Cuevas de Fuentes de León: una nuova sala collega Cueva de los Postes e Cueva Nueva
Nel sistema carsico dell’Extremadura emergono circa 100 metri di gallerie; la scoperta amplia la lettura geologica e apre nuove prospettive per l’archeologia in grotta
Nel Monumento Naturale delle Cuevas de Fuentes de León, nella provincia spagnola di Badajoz, una nuova sala ha stabilito il collegamento fisico tra la Cueva de los Postes e la Cueva Nueva. La scoperta è maturata durante la campagna archeologica dell’estate 2026 e ha consentito di percorrere circa 100 metri di passaggi fino ad allora non esplorati.
Il dato modifica la lettura del complesso. Le due cavità non vanno più considerate soltanto come ambienti vicini: il collegamento documentato conferma che appartengono a uno stesso sistema carsico, articolato su livelli e gallerie comunicanti. Le Cuevas de Fuentes de León diventano così un caso di interesse sia per la speleologia sia per la ricostruzione delle frequentazioni umane nel sottosuolo dell’Extremadura.[web:4][web:11]
Cuevas de Fuentes de León, il passaggio emerso durante lo scavo
L’accesso alla nuova sala è stato individuato nel corso delle operazioni di scavo. Rimosso uno strato di terreno, gli operatori hanno riconosciuto una piccola apertura che proseguiva oltre il fronte di indagine. L’ampliamento controllato del varco ha reso possibile il passaggio e l’esplorazione del settore inedito.
Secondo Hipólito Collado, responsabile dell’Archeologia della Junta de Extremadura e codirettore delle ricerche, il rinvenimento nasce quindi dall’incontro tra la lettura stratigrafica dello scavo e l’esplorazione speleologica. La Cueva Nueva era stata riconosciuta nel 2025, dopo che i custodi dell’area protetta avevano osservato il transito di animali presso una piccola apertura. Nel primo ingresso fu necessario superare un salto verticale di circa 15 metri con tecnica su corda.[web:4]
La continuità ora accertata con la Cueva de los Postes dà una base concreta a un’ipotesi formulata fin dalle prime osservazioni. Non definisce ancora l’intera rete di connessioni del massiccio, ma offre nuovi elementi per aggiornare rilievi, sezioni e modelli di sviluppo delle gallerie.
Cueva Nueva: quattro sale, lago interno e concrezioni
L’esplorazione della Cueva Nueva ha permesso di distinguere quattro sale. La maggiore presenta un dislivello vicino ai 20 metri e contiene un lago sotterraneo lungo circa 15 metri. Nelle sale sono stati osservati numerosi speleotemi in buono stato di conservazione, fra cui colate e concrezioni.
Questi elementi richiedono particolare attenzione. Speleotemi, sedimenti, acque e depositi archeologici sono parti di un unico archivio sotterraneo. Un rilievo accurato consente di registrare forma e posizione delle strutture naturali; una documentazione preventiva permette anche di stabilire percorsi di lavoro e misure di protezione prima delle analisi più invasive.
Sono stati segnalati anche resti archeologici. Al momento non è stata resa nota una loro datazione né un’attribuzione culturale. La prudenza è necessaria: solo lo studio dei materiali, del contesto stratigrafico e delle eventuali associazioni con resti faunistici o antropici potrà chiarire cronologia e funzione degli spazi.[web:4][web:11]
Archeologia nelle Cuevas de Fuentes de León
Il nuovo settore si inserisce in un’area già nota per la continuità delle ricerche. Il Progetto Orígenes opera a Fuentes de León dal 2001 e nel 2026 raggiunge i 25 anni di attività. Le indagini svolte nel complesso hanno documentato una sequenza che, secondo i ricercatori, arriva dall’età romana fino al Pleistocene medio.[web:4]
Nelle cavità del monumento sono state riconosciute funzioni diverse nel tempo. Per l’età romana sono stati indicati indizi di uso rituale. Nei periodi calcolitico e neolitico sono invece attestati impieghi funerari, con sepolture, resti umani e corredi. Le fonti istituzionali dell’Extremadura ricordano, per le campagne precedenti, oggetti riferiti a corredi dell’Età del Rame: idoli tipo falange decorati, elementi in osso, conchiglie perforate, perle litiche e utensili in pietra. I materiali erano in corso di studio e restauro.[web:4][web:2]
Il valore archeologico delle Cuevas de Fuentes de León non dipende quindi da un singolo reperto. Dipende dalla possibilità di leggere insieme stratigrafie, modalità di accesso, morfologia degli ambienti, tracce di attività umana, resti animali e trasformazioni naturali. La nuova connessione può aiutare a comprendere meglio come le persone si muovevano nel sistema e quali parti fossero effettivamente accessibili nelle diverse fasi storiche.
Perché la speleologia serve alla ricerca archeologica
La speleologia è essenziale per l’archeologia ipogea perché rende conoscibile il contesto prima ancora del reperto. Un gruppo speleologico contribuisce a localizzare nuovi vuoti, affrontare passaggi stretti o verticali in sicurezza, rilevare gallerie e identificare settori vulnerabili. Senza questa base, uno scavo rischia di interpretare un deposito isolandolo dalla rete di cavità, dai percorsi dell’acqua e dalle dinamiche sedimentarie che lo hanno formato.
Nel caso delle Cuevas de Fuentes de León, il collegamento fra Cueva de los Postes e Cueva Nueva mostra in modo diretto questo rapporto. L’archeologia ha intercettato l’apertura nel corso dello scavo; la speleologia ha consentito di superarla, descrivere le nuove sale e collocarle nella struttura del carsismo. Le due discipline lavorano su domande diverse, ma complementari.
La speleologia è utile anche alla conservazione. Il rilievo topografico e fotografico, la definizione dei percorsi, l’osservazione di concrezioni e acque, la valutazione dei rischi di crollo e l’attenzione ai microambienti riducono il rischio di alterare sia gli equilibri naturali sia i depositi culturali. Il materiale didattico della Società Speleologica Italiana ricorda che le grotte conservano reperti, pitture rupestri e graffiti e che la ricerca archeologica non può prescindere dalla lunga storia della frequentazione umana degli ipogei.[file:1]
Per le Cuevas de Fuentes de León la fase successiva sarà quindi decisiva: completare la documentazione della nuova connessione, studiare senza anticipazioni i resti individuati e integrare le osservazioni geologiche, archeologiche e speleologiche in una lettura comune del sistema.
Fonti
- RTVE, “Descubren una nueva sala en las Cuevas de Fuentes de León que conecta dos cavidades del monumento natural”: https://www.rtve.es/noticias/20260825/descubren-nueva-sala-cuevas-fuentes-leon-conecta-dos-cavidades-del-monumento-natural/17199820.shtml
- Ayuntamiento de Fuentes de León, “RTVE se hace eco del nuevo hallazgo en las Cuevas de Fuentes de León”: https://aytofuentesdeleon.com/rtve-se-hace-eco-del-nuevo-hallazgo-en-las-cuevas-de-fuentes-de-leon/
- Junta de Extremadura, “Hallan un ajuar funerario de la Edad del Cobre en las excavaciones del Monumento Natural Cuevas de Fuentes de León”: https://www.juntaex.es/w/hallan-un-ajuar-funerario-de-la-edad-del-cobre-en-las-cuevas-de-fuentes-de-leon?inheritRedirect=true
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