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  • Prima Giornata Mondiale delle Grotte e del Carsismo: la UIS porta la biospeleologia in diretta Facebook
    Condividi La Prima Giornata Mondiale delle Grotte e del Carsismo sarà celebrata il 13 settembre 2026. Alla vigilia, la Commissione Biologia dell’UIS propone l’incontro online “Life in the Dark”, dedicato alla ricerca biospeleologica, a Emil Racovi?? e alle politiche di tutela degli ecosistemi sotterranei. Prima Giornata Mondiale delle Grotte e del Carsismo, un debutto internazionale Il 13 settembre 2026 si celebrerà la Prima Giornata Mondiale delle Grotte e del Carsismo, denominata dall’UN
     

Prima Giornata Mondiale delle Grotte e del Carsismo: la UIS porta la biospeleologia in diretta Facebook

September 9th 2026 at 12:00

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La Prima Giornata Mondiale delle Grotte e del Carsismo sarà celebrata il 13 settembre 2026. Alla vigilia, la Commissione Biologia dell’UIS propone l’incontro online “Life in the Dark”, dedicato alla ricerca biospeleologica, a Emil Racovi?? e alle politiche di tutela degli ecosistemi sotterranei.

Prima Giornata Mondiale delle Grotte e del Carsismo, un debutto internazionale

Il 13 settembre 2026 si celebrerà la Prima Giornata Mondiale delle Grotte e del Carsismo, denominata dall’UNESCO International Day of Caves and Karst (IDCK). La ricorrenza è stata proclamata dalla Conferenza generale dell’UNESCO il 12 novembre 2025 e avrà cadenza annuale.

La data richiama l’attenzione sul valore ambientale, scientifico, idrico e culturale delle grotte e dei paesaggi carsici. L’UNESCO ricorda che questi territori coprono quasi un quarto delle terre emerse e forniscono acqua potabile a oltre un miliardo di persone. Sono anche archivi geologici, habitat di biodiversità specializzata e luoghi in cui restano tracce della storia umana.

La prima celebrazione internazionale si svolgerà a Postojna, in Slovenia, dal 10 al 13 settembre, con una conferenza scientifica e una cerimonia ufficiale. Il calendario mondiale non si limiterà alla Slovenia. Associazioni, scuole, enti di gestione, grotte turistiche e comunità locali sono invitati a proporre iniziative e a inserirle nella mappa globale coordinata dall’Unione Internazionale di Speleologia.

La Prima Giornata Mondiale delle Grotte e del Carsismo colloca quindi la speleologia in un contesto più ampio. Ricerca, educazione, gestione sostenibile dell’acqua e conservazione della natura diventano parti della stessa discussione.

UIS Cave Biology Commission: “Life in the Dark” il 12 settembre

In questo quadro si inserisce l’appuntamento online della UIS Cave Biology Commission, intitolato “Life in the Dark: From Legacy to the Frontiers of Cave Science”. L’incontro è annunciato per sabato 12 settembre 2026, alla vigilia della ricorrenza UNESCO, in diretta Facebook Live.

Per il pubblico dell’Europa centrale l’orario indicato è le 22.00 CEST. La comunicazione riporta anche le 13.00 PDT/MST per Pacifico e Arizona e le 14.00 CST per Città del Messico. Ulteriori dettagli sul programma e sui relatori saranno comunicati dalla Commissione.

Il titolo dell’incontro delinea tre direzioni. La prima è la memoria scientifica della biospeleologia. La seconda riguarda le nuove frontiere dello studio della vita sotterranea. La terza guarda al rapporto tra conoscenza biologica e politiche globali di conservazione.

La Prima Giornata Mondiale delle Grotte e del Carsismo offre così anche uno spazio per rendere più visibili discipline che spesso operano lontano dall’attenzione pubblica. La biologia sotterranea non riguarda solo le grandi cavità visitabili. Comprende reti di fessure, sedimenti, falde, sorgenti e ambienti acquatici sotterranei, spesso difficili da osservare e delimitare.

Emil Racovi?? e l’eredità della biospeleologia

La serata renderà omaggio a Emil Racovi??, figura centrale nella nascita della biospeleologia. Il biologo ed esploratore romeno pubblicò nel 1907 l’“Essai sur les problèmes biospéologiques”, testo che contribuì a definire lo studio scientifico delle forme di vita degli ambienti sotterranei. Nel 1920 fondò a Cluj il primo istituto di speleologia al mondo.

Richiamare Racovi?? significa collegare la storia della disciplina alle domande attuali. Le tecniche di campionamento, la genetica, l’analisi del DNA ambientale, il rilievo tridimensionale e i modelli ecologici ampliano oggi le possibilità di indagine. Restano importanti anche l’osservazione sul campo, la documentazione accurata e la collaborazione tra speleologi, tassonomisti, idrogeologi e gestori del territorio.

Per molte specie sotterranee, la distribuzione ristretta e la difficoltà di rilevamento rendono le conoscenze ancora incomplete. Questa condizione incide sulle scelte di protezione. Una cavità nota può rappresentare solo una piccola parte di un sistema ecologico connesso al suolo, alle acque di infiltrazione e al bacino di alimentazione.

Biodiversità sotterranea e politiche di protezione

Uno dei dati richiamati nell’annuncio riguarda il divario tra valore ecologico e protezione effettiva. Una ricerca pubblicata su npj Biodiversity stima che solo il 6,9% dei paesaggi carsici e vulcanici che ospitano habitat sotterranei si sovrapponga alle aree protette, a fronte di circa il 17% della superficie terrestre e delle acque interne coperta da tali aree.

Lo studio evidenzia un punto decisivo per la tutela delle grotte e del carsismo: gli ecosistemi sotterranei hanno una struttura tridimensionale. La sola delimitazione in superficie non garantisce necessariamente la protezione di falde, cavità, fratture e habitat collegati. Le pressioni esterne possono arrivare nel sottosuolo attraverso l’uso del suolo, l’inquinamento, le captazioni idriche, le attività estrattive e le modifiche del regime delle acque.

La Prima Giornata Mondiale delle Grotte e del Carsismo può dunque favorire un confronto tra ricerca e decisioni pubbliche. La tutela non coincide con il solo divieto di accesso a una grotta. Richiede conoscenza dei sistemi idrogeologici, monitoraggi, gestione dei flussi di visita e attenzione ai bacini di ricarica.

I video messaggi UIS su Facebook

Accanto agli appuntamenti scientifici, la UIS sta dando spazio alla partecipazione della comunità speleologica internazionale. Sulla pagina Facebook dell’Unione Internazionale di Speleologia sono in pubblicazione video messaggi inviati da membri UIS di diversi Paesi. I contributi invitano a celebrare la Prima Giornata Mondiale delle Grotte e del Carsismo e a diffonderne le finalità.

L’iniziativa offre una testimonianza diretta della rete mondiale che opera nello studio, nell’esplorazione e nella difesa degli ambienti ipogei. Per gruppi e singoli speleologi può essere anche un invito a raccontare iniziative locali, esperienze di ricerca e attività educative legate al 13 settembre.

La diretta “Life in the Dark” del 12 settembre aggiunge a questo percorso un focus specifico sulla biodiversità. Il passaggio dalla storia della biospeleologia alle questioni di conservazione mostra come la Prima Giornata Mondiale delle Grotte e del Carsismo intenda connettere patrimonio scientifico, responsabilità ambientale e partecipazione pubblica.

Fonti

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  • Speleo Club Nuoro a Sa Nurre de su Hoda: il 27 settembre una giornata nel Supramonte di Oliena
    Condividi Il 27 settembre lo Speleo Club Nuoro propone una visita a Sa Nurre de su Hoda, conosciuta nel Catasto speleologico sardo come Voragine di Tiscali. L’iniziativa è rivolta a chi desidera avvicinarsi alla speleologia attraverso un’uscita guidata in un ambiente carsico del Supramonte di Oliena. Speleo Club Nuoro e Sa Nurre de su Hoda Domenica 27 settembre 2026 lo Speleo Club Nuoro annuncia una giornata dedicata alla conoscenza del mondo sotterraneo a Sa Nurre de su Hoda, nella valle
     

Speleo Club Nuoro a Sa Nurre de su Hoda: il 27 settembre una giornata nel Supramonte di Oliena

September 9th 2026 at 11:00

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Il 27 settembre lo Speleo Club Nuoro propone una visita a Sa Nurre de su Hoda, conosciuta nel Catasto speleologico sardo come Voragine di Tiscali. L’iniziativa è rivolta a chi desidera avvicinarsi alla speleologia attraverso un’uscita guidata in un ambiente carsico del Supramonte di Oliena.

Speleo Club Nuoro e Sa Nurre de su Hoda

Domenica 27 settembre 2026 lo Speleo Club Nuoro annuncia una giornata dedicata alla conoscenza del mondo sotterraneo a Sa Nurre de su Hoda, nella valle di Lanaitho, nel territorio di Oliena. La proposta mette insieme cammino di avvicinamento, osservazione dell’ambiente carsico e visita della cavità.

L’appuntamento è a numero chiuso. Le informazioni operative e le prenotazioni fanno riferimento a Tony, al numero 334 175 9529. La limitazione dei posti è un elemento rilevante per la gestione di una grotta: consente di organizzare gruppi dimensionati alle caratteristiche del percorso e di accompagnare i partecipanti con attenzione.

La giornata dello Speleo Club Nuoro è presentata come un primo contatto con la speleologia. Non coincide con un corso tecnico e non sostituisce una formazione strutturata. Può offrire, però, l’occasione per comprendere come si osserva una cavità, quali sono le regole di comportamento e perché la frequentazione degli ambienti ipogei richiede preparazione, accompagnamento e rispetto.

Sa Nurre de su Hoda nel Supramonte di Oliena

Sa Nurre de su Hoda è una vasta cavità conosciuta anche con le denominazioni di Voragine di Tiscali e, nella tradizione locale riportata dalle fonti turistiche, sa ’onchedda ’e corojos o ’onchedda ’e sa chessa. È registrata nel Catasto speleologico regionale della Sardegna come cavità 0088 SA/NU. La scheda catastale la descrive come formata da grandi gallerie, con accesso superiore a pozzo e accesso inferiore attraverso un cunicolo disagevole. [web:32]

Le descrizioni disponibili indicano due ingressi noti. Quello alto è associato a un salto verticale di circa 85 metri; quello basso conduce invece alla parte interna attraverso un passaggio stretto. Per questo, la visita a Sa Nurre de su Hoda non va interpretata come un accesso libero e privo di vincoli. Le modalità di ingresso, l’attrezzatura necessaria e le decisioni sullo svolgimento dell’uscita spettano agli organizzatori e alle autorizzazioni previste per il sito.

La cavità è collocata nell’area del Troccos de Corojos, lungo i percorsi della valle di Lanaitho. Indicazioni escursionistiche pubblicate online riportano un avvicinamento di circa 1,2 chilometri e 100 metri di dislivello, oltre alla presenza di un cancello presso l’accesso basso. Le stesse informazioni richiamano la necessità di chiedere autorizzazione per l’ingresso. [web:3]

Il raggio di luce e le tracce archeologiche

Tra gli aspetti che rendono riconoscibile Sa Nurre de su Hoda c’è il fascio solare che attraversa un’apertura superiore e raggiunge la grande sala per un intervallo limitato della giornata. Il sito turistico del Comune di Oliena riferisce che il fenomeno dura circa un’ora al giorno. [web:4]

Il periodo più favorevole per l’effetto di luce è generalmente indicato fra primavera inoltrata ed estate. La data del 27 settembre cade quindi oltre la finestra stagionale segnalata dalle fonti consultate. I partecipanti non dovrebbero considerare il raggio solare come un elemento garantito del programma. La visita conserva comunque interesse per le morfologie, le concrezioni e per la lettura del paesaggio sotterraneo.

Sa Nurre de su Hoda ha anche rilievo storico. Il Comune di Oliena segnala il ritrovamento di resti ceramici attribuiti all’età nuragica e romana e di oggetti bronzei riferibili al vestiario nuragico. [web:4] Il contesto di Lanaitho e Tiscali restituisce quindi una relazione di lunga durata tra gruppi umani, rilievi calcarei, risorse idriche e ripari naturali.

Speleologia, sicurezza e tutela della grotta

La speleologia comprende studio e frequentazione consapevole delle cavità naturali. In una visita introduttiva, l’osservazione non riguarda solo le dimensioni della sala o la presenza delle concrezioni. Conta anche riconoscere la fragilità di ciò che si incontra: depositi calcarei, sedimenti, microclima, eventuale fauna cavernicola e testimonianze archeologiche possono essere alterati da comportamenti non corretti.

Lo Speleo Club Nuoro propone Sa Nurre de su Hoda in un’area dove geologia, fotografia sotterranea e biospeleologia sono stati già temi di visite specialistiche. Nel programma del raduno nazionale di Urzulei del 2019, la Voragine di Tiscali figurava infatti tra le cavità affrontate con chiavi di lettura geologiche, fotografiche e biospeleologiche. [web:34]

Per chi partecipa, il punto essenziale è seguire le indicazioni degli accompagnatori, utilizzare l’equipaggiamento richiesto e non raccogliere materiali. Non vanno toccate o danneggiate le concrezioni. Non vanno lasciati rifiuti. Le fotografie devono essere compatibili con le indicazioni fornite sul posto, soprattutto per evitare disturbo alla fauna e agli altri visitatori.

L’esperienza può anche chiarire la differenza fra una visita guidata e l’attività speleologica autonoma. La progressione in grotta, la gestione delle corde, l’orientamento e le procedure di emergenza richiedono apprendimento progressivo. In una precedente iniziativa formativa documentata da Scintilena, lo Speleo Club Nuoro aveva organizzato il XXII Corso di Speleologia con otto lezioni teoriche e quattro pratiche, dedicate anche a geologia, sicurezza, attrezzatura e progressione su corda. [web:15]

Attività recenti dello Speleo Club Nuoro

Le ricerche svolte per questa notizia non hanno restituito, nelle fonti web pubblicamente indicizzate consultate, comunicati recenti e verificabili su nuove scoperte speleologiche attribuite allo Speleo Club Nuoro nel 2026. Non sarebbe corretto trasformare in notizia esplorazioni non documentate da una fonte identificabile.

L’uscita del 27 settembre rappresenta quindi l’aggiornamento operativo disponibile nel materiale fornito. La precedente attività reperita con dettagli è il corso di speleologia pubblicato da Scintilena, segno di un impegno del gruppo anche nella formazione di nuovi frequentatori delle cavità. Eventuali aggiornamenti su esplorazioni, rilievi, ricerche o iniziative di tutela potranno essere integrati quando il club li renderà pubblici attraverso canali verificabili.

Per ora, Sa Nurre de su Hoda resta al centro dell’appuntamento di fine settembre. Nel Supramonte di Oliena, la giornata proposta dallo Speleo Club Nuoro porta l’attenzione su una grotta in cui natura, carsismo e storia locale richiedono una lettura attenta e rispettosa.

Informazioni

  • Data: domenica 27 settembre 2026
  • Luogo: Sa Nurre de su Hoda, Supramonte di Oliena
  • Organizzazione: Speleo Club Nuoro
  • Prenotazioni e informazioni: Tony, 334 175 9529
  • Posti: limitati

Fonti

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  • Giornata internazionale delle grotte e del carso: alla Heimkehle il debutto tedesco del 12 e 13 settembre
    Condividi La Giornata internazionale delle grotte e del carso entra nel programma della NaturErlebnisHöhle Heimkehle, nel Südharz: visite, attività per famiglie, divulgazione sui pipistrelli, escursioni e una lunga notte dedicata al mondo sotterraneo. La NaturErlebnisHöhle Heimkehle di Uftrungen, nel comune tedesco di Südharz, ospiterà il 12 e 13 settembre 2026 un appuntamento dedicato alla prima celebrazione della Giornata internazionale delle grotte e del carso. L’iniziativa è promossa
     

Giornata internazionale delle grotte e del carso: alla Heimkehle il debutto tedesco del 12 e 13 settembre

September 9th 2026 at 10:00

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La Giornata internazionale delle grotte e del carso entra nel programma della NaturErlebnisHöhle Heimkehle, nel Südharz: visite, attività per famiglie, divulgazione sui pipistrelli, escursioni e una lunga notte dedicata al mondo sotterraneo.

La NaturErlebnisHöhle Heimkehle di Uftrungen, nel comune tedesco di Südharz, ospiterà il 12 e 13 settembre 2026 un appuntamento dedicato alla prima celebrazione della Giornata internazionale delle grotte e del carso. L’iniziativa è promossa sul posto dalla grotta turistica, dal Biosphärenreservat Karstlandschaft Südharz e dal Verband der deutschen Höhlen- und Karstforscher (VdHK), l’associazione tedesca di speleologi e studiosi del carsismo.

Il cuore della ricorrenza cade domenica 13 settembre. La data è stata proclamata dall’UNESCO nel novembre 2025 come International Day of Caves and Karst. Il 2026 sarà quindi il primo anno di celebrazione internazionale. L’obiettivo dichiarato è accrescere la conoscenza pubblica delle cavità naturali e dei paesaggi carsici, delle loro risorse idriche, della biodiversità e del loro valore geologico e culturale.

Giornata internazionale delle grotte e del carso, una nuova ricorrenza UNESCO

La Giornata internazionale delle grotte e del carso è nata da una proposta dell’Unione Internazionale di Speleologia (UIS), sostenuta dalla Slovenia e approvata durante la Conferenza generale dell’UNESCO a Samarcanda il 12 novembre 2025. Il 13 settembre è stato scelto anche in riferimento alla prima presentazione delle grotte e del carso all’UNESCO, avvenuta in quella data nel 2021.

La ricorrenza richiama temi che vanno oltre la frequentazione speleologica. I sistemi carsici costituiscono riserve e vie di circolazione delle acque sotterranee. Conservano archivi climatici e sedimentari. Ospitano fauna specializzata e spesso vulnerabile. Sono inoltre luoghi di interesse archeologico, storico e paesaggistico.

Il VdHK ha invitato associazioni, federazioni regionali, grotte turistiche e singoli gruppi a partecipare con escursioni, conferenze, attività divulgative e iniziative rivolte alle amministrazioni. In Germania, la Giornata internazionale delle grotte e del carso sarà affiancata il sabato da una “Lange Nacht der Höhlen”, una lunga notte delle grotte in parte proposta anche in collegamento streaming.

Heimkehle e il carsismo del Südharz

La sede scelta per l’appuntamento è la Heimkehle, presso Uftrungen, nell’area del Südharz, in Sassonia-Anhalt. La cavità ha uno sviluppo complessivo indicato in 2.000 metri, dei quali circa 700 sono attrezzati per la visita. Il percorso turistico attraversa il Kleiner Dom, il Riegelgang, il Großer Dom, alto 22 metri, il Riesentunnel e la Thyrahalle, dove si trova il Thyrasee.

La Heimkehle è una grotta carsica, memoriale e sito utilizzato dai pipistrelli. La sua storia impone anche una lettura civile del luogo. Durante la seconda guerra mondiale 1.500 detenuti del sottocampo di Dora furono costretti a realizzare impianti produttivi nella grotta. Un memoriale nel Kleiner Dom ricorda le vittime del regime nazista. Il riconoscimento di Geotopo nazionale, attribuito nel 2019, si affianca quindi alla dimensione naturalistica e alla memoria storica.

Il centro informativo esterno ospita una mostra Natura 2000 con postazioni interattive dedicate ad ambiente, tutela della natura, sostenibilità e specie protette. Questo contesto rende la Heimkehle un luogo adatto a tradurre i temi della Giornata internazionale delle grotte e del carso in attività aperte a pubblici diversi.

Programma alla Heimkehle tra visite, pipistrelli e divulgazione

Secondo il programma diffuso dagli organizzatori, sabato 12 settembre le visite tematiche sotterranee sono previste alle 10, alle 12, alle 14 e alle 16. La proposta delle 14 sarà una visita con torcia; ai partecipanti viene chiesto di portare una propria lampada. Alle 10.30 e alle 14.30 la geologa e speleologa Christel Völker condurrà escursioni in superficie dedicate alle forme carsiche attorno alla Heimkehle.

Dalle 10 alle 17 sarà aperto un punto informativo con conferenze e film dedicati a grotte e carso, realizzati in cooperazione con il VdHK. Il programma per bambini e famiglie comprende osservazioni con lente a bicchiere, attività sulle rocce, laboratori sui pipistrelli e presentazioni di grotte tridimensionali in ambiente virtuale. Alle 19.30 è annunciato, davanti alla grotta, un incontro serale sul mondo dei pipistrelli con il biologo Marcus Fritze. Dal tardo pomeriggio si inserirà la Lange Nacht der Höhlen, con contenuti condivisi anche attraverso il canale YouTube del VdHK.

Domenica 13 settembre, giornata centrale della Giornata internazionale delle grotte e del carso, il centro informativo resterà attivo dalle 10 alle 17. Le visite sotterranee manterranno gli orari delle 10, 12, 14 e 16. La visita di mezzogiorno avrà come tema “La Heimkehle come monumento”; alle 14 tornerà la formula con torcia. Le escursioni di Christel Völker sulle manifestazioni carsiche locali sono previste alle 10.30 e alle 14.30.

Alle 14.30, davanti all’ingresso della Heimkehle, è in calendario un concerto per pianoforte eseguito da Stephan Hohlweg su un pianoforte mobile. Il programma intreccia così divulgazione geologica, conoscenza degli ambienti sotterranei, educazione ambientale e memoria del sito.

Per la visita ordinaria, la Heimkehle comunica l’obbligo del casco, il divieto di accesso ai bambini sotto i tre anni e il divieto di introdurre cani nella grotta e nel centro informativo. Le partenze ordinarie nel periodo aprile-ottobre sono indicate alle 10, 12, 14 e 16; l’ultima visita richiede prenotazione. Le informazioni operative e le eventuali limitazioni delle visite tematiche vanno verificate prima della partenza presso la gestione della grotta.

Fonti

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  • Grotte del Canin, a Sella Nevea il convegno sul grande sistema carsico delle Alpi Giulie
    Condividi Il 13 settembre 2026 il Parco delle Prealpi Giulie riunisce geologi e speleologi italiani, sloveni e ungheresi per la prima Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo Foto di copertina di Paolo Manca Chiusaforte (UD), 13 settembre 2026 – Le Grotte del Canin saranno al centro di un incontro pubblico dedicato alla geologia, alla ricerca e a decenni di esplorazioni sotterranee. Domenica 13 settembre, dalle ore 10.00, il Centro Polifunzionale di Sella Nevea ospiterà il c
     

Grotte del Canin, a Sella Nevea il convegno sul grande sistema carsico delle Alpi Giulie

September 9th 2026 at 09:00

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Il 13 settembre 2026 il Parco delle Prealpi Giulie riunisce geologi e speleologi italiani, sloveni e ungheresi per la prima Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo

Foto di copertina di Paolo Manca

Chiusaforte (UD), 13 settembre 2026 – Le Grotte del Canin saranno al centro di un incontro pubblico dedicato alla geologia, alla ricerca e a decenni di esplorazioni sotterranee.

Domenica 13 settembre, dalle ore 10.00, il Centro Polifunzionale di Sella Nevea ospiterà il convegno “Il mondo ipogeo del Canin”. L’ingresso è gratuito.

L’iniziativa è organizzata dal Parco naturale regionale delle Prealpi Giulie con il Club Alpinistico Triestino.

È realizzata con il contributo del Servizio geologico della Regione autonoma Friuli Venezia Giulia, ai sensi della legge regionale 15/2016. Il convegno è inserito nella prima Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo, ricorrenza UNESCO fissata ogni anno al 13 settembre.

La data collega l’appuntamento di Sella Nevea a un programma internazionale che avrà uno dei suoi momenti principali a Postumia, in Slovenia. Per il Canin il collegamento è anche geografico e scientifico: il massiccio è condiviso fra Italia e Slovenia e le sue reti sotterranee sono il risultato di una lunga attività esplorativa condotta oltre confine.

Grotte del Canin e geodiversità delle Alpi Giulie

Il Monte Canin è formato in prevalenza da rocce carbonatiche. Calcari e dolomie si sono deposti in ambiente marino circa 200 milioni di anni fa. In particolare, l’estensione e la purezza dei Calcari del Dachstein costituiscono una base favorevole allo sviluppo del carsismo.

L’acqua meteorica penetra nelle fratture e nei piani di stratificazione. Nel tempo allarga i percorsi e costruisce un paesaggio fatto di campi solcati, doline, pozzi, gallerie e grandi risorgive. Sull’altipiano del Foran dal Muss questa morfologia raggiunge una delle espressioni più evidenti delle Alpi Giulie. Il Parco segnala qui la presenza congiunta di fenomeni carsici superficiali e profondi.

Le Grotte del Canin non sono quindi soltanto cavità da esplorare. Sono parte di un sistema idrogeologico di alta quota. Le acque assorbite dall’altipiano riemergono anche in Val Raccolana. Il Fontanon di Goriuda, geosito di interesse nazionale, è una risorgiva perenne posta al contatto fra la Dolomia Principale e i sovrastanti calcari del Dachstein. A questa sorgente sarà dedicato uno degli interventi della mattinata, insieme alla Risorgiva del Monte Sart.

Il Sistema del Monte Canin, quasi 90 chilometri rilevati

Uno dei temi di maggiore rilievo riguarda la dimensione del reticolo ipogeo. Il Catasto Speleologico Regionale del Friuli Venezia Giulia definisce il Sistema del Monte Canin come l’unione del Complesso Foran del Muss e del Complesso Col delle Erbe. La connessione fra la Grotta Clemente e la cavità Rotule Spezzate, realizzata nel 2019, ha collegato i due complessi.

Lo sviluppo spaziale complessivo è stimato vicino ai 90 chilometri. Il dato rende il Sistema del Monte Canin il più lungo d’Italia secondo il Catasto regionale. La stessa scheda segnala un punto importante per la lettura del record: la distinzione fra una grotta a più ingressi, un complesso e un macro-complesso non dispone di standard nazionali o internazionali univoci. La denominazione adottata conserva perciò anche la storia autonoma dei due grandi complessi esplorati.

Le Grotte del Canin raccontano una ricerca iniziata alla fine degli anni Sessanta e proseguita per generazioni. L’evoluzione delle tecniche su corda e l’impiego di bivacchi speleologici hanno reso possibili campagne sempre più articolate su un massiccio vasto, severo e ricco di ingressi. Il confronto fra rilievi, dati catastali ed esplorazioni continua a essere essenziale per definire la struttura del sistema e i suoi rapporti con le risorgenze.

Il programma del convegno sulle Grotte del Canin

Dopo i saluti del sindaco di Chiusaforte Fabrizio Fuccaro e della presidente del Parco naturale delle Prealpi Giulie Anna Micelli, la mattinata si aprirà con Paolo Manca e Massimo Zanetti del Servizio geologico regionale. Il loro intervento sarà dedicato alla conoscenza e alla valorizzazione del patrimonio geologico e speleologico del Friuli Venezia Giulia.

Il geologo Andrea Mocchiutti affronterà la geologia e la geomorfologia del Monte Canin con l’intervento “La fantasia dell’acqua e della roccia”. Franco Gherlizza e Clarissa Brun, per il Club Alpinistico Triestino, ripercorreranno cinquant’anni di campi speleologici del CAT sul Canin.

Il Gruppo speleologico ungherese “Gortani” presenterà trentatré anni di attività nel massiccio. Jure Ti?ar, del Club speleologico Novo Mesto, parlerà invece delle esplorazioni slovene con “Una montagna, due versanti, abissi infiniti”. Franco Riosa e Franco Gherlizza illustreranno le ricerche speleosubacquee alla Risorgiva del Monte Sart e al Fontanon di Goriuda. Gherlizza proporrà anche un intervento dedicato al Monte Canin nelle leggende. La moderazione è affidata al geologo Giuseppe Muscio. Al termine è previsto un momento conviviale.

Grotte del Canin, conoscenza e tutela

La prima Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo nasce per accrescere l’attenzione sugli ambienti ipogei, sui paesaggi carsici e sulle risorse idriche collegate. Per un’area come il Canin, dove il carsismo di superficie e quello profondo formano un sistema continuo, divulgazione e tutela dipendono dalla qualità delle conoscenze disponibili.

Il convegno di Sella Nevea propone quindi un quadro che unisce geologia, catasto, esplorazione, speleosubacquea e memoria delle associazioni. Le Grotte del Canin saranno raccontate da chi ne ha studiato strutture, acque e percorsi, senza separare il patrimonio naturale dalla storia delle ricerche che ne hanno ampliato la conoscenza.

Informazioni pratiche

  • Evento: Il mondo ipogeo del Canin
  • Quando: domenica 13 settembre 2026, ore 10.00
  • Dove: Centro Polifunzionale, Sella Nevea, Chiusaforte (UD)
  • Ingresso: gratuito
  • Informazioni: info@parcoprealpigiulie.it
  • Sito dell’ente: https://www.parcoprealpigiulie.it/

Fonti

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Stage di speleologia a Varese: il Gruppo Speleologico Prealpino porta i principianti dal CAI Carnago alle grotte del Campo dei Fiori

September 9th 2026 at 08:00

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Dal 1° al 4 ottobre 2026, teoria, palestra di roccia ad Arcisate e uscita in grotta compongono lo stage di speleologia del Gruppo Speleologico Prealpino. L’iniziativa si inserisce nelle attività di ricerca, divulgazione e tutela del carsismo varesino.

Stage di speleologia: tre appuntamenti tra Carnago, Arcisate e Campo dei Fiori

Il Gruppo Speleologico Prealpino e la sezione CAI di Carnago propongono uno stage di speleologia in tre giornate, destinato a chi desidera avvicinarsi in modo guidato all’ambiente ipogeo. Il calendario è fissato per giovedì 1°, sabato 3 e domenica 4 ottobre 2026.

Il primo incontro si terrà il 1° ottobre, dalle 21 alle 23.30. La serata teorica affronterà la storia della speleologia, le attrezzature personali e collettive, i materiali e le nozioni di carsismo e speleogenesi. Spazio anche alla lettura delle forme carsiche, sia in superficie sia sottoterra, e al ruolo dell’esplorazione nella conoscenza delle cavità.

Lo stage di speleologia propone quindi un percorso progressivo. Prima si acquisiscono riferimenti tecnici e ambientali. Poi si passa alla pratica controllata. L’ultima tappa è la grotta.

Palestra di roccia ad Arcisate: le manovre prima della grotta

Sabato 3 ottobre i partecipanti si ritroveranno alla palestra di roccia di Arcisate. Sotto la supervisione degli istruttori CAI, il programma prevede l’impiego di imbragatura e attrezzatura specifica, con esercizi di salita e discesa su corda e le principali manovre in parete.

Questa fase è centrale per uno stage di speleologia rivolto a esordienti. La progressione verticale richiede infatti familiarità con dispositivi, corde e procedure. La palestra permette di esercitarsi in un ambiente esterno, prima dell’ingresso in cavità dove spazi, umidità, buio e morfologie rendono la gestione dei movimenti più complessa.

La domenica successiva, 4 ottobre, è prevista l’escursione nelle grotte del Monte Campo dei Fiori. Gli allievi saranno accompagnati dagli speleologi. Dovranno presentarsi con abbigliamento adeguato; le attrezzature tecniche e la copertura assicurativa sono comprese nella quota di 85 euro. Possono iscriversi persone che abbiano compiuto 15 anni. Per i minorenni è richiesta l’autorizzazione di chi esercita la responsabilità genitoriale.

Grotte del Campo dei Fiori e carsismo varesino

La scelta del Campo dei Fiori colloca lo stage di speleologia in uno dei principali contesti carsici della provincia di Varese. Nel parco sono censite oltre 130 grotte, per uno sviluppo complessivo di gallerie stimato in circa trenta chilometri. Il patrimonio comprende cavità note al pubblico e settori che restano invece riservati alla pratica speleologica e alla ricerca.

Tra le cavità più conosciute figura la Grotta Remeron, sulle pendici del monte nel territorio di Comerio. La sua porzione visitabile è distinta dalle parti che richiedono preparazione e competenze speleologiche. Questa separazione chiarisce un punto essenziale della frequentazione responsabile: una grotta non è un ambiente ricreativo privo di rischi, ma un sistema geologico, idrologico e biologico da conoscere e rispettare.

Carsismo significa anche acque sotterranee. Le fratture e i condotti dei calcari regolano percorsi spesso poco visibili dalla superficie. La loro protezione dipende dalla qualità dell’intero bacino di alimentazione. Per questo le attività formative collegano la tecnica di progressione alla conoscenza del territorio.

Gruppo Speleologico Prealpino: esplorazioni, documentari e divulgazione

Fondato ad Arcisate nel 2002 su iniziativa di Guglielmo Ronaghi, il Gruppo Speleologico Prealpino opera nella Valceresio, sul Campo dei Fiori e in altre aree carsiche del Varesotto. La sua attività comprende ricerca, esplorazione e studio delle cavità naturali e delle acque ipogee.

Accanto alle uscite esplorative, il Gruppo Speleologico Prealpino sviluppa iniziative per scuole, associazioni, gruppi e famiglie. Organizza visite guidate in grotta, percorsi didattici e interventi sulla tutela degli ambienti sotterranei. Collabora inoltre con enti locali e associazioni nel recupero di siti ipogei di interesse storico-culturale, compresi i rifugi antiaerei di Varese.

Tra gli aggiornamenti più recenti legati alla documentazione delle esplorazioni vi è la disponibilità online di Luci nel buio – Storia ed esplorazioni della Grotta Remeron. Il documentario, ideato da Ronaghi e realizzato dalla speleologa e regista Claudia Crema, è strutturato in cinque capitoli. Ripercorre circa un secolo di esplorazioni della Remeron e tratta anche gli studi su idrogeologia ed ecosistemi della cavità.

Nel 2026 il Gruppo Speleologico Prealpino ha inoltre partecipato alla formazione specialistica con il Corso nazionale di biospeleologia ed ecologia degli ambienti ipogei, organizzato a Clivio dal 15 al 17 maggio con il Gruppo Grotte CAI Carnago. Ad agosto e settembre, nell’ambito del Festival del Benessere in Natura del Parco Campo dei Fiori, le guide del gruppo hanno condotto due appuntamenti di “Voci di pietra” all’Orrido di Cunardo. Le attività hanno associato l’esplorazione guidata all’ascolto dell’ambiente sotterraneo.

Iscrizioni e prospettive dopo lo stage di speleologia

Lo stage di speleologia può costituire un primo orientamento, non una sostituzione di una formazione continuativa. Dopo l’esperienza, gli interessati possono valutare l’ingresso nel Gruppo Speleologico Prealpino e la partecipazione alle sue iniziative annuali. L’obiettivo dichiarato dal sodalizio resta unire pratica, ricerca e divulgazione, mantenendo al centro la tutela delle grotte e delle acque carsiche.

Per informazioni e iscrizioni: Gruppo Speleologico Prealpino, telefono 331 3721046, e-mail info@speleoprealpino.it.

Fonti

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    Condividi L’anteprima nazionale di Puliamo il Mondo 2026 nell’Alta Valle del Sele chiude con oltre 20 sacchi raccolti. L’intervento nel canyon conferma il legame tra Puliamo il Buio, speleologia, canyoning e tutela delle acque. Puliamo il Mondo 2026 nelle Conche di Laviano Il canyon del torrente Temete, nelle Conche di Laviano, è stato al centro della sesta e ultima anteprima nazionale di Puliamo il Mondo 2026. L’iniziativa si è svolta nell’Alta Valle del Sele, in provincia di Salerno, e h
     

Puliamo il Buio e Puliamo il Mondo: rifiuti rimossi dal canyon del Temete alle Conche di Laviano

September 9th 2026 at 07:00

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L’anteprima nazionale di Puliamo il Mondo 2026 nell’Alta Valle del Sele chiude con oltre 20 sacchi raccolti. L’intervento nel canyon conferma il legame tra Puliamo il Buio, speleologia, canyoning e tutela delle acque.

Puliamo il Mondo 2026 nelle Conche di Laviano

Il canyon del torrente Temete, nelle Conche di Laviano, è stato al centro della sesta e ultima anteprima nazionale di Puliamo il Mondo 2026. L’iniziativa si è svolta nell’Alta Valle del Sele, in provincia di Salerno, e ha coinvolto volontari e volontarie dell’Associazione Italiana Canyoning, Legambiente, il Comune di Laviano e realtà locali.

L’azione ha interessato un ambiente inciso dall’acqua e difficile da raggiungere. Per lavorare in sicurezza sono state necessarie competenze specifiche e attrezzature tecniche proprie della progressione in canyon. La scelta operativa ha permesso di intervenire anche nei tratti dove il recupero dei materiali non sarebbe stato possibile con una normale attività di raccolta lungo sentieri o sponde.

Il bilancio comunicato dagli organizzatori supera i 20 sacchi di rifiuti. Dal canyon del Temete sono stati rimossi pneumatici di camion e trattori, reti metalliche, pezzi di ferro, bottiglie, flaconi e una vecchia impastatrice per cemento. Si tratta di materiali diversi per volume, peso e possibile impatto, rinvenuti in un corso d’acqua inserito in un paesaggio naturale di pregio.

Rifiuti nel torrente Temete e tutela delle acque

Il recupero alle Conche di Laviano richiama il percorso che i rifiuti possono compiere nei sistemi idrici. Gli oggetti lasciati in prossimità di impluvi, torrenti e forre non restano necessariamente nel punto di abbandono. Le piene li possono spostare verso valle, frammentarli o trascinarli nei fiumi, fino agli ambienti costieri e marini.

Pneumatici, metalli e rifiuti plastici richiedono tempi e modalità di gestione differenti. La loro presenza dentro un canyon aumenta anche la complessità del recupero. I volontari devono valutare accessi, ancoraggi, calate, movimentazione dei carichi e sicurezza del gruppo. In questi contesti la prevenzione dell’abbandono resta quindi la misura più efficace.

L’intervento nelle Conche di Laviano mostra anche il valore del canyoning come competenza applicata alla cura del territorio. Le tecniche di progressione in forra consentono di raggiungere tratti stretti, salti e pozze che costituiscono barriere fisiche alla raccolta. La collaborazione tra praticanti, associazioni ambientali e istituzioni locali rende possibile trasformare una segnalazione di degrado in un’azione concreta e documentata.

Puliamo il Buio nelle Giornate Nazionali della Speleologia

L’esperienza campana si collega ai temi affrontati da Puliamo il Buio, la campagna promossa dalla Società Speleologica Italiana e da Legambiente per la salvaguardia degli ambienti ipogei. Puliamo il Buio porta l’attenzione nelle grotte naturali, nelle cavità artificiali, negli inghiottitoi e nelle aree carsiche, dove l’abbandono dei rifiuti può rimanere nascosto per lungo tempo.

L’iniziativa non si limita alla rimozione dei materiali. Puliamo il Buio punta anche a individuare e documentare le situazioni di degrado, a rendere visibile il problema e a diffondere conoscenze sul patrimonio sotterraneo. Grotte e carsismo ospitano habitat specializzati e, in molti territori, svolgono un ruolo rilevante per la ricarica e la protezione delle acque sotterranee.

Nel 2026, Puliamo il Buio entra inoltre nel calendario delle iniziative connesse alle Giornate Nazionali della Speleologia. La mobilitazione italiana di settembre e ottobre, promossa dalla Società Speleologica Italiana e dal Club Alpino Italiano, si sviluppa attorno al 13 settembre, data della prima Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo istituita dall’UNESCO. Tra le attività previste figurano visite, incontri scientifici, laboratori, mostre e giornate di pulizia ambientale.

Da Cagliari a Molazzana, interventi nei luoghi nascosti

Le attività del 2026 hanno già offerto esempi diversi di Puliamo il Buio. Il 6 giugno a Tuvixeddu, a Cagliari, il Gruppo Speleo-Archeologico Giovanni Spano e Legambiente Sardegna hanno effettuato una pulizia nella cavità di una dolina e nelle aree circostanti. Il resoconto dell’iniziativa indica 62 sacchi raccolti e il recupero di un’automobile abbandonata, oltre a rifiuti ingombranti, pneumatici e altri materiali.

Il 13 settembre è programmato un altro intervento alla Buca di Pianiza dell’Alpe S. Antonio, nel comune di Molazzana, in provincia di Lucca. La Federazione Speleologica Toscana aderisce a Puliamo il Buio nel giorno della prima ricorrenza internazionale dedicata a grotte e carsismo. L’appuntamento sottolinea un punto comune alle diverse iniziative: conoscere un ambiente sotterraneo o incassato significa anche riconoscerne le fragilità e contribuire alla sua tutela.

Le Conche di Laviano non sono una cavità carsica. Il caso del Temete conserva però una chiara continuità con Puliamo il Buio. Canyon, torrenti, inghiottitoi e grotte fanno parte di sistemi nei quali acqua, roccia e rifiuti possono entrare in relazione diretta. Per questo gli interventi nei luoghi meno visibili hanno anche un valore informativo: riportano in superficie un problema che, senza il lavoro sul campo, resterebbe spesso fuori dallo sguardo pubblico.

Puliamo il Buio, prevenzione e responsabilità territoriale

Puliamo il Mondo e Puliamo il Buio operano su scale e ambienti differenti, con un obiettivo condiviso: contrastare l’abbandono dei rifiuti e rafforzare la responsabilità verso i luoghi frequentati. L’attività svolta a Laviano chiude il ciclo delle anteprime nazionali 2026 di Puliamo il Mondo con un intervento in un’area dove l’impegno tecnico è parte essenziale del risultato.

La rimozione dei rifiuti non sostituisce le politiche di prevenzione, il conferimento corretto e il controllo del territorio. Può però fornire indicazioni utili sulle criticità locali e coinvolgere cittadini, praticanti e amministrazioni in una lettura più attenta di torrenti, forre e ambienti sotterranei. In questa prospettiva, Puliamo il Buio resta uno strumento di tutela che unisce speleologia, monitoraggio e divulgazione.

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  • Lecco, dalle grotte nei ghiacciai alla speleologia: serata sulla glaciospeleologia e corso di avvicinamento
    Condividi Il 29 settembre 2026 Mauro Inglese, Paola Tognini e Andrea Ferrario raccontano le esplorazioni del Progetto Speleologia Glaciale. Dal 14 al 18 ottobre il Gruppo Speleologico Lecchese CAI apre invece le porte ai nuovi speleologi con uno stage introduttivo Il Gruppo Speleologico Lecchese CAI Lecco propone tra settembre e ottobre 2026 due appuntamenti dedicati al mondo sotterraneo: una serata sulla speleologia glaciale, per conoscere le cavità che si formano all’interno dei ghiacciai a
     

Lecco, dalle grotte nei ghiacciai alla speleologia: serata sulla glaciospeleologia e corso di avvicinamento

September 9th 2026 at 06:00

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Il 29 settembre 2026 Mauro Inglese, Paola Tognini e Andrea Ferrario raccontano le esplorazioni del Progetto Speleologia Glaciale. Dal 14 al 18 ottobre il Gruppo Speleologico Lecchese CAI apre invece le porte ai nuovi speleologi con uno stage introduttivo

Il Gruppo Speleologico Lecchese CAI Lecco propone tra settembre e ottobre 2026 due appuntamenti dedicati al mondo sotterraneo: una serata sulla speleologia glaciale, per conoscere le cavità che si formano all’interno dei ghiacciai alpini, e uno stage/corso di avvicinamento alla speleologia, rivolto a chi desidera provare per la prima volta tecniche e ambienti della speleologia.

“Grotte glaciali, un mondo che scompare” : primo appuntamento il 29 settembre alle ore 21.00

Il primo appuntamento è in programma martedì 29 settembre alle ore 21.00, presso la sede CAI Lecco, in via Papa Giovanni XXIII 11.

La serata, dal titolo “Grotte glaciali, un mondo che scompare”, vedrà la partecipazione di Mauro Inglese, Paola Tognini e Andrea Ferrario, protagonisti da molti anni delle attività del Progetto Speleologia Glaciale.

Attraverso immagini, esperienze di esplorazione e osservazioni condotte sul campo, l’incontro accompagnerà il pubblico dentro un ambiente tanto spettacolare quanto effimero: quello delle cavità endoglaciali e subglaciali, forme che possono nascere, trasformarsi profondamente o scomparire nell’arco di tempi molto brevi.

Il Progetto Speleologia Glaciale, attivo dal 2008, riunisce speleologi provenienti da diversi gruppi italiani e svolge attività di esplorazione, documentazione e monitoraggio delle cavità presenti nei ghiacciai alpini. Le osservazioni effettuate negli anni, tra l’altro sui ghiacciai dei Forni e del Morteratsch, permettono di seguire dall’interno alcuni dei profondi cambiamenti che interessano le masse glaciali alpine.

La serata è organizzata dal Gruppo Speleologico Lecchese, in collaborazione con il Progetto Speleologia Glaciale, nell’ambito della rassegna Monti Sorgenti 2026 del CAI Lecco.

I relatori

Mauro Inglese, speleologo del Gruppo Grotte Milano CAI-SEM, è da molti anni impegnato nella documentazione fotografica e nello studio delle cavità glaciali. Fa parte del gruppo di lavoro lombardo dedicato alla glaciospeleologia e ha partecipato alle attività del Progetto Speleologia Glaciale fin dalle sue prime fasi.

Paola Tognini, geologa e speleologa del Gruppo Grotte Milano CAI-SEM, ha svolto attività accademica nel campo della geografia fisica e della geomorfologia ed è impegnata da decenni nello studio del carsismo e della speleologia glaciale. Le sue prime ricerche in questo settore risalgono agli anni Novanta.

Andrea Ferrario, speleologo del Gruppo Grotte CAI Saronno e Istruttore di Speleologia CAI, pratica speleologia glaciale dal 2008 e ha partecipato a numerosi campi esplorativi sui ghiacciai dell’arco alpino. È stato presidente della Federazione Speleologica Lombarda.

I tre speleologi hanno condiviso nel tempo numerose attività di ricerca e divulgazione e sono stati tra gli autori del lavoro dedicato alla speleologia glaciale pubblicato nel 2012 sulla rivista Speleologia della Società Speleologica Italiana ETS.

Screenshot

Dal 14 al 18 ottobre uno stage di avvicinamento alla speleologia: secondo appuntamento

Pochi giorni dopo la serata, il Gruppo Speleologico Lecchese passerà dalla divulgazione alla pratica con lo stage/corso di avvicinamento alla speleologia, in programma dal 14 al 18 ottobre 2026.

L’iniziativa è aperta a soci CAI e non soci a partire dai 15 anni — per i minorenni è necessaria l’autorizzazione dei genitori — ed è pensata per chi desidera scoprire il mondo ipogeo e acquisire le prime conoscenze sulla progressione in grotta.

Il corso prevede un massimo di 10 partecipanti.

La prima lezione si terrà mercoledì 14 ottobre alle ore 20.00 nella sede CAI Lecco e affronterà, tra gli altri argomenti, esposizione al rischio e sua mitigazione, materiali, carsismo e speleogenesi.

Sabato 17 ottobre è prevista una giornata pratica in palestra esterna, dedicata alla conoscenza delle attrezzature e alle tecniche di progressione. La partecipazione a questa esercitazione è obbligatoria per prendere parte all’uscita successiva.

Domenica 18 ottobre gli allievi entreranno infatti in una cavità della zona per una giornata pratica in grotta.

L’organizzazione mette a disposizione imbragatura completa, attrezzatura per la progressione su corda, casco e lampade frontali. Ai partecipanti sono richiesti abbigliamento e calzature adatti all’ambiente di grotta, guanti e zaino.

Il costo complessivo è di 70,00 euro, sia per i soci, sia per i non soci CAI, ed è comprensivo del noleggio dell’attrezzatura e dell’utilizzo del materiale di gruppo.

Al termine viene rilasciato un attestato della Scuola Nazionale di Speleologia CAI, con una frequenza minima richiesta del 70%.

Iscrizioni alllo stage entro il 9 ottobre 2026, online attraverso il modulo predisposto dal Gruppo Speleologico Lecchese:

Modulo di iscrizione: https://forms.gle/eSUgRA1mygUK7SPh7

Per informazioni è possibile contattare il Gruppo Speleologico Lecchese all’indirizzo speleologia@cai.lecco.it.

Sono due appuntamenti diversi, ma strettamente collegati: prima il racconto di un ambiente sotterraneo fragile e in continua trasformazione, quello scavato dall’acqua nel ghiaccio; poi l’occasione di indossare casco e imbrago e compiere i primi passi nel mondo della speleologia. Con l’auspicio di visitare successivamente anche gli ambienti speloglaciali!

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Dentro l’oro nero di Liguria: le cave di ardesia raccontano il sottosuolo di Uscio, nell’immediato entroterra di Recco (GE)

September 9th 2026 at 05:00

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Sabato 12 settembre un’escursione sulle alture di Uscio, tra i monti Tugio e Rosso, porterà alla riscoperta delle antiche cave di ardesia. Un viaggio tra geologia, paesaggio, storia del lavoro e cavità artificiali, alla scoperta dell’“oro nero” della Liguria.

Il sottosuolo non racconta soltanto la storia scritta dall’acqua e dai fenomeni carsici. Esistono cavità nelle quali alla geologia si sovrappone un’altra storia, quella lasciata dall’uomo: gallerie, fronti di scavo e vuoti sotterranei aperti per seguire e conquistare la roccia.

È il mondo delle antiche cave, materia particolarmente vicina a chi frequenta e studia gli ambienti ipogei.

Sabato 12 settembre 2026, sulle alture di Uscio, nell’entroterra ligure, un’escursione ad anello condurrà alla riscoperta delle vecchie cave di ardesia situate alle pendici dei monti Tugio e Rosso.

“U pan che dorme”, il pane che dorme, è il titolo dell’evento: è un’espressione entrata nella storia dell’ardesia della Val Fontanabuona. Intorno al 1870 don Giovanni Battista Arata, parroco di Orero, incoraggiava i suoi parrocchiani ad aprire nuove cave ricordando loro che “qui sotto c’è del pane che dorme”. Quel pane era l’ardesia nascosta nella montagna: una risorsa che, una volta estratta, diventava lavoro e sostentamento per intere famiglie. Il “pane che dorme” era dunque la pietra ancora custodita nel sottosuolo, destinata a diventare l’“oro nero” della Liguria.

Protagonista della giornata sarà proprio l’ardesia, il celebre “oro nero di Liguria”, una roccia che per secoli ha segnato profondamente il paesaggio, l’economia, l’architettura e la cultura di questo territorio.

Dietro una lastra di ardesia si nasconde molto più di un materiale da costruzione. C’è una lunga storia geologica, ma c’è anche quella degli uomini che hanno imparato a riconoscere gli strati migliori, a entrare nella montagna, a estrarre la pietra e infine a lavorarla.

L’escursione permetterà di conoscere diversi aspetti di questo patrimonio, dall’estrazione alla lavorazione dell’ardesia, osservando al tempo stesso il territorio che circonda le cave, i suoi sentieri e le tracce lasciate nel paesaggio dalle attività del passato.

Ad accompagnare i partecipanti saranno la prof.ssa Clara Manzamilla, geologa, e la Guida Ambientale Escursionistica Fabio Casazza (Scarpinate).

Per gli speleologi e, più in generale, per chi si interessa al mondo sotterraneo, le antiche cave rappresentano ambienti di grande fascino. Qui la roccia conserva contemporaneamente due memorie: quella della propria formazione geologica e quella dell’attività umana che l’ha attraversata e trasformata.

I vuoti di cava diventano così veri e propri documenti del territorio. Le pareti, i fronti di estrazione, gli accessi e le tracce degli antichi lavori consentono di leggere una storia che dalla superficie continua sottoterra.

Sarà l’occasione, dunque, di camminare insieme sulle alture di Uscio, ma anche per guardare il paesaggio ligure anche dall’interno, seguendo le tracce di quella pietra scura che è diventata uno dei simboli della regione.

Informazioni sull’escursione

L’appuntamento è fissato per sabato 12 settembre alle ore 10:00, con partenza dalla Pieve di Uscio.

Il percorso è un anello di circa 7 chilometri, con un dislivello positivo di circa 380 metri. La durata prevista è di circa 6 ore, comprese le soste dedicate agli interventi e la pausa pranzo.

È richiesto equipaggiamento adeguato: scarpe da trekking con suola scolpita, borraccia e pranzo al sacco.

L’evento è organizzato da Tigullio Verticale, con il patrocinio del Comune di Uscio.

La prenotazione è obbligatoria. I posti disponibili sono al massimo 25.

Informazioni e prenotazioni:
Fabio Casazza – Scarpinate
Tel. 331 2851961

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