Addio a Giordano Marsiglio, speleologo, divulgatore e custode delle tradizioni friulane
Il mondo della speleologia friulana perde una delle sue figure storiche. È scomparso all’età di 84 anni Giordano Marsiglio, conosciuto da molti come il “Vecchio Venerando” del Pignarûl Grant di Tarcento, ma ricordato dagli speleologi soprattutto come instancabile esploratore, conoscitore del territorio e appassionato divulgatore.
Per decenni Marsiglio è stato un punto di riferimento per la speleologia del Friuli orientale. Membro del gruppo speleologico goriziano, negli anni del grande fermento esplorativo contribuì alla conoscenza delle grotte del Monte Bernadia e delle valli del Torre e del Natisone, accompagnando generazioni di speleologi alla scoperta di cavità, storie e paesaggi che conosceva come pochi altri.
«Giordano è stato un grande», ricorda Maurizio Tavagnutti. «Lo chiamavamo “Pais” perché parlava sempre in friulano e ci raccontava del suo paese, Bueris. Con lui abbiamo conosciuto tutte le valli del Torre e del Natisone ed esplorato le grotte più belle e interessanti. Negli anni Settanta abbiamo fatto tanta roba assieme. Sono stati tempi difficili da dimenticare».
Come spesso accade ai protagonisti di una stagione pionieristica, Marsiglio era una figura dal carattere deciso. Giuseppe-A. Moro ricorda che «per la speleologia della zona è stato importante»: non sempre, forse, compreso dai più giovani, ma «il conflitto generazionale è un classico». Un giudizio che restituisce il profilo di una persona capace di lasciare un’impronta profonda nella comunità speleologica friulana.
Appassionato di fossili, storia naturale e tradizioni locali, Marsiglio era una figura poliedrica e profondamente legata alla sua terra. Autodidatta curioso e instancabile, fu anche entomologo, animatore culturale e collaboratore del Museo Archeologico di Tarcento. Chi lo ha conosciuto lo ricorda come un autentico “pozzo di scienza”, sempre pronto a condividere conoscenze, racconti e aneddoti.
Al grande pubblico friulano il suo volto era diventato familiare grazie al ruolo del Vecchio Venerando del Pignarûl Grant. Per quarant’anni, con la sua lunga barba bianca, ha interpretato i presagi dell’anno nuovo osservando la direzione del fumo del grande falò dell’Epifania, diventando uno dei simboli più amati della tradizione friulana.
Ma dietro quella figura iconica c’era anche lo speleologo che ha contribuito a far conoscere il patrimonio carsico del Friuli e che ha condiviso con tanti amici la stagione pionieristica dell’esplorazione sotterranea regionale.
«È stato un grande amico», scrive Franco Gherlizza. «Il Pignarûl Grant non sarà più lo stesso senza il Grande Saggio dalla barba bianca. Ciao Giordano!».
Alla moglie Dorina, ai familiari e ai tanti amici che lo hanno conosciuto nelle grotte, sui sentieri e nelle piazze del Friuli, giungano le condoglianze della redazione di Scintilena e dalla comunità speleologica.
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