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Echolocation nei pipistrelli: lo studio che ridefinisce le regole dell’acustica animale

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Uno studio internazionale dimostra che l’ambiente condiziona i richiami di ecolocalizzazione più delle dimensioni corporee

Una ricerca pubblicata sul Journal of Experimental Biology ha messo in discussione principi consolidati della bioacustica, dimostrando che i pipistrelli adattano i loro richiami di ecolocalizzazione in funzione del contesto ambientale, convergendo verso parametri acustici simili indipendentemente dalle dimensioni corporee.

Lo studio, condotto da un team internazionale guidato da Astrid Sæ mark Uebel, ha analizzato il comportamento di ecolocalizzazione di sette specie selvatiche di pipistrelli (con peso compreso tra 6 e 32 grammi) durante l’emergenza notturna da una grotta attraverso un tunnel stretto.

Il principio di scaling vocale nei mammiferi

Nella maggior parte dei mammiferi vocalizzanti, la frequenza e l’intensità dei suoni prodotti sono strettamente correlate alle dimensioni corporee: gli animali più piccoli tendono a emettere suoni più deboli e a frequenza più alta rispetto a quelli più grandi.

Questo principio, noto come scaling allometrico vocale, è stato ampiamente documentato in diversi gruppi di vertebrati. Nei pipistrelli, oltre alla comunicazione sociale, l’ecolocalizzazione rappresenta un sistema biosonar sofisticato utilizzato per l’orientamento e la caccia in ambienti diversi.

La teoria prevedeva che anche nei chirotteri la frequenza centrale dei richiami diminuisse con l’aumentare delle dimensioni corporee, sia per le specie a frequenza costante (CF) che per quelle a modulazione di frequenza (FM).

Metodologia dello studio: microfono array in condizioni naturali

I ricercatori hanno utilizzato un array di microfoni per registrare il comportamento di ecolocalizzazione di sette specie di pipistrelli selvatici durante l’orientamento attraverso un tunnel stretto durante l’emergenza notturna dalla grotta.

Questa configurazione sperimentale ha garantito che tutti gli individui affrontassero la stessa scena sensoriale mentre risolvevano lo stesso compito comportamentale naturale, eliminando le variabili legate all’habitat di foraggiamento e alle specializzazioni trofiche.

Le condizioni di registrazione hanno permesso di isolare l’effetto del contesto ambientale sul comportamento acustico, fornendo dati comparabili tra specie di dimensioni diverse ma sottoposte alle stesse pressioni sensoriali.

Risultati: convergenza acustica oltre le previsioni teoriche

Come previsto dai principi di scaling vocale dei mammiferi, la frequenza centrale dei richiami è diminuita con l’aumentare delle dimensioni corporee sia per i pipistrelli CF che per quelli FM.

Tuttavia, la pendenza di scaling della frequenza nei pipistrelli FM è risultata meno negativa del previsto, suggerendo una convergenza della frequenza dei richiami attraverso le dimensioni corporee e le specializzazioni di foraggiamento.

Contrariamente ai principi generali di scaling, anche l’intensitत dei richiami e gli intervalli tra i richiami hanno mostrato convergenza attraverso le dimensioni corporee: i pipistrelli più piccoli hanno emesso richiami più intensi del previsto, mentre quelli più grandi hanno chiamato più frequentemente.

Implicazioni per la biospeleologia e la ricerca sui chirotteri

Questi risultati indicano che il contesto ambientale rappresenta un fattore determinante nel comportamento di ecolocalizzazione dei pipistrelli, con implicazioni significative per gli studi comparativi di biosonar.

La deviazione dai principi di scaling convenzionali deve essere considerata quando si conducono studi comparativi su pipistrelli di dimensioni diverse, con specializzazioni trofiche differenti e in scene sensoriali variabili.

Per i ricercatori che studiano l’ecolocalizzazione in ambienti sotterranei, questi dati suggeriscono che le condizioni acustiche della grotta (geometria, riverbero, presenza di colonie) possono influenzare i parametri dei richiami più delle caratteristiche morfologiche individuali.


L’associazione Tutela Pipistrelli: oltre 10 anni di conservazione dei chirotteri in Italia

Fondata a Roma nel dicembre 2012, l’associazione Tutela Pipistrelli è un’Associazione di Promozione Sociale (APS) iscritta al RUNTS.

L’associazione nasce con l’obiettivo di proporsi come raccordo tra ricercatori, mondo scientifico e pubblico, fornendo informazioni corrette sull’ordine dei Chirotteri e promuovendo la conservazione delle specie di pipistrelli presenti in Italia.

Forte di un’esperienza di respiro internazionale, l’associazione ha svolto consulenze e supporto anche all’estero (in Paesi quali Thailandia, Brasile, Macedonia, Turchia, Zanzibar e Cina), aiutando persone ed enti che avevano ritrovato pipistrelli in difficoltà.

Finalità istituzionali

Le finalità di Tutela Pipistrelli includono la divulgazione scientifica sulla conservazione delle specie, la promozione della ricerca sui chirotteri, la gestione corretta dei siti di rifugio e la fornitura di indicazioni pratiche su come comportarsi in caso di ritrovamento di un pipistrello.

L’associazione funge da principale referente tecnico e scientifico per i CRAS (Centri Recupero Animali Selvatici) che ricoverano chirotteri su tutto il territorio nazionale, individuando e condividendo le procedure per la gestione in cattività, la cura e il successivo rilascio in natura.

Tutela Pipistrelli gestisce il portale www.tutelapipistrelli.it e i canali social dedicati (Facebook, Instagram, TikTok), coordinando costantemente le proprie attività con altre associazioni, istituzioni ed enti di ricerca a livello nazionale e internazionale.

La rete delle collaborazioni

L’associazione ha strutturato negli anni una solida rete interistituzionale e multidisciplinare che mette in sinergia la ricerca scientifica, la tutela ambientale, la biospeleologia e la medicina veterinaria:

  1. Enti di Ricerca e Istituzioni Pubbliche:
    o ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale): collaborazione scientifica continuativa per la redazione e pubblicazione delle prime Linee Guida nazionali ufficiali per la riabilitazione dei chirotteri.
    o Regione Lazio e Rete delle Aree Protette: collaborazione per il monitoraggio e lo studio sul campo delle colonie di chirotteri sul territorio regionale.
    o Ente Parco Naturale Regionale dei Monti Lucretili: partnership scientifica e territoriale per la tutela degli habitat carsici e la realizzazione di eventi formativi nazionali.
  2. Mondo Speleologico e Biospeleologia:
    o Società Speleologica Italiana (SSI) e Scintilena (notiziario di speleologia): collaborazione storica e continuativa per la sensibilizzazione degli speleologi, la stesura di buone pratiche comportamentali in grotta, la formazione per il monitoraggio delle colonie svernanti e la salvaguardia degli ambienti ipogei.
  3. Società Scientifico-Veterinarie ed Enti Sanitari:
    o IZS Lazio e Toscana (Istituto Zooprofilattico Sperimentale): collaborazione per l’elaborazione di protocolli di sorveglianza sanitaria, controllo dei rischi infettivi e misure di biosicurezza.
  4. Universita ed Enti Accademici:
    o Collaborazione attiva con gli atenei attraverso il supporto per le tesi di laurea incentrate sulla chirotterologia e l’accoglienza di tirocinanti per la formazione pratica sul campo e in voliera.
  5. Centri Recupero Fauna Selvatica (CRAS):
    o Consulenza, affiancamento tecnico e condivisione di linee guida operative con i CRAS d’Italia per l’ottimizzazione del ricovero, della riabilitazione e delle fasi di rilascio.
    Le Linee Guida ISPRA per il Recupero e la Riabilitazione dei Chirotteri
    L’impegno congiunto tra Tutela Pipistrelli e le istituzioni scientifiche è culminato nella pubblicazione delle Linee guida ISPRA per il recupero e la riabilitazione dei chirotteri (Manuali e Linee Guida 210/2025).
    Il manuale, a cura di Alessandra Tomassini e Marco Scalisi, ha diversi coautori tra i soci di Tutela Pipistrelli e rappresenta il frutto di un percorso avviato nel 2016 con il convegno nazionale CHIRecupero. L’opera è interamente dedicata alla memoria di Marco D’Amico, socio fondatore di Tutela Pipistrelli venuto a mancare nel 2023.
    Le linee guida costituiscono lo standard ufficiale in Italia per uniformare gli interventi di CRAS, veterinari e operatori faunistici, definendo:
    • Misure rigorose di biosicurezza e dispositivi di protezione individuale.
    • Standard di contenimento, manipolazione e riduzione dello stress.
    • Parametri di stabulazione (temperatura, silenzio, arricchimento ambientale e rifugi).
    • Indicazioni clinico-diagnostiche, trattamenti sanitari e chirurgia.
    • Criteri trasparenti per il rilascio in natura.
    Attività Recenti: Il Workshop Nazionale a Palombara Sabina
    Il 16 e 17 maggio 2026, Tutela Pipistrelli ha organizzato a Palombara Sabina (RM), presso il Parco Naturale Regionale dei Monti Lucretili, il Workshop Nazionale sull’“Applicazione delle Linee guida per il recupero e la riabilitazione dei chirotteri”.
    L’evento ha riunito medici veterinari, tecnici faunistici, operatori CRAS e volontari da tutta Italia, erogando 15 crediti formativi SPC per la categoria veterinaria. Patrocinato da una vasta rete partner — ISPRA, IZS Lazio e Toscana, Regione Lazio, Parco dei Monti Lucretili, SIEF, SIVAE, SIVAS Zoo e Scintilena — il workshop ha tradotto i capitoli del manuale ISPRA in moduli didattici e pratici: dalla gestione delle prime cure alla chirurgia, fino alla riabilitazione muscolare in voliera e alle strategie di rilascio.

Struttura operativa e volontariato


Presente in diverse regioni italiane, lo staff dell’associazione comprende volontari, tecnici e appassionati coordinati da figure esperte in biologia animale, medicina veterinaria, divulgazione scientifica e protezione animale.
• Sede legale: Via Valeria Moriconi 52, 00138 Roma (Codice Fiscale: 97729290581).
• Struttura di ricovero e riabilitazione: La voliera d’inizio volo e riabilitazione muscolare dei chirotteri si trova a Roma in via della Marcigliana 532, presso Parsec Flor.
• Tutela Pipistrelli Genova è la sezione nata nel 2023 e presto ci saranno nuove sedi in altre regioni.
L’associazione promuove convegni, dibattiti, seminari di studio e corsi di formazione, affiancati dalla produzione di pubblicazioni scientifiche e materiali divulgativi multimediali.

Attività di ricerca e conservazione


Oltre al soccorso diretto dei singoli individui, Tutela Pipistrelli conduce attività di ricerca relative all’etologia, al comportamento sociale, all’accrescimento dei cuccioli in cattività e all’apprendimento del volo.

Proseguono le attività di monitoraggio delle colonie nel Lazio e la collaborazione con la comunità speleologica per il monitoraggio dei siti ipogei.


Tra le iniziative divulgative di spicco figurano le Bat Night, eventi serali dedicati all’educazione ambientale che si concludono spesso con il rilascio in natura di pipistrelli riabilitati, insieme ai Progetti Didattici per le scuole e alle attività di tutoraggio per studenti e tirocinanti universitari.


Per informazioni e per aderire come volontari: tutelapipistrelli@gmail.com | www.tutelapipistrelli.it

Fonti

  1. Uebel, A. S., Hubancheva, A., Beedholm, K., Madsen, P. T., & Stidsholt, L. (2026). Echolocation converges under shared environmental conditions in wild bats. Journal of Experimental Biology, jeb.252231. https://doi.org/10.1242/jeb.252231
  2. Correlated evolution between body size and echolocation in bats (order Chiroptera). BMC Ecology and Evolution (2024). https://bmcecolevol.biomedcentral.com/articles/10.1186/s12862-024-02231-4
  3. Body Size Predicts Echolocation Call Peak Frequency Better than Gape Height in Vespertilionid Bats. Scientific Reports (2017). https://www.nature.com/articles/s41598-017-00959-2
  4. Scaling of echolocation call parameters in bats. PubMed (1999). https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/10562518/
  5. Probing the Natural Scene by Echolocation in Bats. Frontiers in Behavioral Neuroscience (2010). https://www.frontiersin.org/articles/10.3389/fnbeh.2010.00033/pdf
  6. Intensity and directionality of bat echolocation signals. PubMed Central (2013). https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC3635024/
  7. Convergent acoustic field of view in echolocating bats. http://www.batsandmoths.com/wp-content/uploads/2014/02/2013_02.pdf
  8. L’associazione “Tutela Pipistrelli” – Onlus. https://www.tutelapipistrelli.it/lassociazione-tutela-pipistrelli/
  9. Chi Siamo – Tutela Pipistrelli. https://www.tutelapipistrelli.it/chi-siamo/
  10. Una Onlus in difesa dei pipistrelli italiani. Rinnovabili (2014). https://www.rinnovabili.it/clima-e-ambiente/onlus-difesa-pipistrelli-italiani-666/
  11. Alessandra Tomassini, naturalista specializzata in pipistrelli. iO Donna (2020). https://www.iodonna.it/attualita/storie-e-reportage/2020/06/29/alessandra-tomassini-tutela-pipistelli/
  12. Emergenza nel Mondo dei Pipistrelli: Tutela Pipistrelli chiede aiuto ai cittadini. Scintilena (2025). https://www.scintilena.com/emergenza-nel-mondo-dei-pipistrelli-tutela-pipistrelli-chiede-aiuto-ai-cittadini/07/28/
  13. Le iniziative di “Tutela pipistrelli” nel 2017. https://www.tutelapipistrelli.it/2017/07/25/le-iniziative-di-tutela-pipistrelli-nel-2017/

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Il record: Il pipistrello di Nathusius percorre quasi 2.000 chilometri tra Europa orientale e occidentale

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Pipistrello di Nathusius, migrazione autunnale, monitoraggio e tutela dei chirotteri in Europa

Un animale lungo poco più di cinque centimetri può attraversare gran parte dell’Europa durante la migrazione stagionale.

È il pipistrello di Nathusius, Pipistrellus nathusii, piccolo vespertilionide capace di spostarsi per quasi 2.000 chilometri tra le aree riproduttive dell’Europa orientale e i quartieri di svernamento occidentali.

La specie misura generalmente 46-55 millimetri dalla testa al corpo. Il peso varia tra 6 e 16 grammi.

L’apertura alare raggiunge circa 228-250 millimetri. Le dimensioni ridotte rendono ancora più significativo il viaggio compiuto da questi chirotteri, che possono spostarsi dalla Russia o dai Paesi baltici fino all’Inghilterra, alla Francia, all’Italia e alla penisola iberica.[1][2]

Migrazione del pipistrello di Nathusius

Il pipistrello di Nathusius è una specie migratrice a lungo raggio. In autunno, gli individui delle popolazioni nord-orientali si dirigono verso sud-ovest. Il viaggio segue spesso le coste del Baltico, le vallate fluviali e il litorale del Mare del Nord. In primavera, una parte degli animali ritorna verso le aree riproduttive dell’Europa orientale.[3][4]

Le rotte non sono ancora conosciute in ogni dettaglio. Le ricatture di animali inanellati hanno però fornito informazioni importanti. Un esemplare partito dalla Lettonia è stato ritrovato nell’Inghilterra meridionale. Un altro, inanellato nella Grande Londra, è stato successivamente segnalato in Russia. Il National Nathusius’ Pipistrelle Project ha raccolto dieci segnalazioni di spostamenti a lunga distanza tra il Regno Unito e il continente europeo.[5]

Il record di spostamento citato per la specie raggiunge circa 1.900 chilometri secondo la scheda della Regione Emilia-Romagna. Altri studi hanno documentato distanze superiori, fino a circa 2.200 chilometri, tra l’area baltica e la Spagna. Le differenze dipendono dai singoli casi analizzati e dal metodo utilizzato per ricostruire la rotta.[2][6]

Un piccolo pipistrello vicino all’acqua

Il pipistrello di Nathusius frequenta soprattutto boschi, margini forestali, radure e ambienti fluviali. È spesso osservato vicino a laghi, canali, zone umide e grandi bacini d’acqua. Gli insetti vengono catturati in volo con una tecnica definita “aerial hawking”.

La dieta comprende ditteri acquatici, chironomidi, zanzare, tricotteri, coleotteri e altri insetti di piccole o medie dimensioni. Le aree umide svolgono quindi una doppia funzione. Offrono alimento e possono rappresentare corridoi ecologici utilizzati durante gli spostamenti stagionali.[1][2]

Il volo è rapido e regolare. La specie alterna tratti rettilinei a virate improvvise. La caccia avviene spesso a pochi metri dal suolo, dalla superficie dell’acqua o dalla vegetazione. I rifugi possono trovarsi nelle cavità degli alberi, nelle fessure delle rocce, nei muri e sotto le coperture degli edifici.

Riconoscimento e ciclo annuale

Rispetto al pipistrello comune e al pipistrello soprano, il Nathusius è leggermente più grande. Il dorso presenta una pelliccia bruno-rossiccia, spesso più lunga e dall’aspetto arruffato. Il muso, le orecchie e le membrane alari sono generalmente scuri.

La specie utilizza segnali di ecolocalizzazione simili a quelli degli altri pipistrelli del genere Pipistrellus. La frequenza di massima intensità è indicata intorno ai 38 kHz, con valori compresi approssimativamente tra 36 e 40 kHz.[1]

In estate, le femmine possono formare colonie riproduttive numerose. Ogni femmina partorisce di norma un solo piccolo, tra giugno e l’inizio di luglio. I giovani iniziano a volare dopo circa quattro settimane e raggiungono l’autonomia alimentare intorno alla sesta settimana.

Tra la fine dell’estate e l’inizio dell’autunno si concentra il periodo degli accoppiamenti. In questa fase i maschi occupano rifugi individuali e utilizzano vocalizzazioni sociali per attirare le femmine. La migrazione autunnale si sovrappone quindi a una fase di intensa attività riproduttiva.

Monitoraggio e rischi lungo le rotte

Il monitoraggio del pipistrello di Nathusius utilizza bat-detector, catture autorizzate, inanellamento, radiotelemetria e sistemi automatici di rilevamento. Nel Regno Unito, il progetto nazionale ha registrato 2.761 dati tra aprile 2011 e ottobre 2022. Le informazioni hanno contribuito a chiarire l’origine migratoria di molti esemplari e a individuare alcune colonie riproduttive.[5]

La migrazione sul Mare del Nord presenta elementi di particolare interesse. Gli studi hanno rilevato attraversamenti marini e spostamenti in prossimità delle coste. Le condizioni meteorologiche influenzano la partenza. Temperature relativamente alte, venti favorevoli e velocità del vento contenute possono aumentare l’attività migratoria.[6][7]

Gli impianti eolici offshore rappresentano quindi un tema da valutare con attenzione. Le turbine possono intercettare animali in volo durante le notti migratorie. Il rischio riguarda soprattutto le specie che compiono lunghi spostamenti. Un monitoraggio preventivo, condotto anche con strumenti acustici, può aiutare a individuare i periodi di maggiore presenza e a definire eventuali misure di riduzione dell’impatto.

Tutela dei pipistrelli e degli habitat

In Italia il pipistrello di Nathusius è inserito nell’Allegato IV della Direttiva Habitat. La specie è inoltre collegata alla Convenzione di Bonn, dedicata alla conservazione delle specie migratrici. La normativa italiana tutela i chirotteri e vieta il disturbo, la cattura, la detenzione e la distruzione dei loro rifugi.[2]

La protezione non riguarda soltanto le colonie numerose. Anche un singolo esemplare o un piccolo gruppo può indicare la presenza di un rifugio utile durante una fase delicata del ciclo annuale. Le linee guida e i materiali di tutela dei chirotteri sottolineano l’importanza di valutare la specie presente, la funzione del rifugio e il contesto territoriale.[8]

Nelle cavità ipogee il disturbo può modificare il comportamento degli animali e alterare il microclima. Rumori, luci dirette, passaggi ravvicinati e variazioni della ventilazione possono compromettere il riposo o l’ibernazione. Gli speleologi devono quindi procedere in silenzio, mantenere le distanze, evitare di illuminare direttamente gli animali e rinunciare all’accesso nei siti occupati da colonie durante i periodi più sensibili.[8][9]

La conservazione del pipistrello di Nathusius richiede infine la tutela di una rete di ambienti. Boschi ripariali, zone umide, alberi maturi, edifici con fessure e aree di sosta lungo le rotte migratorie sono componenti dello stesso sistema ecologico. La protezione dei singoli rifugi deve quindi essere accompagnata dalla salvaguardia degli habitat e dalla pianificazione attenta delle infrastrutture, comprese quelle energetiche.

Fonti

http://www.tutelapipistrelli.it

Fonti
[1] Nathusius’ pipistrelle – UK Bats – Bat Conservation Trust https://www.bats.org.uk/about-bats/what-are-bats/uk-bats/nathusius-pipistrelle
[2] Pipistrello di Nathusius https://ambiente.regione.emilia-romagna.it/it/parchi-natura2000/sistema-regionale/fauna/mammiferi/schede/pipistrello-di-nathusius
[3] [PDF] OESEA4 Appendix 1: Bats – GOV.UK https://assets.publishing.service.gov.uk/media/62308e42d3bf7f5a8a6955b8/Appendix_1a.7_-_Bats.pdf
[4] New to this website? https://www.cms.int/species/pipistrellus-nathusii
[5] National Nathusius’ Pipistrelle Project – Explore NBMP Surveys – Bat Conservation Trust https://www.bats.org.uk/our-work/national-bat-monitoring-programme/surveys/national-nathusius-pipistrelle-survey
[6] Offshore Occurrence of a Migratory Bat, Pipistrellus … https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC8698179/
[7] Acoustic monitoring reveals spatiotemporal occurrence of Nathusius’ pipistrelle at the southern North Sea during autumn migration https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC10397122/
[9] 29-Pipistrelli-troglofili.ppt.txt 29-Pipistrelli-troglofili.ppt.txt
[10] Migratory movements of bats are shaped by barrier effects, sex-biased timing and the adaptive use of winds https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC11657297/
[11] Offshore and coastline migration of radio?tagged Nathusius’ pipistrelles http://library.wur.nl/WebQuery/wurpubs/fulltext/576549
[12] First record of a Nathusius’ pipistrelle (Pipistrellus nathusii) overwintering at a latitude above 60°N https://www.degruyter.com/document/doi/10.1515/mammalia-2020-0019/pdf
[13] The Relation between Migratory Activity of Pipistrellus Bats at Sea and Weather Conditions Offers Possibilities to Reduce Offshore Wind Farm Effects https://www.mdpi.com/2076-2615/11/12/3457/pdf
[14] Wageningen University & Research https://edepot.wur.nl/686916
[15] The Relation between Migratory Activity of Pipistrellus Bats at Sea and Weather Conditions Offers Possibilities to Reduce Offshore Wind Farm Effects https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC8698069/
[16] A haplotype-resolved reference genome of a long-distance migratory bat, Pipistrellus nathusii (Keyserling & Blasius, 1839) https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC11215541/
[17] Offshore and coastline migration of radio?tagged Nathusius’ pipistrelles https://www.vliz.be/imisdocs/publications/382598.pdf
[18] Seasonal Activity of Urban Bats Populations in Temperate Climate Zone—A Case Study from Southern Poland https://www.mdpi.com/2076-2615/11/5/1474/pdf
[19] Nomadic Nathusius – bat ringed in the UK discovered in Belgium – News – Bat Conservation Trust https://www.bats.org.uk/news/2018/10/nomadic-nathusius-bat-ringed-in-the-uk-discovered-in-belgium
[20] Nathusius’ Pipistrelle distribution and migration – GRID-Arendal https://www.grida.no/resources/7643
[21] mec_12547_Nathusius Pipistrelle on migration.pdf https://orca.cardiff.ac.uk/id/eprint/53944/1/Kruger%20et%20al%20_Nathusius%20Pipistrelle%20on%20migration%20(1).pdf
[22] „Bat species of the year“ (BoY) https://www.batlife-europe.info/_webedit/uploaded-files/All%20Files/BoY%202015%20P%20nathusii%20-%20fact%20sheet.pdf

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Figurine Liebig e Pipistrelli: un Viaggio tra Collezionismo e Speleologia

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Le Figurine Liebig e la Serie sui Chirotteri del 1955

Le figurine Liebig rappresentano uno dei capitoli più affascinanti della storia del collezionismo italiano.

Nel 1955 venne pubblicata la serie numero 1616 del catalogo Sanguinetti, dedicata interamente ai chirotteri, meglio conosciuti come pipistrelli.

Questa serie di sei figurine si inserisce in un contesto più ampio di divulgazione scientifica attraverso il collezionismo.

La serie sui pipistrelli arriva in un periodo particolarmente fertile per le emissioni Liebig a tema naturalistico.

Gli anni cinquanta vedono la pubblicazione di numerose serie dedicate alla fauna italiana ed esotica, dai rosicanti agli uccelli, dagli insettivori ai felini.

I chirotteri trovano così il loro spazio in questa enciclopedia illustrata che ha accompagnato generazioni di italiani.

Storia della Liebig e delle Figurine dal 1872 al 1975

La storia delle figurine Liebig inizia intorno al 1872, quando il barone Justus von Liebig decide di adottare questo sistema pubblicitario per promuovere il suo famoso estratto di carne.

Le prime due serie vengono stampate in Francia e raffigurano la fabbrica dell’estratto di carne situata a Fray Bentos. Queste prime emissioni sono oggi considerate vere raritಹ.

La tecnica di stampa utilizzata era la cromolitografia, che permetteva di ottenere fino a 12 colori.

Questa cura nei dettagli, unita alla realizzazione dei soggetti affidata a veri artisti e alla presenza di descrizioni approfondite sul retro, rese subito le figurine Liebig tra le più ricercate al mondo.

Fino ai primi anni del Novecento la pubblicità dell’estratto di carne era parte integrante della vignetta stessa.

Dal 1930 in poi le immagini pubblicitarie vengono limitate al retro della figurina, mentre la parte frontale è riservata completamente alla vignetta.

Resta soltanto la firma del barone von Liebig, posta in modo discreto all’interno della cornice.

La produzione prosegue ininterrottamente fino al 1975, quando la compagnia Liebig, assorbita dalla Brook Bond inglese, cessa la pubblicazione delle figurine.

In totale furono pubblicate 1871 serie differenti, per lo più di formato 7 x 11 centimetri. Le tematiche spaziavano dalla natura alla storia, dall’arte alla scienza, dalle religioni al teatro. La collezione Liebig può essere associata a una vera enciclopedia illustrata, costituita da immagini dettagliate con didascalie esplicative sul retro.

La Compagnia Italiana Liebig e le Serie in Lingua Italiana

La prima serie Liebig edita in lingua italiana è stata la numero 65 del catalogo Sanguinetti, pubblicata nel 1878 e costituita da 10 figurine.

A questa prima emissione ne sono seguite moltissime altre, fino ad arrivare a quota 1311 serie stampate interamente in italiano. Nel 1934 viene fondata la Compagnia Italiana Liebig, che si occupa direttamente di stampare le serie edite in italiano.

Dieci serie italiane sono classificate come raritಹ. Escluse queste, l’ultima quotazione aggiornata dell’intera collezione italiana ammonta a quasi cinquantamila euro. La maggior parte delle serie emesse dopo la Prima guerra mondiale hanno una quotazione bassa e sono facilmente reperibili sul mercato.

Le Serie Liebig dedicate a Grotte, Caverne e Speleologia

Il mondo delle grotte e della speleologia trova spazio nelle figurine Liebig attraverso diverse serie tematiche.

La serie numero 1656, intitolata “La Speleologia”, rappresenta il contributo più diretto a questo ambito. Questa serie illustra le tecniche e le attività legate all’esplorazione delle cavità.

La serie numero 1690, pubblicata nel 1958, è dedicata alle “Leggende di grotte italiane”. Questa emissione di sei figurine raccoglie i racconti e le tradizioni popolari legate al mondo sotterraneo italiano. Le grotte sono state da sempre luoghi di mistero e fascino nella cultura popolare.

Altre serie vicine al tema includono la numero 1381 del 1938, dedicata alle “Grotte di Postumia”.

Le famose grotte slovene, meta di turismo speleologico fin dall’Ottocento, trovano così spazio nella collezione. La serie numero 1345, “Visioni sottomarine”, si avvicina al mondo delle grotte allagate e dell’esplorazione subacquea.

La serie numero 1616 sui chirotteri si collega indirettamente al mondo speleologico, poiché molte specie di pipistrelli utilizzano le grotte come rifugio. I chirotteri sono mammiferi volanti notturni che svolgono un ruolo ecologico fondamentale.

Il Mondo degli Speleocollezionisti in Italia

Lo speleocollezionismo rappresenta una passione che unisce la raccolta di materiali legati al mondo delle grotte e della speleologia.

I collezionisti raccolgono cartoline, francobolli, oggetti vari e materiali storici che documentano l’evoluzione delle esplorazioni sotterranee. Questi materiali costituiscono testimonianze storiche e culturali di grande valore.

Le collezioni di speleocollezionismo documentano le scoperte scientifiche e la diffusione della speleologia a livello internazionale.

Cartoline d’epoca illustrano luoghi emblematici come la Grotta Gigante, le Carlsbad Caverns e le grotte di Postumia. I francobolli tematici celebrano siti carsici e formazioni geologiche sotterranee.

Mostre ed Eventi di Speleocollezionismo

Nel giugno 2025, l’atrio del Comune di Gorizia ha ospitato una mostra dedicata allo speleocollezionismo.

L’esposizione, visitabile dal 13 al 28 giugno, ha offerto un percorso attraverso la storia della speleologia grazie a materiali inediti e curiosi. L’inaugurazione si è tenuta il 13 giugno alle ore 10.00 in Piazza Municipio 1.

La mostra di Gorizia ha posto lo speleocollezionismo al centro dell’attenzione, offrendo ai visitatori la possibilità di osservare pezzi rari e significativi. Cartoline d’epoca, francobolli tematici e oggetti provenienti da importanti siti carsici hanno raccontato la storia dell’esplorazione sotterranea.

A Narni, in occasione dei 20 anni di pubblicazione del blog Scintilena, si è svolto dal 3 al 5 febbraio 2023 l’incontro nazionale “Scintilena & Friends”. Durante l’evento sono state allestite mostre e esposizioni dedicate allo speleocollezionismo, insieme ad altre iniziative culturali legate alla speleologia.

Cosa Collezionano gli Speleocollezionisti

Gli speleocollezionisti raccolgono materiali diversi legati al mondo sotterraneo. Le cartoline speleologiche rappresentano uno dei settori più popolari. Queste cartoline illustrano ingressi di grotte, formazioni interne, spedizioni e personaggi della speleologia.

I francobolli tematici dedicati a grotte, carsismo e speleologia costituiscono un altro ambito collezionistico. Molti paesi hanno emesso francobolli celebrativi di siti speleologici famosi. Le monete e le medaglie commemorative legate a eventi speleologici completano il panorama.

Gli oggetti tecnici e l’attrezzatura storica rappresentano un settore di nicchia. Lanterne, caschi, attrezzi per la progressione e strumentazione scientifica d’epoca vengono raccolti e conservati. Questi oggetti testimoniano l’evoluzione tecnologica della speleologia.

I libri, le pubblicazioni e i documenti storici completano le collezioni. Relazioni di esplorazione, mappe di grotte, fotografie d’epoca e diari di spedizione costituiscono materiale di grande valore documentale.

Come Sono Organizzati gli Speleocollezionisti

Gli speleocollezionisti italiani sono spesso organizzati attraverso gruppi speleologici e associazioni. La Federazione Speleologica Regionale del Friuli Venezia Giulia elenca numerose associazioni aderenti, tra cui il Centro Ricerche Carsiche Carlo Seppenhofer di Gorizia e il Gruppo Speleo Luigi Vittorio Bertarelli CAI GO.

Tra i più attivi speleo collezionisti italiani ricordiamo: Giampietro Marchesi già Presidente della Società Speleologica Italiana, Alessandro Pastorelli del Gruppo Speleologico CAI Sanremo, Giampaolo Fornasier del Gruppo Speleologico di Pordenone, Maurizio Tavagnutti del Seppenhofer di Udine e Isabella Abbona nota speleologa di Trieste figura di riferimento dello Speleovivarium.

Il Collezionismo Liebig Oggi

Dopo la cessazione della produzione nel 1975, molti pensarono che le figurine Liebig avrebbero perso interesse. Successe invece il contrario. L’anno dopo la ditta Sanguinetti intuì che le figurine stavano per diventare storia e pubblicò un nuovo catalogo, migliorando quello del 1974 e corredandolo per la prima volta con oltre 600 illustrazioni.

Il catalogo Sanguinetti si è rinnovato con cadenza biennale, arrivando a includere oltre 1200 illustrazioni e spiegazioni in quattro lingue. Le oltre seimila valutazioni contenute nel catalogo sono un punto di riferimento per tutti i collezionisti del mondo. La numerazione Sanguinetti è utilizzata da più di 100 anni dai maggiori collezionisti.

Oggi il collezionismo delle figurine Liebig è in assoluto il più diffuso al mondo rispetto a tutte le altre collezioni di figurine conosciute. I principali canali di acquisto includono eBay, Delcampe e venditori specializzati. Le filatelie trattano spesso, se pur in modo limitato, serie di figurine Liebig.

Conclusioni

Le figurine Liebig rappresentano un ponte tra passato e presente, tra divulgazione scientifica e passione collezionistica. La serie sui chirotteri del 1955 si inserisce in questo contesto come testimonianza dell’interesse per la natura e la speleologia. Lo speleocollezionismo continua oggi a vivere attraverso mostre, incontri e una comunità attiva di appassionati.


Fonti

  1. Wikipedia – Figurine Liebig: https://it.wikipedia.org/wiki/Figurine_Liebig
  2. My Liebig Collection – Storia dei cataloghi: https://www.my-liebig-collection.it/history_4.asp
  3. Scintilena – Speleocollezionismo protagonista a Gorizia: https://www.scintilena.com/speleocollezionismo-protagonista-a-gorizia-una-mostra-racconta-la-storia-della-speleologia/06/08/
  4. Emporio di Milo – Figurine Liebig Leggende di grotte italiane: https://www.emporiodimilo.it/prodotti/collezionismo-cartaceo/figurine-e-album-di-figurine/figurine-liebig-serie-n-1690-completa-6-figurine-leggende-di-grotte-italiane-edizione-italiana-1958/
  5. Collector Avenue – Figurine Liebig catalogo: https://www.collectoravenue.it/index.php/it/figurine-liebig/by,product_price/dirAsc/results,1-80?viewmode=list
  6. Unificato – Figurine Liebig Ed. 2025: https://www.unificato.it/figurine-liebig-2024/
  7. Federazione Speleologica Regionale FVG – Associazioni aderenti: https://www.fsrfvg.it/?page_id=325
  8. Federazione Speleologica Toscana – Gruppi federati: https://www.speleotoscana.it/gruppi-federati/
  9. Scintilena – Directory gruppi speleologici: https://www.scintilena.com/servizi-per-la-speleologia/directory/
  10. Subito.it – Album figurine Liebig anni 1954-1958: https://www.subito.it/hobby-collezionismo/album-figurine-liebig-anni-1954-1958-milano-655665212.htm

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Bat-Night alla Riserva dei Ghirardi: una serata alla scoperta dei pipistrelli

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Venerdì 28 agosto passeggiata serale con esperti per conoscere da vicino la vita e le abitudini dei chirotteri

Venerdì 28 agosto, dalle 20:30 alle 23:00, la Riserva Naturale Regionale Oasi WWF dei Ghirardi, nel territorio di Borgo Val di Taro (Parma), ospita una Bat-Night, serata dedicata alla scoperta dei pipistrelli e della fauna notturna.

Accompagnati da esperti, i partecipanti potranno conoscere la vita segreta dei chirotteri e delle falene, approfondendone abitudini, caratteristiche e importanza per gli ecosistemi e per la nostra vita quotidiana. L’incontro prevede una breve passeggiata serale nei dintorni del Centro Visite della Riserva.

La partecipazione è gratuita, con iscrizione obbligatoria presso il Centro Visite. Per informazioni e prenotazioni è possibile contattare il numero 349 773 6093 tramite SMS o WhatsApp.

L’appuntamento è al Centro Visite della Riserva, località Predelle di Porcigatone, Borgo Val di Taro (PR).

Evento presso Riserva Naturale Regionale Oasi WWF dei Ghirardi, Borgo Val di Taro (Parma), Emilia-Romagna

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