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Abisso Dolly, le esplorazioni continuano: tre chilometri di grotte sotto il Mondolè

Október 16th 2026 at 06:00

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Le ricerche dello Speleo Club Tanaro, avviate nel 2024 anche con speleologi del Gruppo Speleologico Martel di Genova, hanno portato alla scoperta di nuove grandi gallerie e pozzi. Il sistema raggiunge ora circa tre chilometri di sviluppo, mentre forti correnti d’aria indicano possibili prosecuzioni ancora da esplorare

Quando alla fine di agosto avevamo raccontato su Scintilena le nuove esplorazioni all’Abisso Dolly, avevamo scelto di aspettare che fossero gli stessi speleologi a fornire un quadro più completo delle scoperte.

Quel momento è arrivato.

Le esplorazioni condotte sotto il massiccio del Mondolè, nelle Alpi Liguri piemontesi, hanno portato lo sviluppo rilevato dell’Abisso Dolly a circa tre chilometri, con grandi gallerie, nuovi pozzi e diverse prosecuzioni ancora aperte.

I risultati sono emersi soprattutto durante il campo organizzato nell’agosto 2026 dallo Speleo Club Tanaro nella zona del Lago delle Scalette, nei pressi del rifugio della Balma.

«Una settimana di campo dello SCT – Speleo Club Tanaro ci ha regalato tante emozioni e più di 800 metri di esplorazione in una grotta conosciuta da tempo, l’Abisso Dolly. Dietro uno stretto passaggio si sono svelati a noi ambienti inaspettati, grandi e affascinanti. Una settimana di convivialità sana con belle persone accomunate dalla stessa passione. Esplorare e rilevare, quanto mi mancavi grotta!!»

Una storia esplorativa ripresa nel 2024

L’Abisso Dolly non è una nuova cavità. Conosciuto ed esplorato fin dalla fine degli anni Settanta, aveva uno sviluppo noto di circa 1.400 metri e raggiungeva una profondità nell’ordine dei 270 metri.

Nel 2024 lo Speleo Club Tanaro, insieme ad alcuni componenti del Gruppo Speleologico Martel di Genova, ha ripreso le esplorazioni, effettuando un nuovo rilievo topografico e individuando nuove gallerie nelle parti profonde della cavità.

Un lavoro proseguito negli anni successivi e che nell’estate 2026 ha prodotto risultati ben superiori alle aspettative iniziali.

Le discese di agosto erano infatti programmate anche per completare il rilievo. Durante le esplorazioni, una facile arrampicata ha però consentito di raggiungere un passaggio sconosciuto e, oltre questo, una successione di gallerie di grandi dimensioni e pozzi.

Le nuove diramazioni sembrano svilupparsi in direzioni differenti: alcune verso la punta del Mondolè, altre verso cima Losera.

Un pozzo di 80 metri e molta aria

Le esplorazioni sono tutt’altro che concluse.

Gli speleologi hanno raggiunto il fondo di un pozzo di circa 80 metri, mentre altre arrampicate hanno permesso di intravedere ulteriori gallerie ancora da percorrere.

Particolarmente interessante è la presenza, nei nuovi settori, di una forte circolazione d’aria.

Per gli speleologi l’aria è spesso uno degli indizi più importanti nella ricerca delle prosecuzioni: una corrente significativa può indicare collegamenti con altri ambienti, ingressi sconosciuti o comunque l’esistenza di un sistema sotterraneo più articolato rispetto a quello già percorso.

Non permette naturalmente di prevedere quanto proseguirà una grotta, ma rappresenta un segnale che invita a continuare le ricerche.

Il rilievo dell’Abisso Dolly raggiunge attualmente circa tre chilometri di sviluppo, mentre il nuovo fondo è indicato a -275 metri.

Le acque sotterranee del Mondolè

La Dolly è interessante anche dal punto di vista idrogeologico.

All’interno della cavità scorrono due corsi d’acqua sotterranei. Esperimenti effettuati in passato mediante traccianti hanno dimostrato il collegamento di uno di questi con la sorgente di Artesina, utilizzata per l’approvvigionamento idropotabile del centro turistico.

Le nuove esplorazioni possono quindi contribuire non soltanto alla conoscenza speleologica del massiccio, ma anche alla ricostruzione della circolazione delle acque all’interno del sistema carsico compreso fra il Mondolè e le sorgenti del torrente Maudagna.

Un campo con speleologi di diversi gruppi

Al campo esplorativo dell’agosto 2026 hanno partecipato circa quindici speleologi. Oltre allo Speleo Club Tanaro, sono stati coinvolti speleologi del Gruppo Speleologico Alpi Marittime e del Gruppo Speleologico Valsesiano, nonché alcuni componenti del Gruppo Speleologico Martel di Genova. Nella ripresa delle esplorazioni della Dolly, iniziata nel 2024, il Martel aveva lanciato il sasso e ritrovato l’ingresso della Dolly!

Il Comune di Frabosa Sottana ha sostenuto logisticamente le attività mettendo a disposizione degli speleologi, per una decina di giorni, la casera nei pressi del Lago delle Scalette, utilizzata come deposito per i materiali e punto d’appoggio.

Non soltanto Dolly: il ghiaccio che arretra sotto il Mondolè

Il campo ha interessato anche altre cavità del massiccio.

Nei pressi della grande depressione del Bacino del Mondolè è stata scesa e rilevata una grotta profonda circa 75 metri, nella quale sono presenti importanti depositi di neve e ghiaccio anche durante l’estate.

Ma proprio il confronto con le osservazioni del passato sta mostrando trasformazioni rilevanti.

In un’altra cavità verticale esplorata nel 1988, il deposito di neve ghiacciata iniziava allora a una decina di metri dall’ingresso e proseguiva per oltre 90 metri di profondità. Oggi il ghiaccio compare soltanto intorno ai 25 metri dall’ingresso, con una riduzione superiore a 15 metri dello spessore osservato in passato.

La Balma ghiacciata perde il suo ghiaccio estivo

Ancora più significativo è quanto sta accadendo alla storica Balma ghiacciata del Mondolè, oggetto dal 2022 di studi condotti da ARPA Piemonte e Politecnico di Torino.

La cavità è conosciuta da secoli: una sua descrizione compare già nel 1788, nel lavoro di Nallino Il corso del Fiume Ellero.

Per lungo tempo uno dei suoi elementi caratteristici è stato il ghiaccio, che riusciva a conservarsi negli ambienti prossimi all’ingresso anche durante l’estate.

Secondo quanto riferito dal professor Bartolomeo Vigna, negli ultimi due anni i depositi sono invece scomparsi completamente già nel mese di giugno.

Le misurazioni effettuate con termometri ad alta precisione, installati per registrare la temperatura dell’aria e della roccia, mostrano un aumento delle temperature, particolarmente significativo durante l’inverno. A questo si associa la diminuzione delle precipitazioni nevose.

Il meccanismo che consentiva alla cavità di accumulare aria fredda durante la stagione invernale e conservare il ghiaccio nei mesi successivi sta quindi modificandosi.

Un Mondolè ancora da esplorare

Sotto il Mondolè emergono così due storie apparentemente diverse ma strettamente legate alla conoscenza dell’ambiente sotterraneo.

Da una parte l’Abisso Dolly continua ad allungarsi sulle carte degli speleologi: da circa 1.400 metri conosciuti a un rilievo che oggi raggiunge i tre chilometri, con pozzi, gallerie e correnti d’aria che indicano che l’esplorazione non è terminata.

Dall’altra, le cavità ghiacciate conservano la memoria di condizioni climatiche che stanno cambiando rapidamente.

Nel sottosuolo del Mondolè, dunque, gli speleologi non stanno soltanto cercando nuovi passaggi. Stanno raccogliendo informazioni sulla circolazione delle acque, sull’evoluzione del carsismo e sulle trasformazioni ambientali di un massiccio che, nonostante decenni di esplorazioni, ha ancora molto da raccontare.

Fonti

Unione Monregalese, Mattia Clerico, 15 ottobre 2026 https://www.unionemonregalese.it/news/territorio/319201/scoperto-un-nuovo-mondo-sotterraneo-3-chilometri-di-grotte-sotto-il-mondole.html

Scintilena, Abisso Dolly, oltre 800 metri di nuove esplorazioni 25 agosto 2026

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