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    Condividi Dal campo speleologico franco-italiano una nuova importante congiunzione: dopo mesi di esplorazioni e una lunga disostruzione, F15 raggiunge F33 ed entra nel Complesso del Colle dei Signori. E la grotta non è ancora finita. A volte basta una finestra. Una di quelle che, nel buio di un pozzo, sembrano soltanto un’ipotesi e invece finiscono per cambiare la geografia sotterranea di un intero massiccio. Al Colle dei Signori è successo con F15. Alla fine del campo 2025, grazie al
     

F15 raggiunge F33: un nuovo -400 nel Complesso del Colle dei Signori

August 30th 2026 at 09:30

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Dal campo speleologico franco-italiano una nuova importante congiunzione: dopo mesi di esplorazioni e una lunga disostruzione, F15 raggiunge F33 ed entra nel Complesso del Colle dei Signori. E la grotta non è ancora finita.

A volte basta una finestra. Una di quelle che, nel buio di un pozzo, sembrano soltanto un’ipotesi e invece finiscono per cambiare la geografia sotterranea di un intero massiccio.

Al Colle dei Signori è successo con F15. Alla fine del campo 2025, grazie al fiuto di Jo Lamboglia, una finestra situata a poche decine di metri dall’ingresso aveva aperto la strada verso due nuovi pozzi e portato la grotta a circa -100 metri, lasciando intravedere la possibilità di proseguire ancora.

Nel giugno 2026 le esplorazioni ripartono. Quello che sembrava poter essere un grande pozzo si rivela una lunga diaclasi, che scende per circa 70 metri fino a una strettoia: F15 raggiunge così quota -170.

Con il campo di agosto la storia cambia passo. Una settimana di disostruzione permette di superare l’ostacolo e raggiungere due piccoli salti, poi un grande pozzo di 50 metri. Alla sua base si apre quello che gli esploratori battezzano semplicemente “il canyon”, percorso da un piccolo corso d’acqua che accompagna la discesa fino a -300 metri.

Un’altra strettoia, ancora un passaggio, poi improvvisamente lo spazio si allarga: un grande volume nel quale confluiscono tre pozzi di oltre 30 metri di larghezza. Ed è qui che compare un segno inequivocabile lasciato da chi era passato da un’altra parte del sistema: un vecchio spit. F15 ha raggiunto F33.

Una breve ricognizione fino al grande incrocio F5–Abisso Aldo–Fiat Lux–F33 conferma la nuova connessione: un altro tassello entra nel Complesso del Colle dei Signori e F15 diventa un nuovo -400.

E il punto finale, per ora, non c’è. Nell’ultima settimana del campo gli esploratori raggiungono un’altra finestra e scoprono un pozzo di 25 metri. A fermarli non è la grotta, ma la mancanza di materiale.

“Le esplorazioni continuano.”

A raccontare questa nuova pagina dell’esplorazione del Colle dei Signori è Agostino Chiesa, del GS Cycnus. Le fotografie sono di Alessia Calcagno, del GS Édouard-Alfred Martel.

Lasciamo dunque la parola ad Agostino e continuiamo a cullarci con le immagini di Alessia, per entrare con loro in F15.

F15, un altro tassello nel Complesso del Colle dei Signori
di Agostino Chiesa – GS Cycnus

CAMPO SPELEO FRANCO-ITALIANO AL COLLE DEI SIGNORI

F15 un altro tassello nel Complesso del Colle dei Signori

Alla fine del campo 2025, grazie al fiuto di Jo Lamboglia, viene esplorato un nuovo ramo di F15. Attraverso una finestra situata a poche decine di metri dall’ingresso, si sono scesi due pozzi che hanno portato la grotta a circa -100 m. Da qui ci si ferma di fronte a una diaclasi che faceva sperare in un ulteriore grande pozzo, valutato all’incirca 80m.

A giugno 2026 riprendono le esplorazioni. Il pozzo si rivela una lunga diaclasi che scende per circa 70 m, portando lo sviluppo in sezione fino a -170 m dall’ingresso. Ci si ferma davanti ad una strettoia, da affrontare durante il campo estivo.

Ad agosto si installa il campo e si comincia la grande disostruzione. Dopo una settimana di lavori, accediamo a due piccoli salti che sono l’anticamera di un grande pozzo di 50 m alla cui base si apre quello che verrà chiamato “il canyon”, percorso da un piccolo corso d’acqua e che raggiunge la quota di -300 m.

Qui, una ulteriore strettoia rallenta l’esplorazione e richiede nuovo impegno disostruttivo. La fatica viene velocemente ricompensata perché al di là il vuoto è immenso: tre grandi pozzi si congiungono con dimensioni di oltre 30 m di larghezza per 70m circa di profondità. Si scende e, trovando un vecchio spit, ci rendiamo conto di aver congiunto F15 con F33. 

Una breve ricognizione ci permette di giungere al grande incrocio F5-Abisso Aldo-Fiat Lux-F33 aggiungendo così un altro tassello al complesso del Colle dei Signori e un nuovo -400 m con F15.

Durante l’ultima settimana del campo ci si dedica a raggiungere una finestra sull’ultimo pozzo, quello della congiunzione. Al di là si trova un pozzo da 25 m che per mancanza di materiale non riusciamo a scendere, ma che sembrerebbe puntare a sud, in una zona “bianca”. 

Le esplorazioni continueranno a settembre.

Tantissimi complimenti ad Agostino Chiesa, Alessia Calcagno e Jo Lamboglia, e anche a Stefania Castellino e a tutti gli speleologi italiani e francesi che hanno preso parte al campo e alle esplorazioni.

Un nuovo -400, un’importante congiunzione e tanto bel vuoto da inseguire: un risultato bellissimo, frutto di intuito, tenacia, fatica e soprattutto di un grande lavoro di squadra.

Bravissimi tutti, buone grotte e avanti così: F15 ha ancora molto da raccontare!

Le esplorazioni continuano!

Fonti: testo di Agostino Chiesa (GS Cycnus); fotografie di Alessia Calcagno (GS Édouard-Alfred Martel).

L'articolo F15 raggiunge F33: un nuovo -400 nel Complesso del Colle dei Signori proviene da Scintilena.

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  • Concorso “Rilievo: tra arte e tecnica” 2026: mettetevi in gioco!
    Condividi Finiscono i campi estivi, restano esplorazioni, dati e grotte da documentare: è il momento di trasformare il lavoro sul campo in buoni rilievi, aggiornare il Catasto e, perché no, partecipare al concorso SSI La stagione dei campi speleologici estivi si avvia verso la conclusione. È il momento dei rientri, dei bilanci, delle fotografie da riordinare e soprattutto delle esplorazioni da raccontare. E raccontatele! Agli amici, sui social, ma anche sui Bollettini e sulle riviste: e su
     

Concorso “Rilievo: tra arte e tecnica” 2026: mettetevi in gioco!

August 30th 2026 at 05:30

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Finiscono i campi estivi, restano esplorazioni, dati e grotte da documentare: è il momento di trasformare il lavoro sul campo in buoni rilievi, aggiornare il Catasto e, perché no, partecipare al concorso SSI

La stagione dei campi speleologici estivi si avvia verso la conclusione. È il momento dei rientri, dei bilanci, delle fotografie da riordinare e soprattutto delle esplorazioni da raccontare.

E raccontatele! Agli amici, sui social, ma anche sui Bollettini e sulle riviste: e su Scintilena, naturalmente.

Tra una relazione, qualche bella fotografia e il resoconto di ciò che è successo sottoterra, c’è un altro lavoro fondamentale, meno immediato ma indispensabile: realizzare buoni rilievi e fare in modo che i dati raccolti confluiscano nel Catasto.

Perché un’esplorazione non è soltanto arrivare dove prima non era arrivato nessuno: significa anche misurare, documentare e restituire agli altri speleologi e al futuro una rappresentazione chiara e affidabile della cavità.

Attraverso il rilievo e il Catasto, una parte importante del lavoro svolto sottoterra diventa patrimonio condiviso e rimane disponibile per le esplorazioni e gli studi futuri.

Quale momento migliore, allora, per ricordare che è aperta la terza edizione del concorso a premi “Rilievo: tra arte e tecnica”, promosso dalla Società Speleologica Italiana ETS, attraverso la Commissione Nazionale Catasto Cavità Naturali?

Il termine per presentare gli elaborati è fissato al 19 ottobre 2026. Per chi, terminati i campi estivi, si trova davanti appunti, misure e poligonali da trasformare in un rilievo completo, può essere uno stimolo in più per portare a termine il lavoro. E magari mettersi in gioco.

Chi può partecipare

La partecipazione è riservata ai soci SSI in regola con la quota associativa 2026. Sono ammessi rilievi 2D di cavità naturali italiane già inserite nel Catasto Grotte.

Ogni partecipante può concorrere con un solo elaborato, del quale deve essere autore principale.

L’obiettivo dell’iniziativa è promuovere la qualità del rilievo speleologico considerando i diversi aspetti che concorrono alla sua efficacia: leggibilità, completezza delle informazioni, accuratezza tecnica e qualità della restituzione grafica.

Il rilievo viene quindi valutato non soltanto come documento tecnico, ma anche come strumento attraverso il quale rendere leggibile e trasmettere la conoscenza di una cavità.

Quattro premi, compreso quello del pubblico

Il concorso prevede quattro riconoscimenti. I primi tre saranno assegnati da una giuria di esperti, mentre il quarto sarà deciso attraverso il voto del pubblico:

  • 1° premio: 350 euro
  • 2° premio: 300 euro
  • 3° premio: 250 euro
  • Premio del pubblico: 200 euro

Il Premio del pubblico sarà assegnato attraverso la votazione dei partecipanti al Raduno Internazionale di Speleologia 2026 di Costacciaro, utilizzando l’apposita scheda che sarà inserita nella documentazione che si riceverà alla registrazione al Raduno.

I lavori selezionati saranno esposti durante il Raduno di Costacciaro.

Ogni partecipante al Raduno potrà votare un solo rilievo: sarà possibile votare fino alle ore 17:00 del 31/10/2026

A seguire, la proclamazione dei vincitori.

Come partecipare

Il rilievo dovrà essere presentato in formato A0 e accompagnato dalla documentazione tecnica prevista dal bando.

Gli elaborati dovranno essere inviati entro il 19 ottobre 2026 all’indirizzo: concorsorilievo@socissi.it

È previsto un contributo di 20 euro per la stampa del rilievo.

Gli elaborati devono inoltre rispettare i criteri formali indicati nel regolamento. Tra questi, l’esclusione di elementi grafici non ammessi, come fotografie o sfondi decorativi, e la distribuzione del rilievo con licenza Creative Commons CC-BY-NC-SA.

Prima di preparare il materiale è quindi importante leggere attentamente il bando completo, nel quale sono specificati requisiti, caratteristiche degli elaborati e documentazione richiesta.

Perché soltanto rilievi 2D?

La scelta di dedicare il concorso ai rilievi bidimensionali tiene conto dell’attuale fase di evoluzione degli strumenti di rilievo e rappresentazione.

Le tecnologie 3D stanno infatti assumendo un ruolo sempre più importante nella documentazione delle cavità, ma le modalità con cui questi dati vengono rappresentati e restituiti sono ancora in rapido sviluppo e non pienamente standardizzate.

Questo non significa che il 3D resterà fuori dal Raduno: la Sala Rilievi potrà ospitare anche contributi fuori concorso ed esperienze multimediali tridimensionali, offrendo uno spazio di confronto sulle nuove possibilità della documentazione speleologica.

Dai campi estivi al Catasto

I campi finiscono, le esplorazioni continuano a vivere nei dati raccolti.

Un buon rilievo richiede tempo. Nasce sottoterra, tra capisaldi, misure, osservazioni e inevitabili difficoltà operative, e continua fuori dalla grotta con l’elaborazione e la restituzione dei dati.

E’ importante che quel lavoro non rimanga soltanto negli archivi dei gruppi o negli hard disk di chi ha partecipato alle esplorazioni. Documentare le cavità e aggiornare il Catasto significa mettere a disposizione della comunità speleologica conoscenze che potranno essere utilizzate, verificate e sviluppate nel tempo.

Il concorso SSI offre un’occasione in più per valorizzare questo lavoro, confrontarlo con quello di altri speleologi e contribuire alla diffusione di una cultura del rilievo fondata sulla qualità tecnica e sulla chiarezza della rappresentazione.

La scadenza per partecipare è il 19 ottobre 2026.

Quindi, finite di raccontare i vostri campi estivi – e mandateci pure le notizie per Scintilena – poi recuperate taccuini, dati e poligonali.

Fate rilievi accurati, metteteli a Catasto.

E mettetevi in gioco!

Per tutti i dettagli, i requisiti e le modalità di partecipazione è possibile consultare il bando completo:

Per ulteriori informazioni: concorsorilievo@socissi.it

Due passi nel Catasto:

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Alburni, oltre 60 speleologi al Campo Federativo 2026: confermata la connessione tra Grava II di Campitelli e Don Pasquale il Fotografo

August 30th 2026 at 05:00

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Dal 13 al 23 agosto la Federazione Speleologica Campana è tornata a riunire i gruppi sul massiccio degli Alburni. Dieci giorni di esplorazioni, attività sul territorio e vita da campo, culminati nell’importante risultato ottenuto da Renato Ricco con l’attraversamento del sifone a monte della Grava II di Campitelli (CP 107).

Dal 13 al 23 agosto 2026 il massiccio degli Alburni ha ospitato il Campo Speleologico Federativo Alburni 2026, organizzato dalla Federazione Speleologica Campana: un appuntamento che, dopo alcuni anni, ha riportato speleologi e gruppi campani a condividere sul campo esplorazioni, ricerca, lavoro e momenti di socialità.

Sono stati più di 60 i partecipanti che hanno preso parte alle attività, con numerose uscite nelle cavità del massiccio e giornate trascorse tra grotte e boschi, facendo del campo non soltanto una base per l’attività speleologica, ma anche un importante momento di incontro e collaborazione.

Grava II di Campitelli: confermata la connessione con DPiF

Il risultato speleologico più significativo del campo è arrivato alla Grava II di Campitelli (CP 107).

Nel corso delle esplorazioni Renato Ricco ha attraversato il sifone a monte della cavità, confermando la connessione con Don Pasquale il Fotografo – DPiF (CP 1399).

Un risultato importante per la conoscenza del sistema carsico degli Alburni, che aggiunge un nuovo elemento alla ricostruzione dei rapporti tra le cavità dell’area e apre la strada alla prosecuzione delle ricerche e delle esplorazioni.

Ripristinato anche il Sentiero delle Grave

Il Campo Federativo non è stato dedicato soltanto all’attività sotterranea.

I partecipanti sono intervenuti anche sul Sentiero delle Grave, effettuando lavori di ripristino nel tratto compreso dall’Aresta a Madonna del Monte.

L’intervento ha riguardato la sistemazione del percorso e l’installazione di nuovi pali segnaletici, contribuendo così a rendere nuovamente riconoscibile e percorribile un itinerario strettamente legato al territorio carsico degli Alburni.

Dieci giorni di speleologia e condivisione

Accanto alle esplorazioni e ai lavori sul territorio, il Campo Speleologico Federativo ha ritrovato uno degli aspetti che storicamente caratterizzano questi appuntamenti: la vita comune.

Le immagini del campo raccontano tende e attrezzature nel bosco, partenze verso le grotte, preparativi per le esplorazioni e lunghe serate attorno al fuoco. Dieci giorni di grotte, boschi, lavoro, risate e vita da campo, nei quali gruppi e speleologi hanno potuto tornare a confrontarsi e lavorare fianco a fianco.

«Grazie davvero a tutti. È stato bello tornare a stare insieme così», è il messaggio con cui la Federazione Speleologica Campana ha concluso il racconto dell’iniziativa.

Fonte: post social e foto Federazione Speleologica Campana

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