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    Condividi Il GTS inaugura una nuova voce digitale per raccontare le grotte tra Carso, Friuli e Slovenia Il Gruppo Triestino Speleologi APS (GTS) ha lanciato Stillicidio, il suo nuovo notiziario online di speleologia, con il numero 1 di aprile 2026. La pubblicazione affianca il tradizionale Bollettino cartaceo — giunto al volume XXII — con un formato digitale più agile, pensato per una comunicazione più rapida e visivamente ricca.[1][2] Stillicidio: un notiziario online di speleolog
     

Nasce Stillicidio: il Gruppo Triestino Speleologi lancia il suo nuovo notiziario online

Apríl 13th 2026 at 12:00

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Il GTS inaugura una nuova voce digitale per raccontare le grotte tra Carso, Friuli e Slovenia

Il Gruppo Triestino Speleologi APS (GTS) ha lanciato Stillicidio, il suo nuovo notiziario online di speleologia, con il numero 1 di aprile 2026.

La pubblicazione affianca il tradizionale Bollettino cartaceo — giunto al volume XXII — con un formato digitale più agile, pensato per una comunicazione più rapida e visivamente ricca.[1][2]


Stillicidio: un notiziario online di speleologia per il GTS APS

Il titolo scelto dal Gruppo Triestino Speleologi non è casuale. “Stillicidio” evoca il gocciolio lento e costante dell’acqua che modella la roccia, metafora del lavoro paziente degli speleologi e del tempo geologico delle grotte. Il sottotitolo scelto — Idee che scavano la roccia — completa il quadro con un’immagine che unisce esplorazione fisica e produzione culturale.[2]

La rivista è disponibile in versione sfogliabile sul sito ufficiale del gruppo all’indirizzo gtspeleo.it/stillicidio-numero-uno/. Il formato digitale consente una distribuzione capillare tra soci, amici, gruppi speleologici ed enti, senza i vincoli di produzione e distribuzione propri della carta stampata.[3][2]


La parola del presidente: complemento, non sostituto del Bollettino cartaceo

Nella sua presentazione al numero 1, il presidente Stefano Venier ha chiarito la filosofia della nuova pubblicazione. Stillicidio non intende sostituire il Bollettino cartaceo, bensì affiancarsi ad esso come strumento complementare: più veloce, più ricco di fotografie, capace di raccogliere quella documentazione visiva che nella versione stampata trovava spesso spazio ridotto.[2]

Il Bollettino del GTS APS, arrivato al volume XXII dopo una storia editoriale che accompagna il gruppo dalla sua fondazione nel 1946, continua il suo percorso con regolarità annuale. Stillicidio si inserisce in questo contesto come un compendio leggero: notizie brevi, anticipazioni, cronaca delle attività, spigolature e, soprattutto, immagini.[4][1]


Cadenza flessibile per restare vicini alla comunità speleologica

A differenza di molte pubblicazioni periodiche, Stillicidio non avrà una frequenza di uscita fissa. Il GTS APS punta a pubblicare alcuni numeri all’anno, secondo le circostanze e il ritmo delle attività. Questa scelta riflette la natura stessa del notiziario online di speleologia: uno strumento vivo, capace di adattarsi al calendario delle esplorazioni, degli eventi e delle scoperte.[2]

Il formato online offre una flessibilità che il cartaceo non può garantire. La distribuzione raggiunge in modo diretto soci e gruppi speleologici a livello regionale, in Friuli Venezia Giulia e nelle aree transfrontaliere dove il GTS APS è attivo da quasi ottant’anni.[4]


I contenuti del primo numero: dal Carso triestino alla Slovenia

Il numero 1 di Stillicidio è un’istantanea delle attività recenti del GTS APS, con articoli che spaziano dal Carso triestino al Friuli, dalla Slovenia alle frontiere con la vicina Gorizia. Tra i contenuti più significativi figura un articolo dedicato all’attività catastale del 2025 e uno sullo Speleo2025, il convegno dedicato ad acque e grotte senza frontiere svoltosi a Gorizia nel giugno 2025.[2]

Spazio anche alla storia, con un contributo tratto dall’archivio storico del GTS risalente al 22 marzo 1950, e alla speleologia giovanile, con un resoconto del settembre 2024 dedicato all’esperienza in grotta con i giovani. Il notiziario include inoltre articoli su cavità specifiche, tra cui la Grotta del Monte Gurca nel Carso istriano, la Grotta Camerota, la Grotta MT11 in Slovenia e il Pozzo presso Medeazza nel Carso triestino.[2]


Tra nuove esplorazioni e documentazione: il GTS APS racconta il mondo sotterraneo

Il Gruppo Triestino Speleologi è socio della Società Speleologica Italiana – SSI ETS, della Federazione Speleologica Regionale del Friuli Venezia Giulia (FSRFVG) e della Federazione Speleologica Triestina (FST). Opera sul territorio da quasi ottant’anni, con un’attenzione costante non solo all’esplorazione ma anche alla ricerca e alla tutela del patrimonio ipogeo.[1]

Con Stillicidio, il notiziario online di speleologia del GTS APS entra nella rete delle pubblicazioni digitali del settore, accanto a testate come Cronache Ipogee del CAT Trieste e ai bollettini delle federazioni regionali. La comunità speleologica del Friuli Venezia Giulia dispone così di un nuovo strumento di informazione e documentazione, capace di valorizzare il lavoro sul campo con il racconto diretto e l’abbondanza di materiale fotografico che solo il digitale può offrire.[5]

Fonti
[1] Pubblicato il Volume XXII del Bollettino del Gruppo … https://www.scintilena.com/pubblicato-il-volume-xxii-del-bollettino-del-gruppo-triestino-speleologi/11/17/
[2] Articoli recenti – Gruppo Triestino Speleologi – APS https://gtspeleo.it/home/
[3] Gruppo – Giovane leva osserva il lavoro del Grottenruhestander https://www.facebook.com/speleoGTS/photos/giovane-leva-osserva-il-lavoro-del-grottenruhestander/968712885443063/
[4] La nostra storia – Gruppo Triestino Speleologi – APS https://gtspeleo.it/chi-siamo/la-nostra-storia/
[5] Cronache Ipogee di febbraio 2026: il nuovo numero della rivista … https://www.scintilena.com/cronache-ipogee-di-febbraio-2026-il-nuovo-numero-della-rivista-speleologica-del-friuli-venezia-giulia-e-online/03/05/
[9] Scintilena – Notiziario di speleologia e del sottosuolo – Scintilena https://www.scintilena.com/page/125/
[10] Eventi speleologici del CAT TRIESTE: agenda, temi … https://www.scintilena.com/eventi-speleologici-del-cat-trieste-agenda-temi-scientifici-e-incontri-divulgativi/07/28/
[11] Nel Bollettino di aprile 2026 del Comitato Scientifico Centrale del … https://www.scintilena.com/nel-bollettino-di-aprile-2026-del-comitato-scientifico-centrale-del-cai-si-parla-di-grotte-ma-non-solo/04/13/
[12] Scintilena https://www.scintilena.com/page/157/?c=17
[13] Grotte e Scienza: Ricerche e Scoperte nel Sottosuolo … https://www.scintilena.com/grotte-e-scienza-ricerche-e-scoperte-nel-sottosuolo-triestino/05/08/
[14] Sicuri in Grotta 2025: Formazione e Prevenzione con il Soccorso … https://www.scintilena.com/sicuri-in-grotta-2025-formazione-e-prevenzione-con-il-soccorso-speleologico-a-stazzema/08/14/
[15] XVIII Convegno di Speleologia del Trentino Alto Adige: al via gli eventi preparatori – Scintilena https://www.scintilena.com/xviii-convegno-di-speleologia-del-trentino-alto-adige-al-via-gli-eventi-preparatori/02/27/
[16] Scintilena – il giornale quotidiano della speleologia italiana – Scintilena https://www.scintilena.com/page/192/?c=14
[17] Scintilena – Notiziario di speleologia e del sottosuolo – Scintilena https://www.scintilena.com/page/273/?c=10
[18] Web Archivi – Pagina 11 di 12 – Scintilena https://www.scintilena.com/category/web/page/11/
[19] Una luce nel buio – Notiziario di speleologia e del sottosuolo https://www.scintilena.com/page/2128/
[20] Sicilia Archivi – Scintilena https://www.scintilena.com/category/sicilia/
[21] Scintilena https://www.scintilena.com/page/46/?c=14
[22] Pubblicazioni del Gruppo Triestino Speleologi https://gtspeleo.it/pubblicazioni/
[23] Gelicidio e venti di burrasca in Emilia-Romagna, le zone a … https://www.ilrestodelcarlino.it/meteo/gelicidio-allerta-previsioni-meteo-9895f966
[24] Articoli – Gruppo Triestino Speleologi – APS https://gtspeleo.it/articoli/
[25] Bollettino del GTS, volume XXII – Gruppo Triestino Speleologi – APS https://gtspeleo.it/bollettino-del-gts-volume-xxii/
[26] La – I Sentieri del CAI: 60.000 Km di Patrimonio Invisibile … https://www.facebook.com/Scintilena/photos/i-sentieri-del-cai-60000-km-di-patrimonio-invisibile-che-muovono-litaliatracciat/1577882367677627/
[27] Home – Gruppo Triestino Speleologi – APS https://gtspeleo.it
[28] La Scintilena https://www.facebook.com/Scintilena/?locale=it_IT
[29] Corde speleo: la conoscenza e la scienza del progresso … https://www.facebook.com/Scintilena/posts/corde-speleo-la-conoscenza-e-la-scienza-del-progresso-verticaledinamica-e-intera/1379404407525425/
[30] La Scintilena – Facebook https://www.facebook.com/Scintilena/
[31] [PDF] IL BOLLETTINO – Comitato Scientifico Centrale – Club Alpino Italiano https://csc.cai.it/wp-content/uploads/2024/04/Bollettino_CSC_Aprile_2024.pdf
[32] [PDF] Convegno Regionale di Speleologia https://www.fsrfvg.it/wp/wp-content/uploads/2024/01/Atti-del-Convegno-SPELEO2022.pdf

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  • Nel Bollettino di aprile 2026 del Comitato Scientifico Centrale del CAI si parla di grotte (ma non solo)
    Condividi Tra clima, biodiversità e archeologia, le cavità naturali emergono come archivi preziosi per leggere il passato e il presente dell’ambiente montano Le grotte nel Bollettino CSC del CAI – 4/2026 Il nuovo Bollettino del Comitato Scientifico Centrale del CAI (aprile 2026) è come un numero ricco e articolato, capace di attraversare molti dei temi oggi più urgenti per chi si occupa di montagna: cambiamento climatico, biodiversità, gestione del territorio e ricerca scientifica. In q
     

Nel Bollettino di aprile 2026 del Comitato Scientifico Centrale del CAI si parla di grotte (ma non solo)

Apríl 13th 2026 at 05:00

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Tra clima, biodiversità e archeologia, le cavità naturali emergono come archivi preziosi per leggere il passato e il presente dell’ambiente montano

Le grotte nel Bollettino CSC del CAI – 4/2026

Il nuovo Bollettino del Comitato Scientifico Centrale del CAI (aprile 2026) è come un numero ricco e articolato, capace di attraversare molti dei temi oggi più urgenti per chi si occupa di montagna: cambiamento climatico, biodiversità, gestione del territorio e ricerca scientifica.

In questo mosaico di contributi, le grotte trovano uno spazio significativo, non isolato ma inserito in una visione più ampia dell’ambiente montano come sistema complesso, dinamico e fragile.

Le grotte come archivi del passato: le “grotte a orso” alpine

Tra gli articoli più vicini alla sensibilità speleologica spicca il contributo di Davide Delpiano, Marco Peresani e Fabio Bona dedicato alle cosiddette “Grotte a orso” alpine.

Si tratta di cavità che, nel corso del Paleolitico, erano frequentate sia dagli orsi che dagli esseri umani. Il lavoro mette in luce un aspetto affascinante: la possibile alternanza stagionale nell’uso delle grotte. Durante l’inverno gli orsi le occupavano per il letargo e la riproduzione, mentre in estate gli stessi ambienti venivano utilizzati dai Neanderthal come rifugi temporanei durante attività di caccia in quota.

Queste cavità diventano così veri e propri archivi paleoecologici, capaci di conservare tracce biologiche, sedimentologiche e culturali. Non solo luoghi fisici, ma spazi di interazione tra specie diverse e testimoni di adattamenti ambientali profondi.

Per il mondo speleologico, questo significa riconoscere alle, oltre all’interesse esplorativo, un valore scientifico interdisciplinare sempre più centrale.

Dalla profondità alla superficie: il filo comune dell’ambiente

Il tema delle grotte si intreccia con altri contributi del Bollettino, mostrando una continuità tra ambienti ipogei e paesaggi di superficie.

L’articolo sui Rifugi Sentinella del clima e dell’ambiente descrive una rete di monitoraggio diffusa lungo tutta la dorsale alpino-appenninica, pensata per raccogliere dati meteorologici e ambientali in alta quota.

Questo progetto evidenzia come gli ambienti montani – comprese le aree carsiche – siano veri “hot spot” del cambiamento climatico, dove gli effetti si manifestano in modo rapido e spesso amplificato.

In questa prospettiva, le grotte possono essere lette come ambienti di registrazione lenta, capaci di conservare nel tempo segnali che in superficie risultano più difficili da isolare.

Biodiversità nascosta (e fragile)

Un altro contributo interessante, anche se non direttamente speleologico, riguarda gli endemismi dei Sibillini, con lo studio sui chirocefali condotto da Enrico Ripa e Loredana Di Giacomo.

Qui il focus è su due specie uniche, legate a piccoli ambienti acquatici d’alta quota e oggi minacciate da pressioni antropiche. Il parallelo con il mondo ipogeo è immediato:
ecosistemi isolati, equilibri delicatissimi, specie spesso uniche e vulnerabili.

La perdita di biodiversità è questione ecologica e culturale: la scomparsa di questi ambienti significa perdere conoscenza, storia e possibilità di studio.

Una visione integrata della montagna

Il valore di questo numero del Bollettino sta proprio nella sua capacità di mettere in relazione ambiti diversi: clima, geologia, biologia, archeologia.

Le grotte, in questo contesto, non sono un tema marginale, ma diventano uno dei tasselli fondamentali per comprendere la complessità del sistema montano.

Dalle cavità frequentate dai Neanderthal alle reti di monitoraggio climatico, fino agli ecosistemi più fragili e nascosti, emerge un messaggio chiaro: la montagna è un archivio vivente, e le grotte ne rappresentano alcune delle pagine più profonde e meno leggibili, ma anche tra le più preziose.

In queste righe abbiamo richiamato solo alcuni spunti, in particolare quelli più vicini alla sensibilità speleologica, ma il Bollettino offre molto di più.

Per questo l’invito è semplice: prendetevi il tempo di leggerlo con attenzione. È un numero ricco, ben costruito e capace di offrire chiavi di lettura profonde sul rapporto tra uomo, ambiente e montagna.

Davvero una lettura interessante, da non perdere.

Il Bollettino del Comitato Scientifico Centrale del CAI è pubblicato online in formato PDF ed è liberamente scaricabile dal sito ufficiale del CSC. Una scelta importante, che conferma la volontà del Club Alpino Italiano di diffondere conoscenza scientifica accessibile e condivisa, in linea con la propria missione storica di studio e tutela dell’ambiente montano.

Bollettino CSC CAI: https://csc.cai.it/bollettino-aprile-2026/

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Underground Vision – SpeleoMedit Magazine: il secondo numero esplora il patrimonio sotterraneo del Mediterraneo e oltre

Apríl 11th 2026 at 09:00

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La rivista di Tetide APS torna con una nuova edizione che spazia dalle grotte laviche dell’Arabia Saudita ai cristalli giganti della Spagna, con al centro un messaggio chiaro: conoscere è il primo atto di conservazione


Underground Vision: scienza e divulgazione in un unico spazio

Il secondo numero di Underground Vision – SpeleoMedit Magazine è disponibile. La rivista, ideata e prodotta da Tetide APS, l’Associazione di Promozione Sociale con sede a Caselle in Pittari (Salerno), conferma la sua vocazione di spazio condiviso tra comunità scientifica e pubblico generalista.

L’editoriale è firmato da Ferdinando Didonna, vicepresidente dell’associazione, che delinea il senso del progetto: costruire una piattaforma culturale internazionale capace di connettere speleologi, ricercatori, conservazionisti e semplici appassionati attorno a un patrimonio ipogeo che appartiene a tutti.

Il progetto SpeleoMedit nasce nel 2021, in occasione dell’Anno Internazionale delle Grotte e del Carsismo, come portale dedicato alla promozione e valorizzazione della speleologia nei paesi del bacino mediterraneo.

La rivista che ne è il prodotto editoriale principale – il numero 1 è uscito in versione cartacea e digitale nel marzo 2026, 94 pagine a colori in formato A4, con licenza Creative Commons – si propone come punto di riferimento per la comunità speleologica internazionale.[1][2]


Dai tubetti lavici sauditi alle dimore rupestri turche: i contenuti del secondo numero

I contributi del secondo numero coprono un arco geografico e tematico ampio. Tra i siti trattati figurano le grotte basaltiche dell’Arabia Saudita, in particolare i lava tubes presenti nei campi lavici denominati harrat. La grotta Umm Jirsan, nell’harrat Khaybar, è la più lunga del Paese con circa 1.500 metri di sviluppo. Ricerche recenti pubblicate su PLOS ONE hanno documentato tracce di occupazione umana che risalgono al Neolitico e all’Età del Bronzo. La grotta Abu Al-Waul, con circa 5 km di sviluppo, è stata identificata come il tubo lavico più lungo dell’Arabia Saudita.[3][4][5]

Dalla penisola arabica il numero si sposta in Turchia, lungo la valle dell’Eufrate, dove le abitazioni rupestri scolpite nel tufo raccontano millenni di insediamento umano. Il villaggio rupestre di Dimitre, nella provincia di Kayseri, conta 229 abitazioni documentate, cinque chiese bizantine e dieci rifugi, distribuiti lungo un fronte di 920 metri tra due falesie orizzontali. Più a ovest, la Cappadocia e le sue città sotterranee – Derinkuyu tra tutte – sono patrimonio UNESCO dal 1985.[6][7]


La Geode di Pulpí e la sorgente di Vërmicë: gioielli di un pianeta fragile

Tra i siti più attesi del numero c’è la Geoda de Pulpí, nel comune di Pulpí (Almería, Spagna), che la candidatura alla Lista del Patrimonio Mondiale UNESCO – accettata nel gennaio 2025 – ha portato all’attenzione internazionale. La cavità misura 8 metri di lunghezza con pareti interamente rivestite da cristalli di gesso selenitico alti fino a due metri. Scoperta nel dicembre 1999 dal Gruppo Mineralogista di Madrid all’interno della Mina Rica, è aperta al pubblico dal 2019 ed è considerata la geode gigante più grande al mondo visitabile senza attrezzatura speciale. Uno studio internazionale ha dimostrato che i cristalli conservano informazioni sul paleoclima di 191.000 anni fa.[8][9][10]

Sul fronte idrogeologico, il numero affronta il caso della sorgente di Vërmicë, in Kosovo, inserita in un sistema carsico di rilevanza strategica per le risorse idriche della regione. I sistemi carsici – con le loro rocce carbonatiche, doline, inghiottitoi e risorgenti – funzionano come serbatoi naturali d’acqua ma presentano una vulnerabilità all’inquinamento molto elevata: le sostanze inquinanti si infiltrano rapidamente senza significativa filtrazione naturale. Gli acquiferi carsici forniscono acqua potabile a circa un quarto della popolazione mondiale.


Grotte sulfuree in Grecia e il confine con l’Albania: ambienti estremi

Il numero include anche la documentazione delle grotte ipogene sulfuree della Grecia, con particolare attenzione al confine greco-albanese. La Grotta del Zolfo (Spilaio Vromoneras), sviluppata per 520 metri, presenta acque idrotermali che raggiungono i 40-50°C. Sul versante albanese, esplorazioni speleologiche recenti hanno mappato oltre 9,5 km di gallerie del complesso di Lengarices, uno dei più estesi sistemi ipogeni sulfurei noti al mondo. Questi ambienti ospitano organismi chemoautotrofi – batteri che si nutrono di composti dello zolfo in assenza di luce solare – di grande interesse per la ricerca astrobiologica.[11][12]


Conservazione e identità culturale: il filo conduttore

L’editoriale di Didonna pone al centro del numero un principio che attraversa tutti i contributi: non può esserci protezione efficace senza conoscenza. Le grotte vengono definite “vene della Terra”, e la loro salute è descritta come direttamente legata alla qualità delle acque superficiali e alle condizioni degli ecosistemi sovrastanti.

La conservazione, nel quadro della rivista, non riguarda solo la geologia. Significa anche tutelare l’identità culturale dei luoghi. Il Monte Akovan in Kosovo e le grotte El Mejdam in Marocco sono citati come esempi in cui geologia e storia umana sono inseparabili. In Marocco, le grotte hanno restituito fossili di ominidi con datazioni attorno ai 773.000 anni fa, potenzialmente i più vicini antenati comuni di Homo sapiens, Neanderthal e Denisovani. In Kosovo, il patrimonio sotterraneo ha ricevuto di recente una serie filatelica dedicata alle quattro grotte naturali più importanti del Paese.[13][14][15]


Dalla speleologia al riconoscimento UNESCO: una battaglia in corso

Il numero affronta anche il tema del riconoscimento istituzionale della speleologia. Nel 2025, l’Unione Internazionale di Speleologia (UIS) ha presentato formalmente all’UNESCO la richiesta di proclamare il 13 settembre come Giornata Internazionale delle Grotte e del Karst, con il supporto del governo sloveno e di decine di istituzioni internazionali.[16]

Il percorso verso un riconoscimento del patrimonio ipogeo in sede UNESCO ha già prodotto risultati concreti: nel settembre 2023 il sito “Carsismo nelle Evaporiti e Grotte dell’Appennino Settentrionale” è stato iscritto nella Lista del Patrimonio Mondiale come 59° sito italiano, con oltre 900 grotte censite in 7 aree distinte.[17][18]


Azioni concrete: dalle campagne di pulizia all’arte per i giovani

Sul piano operativo, la rivista documenta una serie di iniziative che Tetide APS promuove direttamente. La campagna “Puliamo il Buio”, lanciata nel 2005 dalla Società Speleologica Italiana con Legambiente, continua a rappresentare il principale programma italiano di bonifica delle cavità naturali e artificiali. Nel dicembre 2023, Tetide APS ha organizzato a Putignano (BA) il Cave Conservation Workshop, con il supporto della Conservation Division della National Speleological Society americana.[19][20][21]

Per avvicinare le nuove generazioni al mondo sotterraneo, l’associazione promuove il concorso internazionale “Visioni Sotterranee”, organizzato nell’ambito del progetto EuroSpeleo: fotografia, pittura, grafica vettoriale, arte frattale e pixel art sono i linguaggi con cui giovani provenienti da tutta Europa raccontano il mondo delle grotte.[22]


Il prossimo numero a giugno 2026

Il terzo numero di Underground Vision – SpeleoMedit Magazine è atteso per giugno 2026. La rivista si conferma un punto di riferimento per una comunità internazionale che chiede strumenti editoriali capaci di unire rigore scientifico, attenzione alla conservazione e capacità di parlare anche a chi speleologia non ha mai praticato.[23][1]


Fonti consultate

Fonti
[1] Underground Vision – Speleomedit Magazine https://speleomedit.tetide.org/magazine/
[2] Underground Vision March 2026 n 1 https://www.lulu.com/it/shop/francesco-maurano/underground-vision-march-2026-n-1/paperback/product-q6wed4z.html
[3] First evidence for human occupation of a lava tube in Arabia: The archaeology of Umm Jirsan Cave and its surroundings, northern Saudi Arabia https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC11023468/
[4] Arabia Saudita – Importante ritrovamento archeologico https://www.assadakah.net/post/arabia-saudita-importante-ritrovamento-archeologico
[5] La grotte d’Abu Al-Waul : La plus longue grotte du Royaume fait le … https://www.arabnews.fr/node/497346/culture
[6] Il villaggio rupestre di Dimitre: un tesoro nascosto nella roccia di … https://www.scintilena.com/il-villaggio-rupestre-di-dimitre-un-tesoro-nascosto-nella-roccia-di-kayseri-turchia/04/25/
[7] Siti rupestri della Cappadocia https://it.wikipedia.org/wiki/Siti_rupestri_della_Cappadocia
[8] I cristalli giganti della Geoda de Pulpí raccontano il clima … https://www.scintilena.com/i-cristalli-giganti-della-geoda-de-pulpi-raccontano-il-clima-di-191-000-anni-fa/04/08/
[9] Unica geode gigante visitabile al mondo e la più grande d’Europa https://www.lugaresparavisitar.es/it/144-geode-pulpi-unica-geode-gigante-visitabile-mondo-piu-grande-europa.html
[10] l geode di Pulpí è il più grande al mondo, si trova in … https://www.geopop.it/l-geode-di-pulpi-e-il-piu-grande-al-mondo-si-trova-in-spagna-e-puo-contenere-fino-a-10-persone/
[11] Grotte du Soufre — Wikipédia https://fr.wikipedia.org/wiki/Grotte_du_Soufre
[12] Scoperte Nuove Grotte Sulfuree tra Grecia e Albania https://www.scintilena.com/scoperte-speleologiche-nuove-grotte-sulfuree-tra-grecia-e-albania/01/03/
[13] Scoperta eccezionale in Marocco: resti umani potrebbero riscrivere l … https://www.geopop.it/scoperta-eccezionale-in-marocco-resti-umani-potrebbero-riscrivere-lorigine-dellhomo-sapiens/
[14] Nuovi fossili scoperti in Marocco potrebbero riscrivere le origini dell … https://www.nationalgeographic.it/nuovi-fossili-scoperti-in-marocco-potrebbero-riscrivere-le-origini-dell-uomo-moderno
[15] Le quattro grotte uniche del Kosovo, ora sui francobolli – Telegrafi https://telegrafi.com/it/amp/Le-quattro-grotte-uniche-del-Kosovo-ora-anche-sui-francobolli-2673845186
[16] L’Unione Internazionale di Speleologia chiede il … https://www.scintilena.com/lunione-internazionale-di-speleologia-chiede-il-riconoscimento-unesco-del-13-settembre-come-giornata-mondiale-delle-grotte-e-del-karst/08/31/
[17] Il “Carsismo nelle Evaporiti e Grotte dell’Appennino … – Unesco.it https://www.unesco.it/news/il-carsismo-nelle-evaporiti-e-grotte-dellappennino-settentrionale-e-iscritto-nella-lista-dei-siti-del-patrimonio-mondiale-dellunesco/
[18] Carsismo e Grotte nelle Evaporiti dell’Appennino Settentrionale https://www.unesco.it/it/unesco-vicino-a-te/siti-patrimonio-mondiale/carsismo-e-grotte-nelle-evaporiti-dellappennino-settentrionale/
[19] Puliamo il Buio: La Speleologia al Servizio dell’Ambiente – Scintilena https://www.scintilena.com/puliamo-il-buio-la-speleologia-al-servizio-dellambiente/09/13/
[20] Cave Conservation Workshop – Tetide https://www.tetide.org/progetti/cave-conservation-workshop/
[21] Workshop di Conservazione delle Grotte: Promuovere la … https://www.scintilena.com/workshop-di-conservazione-delle-grotte-promuovere-la-responsabilita-ambientale-nel-sottosuolo/10/20/
[22] Visioni Sotterranee – Concorso Internazionale 2025 https://www.scintilena.com/visioni-sotterranee-concorso-internazionale-2025/08/31/
[23] Underground Vision: uno sguardo globale sul patrimonio nascosto https://www.scintilena.com/underground-vision-uno-sguardo-globale-sul-patrimonio-nascosto/03/26/
[24] 01-Introduzione-alla-speleologia.ppt.txt https://ppl-ai-file-upload.s3.amazonaws.com/web/direct-files/collection_08c39ce1-fb5a-4696-a8a1-73d261c2e891/86d36e7b-fb33-423c-9ed5-5859bb837351/01-Introduzione-alla-speleologia.ppt.txt
[25] 02-Evoluzione-speleo-italia.ppt.txt https://ppl-ai-file-upload.s3.amazonaws.com/web/direct-files/collection_08c39ce1-fb5a-4696-a8a1-73d261c2e891/35124a74-892b-451f-9c91-aa405245406d/02-Evoluzione-speleo-italia.ppt.txt
[26] 03-Speleologia-e-ricerca-scientifica.ppt.txt https://ppl-ai-file-upload.s3.amazonaws.com/web/direct-files/collection_08c39ce1-fb5a-4696-a8a1-73d261c2e891/2e8b1d27-c01e-4793-9b8a-e405da6de545/03-Speleologia-e-ricerca-scientifica.ppt.txt

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Cronache Ipogee di marzo 2026

Apríl 9th 2026 at 05:00

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E’ uscito il terzo numero del 2026: dalle istituzioni alle grotte, dalla didattica alla storia e alle nuove generazioni: il racconto di un mese ricco nel Friuli Venezia Giulia

Il numero di marzo 2026 di Cronache Ipogee restituisce l’immagine di una speleologia regionale dinamica e profondamente radicata nel territorio, capace di muoversi tra ricerca, divulgazione e partecipazione istituzionale.

In apertura, il resoconto del Tavolo della Speleologia FVG mette in evidenza il dialogo tra amministrazione regionale e gruppi speleologici: al centro, la gestione del patrimonio carsico, il ruolo del Catasto speleologico e le prospettive future, tra digitalizzazione e valorizzazione dei dati.

Accanto agli aspetti istituzionali, emerge una comunità attiva anche sul piano culturale e scientifico. Dalla presentazione di eventi e mostre – come quella dedicata ai 100 anni dell’Abisso Bertarelli – fino alle attività divulgative rivolte al pubblico, la speleologia si conferma strumento di racconto e conoscenza del territorio.

Ampio spazio è dedicato anche alle nuove generazioni, con la nomina del portavoce della Consulta dei Giovani della Riserva della Biosfera delle Alpi Giulie, segno di un ricambio che guarda al futuro e alla cooperazione transfrontaliera.

E poi il cuore operativo: il dettaglio delle numerose uscite del mese – tra Italia, Slovenia e Croazia – , a testimonianza di un’attività esplorativa continua, affiancata da iniziative didattiche con le scuole, dove la grotta diventa esperienza diretta di apprendimento e scoperta.

Il numero è arricchito anche da racconti, memorie e contributi storici, tra diari di esplorazione, figure emblematiche come Carlo Marchesetti e pagine di cultura speleologica che fanno viaggiare tra passato e presente.

Un insieme eterogeneo ma coerente, che racconta una speleologia viva, partecipata e capace di rinnovarsi senza perdere il legame con la propria storia.

Notiziario on line: https://cronacheipogee.jimdofree.com/

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  • Sopra e sotto il Carso – Marzo 2026
    Condividi Cronache dal sottosuolo tra attività, riflessioni e una perdita che segna un’epoca Il numero di marzo 2026 della rivista del Centro Ricerche Carsiche “C. Seppenhofer” si apre con un tono insolito: oltre al gradito racconto delle attività speleologiche, una riflessione profonda sul presente della comunità speleo, segnata da eventi rilevanti e dolorosi E’ in rete il nuovo numero di Sopra e Sotto il Carso: datato marzo 2026, documenta un’intensa attività sul territorio: esplorazioni
     

Sopra e sotto il Carso – Marzo 2026

Apríl 8th 2026 at 05:00

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Cronache dal sottosuolo tra attività, riflessioni e una perdita che segna un’epoca

Il numero di marzo 2026 della rivista del Centro Ricerche Carsiche “C. Seppenhofer” si apre con un tono insolito: oltre al gradito racconto delle attività speleologiche, una riflessione profonda sul presente della comunità speleo, segnata da eventi rilevanti e dolorosi

E’ in rete il nuovo numero di Sopra e Sotto il Carso: datato marzo 2026, documenta un’intensa attività sul territorio: esplorazioni e ricerche tra Faedis, Taipana, Canal di Grivò e Torreano, rilievi e documentazione fotografica di grotte e cavità artificiali, monitoraggi ambientali e studi scientifici, attività didattiche e corsi speleo e partecipazione al Tavolo regionale della Speleologia a Trieste.

Un quadro vivo, che restituisce una comunità attiva, radicata sul territorio e ancora fortemente impegnata nella ricerca e nella divulgazione.

Un numero intenso tra esplorazioni, memoria e una chiusura che segna la speleologia italiana. Ecco tutti i contenuti:

  • Editoriale: Marzo, un mese per riflettere
  • Attività del mese: esplorazioni, ricerche e rilievi
  • Tavolo della Speleologia a Trieste
  • Comunicato Regione FVG sulla speleologia
  • Analisi su punti di forza e debolezza del sistema speleo
  • Task Force “Popolazione e cultura”
  • Ricordo di Arrigo Cigna
  • È finita! – la chiusura del rifugio di Taipana
  • Lettomanoppello e i premi alla speleologia
  • Carlo Marchesetti: ritratto
  • Milano sotterranea
  • Grotta Doviza
  • Abisso Bertarelli – 100 anni
  • Speleocollezionismo (parte 2)
  • Speleolibri e biblioteca virtuale
  • Straccis: il microcosmo perduto
  • NCKRI News
  • Appuntamenti della speleologia
  • Chi siamo

Il Tavolo della Speleologia: luci e ombre

Ampio spazio è dedicato all’incontro istituzionale del 5 marzo 2026, con presentazione delle attività regionali e del Catasto speleologico, discussione su contributi, accatastamento e progetti futuri e riflessioni critiche sul sistema attuale

Emergono anche alcune criticità: una certa distanza tra sostegno economico e reale sviluppo qualitativo della speleologia, e la necessità di maggiore visione strategica.

Il ricordo di Arrigo Cigna

Uno dei momenti più intensi del numero è dedicato alla scomparsa di Arrigo Cigna, figura centrale della speleologia mondiale.

Viene ricordato come padre della speleologia scientifica moderna, studioso rigoroso e innovatore e uomo di grande umanità e capacità di dialogo.

E’ un tributo dovuto e sentito, che attraversa più articoli e restituisce la dimensione umana oltre che scientifica della sua figura.

Interessante anche il contributo sulla Convenzione delle Alpi e il patrimonio immateriale, che si dà importanti spunti, quali la valorizzazione delle culture alpine, il necessario coinvolgimento dei giovani e la costruzione di una rete transalpina di buone pratiche

E’ un segnale di apertura verso temi più ampi, dove speleologia e cultura si intrecciano.

Il cuore del numero: “È finita!”: la chiusura del rifugio speleologico “C. Seppenhofer” di Taipana

Il passaggio più forte – e decisamente struggente – è dedicato alla chiusura del rifugio di Taipana.

Dopo oltre 25 anni di attività, il Comune ha imposto lo sgombero immediato. Così, il rifugio, unico nel suo genere in Friuli Venezia Giulia, ha cessato di esistere: viene cancellato un punto di riferimento per la speleologia italiana e internazionale

Taipana non era solo una struttura: luogo di incontro e formazione, centro di ricerca e divulgazione, presidio culturale e sociale e simbolo di continuità per generazioni di speleologi.

La decisione della parte pubblica, apparentemente priva di valida motivazione, colpisce perché sembra non guardare né al passato, né al futuro: manca – si scrive – della necessaria sensibilità, che renderebbe chiaro e visibile il valore storico, sociale e identitario costruito in decenni di lavoro volontario.

Il risultato – scrive la rivista – è un vuoto: fisico, culturale e simbolico.

Ma la comunità che non si arrende.

Nonostante tutto, il messaggio finale è chiaro: la storia non si cancella con un provvedimento amministrativo, la passione speleologica continua, e l’impegno e il legame con il territorio resta

Il numero racconta cosa si fa, ma anche cosa si rischia di perdere.

Da Scintilena, un pensiero affettuoso a Taipana e a chi ha dato anima e tempo a quel rifugio, e a una storia che nessuna chiusura potrà davvero spegnere.

La rivista Sopra e Sotto il Carso

  • disponibile al download sul sito ufficiale del Centro Ricerche Carsiche “C. Seppenhofer”: www.seppenhofer.it
  • per segnalare notizie, interviste, video o link utili, per sostenere l’associazione o partecipare alle attività, o semplicemente per ricevere i comunicati, scrivere a: seppenhofer@libero.it

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