CRYOSPHERE IN MOTION, il CNR invita a raccontare la criosfera anche attraverso la speleologia
Video amatoriali sulla montagna, la ricerca e le trasformazioni di ghiaccio, neve e permafrost: candidature entro le ore 12 del 15 ottobre 2026
Il Consiglio Nazionale delle Ricerche apre la selezione CRYOSPHERE IN MOTION, un video contest promosso dal Dipartimento di Scienze del Sistema Terra e Tecnologie per l’Ambiente, il DSSTTA-CNR, insieme al Gruppo di Lavoro Montagne.
L’iniziativa ha finalità divulgative e culturali, non commerciali, e mira a raccogliere contributi audiovisivi capaci di spiegare al pubblico le trasformazioni della criosfera e il rapporto tra scienza, ambiente e società. [web:2][web:14]
La scadenza è fissata alle ore 12:00 del 15 ottobre 2026. La candidatura sarà completa solo quando saranno stati inviati i documenti richiesti, compilato il modulo online e caricato il video attraverso il link personale trasmesso dal sistema. [web:2]
Criosfera e cambiamenti climatici nelle aree montane
Con il termine criosfera si indicano le componenti del sistema Terra che contengono acqua allo stato solido.
La definizione comprende neve, ghiacciai, calotte e piattaforme glaciali, ghiaccio marino, ghiaccio lacustre e fluviale, permafrost e suoli stagionalmente congelati. Il permafrost, in particolare, è il terreno che rimane a una temperatura uguale o inferiore a 0 °C per almeno due anni consecutivi. [web:22][web:34]
Nelle montagne la criosfera svolge un ruolo diretto nel ciclo dell’acqua. Neve e ghiaccio alimentano torrenti e sorgenti durante la fusione stagionale. Le variazioni della loro estensione e della loro durata possono influire sulle risorse idriche, sugli ecosistemi, sulla stabilità dei versanti e sulla sicurezza delle attività in quota.
Il Gruppo di Lavoro Montagne del DSSTTA affronta questi temi attraverso osservazioni, analisi degli impatti, scenari futuri e attività di formazione e comunicazione. Tra gli ambiti indicati dal gruppo figurano anche le ricostruzioni paleoclimatiche ottenute tramite carote di ghiaccio, sedimenti, torbiere e speleotemi. [web:48]
Tre categorie per raccontare la criosfera
Il bando prevede tre tematiche. La prima, “Vivere la Criosfera – Sperimentare i cambiamenti della criosfera”, è rivolta alle esperienze delle comunità montane, dei professionisti e delle persone che frequentano la montagna.
Un video può concentrarsi su un cambiamento osservato in un luogo preciso, come la durata dell’innevamento, la disponibilità d’acqua o l’accessibilità di un itinerario.
La seconda categoria, “Science in action – Storie di ricerca sulla criosfera”, riguarda il lavoro di scienziati e studenti. Il racconto può mostrare strumenti, misure, sopralluoghi, campionamenti e discussioni sull’interpretazione dei dati. L’attenzione è posta sul processo della ricerca, compresi i suoi limiti e le sue incertezze.
La terza categoria, “Sguardi creativi – Reimmaginare la criosfera attraverso il video”, accoglie interpretazioni artistiche e innovative. Sono possibili materiali d’archivio, montaggi comparativi, animazioni e paesaggi sonori. Restano necessari il rispetto dei diritti e la chiarezza delle eventuali informazioni scientifiche utilizzate. [web:2]
La glaciospeleologia come possibile chiave narrativa
La comunità speleologica può collegarsi al contest attraverso la glaciospeleologia, la disciplina che studia le cavità presenti nei ghiacciai. Le grotte glaciali sono modellate soprattutto dall’acqua di fusione. Fratture, pozzi e gallerie possono svilupparsi rapidamente e modificarsi nel corso di una stagione. [web:44][web:55]
Il tema è distinto da quello delle grotte in roccia che contengono ghiaccio perenne, spesso chiamate ice cave. In Italia sono state censite numerose cavità con neve, firn o ghiaccio pluriennale. Questi ambienti possono offrire informazioni sulla circolazione dell’acqua, sulle condizioni termiche sotterranee e sulla risposta degli ecosistemi alle variazioni climatiche. [web:42][web:56]
Un video speleologico sarà pertinente solo se il legame con la criosfera è dimostrato. Una grotta non diventa automaticamente un soggetto criosferico perché si trova in montagna. Il nesso può essere documentato attraverso il ghiaccio sotterraneo, l’acqua di fusione, il permafrost, la ricerca sul microclima o il confronto tra immagini realizzate in periodi diversi.
Anche gli speleotemi possono contribuire a un racconto scientifico. Le loro caratteristiche chimiche e isotopiche vengono utilizzate in studi paleoclimatici, pur richiedendo metodi di datazione, interpretazione e controllo delle incertezze. Il file di riferimento sulla storia e sull’introduzione alla speleologia richiama il valore delle grotte come ambienti di ricerca e documenta l’interesse della disciplina per il ghiaccio antartico, le cavità glaciali e gli archivi ambientali sotterranei. [file:1][web:23][web:48]
Requisiti e procedura di candidatura
Possono partecipare persone fisiche maggiorenni, singolarmente o in gruppo. Ogni partecipante può presentare un solo video e scegliere una sola tematica. Il filmato deve avere una durata massima di cinque minuti, essere in formato MOV, MP4, AVI o MKV, e utilizzare l’italiano o l’inglese. Deve inoltre essere originale e non violare diritti di terzi. [web:2]
La procedura prevede quattro adempimenti principali:
- invio a gdl.montagne@cnr.it della Manifestazione di interesse, compilata e firmata, insieme a un documento di identità valido;
- trasmissione di eventuali permessi per droni, del modulo SIAE per musiche acquistate con diritti d’autore e delle altre autorizzazioni pertinenti;
- compilazione del modulo online, con indicazione della categoria e una relazione illustrativa di massimo 4.000 caratteri;
- caricamento del video tramite il link personale ricevuto via e-mail dopo la compilazione del modulo.
L’avviso non indica un limite temporale per la realizzazione dei video. Un filmato d’archivio può quindi essere valutato in linea di principio, se è originale, utilizzabile dal punto di vista dei diritti e coerente con una delle tre categorie. La precedente pubblicazione non sostituisce la verifica della titolarità delle immagini, delle musiche, delle liberatorie e delle autorizzazioni sui luoghi ripresi.
Valutazione e presentazione dei video selezionati
Un Comitato di valutazione composto da cinque membri esaminerà i contributi. Nel comitato potranno essere presenti esperti di scienze della criosfera, comunicazione e divulgazione, produzione audiovisiva e rappresentanti del Gruppo di Lavoro Montagne. I criteri sono la coerenza con la tematica e il valore scientifico, l’originalità e la creatività del messaggio, oltre alla qualità tecnica e artistica. [web:2][web:14]
Saranno scelti tre video vincitori, uno per categoria. A ciascun vincitore sarà assegnato materiale tecnico per attività in ambiente montano, con un valore indicativo di 1.000 euro. La proclamazione e la presentazione dei contributi selezionati sono previste l’11 dicembre 2026, in occasione della Giornata Internazionale della Montagna, presso la sede centrale del CNR di Roma, in Piazzale Aldo Moro 7. [web:14]
Indicazioni per le riprese in grotta
Per le proposte speleologiche è importante distinguere sempre tra osservazioni dirette, interpretazioni e dati pubblicati. Le fonti scientifiche possono essere indicate nella relazione illustrativa o nei titoli di coda. Il racconto deve inoltre rispettare le condizioni di sicurezza e le regole di tutela dei siti.
Le riprese non devono favorire l’accesso improprio a cavità vulnerabili. Coordinate e dettagli sensibili possono essere omessi quando la loro diffusione espone il sito a danneggiamenti o disturbo. In presenza di chirotteri, la pianificazione deve evitare stress e interferenze durante i periodi più delicati del ciclo biologico. Sono necessarie anche le liberatorie delle persone riconoscibili e le autorizzazioni di proprietari, gestori, aree protette o autorità competenti, quando richieste.
Per la speleologia, CRYOSPHERE IN MOTION offre quindi uno spazio per raccontare il ghiaccio sotterraneo, l’acqua di fusione, la ricerca in grotta e il rapporto tra ambienti ipogei e cambiamenti della montagna. La solidità della candidatura dipenderà dalla coerenza scientifica del soggetto e dalla completezza della procedura, oltre che dalla qualità delle immagini.
Fonti
- CNR DSSTTA, pagina ufficiale del contest CRYOSPHERE IN MOTION: https://dta.cnr.it/project/cryosphere-in-motion/
- CNR URP, Avviso firmato CRYOSPHERE IN MOTION: https://www.urp.cnr.it/system/files?file=2026-07/AVVISO-CRYOSPHERE-IN-MOTION_signed.pdf
- CNR DSSTTA, Gruppo di Lavoro Montagne: https://dta.cnr.it/gruppi-di-lavoro/montagne/
- IPCC, Special Report on the Ocean and Cryosphere: https://www.ipcc.ch/site/assets/uploads/sites/3/2022/03/03_SROCC_Ch01_FINAL.pdf
- IPCC, Glossary of the Sixth Assessment Report: https://www.ipcc.ch/report/ar6/wg2/chapter/annex-ii/
- La Scintilena, Ghiacciai nascosti. La vita nelle grotte con ghiaccio: https://www.scintilena.com/ghiacciai-nascosti-la-vita-nelle-grotte-con-ghiaccio-ricerca-clima-ed-ecosistemi-invisibili-nelle-prealpi-venete/01/28/
- La Scintilena, Cavità nel ghiaccio del Montasio: https://www.scintilena.com/cavita-nel-ghiaccio-del-montasio-esplorazioni-e-segnali-di-una-criosfera-che-cambia/09/12/
- La Scintilena, Come si formano le grotte nel ghiaccio: https://www.scintilena.com/come-si-formano-le-grotte-nel-ghiaccio-ricerca-a-cura-di-eni-scuola/06/21/
- La Scintilena, Il monitoraggio della Grotta dell’Eiskapelle: https://www.scintilena.com/il-monitoraggio-della-grotta-delleiskapelle-33-anni-di-studio-di-un-campo-di-ghiaccio-firn-nel-sistema-carsico-delle-alpi-tedesche/07/27
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