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    ZO SÉRIE 100 ROKOV OBJAVENIA DOMICE STOROČNÝ ZÁPAS S POVODŇAMI A PODZEMNÁ PLAVBA Podzemný tok Styx a jeho prítok Domický potok, ktoré pretekajú Domicou, slúžili ako zdroj vody už jej pravekým obyvateľom. Ich korytá sú často úplne suché, no v čase prívalových dažďov sa nimi občas valia aj povodňové vody zaplavujúce jaskyňu. Od sprístupnenia ju, presnejšie jej prevádzku, sužujú občasné povodne, ktoré majú na vybavenie jaskyne často ničivý dopad. 11. júna 1963 prívalová voda valiaca sa vchodom uv
     

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ZO SÉRIE 100 ROKOV OBJAVENIA DOMICE
STOROČNÝ ZÁPAS S POVODŇAMI A PODZEMNÁ PLAVBA

Podzemný tok Styx a jeho prítok Domický potok, ktoré pretekajú Domicou, slúžili ako zdroj vody už jej pravekým obyvateľom. Ich korytá sú často úplne suché, no v čase prívalových dažďov sa nimi občas valia aj povodňové vody zaplavujúce jaskyňu. Od sprístupnenia ju, presnejšie jej prevádzku, sužujú občasné povodne, ktoré majú na vybavenie jaskyne často ničivý dopad. 11. júna 1963 prívalová voda valiaca sa vchodom uväznila v jaskyni 11 návštevníkov so sprievodcom, ktorí tam museli čakať do večera.
Preto sa v jaskyni a jej okolí vykonali viaceré opatrenia na zamedzene povodní, niektoré účinné a dobré, iné menej šťastné. V okolí jaskyne sú od r. 1968 vybudované protizáplavové nádrže – poldre, od r. 1984 je postavený súčasný vstupný objekt na betónovom monolite, ktorý chráni vchod pred prívalmi povodňových vôd valiacich sa z okolitých svahov na dno lievika, ktorým je vchod jaskyne. Lenže príroda je vždy nakoniec silnejšia a tak Domicu povodne ani v súčasnosti neobchádzajú.

Výkyvy hydrologického režimu sa najviac prejavujú na zriedkavom fungovaní ikonickej atrakcie Domice, podzemnej plavby na kanáli dlhom až 140 m, ktoré s problémami funguje už od r. 1932. Buď je vody nedostatok a kanál je suchý, ako je tomu teraz, alebo ho povodňové vody zanášajú sedimentom. Preto sa žiaľ nie každý rok podarí plavbu spustiť.

Historické fotografie: Slovenské múzeum ochrany prírody a jaskyniarstva
Ďalšie foto P. Staník a M. Rengevič













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  • Giornata internazionale delle Grotte e del Carsismo: un nuovo riconoscimento internazionale insieme al CAI e SSI
    Condividi La speleologia italiana si mobilita per la Giornata UNESCO La prima Giornata internazionale delle Grotte e del Carsismo promossa dall’UNESCO coinvolgerà la Società Speleologica Italiana e il Club Alpino Italiano. Gruppi speleologici, scuole e associazioni sono invitati a organizzare iniziative dedicate alla tutela delle grotte, del carsismo e delle risorse idriche. Domenica 13 settembre 2026 sarà celebrata per la prima volta la Giornata internazionale delle Grotte e del Carsismo
     

Giornata internazionale delle Grotte e del Carsismo: un nuovo riconoscimento internazionale insieme al CAI e SSI

Júl 10th 2026 at 10:00

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La speleologia italiana si mobilita per la Giornata UNESCO

La prima Giornata internazionale delle Grotte e del Carsismo promossa dall’UNESCO coinvolgerà la Società Speleologica Italiana e il Club Alpino Italiano. Gruppi speleologici, scuole e associazioni sono invitati a organizzare iniziative dedicate alla tutela delle grotte, del carsismo e delle risorse idriche.

Domenica 13 settembre 2026 sarà celebrata per la prima volta la Giornata internazionale delle Grotte e del Carsismo (International Day of Caves and Karst – IDCK), istituita dall’UNESCO su proposta dell’Unione Internazionale di Speleologia (UIS). La ricorrenza rappresenta un riconoscimento internazionale del ruolo che grotte e paesaggi carsici svolgono nella tutela dell’ambiente, nella ricerca scientifica e nella conservazione delle risorse idriche. (UNESCO?)

I sistemi carsici occupano circa il 25% delle terre emerse e costituiscono una delle principali riserve mondiali di acqua dolce. Oltre un miliardo di persone dipende direttamente dalle falde acquifere sviluppate in questi territori, che ospitano anche ecosistemi unici, importanti archivi paleoclimatici e un patrimonio naturale e culturale di grande valore. (Caves Karst Day?)

Società Speleologica Italiana e CAI rilanciano le Giornate della Speleologia

In Italia la Società Speleologica Italiana (SSI) e il Club Alpino Italiano (CAI) hanno annunciato una campagna nazionale che accompagnerà l’intero periodo di settembre e ottobre, con il momento centrale previsto nella settimana del 13 settembre.

L’iniziativa si inserisce nel percorso delle storiche Giornate Nazionali della Speleologia, che assumono ora una dimensione internazionale grazie alla nascita della Giornata internazionale delle Grotte e del Carsismo.

L’obiettivo è valorizzare il lavoro svolto quotidianamente dai gruppi speleologici sul territorio, mettendo in evidenza il contributo della speleologia alla ricerca scientifica, alla tutela ambientale e agli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite.

Grotte e carsismo: spazio alle iniziative dei gruppi locali

Il programma nazionale punta sul coinvolgimento diretto dei soci, delle scuole di speleologia e delle associazioni territoriali, chiamati a organizzare attività aperte al pubblico.

Tra le iniziative proposte figurano:

  • visite e open day in grotte, aree carsiche e grotte marine;
  • giornate di pulizia ambientale nell’ambito del progetto “Puliamo il Buio”;
  • conferenze dedicate alla ricerca scientifica, all’idrogeologia, ai cambiamenti climatici e allo studio delle concrezioni;
  • laboratori didattici e attività divulgative per bambini e famiglie;
  • mostre fotografiche, proiezioni di documentari e incontri dedicati alla cultura del mondo sotterraneo;
  • campagne di comunicazione sui social network, con racconti delle esplorazioni, rilievi cartografici e attività di divulgazione.

L’intenzione è quella di consentire a ogni gruppo di partecipare secondo le proprie possibilità, contribuendo alla rete internazionale di eventi che si svolgeranno in numerosi Paesi.

La tutela dell’acqua al centro della Giornata internazionale delle Grotte e del Carsismo

Uno dei messaggi principali della manifestazione riguarda il legame tra grotte, carsismo e risorse idriche.

Le aree carsiche rappresentano infatti importanti sistemi di ricarica delle falde acquifere, ma risultano particolarmente vulnerabili all’inquinamento e ai cambiamenti nell’uso del territorio. La maggiore conoscenza di questi ambienti costituisce quindi uno strumento fondamentale per la loro conservazione e per una gestione sostenibile delle risorse naturali.

La scelta dell’UNESCO di dedicare una giornata internazionale a questi temi punta proprio ad aumentare la consapevolezza pubblica sul valore dei sistemi carsici e sul contributo della speleologia alla ricerca scientifica, alla protezione della biodiversità e alla salvaguardia del patrimonio naturale. (Caves Karst Day?)

Come partecipare alla mobilitazione nazionale

Nel corso delle prossime settimane saranno pubblicati il calendario degli eventi regionali, le modalità di adesione per i gruppi speleologici e le informazioni dedicate al pubblico.

La piattaforma nazionale raccoglierà progressivamente tutte le iniziative organizzate sul territorio italiano, permettendo di seguire la partecipazione delle diverse realtà speleologiche alla prima Giornata internazionale delle Grotte e del Carsismo, che sarà celebrata contemporaneamente in numerosi Paesi del mondo. (UIS?)

Fonti

13 settembre, la speleologia italiana si prepara alla prima Giornata internazionale delle grotte e del carsismo

La Società Speleologica Italiana e il Club Alpino Italiano stanno preparando una campagna nazionale legata alla prima Giornata internazionale delle grotte e del carsismo, fissata per il 13 settembre 2026.

L’obiettivo è trasformare la ricorrenza in una rete di iniziative diffuse sul territorio, con il coinvolgimento diretto di gruppi locali, scuole e singoli soci.

La ricorrenza nasce dopo la proclamazione UNESCO dell’International Day of Caves and Karst, avvenuta il 12 novembre 2025 a Samarcanda.[1][2]

La mobilitazione italiana si inserisce in un quadro più ampio che punta a dare visibilità a grotte e paesaggi carsici come risorse strategiche per l’acqua, la ricerca e la tutela ambientale.[3][1]

Il valore di grotte e carsismo

La scelta del 13 settembre richiama un tema che supera il perimetro della sola speleologia.

Secondo il sito ufficiale della ricorrenza, grotte e carsismo coprono quasi un quarto delle terre emerse e forniscono acqua potabile a oltre un miliardo di persone.

Le stesse fonti sottolineano anche il ruolo di questi ambienti come archivi geologici e climatici, oltre che come habitat per biodiversità sotterranea.[3]

Nel materiale di riferimento del progetto SSI emerge una linea coerente: il carsismo è una branca della scienza che studia i fenomeni carsici, mentre la speleologia ne rappresenta uno dei campi applicativi e di ricerca più riconoscibili.

Questo inquadramento aiuta a leggere la giornata del 13 settembre non come una semplice ricorrenza simbolica, ma come un momento di divulgazione scientifica e di sensibilizzazione pubblica.[4][3]

Le iniziative italiane

Il testo diffuso da SSI e CAI invita i soci a proporre azioni concrete per tutto il mese di settembre, con un picco nella settimana del 13.

Tra le iniziative indicate ci sono open day in grotta, incontri pubblici, conferenze, laboratori per bambini, mostre fotografiche, proiezioni e campagne digitali.

Il progetto “Puliamo il Buio” resta uno degli strumenti operativi più riconoscibili, perché unisce attività di pulizia, documentazione e sensibilizzazione sull’inquinamento degli ambienti ipogei.[5][4]

Il richiamo alla partecipazione dal basso è centrale.

La campagna punta sui gruppi territoriali, sulle sezioni locali e sulle scuole di speleologia, con l’idea che ogni iniziativa possa collegare il lavoro sul campo agli obiettivi di sviluppo sostenibile dell’ONU.

Il portale nazionale indicato nel comunicato sarà il punto di raccolta di calendari, adesioni e aggiornamenti.[4][3]

Un contesto internazionale

La prima celebrazione ufficiale della giornata si terrà a Postojna, in Slovenia, dal 10 al 13 settembre 2026, con conferenza internazionale, escursioni e una cerimonia dedicata all’IDCK.

Il sito ufficiale della ricorrenza indica che il programma include sessioni scientifiche, visite a siti carsici sloveni e la celebrazione ufficiale nella grotta di Postojna.[6][7][8][3]

Questo passaggio rafforza anche il peso della diplomazia scientifica portata avanti dalla UIS, che ha lavorato con istituzioni slovene e con l’UNESCO per ottenere il riconoscimento della giornata.

Per la comunità speleologica italiana, la ricorrenza offre un’occasione di coordinamento con una rete internazionale già attiva su educazione, conservazione e turismo sostenibile.[1][3]

Le ragioni della campagna

Nel documento di riferimento della SSI emerge con chiarezza la necessità di collegare esplorazione e tutela.

Le grotte sono descritte come ambienti fragili, con valore scientifico, ecologico e strategico, ma anche come luoghi esposti alla pressione antropica e all’inquinamento.

Per questo la campagna del 13 settembre punta su azioni visibili e replicabili, capaci di parlare a pubblici diversi senza ridurre la speleologia a un ambito di nicchia.[4]

La linea scelta da SSI e CAI mette insieme divulgazione, responsabilità ambientale e partecipazione territoriale.

In questo senso la nuova giornata internazionale diventa anche un test per misurare quanto la speleologia italiana riesca a muoversi come comunità diffusa, connessa e riconoscibile sul piano pubblico.[3][4]

Fonti

Fonti
[1] UNESCO proclaims the International Day of Caves and Karst https://www.scintilena.com/unesco-proclaims-the-international-day-of-caves-and-karst/11/13/
[2] Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo – Scintilena https://www.scintilena.com/giornata-internazionale-delle-grotte-e-del-carsismo-unesco-proclama-il-13-settembre-come-data-mondiale/11/13/
[3] Unesco https://www.caveskarstday.org/unesco
[5] Puliamo il Buio: La Speleologia al Servizio dell’Ambiente – Scintilena https://www.scintilena.com/puliamo-il-buio-la-speleologia-al-servizio-dellambiente/09/13/
[6] Postojna ospita la prima Giornata UNESCO delle grotte e del carsismo https://www.scintilena.com/postojna-ospita-la-prima-giornata-unesco-delle-grotte-e-del-carsismo/06/15/
[7] Settembre 2026: Postumia ospiterà la prima celebrazione mondiale … https://www.scintilena.com/septembre-2026-postojna-ospita-la-prima-celebrazione-mondiale-della-giornata-internazionale-delle-grotte-e-del-carsismo/01/16/
[8] First UNESCO International Day of Caves and Karst (Postojna … https://www.geomorph.org/2026/04/first-unesco-international-day-of-caves-and-karst-postojna-slovenia-10-13-september-2026/
[9] Il Global Geoparks Network sostiene la prima Giornata … – Scintilena https://www.scintilena.com/il-global-geoparks-network-sostiene-la-prima-giornata-internazionale-delle-grotte-e-del-carsismo/06/18/
[10] 13 Settembre: il Mondo Celebra le Grotte — Postojna ospita la prima … https://www.scintilena.com/13-settembre-il-mondo-celebra-le-grotte-postojna-ospita-la-prima-giornata-internazionale-delle-grotte-e-del-carsismo/04/12/
[11] Giornata di avvicinamento alla speleologia con il CAI Jesi il 13 giugno https://www.scintilena.com/giornata-di-avvicinamento-alla-speleologia-con-il-cai-jesi-il-13-giugno/05/22/
[12] Puliamo il Buio alle Gole del Nera – Narni, 19 ottobre 2025 – Scintilena https://www.scintilena.com/puliamo-il-buio-alle-gole-del-nera-narni-19-ottobre-2025/10/17/
[13] Etna 2026, speleologia in ambiente vulcanico – Corso nazionale CAI https://www.scintilena.com/etna-2026-speleologia-in-ambiente-vulcanico-corso-nazionale-cai/02/18/
[14] 13 settembre: proposta per la Giornata Internazionale UNESCO … https://www.scintilena.com/13-settembre-proposta-per-la-giornata-internazionale-unesco-delle-grotte-e-del-carsismo/07/01/
[15] “Rilievo: tra Arte e Tecnica”: la SSI ETS ha rilanciato ad aprile il … https://www.scintilena.com/rilievo-tra-arte-e-tecnica-la-ssi-ets-rilancia-il-concorso-2026-dedicato-ai-cartografi-speleologi/05/16/
[16] storia e ruolo nella speleologia e tutela ambientale – Scintilena https://www.scintilena.com/75-anni-della-societa-speleologica-italiana-storia-e-ruolo-nella-speleologia-e-tutela-ambientale/06/25/
[17] Man and Karst 2026 a Vendicari, in Sicilia la quarta edizione … https://www.scintilena.com/man-and-karst-2026-a-vendicari-in-sicilia-la-quarta-edizione-dedicata-a-carsismo-e-grotte/06/30/
[18] Concorso “Rilievo: tra Arte e Tecnica”: torna nel 2026 il … – Scintilena https://www.scintilena.com/rilievo-tra-arte-e-tecnica-torna-il-concorso-ssi-2026-commissione-catasto-cavita-naturali/04/14/
[19] UNESCO proclaims the International Day of Caves and Karst! https://www.eurospeleo.eu/2025/11/26/unesco-proclaims-the-international-day-of-caves-and-karst/
[20] UNESCO International Day of Caves and Karst https://www.caveskarstday.org/
[21] Global Geoparks Network https://www.facebook.com/globalgeoparksnetwork/posts/the-global-geoparks-network-celebrates-the-international-day-of-caves-and-karst-/1464860119014957/
[22] Events from September 5, 2022 – May 17, 2023 https://www.eurospeleo.eu/events/
[23] VII GIORNATA AQUILANA DELLA SPELEOLOGIA – CAI L’Aquila https://cailaquila.it/attivita-cai-laquila/vii-giornata-aquilana-della-speleologia/
[24] Karst in (lime)stone: Sept events to promote Ipoh’s unique natural heritage https://www.thestar.com.my/news/nation/2026/07/08/karst-in-limestone-sept-events-to-promote-ipoh039s-unique-natural-heritage
[25] [PDF] PROGRAMMA ATTIVITÀ 2026 – Club Alpino Italiano – CAI https://organizzazione.cai.it/gr-umbria/wp-content/uploads/sites/65/2026/02/programma-2026-cai-umbria.pdf
[26] [PDF] CALENDARIO ATTIVITÀ 2026 – CAI Esperia https://www.caiesperia.it/images/doc/calendario_2026.pdf
[27] Programma 2026 http://www.caiascoli.it/download/programma-2026.pdf
[28] Scuola Nazionale Di Speleologia (SNS) https://www.sns-cai.it/event_listing_category/speleologia/page/2/
[29] Prossimi Appuntamenti della Speleologia – Scintilena https://www.scintilena.com/prossimi-appuntamenti-della-speleologia/06/12/
[30] Il Monte Amiata – PROGRAMMA 2026 https://organizzazione.cai.it/sez-siena/wp-content/uploads/sites/48/2025/12/Programma-CAI-Siena-2026.pdf

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  • Neanderthal e Homo sapiens: in una grotta della Turchia emergono tracce di una possibile cultura condivisa
    Condividi Uno studio pubblicato su Proceedings of the National Academy of Sciences analizza la grotta di Üça??zl? II nel sud della Turchia e propone una nuova interpretazione dei rapporti tra Neanderthal e Homo sapiens, evidenziando una lunga continuità culturale durante il Paleolitico. La grotta di Üça??zl? II al centro della ricerca sull’evoluzione umana Una ricerca internazionale condotta nella grotta di Üça??zl? II, sulla costa mediterranea della Turchia meridionale, propone nuove evid
     

Neanderthal e Homo sapiens: in una grotta della Turchia emergono tracce di una possibile cultura condivisa

Júl 10th 2026 at 09:00

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Uno studio pubblicato su Proceedings of the National Academy of Sciences analizza la grotta di Üça??zl? II nel sud della Turchia e propone una nuova interpretazione dei rapporti tra Neanderthal e Homo sapiens, evidenziando una lunga continuità culturale durante il Paleolitico.

La grotta di Üça??zl? II al centro della ricerca sull’evoluzione umana

Una ricerca internazionale condotta nella grotta di Üça??zl? II, sulla costa mediterranea della Turchia meridionale, propone nuove evidenze sul rapporto tra Neanderthal e Homo sapiens.

Lo studio, pubblicato sulla rivista scientifica Proceedings of the National Academy of Sciences (PNAS), suggerisce che le due specie umane non abbiano condiviso soltanto lo stesso territorio, ma anche alcune tradizioni culturali.

La grotta si trova nella regione del Levante settentrionale, uno dei principali corridoi attraversati dalle popolazioni umane durante le migrazioni dall’Africa verso l’Eurasia. In questo contesto geografico, Neanderthal e Homo sapiens vissero nella stessa area in periodi successivi, lasciando testimonianze archeologiche che oggi permettono di ricostruire le loro modalità di vita. (EurekAlert!)

Una sequenza archeologica che copre oltre 30.000 anni

Le analisi stratigrafiche indicano che la grotta fu frequentata dai Neanderthal tra circa 77.000 e 59.000 anni fa. In seguito, a partire da circa 59.000 anni fa e fino a 47.000 anni fa, il sito venne occupato da gruppi di Homo sapiens.

Gli archeologi hanno rimosso i sedimenti con una metodologia estremamente dettagliata, procedendo millimetro dopo millimetro. Questo approccio ha consentito di distinguere con precisione i livelli attribuiti alle due popolazioni e di confrontarne i reperti. L’identificazione della successione delle occupazioni è stata possibile soprattutto grazie ai resti fossili, in particolare ai denti rinvenuti durante gli scavi. (EurekAlert!)

Strumenti litici e strategie di caccia mostrano una forte continuità

Uno degli elementi più rilevanti riguarda i quasi 20.000 strumenti litici recuperati nel sito. La maggior parte è costituita da raschiatoi e altri utensili che presentano caratteristiche molto simili nei livelli attribuiti ai Neanderthal e in quelli successivi di Homo sapiens.

Anche la fauna rinvenuta racconta una storia analoga. Cervi, capre selvatiche e cinghiali compaiono in entrambe le fasi di occupazione, suggerendo strategie di caccia comparabili e un utilizzo delle stesse risorse ambientali.

Secondo gli autori dello studio, questa continuità non può essere spiegata soltanto dalla presenza dello stesso ambiente naturale. I dati indicano una trasmissione di conoscenze e comportamenti che potrebbe essere il risultato di contatti diretti oppure di una tradizione culturale condivisa sviluppatasi nel tempo. (EurekAlert!)

Le conchiglie ornamentali rafforzano l’ipotesi di una cultura condivisa

Tra i reperti più significativi figurano numerose conchiglie marine della specie Columbella rustica. Non presentano caratteristiche che ne facciano pensare a un utilizzo alimentare. Molte mostrano invece perforazioni intenzionali e alterazioni compatibili con il loro impiego come elementi ornamentali.

L’uso di questi piccoli gusci come pendagli o perline compare sia nei livelli occupati dai Neanderthal sia in quelli attribuiti agli esseri umani moderni. Questo dato rappresenta uno degli aspetti più interessanti della ricerca, perché riguarda il comportamento simbolico e non semplicemente le tecniche di sopravvivenza.

Il coordinatore scientifico Naoki Morimoto dell’Università di Kyoto osserva che i risultati indicano un profondo livello di interazione culturale. Secondo i ricercatori, le due popolazioni non si limitarono ad adattarsi allo stesso ambiente, ma potrebbero aver condiviso anche preferenze simboliche e pratiche culturali. (EurekAlert!)

Un contributo al dibattito sulle relazioni tra Neanderthal e Homo sapiens

La ricerca non dimostra che Neanderthal e Homo sapiens abbiano abitato contemporaneamente la grotta di Üça??zl? II. Le occupazioni risultano infatti successive. Lo studio non afferma neppure l’esistenza di una cultura identica nel significato moderno del termine.

Gli autori evidenziano invece una continuità sorprendente nei comportamenti osservati durante oltre 20.000 anni di frequentazione del sito. Il confronto con altri importanti siti paleolitici del Levante e dell’Europa mostra che Üça??zl? II costituisce un caso particolarmente significativo per comprendere le relazioni tra le due specie umane.

Le conclusioni contribuiscono al dibattito scientifico sulle interazioni tra Neanderthal e Homo sapiens, già documentate sul piano genetico dagli episodi di incrocio tra le due popolazioni. Questa ricerca amplia il quadro suggerendo che, oltre allo scambio genetico, possano essersi verificati anche processi di trasmissione culturale durante una fase cruciale dell’evoluzione umana. (EurekAlert!)

Fonti

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  • Soccorso in forra a Valstagna: il CNSAS forma i tecnici del Nord e Centro Italia
    Condividi Tre giorni di addestramento specializzato per gli operatori del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico Il soccorso in forra torna protagonista a Valstagna Dal 3 al 5 luglio 2026, il campo slalom di Valstagna, in provincia di Vicenza, ha ospitato un’attività formativa dedicata al soccorso in forra. L’evento è stato organizzato e gestito dal CNSAS nazionale — il Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico — e ha coinvolto tecnici provenienti da diversi Servizi region
     

Soccorso in forra a Valstagna: il CNSAS forma i tecnici del Nord e Centro Italia

Júl 10th 2026 at 08:00

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Tre giorni di addestramento specializzato per gli operatori del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico


Il soccorso in forra torna protagonista a Valstagna

Dal 3 al 5 luglio 2026, il campo slalom di Valstagna, in provincia di Vicenza, ha ospitato un’attività formativa dedicata al soccorso in forra. L’evento è stato organizzato e gestito dal CNSAS nazionale — il Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico — e ha coinvolto tecnici provenienti da diversi Servizi regionali del Centro e del Nord Italia.

Tra i partecipanti figurano anche tre tecnici della squadra forra regionale del CNSAS lombardo. La loro presenza ha contribuito a consolidare la rete operativa tra i diversi Servizi regionali coinvolti.


Tre moduli formativi per il soccorso in forra: gestione del rischio, acque vive e gommoni

Il programma formativo si è articolato in tre moduli distinti, ciascuno dedicato a un aspetto specifico dell’intervento in ambiente acquatico. Le aree tematiche affrontate sono:

  • Gestione del rischio acquatico: analisi degli scenari, valutazione dei pericoli e protocolli di sicurezza per gli operatori.
  • Interventi in acque vive: tecniche operative per il soccorso in corrente, coordinamento della squadra e gestione dell’infortunato.
  • Utilizzo dei gommoni: impiego dei natanti in contesti di emergenza, con particolare attenzione agli scenari alluvionali.

Questi tre ambiti rappresentano i pilastri della preparazione tecnica richiesta a ogni operatore specializzato nel soccorso in forra. La formazione continua su questi temi è considerata un requisito irrinunciabile per mantenere operative le competenze sul campo.


Il modulo gommoni: un requisito indispensabile per gli scenari alluvionali

Tra i tre moduli, quello dedicato all’impiego dei gommoni ha assunto un rilievo particolare. Si tratta di un requisito indispensabile per chi opera in scenari alluvionali, dove la mobilità in acqua diventa determinante per l’efficacia dell’intervento.

I partecipanti hanno avuto modo di mettere in pratica le tecniche di manovra, ormeggio e utilizzo dei natanti in condizioni simulate di emergenza. La scelta di Valstagna come sede non è casuale: il campo slalom garantisce condizioni d’acqua controllate ma tecnicamente impegnative, adatte a una formazione realistica.


Affiatamento operativo tra i Servizi regionali del CNSAS

Uno degli obiettivi centrali di questa iniziativa è stato il rafforzamento del rapporto tra i tecnici di soccorso in forra provenienti da regioni diverse. La condivisione di procedure, linguaggi operativi e approcci metodologici è considerata un fattore determinante per la qualità degli interventi in emergenza reale.

Il confronto tra operatori di diverse aree geografiche permette di allineare le pratiche e di identificare soluzioni comuni a problemi ricorrenti. Questo tipo di incontro formativo risponde a un’esigenza concreta: garantire che le squadre regionali possano collaborare in modo efficace quando l’intervento lo richiede.


Formazione continua come standard nel soccorso alpino e speleologico

Il CNSAS struttura la propria attività formativa secondo un modello di aggiornamento periodico. Le competenze tecniche legate al soccorso in forra — e in particolare quelle relative all’ambiente acquatico — richiedono esercitazione regolare per essere mantenute a standard operativo.

L’appuntamento di Valstagna si inserisce in questo quadro. Non si tratta di un corso una tantum, ma di un passaggio all’interno di un percorso formativo strutturato che accompagna i tecnici nel tempo. La gestione del rischio acquatico, la capacità di operare in acque vive e l’utilizzo dei gommoni sono competenze che si affinano con la pratica ripetuta e con il confronto tra pari.

L’attività del luglio 2026 conferma il ruolo del CNSAS come soggetto di riferimento nella formazione specialistica per il soccorso in ambiente verticale e acquatico in Italia.


Fonte: comunicazione ufficiale CNSAS Lombardia


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  • Alle Isole Canarie torna il Simposio Internazionale di Vulcanospeleologia tra Lanzarote e Tenerife
    Condividi Il 22° International Symposium on Vulcanospeleology (ISV22) si svolgerà alle Isole Canarie dal 1° all’8 novembre 2026. Il programma prevede escursioni nelle grotte vulcaniche di Lanzarote e le sessioni scientifiche a Tenerife, con la partecipazione di ricercatori e speleologi provenienti da tutto il mondo. Vulcanospeleologia protagonista alle Isole Canarie La Commissione per le Grotte Vulcaniche dell’Unione Internazionale di Speleologia (UIS) ha annunciato il 22° International Sy
     

Alle Isole Canarie torna il Simposio Internazionale di Vulcanospeleologia tra Lanzarote e Tenerife

Júl 10th 2026 at 07:00

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Il 22° International Symposium on Vulcanospeleology (ISV22) si svolgerà alle Isole Canarie dal 1° all’8 novembre 2026. Il programma prevede escursioni nelle grotte vulcaniche di Lanzarote e le sessioni scientifiche a Tenerife, con la partecipazione di ricercatori e speleologi provenienti da tutto il mondo.

Vulcanospeleologia protagonista alle Isole Canarie

La Commissione per le Grotte Vulcaniche dell’Unione Internazionale di Speleologia (UIS) ha annunciato il 22° International Symposium on Vulcanospeleology (ISV22), l’appuntamento biennale dedicato allo studio delle grotte vulcaniche, in programma alle Isole Canarie nel novembre 2026.

L’evento rappresenta uno dei principali incontri internazionali dedicati alla vulcanospeleologia e riunirà ricercatori, speleologi e studiosi provenienti da numerosi Paesi per presentare i risultati delle ricerche più recenti, confrontarsi sulle tecniche di esplorazione e discutere la conservazione degli ambienti ipogei di origine vulcanica.  

Il programma tra Lanzarote e Tenerife

Il programma sarà articolato in due fasi.

Dal 1° al 3 novembre è prevista un’escursione facoltativa sull’isola di Lanzarote, dedicata alla visita di grotte vulcaniche e di altri siti geologici di particolare interesse. Dal 4 all’8 novembre il simposio proseguirà a Tenerife, dove si svolgeranno le conferenze scientifiche, gli incontri della Commissione UIS, la cena ufficiale e due giornate di escursioni sul terreno.  

Gli organizzatori ricordano che, per motivi logistici, i partecipanti dovranno provvedere autonomamente alla prenotazione dei voli, degli alloggi e di parte degli spostamenti tra le isole. Il contributo di iscrizione comprenderà invece i trasferimenti durante le escursioni ufficiali a Tenerife, alcuni pasti e le attività previste dal programma scientifico.  

Grotte vulcaniche normalmente non accessibili

Uno degli aspetti più attesi dell’ISV22 sarà la possibilità di visitare alcune grotte vulcaniche normalmente chiuse al pubblico.

Gli organizzatori stanno lavorando con le autorità locali per ottenere le autorizzazioni necessarie all’accesso in cavità che, per ragioni di tutela ambientale o di proprietà, non sono abitualmente visitabili. In alcuni casi il numero dei partecipanti sarà limitato proprio per garantire la conservazione degli ambienti sotterranei.  

Le Isole Canarie costituiscono uno dei territori più importanti al mondo per lo studio della vulcanospeleologia. I lunghi tunnel di lava, le cavità generate dalle eruzioni basaltiche e la varietà degli ambienti sotterranei rendono l’arcipelago un laboratorio naturale per la ricerca scientifica e per l’aggiornamento tecnico degli speleologi.  

Ricerca scientifica e confronto internazionale

Durante il simposio saranno presentati contributi dedicati alla geologia vulcanica, alla speleogenesi dei tubi lavici, alla biospeleologia, alla conservazione delle grotte vulcaniche e alle tecniche di rilievo e documentazione.

L’incontro offrirà anche uno spazio di confronto tra ricercatori impegnati nello studio delle cavità vulcaniche presenti in diversi continenti, favorendo lo scambio di esperienze e la nascita di nuove collaborazioni internazionali. La riunione della Commissione UIS sarà inoltre l’occasione per discutere le future attività e l’organizzazione delle prossime edizioni del simposio.  

Iscrizioni aperte per tutti gli interessati

La Commissione UIS invita speleologi, ricercatori, studenti e appassionati a partecipare all’ISV22. Tutte le informazioni sul programma, sulle modalità di iscrizione, sulle escursioni e sugli aggiornamenti organizzativi sono disponibili sul sito ufficiale del simposio.

Fonti

Ecco le fonti utilizzate per integrare la notizia e i relativi link:

  1. Sito ufficiale del 22nd International Symposium on Vulcanospeleology (ISV22)
    https://www.vulcanospeleology.org/sym22/22ndsymposia.html
  2. UIS Commission on Volcanic Caves – Newsletter “Vulcano 86” (aprile 2026)
    https://www.vulcanospeleology.org/newsletters/Vulcano86%20Apr%202026.pdf
  3. UIS Commission on Volcanic Caves – Newsletter “Vulcano 85” (settembre 2025)
    https://www.vulcanospeleology.org/newsletters/Vulcano85%20Sep%202025.pdf
  4. Pagina principale della UIS Commission on Volcanic Caves
    https://www.vulcanospeleology.org/

Queste fonti riportano il programma del simposio, le informazioni organizzative, le escursioni previste a Lanzarote e Tenerife, le modalità di partecipazione e gli aggiornamenti ufficiali dell’evento.

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  • Quando i resti raccontano la grotta: accumulo alimentare, deposito naturale e contesto rituale
    Condividi Nell’archeologia delle grotte, distinguere accumulo alimentare, deposito naturale e contesto rituale richiede lettura stratigrafica, tafonomia e confronto con casi come Scaloria e Occhiopinto. Nell’archeologia di grotta, la domanda non riguarda solo che cosa sia stato trovato, ma come quel materiale sia arrivato in quel punto. Le cavità conservano molto bene i depositi, perché sono ambienti stabili e a bassa energia, capaci di trattenere a lungo tracce fisiche, biologiche e cult
     

Quando i resti raccontano la grotta: accumulo alimentare, deposito naturale e contesto rituale

Júl 10th 2026 at 06:00

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Nell’archeologia delle grotte, distinguere accumulo alimentare, deposito naturale e contesto rituale richiede lettura stratigrafica, tafonomia e confronto con casi come Scaloria e Occhiopinto.

Nell’archeologia di grotta, la domanda non riguarda solo che cosa sia stato trovato, ma come quel materiale sia arrivato in quel punto.

Le cavità conservano molto bene i depositi, perché sono ambienti stabili e a bassa energia, capaci di trattenere a lungo tracce fisiche, biologiche e culturali.

Per questo vengono spesso descritte come archivi del tempo, dove nello stesso deposito possono convivere clima, fauna, tecniche, alimentazione e simbolismo.[1][2]

Accumulo alimentare nelle grotte

Un accumulo alimentare nasce dal consumo o dalla lavorazione del cibo. Il suo riconoscimento dipende dall’insieme degli indizi: ossa con segni di taglio, frammenti bruciati, gusci, semi carbonizzati, residui organici e concentrazioni collocate vicino a focolari o aree di attività. Un focolare cambia la lettura.

In questo quadro, la posizione dei resti è decisiva. Materiali combusti accanto a un punto di fuoco suggeriscono preparazione e consumo, mentre scarichi laterali o marginali possono indicare l’abbandono dei residui dopo il pasto. Il singolo reperto non basta.

Deposito naturale e processi tafonomici

Il deposito naturale segue una logica diversa. Qui i materiali arrivano per trasporto d’acqua, crolli, sedimentazione, attività animale o altri processi ambientali non intenzionali. Conta il contesto.

La speleologia scientifica ricorda che le grotte funzionano spesso come trappole di accumulo per sedimenti fisici e chimici, e anche per resti animali di individui caduti accidentalmente o trascinati all’interno senza un’azione umana diretta. In presenza di rosicchiamenti, abrasioni, corrosioni digestive o rimaneggiamenti da ruscellamento, l’ipotesi di deposito naturale diventa più solida. La tafonomia serve proprio a questo.[1]

Contesto rituale nelle grotte di Scaloria e Occhiopinto

Il contesto rituale entra in gioco quando la deposizione appare selettiva, non funzionale e legata a un gesto simbolico. Succede quando gli oggetti sono scelti, ordinati, collocati in spazi profondi o difficili da raggiungere, oppure associati ad acqua, offerte e pratiche che non si spiegano con la vita quotidiana. Anche la profondità della cavità pesa.

Le ricerche richiamate su Scaloria e Occhiopinto mostrano bene questo passaggio interpretativo, perché la raccolta delle acque sotterranee è stata collegata a riti di passaggio, offerte e pratiche cultuali. Il Ministero della Cultura descrive per Grotta Scaloria un rituale neolitico fondato sulla deposizione di vasi presso grandi stalagmiti spezzate artificialmente, o su loro tronconi, usati per raccogliere l’acqua di stillicidio. La pubblicazione complessiva del progetto dedicato a Scaloria segnala inoltre un uso insieme rituale e quotidiano delle camere superiore e inferiore, un dato che invita a non ridurre una grotta a una sola funzione.[3][4][5]

Come distinguere accumulo alimentare, deposito naturale e contesto rituale

La distinzione tra accumulo alimentare, deposito naturale e contesto rituale nasce quindi dall’incrocio di più livelli di lettura. Stratigrafia, distribuzione spaziale, tracce d’uso, presenza di focolari, selezione dei materiali e segni post-deposizionali devono essere valutati insieme, senza scorciatoie. Un osso bruciato, da solo, non decide nulla.

Il caso di Scaloria aiuta a chiarire il metodo. In una grotta possono coesistere pratiche pratiche e simboliche, e proprio per questo l’archeologo deve separare consumo, trasporto naturale e deposizione intenzionale prima di proporre una sintesi storica. Per il pubblico della speleologia, la lezione è netta: nelle cavità il significato dei resti non dipende dall’oggetto isolato, ma dalla relazione tra spazio, acqua, sedimento e gesto umano.[2][5][3][1]

Fonti
[2] Grotte archivi del tempo – Scintilena https://www.scintilena.com/grotte-archivi-del-tempo/07/08/
[3] Raccolta delle acque nelle grotte Scaloria-Occhiopinto: tra ritualità e … https://www.scintilena.com/raccolta-delle-acque-nelle-grotte-scaloria-occhiopinto-tra-ritualita-e-memoria/05/16/
[4] La memoria dell’acqua. A Manfredonia, Grotta Scaloria … https://cultura.gov.it/evento/la-memoria-dellacqua-a-manfredonia-grotta-scaloria-racconta
[5] The Archaeology of Grotta Scaloria: Ritual in Neolithic Southeast Italy https://escholarship.org/uc/item/2560t87t
[6] Manfredonia entra nella candidatura UNESCO delle grotte carsiche … https://www.scintilena.com/manfredonia-entra-nella-candidatura-unesco-delle-grotte-carsiche-preistoriche-grotta-scaloria-protagonista/03/18/
[7] SpeleoBimbo 2026 alla Grotta del Colle di Rapino, una giornata per … https://www.scintilena.com/speleobimbo-2026-alla-grotta-del-colle-di-rapino-una-giornata-per-avvicinare-i-piu-giovani-al-mondo-sotterraneo/06/14/
[8] Grotta Scaloria – Manfredonia (FG) https://www.preistoriainitalia.it/scheda/grotta-scaloria-manfredonia-fg/
[9] Grotta Scaloria e l’antico rito dell’Acqua sul Gargano https://www.puglia.info/puglia/grotta-scaloria-fg-161
[10] CULTO NEOLITICO DELLE ACQUE E RECENTI SCAVI … https://dig.ucla.edu/scaloria/sites/default/files/2021-09/Scaloria_appendix03.pdf
[11] Scaloria Cave – Manfredonia (FG) – Prehistory in Italy https://www.preistoriainitalia.it/en/scheda/grotta-scaloria-manfredonia-fg/
[12] The cult of bones in Grotta Scaloria – Manfredonia (FG) https://www.preistoriainitalia.it/en/2022/02/13/il-culto-delle-ossa-a-grotta-scaloria/
[13] La storia dell’uomo nella Puglia Preistorica / Grotta Scaloria https://www.netik.it/rupestreIris/index.php?page=det_apt_02_puglia_preistorica_03
[14] The Archaeology of Grotta Scaloria. The Ground and Polished Stone Assemblage https://www.academia.edu/32290486/The_Archaeology_of_Grotta_Scaloria_The_Ground_and_Polished_Stone_Assemblage
[15] Micromorphological investigations at Scaloria Cave (Puglia, South-east Italy): new evidences of multifunctional use of the space during the Neolithic https://www.academia.edu/41929966/Micromorphological_investigations_at_Scaloria_Cave_Puglia_South_east_Italy_new_evidences_of_multifunctional_use_of_the_space_during_the_Neolithic
[16] The Archaeology of Grotta Scaloria – DIG – UCLA https://dig.ucla.edu/scaloria/node/1
[17] Manfredonia, intervento Gruppo Archeo-Speleologico per Grotta Occhiopinto (ST) https://www.youtube.com/watch?v=35sDm9wQY_8
[18] Scaloria Cave – Wikipedia https://en.wikipedia.org/wiki/Scaloria_Cave
[19] LE ULTIME INDAGINI ARCHEOLOGICHE A GROTTA … https://www.facebook.com/61553617765697/posts/le-ultime-indagini-archeologiche-a-grotta-scaloria-manfredoniagrotta-scaloria-%C3%A8-/122182971920120592/
[20] SISTEMA GROTTA SCALORIA-OCCHIOPINTO | I Luoghi … https://fondoambiente.it/luoghi/sistema-grotta-scaloria-occhiopinto

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  • Bardineto celebra la montagna: al Festival del Libro spazio anche alla speleologia
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Bardineto celebra la montagna: al Festival del Libro spazio anche alla speleologia

Júl 10th 2026 at 05:00

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Dal 17 al 19 luglio tre giornate dedicate alla cultura della montagna. Tra gli appuntamenti dedicati al mondo sotterraneo, gli interventi degli speleologi Gabriele Cristiani e Giovanni Revetria, oltre alla partecipazione del Gruppo Speleologico Savonese, per tre incontri dedicati alla conoscenza e alla divulgazione del patrimonio ipogeo

Dal 17 al 19 luglio 2026 Bardineto (SV) ospiterà il Festival del Libro di Montagna, una manifestazione dedicata alla cultura, alla natura e all’ambiente montano che riunirà scrittori, naturalisti, alpinisti, speleologi ed esperti del territorio.

Tra gli appuntamenti di maggiore interesse per il mondo della speleologia, venerdì 17 luglio alle ore 16.30 è previsto l’intervento di Gabriele Cristiani, speleologo ed esperto faunistico, che porterà al pubblico la propria esperienza nello studio degli ambienti naturali e sotterranei.

Alle ore 18.00 sarà protagonista il Gruppo Speleologico Savonese, che presenterà le proprie attività esplorative e di ricerca, offrendo l’occasione di conoscere più da vicino il patrimonio ipogeo della Liguria e il lavoro svolto dagli speleologi sul territorio.

Sabato 18 luglio alle ore 14.00 sarà ospite Giovanni Revetria, speleologo, autore e divulgatore, che presenterà il suo libro Tra sogno e realtà, un’occasione per riflettere sul rapporto tra esplorazione, esperienza e racconto.

Alle ore 18.00 sarà invece protagonista il Gruppo Speleologico Savonese, che presenterà le proprie attività esplorative e di ricerca, offrendo l’occasione di conoscere più da vicino il patrimonio ipogeo della Liguria e il lavoro svolto dagli speleologi sul territorio.

Il Festival propone un ricco programma che, nelle tre giornate, affronterà numerosi temi legati alla montagna: dalla letteratura all’alpinismo, dalla fauna alla micologia, dalla meteorologia alla valorizzazione dei piccoli borghi, fino alla proiezione di documentari e film dedicati all’ambiente montano.

L’iniziativa è organizzata con il patrocinio della Regione Liguria e del Comune di Bardineto, in collaborazione con la Biblioteca di Bardineto, il Club del Libro, la Croce Verde Bardineto e il Consorzio Altopiano Bardinetese.

Per gli appassionati di speleologia sarà un’occasione per incontrare esploratori e studiosi del territorio, condividendo esperienze e racconti in un contesto dedicato alla cultura della montagna in tutte le sue forme.

Festival del Libro di Montagna
– Bardineto (SV)
– 17-18-19 luglio 2026

Tra gli appuntamenti dedicati al mondo sotterraneo:

  • Sabato 18 luglio, ore 14.00Giovanni Revetria, speleologo e autore, presenta Tra sogno e realtà
  • Venerdì 17 luglio, ore 16.30Gabriele Cristiani, esperto faunistico e speleologo
  • Venerdì 17 luglio, ore 18.00Gruppo Speleologico Savonese

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