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SSI, a Costacciaro si sceglie il futuro della speleologia italiana

Október 17th 2026 at 19:34

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Assemblea dei soci il 29 e 30 ottobre 2026, durante l’Incontro Internazionale di Speleologia: bilancio delle attività e rinnovo degli organi direttivi per il triennio 2027-2029.

Assemblea Ordinaria dei Soci SSI ETS – 29 e 30 ottobre 2026

La Società Speleologica Italiana ETS convoca l’Assemblea Ordinaria dei Soci, che si terrà a Costacciaro (PG), presso la Sala San Marco, in occasione dell’Incontro Internazionale di Speleologia.

Quando

  • Giovedì 29 ottobre, ore 21.30 – prima convocazione
  • Venerdì 30 ottobre, ore 16.00 – seconda convocazione, qualora non venga raggiunto il numero legale in prima convocazione.

Durante l’Assemblea saranno presentate le attività svolte dalla SSI nel triennio 2024-2026, le relazioni delle Commissioni e degli Uffici e gli esiti dei bandi e dei premi 2026. Si procederà inoltre allo scrutinio dei voti e all’elezione degli organi direttivi per il triennio 2027-2029.

Hanno diritto di voto i Soci e le Socie in regola con la quota associativa 2026 e iscritti da almeno tre mesi. È possibile partecipare anche per delega, secondo le modalità previste dallo Statuto.

I moduli per le deleghe sono disponibili qui: https://speleo.it/site/modulistica/

Eventuali comunicazioni da parte dei Soci e delle Socie dovranno essere inviate a: segreteria@socissi.it entro il 20 ottobre 2026.

La convocazione completa, l’ordine del giorno e i relativi allegati sono disponibili nell’area riservata ai Soci sul portale SSI.

Società Speleologica Italiana, a Costacciaro l’assemblea e lo spoglio delle Elezioni per il mandato 2027-2029

La Società Speleologica Italiana ETS riunisce i soci il 29 e 30 ottobre 2026 alla Sala San Marco. All’ordine del giorno le attività del triennio 2024-2026, le relazioni di Commissioni e Uffici, gli esiti di bandi e premi e il rinnovo degli organi sociali. Un approfondimento ricostruisce il lavoro dell’associazione tra formazione, ricerca, catasti, editoria e tutela del sottosuolo.

Assemblea SSI a Costacciaro: date, orari e sede

La Società Speleologica Italiana ETS ha convocato l’Assemblea Ordinaria dei Soci a Costacciaro, in provincia di Perugia. La riunione si terrà nella Sala San Marco, durante l’Incontro Internazionale di Speleologia. La prima convocazione è fissata per giovedì 29 ottobre 2026 alle 21.30. La seconda è prevista venerdì 30 ottobre alle 16.00, qualora nella prima non venga raggiunto il numero legale.

L’appuntamento si inserisce nel raduno internazionale in programma dal 29 ottobre al 1° novembre. Costacciaro ospiterà quindi, nello stesso periodo, incontri dedicati all’esplorazione e alla ricerca e un passaggio della vita associativa nazionale. Il tema del raduno richiama cinque elementi: aria, acqua, terra, fuoco e vuoto.[1][2]

Società Speleologica Italiana: attività 2024-2026 ed elezioni 2027-2029

Durante l’assemblea saranno presentate le attività svolte dalla SSI nel triennio 2024-2026. Seguiranno le relazioni delle Commissioni e degli Uffici e la comunicazione degli esiti dei bandi e dei premi 2026. Il programma comprende inoltre lo scrutinio dei voti e l’elezione degli organi sociali per il triennio 2027-2029.

La procedura elettorale avviata nell’estate 2026 riguarda la presidenza, il Consiglio Direttivo, il Collegio dei Probiviri e l’Organo di Controllo. Le candidature sono state raccolte dal 5 agosto al 10 settembre. Il rinnovo interessa quindi sia le funzioni di indirizzo e amministrazione sia quelle di garanzia e vigilanza interna.[3]

Le relazioni sul mandato in conclusione porteranno all’attenzione dei soci settori diversi ma collegati. La formazione prepara alla frequentazione consapevole delle grotte. I catasti organizzano i dati delle esplorazioni. Biblioteche e pubblicazioni conservano i risultati. La tutela ambientale utilizza queste conoscenze per proteggere cavità, paesaggi carsici e risorse idriche. Sono ambiti compresi nelle finalità e nelle attività istituzionali della SSI.[4][5]

Voto e deleghe all’assemblea della Società Speleologica Italiana

Hanno diritto di voto le socie e i soci in regola con la quota associativa 2026 e iscritti da almeno tre mesi. Il requisito dell’anzianità riguarda l’iscrizione nel Libro dei Soci, come stabilisce lo Statuto. È prevista la partecipazione per delega, secondo le regole associative.[5]

Ogni associato dispone di un voto. La delega può essere conferita a un altro associato che non faccia parte del Consiglio Direttivo o dell’Organo di Controllo. Ciascun delegato può ricevere al massimo tre deleghe. Per associazioni ed enti sono previste specifiche disposizioni sulla rappresentanza. La verifica della regolarità delle deleghe spetta alla presidenza dell’assemblea.[5]

I modelli sono disponibili nella sezione «Modulistica» del portale SSI. La pagina raccoglie anche i documenti per la rappresentanza dei soci collettivi, lo Statuto e il Regolamento.[6]

Assemblea SSI 2026: comunicazioni entro il 20 ottobre

Le eventuali comunicazioni delle socie e dei soci dovranno essere inviate a segreteria@socissi.it entro il 20 ottobre 2026. La convocazione completa, l’ordine del giorno e gli allegati sono disponibili nell’area riservata del portale SSI, secondo quanto indicato nell’avviso di convocazione.

L’assemblea riunirà così rendicontazione delle attività e rinnovo delle responsabilità associative. Le Commissioni hanno infatti l’obbligo di riferire al Consiglio Direttivo e all’Assemblea sul lavoro svolto. Il Regolamento prevede anche la comunicazione delle attività programmate e il coordinamento delle relative esigenze economiche.[7]

Relazione di approfondimento: il ruolo della Società Speleologica Italiana

La Società Speleologica Italiana, fondata nel 1950, opera all’incrocio tra esplorazione, ricerca, formazione e protezione ambientale. È un’associazione senza fini di lucro, apartitica e aconfessionale. Ha sede legale presso il Dipartimento di Scienze Biologiche, Geologiche e Ambientali dell’Università di Bologna, in via Zamboni 67.[5][8]

Il suo campo di attività comprende l’ambiente carsico superficiale e sotterraneo. Include inoltre le cavità artificiali di interesse storico, culturale, sociale e antropologico. Questa impostazione collega lo studio dei processi naturali alla conoscenza delle opere realizzate dall’uomo nel sottosuolo.[5]

Lo Statuto definisce una pluralità di strumenti operativi. La SSI può organizzare corsi, convegni e congressi, pubblicare libri e riviste, promuovere borse di studio e stipulare convenzioni. Può inoltre svolgere consulenze tecnico-scientifiche, proporre linee guida e assumere iniziative di tutela giuridica dell’ambiente carsico. Queste possibilità statutarie delineano il suo raggio d’azione, dalla produzione di conoscenza al confronto con le istituzioni.[5]

Commissioni SSI e Uffici: come si organizza il lavoro speleologico

Le Commissioni sono organi interni consultivi e organizzativi. Studiano o coordinano specifici aspetti della speleologia e della vita associativa. Il Consiglio Direttivo le istituisce e ne concorda annualmente gli obiettivi. I soci possono parteciparvi mettendo a disposizione competenze e interessi attinenti alle attività previste.[7]

Ogni Commissione deve riunirsi almeno una volta all’anno. Deve inoltre rendicontare il lavoro, presentare le attività successive e diffondere informazioni attraverso i canali sociali ufficiali. I finanziamenti richiesti per i progetti sono valutati in relazione alle disponibilità della SSI. La rendicontazione economica avviene in coordinamento con la Tesoreria.[7]

Accanto alle Commissioni operano le funzioni amministrative e documentarie. La Segreteria mantiene i rapporti con i soci e cura libri e verbali associativi. La Tesoreria predispone i documenti economici e segue entrate e spese. L’addetto alla Biblioteca gestisce il patrimonio documentario e collabora alla circolazione delle pubblicazioni. Questa struttura sostiene anche corsi, incontri e attività editoriali.[7]

Formazione speleologica SSI: corsi, istruttori e sicurezza

La Commissione Nazionale Scuole di Speleologia, CNSS, promuove e coordina l’insegnamento della disciplina. Lavora all’omogeneità dei programmi, alla qualificazione degli istruttori e alla diffusione delle norme di sicurezza e rispetto ambientale. La formazione comprende quindi sia la preparazione tecnica sia il comportamento da mantenere negli ambienti sotterranei.[7]

L’organizzazione si articola su tre livelli territoriali e didattici:

  • Le scuole locali, istituite da uno o più gruppi, organizzano i corsi di primo livello e preparano gli istruttori secondo gli standard CNSS.
  • I Comitati Esecutivi Regionali coordinano gli stage di qualificazione e i corsi di secondo livello, dedicati alla specializzazione tecnica, scientifica e culturale.
  • La struttura nazionale promuove e collabora all’organizzazione dei corsi di terzo livello, su temi culturali e tecnico-scientifici.[7]

Nel percorso di riorganizzazione del mandato 2024-2026 è stata indicata anche l’informatizzazione della storia formativa degli istruttori. L’obiettivo annunciato è rendere più leggibili aggiornamenti e specializzazioni, oltre alle qualifiche sintetiche. Si tratta di un indirizzo che collega la gestione della scuola alla documentazione delle competenze.[9]

Cavità artificiali e speleosubacquea: le scuole specialistiche SSI

La Scuola Nazionale di Speleologia in Cavità Artificiali opera nell’ambito della relativa Commissione. Promuove metodi e tecniche per lo studio e l’esplorazione degli ambienti artificiali e confinati. Cura la specializzazione degli istruttori, aggiorna gli elenchi delle qualifiche e omologa i corsi SSI nel proprio settore.[7]

Questa attività affianca la ricerca su acquedotti, cisterne, gallerie e altri sistemi sotterranei costruiti dall’uomo. La documentazione delle strutture viene collegata alla loro funzione e al contesto storico. Il campo di interesse è espressamente compreso nelle finalità culturali e scientifiche dell’associazione.[5][7]

La Scuola Nazionale di Speleologia Subacquea segue invece la formazione specialistica nelle cavità sommerse. Nell’attività istituzionale SSI la speleosubacquea comprende anche esplorazione, ricerca e organizzazione delle informazioni su sifoni, risorgenze e grotte marine.[4][7]

Un esempio del lavoro formativo è il programma rivolto agli operatori del 4° Nucleo Sub della Guardia Costiera di Cagliari, descritto nel gennaio 2025. La prima fase ha riguardato tecniche e metodologie per le immersioni in ambienti confinati naturali e artificiali.[10]

Catasto nazionale delle grotte e WISH: la documentazione del territorio

La SSI gestisce dal 1959 il Catasto Nazionale delle Grotte d’Italia. La Commissione Nazionale Catasto Cavità Naturali coordina il sistema decentrato dei catasti regionali. Promuove il censimento delle cavità e criteri condivisi per raccogliere, conservare e organizzare i dati.[4][11]

Il portale WISH, Web Information System Hyperlink, raccoglie informazioni sintetiche provenienti dai catasti regionali aderenti. Permette consultazioni su scala nazionale e regionale e ricerche statistiche. Il sistema mette in relazione il lavoro locale con una visione d’insieme del patrimonio carsico italiano.[11]

Il rilievo e la scheda catastale trasformano una scoperta in documentazione utilizzabile. La biblioteca conserva le pubblicazioni che la descrivono. Il catasto organizza invece le informazioni territoriali sulla cavità. Sono strumenti complementari per ricostruire lo stato delle conoscenze e preparare ulteriori ricerche. La formazione documentaria promossa dalla SSI affronta proprio questa relazione tra archivi, bibliografia e dati speleologici.[12]

Ricerca speleologica e collaborazioni con enti pubblici

La ricerca rientra nelle finalità statutarie della Società Speleologica Italiana. L’associazione promuove studi geografici, scientifici e storici e può collaborare con università, enti pubblici e soggetti privati. Il suo contributo comprende documentazione, scambio di dati, attività formative e diffusione dei risultati.[5]

Nel quadro delle priorità rese note all’inizio del 2025 figurano le convenzioni regionali per lo scambio dei dati catastali. È richiamata anche la collaborazione con il Friuli Venezia Giulia su tutela ambientale e integrazione delle informazioni bibliografiche e catastali. Per le cavità artificiali è stato indicato il rinnovo della convenzione con ISPRA. Queste linee di lavoro collegano gli archivi speleologici alle esigenze conoscitive delle istituzioni.[9]

La pagina istituzionale delle attività documenta inoltre un percorso di studi e collaborazioni su ambienti naturali e artificiali. Tra gli esempi figurano il Progetto Trias in Val Secchia, in rapporto con il Parco Nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano, e il Progetto Ipodata con l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia. Sono parte del patrimonio di esperienze tecnico-scientifiche dell’associazione.[4]

Tutela delle grotte SSI: acquiferi, monitoraggio e precauzione

La protezione ambientale è una componente costitutiva della SSI. Lo Statuto collega esplorazione e studio alla salvaguardia degli ambienti carsici e dei beni naturali e culturali presenti. Il Regolamento richiama la vulnerabilità delle cavità, delle montagne carsiche e delle acque che ne derivano.[5][7]

Il principio operativo è la massima tutela e precauzione. La frequentazione del sottosuolo deve essere consapevole e sostenibile. Ricerca, esplorazione, acquisizione dei dati, didattica ed educazione ambientale vengono quindi collocate entro un quadro di responsabilità verso i luoghi studiati.[7]

Le attività istituzionali comprendono monitoraggi e analisi di compatibilità negli ecosistemi sotterranei. Includono anche la partecipazione a procedure amministrative e il lavoro sulle linee guida per gli acquiferi carsici. Nelle priorità divulgate nel 2025 compare inoltre la sensibilizzazione sulle microplastiche e sul valore delle sorgenti carsiche per l’approvvigionamento idrico.[4][9]

Educazione ambientale SSI e divulgazione della speleologia

Nel percorso di riorganizzazione del triennio è stata annunciata la rifondazione della Commissione Didattica come Commissione Educazione Ambientale. L’obiettivo indicato è preparare interventi rivolti alle scuole di ogni ordine e grado, in collegamento con il nuovo Ufficio Stampa.[9]

L’educazione ambientale si distingue dalla formazione tecnica degli speleologi. La prima porta la conoscenza del sottosuolo verso studenti, insegnanti e pubblico. La seconda prepara alla pratica della disciplina. Entrambe trovano spazio nelle finalità educative e culturali della SSI e concorrono alla diffusione di comportamenti rispettosi dell’ambiente carsico.[5][7]

Anche il patrocinio rientra negli strumenti di divulgazione. Le linee guida presentate nel 2026 riguardano il sostegno gratuito a eventi, mostre, progetti e pubblicazioni coerenti con ricerca, tutela degli ambienti ipogei e valorizzazione del patrimonio carsico. Il patrocinio affianca così le iniziative sviluppate direttamente dalle strutture associative.[13]

Biblioteca Franco Anelli e Speleoteca: la memoria della ricerca

Il Centro Italiano di Documentazione Speleologica «Franco Anelli», CIDS, raccoglie una delle maggiori biblioteche specializzate nel settore. Il patrimonio comprende monografie, periodici, stampe antiche, materiali non librari e fondi storici. I materiali appartengono alla SSI e sono depositati presso il Dipartimento BiGeA dell’Università di Bologna.[7]

La biblioteca è accessibile ai soci e alle persone interessate alla materia. I suoi ambiti comprendono carsismo, geologia, idrogeologia, mineralogia e biologia, insieme ad archeologia, paleontologia, cavità artificiali e tecnica speleologica. La consultazione dei cataloghi online affianca l’accesso in sede.[7]

Speleoteca permette di interrogare un catalogo condiviso delle biblioteche speleologiche aderenti. Nel 2026 questi strumenti sono stati al centro della seconda edizione del corso di terzo livello «Come, dove (e perché) documentarsi?», promosso dal Comitato Esecutivo Emilia-Romagna della CNSS. Il programma comprendeva una sessione online e giornate a Bologna e San Lazzaro di Savena, con attenzione alla ricerca bibliografica e alla valorizzazione degli archivi.[12]

Editoria SSI: Speleologia e Opera Ipogea

La rivista semestrale «Speleologia», pubblicata dal 1979, documenta metodi e risultati delle ricerche italiane e internazionali. Accoglie esplorazioni e contributi tecnici e scientifici utili alla disciplina. La versione «Speleologia in Rete» rende disponibili approfondimenti e una selezione di articoli a lettura libera.[7]

«Opera Ipogea», pubblicata dal 1999, è dedicata alla speleologia in cavità artificiali. Il suo sottotitolo è «Journal of Speleology in Artificial Cavities». Alla versione cartacea si affianca quella elettronica, con identificativi DOI per i singoli articoli. Il periodico raccoglie studi e documentazione sulle opere sotterranee italiane ed estere.[4][7]

La produzione editoriale comprende anche manuali, monografie, Quaderni Didattici e le «Memorie dell’Istituto Italiano di Speleologia». La pagina istituzionale distingue questo lavoro dalle pubblicazioni internazionali oggi edite da altri organismi, come l’International Journal of Speleology, passato all’Union Internationale de Spéléologie.[4]

Premi SSI 2026: ricerca Badino e rilievo speleologico

Nel 2026 la SSI e l’Associazione di Esplorazioni Geografiche La Venta APS hanno promosso la terza edizione del Premio Speleologico Internazionale Giovanni Badino. Il riconoscimento sostiene progetti avanzati, conclusi o prossimi al completamento, con attenzione all’innovazione nell’esplorazione, nella documentazione, nella divulgazione e nello studio degli ambienti ipogei.[14]

Il premio prevede 2.500 euro per il progetto vincitore e la presentazione del lavoro sulle riviste «Speleologia» e «KUR». Il bando ha fissato al 26 luglio 2026 la scadenza delle candidature. L’assegnazione è prevista durante il raduno di Costacciaro. La valutazione è affidata al Comitato Scientifico SSI e a due rappresentanti del Consiglio Direttivo di La Venta.[14]

La Commissione Nazionale Catasto Cavità Naturali promuove inoltre il concorso «Rilievo: tra arte e tecnica» 2026. L’iniziativa valorizza accuratezza, qualità grafica e capacità comunicativa della rappresentazione delle grotte. Il rilievo viene così considerato insieme come documento tecnico, prodotto scientifico e strumento di trasmissione delle conoscenze.[11]

Relazioni internazionali SSI ed etica delle esplorazioni

La dimensione internazionale comprende accordi di collaborazione e reciprocità con organizzazioni di altri Paesi. La SSI documenta intese con la Fédération Française de Spéléologie, la Sociedad Espeleologica de Cuba e la Sociedade Brasileira de Espeleologia. Questi rapporti sostengono l’interscambio tecnico e culturale.[4]

Un riferimento etico è la Carta di Casola, sottoscritta nel 1994 per l’organizzazione e la conduzione delle spedizioni all’estero. Il Regolamento SSI richiama inoltre il rispetto delle leggi e dei principi del Codice Etico UIS. La cooperazione internazionale viene quindi associata alla responsabilità scientifica e ambientale dell’esplorazione.[4][7]

Organi sociali SSI: amministrazione, garanzie e volontariato

L’Assemblea dei Soci è l’organo sovrano e deliberativo. Il presidente esercita la rappresentanza legale. Il Consiglio Direttivo amministra l’associazione e attua gli indirizzi assembleari. Il Regolamento stabilisce otto consiglieri eletti e la nomina interna di vicepresidente, segretario e tesoriere.[5][7]

Il Collegio dei Probiviri esamina le questioni disciplinari e le presunte violazioni delle norme associative. L’Organo di Controllo vigila sulla legalità, sulla corretta amministrazione e sull’assetto economico-contabile. Sono funzioni distinte, entrambe comprese nel rinnovo delle cariche 2027-2029.[3][7]

Il volontariato sostiene numerose attività associative, comprese Commissioni e redazioni. Statuto e Regolamento prevedono un registro dei volontari e la loro assicurazione. Disciplinano inoltre i rimborsi delle spese documentate e la gestione delle risorse. Queste regole collegano l’impegno personale alla continuità organizzativa necessaria per formazione, ricerca, documentazione e tutela del sottosuolo.[5][7]


Fonti
[1] Raduno Internazionale di Speleologia 2026 | Costacciaro https://radunocostacciaro.it/
[2] Costacciaro 2026, programma online: quattro giorni di … https://www.scintilena.com/costacciaro-2026-programma-online-quattro-giorni-di-speleologia-e-171-eventi-50-gli-incontri-di-spritz-blitz-scintilens/10/14/
[3] Società Speleologica Italiana: aperte le candidature per il rinnovo delle cariche 2027-2029 – Scintilena https://www.scintilena.com/societa-speleologica-italiana-aperte-le-candidature-per-il-rinnovo-delle-cariche-2027-2029/08/17/
[4] Attività – SSI https://speleo.it/site/attivita/
[5] Statuto – SSI https://speleo.it/site/statuto/
[6] Modulistica SSI – download area – SSI https://speleo.it/site/modulistica/
[7] Il Regolamento – SSI https://speleo.it/site/regolamento/
[8] 75 anni della Società Speleologica Italiana: storia e ruolo nella … https://www.scintilena.com/75-anni-della-societa-speleologica-italiana-storia-e-ruolo-nella-speleologia-e-tutela-ambientale/06/25/
[9] Riorganizzazione della Società Speleologica Italiana – Scintilena https://www.scintilena.com/riorganizzazione-della-societa-speleologica-italiana-nuove-priorita-e-progetti/01/01/
[10] Speleologia e Sicurezza: La Nuova Stagione della Società … https://www.scintilena.com/speleologia-e-sicurezza-la-nuova-stagione-della-societa-speleologica-italiana/01/22/
[11] Commissione Nazionale Catasto Cavità Naturali (SSI ETS) https://www.scintilena.com/docs/commissione-nazionale-catasto-cavita-naturali/
[12] Corso SSI sulla documentazione speleologica: archivi, OPAC e … https://www.scintilena.com/corso-ssi-sulla-documentazione-speleologica-archivi-opac-e-ricerca-bibliografica/04/27/
[13] Patrocinio SSI per eventi di speleologia: come richiedere il sostegno … https://www.scintilena.com/patrocinio-ssi-per-eventi-di-speleologia-come-richiedere-il-sostegno-della-societa-speleologica-italiana-ets/06/23/
[14] Torna il Premio Speleologico Internazionale Giovanni Badino https://www.scintilena.com/torna-il-premio-speleologico-internazionale-giovanni-badino-candidature-aperte-per-la-terza-edizione/06/03/
[16] Homepage – SSI https://speleo.it/site/
[17] Home page [www.speleo.fvg.it] https://www.speleo.fvg.it/
[18] Grotte di Pertosa-Auletta, la scuola entra nella montagna: scienze e archeologia nello stesso viaggio – Scintilena https://www.scintilena.com/grotte-di-pertosa-auletta-la-scuola-entra-nella-montagna-scienze-e-archeologia-nello-stesso-viaggio/10/15/
[19] ‘Stillicidio’ arriva al numero 4: esplorazioni, memoria e cultura speleologica narratae dal Gruppo Triestino Speleologi https://www.scintilena.com/stillicidio-arriva-al-numero-4-esplorazioni-memoria-e-cultura-speleologica-dal-gruppo-triestino-speleologi/10/13/
[20] Bat Week 2026: dal 24 al 31 ottobre i pipistrelli al centro della tutela delle grotte – Scintilena https://www.scintilena.com/bat-week-2026-dal-24-al-31-ottobre-i-pipistrelli-al-centro-della-tutela-delle-grotte/10/15/
[21] Recuperanti di Montagne, dalle grotte ripulite a un piano contro i rifiuti sull’Altopiano https://www.scintilena.com/recuperanti-di-montagne-dalle-grotte-ripulite-a-un-piano-contro-i-rifiuti-sullaltopiano/10/17/
[22] Quasi senza fine premiato a Málaga: il Buco del Castello e la … https://www.scintilena.com/quasi-senza-fine-premiato-a-malaga-il-buco-del-castello-e-la-memoria-del-soccorso-speleologico/10/14/
[23] Scintilena – Una luce nel buio – il giornale quotidiano della … https://www.scintilena.com/
[24] “Stillicidio” arriva al numero 4: il Gruppo Triestino Speleologi narra esplorazioni, memoria e cultura speleologica – Scintilena https://www.scintilena.com/stillicidio-gruppo-triestino-speleologi/10/13/
[25] Livorno, 7 febbraio 2026 https://www.unibs.it/sites/default/files/2026-02/Premio%20RODOLFO%20GIANNOTTI%2031-12-2026.pdf
[26] Digital Commons @ Univ ersity of Digital Commons @ Univ ersity of South Florida South Florida SSI news: Notiziario della Società Speleologica Italiana SSI news: Notiziario della Società Speleologica Italiana https://digitalcommons.usf.edu/cgi/viewcontent.cgi?article=1021&context=ssi_news
[27] SSI news: Notiziario della Società Speleologica Italiana https://digitalcommons.usf.edu/cgi/viewcontent.cgi?article=1003&context=ssi_news
[28] Speleologia, torna il concorso “Rilievo: tra arte e tecnica” 2026 https://radunocostacciaro.it/speleologia-torna-il-concorso-rilievo-tra-arte-e-tecnica-2026/
[29] International Speleology Meeting Costacciaro 2026 https://www.eurospeleo.eu/event/international-speleology-meeting-costacciaro-2026-in-italy/
[30] Società Speleologica Italiana https://www.speleo.it/
[31] Events from October 17 – May 14, 2027 – European … https://www.eurospeleo.eu/events/
[32] Costacciaro 2026 accende i motori: online la piattaforma per … https://www.scintilena.com/costacciaro-2026-accende-i-motori-online-la-piattaforma-per-partecipare-al-raduno-internazionale-di-speleologia/03/17/
[33] Programma Eventi | Raduno Internazionale di Speleologia 2026 https://radunocostacciaro.it/programma/
[34] Costacciaro ospita la nuova Biblioteca FUGS https://www.scintilena.com/costacciaro-ospita-la-nuova-biblioteca-del-catasto-speleologico-fugs/05/20/

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    🔦 Přehled speleologických novinek V Podtatranské oblasti Kriváňa proběhl speleologický průzkum jeskyně Belianka za účasti odborníka Pala Staníka [3], [4]. Mexická expedice '26 představuje první letošní významnou akci zaměřenou na objevování jeskyní [1]. ✍️ Pripravil pre vás Miško Ftipkár 🙂 Speleologie V Čr První letošni TOP Expedice Mexiko ´26 📅 2026-10-17 Speleologie V Čr Kyklop bez oka a co s lidarem v jeskyni 📅 2026-10-10 Speleologie V Čr Speleológia Na Slovensku Prieskum
     

Souhrn speleo novinek (42. týden 2026)

Od: dankez
Október 17th 2026 at 14:54
🔦 Přehled speleologických novinek
V Podtatranské oblasti Kriváňa proběhl speleologický průzkum jeskyně Belianka za účasti odborníka Pala Staníka [3], [4]. Mexická expedice '26 představuje první letošní významnou akci zaměřenou na objevování jeskyní [1].
✍️ Pripravil pre vás Miško Ftipkár 🙂

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Cyril Dobrý, Rosalie Malinská, Tereza Ramba či Vica Kerekéš v podzemí

Cyril Dobrý, Rosalie Malinská, Tereza Ramba či Vica Kerekéš v podzemí. Koněpruské jeskyně a Dům přírody Českého krasu hostily po dvě noci natáčení nového akčního filmu Ztracena Afrodita. Více v reportáži Berounského deníku https://berounsky.denik.cz/zpravy-region/v-konepruskych-jeskynich-se-natacel-akcni-film-ztracena-afrodita
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  • Recuperanti di Montagne, dalle grotte ripulite a un piano contro i rifiuti sull’Altopiano
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Recuperanti di Montagne, dalle grotte ripulite a un piano contro i rifiuti sull’Altopiano

Október 17th 2026 at 08:00

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Recuperanti di Montagne e bonifica ambientale: il bando veneto da 577 mila euro apre la strada a interventi coordinati nei Sette Comuni

Un piano condiviso per rimuovere i rifiuti abbandonati nei boschi, nei pascoli e nelle cavità dell’Altopiano dei Sette Comuni. È la proposta rivolta all’Unione Montana e alle amministrazioni locali da un intervento pubblicato il 16 ottobre 2026 su 7 Comuni Online. Al centro figura il coinvolgimento dei Recuperanti di Montagne – Terzo Patrimonio, associazione che dal 2015 organizza interventi di pulizia in zone impervie e ambienti sotterranei. La proposta collega questa esperienza alle risorse regionali disponibili per la rimozione e lo smaltimento dei rifiuti abbandonati. [web:6][web:39]

La Regione del Veneto ha destinato alla misura 577.000 euro. La scadenza per presentare le richieste è il 30 ottobre 2026. L’obiettivo del finanziamento è sostenere i Comuni nella gestione di un problema che interessa anche territori difficili da raggiungere. [web:34]

Recuperanti di Montagne e bando Veneto: la proposta per i Sette Comuni

Il bando regionale costituisce il riferimento economico dell’iniziativa proposta per l’Altopiano. Secondo le condizioni riportate da 7 Comuni Online, il contributo può coprire fino all’80% delle spese sostenute dai Comuni. Il limite indicato è di 80.000 euro per progetto. [web:6]

L’appello invita le amministrazioni a costruire una programmazione comune. La conoscenza del territorio maturata dai Recuperanti di Montagne potrebbe contribuire a individuare i siti, documentarne le condizioni e organizzare gli interventi. Il percorso proposto comprende mappatura delle microdiscariche, coordinamento logistico e sensibilizzazione di residenti e visitatori. Il conferimento dei materiali resterebbe collegato ai servizi di gestione e smaltimento autorizzati. [web:6]

Il finanziamento regionale e la proposta locale hanno funzioni distinte. Il primo mette a disposizione risorse pubbliche. La seconda indica una possibile collaborazione tra enti e volontariato, valorizzando un’attività già radicata sul territorio. [web:6][web:34]

Bonifica della Grotta di Fiara: l’esperienza dei Recuperanti di Montagne

La Grotta di Fiara rappresenta uno degli interventi più articolati condotti dall’associazione. La cavità si trova nel territorio di Gallio, su un fondo di proprietà del Comune di Rotzo. Questa distinzione chiarisce il ruolo dell’amministrazione di Rotzo nelle operazioni e nella logistica. [web:28]

Il 7 e l’8 settembre 2024 furono recuperati 45 sacchi di rifiuti. Il resoconto firmato da Claudio Barbato registra 29 partecipanti e 464 ore complessive di lavoro volontario. Tra i materiali rimossi figuravano resti di circa trenta pecore, un cranio bovino e un altro attribuito a un cavallo o a un asino. Furono recuperati anche plastica, vetro, ferro e batterie. [web:29]

La pulizia proseguì nel settembre 2025. Scintilena ha successivamente riportato la conclusione dell’intervento, insieme all’assegnazione all’associazione del riconoscimento «L’Altopianese dell’anno 2025». La vicenda di Fiara riunisce le principali componenti del lavoro dei Recuperanti di Montagne: organizzazione, competenze speleologiche, gestione dei rifiuti e collaborazione istituzionale. [web:10]

Tutela delle acque carsiche e rifiuti nelle grotte dell’Altopiano

L’interesse per queste operazioni non riguarda soltanto l’aspetto dei luoghi. Le grotte appartengono a un sistema idrico sotterraneo. Negli acquiferi carsici, fratture e condotti possono facilitare il trasferimento dei contaminanti dalla superficie al sottosuolo. La letteratura scientifica considera per questo essenziali la prevenzione delle sorgenti d’inquinamento e il monitoraggio delle acque. [web:23]

A Fiara, durante la campagna del 2024, furono raccolti campioni destinati ad analisi chimiche, microbiologiche ed ecotossicologiche. La rimozione dei rifiuti si affiancò quindi a un’attività conoscitiva sulle condizioni dell’ambiente ipogeo. [web:29]

Recuperanti di Montagne, volontariato e continuità della bonifica ambientale

La collaborazione proposta per i Sette Comuni si inserisce in una storia di interventi già documentati. Nel 2021, a Contrada Bosco di Asiago, l’associazione organizzò la rimozione di circa 500 chilogrammi di rifiuti da una galleria della Prima guerra mondiale. Nella stessa giornata furono ripulite altre due località vicine. [web:8]

Il passaggio verso una programmazione territoriale condivisa punta a dare continuità a queste azioni. La proposta pubblicata il 16 ottobre mette insieme conoscenza dei siti, risorse regionali e responsabilità amministrative. La scadenza del 30 ottobre definisce il termine per le richieste al bando, mentre il lavoro dei Recuperanti di Montagne offre un’esperienza concreta su cui costruire la collaborazione. [web:6][web:34]

Relazione di approfondimento sulle attività dei Recuperanti di Montagne – Terzo Patrimonio

Recuperanti di Montagne: origine dell’associazione e radicamento nell’Altopiano

I Recuperanti di Montagne – Terzo Patrimonio sono attivi dal 2015, anno indicato come fondazione dell’associazione. Il loro ambito d’intervento comprende discariche abusive e accumuli di rifiuti in zone impervie dell’Altopiano dei Sette Comuni. Già nel maggio 2022 l’associazione riferiva di avere ripulito una decina di discariche di questo tipo. Si tratta di un bilancio riferito a quella data, utile a descrivere il percorso precedente alla campagna di Fiara. [web:39]

Il nome richiama una figura storica del territorio: il recuperante che cercava ferro e materiali lasciati dalla Grande Guerra. L’associazione riprende quel riferimento legato alla frequentazione della montagna e lo orienta verso la tutela ambientale. L’attività contemporanea riguarda la rimozione dei rifiuti, non la raccolta di residuati bellici. [web:10]

Recuperanti di Montagne e censimento delle discariche abusive

La rimozione dei rifiuti è preceduta dalla conoscenza dei luoghi. Nel 2021 Scintilena riportava circa un centinaio di siti inquinati catalogati negli anni e progressivamente affrontati. Il dato descrive il patrimonio di segnalazioni e ricognizioni allora disponibile, non il numero delle bonifiche già concluse. [web:8]

Questa distinzione aiuta a comprendere la dimensione dell’attività. Un sito individuato può richiedere sopralluoghi, verifiche sulle condizioni di accesso, interlocuzioni con gli enti e organizzazione dei trasporti. Il caso di Fiara mostra quanto la preparazione possa incidere sui tempi complessivi. L’intervento era già stato annunciato per il giugno 2022, ma fu rinviato per questioni burocratiche ancora da risolvere. [web:39]

La proposta dell’ottobre 2026 valorizza proprio questa conoscenza territoriale. La mappatura delle criticità costituisce uno dei collegamenti indicati tra il lavoro associativo e l’eventuale programmazione dei Comuni. Il censimento assume così una funzione operativa: permette di passare dalla segnalazione del problema all’organizzazione di progetti localizzati. [web:6]

Bonifica di Contrada Bosco: rifiuti in una galleria della Grande Guerra

L’intervento di Contrada Bosco, nel territorio di Asiago, documenta l’impegno anche nelle cavità artificiali. Nell’ottobre 2021 i Recuperanti di Montagne organizzarono la pulizia di una galleria militare della Prima guerra mondiale. Parteciparono speleologi appartenenti a gruppi vicentini. [web:8]

Dalla cavità uscirono circa 500 chilogrammi di materiali. Il resoconto cita taniche di olio esausto, pneumatici, elettrodomestici, fiale di farmaci e un sedile d’auto. Segnala inoltre la presenza di eternit. Una parte consistente dei rifiuti risaliva agli anni Ottanta e Novanta. Il deposito raccontava quindi un uso prolungato del sottosuolo come luogo di abbandono. [web:8]

La cronaca registra una segnalazione ai Carabinieri e il deposito provvisorio dei materiali in attesa del recupero da parte della ditta incaricata della raccolta. Il lavoro non terminava all’uscita della galleria. Comprendeva il raccordo con la gestione esterna dei rifiuti. Nella medesima giornata furono ripulite altre due località vicine. [web:8]

Grotta di Fiara: dall’esplorazione speleologica alla preparazione della pulizia

La Grotta di Fiara era stata esplorata dal Gruppo Speleologico Settecomuni circa quarant’anni prima dell’intervento del 2024. Nel resoconto delle operazioni, uno degli esploratori ricordava che la cavità era pulita al tempo delle prime visite. Il successivo accumulo di carcasse e altri materiali aveva trasformato l’ambiente. [web:29]

La preparazione della pulizia precede di diversi anni l’ingresso operativo dei volontari. Un video dell’interno era già stato realizzato nell’agosto 2020. Nel 2022 venne annunciata una giornata di bonifica in coincidenza con la Giornata mondiale dell’ambiente, poi rinviata. Nel settembre 2024 il progetto arrivò alla fase di recupero dei rifiuti. [web:39][web:29]

La cavità si trova nel comune di Gallio, mentre il fondo appartiene al Comune di Rotzo. Nel percorso organizzativo intervennero quindi aspetti territoriali, patrimoniali e amministrativi. La ricostruzione pubblicata nel 2025 descrive il sostegno del Comune di Rotzo e dei Carabinieri Forestali di Asiago, insieme al contributo documentale del CAI e della Società Speleologica Italiana. [web:28]

Bonifica della Grotta di Fiara nel 2024: persone, attrezzature e organizzazione

Le operazioni del 7 e 8 settembre 2024 richiesero attività sia in superficie sia nel sottosuolo. All’ingresso fu rimosso un tronco caduto. Seguirono il disgaggio, la sistemazione di una recinzione e l’installazione di un verricello a bandiera. L’attrezzatura serviva a sollevare i big bag con i sacchi di rifiuti. [web:29]

Il resoconto delle due giornate elenca verricello, gruppo elettrogeno, corde, impalcatura, motosega, badili, picconi, leve, sacchi, big bag e pickup. Questa dotazione descrive un cantiere organizzato, nel quale il recupero verticale rappresentava soltanto una delle lavorazioni. La movimentazione proseguiva all’esterno, fino al punto di raccolta. [web:29]

I volontari si distribuirono tra mansioni differenti:

  • recupero e insaccamento dei materiali all’interno della grotta;
  • sollevamento dei carichi e ricezione in superficie;
  • separazione dei rifiuti recuperati;
  • trasporto dei sacchi al punto di raccolta;
  • gestione dei pasti e della logistica del campo. [web:29]

Il bilancio pubblicato da Claudio Barbato indica 29 partecipanti, 45 sacchi recuperati e 464 ore complessive di lavoro gratuito. Il Comune di Rotzo fornì quasi interamente cibo e bevande per circa trenta persone e tre pasti. Il sostegno logistico consentì di affiancare il lavoro sotterraneo alle attività esterne. [web:29]

Recuperanti di Montagne e collaborazione tra gruppi speleologici

La campagna di Fiara coinvolse una rete di gruppi, non soltanto i soci dell’associazione organizzatrice. Il resoconto del 2024 elenca GS Settecomuni, Gruppo Grotte Trevisiol, Gruppo Grotte Giara Modon di Valstagna, Gruppo Grotte Treviso, Gruppo Grotte Valdagno, Club Speleologico Proteo, Gruppo Speleologico Padovano CAI e Gruppo Speleologico Sacile. [web:29]

La presenza di più realtà mise in relazione conoscenza locale e capacità tecniche. Alla componente speleologica si affiancarono cittadini e volontari impegnati in superficie. Il modello consentiva una partecipazione differenziata: chi non entrava in grotta contribuiva alla selezione, al trasporto e alla logistica. [web:29]

Anche il programma del settembre 2025 prevedeva una collaborazione con il Gruppo Grotte Gastone Trevisiol CAI Vicenza e altri gruppi veneti e friulani. I Recuperanti di Montagne assicuravano vitto e materiali collettivi. L’organizzazione associativa svolgeva quindi una funzione di raccordo tra squadre, attrezzature e permanenza sul posto. [web:12]

Rifiuti animali, documentazione e rapporti con i Carabinieri Forestali

La presenza di resti animali rese la pulizia di Fiara diversa da una comune raccolta di rifiuti escursionistici. I sacchi contenevano carcasse e ossa, insieme a materiali eterogenei. Il lavoro richiedeva di gestire ciò che risaliva dalla cavità e di separarlo in superficie. [web:29]

Durante la campagna del 2024 alcuni marchi auricolari identificativi degli animali furono consegnati ai Carabinieri Forestali di Asiago. Il resoconto riferisce anche la documentazione fotografica dei materiali estratti dal pozzo. La rimozione si accompagnò così alla conservazione di elementi utili alle verifiche delle autorità. [web:29]

Questo passaggio distingue i compiti dei soggetti coinvolti. I volontari svolgevano le operazioni organizzate di recupero. I Forestali ricevevano la documentazione e gli elementi identificativi. Il contributo dell’associazione riguardava quindi anche l’emersione e la registrazione di una situazione di degrado sotterraneo. [web:29]

Tutela delle acque carsiche: il significato scientifico delle bonifiche

Il collegamento tra rifiuti e acqua costituisce il fondamento ambientale di queste attività. La revisione scientifica di F. Ka?aro?lu, pubblicata nel 1999 su Water, Air, & Soil Pollution, descrive l’elevata vulnerabilità degli acquiferi carsici all’inquinamento. Tra le pressioni considerate figurano gli scarichi e lo smaltimento di rifiuti domestici, agricoli e industriali. [web:23]

Il sottosuolo carsico non è un contenitore isolato. La circolazione attraverso fratture e condotti mette in relazione settori diversi dell’acquifero. La conoscenza dei percorsi dell’acqua diventa quindi importante per comprendere anche il trasferimento dei contaminanti. Una sintesi pubblicata nel 2025 dall’American Geophysical Union richiama il ruolo dei tracciamenti, del monitoraggio e della modellazione di questi processi. [web:27]

Nel caso di Fiara, i campionamenti del 2024 furono destinati ad analisi chimiche, microbiologiche ed ecotossicologiche. La ricostruzione giornalistica dell’agosto 2025 riferisce che le analisi avevano confermato un forte inquinamento. La pulizia interveniva quindi su una situazione per la quale erano state raccolte anche informazioni sulla qualità dell’acqua. [web:29][web:28]

La letteratura collega la protezione degli acquiferi a più azioni complementari: conoscenza idrogeologica, controllo delle sorgenti d’inquinamento, monitoraggio e informazione pubblica. Il lavoro documentato dei Recuperanti di Montagne si colloca soprattutto nella rimozione dei depositi e nella sensibilizzazione, con un raccordo alle verifiche ambientali. [web:23][web:29][web:17]

Grotta di Fiara nel 2025 e riconoscimento all’impegno dei Recuperanti di Montagne

La prima campagna non esaurì il materiale presente nella cavità. L’associazione organizzò una nuova fase per il 6 e 7 settembre 2025, destinata a completare la pulizia. L’intervento confermava la necessità di tornare sullo stesso sito, anziché limitarsi a una singola giornata di raccolta. [web:28]

Nel gennaio 2026 Scintilena riportò la conclusione della pulizia avvenuta nel settembre precedente. La stessa notizia attribuiva al lavoro del 2025 altre 490 ore. Il dato rende visibile la consistenza della seconda fase e il proseguimento dell’impegno dopo l’operazione iniziale. [web:10]

All’associazione fu assegnato il riconoscimento «L’Altopianese dell’anno 2025». La notizia collegava il premio alla campagna di Fiara e alle altre azioni contro le discariche abusive. Il riconoscimento portava all’attenzione pubblica un’attività distribuita nel tempo, fatta di preparazione, interventi sul campo e relazioni con la comunità. [web:10]

Recuperanti di Montagne e divulgazione ambientale a Rotzo

L’attività associativa comprende incontri pubblici e restituzione dei risultati. Il 20 dicembre 2024, alla Casa della Cultura di Rotzo, i Recuperanti di Montagne presentarono fotografie e filmati a una cinquantina di cittadini. La serata affrontò le condizioni dei pascoli e dei boschi, il carsismo e la tutela delle sorgenti. [web:17]

Fu proiettato anche un filmato sulle giornate di pulizia di Fiara, realizzato da uno speleologo e speleosub vicentino. La documentazione consentiva di mostrare ambienti e operazioni normalmente poco visibili a chi non frequenta il sottosuolo. Il racconto dell’intervento diventava uno strumento di informazione territoriale. [web:17]

Questa attività collega l’esperienza tecnica alla prevenzione. La revisione scientifica sulla protezione degli acquiferi carsici comprende proprio la consapevolezza pubblica tra gli elementi di un sistema di tutela. Nel lavoro dell’associazione, incontri e immagini accompagnano la rimozione materiale dei rifiuti. [web:23][web:17]

Bonifica ambientale dell’Altopiano: il raccordo tra volontariato ed enti pubblici

Le esperienze di Contrada Bosco e Fiara mostrano una filiera composta da soggetti diversi. L’associazione organizza persone e competenze. I gruppi speleologici contribuiscono alle operazioni ipogee. Le amministrazioni sostengono aspetti organizzativi e territoriali. Le autorità ricevono segnalazioni e documentazione. I servizi incaricati intervengono nella gestione dei materiali raccolti. [web:8][web:29][web:28]

La proposta pubblicata il 16 ottobre 2026 porta questa collaborazione a una scala intercomunale. I tre elementi indicati sono l’individuazione delle microdiscariche, l’integrazione tra risorse pubbliche e lavoro volontario e il coinvolgimento della comunità. Il bando regionale offre il possibile sostegno economico; l’esperienza dei Recuperanti di Montagne fornisce conoscenza dei luoghi e precedenti operativi. [web:6]

Il passaggio da singoli interventi a una programmazione condivisa è il tema della proposta rivolta all’Unione Montana. Il patrimonio di attività già realizzate ne costituisce il punto di partenza: ricognizioni, recuperi in cavità naturali e artificiali, rapporti con gli enti, documentazione e divulgazione. [web:6][web:8][web:29][web:17]

Fonti giornalistiche, istituzionali e scientifiche

  1. 7 Comuni Online, 16 ottobre 2026 — «Un’opportunità per il territorio: l’Unione Montana dei Sette Comuni e i “Recuperanti di Montagne” uniscano le forze per pulire i nostri boschi».
    https://www.7comunionline.it/2026/10/16/altopiano-e-recuperanti-di-montagne-insieme-per-la-bonifica-ambientale/
  2. Regione del Veneto — «Rifiuti abbandonati, 577 mila euro ai Comuni per rimuoverli».
    https://www.regione.veneto.it/article-detail?articleId=14422328
  3. 7 Comuni Online, 28 maggio 2022 — «Recuperanti di Montagne: bonifica alla Grotta di Fiara per la Giornata Mondiale dell’Ambiente».
    https://www.7comunionline.it/2022/05/28/recuperanti-di-montagne-bonifica-alla-grotta-di-fiara-per-la-giornata-mondiale-dellambiente/
  4. Scintilena, 22 ottobre 2021 — «Asiago I Recuperanti di Montagne ripuliscono 500 kg di rifiuti da una cavità della Prima Guerra Mondiale».
    https://www.scintilena.com/asiago-i-recuperanti-di-montagne-ripuliscono-500-kg-di-rifiuti-da-una-cavita-della-prima-guerra-mondiale/10/22/
  5. Scintilena, 14 settembre 2024 — «Bonifica della Grotta di Fiara: Un Impegno Corale per l’Ambiente», con resoconto di Claudio Barbato.
    https://www.scintilena.com/bonifica-della-grotta-di-fiara-un-impegno-corale-per-lambiente/09/14/
  6. Scintilena, 24 dicembre 2024 — «La Bonifica della Grotta di Fiara: Incontro a Rotzo con la Verità sui Pascoli e Boschi dell’Altopiano dei Sette Comuni».
    https://www.scintilena.com/la-bonifica-della-grotta-di-fiara-incontro-a-rotzo-con-la-verita-sui-pascoli-e-boschi-dellaltopiano/12/24/
  7. 7 Comuni Online, 25 agosto 2025 — «Grotta di Fiara, i Recuperanti di Montagne tornano per completare la bonifica».
    https://www.7comunionline.it/2025/08/25/grotta-di-fiara-i-recuperanti-di-montagne-tornano-per-completare-la-bonifica/
  8. Scintilena, 2 settembre 2025 — «Grotta di Fiara pronta alla bonifica: i Recuperanti di Montagne tornano all’opera».
    https://www.scintilena.com/grotta-di-fiara-pronta-alla-bonifica-i-recuperanti-di-montagne-tornano-allopera/09/02/
  9. Scintilena, 6 gennaio 2026 — «Recuperanti di montagne premiati come Altopianese dell’anno per la tutela ambientale dell’Altopiano».
    https://www.scintilena.com/recuperanti-di-montagne-premiati-come-altopianese-dellanno-per-la-tutela-ambientale-dellaltopiano/01/06/
  10. Ka?aro?lu, F., 1999 — «Review of Groundwater Pollution and Protection in Karst Areas», Water, Air, & Soil Pollution, 113, 337–356. DOI: 10.1023/A:1005014532330.
    https://link.springer.com/article/10.1023/A:1005014532330
  11. Eos, American Geophysical Union, 22 luglio 2025 — «Groundwater Pollution in Karst Regions: Toward Better Models».
    https://eos.org/editors-vox/groundwater-pollution-in-karst-regions-toward-better-models

Recuperanti di montagne

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  • Grotta Maria Colombo, dal fango riemergono ceramiche di 3.900 anni fa
    Condividi A Montesano sulla Marcellana, la Grotta Maria Colombo restituisce reperti del Bronzo Antico. Gli scavi dell’agosto 2026 proseguono una storia di esplorazioni iniziata nel 2007. La Grotta Maria Colombo torna al centro delle ricerche sulla preistoria del Vallo di Diano. La campagna archeologica condotta nell’agosto 2026 ha restituito concentrazioni di grandi frammenti ceramici, riferibili al Bronzo Antico, circa 3.900 anni fa. I reperti provengono dalla cavità di località Patt
     

Grotta Maria Colombo, dal fango riemergono ceramiche di 3.900 anni fa

Október 17th 2026 at 07:22

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A Montesano sulla Marcellana, la Grotta Maria Colombo restituisce reperti del Bronzo Antico. Gli scavi dell’agosto 2026 proseguono una storia di esplorazioni iniziata nel 2007.

La Grotta Maria Colombo torna al centro delle ricerche sulla preistoria del Vallo di Diano.

La campagna archeologica condotta nell’agosto 2026 ha restituito concentrazioni di grandi frammenti ceramici, riferibili al Bronzo Antico, circa 3.900 anni fa.

I reperti provengono dalla cavità di località Pattano, nel territorio di Montesano sulla Marcellana, in provincia di Salerno. Le indagini hanno permesso di liberare l’accesso alla sala principale, ostruito da materiali di crollo e da una frana fangosa.[1]

Il ritrovamento amplia la documentazione sulla principale fase di frequentazione della grotta. L’interpretazione proposta dai ricercatori collega questa presenza umana a una possibile funzione funeraria e cultuale. Lo studio delle ceramiche e dei resti ossei costituirà il passaggio successivo della ricerca.[2]

Gli scavi nella Grotta Maria Colombo e il recupero dei reperti

La campagna del 2026 ha affrontato un ostacolo concreto alla prosecuzione delle indagini. Uno strato derivato dal crollo della volta e un accumulo fangoso impedivano l’accesso alla sala principale. La rimozione di questi materiali ha consentito di recuperare nuove concentrazioni ceramiche. I frammenti, di grandi dimensioni, sono stati attribuiti alla fase del Bronzo Antico già riconosciuta nel sito.[1][2]

L’intervento si inserisce in un percorso avviato dopo la scoperta della cavità nel 2007. Tra il 2013 e il 2015 erano state eseguite attività di rilievo topografico e indagini stratigrafiche. La nuova campagna riprende quindi un lavoro che comprende documentazione degli ambienti sotterranei e ricerca archeologica.[1]

Per il pubblico speleologico, la vicenda mostra il legame tra conoscenza della grotta e studio delle sue frequentazioni antiche. La restituzione degli spazi interni alla ricerca ha coinciso, in questo caso, con il recupero di ulteriori testimonianze materiali.[2]

Bronzo Antico e possibile uso funerario della Grotta Maria Colombo

La datazione a circa 3.900 anni fa riguarda la principale fase di presenza umana riconosciuta nella Grotta Maria Colombo. È a questa frequentazione che vengono ricondotti i nuovi frammenti. La lettura funeraria e cultuale rappresenta l’ipotesi di lavoro indicata per il sito.[1][2]

Le ceramiche saranno studiate insieme ai resti ossei recuperati. Le analisi, affidate alla Sapienza Università di Roma e al Museo delle Civiltà, approfondiranno le modalità di utilizzo della cavità. L’obiettivo è ricostruire il rapporto tra i materiali rinvenuti e le attività svolte al suo interno.[2]

Grotta Maria Colombo: gli enti coinvolti nella ricerca archeologica

Le attività si sono svolte in regime di concessione del Ministero della Cultura. A realizzarle è stata l’Associazione O.R.T.A. ETS, in collaborazione con la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Salerno e Avellino. Il Comune di Montesano sulla Marcellana ha sostenuto la ripresa delle indagini.[2]

Il coordinamento scientifico è stato affidato al Dipartimento SARAS della Sapienza Università di Roma, con Federico Nomi come referente. Il progetto ha coinvolto anche il Department of Anthropology della University of Michigan e il Servizio di Bioarcheologia del Museo delle Civiltà. La collaborazione riunisce competenze archeologiche e bioarcheologiche nello studio del deposito sotterraneo.[2]

La Grotta Maria Colombo nella preistoria del Vallo di Diano

Il sito si trova non lontano dal fiume Calore, nell’area meridionale di confine tra Campania e Basilicata. La Grotta Maria Colombo appartiene a una rete di cavità del Vallo di Diano frequentate durante la preistoria e la protostoria. Le ricerche contribuiscono alla ricostruzione delle dinamiche di popolamento di questo territorio.[2]

La prospettiva comprende anche la valorizzazione del patrimonio archeologico locale. Le attività nella grotta e negli altri siti sotterranei del Vallo di Diano potranno alimentare percorsi tematici dedicati alle frequentazioni antiche. Il passaggio immediato resta lo studio dei reperti recuperati nell’ultima campagna.[2]


Grotta Maria Colombo: storia delle esplorazioni e delle ricerche, dal 2007 agli scavi del 2026

Grotta Maria Colombo: due storie nel sottosuolo di Montesano

La storia della Grotta Maria Colombo si sviluppa su due piani temporali. Il primo riguarda la frequentazione preistorica, con una fase principale attribuita al Bronzo Antico. Il secondo comprende la scoperta moderna, la documentazione speleologica e le campagne archeologiche. Tra il rinvenimento della cavità nel 2007 e gli scavi dell’agosto 2026 trascorrono diciannove anni.[1]

Queste due vicende si incontrano nello studio del deposito. Le esplorazioni hanno portato la cavità all’attenzione della comunità speleologica. I successivi interventi hanno affrontato il rilievo degli ambienti, la stratigrafia e il recupero delle testimonianze umane. È in questo rapporto tra speleologia e archeologia che si colloca il percorso di ricerca del sito.[2][3][4]

La scoperta della Grotta Maria Colombo nel 2007

L’individuazione moderna della Grotta Maria Colombo risale al 2007 ed è attribuita al Gruppo Speleologico Leccese ’Ndronico. La scoperta avviene in località Pattano, nel territorio di Montesano sulla Marcellana. La cavità entra così nel percorso delle esplorazioni speleologiche dell’area del Vallo di Diano.[3]

Il 2007 costituisce il riferimento iniziale della storia contemporanea del sito. La presenza umana antica appartiene a una cronologia molto precedente. Le ceramiche oggi attribuite al Bronzo Antico documentano infatti una frequentazione risalente a circa 3.900 anni fa. La scoperta speleologica ha aperto la strada alla conoscenza moderna di questo archivio sotterraneo.[1][3]

La ricostruzione delle ricerche deve quindi tenere insieme due processi distinti. Da una parte vi è il riconoscimento della cavità come ambiente da esplorare e documentare. Dall’altra si sviluppa l’indagine sulle tracce lasciate dalle comunità preistoriche. Le tappe successive mostrano il progressivo incontro tra questi ambiti.[2][3]

La Grotta Maria Colombo nella letteratura speleologica del 2012

Un riferimento nella storia della divulgazione speleologica compare nel dicembre 2012. Il numero 45 di «Talp», periodico della Federazione Speleologica Toscana, comprende il contributo «Grotta Maria Colombo, Salerno, Campania», firmato da V. Cossio. Il sommario lo colloca a pagina 4, nella sezione «Notizie. Appendici Carsiche».[5]

La scheda dell’archivio online identifica l’autore come Vittorio Cossio. La pubblicazione documenta la circolazione della notizia della grotta nell’ambiente speleologico alcuni anni dopo la scoperta.[6]

Il riferimento del 2012 è una tappa editoriale riconoscibile nella vicenda del sito. Precede il ciclo di attività topografiche e stratigrafiche che le comunicazioni sulla campagna 2026 collocano tra il 2013 e il 2015. La sequenza comprende quindi scoperta, comunicazione speleologica e successivo sviluppo delle indagini archeologiche.[2][5]

Rilievi e ricerche nella Grotta Maria Colombo tra il 2013 e il 2015

Tra il 2013 e il 2015 vengono effettuate le prime attività di rilievo topografico e di indagine stratigrafica richiamate nella ricostruzione delle ricerche. È una fase centrale per il passaggio dalla scoperta allo studio organizzato della cavità. La documentazione riguarda sia gli ambienti sotterranei sia il deposito archeologico.[1][2]

Rilievo e stratigrafia rappresentano due componenti complementari di questo lavoro. Il primo affronta la descrizione spaziale della grotta. La seconda riguarda la successione dei depositi e il contesto dei materiali. Nel percorso della Grotta Maria Colombo, entrambe precedono la ripresa degli scavi del 2026.[2]

La campagna più recente si collega espressamente a queste ricerche. Il ritorno nella cavità non coincide quindi con una nuova scoperta del sito, ma con la prosecuzione delle indagini. I nuovi reperti ampliano la documentazione della principale fase di frequentazione già individuata.[1][2]

Crolli e fango nella storia esplorativa della Grotta Maria Colombo

La conformazione e le trasformazioni interne della cavità hanno inciso sul lavoro degli studiosi. L’accesso alla sala principale era stato ostruito da materiali provenienti dal crollo della volta e da una frana fangosa. La campagna del 2026 ha dovuto affrontare questa condizione prima di proseguire le indagini nell’ambiente principale.[1]

Questo passaggio lega direttamente la storia dell’esplorazione a quella dello scavo. Per raggiungere nuovamente gli spazi interni è stato necessario intervenire sui depositi che ne impedivano l’accesso. Durante la rimozione sono emerse concentrazioni di frammenti ceramici di grandi dimensioni.[2]

Il recupero archeologico è dunque avvenuto nel quadro di un intervento che riguardava anche la percorribilità della grotta. La notizia dei reperti non è separata dalla storia fisica della cavità. Crolli e accumuli fangosi costituiscono parte del contesto affrontato dai ricercatori.[1][2]

Agosto 2026: la ripresa degli scavi nella Grotta Maria Colombo

La nuova campagna si svolge nell’agosto 2026, con una concessione del Ministero della Cultura. L’Associazione O.R.T.A. ETS opera insieme alla Soprintendenza ABAP di Salerno e Avellino. Il Comune di Montesano sulla Marcellana sostiene la ripresa delle attività.[2]

La responsabilità del coordinamento scientifico è affidata al Dipartimento SARAS della Sapienza, con Federico Nomi come referente. Partecipano il Department of Anthropology della University of Michigan e il Servizio di Bioarcheologia del Museo delle Civiltà. La ricerca assume così una struttura che collega attività sul campo e studio specialistico dei materiali.[2]

L’intervento produce due risultati strettamente connessi. Viene liberato l’accesso alla sala principale e vengono recuperate nuove concentrazioni ceramiche. L’attribuzione al Bronzo Antico le inserisce nella principale fase di frequentazione della Grotta Maria Colombo.[1]

La Soprintendenza presenta la notizia sul proprio sito il 12 ottobre 2026. Il 14 ottobre il ritrovamento viene ripreso dall’ANSA e da diverse testate territoriali. Alla fase di scavo estiva segue quindi la comunicazione pubblica dei risultati, nel corso dell’autunno.[1][2][7]

Ceramiche e resti ossei: la ricerca sulla Grotta Maria Colombo prosegue

La storia delle indagini continua con lo studio dei reperti. Le ceramiche e i resti ossei saranno analizzati dalla Sapienza e dal Museo delle Civiltà. È su questi materiali che si concentra il successivo approfondimento delle modalità di frequentazione.[2]

L’ipotesi funeraria e cultuale collega il sito alle pratiche delle comunità del Bronzo Antico. La sua formulazione mantiene distinta l’attribuzione cronologica dei frammenti dall’interpretazione delle attività svolte nella cavità. I reperti vengono riferiti alla fase di circa 3.900 anni fa; l’utilizzo rituale costituisce la lettura da approfondire attraverso le analisi.[1][2]

Per la storia esplorativa questo significa un ampliamento degli obiettivi. Alla conoscenza degli ambienti si affianca la ricostruzione dei comportamenti umani. La Grotta Maria Colombo viene studiata non soltanto come cavità naturale, ma anche come luogo frequentato dalle popolazioni preistoriche del territorio.[2]

Cronologia delle esplorazioni e delle ricerche nella Grotta Maria Colombo

  • 2007: scoperta moderna della cavità, attribuita al Gruppo Speleologico Leccese ’Ndronico.[3]
  • Dicembre 2012: pubblicazione del contributo di V. Cossio sulla Grotta Maria Colombo nel numero 45 di «Talp».[5]
  • 2013–2015: attività di rilievo topografico e indagini stratigrafiche.[1]
  • Agosto 2026: nuova campagna di scavo; rimozione dei materiali di crollo e della frana fangosa; recupero delle concentrazioni ceramiche del Bronzo Antico.[2]
  • 12 ottobre 2026: pubblicazione della notizia dei ritrovamenti sul sito della Soprintendenza ABAP di Salerno e Avellino.[7]
  • 14 ottobre 2026: diffusione dei risultati attraverso ANSA e stampa territoriale.[1][2]
  • Prosecuzione della ricerca: studio delle ceramiche e analisi dei resti ossei a cura della Sapienza e del Museo delle Civiltà.[2]

La Grotta Maria Colombo e la valorizzazione del Vallo di Diano

La vicenda della cavità di Pattano appartiene a una ricerca territoriale più ampia. Nel Vallo di Diano sono presenti altre grotte frequentate durante la preistoria e la protostoria. Lo studio di questi contesti contribuisce alla conoscenza delle forme di popolamento e dell’uso degli ambienti sotterranei.[2]

Le prospettive indicate comprendono percorsi di valorizzazione, anche tematici, del patrimonio archeologico locale. La sequenza avviata nel 2007 trova così continuità nelle attività di ricerca e nella futura restituzione pubblica delle conoscenze. La base di questo lavoro resta costituita dagli ambienti documentati, dai depositi indagati e dai materiali recuperati.[2]

Fonti consultate per l’articolo e la relazione

  1. Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Salerno e Avellino, «Nuovi ritrovamenti archeologici nella Grotta Maria Colombo di Montesano sulla Marcellana (SA)», notizia del 12 ottobre 2026 visibile nella pagina istituzionale.[7]
    https://sabap-saav.cultura.gov.it/
  2. ANSA, «Nuovi reperti archeologici nella Grotta Maria Colombo», 14 ottobre 2026.[1]
    https://www.ansa.it/campania/notizie/2026/10/14/nuovi-reperti-archeologici-nella-grotta-maria-colombo_98784d89-4470-4c02-b471-b84e922f7f60.html
  3. Ondanews, «Frammenti risalenti a circa 3900 anni fa legati ai riti funebri ritrovati nella Grotta Maria Colombo a Montesano», 14 ottobre 2026.[2]
    https://www.ondanews.it/frammenti-risalenti-a-circa-3900-anni-fa-legati-ai-riti-funebri-ritrovati-nella-grotta-maria-colombo-a-montesano/
  4. Federazione Speleologica Toscana, sommario di «Talp 45 – Dicembre 2012», con il contributo di V. Cossio sulla Grotta Maria Colombo.[5]
    https://www.speleotoscana.it/2012/12/28/talp-45-dicembre-2012/
  5. Archivio TALP Online, scheda e indicizzazione del contributo «Grotta Maria Colombo (Salerno – Campania)».[4][6]
    http://www.speleotoscana.it/talp_online/talp-online/grotta-maria-colombo-salerno-campania/
    http://www.speleotoscana.it/talp_online/tag/grotta-maria-colombo/
  6. Stile Arte, «Ma cosa c’è, lì sotto? Nuove scoperte nella grotta in provincia di Salerno…», 13 ottobre 2026; riferimento per l’attribuzione della scoperta al Gruppo Speleologico Leccese ’Ndronico.[3]
    https://www.stilearte.it/grotta-maria-colombo-ceramiche-bronzo-antico/

Fonti
[1] Nuovi reperti archeologici nella Grotta Maria Colombo https://www.ansa.it/campania/notizie/2026/10/14/nuovi-reperti-archeologici-nella-grotta-maria-colombo_98784d89-4470-4c02-b471-b84e922f7f60.html
[2] Frammenti risalenti a circa 3900 anni fa legati ai riti funebri ritrovati nella Grotta Maria Colombo a Montesano https://www.ondanews.it/frammenti-risalenti-a-circa-3900-anni-fa-legati-ai-riti-funebri-ritrovati-nella-grotta-maria-colombo-a-montesano/
[3] Ma cosa c’è, lì sotto? Nuove scoperte nella grotta in provincia di Salerno, dove nell’Età del Bronzo si viveva tra riti, morti e quotidianità. Cosa stanno trovando gli archeologi https://www.stilearte.it/grotta-maria-colombo-ceramiche-bronzo-antico/
[4] Talp 45 Dicembre 2012, Grotta Maria Colombo (Salerno – Campania) http://www.speleotoscana.it/talp_online/talp-online/grotta-maria-colombo-salerno-campania/
[5] Talp 45 – Dicembre 2012 – – Federazione Speleologica Toscana https://www.speleotoscana.it/2012/12/28/talp-45-dicembre-2012/
[6] TALP Online » Grotta Maria Colombo http://www.speleotoscana.it/talp_online/tag/grotta-maria-colombo/
[7] Soprintendenza ABAP – Salerno e Avellino https://sabap-saav.cultura.gov.it/
[9] NEOTROPICAL ALIEN MAMMALS: a data set of occurrence and abundance of alien mammals in the Neotropics. https://esajournals.onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1002/ecy.3115
[10] Grotta Maria Colombo: emersi frammenti ceramici di 3.900 anni fa https://it.blastingnews.com/cultura-spettacoli/2026/10/grotta-maria-colombo-emersi-frammenti-ceramici-di-3900-anni-fa-004184885.html
[11] Archeologia dell’edilizia storica e costruzione del documento archeologico. Problemi di popolamento mediterraneo. I. Un’archeologia del costruito per la storia del territorio medievale https://www.openaccessrepository.it/record/61640/files/fulltext.pdf
[12] Montesano sulla Marcellana, nuovi reperti nella Grotta Maria … https://www.occhiodisalerno.it/article/montesano-sulla-marcellana-nuovi-ritrovamenti-archeologici-nella-grotta-maria-colombo/W9UAZ5OC-a
[13] L’archeologia dell’architettura in Italia nell’ultimo quinquennio (1997-2001) https://arqarqt.revistas.csic.es/index.php/arqarqt/article/download/3/3
[14] Montesano sulla Marcellana, scoperta archeologica nella … https://www.infocilento.it/montesano-sulla-marcellana-scoperta-archeologica-nella-grotta-maria-colombo-la-soddisfazione-del-sindaco-rinaldi/
[15] ‘Corredi emergenti’ e ‘ossicini pertinenti’ https://edizionicafoscari.unive.it/libri/978-88-6969-390-8/corredi-emergenti-e-ossicini-pertinenti/
[16] Comunicazione e didattica archeologica in scavi aperti e non ultimati: spunti di riflessione dalla Casa delle bestie ferite (Aquileia) https://www.uco.es/ucopress/ojs/index.php/anarcor/article/download/12449/11128
[17] Analisi antropologica dei reperti osteologici tardo-antichi provenienti dal contesto ipogeico di Licata. L’ipogeo Zirafi-settore G ? Licata (Sicilia) https://riviste.fupress.net/index.php/aae/article/download/2361/1566
[18] Grotta Maria Colombo, ceramiche di 3.900 anni a Montesano https://www.sbircialanotizia.it/articoli/2026/10/15/grotta-maria-colombo-6r0r7/
[19] Montesano, nuove scoperte alla Grotta Maria Colombo. Emersi … https://www.105tv.it/montesano-nuove-scoperte-alla-grotta-maria-colombo-emersi-resti-del-bronzo-antico/
[20] Montesano sulla Marcellana Archivi – Vallo Più https://vallopiu.it/category/paesi/montesano-sulla-marcellana/
[21] A Montesano sulla Marcellana ritrovati reperti di ceramica … https://www.lamoneta.it/topic/244993-a-montesano-sulla-marcellana-ritrovati-reperti-di-ceramica-risalenti-a-3900-anni-fa/
[22] LA BIBLIOTECA DELLA “BOEGAN” https://www.boegan.it/archivi/
[23] Sulle tracce degli antichi Greci in Campania, da Cuma a Paestum https://www.giornaledelcilento.it/sulle-tracce-degli-antichi-greci-in-campania-da-cuma-a-paestum/
[26] NEOTROPICAL CARNIVORES: a data set on carnivore distribution in the Neotropics. https://esajournals.onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1002/ecy.3128
[27] Calabria segreta, una mappa svela i tesori geologici http://www.lacnews24.it/video/ambiente/calabria-segreta-una-mappa-svela-i-tesori-geologici-hclu0uvm
[28] NEOTROPICAL XENARTHRANS: a data set of occurrence of xenarthran species in the Neotropics. https://esajournals.onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1002/ecy.2663
[29] Libri, lettere, scritte e testamenti: magia e pericoli della scrittura nelle raccolte di racconti popolari siciliani dell’Ottocento https://revistas.ucm.es/index.php/CFIT/article/download/67487/4564456554721
[30] «In versi latini all’improviso composti»: primi appunti per una storia della poesia estemporanea latina in Arcadia https://riviste.unimi.it/index.php/aoqu/article/view/24009
[31] L’Abate Galiani epigrafista https://edizionicafoscari.unive.it/libri/978-88-6969-375-5/labate-galiani-epigrafista/
[32] Archeologia nel Vallo di Diano: nuove scoperte alla Grotta Colombo https://www.infocilento.it/archeologia-nel-vallo-di-diano-nuove-scoperte-alla-grotta-colombo/
[33] TALP Online » Gruppo Speleologico Lecce ‘Ndronico http://www.speleotoscana.it/talp_online/tag/gruppo-speleologico-lecce-ndronico/
[34] TALP Online » admin – Federazione Speleologica Toscana http://www.speleotoscana.it/talp_online/author/admin/page/6/
[35] Montesano sulla Marcellana: tesori archeologici dalla Grotta … https://www.newslocali.it/montesano-sulla-marcellana/montesano-sulla-marcellana-tesori-archeologici-dalla-grotta-maria-colombo
[36] Montesano sulla Marcellana, nuovi ritrovamenti archeologici … https://www.unotvweb.it/article/montesano-sulla-marcellana-nuovi-ritrovamenti-archeologici-sono-stati-fatti-nella-grotta-maria-colombo/9CM2LSRR-a
[37] Nuovi reperti archeologici nella Grotta Maria Colombo https://article.wn.com/view/2026/10/14/Nuovi_reperti_archeologici_nella_Grotta_Maria_Colombo/
[38] Ricerca avanzata – Catasto Speleologico Regionale https://catastogrotte.regione.fvg.it/cerca
[40] Montesano S.M.: nuovi ritrovamenti archeologici nella Grotta Maria … https://vallopiu.it/2026/10/14/montesano-s-m-nuovi-ritrovamenti-archeologici-nella-grotta-maria-colombo/
[42] Montesano sulla Marcellana, nuove scoperte archeologiche nella … https://www.giornaledelcilento.it/montesano-sulla-marcellana-nuove-scoperte-archeologiche-nella-grotta-maria-colombo/
[44] Grotta Maria Colombo: ceramiche risalenti a 3.900 anni fa riemergono https://www.cronachedellacampania.it/2026/10/grotta-maria-colombo-riemergono-ceramiche-di-3-900-anni-fa/
[45] Grotta Maria Colombo, riemergono ceramiche di 3.900 anni fa – X https://x.com/cronachecampane/status/2110368631020265820
[49] Soprintendenza ABAP per le province di Salerno e Avellino https://sabap-saav.cultura.gov.it/la-soprintendenza/territori-e-funzionari/
[50] Soprintendenza ABAP per le province di Salerno e Avellino https://sabap-saav.cultura.gov.it/servizi/catalogo/
[51] Ritrovamento in Grotta Maria Colombo: ceramiche datate a 3. … https://napolive.it/2026/10/ritrovamento-in-grotta-maria-colombo-ceramiche-datate-a-3-900-anni-fa-arricchiscono-la-storia-della-regione/
[52] Frammenti ceramici legati ai riti funebri ritrovati nella Grotta Maria Colombo a Montesano https://www.ondanews.it/frammenti-ceramici-legati-ai-riti-funebri-ritrovati-nella-grotta-maria-colombo-a-montesano/
[54] La Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le … https://sabap-saav.cultura.gov.it/la-soprintendenza/
[64] MONTESANO, RITROVATI RITI FUNEBRI DI 3900 ANNI FA NELLA … https://www.radiompa.it/montesano-ritrovati-riti-funebri-di-3900-anni-fa-nella-grotta-maria-colombo/

Scoperte archeologiche Grotta Maria Colombo Vallo di Diano

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