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  • Gouffre des Saints de Glace, soccorso speleologico in corso nel Vercors
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Gouffre des Saints de Glace, soccorso speleologico in corso nel Vercors

September 7th 2026 at 06:00

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Al Gouffre des Saints de Glace, ad Autrans-Méaudre en Vercors, è stato attivato il dispositivo ORSEC per un infortunio in profondità. Circa quaranta soccorritori sono impegnati nell’evacuazione in barella.

Gouffre des Saints de Glace: l’allarme nel pomeriggio

Aggiornamento: l’intervento è concluso, il ferito è stato portato fuori dalla grotta alle 1:30 di questa notte

Un intervento di soccorso speleologico è in corso al Gouffre des Saints de Glace, nel territorio di Autrans-Méaudre en Vercors, nel dipartimento dell’Isère. L’allarme è scattato nel pomeriggio di domenica, quando un praticante si è infortunato dopo una scivolata in una galleria della cavità.

Secondo le informazioni trasmesse dalla struttura di soccorso, l’uomo ha 56 anni e presenta un trauma alla caviglia. Il punto dell’incidente è stato indicato attorno a 150 metri di profondità. La Prefettura dell’Isère ha attivato le disposizioni specifiche ORSEC per il soccorso in ambiente sotterraneo.

La radio pubblica locale Ici Isère riferisce un primo allertamento attorno alle 15 e conferma il dispiegamento di circa quaranta persone.

Soccorso al Gouffre des Saints de Glace: squadre e sanità

L’operazione riunisce volontari dello Spéléo Secours Isère, vigili del fuoco del SDIS 38, personale della CRS Alpes e gendarmi del PGHM dell’Isère.

Partecipano anche un medico e un infermiere del SAMU 38, oltre ai volontari dell’ADRASEC 38, impegnati nelle comunicazioni specialistiche.

Una squadra medica ha raggiunto l’infortunato. Questo passaggio permette di valutarne le condizioni, prestare le prime cure e predisporre il trasferimento in sicurezza.

I soccorritori stanno installando gli equipaggiamenti necessari per la progressione della barella lungo i passaggi sotterranei e verso l’uscita.

In un recupero di questo tipo, il trasporto non coincide con un semplice sollevamento verticale.

La barella deve essere assicurata e guidata attraverso pozzi, meandri, strettoie e tratti inclinati. Le squadre alternano manovre su corda, accompagnamento e gestione delle comunicazioni. I tempi dipendono dalla morfologia della cavità, dalle condizioni della persona soccorsa e dalla necessità di non interrompere l’assistenza sanitaria.

Il sistema carsico del Vercors e il Gouffre des Saints de Glace

Il Gouffre des Saints de Glace appartiene al sistema del Trou qui souffle, nell’area di Méaudre e Autrans, sul massiccio del Vercors.

Il Gouffre des Saints de Glace non è nuovo a operazioni complesse. La documentazione storica dello Spéléo Secours Isère cita infatti precedenti interventi nell’area. Ogni evento ha caratteristiche proprie, ma la conoscenza della cavità e l’esperienza maturata dai gruppi locali costituiscono una risorsa operativa importante.

ORSEC e il ruolo del soccorso speleologico

L’attivazione delle disposizioni specifiche ORSEC coordina mezzi pubblici, sanitari e tecnici necessari a un’operazione sotterranea. Il dispositivo consente di adattare la risposta alla complessità dell’ambiente, nel quale accesso, comunicazioni e trasporto richiedono competenze specifiche.

In Francia lo Spéléo Secours Français è la commissione specializzata della Fédération Française de Spéléologie. È stato creato nel 1977 e risulta accreditato per le operazioni di sicurezza civile in cavità naturali e artificiali, sia asciutte sia allagate. Le sue funzioni comprendono la formazione dei soccorritori, la prevenzione, l’organizzazione degli interventi e lo sviluppo tecnico. [web:19]

Il coinvolgimento congiunto di volontari speleologi, soccorso sanitario, vigili del fuoco, gendarmeria e unità di montagna risponde proprio alla necessità di integrare competenze differenti. Al momento non è stata comunicata la conclusione del recupero. Le operazioni potrebbero proseguire per diverse ore, anche durante la notte, come indicato dalle prime informazioni disponibili. [web:18]

Fonti

https://www.speleo-secours.fr/secours-speleologique/

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  • Castellana Grotte, al via il 52° Corso di Speleologia del Gruppo Puglia Grotte
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Castellana Grotte, al via il 52° Corso di Speleologia del Gruppo Puglia Grotte

September 7th 2026 at 05:00

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Dal 20 settembre all’8 novembre 2026 torna a Castellana Grotte (Bari) il Corso di Introduzione alla Speleologia organizzato dal Gruppo Puglia Grotte APS, giunto alla sua 52ª edizione.

Il corso, omologato dalla Società Speleologica Italiana, sarà diretto da Modesto Tartarelli. Le lezioni teoriche si svolgeranno il martedì e il giovedì, mentre i fine settimana saranno dedicati alle esercitazioni in parete e alle uscite in grotta. La sede delle attività teoriche sarà quella del Gruppo Puglia Grotte, in via Margherita di Savoia 18, a Castellana Grotte.

Il programma affronta progressione su corda, tecniche esplorative, geologia e speleogenesi, prevenzione degli incidenti, ecologia e speleobiologia, cartografia e documentazione delle cavità. Le uscite interesseranno grotte del territorio di Castellana, del Gargano, del Matese e dell’area di Roccamorice.

Ad aprire il percorso sarà, domenica 20 settembre, un’uscita propedeutica alle Grotte di Castellana, aperta anche a chi desidera conoscere più da vicino l’attività speleologica prima di iscriversi. La partecipazione all’uscita non comporta l’iscrizione automatica al corso.

Il Gruppo Puglia Grotte, fondato nel 1971, svolge da oltre cinquant’anni attività di ricerca, esplorazione, formazione e divulgazione speleologica in Puglia, nell’Italia meridionale e all’estero.

Informazioni e iscrizioni: presso la sede del Gruppo il giovedì sera oppure agli indirizzi segreteria@gruppopugliagrotte.it e responsabileuscite@gruppopugliagrotte.it.

L’iscrizione e l’assicurazione SSI saranno effettuate direttamente dal direttore del corso, senza necessità di versamenti anticipati alla SSI.

Fonti:

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  • Nuove esplorazioni nel cuore delle Alpi Albanesi: la Shpella Shtares raggiunge lo sviluppo complessivo di 13,5 km
    Condividi Rientrata in Italia “Shtares 2026”, la spedizione organizzata dal Gruppo Speleologico Martinese nel villaggio di Vrane e Made La Shpella Shtares continua a crescere e a sorprendere. La spedizione Shtares 2026 torna dalle Alpi Albanesi con 1,4 chilometri di nuovi ambienti esplorati, nuove vie ancora tutte da inseguire e un complesso sotterraneo che raggiunge ormai circa 13,5 chilometri di sviluppo. Ma questa volta lasciamo subito la parola a chi, per più di due settimane, quei meandr
     

Nuove esplorazioni nel cuore delle Alpi Albanesi: la Shpella Shtares raggiunge lo sviluppo complessivo di 13,5 km

September 7th 2026 at 02:00

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Rientrata in Italia “Shtares 2026”, la spedizione organizzata dal Gruppo Speleologico Martinese nel villaggio di Vrane e Made

La Shpella Shtares continua a crescere e a sorprendere. La spedizione Shtares 2026 torna dalle Alpi Albanesi con 1,4 chilometri di nuovi ambienti esplorati, nuove vie ancora tutte da inseguire e un complesso sotterraneo che raggiunge ormai circa 13,5 chilometri di sviluppo. Ma questa volta lasciamo subito la parola a chi, per più di due settimane, quei meandri, pozzi e gallerie li ha percorsi, esplorati e studiati.

Si è conclusa con importanti scoperte la recente campagna esplorativa e scientifica Shtares 2026, organizzata dall’8 al 23 agosto sulle Alpi Albanesi dal Gruppo Speleologico Martinese e che ha visto la partecipazione di ben 28 speleologi provenienti da diversi gruppi speleo italiani (Società Alpina delle Giulie; Gruppo Speleo San Giusto – Trieste; CARS Centro Altamurano Ricerche Speleologiche; Gruppo Speleologico Lunense; Gruppo Speleologico Fiorentino; Speleo Club Tanaro; Speleo Club Nuoro; Gruppo Speleologico CAI Padova; Troglobius APS Verona).

La compagine esplorativa ha rilevato 1,4 km di nuovi ambienti, portando così la Shpella Shtares a uno sviluppo complessivo di circa 13,5 km.

«Le attività si sono divise su più fronti del complesso ipogeo – ha commentato Sebastiano Calella, capo spedizione –. Nel Ramo Poseidone le verifiche sui meandri e sui pozzi lasciati in sospeso l’anno passato hanno confermato la ricollegabilità dei passaggi alle condotte già note, mentre nella Sala di Morfeo è stata iniziata una risalita di circa 30 metri che attende ulteriori approfondimenti. Nella Forra dei Ragazzi, il ramo più distante dall’ingresso in cui non si tornava dal 2019, le squadre sono riuscite a bypassare un primo tratto bagnato, dovendosi tuttavia arrestare sotto una seconda risalita per la forte portata d’acqua e la roccia friabile. Il Ramo del Mezzogiorno ha invece regalato l’accesso a un’ampia galleria di circa cento metri dopo una risalita, con il prosieguo attualmente sbarrato da una frana alla base di un salto verticale. La scoperta principale è avvenuta nella zona della Connessione al termine della Via di Oniro, dove una risalita di quaranta metri ha permesso d’intercettare il nuovo Ramo Radio Alice. Quest’ultimo si sviluppa per circa cinquecento metri e presenta diverse condotte e un pozzo da discendere, le cui esplorazioni sono state temporaneamente sospese per l’esaurimento del tempo e dei materiali a disposizione».

Sul fronte logistico, il Campo Base ha garantito il costante funzionamento dei collegamenti radio interni e l’allestimento di otto posti letto, mentre nelle zone più remote della cavità è stato approntato un campo avanzato con amache all’interno del Ramo Apuani in Vacanza. Qui, la progressione è risultata particolarmente tecnica a causa della qualità della roccia presente in parete e si è incentrata su due fronti esplorativi principali. Sono stati, infatti, rilevati circa 500 metri di sviluppo e vari pozzi sono stati discesi, per circa cento metri, fino a una strettoia di complessa percorrenza che costituisce l’attuale limite raggiunto. Questa zona sarà un punto importante per le esplorazioni degli anni a venire.

«Parallelamente alle esplorazioni – ha commentato Alessandro Marraffa, responsabile scientifico della spedizione – abbiamo dedicato ampio spazio al monitoraggio microclimatico e alla ricerca biologica. Sono stati scaricati e riposizionati i termometri di profondità, integrati da un sensore esterno, e sono stati installati due anemometri nelle gallerie della Via di Oniro per analizzare la circolazione dell’aria nelle diverse stagioni dell’anno. In ambito biospeleologico si è proceduto al prelievo di campioni di fauna ipogea – anellidi, irudinei, insetti, collemboli, acari, pseudoscorpioni, miriapodi, aracnidi, tricotteri e oligocheti – oltre alla raccolta di campioni microbiologici di patine e vermicolazioni da analizzare nelle prossime settimane».

L’appuntamento è fissato per l’anno prossimo, quando i Martinesi torneranno nuovamente nel villaggio di Vrane e Made per Shtares 2027, continuando le esplorazioni lasciate in sospeso e i monitoraggi scientifici.

«Continuare a esplorare la Shpella Shtares insieme a diversi speleologi provenienti da varie parti d’Italia è un’occasione di vera e profonda crescita per il nostro gruppo – ha concluso Donatella Leserri, presidentessa del Gruppo Speleologico Martinese –. Ancora una volta l’Albania ci ha accolti a braccia aperte e ci ha fatto sentire a casa. Voglio ringraziare infine, per il sostegno, la SSI, la Federazione Speleologica Pugliese e il Servizio Regionale Puglia del Soccorso Alpino e Speleologico; Korda’s, per averci fornito parte delle corde utilizzate nel corso dell’esplorazione; Tiberino, per gli ottimi pasti liofilizzati; Carmine Lucia, per i caciocavalli, i salami e il miele; e lo Studio dentistico Verboschi».

fotografie e testi degli esploratori.

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