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    Condividi Finiscono i campi estivi, restano esplorazioni, dati e grotte da documentare: è il momento di trasformare il lavoro sul campo in buoni rilievi, aggiornare il Catasto e, perché no, partecipare al concorso SSI La stagione dei campi speleologici estivi si avvia verso la conclusione. È il momento dei rientri, dei bilanci, delle fotografie da riordinare e soprattutto delle esplorazioni da raccontare. E raccontatele! Agli amici, sui social, ma anche sui Bollettini e sulle riviste: e su
     

Concorso “Rilievo: tra arte e tecnica” 2026: mettetevi in gioco!

August 30th 2026 at 05:30

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Finiscono i campi estivi, restano esplorazioni, dati e grotte da documentare: è il momento di trasformare il lavoro sul campo in buoni rilievi, aggiornare il Catasto e, perché no, partecipare al concorso SSI

La stagione dei campi speleologici estivi si avvia verso la conclusione. È il momento dei rientri, dei bilanci, delle fotografie da riordinare e soprattutto delle esplorazioni da raccontare.

E raccontatele! Agli amici, sui social, ma anche sui Bollettini e sulle riviste: e su Scintilena, naturalmente.

Tra una relazione, qualche bella fotografia e il resoconto di ciò che è successo sottoterra, c’è un altro lavoro fondamentale, meno immediato ma indispensabile: realizzare buoni rilievi e fare in modo che i dati raccolti confluiscano nel Catasto.

Perché un’esplorazione non è soltanto arrivare dove prima non era arrivato nessuno: significa anche misurare, documentare e restituire agli altri speleologi e al futuro una rappresentazione chiara e affidabile della cavità.

Attraverso il rilievo e il Catasto, una parte importante del lavoro svolto sottoterra diventa patrimonio condiviso e rimane disponibile per le esplorazioni e gli studi futuri.

Quale momento migliore, allora, per ricordare che è aperta la terza edizione del concorso a premi “Rilievo: tra arte e tecnica”, promosso dalla Società Speleologica Italiana ETS, attraverso la Commissione Nazionale Catasto Cavità Naturali?

Il termine per presentare gli elaborati è fissato al 19 ottobre 2026. Per chi, terminati i campi estivi, si trova davanti appunti, misure e poligonali da trasformare in un rilievo completo, può essere uno stimolo in più per portare a termine il lavoro. E magari mettersi in gioco.

Chi può partecipare

La partecipazione è riservata ai soci SSI in regola con la quota associativa 2026. Sono ammessi rilievi 2D di cavità naturali italiane già inserite nel Catasto Grotte.

Ogni partecipante può concorrere con un solo elaborato, del quale deve essere autore principale.

L’obiettivo dell’iniziativa è promuovere la qualità del rilievo speleologico considerando i diversi aspetti che concorrono alla sua efficacia: leggibilità, completezza delle informazioni, accuratezza tecnica e qualità della restituzione grafica.

Il rilievo viene quindi valutato non soltanto come documento tecnico, ma anche come strumento attraverso il quale rendere leggibile e trasmettere la conoscenza di una cavità.

Quattro premi, compreso quello del pubblico

Il concorso prevede quattro riconoscimenti. I primi tre saranno assegnati da una giuria di esperti, mentre il quarto sarà deciso attraverso il voto del pubblico:

  • 1° premio: 350 euro
  • 2° premio: 300 euro
  • 3° premio: 250 euro
  • Premio del pubblico: 200 euro

Il Premio del pubblico sarà assegnato attraverso la votazione dei partecipanti al Raduno Internazionale di Speleologia 2026 di Costacciaro, utilizzando l’apposita scheda che sarà inserita nella documentazione che si riceverà alla registrazione al Raduno.

I lavori selezionati saranno esposti durante il Raduno di Costacciaro.

Ogni partecipante al Raduno potrà votare un solo rilievo: sarà possibile votare fino alle ore 17:00 del 31/10/2026

A seguire, la proclamazione dei vincitori.

Come partecipare

Il rilievo dovrà essere presentato in formato A0 e accompagnato dalla documentazione tecnica prevista dal bando.

Gli elaborati dovranno essere inviati entro il 19 ottobre 2026 all’indirizzo: concorsorilievo@socissi.it

È previsto un contributo di 20 euro per la stampa del rilievo.

Gli elaborati devono inoltre rispettare i criteri formali indicati nel regolamento. Tra questi, l’esclusione di elementi grafici non ammessi, come fotografie o sfondi decorativi, e la distribuzione del rilievo con licenza Creative Commons CC-BY-NC-SA.

Prima di preparare il materiale è quindi importante leggere attentamente il bando completo, nel quale sono specificati requisiti, caratteristiche degli elaborati e documentazione richiesta.

Perché soltanto rilievi 2D?

La scelta di dedicare il concorso ai rilievi bidimensionali tiene conto dell’attuale fase di evoluzione degli strumenti di rilievo e rappresentazione.

Le tecnologie 3D stanno infatti assumendo un ruolo sempre più importante nella documentazione delle cavità, ma le modalità con cui questi dati vengono rappresentati e restituiti sono ancora in rapido sviluppo e non pienamente standardizzate.

Questo non significa che il 3D resterà fuori dal Raduno: la Sala Rilievi potrà ospitare anche contributi fuori concorso ed esperienze multimediali tridimensionali, offrendo uno spazio di confronto sulle nuove possibilità della documentazione speleologica.

Dai campi estivi al Catasto

I campi finiscono, le esplorazioni continuano a vivere nei dati raccolti.

Un buon rilievo richiede tempo. Nasce sottoterra, tra capisaldi, misure, osservazioni e inevitabili difficoltà operative, e continua fuori dalla grotta con l’elaborazione e la restituzione dei dati.

E’ importante che quel lavoro non rimanga soltanto negli archivi dei gruppi o negli hard disk di chi ha partecipato alle esplorazioni. Documentare le cavità e aggiornare il Catasto significa mettere a disposizione della comunità speleologica conoscenze che potranno essere utilizzate, verificate e sviluppate nel tempo.

Il concorso SSI offre un’occasione in più per valorizzare questo lavoro, confrontarlo con quello di altri speleologi e contribuire alla diffusione di una cultura del rilievo fondata sulla qualità tecnica e sulla chiarezza della rappresentazione.

La scadenza per partecipare è il 19 ottobre 2026.

Quindi, finite di raccontare i vostri campi estivi – e mandateci pure le notizie per Scintilena – poi recuperate taccuini, dati e poligonali.

Fate rilievi accurati, metteteli a Catasto.

E mettetevi in gioco!

Per tutti i dettagli, i requisiti e le modalità di partecipazione è possibile consultare il bando completo:

Per ulteriori informazioni: concorsorilievo@socissi.it

Due passi nel Catasto:

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  • Costacciaro 2026, si sta delineando un sogno: cinque elementi per raccontare il mondo sotterraneo
    Condividi Aria, Acqua, Terra, Fuoco, Vuoto. Il Raduno Internazionale di Speleologia prende forma. E fino al 31 agosto iscriversi costa meno Si sta delineando un sogno. Giorno dopo giorno Costacciaro 2026 acquista volti, immagini, parole e contenuti. Quello che qualche mese fa cominciava appena a prendere forma sta diventando il grande Raduno Internazionale di Speleologia, in programma dal 29 ottobre al 1° novembre 2026, nel cuore del Monte Cucco. Il filo conduttore saranno ancora una vo
     

Costacciaro 2026, si sta delineando un sogno: cinque elementi per raccontare il mondo sotterraneo

August 29th 2026 at 04:30

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Aria, Acqua, Terra, Fuoco, Vuoto. Il Raduno Internazionale di Speleologia prende forma. E fino al 31 agosto iscriversi costa meno

Si sta delineando un sogno.

Giorno dopo giorno Costacciaro 2026 acquista volti, immagini, parole e contenuti. Quello che qualche mese fa cominciava appena a prendere forma sta diventando il grande Raduno Internazionale di Speleologia, in programma dal 29 ottobre al 1° novembre 2026, nel cuore del Monte Cucco.

Il filo conduttore saranno ancora una volta i cinque elementi: ARIA, ACQUA, TERRA, FUOCO e VUOTO.

Cinque dimensioni per raccontare la speleologia e il mondo ipogeo: l’aria che respira nelle montagne, l’acqua che scava e trasforma, la terra che conserva la memoria, il fuoco come energia e trasformazione, il vuoto come spazio dell’esplorazione e dell’ignoto.

E adesso quei cinque elementi hanno anche cinque voci: Luca Mercalli, Simone Villotti, Antonio De Vivo, Gaetano Giudice e Robbie Shone, testimonial scelti per interpretarli e accompagnare il cammino verso Costacciaro.

Intanto il programma cresce: conferenze, mostre, workshop, esplorazioni, incontri e occasioni di confronto stanno componendo, tassello dopo tassello, quello che si annuncia come uno dei grandi appuntamenti della speleologia del 2026. Già a luglio Scintilena raccontava l’apertura delle iscrizioni e il ritorno dei cinque elementi come filo conduttore dell’incontro.

E per chi sta ancora pensando “mi iscrivo domani”, il momento è questo: l’iscrizione Early Bird a prezzo agevolato termina il 31 agosto.

Mancano pochi giorni.

Poi resterà l’attesa.

Quella di ritrovarsi a Costacciaro, tutti insieme, ancora una volta.

Aria. Acqua. Terra. Fuoco. Vuoto.

Cinque elementi. Un Raduno. Un sogno che sta prendendo forma.

Leggi l’articolo di luglio su Scintilena

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  • 3D Cave Viewer, le grotte entrano nel browser: la speleologia diventa virtuale e accessibile
    Condividi Il progetto open source sviluppato da Davide Brugnoni del Gruppo Speleologico Buio Verticale, permette di esplorare rilievi tridimensionali di cavità direttamente online, anche in realtà virtuale e senza installare programmi Tutto parte da un post di presentazione del Gruppo Speleologico Buio Verticale del CAI Gubbio. La presentazione pubblica è prevista al raduno speleologico di Costacciaro nel novembre 2026 Il progetto open source è stato sviluppato da Davide Brugnoni del Grupp
     

3D Cave Viewer, le grotte entrano nel browser: la speleologia diventa virtuale e accessibile

August 11th 2026 at 05:00

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Il progetto open source sviluppato da Davide Brugnoni del Gruppo Speleologico Buio Verticale, permette di esplorare rilievi tridimensionali di cavità direttamente online, anche in realtà virtuale e senza installare programmi

Tutto parte da un post di presentazione del Gruppo Speleologico Buio Verticale del CAI Gubbio. La presentazione pubblica è prevista al raduno speleologico di Costacciaro nel novembre 2026

Il progetto open source è stato sviluppato da Davide Brugnoni del Gruppo Speleologico Buio Verticale, affiliato al CAI di Gubbio, attivo sul territorio umbro nell’esplorazione, nel rilievo e nella documentazione delle cavità naturali e artificiali della zona. 3D Cave Viewer permette di esplorare rilievi tridimensionali di cavità direttamente online, anche in realtà virtuale e senza installare programmi

Gli obiettivi: entrare virtualmente in una grotta, osservarne la morfologia tridimensionale e muoversi al suo interno direttamente dal proprio browser, facilitate visualizzazione e la condivisione dei rilievi tridimensionali delle cavità.

Qui il comunicato:

Le cavità di Gubbio entrano nel browser, in 3D e senza installare nulla
Un progetto open source del Gruppo Speleologico CAI Gubbio «Buio Verticale» rende esplorabili online i rilievi tridimensionali delle cavità, anche in realtà virtuale.


Gubbio, 2026 — Chi esplora una cavità porta con sé torce, corde e strumenti di rilievo. Chi vuole scoprirla senza scendere sottoterra, fino a ieri, doveva accontentarsi di fotografie o planimetrie. Con 3D Cave Viewer, il progetto open source sviluppato da Davide Brugnoni per il Gruppo Speleologico Buio Verticale del CAI di Gubbio, questo non è più necessario: basta un browser per entrare in una cavità vera, muoversi al suo interno come uno speleologo o viverla in realtà virtuale con un semplice visore.
Negli ultimi anni la diffusione del sensore LiDAR sugli iPhone e iPad Pro ha reso il rilievo tridimensionale delle cavità naturali alla portata di qualunque gruppo speleologico: uno smartphone e un’app come Scaniverse permettono di ottenere in pochi minuti un modello 3D che un tempo avrebbe richiesto attrezzature professionali molto più costose.

Uno studio pubblicato nel 2025 sul Journal of Archaeological Science ha confermato, in una cavità spagnola, l’affidabilità di questo approccio per la documentazione speleologica, pur con i limiti di portata tipici di un sensore da smartphone rispetto a uno scanner laser professionale.
Il problema, semmai, arriva dopo: come condividere questi rilievi con chi non è speleologo, o anche solo con altri gruppi? Le piattaforme oggi disponibili — da Sketchfab a Matterport, dai visualizzatori di nuvole di punti ai software desktop specialistici — coprono in parte questa esigenza, quasi sempre a un prezzo: abbonamenti a pagamento, file troppo pesanti, nessuno strumento di misura integrato, assenza di reale immersività in VR, difficoltà a collocare la cavità su una mappa.
3D Cave Viewer nasce per colmare questo spazio.

È un’applicazione web che gira in qualunque browser, senza installazioni: si apre da una mappa geolocalizzata delle cavità e si entra nel modello 3D con un click, scegliendo tra tre livelli di immersione — orbitale, in prima persona con rilevamento delle collisioni, oppure in realtà virtuale a scala 1:1 con un visore WebXR. Include strumenti per chi lavora sul campo — misurazioni 3D con aggancio automatico ai vertici, sezioni sui tre assi, annotazioni esportabili — funziona offline una volta scaricato il modello ed è disponibile in quattro lingue.
Il codice è pubblicato sotto licenza GNU GPL v3: qualunque gruppo speleologico può adottarlo gratuitamente, personalizzarlo con il proprio nome e i propri colori e pubblicare i propri rilievi, mantenendo la citazione dell’autore originale.

Il progetto sarà presentato pubblicamente in occasione del raduno speleologico di Costacciaro, nel novembre 2026, quando il repository diventerà accessibile a tutti su GitHub.


«Ci siamo accorti che facevamo tutti rilievi con l’iPhone, ma non riuscivamo a condividerli in modo semplice e intuitivo, né a renderli pubblici a chi è curioso e non è speleologo.» — Davide Brugnoni, autore del progetto

Il progetto nasce quindi da un’esigenza sempre più sentita nel mondo speleologico. La diffusione dei sensori LiDAR integrati negli smartphone ha infatti reso più accessibile la realizzazione di modelli tridimensionali, ma rimane il problema di come mostrarli facilmente anche a chi non dispone di software specialistici. «Ci siamo accorti che facevamo tutti rilievi con l’iPhone, ma non riuscivamo a condividerli in modo semplice e intuitivo, né a renderli pubblici a chi è curioso e non è speleologo», spiega Brugnoni nella presentazione ufficiale del progetto.

3D Cave Viewer non richiede installazioni e offre tre modalità di esplorazione: orbitale, in prima persona e attraverso la realtà virtuale. Supporta i formati tridimensionali GLB, GLTF e OBJ ed è disponibile con interfaccia in italiano, inglese, francese e spagnolo. Tra le tecnologie impiegate figurano PHP, Three.js, Leaflet/OpenStreetMap e WebXR.

Uno degli aspetti più interessanti è la filosofia con cui il software è stato concepito. Il progetto sarà distribuito come open source con licenza GNU GPL v3. I gruppi speleologici potranno adottarlo e adattarlo alle proprie esigenze, m laa licenza GNU GPL v3 impone due regole: condividere il codice di qualsiasi versione derivata sotto questa stessa licenza, e citare l’autore linkando il repository GitHub originale. Questo garantisce che il software resti sempre libero e permette a chiunque di risalire alla fonte e ripartire da lì.

Il progetto è gratuito e sviluppato nel tempo libero, senza sponsor. Se è utile o si vuole vederlo crescere, una donazione aiuta a coprire le ore di sviluppo e l’intelligenza artificiale che affianca Davide nella scrittura del codice.

Attenzione: come è stato scritto, il repository con il codice sorgente diventerà accessibile dal 1° novembre 2026, in occasione della presentazione pubblica prevista al Raduno 2026.

L’obiettivo va quindi oltre la semplice spettacolarizzazione del mondo sotterraneo: lo strumento è rivolto a gruppi speleologici e sezioni CAI, ricercatori, geologi, scuole e attività di divulgazione, offrendo una modalità immediata per documentare e comunicare ambienti normalmente accessibili soltanto a persone preparate e attrezzate.

3D Cave Viewer è un bel punto d’incontro fra speleologia, rilievo digitale e divulgazione, trasformando il browser in una finestra sul sottosuolo e offrendo ai gruppi la possibilità di valorizzare e condividere il proprio patrimonio di rilievi tridimensionali.

Fonte: post Buio Verticale e comunicato stampa e press kit ufficiale di 3D Cave Viewer – Gruppo Speleologico CAI Gubbio «Buio Verticale», progetto sviluppato da Davide Brugnoni. Press kit aggiornato al 30 luglio 2026

PayPal https://www.paypal.com/paypalme/DavideBrugnoni92

Repository: https://www.3dcaveviewer.com/?fbclid=IwY2xjawTjqqFwZG9mAWV4dG4DYWVtAjExAHNydGMGYXBwX2lkDDM1MDY4NTUzMTcyOAABHkjRrD1ea6BRodsd3scnWKXsLC9Wh60p8C_O0gmP4j01ObNIIesXvzj-hNiR_aem_9mt7eJ03qSMy9JOMNKyADg#cv-countdown

Comunicato stampa: https://www.3dcaveviewer.com/press

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  • Francesco Guccini, cantore della nostra terra
    Condividi Non ricordiamo Guccini perché aveva ragione. Lo ricordiamo perché ci ha insegnato ad amare. La terra, le persone, i ricordi e la speranza. Pensavo che Guccini fosse immortale. Non nel senso che non dovesse morire, ma perché era diventato parte del paesaggio. Come certi boschi, certi paesi dell’Appennino, certe osterie. Alcune presenze sembrano destinate ad accompagnarci sempre, e solo quando scompaiono ci accorgiamo di quanto fossero entrate nella nostra vita. Con la sua scomp
     

Francesco Guccini, cantore della nostra terra

August 6th 2026 at 13:24

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Non ricordiamo Guccini perché aveva ragione. Lo ricordiamo perché ci ha insegnato ad amare. La terra, le persone, i ricordi e la speranza.

Pensavo che Guccini fosse immortale.

Non nel senso che non dovesse morire, ma perché era diventato parte del paesaggio. Come certi boschi, certi paesi dell’Appennino, certe osterie. Alcune presenze sembrano destinate ad accompagnarci sempre, e solo quando scompaiono ci accorgiamo di quanto fossero entrate nella nostra vita.

Con la sua scomparsa perdiamo un grande autore, ma soprattutto uno sguardo. Uno sguardo capace di vedere valore nelle cose semplici: un paese di montagna, un’osteria, una strada sterrata, un bosco, una casa di pietra, una sera passata a parlare con gli amici.

Le sue canzoni non raccontavano una natura da cartolina. Raccontavano una terra vissuta. L’Appennino, certo, ma anche quell’Italia minore che esiste ovunque: nei paesi che resistono allo spopolamento, nei vecchi che custodiscono la memoria, nei bambini che imparano a guardare il mondo, nelle persone che continuano a credere che i luoghi abbiano un’anima.

Molto prima che si parlasse di sostenibilità o di crisi climatica, Guccini ci ricordava che un paesaggio non è fatto soltanto di alberi, montagne e fiumi. È fatto di storie, di relazioni, di cultura, di chi quei luoghi li ha abitati e li ha amati.

Mi torna in mente un pensiero che Guccini ha espresso più volte nel corso della sua vita: gli interessavano più le persone che i personaggi. Forse è anche per questo che le sue canzoni continuano a vivere. Perché non raccontano eroi, ma uomini e donne comuni, con i loro dubbi, le loro amicizie, le loro sconfitte, le loro speranze e la loro ostinazione. Persone che, ancora oggi, ci assomigliano.

Il vecchio e il bambino è una delle riflessioni più profonde sul rapporto tra uomo e ambiente che la canzone italiana abbia saputo esprimere. Non è un manifesto ecologista. È il racconto di un mondo ferito e, insieme, la fiducia che lo sguardo limpido di un bambino possa ancora immaginarne uno migliore.

E poi c’è Vorrei, una canzone che non smette di emozionare. Non è un elenco di rimpianti, ma di desideri. Il desiderio di un mondo più autentico, di rapporti sinceri, di cultura, di libertà, di rispetto per la natura e per le persone. Una canzone che continua a parlarci perché ci ricorda ciò che conta davvero.

E poi c’è Dio è morto. Per molti è stata la canzone della protesta. Per me è soprattutto una canzone di speranza. Dopo aver attraversato le delusioni di un’epoca, Guccini lascia aperta una porta: la possibilità che il mondo possa rinascere grazie a chi continua a credere nell’onestà, nella libertà e nella dignità dell’uomo.

Forse è questo il lascito più grande di Francesco Guccini. Averci insegnato che la nostra terra non è soltanto un luogo da attraversare o da proteggere. È un patrimonio di memoria, di parole, di paesaggi e di affetti. Se perdiamo uno solo di questi elementi, perdiamo qualcosa anche di noi.

Continueremo ad ascoltare le sue canzoni ai nostri Raduni. Sono entrate, quasi senza accorgercene, nella colonna sonora della comunità speleologica, grazie anche alla voce e alla sensibilità di Marco Repetto e degli Snaeffels, che da anni le portano con sé e le condividono con tutti noi. Parte della nostra storia: sono uno dei momenti in cui la comunità si riconosce, canta insieme e si ritrova

Ogni comunità sceglie inconsapevolmente il proprio canzoniere.

Anche il nostro, in qualche pagina, senza che ce ne accorgessimo, ha finito per portare la firma porta la firma di Francesco Guccini.

Da oggi, quando una sua canzone tornerà a risuonare davanti a una fuoco, al Raduno, in un rifugio o attorno a un tavolo tra amici, non sarà soltanto un ricordo. Sarà un modo per dire grazie a chi ci ha insegnato ad amare la nostra terra, le persone che la abitano e la speranza che, nonostante tutto, vale ancora la pena di coltivare.

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