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Picos de Europa, rimossa una tonnellata di rifiuti da una profonda cavità naturale

August 5th 2026 at 11:00

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Nei Picos de Europa un intervento coordinato tra speleologi, tecnici e volontari ha permesso di recuperare circa una tonnellata di rifiuti da una grotta di difficile accesso, nell’ambito del Progetto LIBERA dedicato alla tutela degli ambienti naturali.

Bonifica in una sima dei Picos de Europa

Un’importante operazione di pulizia ambientale è stata portata a termine nei Picos de Europa, dove circa una tonnellata di rifiuti è stata rimossa da una sima di difficile accesso.

L’intervento è stato realizzato da tecnici della Federazione Cantabrica degli Sport di Montagna e Arrampicata e della Federazione Cantabrica di Speleologia, con il supporto di volontari esperti di alta montagna e progressione in ambiente ipogeo. (Cadena SER?)

L’attività si è svolta nell’arco di diversi giorni e ha richiesto tecniche specifiche per il recupero dei materiali da una cavità naturale particolarmente impegnativa.

Al termine delle operazioni sono stati recuperati otto sacchi di rifiuti, accumulati nel corso degli anni.

Plastica, metalli e vetro tra i materiali recuperati

I materiali rinvenuti con maggiore frequenza sono stati plastica, metalli e vetro.

La presenza di questi rifiuti in una cavità remota evidenzia come anche gli ambienti naturali più difficili da raggiungere possano essere interessati dall’abbandono incontrollato di materiali.

Il recupero ha richiesto un’attenta organizzazione logistica, sia per garantire la sicurezza degli operatori sia per movimentare all’esterno il materiale raccolto. Operazioni di questo tipo richiedono competenze speleologiche, esperienza nella progressione su corda e una pianificazione accurata delle attività, caratteristiche indispensabili quando si interviene in cavità profonde o con accessi complessi. (Cadena SER?)

Il Progetto LIBERA e la tutela degli ambienti naturali

L’iniziativa rientra nel programma di adozione degli spazi naturali del Progetto LIBERA, promosso da SEO/BirdLife in collaborazione con Ecoembes e sviluppato in Cantabria dalla Federazione Cantabrica di Montagna e Arrampicata.

Il progetto opera in tutta la Spagna con attività di sensibilizzazione, monitoraggio e raccolta dei rifiuti dispersi nell’ambiente, fenomeno definito con il termine spagnolo basuraleza, che indica l’abbandono di rifiuti negli ecosistemi naturali.

Negli ultimi anni il programma ha coinvolto migliaia di volontari e centinaia di interventi in aree protette, coste, fiumi e zone montane. (Cadena SER?)

Un richiamo alla protezione delle cavità naturali

Secondo SEO/BirdLife, questa operazione dimostra che il problema dell’abbandono dei rifiuti interessa anche alcuni degli spazi naturali più remoti e di maggiore valore ecologico della Spagna.

L’associazione sottolinea che nemmeno gli ambienti apparentemente incontaminati sono immuni da questo fenomeno. (Cadena SER?)

Per il mondo della speleologia, interventi di questo tipo rappresentano anche un’occasione per richiamare l’attenzione sull’importanza della tutela delle cavità naturali.

Le grotte e le doline costituiscono ecosistemi delicati, caratterizzati da equilibri ambientali che possono essere compromessi dalla presenza di rifiuti, con conseguenze sulla qualità delle acque, sulla fauna sotterranea e sul valore naturalistico dei siti.

L’operazione conclusa nei Picos de Europa evidenzia il ruolo della collaborazione tra federazioni speleologiche, volontari e organizzazioni ambientaliste nella conservazione del patrimonio carsico e degli ambienti montani.

Fonti

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  • Esplorare per conservare: perché le grotte sono laboratori viventi del pianeta
    Condividi Conservazione delle grotte e biodiversità: conoscere il mondo che resta nascosto Ogni grotta conserva una parte della storia del pianeta che non appare in superficie. Acque, rocce, sedimenti, concrezioni e comunità biologiche formano sistemi collegati al paesaggio esterno. Per questo l’importanza degli ecosistemi sotterranei supera i confini della singola cavità: comprenderli è necessario per proteggere falde, sorgenti, specie rare e archivi naturali del clima. La conservazio
     

Esplorare per conservare: perché le grotte sono laboratori viventi del pianeta

August 3rd 2026 at 08:00

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Conservazione delle grotte e biodiversità: conoscere il mondo che resta nascosto

Ogni grotta conserva una parte della storia del pianeta che non appare in superficie. Acque, rocce, sedimenti, concrezioni e comunità biologiche formano sistemi collegati al paesaggio esterno.

Per questo l’importanza degli ecosistemi sotterranei supera i confini della singola cavità: comprenderli è necessario per proteggere falde, sorgenti, specie rare e archivi naturali del clima.

La conservazione delle grotte e biodiversità richiede dati, pianificazione e regole di frequentazione.

Esplorare non significa soltanto raggiungere nuovi ambienti. Significa documentarne le condizioni iniziali e riconoscere i limiti che permettono a un sistema ipogeo di mantenere le proprie funzioni.

Ecosistemi carsici: cosa sono e perché sono cruciali per l’ambiente?

Un sistema sotterraneo comprende cavità accessibili, fessure, acquiferi, sorgenti, corsi d’acqua ipogei e altri spazi privi di luce.

Nel carsismo, l’acqua circola attraverso fratture e condotti prodotti dalla dissoluzione di rocce solubili, soprattutto calcari, dolomie ed evaporiti.

La grotta visibile è quindi solo una parte di una rete molto più ampia.

Gli ecosistemi carsici sono collegati alla superficie attraverso la ricarica idrica, il trasporto di materia organica e gli scambi d’aria.

Una modifica del suolo può avere conseguenze sotterranee.

Disboscamento, impermeabilizzazione e uso non corretto delle aree di ricarica influenzano quantità e qualità dell’acqua che raggiunge gli acquiferi.

Questa connessione spiega l’importanza degli ecosistemi sotterranei anche per le persone. Le aree carsiche forniscono acqua potabile a circa il 10% della popolazione mondiale.

La protezione del territorio carsico è dunque anche una misura di tutela della risorsa idrica, non solo della cavità.

Biodiversità ipogea: quali specie vivono nelle grotte e perché sono uniche?

Le grotte ospitano pipistrelli, invertebrati, microrganismi e, negli ambienti acquatici, crostacei, molluschi, pesci e anfibi adattati alla vita sotterranea.

Non tutte le specie rinvenute in cavità dipendono esclusivamente dal sottosuolo. I troglobi e gli stigobi, però, trascorrono l’intero ciclo vitale in ambienti ipogei.

Molti organismi hanno areali ristretti. Alcuni sono noti da una sola grotta o da pochi acquiferi.

La scarsità di nutrienti, il buio e la relativa stabilità climatica favoriscono adattamenti specifici, come perdita della pigmentazione e degli occhi, sviluppo di strutture sensoriali e ritmi vitali lenti.

La biodiversità ipogea comprende anche comunità meno visibili. Batteri e altri microrganismi partecipano ai cicli della materia e, in condizioni particolari, possono sostenere reti trofiche basate su reazioni chimiche.

Conservazione delle grotte e biodiversità significano quindi proteggere organismi conosciuti e processi ecologici ancora poco descritti.

Ruolo della speleologia scientifica nella conservazione delle grotte

Il ruolo della speleologia scientifica parte dall’esplorazione condotta con metodo. Rilievi, catasti, osservazioni faunistiche, campionamenti mirati e monitoraggi di temperatura, umidità, anidride carbonica, acque e sedimenti consentono di definire lo stato di un sito e le sue vulnerabilità.

I dati raccolti aiutano a delimitare bacini di alimentazione e zone sensibili. Permettono anche di valutare gli effetti di accessi ripetuti, lavori esterni o gestione turistica. Il ruolo della speleologia scientifica è decisivo perché rende verificabili le scelte di tutela e collega geologia, idrogeologia, biologia, archeologia e climatologia.

La ricerca deve ridurre il proprio impatto. Percorsi definiti, gruppi contenuti, attrezzature pulite, divieto di prelievi non indispensabili e documentazione condivisa sono misure concrete. Ogni attività dovrebbe essere proporzionata alla fragilità del sito e accompagnata da controlli nel tempo.

Minacce agli ambienti ipogei: dalla superficie alla cavità

Le minacce principali non iniziano sempre all’ingresso di una grotta. Inquinamento delle acque, estrazione di materiali, captazioni idriche, agricoltura intensiva, urbanizzazione e perdita di vegetazione possono alterare la rete carsica. Nei condotti, il trasporto rapido dell’acqua può distribuire contaminanti fino a sorgenti e habitat lontani.

Esistono anche pressioni dirette. Visite non regolate, calpestio, rifiuti, graffiti, illuminazione inadatta, modifiche dei passaggi e disturbo alle colonie di pipistrelli possono cambiare il microclima e danneggiare concrezioni o comunità biologiche. Il cambiamento climatico aggiunge un fattore diffuso, perché modifica piogge, ricarica degli acquiferi e condizioni termiche alle quali molte specie sono adattate.

La conservazione delle grotte e biodiversità richiede di guardare all’intero sistema. Proteggere soltanto il vuoto sotterraneo, senza considerare il bacino esterno, può risultare insufficiente.

Protezione concreta delle grotte: pianificazione, monitoraggio e responsabilità

La prima azione è conoscere. Catasti aggiornati, rilievi accurati e inventari biologici permettono di individuare cavità prioritarie e aree di ricarica da tutelare. Le valutazioni ambientali per cave, infrastrutture, captazioni e trasformazioni del suolo dovrebbero includere esplicitamente gli effetti sul sottosuolo.

Servono poi strumenti di gestione. Aree protette, fasce di rispetto, regolazione degli accessi, chiusure stagionali dove sono presenti pipistrelli e piani per il turismo in grotta possono ridurre le pressioni. Nei siti aperti al pubblico, il monitoraggio del microclima e dei flussi di visita consente di adattare la gestione ai dati osservati.

Anche la divulgazione è parte della protezione. Chi frequenta una cavità deve sapere che un’impronta, un prelievo o un lavaggio improprio dell’attrezzatura possono avere effetti persistenti. L’importanza degli ecosistemi sotterranei diventa più chiara quando si riconosce che la tutela della grotta dipende da ciò che avviene dentro, sopra e attorno ad essa.

Esplorare per conservare significa produrre conoscenza utile, condividere i risultati e limitare gli impatti. È questa la direzione indicata dalle linee guida internazionali per la protezione delle grotte e del carso.

Fonti

Fonti
[1] Guidelines for Cave and Karst Protection (2nd Edition) https://engage.iucn.org/sites/default/files/2023-04/Guidelines-for-Cave-and-Karst-Protection-2022.pdf
[2] Towards evidence?based conservation of subterranean … https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC9545027/
[3] Guidelines for cave and karst protection : second edition https://iucn.org/resources/jointly-published/guidelines-cave-and-karst-protection-second-edition
[5] Controversie internazionali sulla conservazione delle grotte https://www.scintilena.com/controversie-internazionali-sulla-protezione-delle-grotte-unanalisi-globale-dei-conflitti-tra-conservazione-e-sviluppo/08/30/
[6] La Sfida Globale per la Conservazione degli Ecosistemi … https://www.scintilena.com/biodiversita-sotterranea-la-sfida-globale-per-la-conservazione-degli-ecosistemi-ipogei/09/18/
[7] Monitoraggio Specie Invasive nelle Grotte del Kosovo https://www.scintilena.com/monitoraggio-specie-invasive-nelle-grotte-del-kosovo-ricerca-scientifica-internazionale-per-la-protezione-degli-ecosistemi-sotterranei/09/13/
[8] Evaporiti UNESCO: cosa è cambiato in due anni tra ricerca … https://www.scintilena.com/evaporiti-unesco-cosa-e-cambiato-in-due-anni-tra-ricerca-tutela-e-sfide-ancora-aperte/01/27/
[9] Vulnerabilità Climatica e Lacune nella Conservazione di … https://www.scintilena.com/nowhere-to-hide-vulnerabilita-climatica-e-lacune-nella-conservazione-di-zopherobatrus-un-raro-coleottero-troglobio/05/08/
[10] L’Impatto dell’inquinamento idrico sulle comunità ipogee https://www.scintilena.com/limpatto-dellinquinamento-idrico-sulle-comunita-ipogee/07/27/
[11] Conferenza su Plinio il Vecchio e le Grotte: Un Viaggio … https://www.scintilena.com/conferenza-su-plinio-il-vecchio-e-le-grotte-un-viaggio-attraverso-la-scienza-antica-e-le-tecnologie-moderne/08/31/
[12] 13 Settembre: il Mondo Celebra le Grotte — Postojna … https://www.scintilena.com/13-settembre-il-mondo-celebra-le-grotte-postojna-ospita-la-prima-giornata-internazionale-delle-grotte-e-del-carsismo/04/12/
[13] Microplastiche nelle grotte turistiche italiane: una nuova … https://www.scintilena.com/microplastiche-nelle-grotte-turistiche-italiane-una-nuova-minaccia-per-il-patrimonio-geologico-mondiale/08/17/
[14] sessione online dell’iniziativa Karst-Aware sull’UNEA-7 https://www.scintilena.com/il-carsismo-alle-nazioni-unite-sessione-online-delliniziativa-karst-aware-sullunea-7/03/04/
[15] Animali cavernicoli: I sovrani dimenticati del buio totale https://www.scintilena.com/animali-cavernicoli-i-sovrani-dimenticati-del-buio-totale/01/24/
[16] Nuove Creature delle Grotte Scoperte in Spagna https://www.scintilena.com/nuove-creature-delle-grotte-scoperte-in-spagna-un-genere-inedito-e-due-specie-sconosciute-riscrivono-la-fauna-sotterranea-iberica/04/24/
[17] 99 cose da sapere se abiti in un territorio carsico https://www.scintilena.com/come-riconoscere-se-vivi-in-un-territorio-carsico/06/06/
[18] EuroSpeleo Protection Label 2025: premiato il progetto di … https://www.scintilena.com/eurospeleo-protection-label-2025-premiato-il-progetto-di-conservazione-delle-grotte-nel-bacino-del-fiume-aoos-vjosa/07/03/
[19] Un nuovo punto di riferimento per la biospeleologia https://www.scintilena.com/un-nuovo-punto-di-riferimento-per-la-biospeleologia-pubblicato-il-primo-dataset-completo-sulla-fauna-sotterranea-pugliese/06/08/
[20] Sustainable speleology and cave conservation – Ricerca UniBa https://ricerca.uniba.it/handle/11586/510220
[21] Minacce e conservazione degli ecosistemi sotterranei https://www.scintilena.com/minacce-e-conservazione-degli-ecosistemi-sotterranei-lo-studio-globale-di-nanni-et-al-su-biological-conservation/07/14/
[22] Subterranean Biodiversity on the Brink: Urgent Framework for … https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC12523527/
[23] Assessing preservation priorities of caves and karst areas using the frequency of endemic cave-dwelling species https://pdfs.semanticscholar.org/8b20/30345dbe89f3099165b8477b7547e14736fa.pdf
[24] Caves as wildlife refuges in degraded landscapes in the Brazilian Amazon – PubMed https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/37055452/
[25] Conserving relics from ancient underground worlds: assessing the influence of cave and landscape features on obligate iron cave dwellers from the Eastern Amazon – PubMed https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/29576987/
[26] Out of sight and out of mind? The conservation status … https://www.conservationgateway.org/collections/biodiversity/subterranean-biodiversity-conservation-gaps-cave-obligate-species-north-america/
[27] https://doi.org/10.11606/issn.2316-9095.v23-205328 https://repositorio.usp.br/directbitstream/6eeec711-ebbc-45ab-a387-5fbe662738e1/3249258_ingl%C3%AAs.pdf
[28] An expert-based global assessment of threats and conservation measures for subterranean ecosystems https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0006320723002379
[29] La – Minacce e conservazione degli ecosistemi sotterranei … https://www.facebook.com/Scintilena/photos/minacce-e-conservazione-degli-ecosistemi-sotterranei-lo-studio-globale-di-nanni-/1665453212253875/
[30] Scientists’ Warning on the Conservation of Subterranean Ecosystems https://academic.oup.com/bioscience/article/69/8/641/5519083?login=true
[31] Available online at scholarcommons.usf.edu/ijs https://digitalcommons.usf.edu/cgi/viewcontent.cgi?article=1814&context=ijs

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  • Sei giovani barbagianni in un solo nido: un segnale incoraggiante per la biodiversità rurale
    Condividi Una straordinaria covata scoperta in Inghilterra racconta quanto la qualità degli habitat possa fare la differenza per la conservazione di uno dei rapaci notturni più affascinanti d’Europa: ne parla la BBC La notizia non riguarda direttamente la speleologia, ma richiama uno dei temi cari a Scintilena: la tutela degli habitat e della biodiversità, valori che accomunano il mondo speleologico e quello della conservazione della natura. BBC nei giorni scorsi ha pubblicato una notizia
     

Sei giovani barbagianni in un solo nido: un segnale incoraggiante per la biodiversità rurale

August 3rd 2026 at 05:00

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Una straordinaria covata scoperta in Inghilterra racconta quanto la qualità degli habitat possa fare la differenza per la conservazione di uno dei rapaci notturni più affascinanti d’Europa: ne parla la BBC

La notizia non riguarda direttamente la speleologia, ma richiama uno dei temi cari a Scintilena: la tutela degli habitat e della biodiversità, valori che accomunano il mondo speleologico e quello della conservazione della natura.

BBC nei giorni scorsi ha pubblicato una notizia che, pur arrivando da lontano, parla anche del nostro territorio.

E’ stata scoperta una covata di sei giovani barbagianni (Tyto alba) in una fattoria nei pressi di Peterborough, in Inghilterra: un evento raro, accolto con entusiasmo dai ricercatori impegnati nel monitoraggio della specie e da chi, ogni giorno, lavora per mantenere vivo il delicato equilibrio degli ecosistemi agricoli.

I sei piccoli, di età compresa tra i quaranta e i cinquanta giorni, sono stati trovati all’interno di una cassetta nido installata nell’ambito di un progetto di conservazione. Dopo il controllo sanitario, sono stati inanellati con un codice identificativo che consentirà di seguirne gli spostamenti e di raccogliere informazioni preziose sulla loro sopravvivenza e sulla futura riproduzione.

Si tratta di una covata eccezionale. Negli ultimi anni, infatti, il numero di giovani barbagianni allevati con successo era diminuito sensibilmente. Gli adulti continuavano a occupare i siti di nidificazione, ma la scarsità di prede, soprattutto piccoli roditori, spesso impediva loro di portare a termine la riproduzione.

Quest’anno, invece, le condizioni ambientali si sono rivelate più favorevoli. L’abbondanza di cibo ha permesso alle coppie di allevare nidiate numerose, e quella di Peterborough rappresenta, finora, il caso più significativo osservato nel programma di monitoraggio locale.

Il barbagianni è molto più di un elegante rapace notturno dal caratteristico volto a forma di cuore. È un vero indicatore della qualità ambientale. Dove sopravvivono prati stabili, filari, siepi, fossati e un’agricoltura capace di conservare una buona biodiversità, questa specie trova le condizioni ideali per cacciare e riprodursi. Al contrario, la semplificazione del paesaggio rurale, l’eliminazione degli elementi naturali e il traffico stradale rappresentano ancora oggi alcune delle principali cause del suo declino.

La fattoria inglese dove è avvenuta la scoperta ha investito proprio nella creazione di habitat favorevoli: percorsi di caccia lontani dalle strade, tutela delle aree verdi e installazione di cassette nido. Un esempio concreto di come una gestione attenta del territorio possa produrre risultati misurabili.

Anche in Italia il barbagianni è diffuso in molte aree agricole e collinari, comprese numerose vallate alpine e prealpine. Nidifica spesso in cascine, fienili, campanili, ruderi e altri edifici tradizionali, ambienti che rischiano di scomparire o di essere ristrutturati senza tenere conto della fauna selvatica. In alcune zone trova rifugio anche in cavità naturali e pareti rocciose, a testimonianza della sua straordinaria capacità di adattamento.

La presenza del barbagianni racconta una storia che va oltre la singola specie: il territorio conserva ancora insetti, piccoli mammiferi, prati ricchi di vita e spazi in cui la natura riesce a mantenere il proprio equilibrio. Per questo una covata di sei giovani, al di là della curiosità ornitologica, è un piccolo successo della conservazione.

Fonte: BBC News, Peterborough farm’s delight after six white owlets found nesting. https://www.bbc.com/news/articles/cvg9nql8x83o

Una nota per i lettori

La notizia arriva dall’Inghilterra e non riguarda direttamente il mondo della speleologia. Tuttavia, racconta un esempio concreto di come la tutela degli habitat, il monitoraggio scientifico e una gestione attenta del territorio possano produrre risultati significativi per la conservazione della fauna selvatica.

Il barbagianni è una specie simbolo degli ecosistemi rurali e la sua presenza testimonia la buona qualità dell’ambiente. Ogni coppia può catturare migliaia di piccoli roditori ogni anno, svolgendo un prezioso servizio ecosistemico e contribuendo all’equilibrio naturale senza alcun intervento artificiale.

Per questo abbiamo scelto di condividere questa storia: perché la conservazione della biodiversità è un patrimonio comune, e ogni successo nella tutela della natura rappresenta una buona notizia anche per chi, come gli speleologi, dedica il proprio impegno alla conoscenza e alla salvaguardia dell’ambiente.

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  • CAI Regione Toscana e Mountain Wilderness Italia insieme per il Parco Nazionale delle Alpi Apuane
    Condividi Le due associazioni lanciano un percorso comune per promuovere l’istituzione del Parco Nazionale e annunciano la costituzione di un comitato promotore aperto al mondo ambientalista, scientifico e istituzionale Il Club Alpino Italiano – Regione Toscana e Mountain Wilderness Italia hanno annunciato, con un comunicato congiunto diffuso il 20 luglio, l’avvio di un percorso comune per promuovere l’istituzione del Parco Nazionale delle Alpi Apuane. Sulla pagina social di Speleologia To
     

CAI Regione Toscana e Mountain Wilderness Italia insieme per il Parco Nazionale delle Alpi Apuane

August 2nd 2026 at 06:00

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Le due associazioni lanciano un percorso comune per promuovere l’istituzione del Parco Nazionale e annunciano la costituzione di un comitato promotore aperto al mondo ambientalista, scientifico e istituzionale

Il Club Alpino Italiano – Regione Toscana e Mountain Wilderness Italia hanno annunciato, con un comunicato congiunto diffuso il 20 luglio, l’avvio di un percorso comune per promuovere l’istituzione del Parco Nazionale delle Alpi Apuane.

Sulla pagina social di Speleologia Toscana c’è un post del Coordinamento Ambientalista Versiliese che ne dà notizia.

La proposta non è nuova: il CAI l’aveva già approvata con una mozione dell’Assemblea dei Delegati di Saint Vincent nel 2016, e Mountain Wilderness, fin dalla sua fondazione, nel 1987, sostiene la necessità di una maggiore tutela delle Alpi Apuane, sempre al centro del dibattito per l’intensa attività estrattiva del marmo.

Nel documento si sottolinea che le Apuane rappresentano un patrimonio naturale di rilievo nazionale e internazionale e che l’attuale modello di gestione non sarebbe più sufficiente a garantire un’efficace tutela dell’area. Secondo i promotori, il riconoscimento come Parco Nazionale consentirebbe di rafforzare la conservazione degli ecosistemi, favorire un turismo sostenibile e ampliare le opportunità di finanziamento.

Per sostenere questa prospettiva, CAI Toscana e Mountain Wilderness intendono costituire un comitato promotore aperto al coinvolgimento delle principali associazioni ambientaliste, del mondo della ricerca, delle università, delle amministrazioni locali e delle istituzioni nazionali ed europee.

Le Alpi Apuane rivestono un’importanza particolare anche per la speleologia italiana e internazionale. Il massiccio ospita alcuni dei sistemi carsici più estesi e profondi del Paese, con decine di cavità di grande interesse scientifico, idrogeologico e naturalistico, motivo per cui ogni iniziativa riguardante il futuro di questo territorio è seguita con attenzione dalla comunità speleologica.

Il comunicato apre così una nuova fase del dibattito sulla tutela delle Apuane, destinata a coinvolgere istituzioni, associazioni e cittadini.

Seguiremo gli sviluppi di questa iniziativa con grande interesse: il futuro delle Apuane è nel nostro cuore.

Foto di copertina: Wikipedia Common CC BY 40 ‘Was the sunset in Tuscany…the God’s eye peeked between the clouds… Alpi Apuane rock marble peaks and the orange-yellow sun light above quarries and the Sea!’ – Sandra Ross

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