Základné zobrazenie

  • ✇Scintilena
  • Puliamo il Buio a Tuvixeddu, speleologia e volontari ripuliscono la dolina
    Condividi A Cagliari l’iniziativa Puliamo il Buio unisce GSAGS e Legambiente nel lungo fine settimana della Giornata Mondiale dell’Ambiente, con un intervento a Tuvixeddu tra cavità, rifiuti ingombranti e tutela del patrimonio sotterraneo Puliamo il Buio Tuvixeddu Questa mattina a Tuvixeddu, a Cagliari, l’iniziativa Puliamo il Buio ha portato nella stessa area speleologi, volontari ambientali e cittadini, impegnati nella pulizia della dolina e degli spazi circostanti nel fine settimana ded
     

Puliamo il Buio a Tuvixeddu, speleologia e volontari ripuliscono la dolina

Jún 9th 2026 at 09:00

Condividi

A Cagliari l’iniziativa Puliamo il Buio unisce GSAGS e Legambiente nel lungo fine settimana della Giornata Mondiale dell’Ambiente, con un intervento a Tuvixeddu tra cavità, rifiuti ingombranti e tutela del patrimonio sotterraneo

Puliamo il Buio Tuvixeddu

Questa mattina a Tuvixeddu, a Cagliari, l’iniziativa Puliamo il Buio ha portato nella stessa area speleologi, volontari ambientali e cittadini, impegnati nella pulizia della dolina e degli spazi circostanti nel fine settimana dedicato alla Giornata Mondiale dell’Ambiente.


L’azione è nata dalla collaborazione tra il Gruppo Speleo-Archeologico “Giovanni Spano” e Legambiente Sardegna, all’interno della campagna nazionale Puliamo il Buio, promossa insieme alla Società Speleologica Italiana per richiamare l’attenzione sugli ambienti ipogei e sul patrimonio sotterraneo.


A Tuvixeddu la speleologia è così entrata in città con un intervento concreto, centrato non solo sulla raccolta dei rifiuti ma anche sul valore civile della cura di luoghi spesso poco visibili e quindi più esposti all’abbandono.

Rifiuti nella dolina

Il lavoro più impegnativo ha riguardato il fondo della dolina, dove i volontari del GSAGS hanno recuperato rifiuti ingombranti accumulati nel tempo, tra cui scaldabagni, frigoriferi, lavatrici, biciclette, pneumatici, telai di motorini, una rete da letto e perfino una vecchia automobile.


Accanto agli ingombranti sono stati raccolti anche bottiglie di plastica, carta, arredi dismessi e altri materiali abbandonati, segno di un degrado stratificato che interessa sia le cavità sia l’area esterna.[3][4]
Nello stesso intervento, Legambiente ha coordinato in sicurezza la pulizia della zona circostante e la differenziazione del materiale recuperato, coinvolgendo anche cittadini che hanno scelto di dedicare la mattinata a Tuvixeddu.[2][3]

GSAGS e Legambiente

L’area scelta per Puliamo il Buio ha un valore che va oltre l’emergenza rifiuti, perché la dolina si trova in un contesto ricco di storia, vicino alle postazioni contraeree della Seconda guerra mondiale e affacciato sul sistema di Tuvixeddu e Tuvumannu.[2]
Per questo l’intervento ha assunto anche il significato di una manutenzione civica di un luogo identitario per Cagliari, dove ambiente, memoria storica e patrimonio sotterraneo si incontrano nello stesso paesaggio.[2]
Nel racconto delle associazioni emerge inoltre il peso delle competenze speleologiche messe in campo dal GSAGS, che ha operato nel recupero in profondità dei rifiuti più pesanti, mostrando come la speleologia possa offrire strumenti utili anche nella tutela ambientale urbana.[1][3]

Puliamo il Buio 2026

L’appuntamento di Tuvixeddu rientra tra gli eventi del cinquantennale del GSAGS, inseriti nel progetto “Sentieri nel Buio. 50 anni di ricerca e divulgazione speleologica”, con cui il gruppo cagliaritano sta ripercorrendo mezzo secolo di attività nel 2026.[5][1]
Secondo le informazioni diffuse nei giorni precedenti, Puliamo il Buio a Cagliari è stata presentata anche come anteprima nazionale verso “Puliamo il Mondo 2026”, la campagna di Legambiente che ogni anno, a fine settembre, mobilita volontari in tutta Italia contro l’abbandono dei rifiuti.[3][1]
La giornata sarda si inserisce quindi in un quadro più ampio, dove Puliamo il Buio viene usata per mettere al centro i luoghi nascosti, come grotte, doline e cavità, che possono trasformarsi in discariche abusive con effetti sugli ecosistemi ipogei e sulle risorse idriche.[1][3]

Speleologia e tutela ambientale

L’iniziativa di Tuvixeddu conferma un dato che la speleologia italiana richiama da tempo: gli ambienti sotterranei non sono spazi marginali, ma parti delicate del territorio che richiedono conoscenza tecnica, monitoraggio e partecipazione pubblica.[3][1]
Nel caso di Cagliari, Puliamo il Buio ha mostrato anche la possibilità di tenere insieme divulgazione, volontariato e presidio del paesaggio, in una zona che da anni resta al centro dell’attenzione per il suo valore storico, archeologico e ambientale.[5][2]
L’evento si è svolto con il patrocinio della Regione Sardegna, del Comune di Cagliari, dell’Associazione Italiana Cultura Sport e della Federazione Speleologica Sarda, rafforzando il profilo pubblico di un’azione che unisce speleologia e cittadinanza attiva.[1][3]

Fonti
[1] Il 6 giugno, in occasione della Giornata Mondiale … – Sardegna https://www.sardegnaierioggidomani.com/ambiente/il-6-giugno-in-occasione-della-giornata-mondiale-dellambiente-a-cagliari-si-terra-puliamo-il-buio-anteprima-di-puliamo-il-mondo/
[2] Questa mattina a Tuvixeddu l’iniziativa congiunta del Gruppo … https://www.sardegnaierioggidomani.com/ambiente/questa-mattina-a-tuvixeddu-liniziativa-congiunta-del-gruppo-speleo-archeologico-giovanni-spano-e-legambiente/
[3] Puliamo il buio anteprima Puliamo il mondo Sardegna https://www.legambiente.it/comunicati-stampa/anteprima-puliamo-il-mondo-puliamo-il-buio-prima-tappa-in-sardegna
[4] Tuvixeddu tra rifiuti, plastica e pneumatici: gli speleologi … https://www.unionesarda.it/news-sardegna/cagliari/tuvixeddu-tra-rifiuti-plastica-e-pneumatici-gli-speleologi-ripuliscono-le-grotte-del-colle-bcbo3j0s
[5] “Sentieri nel Buio” in mostra 50 anni di speleologia a Cagliari https://www.scintilena.com/sentieri-nel-buio-il-gruppo-speleo-archeologico-giovanni-spano-porta-in-mostra-50-anni-di-speleologia-a-cagliari/04/30/
[10] “Puliamo il Buio” a Cagliari: speleologi e volontari insieme per la … https://www.scintilena.com/puliamo-il-buio-a-cagliari-speleologi-e-volontari-insieme-per-la-tutela-degli-ambienti-sotterranei/06/06/
[11] Puliamo il Buio Archivi – Scintilena https://www.scintilena.com/category/puliamo-il-buio/
[12] puliamo il buio Archivi – Scintilena https://www.scintilena.com/tag/puliamo-il-buio/
[13] Sardegna Archivi – Scintilena https://www.scintilena.com/category/sardegna/
[14] Una luce nel buio – il giornale quotidiano della speleologia italiana https://www.scintilena.com/category/0/page/2422/?%2Fwp-admin%2Finstall_php&wpmp_switcher=mobile
[15] On line l’archivio PDF degli articoli di Novembre 2021 di Scintilena https://www.scintilena.com/on-line-larchivio-pdf-degli-articoli-di-novembre-2021-di-scintilena/12/01/
[16] Cinquant’anni sotto la Sardegna: il Gruppo G. Spano celebra mezzo … https://www.scintilena.com/cinquantanni-sotto-la-sardegna-il-gruppo-g-spano-celebra-mezzo-secolo-di-speleologia/03/20/
[17] Una luce nel buio – il giornale quotidiano della speleologia italiana https://www.scintilena.com/page/2408/?sid=18&lang=cn&act=topiccont&fid=1&id=1&page=1&pageall=1&numall=10
[18] Speleologia urbana a Cagliari: 50 anni di esplorazioni nel convegno … https://www.scintilena.com/speleologia-urbana-a-cagliari-50-anni-di-esplorazioni-nel-convegno-sentieri-nel-buio/05/29/
[19] Una luce nel buio – il giornale quotidiano della speleologia italiana https://www.scintilena.com/page/516/?c=3
[20] Generatore feed rss Scintilena per pillole di grotta https://www.scintilena.com/servizi-per-la-speleologia/generatore-feed-rss-scintilena-per-pillole-di-grotta/
[21] Puliamo il buio a Tuvixeddu, speleologi e volontari insieme … https://www.instagram.com/p/DZST_4csMnS/
[22] GSAGS – Gruppo Speleo Archeologico “Giovanni Spano” https://www.facebook.com/gsagspano/posts/puliamo-il-buio-a-tuvixeddu-sabato-6-giugno-in-occasione-della-giornata-mondiale/1622412573218017/
[23] Puliamo il Buio – Cagliari https://puliamoilmondo.it/eventi/puliamo-il-buio-cagliari/
[24] TUVIXEDDU, LEGAMBIENTE (RI)SCRIVE ALLA REGIONE https://www.chartabianca.it/1551/news/tuvixeddu-legambiente-ri-scrive-alla-regione-fermate-le-ruspe
[25] “Puliamo il buio” a Tuvixeddu il 6 giugno, 8.30 https://www.sardegnareporter.it/2026/06/puliamo-il-buio-a-tuvixeddu-il-6-giugno-8-30/777074/
[26] Sentieri nel Buio – Mostra fotografica – Cagliari https://www.gsags.it/sentieri-nel-buio-mostra-fotografica/
[27] “Puliamo il Buio” a Tuvixeddu ? – Sabato 6 giugno … https://www.instagram.com/p/DZIV2IrsWFZ/
[28] GSAGS https://www.facebook.com/gsagspano/photos/puliamo-il-buio-a-tuvixeddu-sabato-6-giugno-in-occasione-della-giornata-mondiale/1622412536551354/
[29] Speleologia: conclusa iniziativa “Puliamo il Buio” https://www.regione.basilicata.it/speleologia-conclusa-iniziativa-puliamo-il-buio/
[30] al parco tuvixeddu-tuvumannu https://www.regione.sardegna.it/documenti/1_39_20081212105113.pdf

L'articolo Puliamo il Buio a Tuvixeddu, speleologia e volontari ripuliscono la dolina proviene da Scintilena.

  • ✇Scintilena
  • La Grotta dei Tayos, scrigno di biodiversità nascosta
    Condividi Dalla celebre grotta dell’Ecuador emergono nuove specie e nuove prospettive per la ricerca sui veleni animali. Lo racconta Carolyn Wilke in un articolo pubblicato da National Geographic l’8 gennaio 2026 “Cueva de los Tayos” significa letteralmente “Grotta dei Tayos”. Il nome deriva dai tayos (i Guacharos, Steatornis caripensis), particolari uccelli notturni che nidificano nelle grandi sale della cavità e che da secoli caratterizzano questo straordinario ambiente sotterraneo della Co
     

La Grotta dei Tayos, scrigno di biodiversità nascosta

Jún 9th 2026 at 05:00

Condividi

Dalla celebre grotta dell’Ecuador emergono nuove specie e nuove prospettive per la ricerca sui veleni animali. Lo racconta Carolyn Wilke in un articolo pubblicato da National Geographic l’8 gennaio 2026

“Cueva de los Tayos” significa letteralmente “Grotta dei Tayos”. Il nome deriva dai tayos (i Guacharos, Steatornis caripensis), particolari uccelli notturni che nidificano nelle grandi sale della cavità e che da secoli caratterizzano questo straordinario ambiente sotterraneo della Cordigliera del Cóndor, nell’Ecuador orientale. Proprio la loro presenza sostiene gran parte dell’ecosistema della grotta.

Le grotte continuano a sorprenderci. Non solo per i loro paesaggi nascosti o per le sfide esplorative che offrono agli speleologi, ma anche perché custodiscono forme di vita ancora sconosciute alla scienza e, forse, risorse preziose per la medicina del futuro.

La celebre Grotta dei Tayos torna sotto i riflettori internazionali grazie a una spedizione scientifica raccontata da National Geographic. A guidarla è Bryan Fry, tossicologo dell’Università del Queensland e studioso dei veleni animali, affiancato dall’attore Will Smith, protagonista della serie documentaria Pole to Pole. Nelle profondità del grande sistema carsico ecuadoriano, i ricercatori hanno cercato specie ancora sconosciute e raccolto campioni di veleno da animali cavernicoli, nella speranza di individuare sostanze utili alla medicina del futuro.

La ricerca, documentata nella serie televisiva Pole to Pole with Will Smith, ha visto il tossicologo australiano Bryan Fry e il suo team addentrarsi nelle profondità di uno dei più vasti e affascinanti sistemi sotterranei del Sud America. Dopo una discesa di quasi cento metri, gli studiosi hanno esplorato un ambiente quasi sconosciuto alla comunità scientifica internazionale, popolato da artropodi adattati a condizioni estreme.

Tra gli incontri più sorprendenti figurano enormi tarantole cavernicole, grandi “quanto un piatto da portata”. Il vero obiettivo della spedizione non era, naturalmente, soltanto documentare animali spettacolari: i ricercatori hanno raccolto campioni di veleno per analizzarne la composizione e individuare molecole potenzialmente utili allo sviluppo di nuovi farmaci.

Secondo Fry, la Grotta dei Tayos rappresenta un ecosistema eccezionale.

L’accesso è difficile e le comunicazioni con l’esterno sono limitate: in queste condizioni, le specie possono evolvere in modo indipendente per migliaia o milioni di anni, sviluppando caratteristiche uniche. Un fenomeno ben noto ai biospeleologi, che considerano le grotte veri e propri laboratori naturali dell’evoluzione.

Foto: Bernard Gagnon, Tayos 01, Wikimedia Commons, licenza CC BY-SA 3.0 – Le grandi sale della Grotta dei Tayos, teatro delle ricerche condotte dal tossicologo Bryan Fry e dal suo team. In questo ambiente remoto sono state individuate specie probabilmente nuove per la scienza e raccolti campioni di veleno destinati alla ricerca farmacologica

L’intero ecosistema della cavità si basa su un delicato apporto di nutrienti provenienti dall’esterno. I protagonisti sono i guacharos (Steatornis caripensis), uccelli notturni che nidificano nelle grandi sale della grotta e trasportano materia organica dall’ambiente forestale circostante. Le loro deiezioni alimentano una catena ecologica complessa che sostiene scarafaggi giganti, ragni, scorpioni, centopiedi e altri invertebrati specializzati.

Giovane guacharo (Steatornis caripensis), l’uccello che ha dato il nome alla Grotta dei Tayos. Le colonie che vivono nella cavità trasportano nutrienti dall’esterno, alimentando la ricca fauna sotterranea – Foto: Charles J. Sharp, Wikimedia Commons, licenza CC BY-SA 4.0

Per gli studiosi dei veleni, ambienti così isolati rappresentano una straordinaria opportunità. Molti farmaci oggi utilizzati derivano infatti da sostanze originariamente prodotte da animali velenosi. Un esempio classico è il captopril, utilizzato da oltre cinquant’anni contro l’ipertensione e sviluppato a partire da componenti del veleno di serpente. Più recentemente, alcune molecole individuate nei ragni australiani stanno mostrando risultati promettenti nel trattamento dei danni da infarto.

La ricerca nelle grotte potrebbe dunque contribuire alla scoperta di nuove sostanze bioattive. Gli organismi cavernicoli, costretti ad adattarsi a condizioni molto particolari, possono infatti sviluppare strategie biologiche e chimiche del tutto originali.

I risultati preliminari della spedizione sono già notevoli. Secondo Bryan Fry, il materiale raccolto ha permesso di identificare almeno sei specie probabilmente nuove per la scienza. Un dato che conferma quanto la biodiversità sotterranea sia ancora largamente inesplorata.

Per il mondo speleologico, notizie come questa rappresentano una conferma importante. Ogni nuova esplorazione, ogni rilievo e ogni studio biologico contribuiscono ad ampliare la conoscenza di ecosistemi fragili e spesso minacciati. Le grotte non sono soltanto luoghi di avventura o interesse geologico: sono archivi viventi della storia naturale e, talvolta, autentici scrigni di risorse scientifiche ancora da comprendere.

La Grotta dei Tayos, resa celebre dalle numerose campagne esplorative e scientifiche che si sono succedute dagli anni Sessanta in poi, compresa la famosa spedizione del 1976 alla quale partecipò anche Neil Armstrong, il primo uomo a camminare sulla Luna, e e dalle celebri storie sulla presunta “Biblioteca Metallica”, mai dimostrata ma entrata nell’immaginario collettivo degli appassionati di misteri, continua dunque a rivelare nuovi segreti.

Questa volta non si tratta di biblioteche o tesori nascosti, ma di qualcosa forse ancora più prezioso: la biodiversità e la conoscenza.

Fonte: Carolyn Wilke, Inside the little-known cave where tarantulas grow as big as dinner plates, National Geographic, 8 gennaio 2026 – https://www.nationalgeographic.com/animals/article/will-smith-pole-to-pole-huge-tarantula

Lo sapevi?

La fama mondiale della Grotta dei Tayos non deriva soltanto dal suo interesse speleologico e naturalistico.

Negli anni Sessanta l’esploratore Juan Móricz sostiene di aver scoperto al suo interno una misteriosa “Biblioteca Metallica”, composta da tavole incise attribuite a un’antica civiltà. La storia viene resa celebre dai libri di Erich von Däniken e alimenta numerose speculazioni su civiltà perdute e conoscenze dimenticate.

La grande spedizione internazionale del 1976, alla quale partecipa anche Neil Armstrong, non trova però alcuna prova della sua esistenza, contribuendo invece ad ampliare la conoscenza scientifica della grotta e a rendere i Tayos una delle grotte più celebri del pianeta –

Per approfondire: https://www.ancient-origins.net/ancient-places-americas/expedition-tayos-caves-never-seen-photographs-shed-light-mysterious-020555

Gli ambienti della Grotta dei Tayos ospitano una ricca fauna di artropodi, tra cui ragni, scorpioni, centopiedi e amblipigi. Proprio lo studio di questi animali potrebbe portare alla scoperta di nuove molecole utili alla ricerca farmacologica – Foto: Bernard Dupont, Spider, possibly Heterophrynus, Wikimedia Commons, licenza CC BY-SA 2.0

L'articolo La Grotta dei Tayos, scrigno di biodiversità nascosta proviene da Scintilena.

❌