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TracerKanin, le vie dell’acqua sotto il Canin: a Gorizia una conferenza sul progetto Italia-Slovenia

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Il 24 ottobre 2026 Rino Semeraro presenterà le ricerche di TracerKanin sui torrenti sotterranei del Canin/Kanin. Appuntamento alle 19 nella Sala Dora Bassi, con ingresso libero.

TracerKanin a Gorizia: la conferenza del 24 ottobre

Dove scorre l’acqua nel cuore del Canin? La domanda sarà al centro della conferenza in programma sabato 24 ottobre 2026, alle ore 19, nella Sala Dora Bassi di Gorizia. L’incontro si terrà in via Garibaldi 7. L’ingresso è libero.

Il Centro Ricerche Carsiche “C. Seppenhofer” APS propone una serata dedicata all’idrogeologia del massiccio condiviso da Italia e Slovenia. Il relatore sarà Rino Semeraro, con l’intervento “Torrenti sotterranei nel massiccio del Monte Canin/Kanin (Italia / Slovenia): TracerKanin Project”. La conferenza è rivolta a soci, speleologi, studiosi e cittadini interessati alla circolazione delle acque nelle montagne carsiche.

L’appuntamento porterà al pubblico il lavoro di TracerKanin, progetto internazionale avviato nel 2021. Le ricerche combinano esplorazione speleologica, tracciamenti delle acque, misure alle sorgenti e analisi di laboratorio. L’obiettivo è ricostruire i collegamenti idrici tra le grotte del massiccio e le risorgenze delle valli circostanti.[1]

Canin e Kanin: un acquifero che attraversa il confine

Il Canin, chiamato Kanin in Slovenia, appartiene alle Alpi Giulie. Le sue acque sotterranee circolano in una rete di pozzi, fratture, gallerie e collettori. Le sorgenti restituiscono parte di questi flussi nelle valli italiane e slovene. Tra i recapiti principali figurano il Fontanon di Goriuda, la Risorgiva Acquarolo e il Fontanon del Sart sul territorio italiano. Sul versante sloveno si trovano, tra le altre, le sorgenti Možnica, Glijun e Boka.[1]

La superficie della montagna non basta a descrivere questa circolazione. I bacini sotterranei richiedono indagini specifiche. TracerKanin affronta il problema attraverso esperimenti che seguono sostanze fluorescenti immesse nei corsi d’acqua delle grotte. Il loro ritrovamento alle sorgenti documenta i collegamenti. Le concentrazioni e i tempi di arrivo aiutano a descrivere il comportamento dell’acquifero.[1][2]

TracerKanin: dalle grotte italiane agli abissi sloveni

La prima campagna ha interessato il settore nord-occidentale del Canin. Il 4 settembre 2021 sono stati immessi tre traccianti nell’Abisso Gortani, nell’Inghiottitoio della Terra Rossa e nell’Abisso Picciola. Nell’Abisso Gortani l’operazione ha raggiunto il Grande Meandro, a circa 800 metri di profondità. Tutte e tre le sostanze sono state successivamente rintracciate nei punti di uscita monitorati.[1]

Nel 2022 TracerKanin ha esteso le indagini al versante meridionale sloveno. Il 9 luglio sono stati introdotti due traccianti negli abissi Renejevo brezno e Skalarjevo brezno. Le immissioni sono avvenute rispettivamente presso il lago Copacabana, a circa 1.240 metri di profondità, e nella zona del lago Free Willy, a circa 1.200 metri.[3]

Le operazioni sul campo si sono concluse il 13 agosto 2022. Le prime analisi hanno documentato l’arrivo dei traccianti alle sorgenti Boka e Bo?i?. I risultati hanno confermato collegamenti già conosciuti nella letteratura idrogeologica. Hanno inoltre fornito dati per approfondire i tempi di trasferimento e la distribuzione dei flussi.[2]

Speleologia e ricerca carsica: il lavoro condiviso di TracerKanin

Il progetto riunisce il Centro Ricerche Carsiche “C. Seppenhofer”, la Commissione Grotte “E. Boegan” SAG-CAI e la Società Adriatica di Speleologia. Partecipano anche la società speleologica di Lubiana e il Karst Research Institute dello ZRC SAZU di Postojna. Il coordinamento è affidato al Laboratorio speleologico e di tecniche fluorimetriche di Farra d’Isonzo.[1]

Questa collaborazione unisce le competenze necessarie per lavorare in profondità e per interpretare i dati raccolti all’esterno. La conferenza di Gorizia illustrerà le ricerche e i risultati di TracerKanin. Il tema centrale sarà il passaggio dall’esplorazione delle cavità alla comprensione dei sistemi idrici sotterranei del Canin/Kanin.

Fonti della notizia


TracerKanin e l’idrogeologia del Canin/Kanin: quadro di approfondimento

Dalle campagne di multitracciamento alla divulgazione scientifica: obiettivi, organizzazione e risultati della ricerca transfrontaliera.

TracerKanin: dai primi tracciamenti al programma pluriennale

I tracciamenti delle acque sul Canin iniziarono nel 1968. Prima dell’avvio di TracerKanin erano stati effettuati circa dieci esperimenti. Si trattava prevalentemente di prove qualitative, con alcuni contributi semiquantitativi. Avevano delineato diverse direzioni del drenaggio sotterraneo, preparando il terreno per indagini più articolate.[1]

TracerKanin nasce nel 2021 per integrare i collegamenti idrici con informazioni sull’idrodinamica. Il progetto considera concentrazioni, tempi di trasferimento, portate e condizioni meteorologiche. La ricerca non si esaurisce nel ritrovamento di un colorante alla sorgente. Prosegue con il trattamento delle registrazioni e il confronto con la struttura geologica del massiccio.[1][4]

La dimensione pluriennale deriva da questa successione di attività. Preparazione, sperimentazione, analisi e interpretazione richiedono tempi differenti. A queste fasi si aggiungono cartografia, pubblicazioni e divulgazione.[1][4]

Geologia del Canin: come si organizza la circolazione sotterranea

L’acquifero principale si sviluppa nel Calcare del Dachstein, di età norico-retica. La formazione ospita una rete di condotti carsici. Le acque circolano anche nelle fratture, dove il trasferimento può essere più lento e accompagnato da immagazzinamento.[1]

La Dolomia Principale, di età norica, si trova al di sotto del calcare o in contatto laterale attraverso faglie. Il contrasto di permeabilità contribuisce all’impostazione di gallerie e collettori. La dolomia non costituisce una barriera impermeabile assoluta. È interessata anch’essa da carsificazione e circolazione idrica, sebbene in misura minore.[1]

Questa struttura si riflette nella geometria delle grotte. Grandi successioni di pozzi raggiungono reti profonde, inclinate o suborizzontali. Alla base si incontrano torrenti sotterranei e sifoni. Nella zona epifreatica, interessata dalle oscillazioni del livello dell’acqua, le variazioni durante le piene possono superare il centinaio di metri.[1]

TracerKanin: partenariato e risorse della ricerca

Il progetto è stato completamente autofinanziato dai partner. Le risorse comprendono personale, strumenti e copertura economica delle attività. Alla campagna hanno contribuito anche speleologi esterni al partenariato.[1]

Il resoconto della prima fase indica 60 speleologi italiani e sloveni impegnati nelle operazioni. Il gruppo scientifico-tecnico comprende dieci specialisti, ricercatori, studiosi ed esperti. Tra i componenti figurano Rino Semeraro, Riccardo Corazzi, Špela Borko e Franci Gabrovšek. Questi numeri descrivono la prima fase, non il totale cumulativo del programma.[1]

L’organizzazione associa due reti operative. Una lavora nelle grotte, raggiungendo i punti di immissione. L’altra controlla sorgenti e corsi d’acqua esterni. Il collegamento tra queste attività permette di trasformare una discesa speleologica in un esperimento idrogeologico.[1][2]

Multitracciamento del Canin: strumenti e interpretazione

Il multitracciamento utilizza sostanze distinguibili, introdotte in punti diversi. Nella prima campagna sono state impiegate uranina, solforodamina B e Tinopal CBS-X. Il controllo delle uscite comprendeva fluocaptori, campioni d’acqua, fluorimetri e sonde per i parametri fisico-chimici.[1]

I diversi strumenti rispondono a esigenze complementari:

  • I fluocaptori raccolgono il segnale del passaggio del tracciante durante l’esposizione.
  • I campioni d’acqua consentono analisi riferite a momenti precisi.
  • I fluorimetri registrano l’andamento della concentrazione nel tempo.
  • Le misure di portata permettono di collegare le concentrazioni alle quantità d’acqua in transito.[1][5]

La curva di restituzione rappresenta l’andamento temporale del tracciante presso un punto di controllo. L’associazione tra concentrazione e portata permette di stimare la massa restituita. Questo passaggio distingue una lettura quantitativa dalla semplice identificazione di una connessione.[5]

TracerKanin 2021: la campagna nel settore italiano

La preparazione iniziò nel maggio 2021. Il resoconto tecnico descrive 22 punti di controllo sulle sorgenti e sui corsi d’acqua italiani e sloveni. Le installazioni comprendevano strutture protettive e ancoraggi progettati per resistere alle piene.[1]

Il 4 settembre furono effettuate tre immissioni quasi contemporanee:

  • Uranina nel Grande Meandro dell’Abisso Gortani, a circa 800 metri di profondità.
  • Solforodamina B nell’Inghiottitoio della Terra Rossa, poco sotto l’ingresso.
  • Tinopal CBS-X nell’Abisso Picciola, a circa 90 metri di profondità.[1]

Dal 28 agosto al 16 ottobre furono eseguiti dieci cicli di campionamento e misura. Tre squadre seguirono Val Raccolana e Valle del Rio del Lago, Val Resia, Val Možnica e conca di Bovec. Le operazioni principali terminarono il 17 ottobre. Alcune osservazioni proseguirono nei mesi successivi.[1]

Il lavoro comprendeva il controllo di dieci stazioni meteorologiche. Durante la campagna si verificarono tre eventi piovosi. Il maggiore raggiunse 171 millimetri di pioggia. Nessun fluocaptore andò perduto e nessuna apparecchiatura installata risultò danneggiata.[1]

TracerKanin: analisi e dimensioni del lavoro scientifico

La rendicontazione della prima fase distingue 87 giornate-persona per laboratorio e officina e 167 per le attività sul campo. Il totale raggiunge 254 giornate-persona. Il dato somma il tempo lavorato dai partecipanti e non indica giorni consecutivi di campagna.[1]

Il rapporto registra circa 471 analisi di laboratorio già eseguite, sette monitoraggi in continuo e 220 acquisizioni multiparametriche sul campo. Tutti e tre i traccianti erano stati rintracciati nei punti di uscita.[1]

L’elaborazione comprendeva l’aggiornamento della cartografia geologica e idrogeologica. Prevedeva inoltre il riesame dei dati idrochimici, geochimici e carsologici disponibili. Il progetto costruisce così una lettura integrata, nella quale le osservazioni sperimentali vengono confrontate con la struttura della montagna.[1]

TracerKanin 2022: il versante sloveno e le sorgenti Boka e Bo?i?

La seconda campagna fu programmata attraverso un incontro del 26 maggio 2022 al Karst Research Institute di Postojna. La preparazione utilizzò anche i dati della prima fase.[6]

Il 9 luglio venne immessa uranina nel Renejevo brezno, presso il lago Copacabana. Nello Skalarjevo brezno fu introdotta solforodamina B, nella zona del lago Free Willy. Le operazioni furono condotte rispettivamente dalla squadra di Lubiana e dal gruppo JKNM di Novo Mesto.[3]

Le prime analisi documentarono l’arrivo dei traccianti alle sorgenti Boka e Bo?i?. La campagna confermò collegamenti già presenti nella letteratura idrogeologica. Fornì inoltre elementi per approfondire concentrazioni e tempi di restituzione.[2]

L’assenza di precipitazioni caratterizzò il periodo descritto nel resoconto. I tempi di arrivo risultarono più lunghi del previsto. Questo andamento mostra il rapporto tra risposta del sistema e condizioni idrologiche dell’esperimento. I risultati vengono inquadrati in un acquifero composto da sottobacini interconnessi.[2]

Una connessione idrica va distinta da una giunzione speleologica. Il test positivo documenta il passaggio dell’acqua e del tracciante. Non dimostra, da solo, che l’intero percorso sia esplorato o percorribile dall’uomo.[1][2]

TracerKanin: pubblicazioni e divulgazione dopo le campagne

Il percorso del progetto comprende la diffusione delle ricerche. Al raduno internazionale di Costacciaro del novembre 2023 fu inserito nella programmazione il documentario “Tracerkanin Project” di Bruno Vojtissek.[1][7]

Nel gennaio 2024 il Laboratorio speleologico e di tecniche fluorimetriche segnalò una presentazione della prima fase tra i casi di studio collegati agli atti del “Seminario nazionale monitoraggi ambientali in grotte naturali”. Il seminario si era svolto a Cala Gonone nel 2022. Gli atti erano stati distribuiti durante il raduno di Costacciaro del 2023.[8]

Una presentazione di Riccardo Corazzi compare anche nelle attività per la Giornata mondiale dell’acqua 2024. L’incontro annunciato a Gorizia per il 24 ottobre 2026 si inserisce in questo percorso di comunicazione della ricerca.[9]

Fonti dell’approfondimento

Fonti
[1] TRACERKANIN Project https://www.speleolab.org/tracerkanin-project/
[2] TracerKanin project concluse con successo le operazioni sul … https://www.scintilena.com/tracerkanin-project-concluse-con-successo-le-operazioni-sul-campo-della-seconda-fase/09/09/
[3] TracerKanin fase 2 si tracciano le acque delle grotte slovene del … https://www.scintilena.com/tracerkanin-fase-2-si-tracciano-le-acque-delle-grotte-slovene-del-canin/07/26/
[4] TracerKanin Project – SAS https://sastrieste.it/index.php/2021/10/08/tracerkanin-project/
[5] [PDF] Prove di multitracciamento di ghiacciai rocciosi e ambienti … https://www.stsn.ch/wp-content/uploads/2015/05/01-Boll_101_Mari_pp13-20.pdf
[6] 2° Fase Tracerkanin – Speleolab https://www.speleolab.org/2-fase-tracerkanin/
[7] Raduno Internazionale di Speleologia di Costacciaro 2023 – Scintilena https://www.scintilena.com/raduno-internazionale-di-speleologia-di-costacciaro-2023-unimmersione-nel-fascino-delle-grotte-attraverso-film-e-documentari/11/01/
[8] Prima fase del TRACERKANIN Project: pubblicata una … https://www.speleolab.org/prima-fase-del-tracerkanin-project-un-powerpoint-tra-i-casi-di-studio-congiuntamente-agli-atti-del-seminarionazionale-monitoraggi-ambientali-in-grotte-naturali-sa/
[9] Evento per la Giornata Mondiale dell’Acqua 2024 https://www.speleolab.org/evento-per-la-giornata-mondiale-dellacqua-2024-lacqua-per-la-pace/
[11] Comune di Gorizia https://www.comune.gorizia.it/
[12] Bio-bibliografia – Dora Bassi https://www.dorabassi.it/biobibliografia/
[13] 11610 – CANI smarriti e trovati https://www.canismarritietrovati.it/en/trovati/11610/
[14] Sul Monte Canin speleologi italiani e sloveni tracciano le … https://www.scintilena.com/sul-monte-canin-speleologi-italiani-e-sloveni-tracciano-le-acque-dalle-grotte-alle-sorgenti-con-il-progetto-internazionale-tracerkanin/10/01/
[15] Sul Canin terminati i prelievi del grande progetto di … https://www.scintilena.com/sul-canin-terminati-i-prelievi-del-grande-progetto-di-tracciamento-tracerkanin-ora-si-inziano-a-studiare-i-dati-della-circolazione-delle-acque-sotterranee/11/12/
[16] Scienze Archivi – Pagina 68 di 68 https://www.scintilena.com/category/scienze/page/68/
[17] Scienze Archivi – Pagina 69 di 69 https://www.scintilena.com/category/scienze/page/69/
[18] Estero Archivi – Pagina 189 di 190 https://www.scintilena.com/category/estero/page/189/
[19] Raccolta Settembre 2022 https://www.scintilena.com/wp-content/uploads_andrea/2023/06/2022_09_Raccolta_Scintilena_Settembre.pdf
[20] Scienze Archivi – Pagina 67 di 67 https://www.scintilena.com/category/scienze/page/67/
[21] Sala Dora Bassi – Gorizia – èStoria https://www.estoria.it/locations/sala-dora-bassi/
[22] Scienze Archivi – Pagina 61 di 61 https://www.scintilena.com/category/scienze/page/61/
[23] Cento anni dalla nascita di Dora Bassi, Gorizia celebra l’artista che … https://www.ilgoriziano.it/articolo/cento-anni-nascita-dora-bassi-gorizia-celebra-artista-amava-citta-3-febbraio-2021
[24] Risultati – Federazione Italiana Sport Rotellistici https://www.fisr.it/artistico/risultati.html
[25] Race Results https://getraceresults.com/
[26] Games from 2023 https://www.nintendolife.com/games/browse?year=2023&page=21
[27] uno dei maggiori multi-tracer test eseguiti sull’idrologia carsica, in … https://www.boegan.it/2021/09/tracerkanin-project-uno-dei-maggiori-multi-tracer-test-eseguiti-sullidrologia-carsica-in-uno-dei-piu-vasti-carsi-dalta-quota-europei/
[28] [PDF] Rivista online del Centro Ricerche Carsiche “C. Seppenhofer” aps … https://www.cavernas.org.br/wp-content/uploads/2022/07/Sopra-e-sotto-il-Carso-6-2022.pdf
[29] Race-Tracking.com – Live Results https://www.race-tracking.com/
[30] Calendar and results | ROK Cup Italia https://italy.rokcup.com/risultati_en.php
[31] Bibliografia – Speleolab https://www.speleolab.org/bibliografia/
[32] Ficr: MANIFESTAZIONI VARIE https://risultati.ficr.it/
[33] All Events : : my.raceresult https://my.raceresult.com/
[34] Races Results – Advanced Timing https://www.advancedtiming.it/raceslist.asp
[35] Champions Gallery https://www.racingpost.com/profile/owner/144477/champions-gallery/?authme=owner-stats&state=L3Byb2ZpbGUvb3duZXIvMTQ0NDc3L2NoYW1waW9ucy1nYWxsZXJ5L3N0YXRzLw==
[36] Second To None https://www.racingpost.com/profile/owner/129443/second-to-none/?authme=owner-entries&state=L3Byb2ZpbGUvb3duZXIvMTI5NDQzL3NlY29uZC10by1ub25lL2VudHJpZXMv
[37] Gortani – Progettazione Cantine: Serbatoi, Autoclavi, Vinificatori https://www.gortani.com/
[38] Conclusa 2° Fase Tracerkanin – Speleolab https://www.speleolab.org/conclusa-2-fase-tracerkanin/
[39] Concluse le operazioni sul campo del TRACERKANIN Project https://www.fsrfvg.it/?p=10386
[40] Pubblicazioni Archivi https://www.speleolab.org/category/pubblicazioni/
[41] Dr.ssa Antonella Astori https://www.speleolab.org/team/antonella-astori/
[42] TracerKanin project: concluse con successo le operazioni sul … https://www.fsrfvg.it/?p=10706
[43] tracerkanin – Boegan https://www.boegan.it/tag/tracerkanin/
[44] Gortani – Carnia Industrial Park https://www.carniaindustrialpark.it/en/established-companies/Gortani/
[45] News https://www.speleolab.org/news/
[46] [PDF] Allegato 1 – Regione FVG https://www.regione.fvg.it/rafvg/export/sites/default/RAFVG/ambiente-territorio/geologia/FOGLIA44/allegati/DECRETO_AREE_ED_ACQUIFERI_CARSICI-_ALLEGATO_1_x1.0x.PDF
[47] [PDF] UNIVERSITÀ DI BOLOGNA Studio dell’acquifero carsico del Cansiglio https://amslaurea.unibo.it/id/eprint/17087/1/Tedesco_Luca_tesi.pdf
[48] Conferito a Nihon Hidankyo il Nobel per la Pace 2024 https://unipd-centrodirittiumani.it/it/notizie/conferito-a-nihon-hidankyo-il-nobel-per-la-pace-2024
[49] [PDF] 11. I TEST CON TRACCIANTE 11.1 Aspetti fisici del trasporto di un … https://art.torvergata.it/retrieve/e291c0d3-6a5d-cddb-e053-3a05fe0aa144/Cap11-12.pdf
[50] PACE 2024: Call for Participation https://pacechallenge.org/2023/11/20/PACE-2024-CFP/
[51] [PDF] Analisi di portate di un sistema carsico: il sistema delle Fuse https://webthesis.biblio.polito.it/secure/16568/1/tesi.pdf
[52] TracerKanin Project – Comunicato – SAS https://sastrieste.it/index.php/2021/11/13/tracerkanin-project-2/
[53] Strumentazione e misure sulla dissoluzione delle superfici carsiche https://www.boegan.it/1997/01/strumentazione-e-misure-sulla-dissoluzione-delle-superfici-carsiche/
[54] [PDF] Studio idrogeologico della Valle e del Lago di Tovel – MUSE Trento https://www2.muse.it/pubblicazioni/5/actaB81s2/Vol_LagoTovel_016.pdf

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Abisso Dolly, le esplorazioni continuano: tre chilometri di grotte sotto il Mondolè

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Le ricerche dello Speleo Club Tanaro, avviate nel 2024 anche con speleologi del Gruppo Speleologico Martel di Genova, hanno portato alla scoperta di nuove grandi gallerie e pozzi. Il sistema raggiunge ora circa tre chilometri di sviluppo, mentre forti correnti d’aria indicano possibili prosecuzioni ancora da esplorare

Quando alla fine di agosto avevamo raccontato su Scintilena le nuove esplorazioni all’Abisso Dolly, avevamo scelto di aspettare che fossero gli stessi speleologi a fornire un quadro più completo delle scoperte.

Quel momento è arrivato.

Le esplorazioni condotte sotto il massiccio del Mondolè, nelle Alpi Liguri piemontesi, hanno portato lo sviluppo rilevato dell’Abisso Dolly a circa tre chilometri, con grandi gallerie, nuovi pozzi e diverse prosecuzioni ancora aperte.

I risultati sono emersi soprattutto durante il campo organizzato nell’agosto 2026 dallo Speleo Club Tanaro nella zona del Lago delle Scalette, nei pressi del rifugio della Balma.

«Una settimana di campo dello SCT – Speleo Club Tanaro ci ha regalato tante emozioni e più di 800 metri di esplorazione in una grotta conosciuta da tempo, l’Abisso Dolly. Dietro uno stretto passaggio si sono svelati a noi ambienti inaspettati, grandi e affascinanti. Una settimana di convivialità sana con belle persone accomunate dalla stessa passione. Esplorare e rilevare, quanto mi mancavi grotta!!»

Una storia esplorativa ripresa nel 2024

L’Abisso Dolly non è una nuova cavità. Conosciuto ed esplorato fin dalla fine degli anni Settanta, aveva uno sviluppo noto di circa 1.400 metri e raggiungeva una profondità nell’ordine dei 270 metri.

Nel 2024 lo Speleo Club Tanaro, insieme ad alcuni componenti del Gruppo Speleologico Martel di Genova, ha ripreso le esplorazioni, effettuando un nuovo rilievo topografico e individuando nuove gallerie nelle parti profonde della cavità.

Un lavoro proseguito negli anni successivi e che nell’estate 2026 ha prodotto risultati ben superiori alle aspettative iniziali.

Le discese di agosto erano infatti programmate anche per completare il rilievo. Durante le esplorazioni, una facile arrampicata ha però consentito di raggiungere un passaggio sconosciuto e, oltre questo, una successione di gallerie di grandi dimensioni e pozzi.

Le nuove diramazioni sembrano svilupparsi in direzioni differenti: alcune verso la punta del Mondolè, altre verso cima Losera.

Un pozzo di 80 metri e molta aria

Le esplorazioni sono tutt’altro che concluse.

Gli speleologi hanno raggiunto il fondo di un pozzo di circa 80 metri, mentre altre arrampicate hanno permesso di intravedere ulteriori gallerie ancora da percorrere.

Particolarmente interessante è la presenza, nei nuovi settori, di una forte circolazione d’aria.

Per gli speleologi l’aria è spesso uno degli indizi più importanti nella ricerca delle prosecuzioni: una corrente significativa può indicare collegamenti con altri ambienti, ingressi sconosciuti o comunque l’esistenza di un sistema sotterraneo più articolato rispetto a quello già percorso.

Non permette naturalmente di prevedere quanto proseguirà una grotta, ma rappresenta un segnale che invita a continuare le ricerche.

Il rilievo dell’Abisso Dolly raggiunge attualmente circa tre chilometri di sviluppo, mentre il nuovo fondo è indicato a -275 metri.

Le acque sotterranee del Mondolè

La Dolly è interessante anche dal punto di vista idrogeologico.

All’interno della cavità scorrono due corsi d’acqua sotterranei. Esperimenti effettuati in passato mediante traccianti hanno dimostrato il collegamento di uno di questi con la sorgente di Artesina, utilizzata per l’approvvigionamento idropotabile del centro turistico.

Le nuove esplorazioni possono quindi contribuire non soltanto alla conoscenza speleologica del massiccio, ma anche alla ricostruzione della circolazione delle acque all’interno del sistema carsico compreso fra il Mondolè e le sorgenti del torrente Maudagna.

Un campo con speleologi di diversi gruppi

Al campo esplorativo dell’agosto 2026 hanno partecipato circa quindici speleologi. Oltre allo Speleo Club Tanaro, sono stati coinvolti speleologi del Gruppo Speleologico Alpi Marittime e del Gruppo Speleologico Valsesiano, nonché alcuni componenti del Gruppo Speleologico Martel di Genova. Nella ripresa delle esplorazioni della Dolly, iniziata nel 2024, il Martel aveva lanciato il sasso e ritrovato l’ingresso della Dolly!

Il Comune di Frabosa Sottana ha sostenuto logisticamente le attività mettendo a disposizione degli speleologi, per una decina di giorni, la casera nei pressi del Lago delle Scalette, utilizzata come deposito per i materiali e punto d’appoggio.

Non soltanto Dolly: il ghiaccio che arretra sotto il Mondolè

Il campo ha interessato anche altre cavità del massiccio.

Nei pressi della grande depressione del Bacino del Mondolè è stata scesa e rilevata una grotta profonda circa 75 metri, nella quale sono presenti importanti depositi di neve e ghiaccio anche durante l’estate.

Ma proprio il confronto con le osservazioni del passato sta mostrando trasformazioni rilevanti.

In un’altra cavità verticale esplorata nel 1988, il deposito di neve ghiacciata iniziava allora a una decina di metri dall’ingresso e proseguiva per oltre 90 metri di profondità. Oggi il ghiaccio compare soltanto intorno ai 25 metri dall’ingresso, con una riduzione superiore a 15 metri dello spessore osservato in passato.

La Balma ghiacciata perde il suo ghiaccio estivo

Ancora più significativo è quanto sta accadendo alla storica Balma ghiacciata del Mondolè, oggetto dal 2022 di studi condotti da ARPA Piemonte e Politecnico di Torino.

La cavità è conosciuta da secoli: una sua descrizione compare già nel 1788, nel lavoro di Nallino Il corso del Fiume Ellero.

Per lungo tempo uno dei suoi elementi caratteristici è stato il ghiaccio, che riusciva a conservarsi negli ambienti prossimi all’ingresso anche durante l’estate.

Secondo quanto riferito dal professor Bartolomeo Vigna, negli ultimi due anni i depositi sono invece scomparsi completamente già nel mese di giugno.

Le misurazioni effettuate con termometri ad alta precisione, installati per registrare la temperatura dell’aria e della roccia, mostrano un aumento delle temperature, particolarmente significativo durante l’inverno. A questo si associa la diminuzione delle precipitazioni nevose.

Il meccanismo che consentiva alla cavità di accumulare aria fredda durante la stagione invernale e conservare il ghiaccio nei mesi successivi sta quindi modificandosi.

Un Mondolè ancora da esplorare

Sotto il Mondolè emergono così due storie apparentemente diverse ma strettamente legate alla conoscenza dell’ambiente sotterraneo.

Da una parte l’Abisso Dolly continua ad allungarsi sulle carte degli speleologi: da circa 1.400 metri conosciuti a un rilievo che oggi raggiunge i tre chilometri, con pozzi, gallerie e correnti d’aria che indicano che l’esplorazione non è terminata.

Dall’altra, le cavità ghiacciate conservano la memoria di condizioni climatiche che stanno cambiando rapidamente.

Nel sottosuolo del Mondolè, dunque, gli speleologi non stanno soltanto cercando nuovi passaggi. Stanno raccogliendo informazioni sulla circolazione delle acque, sull’evoluzione del carsismo e sulle trasformazioni ambientali di un massiccio che, nonostante decenni di esplorazioni, ha ancora molto da raccontare.

Fonti

Unione Monregalese, Mattia Clerico, 15 ottobre 2026 https://www.unionemonregalese.it/news/territorio/319201/scoperto-un-nuovo-mondo-sotterraneo-3-chilometri-di-grotte-sotto-il-mondole.html

Scintilena, Abisso Dolly, oltre 800 metri di nuove esplorazioni 25 agosto 2026

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Traversella, nelle storiche miniere ex Fiat si cercano terre rare e materie prime critiche

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Nelle gallerie dismesse da oltre cinquant’anni sono in corso campionamenti e indagini geologiche. Per raggiungere alcuni settori i tecnici vengono calati dai pozzi di aerazione con il supporto del Soccorso Speleologico.

Le storiche miniere di Traversella, in Valchiusella, nel Canavese piemontese, tornano al centro dell’attenzione. A più di mezzo secolo dalla fine dell’attività estrattiva della Fiat, nel sottosuolo della Città metropolitana di Torino è in corso una nuova campagna di ricerca dedicata alla presenza di minerali e materie prime di crescente interesse industriale.

La Regione Piemonte ha conferito alla società Raw Materials Italia S.r.l. il permesso di ricerca denominato “Traversella”, relativo ad arsenico, barite, manganese, nichel, rame, tungsteno e terre rare pesanti e leggere. L’area interessata si estende per 94,8 ettari nei territori comunali di Traversella e, in misura minore, di Valchiusa.

Il programma autorizzato prevede la rielaborazione dei dati geologici esistenti, la realizzazione di cartografie di dettaglio, il campionamento delle rocce affioranti, il prelievo di campioni in tunnel e cave preesistenti, analisi mineralogiche e petrografiche, prospezioni geofisiche non invasive e campionamenti dei sedimenti dei corsi d’acqua. Sono inoltre previsti, se necessari, rilievi geofisici mediante droni.

Per il momento non si tratta quindi della riapertura della miniera. Nelle attività condotte finora non sono stati effettuati scavi o carotaggi: i tecnici entrano nelle vecchie gallerie per eseguire rilievi, prelevare piccoli campioni di roccia e acquisire informazioni sulla struttura e sulle caratteristiche mineralogiche del giacimento.

Secondo quanto riferito dal sindaco di Traversella Marco Puglisi, i campioni raccolti sono stati inviati per le analisi a laboratori in Cina e Canada e all’Università di Siena. Alle operazioni partecipano squadre ristrette di specialisti, tra geologi, mineralogisti, chimici, ricercatori e docenti universitari.

Particolarmente interessante per il mondo speleologico è la modalità utilizzata per raggiungere alcuni settori del complesso minerario. Quando necessario, i tecnici vengono calati attraverso i vecchi pozzi di aerazione con il supporto del Soccorso Speleologico, evitando così di aprire o riaprire preventivamente gallerie prima di averne verificato l’interesse ai fini della ricerca.

Le indagini riguardano anche gli ambienti sotterranei della storica miniera, la cui concessione è intestata al Comune di Traversella. Proprio per consentire campionamenti e rilievi all’interno di questi sotterranei, la Regione Piemonte ha previsto una specifica convenzione tra il Comune e Raw Materials Italia, accompagnata dall’aggiornamento della documentazione relativa alla sicurezza delle attività in miniera.

La storia amministrativa del giacimento è anch’essa particolare. Nel 2004 la concessione mineraria “Traversella”, estesa su 397,45 ettari, venne trasferita al Comune. Tra i minerali contemplati dalla concessione figuravano già, oltre a ferro, rame, pirite, piombo e numerosi altri metalli, anche tungsteno e terre rare.

Oggi l’interesse economico è però profondamente diverso da quello che aveva caratterizzato l’attività mineraria del Novecento. La Fiat aveva estratto ferro a Traversella fino al 1971, mentre le nuove ricerche sono rivolte a sostanze presenti anche in quantità molto inferiori, ma divenute importanti per numerose applicazioni tecnologiche e industriali.

Il permesso di ricerca regionale ha una durata prevista di due anni e servirà a raccogliere dati sufficienti per valutare la reale consistenza e l’interesse dei giacimenti. Soltanto sulla base dei risultati potrà essere presa in considerazione l’eventualità di una futura attività estrattiva, che richiederebbe comunque ulteriori procedure autorizzative e valutazioni sotto il profilo tecnico, economico, ambientale e della sicurezza.

A Traversella, intanto, un esteso patrimonio di cavità artificiali realizzate nel corso di secoli di attività mineraria torna a essere percorso e studiato. Vecchie gallerie e pozzi, nati per un’industria ormai scomparsa, diventano così ancora una volta luoghi di ricerca sul sottosuolo e sulle risorse che custodisce.

Aggiungo una considerazione dal punto di vista ambientale: ad oggi, ambientalmente, la fase attuale di ricerca ha un impatto limitato, trattandosi soprattutto di rilievi, campionamenti e indagini non invasive.

Ben diversa sarebbe invece l’eventuale apertura di una nuova fase estrattiva, che dovrebbe confrontarsi con la fragilità dell’ambiente alpino, con la gestione delle acque, dei materiali di scarto e con la tutela del paesaggio e degli ecosistemi locali.

La presenza di materie prime critiche può rappresentare una risorsa strategica, ma ogni ipotesi di sfruttamento dovrà essere valutata tenendo insieme interesse economico, sicurezza, sostenibilità ambientale e conservazione del patrimonio storico-minerario di Traversella.

Fonti:

Regione Piemonte – Determinazione Dirigenziale n. 6 del 13 gennaio 2026, Permesso di ricerca mineraria “Traversella”.

Regione Piemonte – Bollettino Ufficiale n. 38/2025, domanda di conferimento del permesso di ricerca mineraria “Traversella”.

Regione Piemonte – Determinazione Dirigenziale n. 257 del 22 novembre 2004, trasferimento al Comune di Traversella della concessione mineraria “Traversella”.

La Sentinella del Canavese – Simona Bombonato, “Traversella, nelle storiche miniere ex Fiat parte la corsa alle terre rare”, 3 ottobre 2026.

Foto: Ingresso di una delle storiche miniere di ferro di Traversella, in Valchiusella. Foto: Laurom / Wikimedia Commons – Pubblico dominio

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