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Mostra di fotografia underground e speleologia a Nancy: l’USAN porta “Six pieds sous terre” alla Biblioteca degli Ingegneri

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Dal 5 ottobre al 13 novembre 2026 la Biblioteca degli Ingegneri Brabois dell’Università della Lorena ospita fotografie e materiali dell’Union Spéléologique de l’Agglomération Nancéienne. La mostra di fotografia underground e speleologia è consultabile anche nell’e-museo digitale dell’ateneo.

Mostra di fotografia underground e speleologia alla BU Ingénieurs Brabois

La mostra di fotografia underground e speleologia “Six pieds sous terre” sarà ospitata dal 5 ottobre al 13 novembre 2026 alla BU Ingénieurs Brabois, la Biblioteca degli Ingegneri dell’Università della Lorena. La sede si trova al 2 avenue de la Forêt de Haye, a Vandœuvre-lès-Nancy, nell’area universitaria di Brabois.[1]

L’iniziativa è proposta dall’Union Spéléologique de l’Agglomération Nancéienne, nota con l’acronimo USAN. L’esposizione riunisce fotografie e materiale speleologico. L’obiettivo dichiarato dall’Università della Lorena è far conoscere una disciplina dalle molte componenti, attraverso un dispositivo accessibile nel contesto quotidiano di una biblioteca universitaria.[1]

Il titolo francese, letteralmente “sei piedi sottoterra”, richiama l’ambiente sotterraneo senza ridurre la speleologia alla sola dimensione sportiva. La mostra di fotografia underground e speleologia presenta infatti immagini, tecniche e strumenti che accompagnano l’attività in grotta.

Fotografie e attrezzature per raccontare il mondo sotterraneo

La fotografia underground ha un ruolo importante nella divulgazione speleologica. In grotta la luce naturale manca quasi del tutto. Ogni immagine richiede quindi fonti luminose artificiali, tempi di lavoro adeguati e attenzione alla sicurezza del gruppo.

Le fotografie esposte permettono di avvicinare il pubblico a spazi che spesso non sono direttamente frequentabili. Pozzi, gallerie, concrezioni e ambienti artificiali sotterranei possono essere osservati fuori dal contesto operativo. Il materiale speleologico completa questo racconto visivo e rende riconoscibili alcuni aspetti concreti della progressione e della documentazione in ambiente ipogeo.

Per chi studia ingegneria e discipline scientifiche, la mostra di fotografia underground e speleologia apre anche un collegamento con la conoscenza del sottosuolo. La speleologia comprende osservazione dei fenomeni carsici, rilievo, documentazione, studio delle acque e attenzione alla conservazione degli ambienti. La collocazione in uno spazio universitario può favorire un primo contatto con metodi e linguaggi della ricerca sul mondo sotterraneo.

L’USAN e lo Spéléodrome di Nancy

L’USAN opera nell’area di Nancy nel campo dell’esplorazione, della visita, dello studio e della protezione degli ambienti sotterranei. Le attività dell’associazione comprendono la speleologia in cavità naturali e artificiali, oltre ad altri ambiti collegati alla pratica speleologica.[2]

Nel territorio nancéien è particolarmente noto lo Spéléodrome di Nancy. Si tratta di un antico sistema sotterraneo di drenaggio delle acque del plateau de Haye, trasformato in sito per l’addestramento speleologico. Le gallerie si sviluppano nell’area a ovest e a nord di Clairlieu, tra i comuni di Villers-lès-Nancy e Chaligny.[2]

La gestione di questi luoghi richiede regole di accesso e responsabilità specifiche. La documentazione didattica della rete geologica dell’Académie de Nancy-Metz segnala che gli accessi dello Spéléodrome sono chiusi per ragioni di sicurezza e tutela. Le visite possono avvenire sotto la responsabilità di associazioni abilitate dalla Ligue Spéléologique Lorraine.[2]

In questo quadro, la mostra di fotografia underground e speleologia offre una modalità non invasiva per avvicinarsi al patrimonio sotterraneo locale. Le immagini non sostituiscono l’esperienza sul terreno. Possono però spiegare perché preparazione, accompagnamento qualificato e rispetto dei siti siano elementi essenziali della pratica.

Una mostra di speleologia anche nell’e-museo universitario

“Six pieds sous terre” non resta limitata agli spazi fisici della Biblioteca degli Ingegneri Brabois. L’Università della Lorena comunica che l’esposizione sarà visibile anche online attraverso l’e-museo delle biblioteche dell’ateneo.[1]

La doppia presenza, in biblioteca e in ambiente digitale, amplia la possibilità di consultazione. Studenti, appassionati e lettori interessati alla fotografia underground possono conoscere i contenuti anche senza raggiungere Vandœuvre-lès-Nancy nel periodo di apertura.

La scelta di collocare la mostra in una biblioteca universitaria dà rilievo alla dimensione culturale della speleologia. L’attività sotterranea viene presentata come pratica che unisce esplorazione, conoscenza, tecnica, documentazione fotografica e tutela del patrimonio. È un approccio coerente con il lavoro delle associazioni speleologiche, impegnate nella trasmissione di competenze e nella lettura responsabile degli ambienti ipogei.

Informazioni pratiche sulla mostra USAN a Nancy

La mostra di fotografia underground e speleologia “Six pieds sous terre” è in programma dal 5 ottobre al 13 novembre 2026. La sede è la BU Ingénieurs Brabois, 2 avenue de la Forêt de Haye, 54500 Vandœuvre-lès-Nancy, in Francia.[1]

L’esposizione è realizzata dall’Union Spéléologique de l’Agglomération Nancéienne. La pagina dell’Università della Lorena indica inoltre la disponibilità della versione digitale nell’e-museo delle biblioteche universitarie.[1]

Fonti

Fonti
[1] [Expo] « Six pieds sous terre » à la BU Ingénieurs Brabois https://factuel.univ-lorraine.fr/evenement/expo-six-pieds-sous-terre-a-la-bu-ingenieurs-brabois/
[2] Le spéléodrome de Nancy – Localisation https://sites.ac-nancy-metz.fr/base-geol/fiche.php?dossier=016&p=2localis&a=
[4] Six pieds sous terre : il y a 3000 ans : archéologie des Landes de … https://ccbmn.culture.gouv.fr/doc/SYRACUSE/1050493/six-pieds-sous-terre-il-y-a-3000-ans-archeologie-des-landes-de-gascogne-realise-par-marie-bilbao-et-
[5] union speleologique de l’agglomeration nanceienne https://annuaire-entreprises.data.gouv.fr/entreprise/447529181
[6] Nancy – Spéléologie. La passion souterraine de l’USAN https://www.estrepublicain.fr/edition-de-nancy-ville/2017/08/13/la-passion-souterraine-de-l-usan
[7] Union spéléologique de l’agglomération nancéienne – Wikipédia https://fr.wikipedia.org/wiki/Union_sp%C3%A9l%C3%A9ologique_de_l’agglom%C3%A9ration_nanc%C3%A9ienne
[8] Spéléodrome de Nancy — Wikipédia https://fr.wikipedia.org/wiki/Sp%C3%A9l%C3%A9odrome_de_Nancy
[9] Union spéléologique de l’agglomération nancéienne https://usan.ffspeleo.fr/
[10] 6 pieds sous terre éditions https://6pieds-sous-terre.com/
[11] Union Spéléologique de l’Agglomération Nancéienne (USAN) https://parlementnanceiendusport.fr/club/union-speleologique-de-lagglomeration-nanceienne-usan/
[12] UNION SPÉLÉOLOGIQUE DE L’AGGLOMÉRATION NANCÉIENNE https://www.petitfute.com/v20962-nancy-54000/c1171-sports-loisirs/c1253-loisirs-et-sports-individuels/c339-speleologie/653099-union-speleologique-de-l-agglomeration-nanceienne.html
[13] UNION SPELEOLOGIQUE DE L’AGGLOMERATION NANCEIENNE https://www.sports-et-loisirs.fr/clubs-cours/fiche-union+speleologique+de+l+agglomeration+nanceienne-48066.php
[14] Union spéléologique de l’agglomération nancéienne | HelloAsso https://www.helloasso.com/associations/union-speleologique-de-l-agglomeration-nanceienne
[15] Six pieds sous terre : découvrez la spéléo ! (BU sciences et … https://factuel.univ-lorraine.fr/evenement/six-pieds-sous-terre-decouvrez-la-speleo-bu-sciences-et-techniques/
[16] USAN – Sportives – Nancy54 https://www.nancy54.com/usan
[17] Fiche de présentation du club : usan http://cds54.free.fr/clubs/club.php?nom=usan

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Commissione Grotte Boegan a Cefalonia: grotte, forre e laghi carsici nel Geoparco UNESCO

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La CGEB torna in Grecia per la “Prospezione Greca 2026”: tra Monte Ainos, Sami e Argostoli, i soci cercano nuove cavità e rivisitano alcuni geositi con laghi d’acqua dolce quasi a livello del mare

La Commissione Grotte “Eugenio Boegan” di Trieste è tornata in Grecia per la Prospezione Greca 2026. L’obiettivo è cercare nuove grotte sull’isola di Cefalonia e tornare in alcune cavità particolari, dove si raggiungono gli acquiferi carsici e laghi di colore smeraldo. Le prime notizie sono arrivate dai soci il 2 ottobre.

La CGEB è una delle realtà speleologiche più antiche d’Italia. È nata nel 1883 come Comitato alle Grotte della Società degli Alpinisti Triestini. Oggi porta il nome di Eugenio Boegan, che ne divenne presidente nel 1904.

Il viaggio

La spedizione è partita il 22 settembre, nonostante le molte incognite. Il gruppo ha raggiunto Vasiliki, sull’isola di Lefkada, e da lì si è imbarcato per Cefalonia. Dopo lo sbarco a Fiskardo, la base è stata spostata ad Agia Efimia, sulla costa orientale dell’isola.

Le ricerche sul Monte Ainos

I primi tre giorni sono stati dedicati alla ricerca sul territorio nel parco del Monte Ainos. È il massiccio più alto dell’isola: la vetta, il Megas Soros, supera di poco i 1.600 metri.

Qui i soci hanno visitato la nota grotta di Petasi, che ospita una folta colonia di pipistrelli. Petasi e Nyfi sono le due grotte di montagna che si possono raggiungere con i sentieri dell’Ainos. Sono ambienti dove vivono animali che evitano la presenza umana, come pipistrelli e insetti. Il Parco Nazionale segnala in queste grotte la presenza di pipistrelli del genere Rhinolophus. Tra la fine della primavera e l’estate si formano anche colonie riproduttive di femmine con i piccoli.

Sopra il paese di Drakopoulata il gruppo ha percorso il letto di una grande forra. Gli ambienti sono imponenti e lungo i versanti restano vecchi terrazzamenti in pietra. Raccontano di una coltivazione intensiva dell’ulivo, oggi abbandonata in queste zone così impervie.

Una nuova piccola cavità sopra Sami

Un’altra ricerca si è svolta sopra Sami, nella zona dell’acropoli antica. Un cacciatore del posto ha segnalato una cavità e si è offerto di accompagnare gli speleologi, indicando la posizione a grandi linee. La grotta è stata trovata: è piccola, ed è stata rilevata, fotografata e posizionata con il GPS.

I soci hanno poi esplorato i dintorni di Sami intorno ai 250 metri di quota. Qui le forme carsiche di superficie sono molto evidenti, con una corrosione marcata della roccia.

Laghi d’acqua dolce quasi a livello del mare

Nei giorni successivi gli speleologi sono tornati in alcune grotte già note: Rouspa, Agioi Theodori e Agia Eleousa. Sono tutti geositi del Geoparco UNESCO Cefalonia-Itaca. Nel Geoparco si trovano anche grotte famose come quella delle Ninfe, legata al mito di Ulisse.

La dolina di Agia Eleousa dista circa 300 metri dalla grotta di Agioi Theodori. Agioi Theodori si trova vicino a Sami, lungo la strada per Poulata. Per quanto riguarda Rouspa, il Geoparco descrive la grotta di Grouspa, vicino a Razata e alle mura dell’antica Krane. Il pozzo-grotta si apre a 137 metri di quota.

In queste cavità si arriva fino alle acque carsiche di fondo. Lì si formano laghi d’acqua dolce limpidissima, anche se la quota è vicina allo zero. È un tratto tipico dell’idrogeologia di Cefalonia. Vicino ad Argostoli, per esempio, ci sono i famosi katavothres: inghiottitoi costieri dove l’acqua di mare entra nella roccia. Quell’acqua, in parte, torna in superficie dall’altra parte dell’isola.

La spedizione continua

La missione non è ancora finita. I soci CGEB hanno ancora qualche giorno per visitare altri geositi, e hanno promesso di raccontarli presto.

Fonte principale: “Prospezione Greca 2026 – Cefalonia. Prime notizie”, Commissione Grotte E. Boegan, 2 ottobre 2026. https://www.boegan.it/2026/10/prospezione-greca-2026-cefalonia/


Fonti

Fonti
[1] Home | ???????? ?????????? https://www.kefaloniageopark.gr/en
[2] Kefalonia-Ithaca UNESCO Global Geopark https://www.unesco.org/en/iggp/kefalonia-ithaca-unesco-global-geopark
[3] 24. ??????? ??????? (??????) https://kefaloniageopark.gr/node/637
[4] Kefalonia Georoutes https://kefaloniageopark.gr/en/node/534
[5] Argostoli, Kefalonia: Capital on the Lagoon Guide – Greece Tours https://mygreecetours.org/argostoli-kefalonia/
[6] Geosites of Kefalonia | ???????? ?????????? – ?????? https://kefaloniageopark.gr/en/node/557
[7] Cave of Agios Theodoros – Showcaves.com https://www.showcaves.com/english/gr/caves/AgiosTheodoros.html
[8] ??? MOUNTAIN AENOS https://kefaloniageopark.gr/sites/default/files/2020-06/Book-To%20oros%20Ainos-English.pdf
[9] Aenos trails | ???????? ?????????? – ?????? https://kefaloniageopark.gr/en/node/307
[10] Fauna/Avifauna – ??????? ?????? ?????! https://aenosnationalpark.gr/en/fysiko-perivallon/panida-ornithopanida/
[11] Commissione Grotte Eugenio Boegan – Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/Commissione_Grotte_Eugenio_Boegan
[12] BOEGAN Eugenio (2.10.1875 – 18.11.1939) https://www.boegan.it/2009/09/boegan-eugenio/
[13] Natural Environment and Climate Change Agency … https://kefaloniageopark.gr/en/node/228
[14] The UNESCO Global Geoparks https://unesdoc.unesco.org/ark:/48223/pf0000389209
[15] UNESCO designates 8 new Global Geoparks https://www.unesco.org/en/articles/unesco-designates-8-new-global-geoparks
[16] Geoparks in Greece https://www.visitgreece.gr/en/inspirations/geoparks-in-greece
[17] Kefalonia – Nature in the Spotlight https://www.greece-is.com/kefalonia-nature-in-the-spotlight/
[18] PATRIMONIUL MONDIAL UNESCO: Geoparcul Kefalonia – Ithaca din Grecia https://agerpres.ro/documentare/2023/09/13/patrimoniul-mondial-unesco-geoparcul-kefalonia—ithaca-din-grecia–1168514
[19] European https://www.globalgeoparksnetwork.org/sites/default/files/2025-03/BookletGeoparks_0.pdf
[20] 16 New candidates http://www.globalgeopark.org.cn/UploadFiles/2021_3_9/intergov_check_english_2021.pdf
[21] ?????????????? ??????? ??????? ????????? http://users.ntua.gr/paneios/grouspa.htm
[22] Caves of Greece: Grouspa Cave https://www.showcaves.com/english/gr/caves/Grouspa.html
[23] CAVING https://outdoorkefalonia.com/activities-kefalonia/17-kefalonia-caving
[24] Cookies Policy https://www.kefaloniageopark.gr/en/node/790
[25] DROGARATI CAVE https://www.kefalonia-island.gr/topgrotte.php
[26] – KENTAVROS https://www.kentavros.com.gr/en/-n-39
[27] Kefalonia Travel Guide | Beaches, Villages, Attractions to See https://eskapas.com/kefalonia-travel-guide/
[28] Greece https://www.thesun.ie/where/greece/page/123/
[29] Historical – Christian – Leisure – Kefalonia Tours & Cruises https://www.kefaloniantours.com/historical-christian-leisure/
[30] Urlaub in Katavothres Griechenland – Kefalonia – GriechenlandWeb.de https://www.griechenlandweb.de/orte/katavothres-kefalonia.php
[31] Katavothres – Kefalonia (Greece) https://www.greeceguide.co.uk/destinations/katavothres-cephalonia.php
[32] Cave of Agioi Theodoroi https://www.visitgreece.gr/en/experiences/nature/caves/cave-of-agioi-theodoroi
[33] Geosite No 14. Sinkholes of Argostoli https://kefaloniageopark.gr/en/node/525
[34] Argostoli – Spiagge e alloggi consigliati https://www.grecia.info/isole-ionie/cefalonia/argostoli/
[35] Ainos National Park: Peaks, Trails & Map | PeakVisor https://peakvisor.com/park/ainos-national-park.html
[36] The protection project of the Cave of Za in Naxos has been … https://www.lifegrecabat.eu/en/news-articles/373
[37] Kefalonie 6 – hory | Kam se vydat.cz https://www.kamsevydat.cz/kefalonie-6-hory-ainos/
[38] Recommendations for visits to important bat roosts – LIFE GRECABAT https://www.lifegrecabat.eu/en/news-articles/296
[39] common bent – wing bat; | LIFE GRECABAT https://www.lifegrecabat.eu/en/taxonomy/term/42
[40] “Proteas” Caving Club of Thessaloniki hosts … https://www.lifegrecabat.eu/en/news-articles/265
[41] 5 Things to do on Mount Ainos: The National Park of Kefalonia https://amarivilla.com/5-things-to-do-on-mount-ainos-the-national-park-of-kefalonia/
[42] Eugenio Boegan – Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/Eugenio_Boegan
[43] Benvenuto nel sito internet del catasto storico delle grotte della Commissione Grotte Eugenio Boegan https://www.catastogrotte.it/
[44] La Commissione Grotte in festa per la scoperta del Timavo https://www.boegan.it/
[45] Commissione Grotte ” EUGENIO BOEGAN” C.A.I. Trieste http://www.openspeleo.org/openspeleo/groups-view-75.en.html
[46] Grotta Gigante http://www-dft.ts.infn.it/TS/grotta.html
[47] [PDF] PROGRESSIONE http://www.gwferrari.it/RivisteSpeleo/FV/Progressione2023-V69-Indice.pdf
[48] [PDF] 1926 | 2026 – Eventi – Regione FVG http://eventi.regione.fvg.it/redazione/Reposit/Eventi/28441_locandina_duemila_grotte_alta.pdf
[49] Int. J. Speleol. https://digitalcommons.usf.edu/cgi/viewcontent.cgi?article=1385&context=ijs

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Alpi Albanesi, ritorno a Shpella Kakverrit: nuove ricerche seguendo l’aria

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Il Gruppo Speleologico Faentino torna nella grande dolina di Kakverrit, già esplorata dal 2009. Oltre 600 metri della galleria principale rilevati e prospezioni in quota alla ricerca degli ingressi alti del sistema

Dal 13 al 21 settembre 2026 una squadra di speleologi italiani e albanesi è tornata nelle Alpi Albanesi per riprendere le ricerche a Shpella Kakverrit (shpella in albanese significa “grotta”), cavità che da anni richiama l’attenzione degli esploratori per la notevole circolazione d’aria che attraversa i suoi ambienti sotterranei.

La spedizione, organizzata dal Gruppo Speleologico Faentino, prosegue una storia esplorativa iniziata molti anni fa in una delle aree carsiche più promettenti dell’Albania settentrionale. Il gruppo faentino frequenta il Paese dal 1995 e Kakverrit era già stata oggetto delle sue ricerche nel 2009.

https://www.parchiromagna.it/pdf/Rivista1-2013

La cavità si apre nei pressi di Curraj i Epërm, a circa 1.600 metri di quota, sul fondo di una grande dolina carsica. Una guida speleologica del territorio di Tropojë, che descrive la grotta, parla una potente corrente d’aria, indizio di possibili prosecuzioni e di un sistema più esteso di quanto conosciuto, e segnala nelle vicinanze, a circa 1.800 metri di quota, un pozzo di una cinquantina di metri individuato durante precedenti ricognizioni.

Kakverrit, una storia esplorativa lunga oltre trent’anni

La CGEB di Trieste conosceva Kakverrit già dagli anni Novanta. In Progressione la Commissione ricostruisce le proprie campagne in Albania e indica il 1994 come l’anno in cui, durante la seconda spedizione CGEB nel Paese, furono individuate diverse cavità dell’area, tra cui proprio Kakverrit.

Nel 2009 furono poi gli speleologi del Gruppo Speleologico Faentino a esplorare e rilevare Shpella Kakverrit: Ipogea riporta la data del 19 luglio 2009 insieme ai nomi degli esploratori coinvolti. La cavità venne descritta come una grande dolina di crollo, con pareti alte una trentina di metri e un piccolo lago sul fondo. All’interno, una condotta laterale interessata da un’intensa circolazione d’aria terminava contro una frana, lasciando intuire la possibile presenza di importanti volumi sotterranei oltre gli ostacoli conosciuti.

Nel 2014, durante la spedizione CGEB “Nikaj-Merturi”, gli speleologi triestini “rivisitarono” Kakverrit — è proprio il termine utilizzato nel resoconto dell’epoca — e riuscirono a forzare una frana dalla quale proveniva una fortissima corrente d’aria diretta verso un grande camino superiore. Nella stessa campagna venne inoltre individuato, nei pressi della dolina, un nuovo pozzo di circa 50 metri a quota 1.800.

Nel 2017 altre ricognizioni tornarono a concentrarsi sulle quote superiori alla dolina, alla ricerca di ingressi che potessero intercettare il sistema dall’alto. Anche allora furono esaminati diversi pozzi, confermando l’interesse dell’area per future campagne esplorative.

Shpella e Kakverit. Foto: GSF, da “Guida alle grotte del territorio di Tropojë”, 2019 – https://tropoje.gov.al/storage/2019/12/1Guida-Shpellat-Tropoje.pdf

La spedizione del settembre 2026

Alla spedizione hanno partecipato Ivano Fabbri, Lorenzo Brandolini e Alessandro Pirazzini, Andrea Ferrucci e Giacomo Benini del Gruppo Speleologico Faentino, insieme a Marco “Marchino” Frati, speleologo versiliese e istruttore nazionale CAI, a Maurizio “Jack” Rizzotto, del Gruppo Speleologico E.A. Martel di Genova, e allo speleologo albanese Dionis Bica, del Soccorso Alpino albanese.

Raggiungere Kakverrit continua a essere parte rilevante dell’esplorazione. Dopo il viaggio attraverso l’Albania settentrionale, dalla zona di Curraj i Epërm il materiale è stato trasportato con l’aiuto di tre cavalli: circa 120 chilogrammi di attrezzature e viveri, per un avvicinamento di circa sei ore e 700 metri di dislivello.

Una volta allestito il campo nella grande dolina, il lavoro si è concentrato sulla documentazione della cavità e, soprattutto, sulla circolazione d’aria che da anni costituisce uno dei principali interrogativi di Kakverrit.

Durante la spedizione sono stati eseguiti il rilievo dettagliato di oltre 600 metri della galleria principale, misure di temperatura e dei flussi d’aria e osservazioni sulla fauna ipogea. Il tentativo di seguire la corrente verso una possibile prosecuzione si è nuovamente arrestato davanti a un settore interessato da una complessa frana.

Il dato dei 600 metri va letto con attenzione: non rappresenta necessariamente nuovo sviluppo esplorato. Le fonti precedenti attribuiscono infatti a Shpella Kakverrit circa un chilometro di sviluppo complessivo. I 600 metri indicati per la campagna 2026 si riferiscono quindi al tratto della galleria principale oggetto del nuovo rilievo, non alla lunghezza complessiva della cavità.

Alla ricerca degli ingressi alti

La corrente d’aria continua a suggerire che una delle chiavi dell’esplorazione possa trovarsi sopra la parte attualmente conosciuta della grotta.

Per questo una parte importante della spedizione è stata dedicata alle battute esterne alle quote più elevate. Sono stati individuati diversi pozzi e fratture verticali, alcuni con presenza di ghiaccio, che potranno diventare obiettivo delle prossime campagne.

Foto Maurizio Rizzotto

L’ipotesi non nasce oggi: la ricerca di ingressi superiori accompagna Kakverrit almeno dalle campagne del decennio scorso. Il pozzo individuato a circa 1.800 metri nel 2014 e le successive ricognizioni del 2017 mostrano come la comprensione della circolazione d’aria e l’individuazione di collegamenti dall’alto siano da tempo uno dei fili conduttori delle esplorazioni.

Non solo speleologia

Anche dal punto di vista naturalistico la dolina costituisce un ambiente particolare. Il Gruppo Speleologico Faentino aveva già segnalato il piccolo specchio d’acqua sul fondo e la presenza di anfibi, mentre altre documentazioni ricordano la presenza di chirotteri all’interno della cavità.

Le osservazioni biologiche hanno fatto parte anche della campagna 2026, insieme alle attività di rilievo e alle misurazioni microclimatiche.

La nuova spedizione non chiude dunque il problema Kakverrit. Al contrario, la forte circolazione d’aria, gli ostacoli ancora irrisolti all’interno e i possibili ingressi individuati alle quote superiori lasciano aperte diverse linee di ricerca.

Dopo oltre quindici anni dalle prime esplorazioni faentine, la grande dolina delle Alpi Albanesi continua insomma a fare il suo lavoro, quello che aveva fatto fin dall’inizio: soffiare aria e porre domande agli speleologi.

Le Alpi Albanesi continuano intanto a richiamare l’interesse della speleologia italiana su più fronti. Poche settimane prima della spedizione a Kakverrit, il Gruppo Speleologico Martinese era rientrato dalla campagna Shtares 2026, condotta in un’area vicina ma distinta, dove le nuove esplorazioni hanno portato la Shpella Shtares a circa 13,5 chilometri di sviluppo.

Due zone diverse, dunque, ma accomunate da un territorio carsico ancora ricchissimo di possibilità esplorative.

Ivano Fabbri racconta: «L’opportunità che esiste in quella zona è unica al mondo. Non ci sono strade, ci si sposta con i muli e si esplora un mare di pozzi. È come tornare alla speleologia degli anni Cinquanta».

Parole che restituiscono bene il fascino di queste esplorazioni nelle Alpi Albanesi: un territorio ancora aspro e remoto, dove ogni avanzamento richiede fatica, capacità di adattamento e grande spirito di squadra.

Complimenti a tutti gli esploratori che stanno portando avanti queste ricerche. Ivano lancia anche un invito agli speleologi motivati, di buona volontà e con spirito di adattamento, a unirsi alle prossime esplorazioni, condividendo non solo la fatica e la ricerca, ma anche amicizia, collaborazione e rispetto reciproco.

Fonti e approfondimenti

Scintilena, 19 settembre 2014 – “Albania, rientro della spedizione CGEB Nikaj-Merturi 2014” – articolo sulla rivisitazione di Kakverrit, del superamento della frana interessata dalla forte corrente d’aria e delle prospezioni alle quote superiori.
https://www.scintilena.com/albania-rientro-della-spedizione-cgeb-nikaj-merturi-2014/09/19/

Gruppo Speleologico Faentino – Ipogea 2016 – esplorazioni del Gruppo Speleologico Faentino a Shpella Kakverrit, compresa la campagna del 2009, con la descrizione della grande dolina, della cavità e della forte circolazione d’aria.
https://www.gsfaentino.it/media/attachments/2020/11/29/ipogea-2016web.pdf

La Venta, 13 settembre 2017 – “Resoconto della spedizione Shtares 2017”
Documenta anche le ricognizioni nella zona di Kakverrit e la ricerca di possibili ingressi alle quote superiori. La Venta
https://www.laventa.it/it/blog/658-resoconto-della-spedizione-shtares-2017

Commissione Grotte “E. Boegan” – Progressione n. 64, a. 36, n. 1-2/2017
Ricostruisce le precedenti campagne della CGEB in Albania e permette di risalire all’individuazione di Kakverrit nel 1994. Boegan
https://www.boegan.it/wp-content/uploads/2018/03/Progressione.64.pdf

Comune di Tropojë – Guida alle grotte del territorio, 2019
Contiene la scheda di Shpella e Kakverit con dati di sviluppo, profondità, quota e indicazioni sulle precedenti esplorazioni.
https://tropoje.gov.al/storage/2019/12/1Guida-Shpellat-Tropoje.pdf

Gruppo Speleologico Faentino – Ipogea 2021
Approfondimenti sull’attività esplorativa del gruppo in Albania e sugli aspetti naturalistici delle cavità investigate.
https://www.gsfaentino.it/media/attachments/2022/01/09/Ipogea21.pdf

Il Resto del Carlino, 29 settembre 2026 – “Gli speleologi faentini sulle Alpi Albanesi”
Fonte per la spedizione del settembre 2026, i partecipanti, l’avvicinamento, le attività di rilievo e le prospezioni in quota.
https://www.ilrestodelcarlino.it/ravenna/cronaca/gli-speleologi-faentini-sulle-alpi-f50f5950

Alpi Albanesi, area di Nikaj-Mërtur. Shpella Shtares, nello stesso settore carsico della abbastanza vicina Shpella Kakverrit, presenta morfologie tipiche del carsismo alpino. Foto di Norma Damiano

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Sainte-Baume, storica traversata sotterranea tra il Petit Saint-Cassien e l’Eau-Rélie

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Nel massiccio carsico della Sainte-Baume, in Provenza, tre speleologi hanno completato la traversata tra le due cavità raggiungendo il collettore sotterraneo a circa 310 metri di profondità. Un risultato che corona decenni di esplorazioni nel sud della Francia

Una nuova pagina della speleologia francese è stata scritta nel massiccio della Sainte-Baume, in Provenza, nel sud della Francia, dove tre speleologi hanno realizzato la traversata sotterranea tra il Gouffre du Petit Saint-Cassien e il Gouffre de l’Eau-Rélie.

Le due cavità si aprono nel dipartimento del Var, nell’entroterra provenzale a est di Marsiglia: il Petit Saint-Cassien ricade nel territorio di Nans-les-Pins, mentre l’Eau-Rélie si trova nel comune di Mazaugues. Il sistema si sviluppa nel settore settentrionale del massiccio carsico della Sainte-Baume.

L’impresa è stata raccontata dal quotidiano francese La Provence: una traversata storica, documentata attraverso un servizio video, e dal Fichier des Cavités du Var, curato dal Comité Départemental de Spéléologie du Var (CDS83), che nel settembre 2026 ha aggiornato la documentazione delle due cavità con la traversata Petit Saint-Cassien–Eau-Rélie.

Una traversata a 310 metri sotto terra

Secondo la ricostruzione grafica pubblicata da La Provence, gli speleologi sono entrati dal Petit Saint-Cassien, raggiungendo il collettore sotterraneo a circa 310 metri di profondità, per poi proseguire verso l’Eau-Rélie.

Il percorso comprende anche il superamento di alcuni sifoni. Nel grafico diffuso dal quotidiano francese viene indicata una distanza di circa 4 chilometri tra i due accessi, mentre per la risalita dell’Eau-Rélie sono riportati circa 152 metri di dislivello.

Nel servizio i tre protagonisti vengono indicati con i nomi di Marc, Paul ed Éric. Uno di loro è identificato nel video come Marc Douchet, speleologo con una lunga esperienza nelle esplorazioni del Saint-Cassien.

È lo stesso Douchet a ricordare davanti alla telecamera la lunga storia delle ricerche nella cavità: le immersioni nel Saint-Cassien proseguono da circa 45 anni.

Il risultato di decenni di esplorazioni

La traversata del 2026 non coincide con la scoperta del collegamento tra le due cavità, ma rappresenta un passo successivo di una lunga storia esplorativa.

Già nel 2012 e 2013 erano state condotte indagini con localizzazioni elettromagnetiche e tracciamenti che indicavano la vicinanza tra il settore terminale dell’Eau-Rélie e le gallerie del Petit Saint-Cassien.

Un’altra tappa importante arrivò nel 2020, quando nell’Eau-Rélie venne aperto un passaggio che permise di constatare la comunicazione d’aria con il Saint-Cassien.

Negli anni successivi le esplorazioni sono proseguite fino alla giunzione tra Eau-Rélie e Saint-Cassien. La documentazione della Commission Régionale de Plongée Souterraine della FFESSM parla infatti di una “jonction historique” realizzata prima dell’attuale traversata.

L’impresa del settembre 2026 costituisce quindi un ulteriore passo: entrare da una cavità e uscire dall’altra, percorrendo il sistema sotterraneo e affrontando anche i suoi tratti sommersi.

Le esplorazioni della Sainte-Baume continuano

La traversata tra Petit Saint-Cassien ed Eau-Rélie, coronamento di decenni di esplorazioni, disostruzioni, topografie e immersioni nel cuore carsico della Sainte-Baume, si inserisce in un progetto esplorativo molto ampio: la Commission Régionale de Plongée Souterraine della FFESSM ha infatti dedicato uno specifico progetto alle “Traversées de la Sainte Baume”, con l’obiettivo di proseguire la conoscenza del grande sistema sotterraneo del massiccio.

Dopo la connessione Eau-Rélie–Saint-Cassien, uno degli obiettivi è ora la prosecuzione delle esplorazioni verso la Foux de Nans, seguendo il collettore sotterraneo. Si tratta di un progetto complesso, che richiede importanti operazioni logistiche e il trasporto di attrezzature nelle zone più profonde.

Ricostruzione schematica, non in scala, della traversata sotterranea tra il Gouffre du Petit Saint-Cassien e il Gouffre de l’Eau-Rélie, nel massiccio della Sainte-Baume, in Provenza. Immagine elaborata con intelligenza artificiale sulla base dei dati riportati nelle fonti citate nell’articolo de La Provence

Fonti e approfondimenti

La Provence – “Sainte-Baume: trois plongeurs spéléologues réalisent une traversée historique à 310 mètres sous terre” https://www.laprovence.com/article/region/99512304958422/video-sainte-baume-trois-plongeurs-speleologues-realisent-une-traversee-historique-a-310-metres-sous-terre

Fichier des Cavités du Var – CDS83 – https://www.fichiertopo.fr/

Commission Régionale de Plongée Souterraine FFESSM – Rapport 2024 https://www.ffessm-sud.fr/images/AG/AG_NOVEMBRE_2024/Rapports_commissions/2024_Rapport_CommissionSouterraine.pdf

Commission Régionale de Plongée Souterraine FFESSM – Rapport 2025 https://www.ffessm-sud.fr/images/AG/NOVEMBRE_2025/20245_Rapport_CommissionSouterraine.pdf

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