Cavità artificiali e segreti bellici: cosa è emerso dal convegno di Urbino
• Ricercatori e speleologi portano nuove evidenze su iprite e arsenico: la Regione Marche avvia verifiche ufficiali
• Esplorazioni inedite, documentari e dati scientifici aprono un fronte istituzionale sul rischio ambientale
• Dal convegno nasce una risoluzione regionale per mappare e bonificare ordigni nei fondali e nelle gallerie
• Tre giorni di studi, 27 contributi e una scoperta che coinvolge istituzioni e comunità scientifica
• Tra archeologia sotterranea e minacce invisibili, Urbino diventa centro del dibattito nazionale
Si è concluso domenica 17 maggio a Urbino il X Convegno Nazionale di Speleologia in Cavità Artificiali, articolato in tre giornate di lavori e promosso dal Gruppo Speleologico Urbinate, Egeria Centro Ricerche Sotterranee Roma e dalla Commissione Nazionale Cavità Artificiali della Società Speleologica Italiana.
Sono stati giorni intensi che hanno visto la partecipazione di speleologi provenienti da gran parte del territorio italiano e greco, nonché della cittadinanza di Urbino.
I lavori si sono aperti venerdì presso la Sala del Maniscalco con i saluti delle autorità locali.
A seguire, sono stati presentati materiali inediti relativi alle esplorazioni condotte dal Gruppo Speleologico Urbinate nell’area dell’ex arsenale sotterraneo della Regia Aeronautica lungo le gallerie dismesse della linea ferroviaria Urbino–Santarcangelo.
La giornata si è conclusa con la proiezione del documentario “Il mare invisibile” del giornalista investigativo Gianni Lannes, presente in sala, che affronta il tema dello smaltimento in mare degli stessi 100.000 ordigni bellici lungo le coste italiane, con successivo confronto con il pubblico.
Le evidenze emerse durante il convegno hanno innescato un riscontro istituzionale immediato. Durante la seduta del Consiglio Regionale delle Marche del 19 maggio, le indagini presentate dai ricercatori hanno contribuito direttamente all’approvazione di una risoluzione unitaria.
L’atto impegna il Presidente e la Giunta regionale ad attivarsi presso i Ministeri competenti per avviare una verifica cautelativa.
L’obiettivo è mappare la presenza di ordigni bellici (contenenti iprite e arsenico) sia nei fondali della costa pesarese sia nelle gallerie urbinati, stimando i costi, i rischi e le modalità operative per una bonifica strutturale, anche attraverso l’intercettazione di fondi nazionali ed europei.
(Seduta 21 del Consiglio Regionale consultabile al seguente ink: https://www.youtube.com/live/ucmW1oK8YXw?si=xgL4671bKHqnJCtU&t=8085)
Sabato le attività sono proseguite presso la Sala Serpieri del Collegio Raffaello, con la presentazione dei 27 contributi che hanno stimolato il confronto tra i partecipanti, sia in presenza sia da remoto.
Da segnalare la sessione dedicata allo speleologo e astrofisico Vittorio Castellani, già presidente della Società Speleologica Italiana, nel ventennale della sua scomparsa.
È stata inoltre allestita una sessione poster a cura del Gruppo Speleologico Urbinate, dedicata alla valorizzazione e alle bellezze ipogee naturali e artificiali del territorio.
Alcuni dei temi trattati durante le giornate del convegno verranno approfonditi nei prossimi numeri della rivista scientifica Opera Ipogea curata dalla Commissione Nazionale Cavità Artifiiciali della Società Speleologica Italiana.
Il congresso si è concluso con la riunione della stessa Commissione e con una visita all’Acquedotto romano di Santa Lucia.
Gli organizzatori ringraziano la Commissione Nazionale Cavità Artificiali della Società Speleologica Italiana per il coordinamento scientifico, la gestione e la selezione dei contributi tutti di elevato livello e raccolti nel ricco volume degli atti, nonché la Regione Marche, la Provincia di Pesaro e Urbino, il Comune di Urbino e il Legato Albani per il supporto istituzionale e la concessione degli spazi.
Fonte: Michele Magnoni / coordinamento organizzativo
Gruppo Speleologico Urbinate
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