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  • Addio a Giordano Marsiglio, speleologo, divulgatore e custode delle tradizioni friulane
    Condividi Il mondo della speleologia friulana perde una delle sue figure storiche. È scomparso all’età di 84 anni Giordano Marsiglio, conosciuto da molti come il “Vecchio Venerando” del Pignarûl Grant di Tarcento, ma ricordato dagli speleologi soprattutto come instancabile esploratore, conoscitore del territorio e appassionato divulgatore. Per decenni Marsiglio è stato un punto di riferimento per la speleologia del Friuli orientale. Membro del gruppo speleologico goriziano, negli anni del gra
     

Addio a Giordano Marsiglio, speleologo, divulgatore e custode delle tradizioni friulane

Jún 11th 2026 at 12:09

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Il mondo della speleologia friulana perde una delle sue figure storiche. È scomparso all’età di 84 anni Giordano Marsiglio, conosciuto da molti come il “Vecchio Venerando” del Pignarûl Grant di Tarcento, ma ricordato dagli speleologi soprattutto come instancabile esploratore, conoscitore del territorio e appassionato divulgatore.

Per decenni Marsiglio è stato un punto di riferimento per la speleologia del Friuli orientale. Membro del gruppo speleologico goriziano, negli anni del grande fermento esplorativo contribuì alla conoscenza delle grotte del Monte Bernadia e delle valli del Torre e del Natisone, accompagnando generazioni di speleologi alla scoperta di cavità, storie e paesaggi che conosceva come pochi altri.

«Giordano è stato un grande», ricorda Maurizio Tavagnutti. «Lo chiamavamo “Pais” perché parlava sempre in friulano e ci raccontava del suo paese, Bueris. Con lui abbiamo conosciuto tutte le valli del Torre e del Natisone ed esplorato le grotte più belle e interessanti. Negli anni Settanta abbiamo fatto tanta roba assieme. Sono stati tempi difficili da dimenticare».

Come spesso accade ai protagonisti di una stagione pionieristica, Marsiglio era una figura dal carattere deciso. Giuseppe-A. Moro ricorda che «per la speleologia della zona è stato importante»: non sempre, forse, compreso dai più giovani, ma «il conflitto generazionale è un classico». Un giudizio che restituisce il profilo di una persona capace di lasciare un’impronta profonda nella comunità speleologica friulana.

Appassionato di fossili, storia naturale e tradizioni locali, Marsiglio era una figura poliedrica e profondamente legata alla sua terra. Autodidatta curioso e instancabile, fu anche entomologo, animatore culturale e collaboratore del Museo Archeologico di Tarcento. Chi lo ha conosciuto lo ricorda come un autentico “pozzo di scienza”, sempre pronto a condividere conoscenze, racconti e aneddoti.

Al grande pubblico friulano il suo volto era diventato familiare grazie al ruolo del Vecchio Venerando del Pignarûl Grant. Per quarant’anni, con la sua lunga barba bianca, ha interpretato i presagi dell’anno nuovo osservando la direzione del fumo del grande falò dell’Epifania, diventando uno dei simboli più amati della tradizione friulana.

Ma dietro quella figura iconica c’era anche lo speleologo che ha contribuito a far conoscere il patrimonio carsico del Friuli e che ha condiviso con tanti amici la stagione pionieristica dell’esplorazione sotterranea regionale.

«È stato un grande amico», scrive Franco Gherlizza. «Il Pignarûl Grant non sarà più lo stesso senza il Grande Saggio dalla barba bianca. Ciao Giordano!».

Alla moglie Dorina, ai familiari e ai tanti amici che lo hanno conosciuto nelle grotte, sui sentieri e nelle piazze del Friuli, giungano le condoglianze della redazione di Scintilena e dalla comunità speleologica.

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  • Dolceacqua celebra i 30 anni di “Oltre la Luce”
    Condividi “Oltre la Luce” torna al Visionarium di Dolceacqua A trent’anni dalla sua prima presentazione al raduno nazionale Speleo Flumen ’96 di Fiume Veneto (PN), venerdì 12 giugno 2026, alle ore 21.00, il Visionarium di Dolceacqua ospiterà la proiezione della versione restaurata e digitalizzata di Oltre la Luce. Grotte e abissi in Alta Val Nervia. Realizzato nel 1996 da Eugenio Andrighetto, con la collaborazione di Giancarlo Castello e Bartolomeo Durante, il documentario rappresentò una
     

Dolceacqua celebra i 30 anni di “Oltre la Luce”

Jún 11th 2026 at 11:52

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“Oltre la Luce” torna al Visionarium di Dolceacqua

A trent’anni dalla sua prima presentazione al raduno nazionale Speleo Flumen ’96 di Fiume Veneto (PN), venerdì 12 giugno 2026, alle ore 21.00, il Visionarium di Dolceacqua ospiterà la proiezione della versione restaurata e digitalizzata di Oltre la Luce. Grotte e abissi in Alta Val Nervia.

Realizzato nel 1996 da Eugenio Andrighetto, con la collaborazione di Giancarlo Castello e Bartolomeo Durante, il documentario rappresentò una delle più originali esperienze di divulgazione speleologica multimediale dell’epoca.

Nato come progetto dedicato alla valorizzazione del patrimonio carsico delle valli Nervia e Argentina, Oltre la Luce era affiancato da un volume omonimo, pubblicato nello stesso anno e corredato da CD. L’opera raccontava attraverso immagini tridimensionali, luci, suoni e suggestive riprese sotterranee uno dei territori speleologicamente più interessanti della Liguria occidentale.

L’autore principale, Eugenio Andrighetto, fondatore e anima del Visionarium di Dolceacqua, fu tra i pionieri delle produzioni immersive dedicate al territorio ligure. Oltre la Luce è ricordato come uno dei suoi lavori più significativi, capace di portare sul grande schermo il mondo delle grotte dell’Alta Val Nervia mediante immagini stereoscopiche, effetti sonori e una narrazione accessibile al grande pubblico.

Dal punto di vista speleologico, il documentario documentava una delle aree carsiche più importanti della Liguria occidentale, caratterizzata da numerose cavità e profondi sistemi sotterranei sviluppati nei massicci del Toraggio, del Pietravecchia e nell’area Melosa-Corma.

Una serata importante, per riscoprire un’opera che, a trent’anni dalla sua realizzazione, conserva intatto il proprio valore documentario e la capacità di trasmettere il fascino dell’esplorazione del mondo sotterraneo.

La proiezione assume inoltre un significato particolare perché si svolgerà proprio al Visionarium di Dolceacqua, il luogo che vide nascere il progetto e che per anni è stato il laboratorio creativo di Eugenio Andrighetto. Un ritorno a casa per un’opera che ha contribuito a raccontare e valorizzare il patrimonio speleologico dell’estremo Ponente ligure attraverso un linguaggio innovativo e coinvolgente.

Un ringraziamento ad Alessandro Pastorelli, della Sezione CAI di Sanremo e dello Speleo Club CAI Sanremo, per la segnalazione.

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  • FSLo apre le porte della sua tecnologia: corso sulla strumentazione scientifica con Maurizio Miragoli
    Condividi Sabato 13 giugno 2026 a Milano una giornata di formazione dedicata agli strumenti sviluppati dalla Federazione Speleologica Lombarda per la ricerca e l’esplorazione La Federazione Speleologica Lombarda organizza per sabato 13 giugno 2026 una giornata di formazione dedicata alla strumentazione scientifica in dotazione a FSLo. L’appuntamento è fissato alle ore 10.00 presso la sede del Gruppo Grotte Milano CAI SEM, in Piazzale Coriolano 2 a Milano. Relatore principale dell’incontro
     

FSLo apre le porte della sua tecnologia: corso sulla strumentazione scientifica con Maurizio Miragoli

Jún 11th 2026 at 06:00

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Sabato 13 giugno 2026 a Milano una giornata di formazione dedicata agli strumenti sviluppati dalla Federazione Speleologica Lombarda per la ricerca e l’esplorazione

La Federazione Speleologica Lombarda organizza per sabato 13 giugno 2026 una giornata di formazione dedicata alla strumentazione scientifica in dotazione a FSLo. L’appuntamento è fissato alle ore 10.00 presso la sede del Gruppo Grotte Milano CAI SEM, in Piazzale Coriolano 2 a Milano.

Relatore principale dell’incontro sarà Maurizio Miragoli, fisico e figura di riferimento nel panorama della ricerca speleologica nazionale e protagonista dello sviluppo di gran parte delle apparecchiature realizzate dalla Federazione.

Il corso è un’occasione preziosa per conoscere da vicino strumenti progettati e costruiti dalla FSLo per rispondere alle esigenze della ricerca scientifica e dell’esplorazione sotterranea, con una filosofia ben precisa: mettere a disposizione dei soci tecnologie avanzate utilizzabili gratuitamente dalla comunità speleologica. Si tratta di “attrezzature nate per stare in grotta“, come ama definirle lo stesso Miragoli.

Il tema era già stato presentato in anteprima durante il Raduno Regionale della Speleologia Lombarda tenutosi a Malonno il 12 aprile scorso, di cui abbiamo già parlato su Scintilena.

Utilizzato ad esempio in Area 58, nel Pian del Tivano, permette di capire quanto “sale l’acqua nelle grotte”

A Malonno, Miragoli ha illustrato la storia e l’evoluzione degli strumenti FSLo, inserendoli in un percorso che ha richiamato il contributo di importanti figure della speleologia e della ricerca, tra cui Cigna, Vanin, Lismonde e Badino. L’intervento è oggi disponibile sul canale YouTube della Federazione e costituisce un’interessante e necessaria introduzione ai contenuti che verranno approfonditi durante il corso.

Maurizio Miragoli è tra gli ideatori e il principale animatore dei workshop “Meteo Hypo”, percorsi formativi innovativi e di alto livello, riconosciuti dalla Società Speleologica Italiana: sono appuntamenti che negli anni hanno affrontato temi spesso inediti, esplorando lo stato dell’arte delle correlazioni tra fisica, meteorologia ipogea e speleologia esplorativa, offrendo un raro momento di confronto tra ricerca scientifica e attività sul campo.

La partecipazione al corso prevede una quota di iscrizione di € 10,00, comprensiva del pranzo a buffet.

Le iscrizioni sono aperte tramite il modulo online predisposto dalla Federazione oppure contattando direttamente gli organizzatori.

Per chi desidera approfondire l’argomento prima dell’incontro, è consigliata la visione del video dell’intervento tenuto da Miragoli a Malonno, una vera e propria anteprima dei contenuti della giornata formativa milanese.

Link utili

Quando e dove: ore 10.00 presso la sede del Gruppo Grotte Milano CAI SEM, in Piazzale Coriolano 2 a Milano

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  • Quarant’anni sotto la montagna: lo Speleoclub Garfagnana festeggia alla Grotta del Vento
    Condividi “40 anni e non sentirli! – svrive lo Speleoclub GArfagnana – Sabato 13 giugno alle 19 ci troveremo alla Grotta del Vento per celebrare l’anniversario della fondazione con immagini, ricordi e consegna targhe ai fondatori. Successivamente ci sposteremo al vicino ristorante ExtraAntrum per festeggiare…!” Il prossimo sabato, 13 giugno 2026, una serata speciale che farà incontrare immagini, ricordi e protagonisti della speleologia apuana per celebrare quattro decenni di esplorazioni, ri
     

Quarant’anni sotto la montagna: lo Speleoclub Garfagnana festeggia alla Grotta del Vento

Jún 11th 2026 at 05:00

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“40 anni e non sentirli! – svrive lo Speleoclub GArfagnana – Sabato 13 giugno alle 19 ci troveremo alla Grotta del Vento per celebrare l’anniversario della fondazione con immagini, ricordi e consegna targhe ai fondatori. Successivamente ci sposteremo al vicino ristorante ExtraAntrum per festeggiare…!

Il prossimo sabato, 13 giugno 2026, una serata speciale che farà incontrare immagini, ricordi e protagonisti della speleologia apuana per celebrare quattro decenni di esplorazioni, ricerca e amicizia

C’era una volta in Garfagnana una grotta: Vittorio Verole-Bozzello la aprì al mondo, e non ha ancora finito.

Vittorio Verole-Bozzello da un filmato di Massimo Goldoni

Per lo Speleoclub Garfagnana, questa grotta, la ben nota Grotta del Vento è un luogo del cuore: uno dei luoghi che diventano parte della storia di una comunità.

Sabato 13 giugno 2026, a partire dalle ore 19, il celebre complesso carsico di Fornovolasco ospiterà la serata dedicata al 40° anniversario della fondazione dello Speleoclub Garfagnana del CAI, un traguardo importante per uno dei gruppi che hanno contribuito a scrivere pagine significative della speleologia apuana.

La scelta della Grotta del Vento non è casuale. Luogo simbolo della speleologia toscana e italiana, rappresenta da decenni un punto di riferimento non solo per il turismo sotterraneo, ma anche per l’attività esplorativa, scientifica e divulgativa che ha caratterizzato la crescita del movimento speleologico nell’area delle Alpi Apuane.

Fondato nel 1985, lo Speleoclub Garfagnana ha accompagnato l’evoluzione della speleologia moderna sulle Alpi Apuane, partecipando a numerose campagne esplorative e contribuendo alla conoscenza di uno dei più importanti distretti carsici d’Italia. In quarant’anni di attività il gruppo ha affiancato all’esplorazione l’impegno nel rilievo topografico, nella documentazione delle cavità, nelle attività catastali e nella divulgazione scientifica, collaborando con il mondo associativo e con le istituzioni che operano sul territorio.

Generazioni diverse di speleologi si sono alternate all’interno del gruppo, trasmettendo competenze tecniche, esperienza e passione. Un patrimonio umano che rappresenta forse il risultato più importante raggiunto in questi quarant’anni: la capacità di mantenere vivo lo spirito della ricerca e dell’esplorazione, adattandosi alle trasformazioni tecnologiche e culturali che hanno interessato la speleologia dagli anni Ottanta a oggi.

Molti degli attuali soci hanno conosciuto le grotte della Garfagnana e delle Apuane proprio grazie alle attività formative del gruppo, che nel tempo ha rappresentato una vera scuola di speleologia per il territorio, contribuendo alla crescita di una comunità che continua a guardare al sottosuolo con curiosità, rigore e rispetto.

Tra le attività che meglio rappresentano il rapporto dello Speleoclub Garfagnana con il territorio vi è il tradizionale appuntamento annuale della Carcaraia sul Sentiero 1000. Guidati da Bruno Steinberg, il cui nome è tanto celebre da non avere bisogno di presentazione, e da Marc Faverjon, uno dei protagonisti delle grandi esplorazioni che hanno portato alla conoscenza degli oltre 85 chilometri del sistema carsico della Carcaraia, decine di partecipanti possono ogni anno avvicinarsi alla storia delle esplorazioni apuane, alla geologia del massiccio e ai delicati equilibri ambientali di questo straordinario paesaggio carsico.

L’iniziativa del Quarantennale, promossa sui social da Pietro Taddei, già presidente dello Speleoclub Garfagnana, ripercorrerà quarant’anni di storia attraverso fotografie, filmati e testimonianze. Sarà l’occasione per rivedere le immagini delle campagne esplorative, dei rilievi e delle attività catastali, ma anche per ricordare l’impegno del gruppo nella divulgazione della speleologia attraverso accompagnamenti aperti al pubblico, incontri e progetti didattici rivolti alle scuole.

Un viaggio nel tempo che permetterà anche di osservare l’evoluzione delle tecniche e delle attrezzature utilizzate dagli speleologi: dai primi rilievi tradizionali alle moderne tecnologie digitali che oggi affiancano l’esplorazione del mondo sotterraneo.

Particolarmente significativo sarà il momento dedicato ai fondatori dello Speleoclub Garfagnana, ai quali verranno consegnate targhe commemorative. Sarà anche l’occasione per condividere ricordi, episodi e racconti che testimoniano come la speleologia sia fatta non solo di grotte e scoperte, ma soprattutto di amicizia, collaborazione e passione.

Alla serata porterà il proprio saluto Vittorio Verole Bozzolo, figura centrale della speleologia italiana e internazionale, ideatore, fondatore e direttore della Grotta del Vento. Nel corso della sua lunga attività ha contribuito alla nascita della Federazione Speleologica Toscana, del Gruppo Speleologico Lucchese, dell’Associazione Grotte Turistiche Italiane e dell’International Show Caves Association (ISCA), organismo di riferimento mondiale per le grotte turistiche.

La sua presenza rappresenta un ideale collegamento tra le radici pionieristiche della speleologia apuana e le nuove generazioni di esploratori che continuano a frequentare e studiare il complesso sistema carsico delle Apuane.

Al termine della serata i festeggiamenti proseguiranno, come da tradizione speleologica, attorno a una tavola condivisa presso il vicino ristorante ExtraAntrum, per concludere insieme una ricorrenza che celebra non soltanto un anniversario, ma quarant’anni di passione, impegno e vita associativa.

Quarant’anni sono un traguardo importante per qualsiasi associazione: per uno Speleoclub significano migliaia di ore trascorse sottoterra, centinaia di uscite, chilometri di rilievi, amicizie nate in grotta e una quantità incalcolabile di esperienze condivise. La serata del 13 giugno sarà una festa e un’occasione per rendere omaggio a tutte le persone che, dal 1985 a oggi, hanno contribuito a costruire la storia dello Speleoclub Garfagnana.

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