Saqqara, scavata la mastaba di Yunmin e Iti: due cappelle della V dinastia tornano alla luce
La mastaba di Saqqara, nota dall’Ottocento, è stata indagata da una missione egiziano-spagnola. Rilievi, iscrizioni e colori conservati aprono nuove prospettive sulla necropoli di Mariette e sulla vita amministrativa dell’Antico Regno.
Mastaba di Saqqara: lo scavo nella necropoli di Mariette
Una mastaba di Saqqara conosciuta in superficie da oltre un secolo e mezzo è stata oggetto di uno scavo archeologico sistematico. La scoperta riguarda la tomba doppia di Yunmin e di suo padre Iti, nella necropoli di Mariette, nel settore settentrionale del vasto complesso funerario di Saqqara, a ovest del Cairo.
La ricerca è stata svolta dalla missione egiziano-spagnola nata dalla collaborazione fra l’Universitat Autònoma de Barcelona e il Consiglio Supremo delle Antichità egiziano. Il cantiere è attivo dal 2023. La prima campagna sul terreno è iniziata nel 2024, mentre gli ultimi lavori si sono svolti tra aprile e giugno 2026.
La mastaba di Saqqara risale alla fine della V dinastia, nel periodo del faraone Djedkare Isesi. Le cronologie riportate nelle comunicazioni istituzionali collocano questa fase dell’Antico Regno fra il 2494 e il 2345 a.C. Il monumento era stato riconosciuto nell’area esplorata da Auguste Mariette nel XIX secolo, ma non era mai stato scavato e documentato in modo approfondito.
Il caso mostra il valore delle indagini condotte anche in paesaggi archeologici studiati da lungo tempo. La lettura della topografia, delle strutture emergenti e dei rapporti fra edifici ha portato infatti a definire meglio non solo la tomba, ma anche il contesto urbano della necropoli.
Yunmin e Iti: funzionari dell’Antico Regno
La mastaba di Saqqara ha una piattaforma di medie dimensioni e due cappelle funerarie aperte sul lato orientale. La cappella settentrionale era destinata a Yunmin, mentre quella meridionale apparteneva a Iti.
Yunmin ricopriva incarichi di rilievo nell’amministrazione egizia. Le fonti lo identificano come giudice, direttore della corte e capo degli scribi incaricati di esaminare petizioni e reclami. La sua figura offre quindi un riferimento diretto alla gestione delle controversie e delle richieste rivolte all’apparato statale.
Iti, padre di Yunmin, era invece uno scriba collegato alla gestione delle terre agricole e delle offerte. La tomba congiunta permette di osservare, nello stesso monumento, due livelli dell’amministrazione e un possibile percorso di ascesa sociale dalla sfera territoriale a quella centrale.
La cappella di Yunmin conserva una facciata scolpita con testi funerari, una formula d’offerta e l’immagine del proprietario in posa formale. Questi elementi associavano il defunto alle pratiche cultuali necessarie alla sua commemorazione.
Rilievi e colori della mastaba di Saqqara
Le pareti della cappella di Yunmin sono decorate con rilievi di buona qualità. Le scene raffigurano attività agricole e processioni di portatori di offerte dirette alla tomba. Sono presenti anche animali, fra cui asini.
Un dato rilevante riguarda la conservazione della policromia. Diverse decorazioni hanno mantenuto i colori originali dopo più di quattro millenni. Nella cappella di Iti sono state individuate una falsa porta e pitture con scene di offerte; in questo ambiente una parte più ampia dei pigmenti risulta sbiadita.
La falsa porta era un elemento centrale dell’architettura funeraria egizia. Rappresentava il punto di passaggio simbolico attraverso il quale il defunto poteva ricevere offerte e partecipare al culto. Testi, immagini e architettura formavano quindi un unico dispositivo rituale.
La mastaba di Saqqara aggiunge dati sulle tecniche decorative, sui modelli architettonici e sulle forme di autorappresentazione delle élite della tarda V dinastia. Le immagini agricole non sono semplici scene di vita quotidiana. Nel contesto funerario evocano anche la continuità delle risorse e delle offerte destinate al proprietario della tomba.
Saqqara come paesaggio funerario e urbano
Il lavoro della missione non si concentra soltanto sui due ambienti funerari. Gli archeologi stanno analizzando l’organizzazione dello spazio circostante, il rapporto tra edifici e percorsi, le dinamiche del paesaggio e l’uso delle aree della necropoli.
In questa prospettiva, Saqqara non appare come una somma di tombe isolate. Era uno spazio frequentato per la costruzione dei monumenti, per il deposito delle offerte e per lo svolgimento dei culti funerari. Lo studio delle strade, delle aree aperte e delle relazioni tra mastabe può chiarire come questo settore sia stato progettato e utilizzato nel tempo.
Le ricognizioni cartografiche e la ricostruzione dell’assetto della necropoli hanno già indicato una mastaba non nota in precedenza e tracce di altre due strutture vicine. Le future campagne potranno verificare natura, cronologia e connessioni di questi edifici.
La documentazione completa delle cappelle di Yunmin e Iti e gli interventi di conservazione annunciati saranno essenziali per proteggere le superfici decorate. Il rinvenimento conferma che la ricerca a Saqqara può ancora offrire informazioni significative, anche nei settori registrati dalla tradizione archeologica ottocentesca.
Fonti
- Universitat Autònoma de Barcelona, “First day of the 8th Ibero-American Congress of Egyptology”, 7 settembre 2026: https://www.uab.cat/web/newsroom/news-detail/-1345830290613.html?detid=1345999272149
- Xinhua, “Over 4,000-year-old tomb discovered at Egypt’s Saqqara”, 7 settembre 2026: https://english.news.cn/africa/20260907/f2721b7a50fe4145a903775d86254690/c.html
- Euronews, “Spanish archaeologists find 4,400-year-old tomb in Egypt with original colours intact”, 8 settembre 2026: https://www.euronews.com/culture/2026/09/08/spanish-archaeologists-find-4400-year-old-tomb-in-egypt-with-original-colours-intact
L'articolo Saqqara, scavata la mastaba di Yunmin e Iti: due cappelle della V dinastia tornano alla luce proviene da Scintilena.


