Malužinská - Bocianska dolina je zatiaľ jedinou dolinou kde sa dajú navštíviť 3 podzemné unikáty.
Malužinská jaskyňa je známa svojou krásou a rôznymi významnými prvkami. Jej najväčší priestor je tzv. Vysoký dóm s výškou až 14 metrov a dĺžkou približne 33 metrov. Jaskyňa je vytvorená v dolomitoch a je známa svojou prítomnosťou pulimentu, červenohnedej plastickej hliny, ktorá sa kedysi používala pri výrobe rámov na obraz. Prístup k jaskyni je trochu športovo-adrenalínový, najprv približne desaťminútová túra do kopca, potom zostup úzkou chodbou a schodiskom - mlynárske schody. Jaskyňa je otvorená od marca do novembra a odporúča sa objednať sa vopred na tel.: 0907 474 508
Štôlňa Zubaustollen je sprístupnená baňa nachádzajúca sa v obci Malužiná, na začiatku Malužinskej doliny. Otvorená je od 3. júna 2022 a je známa svojou farebnou výzdobou a čarovným jazierkom. Prehliadky sú limitované na 10 osôb a je potrebné rezervovať telefonicky alebo e-mailom. Vstupenky sa zakúpia na recepcii Speleocampu Malužiná, kde návštevníci dostanú aj potrebnú výstroj, ako sú baterky a šiltovky. Cesta k bani trvá približne 25 minút pešo a je otvorená celoročne. 0907 474 508
https://maluzinskajaskyna.sk/
Štôlňa Salvátor sa nachádza v obci Vyšná Boca a bola otvorená pre verejnosť v roku 2018. Štôlňa ponúka prehliadku histórie baníctva v regióne a technológie ťažby zlata a striebro. Vstup do podzemia je možný len so sprievodcom, ktorý prevedie návštevníkov úzkymi chodbami a zachovanými banskými dielami. Štôlňa je horizontálna, čo umožňuje pohodlný prístup do srdca hory, kde teplota dosahuje stabilných 6 až 8 stupňov Celzia.
V štôlni sa v minulosti ťažilo zlato a striebro. 0917 581 851
Nachádza sa nad obcou Malužiná, na ľavej strane Bocianskej doliny, na severnej strane Nízkych Tatier. Je vytvorená v dolomitoch.
I cinque elemen8ti tornano a guidare l’avventura: dal 29 ottobre al 1° novembre 2026 il cuore del Monte Cucco aspetta la grande comunità della speleologia.
È il momento di iscriversi e iniziare a costruire insieme il Raduno!
Ci siamo, finalmente!
Dopo tanta attesa è arrivato uno dei momenti più belli: sono ufficialmente aperte le iscrizioni al Raduno Internazionale di Speleologia Costacciaro 2026, in programma dal 29 ottobre al 1° novembre nel magnifico scenario del Parco del Monte Cucco. (Raduno 2026).
Il Raduno torna nel luogo dove la passione per il mondo sotterraneo incontra natura, ricerca, amicizia e condivisione. E lo fa riprendendo il filo conduttore che aveva conquistato tutti nel 2023: i cinque elementi.
Aria, respiro e orientamento nel buio, soffio che accompagna la fermentazione e dà vita ai lieviti. Acqua, forza paziente che scolpisce la roccia, nutrimento della vite e anima della birra. Terra, corpo vivo della montagna, ma anche il suolo che nutre la vite, l’orzo e il luppolo. Fuoco, luce che rende visibile l’oscurità, sole che porta a maturazione l’uva, calore che trasforma i malti, accompagna la distillazione del rum e, alla fine della giornata, accende il Gran Pampel. Vuoto, la dimensione più profonda del mondo sotterraneo, ma anche il bicchiere che si svuota allo SpeleoBar. È ciò che gli speleologi cercano e attraversano. È lo spazio che si riempie di racconti. Un bicchiere vuoto è semplicemente l’inizio del prossimo pieno
Cinque simboli che raccontano l’essenza della speleologia e accompagnano chi esplora, osserva e si lascia sorprendere dal mondo nascosto sotto i nostri piedi.
Anche nel 2026, Costacciaro sarà il punto d’incontro di speleologi, associazioni, ricercatori, fotografi, esploratori e appassionati provenienti da tutta Italia e dall’estero, pronti a vivere quattro giorni ricchi di incontri, conferenze, mostre, workshop, escursioni e tante occasioni per stare insieme.
Le novità iniziano già dalla comunicazione: sui canali social del Raduno era stato pubblicato da poco un video intrigante che anticipava l’atmosfera dell’evento e accompagna l’apertura delle iscrizioni.
Per iscriversi, è necessaria l’iscrizione all’Associazione Ipogenica 2026.
– Early Bird (la traduciamo “non aspettare l’ultimo giorno”) + Associazione Ipogenica 2026 + maglietta d’autore: € 50,00
– Early Bird + Associazione Ipogenica 2026: € 35,00
– Bambini e ragazzi (0-15 anni): partecipazione gratuita, con registrazione in segreteria all’arrivo
Chi desidera organizzare una mostra, una conferenza, un workshop, un’esposizione, un’attività o contribuire in qualsiasi altro modo alla manifestazione può proporre la propria iniziativa attraverso:
Costacciaro 2026 non sarà soltanto un Raduno: sarà il luogo dove ritrovarsi, condividere esperienze, costruire nuovi progetti e vivere, ancora una volta, la magia dei cinque elementi.
Noi ci saremo. E voi?
Saranno 47 gli ospiti che in tre giorni si alterneranno sulle nostre poltroncine, nel salottino di Costacciaro Spritz Blitz Scintilens, a raccontare e a raccontarsi tra amici.
Faremo i turni di notte incontrarli tutti e sarà un piacere immenso!
Pagina Instagram https://www.instagram.com/reel/DbFxXXtOxy7/?igsh=MTlkcnlvb296emY5Mg==
Al Rifugio Case Rosse dei Minatori, al Passo della Manina, una serata tra racconti, fotografia e cultura dell’esplorazione sotterranea per riscoprire la storia delle miniere della Val di Scalve.
Miniera della Manina e Val di Scalve: un patrimonio da riscoprire
Sabato 29 agosto 2026 il Rifugio Case Rosse dei Minatori, al Passo della Manina, ospiterà “Cuore di Ferro”, un appuntamento dedicato alla memoria delle miniere della Val di Scalve e al mondo dell’esplorazione sotterranea.
L’iniziativa si svolgerà a circa 1.800 metri di quota, in un luogo che per secoli ha rappresentato uno dei principali centri estrattivi della Lombardia. Le miniere della Manina hanno infatti avuto un ruolo importante nello sviluppo economico della valle, grazie all’estrazione del minerale di ferro, attività documentata già in epoca romana e proseguita nei secoli fino alla definitiva chiusura degli impianti negli anni Settanta del Novecento. Ancora oggi sono visibili gli imbocchi delle gallerie, le discariche minerarie e altre strutture legate all’antica attività estrattiva.
Il Rifugio Case Rosse dei Minatori al centro dell’iniziativa
La manifestazione si svolgerà presso il Rifugio Case Rosse dei Minatori, ricavato dagli edifici che un tempo ospitavano i lavoratori delle miniere. Oggi la struttura rappresenta un punto di riferimento per gli escursionisti che percorrono il Sentiero delle Orobie Orientali e per chi desidera conoscere la storia industriale della Val di Scalve.
L’ambientazione contribuirà a creare un collegamento diretto con il passato del territorio, offrendo ai partecipanti la possibilità di immergersi nei luoghi dove generazioni di minatori hanno lavorato in condizioni spesso difficili.
Speleologia in cavità artificiali e memoria del lavoro minerario
Il programma della serata unirà divulgazione, testimonianze e valorizzazione del patrimonio minerario.
Sono previsti momenti dedicati ai racconti sulla vita quotidiana dei minatori, accompagnati da musica e testimonianze che ripercorreranno la storia dell’attività estrattiva locale.
Uno spazio significativo sarà riservato anche alla mostra fotografica dedicata al mondo ipogeo e alle esplorazioni nelle miniere, con immagini che documentano l’attività di ricerca e di studio nelle cavità artificiali.
La scelta di dedicare l’iniziativa alla speleologia in miniera evidenzia un settore della disciplina che negli ultimi decenni ha assunto crescente rilevanza scientifica. Le cavità artificiali rappresentano infatti un patrimonio storico, archeologico e culturale che consente di ricostruire le tecniche estrattive, l’organizzazione del lavoro e l’evoluzione delle attività produttive.
La collaborazione tra enti speleologici e realtà del territorio
L’evento è promosso dalla Scuola Nazionale Speleologica Cavità Artificiali della Società Speleologica Italiana, dalla Commissione Cavità Artificiali SSI, dal Museo Etnografico di Schilpario, dal Gruppo Alpinistico Celadina, dalla Federazione Speleologica Lombarda e dal Comune di Vilminore di Scalve – Nona.
La collaborazione tra associazioni speleologiche, istituzioni culturali e amministrazioni locali punta a valorizzare un patrimonio che unisce archeologia industriale, ricerca storica ed esplorazione delle cavità artificiali.
Un appuntamento dedicato alla cultura delle miniere
“Cuore di Ferro” propone un’occasione di approfondimento per speleologi, appassionati di storia mineraria, escursionisti e visitatori interessati a conoscere uno dei luoghi simbolo dell’attività estrattiva lombarda.
L’iniziativa intende mantenere viva la memoria del lavoro nelle miniere della Manina, raccontando il rapporto tra uomo e montagna attraverso testimonianze, immagini e documentazione storica. La scelta del Rifugio Case Rosse, situato a breve distanza dagli antichi imbocchi minerari, permette di vivere l’esperienza nel contesto originale in cui questa storia si è sviluppata.
Cinque anni di ricerche hanno portato alla pubblicazione di un’opera che documenta il più ampio repertorio di incisioni rupestri conosciute nell’Alta Valle dell’Orba
L’Alta Valle dell’Orba, al confine tra Liguria e Piemonte, è un territorio ricco di testimonianze storiche e archeologiche. Conosciuta anche per la tragedia della diga di Ortiglieto del 1935, la valle conserva un patrimonio meno noto, ma di grandissimo interesse: quello delle rocce incise.
A questo tema è dedicato il nuovo volume di Enrico Di Iorio, “Tracce d’antico in valle d’Orba”, frutto di cinque anni di ricerche sul campo.
Il libro documenta il più vasto repertorio oggi conosciuto delle incisioni rupestri dell’Alta Valle dell’Orba: 35 rocce incise, oltre 320 fotografie delle incisioni e quasi 500 immagini complessive distribuite in 312 pagine.
Roccia incisa dell’Alta Valle dell’Orba. Immagine condivisa da Sergio Siravo Severi
L’opera amplia e sostituisce il precedente volume “Alta Valle dell’Orba – Preistoria ed Età Romana”, ormai esaurito, presentando nuovi ritrovamenti, una documentazione aggiornata e un quadro più completo delle testimonianze incise presenti sul territorio.
Le incisioni rupestri sono una preziosa testimonianza della frequentazione umana di queste montagne: un patrimonio di grande interesse per tutti, archeologi, geologi, speleologi e studiosi del paesaggio.
Il volume è disponibile presso le edicole di Martina e Olba San Pietro, frazioni del Comune di Urbe (Savona).
“Furchio ti la Zappa” continua a incantare: piccoli esploratori crescono con “In Grotta con le Stelle”
Un’esperienza di speleologia dedicata ai più giovani, capace di coinvolgere anche gli adulti.
Grande successo per l’iniziativa “In Grotta con le Stelle”, organizzata da diversi annidal Gruppo Speleologico Neretino per accompagnare bambini e famiglie alla scoperta del mondo sotterraneo attraverso un’esperienza autentica di esplorazione.
Teatro dell’attività è la suggestiva grotta “Furchio ti la Zappa”, nel territorio di Nardò, in provincia di Lecce, nel cuore del Salento, che continua a regalare emozioni intense a ogni nuova visita.
Una dozzina di partecipanti, tra bambini e adulti, si è ritrovata in prima serata per affrontare il passaggio dalla luce all’oscurità. Casco in testa e illuminazione frontale, il gruppo ha varcato l’ingresso della cavità con lo stesso spirito degli esploratori di un tempo, pronto a vivere un’avventura ben diversa da una semplice visita turistica.
Le tenebre hanno fatto da cornice a quella che il post social del Gruppo, con un sorriso, definisce “una sporca dozzina”, citando il film di Aldrich.
I piccoli esploratori hanno affrontato ogni passaggio con curiosità e coraggio.
Nulla li ha fermati, neanche il cunicolo stretto e impegnativo che conduce alla sala finale della grotta.
Qui, seduti in cerchio, hanno atteso in silenzio il lento cadere di una goccia da una stalattite. Quando la goccia ha raggiunto la stalagmite sottostante, è scattato un applauso spontaneo, quasi a celebrare il lento lavoro della natura che, nell’arco di migliaia di anni, costruisce le concrezioni della grotta.
Un gesto semplice e spontaneo, bellissimo, che viene dal cuore dei giovani: ricorderà loro, negli anni, il valore del tempo e della pazienza.
Qualche imprevisto durante l’avvicinamento, chi aveva sottovalutato i consigli sull’abbigliamento ha dovuto fare i conti con le zanzare, presenza immancabile nelle serate estive…ma tutto questo fa parte dell’esperienza!
All’ingresso della grotta gli sguardi dei bambini tradivano un pizzico di timore, che è subito diventato entusiasmo e voglia di mettersi alla prova.
L’uscita dopo un paio d’ore intense: l’esitazione iniziale aveva ormai lasciato spazio all’orgoglio di aver vissuto un’esperienza autentica, fatta di fango, umidità, silenzio e scoperta, anche di sè.
Nel “Furchio ti la Zappa” si striscia, si osserva lo stillicidio, si ascolta il silenzio assoluto e si percepisce la forza di un ambiente naturale che conserva intatto il proprio fascino.
Una leggenda locale racconta che, in un punto della grotta, appoggiando l’orecchio alla parete sia possibile “vedere” e persino toccare il buio: nessuno, almeno finora, è riuscito a smentirla.
La serata si è conclusa con un caloroso arrivederci, e con il ringraziamento agli accompagnatori del Gruppo Speleologico Neretino.
Grazie al Gruppo per il bellissimo resoconto, attinto da un post di Facebook e arricchito di molte fotografie (due o tre le prendiamo in prestito…).