-santa-fe.html

L'articolo Messico, minatore salvato dopo 14 giorni in una miniera allagata: il video del ritrovamento proviene da Scintilena.

  • ✇Scintilena
  • “Grotta Sicura”: a Dorgali il seminario sulla sicurezza speleologica
    Condividi 11 e 12 aprile 2026: due giornate dedicate a formazione, prevenzione e tecniche di soccorso in speleologia Ha preso il via oggi, 11 aprile 2026, a Dorgali, il seminario “Grotta Sicura”, un appuntamento dedicato alla sicurezza in ambiente speleologico e rivolto agli speleologi della Sardegna. L’iniziativa, organizzata dalla Federazione Speleologica Sarda, è un importante momento di formazione e confronto su temi fondamentali quali la prevenzione degli incidenti, l’utilizzo delle
     

“Grotta Sicura”: a Dorgali il seminario sulla sicurezza speleologica

Apríl 11th 2026 at 05:00

Condividi

11 e 12 aprile 2026: due giornate dedicate a formazione, prevenzione e tecniche di soccorso in speleologia

Ha preso il via oggi, 11 aprile 2026, a Dorgali, il seminario “Grotta Sicura”, un appuntamento dedicato alla sicurezza in ambiente speleologico e rivolto agli speleologi della Sardegna.

L’iniziativa, organizzata dalla Federazione Speleologica Sarda, è un importante momento di formazione e confronto su temi fondamentali quali la prevenzione degli incidenti, l’utilizzo delle attrezzature e la gestione delle emergenze in grotta.

Antonio Chessa, consigliere della Federazione Speleologica Sarda, ha sottolineato l’importanza dell’evento, evidenziando come la due giorni sia pensata per rafforzare competenze e consapevolezza tra gli speleo regionali.

Il seminario è realizzato con la collaborazione del Comitato Esecutivo Regionale delle Scuole di Speleologia della Sardegna (CER) e del Soccorso Alpino e Speleologico della Sardegna (CNSAS), con il coinvolgimento di tecnici ed esperti del settore.

La prima giornata, ospitata a Dorgali, è dedicata a sessioni teoriche, testimonianze e approfondimenti.

Nella seconda sono previste esercitazioni pratiche in grotta, con simulazioni di intervento e gestione di infortuni.

Una lodevole iniziativa, che punta a promuovere la cultura della sicurezza, sempre più diffusa in speleologia.

L'articolo “Grotta Sicura”: a Dorgali il seminario sulla sicurezza speleologica proviene da Scintilena.

  • ✇Scintilena
  • Recupero medicalizzato in grotta: il CNSAS testa nuove soluzioni all’Antro del Corchia
    Condividi All’Antro del Corchia tre giorni di esercitazioni CNSAS dedicati al recupero medicalizzato in grotta tra gilet riscaldanti e gestione del politrauma Recupero medicalizzato in grotta all’Antro del Corchia Dal 20 al 22 marzo, nel comune di Stazzema (LU), la Commissione Medica Speleologica del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico ha svolto tre giornate di attività dedicate al recupero medicalizzato in grotta. L’incontro ha riunito medici, infermieri e formatori laici d
     

Recupero medicalizzato in grotta: il CNSAS testa nuove soluzioni all’Antro del Corchia

Apríl 5th 2026 at 06:24

Condividi


All’Antro del Corchia tre giorni di esercitazioni CNSAS dedicati al recupero medicalizzato in grotta tra gilet riscaldanti e gestione del politrauma


Recupero medicalizzato in grotta all’Antro del Corchia

Dal 20 al 22 marzo, nel comune di Stazzema (LU), la Commissione Medica Speleologica del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico ha svolto tre giornate di attività dedicate al recupero medicalizzato in grotta. L’incontro ha riunito medici, infermieri e formatori laici del CNSAS, tutti tecnici di soccorso speleologico, con l’obiettivo di affinare procedure e materiali da impiegare in ambiente ipogeo.

Le sessioni teoriche in aula sono state affiancate da esercitazioni in grotta all’Antro del Corchia, uno dei complessi carsici più estesi e articolati d’Italia, già utilizzato in più occasioni come laboratorio sul campo per il soccorso speleologico. In questo contesto, il recupero medicalizzato in grotta è stato messo al centro del programma formativo, con scenari operativi studiati per riprodurre condizioni critiche e di difficile gestione.[1][2]


Soccorso speleologico medicalizzato e gilet riscaldante

La prima fase di esercitazione si è svolta lungo il ramo del Giglio, dove le squadre hanno simulato il recupero di un infortunato in barella. In questo scenario è stato testato un gilet riscaldante, attualmente in fase di sperimentazione come presidio di riscaldamento attivo da integrare nei sacchi sanitari.

Il dispositivo è stato valutato sia per il comfort percepito dalla persona trasportata, sia attraverso il monitoraggio strumentale della temperatura corporea con termometro timpanico. I dati raccolti hanno indicato un contributo concreto al mantenimento dell’isotermia in un ambiente freddo, saturo di umidità e privo di irraggiamento solare, condizioni tipiche delle cavità naturali. In questo modo il recupero medicalizzato in grotta si arricchisce di uno strumento in più per la prevenzione dell’ipotermia durante operazioni di lunga durata.


Recupero medicalizzato in grotta e gestione del politrauma

La seconda parte delle attività si è concentrata sulla gestione di un paziente con sospetto politrauma. La simulazione è stata allestita nel ramo del Serpente, un settore dell’Antro del Corchia caratterizzato da passaggi stretti, irregolari e con dimensioni molto ridotte.

In questo scenario è stato impiegato l’estricatore Ferno XT Pro, utilizzato per immobilizzare e movimentare il ferito in condizioni complesse. La progressione dei soccorritori lungo il ramo del Serpente ha mostrato in modo chiaro come il recupero medicalizzato in grotta diventi particolarmente delicato quando lo spazio utile è minimo. I normali sistemi di movimentazione su corda, abitualmente impiegati nel soccorso speleologico, risultano difficili da applicare senza aumentare il rischio di ulteriori traumi.


Criticità negli spazi confinati e sicurezza del paziente

Le prove dedicate al sospetto politrauma non hanno dato un esito pienamente soddisfacente. Le ridotte dimensioni degli ambienti, unite alla presenza di numerosi ostacoli naturali, hanno reso complessa la movimentazione del ferito e delle attrezzature di soccorso. In queste condizioni, garantire stabilità, immobilizzazione e protezione del paziente si è dimostrato particolarmente difficile.

L’esperienza ha messo in luce criticità precise nella gestione del trasporto in sicurezza di un paziente politraumatizzato in tratti di grotta molto stretti. Il recupero medicalizzato in grotta, soprattutto in spazi estremamente confinati, richiede soluzioni pensate specificamente per ridurre al minimo il rischio di aggravare il quadro clinico durante ogni manovra. La lezione operativa emersa da queste giornate indica la necessità di rivedere strumenti e procedure per questo tipo di ambiente.


Sviluppo di nuovi dispositivi per il soccorso speleologico medicalizzato

Alla luce dei risultati ottenuti, la Commissione Medica Speleologica del CNSAS proseguirà il lavoro insieme alla Commissione Tecnica Speleologica, responsabile di progettazione e sviluppo delle attrezzature di soccorso. L’obiettivo è ideare nuovi dispositivi che permettano un trasporto più sicuro e controllato dei pazienti politraumatizzati nei tratti di grotta meno modificabili e più disagevoli.

Il recupero medicalizzato in grotta viene così affrontato come un ambito in continua evoluzione, in cui competenze sanitarie, capacità tecniche e innovazione tecnologica devono procedere di pari passo. Le prove svolte in Toscana rientrano in un percorso di miglioramento costante, nel quale il CNSAS utilizza l’Antro del Corchia e altre cavità complesse come banchi di prova per affinare procedure, strumenti e strategie operative, con l’obiettivo di aumentare l’efficacia e la sicurezza del soccorso in ambiente ipogeo.

Il comunicato del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico

In Toscana test e sperimentazioni per il recupero medicalizzato in grotta
Attività della Commissione Medica Speleologica del CNSAS all’Antro del Corchia (LU)

Dal 20 al 22 marzo, medici e infermieri della Commissione Medica Speleologica del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico (CNSAS), insieme ai formatori laici – anch’essi tecnici del Corpo – si sono riuniti in Toscana, nel comune di Stazzema (LU), per tre giornate di attività teorico-pratiche dedicate al soccorso medicalizzato in ambiente ipogeo.
Le attività in aula sono state seguite da esercitazioni in grotta presso l’Antro del Corchia, uno dei complessi carsici più estesi d’Italia, scelto per le sue caratteristiche morfologiche che consentono di simulare scenari operativi particolarmente complessi.
L’esercitazione si è concentrata in primo luogo sul recupero di un ferito su barella lungo il ramo del Giglio, con l’impiego di un gilet riscaldante attualmente in fase di test come presidio di riscaldamento attivo. Il dispositivo, pensato per essere integrato nei sacchi sanitari utilizzati durante gli interventi, è stato valutato sia in termini di comfort percepito dal paziente sia attraverso il monitoraggio della temperatura corporea, rilevata mediante termometro timpanico.
Le prove hanno evidenziato risultati favorevoli: il gilet si è dimostrato efficace nel contribuire al mantenimento delle condizioni di isotermia del ferito in un ambiente caratterizzato da basse temperature, elevata umidità – prossima al 100% – e assenza di irraggiamento solare, come quello tipico delle cavità naturali.
Nella seconda fase dell’attività, è stata simulata la movimentazione di un ferito con sospetto politrauma mediante l’utilizzo dell’estricatore Ferno XT Pro, all’interno del ramo del Serpente, un tratto della grotta particolarmente angusto e caratterizzato da passaggi stretti e irregolari.
In questo contesto, la progressione si è rivelata particolarmente complessa: le dimensioni ridotte degli ambienti e la presenza di numerosi ostacoli naturali hanno reso difficoltoso il trasporto del presidio di soccorso speleologico con il ferito tramite l’ausilio dei dispositivi di movimentazione su corda normalmente impiegati nelle operazioni di soccorso in grotta.
L’esito delle prove in questo scenario non è stato pienamente soddisfacente, evidenziando criticità nella gestione del trasporto in sicurezza di un paziente politraumatizzato in spazi estremamente confinati, dove il rischio di aggravare le condizioni cliniche durante le manovre è particolarmente elevato.
L’attività ha quindi confermato la necessità di sviluppare soluzioni specifiche per il recupero di feriti in tratti di grotta particolarmente stretti e difficilmente modificabili. In questa direzione, la Commissione Medica del CNSAS, in collaborazione con la Commissione Tecnica Speleologica – responsabile della progettazione e sviluppo delle attrezzature utilizzate nelle operazioni di soccorso del CNSAS – proseguirà le attività di studio e sperimentazione finalizzate all’ideazione di nuovi dispositivi in grado di garantire il trasporto sicuro di pazienti politraumatizzati anche negli ambienti più estremi.
Queste attività rientrano nel continuo impegno del CNSAS nel migliorare l’efficacia e la sicurezza del soccorso in ambiente ipogeo, attraverso l’integrazione tra competenze sanitarie, capacità tecniche e innovazione tecnologica.

Fonti:

1] esercitazione interregionale nell’Antro del Corchia – Scintilena https://www.scintilena.com/soccorso-speleologico-sulle-apuane-esercitazione-interregionale-nellantro-del-corchia/03/29/
[2] successo dell’Open Day 2025 della CTS all’Antro del Corchia https://news.cnsas.it/tecnologia-e-innovazione-per-il-soccorso-in-grotta-successo-dellopen-day-2025-della-cts-allantro-del-corchia/
[8] Soccorso speleologico medicalizzato: Innovazione nella Grotta a Male https://www.scintilena.com/soccorso-speleologico-medicalizzato-innovazione-nella-grotta-a-male/11/13/
[9] Esercitazione interregionale di soccorso speleologico nell’Antro del … https://www.toscanaindiretta.it/cronaca/2026/03/29/esercitazione-interregionale-di-soccorso-speleologico-nellantro-del-corchia/234675/
[10] Toscana – CNSAS News https://news.cnsas.it/toscana/
[11] Delegazione III zona speleo – SAST https://www.sast.it/delegazione-iii-zona-speleo/
[12] [PDF] alpino e – boegan.it https://www.boegan.it/wp-content/uploads/2012/02/CNSAS_50anni_webCompleto.pdf
[13] La Scuola di soccorso speleologico dell’Emilia – Facebook https://www.facebook.com/saercnsas/posts/la-scuola-di-soccorso-speleologico-dellemilia-romagna-ha-partecipato-allimportan/1262777142707942/
[14] Soccorso Alpino e Speleologico Toscano – Facebook https://www.facebook.com/SoccorsoAlpinoeSpeleologicoToscanoSAST/posts/durante-il-fine-settimana-del-21-e-22-marzo-lantro-del-corchia-%C3%A8-stato-teatro-di/1784375232582792/
[15] Soccorso Alpino e Speleologico Trentino | Instagram – Instagram https://www.instagram.com/p/DPyCJTdk8lF/

L'articolo Recupero medicalizzato in grotta: il CNSAS testa nuove soluzioni all’Antro del Corchia proviene da Scintilena.

  • ✇Scintilena
  • Soccorso speleologico e comunicazione in grotta: alla Grotta del Frassino tre giorni di test tecnologici
    Condividi Alla Grotta del Frassino il Soccorso Speleologico sperimenta nuovi sistemi digitali per la comunicazione in grotta e il coordinamento dei soccorsi ipogei Esercitazione CTS del CNSAS e comunicazione in grotta alla Grotta del Frassino Nei giorni 27, 28 e 29 marzo 2026 la Commissione Tecnica Speleologica (CTS) del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico ha svolto una esercitazione alla Grotta del Frassino, nel massiccio del Campo dei Fiori, in provincia di Varese. L’at
     

Soccorso speleologico e comunicazione in grotta: alla Grotta del Frassino tre giorni di test tecnologici

Apríl 2nd 2026 at 07:00

Condividi

Alla Grotta del Frassino il Soccorso Speleologico sperimenta nuovi sistemi digitali per la comunicazione in grotta e il coordinamento dei soccorsi ipogei


Esercitazione CTS del CNSAS e comunicazione in grotta alla Grotta del Frassino

Nei giorni 27, 28 e 29 marzo 2026 la Commissione Tecnica Speleologica (CTS) del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico ha svolto una esercitazione alla Grotta del Frassino, nel massiccio del Campo dei Fiori, in provincia di Varese.

L’attività era centrata sullo sviluppo di nuovi sistemi di comunicazione per il soccorso in ambiente ipogeo, con particolare attenzione a come rendere più efficiente la comunicazione in grotta durante gli interventi reali.

Il tradizionale collegamento analogico su doppino telefonico resta il riferimento operativo in molti interventi di soccorso speleologico.

Durante l’esercitazione è stata verificata la possibilità di affiancare a questa tecnologia soluzioni digitali più versatili, mantenendo affidabilità e continuità del servizio anche in contesti morfologicamente complessi.


Sistemi wireless mesh e nuove frontiere della comunicazione in grotta

Uno dei filoni principali di lavoro ha riguardato tre diversi sistemi di comunicazione wireless basati su rete digitale con protocollo mesh.

Queste soluzioni consentono una comunicazione in grotta bidirezionale non solo per la voce, ma anche per testi, immagini e dati tecnici utili al coordinamento.

I sistemi mesh prevedono la distribuzione di nodi trasmettitori?ripetitori lungo lo sviluppo della cavità, in punti scelti in base alla morfologia interna.

Ogni nodo dialoga con i vicini, creando una rete decentralizzata che mira a garantire stabilità e continuità del segnale anche in presenza di meandri, pozzi e cambi di quota.

L’idea alla base ricalca il principio delle reti internet distribuite, adattato al contesto della comunicazione in grotta.

In questo modo, eventuali criticità su un singolo nodo possono essere compensate dal resto della rete, aumentando la resilienza complessiva del sistema di collegamento.


Il sistema Ermes: connettività Internet e supporto sanitario in grotta

In parallelo ai test sui sistemi wireless mesh sono proseguite le prove sul sistema Ermes, sviluppato dalla CTS proprio per portare connettività Internet in grotta.


Ermes è pensato per permettere al team sanitario presente sul ferito di inviare verso l’esterno dati diagnostici, immagini e comunicazioni vocali e testuali, così da ricevere supporto specialistico a distanza.

La comunicazione in grotta, in questo caso, non riguarda solo il coordinamento tecnico delle squadre, ma anche il flusso di informazioni sanitarie tra il personale sul posto e i medici in superficie.


Questo può risultare decisivo nelle fasi di valutazione del quadro clinico e nella scelta delle procedure di evacuazione più adatte.

Durante l’esercitazione sono stati verificati in particolare tre aspetti operativi.


Il primo ha riguardato la coesistenza tra fonia analogica tradizionale ed Ermes sullo stesso cavo telefonico, con l’obiettivo di ridurre al minimo interferenze e disturbi.


Il secondo punto è stato la risposta del sistema in presenza di cavo degradato, condizione frequente in scenari reali o su linee già utilizzate in precedenza.


Il terzo ambito di prova ha interessato il comportamento delle comunicazioni al variare delle modalità di giunzione tra le bobine di cavo.


Integrazione tra tecnologie e sviluppo del soccorso speleologico

L’esercitazione alla Grotta del Frassino si inserisce in un percorso più ampio di ricerca e sviluppo portato avanti dalla Commissione Tecnica Speleologica del CNSAS.


L’obiettivo è migliorare nel tempo capacità di comunicazione in grotta, coordinamento tra le squadre e gestione delle informazioni durante gli interventi ipogei.

La prospettiva è quella di integrare in modo progressivo le nuove tecnologie con i sistemi già collaudati sul campo, senza abbandonare strumenti che hanno dimostrato affidabilità nel tempo.


In questa logica, la comunicazione in grotta diventa un ambito in cui innovazione digitale e esperienza operativa devono procedere insieme.

Le prove svolte nel complesso carsico del Campo dei Fiori contribuiscono a definire protocolli e configurazioni tecniche replicabili in altre cavità, con scenari geologici e morfologici diversi.


Per la comunità speleologica e per il Soccorso Speleologico, questi test rappresentano un passo ulteriore verso interventi più efficaci, con una comunicazione in grotta sempre più strutturata, tracciabile e adatta alle esigenze reali del soccorso.

Il comunicato ufficiale CNSAS

Attività sperimentali del Soccorso Speleologico alla Grotta del Frassino (VA)

Test su nuove tecnologie di comunicazione in grotta

 

Nei giorni 27, 28 e 29 marzo 2026 si è svolta un’esercitazione della Commissione Tecnica Speleologica (CTS) del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico (CNSAS), finalizzata all’avanzamento delle attività di progettazione e sviluppo di nuovi sistemi di comunicazione per il soccorso in ambiente ipogeo.

Le attività si sono svolte presso la Grotta del Frassino, nel complesso carsico di Campo dei Fiori in provincia di Varese, e hanno riguardato in particolare la sperimentazione di soluzioni innovative alternative al tradizionale collegamento analogico su doppino telefonico, comunemente utilizzato durante gli interventi di soccorso speleologico.

Tra i principali ambiti di test, sono stati valutati tre diversi sistemidi comunicazione wireless basati su rete digitale con protocollo mesh, che consentono la trasmissione bidirezionale non solo della voce, ma anche di testi, immagini e dati. I sistemi prevedono la distribuzione lungo lo sviluppo della cavità di nodi trasmettitori-ripetitori che comunicano tra loro, creando una rete decentralizzata in grado di garantire continuità e stabilità del segnale anche in ambienti complessi, secondo una logica analoga a quella delle reti internet distribuite.

Parallelamente, sono proseguite le attività di test e studio del sistema Ermes, sviluppato dalla CTS per portare connettività Internet in grotta. Il sistema consente al team sanitario impegnato sul ferito di trasmettere dati diagnostici, immagini e comunicazioni voce e testuali verso l’esterno, ricevendo al contempo supporto specialistico da remoto.

Le prove hanno riguardato in particolare la coesistenza tra sistemi di comunicazione tradizionali in fonia analogica ed Ermes sullo stesso cavo telefonico, con l’obiettivo di ridurre al minimo le interferenze; la valutazione delle prestazioni del sistema in presenza di cavo degradato ed il comportamento delle comunicazioni in funzione di diverse modalità di giunzione tra le bobine.

L’esercitazione si inserisce nel più ampio percorso di ricerca e sviluppo della Commissione Tecnica Speleologica del CNSAS, volto a migliorare le capacità di comunicazione e coordinamento negli interventi in grotta, attraverso l’integrazione tra tecnologie innovative e sistemi già consolidati.

 

Leggi anche:
[6] Esercitazione CNSAS Lombardia in Grotta Schiaparelli lo … https://www.scintilena.com/esercitazione-cnsas-lombardia-in-grotta-schiaparelli-lo-scorso-weekend/03/28/
[7] Sicuri in Grotta 2025: Formazione e Prevenzione con il Soccorso … https://www.scintilena.com/sicuri-in-grotta-2025-formazione-e-prevenzione-con-il-soccorso-speleologico-a-stazzema/08/14/
[8] Esercitazione squadra forra CNSAS Lombardo https://www.scintilena.com/esercitazione-squadra-forra-cnsas-lombardo-formazione-e-scenari-operativi-in-val-parina/05/13/
[9] Secondo Appuntamento Formativo per Aspiranti Soccorritori in Forra … https://www.scintilena.com/secondo-appuntamento-formativo-per-aspiranti-soccorritori-in-forra-della-squadra-cnsas-lombardo/10/06/
[10] Diventa volontario del CNSAS: al via le selezioni in Toscana https://www.scintilena.com/diventa-volontario-del-cnsas-al-via-le-selezioni-in-toscana/09/04/
[11] Appuntamenti 2025 per la Squadra Forra Regionale del … https://www.scintilena.com/appuntamenti-2025-per-la-squadra-forra-regionale-del-cnsas-lombardo-formazione-tecnica-e-movimentazione-invernale/02/08/
[12] Aperte le Selezioni per Aspiranti Volontari del Soccorso … https://www.scintilena.com/aperte-le-selezioni-per-aspiranti-volontari-del-soccorso-speleologico-in-friuli-venezia-giulia/10/26/
[13] Speleologia in Lombardia: echi dal 28° Raduno Regionale di Brinzio – 1 e 2 marzo 2025 – Scintilena https://www.scintilena.com/speleologia-in-lombardia-echi-dal-28-raduno-regionale-di-brinzio-1-e-2-marzo-2025/03/05/
[14] Sotto terra e dentro l’acqua: a Varese la primavera 2026 profuma di … https://www.scintilena.com/sotto-terra-e-dentro-lacqua-a-varese-la-primavera-2026-profuma-di-avventura/02/24/
[15] Scintilena https://www.scintilena.com/page/709/
[24] Esercitazione del soccorso alpino al Campo dei Fiori – VareseNews https://www.varesenews.it/photogallery/esercitazione-del-soccorso-alpino-al-campo-dei-fiori/
[25] Soccorso speleologico, il futuro passa da Varese – La Prealpina https://www.prealpina.it/pages/soccorso-speleologico-il-futuro-passa-da-varese-409090.html
[26] Notizie di grotta del frassino – VareseNews https://www.varesenews.it/tag/grotta-del-frassino/
[27] Le ha condotte la Commissione Tecnica Speleologica del Corpo … https://www.facebook.com/varesenews/posts/le-ha-condotte-la-commissione-tecnica-speleologica-del-corpo-nazionale-soccorso-/1364832585681157/
[28] Alla Grotta del Frassino, nel complesso carsico del Campo dei Fiori … https://www.instagram.com/p/DWj01KeDfzV/
[29] Sacro Monte e Campo dei Fiori – Facebook https://www.facebook.com/groups/297696771128590/posts/1666287627602824/
[30] Nella Grotta del Frassino il #SoccorsoAlpino ha testato le nuove … https://www.facebook.com/Malpensa24.it/posts/nella-grotta-del-frassino-il-soccorsoalpino-ha-testato-le-nuove-modalit%C3%A0-di-comu/1418806956927666/
[31] [PDF] 24 maggio 2026 – CAI Carate Brianza https://caicaratebrianza.it/download/123-speleologia/173-speleologia-2026?download=629%3A24-maggio-2026-speleologia-grotta-del-frassino

L'articolo Soccorso speleologico e comunicazione in grotta: alla Grotta del Frassino tre giorni di test tecnologici proviene da Scintilena.

  • ✇Scintilena
  • Savona, al via il 46° Corso di Speleologia: formazione nelle grotte liguri, in Val Bormida in particolare
    Condividi Presentato il nuovo ciclo del Gruppo Speleologico Savonese DLF: lezioni teoriche gratuite aperte a tutti – cinque uscite sul campo per gli iscritti tra aprile e giugno 2026 È stato presentato nella serata di venerdì 27 marzo 2026, presso il Salone del Dopolavoro Ferroviario di Savona, il 46° Corso di Speleologia organizzato dal Gruppo Speleologico Savonese DLF: un appuntamento atteso per la formazione speleologica nel territorio ligure. Il corso prenderà ufficialmente il via
     

Savona, al via il 46° Corso di Speleologia: formazione nelle grotte liguri, in Val Bormida in particolare

Apríl 2nd 2026 at 06:00

Condividi

Presentato il nuovo ciclo del Gruppo Speleologico Savonese DLF: lezioni teoriche gratuite aperte a tutti – cinque uscite sul campo per gli iscritti tra aprile e giugno 2026

È stato presentato nella serata di venerdì 27 marzo 2026, presso il Salone del Dopolavoro Ferroviario di Savona, il 46° Corso di Speleologia organizzato dal Gruppo Speleologico Savonese DLF: un appuntamento atteso per la formazione speleologica nel territorio ligure.

Il corso prenderà ufficialmente il via venerdì 10 aprile con la prima lezione teorica.

La prima esercitazione pratica si svolgerà domenica 12 aprile 2026 a Bardineto: grotta orizzontale e ricognizionenell’area carsica circostante.

Il programma prevede complessivamente dodici lezioni teoriche, che si terranno ogni venerdì sera fino al 12 giugno 2026, e cinque esercitazioni pratiche distribuite a domeniche alterne, dal 12 aprile al 7 giugno 2026. Le attività sul campo si svolgeranno principalmente nel territorio carsico della provincia di Savona, con particolare riferimento alla Val Bormida.

Le esercitazioni includeranno, oltre alla prima uscita esplorativa, due sessioni in “palestre” speleologiche su pareti di roccia e due discese in grotte con tratti verticali, dove i partecipanti potranno apprendere le tecniche di progressione su corda sia in discesa che in risalita.

Le lezioni teoriche saranno aperte gratuitamente a tutti gli interessati, mentre per partecipare alle attività pratiche è prevista una quota di iscrizione di 180 euro, comprensiva delle tessere associative al Gruppo Speleologico Savonese DLF, al Dopolavoro Ferroviario e alla Società Speleologica Italiana, oltre alla copertura assicurativa.

Il corso, organizzato dalla Scuola di “Savona e Alta Val Bormida”, è omologato dalla Commissione Nazionale Scuole di Speleologia della Società Speleologica Italiana ETS, a conferma della qualità didattica e della preparazione degli istruttori. Si tratta del 46° corso in oltre mezzo secolo di attività: il primo è stato organizzato addirittura nel 1970.

Come sottolineano il direttore della Scuola Fabrizio Falco, il direttore del corso Stefano Palmesino e la segretaria Adele Sanna, il coro nasce per fornire agli allievi una preparazione completa, teorica e pratica, dalle tecniche di base della progressione in grotta fino agli aspetti scientifici legati al carsismo.

Grotta Viva le Bimbe – foto del Gruppo

Il percorso formativo offrirà anche un primo contatto con le attività di esplorazione, ricerca e documentazione svolte dal gruppo durante tutto l’anno, e permette ai partecipanti di comprendere concretamente cosa significhi fare speleologia.

Il corso è aperto a chiunque abbia compiuto 14 anni, senza limiti superiori di età, ed è una vera opportunità – come ogni corso di avvicinamento alla speleologia – per avvicinarsi in sicurezza al mondo sotterraneo, dove – come ricordano gli organizzatori – “natura e scienza, storia e folklore, avventura e sport si incontrano nelle profondità della terra”.

L'articolo Savona, al via il 46° Corso di Speleologia: formazione nelle grotte liguri, in Val Bormida in particolare proviene da Scintilena.

  • ✇Scintilena
  • 50 tecnici del soccorso sottoterra per 24 ore: esercitazione estrema nella Grotta delle Palme a Dossena
    Condividi La IX Delegazione Speleologica del CNSAS si è calata nel cuore della montagna per un addestramento continuo di alto livello, testando nuove tecniche di soccorso e comunicazione in profondità. DOSSENA (BG) – Importante esercitazione di squadra per la IX Delegazione Speleologica del CNSAS – Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico, coordinata dalla Scuola speleologica: nel fine settimana appena trascorso, nella Grotta delle Palme, nel comune di Dossena, circa cinquanta tecnici d
     

50 tecnici del soccorso sottoterra per 24 ore: esercitazione estrema nella Grotta delle Palme a Dossena

Marec 30th 2026 at 08:00

Condividi

La IX Delegazione Speleologica del CNSAS si è calata nel cuore della montagna per un addestramento continuo di alto livello, testando nuove tecniche di soccorso e comunicazione in profondità.

DOSSENA (BG) – Importante esercitazione di squadra per la IX Delegazione Speleologica del CNSAS – Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico, coordinata dalla Scuola speleologica: nel fine settimana appena trascorso, nella Grotta delle Palme, nel comune di Dossena, circa cinquanta tecnici di soccorso speleologico hanno preso parte a un’attività addestrativa complessa e continuativa, sviluppata nell’arco di più ore, dal sabato mattina fino alla notte tra sabato e domenica.

La componente speleologica del CNSAS riveste un ruolo fondamentale nel sistema di soccorso, operando in ambienti ipogei e contesti confinati dove ogni intervento richiede elevata preparazione tecnica, capacità di adattamento e coordinamento tra le squadre. L’esercitazione ha avuto come obiettivo principale il recupero di un ipotetico ferito, mettendo in pratica l’intero bagaglio tecnico acquisito dai partecipanti, attraverso l’utilizzo sia del materiale di squadra, sia delle dotazioni individuali assegnate a ciascun tecnico.

Durante l’attività è stato inoltre simulato un cambio squadra completo, riproducendo le dinamiche tipiche di un intervento reale e tenendo conto delle difficoltà specifiche dell’ambiente: meandri particolarmente stretti, e verticali con uscite complesse, che hanno richiesto attenzione, precisione e gestione efficace delle manovre. Un ulteriore obiettivo dell’esercitazione è stato il test dei nuovi strumenti di comunicazione con l’esterno grotta, fondamentali per garantire il coordinamento e la sicurezza delle operazioni in scenari operativi articolati.

L’elevato numero di partecipanti ha consentito di sviluppare un’esercitazione strutturata e realistica, permettendo ai tecnici di confrontarsi con situazioni complesse e di affinare ulteriormente le proprie competenze.

L'articolo 50 tecnici del soccorso sottoterra per 24 ore: esercitazione estrema nella Grotta delle Palme a Dossena proviene da Scintilena.

❌