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Roma sotto Roma

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Una Guida sull’immenso patrimonio con la Carta delle Cavità Sotterranee di Roma 2026

1. Introduzione: una città sopra un labirinto

Sotto strade, monumenti e quartieri di Roma si sviluppa una “città sotto la città”, un reticolo di cave, catacombe, cunicoli idraulici e altri ipogei scavato in oltre duemila anni di storia.


L’aggiornamento 2026 della Carta delle Cavità Sotterranee di Roma, curato da ISPRA, CNR-IGAG e Università della Tuscia, mostra che oltre 100 km2 del territorio urbano sono interessati da cavità artificiali, di cui quasi 61 km2 ricadono in aree a elevata densità di cavità.

Questa cartografia non ha solo valore culturale e scientifico, ma costituisce una base tecnica per la pianificazione urbanistica, la gestione del rischio di sinkhole antropogenici e la tutela del patrimonio storico?archeologico della Capitale.


2. Estensione e distribuzione delle cavità

Secondo i dati presentati da ISPRA nel 2026, la mappatura copre circa 350 km2 del territorio urbano romano caratterizzato dalla presenza di sistemi ipogei.

All’interno di quest’area sono stati censiti circa 5.600 elementi puntuali (cavità note ma senza estensione definita) e circa 1.600 elementi lineari o poligonali che rappresentano cunicoli e volumi di cavità mappati planimetricamente.

Le zone a maggiore densità di cavità risultano concentrate soprattutto nei Municipi I, II, IV, V e VIII, in corrispondenza delle aree storicamente interessate dallo sfruttamento di pozzolane e tufi e dalla presenza di estesi sistemi catacombali.


I settori nord-occidentali e occidentali della città mostrano invece una densità minore, in relazione alla diversa natura litologica dei terreni e alla più limitata attività estrattiva storica.


3. Tipologie principali di cavità sotterranee romane

La Carta delle Cavità Sotterranee di Roma distingue diverse categorie di vuoti artificiali, che riflettono funzioni, epoche e litologie differenti:

  • Cave di tufo e pozzolana:
  • Scavate prevalentemente nei terreni vulcanici che bordano a est e sud-est il centro storico.
  • Sono le cavità più diffuse e spesso organizzate in sistemi di gallerie a più livelli, con imbocchi alla base dei versanti.
  • Cave di conglomerati e sabbie:
  • Localizzate soprattutto nel settore sud-occidentale della città.
  • Generalmente meno estese delle cave di tufo e, a differenza di queste, non riutilizzate come necropoli, ma successivamente impiegate come depositi, fungaie o ambienti di servizio.
  • Catacombe e ipogei cimiteriali:
  • Rappresentano la seconda tipologia per estensione dopo le cave di tufo.
  • Utilizzate in particolare tra I e III secolo d.C. come luoghi di sepoltura e culto, spesso ricavate all’interno o in continuità con antiche gallerie estrattive.
  • Ipogei privati e strutture religiose (mitrei, cripte, ambienti di culto sotterranei):
  • Testimoniano usi rituali e residenziali del sottosuolo, spesso con forte valore archeologico.
  • Cunicoli idraulici e infrastrutture sotterranee:
  • Comprendono antichi acquedotti, drenaggi, condotte storiche e infrastrutture più recenti (gallerie di servizio, sottoservizi).
  • Riusi moderni:
  • Durante il Novecento molte cavità sono state sfruttate come rifugi antiaerei, depositi e fungaie, come testimoniato, ad esempio, nel comprensorio della Caffarella.

Questo mosaico di funzioni spiega la complessità della rete ipogea romana, con sistemi pluripiano a profondità variabile, spesso parzialmente sconosciuti, sotto quartieri densamente edificati.


4. Genesi storica: oltre duemila anni di scavi

Le cavità mappate hanno origine interamente antropica: sono il risultato cumulativo di attività estrattive, infrastrutturali, religiose e belliche svolte dall’età romana fino al XX secolo.

  • In età romana, le cave nei tufi e nelle pozzolane hanno garantito per secoli l’approvvigionamento dei materiali da costruzione per la città e il suo territorio.
  • Tra I e III secolo d.C., molte gallerie estrattive vennero riconvertite o affiancate da catacombe e ipogei cimiteriali, legati in particolare alle comunità cristiane.
  • Nel medioevo e nell’età moderna, alcune cavità continuarono a essere utilizzate per scopi agricoli e di servizio (conservazione, coltivazioni sotterranee, approvvigionamento idrico).
  • Nel Novecento, in particolare durante la Seconda guerra mondiale, ampi tratti di sottosuolo furono adattati come rifugi antiaerei, magazzini e percorsi di servizio.

L’immagine contemporanea è quindi quella di un sottosuolo multicronico, dove si intersecano cave antiche, catacombe, infrastrutture idrauliche e riusi moderni, spesso privi di una documentazione unitaria fino ai progetti ISPRA degli ultimi anni.


5. La prima Carta ISPRA (2017) e il salto al 2026

Prima della sistematizzazione curata da ISPRA, Roma non disponeva di una cartografia d’insieme né di un database completo che restituissero l’effettiva estensione delle cavità.


Gli studi archeologici e geotecnici avevano spesso carattere locale e risultavano dispersi in archivi differenti.

Nel 2017 ISPRA ha prodotto la prima Carta delle Cavità Sotterranee di Roma, affiancando ai dati puntuali una mappatura areale delle principali cavità e organizzando le informazioni in un sistema cartografico strutturato a quadranti.


Per raccogliere e uniformare i dati è stato creato un Gruppo di Lavoro che coinvolge Roma Capitale, CNR, Protezione Civile Nazionale, Roma Metropolitane, le principali associazioni speleologiche romane (tra cui Roma Sotterranea e Sotterranei di Roma) e la Pontificia Commissione di Archeologia Sacra.

L’aggiornamento 2026 rappresenta un salto di scala rispetto al 2017, sia per l’estensione dell’area coperta (circa 350 km² contro valori più limitati in precedenza) sia per la densità dei dati e l’integrazione con altre basi informative (cartografie archeologiche, archivi storici, database istituzionali, risultati di indagini dirette).


6. Fonti dati e metodologia di mappatura

La Carta delle Cavità Sotterranee di Roma 2026 è costruita integrando diverse categorie di fonti:

  • Letteratura scientifica e tecnica su archeologia del sottosuolo, geologia urbana, geotecnica e sinkhole.[web:18][web:17]
  • Archivi cartografici storici (mappe catastali, piante antiche, rilievi di cave e catacombe).[web:18][web:24]
  • Database istituzionali (archivi comunali, dati di Roma Metropolitane, progetti di monitoraggio ISPRA).[web:18][web:17]
  • Cartografie archeologiche prodotte da soprintendenze e Pontificia Commissione di Archeologia Sacra.[web:18][web:24]
  • Indagini dirette e rilievi speleologici/geotecnici recenti, comprendenti anche contributi delle associazioni speleologiche romane.[web:18][web:24]

Dal punto di vista cartografico, la carta combina:

  • Dati puntuali: localizzazioni di cavità note prive di estensione geometrica precisa.
  • Dati lineari: tracciati di cunicoli, gallerie, percorsi ipogei.[web:24]
  • Dati poligonali: planimetrie e ingombri areali delle cavità maggiormente conosciute, cave, catacombe e grandi ipogei.[web:24]

Su questa base geometrica è costruita una mappa di densità dei sistemi ipogei, che esprime la concentrazione spaziale delle cavità e consente di individuare zone di maggiore o minore intensità di vuoti nel sottosuolo.[web:16][web:24]


7. Cavità sotterranee e sinkhole antropogenici a Roma

La presenza di cavità non note o non bonificate, in combinazione con perdite della rete idrica e dei sottoservizi, può produrre il collasso dei livelli superficiali del terreno con la formazione di sinkhole antropogenici (voragini urbane).[web:18][web:17]

Secondo il censimento ISPRA, dal XIX secolo a oggi a Roma sono stati registrati migliaia di eventi di sinkhole antropogenico, con una stima di circa 4.500 episodi e una media dell’ordine di decine/centinaia di nuovi casi all’anno nei periodi più recenti.[web:17][web:3]

Più di 30 km² del territorio urbano risultano essere stati interessati da fenomeni di sprofondamento nel corso di poco più di un secolo.[web:17]

Per analizzare questo fenomeno, ISPRA e CNR-IGAG hanno sviluppato dal 2017 un progetto specifico sulla suscettibilità agli sprofondamenti nel centro urbano di Roma, aggiornato nel 2025.[web:17][web:3]

Il progetto ha portato alla definizione di una mappa di suscettibilità ai sinkhole antropogenici, che classifica il territorio in base alla propensione al dissesto, superando la distinzione tradizionale rischio/pericolosità a favore di un’analisi probabilistica a lungo termine.[web:17][web:3]

Le aree a suscettibilità più elevata coincidono in larga parte con le zone di alta densità di cavità e con i settori caratterizzati da litologie vulcaniche più adatte allo scavo (tufi e pozzolane), confermando il legame tra rete ipogea, natura dei terreni e fenomeni di sprofondamento.[web:17][web:24]


8. Pianificazione urbanistica e gestione del rischio

La Presidente di ISPRA e i tecnici coinvolti nel progetto sottolineano come la conoscenza dettagliata del sottosuolo sia ormai indispensabile per la pianificazione dello sviluppo urbano di Roma e per la prevenzione dei rischi legati ai sinkhole.[web:24][web:27]

La Carta delle Cavità Sotterranee di Roma 2026 e la mappa di suscettibilità ai sinkhole possono essere utilizzate per:

  • Supportare la pianificazione urbanistica:
  • Identificando le aree dove nuovi carichi edilizi o infrastrutturali richiedono studi geotecnici di dettaglio e interventi di consolidamento.[web:18][web:17]
  • Definire priorità di monitoraggio e manutenzione:
  • Pianificando controlli mirati sulla rete idrica e sui sottoservizi nei quartieri con maggiore densità di cavità e più alta suscettibilità agli sprofondamenti.[web:17][web:3]
  • Gestire il rischio per infrastrutture strategiche (metropolitane, grandi vie di comunicazione, reti di servizio):
  • Incrociando i tracciati infrastrutturali con la mappa delle cavità per valutare interferenze e necessità di opere di mitigazione.[web:18][web:24]
  • Supportare la Protezione Civile:
  • Nella valutazione preventiva degli scenari di emergenza legati a voragini urbane e nell’individuazione delle aree critiche a scala comunale e metropolitana.[web:18][web:17]

In questo senso la carta non è un semplice prodotto descrittivo, ma un vero strumento operativo per amministrazioni, progettisti, servizi di emergenza e gestori delle reti.[web:18][web:24]


9. Valore culturale, archeologico e speleologico

Oltre agli aspetti di pericolosità, la carta restituisce il quadro di un patrimonio ipogeo straordinario, che intreccia geologia vulcanica, archeologia, storia urbana e pratiche sociali.[web:18][web:10]
Per la comunità speleologica e per chi si occupa di speleologia urbana, la mappa costituisce:

  • Una base di conoscenza per orientare esplorazioni, studi e progetti di documentazione del sottosuolo romano.
  • Uno strumento di dialogo con enti pubblici (Roma Capitale, ISPRA, CNR, Protezione Civile) per valorizzare i dati raccolti dalle associazioni speleologiche e integrarli nei database istituzionali.
  • Un punto di partenza divulgativo per raccontare al grande pubblico la “Roma nascosta”, come dimostrano gli articoli e le iniziative promosse da realtà come Scintilena e dai gruppi di esplorazione dei sotterranei.

Esempi concreti sono le esplorazioni e le visite guidate nel Parco della Caffarella, dove si possono osservare cave di pozzolana, catacombe, un mitreo e una fungaia, condensando in un solo contesto molti degli usi storici del sottosuolo romano.


10. Spunti per un approfondimento speleologico su Roma

Per chi volesse trasformare la Carta delle Cavità Sotterranee in materiale per articoli, conferenze o corsi di speleologia urbana, alcuni possibili filoni di approfondimento sono:

  1. La geologia come chiave di lettura del sottosuolo urbano:
  • Differenze tra terreni vulcanici (tufi, pozzolane) e terreni sedimentari (sabbie, conglomerati) nel controllo della distribuzione delle cavità.
  1. Dalle cave alle catacombe:
  • Processi di riuso delle gallerie estrattive come spazi funerari e religiosi tra I e III secolo d.C., con esempi lungo l’Appia Antica.
  1. Sinkhole antropogenici e città contemporanea:
  • Lettura integrata tra mappa delle cavità e mappa di suscettibilità agli sprofondamenti, casi studio di quartieri con alta frequenza di voragini.
  1. Citizen science speleologica:
  • Modalità con cui le associazioni possono contribuire con rilievi, segnalazioni e dati verificati all’aggiornamento continuo dei database ISPRA.
  1. Confronto con altre città sotterranee:
  • Paragoni metodologici con esperienze analoghe a Napoli o Parigi, in termini di cartografia ipogea, gestione del rischio e valorizzazione turistica.

11. Domande di ripasso e verifica

Per utilizzare questo materiale come guida di studio (ad esempio in vista di un articolo o di una relazione speleologica), possono essere utili alcune domande di controllo:

  1. Quali sono le principali tipologie di cavità sotterranee censite a Roma e in quali settori della città tendono a concentrarsi?
  2. Che differenze esistono tra le cave di tufo/pozzolana e le cave di conglomerati e sabbie, sia dal punto di vista geologico sia per gli usi storici?
  3. Quali sono le principali fonti dati utilizzate da ISPRA per costruire la Carta delle Cavità Sotterranee di Roma 2026?
  4. In che modo la mappa di densità dei sistemi ipogei viene costruita a partire da dati puntuali, lineari e poligonali?
  5. Che cosa si intende per sinkhole antropogenico e quale relazione lega questi fenomeni alla presenza di cavità sotterranee e alle perdite di rete idrica?
  6. Quali sono i principali risultati del progetto ISPRA–CNR IGAG sulla suscettibilità agli sprofondamenti nel centro urbano di Roma?[
  7. In che modo la Carta delle Cavità e la mappa di suscettibilità possono essere utilizzate nella pianificazione urbanistica della Capitale?
  8. Perché la partecipazione delle associazioni speleologiche romane è considerata strategica per l’aggiornamento continuo della carta?
  9. Quali esempi concreti di valorizzazione del patrimonio ipogeo romano (tour, esplorazioni guidate, percorsi didattici) sono citati nelle fonti?
  10. In che senso la Carta delle Cavità di Roma può diventare un modello o un termine di confronto per altre grandi città con estesi sistemi sotterranei?

Rispondere a queste domande aiuta a consolidare non solo i dati quantitativi (estensione, densità, numero di cavità), ma soprattutto la comprensione del rapporto tra sottosuolo, storia urbana, rischio geologico e pianificazione.

Fonti:

Fonti principali
• ISPRA — Carta delle Cavità Sotterranee di Roma 2026
https://www.isprambiente.gov.it/it/news/carta-delle-cavita-sotterranee-di-roma-2026[isprambiente]
• ISPRA — Carta delle cavità sotterranee di Roma
https://www.isprambiente.gov.it/it/attivita/suolo-e-territorio/cartografia/carta-delle-cavita-sotterranee-di-roma[isprambiente]
• ISPRA — La Città nascosta
https://www.isprambiente.gov.it/it/news/la-citta-nascosta[gov]
• ISPRA — Progetto “Studio della suscettibilità agli sprofondamenti nel centro urbano di Roma”
https://www.isprambiente.gov.it/it/attivita/suolo-e-territorio/sinkholes-e-cavita-sotterranee/i-sinkholes-antropogenici/progetti-e-collaborazioni/progetto-studio-della-suscettibilita-agli-sprofondamenti-nel-centro-urbano-di-roma[scintilena]
• ISPRA — I sinkholes antropogenici a Roma
https://www.isprambiente.gov.it/it/attivita/suolo-e-territorio/sinkholes-e-cavita-sotterranee/i-sinkholes-antropogenici/i-sinkholes-antropogenici-a-roma[scintilena]
Fonti Scintilena
• Scintilena — Roma sotto Roma, la nuova carta delle cavità sotterranee arriva il 10 giugno
https://www.scintilena.com/roma-sotto-roma-la-nuova-carta-delle-cavita-sotterranee-arriva-il-10-giugno/05/19/[scintilena]
• Scintilena — Sicurezza urbana e sinkhole a Roma: aggiornata la mappa di suscettibilità
https://www.scintilena.com/sicurezza-urbana-e-sinkhole-a-roma-aggiornata-la-mappa-di-suscettibilita/07/28/[scintilena]
• Scintilena — Sicurezza e mappatura delle cavità sotterranee nel Parco Regionale dell’Appia Antica
https://www.scintilena.com/sicurezza-e-mappatura-delle-cavita-sotterranee-nel-parco-regionale-dellappia-antica/07/04/[scintilena]
• Scintilena — Esplorazione Sotterranea nella Caffarella: Un Viaggio nel Cuore di Roma
https://www.scintilena.com/esplorazione-sotterranea-nella-caffarella-un-viaggio-nel-cuore-di-roma/10/31/[scintilena]
• Scintilena — Pagina categoria Lazio
https://www.scintilena.com/category/lazio/[scintilena]
• Scintilena — Roma presentata la prima mappa del sottosuolo con Sotterranei di Roma e Roma Sotterranea
https://www.scintilena.com/roma-presentata-la-prima-mappa-del-sottosuolo-con-sotterranei-di-roma-e-roma-sotterranea/06/29/[scintilena]
Altre fonti citate
• Città Metropolitana di Roma — “Carta delle cavità sotterranee di Roma” a cura di ISPRA
http://geologico.cittametropolitanaroma.it/pubblicazioni/carta-cavita-sotterranee-roma-cura-ispra[cittametropolitanaroma]
• CN Geologi — ISPRA: Roma sotto Roma, la nuova carta delle cavità sotterranee
https://www.cngeologi.it/2026/06/05/ispra-la-nuova-carta-delle-cavita-sotterranee/[cngeologi]
• Roma Capitale — Inquinamento dei terreni e delle falde acquifere
https://www.comune.roma.it/web/it/scheda-servizi.page?contentId=INF121302[roma]

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Domus Liceo Cavour, una villa romana riemerge sotto la palestra di una scuola a Roma

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La Domus Liceo Cavour, scoperta nei sotterranei del Liceo Cavour vicino al Colosseo, collega racconti scolastici, indagini archeologiche e un progetto di apertura al pubblico.[1][2][3]

Domus Liceo Cavour sotto il Liceo Cavour di Roma

Negli ambienti sotterranei della palestra maschile del Liceo Scientifico Cavour sono emersi i resti, in ottimo stato di conservazione, di una porzione di grande domus di epoca medio-imperiale, oggi indicata come Domus Liceo Cavour.[2][1]

Il sito si trova nel rione Monti, in un settore centrale della Roma antica tra le Carinae e l’Esquilino, a breve distanza dal Colosseo.[4][2]

La scoperta è stata resa pubblica dopo l’avvio delle attività archeologiche e di pulizia degli ambienti interrati, partite nel quadro del progetto “Cantieri Narranti” della Soprintendenza Speciale di Roma.[1][2]

Racconti degli studenti e segnalazioni per la Domus Liceo Cavour

Per anni, all’interno del Liceo Cavour, hanno circolato racconti su ambienti e passaggi nascosti sotto gli spazi scolastici, considerati da molti poco più che una leggenda di istituto.[3][5]

Secondo la ricostruzione emersa tra fonti scolastiche e stampa internazionale, quelle voci hanno contribuito a riaccendere l’attenzione sul seminterrato, mentre il personale docente ha poi trasmesso le informazioni alla Soprintendenza, aprendo la strada all’intervento ufficiale.[5][3][1]

La notizia assume interesse anche per il mondo della speleoarcheologia urbana, perché mostra come un ambiente ipogeo frequentato solo marginalmente possa conservare strutture antiche ancora leggibili sotto edifici moderni.[2][5]

Villa romana del II secolo con affreschi e stucchi conservati

Le strutture individuate appartengono a una residenza della metà del II secolo d.C. o, più in generale, dell’età medio-imperiale, con ambienti voltati e superfici decorate ancora in parte leggibili.[3][2]

Le pareti e le volte conservano intonaci decorati, motivi floreali, figure umane e stucchi monocromi, mentre altre fonti segnalano anche affreschi e mosaici tra gli elementi più rilevanti del complesso.[4][2]

Prima degli interventi, la domus risultava in gran parte interrata e presentava cinque ambienti visibili, due dei quali non interessati direttamente dai lavori più recenti.[2]

Nomi antichi e contesto sociale della Domus Liceo Cavour

Uno dei dati più interessanti riguarda il rinvenimento storico di una fistula in piombo con i nomi di Umbria Albina e L. Fabius Gallus, elementi utili per la contestualizzazione cronologica e sociale del complesso.[2]
Questi riferimenti fanno pensare a un’abitazione collegata a personaggi di rango elevato, inserita in un settore urbano di particolare importanza nella topografia della Roma imperiale.[4][2]
Il nome definitivo della villa non è ancora fissato, e la denominazione Domus Liceo Cavour resta per ora quella adottata in attesa che lo scavo fornisca dati più certi sui proprietari e sulla storia edilizia della residenza.[1][3]

Apertura al pubblico della Domus Liceo Cavour e percorso di visita

Il progetto in corso prevede il consolidamento e il restauro delle murature e delle volte, la pulitura delle superfici decorate, la rimozione di elementi moderni intrusivi e la sistemazione degli accessi.[2]
È previsto anche un ingresso diretto dalla strada, con un percorso di visita corredato da apparati didattici e materiali informativi, così da rendere il sito fruibile in condizioni di maggiore sicurezza e accessibilità.[2]
Secondo le anticipazioni diffuse dalla stampa internazionale, scuola e soprintendenza puntano ad aprire la Domus Liceo Cavour ai visitatori, con la possibilità che proprio gli studenti coinvolti nella riscoperta possano diventare guide del futuro percorso.[6][3]

Archeologia urbana e memoria scolastica nel caso del Liceo Cavour

La vicenda del Liceo Cavour unisce memoria scolastica, stratificazione urbana e ricerca archeologica in uno dei punti più densi della città storica.[5][2]
In questo caso, il sottosuolo non ha restituito soltanto ambienti antichi ben conservati, ma anche un esempio concreto di come una segnalazione nata in ambito scolastico possa trasformarsi in un cantiere di studio e valorizzazione pubblica.[3][1][2]
Per Roma, la Domus Liceo Cavour aggiunge un nuovo tassello alla lettura del patrimonio nascosto sotto gli edifici contemporanei, con ricadute culturali che interessano archeologia, didattica e gestione dei siti ipogei.[3][2]

Fonti
[1] Domus Liceo Cavour https://www.liceocavour.edu.it/web/?page_id=1636
[2] [PDF] 132 – Domus Liceo Cavour https://soprintendenzaspecialeroma.it/wp-content/uploads/2026/03/id-132-Domus-Liceo-Cavour.pdf
[3] Italian teenagers discover 1800-year-old Roman luxury … https://www.livescience.com/archaeology/romans/italian-teenagers-discover-1-800-year-old-roman-luxury-house-underneath-their-high-school-gym
[4] Scoperta una domus romana sotto il liceo Cavour: affreschi … https://www.fanpage.it/roma/scoperta-una-domus-romana-sotto-il-liceo-cavour-affreschi-e-mosaici-nella-scuola-a-due-passi-dal-colosseo/
[5] A Second-Century Roman Villa Emerges Beneath Rome’s Liceo Cavour https://www.wantedinrome.com/news/a-second-century-roman-villa-emerges-beneath-romes-liceo-cavour.html
[6] Unos alumnos de Roma descubren una lujosa domus romana de … https://www.lavanguardia.com/historiayvida/20260605/11556926/alumnos-roma-descubren-lujosa-domus-romana-1800-anos-debajo-gimnasio-instituto-roma-coliseo.html
[12] Convegno: Cavità di origine antropica, modalità d’indagine, aspetti … https://www.scintilena.com/convegno-cavita-di-origine-antropica-modalita-dindagine-aspetti-di-catalogazione-analisi-della-pericolosita-monitoraggio-e-valorizzazione/11/28/
[13] Corso di speleoarcheologia con Sotterranei di Roma https://www.scintilena.com/corso-di-speleoarcheologia-con-sotterranei-di-roma/03/28/
[14] Nuovi scavi della Cattedra di Preistoria dell’Università di … https://www.scintilena.com/nuovi-scavi-della-cattedra-di-preistoria-delluniversita-di-roma-tor-vergata-a-sezze/08/16/
[15] Il Gruppo Vespertilio in azione in cavità artificiali https://www.scintilena.com/il-gruppo-vespertilio-in-azione-in-cavita-artificiali/05/06/
[16] XV Giornata Nazionale delle Miniere 2023: Territorio e Memorie a Domusnovas – Scintilena https://www.scintilena.com/xv-giornata-nazionale-delle-miniere-2023-territorio-e-memorie-a-domusnovas/05/23/
[17] Forum Novum: riprese le ricerche speleo-archeologiche https://www.scintilena.com/forum-novum-riprese-le-ricerche-speleo-archeologiche/02/10/
[18] “Ghiacciai nascosti. La vita nelle grotte con ghiaccio”: ricerca, clima … https://www.scintilena.com/ghiacciai-nascosti-la-vita-nelle-grotte-con-ghiaccio-ricerca-clima-ed-ecosistemi-invisibili-nelle-prealpi-venete/01/28/
[19] Archeologia subacquea in ambienti chiusi: a Roma si svela il mondo … https://www.scintilena.com/archeologia-subacquea-in-ambienti-chiusi-a-roma-si-svela-il-mondo-sommerso/02/13/
[20] Lascaux: Quando il Patrimonio Paleolitico Incontra la Fragilità dell … https://www.scintilena.com/lascaux-quando-il-patrimonio-paleolitico-incontra-la-fragilita-dellambiente-carsico/01/20/
[21] Acquae Imperatorum: dieci anni di esplorazioni speleosubacquee … https://www.scintilena.com/acquae-imperatorum-dieci-anni-di-esplorazioni-speleosubacquee-svelano-il-sistema-idrico-nascosto-di-roma/03/02/
[22] Zone carsiche e Tubi di lava segnalati dall’UNESCO per diventare … https://www.scintilena.com/zone-carsiche-e-tubi-di-lava-segnalati-dallunesco-per-diventare-patrimonio-dellumanita/06/20/
[23] L’Acquedotto Vergine: Due Millenni di Ingegneria Idraulica Romana … https://www.scintilena.com/perfetto-ho-raccolto-unampia-documentazione-procedo-con-la-redazione-della-ricerca-approfondita/01/28/
[24] La Miniera Abbandonata non è una Rovina: è un Organismo che … https://www.scintilena.com/la-miniera-abbandonata-non-e-una-rovina-e-un-organismo-che-cambia/04/28/
[25] Le Rocce Sedimentarie: Gli Archivi Naturali della Storia … https://www.scintilena.com/le-rocce-sedimentarie-gli-archivi-naturali-della-storia-terrestre/10/04/
[26] Da una leggenda alla domus romana sotto il Cavour https://www.facebook.com/groups/873738140260282/posts/1772326290401458/
[27] Scoperta una domus romana sotto il liceo Cavour https://www.zazoom.it/2026-06-02/scoperta-una-domus-romana-sotto-il-liceo-cavour-affreschi-e-mosaici-nella-scuola-a-due-passi-dal-colosseo/19288988/
[28] Laboratori per le Scuole https://www.domusromanalucca.it/visite-scolastiche/
[29] Roma, una magnifica domus è stata scoperta sotto a un liceo https://initalia.virgilio.it/roma-magnifica-domus-liceo-67651
[30] Roman domus with intact paintings and stucco work … https://www.facebook.com/groups/thearchaeologynewsnetwork/posts/27911993181722195/
[31] Students uncover a 1,800-year-old Roman mansion hidden beneath their school gym in Rome https://timesofindia.indiatimes.com/world/rest-of-world/students-uncover-a-1800-year-old-roman-mansion-hidden-beneath-their-school-gym-in-rome/articleshow/131564773.cms
[32] Lettera_Orientamento_Sito https://lcavour.edu.it/wp-content/uploads/sites/922/Lettera_Orientamento_Sito.pdf?x84004
[33] Uns alumnes de Roma descobreixen una de luxosa domus romana de fa 1.800 anys sota el gimnàs del seu institut, a prop del Colosseu https://www.lavanguardia.com/encatala/20260608/11556954/uns-alumnes-roma-descobreixen-luxosa-domus-romana-fa-1-800-anys-sota-gimnas-seu-institut-prop-colosseu-ctx.html
[34] Domus Liceo Cavour https://www.liceocavour.edu.it/web/?p=1640

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Villa Adriana apre gli scavi al pubblico per le Giornate Europee dell’Archeologia 2026

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A Tivoli una visita guidata negli scavi della Villa di Adriano racconta ricerca archeologica, tutela del sito e attività sul campo con posti limitati e prenotazione obbligatoria

Venerdì 12 giugno 2026 Villa Adriana, a Tivoli, partecipa alle Giornate Europee dell’Archeologia 2026 con un appuntamento dedicato agli scavi della Villa di Adriano e alle attività di ricerca e tutela in corso nel sito. L’iniziativa è promossa dall’Istituto Autonomo Villa Adriana e Villa d’Este – VILLÆ ed è inserita nel programma nazionale delle Giornate Europee dell’Archeologia, previste in Italia dal 12 al 14 giugno 2026.[1][2][3]

Giornate Europee dell’Archeologia a Villa Adriana

Le Giornate Europee dell’Archeologia sono un appuntamento annuale dedicato al patrimonio archeologico, promosso dall’Inrap sotto l’egida del Ministero della Cultura francese e con il patrocinio del Consiglio d’Europa.

In Italia il coordinamento nazionale è curato dal Ministero della Cultura, attraverso l’Istituto Centrale per l’Archeologia per la Direzione generale Archeologia, Belle Arti e Paesaggio e il Servizio III della Direzione Generale Musei.

In questo quadro, Villa Adriana propone un programma che punta a far conoscere al pubblico non solo il valore storico del complesso, ma anche il lavoro quotidiano legato alla conservazione e allo studio del sito.[2][1]

Scavi della Villa di Adriano: la visita del 12 giugno 2026

L’appuntamento principale previsto a Villa Adriana si tiene venerdì 12 giugno 2026, dalle 11:00 alle 13:00, con ritrovo alle 10:30 presso l’edificio del Plastico. La visita, intitolata “Gli scavi della Villa di Adriano”, accompagna i partecipanti all’interno dei cantieri di scavo attualmente in corso nella residenza imperiale. Il percorso permette di osservare da vicino gli scavi della Villa di Adriano e di seguire una lettura diretta delle indagini archeologiche, con spiegazioni affidate a funzionari e guide che illustrano metodi, obiettivi e risultati delle attività sul campo.[4][2]

Ricerca archeologica e tutela del sito a Villa Adriana

Il programma delle Giornate Europee dell’Archeologia a Villa Adriana mette al centro il rapporto tra ricerca archeologica e tutela del sito, presentando gli scavi della Villa di Adriano come parte di un processo continuo di conoscenza e conservazione. Secondo la presentazione ufficiale di VILLÆ, l’obiettivo è mostrare al pubblico i processi stessi della tutela e della ricerca, favorendo un dialogo diretto tra professionisti dei beni culturali, cittadini e famiglie. In questo senso, gli scavi della Villa di Adriano diventano anche uno strumento divulgativo, utile a comprendere come nuove evidenze e interventi programmati possano aggiornare la lettura storica della residenza dell’imperatore Adriano.[2]

Posti limitati e prenotazione per gli scavi della Villa di Adriano

La partecipazione alla visita negli scavi della Villa di Adriano è a numero chiuso, con un massimo di 20 persone ammesse. L’attività è compresa nel costo del biglietto di ingresso, ma la prenotazione è obbligatoria per garantire la qualità dell’esperienza e il rispetto delle esigenze di tutela dell’area archeologica. Per le informazioni e per la prenotazione è indicato il numero 0774 330329, mentre il programma generale dell’iniziativa è pubblicato sul sito di VILLÆ.[4][2]

Villa Adriana e il valore pubblico degli scavi archeologici

L’apertura degli scavi della Villa di Adriano al pubblico si inserisce in una linea di attività che punta a rendere più accessibili i luoghi della ricerca, senza separarli dalle esigenze di protezione del patrimonio. Per chi segue i temi dell’archeologia e della valorizzazione dei siti complessi, la visita a Villa Adriana offre un’occasione concreta per osservare come uno scavo archeologico venga raccontato nel momento stesso in cui produce dati, interpretazioni e interventi di tutela. A Tivoli, la giornata del 12 giugno propone quindi una lettura ravvicinata degli scavi della Villa di Adriano, collegando divulgazione, metodo scientifico e gestione del bene culturale dentro il calendario europeo delle Giornate Europee dell’Archeologia 2026.

Le Giornate europee dell’archeologia, gli eventi in Italia

Le Giornate Europee dell’Archeologia 2026 in Italia si svolgono dal 12 al 14 giugno e il programma è molto articolato, con attività diffuse in numerose regioni e in molti luoghi della cultura. Il calendario ufficiale è in aggiornamento continuo e comprende visite guidate, laboratori, aperture di cantieri, conferenze, escursioni e iniziative per pubblici diversi.[1][2]

Quadro nazionale

Il Ministero della Cultura aderisce alle Giornate Europee dell’Archeologia 2026 con il coordinamento della Direzione generale Musei e della Direzione generale Archeologia, Belle Arti e Paesaggio. L’edizione italiana raccoglie iniziative pubblicate dagli istituti periferici, con la possibilità che alcune attività subiscano variazioni dell’ultimo minuto. Il tema ricorrente è la conoscenza del lavoro dell’archeologo e la valorizzazione del patrimonio archeologico nazionale.[1]

I principali eventi

Tra gli appuntamenti più rilevanti figurano le aperture straordinarie e i cantieri visitabili in siti come Pompei, Ercolano, Aquileia, Sibari, Venosa, Roselle, Cosa, Claterna e molte sedi museali statali. A Roma il programma comprende diverse sedi, tra cui il Pantheon, Castel Sant’Angelo, Casa Pasolini, Galleria Spada, il Parco archeologico dell’Appia Antica e il complesso di Santa Croce in Gerusalemme. Anche Torino partecipa con i Musei Reali, che propongono attività di divulgazione, visite e un’apertura serale del Museo di Antichità.[2][3][4][5][6][7]

Lazio e Roma

Nel Lazio il calendario è particolarmente fitto e include molte proposte a Roma e Tivoli. A Villa Adriana, per esempio, sono previsti due appuntamenti specifici: “Gli scavi della Villa di Adriano” il 12 giugno e “Sulle orme di Ercole: dodici enigmi per giovani archeologi” il 13 giugno al Santuario di Ercole Vincitore. Sempre a Roma, il Ministero segnala iniziative dedicate al patrimonio archeologico di quartieri e luoghi meno noti, con visite e attività di lettura del paesaggio urbano.[3][8][1]

Sud e isole

Nel Mezzogiorno il programma include numerose sedi in Campania, Basilicata, Calabria, Puglia, Sardegna e Sicilia. A Pompei ed Ercolano sono previsti cantieri e depositi aperti al pubblico, mentre a Capua, Afragola, Pozzuoli e altre località campane sono in calendario visite e incontri dedicati all’archeologia in corso. In Basilicata spiccano le attività di Potenza, Venosa, Muro Lucano e altri siti archeologici, con incontri di restituzione delle ricerche e visite nei parchi.[2][1]

Centro e Nord

Nel Centro Italia sono segnalati eventi in Abruzzo, Marche, Toscana, Emilia-Romagna, Umbria e nelle altre regioni del versante tirrenico e adriatico. In Toscana figurano, tra gli altri, Firenze, Siena, Lucca, Pisa, Grosseto e l’area di Roselle, con programmi che alternano scavi, aperture serali e laboratori. In Emilia-Romagna si segnalano Claterna, Cervia, Ravenna, Rimini e Comacchio, mentre nel Nord-Est compaiono Caorle, Portogruaro, Venezia, Padova, Aquileia e altre sedi legate alla ricerca archeologica.[6][1][2]

Le attività di ricerca e tutela del sito UNESCO di Tivoli

Le attività di ricerca e tutela del sito UNESCO di Tivoli ruotano soprattutto attorno a Villa Adriana, Villa d’Este e al Santuario di Ercole Vincitore, gestiti dall’Istituto Villa Adriana e Villa d’Este – VILLÆ. A Villa Adriana gli scavi e gli studi sono ancora in corso, perché non tutte le strutture del complesso sono state interpretate in modo definitivo.[1][2][3][4]

Ricerca archeologica

Villa Adriana è un complesso di circa 30 costruzioni distribuite su un’area molto estesa dei Monti Tiburtini, e la sua lettura richiede campagne di indagine continue. Le attività di ricerca servono a chiarire funzioni, cronologie e rapporti tra gli edifici della residenza imperiale, costruita tra il 117 e il 138 d.C. come luogo di ritiro dell’imperatore Adriano. Nel sito sono coinvolti archeologi e specialisti anche internazionali, con un lavoro che ha accompagnato il recupero del complesso fin dall’ingresso nel patrimonio dello Stato italiano.[2][4][5]

Tutela e conservazione

La tutela del sito UNESCO di Tivoli non riguarda solo la conservazione materiale dei resti, ma anche il controllo degli accessi, la manutenzione e la gestione dei flussi di visita. Le iniziative pubbliche, come visite agli scavi e aperture speciali, vengono usate anche per raccontare al pubblico il rapporto tra ricerca e protezione del patrimonio. Questo approccio è evidente a Villa Adriana, dove ogni nuova indagine deve convivere con esigenze di stabilità, leggibilità e fruizione del bene.[1][2][3][6][7]

Villa Adriana oggi

A Villa Adriana sono ancora attive campagne di scavo e di studio che continuano a produrre nuovi dati sul complesso imperiale. Il sito resta un laboratorio archeologico aperto, nel quale il lavoro sul campo si affianca alla documentazione, al restauro e alla valorizzazione culturale. Le visite dedicate alle aree di scavo, come quella prevista per il 12 giugno 2026, mostrano proprio questo equilibrio tra ricerca scientifica e tutela.[2][4][7]

Villa d’Este e Santuario

Anche Villa d’Este rientra nel sistema di tutela di Tivoli, con un’impostazione orientata alla conservazione del giardino storico, delle architetture e degli apparati idraulici. Il Santuario di Ercole Vincitore completa il quadro dei siti gestiti a Tivoli e partecipa alle attività culturali e didattiche del complesso VILLÆ. Insieme, questi luoghi formano un sistema di patrimonio che richiede studio, manutenzione e programmazione costante.[1][3][8]

Attività aperte al pubblico

Le attività di ricerca e tutela del sito UNESCO di Tivoli vengono spesso rese visibili attraverso eventi, giornate tematiche e visite guidate speciali. Per le Giornate Europee dell’Archeologia 2026, Villa Adriana propone l’apertura delle aree di scavo, mentre il Santuario di Ercole Vincitore offre un’attività dedicata ai giovani visitatori. Sono strumenti utili per far capire come il patrimonio venga studiato e protetto nel tempo, senza separare il lavoro scientifico dalla divulgazione.[2][6][7]

Fonti
[1] Le Villae Tivoli | Villa Adriana e Villa d’Este | Ville Patrimonio … https://villae.cultura.gov.it
[2] Villa Adriana (Tivoli) – Unesco Commissione Nazionale … https://www.unesco.it/it/unesco-vicino-a-te/siti-patrimonio-mondiale/villa-adriana-tivoli/
[3] Santuario di Ercole Vincitore https://www.aipaipatrimonioindustriale.com/Projects/santuario-di-ercole-vincitore
[4] Villa Adriana (Tivoli) – Unesco Beni Culturali https://unesco.cultura.gov.it/projects/villa-adriana-tivoli/
[5] Viaggio in Italia nel Patrimonio Unesco: Villa Adriana a Tivoli https://www.youtube.com/watch?v=DJty96FkpT4
[6] VII Giornata Europea dei Giardini Storici – Le Villae Tivoli https://villae.cultura.gov.it/2026/04/23/vii-giornata-europea-dei-giardini-storici/
[7] GIORNATE EUROPEE DELL’ARCHEOLOGIA 2026 – Villa Adriana e … https://villae.cultura.gov.it/2026/06/04/giornate-europee-dellarcheologia-2026/
[8] Santuario di Ercole Vincitore – AIPAI https://www.patrimonioindustriale.it/soci-istituzionali/santuario-di-ercole-vincitore/
[9] Evaporiti UNESCO: cosa è cambiato in due anni tra ricerca … https://www.scintilena.com/evaporiti-unesco-cosa-e-cambiato-in-due-anni-tra-ricerca-tutela-e-sfide-ancora-aperte/01/27/
[10] Conoscenza e tutela degli ambienti carsici in Italia – Scintilena https://www.scintilena.com/conoscenza-e-tutela-degli-ambienti-carsici-in-italia-a-roma-la-giornata-di-studi-sigea-aps/04/17/
[11] [PDF] primo convegno italiano sul recupero e la riabilitazione dei chirotteri http://www.tutelapipistrelli.it/wp-content/uploads/2015/10/Atti-convegno-CHIRecuperO-2016.pdf
[12] Ninfei antichi e moderni tra arte e natura a Roma e nel Lazio https://www.scintilena.com/ninfei-antichi-e-moderni-tra-arte-e-natura-a-roma-e-nel-lazio/12/14/
[13] Esplorazioni in cavit – Scintilena https://www.scintilena.com/esplorazioni-in-cavit/12/28/
[14] L’Alta Murgia alla BIT Milano 2025: turismo, cultura e … https://www.scintilena.com/lalta-murgia-alla-bit-milano-2025-turismo-cultura-e-sostenibilita/02/13/
[15] Manfredonia entra nella candidatura UNESCO delle grotte carsiche … https://www.scintilena.com/manfredonia-entra-nella-candidatura-unesco-delle-grotte-carsiche-preistoriche-grotta-scaloria-protagonista/03/18/
[16] Incontro La Venta Grotte di quarzo dei tepui: a Roma … – Scintilena https://www.scintilena.com/incontro-la-venta-grotte-di-quarzo-dei-tepui-a-roma-una-conferenza-racconta-trentanni-di-esplorazioni-nello-scudo-della-guiana/03/01/
[17] Gessi e Grotte dell’Appennino Settentrionale: Un Patrimonio Mondiale UNESCO – Scintilena https://www.scintilena.com/gessi-e-grotte-dellappennino-settentrionale-un-patrimonio-mondiale-unesco/01/15/
[18] Sotto l’Altare di San Michele Dorme una Civiltà Paleolitica: La Grotta … https://www.scintilena.com/sotto-laltare-di-san-michele-dorme-una-civilta-paleolitica-la-grotta-che-racconta-la-storia-del-gargano/01/27/
[19] Scoperta Archeologica dalla Leggenda alla Realtà: L’Acquedotto … https://www.scintilena.com/scoperta-archeologica-dalla-leggenda-alla-realta-lacquedotto-dei-casoni-riportato-alla-luce/02/04/
[20] Un convegno a Bologna per presentare il sito naturale … https://www.scintilena.com/un-convegno-a-bologna-per-presentare-il-sito-naturale-iscritto-nella-lista-del-patrimonio-mondiale-dellunesco/12/13/
[21] Sopra e Sotto il Carso – ottobre 2025 https://www.scintilena.com/ottobre-nel-carso-nuove-esplorazioni-formazione-e-memoria-sotterranea/11/07/
[22] Una luce nel buio – Notiziario di speleologia e del sottosuolo https://www.scintilena.com/page/233/
[23] Grottes de Han: il misterioso “Réseau Sud” tra ricerca e tutela ambientale – Scintilena https://www.scintilena.com/grottes-de-han-il-misterioso-reseau-sud-tra-ricerca-e-tutela-ambientale/06/10/
[24] Tivolio 2026 – Villa Adriana e Villa d’Este https://villae.cultura.gov.it/2026/05/18/tivolio-2026/
[25] Villa d’Este added a new photo. https://www.facebook.com/VilladEsteMibact/photos/808992051522357/
[26] VILLA ADRIANA E VILLA D’ESTE A TIVOLI | 01 MARZO 2026 https://www.genteinmovimento.info/prodotto/villa-adriana-e-villa-deste-a-tivoli-01-marzo-2026/
[27] Villa Adriana Patrimonio UNESCO https://b-rent.com/it/villa-adriana
[28] Villa Adriana e Villa d’Este – Artfiles https://www.artfiles.it/portfolio/villa-adriana-e-villa-deste/
[29] Villa Adriana a Tivoli Patrimonio UNESCO https://www.visitlazio.com/villa-adriana-a-tivoli-patrimonio-unesco/
[30] Santuario di Ercole Vincitore a Tivoli. III. L’architettura https://research.uniroma1.it/pubblicazioni/34870
[31] Giornate Europee del Patrimonio nelle Ville di Tivoli https://www.visitvaldaniene.it/eventi/giornate-europee-patrimonio-tivoli


[1] GIORNATE EUROPEE DELL’ARCHEOLOGIA 2026 https://cultura.gov.it/evento/giornate-europee-dell-archeologia-2026
[2] Giornate Europee dell’Archeologia 2026 https://museicampania.cultura.gov.it/giornate-europee-dellarcheologia-2026/
[3] Eventi – Pantheon e Castel Sant’Angelo https://direzionemuseiroma.cultura.gov.it/en/category/eventi-en/
[4] Giornate Europee dell’Archeologia https://www.museiincomuneroma.it/it/didattica/giornate-europee-dell-archeologia
[5] GIORNATE EUROPEE DELL’ARCHEOLOGIA 2026 https://museireali.beniculturali.it/events/giornate-europee-dellarcheologia-2026/
[6] Giornate Europee dell’Archeologia 2026 – Discover Aquileia https://www.discoveraquileia.com/event/giornate-europee-dellarcheologia-12aprile/
[7] Giornate Europee dell’Archeologia 2026: cantieri, musei e … https://etruscantimes.com/giornate-europee-dellarcheologia-2026-cantieri-musei-e-laboratori-si-aprono-al-pubblico/
[8] GIORNATE EUROPEE DELL’ARCHEOLOGIA 2026 – Villa Adriana e … https://villae.cultura.gov.it/2026/06/04/giornate-europee-dellarcheologia-2026/
[9] 70 anni di Italia Nostra e visite alle Grotte di Santa Croce – Scintilena https://www.scintilena.com/giornate-europee-dellarcheologia-a-bisceglie-70-anni-di-italia-nostra-e-visite-alle-grotte-di-santa-croce/06/09/
[10] Giornata Mondiale dell’Acqua 2026: dalla “bancarotta idrica” globale … https://www.scintilena.com/giornata-mondiale-dellacqua-2026-dalla-bancarotta-idrica-globale-alle-falde-carsiche-che-ci-tengono-in-vita/03/22/
[11] Feed RSS – Scintilena https://www.scintilena.com/feed/
[12] Workshop fotografia speleo con Robbie Shone in Umbria – Scintilena https://www.scintilena.com/workshop-fotografia-speleo-con-robbie-shone-in-umbria-posti-limitati-ad-aprile-2026/01/26/
[13] 12esimo meeting dell’ECRA durante il raduno speleo di Casola https://www.scintilena.com/12esimo-meeting-dellecra-durante-il-raduno-speleo-di-casola/10/31/
[14] Giornate Europee dell’Archeologia. 12, 13 e 14 giugno 2026 https://direzionemuseiroma.cultura.gov.it/en/giornate-europee-dellarcheologia-12-13-e-14-giugno-2026/
[15] Grotta Paglicci, nuova fase per la valorizzazione – Scintilena https://www.scintilena.com/grotta-paglicci-nuova-fase-per-la-valorizzazione-archeologica-guidera-attivita-culturali-e-didattiche/05/31/
[16] Pantheon e Castel Sant’Angelo – Direzione Musei nazionali Roma https://direzionemuseiroma.cultura.gov.it/en/pantheon/
[17] Tivolio 2026 – Villa Adriana e Villa d’Este https://villae.cultura.gov.it/2026/05/18/tivolio-2026/
[18] Rilievo speleologico 3D con il Lidar: a San Quirino il corso … https://www.scintilena.com/rilievo-speleologico-3d-con-il-lidar-a-san-quirino-il-corso-nazionale-per-titolati-e-qualificati-cai/03/06/
[19] VII Giornata Europea dei Giardini Storici – Villa Adriana e Villa d’Este https://villae.cultura.gov.it/2026/04/23/vii-giornata-europea-dei-giardini-storici/
[20] Il primo pipistrello italiano con GPS vola dalla Toscana – Scintilena https://www.scintilena.com/primo-pipistrello-italiano-monitorato-con-gps-la-nottola-minore-vola-dalla-toscana/07/10/
[21] Iniziative speciali – Pantheon e Castel Sant’Angelo https://direzionemuseiroma.cultura.gov.it/en/category/eventi-en/iniziative-speciali-en/
[22] Giornate Europee dell’Archeologia 2026 https://www.fondazioneaquileia.it/it/eventi/giornate-europee-dellarcheologia-2026
[23] GIORNATE EUROPEE DELL’ARCHEOLOGIA 2025 https://www.museoetru.it/eventi/giornate-europee-dellarcheologia-2026
[24] [PDF] Report annuale 2025 – Direzione Musei nazionali Roma https://direzionemuseiroma.cultura.gov.it/wp-content/uploads/2026/01/Report-2025-Boncompagni.pdf
[25] news Archivi – Pagina 29 di 30 – Villa Adriana e Villa d’Este https://villae.cultura.gov.it/category/news/page/29/
[26] Spettacoli – Pantheon e Castel Sant’Angelo https://direzionemuseiroma.cultura.gov.it/eventi/spettacoli/

[3] Giornate Europee dell’Archeologia. 12, 13 e 14 giugno 2026 https://direzionemuseiroma.cultura.gov.it/en/giornate-europee-dellarcheologia-12-13-e-14-giugno-2026/
[4] GIORNATE EUROPEE DELL’ARCHEOLOGIA 2026 – Villa Adriana e … https://villae.cultura.gov.it/2026/06/04/giornate-europee-dellarcheologia-2026/
[7] L’VIII Convegno Nazionale di Archeologia Subacquea ai … https://www.scintilena.com/lviii-convegno-nazionale-di-archeologia-subacquea-ai-campi-flegrei-tre-giorni-tra-pozzuoli-e-baia/03/01/
[8] Archeologia Archivi – Scintilena https://www.scintilena.com/category/archeologia/
[9] Esplorazioni in cavit – Scintilena https://www.scintilena.com/esplorazioni-in-cavit/12/28/
[10] Archeologia Archivi – Pagina 45 di 60 https://www.scintilena.com/category/archeologia/page/45/
[11] X Convegno Nazionale di Speleologia in Cavità Artificiali a … https://www.scintilena.com/x-convegno-nazionale-di-speleologia-in-cavita-artificiali-a-urbino-2026-la-citta-ducale-torna-capitale-del-sottosuolo/02/12/
[12] Padova, ESCA Sotterranea e Giornata Nazionale delle Miniere 2026 https://www.scintilena.com/padova-esca-sotterranea-e-giornata-nazionale-delle-miniere-2026-due-giorni-tra-miniere-memoria-e-esplorazioni-speleologiche/05/15/
[13] Bus de la Genziana: visite guidate per il centenario CAI … https://www.scintilena.com/bus-de-la-genziana-visite-guidate-per-il-centenario-cai-vittorio-veneto/06/12/
[14] “Dialoghi di Archeologia”: un viaggio tra passato e … https://www.scintilena.com/dialoghi-di-archeologia-un-viaggio-tra-passato-e-interpretazione-nel-ciclo-2026/04/07/
[15] Il bunker di Villa Ada Savoia riapre al pubblico dopo cinque anni https://www.scintilena.com/il-bunker-di-villa-ada-savoia-riapre-al-pubblico-dopo-cinque-anni-roma-riscopre-il-rifugio-dei-savoia/03/05/
[16] Grotta delle Arene Candide un viaggio nel tempo tra storia … https://www.scintilena.com/grotta-delle-arene-candide-un-viaggio-nel-tempo-tra-storia-e-natura/06/26/
[17] Conoscenza e tutela degli ambienti carsici in Italia – Scintilena https://www.scintilena.com/conoscenza-e-tutela-degli-ambienti-carsici-in-italia-a-roma-la-giornata-di-studi-sigea-aps/04/17/
[18] ArcheoCamp 2024: Una Settimana di Archeologia Subacquea ai Campi Flegrei – Scintilena https://www.scintilena.com/archeocamp-2024-una-settimana-di-archeologia-subacquea-ai-campi-flegrei/08/06/
[19] 26° Triangolo dell’Amicizia – Scintilena https://www.scintilena.com/26%C2%B0-triangolo-dellamicizia-3/03/25/
[20] Cavità Artificiali Archivi – Scintilena https://www.scintilena.com/category/cavita-artificiali/
[21] Settembre 2026: Postumia ospiterà la prima celebrazione mondiale … https://www.scintilena.com/septembre-2026-postojna-ospita-la-prima-celebrazione-mondiale-della-giornata-internazionale-delle-grotte-e-del-carsismo/01/16/
[22] Sabato 23 maggio 2026_Notte Europea dei Musei a Villa Adriana https://cultura.gov.it/evento/sabato-23-maggio-2026-notte-europea-dei-musei-a-villa-adriana
[23] Villa Adriana. Possibili disagi nella giornata del 13 febbraio … https://villae.cultura.gov.it/2026/02/12/villa-adriana-possibili-disagi-nella-giornata-del-13-febbraio-2026/
[24] Villa Adriana_GEP 2025 L’Imperatore Adriano e la sua residenza https://cultura.gov.it/evento/villa-adriana-gep-2025limperatore-adriano-e-la-sua-residenza
[25] VII Giornata Europea dei Giardini Storici – Villa Adriana e Villa d’Este https://villae.cultura.gov.it/2026/04/23/vii-giornata-europea-dei-giardini-storici/
[26] Visita guidata didattica a Tivoli con villa Adriana e villa d’Este per le … https://www.visite-guidate-roma.com/villa-adriana-e-villa-d-este-a-tivoli-intera-giornata-per-le-scuole-visita-guidata/
[27] Tivoli: Notte dei Musei 2026, Villa Adriana e Villa d’Este aperte di … https://www.tivoliguidoniacity.com/post/tivoli-notte-dei-musei-2026-villa-adriana-e-villa-d-este-aperte-di-sera-a-1-euro
[28] European Heritage Days, Exhibition Hadrian’s Villa, Tivoli | Artsupp https://artsupp.com/en/tivoli/events/giornate-europee-del-patrimonio-villa-adriana
[29] Pasquetta 2026 a Villa Adriana – Ministero della cultura https://cultura.gov.it/evento/pasquetta-2026-a-villa-adriana
[30] Roma ospita per la prima volta il Forum internazionale per l … https://dit.cultura.gov.it/2026/03/27/roma-ospita-per-la-prima-volta-il-forum-internazionale-per-lorganizzazione-delle-giornate-europee-dellarcheologia/
[31] Notte Europea dei Musei 2026, sabato 23 maggio le Villæ di Tivoli … https://villae.cultura.gov.it/2026/05/15/notte-europea-dei-musei-2026-sabato-23-maggio-le-villae-di-tivoli-aperte-di-sera-a-1-euro/
[32] Accesso gratuito: Villa Adriana a Tivoli https://www.eventbrite.com/e/biglietti-accesso-gratuito-villa-adriana-a-tivoli-1964254629473
[33] Biglietto Villa Adriana Acquista online https://www.coopculture.it/it/prodotti/biglietto-villa-adriana/
[34] 1° Gennaio 2026 a Villa Adriana – Ministero della cultura https://cultura.gov.it/evento/1-gennaio-2026-a-villa-adriana

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Ambienti carsici in Italia, conoscenza e tutela: aperta la call per la Giornata di Studi UNESCO

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Ricercatori, professionisti e amministratori pubblici si confrontano su grotte, risorse idriche e sviluppo sostenibile del territorio carsico


Un convegno per la Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo

In occasione della Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo indetta dall’UNESCO, la SIGEA-APS – Società Italiana di Geologia Ambientale – ha organizzato una Giornata di Studi a Roma. L’evento si terrà l’11 settembre 2026 presso il Palazzetto Mattei, in Villa Celimontana (via della Navicella, 12).

L’iniziativa si concentra sugli ambienti carsici italiani. Si parlerà del loro valore scientifico, ambientale e territoriale. L’incontro è aperto a ricercatori, professionisti, enti gestori, amministratori pubblici e associazioni speleologiche.

L’obiettivo è fare il punto sulle conoscenze attuali. Si vogliono anche definire strategie di tutela e sviluppo sostenibile per queste aree fragili.


Tre pilastri tematici: conoscenza, tutela e sostenibilità dei sistemi carsici

La giornata si sviluppa attorno a tre grandi aree di lavoro.

Il primo pilastro riguarda la conoscenza. Si analizzerà lo stato dell’arte della ricerca geomorfologica, idrogeologica e biologica sugli ecosistemi carsici.

Il secondo pilastro è la tutela. Si discuteranno metodologie e politiche per salvaguardare il paesaggio carsico e le sue cavità ipogee.

Il terzo pilastro affronta lo sviluppo sostenibile. Si valuterà come integrare la risorsa carsica nella pianificazione territoriale. Si parlerà anche di fruizione turistica sostenibile e gestione delle risorse idriche.

Gli ambienti carsici rappresentano la principale riserva idrica nazionale in molte regioni. Ospitano ecosistemi delicati e siti archeologici di grande interesse.


Chi può partecipare e come inviare i contributi

L’iniziativa è rivolta a un pubblico ampio e specializzato. Geologi, ingegneri, biologi e pianificatori sono invitati a intervenire. Anche enti di gestione (parchi, consorzi di bonifica, complessi ipogei aperti al turismo) possono portare la loro esperienza.

Le amministrazioni pubbliche e le associazioni speleologiche troveranno un utile spazio di confronto.

L’invio dei contributi è aperto fino al 30 giugno 2026. I riassunti dovranno seguire le norme editoriali disponibili sul sito della SIGEA. La lunghezza massima è di 4 pagine, comprese tabelle e figure.

Info su: http://sigea-aps.it


Pubblicazione su Geologia dell’Ambiente e scadenze da rispettare

Tutti i riassunti accettati saranno pubblicati in un supplemento della rivista ufficiale della SIGEA-APS, Geologia dell’Ambiente. Il volume uscirà in occasione della Giornata di Studi.

La partecipazione è libera previa iscrizione. L’evento si svolgerà in presenza dalle 9.00 alle 14.00.

Per chi studia o lavora sugli ambienti carsici, questo appuntamento rappresenta un’utile occasione per aggiornare conoscenze e metodologie. Non mancheranno spunti applicativi per la gestione del territorio.

Informazioni dettagliate e modulistica sono disponibili su: sigea-aps.it.

Il comitato scientifico è composto da Antonello Fiore, Luca Guerrieri, Laura Melelli, Mario Parise e Fabio Stoch. La segreteria organizzativa cura i dettagli logistici e la selezione degli abstract.

Fonte: https://www.facebook.com/share/p/1JSJvqr8am/?mibextid=wwXIfr

L'articolo Ambienti carsici in Italia, conoscenza e tutela: aperta la call per la Giornata di Studi UNESCO proviene da Scintilena.

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Gravimetria assoluta e carsismo: uno studio INGV osserva le variazioni d’acqua nel sottosuolo dell’Appennino centrale

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Misure gravimetriche tra Abruzzo, Umbria e Lazio mostrano cambiamenti nelle masse idriche sotterranee e possibili effetti post-sismici nei sistemi carsici dell’Aquilano

Un gruppo di ricercatori dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia ha pubblicato sulla rivista Remote Sensing uno studio dedicato alle variazioni della gravità terrestre e del contenuto idrico sotterraneo nell’Appennino centrale.

La ricerca, intitolata “Time-Lapse Absolute Gravity Measurements Unveil Subsurface Water Content Variations in Central Italy”, analizza le misure effettuate tra il 2018 e il 2023 in quattro stazioni distribuite tra Abruzzo, Lazio e Umbria: L’Aquila, Popoli, Sant’Angelo Romano e Terni.

Lo studio mette in relazione la gravimetria assoluta con dati satellitari, modelli idrologici e monitoraggi InSAR, mostrando come le variazioni di massa dell’acqua nel sottosuolo possano essere rilevate anche in ambienti carsici complessi e in aree interessate da intensa attività sismica.

La rete gravimetrica nell’Appennino centrale e il ruolo del gravimetro FG5

La rete di misura è stata sviluppata nell’ambito di progetti finanziati dall’INGV, tra cui il progetto AGAVE, dedicato allo studio integrato dei rischi naturali attraverso gravimetria assoluta, GNSS e telerilevamento.

Le campagne di misura sono state eseguite con un gravimetro assoluto FG5#238, uno strumento ad alta precisione basato sulla caduta libera controllata da interferometria laser e orologio atomico. Le misure sono state effettuate in ambienti chiusi, durante le ore notturne, per ridurre il rumore ambientale e ottenere precisioni dell’ordine di pochi microGal.

Secondo i ricercatori, le variazioni osservate raggiungono circa 15-20 microGal in tre stazioni, mentre nel sito di L’Aquila si arriva a circa 37-40 microGal. Si tratta di valori significativi per questo tipo di monitoraggio geofisico.

Un precedente comunicato dell’INGV aveva già evidenziato l’importanza della gravimetria assoluta nelle aree sismogenetiche dell’Appennino centrale, in relazione ai terremoti del 2009 e del 2016. (ingv.it)

Carsismo e acqua sotterranea: il caso di L’Aquila

L’aspetto più interessante per il mondo speleologico riguarda il comportamento dell’area aquilana.

I dati mostrano infatti che le variazioni gravimetriche registrate a L’Aquila risultano molto più ampie rispetto a quelle spiegabili dai modelli idrologici regionali. Secondo gli autori, il fenomeno potrebbe essere collegato a redistribuzioni locali di massa nei sistemi carsici fratturati del sottosuolo.

L’area dell’Aquilano è caratterizzata da acquiferi carbonatici profondi, forte fratturazione tettonica e fenomeni di carsismo diffuso. In questo contesto, terremoti e sequenze sismiche possono modificare la permeabilità delle rocce, la circolazione idrica e la pressione nei pori.

I ricercatori ipotizzano che i terremoti dell’Terremoto dell’Aquila del 2009 e della sequenza Terremoti dell’Italia centrale del 2016 abbiano prodotto aggiustamenti progressivi nelle microfratture del sistema carbonatico, con effetti ancora osservabili a distanza di anni.

Secondo lo studio, questi processi potrebbero avvenire senza deformazioni verticali evidenti del terreno. Per questo motivo risultano invisibili alle normali tecniche InSAR, ma rilevabili attraverso la gravimetria assoluta.

I dati satellitari GRACE-FO e GLDAS confermano il deficit idrico

Per interpretare le variazioni osservate, il gruppo di ricerca ha integrato le misure gravimetriche con i dati satellitari della missione GRACE-FO e con il sistema modellistico GLDAS.

Le analisi mostrano una diminuzione significativa dello stoccaggio idrico terrestre tra il 2018 e l’autunno 2020. La perdita stimata a scala regionale raggiunge circa 9 gigatonnellate di acqua.

Le serie temporali delle precipitazioni, dei livelli piezometrici e delle portate fluviali indicano una coerenza generale con il calo della gravità misurato nelle stazioni.

Nel caso di Terni, le variazioni delle falde spiegano gran parte del segnale gravimetrico. A L’Aquila, invece, il comportamento appare più complesso e suggerisce l’esistenza di fenomeni locali non descrivibili dai modelli regionali.

Gravimetria assoluta e speleologia: nuove prospettive di ricerca

Lo studio apre prospettive interessanti anche per la ricerca speleologica e idrogeologica.

La possibilità di individuare redistribuzioni di massa in sistemi carsici profondi senza deformazioni superficiali evidenti offre nuovi strumenti per comprendere il funzionamento degli acquiferi carbonatici dell’Appennino.

Secondo gli autori, la gravimetria assoluta potrebbe diventare un supporto importante nello studio dei processi post-sismici, delle variazioni di porosità e delle migrazioni di fluidi sotterranei.

In aree caratterizzate da grotte, faglie attive e grandi circuiti idrici carsici, queste tecniche potrebbero contribuire a migliorare la conoscenza delle dinamiche sotterranee e dei rapporti tra sismicità e circolazione delle acque.

L’integrazione tra gravimetria assoluta, telerilevamento satellitare e dati idrogeologici viene indicata dai ricercatori come uno degli approcci più promettenti per il monitoraggio delle aree carsiche sismicamente attive.

Un monitoraggio di lungo periodo per i sistemi carsici dell’Appennino

Il lavoro evidenzia anche i limiti attuali del monitoraggio. Le campagne gravimetriche sono episodiche e non permettono di seguire nel dettaglio le variazioni stagionali rapide.

Nonostante questo, la precisione delle misure consente di individuare tendenze di lungo periodo e anomalie localizzate difficilmente osservabili con altri strumenti.

Per gli autori, mantenere reti di gravimetria assoluta nelle aree tettonicamente attive dell’Appennino rappresenta un elemento importante per studiare le dinamiche profonde dei sistemi idrici sotterranei e i loro rapporti con la sismicità.

La ricerca conferma anche il valore multidisciplinare di questi monitoraggi, che coinvolgono geofisica, idrogeologia, carsismo e osservazione satellitare.

Fonti

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Sotto Roma c’è un’altra Roma: la geomorfologia rivela il paesaggio sepolto dell’Urbs antica

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La prima mappa dettagliata a scala 1:5000 del centro storico di Roma ricostruisce tremila anni di trasformazioni del suolo tra rischi naturali e depositi antropici profondi fino a 20 metri

Geomorfologia urbana di Roma: cos’è lo studio dell’Urbs

Un gruppo di ricercatori dell’Università La Sapienza di Roma — Francesca Vergari, Gian Marco Luberti, Alessia Pica e Maurizio Del Monte — ha pubblicato nel 2020 sul Journal of Maps uno studio dedicato alla geomorfologia del centro storico di Roma, l’area corrispondente all’antica Urbs, delimitata dalle mura aureliane.

Lo studio approfondisce un lavoro avviato nel 2016, quando fu presentata la prima carta geomorfologica dell’area centrale di Roma alla scala 1:10.000.

Il nuovo contributo porta la scala di dettaglio a 1:5000, raddoppiando la risoluzione cartografica e quadruplicando lo spazio disponibile per la rappresentazione dei dati.

Questo avanzamento tecnico ha permesso di descrivere con maggiore precisione le forme del paesaggio urbano, distinguendo tra processi naturali e modificazioni indotte dall’attività umana nel corso di circa tremila anni.

La geomorfologia urbana di Roma è un campo di ricerca che studia come le forme del terreno influenzano lo sviluppo delle città, come le attività urbane modificano i processi geologici di superficie e quali rischi naturali derivano da questa interazione.

Nel caso di Roma, la complessità è eccezionale per la durata e l’intensità delle trasformazioni storiche.

Valli sepolte e colline artificiali: il paesaggio nascosto sotto Roma

Uno degli aspetti più rilevanti emersi dallo studio riguarda la profondità delle trasformazioni antropiche del territorio.

Sotto le strade e gli edifici del centro storico di Roma si trovano depositi antropici spessi fino a 20 metri, che nel corso dei secoli hanno progressivamente riempito le antiche valli naturali.

Un esempio documentato è il Fosso di Santa Croce, un antico corso d’acqua che scorreva tra la zona di San Giovanni e Santa Croce in Gerusalemme.

Oggi è completamente sepolto sotto la città moderna, ma la sua presenza è ricostruibile attraverso l’incrocio di dati archeologici, geognostici e geoarcheologici.

Accanto alle valli scomparse, lo studio descrive anche la formazione di colline artificiali.

Il Monte della Giustizia, per esempio, deve la sua origine alla costruzione, a partire dal VI secolo a.C., di un imponente sistema difensivo militare che comprendeva le Mura Serviane, un fossato e un terrapieno. Questa struttura ha elevato progressivamente la superficie del colle Esquilino fino a farne il rilievo più alto di Roma sulla sponda sinistra del Tevere.

Un altro esempio è Monte Giordano, nel rione Ponte, citato persino da Dante nella Divina Commedia: si tratta di un accumulo di materiali di riporto che nei secoli ha formato un’altura artificiale nel tessuto urbano medievale.

La geomorfologia urbana di Roma rivela quindi un territorio profondamente ri-modellato, in cui il paesaggio naturale originario è spesso irriconoscibile senza strumenti di analisi specializzati.

L’Antropocene a Roma: tremila anni di modificazioni del territorio

Il concetto di Antropocene — il periodo geologico in cui l’attività umana è diventata la principale forza di modifica della superficie terrestre — trova a Roma una delle sue espressioni più documentate e continue.

Il termine fu proposto da Paul Crutzen e Eugene Stoermer nel 2000, ma l’idea che l’uomo agisse come agente geomorfologico alla pari di altri processi naturali era già stata avanzata nel 1873 dal geologo italiano Antonio Stoppani. Nel caso di Roma, questa sovrapposizione tra processi naturali e antropici si estende per circa tremila anni senza soluzione di continuità.

I ricercatori hanno combinato dati provenienti da fonti molto diverse: analisi cartografiche multitemporali, dati archeologici, indagini geognostiche e geoarcheologiche. Le evidenze del Circo Massimo e dell’Isola Tiberina hanno permesso di ricostruire le condizioni paleogeografiche al momento della fondazione di Roma. I dati sulle antiche aree paludose hanno consentito di ricostruire la rete idrografica naturale originaria del centro urbano.

Questa metodologia interdisciplinare è considerata dagli autori fondamentale per distinguere ciò che è naturale da ciò che è stato costruito o trasformato dall’uomo nella geomorfologia urbana della città.

Carta geomorfologica a scala 1:5000: innovazioni metodologiche nella cartografia urbana

Sul piano tecnico, lo studio ha verificato se la legenda sviluppata per la mappa del 2016 potesse essere adattata portando la scala a 1:5000. Il risultato è positivo: il raddoppio della scala ha reso possibile inserire nuovi simboli cartografici e distinguere con maggiore precisione tra forme del terreno di origine naturale e di origine antropica.

La carta geomorfologica a questa scala ha applicazioni concrete nella pianificazione urbana. Gli autori sottolineano che mappe di questo tipo possono essere utilizzate come strumento complementare per la valutazione dei rischi naturali in ambito urbano. Il metodo è ritenuto replicabile per altri centri storici, in Italia e all’estero.

Rischi naturali e subsidenza: le implicazioni pratiche per la sicurezza di Roma

I materiali antropici non consolidati che riempiono le antiche valli di Roma non sono soltanto un dato storico e scientifico. Hanno implicazioni dirette sulla sicurezza del territorio urbano.

Depositi di riporto di questa natura possono causare fenomeni di subsidenza, cedimenti del terreno e collasso della superficie stradale. In caso di evento sismico, questi materiali tendono ad amplificare le onde sismiche, aumentando il rischio per gli edifici sovrastanti.

La conoscenza dettagliata della geomorfologia urbana di Roma diventa quindi uno strumento di prevenzione. Sapere dove si trovano le valli sepolte, quali aree sono costruite su riporti profondi e dove il terreno naturale è stato più alterato permette di orientare le scelte progettuali e le politiche di pianificazione del rischio. Per una città che ospita un patrimonio architettonico e storico di portata mondiale, questa conoscenza assume un valore operativo preciso.

Fonte: Vergari F., Luberti G.M., Pica A., Del Monte M. (2020). Geomorphology of the historic centre of the Urbs (Rome, Italy). Journal of Maps, 16(1), 6–17. https://doi.org/10.1080/17445647.2020.1761465

Vedi anche: https://www.facebook.com/share/1D6VpUyfKb/?mibextid=wwXIfr

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Magliano Sotterranea, a Magliano Sabina un incontro sulla ricerca delle infrastrutture idrauliche ipogee

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Il 30 maggio 2026, nella sala consiliare del Comune di Magliano Sabina, il Gruppo Speleo Archeologico Vespertilio presenta il progetto dedicato al vicus e alle antiche opere sotterranee. L’iniziativa riunisce istituzioni, speleologi e archeologi attorno allo studio delle infrastrutture idrauliche ipogee e alla lettura del territorio.

L’appuntamento a Magliano Sabina

L’incontro è in programma sabato 30 maggio 2026 alle ore 17.00 nella sala consiliare del Comune di Magliano Sabina.

L’evento porta il titolo “Magliano Sotterranea” e punta a ricostruire il rapporto tra il centro abitato e il suo sottosuolo, con particolare attenzione alle opere idrauliche antiche. La proposta nasce in un contesto che unisce ricerca speleologica, archeologia e tutela del patrimonio ipogeo.[2][3][1]

Il progetto di ricerca

Il cuore della serata è la presentazione del progetto “Magliano Sotterranea” affidata a Tullio Bernabei del GSS, prevista tra le 17.30 e le 17.45.

Il tema è la ricerca e lo studio delle antiche infrastrutture idrauliche ipogee, un ambito che interessa sia la speleologia sia la conoscenza storica dei sistemi di captazione, scolo e distribuzione dell’acqua.

Nella tradizione speleologica italiana, lo studio del sottosuolo viene letto come attività scientifica e non solo esplorativa.[3][1][2]

Il vicus di Magliano Sabina

Subito dopo, dalle 17.45 alle 18.00, è previsto l’intervento di Cristiano Ranieri del GSAV sul vicus di Magliano Sabina.

L’analisi del vicus offre un passaggio utile per collegare i resti di superficie con le tracce sotterranee, in una lettura integrata del paesaggio storico.

Per la speleologia archeologica, questo tipo di indagine aiuta a comprendere come le comunità antiche abbiano gestito l’acqua e occupato gli spazi ipogei.[1][2][3]

I saluti istituzionali

Il programma prevede i saluti istituzionali di Giulio Falcetta, sindaco di Magliano Sabina, di Eleonora Berni, consigliere della Regione Lazio, di Antonella Santini, presidente della Federazione Speleologica del Lazio, e di Nadia Fagiani, funzionaria della Soprintendenza ABAP per l’area metropolitana di Roma e la provincia di Rieti.

La moderazione è affidata ad Antonella Chieti, assessore alla cultura del Comune di Magliano Sabina.

La presenza di questi soggetti segnala un interesse condiviso per la valorizzazione del sottosuolo e per la documentazione dei beni ipogei.[2][3][1]

Speleologia e tutela

L’iniziativa rientra in un filone ormai consolidato della speleologia italiana, che considera le cavità naturali e artificiali come archivi di dati scientifici e storici.

Le grotte e i vuoti sotterranei conservano informazioni su acqua, sedimenti, uso umano e trasformazioni del territorio.

Per questo la ricerca sulle infrastrutture idrauliche ipogee richiede rilievi accurati, documentazione rigorosa e collaborazione tra gruppi speleologici, enti di tutela e amministrazioni locali.[3][1][2]

Un tema di interesse regionale

Per il Lazio, la proposta di Magliano Sabina si inserisce in una rete di attenzione crescente verso il patrimonio sotterraneo e le sue relazioni con i centri storici.

La partecipazione della Federazione Speleologica del Lazio e della Soprintendenza ABAP indica che il tema non riguarda solo la memoria locale, ma anche la gestione culturale del territorio. In questa prospettiva, “Magliano Sotterranea” assume il valore di un momento di studio pubblico e di confronto tecnico.[1][2][3]

Informazioni essenziali

L’appuntamento è aperto al pubblico interessato alla speleologia, all’archeologia e alla storia del territorio.

La data è sabato 30 maggio 2026, l’orario di inizio è alle 17.00 e la sede è la sala consiliare del Comune di Magliano Sabina. Il percorso della serata unisce ricerca scientifica, lettura del vicus e attenzione alle antiche infrastrutture idrauliche ipogee.[2][3][1]

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Workshop sui chirotteri ai Monti Lucretili, confronto tra CRAS e veterinari sulla riabilitazione dei pipistrelli

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Al Parco Naturale Regionale dei Monti Lucretili un incontro dedicato alle linee guida per il recupero e la gestione dei chirotteri

Si è svolto nel fine settimana, presso il Parco Naturale Regionale dei Monti Lucretili, il workshop dedicato alle applicazioni delle linee guida sul recupero e la riabilitazione dei chirotteri. L’iniziativa ha riunito operatori dei CRAS, veterinari, volontari e rappresentanti di enti impegnati nella conservazione della fauna selvatica.

L’incontro è stato promosso dall’Associazione Tutela Pipistrelli e ha registrato la partecipazione di circa quaranta persone provenienti da diverse regioni italiane. Tra i presenti anche rappresentanti di importanti centri di recupero fauna selvatica, come quelli di Napoli e Rimini, oltre a veterinari umbri impegnati nelle attività di assistenza ai pipistrelli.

L’evento si è svolto in un clima di confronto tecnico e di condivisione delle esperienze maturate sul campo nella gestione dei chirotteri in difficoltà.

Recupero dei pipistrelli e formazione dei CRAS al centro del workshop

Secondo quanto riferito dagli organizzatori, il workshop ha affrontato diversi aspetti legati al recupero dei pipistrelli e alla loro gestione nei centri specializzati. I temi trattati hanno spaziato dalla legislazione sulla fauna protetta alla biologia dei chirotteri, fino alle pratiche di gestione in cattività e agli aspetti veterinari.

Particolare attenzione è stata dedicata alle zoonosi e alle procedure di sicurezza da adottare durante il trattamento degli animali. Durante gli interventi è stato ricordato come il rischio di trasmissione della rabbia sia molto basso, pur restando fondamentale l’utilizzo dei dispositivi di protezione individuale nelle attività di manipolazione dei pipistrelli.

Le relazioni tecniche hanno stimolato un confronto tra professionisti provenienti da realtà differenti. L’obiettivo comune è stato quello di uniformare le procedure operative e migliorare la collaborazione tra strutture di recupero, veterinari e associazioni di tutela ambientale.

Alessandra Tomassini: “Un incontro di alto livello con ottimi riscontri”

La presidente dell’Associazione Tutela Pipistrelli, Alessandra Tomassini, intervistata da Scintilena al termine del workshop, ha espresso soddisfazione per l’esito dell’iniziativa.

Tomassini ha spiegato che l’organizzazione dell’evento ha richiesto un notevole impegno da parte delle volontarie e dei volontari dell’associazione, coinvolti sia nella preparazione sia nella gestione delle attività durante il fine settimana.

È andata molto bene – ha dichiarato – con la partecipazione di molti CRAS importanti come quello di Napoli e Rimini, i veterinari dell’Umbria e numerosi professionisti del settore. È stato un incontro di alto livello e abbiamo ricevuto un ottimo feedback dai partecipanti”.

La presidente ha sottolineato anche l’interesse suscitato dagli argomenti affrontati durante le sessioni formative, in particolare quelli dedicati alla legislazione, alla biologia dei chirotteri, alla gestione veterinaria e alle zoonosi.

Conservazione dei chirotteri e nuove prospettive per il prossimo anno

Il workshop ai Monti Lucretili conferma il crescente interesse verso la tutela dei pipistrelli e il rafforzamento delle reti di collaborazione tra associazioni, centri recupero fauna selvatica e professionisti sanitari.

I chirotteri rappresentano una componente importante degli ecosistemi naturali e la loro protezione richiede competenze specifiche, aggiornamento continuo e procedure condivise. Occasioni formative di questo tipo contribuiscono a migliorare la qualità degli interventi di recupero e la gestione degli animali feriti o debilitati.

Secondo quanto emerso durante l’incontro, gli organizzatori stanno già valutando la possibilità di programmare un nuovo workshop il prossimo anno, con ulteriori approfondimenti dedicati alla conservazione dei pipistrelli e alle attività dei CRAS italiani.

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