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  • Croazia, Bakovac chiude la spedizione di Gigi Casati con una scoperta inattesa: una grande sala oltre il secondo sifone
    Condividi L’ultima immersione raggiunge i -105 metri e porta lo sviluppo della sorgente a circa 1.100 metri. Tra gli enormi massi della frana gli esploratori individuano un vasto ambiente che apre nuovi obiettivi per il prossimo anno. Dopo la scoperta della nuova galleria oltre il secondo sifone, la spedizione di Luigi “Gigi” Casati alla sorgente di Bakovac si conclude con un’altra sorpresa. Negli ultimi giorni di permanenza in Croazia gli esploratori hanno infatti individuato una grande sala
     

Croazia, Bakovac chiude la spedizione di Gigi Casati con una scoperta inattesa: una grande sala oltre il secondo sifone

August 4th 2026 at 05:30

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L’ultima immersione raggiunge i -105 metri e porta lo sviluppo della sorgente a circa 1.100 metri. Tra gli enormi massi della frana gli esploratori individuano un vasto ambiente che apre nuovi obiettivi per il prossimo anno.

Dopo la scoperta della nuova galleria oltre il secondo sifone, la spedizione di Luigi “Gigi” Casati alla sorgente di Bakovac si conclude con un’altra sorpresa. Negli ultimi giorni di permanenza in Croazia gli esploratori hanno infatti individuato una grande sala nascosta tra i giganteschi blocchi della frana che interrompe il percorso oltre il sifone, aprendo prospettive del tutto nuove per le future esplorazioni.

L’intera campagna estiva è stata dedicata esclusivamente a Bakovac. Una scelta quasi obbligata: il trasporto delle attrezzature tra il primo e il secondo sifone richiede ore di lavoro e uno sforzo fisico considerevole, rendendo ogni immersione il risultato di una lunga e complessa organizzazione.

La prima settimana è stata dedicata soprattutto al lavoro oltre il secondo sifone da parte di Casati e Andrea Scipioni. Nella seconda si è aggiunto Riccardo Denaro, ma la spedizione è stata rallentata dai problemi alla schiena che hanno costretto Casati a fermarsi per alcuni giorni. Nonostante tutto, la terza settimana ha permesso di completare gli obiettivi principali.

L’ultima punta esplorativa è stata effettuata mercoledì. Pur ancora dolorante, Casati ha raggiunto nuovamente il fondo del secondo sifone, arrivando a -105 metri di profondità e percorrendo 380 metri di sviluppo, dei quali circa 230 oltre la quota di -85 metri. Per tutta la durata dell’immersione Andrea Scipioni ha atteso tra il primo e il secondo sifone per oltre un’ora e mezza, pronto a recuperare i materiali al ritorno del compagno. Terminata l’esplorazione, i due hanno affrontato un lungo lavoro di trasporto delle attrezzature oltre la strettoia e sotto la gigantesca frana, mentre Scipioni ha effettuato quattro traversate tra i due sifoni per trasferire il materiale. Solo dopo circa sei ore di lavoro la squadra è riuscita a uscire dalla cavità.

Il giorno successivo è stato dedicato allo smontaggio delle corde e al recupero delle ultime attrezzature. Prima di lasciare definitivamente il settore post-sifone, però, è arrivata la scoperta più inattesa della fase conclusiva della spedizione.

Esplorando una difficile arrampicata tra gli enormi blocchi della frana, Casati e Scipioni hanno individuato una grande sala, stimata in circa 30 metri di lunghezza, 20 di larghezza e quasi 50 metri di altezza rispetto al livello dell’acqua. Un ambiente che lascia intuire la presenza di ulteriori prosecuzioni asciutte e che cambia gli obiettivi della prossima spedizione: non solo la continuazione del sifone, ma anche una complessa serie di arrampicate in un settore completamente nuovo della cavità.

Il bilancio finale conferma l’importanza delle esplorazioni di quest’estate. Il primo sifone raggiunge ora uno sviluppo di circa 550 metri, con profondità massima di 60 metri; il secondo misura 380 metri, fino a -105 metri di profondità. Lo sviluppo conosciuto della sorgente di Bakovac sale così a circa 1.100 metri, aggiungendo un nuovo sifone oltre i cento metri di profondità al patrimonio delle sorgenti esplorate in Croazia.

La spedizione si è conclusa con un ultimo aiuto inatteso: il passaggio di Alan Kovacevic e dei suoi figli ha evitato agli esploratori il pesante trasporto finale delle attrezzature fino ai veicoli.

Casati, che come sempre ha un pensiero per tutti, ha infine voluto ringraziare Aleksandra Brmbota per l’ospitalità e il supporto ricevuti durante tutta la permanenza.

Bakovac non ha ancora rivelato tutti i suoi segreti. Se quest’estate la nuova galleria ha confermato il potenziale della sorgente, la sala scoperta tra i blocchi della frana suggerisce che il prossimo capitolo dell’esplorazione potrebbe svilupparsi non solo sott’acqua, ma anche nelle grandi gallerie asciutte ancora da raggiungere.

Video su Istagram: https://www.instagram.com/reel/DbneQ6uMsxN/?igsh=aDYzbzFyamdhZnBi

foto, immagini e video da profilo social di Gigi Casati.

Il pregresso: Scintilena https://www.scintilena.com/croazia-la-sorgente-di-bakovac-continua-a-sorprendere-casati-apre-una-nuova-galleria-oltre-il-secondo-sifon/07/29/

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  • “Salafossa – L’ultima miniera del Cadore”: il docufilm debutta a Santo Stefano di Cadore
    Condividi Sabato 5 settembre la prima proiezione dedicata alla storia della storica miniera del Comelico. Al mattino prevista una visita speleologica ai dodici livelli del sito. Sabato 5 settembre 2026, alle ore 16.00, il Cinema Piave di Santo Stefano di Cadore (Belluno) ospiterà la prima proiezione del docufilm “Salafossa – L’ultima miniera del Cadore”, un viaggio nella memoria del Comelico attraverso le gallerie, il lavoro e il paesaggio che hanno segnato la storia dell’ultima grande realtà
     

“Salafossa – L’ultima miniera del Cadore”: il docufilm debutta a Santo Stefano di Cadore

August 4th 2026 at 05:00

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Sabato 5 settembre la prima proiezione dedicata alla storia della storica miniera del Comelico. Al mattino prevista una visita speleologica ai dodici livelli del sito.

Sabato 5 settembre 2026, alle ore 16.00, il Cinema Piave di Santo Stefano di Cadore (Belluno) ospiterà la prima proiezione del docufilm “Salafossa – L’ultima miniera del Cadore”, un viaggio nella memoria del Comelico attraverso le gallerie, il lavoro e il paesaggio che hanno segnato la storia dell’ultima grande realtà mineraria del Cadore.

L’iniziativa rappresenta un’occasione per riscoprire un importante capitolo del patrimonio storico e industriale delle Dolomiti, raccontato attraverso immagini, testimonianze e ambienti sotterranei di grande fascino.

La giornata sarà arricchita, nella mattinata, dalla possibilità di partecipare a una visita speleologica della miniera, percorrendo i suoi dodici livelli, per vivere direttamente gli ambienti che fanno da sfondo al documentario.

L’evento è patrocinato dalla Società Speleologica Italiana (SSI) e dalla Commissione Nazionale Cavità Artificiali (CNCA).

In breve

  • Quando: sabato 5 settembre 2026, ore 16.00
  • Dove: Cinema Piave, Santo Stefano di Cadore (BL)
  • Evento: prima proiezione del docufilm Salafossa – L’ultima miniera del Cadore
  • Al mattino: visita speleologica ai 12 livelli della miniera
  • Patrocinio: Società Speleologica Italiana ETS e Commissione Nazionale Cavità Artificiali (

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