Nocera Inferiore, ipogeo sotto Santa Chiara: la scoperta che riapre la storia del monastero
Ipogeo Santa Chiara Nocera Inferiore, rilievi tecnici e nuove indagini nella chiesa del monastero dopo i danni causati da umidità e degrado della pavimentazione.
A Nocera Inferiore, sotto la chiesa di Santa Chiara, è emerso un vasto ambiente sotterraneo durante accertamenti nati da un problema conservativo della pavimentazione e delle murature.
La scoperta dell’ipogeo Santa Chiara Nocera Inferiore inserisce ora il restauro della chiesa in un quadro più ampio, che coinvolge anche la lettura storica e archeologica del complesso.
Ipogeo Santa Chiara
La vicenda prende avvio da un progressivo deterioramento del pavimento in marmo e delle pareti laterali della chiesa, segnati da fenomeni di umidità che hanno reso necessarie verifiche mirate.
Nel corso di queste indagini, attraverso un condotto di aerazione, è stata introdotta una microcamera che ha documentato la presenza di un’aula sotterranea di notevoli dimensioni, rimasta nascosta sotto l’edificio sacro.
In questo modo la scoperta dell’ipogeo Santa Chiara Nocera Inferiore non nasce da uno scavo programmato, ma da un controllo tecnico legato alla conservazione della chiesa e alla ricerca delle cause del degrado.
Rilievi a Nocera
Le operazioni successive hanno definito meglio la consistenza dello spazio ipogeo.
I rilievi, coordinati dall’architetto Vincenzo Piccolo e supportati dalle acquisizioni laser scanner eseguite dal geometra Gennaro Pagano, hanno restituito l’immagine di un ambiente con volte e pilastri, esteso quasi quanto la chiesa sovrastante e posto a circa 2,40 metri di profondità.
Per ottenere la documentazione tridimensionale, il geometra Giovanni Pignataro si è calato nel vano dal foro di ventilazione, permettendo di trasformare una prima evidenza visiva in un quadro metrico più preciso e utile alle prossime analisi sull’ipogeo Santa Chiara Nocera Inferiore.
Storia del monastero
Il contesto storico rende la scoperta ancora più rilevante.
Il complesso monastico di Santa Chiara risale infatti alla fine del Duecento ed è documentato già nel 1304, dato che colloca la chiesa e il monastero dentro una lunga stratificazione edilizia e religiosa della città.
Il monastero di Santa Chiara è inoltre indicato dal portale civico del Comune di Nocera Inferiore in via Raffaele Libroia, mentre una campagna di restauro delle pitture murali del complesso era già stata avviata nel 2006 su iniziativa della Soprintendenza, segno di un interesse conservativo che precede la scoperta attuale.[1][2]
Restauro della chiesa
L’ambiente sotterraneo dovrà ora essere interpretato con attenzione, perché la sua funzione originaria non è ancora definita.
Le prossime indagini stratigrafiche saranno decisive per capire se si tratti di uno spazio legato a fasi costruttive precedenti, a opere di fondazione, a un ambiente di servizio oppure a una struttura riadattata nel tempo insieme al monastero.
In questa fase, l’ipogeo Santa Chiara Nocera Inferiore diventa quindi un elemento centrale sia per il progetto di restauro della chiesa sia per la ricostruzione storica del complesso.
Archeologia e prospettive
Nel corso dei secoli, il monastero ha già conosciuto trasformazioni importanti, in particolare dopo l’alluvione del 1742 e il terremoto del 1857, quando furono eseguiti interventi di consolidamento che possono avere inciso sull’assetto edilizio oggi visibile.
Per questo la nuova cavità sotterranea non va letta come un episodio isolato, ma come una possibile tessera di una vicenda costruttiva complessa, in cui eventi naturali, restauri e rifacimenti hanno modificato il rapporto tra gli spazi in superficie e quelli nascosti.
Per Nocera Inferiore, la scoperta apre quindi un cantiere di studio che interessa insieme tutela, archeologia del costruito e conoscenza del patrimonio religioso locale, con l’ipogeo Santa Chiara Nocera Inferiore destinato a diventare uno dei punti più osservati delle prossime fasi di ricerca.
Come vengono gestite le scoperte archeologiche urbane
Le scoperte archeologiche urbane vengono in genere gestite con una sequenza precisa di verifiche, autorizzazioni e misure di tutela, prima ancora di pensare a scavo e valorizzazione. In Italia la fase iniziale passa di norma dalla Soprintendenza competente, che valuta l’interesse del rinvenimento e decide come procedere.[soprintendenzaluccaemassacarrara.cultura.gov]
Primo intervento
Quando un ritrovamento emerge durante lavori edilizi, restauro o indagini tecniche, la priorità è mettere in sicurezza l’area e fermare le attività che possono danneggiare il contesto. La normativa prevede anche la denuncia del rinvenimento fortuito entro 24 ore e la conservazione del bene nel luogo di scoperta, salvo esigenze di sicurezza.[scintilena]
Valutazione scientifica
Dopo la segnalazione, intervengono archeologi e tecnici per documentare il contesto con rilievi, fotografie, schede e, quando serve, scansioni o modelli tridimensionali. Le indagini preventive servono a capire se il rinvenimento richiede uno scavo vero e proprio, un semplice monitoraggio o un progetto di restauro integrato.[sabap-pr.cultura.gov]
Ruolo della Soprintendenza
La Soprintendenza non si limita ad autorizzare. Coordina la direzione scientifica, verifica la documentazione e può imporre saggi archeologici, prescrizioni conservative o ulteriori analisi prima della ripresa dei lavori. Nei casi di scavo archeologico, la responsabilità scientifica resta centrale e la relazione finale deve seguire standard tecnici precisi.[soprintendenza.venezia.beniculturali]
Cantiere e tutela
In ambito urbano, la gestione è spesso complessa perché i resti si trovano sotto edifici, strade o impianti moderni. Per questo archeologia e urbanistica devono procedere insieme, cercando un equilibrio tra tutela, sicurezza e continuità dei lavori pubblici o privati. Quando il bene è conservato in situ, si preferisce proteggerlo senza rimuoverlo, se le condizioni lo consentono.[e-l.unifi]
Valorizzazione finale
Una volta conclusa la fase di studio, la scoperta può essere integrata nel progetto di restauro o trasformata in un elemento di conoscenza per la città. La valorizzazione, però, arriva dopo la documentazione e la messa in sicurezza, non prima.[colosseo]
Tecnologie di rilievo archeologico non invasivo in ambito urbano
Le tecnologie di rilievo archeologico non invasivo in ambito urbano servono a documentare il sottosuolo senza alterarlo, prima di aprire scavi o intervenire sui manufatti. Oggi il lavoro si basa soprattutto su fotogrammetria, laser scanner, georadar, geofisica e, nei casi più avanzati, radiografia muonica.[scintilena]
Rilievo 3D urbano
Il laser scanner e la fotogrammetria digitale sono tra gli strumenti più usati per ricostruire edifici, ipogei e contesti archeologici complessi in tre dimensioni. Queste tecniche permettono di ottenere nuvole di punti dense e modelli metrici utili per lo studio, la conservazione e la progettazione dei restauri.[archcalc.cnr]
Georadar e geofisica
In città, il georadar è particolarmente utile perché consente di leggere le discontinuità del sottosuolo senza perforazioni. A esso si affiancano resistività elettrica e magnetometria, che aiutano a individuare muri, vuoti, fosse e altre anomalie sepolte.[masterin]
Droni e telerilevamento
Quando gli spazi lo consentono, i droni supportano il rilievo aerofotogrammetrico e la documentazione di aree estese. La combinazione con sistemi GNSS e punti di controllo a terra migliora la georeferenziazione e collega il sito urbano al suo contesto territoriale.[atti.asita]
Tecniche avanzate
La radiografia muonica è una soluzione più recente, utile in contesti urbani dove non è possibile usare metodi invasivi. Questa tecnica ha già mostrato la capacità di individuare camere o vuoti nascosti dietro masse murarie o sotto strutture antiche, aprendo nuove possibilità per l’archeologia urbana.[scintilena]
Uso operativo
Nella pratica, queste tecnologie vengono spesso combinate in modo complementare. Il laser scanner documenta le geometrie, il georadar cerca le anomalie nel sottosuolo e la fotogrammetria restituisce texture e dettagli visivi, creando un archivio digitale utile anche per la fruizione virtuale. Questo approccio riduce i rischi per il bene e aiuta a prendere decisioni più rapide nei cantieri urbani.[scintilena]
Integrazione BIM nella conservazione preventiva di siti antichi
L’integrazione del BIM nella conservazione preventiva di siti antichi consiste nell’uso di modelli informativi digitali, spesso in forma HBIM o ABIM, per raccogliere in un unico ambiente dati geometrici, materici, storici e manutentivi del bene. In questo modo il modello non serve solo a rappresentare il sito, ma a programmare monitoraggi, manutenzioni e interventi prima che il degrado diventi un danno maggiore.[pompeiisites]
Modello informativo
Nel patrimonio storico il BIM viene adattato come HBIM, cioè Heritage Building Information Modeling, con finalità documentali, gestionali e manutentive per edifici e complessi esistenti. Il modello registra stratificazioni costruttive, forme di degrado, materiali, interventi subiti nel tempo e attività previste dal piano di manutenzione.[docs.dicatechpoliba]
Conservazione preventiva
Per la conservazione preventiva, il vantaggio principale è la possibilità di confrontare i dati raccolti nel tempo e leggere l’evoluzione del degrado in modo organizzato. Il Parco archeologico di Pompei, per esempio, ha avviato rilievi per la modellazione tridimensionale in BIM della Casa di Arianna proprio con l’obiettivo di monitorare lo stato di conservazione dei manufatti archeologici e pianificare gli interventi.[research.uniroma1]
Dati e monitoraggio
Un sistema HBIM può integrare rilievi laser scanner, fotogrammetria, schede conservative e dati da sensori, così da collegare il modello digitale alle condizioni reali del sito. Questa struttura consente di gestire il monitoraggio del degrado anche strutturale, la catalogazione delle informazioni in archivio digitale e perfino la simulazione degli effetti di eventi catastrofici come i terremoti.[fondamenta.edilizianamirial]
Interoperabilità
L’efficacia cresce quando il BIM dialoga con GIS e database esterni, perché la conservazione di un sito antico dipende anche dal contesto territoriale, ambientale e di rischio. I formati interoperabili come IFC servono proprio a far collaborare archeologi, restauratori, progettisti e amministrazioni sullo stesso patrimonio informativo.[scintilena]
Limiti operativi
L’applicazione del BIM ai siti antichi non è una trasposizione automatica del modello edilizio contemporaneo, perché geometrie irregolari, fasi storiche sovrapposte e incertezze interpretative richiedono workflow specifici. Per questo molti studi parlano di RIM, HBIM o ABIM come adattamenti necessari, orientati non solo al progetto ma alla conoscenza critica e alla manutenzione programmata del bene culturale.[archcalc.cnr]
Il contributo della speleologia in cavità artificiali nella ricerca archeologica
La speleologia in cavità artificiali offre alla ricerca archeologica un contributo concreto in termini di accesso, documentazione, sicurezza e lettura tecnica degli ambienti sotterranei costruiti o riadattati dall’uomo. In Italia questo settore è ormai riconosciuto come un ambito stabile di studio, con attività di censimento, rilievo e valorizzazione di ipogei di interesse storico-archeologico.[scintilena]
Accesso ai contesti
Molti contesti archeologici sotterranei si trovano in spazi angusti, instabili o difficili da raggiungere, come cunicoli, acquedotti, miniere, rifugi e ambienti rupestri. In questi casi la speleologia in cavità artificiali mette a disposizione tecniche di progressione, sicurezza e gestione del rischio che rendono possibile l’indagine diretta del sito.[scintilena]
Documentazione tecnica
Uno dei contributi più importanti riguarda il rilievo topografico e la restituzione spaziale delle cavità. La tradizione della speleologia urbana ha mostrato da tempo che il rilievo interno, affiancato dal corretto posizionamento topografico, fornisce informazioni essenziali per leggere forma, estensione, connessioni e fasi d’uso delle strutture ipogee. A questo si aggiungono oggi modelli 3D, catasti dedicati e protocolli di documentazione sempre più condivisi.[sigeaweb]
Lettura archeologica
Le cavità artificiali sono manufatti e quindi, per loro natura, interessano direttamente l’archeologia del sottosuolo. La ricerca speleologica consente di analizzare opere idrauliche, insediamenti rupestri, gallerie minerarie, ambienti di culto e altri spazi sotterranei che conservano tracce materiali della storia urbana e territoriale. In questo quadro, la speleologia non sostituisce l’archeologia ma la integra con una competenza operativa e spaziale specifica.[scintilena]
Censimento e tutela
Gli speleologi italiani hanno censito e documentato migliaia di sotterranei artificiali, fino alla costruzione di un Catasto delle cavità artificiali italiane promosso dalla Commissione Nazionale Cavità Artificiali della Società Speleologica Italiana. Questo lavoro ha creato una base conoscitiva utile non solo per la ricerca, ma anche per la tutela preventiva e per la pianificazione degli interventi. Anche l’accordo tra Società Speleologica Italiana e Istituto Centrale per l’Archeologia va nella stessa direzione, cioè unire censimento, ricerca e divulgazione sui contesti archeologici sotterranei.[scintilena]
Valore interdisciplinare
Il contributo della speleologia in cavità artificiali è rilevante anche perché unisce archeologia, storia, geologia, idrogeologia, architettura conservativa e analisi del territorio. Proprio questa capacità di lavorare tra discipline diverse rende la speleologia uno strumento utile per comprendere non solo il singolo ipogeo, ma il rapporto tra sottosuolo, città e memoria storica.[scintilena][youtube]
Differenze tra catasto delle cavità naturali e catasto delle cavità artificiali
La differenza principale è che il catasto delle cavità naturali registra grotte formate dai processi geologici, mentre il catasto delle cavità artificiali riguarda spazi scavati o costruiti dall’uomo, come cisterne, cunicoli, miniere e rifugi. Cambiano quindi sia l’origine sia le informazioni che il catasto deve conservare: nel primo caso prevalgono dati geologici e morfologici, nel secondo contano molto anche storia d’uso, funzione, stratificazione antropica e rischi legati alla conservazione.[scintilena]
Cavità naturali
Il catasto delle cavità naturali serve a censire grotte, ingressi, sviluppo, profondità, rilievi topografici, contesto geologico, idrologia e altri attributi utili alla ricerca e alla tutela. In diversi sistemi regionali la cavità naturale è una grotta formata senza intervento umano e viene registrata con schede singole e convalida tecnica del conservatore catastale. Il criterio di base è la morfologia naturale dell’ambiente sotterraneo, non la sua funzione storica o archeologica.[scintilena]
Cavità artificiali
Il catasto delle cavità artificiali raccoglie invece opere ipogee create dall’uomo e documenta posizione, tipologia, stato di conservazione, pericolosità, bibliografia e dati storici o archeologici. Qui il valore del bene non dipende dalla genesi carsica, ma dal suo uso umano e dalla relazione con il tessuto urbano o territoriale. Per questo il catasto delle cavità artificiali è spesso più vicino alla speleologia urbana, all’archeologia del sottosuolo e al restauro architettonico.[scintilena]
Gestione e accesso
Anche la struttura amministrativa è diversa. Il catasto delle grotte naturali tende a essere organizzato per criteri geomorfologici e territoriali, mentre quello delle cavità artificiali richiede spesso una maggiore integrazione con enti culturali, soprintendenze e archivi storici, perché il bene può avere rilevanza archeologica o monumentale. In alcuni contesti la consultazione dei rilievi delle cavità artificiali è anche più protetta, per motivi di sicurezza o di tutela del sito.[fspuglia]
Uso nella ricerca
In sintesi, il catasto delle cavità naturali descrive il sottosuolo della natura, quello delle cavità artificiali descrive il sottosuolo costruito dall’uomo. Il primo è soprattutto uno strumento geologico e speleologico, il secondo è anche un archivio storico, archeologico e conservativo. Proprio questa differenza spiega perché i due catasti abbiano procedure simili nella forma, ma finalità e contenuti molto diversi.[scintilena]
Casi di Studio di integrazione tra speleologia urbana e restauro architettonico
Ci sono diversi casi di studio in cui la speleologia urbana non si limita all’esplorazione, ma diventa uno strumento operativo per il restauro architettonico, perché fornisce rilievi, accesso tecnico, lettura delle stratificazioni e dati utili alla conservazione. I casi più chiari riguardano cisterne storiche, complessi ipogei urbani, gallerie monumentali e chiese con strutture sepolte, dove il lavoro speleologico entra direttamente nel progetto di tutela.[scintilena]
Casi studio
| Sito | Integrazione tra speleologia urbana e restauro | Risultato |
|---|---|---|
| Fontana del Lantro, Bergamo | Il Gruppo Speleologico Bergamasco “Le Nottole” ha unito ricerca d’archivio, esplorazione della cisterna, rilievo topografico e studio della rete idrica sotterranea urbana. [scintilena] | Il sito è passato da cavità abbandonata a monumento accessibile e valorizzato, con una lettura storica utile anche alla conservazione. [scintilena] |
| Ipogei di Santarcangelo di Romagna | Una tesi dedicata al complesso ipogeo ha integrato rete topografica di precisione e laser scanner terrestre per il rilievo 3D e la georeferenziazione degli ambienti sotterranei. [amslaurea.unibo] | Gli elaborati metrici ottenuti sono indicati come base funzionale per attività di monitoraggio e restauro delle cavità ipogee. [amslaurea.unibo] |
| Grotta dei Massacci, Frasso Sabino | Il Gruppo Speleo Archeologico Vespertilio ha operato in collaborazione con la Soprintendenza, realizzando documentazione fotografica e rilievo 3D LiDAR degli ipogei esplorati. [scintilena] | Il caso mostra come la documentazione speleologica avanzata possa sostenere studio, tutela e future scelte conservative in un contesto archeologico complesso. [scintilena] |
| Grotta di Seiano, Napoli | Uno studio sul rilievo tridimensionale di ambienti ipogei ha applicato uno scanner mobile alla lunga galleria monumentale romana di Posillipo per acquisire e verificare l’allineamento dei dati. [sifet] | La ricerca evidenzia che il rilievo 3D rapido è utile per rappresentare e gestire passaggi sotterranei complessi, condizione essenziale anche per la conservazione architettonica. [sifet] |
Metodi usati
Nei casi citati ricorrono sempre alcune tecniche comuni: rilievo topografico, laser scanner, fotogrammetria, georeferenziazione e analisi archivistica. Quando il restauro riguarda edifici storici sopra ambienti ipogei, si aggiungono spesso indagini diagnostiche non distruttive come il georadar, che possono essere integrate con il laser scanning per leggere il rapporto tra sottosuolo, pavimentazioni e strutture murarie.[iris.unipa]
Perché funziona
La speleologia urbana è utile al restauro architettonico perché consente di lavorare in spazi difficili, documentare geometrie irregolari e capire il funzionamento storico di cisterne, cunicoli, gallerie e camere sotterranee. In questo modo il progetto di restauro non si basa solo sulla parte visibile dell’edificio, ma anche sul sistema ipogeo che ne condiziona stabilità, umidità, uso storico e possibilità di valorizzazione.[scintilena]
Indicazioni operative
Da questi casi emerge un modello abbastanza chiaro: prima si accede in sicurezza agli ambienti, poi si esegue il rilievo metrico e infine si integrano i dati nel progetto conservativo. È proprio questa sequenza, tra speleologia urbana e restauro architettonico, a rendere possibile una conservazione più precisa dei siti antichi e dei loro vuoti nascosti.[scintilena]
Speleologia urbana e restauro architettonico: il ruolo dei gruppi speleo nelle indagini sul patrimonio nascosto
Sottotitolo: speleologia urbana e restauro architettonico si incontrano nelle indagini su ipogei, cisterne e gallerie storiche, dove i gruppi speleo forniscono accesso, rilievi 3D, lettura tecnica e supporto alla tutela insieme a Soprintendenze e Comuni.[scintilena]
La speleologia urbana e restauro architettonico si incontrano soprattutto quando un edificio storico conserva sotto di sé vuoti artificiali, reti idrauliche o ambienti sepolti che non possono essere letti solo dalla superficie. In questi casi i gruppi speleo non svolgono un ruolo accessorio, ma diventano parte operativa dell’indagine, perché portano competenze di progressione in sicurezza, rilievo topografico, modellazione 3D e conoscenza del comportamento degli ambienti ipogei. È un passaggio importante per il restauro, dato che molte criticità di conservazione dipendono proprio da ciò che si trova sotto pavimenti, murature e fondazioni.[scintilena]
Gruppi speleo e indagini archeologiche
Il contributo dei gruppi speleo comincia spesso dalla possibilità di entrare dove altri tecnici non possono lavorare con la stessa efficacia, in cunicoli stretti, pozzi, camere ipogee e sistemi sotterranei complessi. La loro attività comprende rilievi topografici, modelli 3D, monitoraggi microclimatici e protocolli di sicurezza, strumenti che permettono di leggere strutture, sepolture e manufatti dentro il volume reale della cavità e non solo come punti isolati su una planimetria. Per questo la speleologia urbana e restauro architettonico finiscono spesso per condividere la stessa base documentaria, costruita direttamente nel sottosuolo.[scintilena]
Grotta dei Massacci e rilievi 3D
Un caso chiaro arriva dalla Grotta dei Massacci, nel territorio di Frasso Sabino, dove il Gruppo Speleo Archeologico Vespertilio ha avviato una campagna di ricerca in collaborazione con la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per l’area metropolitana di Roma e la provincia di Rieti. Le indagini hanno messo in evidenza un sistema di gallerie nel basamento del sepolcro romano, l’esplorazione di un pozzo nella camera funeraria fino a 6,50 metri di profondità e la presenza di una cisterna a cunicoli di epoca preromana ancora attiva. In questo contesto la speleologia urbana e restauro architettonico si toccano in modo diretto, perché la documentazione fotografica e il rilievo 3D LiDAR prodotti dal gruppo collegano gli ipogei alle murature e agli ambienti di superficie, offrendo dati utili sia alla lettura archeologica sia alla futura conservazione del complesso.[scintilena]
Padova e Bergamo sotto la città
Un secondo modello emerge a Padova, dove ESCA – Padova Sotterranea porta avanti da anni uno studio sistematico delle cavità artificiali urbane con un approccio che unisce speleologia, archeologia e storia. Le indagini del gruppo mirano all’individuazione geografica e tipologica delle cavità, all’analisi delle tecniche costruttive e alla comprensione delle funzioni originarie, cioè proprio gli elementi che servono quando un ipogeo entra in un percorso di tutela o di recupero. Anche a Bergamo il Gruppo Speleologico Bergamasco “Le Nottole” lavora sul censimento e sulla valorizzazione delle cavità artificiali del sottosuolo cittadino, come mostra il caso della Fontana del Lantro, una cisterna storica sotto la chiesa di San Lorenzo aperta al pubblico in collaborazione con il Comune.[scintilena]
Dalla mappa al restauro architettonico
Il punto decisivo è che i gruppi speleo producono dati che il progetto di restauro può usare subito: quote, sezioni, modelli tridimensionali, lettura dei percorsi d’acqua e verifica delle connessioni tra vuoti sotterranei e fabbrica storica. Non si tratta solo di scoprire ambienti nascosti, ma di capire come questi spazi incidano su umidità, stabilità, accessibilità e storia costruttiva dell’edificio. In questa prospettiva la speleologia urbana e restauro architettonico non sono due campi separati, ma due strumenti che si rafforzano quando l’indagine viene impostata in modo integrato.[amslaurea.unibo]
Una rete di ricerca sul sottosuolo storico
La stessa logica si ritrova nei progetti di scala più ampia coordinati dalla Società Speleologica Italiana, come la Carta degli antichi acquedotti, pensata come ricerca continua e alimentata dai contributi dei gruppi locali che compilano schede, validano dati e aggiornano il censimento nel tempo. Questo metodo, basato su indagine archivistica, esplorazione fisica e rilievo topografico, è lo stesso che diversi gruppi applicano alle reti ipogee urbane e ai manufatti storici da conservare. Il ruolo dei gruppi speleo nelle indagini, quindi, non riguarda solo la scoperta, ma anche la costruzione del documento tecnico e scientifico da cui può partire un restauro più consapevole del patrimonio sotterraneo.[scintilena]
Il caso di Narni Sotterranea
Il caso narnese resta attuale perché dimostra che le cavità artificiali urbane non sono soltanto spazi da valorizzare turisticamente. Sono prima di tutto archivi materiali da documentare, proteggere e interpretare con competenze specialistiche. L’esperienza degli speleologi dell’UTEC ha mostrato che la scoperta, se seguita da rilievo, studio e restauro, può trasformarsi in un processo di conoscenza condivisa e di tutela duratura. Narni Sotterranea rimane per questo uno dei casi più utili quando si vuole capire come i gruppi speleo entrino concretamente nelle indagini sul patrimonio ipogeo urbano.[scintilena]
Narni Sotterranea, il caso che lega speleologia urbana e restauro
Narni Sotterranea mostra come i gruppi speleo abbiano trasformato una scoperta fortuita in un percorso di ricerca, tutela e valorizzazione del patrimonio ipogeo.
Il caso di Narni Sotterranea è uno dei riferimenti più noti quando si parla di speleologia urbana applicata alla ricerca archeologica e al restauro. Tutto nasce nel 1979, quando sei giovani del Gruppo Speleologico UTEC di Narni intercettarono un passaggio sotto un antico convento domenicano e portarono alla luce un ambiente affrescato, poi identificato come Chiesa di San Michele. Da quella scoperta è partito un lavoro lungo, fatto di esplorazioni, pulizia, studio d’archivio e restauri, che ha cambiato la conoscenza del sottosuolo narnese.
La scoperta iniziale
La prima fase fu tipica della speleologia urbana: un accesso casuale, l’esplorazione prudente e la verifica di ciò che si trovava dietro i muri del convento. Gli speleologi trovarono una chiesa ipogea, una cisterna romana e poi altri locali sotterranei, tra cui una cella dei prigionieri e la stanza delle torture del Tribunale dell’Inquisizione. Il caso divenne subito rilevante perché univa il recupero fisico degli ambienti alla ricostruzione storica della città, con materiali e testimonianze di epoche diverse nello stesso complesso.
Il ruolo dell’UTEC
Il Gruppo Speleologico UTEC di Narni non si limitò alla scoperta. Nei decenni successivi portò avanti rilievi, ricerche in archivio, documentazione dei sotterranei e attività di tutela, fino a diventare uno dei principali soggetti della conoscenza del patrimonio ipogeo locale. La sua azione si intrecciò anche con il catasto delle cavità artificiali della Società Speleologica Italiana, che proprio a Narni trovò uno dei suoi contesti più significativi. In questo senso il caso di Narni Sotterranea mostra bene come i gruppi speleo possano essere decisivi non solo nell’esplorazione, ma anche nella costruzione di un quadro scientifico utile al restauro.
Dal rilievo alla tutela
Con il passare del tempo, il lavoro degli speleologi si è trasformato in una pratica di conservazione. Le indagini hanno interessato la chiesa ipogea di San Michele Arcangelo, la cisterna, i passaggi e i tratti dell’acquedotto della Formina, fino alla definizione di percorsi visitabili e interventi di restauro. Nel 1995 arrivò una convenzione con il Comune di Narni, e l’anno successivo il sito divenne parte di un circuito di visita pubblica, sostenuto anche dai contributi delle visite guidate. Il modello è importante perché lega in modo diretto ricerca speleologica, restauro architettonico e gestione culturale del bene.
Un laboratorio urbano
Narni Sotterranea è anche un laboratorio di speleologia urbana in senso pieno. Qui gli ambienti non sono solo “da vedere”, ma da leggere come tracce della storia della città: una chiesa rupestre, una cisterna romana, cunicoli idraulici, spazi inquisitoriali e sistemi di collegamento che raccontano usi diversi del sottosuolo. La presenza di ambienti complessi ha reso necessario un approccio tecnico costante, basato su accessibilità, sicurezza, studio dei materiali e monitoraggio delle condizioni conservative. È proprio questa continuità tra esplorazione e cura a fare di Narni un caso esemplare per speleologia urbana e restauro.
Un modello ancora attuale
Il caso narnese resta attuale perché dimostra che le cavità artificiali urbane non sono soltanto spazi da valorizzare turisticamente. Sono prima di tutto archivi materiali da documentare, proteggere e interpretare con competenze specialistiche. L’esperienza degli speleologi dell’UTEC ha mostrato che la scoperta, se seguita da rilievo, studio e restauro, può trasformarsi in un processo di conoscenza condivisa e di tutela duratura. Narni Sotterranea rimane per questo uno dei casi più utili quando si vuole capire come i gruppi speleo entrino concretamente nelle indagini sul patrimonio ipogeo urbano.
Sinergie tra associazioni locali e istituzioni nella tutela ipogea
Le sinergie tra associazioni locali e istituzioni nella tutela ipogea si costruiscono quando i gruppi di volontariato speleologico, gli enti di tutela e le amministrazioni condividono dati, responsabilità e obiettivi. In questo ambito il valore delle associazioni locali sta soprattutto nella conoscenza diretta del territorio, mentre quello delle istituzioni è garantire continuità, tutela legale e strumenti amministrativi per la conservazione.[scintilena][youtube][soprintendenzapdve.beniculturali]
Reti locali
Le associazioni speleologiche territoriali sono spesso le prime a censire cavità artificiali, ipogei e sistemi sotterranei, perché operano sul campo in modo continuativo. Il loro lavoro alimenta catasti regionali e archivi condivisi, come accade in Friuli Venezia Giulia, dove il Catasto Speleologico Regionale è costruito in stretta collaborazione con enti di ricerca, gruppi e associazioni speleologiche. Questo modello permette alle istituzioni di ricevere informazioni già verificate e aggiornate, utili per pianificazione e tutela.[scintilena]
Ruolo delle istituzioni
Le Soprintendenze, i Comuni e gli enti regionali intervengono per trasformare la conoscenza locale in protezione formale, autorizzazioni, vincoli e progetti di restauro. In molti casi la collaborazione è necessaria anche per aprire i siti al pubblico in modo controllato, come avviene in contesti ipogei valorizzati con visite guidate e percorsi di fruizione. Le istituzioni, inoltre, possono coordinare la gestione dei dati e favorire la cooperazione tra soggetti diversi attraverso strumenti ufficiali e tavoli tecnici.[scintilena][youtube][soprintendenzapdve.beniculturali]
Modelli di collaborazione
Un esempio efficace è quello delle federazioni o reti speleologiche che operano come ponte tra mondo associativo e apparato pubblico. HYPOGEA, per esempio, mette insieme competenze di associazioni specializzate e collabora con istituzioni preposte alla tutela del patrimonio storico e archeologico, oltre che con enti nazionali e locali interessati alla messa in sicurezza delle cavità artificiali. Anche la Società Speleologica Italiana promuove accordi e collaborazioni con enti pubblici e istituzioni, rafforzando la funzione delle associazioni locali come interfaccia tecnica e scientifica sul territorio.[scintilena][youtube]
Tutela ipogea
La tutela ipogea funziona meglio quando la documentazione nasce dal basso e viene poi assunta da un sistema pubblico di protezione. Le associazioni locali raccolgono dati, fanno rilievi, segnalano criticità e seguono gli spazi nel tempo; le istituzioni traducono questo lavoro in conservazione, norme, restauro e valorizzazione. È una collaborazione che riduce la distanza tra esplorazione e tutela, e che rende più solida la difesa del patrimonio sotterraneo.[scintilena][youtube][regione.fvg]
Un metodo condiviso
Il caso più convincente è quello in cui associazioni e istituzioni non lavorano in sequenza separata, ma nella stessa filiera di conoscenza. Prima si esplora e si documenta, poi si verifica, si protegge e si restituisce il bene alla comunità con criteri di sicurezza e conservazione. In questo modo la tutela ipogea diventa un processo comune, fondato su competenze complementari e su una responsabilità condivisa.[youtube][regione.fvg]
Gestione dei rischi nella fruizione turistica di siti sotterranei
La gestione dei rischi nella fruizione turistica di siti sotterranei si basa su tre punti: conoscere bene il sito, controllare l’ambiente e limitare l’afflusso in modo compatibile con la sicurezza e la conservazione. Nei contesti ipogei, infatti, il problema non riguarda solo il visitatore, ma anche stabilità, aria, umidità, gas e impatto sul patrimonio.[scintilena]
Rischi principali
Le criticità più frequenti sono cedimenti, presenza di gas nocivi o carenza di ossigeno, ristagni d’acqua, superfici scivolose e instabilità delle pareti. A questi si aggiungono il rischio idrogeologico e il deterioramento causato dal passaggio delle persone, che può alterare sedimenti, superfici decorate e microclima interno.[scintilena]
Valutazione preventiva
Prima di aprire un sito al turismo serve una valutazione tecnica preliminare, con rilievi, misure ambientali e verifica della percorribilità. In grotta o in cavità artificiali, i protocolli prevedono misurazioni dell’atmosfera, eventuale ventilazione forzata e controllo continuo dei parametri prima di autorizzare l’accesso. Anche il numero dei visitatori va calibrato in base alla capacità del sito, come mostrano esperienze dove si adottano limiti di gruppo e prenotazione obbligatoria.[scintilena]
Fruizione controllata
La fruizione turistica funziona meglio quando è regolata da percorsi fissi, guide preparate e dispositivi adeguati. Regole di accesso, casco, illuminazione, abbigliamento idoneo e accompagnamento qualificato riducono i rischi e proteggono gli ambienti più fragili. In diversi modelli di gestione, come quelli sviluppati in progetti internazionali, il monitoraggio scientifico serve anche a stabilire quante visite siano sostenibili senza danneggiare il sito.[postojnska-jama]
Tutela del patrimonio
La sicurezza non è separata dalla conservazione. Il turismo sotterraneo può introdurre polveri, fibre, microplastiche e variazioni ambientali che, nel tempo, incidono sul bene culturale e sugli ecosistemi ipogei. Per questo la gestione corretta richiede manutenzione dei percorsi, pulizia controllata, limiti agli accessi e sorveglianza periodica delle condizioni interne.[scintilena]
Modello sostenibile
La soluzione più efficace è un modello integrato, in cui la valutazione dei rischi precede ogni apertura e il monitoraggio continua anche dopo l’avvio delle visite. Questo approccio consente di bilanciare fruizione, sicurezza e tutela, evitando che il sito sotterraneo venga trattato come una semplice attrazione. In pratica, un sito sotterraneo è davvero visitabile solo se resta leggibile, stabile e sicuro nel tempo.[parcomajella]
Metodologie per il rilievo e la documentazione del sottosuolo urbano
Le metodologie per il rilievo e la documentazione del sottosuolo urbano combinano tecniche dirette e non invasive per costruire un quadro preciso di vuoti, strutture e connessioni ipogee. In ambito urbano si usano soprattutto rilievo topografico, georadar, laser scanner, fotogrammetria, droni, scansione mobile e, in alcuni casi, interferometria radar e sensori termici.[scintilena]
Rilievo diretto
Il rilievo diretto resta la base per misurare accessi, quote, sviluppo e rapporti geometrici degli ambienti sotterranei. Bussola, clinometro, metro e stazione totale sono ancora utili per la poligonale di base, mentre i dati vengono oggi integrati con sistemi digitali ad alta precisione. In ipogei complessi o stretti, il rilievo topografico consente di collocare ogni ambiente dentro un sistema di coordinate reale e confrontabile nel tempo.[scintilena]
Geofisica non invasiva
Per individuare cavità e anomalie senza aprire scavi, le indagini geofisiche sono decisive. Il georadar è tra le tecniche più usate perché permette di mappare discontinuità e vuoti nel sottosuolo urbano, mentre microgravimetria e metodi elettrici aiutano a leggere la struttura interna del terreno. Questi strumenti sono particolarmente utili quando il sottosuolo è occupato da edifici, sottoservizi o pavimentazioni storiche.[eventiiatt]
Rilievo 3D
Laser scanner e fotogrammetria sono oggi il cuore della documentazione degli ipogei urbani. Producono nuvole di punti, modelli tridimensionali e ortofoto utili a monitoraggio, restauro e analisi delle deformazioni. In casi di ambienti estesi o difficili da raggiungere, i sistemi SLAM e gli scanner portatili permettono acquisizioni rapide anche in assenza di GNSS.[scintilena]
Droni e telerilevamento
Nelle aree urbane, i droni servono soprattutto per ingressi, coperture, cortili e contesti di superficie che influenzano il sottosuolo. La fotogrammetria da UAV e il LiDAR aereo aiutano a leggere rapporti tra cityscape e ipogeo, e possono segnalare anomalie superficiali compatibili con cavità. Se integrati con dati topografici e GIS, questi rilievi migliorano la lettura complessiva del sito.[dialnet.unirioja]
Documentazione integrata
La documentazione completa del sottosuolo urbano nasce dall’unione di dati metrici, immagini, schede descrittive e archivi storici. Il risultato finale è spesso un modello 3D georeferenziato associato a elaborati 2D, utili per sovrapporre la città visibile con quella nascosta e per supportare tutela, restauro e pianificazione. È proprio questa integrazione tra rilievo, geofisica e lettura storica che rende oggi possibile una conoscenza più affidabile del sottosuolo urbano.[amslaurea.unibo]
Principali gruppi speleologici attivi nell’archeologia urbana e nelle cavità artificiali in Italia.
| Gruppo / Rete | Area principale di attività | Specializzazioni in archeologia urbana / ipogea | Partnership istituzionali | Progetti e focus correnti |
|---|---|---|---|---|
| Gruppo Speleo Archeologico Vespertilio (GSAV) | Sabina, Roma e Lazio centrale speleo | Ipogei antichi, cunicoli e acquedotti preromani, sistemi idraulici urbani, speleoarcheologia in contesti monumentali (Roma e Sabina) speleo+1 | Collaborazioni storiche con Soprintendenza per i Beni Archeologici del Lazio e di Roma; inserito nel quadro federativo laziale speleo+1 | Progetto “Magliano Sotterranea” su vicus e opere idrauliche sotterranee a Magliano Sabina insieme a GSS e Comune; esplorazioni e studi su infrastrutture ipogee sabine scintilena+1 |
| GSS – Gruppo Speleologico Sabino “Paolino Cometti” | Magliano Sabina e Sabina laziale speleo | Esplorazione di ipogei urbani in rupe tufacea, strutture idrauliche antiche e cavità “dimenticate” dei centri storici speleo | Collaborazione con Comune di Magliano Sabina e supporto scientifico del GSAV per il progetto “Magliano Sotterranea” speleo+1 | Rilievi sistematici delle cavità del centro storico, valutazione della loro fruizione turistica e documentazione di cunicoli, pozzi e cisterne speleo |
| UTEC Narni – Gruppo Speleologico UTEC | Narni e Umbria meridionale scintilena+1 | Speleologia urbana in complessi misti (chiese rupestri, cisterne, acquedotti, strutture inquisitoriali), supporto a restauro e valorizzazione di Narni Sotterranea scintilena+1 | Collaborazioni con Comune di Narni, Federazione Umbra Gruppi Speleologici, SSI; co?organizzazione di corsi su speleologia urbana e cavità artificiali utecnarni.altervista+1 | Gestione e studio del circuito “Narni Sotterranea”; ricerche su acquedotto della Formina e fonti storiche; attività formative su archeologia del sottosuolo umbro scintilena+2 |
| ESCA – Padova Sotterranea | Provincia di Padova e Colli Euganei scintilena+1 | Cavità artificiali urbane e periurbane (gallerie medievali, acquedotti, ghiacciaie, rifugi, cisterne), cartografia catastale e mappatura del sottosuolo scintilena+1 | Iscritta all’Albo Regionale Gruppi Speleologici del Veneto; dialogo con Regione Veneto e amministrazioni locali per studi, tutela e divulgazione scintilena+1 | Progetti sul patrimonio ipogeo padovano (Castello Carrarese, sistemi idraulici, cavità euganee) e ciclo divulgativo “Le pillole di ESCA” su cartografia e catasto scintilena+1 |
| –Roma Sotterranea –Sotterranei di Roma APS (Sono due gruppi completamente separati ma molto simili) | Roma e hinterland turismoroma+1 | Speleologia in cavità artificiali urbane, ricognizione di sotterranei di rilevanza storica e archeologica, supporto a stabilità e fruizione degli ipogei cittadini | Associazioni culturali nate da speleologi appassionati di archeologia; collaborano con Roma Capitale e altri enti per valorizzazione e studio del patrimonio ipogeo | Itinerari “Lazio Sotterraneo 2026” tra Roma, Bellegra, Valle Tiberina ed emissario di Nemi; tour continuativi e formazione avanzata in speleologia urbana |
| HYPOGEA – Federazione per le cavità artificiali del Lazio | Lazio (rete di gruppi e centri di ricerca) youtubefacebook | Coordinamento di ricerche su cavità artificiali, documentazione scientifica di ipogei storici e archeologici, definizione di standard di rilievo e sicurezza youtube | Federazione di A.S.S.O., Egeria CRS e Roma Sotterranea; rappresentata nella Commissione Nazionale Cavità Artificiali SSI e nella UIS; collaborazione con enti di tutela e Protezione Civile youtubefacebook | Gestione del catasto delle cavità artificiali del Lazio; supporto a progetti di messa in sicurezza e percorsi turistico?culturali sotterranei youtubefacebook |
| A.S.S.O. ETS – Archeologia, Subacquea, Speleologia e Organizzazione | Italia e progetti internazionali, con forte presenza nell’area romana | Archeologia subacquea e ipogea, esplorazione e rilievo di pozzi, acquedotti, cisterne e cavità artificiali sommerse o parzialmente allagate scintilena+1 | Collabora con Soprintendenze, università, enti di ricerca e amministrazioni; associata alla SSI e parte della rete HYPOGEA asso-net.blogspotyoutube | Progetti di ricerca e documentazione in ambienti chiusi e sommersi; consulenza tecnica su scavi e rilievi archeologici sotterranei scintilenayoutube |
| Centro ricerche “Egeria” – Frascati Sotterranea | Frascati e area tuscolana | Mappatura analitica di cavità idrauliche storiche e rifugi antiaerei, archeologia del sottosuolo urbano in area vulcanica laziale scintilena | Progetto “Frascati Sotterranea” in collaborazione con Comune di Frascati; cavità registrate nel catasto delle cavità artificiali; parte della federazione HYPOGEA scintilena+2 | Studio sistematico di cavità idrauliche e rifugi della Seconda guerra mondiale, con rilievi e catalogazione finalizzati alla tutela e divulgazione scintilena |
| Gruppo Speleo?Archeologico Giovanni Spano (G.S.A.G.S.) | Cagliari e area urbana sarda scintilena | Speleologia urbana e archeologia ipogea: cisterne, gallerie, opere rupestri e strutture sotterranee storiche nel contesto cittadino scintilena | Patrocini della Regione Sardegna e del Comune di Cagliari; collaborazioni con Università di Cagliari e realtà culturali locali scintilena | Progetto “Sentieri nel Buio” per i 50 anni di attività, con bilancio delle esplorazioni urbane, uso di tecnologie 3D e programma di seminari su patrimonio ipogeo scintilena |
| Gruppo Speleologico Urbinate (GSU) | Urbino e Marche interne scintilena | Cavità artificiali storiche (difesa, idraulica, culto, funerarie), lettura speleo?archeologica del sottosuolo in contesto di città d’arte scintilena | Organizza il X Convegno Nazionale di Speleologia in Cavità Artificiali con SSI e Commissione Nazionale Cavità Artificiali; patrocinio di Provincia e Comune di Urbino scintilena+1 | Coordinamento del convegno “Urbino capitale delle cavità artificiali” 2026; progetti di studio e divulgazione sulle opere ipogee del territorio ducale scintilena |
| Gruppo Speleologico Bergamasco “Le Nottole” | Bergamo Alta e area urbana bergamasca | Speleologia urbana in cisterne, acquedotti e strutture idrauliche storiche; recupero, studio e visita della Fontana del Lantro e altri sotterranei cittadini scintilena+1 | Collaborazione strutturata con Comune di Bergamo per l’apertura al pubblico della Fontana del Lantro e la gestione in sicurezza della fruizione scintilena+2 | Cicli annuali di aperture guidate alla Fontana del Lantro con visite gratuite e gruppi contingentati; lavori di manutenzione, rilievo e valorizzazione del sistema idrico ipogeo di Città Alta scintilena+2 |
| Gruppo Speleologico di Todi / Todi Sotterranea | Todi e centri storici umbri | Speleologia urbana applicata a cisterne, cunicoli di drenaggio e pozzi; lettura integrata di “Todi sotterranea” tramite esplorazione e studio delle fonti scintilena+1 | In collaborazione con Associazione Todi Sotterranea APS, Comune di Todi, Federazione Umbra Gruppi Speleologici; coinvolto in convegni su tutela e valorizzazione del sottosuolo urbano scintilena+1 | Progetto pluriennale “Todi sotterranea” su decine di cisterne e centinaia di pozzi; esplorazioni e mostre rione per rione; ricerche anche su grotte e cavità ibride (Grotta dei Conoidi, Tane del Diavolo) scintilena+2 |
| Realtà speleologica senese (Bottini di Siena) | Siena, centro storico e sistema dei Bottini wikipedia+1 | Studio, esplorazione e accompagnamento nel sistema di acquedotti sotterranei medievali (25 km di gallerie), con lettura idraulica e storico?urbanistica wikipedia+1 | Collaborazione con Comune di Siena e uffici tecnici per visite, sicurezza e manutenzione del percorso sotterraneo riaperto tra Biblioteca Comunale e Fonte Gaia intoscana | Percorsi guidati nei tratti visitabili dei Bottini; monitoraggio dello stato di conservazione e sensibilizzazione sul valore idraulico e storico del reticolo ipogeo senese intoscana+1 |
Fonti
[1] AL VIA IL RESTAURO DELLE PITTURE MURALI DEL … https://cultura.gov.it/comunicato/al-via-il-restauro-delle-pitture-murali-del-monastero-di-s-chiara-di-nocera-inferiore
[2] Nocera Inferiore https://nocerainferiore.comune.digital/visit-nocera-inferiore/c/0
[7] Biospeleologia Siciliana: Nuove Scoperte Rivelano la … https://www.scintilena.com/biospeleologia-siciliana-nuove-scoperte-rivelano-la-ricchezza-nascosta-degli-habitat-sotterranei/08/16/
[8] Scoperto un presunto cenobio eremitico nel comprensorio delle … https://www.scintilena.com/scoperto-un-presunto-cenobio-eremitico-nel-comprensorio-delle-miniere-della-maiella/07/21/
[9] Esplorazioni Speleologiche in Umbria: Scoperte Nuove … https://www.scintilena.com/esplorazioni-speleologiche-in-umbria-scoperte-nuove-voragini/12/11/
[10] Grotte di Confine nei Monti Carseolani: un patrimonio … https://www.scintilena.com/grotte-di-confine-nei-monti-carseolani-un-patrimonio-speleologico-tra-abruzzo-e-lazio/05/15/
[11] Diversamente speleo in Puglia, per fuggire il caldo! – Scintilena https://www.scintilena.com/diversamente-speleo-in-puglia-per-fuggire-il-caldo/07/27/
[12] Nel cuore delle Apuane un minerale unico al mondo https://www.scintilena.com/nel-cuore-delle-apuane-un-minerale-unico-al-mondo/04/06/
[13] Rinascita del Fosso di Sorifa: un progetto di valorizzazione del … https://www.scintilena.com/rinascita-del-fosso-di-sorifa-un-progetto-di-valorizzazione-del-territorio/01/16/
[14] Un nuovo punto di riferimento per la biospeleologia https://www.scintilena.com/un-nuovo-punto-di-riferimento-per-la-biospeleologia-pubblicato-il-primo-dataset-completo-sulla-fauna-sotterranea-pugliese/06/08/
[15] Esplorati gli ipogei della chiesa di Santa Maria Assunta a Fianello – Scintilena https://www.scintilena.com/esplorati-gli-ipogei-della-chiesa-di-santa-maria-assunta-a-fianello/07/13/
[16] Raccolta delle acque nelle grotte Scaloria-Occhiopinto: tra ritualità e … https://www.scintilena.com/raccolta-delle-acque-nelle-grotte-scaloria-occhiopinto-tra-ritualita-e-memoria/05/16/
[17] Le neviere della Murgia: gli ipogei del freddo tra Piccola … – Scintilena https://www.scintilena.com/le-neviere-della-murgia-gli-ipogei-del-freddo-tra-piccola-era-glaciale-archeologia-e-speleologia-pugliese/04/16/
[18] La Montagna di Santa Croce: le sorgenti, le miniere, le grotte … https://www.scintilena.com/la-montagna-di-santa-croce-le-sorgenti-le-miniere-le-grotte/04/11/
[19] Complesso del Corchia: scoperto il 23esimo ingresso – Scintilena https://www.scintilena.com/complesso-del-corchia-ecco-il-23esimo-ingresso-la-venere/06/03/
[20] Aria Sotterranea e Vuoti Irraggiungibili: Il Viaggio del Vento nella … https://www.scintilena.com/aria-sotterranea-e-vuoti-irraggiungibili-il-viaggio-del-vento-nella-montagna-di-santa-croce/01/06/
[21] Dalle Selci Neolitiche alle Miniere del Papa: a Narni Diecimila Anni … https://www.scintilena.com/dalle-selci-neolitiche-alle-miniere-del-papa-a-narni-diecimila-anni-di-vita-nascosta-nelle-grotte-di-santa-croce/04/29/
[22] Nocera Inferiore, la storia affiora dal sottosuolo https://www.youtube.com/watch?v=5cBT3S7i9ww
[23] Nocera Inferiore – Facebook https://www.facebook.com/groups/nocerainferiore/posts/10162502992327301/
[24] Complesso di Santa Chiara – Biglietti, orari e info utili – Campania https://www.campania.info/napoli/cosa-vedere-napoli/santa-chiara/
[25] Hotel Santa Chiara, Nocera Superiore | HotelsCombined https://www.hotelscombined.com/Hotel/Hotel_Santa_Chiara_Nocera_Inferiore.htm
[26] Klášter Santa Chiara (Nocera Inferiore) https://cs.wikiital.com/wiki/Monastero_di_Santa_Chiara_(Nocera_Inferiore)
[27] Hotel Santa Chiara – Nocera Inferiore https://www.hotelsantachiaranocera.it
[28] Il monastero di Santa Chiara: opere d’arte e misteri https://www.youtube.com/watch?v=RscoDIbfsxQ
[29] Nocera Inferiore, alla luce un pezzo di storia di Nuceria https://www.youtube.com/watch?v=0Gt6d7ATw-A
[30] Hotel Santa Chiara, Nocera Inferiore, Italia – www.trivago.it https://www.trivago.it/it/oar/hotel-santa-chiara-nocera-inferiore?search=100-1758619
[31] Monastero di Sant’Anna (Nocera Inferiore) – Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/Monastero_di_Sant’Anna_(Nocera_Inferiore)
[32] CENTRO STORICO | I Luoghi del Cuore – FAI https://fondoambiente.it/luoghi/centro-storico-nocera-inferiore?ldc
[33] Nocera Inferiore – Wikipedia, la enciclopedia libre https://es.wikipedia.org/wiki/Nocera_Inferiore
[34] Complesso Monumentale di Santa Chiara – Napoli Turistica https://www.napoli-turistica.com/complesso-monumentale-di-santa-chiara-napoli/
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