Traversella, nelle storiche miniere ex Fiat si cercano terre rare e materie prime critiche
Nelle gallerie dismesse da oltre cinquant’anni sono in corso campionamenti e indagini geologiche. Per raggiungere alcuni settori i tecnici vengono calati dai pozzi di aerazione con il supporto del Soccorso Speleologico.
Le storiche miniere di Traversella, in Valchiusella, nel Canavese piemontese, tornano al centro dell’attenzione. A più di mezzo secolo dalla fine dell’attività estrattiva della Fiat, nel sottosuolo della Città metropolitana di Torino è in corso una nuova campagna di ricerca dedicata alla presenza di minerali e materie prime di crescente interesse industriale.
La Regione Piemonte ha conferito alla società Raw Materials Italia S.r.l. il permesso di ricerca denominato “Traversella”, relativo ad arsenico, barite, manganese, nichel, rame, tungsteno e terre rare pesanti e leggere. L’area interessata si estende per 94,8 ettari nei territori comunali di Traversella e, in misura minore, di Valchiusa.
Il programma autorizzato prevede la rielaborazione dei dati geologici esistenti, la realizzazione di cartografie di dettaglio, il campionamento delle rocce affioranti, il prelievo di campioni in tunnel e cave preesistenti, analisi mineralogiche e petrografiche, prospezioni geofisiche non invasive e campionamenti dei sedimenti dei corsi d’acqua. Sono inoltre previsti, se necessari, rilievi geofisici mediante droni.
Per il momento non si tratta quindi della riapertura della miniera. Nelle attività condotte finora non sono stati effettuati scavi o carotaggi: i tecnici entrano nelle vecchie gallerie per eseguire rilievi, prelevare piccoli campioni di roccia e acquisire informazioni sulla struttura e sulle caratteristiche mineralogiche del giacimento.
Secondo quanto riferito dal sindaco di Traversella Marco Puglisi, i campioni raccolti sono stati inviati per le analisi a laboratori in Cina e Canada e all’Università di Siena. Alle operazioni partecipano squadre ristrette di specialisti, tra geologi, mineralogisti, chimici, ricercatori e docenti universitari.
Particolarmente interessante per il mondo speleologico è la modalità utilizzata per raggiungere alcuni settori del complesso minerario. Quando necessario, i tecnici vengono calati attraverso i vecchi pozzi di aerazione con il supporto del Soccorso Speleologico, evitando così di aprire o riaprire preventivamente gallerie prima di averne verificato l’interesse ai fini della ricerca.
Le indagini riguardano anche gli ambienti sotterranei della storica miniera, la cui concessione è intestata al Comune di Traversella. Proprio per consentire campionamenti e rilievi all’interno di questi sotterranei, la Regione Piemonte ha previsto una specifica convenzione tra il Comune e Raw Materials Italia, accompagnata dall’aggiornamento della documentazione relativa alla sicurezza delle attività in miniera.
La storia amministrativa del giacimento è anch’essa particolare. Nel 2004 la concessione mineraria “Traversella”, estesa su 397,45 ettari, venne trasferita al Comune. Tra i minerali contemplati dalla concessione figuravano già, oltre a ferro, rame, pirite, piombo e numerosi altri metalli, anche tungsteno e terre rare.
Oggi l’interesse economico è però profondamente diverso da quello che aveva caratterizzato l’attività mineraria del Novecento. La Fiat aveva estratto ferro a Traversella fino al 1971, mentre le nuove ricerche sono rivolte a sostanze presenti anche in quantità molto inferiori, ma divenute importanti per numerose applicazioni tecnologiche e industriali.
Il permesso di ricerca regionale ha una durata prevista di due anni e servirà a raccogliere dati sufficienti per valutare la reale consistenza e l’interesse dei giacimenti. Soltanto sulla base dei risultati potrà essere presa in considerazione l’eventualità di una futura attività estrattiva, che richiederebbe comunque ulteriori procedure autorizzative e valutazioni sotto il profilo tecnico, economico, ambientale e della sicurezza.
A Traversella, intanto, un esteso patrimonio di cavità artificiali realizzate nel corso di secoli di attività mineraria torna a essere percorso e studiato. Vecchie gallerie e pozzi, nati per un’industria ormai scomparsa, diventano così ancora una volta luoghi di ricerca sul sottosuolo e sulle risorse che custodisce.
Aggiungo una considerazione dal punto di vista ambientale: ad oggi, ambientalmente, la fase attuale di ricerca ha un impatto limitato, trattandosi soprattutto di rilievi, campionamenti e indagini non invasive.
Ben diversa sarebbe invece l’eventuale apertura di una nuova fase estrattiva, che dovrebbe confrontarsi con la fragilità dell’ambiente alpino, con la gestione delle acque, dei materiali di scarto e con la tutela del paesaggio e degli ecosistemi locali.
La presenza di materie prime critiche può rappresentare una risorsa strategica, ma ogni ipotesi di sfruttamento dovrà essere valutata tenendo insieme interesse economico, sicurezza, sostenibilità ambientale e conservazione del patrimonio storico-minerario di Traversella.
Fonti:
Regione Piemonte – Determinazione Dirigenziale n. 6 del 13 gennaio 2026, Permesso di ricerca mineraria “Traversella”.
Regione Piemonte – Bollettino Ufficiale n. 38/2025, domanda di conferimento del permesso di ricerca mineraria “Traversella”.
Regione Piemonte – Determinazione Dirigenziale n. 257 del 22 novembre 2004, trasferimento al Comune di Traversella della concessione mineraria “Traversella”.
La Sentinella del Canavese – Simona Bombonato, “Traversella, nelle storiche miniere ex Fiat parte la corsa alle terre rare”, 3 ottobre 2026.
Foto: Ingresso di una delle storiche miniere di ferro di Traversella, in Valchiusella. Foto: Laurom / Wikimedia Commons – Pubblico dominio
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