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Neanderthal e Sapiens nelle grotte del Cilento: a Marina di Camerota, nel Cilento, in Campania, le nuove ricerche sulla preistoria

September 17th 2026 at 06:00

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Venerdì 25 settembre 2026, al Cinema Bolivar di Marina di Camerota, saranno presentati i risultati delle più recenti indagini archeologiche nella Grotta del Poggio e nella Grotta della Cala. Tra i protagonisti dell’incontro anche Fabio Negrino, archeologo e speleologo dell’Università di Genova, già noto ai lettori di Scintilena per le ricerche sui Neanderthal nelle grotte liguri

Marina di Camerota, luogo caro agli speleologi: dal 29 ottobre al 1° novembre 2021 ha ospitato Speleo Kamaraton, il Raduno Internazionale di Speleologia organizzato nel difficile periodo della pandemia. Un raduno coraggioso, che riportò centinaia di speleologi a incontrarsi e condividere esperienze dopo mesi di restrizioni e incertezze

Le grotte possono conservare per decine di migliaia di anni le tracce delle persone che le hanno frequentate. Strumenti in pietra, resti di animali, sedimenti e altri reperti permettono agli archeologi di ricostruire frammenti della vita delle popolazioni preistoriche e degli ambienti nei quali vivevano.

Di questo si parlerà venerdì 25 settembre alle ore 9.30, al Cinema Bolivar di Marina di Camerota, durante l’incontro “Due umanità, una penisola. La storia di Neanderthal e Sapiens in Italia centro-meridionale”.

Le nuove ricerche alla Grotta del Poggio e alla Grotta della Cala

L’appuntamento nasce dal lavoro del gruppo di ricerca impegnato nella Grotta del Poggio e nella Grotta della Cala, due importanti siti per lo studio della preistoria del Cilento.

Durante la mattinata saranno presentati i risultati delle più recenti indagini di archeologia preistorica condotte nell’Italia centro-meridionale, con particolare attenzione alla storia di Neanderthal e Homo sapiens e alle nuove conoscenze emerse dalle ricerche nelle grotte del territorio di Camerota.

L’incontro sarà aperto dai saluti istituzionali dell’Amministrazione comunale di Camerota. Sono annunciati gli interventi di Anna Onesti, Soprintendente Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Salerno e Avellino, e degli studiosi Adriana Moroni, Marie Bignon, Silvia Gazzo, Jacopo Gennai, Giulia Marciani, Erica Piccirilli e Sem Scaramucci.

Un archeologo che conosce bene le grotte

Per i lettori di Scintilena l’occasione è interessante anche per il collegamento con Fabio Negrino, archeologo, speleologo e docente di Preistoria e Protostoria dell’Università di Genova. Le sue ricerche riguardano le più antiche fasi della storia umana e da anni si intrecciano con il mondo delle grotte e della speleologia.

Scintilena lo ha seguito recentemente anche nelle ricerche all’Arma delle Manie, nel Finalese, dove una campagna internazionale di scavo sta studiando le ultime fasi della presenza dei Neanderthal in Liguria.

Il collegamento tra le ricerche liguri e quelle dell’Italia centro-meridionale offre così uno sguardo più ampio su uno dei passaggi più affascinanti della nostra preistoria: quello che vide la presenza nella penisola di due diverse umanità, Neanderthal e Homo sapiens.

E ancora una volta sono proprio le grotte, con i loro depositi conservati nel tempo, a rappresentare un archivio fondamentale per cercare di ricostruire questa storia.

Appuntamento a Marina di Camerota

“Due umanità, una penisola. La storia di Neanderthal e Sapiens in Italia centro-meridionale” si terrà venerdì 25 settembre 2026, alle ore 9.30, presso il Cinema Bolivar di Marina di Camerota.

Per chi segue Scintilena, l’incontro rappresenta anche l’occasione per ritrovare un ricercatore che abbiamo già incontrato diverse volte sulle nostre pagine.

L’Arma delle Manie e quella lezione dei Neanderthal che parla anche a tutti noi – Scintilena

Fabio Negrino racconta Neandertaliani e grotte preistoriche – Scintilena

Fonte: comunicazione dell’iniziativa e informazioni diffuse dal team di ricerca della Grotta del Poggio e della Grotta della Cala

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Preistoria del Beigua, a Varazze Fabio Negrino racconta le antiche frequentazioni di Alpicella: dal Riparo di Alpicella alla Strada Megalitica

August 31st 2026 at 05:00

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Sabato 5 settembre 2026 al Festival Sinestesie un incontro dedicato alla preistoria del territorio del Beigua e al Museo dell’Alpicella. Nell’entroterra di Varazze il Riparo di Rocca Due Teste conserva le tracce di frequentazioni dal Neolitico all’età dei metalli, in un particolare ambiente di roccia non calcarea.

VARAZZE (SV) – Un viaggio nella preistoria del Beigua, tra archeologia, ambiente e testimonianze delle comunità che migliaia di anni fa frequentavano l’entroterra ligure. È il tema dell’incontro con Fabio Negrino, docente di Archeologia preistorica e Paleontologia all’Università di Genova e speleologo, in programma sabato 5 settembre alle 21 al Giardino delle Boschine di Varazze, nell’ambito del Festival Sinestesie.

L’appuntamento, intitolato “La preistoria del Beigua e il Museo dell’Alpicella”, offre l’occasione per riscoprire un sito particolarmente interessante anche per chi si occupa del rapporto tra uomo e ambienti naturali: il Riparo sotto Roccia di Fenestrelle, o Rocca Due Teste, nei pressi della frazione di Alpicella.

Un riparo preistorico tra le rocce del Beigua

Scoperto casualmente nel 1977 da Mario Fenoglio, il riparo fu interessato da campagne archeologiche a partire dal 1979. Si apre alla base di una parete caratterizzata da una marcata scistosità ed è costituito da una stretta piattaforma naturale lunga circa 22 metri e larga non più di quattro.

Particolarmente curioso dal punto di vista geomorfologico è un profondo inghiottitoio, associato a un affioramento roccioso, che interrompe la piattaforma all’incirca a metà e divide il riparo in due settori.

Non si tratta, tuttavia, di una grotta carsica. Il Parco del Beigua definisce infatti Rocca Due Teste come una delle rare testimonianze liguri di insediamento preistorico in ambiente di roccia non calcarea: una precisazione importante in ambito speleologico, perché permette di inserire il sito nel più ampio tema dell’utilizzo umano di ripari e cavità naturali senza attribuirgli impropriamente un’origine carsica.

Dal Neolitico all’Età del Bronzo

Gli scavi hanno restituito una stratigrafia articolata. Nel settore occidentale sono particolarmente importanti i materiali riferibili al Neolitico Medio, con ceramiche della Cultura dei Vasi a Bocca Quadrata. La quantità dei reperti suggerisce che la frequentazione non fosse semplicemente occasionale.

Il riparo conobbe successivamente altre fasi di utilizzo. Tra i reperti figurano ceramiche e manufatti riferibili all’Età del Bronzo, compreso uno spillone in bronzo; la documentazione archeologica indica una presenza particolarmente significativa anche durante il Bronzo Finale.

Un dato di notevole interesse è inoltre la scoperta di una sepoltura incompleta di un fanciullo. Il Comune di Varazze la segnala come un caso finora unico di questo tipo al di fuori delle aree del Finalese e dell’Albenganese-Val Pennavaira.

Il sito racconta quindi un rapporto con il riparo naturale protratto per millenni e modificatosi nel tempo, dall’insediamento neolitico alle frequentazioni successive.

I reperti nel rinnovato Museo dell’Alpicella

Una parte importante dei materiali rinvenuti negli scavi è oggi conservata nell’Esposizione Archeologica Permanente “Mario Fenoglio” di Alpicella, intitolata proprio allo studioso e conoscitore del territorio che individuò Rocca Due Teste nel 1977.

L’esposizione raccoglie reperti provenienti dalle campagne archeologiche condotte tra il 1979 e il 1987 a Fenestrelle-Rocca Due Teste e Alpicella ed è stata completamente riallestita tra il 2025 e il 2026. Il percorso mette in relazione i reperti con il contesto archeologico, geologico e paesaggistico nel quale vissero le comunità preistoriche del Beigua.

Pietra verde e incisioni rupestri

Rocca Due Teste non è un episodio isolato. Il comprensorio del Beigua conserva numerose testimonianze di frequentazione preistorica. In particolare nell’area di Sassello sono stati rinvenuti manufatti, asce, accette e semilavorati in pietra verde, mentre il territorio conserva anche un articolato patrimonio di incisioni rupestri: coppelle, intagli, croci, canalette e altri segni prodotti in epoche differenti.

Il Parco ha creato anche l’itinerario “Alpicella Neolitica”, che collega idealmente l’esposizione archeologica, il sito di Fenestrelle e il territorio circostante. Dal paese il riparo è raggiungibile seguendo un sentiero che scende verso il torrente Teiro e attraversa il cosiddetto Ponte dei Saraceni.

È un paesaggio nel quale archeologia e geologia risultano strettamente intrecciate: proprio le caratteristiche naturali delle rocce e dei rilievi contribuirono a determinare i luoghi scelti dall’uomo preistorico per sostare e insediarsi.

La Strada Megalitica di Alpicella

Nel territorio di Alpicella si trova anche la suggestiva Strada Megalitica, inserita dal Parco del Beigua nell’itinerario escursionistico “Alpicella Neolitica”. Il tracciato, immerso nel bosco, presenta un tratto lastricato lungo poco più di cento metri, delimitato da grandi blocchi di pietra, e conduce verso un’area caratterizzata da massi infissi nel terreno. La particolare disposizione delle strutture e l’orientamento verso il Monte Greppino hanno fatto ipotizzare in passato possibili funzioni rituali o legami con il ciclo solare. Datazione e funzione restano tuttavia incerte, poiché la struttura non è stata oggetto di indagini archeologiche sufficienti a confermarne l’origine preistorica. La cosiddetta Strada Megalitica rimane quindi uno degli elementi più enigmatici del paesaggio archeologico del Beigua, da leggere con cautela accanto alle testimonianze preistoriche documentate di Alpicella.

Foto Fabio Negrino

L’incontro a Varazze

L’incontro con Fabio Negrino si svolgerà sabato 5 settembre 2026 alle ore 21 al Giardino delle Boschine, in Piazza San Bartolomeo 3 a Varazze. La partecipazione è gratuita.

La serata fa parte di Sinestesie – Festival Varazze, manifestazione dedicata all’incontro tra cultura, natura e differenti forme espressive.

Per gli appassionati di archeologia e speleologia, l’appuntamento rappresenta soprattutto l’occasione per conoscere meglio uno dei siti preistorici più interessanti dell’immediato entroterra ligure: un riparo naturale che, insieme ai reperti conservati ad Alpicella, testimonia una storia di frequentazioni umane lunga diversi millenni.

Fonti: Parco Naturale Regionale del Beigua; Comune di Varazze – Esposizione Archeologica Permanente “Mario Fenoglio”; programma Sinestesie – Festival Varazze.

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