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La Cava Romana Luxis apre le porte: il 25 ottobre un’uscita aperta anche ai neofiti

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Sottosopra Verticale ASD propone un’uscita promozionale nella “Sa Cava Romana” di Nuxis, una cavità naturale modificata in passato dall’attività estrattiva. L’iniziativa è adatta anche ai neofiti e a chi vuole vivere una prima esperienza nel mondo sotterraneo

Una giornata per avvicinarsi all’ambiente sotterraneo e conoscere una grotta nella quale carsismo e attività umana hanno lasciato insieme le loro tracce. Domenica 25 ottobre 2026 Sottosopra Verticale ASD propone un’uscita promozionale alla Cava Romana di Nuxis, in Sardegna.

Nonostante il nome possa far pensare a un ambiente scavato interamente dall’uomo, Sa Cava Romana è una cavità carsica naturale, sviluppata nei calcari e successivamente interessata e modificata da attività estrattive. La grotta è censita nel Catasto speleologico della Sardegna e presenta diversi ingressi, ambienti naturali e testimonianze delle lavorazioni di cava.

Anche il nome “Cava Romana” può trarre in inganno: secondo la documentazione speleologica disponibile, non sarebbe direttamente legato a un’attività estrattiva di epoca romana, ma a successive lavorazioni per l’estrazione di roccia alabastrina, i cosiddetti “onici”.

Una prima esperienza nel sottosuolo

L’iniziativa del 25 ottobre è presentata dagli organizzatori come adatta anche ai neofiti e a chi si trova alla prima esperienza, con un livello di difficoltà tecnica indicato come facile.

L’uscita permetterà così di osservare da vicino un ambiente sotterraneo nel quale le forme naturali della grotta convivono con i segni lasciati dall’uomo, offrendo anche lo spunto per comprendere la differenza tra una cavità naturale e gli ambienti modificati dalle attività estrattive.

Per partecipare sono obbligatorie le scarpe da trekking. Per informazioni sull’organizzazione dell’uscita e sulle modalità di partecipazione è possibile contattare direttamente Sottosopra Verticale ASD attraverso i riferimenti riportati nella locandina.

L’iniziativa è promossa da Sottosopra Verticale ASD, nell’ambito delle attività AICS – Comitato Provinciale di Cagliari.

Informazioni

Cava Romana Luxis – uscita promozionale
Domenica 25 ottobre 2026
Grotta “Sa Cava Romana” – Nuxis
Difficoltà tecnica: facile
Adatta anche ai neofiti
Scarpe da trekking obbligatorie
Informazioni: 346 844 0354 (Paolo)

Fonti

Locandina dell’iniziativa diffusa da Sottosopra Verticale ASD

https://www.federazionespeleologicasarda.it/content/files/2023/05/Speleologia-Sarda-56_Ott_Dic_1985.pdf

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Dall’Abruzzo al Texas: speleologi americani alla scoperta delle grotte abruzzesi

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Dal 23 al 26 ottobre lo Speleo Club Chieti “Alessio Carulli” ospiterà nove speleologi del Greater Houston Grotto. In programma attività nella Riserva naturale di Pietrasecca e nella Grotta della Lupa, nel Parco Nazionale della Maiella

Nove speleologi provenienti dal Texas saranno in Abruzzo dal 23 al 26 ottobre 2026, ospiti dello Speleo Club Chieti “Alessio Carulli” per quattro giornate dedicate alla conoscenza e all’esplorazione di alcune delle più interessanti cavità della regione.

La delegazione appartiene al Greater Houston Grotto, gruppo speleologico di Houston affiliato alla National Speleological Society statunitense. L’incontro offrirà agli speleologi abruzzesi e americani la possibilità di confrontare sul campo esperienze e modalità di esplorazione.

Prima tappa nelle grotte di Pietrasecca

Il programma inizierà nella Riserva naturale delle Grotte di Pietrasecca, nel territorio di Carsoli, dove gli speleologi texani, accompagnati dai soci dello Speleo Club Chieti, visiteranno la Grotta dell’Ovito e la Grotta dei Cervi.

Per questa parte dell’iniziativa lo Speleo Club Chieti ha ringraziato il Comune di Carsoli per le autorizzazioni e il sindaco di Sante Marie, Lorenzo Berardinetti, per la disponibilità di una struttura destinata all’accoglienza del gruppo.

Nella Maiella alla Grotta della Lupa

La seconda parte dell’incontro porterà gli speleologi nel Parco Nazionale della Maiella, a Roccamorice, per un’attività nella Grotta della Lupa.

La cavità è particolarmente legata alla storia recente dello Speleo Club Chieti. Scoperta nel 2015 nell’ambito delle ricerche condotte dal GRAIM nelle antiche miniere della Maiella, fu esplorata in profondità proprio dagli speleologi teatini, anche con la collaborazione di altri gruppi. Scintilena ne raccontò la scoperta già nel luglio 2015.

La Grotta della Lupa presenta ambienti meandriformi, canyon e importanti concrezionamenti ed è stata interessata negli anni da ricerche di carattere geologico, paleontologico e ambientale.

Uno scambio tra esperienze speleologiche

Lo Speleo Club Chieti, attivo dal 1963, porta nell’incontro anche la propria esperienza internazionale: nel 2025 alcuni suoi componenti hanno partecipato a una spedizione speleologica in Perù.

La visita degli speleologi del Greater Houston Grotto permetterà ora un confronto direttamente nelle grotte abruzzesi, mettendo in relazione due realtà speleologiche geograficamente molto lontane attraverso l’attività sul campo.

Fonti

Il Giornale di Chieti – Speleologia, gemellaggio tra Chieti e Texas: nove esploratori americani alla scoperta delle grotte abruzzesi, 21 ottobre 2026

Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le province di Chieti e Pescara – GRAIM

https://sabapchpe.beniculturali.it/attivita/sub-attivita/convenzioni/graim

Scintilena – Scoperta nuova grotta in Majella; più di 1,5 km di gallerie. Grotta della Lupa, 6 luglio 2015

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Costa Rica, il mondo sconosciuto sotto la foresta

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Da una pubblicazione del 2023 un quadro interessante della biodiversità sotterranea

Costa Rica è famoso per la sua biodiversità. Anche sotto foreste e montagne esiste un mondo molto meno conosciuto: quello delle grotte.

Una recente revisione ha raccolto dati storici e osservazioni sul campo, arrivando a censire almeno 123 specie animali in 127 siti sotterranei.

Costa Rica – Tropical karst forest -foto Ferdinando Didonna

Sembra già molto, ma in realtà il dato è soltanto una parte del quadro: nel paese sono note oltre 435 grotte e cavità artificiali, e solo circa il 30% è stato studiato dal punto di vista biologico.

I pipistrelli sono gli animali meglio documentati, con 36 specie registrate. Molto meno conosciuti sono invece gli invertebrati: insetti, aracnidi, crostacei, collemboli e altri piccoli organismi che spesso non sono stati identificati nemmeno fino alla specie.

Tra i casi più interessanti c’è Pseudothelphusa puntarenas, un granchio d’acqua dolce osservato soltanto sottoterra e considerato, al momento, l’unico vero abitante delle grotte formalmente descritto nel paese. In alcune cavità sono stati trovati anche pesci pallidi e con occhi ridotti, possibili segnali di adattamento alla vita nel buio.

Costa Rica – Tropical karst forest -foto Ferdinando Didonna

Molte di queste grotte sono anche poco protette. Novantuno siti con presenza faunistica nota si trovano fuori dalle aree protette, esposti a disturbo, turismo, inquinamento e cambiamenti ambientali.

Per colmare le lacune, i ricercatori puntano su nuove tecniche come il DNA ambientale, che può rilevare la presenza di animali anche senza catturarli.

Il dato più interessante, alla fine, è proprio questo: in uno dei paesi più celebri al mondo per la conservazione della natura, gran parte della biodiversità sotterranea resta ancora da scoprire.

Fonte: Deleva, S., Ulloa, A., Oliveira, H. F. M., Simov, N., Didonna, F., & Chaverri, G. (2023). Cave-dwelling fauna of Costa Rica: current state of knowledge and future research perspectives. Subterranean Biology, 47, 29–62. https://doi.org/10.3897/subtbiol.47.113219

Foto di copertina: Amblypygio nella penisola di Osa, Costa Rica. Foto: Charles J. Sharp / Wikimedia Commons, CC BY-SA 3.0

Costa Rica – Tropical karst forest -foto Ferdinando Didonna

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La speleologia alla COP17 sulla biodiversità: a Yerevan una voce per le specie sotterranee

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La Federazione speleologica tedesca partecipa alla Conferenza ONU sulla biodiversità in Armenia. Al centro dell’impegno la tutela degli ecosistemi carsici e delle specie che vivono negli ambienti sotterranei

La speleologia entra nel dibattito internazionale sulla tutela della biodiversità. Alla COP17, la 17ª Conferenza delle Parti della Convenzione delle Nazioni Unite sulla diversità biologica, in corsoa Yerevan, in Armenia, dal 19 al 30 ottobre 2026, è presente anche il Verband der deutschen Höhlen- und Karstforscher (VdHK), la Federazione tedesca di speleologia e ricerca sul carsismo.

Per il VdHK, sono presenti Ana K. Celis e Veronika Vogel, con il sostegno della Succow Stiftung.

L’obiettivo è portare all’attenzione della conferenza la biodiversità degli ambienti sotterranei, spesso poco visibile nelle politiche di conservazione nonostante la presenza di specie altamente specializzate e, in molti casi, caratterizzate da areali estremamente limitati. Studi recenti sottolineano infatti come numerose specie strettamente legate alle grotte siano conosciute in popolazioni ridotte o addirittura in singole cavità, una condizione che ne aumenta la vulnerabilità.

L’iniziativa si inserisce nel lavoro internazionale di Karst-Aware, rete che promuove una maggiore considerazione degli ecosistemi carsici e sotterranei nelle decisioni ambientali. Il VdHK è accreditato presso ECOSOC e UNEP dal 2020 e da anni porta nei contesti delle Nazioni Unite i temi della protezione delle grotte, delle acque carsiche e della biodiversità ipogea.

Alla collaborazione partecipano anche realtà internazionali legate alla tutela del carsismo e delle grotte, tra cui il Caves & Karst Specialist Group della IUCN-WCPA, la UIS Karst and Cave Protection Commission e la European Cave Protection Commission della Federazione Speleologica Europea.

Foto

La biodiversità sotterranea al centro dell’impegno speleologico alla COP17 di Yerevan. Immagine diffusa dal Verband der deutschen Höhlen- und Karstforscher (VdHK). Foto: Klaus Bogon

Fonti

Verband der deutschen Höhlen- und Karstforscher e.V. – comunicazione social 20 ottobre 2026

https://www.karst-aware.org

https://www.karst-aware.org/about-us

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