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Rinolofidi nei Lessini Vicentini: il Buso della Pisatela conferma il valore delle grotte per i pipistrelli

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Ricerche speleologiche e monitoraggio dei chirotteri indicano le cavità dei Lessini Vicentini come rifugi importanti per Rhinolophus ferrumequinum e Rhinolophus hipposideros

Uno studio dedicato alla presenza dei rinolofidi nei Lessini Vicentini documenta il ruolo delle cavità carsiche per la conservazione dei pipistrelli in Veneto. La ricerca, realizzata da Andrea Pereswiet-Soltan con il Club Speleologico Proteo di Vicenza, è stata condotta nell’ambito del progetto “Ruolo ecologico-funzionale delle principali cavità dei Lessini Vicentini per la chirotterofauna”.

Il progetto è stato finanziato dalla Federazione Speleologica Veneta e si è sviluppato nel triennio 2009-2011. L’indagine ha riguardato otto tra le maggiori grotte dell’area compresa attorno all’Altopiano Faledo-Casaron. L’attenzione si è concentrata su due specie appartenenti alla famiglia Rhinolophidae: il rinolofo maggiore, Rhinolophus ferrumequinum, e il rinolofo minore, Rhinolophus hipposideros.

Rinolofidi e grotte: specie sensibili al disturbo

I rinolofidi sono tra i pipistrelli più facilmente osservabili negli ambienti sotterranei. Il loro comportamento, con gli individui appesi liberamente alle volte e spesso avvolti nelle ali, li rende riconoscibili durante i controlli speleologici.

La loro fisiologia li rende sensibili alle variazioni del microclima. Sono specie stenoterme e risentono degli aumenti di temperatura provocati dalla presenza umana, dall’illuminazione artificiale e dalla modifica della ventilazione naturale. Durante l’ibernazione, un risveglio forzato può determinare un consumo rilevante delle riserve energetiche accumulate in autunno.

I rinolofidi selezionano in genere ambienti umidi e relativamente stabili. Per l’ibernazione preferiscono microambienti con temperature comprese, secondo il testo dello studio, tra 7 e 10 °C. La scelta della zona della grotta dipende dalla morfologia della cavità, dalla circolazione dell’aria e dalla disponibilità di nicchie con condizioni costanti.

Il monitoraggio nei Lessini Vicentini

La ricerca ha utilizzato tre principali metodologie: catture con reti mist-net, monitoraggio bioacustico e controlli visivi all’interno delle grotte. Nel lavoro presentato vengono analizzati soprattutto i dati ottenuti attraverso il monitoraggio acustico e le osservazioni dirette.

Il rilevamento bioacustico è stato svolto con un bat detector Pettersson D500x. Nei mesi di aprile e giugno le registrazioni sono state effettuate dal tramonto alla mezzanotte. A luglio e novembre il monitoraggio è stato esteso all’intera notte.

Il dispositivo registrava automaticamente file della durata di cinque secondi. Ogni sonogramma contenente almeno tre impulsi di ecolocalizzazione veniva considerato un contatto di presenza. I dati sono stati poi sommati per le diverse ore di registrazione e per le due specie considerate.

Le grotte analizzate presentavano caratteristiche ambientali diverse. Il Buso della Pisatela, la Grotta dei Partigiani, il Buso del Vento e la Tana del Tasso avevano ingressi piccoli, collocati all’interno di boschi cedui con presenza di alberi maturi. La Grotta della Stria e il Buco del Soglio si trovavano invece in prossimità del limite tra bosco e aree aperte.

Il Buso della Rana aveva un ingresso ampio e alto, rivolto verso un ambiente più aperto. La cavità risultava sottoposta a una forte pressione antropica, per la frequentazione da parte di speleologi ed escursionisti.

Il ruolo del Buso della Pisatela

I risultati hanno evidenziato una diversa distribuzione dell’attività notturna tra le cavità. Rhinolophus hipposideros ha mostrato una maggiore attività presso le grotte collocate all’interno del bosco, un ambiente favorevole alle attività di foraggiamento della specie.

La presenza acustica non sempre coincideva con il numero di esemplari osservati durante il giorno o durante i controlli invernali. In alcune cavità, come la Grotta dei Partigiani, la Tana del Tasso e il Buso del Vento, l’attività notturna era significativa, mentre gli individui osservati all’interno risultavano pochi.

Il Buso della Rana ha registrato una maggiore attività di Rhinolophus ferrumequinum. Durante i controlli sono stati osservati con regolarità esemplari appesi nella cavità. Gli avvistamenti di rinolofo minore sono risultati più sporadici.

Il sito più importante è risultato il Buso della Pisatela. La grotta ha mostrato una consistente attività notturna nel periodo estivo e una presenza numerosa durante l’inverno. Il 7 marzo 2020 sono stati osservati quattro rinolofi maggiori e 67 rinolofi minori.

La morfologia articolata della cavità potrebbe spiegare la sua rilevanza. La presenza di numerosi ambienti interni permette ai pipistrelli di selezionare microclimi differenti e di trovare zone adatte all’ibernazione.

Durante le registrazioni notturne di luglio, circa due terzi dell’attività si concentravano tra il tramonto e la mezzanotte. Il dato potrebbe essere collegato non solo all’uscita serale per il foraggiamento, ma anche a interazioni sociali, pause temporanee, abbeveramento o cattura di insetti sulle pareti della grotta.

Il Buco del Soglio e la pressione della fruizione

Il Buco del Soglio ha mostrato una presenza relativamente costante delle due specie, anche se con numeri contenuti. Gli individui osservati si aggiravano intorno alle dieci unità. La cavità può quindi avere un ruolo nell’ibernazione dei pipistrelli, pur non ospitando una colonia numerosa.

Lo studio evidenzia una possibile criticità. La sistemazione del sentiero di accesso e la messa in sicurezza dell’interno della grotta, realizzate in occasione delle iniziative per il centenario della Prima guerra mondiale, hanno migliorato la fruizione umana della cavità. Sarebbe necessario verificare se questi interventi abbiano modificato la presenza dei pipistrelli.

Il caso mostra un principio importante per la gestione delle grotte: la rilevanza di un sito non dipende soltanto dal numero di animali presenti. Anche pochi individui possono indicare l’utilizzo della cavità come rifugio stagionale. Questo aspetto è particolarmente importante per i rinolofi, che possono occupare le volte in modo disperso e risultare meno visibili durante i controlli.

Le azioni in Italia contro il disturbo nelle grotte

In Italia la riduzione del disturbo dei pipistrelli nelle grotte frequentate dagli speleologi si basa su una combinazione di norme, monitoraggi e misure gestionali.

Le principali azioni adottate o previste sono:

  • chiusure stagionali delle cavità durante l’ibernazione e il periodo riproduttivo;
  • limitazione degli accessi nei siti Natura 2000 e nelle aree protette;
  • autorizzazione preventiva per ricerca, monitoraggio e interventi tecnici;
  • installazione di cancelli o griglie progettati per consentire il passaggio dei pipistrelli;
  • divieto di illuminare direttamente gli animali e gli ingressi delle grotte;
  • regolamentazione del numero di visitatori e delle dimensioni dei gruppi;
  • registrazione delle visite e accompagnamento da parte di personale formato;
  • monitoraggio bioacustico, conteggio degli individui e controllo degli ingressi;
  • coinvolgimento di chirotterologi nelle decisioni di gestione;
  • informazione rivolta a speleologi, escursionisti, gestori e amministrazioni locali.

Un esempio concreto è rappresentato dalle misure adottate per la Grotta de Su Coloru in Sardegna. Il piano di gestione prevede il divieto di accesso dal 15 novembre al 31 marzo, durante l’ibernazione, e dal 1° maggio al 30 agosto, durante il periodo riproduttivo. Sono inoltre vietati l’illuminazione degli ingressi, la sosta, la fotografia e la produzione di rumori vicino agli animali svernanti o in riproduzione. Le visite sono consentite in periodi prestabiliti, con registrazione, accompagnamento e numero massimo di partecipanti.[1]

Le linee guida ISPRA sottolineano la necessità di censire i rifugi, raccogliere dati comparabili e programmare i monitoraggi in modo da evitare che la ricerca produca un disturbo superiore ai benefici conoscitivi. Il monitoraggio può comprendere osservazioni presso il rifugio, conteggi all’involo, rilevamento ultrasonoro e archiviazione dei dati in banche dati dedicate.[2]

Norme, responsabilità e buone pratiche speleologiche

La tutela dei pipistrelli deriva dalla Legge 157/1992, dal D.P.R. 357/1997 e successive modifiche, dalla Direttiva Habitat 92/43/CEE, dalla Convenzione di Berna e dall’Accordo EUROBATS. Tutti i chirotteri europei sono sottoposti a protezione e i loro siti di riproduzione e riposo non devono essere danneggiati o distrutti.

Nel caso di attività che possano incidere su un sito Natura 2000, può essere necessaria la Valutazione di Incidenza Ambientale. Il quadro normativo si integra con i piani di gestione delle ZSC e delle ZPS, con i regolamenti dei parchi e con le disposizioni regionali.

Per gli speleologi, la prevenzione del disturbo comincia prima dell’ingresso in grotta. È necessario verificare la presenza di divieti o chiusure temporanee, consultare i gestori del sito e segnalare eventuali osservazioni di pipistrelli agli enti competenti. Durante l’esplorazione occorre mantenere la distanza dagli animali, evitare di illuminarli direttamente, non fotografarli da vicino e ridurre rumori e soste nelle aree occupate.

Le chiusure fisiche devono essere progettate con attenzione. Una griglia non corretta può ostacolare il volo, modificare la ventilazione o alterare il microclima della grotta. Le soluzioni chirotterofile, con spazi adeguati e valutati da specialisti, devono impedire l’accesso umano senza creare una barriera per i pipistrelli.[1][3]

Una gestione basata sui dati

Il lavoro sui Lessini Vicentini mostra come la collaborazione tra speleologi e chirotterologi possa produrre informazioni utili alla conservazione. Le grotte non sono soltanto luoghi di passaggio o ambienti da esplorare. Sono rifugi, aree di foraggiamento, siti di svernamento e possibili luoghi di interazione sociale.

Per il Buso della Pisatela, e più in generale per le cavità dei Lessini Vicentini, sarebbe utile proseguire il monitoraggio in più stagioni. I dati raccolti nel periodo 2009-2011 e le osservazioni successive costituiscono una base per verificare l’evoluzione delle presenze, gli effetti della frequentazione e l’eventuale cambiamento delle condizioni microclimatiche.

Una gestione efficace non richiede necessariamente l’esclusione permanente degli speleologi. Richiede, prima di tutto, accessi programmati, periodi di chiusura biologica, comportamenti corretti e decisioni fondate su monitoraggi ripetuti. In questo modo la ricerca speleologica può continuare a contribuire alla conoscenza degli ambienti sotterranei senza compromettere i rifugi dei pipistrelli.

Fonti

Fonti
[1] DECRETO N https://www.sardegnaambiente.it/documenti/1_422_20221017180722.pdf
[3] [PDF] Quaderni di Conservazione della Natura – ISPRA https://www.isprambiente.gov.it/files/pubblicazioni/quaderni/conservazione-natura/files/6730_19_qcn_monitoraggio_chirotteri.pdf
[6] Layout.qxp https://www.isprambiente.gov.it/files/pubblicazioni/quaderni/conservazione-natura/files/6769_28_qcn_Linee_guida_chirotteri.pdf
[7] Towards the new Checklist of the Italian Fauna https://escholarship.org/content/qt0jv6h904/qt0jv6h904.pdf?t=rderzc
[8] Notulae to the Italian native vascular flora: 10 https://italianbotanist.pensoft.net/article/60743/download/pdf/
[9] [PDF] Guidelines for the conservation of bats in buildings and the … – Ispra https://www.isprambiente.gov.it/contentfiles/00007600/7646-pipistrelli-web.pdf
[10] Caves Biodiversity in the Marine Area of Riviera d’Ulisse Regional Park, Italy: Grotta del Maresciallo Overview https://www.omicsonline.org/open-access/caves-biodiversity-in-the-marine-area-of-riviera-dulisse-regional-park-italy-grotta-del-maresciallo-overview-2332-2543-1000153.pdf
[11] [PDF] Manuali per il monitoraggio di specie e habitat di interesse … – Ispra https://www.isprambiente.gov.it/files2019/pubblicazioni/manuali-linee-guida/MLG_190_19.pdf
[12] Monitoraggio, conservazione e informazione nella Baia Di Ieranto: un modello circolare per la gestione delle Aree Marine Protette https://fupress.com/redir.ashx?RetUrl=14823.pdf
[13] 2477 1..48 https://www.senato.it/service/PDF/PDFServer/DF/94468.pdf
[14] L’applicazione di tecniche innovative nel monitoraggio costiero degli habitat prioritari https://fupress.com/redir.ashx?RetUrl=14825.pdf
[15] Legge regionale 14 ottobre 2016, n. 15 https://lexview-int.regione.fvg.it/FontiNormative/xml/scarico.aspx?ANN=2016&LEX=0015&tip=0&id=cap4&lang=ita
[16] Pipistrelli in Italia: cosa dice la legge e come proteggere … https://www.scintilena.com/pipistrelli-in-italia-cosa-dice-la-legge-e-come-proteggere-specie-e-rifugi/07/30/
[17] Pipistrelli e grotte: la scienza conferma gli effetti del … https://www.scintilena.com/pipistrelli-e-grotte-la-scienza-conferma-gli-effetti-del-disturbo-umano-sulle-colonie-in-ibernazione/03/12/
[18] I Quaderni Habitat. N.1 “Grotte e fenomeno carsico. La vita nel mondo sotterraneo” – Parte III http://gscaisarzana.altervista.org/wp-content/uploads/qh1_grotte3.pdf
[19] Chirotteri del Carso e Venezia Giulia: Bressi racconta 5000 … https://www.scintilena.com/ecco-larticolo-redatto-per-scintilena/05/04/
[20] Comportamenti da Evitare in Grotta: 15 Regole d’Oro per … – Scintilena https://www.scintilena.com/comportamenti-da-evitare-in-grotta-15-regole-doro-per-gli-speleologi-per-proteggere-i-pipistrelli/05/24/
[21] Diffida alle Grotte di Castellana: richiesta sospensione attività turistiche da Tutela Pipistrelli – Scintilena https://www.scintilena.com/diffida-alle-grotte-di-castellana-richiesta-sospensione-attivita-turistiche-da-tutela-pipistrelli/01/01/
[22] ma5_04_036.html https://www.edizionieuropee.it/LAW/HTML/128/ma5_04_036.html
[23] pipistrelli.pdf https://cielobuio.org/wp-content/uploads/supporto/download/pipistrelli.pdf

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Disturbo dei pipistrelli in grotta: perché le visite possono mettere a rischio colonie e letargo

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Riproduzione e ibernazione dei Chirotteri richiedono accessi regolati, monitoraggi e collaborazione tra speleologi, ricercatori ed enti di tutela

Il disturbo dei pipistrelli in grotta è una questione concreta per la conservazione degli ambienti ipogei. Le cavità non sono solo luoghi di esplorazione. Per molte specie di Chirotteri sono rifugi stagionali, utilizzati per l’ibernazione, la riproduzione, il transito e, in alcuni casi, l’accoppiamento.

Il contributo di Andrea Pereswiet-Soltan, presentato al XXIII Congresso Nazionale di Speleologia di Ormea nel 2022, richiama l’attenzione sugli effetti della presenza umana durante le fasi più sensibili del ciclo biologico.

L’osservazione della fauna sotterranea impone quindi una responsabilità diretta a chi frequenta le grotte, dalle squadre esplorative ai gruppi impegnati in corsi e visite organizzate.

Disturbo dei pipistrelli in grotta e ciclo biologico

Nelle aree temperate le grotte possono ospitare sia le nursery sia gli hibernacula.

Le nursery sono le colonie riproduttive in cui le femmine partoriscono, allevano e svezzano i piccoli.

Gli hibernacula sono i rifugi invernali nei quali gli animali riducono il metabolismo per superare la stagione con poche prede disponibili.

I periodi più delicati sono il letargo, indicativamente fra novembre e marzo, e la nascita con crescita e svezzamento dei piccoli, in particolare fra giugno e luglio.

In presenza di una colonia, Tutela Pipistrelli raccomanda di evitare i sopralluoghi nelle due finestre stagionali. [web:17]

Il disturbo dei pipistrelli in grotta può essere provocato da avvicinamento, rumore, illuminazione diretta, fotografie con flash, permanenza prolungata o alterazione delle condizioni del rifugio.

Anche la semplice osservazione non è neutra se avviene a distanza ridotta o in un momento biologicamente critico.

Nursery: il rischio per femmine e piccoli

In estate il disturbo di una nursery è spesso immediatamente percepibile.

Colonie di numerosi esemplari possono reagire con vocalizzazioni e involi concitati.

Le madri spaventate possono lasciare il gruppo; i piccoli, se ancora incapaci di volare o di risalire verso il soffitto, possono cadere.

La conseguenza non riguarda solo l’animale coinvolto. I pipistrelli hanno in genere un tasso riproduttivo basso e molte specie partoriscono uno, più raramente due piccoli all’anno.

La perdita di giovani o l’abbandono di un rifugio riproduttivo può quindi incidere sulla continuità della colonia.

Le linee guida ISPRA ricordano che i rifugi concentrano molti animali nei periodi di riproduzione e letargo e che le caratteristiche microclimatiche hanno un ruolo determinante proprio in queste fasi.

I siti ipogei, naturali e artificiali, rientrano tra i rifugi utilizzati dai Chirotteri. [web:4]

Ibernazione: l’energia consumata dai risvegli

In inverno il disturbo dei pipistrelli in grotta può essere poco evidente. Un animale appeso e apparentemente immobile può avere già percepito la presenza del visitatore.

Nei rinolofi, per esempio, i segnali di inquietudine possono essere minimi e non coincidere con un volo immediato.

Il passaggio dal torpore all’attività richiede tempo ed energia. Il risveglio comporta un aumento del metabolismo, della temperatura corporea e, se l’animale vola, dell’attività muscolare.

Terminato il pericolo, sono necessarie ulteriori risorse per tornare allo stato di torpore.

Il testo di Pereswiet-Soltan richiama gli studi sull’equilibrio energetico durante il letargo. Un pipistrello non disturbato può consumare in questo periodo il 20-30% del proprio peso e circa l’80% della massa grassa. Risvegli ripetuti riducono ulteriormente le riserve disponibili e possono compromettere il superamento dell’inverno.

Anche una ricerca pubblicata nel 2024 su Scientific Reports ha rilevato una relazione tra il disturbo prodotto dai rilevatori in grotta e l’attività dei pipistrelli dopo i sopralluoghi. Il fattore considerato univa numero di persone e durata della permanenza nella cavità. [web:6]

Azioni italiane contro il disturbo dei pipistrelli in grotta

In Italia la limitazione del disturbo dei Chirotteri si basa su un insieme di norme, misure di gestione e pratiche operative. Non esiste una singola procedura identica per tutte le cavità. Le misure dipendono dalla specie presente, dalla funzione del rifugio, dalla stagione, dal regime di protezione dell’area e dalle disposizioni dell’ente competente.

  • Protezione normativa di animali e rifugi. Il quadro richiamato dalle fonti di settore comprende la Direttiva Habitat 92/43/CEE, il DPR 357/1997, la legge 157/1992, la Convenzione di Berna e l’Accordo EUROBATS. Il principio centrale è la protezione rigorosa degli esemplari e dei siti di riproduzione e riposo, con particolare attenzione alle fasi di riproduzione e ibernazione. [web:6]
  • Individuazione dei rifugi importanti. La banca dati italiana dei rifugi dei pipistrelli, avviata dal Gruppo Italiano Ricerca Chirotteri, è stata indicata nei rapporti nazionali EUROBATS come strumento per classificare i siti secondo specie e dimensione delle colonie e pianificare misure più efficaci. Il rapporto 2006 segnalava 37 hibernacula e 67 nursery prioritarie per ricchezza specifica e consistenza delle colonie. [web:20]
  • Monitoraggio territoriale. Nel Lazio, dal 2010 è stato avviato un progetto di raccolta dati nelle aree protette, che ha portato a una banca dati geografica. Nel 2013 è stata istituita una rete regionale di monitoraggio dei Chirotteri, articolata con un centro regionale, centri tematici e laboratori territoriali presso le aree protette. [web:34]
  • Segnalazione da parte degli speleologi. Tutela Pipistrelli mette a disposizione una scheda per segnalare la presenza dei pipistrelli in grotta. Le segnalazioni servono a individuare i rifugi più rilevanti e a definire iniziative di salvaguardia. [web:32]
  • Limitazioni stagionali e regolazione degli accessi. Per una grotta che ospita un hibernaculum o una nursery, la misura più diretta è rimandare visite, esercitazioni e attività non indispensabili fuori dai periodi sensibili. Possono essere previsti divieti temporanei, percorsi alternativi e condizioni di accesso definite da enti gestori, aree protette o misure di conservazione dei siti Natura 2000. [web:6]
  • Buone pratiche in cavità. Occorre muoversi in silenzio, restare lontani dagli animali, non toccarli e non illuminarli direttamente. Vanno evitati flash, droni, sorgenti di calore, musica e soste nelle sale occupate. La scelta della cavità e della stagione deve precedere l’uscita, non essere decisa davanti alla colonia. [web:6]
  • Protezione fisica e gestione basata su dati. Quando necessaria e progettata in modo compatibile con il volo dei pipistrelli, la protezione degli accessi può ridurre l’ingresso non autorizzato. EUROBATS richiede alle Parti di identificare i siti importanti e proteggerli da danno o disturbo; il suo archivio internazionale degli habitat sotterranei include grotte, miniere, fortificazioni e gallerie. [web:29][web:27]

Queste azioni hanno un elemento comune: conoscere il rifugio prima di frequentarlo. Una chiusura stagionale non rappresenta una rinuncia alla speleologia. È uno strumento di pianificazione che conserva una cavità nei mesi in cui la colonia non può sostenere interferenze.

Cosa fare durante un’uscita speleologica

La prevenzione del disturbo dei pipistrelli in grotta inizia prima dell’ingresso. I gruppi dovrebbero verificare se la cavità è nota per ospitare colonie, consultare le prescrizioni locali e comunicare le osservazioni a chi svolge monitoraggi autorizzati.

Se gli animali vengono incontrati lungo il percorso, la condotta più prudente è interrompere l’avvicinamento e, quando possibile, cambiare itinerario. Non vanno conteggiati o identificati con metodi improvvisati. I censimenti e le attività di ricerca richiedono tempi, metodi e autorizzazioni adeguati.

La documentazione può essere utile, ma non deve diventare una fonte ulteriore di pressione. Niente flash. Niente riprese ravvicinate. Niente manipolazione. Una nota con località, data, posizione nella cavità, numero approssimativo e comportamento osservato, raccolta senza prolungare la permanenza, può risultare più utile di una fotografia invasiva.

Pereswiet-Soltan propone una conclusione operativa ancora attuale: nelle grotte più importanti per l’ibernazione e la riproduzione, il numero delle visite deve essere limitato. Per rendere efficace questa indicazione servono dati aggiornati, comunicazione tra speleologi e chirotterologi e rispetto delle regole stabilite per ogni sito.

Fonti

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Pipistrelli in Lombardia: il Piano d’Azione nasce dalla partecipazione e dai nuovi monitoraggi

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Chirotteri, conservazione e ricerca in Lombardia: dal Life Gestire 2020 al monitoraggio delle colonie e al progetto LIFE NatConnect2030

Il Piano d’Azione per i Chirotteri in Lombardia rappresenta uno dei principali strumenti regionali per la conservazione dei pipistrelli e dei loro habitat.

Approvato con deliberazione del Consiglio regionale n. 1028 del 17 dicembre 2018, il documento è nato da un percorso partecipato che ha coinvolto enti pubblici, ricercatori, associazioni, gestori di aree protette e mondo speleologico.

Il Piano è stato sviluppato nell’ambito del progetto europeo LIFE IP Gestire 2020, coordinato da Regione Lombardia.

L’obiettivo era rafforzare la tutela della biodiversità lombarda attraverso una migliore conoscenza delle specie, la formazione degli operatori e la realizzazione di interventi concreti sul territorio.[1][2]

Un piano partecipato per la conservazione dei chirotteri

Il documento regionale prende in esame 28 specie di pipistrelli presenti in Lombardia in modo stabile o occasionale.

Per ciascuna specie sono stati raccolti dati sulla distribuzione, sull’ecologia, sull’uso degli habitat e sullo stato di conservazione.

Il Piano individua inoltre le pressioni che possono compromettere la sopravvivenza delle popolazioni.

Tra queste figurano il disturbo nei rifugi ipogei, la chiusura inadeguata delle grotte, la ristrutturazione degli edifici, la perdita di alberi maturi e deperienti, la riduzione degli insetti disponibili e l’inquinamento luminoso.

Il percorso di elaborazione ha coinvolto anche la Federazione Speleologica Lombarda.

In tre incontri pubblici e tecnici sono stati coinvolti circa 50 speleologi e rappresentanti del settore. Il confronto ha permesso di definire misure specifiche per le cavità naturali e artificiali.

Tra le azioni previste rientrano:

  • la formazione degli speleologi sul riconoscimento e sulla gestione dei chirotteri;
  • la redazione di manuali tecnici;
  • l’integrazione dei dati sulla biodiversità nel Catasto regionale delle grotte;
  • l’adeguamento dei regolamenti per la fruizione degli ambienti ipogei;
  • la definizione di regole per le attività speleologiche nelle aree Natura 2000;
  • il monitoraggio dei rifugi riproduttivi, invernali e di swarming.

Il Piano è stato successivamente recepito negli strumenti regionali di pianificazione.

Gli indirizzi sulla tutela dei pipistrelli sono confluiti nel Piano Territoriale Regionale e nel Regolamento Edilizio Tipo.

Le informazioni sulle priorità, sui costi e sulle misure necessarie sono state utilizzate anche per il Prioritised Action Framework, approvato dalla Regione Lombardia nel 2021.[1][3]

Dal Piano agli interventi nelle grotte

Una delle applicazioni più concrete del Piano è stata il progetto Sos.Chiro, realizzato nel 2021 dal Parco Regionale Campo dei Fiori.

L’intervento ha riguardato quattro cavità della ZSC “Grotte del Campo dei Fiori”: Grotta di Cima Paradiso, Büs del Remeron, Grotta XXV Aprile e Grotta Totò il Magnifico.

I cancelli preesistenti sono stati sostituiti con strutture progettate per consentire il passaggio dei pipistrelli e la circolazione dell’aria. Sono state inoltre realizzate staccionate perimetrali.

Il monitoraggio successivo ha documentato il ritorno dei chirotteri in alcune cavità che erano rimaste inutilizzate per diversi anni.

Nella Grotta di Cima Paradiso, per esempio, il passaggio degli animali è stato rilevato dopo un’assenza che durava da oltre 50 anni.

La progettazione delle chiusure deve essere valutata caso per caso. Le indicazioni tecniche del Piano ricordano che alcune specie, come il miniottero (Miniopterus schreibersii), possono reagire negativamente anche alla presenza di cancelli permeabili.

Quando possibile, è quindi preferibile limitare l’accesso umano con recinzioni esterne, senza modificare l’ingresso della cavità.[4]

I risultati del monitoraggio 2022-2023

Le attività più recenti disponibili sono quelle realizzate tra la primavera del 2022 e l’autunno del 2023 nell’ambito dell’azione D3 di LIFE Gestire 2020.

Il monitoraggio ha interessato 18 siti lombardi, tra grotte, miniere, edifici storici, chiese, darsene e aree di passaggio migratorio.

Sono state valutate 16 colonie estive, autunnali o invernali di importanza regionale e, in alcuni casi, nazionale.

Le indagini hanno utilizzato conteggi all’involo, telecamere a infrarossi, rilevatori ultrasonori e campionamenti bioacustici.

La rete territoriale ha coinvolto esperti, Guardie ecologiche volontarie, speleologi e personale degli enti gestori.[5][6]

Il confronto con il precedente monitoraggio regionale del 2017-2018 ha prodotto un quadro articolato:

  • quattro colonie hanno mostrato un aumento degli individui;
  • cinque colonie sono risultate sostanzialmente stabili;
  • cinque colonie hanno evidenziato una diminuzione;
  • per una parte dei siti il confronto non è stato possibile per mancanza di dati omogenei.

Tra i risultati più rilevanti emerge quello della Miniera di Zu, in provincia di Bergamo. Nel 2022 sono stati stimati circa 870 pipistrelli, appartenenti con ogni probabilità a tre specie di interesse comunitario: rinolofo maggiore, vespertilio di Capaccini e miniottero.

Nel 2017 erano stati conteggiati 254 individui. L’incremento autunnale è quindi risultato superiore al 300 per cento, anche se la stabilità dell’ingresso è condizionata dal rischio di crolli.

Alla Grotta Buco del Frate, in provincia di Brescia, sono stati rilevati circa 400 individui appartenenti ad almeno quattro specie dell’Allegato II della Direttiva Habitat.

Il sito è considerato di importanza nazionale. La presenza del rinolofo maggiore, che in passato formava colonie numerose, resta invece molto ridotta rispetto ai dati storici.

Nel Bucone di Tremezzo, sul Lago di Como, sono stati conteggiati circa 385 vespertili di Capaccini. Il dato è inferiore ai circa 600 individui rilevati nel 2017.

La colonia è quindi considerata un elemento da seguire con attenzione, anche per la presenza di lavori infrastrutturali nell’area della variante della Tremezzina.

A Palazzo Gallio, a Gravedona, il monitoraggio del 2023 ha registrato una nursery di rinolofo maggiore composta da 39 adulti e 16 giovani.

Alla Rocca Castello di Romanengo, in provincia di Cremona, la colonia di vespertilio smarginato ha raggiunto 152 individui nel luglio 2023, compresi 33 giovani.

Nuove segnalazioni e migrazione attraverso le Alpi

Il monitoraggio regionale ha prodotto anche nuove informazioni sulla distribuzione dei pipistrelli in Lombardia.

Due colonie riproduttive di vespertilio smarginato sono state individuate in edifici storici delle province di Cremona e Lecco tra il 2018 e il 2021.

Nel 2023, inoltre, un gruppo speleologico ha segnalato una colonia nell’Abisso Spino, in provincia di Brescia.

La cavità è stata inserita tra i siti di monitoraggio regionale e ha confermato la presenza di più specie, tra cui rinolofo maggiore, vespertilio smarginato, vespertilio criptico e orecchione bruno.

Un risultato particolarmente significativo riguarda il Passo di Spino, nell’Alto Garda Bresciano. I rilevamenti hanno documentato per la prima volta in Lombardia un passaggio migratorio di pipistrelli attraverso l’arco alpino. Sono state identificate tre specie migratrici a lungo raggio: pipistrello di Nathusius (Pipistrellus nathusii), pipistrello soprano (Pipistrellus pygmaeus) e nottola di Leisler (Nyctalus leisleri).[5]

Il barbastello (Barbastella barbastellus) non è stato invece rilevato nei transetti della Valle Camonica, come già accaduto nel monitoraggio precedente. La specie è stata però individuata nella Riserva Naturale Monticchie, durante le indagini per la revisione delle misure di conservazione delle Zone Speciali di Conservazione.

Dalle ricerche a LIFE NatConnect2030

La conclusione di LIFE Gestire 2020 non ha interrotto le attività di conservazione. Dal 2024 è operativo LIFE NatConnect2030, progetto europeo della durata di nove anni, con Regione Lombardia come capofila e 16 partner istituzionali e scientifici.

Il progetto dispone di un budget superiore a 46 milioni di euro e interessa 843 siti Natura 2000 distribuiti nell’Italia settentrionale. Le attività comprendono il ripristino degli habitat, il rafforzamento della connettività ecologica, l’adattamento ai cambiamenti climatici, il contenimento delle specie aliene invasive e il miglioramento della governance della Rete Natura 2000.[7]

Per i pipistrelli lombardi, LIFE NatConnect2030 rappresenta la prosecuzione del lavoro avviato con il Piano d’Azione. La collaborazione tra Regione, Federazione Speleologica Lombarda e Istituto Oikos punta a mantenere attiva la rete di monitoraggio delle grotte e a migliorare la gestione dei rifugi.

La partecipazione degli speleologi resta essenziale. Le cavità naturali sono spesso difficili da raggiungere e richiedono competenze tecniche specifiche. Le osservazioni raccolte durante le esplorazioni possono fornire indicazioni su specie presenti, stagionalità, accessibilità e condizioni del microclima.

Il monitoraggio deve però essere svolto con protocolli condivisi. Nei periodi di ibernazione e riproduzione, rumori, luci e passaggi ravvicinati possono causare un consumo energetico elevato o l’abbandono della colonia. La conoscenza del sito deve quindi precedere ogni intervento, compresa l’installazione di cancelli, la manutenzione degli ingressi e la regolamentazione degli accessi.

Una panoramica delle scoperte recenti

Le principali evidenze emerse dagli studi lombardi più recenti possono essere così riassunte:

  • la Lombardia ospita 28 specie di chirotteri, con una presenza distribuita tra ambienti ipogei, edifici storici, boschi, corsi d’acqua e aree agricole;
  • il monitoraggio 2022-2023 ha interessato 18 siti regionali;
  • la Miniera di Zu ha registrato un forte aumento degli individui rispetto al 2017;
  • il Buco del Frate resta un sito di importanza nazionale, con almeno quattro specie dell’Allegato II;
  • il Bucone di Tremezzo ospita una colonia rilevante di vespertilio di Capaccini, in calo rispetto al precedente rilievo;
  • nuove colonie di vespertilio smarginato sono state documentate in edifici storici;
  • l’Abisso Spino ha aggiunto un nuovo sito ipogeo alla rete regionale;
  • il Passo di Spino ha fornito i primi dati lombardi su una rotta migratoria attraverso le Alpi;
  • la presenza del barbastello resta difficile da rilevare in alcuni settori montani, mentre la specie è stata confermata in altre aree regionali;
  • il progetto LIFE NatConnect2030 sta proseguendo il lavoro di monitoraggio, formazione e gestione integrata degli habitat.

Il quadro complessivo non è uniforme. Alcune colonie mostrano segnali positivi, mentre altre evidenziano riduzioni o necessità di controllo. Il Piano d’Azione per i Chirotteri in Lombardia ha fornito una base comune per leggere questi cambiamenti e orientare gli interventi.

La conservazione dei pipistrelli dipende dalla continuità dei monitoraggi, dalla tutela dei rifugi e dalla collaborazione tra istituzioni, ricercatori, speleologi e comunità locali.

Fonti

http://www.tutelapipistrelli.it

Fonti
[1] Piano d’azione per i chirotteri in Lombardia https://www.regione.lombardia.it/content/dam/rl/canali-tematici-servizi/06-ambiente-e-territorio/05-biodiversita/piani-azione-specie-di-interesse-comunitario/allegati/piano-di-azione-per-i-chirotteri-in-lombardia.pdf
[2] 29-Pipistrelli-troglofili.ppt.txt 29-Pipistrelli-troglofili.ppt.txt
[3] DELIBERAZIONE N° XI / 5028 Seduta del 12/07/2021 https://naturachevale.it/wp-content/uploads/2021/07/Quadro-di-Azioni-Prioritarie-PAF-per-Natura-2000-in-Lombardia-per-il-quadro-finanziario-pluriennale-2021-2027-aggiornato-luglio-2021.pdf
[5] N https://naturachevale.it/wp-content/uploads/2019/12/A13-SCHEDE-TECNICHE-DI-INTERVENTO-CHIROTTERI.pdf
[6] [PDF] LIFE GESTIRE 2020 Nature Integrated Management to 2020 https://naturachevale.it/wp-content/uploads/2024/03/D3_Deliverable-IV-interim-report_monitoraggio_chirotteri_2023.pdf
[7] Aggiornamento sullo stato di conservazione dei chirotteri in … https://naturachevale.it/news/aggiornamento-sullo-stato-di-conservazione-dei-chirotteri-in-lombardia-materiali-evento-11-dicembre-2023/
[8] Il progetto LIFE NatConnect2030 | Natura che vale https://naturachevale.it/news/il-progetto-life-natconnect2030/
[10] Notulae to the Italian alien vascular flora: 13 https://italianbotanist.pensoft.net/article/85863/download/pdf/
[11] life gestire 2020 – Bandi e Servizi – Regione Lombardia https://www.bandi.regione.lombardia.it/servizi/servizio/bandi/dettaglio/ambiente-energia/parchi-aree-protette/programma-regionale-interventi-territoriali-salvaguardia-biodiversit-life-gestire-2020-RLT12020010785
[12] Towards the new Checklist of the Italian Fauna https://escholarship.org/content/qt0jv6h904/qt0jv6h904.pdf?t=rderzc
[13] Monitoraggio e allertamento – Regione Lombardia https://www.regione.lombardia.it/sicurezza-e-protezione-civile/pianificazione-allertamento-e-gestione-emergenze/monitoraggio-e-allertamento
[14] Analyses of occurrence data of protected insect species collected by citizens in Italy https://natureconservation.pensoft.net/article/12704/download/pdf/
[15] Direttiva nitrati – regione.lombardia.it https://www.regione.lombardia.it/agricoltura/direttiva-nitrati
[16] Notulae to the Italian native vascular flora: 10 https://italianbotanist.pensoft.net/article/60743/download/pdf/
[17] Monitoraggio case e ospedali di comunità e servizi erogati https://www.regione.lombardia.it/sanita/monitoraggio-dei-servizi-sanitari/monitoraggio-case-e-ospedali-di-comunit–e-servizi-erogati
[18] Black Soldier Meal in Feed Could Adversely Affect Organic Broiler Meat Quality When Used for the Total or Half Replacement of Diet Proteins https://www.mdpi.com/2674-1164/3/2/7/pdf?version=1711081614
[19] Agricoltura https://www.regione.lombardia.it/agricoltura
[20] La – Piattaforma di Valutazione dei Rischi Naturali (PVR) https://www.regione.lombardia.it/sicurezza-e-protezione-civile/pianificazione-allertamento-e-gestione-emergenze/monitoraggio-e-allertamento/ser-piattaforma-valutazione-rischi-naturali-pvr
[21] Il Sistema di Monitoraggio alle Emissioni – Regione Lombardia https://www.regione.lombardia.it/ambiente-e-territorio/autorizzazione-ambientali/autorizzazione-alle-emissioni-in-atmosfera-da-attivita-produttive/il-sistema-di-monitoraggio-in-continuo-alle-emissioni-in-lombardia
[22] UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DI PARMA https://www.repository.unipr.it/bitstream/1889/6147/5/Lelli.pdf
[23] LIFE Gestire 2020 https://www.wwf.it/cosa-facciamo/progetti/life-gestire-2020/
[24] Dal monitoraggio costante la scoperta del nuovo virus … https://www.izsler.it/2022/10/31/dal-monitoraggio-costante-la-scoperta-del-nuovo-virus-del-pipistrello-in-lombardia/
[25] allertaLOM – Home Page – Regione Lombardia https://www.allertalom.regione.lombardia.it/homepage
[26] Lombardia, presentato LIFE NatConnect 2030 per la tutela … https://www.scintilena.com/lombardia-presentato-life-natconnect-2030-per-la-tutela-dei-pipistrelli-nelle-grotte/12/11/
[27] Gruppi di ricerca | Department of Civil Engineering and … https://dicar.dip.unipv.it/en/node/246
[28] Materiali del workshop “La conservazione dell’erpetofauna: esperienze e prospettive” – 30 ottobre 2025 | Natura che vale https://naturachevale.it/news/materiali-del-workshop-la-conservazione-dellerpetofauna-esperienze-e-prospettive-30-ottobre-2025/
[29] New Alien Plant Taxa for Italy and Europe: An Update https://www.mdpi.com/2223-7747/13/5/620/pdf?version=1708931258
[30] Pubblicati i dati finali dei report nazionali 2019-2024 delle Direttive … https://naturachevale.it/news/pubblicati-i-reporting-nazionali-2019-2024-delle-direttive-habitat-e-uccelli/
[31] Innovative Photonic Sensors for Safety and Security, Part I: Fundamentals, Infrastructural and Ground Transportations https://www.mdpi.com/1424-8220/23/5/2558/pdf?version=1677313954
[32] Contributo Semestre Aperto a.a. 2026-27 https://portale.unipv.it/it/didattica/corsi-di-laurea/ammissioni/corsi-di-laurea-magistrale-ciclo-unico-medicina-e-chirurgia-e-odontoiatria-e-protesi-dentaria/contributo-semestre-aperto-aa-2026-27
[33] Building Greener Cities Together: Urban Afforestation Requires Multiple Skills to Address Social, Ecological, and Climate Challenges https://www.mdpi.com/2223-7747/14/3/404
[34] Gruppi di ricerca https://dicar.dip.unipv.it/it/ricerca/gruppi-di-ricerca
[35] Prevalence and risk factors associated with cat parasites in Italy: a multicenter study https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC8441231/
[36] Regolazioni dell’invarianza idraulica e idrologica in Italia https://unitesi.unipv.it/handle/20.500.14239/33161
[37] Use of Mechanical Chest Compression for Resuscitation in Out-Of-Hospital Cardiac Arrest—Device Matters: A Propensity-Score-Based Match Analysis https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC10342898/
[38] | Dipartimento di Sanità Pubblica, Medicina Sperimentale e … https://spmsf.dip.unipv.it/it/node
[39] The Use of Antimicrobials in Italian Heavy Pig Fattening Farms https://www.mdpi.com/2079-6382/9/12/892/pdf
[40] Piano degli studi https://tecnichelaboratoriobiomedico.cdl.unipv.it/it/studiare/piano-degli-studi
[41] New Record of Encarsia protransvena and Confirmed Occurrence of Encarsia hispida (Hymenoptera: Aphelinidae) as Parasitoids of Singhiella simplex (Hemiptera: Aleyrodidae) in Italy https://www.mdpi.com/2075-4450/16/1/40
[42] Laboratori – Dipartimento di Scienze della Terra e dell’Ambiente https://terraeambiente.dip.unipv.it/it/dipartimento/risorse-musei-e-laboratori/laboratori-0
[43] Survey on Urinary Levels of Aflatoxins in Professionally Exposed Workers https://www.mdpi.com/2072-6651/9/4/117/pdf
[44] Informazioni Utili (Guide e modulistica) https://dbb.dip.unipv.it/it/didattica/informazioni-utili-guide-e-modulistica
[45] Canine Distemper Virus in Sardinia, Italy: Detection and Phylogenetic Analysis in Foxes https://www.mdpi.com/2076-2615/14/21/3134
[46] CHIROTTERI – Natura che vale https://naturachevale.it/chirotteri/
[47] Documents https://naturachevale.it/documenti/
[48] News | Natura che vale https://naturachevale.it/news/
[49] Il Rapporto grandi carnivori in Lombardia per l’anno 2023 https://naturachevale.it/news/il-rapporto-grandi-carnivori-in-lombardia-per-lanno-2023/
[50] Natura che vale | Biodiversità, ricchezza della Lombardia https://naturachevale.it/
[51] natura che vale https://naturachevale.it/wp-content/uploads/2024/01/Programma-chirotteri.pdf
[52] [PDF] Bollettino Ufficiale Serie Ordinaria n. 40 – Naturachevale https://naturachevale.it/wp-content/uploads/2020/10/PAF-Lombardia-2021-2027-Burl.pdf
[53] Pipistrelli e Grotte: I Chirotteri Come Custodi della … https://www.scintilena.com/pipistrelli-e-grotte-i-chirotteri-come-custodi-della-biodiversita-negli-ambienti-carsici/01/03/
[54] Chirotteri in grotta: tre lezioni online gratuite della … https://www.scintilena.com/chirotteri-in-grotta-tre-lezioni-online-gratuite-della-federazione-speleologica-lombarda/07/06/
[55] Pipistrelli e grotte nel Corridoio carsico di Antioquia https://www.scintilena.com/pipistrelli-e-grotte-nel-corridoio-carsico-di-antioquia-la-distanza-dalle-cavita-non-spiega-da-sola-luso-dellhabitat/08/18/
[56] Documenti – Natura che vale http://www.naturachevale.it/documenti
[57] Attività formative integrative https://stp.cdl.unipv.it/it/studiare/attivita-formative-integrative
[58] | Dipartimento di Biologia e Biotecnologie “Lazzaro Spallanzani” https://dbb.dip.unipv.it/it/node
[59] Notice Board | Master’s degree in … https://wpir.cdl.unipv.it/en/notice-board
[60] Attività didattica | Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali https://scienzepolitichesociali.dip.unipv.it/it/node/623
[61] Laboratori, corsi pratici e attività di campo https://agrifood.cdl.unipv.it/it/studiare/laboratori-corsi-pratici-e-attivita-di-campo

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Pantelleria, il pipistrello che “sussurra”: scoperta in Europa una presenza africana rimasta nascosta per quasi due secoli

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Le registrazioni acustiche di Nycteris thebaica documentano per la prima volta con solide evidenze la specie e l’intera famiglia dei Nycteridae in Europa. I ricercatori ipotizzano sull’isola una piccola popolazione finora sfuggita ai monitoraggi: ora la sfida è individuarne i rifugi e ricostruirne l’origine.

Per quasi due secoli è rimasto un fantasma nella zoologia siciliana. Non un animale estinto e neppure, necessariamente, un nuovo arrivato dall’Africa: potrebbe essere semplicemente un pipistrello così difficile da rilevare da essere rimasto fuori dai radar della ricerca.

Ora una serie di registrazioni effettuate a Pantelleria fornisce la prima evidenza solida della presenza in Europa di Nycteris thebaica, specie africana conosciuta in inglese anche come Egyptian slit-faced bat, il pipistrello egiziano dalla faccia fessurata.

La scoperta è descritta nello studio “A ghost from the past: Acoustic evidence for the long-overlooked occurrence of the African bat Nycteris thebaica in Europe”, pubblicato nel 2026 sulla rivista scientifica Global Ecology and Conservation da Danilo Russo, Luca Cistrone, Andrea Biddittu e Mirjam Knörnschild.

Il risultato è particolarmente importante perché non aggiunge soltanto una specie alla chirotterofauna europea: Nycteris thebaica rappresenta anche il primo membro della famiglia dei Nycteridae documentato con solide evidenze in Europa.

Un fantasma che viene dal passato

Il titolo, “A ghost from the past”, non è casuale: la storia affonda le radici nella letteratura zoologica siciliana dell’Ottocento, nella quale comparivano indicazioni della possibile presenza di pipistrelli riconducibili al genere Nycteris.

Quelle antiche segnalazioni, tuttavia, non potevano essere verificate in maniera affidabile: mancavano esemplari conservati e informazioni sufficientemente precise per stabilire con certezza l’identità degli animali osservati.

Per quasi 200 anni le indicazioni sono quindi rimaste sospese tra storia della zoologia e mistero.

Le registrazioni effettuate a Pantelleria riportano oggi sorprendentemente alla luce quel vecchio interrogativo.

Il pipistrello che “sussurra”

Uno degli aspetti più affascinanti della scoperta riguarda proprio il modo in cui l’animale è stato individuato.

Nycteris thebaica è adattata a volare lentamente e molto vicino al terreno, anche in ambienti complessi. Soprattutto, utilizza segnali di ecolocalizzazione estremamente deboli.

Per questa caratteristica appartiene a quei pipistrelli che vengono definiti “whispering bats”, letteralmente pipistrelli che “sussurrano”: questo comportamento potrebbe aver contribuito a renderne tanto difficile l’individuazione con i normali sistemi di monitoraggio acustico.

Durante un monitoraggio passivo condotto a Pantelleria, i ricercatori hanno rilevato alcuni segnali insoliti: l’anomalia li ha spinti a modificare il metodo di ricerca.

I rilevatori sono stati collocati a meno di mezzo metro dal terreno e impostati con un’elevata sensibilità, in modo da intercettare i debolissimi ultrasuoni emessi da animali che volano a bassa quota: la nuova strategia ha funzionato.

Graphical abstract dello studio sulla presenza di Nycteris thebaica a Pantelleria. © Mirjam Knörnschild; foto del pipistrello © Piotr Naskrecki. Fonte: Russo et al., 2026, Global Ecology and Conservation

Le registrazioni hanno restituito richiami di ecolocalizzazione con caratteristiche compatibili con quelle di Nycteris thebaica. Ma non soltanto.

Sono state rilevate anche vocalizzazioni sociali e, in almeno una sequenza, segnali riconducibili alla presenza contemporanea di due individui in volo.

Non è un semplice visitatore africano

È un dettaglio particolarmente importante: la presenza di più individui e di vocalizzazioni sociali rende meno convincente l’ipotesi di un unico pipistrello arrivato accidentalmente dall’Africa.

I ricercatori ritengono plausibile che a Pantelleria possa esistere una piccola popolazione residente, rimasta fino a oggi inosservata proprio a causa delle particolari caratteristiche ecologiche e acustiche della specie.

In altre parole, il pipistrello potrebbe non essere arrivato adesso, ma essere lì da molto tempo.

E’ un’ipotesi che rende ancora più significativo il richiamo alle misteriose segnalazioni zoologiche del XIX secolo.

Pantelleria, ponte tra Africa ed Europa

La scoperta accende nuovamente i riflettori anche sulla straordinaria posizione biogeografica di Pantelleria.

L’isola vulcanica si trova nel Canale di Sicilia, tra la costa nordafricana e la Sicilia, in una posizione cruciale per comprendere gli scambi faunistici tra Africa ed Europa.

Gli autori dello studio prendono in considerazione anche una prospettiva paleogeografica.

Durante le fasi glaciali del passato, quando il livello del Mediterraneo era più basso di quello attuale, le distanze di mare aperto tra le terre emerse del Canale di Sicilia risultavano ridotte.

Pantelleria e altre terre del Mediterraneo centrale potrebbero quindi avere svolto il ruolo di “stepping stones”, vere e proprie pietre di guado biogeografiche che avrebbero facilitato la dispersione verso nord di specie provenienti dall’Africa.

La popolazione di Nycteris thebaica individuata a Pantelleria potrebbe quindi rappresentare una presenza periferica di origine africana molto più antica di quanto si possa immaginare.

Per stabilirlo saranno però necessarie ulteriori ricerche.

Ora bisogna trovare i rifugi

Le registrazioni acustiche sono solo l’inizio della ricerca.

Uno dei prossimi obiettivi sarà infatti individuare i rifugi utilizzati dagli animali, verificare le dimensioni della popolazione e ottenere dati che permettano di confermarne anche geneticamente l’origine.

Sarà poi importante capire se Nycteris thebaica sia presente esclusivamente a Pantelleria oppure se piccole popolazioni possano essere sopravvissute inosservate anche in altre isole del Canale di Sicilia o nella stessa Sicilia.

La ricerca dovrà infine chiarire lo stato di conservazione di questa popolazione e valutarne le possibili minacce.

Tra quelle prese in considerazione dagli studiosi figurano gli incendi e la presenza di gatti domestici liberi di vagare, potenziali predatori di animali che, per le loro abitudini di volo a bassissima quota, potrebbero risultare particolarmente vulnerabili.

La scoperta insegna anche un metodo di ricerca

La storia del “fantasma” di Pantelleria contiene anche una lezione metodologica che va oltre la scoperta di una singola specie: quando un animale non viene rilevato, infatti, non significa necessariamente che non esista. Può anche significare che non lo stiamo cercando nel modo giusto.

Nel caso di Nycteris thebaica, è stato necessario cambiare prospettiva: abbassare i rilevatori quasi fino al terreno, aumentarne la sensibilità e mettersi in ascolto di segnali molto più deboli di quelli normalmente registrati durante i monitoraggi dei pipistrelli.

Il dettaglio tecnico ha trasformato un’anomalia acustica in una scoperta biogeografica, e lascia aperta una domanda affascinante: quanti altri “fantasmi” potrebbero essere ancora presenti nel Mediterraneo, semplicemente perché non abbiamo ancora imparato ad ascoltarli?

Grazie ad Henry De Santis, presidente dello Speleo Club Ribaldone, per aver l’articolo pubblicato sulla Sicilia, da cui è partita la ricerca delle fonti scientifiche alla base di questo articolo.

Fonti e approfondimenti

Russo D., Cistrone L., Biddittu A., Knörnschild M. (2026), A ghost from the past: Acoustic evidence for the long-overlooked occurrence of the African bat Nycteris thebaica in Europe, Global Ecology and Conservation, 70, e04377.
DOI: 10.1016/j.gecco.2026.e04377https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S2351989426003276?via%3Dihub

Ein Geist aus der Vergangenheit: Seit zwei Jahrhunderten übersehene afrikanische Fledermaus in Europa entdeckt, comunicazione sulla ricerca pubblicata da VBIO – Verband Biologie, Biowissenschaften & Biomedizin in Deutschland.

Pantelleria, torna il “fantasma del passato”: trovata la presenza di un animale, è l’unica presenza in Europa, La Sicilia.

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