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  • Castellana Grotte, al via il 52° Corso di Speleologia del Gruppo Puglia Grotte
    Condividi Dal 20 settembre all’8 novembre 2026 torna a Castellana Grotte (Bari) il Corso di Introduzione alla Speleologia organizzato dal Gruppo Puglia Grotte APS, giunto alla sua 52ª edizione. Il corso, omologato dalla Società Speleologica Italiana, sarà diretto da Modesto Tartarelli. Le lezioni teoriche si svolgeranno il martedì e il giovedì, mentre i fine settimana saranno dedicati alle esercitazioni in parete e alle uscite in grotta. La sede delle attività teoriche sarà quella del Gruppo
     

Castellana Grotte, al via il 52° Corso di Speleologia del Gruppo Puglia Grotte

September 7th 2026 at 05:00

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Dal 20 settembre all’8 novembre 2026 torna a Castellana Grotte (Bari) il Corso di Introduzione alla Speleologia organizzato dal Gruppo Puglia Grotte APS, giunto alla sua 52ª edizione.

Il corso, omologato dalla Società Speleologica Italiana, sarà diretto da Modesto Tartarelli. Le lezioni teoriche si svolgeranno il martedì e il giovedì, mentre i fine settimana saranno dedicati alle esercitazioni in parete e alle uscite in grotta. La sede delle attività teoriche sarà quella del Gruppo Puglia Grotte, in via Margherita di Savoia 18, a Castellana Grotte.

Il programma affronta progressione su corda, tecniche esplorative, geologia e speleogenesi, prevenzione degli incidenti, ecologia e speleobiologia, cartografia e documentazione delle cavità. Le uscite interesseranno grotte del territorio di Castellana, del Gargano, del Matese e dell’area di Roccamorice.

Ad aprire il percorso sarà, domenica 20 settembre, un’uscita propedeutica alle Grotte di Castellana, aperta anche a chi desidera conoscere più da vicino l’attività speleologica prima di iscriversi. La partecipazione all’uscita non comporta l’iscrizione automatica al corso.

Il Gruppo Puglia Grotte, fondato nel 1971, svolge da oltre cinquant’anni attività di ricerca, esplorazione, formazione e divulgazione speleologica in Puglia, nell’Italia meridionale e all’estero.

Informazioni e iscrizioni: presso la sede del Gruppo il giovedì sera oppure agli indirizzi segreteria@gruppopugliagrotte.it e responsabileuscite@gruppopugliagrotte.it.

L’iscrizione e l’assicurazione SSI saranno effettuate direttamente dal direttore del corso, senza necessità di versamenti anticipati alla SSI.

Fonti:

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  • A Narni la speleologia non ha età: La Scintilena porta gli over 60 alla scoperta del mondo sotterraneo
    Condividi Lunedì 7 settembre 2026 parte a Narni Scalo il corso di Speleologia per la Terza Età ideato da Andrea Scatolini. Già più di dieci iscritti, tra i 60 e i 78 anni. Quattro incontri per studiare davvero le grotte e, a ottobre, una giornata a Frasassi NARNI – Si può cominciare a fare speleologia a settant’anni? Se per speleologia immaginiamo soltanto corde, imbraghi, pozzi verticali e strettoie da superare strisciando, la risposta potrebbe sembrare scontata. Invece, è proprio questo l’e
     

A Narni la speleologia non ha età: La Scintilena porta gli over 60 alla scoperta del mondo sotterraneo

September 5th 2026 at 05:30

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Lunedì 7 settembre 2026 parte a Narni Scalo il corso di Speleologia per la Terza Età ideato da Andrea Scatolini. Già più di dieci iscritti, tra i 60 e i 78 anni. Quattro incontri per studiare davvero le grotte e, a ottobre, una giornata a Frasassi

NARNI – Si può cominciare a fare speleologia a settant’anni? Se per speleologia immaginiamo soltanto corde, imbraghi, pozzi verticali e strettoie da superare strisciando, la risposta potrebbe sembrare scontata. Invece, è proprio questo l’equivoco che Andrea Scatolini, anima e cuore dell’associazione La Scintilena, vuole provare a rovesciare.

Perché una grotta si deve esplorare anche prima di entrarci. La si può conoscere attraverso la geologia, l’acqua che l’ha scavata, gli animali che la abitano, la storia degli uomini che l’hanno frequentata e degli speleologi che l’hanno studiata. E, soprattutto, non esiste un’età oltre la quale si debba smettere di essere curiosi.

Nasce da qui il Corso di speleologia per la terza età, che prenderà il via lunedì 7 settembre a Narni Scalo, organizzato da La Scintilena in collaborazione con ANCESCAO Narni, Associazione Tutela Pipistrelli APS e UTEC Narni, con il patrocinio del Comune di Narni.

Gli incontri si svolgeranno il 7, 14, 21 e 28 settembre, sempre di lunedì. Il ritrovo è alle 16 alla casetta all’ingresso del Campo Scuola di Narni Scalo, mentre la lezione inizierà alle 16.30.

E ancora prima di cominciare, l’esperimento sembra avere centrato il bersaglio.

Undici iscritti dai 60 ai 78 anni

Sono già undici i partecipanti, provenienti da Narni e Terni, con un’età compresa fra 60 e 78 anni. Un numero che potrebbe crescere ancora: Andrea conta di arrivare almeno a quindici iscritti, forse persino a venti.

Il dato più interessante non è soltanto anagrafico: le età – quelle età – raccontano che a 60, 70 o quasi 80 anni si può decidere di rimettersi a studiare, affrontare qualcosa di completamente nuovo e lasciarsi sorprendere da un mondo che, letteralmente, sta sotto i nostri piedi. Perché, in fondo, non esiste un’età oltre la quale si debba smettere di essere curiosi.

Una filosofia che richiama il celebre “Stay hungry. Stay foolish”: conservare la fame di conoscere, la disponibilità a stupirsi e il coraggio di sentirsi ancora principianti.

Nel caso degli iscritti di Narni e Terni, non è proprio uno slogan: lunedì pomeriggio torneranno davvero sui banchi per imparare come nasce una grotta.

Il corso nasce infatti da un’idea precisa: separare la conoscenza della speleologia dalla necessità di possedere le capacità fisiche richieste dall’esplorazione tecnica.

Scatolini lo spiega con un paragone efficace: «Nessun astronomo è mai andato su una stella a vedere come è fatta».

Allo stesso modo, per capire una grotta non è indispensabile calarsi in un pozzo. Si può imparare a leggere un paesaggio carsico, comprendere dove finisce l’acqua che scompare in un inghiottitoio, scoprire come nasce una stalattite, riconoscere una faglia o una frattura e capire perché, proprio lì, nel corso di migliaia o milioni di anni, l’acqua sia riuscita ad aprirsi una strada nella roccia.

È speleologia anche questa.

Altro che corso “facile”: si comincia dalla speleogenesi

E basta guardare il programma preparato per il primo appuntamento per capire che l’etichetta “terza età” non significa affatto semplificare fino a banalizzare.

La lezione inaugurale, tenuta dallo stesso Andrea, sarà dedicata alla storia della speleologia e alla speleogenesi, vale a dire all’insieme dei processi attraverso i quali si formano le grotte. Il percorso partirà dal rapporto fra uomo e cavità nella preistoria e arriverà alle prime esplorazioni scientifiche, a Édouard-Alfred Martel e alla nascita della speleologia moderna, fino allo sviluppo della disciplina in Italia.

Poi si scenderà, almeno con la mente, sotto terra.

Si parlerà di rocce carbonatiche e carsismo, di fratture, faglie e stratificazione, di zone vadose e freatiche e soprattutto dell’elemento che più di ogni altro costruisce il mondo sotterraneo: l’acqua.

Persino la chimica entrerà in aula. L’acqua piovana, attraversando atmosfera e terreno, si arricchisce di anidride carbonica; diventa così capace di aggredire lentamente il carbonato di calcio delle rocce. Infiltrandosi nelle discontinuità, allarga progressivamente fratture e condotti, contribuendo alla formazione delle cavità. Il materiale predisposto per gli allievi arriva a presentare anche la reazione chimica fondamentale del processo carsico.

Nessuno sconto sulla curiosità scientifica per ragioni anagrafiche.

Il fascicolo della prima lezione affronta inoltre le diverse famiglie di cavità – carsiche, vulcaniche, marine, glaciali e artificiali – e contiene un glossario con termini come dolina, inghiottitoio, risorgiva, diaclasi, faglia, anticlinale e sinclinale. È stato concepito non soltanto come supporto durante l’incontro, ma come materiale che i partecipanti potranno rileggere e approfondire autonomamente a casa.

Dalle grotte alla storia di Narni

Il luogo scelto per questo esperimento non è casuale.

Narni e il suo territorio hanno con il sottosuolo un rapporto antichissimo. Cavità naturali e artificiali, sorgenti, calcari, cunicoli e ambienti ipogei fanno parte del paesaggio e della storia locale. Insegnare a osservare ciò che avviene sotto i nostri piedi significa quindi anche offrire un modo diverso di leggere il territorio in cui si vive.

Qui emerge un altro aspetto del progetto di Scatolini: portare fuori dalla cerchia degli specialisti una cultura che spesso rimane confinata nei gruppi speleologici.

Non tutti possono o vogliono diventare esploratori. Tutti, invece, possono imparare perché una grotta esiste, quale patrimonio custodisce e perché debba essere rispettata.

La presenza dell’Associazione Tutela Pipistrelli APS consentirà inoltre di affrontare uno degli aspetti più delicati degli ambienti sotterranei: la fauna che li abita. Una grotta non è uno spazio vuoto a disposizione dell’uomo, ma un ecosistema nel quale anche una visita apparentemente innocua può avere conseguenze, soprattutto nei periodi più sensibili del ciclo biologico dei chirotteri.

La collaborazione con UTEC Narni aggiunge al progetto l’esperienza della speleologia del territorio, completando così un corso che vuole tenere insieme divulgazione scientifica, conoscenza locale e tutela.

Alla fine, Frasassi

Dopo i quattro lunedì di settembre arriverà il momento di vedere dal vivo ciò che fino a quel momento sarà stato studiato in aula.

La conclusione è prevista per la prima domenica di ottobre 2026, con una gita alle Grotte di Frasassi e il pranzo insieme al ristorante.

Grotte di Frasassi – Foto Accurimbono/Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0

Non sarà un’uscita speleologica tecnica, naturalmente, ma una visita lungo il percorso turistico: l’occasione per riconoscere concretamente sale, concrezioni e forme carsiche e collegarle ai fenomeni spiegati durante le lezioni.

C’è anche un valore sociale, volutamente semplice, in quel pranzo che chiuderà la giornata: il corso nasce per insegnare qualcosa, ma anche per creare occasioni d’incontro e restituire alla terza età spazi di partecipazione, scoperta e condivisione.

In corso comincia nell’anno delle grotte

C’è infine una coincidenza particolarmente significativa. Il corso prende il via proprio nel settembre 2026, il mese della prima Giornata internazionale delle grotte e del carsismo, fissata al 13 settembre dopo il riconoscimento dell’UNESCO.

Una cornice mondiale per una piccola esperienza che nasce a Narni Scalo, ma che parte dalla stessa convinzione: le grotte non appartengono soltanto agli speleologi che riescono a raggiungerne gli angoli più remoti.

Sono patrimonio di conoscenza.

Questo rende la scommessa più interessante lanciata da Andrea e dalla Scintilena ancora più interessante: riusciranno i nostri eroi a dimostrare che per continuare a esplorare non serve necessariamente essere giovani? E che, a volte, basta continuare a fare domande?

Io credo proprio di sì.

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  • Corso di Speleologia per la Terza Età
    Condividi Scintilena – Prima Lezione Lunedì 7 settembre 2026, ore 16:00Docente: Andrea Scatolini STORIA DELLA SPELEOLOGIA E SPELEOGENESI Come si formano le grotte INDICE Introduzione Parte I – Storia della Speleologia 2.1 L’uomo e le grotte nella preistoria 2.2 Le prime esplorazioni scientifiche (XVI-XVIII secolo) 2.3 L’Ottocento e la nascita della speleologia moderna 2.4 Il Novecento e la speleologia contemporanea 2.5 La speleologia in Italia Par
     

Corso di Speleologia per la Terza Età

August 25th 2026 at 12:00

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Scintilena – Prima Lezione

Lunedì 7 settembre 2026, ore 16:00
Docente: Andrea Scatolini


STORIA DELLA SPELEOLOGIA E SPELEOGENESI

Come si formano le grotte


INDICE

  1. Introduzione
  2. Parte I – Storia della Speleologia
  1. Parte II – Speleogenesi: Come si Formano le Grotte
  1. Parte III – Tipi di Grotte
  1. Glossario dei Termini Principali
  2. Approfondimenti e Risorse

INTRODUZIONE

Benvenuti al primo incontro del Corso di Speleologia per la Terza Età organizzato da Scintilena in collaborazione con ANCESCAO NARNI, Associazione Tutela Pipistrelli e Gruppo Speleologico UTEC NARNI.

Questa lezione ha due obiettivi principali:

  1. Comprendere la storia della speleologia: come l’uomo ha iniziato a esplorare e studiare le grotte, dalle prime esplorazioni preistoriche fino alle moderne tecniche scientifiche.
  2. Capire come si formano le grotte: quali processi naturali, chimici e fisici creano questi affascinanti ambienti sotterranei che esploriamo oggi.

Il materiale che trovate in questo fascicolo è pensato per accompagnarvi durante la lezione e per permettervi di rileggere e approfondire a casa i concetti spiegati dal docente.


PARTE I – STORIA DELLA SPELEOLOGIA

L’uomo e le grotte nella preistoria

Le grotte esistono da molto prima della comparsa dell’uomo sul nostro pianeta. Durante tutto il Paleolitico superiore, le cavità naturali sono state utilizzate principalmente come luogo di rifugio temporaneo dalle intemperie e dai predatori naturali. [cite:13]

Con l’evoluzione dell’uomo e lo sviluppo delle diverse civiltà, le caverne hanno iniziato a svolgere una funzione pratica più costante e duratura, divenendo in alcune zone addirittura la dimora privilegiata. L’uso del sottosuolo a scopo abitativo venne integrato e poi sostituito dalla costruzione di cavità artificiali, nate sul modello offerto dalla natura. [cite:13]

Col tempo le grotte iniziarono ad avere anche la funzione di luogo di culto. Grazie alla scoperta del fuoco, l’uomo poté apprendere come allontanare i predatori, scaldare l’ambiente e creare i primi riti di convivialità. [cite:13]

Con l’uomo di Neanderthal apparvero i primi esempi di linguaggio e comunicazione “visiva”. Così apparvero le prime pitture rupestri. Successivamente, l’uomo di Cro-Magnon sviluppò linguaggi e dipinti rupestri più complessi, rappresentando scene di caccia, vita quotidiana e raffigurazioni di animali selvatici più dettagliate. [cite:13]

Esempi di notevole rilevanza si possono osservare in:

  • Grotta di Altamira (Spagna)
  • Grotta di Lascaux (Francia)

Dove ci sono pitture rupestri risalenti a 17.000 anni fa. [cite:13]


Le prime esplorazioni scientifiche (XVI-XVIII secolo)

L’interesse per lo studio e l’esplorazione del mondo sotterraneo da un punto di vista scientifico ha origini più recenti.

È solo con l’avvento dei primi naturalisti moderni, nel Seicento, che iniziano ad apparire delle descrizioni accurate. [cite:13]

In Europa è in particolare il libro Mundus Subterraneus del gesuita Athanasius Kircher il primo a mostrare un interesse complessivo a quanto avviene nel sottosuolo. [cite:13]

La ricerca idrologica ha continuato ad essere fino a metà del XIX secolo l’unica vera disciplina capace di giustificare l’esplorazione e la ricerca scientifica nelle grotte.

Del resto si può effettivamente definire la speleologia scientifica moderna come ramo operativo dell’idrologia. [cite:13]

Alcuni momenti importanti:

  • XVI secolo: Prime esplorazioni di grotte eseguite con intento scientifico. Nei primi del ‘500, P. Coppo ammette un corso sotterraneo del Timavo. [cite:4]
  • 1537: G. G. Trissino, dietro richiesta di L. Alberti, esplora il Covolo di Costozza e, oltre a descrivere la grotta e il corso d’acqua che la percorre, nota gli animali cavernicoli che vi ha scoperto (pipistrelli e nifarghi). [cite:4]

L’Ottocento e la nascita della speleologia moderna

Nel 1841 l’ingegnere “montanistico” Federico Lindner guidò l’esplorazione dell’abisso di Trebiciano con l’intento di raggiungere la sorgente sotterranea del fiume Timavo, per portare l’acqua in superficie, rendendola disponibile all’assetata popolazione triestina dell’epoca. [cite:13]

Dopo 11 mesi di tentativi, Lindner riuscì a raggiungere il fondo dell’Abisso di Trebiciano (-329 metri), nel Carso triestino, soltanto con l’ausilio di scale di legno, corde, ferri e mazze da minatore. L’opera di Lindner, commissionatagli dal Governo Austriaco, non fu poi mai presa in seria considerazione a causa dei costi e così l’intrepido genio solitario morì in miseria e senza riconoscenza alcuna. [cite:13]

Edouard Alfred Martel: il padre della speleologia moderna

Colui che senza dubbio diede il maggior contributo alla definizione della speleologia moderna, migliorandone la tecnica esplorativa e rendendola popolare fu Edouard Alfred Martel. [cite:13]

L’avvocato francese, nato nel 1859 a Pontoise, fu ‘folgorato’ a vent’anni mentre si trovava in viaggio alla grotta di Adelsberg (Postumia) e decise di intraprendere nel tempo libero la ricerca esplorativa del mondo sotterraneo. [cite:13]

Con un gruppo di pionieri nel giugno 1888 attraversò il Torrente Bonheur lungo la forra di Bramabiau, avvalendosi dell’uso di una scala rigida e di un’imbarcazione pieghevole. In due puntate esplorative il gruppo riuscì a compiere la traversata da valle a monte lungo un percorso di 1300 metri, con un centinaio di metri di dislivello e sei cascate principali. [cite:13]

L’eco che i giornali francesi dell’epoca diedero all’impresa fu tale, che al 28 giugno 1888 si attribuisce la nascita della speleologia. [cite:13]

Da quel giorno tante furono le esplorazioni compiute da Martel, così come tante furono le pubblicazioni scientifiche e narrative in merito. La più importante è sicuramente “Les Abîmes”, un trattato di 600 pagine che racconta le prime duecento grotte esplorate nei primi anni di attività speleologica. [cite:13]


Il Novecento e la speleologia contemporanea

Se Martel fu l’ultimo grande ricercatore isolato, da questo momento si diffonde l’interesse collettivo per la speleologia. [cite:13]

  • Marzo 1883: Nasce il “Comitato Grotte della Società Alpina delle Giulie di Trieste”, divenuto poi Commissione Grotte Eugenio Boegan, la più antica associazione speleologica al mondo ancora in attività. [cite:13]
  • 25 giugno 1950: A Verona, presso il Museo Civico di Storia Naturale, viene costituita la Società Speleologica Italiana (SSI). [cite:13]
  • 1958: Viene fondata la Scuola Nazionale di Speleologia del Club Alpino Italiano, che formalizzò un metodo, condiviso dai vari gruppi aderenti, di educazione alla tecnica esplorativa in grotta. [cite:13]

Dagli anni ’60 si sviluppa l’attrezzatura e negli anni ‘70 si passa al metodo per la tecnica di progressione su corda singola, che permette di ridurre notevolmente i tempi di percorrenza in grotta e il carico dei materiali che il gruppo esplorativo deve portarsi dietro. [cite:13]

In tutta Italia nascono nuovi gruppi di speleologi, promotori di corsi o di missioni esplorative, ma anche di iniziative a più ampio respiro, come raduni, mostre e pubblicazioni di carattere saggistico o scientifico. [cite:13]

Appare finalmente un mercato di prodotti dedicati agli appassionati del mondo sotterraneo, come attrezzi, caschi, luci e abiti tecnici specifici ed esclusivi, realizzati per chi pratica speleologia. [cite:13]

Per garantire che lo sviluppo della tecnica di progressione in sicurezza sia affiancato allo sviluppo della tecnologia secondo norme precise nascono diversi laboratori per testare le resistenze di corde e attrezzi. Ad esempio nel 1980 nasce il Laboratorio Prove Materiali del CENS di Costacciaro, vicino al Monte Cucco. Si tratta di un punto di riferimento fondamentale per la conoscenza delle caratteristiche fisiche dei materiali usati in speleologia. [cite:13]

Ai giorni nostri le prospettive che si aprono agli occhi di chi si avvicina a questo mondo sono tantissime e stimolanti. Grazie al miglioramento della tecnica e degli strumenti per esplorare il mondo sotterraneo, i tempi di percorrenza si sono talmente ridotti da permettere nel corso degli ultimi decenni risultati eccezionali e impensabili precedentemente. [cite:13]


La speleologia in Italia

Grazie ad alcuni studiosi italiani e grazie forse al fenomeno carsico molto comune nelle nostre zone, il XVI secolo vede i primi importanti contributi italiani alla conoscenza delle grotte. [cite:15]

L’Italia, con il suo vasto patrimonio carsico (Carso triestino, Alpi Apuane, Massiccio del Marguareis, Monte Canin, Grotte di Castellana, solo per citarne alcuni), è stata ed è tuttora una delle nazioni più attive nella ricerca speleologica mondiale. [cite:11]

Il catasto nazionale delle grotte è in continua crescita e per chi si accontenta di un’escursione in ipogei già noti e “certificati” c’è l’imbarazzo della scelta. [cite:13]


PARTE II – SPELEOGENESI: COME SI FORMANO LE GROTTE

Cosa sono le grotte

Per grotta s’intende una cavità naturale di dimensioni tali da essere accessibile all’uomo (generalmente si considera una lunghezza minima di 5 metri). [cite:7][cite:2]

La speleogenesi è l’insieme dei processi che portano alla formazione delle grotte. [cite:7]

Nella maggioranza dei casi, le grotte derivano dalla corrosione (scioglimento o dissoluzione chimica) di rocce solubili, quali i calcari, le dolomie, i marmi, i gessi, i depositi di salgemma ed in forma minore, i calcescisti. [cite:3]

Alla corrosione si aggiunge, subordinatamente, anche il fenomeno dell’erosione meccanica. [cite:3]


Le rocce e il carsismo

Nei carbonati, e a loro spese, avviene un fenomeno denominato carsismo. [cite:3]

Il carsismo è il processo secondo il quale le rocce carbonatiche si “sciolgono”, seguendo una reazione chimica specifica. [cite:3]

Tale fenomeno avviene a partire dalle acque che, più o meno inacidite dalla presenza di CO? atmosferica, si trasformano in acido carbonico (H?CO?), intaccano il carbonato di calcio (CaCO?) trasformandolo sia in idrocarbonato che calcio, ed infine asportandoli in soluzione. [cite:3]

Per carsismo s’intende l’insieme di processi d’asportazione delle rocce in cui il fenomeno dominante è quello della dissoluzione della roccia in acqua. [cite:7]

La maggior parte delle grotte più lunghe e più profonde si sviluppa per processi di corrosione chimica in rocce che, per le loro caratteristiche e per i minerali che le costituiscono, sono particolarmente solubili in acqua. L’insieme di questi processi di dissoluzione prende il nome di carsismo. [cite:8]


La reazione chimica fondamentale

La reazione chimica alla base del carsismo può essere così schematizzata:

CaCO? + H?CO? ? Ca?+ + 2HCO??

[cite:3]

Dove:

  • CaCO? = carbonato di calcio (la roccia calcarea)
  • H?CO? = acido carbonico (acqua + anidride carbonica)
  • Ca?+ = ioni calcio (in soluzione)
  • HCO?? = ioni bicarbonato (in soluzione)

Spiegazione semplice:

Le acque meteoriche (pioggia) passando attraverso l’atmosfera e il suolo si arricchiscono in anidride carbonica e diventano acide, riescono così ad aggredire il carbonato di calcio (solido) e trasformarlo in bicarbonato di calcio (solubile). [cite:12]

In pratica:

  1. L’acqua piovana assorbe CO? dall’aria e dal suolo (dove la percentuale di CO? può arrivare al 7-10%)
  2. Si forma acido carbonico (H?CO?)
  3. Questo acido “attacca” il calcare (CaCO?)
  4. Il calcare si scioglie e viene trasportato via dall’acqua in forma di ioni

Le tre fasi della formazione di una grotta

Semplificando, le fasi secondo cui un sistema ipogeo si crea, sono tre: [cite:3]

1. La fratturazione

Crea le vie di deflusso idrico preferenziali. [cite:3]

Le cavità si sviluppano a partire da fessurazioni presenti nella roccia (giunti di strato, diaclasi). Queste si formano in seguito a compressioni, distensioni, e flessioni della roccia. [cite:10]

Durante l’emersione le rocce sono soggette a forti pressioni litostatiche e subiscono piegamenti e flessioni che inducono rotture nella roccia. [cite:10]

I principali tipi di fratture sono:

  • Giunti di stratificazione: contatti fra gli strati, spesso ricchi di argilla e silicati
  • Diaclasi: fratture senza spostamento significativo dei blocchi
  • Faglie: discontinuità dove si osserva uno spostamento differenziale tra le originarie strutture della roccia [cite:10]

2. L’invasione da parte delle acque

Crea i grandi vuoti ipogei, allargando le fratture. [cite:3]

L’acqua acidificata filtra attraverso le fratture, dissolvendo la roccia lungo i percorsi di minor resistenza e allargando gradualmente questi canali. [cite:9]

Nel tempo, ciò crea fessure, canali sotterranei e infine grotte. [cite:9]

La genesi delle grotte è un processo divergente in cui un sistema di fratture in sviluppo supera tre soglie: [cite:10]

  • Quella cinetica
  • Quella del moto in regime di turbolenza
  • Quella del trasporto di sedimenti clastici

La dimensione tipica per cui si superano queste soglie è di circa un centimetro. [cite:10]

3. L’abbandono delle acque

Dà vita al vuoto percorribile. [cite:3]

Quando il livello delle falde acquifere diminuisce o oscilla, alcune parti della grotta si riempiono d’aria (zona vadosa), dove l’acqua che scorre scava ulteriori passaggi e formazioni attraverso l’erosione. [cite:9]


Fratture, faglie e stratificazione

La stratificazione

Le rocce sedimentarie sono caratterizzate da una netta stratificazione dovuta alle variazioni delle condizioni di deposizione dei sedimenti. [cite:10]

I contatti fra gli strati formano giunti di stratificazione, spesso ricchi di argilla e silicati, disomogenei rispetto alla massa compatta degli strati. Questi formano dei limiti più o meno permeabili. [cite:10]

La disposizione degli strati determina un piano nello spazio, che viene descritto da:

  • Angolo di immersione: la pendenza rispetto al piano orizzontale
  • Direzione: l’angolo che la direzione (nel piano dello strato) orizzontale forma con il Nord [cite:10]

Le pieghe

I piegamenti delle rocce possono presentare diverse forme di cui la più comune è l’ondulazione degli strati. [cite:10]

Si chiamano:

  • Anticlinali: le creste
  • Sinclinali: gli avvallamenti [cite:10]

Il fenomeno del piegamento permette di comprendere la fessurazione della roccia: nelle anticlinali la roccia risulta stirata nella parte alta, mentre nelle sinclinali lo è nella parte bassa. [cite:10]

Fratture e faglie

In termini molto generali possiamo definire una frattura come una generica discontinuità che interrompe la originaria distribuzione regolare dei granuli che compongono la roccia e di età successiva alla formazione della stessa. [cite:10]

Nella maggior parte dei casi la fratturazione è dovuta al comportamento rigido delle rocce sottoposte alle forze che modellano le catene montuose. [cite:10]

Nel caso del carsismo hanno primaria importanza le fratture di origine tettonica (quelle legate alla formazione delle montagne) in quanto si assume che il carsismo si imposti solo dopo che le rocce si siano completamente formate e trasformate in strutture rigide. [cite:10]

Le faglie sono discontinuità dove si osserva uno spostamento differenziale tra le originarie strutture della roccia. Se si vede una dislocazione anche di pochi mm tra le posizioni opposte si è in presenza di una faglia. [cite:10]

Si parla di faglie:

  • Dirette: prodotte da fenomeni distensivi, in cui i blocchi di roccia tendono ad allargarsi
  • Inverse: prodotte da fenomeni di compressione [cite:10]

Il ruolo dell’acqua

L’acqua è l’agente principale della speleogenesi. Nelle rocce carbonatiche le grotte si formano essenzialmente grazie a due tipi di processi in cui l’agente è l’acqua: [cite:7]

  1. Processi chimici: dissoluzione della roccia e corrosione
  2. Processi fisici: erosione meccanica

Azione chimica dell’acqua

L’acqua può dissolvere la roccia. Questa sua qualità (aggressività) dipende dalla quantità di sali disciolti e dalla quantità di anidride carbonica disciolta (che la rende acida). [cite:10]

Per corrodere la roccia l’acqua non deve essere satura. [cite:10]

La percentuale di anidride carbonica disciolta dipende dalla sua pressione parziale nell’aria:

  • All’esterno: molto bassa (0,03%)
  • Nel suolo vegetale: può arrivare al 7-10%
  • All’interno delle grotte: varia da 0,3% (sistemi verticali) a 5-6% (sistemi orizzontali con grande copertura di suoli vegetali) [cite:10]

Dunque i fattori biochimici (suoli vegetali) hanno influenza solo sulla zona superficiale. Nella zona profonda si hanno solo meccanismi chimico-fisici. [cite:10]

Azione meccanica dell’acqua

L’azione fisica dell’acqua dipende dalla sua velocità e dalla quantità e tipologia dei grani di sabbia, roccia e detriti trasportati dall’acqua, che agiscono come agenti abrasivi. [cite:10]

La circolazione dell’acqua dipende dalle dimensioni dei vuoti:

  • Regime turbolento: condotto largo (almeno dell’ordine dei centimetri), elevata velocità e miscelazione dell’acqua
  • Regime laminare: fessure piccole, velocità inferiori e miscelazione praticamente assente [cite:10]

I tempi di svuotamento dopo una piena:

  • Gallerie: dell’ordine dei giorni (o ore)
  • Fessure: settimane (o mesi) [cite:10]

Le zone di una grotta

La formazione delle grotte nei paesaggi carsici avviene per fasi, che corrispondono alla continua dissoluzione e al successivo ampliamento dei cunicoli sotterranei. [cite:9]

1. Frattura iniziale

Piccole crepe e fratture si formano nel substrato roccioso a causa di sollecitazioni naturali, attività tettonica o leggera erosione chimica. [cite:9]

2. Allargamento precoce

L’acqua acidificata filtra attraverso le fratture, dissolvendo la roccia lungo i percorsi di minor resistenza e allargando gradualmente questi canali. [cite:9]

3. Sviluppo della zona freatica

Durante i periodi in cui le falde acquifere sono alte, si formano delle grotte nella zona freatica (satura), dove le acque sotterranee riempiono le grotte, allargandole lentamente attraverso la soluzione. [cite:9]

4. Formazione della zona vadosa

Quando il livello delle falde acquifere diminuisce o oscilla, alcune parti della grotta si riempiono d’aria (zona vadosa), dove l’acqua che scorre scava ulteriori passaggi e formazioni attraverso l’erosione. [cite:9]

5. Crollo e speleogenesi

Nel tempo, sezioni di grotte possono crollare a causa della gravità e della mancanza di supporto strutturale, creando nuove aperture. [cite:9]


PARTE III – TIPI DI GROTTE

Grotte carsiche

Le grotte carsiche sono le più comuni e si formano per l’azione dell’acqua su terreni calcarei e dolomitici. [cite:11]

La formazione di queste grotte inizia con l’infiltrazione di acqua piovana o di fonti sotterranee attraverso fessure e crepe della roccia. L’acqua, che spesso contiene acido carbonico, scioglie gradualmente il calcare, creando cavità sempre più grandi nel tempo. [cite:11]

Le grotte carsiche possono essere caratterizzate da:

  • Stalattiti e stalagmiti
  • Laghi sotterranei
  • Fiumi e canyon sotterranei [cite:11]

Esempi famosi:

  • Grotte di Postumia (Slovenia)
  • Grotte di Lascaux (Francia)
  • Grotte di Frasassi (Italia) [cite:11]

Le concrezioni: stalattiti e stalagmiti

Le stalattiti sono formazioni a forma di ghiacciolo appese al soffitto della caverna, create dall’acqua che gocciola depositando carbonato di calcio. [cite:17]

Le stalagmiti sono formazioni verticali che crescono dal pavimento della caverna, formate dallo stesso processo ma con l’acqua che gocciola sul pavimento. [cite:17]

Curiosità: La crescita delle concrezioni è molto lenta: circa 0,1-0,2 mm all’anno. Ci vogliono 50-100 anni per far crescere 1 cm di stalattite o stalagmite! [cite:5]

Quando una stalattite e una stalagmite si incontrano, formano una colonna. [cite:5]


Grotte vulcaniche

Le grotte vulcaniche si formano quando il magma solidifica in superficie, formando rocce vulcaniche come la lava. [cite:11]

Queste rocce sono permeabili all’acqua e, quando la pressione dell’acqua supera quella del magma, l’acqua penetra all’interno, dando origine a tunnel e gallerie sotterranee. [cite:11]

Le grotte vulcaniche possono contenere:

  • Formazioni di lava
  • Stalattiti di lava
  • Possono essere abbastanza grandi da ospitare laghi e cascate sotterranee [cite:11]

Esempi famosi:

  • Grotte di Jeju (Corea del Sud)
  • Grotte del Vento sull’Etna (Sicilia, Italia) [cite:11]

Tubi di lava

I tubi di lava sono un tipo particolare di grotta vulcanica. Si formano quando un flusso di lava fusa scorre in superficie: la parte esterna si raffredda e solidifica, creando un “tubo”, mentre la lava all’interno continua a scorrere. Quando il flusso si esaurisce, rimane un tunnel vuoto. [cite:17]


Grotte marine

Le grotte marine (o caverne marine) si formano quando l’acqua del mare erode la costa. [cite:11]

Le onde e le correnti marittime possono scavare grotte sottomarine, che possono poi diventare accessibili via mare o tramite gallerie di ingresso sulla terraferma. [cite:11]

Le caverne marine sono spesso caratterizzate da:

  • Acque cristalline
  • Fauna marina (coralli, pesci, mammiferi marini) [cite:11]

Le grotte marine si formano in zone costiere, dove l’acqua marina ha accesso alle rocce costiere. L’azione delle onde, delle correnti e dell’erosione marina crea cavità e tunnel nelle rocce, dando origine a grotte marine. [cite:11]

Esempi famosi:

  • Grotte di Tojinbo (Giappone)
  • Grotte di Benagil (Portogallo) [cite:11]

Grotte glaciali

Le grotte di ghiaccio si trovano in ambienti glaciali. Sono spesso temporanee, poiché si formano solo quando le condizioni climatiche sono favorevoli, e possono sciogliersi rapidamente quando le temperature aumentano. [cite:11]

Le grotte glaciali si formano in aree dove la temperatura è sufficientemente bassa da far congelare l’acqua. L’acqua si infiltra nelle crepe della roccia e si congela, espandendosi e creando cavità·¹ sempre più grandi. Quando la temperatura sale, il ghiaccio si scioglie, creando fiumi sotterranei e laghi. [cite:11]

Le grotte glaciali possono contenere:

  • Formazioni di ghiaccio
  • Stalattiti di ghiaccio
  • Pilastri di ghiaccio [cite:11]

Esempi famosi:

  • Grotte di Eisriesenwelt (Austria)
  • Grotte di Mendenhall (Alaska, USA) [cite:11]

Grotte artificiali

Infine, ci sono anche grotte di origine artificiale, create dall’uomo per svariate ragioni. [cite:11]

Tra le più comuni ci sono:

  • Grotte turistiche, aperte al pubblico per visite guidate
  • Grotte di miniera, create dall’estrazione di minerali
  • Tunnel per la circolazione stradale o ferroviaria
  • Rifugi e bunker [cite:11]

Le grotte di origine artificiale sono create dall’uomo per vari motivi, come ad esempio per l’estrazione di minerali, la costruzione di rifugi o la creazione di tunnel per la circolazione stradale o ferroviaria. Molte grotte di origine artificiale sono state abbandonate. [cite:11]

Esempi famosi:

  • Acquedotto della Formina (Narni)
  • Salzbergwerk Berchtesgaden (Germania) [cite:11]

GLOSSARIO DEI TERMINI PRINCIPALI

Termine Definizione Carsismo Insieme di processi di dissoluzione delle rocce carbonatiche (calcari, dolomie) da parte dell’acqua acidificata Speleogenesi Insieme dei processi che portano alla formazione delle grotte Speleologia Scienza che studia le grotte e i fenomeni carsici Grotta Cavità·¹ naturale di dimensioni tali da essere accessibile all’uomo (generalmente >5 metri) Stalattite Formazione di carbonato di calcio che pende dal soffitto della grotta Stalagmite Formazione di carbonato di calcio che cresce dal pavimento della grotta Dolina Depressione circolare o ellittica nel terreno, causata dal crollo di cavità·¹ sotterranee Inghiottitoio Punto in cui un corso d’acqua superficiale scompare nel sottosuolo Risorgiva Punto in cui l’acqua sotterranea riemerge in superficie Zona vadosa Parte della grotta dove l’acqua scorre a pelo libero (non satura) Zona freatica Parte della grotta completamente satura d’acqua Diaclasi Frattura della roccia senza spostamento significativo dei blocchi Faglia Frattura della roccia con spostamento differenziale dei blocchi Anticlinale Piega degli strati rocciosi con la convessità·¹ rivolta verso l’alto (cresta) Sinclinale Piega degli strati rocciosi con la convessità·¹ rivolta verso il basso (avvallamento)


APPROFONDIMENTI E RISORSE

Per saperne di più

  • Società Speleologica Italiana (SSI): www.speleo.it
  • Commissione Grotte Eugenio Boegan (Trieste): la più antica associazione speleologica al mondo ancora in attività [cite:13]
  • Scuola Nazionale di Speleologia del CAI: organizza corsi di speleologia in tutta Italia [cite:13]

Grotte da visitare in Italia

  • Grotte di Frasassi (Marche)
  • Grotte di Castellana (Puglia)
  • Grotta Gigante (Trieste)
  • Grotte di Postumia (Slovenia, vicino al confine italiano)

Letture consigliate

  • “Les Abìmes” di Edouard Alfred Martel (il trattato fondativo della speleologia moderna) [cite:13]
  • “Mundus Subterraneus” di Athanasius Kircher (XVII secolo, primo interesse complessivo per il sottosuolo) [cite:13]

NOTE

Questo materiale didattico è stato prodotto per il Corso di Speleologia per la Terza Età di Scintilena.

Per ulteriori informazioni: www.scintilena.com


Buona esplorazione!

Andrea Scatolini
Docente del Corso di Speleologia


Documento creato per la lezione del 7 settembre 2026

L'articolo Corso di Speleologia per la Terza Età proviene da Scintilena.

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