Roma sotto Roma
Una Guida sull’immenso patrimonio con la Carta delle Cavità Sotterranee di Roma 2026
1. Introduzione: una città sopra un labirinto
Sotto strade, monumenti e quartieri di Roma si sviluppa una “città sotto la città”, un reticolo di cave, catacombe, cunicoli idraulici e altri ipogei scavato in oltre duemila anni di storia.
L’aggiornamento 2026 della Carta delle Cavità Sotterranee di Roma, curato da ISPRA, CNR-IGAG e Università della Tuscia, mostra che oltre 100 km2 del territorio urbano sono interessati da cavità artificiali, di cui quasi 61 km2 ricadono in aree a elevata densità di cavità.
Questa cartografia non ha solo valore culturale e scientifico, ma costituisce una base tecnica per la pianificazione urbanistica, la gestione del rischio di sinkhole antropogenici e la tutela del patrimonio storico?archeologico della Capitale.
2. Estensione e distribuzione delle cavità
Secondo i dati presentati da ISPRA nel 2026, la mappatura copre circa 350 km2 del territorio urbano romano caratterizzato dalla presenza di sistemi ipogei.
All’interno di quest’area sono stati censiti circa 5.600 elementi puntuali (cavità note ma senza estensione definita) e circa 1.600 elementi lineari o poligonali che rappresentano cunicoli e volumi di cavità mappati planimetricamente.
Le zone a maggiore densità di cavità risultano concentrate soprattutto nei Municipi I, II, IV, V e VIII, in corrispondenza delle aree storicamente interessate dallo sfruttamento di pozzolane e tufi e dalla presenza di estesi sistemi catacombali.
I settori nord-occidentali e occidentali della città mostrano invece una densità minore, in relazione alla diversa natura litologica dei terreni e alla più limitata attività estrattiva storica.
3. Tipologie principali di cavità sotterranee romane
La Carta delle Cavità Sotterranee di Roma distingue diverse categorie di vuoti artificiali, che riflettono funzioni, epoche e litologie differenti:
- Cave di tufo e pozzolana:
- Scavate prevalentemente nei terreni vulcanici che bordano a est e sud-est il centro storico.
- Sono le cavità più diffuse e spesso organizzate in sistemi di gallerie a più livelli, con imbocchi alla base dei versanti.
- Cave di conglomerati e sabbie:
- Localizzate soprattutto nel settore sud-occidentale della città.
- Generalmente meno estese delle cave di tufo e, a differenza di queste, non riutilizzate come necropoli, ma successivamente impiegate come depositi, fungaie o ambienti di servizio.
- Catacombe e ipogei cimiteriali:
- Rappresentano la seconda tipologia per estensione dopo le cave di tufo.
- Utilizzate in particolare tra I e III secolo d.C. come luoghi di sepoltura e culto, spesso ricavate all’interno o in continuità con antiche gallerie estrattive.
- Ipogei privati e strutture religiose (mitrei, cripte, ambienti di culto sotterranei):
- Testimoniano usi rituali e residenziali del sottosuolo, spesso con forte valore archeologico.
- Cunicoli idraulici e infrastrutture sotterranee:
- Comprendono antichi acquedotti, drenaggi, condotte storiche e infrastrutture più recenti (gallerie di servizio, sottoservizi).
- Riusi moderni:
- Durante il Novecento molte cavità sono state sfruttate come rifugi antiaerei, depositi e fungaie, come testimoniato, ad esempio, nel comprensorio della Caffarella.
Questo mosaico di funzioni spiega la complessità della rete ipogea romana, con sistemi pluripiano a profondità variabile, spesso parzialmente sconosciuti, sotto quartieri densamente edificati.
4. Genesi storica: oltre duemila anni di scavi
Le cavità mappate hanno origine interamente antropica: sono il risultato cumulativo di attività estrattive, infrastrutturali, religiose e belliche svolte dall’età romana fino al XX secolo.
- In età romana, le cave nei tufi e nelle pozzolane hanno garantito per secoli l’approvvigionamento dei materiali da costruzione per la città e il suo territorio.
- Tra I e III secolo d.C., molte gallerie estrattive vennero riconvertite o affiancate da catacombe e ipogei cimiteriali, legati in particolare alle comunità cristiane.
- Nel medioevo e nell’età moderna, alcune cavità continuarono a essere utilizzate per scopi agricoli e di servizio (conservazione, coltivazioni sotterranee, approvvigionamento idrico).
- Nel Novecento, in particolare durante la Seconda guerra mondiale, ampi tratti di sottosuolo furono adattati come rifugi antiaerei, magazzini e percorsi di servizio.
L’immagine contemporanea è quindi quella di un sottosuolo multicronico, dove si intersecano cave antiche, catacombe, infrastrutture idrauliche e riusi moderni, spesso privi di una documentazione unitaria fino ai progetti ISPRA degli ultimi anni.
5. La prima Carta ISPRA (2017) e il salto al 2026
Prima della sistematizzazione curata da ISPRA, Roma non disponeva di una cartografia d’insieme né di un database completo che restituissero l’effettiva estensione delle cavità.
Gli studi archeologici e geotecnici avevano spesso carattere locale e risultavano dispersi in archivi differenti.
Nel 2017 ISPRA ha prodotto la prima Carta delle Cavità Sotterranee di Roma, affiancando ai dati puntuali una mappatura areale delle principali cavità e organizzando le informazioni in un sistema cartografico strutturato a quadranti.
Per raccogliere e uniformare i dati è stato creato un Gruppo di Lavoro che coinvolge Roma Capitale, CNR, Protezione Civile Nazionale, Roma Metropolitane, le principali associazioni speleologiche romane (tra cui Roma Sotterranea e Sotterranei di Roma) e la Pontificia Commissione di Archeologia Sacra.
L’aggiornamento 2026 rappresenta un salto di scala rispetto al 2017, sia per l’estensione dell’area coperta (circa 350 km² contro valori più limitati in precedenza) sia per la densità dei dati e l’integrazione con altre basi informative (cartografie archeologiche, archivi storici, database istituzionali, risultati di indagini dirette).
6. Fonti dati e metodologia di mappatura
La Carta delle Cavità Sotterranee di Roma 2026 è costruita integrando diverse categorie di fonti:
- Letteratura scientifica e tecnica su archeologia del sottosuolo, geologia urbana, geotecnica e sinkhole.[web:18][web:17]
- Archivi cartografici storici (mappe catastali, piante antiche, rilievi di cave e catacombe).[web:18][web:24]
- Database istituzionali (archivi comunali, dati di Roma Metropolitane, progetti di monitoraggio ISPRA).[web:18][web:17]
- Cartografie archeologiche prodotte da soprintendenze e Pontificia Commissione di Archeologia Sacra.[web:18][web:24]
- Indagini dirette e rilievi speleologici/geotecnici recenti, comprendenti anche contributi delle associazioni speleologiche romane.[web:18][web:24]
Dal punto di vista cartografico, la carta combina:
- Dati puntuali: localizzazioni di cavità note prive di estensione geometrica precisa.
- Dati lineari: tracciati di cunicoli, gallerie, percorsi ipogei.[web:24]
- Dati poligonali: planimetrie e ingombri areali delle cavità maggiormente conosciute, cave, catacombe e grandi ipogei.[web:24]
Su questa base geometrica è costruita una mappa di densità dei sistemi ipogei, che esprime la concentrazione spaziale delle cavità e consente di individuare zone di maggiore o minore intensità di vuoti nel sottosuolo.[web:16][web:24]
7. Cavità sotterranee e sinkhole antropogenici a Roma
La presenza di cavità non note o non bonificate, in combinazione con perdite della rete idrica e dei sottoservizi, può produrre il collasso dei livelli superficiali del terreno con la formazione di sinkhole antropogenici (voragini urbane).[web:18][web:17]
Secondo il censimento ISPRA, dal XIX secolo a oggi a Roma sono stati registrati migliaia di eventi di sinkhole antropogenico, con una stima di circa 4.500 episodi e una media dell’ordine di decine/centinaia di nuovi casi all’anno nei periodi più recenti.[web:17][web:3]
Più di 30 km² del territorio urbano risultano essere stati interessati da fenomeni di sprofondamento nel corso di poco più di un secolo.[web:17]
Per analizzare questo fenomeno, ISPRA e CNR-IGAG hanno sviluppato dal 2017 un progetto specifico sulla suscettibilità agli sprofondamenti nel centro urbano di Roma, aggiornato nel 2025.[web:17][web:3]
Il progetto ha portato alla definizione di una mappa di suscettibilità ai sinkhole antropogenici, che classifica il territorio in base alla propensione al dissesto, superando la distinzione tradizionale rischio/pericolosità a favore di un’analisi probabilistica a lungo termine.[web:17][web:3]
Le aree a suscettibilità più elevata coincidono in larga parte con le zone di alta densità di cavità e con i settori caratterizzati da litologie vulcaniche più adatte allo scavo (tufi e pozzolane), confermando il legame tra rete ipogea, natura dei terreni e fenomeni di sprofondamento.[web:17][web:24]
8. Pianificazione urbanistica e gestione del rischio
La Presidente di ISPRA e i tecnici coinvolti nel progetto sottolineano come la conoscenza dettagliata del sottosuolo sia ormai indispensabile per la pianificazione dello sviluppo urbano di Roma e per la prevenzione dei rischi legati ai sinkhole.[web:24][web:27]
La Carta delle Cavità Sotterranee di Roma 2026 e la mappa di suscettibilità ai sinkhole possono essere utilizzate per:
- Supportare la pianificazione urbanistica:
- Identificando le aree dove nuovi carichi edilizi o infrastrutturali richiedono studi geotecnici di dettaglio e interventi di consolidamento.[web:18][web:17]
- Definire priorità di monitoraggio e manutenzione:
- Pianificando controlli mirati sulla rete idrica e sui sottoservizi nei quartieri con maggiore densità di cavità e più alta suscettibilità agli sprofondamenti.[web:17][web:3]
- Gestire il rischio per infrastrutture strategiche (metropolitane, grandi vie di comunicazione, reti di servizio):
- Incrociando i tracciati infrastrutturali con la mappa delle cavità per valutare interferenze e necessità di opere di mitigazione.[web:18][web:24]
- Supportare la Protezione Civile:
- Nella valutazione preventiva degli scenari di emergenza legati a voragini urbane e nell’individuazione delle aree critiche a scala comunale e metropolitana.[web:18][web:17]
In questo senso la carta non è un semplice prodotto descrittivo, ma un vero strumento operativo per amministrazioni, progettisti, servizi di emergenza e gestori delle reti.[web:18][web:24]
9. Valore culturale, archeologico e speleologico
Oltre agli aspetti di pericolosità, la carta restituisce il quadro di un patrimonio ipogeo straordinario, che intreccia geologia vulcanica, archeologia, storia urbana e pratiche sociali.[web:18][web:10]
Per la comunità speleologica e per chi si occupa di speleologia urbana, la mappa costituisce:
- Una base di conoscenza per orientare esplorazioni, studi e progetti di documentazione del sottosuolo romano.
- Uno strumento di dialogo con enti pubblici (Roma Capitale, ISPRA, CNR, Protezione Civile) per valorizzare i dati raccolti dalle associazioni speleologiche e integrarli nei database istituzionali.
- Un punto di partenza divulgativo per raccontare al grande pubblico la “Roma nascosta”, come dimostrano gli articoli e le iniziative promosse da realtà come Scintilena e dai gruppi di esplorazione dei sotterranei.
Esempi concreti sono le esplorazioni e le visite guidate nel Parco della Caffarella, dove si possono osservare cave di pozzolana, catacombe, un mitreo e una fungaia, condensando in un solo contesto molti degli usi storici del sottosuolo romano.
10. Spunti per un approfondimento speleologico su Roma
Per chi volesse trasformare la Carta delle Cavità Sotterranee in materiale per articoli, conferenze o corsi di speleologia urbana, alcuni possibili filoni di approfondimento sono:
- La geologia come chiave di lettura del sottosuolo urbano:
- Differenze tra terreni vulcanici (tufi, pozzolane) e terreni sedimentari (sabbie, conglomerati) nel controllo della distribuzione delle cavità.
- Dalle cave alle catacombe:
- Processi di riuso delle gallerie estrattive come spazi funerari e religiosi tra I e III secolo d.C., con esempi lungo l’Appia Antica.
- Sinkhole antropogenici e città contemporanea:
- Lettura integrata tra mappa delle cavità e mappa di suscettibilità agli sprofondamenti, casi studio di quartieri con alta frequenza di voragini.
- Citizen science speleologica:
- Modalità con cui le associazioni possono contribuire con rilievi, segnalazioni e dati verificati all’aggiornamento continuo dei database ISPRA.
- Confronto con altre città sotterranee:
- Paragoni metodologici con esperienze analoghe a Napoli o Parigi, in termini di cartografia ipogea, gestione del rischio e valorizzazione turistica.
11. Domande di ripasso e verifica
Per utilizzare questo materiale come guida di studio (ad esempio in vista di un articolo o di una relazione speleologica), possono essere utili alcune domande di controllo:
- Quali sono le principali tipologie di cavità sotterranee censite a Roma e in quali settori della città tendono a concentrarsi?
- Che differenze esistono tra le cave di tufo/pozzolana e le cave di conglomerati e sabbie, sia dal punto di vista geologico sia per gli usi storici?
- Quali sono le principali fonti dati utilizzate da ISPRA per costruire la Carta delle Cavità Sotterranee di Roma 2026?
- In che modo la mappa di densità dei sistemi ipogei viene costruita a partire da dati puntuali, lineari e poligonali?
- Che cosa si intende per sinkhole antropogenico e quale relazione lega questi fenomeni alla presenza di cavità sotterranee e alle perdite di rete idrica?
- Quali sono i principali risultati del progetto ISPRA–CNR IGAG sulla suscettibilità agli sprofondamenti nel centro urbano di Roma?[
- In che modo la Carta delle Cavità e la mappa di suscettibilità possono essere utilizzate nella pianificazione urbanistica della Capitale?
- Perché la partecipazione delle associazioni speleologiche romane è considerata strategica per l’aggiornamento continuo della carta?
- Quali esempi concreti di valorizzazione del patrimonio ipogeo romano (tour, esplorazioni guidate, percorsi didattici) sono citati nelle fonti?
- In che senso la Carta delle Cavità di Roma può diventare un modello o un termine di confronto per altre grandi città con estesi sistemi sotterranei?
Rispondere a queste domande aiuta a consolidare non solo i dati quantitativi (estensione, densità, numero di cavità), ma soprattutto la comprensione del rapporto tra sottosuolo, storia urbana, rischio geologico e pianificazione.
Fonti:
Fonti principali
• ISPRA — Carta delle Cavità Sotterranee di Roma 2026
https://www.isprambiente.gov.it/it/news/carta-delle-cavita-sotterranee-di-roma-2026[isprambiente]
• ISPRA — Carta delle cavità sotterranee di Roma
https://www.isprambiente.gov.it/it/attivita/suolo-e-territorio/cartografia/carta-delle-cavita-sotterranee-di-roma[isprambiente]
• ISPRA — La Città nascosta
https://www.isprambiente.gov.it/it/news/la-citta-nascosta[gov]
• ISPRA — Progetto “Studio della suscettibilità agli sprofondamenti nel centro urbano di Roma”
https://www.isprambiente.gov.it/it/attivita/suolo-e-territorio/sinkholes-e-cavita-sotterranee/i-sinkholes-antropogenici/progetti-e-collaborazioni/progetto-studio-della-suscettibilita-agli-sprofondamenti-nel-centro-urbano-di-roma[scintilena]
• ISPRA — I sinkholes antropogenici a Roma
https://www.isprambiente.gov.it/it/attivita/suolo-e-territorio/sinkholes-e-cavita-sotterranee/i-sinkholes-antropogenici/i-sinkholes-antropogenici-a-roma[scintilena]
Fonti Scintilena
• Scintilena — Roma sotto Roma, la nuova carta delle cavità sotterranee arriva il 10 giugno
https://www.scintilena.com/roma-sotto-roma-la-nuova-carta-delle-cavita-sotterranee-arriva-il-10-giugno/05/19/[scintilena]
• Scintilena — Sicurezza urbana e sinkhole a Roma: aggiornata la mappa di suscettibilità
https://www.scintilena.com/sicurezza-urbana-e-sinkhole-a-roma-aggiornata-la-mappa-di-suscettibilita/07/28/[scintilena]
• Scintilena — Sicurezza e mappatura delle cavità sotterranee nel Parco Regionale dell’Appia Antica
https://www.scintilena.com/sicurezza-e-mappatura-delle-cavita-sotterranee-nel-parco-regionale-dellappia-antica/07/04/[scintilena]
• Scintilena — Esplorazione Sotterranea nella Caffarella: Un Viaggio nel Cuore di Roma
https://www.scintilena.com/esplorazione-sotterranea-nella-caffarella-un-viaggio-nel-cuore-di-roma/10/31/[scintilena]
• Scintilena — Pagina categoria Lazio
https://www.scintilena.com/category/lazio/[scintilena]
• Scintilena — Roma presentata la prima mappa del sottosuolo con Sotterranei di Roma e Roma Sotterranea
https://www.scintilena.com/roma-presentata-la-prima-mappa-del-sottosuolo-con-sotterranei-di-roma-e-roma-sotterranea/06/29/[scintilena]
Altre fonti citate
• Città Metropolitana di Roma — “Carta delle cavità sotterranee di Roma” a cura di ISPRA
http://geologico.cittametropolitanaroma.it/pubblicazioni/carta-cavita-sotterranee-roma-cura-ispra[cittametropolitanaroma]
• CN Geologi — ISPRA: Roma sotto Roma, la nuova carta delle cavità sotterranee
https://www.cngeologi.it/2026/06/05/ispra-la-nuova-carta-delle-cavita-sotterranee/[cngeologi]
• Roma Capitale — Inquinamento dei terreni e delle falde acquifere
https://www.comune.roma.it/web/it/scheda-servizi.page?contentId=INF121302[roma]
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