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Campo speleo Elce-Barile 2026, disostruzione e nuove verifiche nelle grotte dell’Umbria

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Buche del vento, Grotta Fiorita e visite a Vorgozzo, Vorgozzino ed Elce-Barile hanno segnato la chiusura del campo, con circa 50 speleologi impegnati e una linea di lavoro orientata anche al plastic free.

Campo speleo Elce-Barile 2026: il bilancio delle attività

Si è concluso oggi il campo speleo Elce-Barile 2026, appuntamento che ha riunito circa 50 speleologi provenienti da Marche, Lazio, Puglia e da diverse aree dell’Umbria.

L’iniziativa ha alternato momenti di esplorazione, lavoro tecnico e attività di gruppo, con un obiettivo operativo chiaro: proseguire la disostruzione delle Buche del vento.

Il cantiere, secondo quanto riferito dagli organizzatori, ha permesso di estrarre svariati metri cubi di detriti e resterà aperto per ulteriori interventi.

Il campo si è inserito in un contesto di attività speleologiche già noto nell’area, dove la continuità delle campagne di lavoro è considerata decisiva per avanzare nelle esplorazioni.

La partecipazione è stata definita propositiva e ha coinvolto gruppi differenti, con una collaborazione che ha dato sostanza alla parte più impegnativa dell’evento.

Le fasi operative sono state accompagnate da visite ripetute ad alcune cavità della zona, segno di un programma che ha unito lavoro di scavo e osservazione diretta del territorio ipogeo.

Buche del vento: disostruzione e cantiere aperto

L’intervento alle Buche del vento è stato il fulcro del campo speleo Elce-Barile 2026.

La disostruzione ha richiesto un’azione costante, con la rimozione di materiale accumulato nel tempo e il progressivo alleggerimento del fronte di lavoro.

La quantità di detriti estratti conferma la complessità del sito e lascia intendere che le prossime fasi richiederanno ancora tempo e organizzazione.

La prosecuzione del cantiere è stata indicata come parte del programma futuro.

In ambito speleologico, questi interventi sono spesso decisivi per verificare continuità, passaggi d’aria e possibili sviluppi della cavità.

Anche in questo caso, l’attenzione resta alta sulla lettura del contesto geologico e sulla possibilità di avanzare con metodi prudenti e progressivi.

Grotta Fiorita: armamento e correnti d’aria

Un altro punto centrale del campo speleo Elce-Barile 2026 è stato il lavoro alla Grotta Fiorita, dove è stato sistemato l’armo fino all’attuale fondo, oltre i 40 metri di profondità.

L’intervento ha reso più agevole la progressione e ha permesso di raggiungere una quota utile per ulteriori osservazioni speleologiche.

Durante le operazioni è stato utilizzato anche un fumogeno, strumento che ha consentito di verificare con chiarezza la zona di deflusso delle correnti d’aria interne.

Questo dato è particolarmente rilevante per chi lavora in grotta, perché le correnti possono segnalare spazi ancora da esplorare o sistemi ipogei collegati.

La Grotta Fiorita resta quindi un punto di interesse per le future campagne.

Visite alle cavità dell’area

Nel corso del campo sono state visitate ripetutamente anche le grotte del Vorgozzo, del Vorgozzino ed Elce-Barile.

Le visite hanno avuto una funzione conoscitiva e di confronto tra speleologi, oltre che di verifica delle condizioni dei diversi ambienti sotterranei.

L’insieme delle cavità coinvolte mostra un territorio ricco di potenzialità esplorative e capace di richiedere una presenza tecnica costante.

La frequentazione ripetuta di queste grotte conferma anche l’interesse per una lettura più ampia del sistema carsico locale.

In un campo di questo tipo, le osservazioni dirette, la condivisione delle informazioni e il lavoro comune diventano parte integrante del risultato finale.

Plastic free e gestione dei rifiuti

Un elemento significativo dell’edizione 2026 è stato l’avvio della filosofia plastic free, proposta dal GGP e adottata con una formula pratica che ha chiesto ai partecipanti di usare posate e stoviglie personali, evitando la produzione di rifiuti usa e getta.

Il Consiglio Direttivo ha inoltre acquistato all’ingrosso posate e tazze di metallo, poi rivendute ai partecipanti, con l’obiettivo di rendere stabile questa abitudine.

Il bilancio finale della gestione dei rifiuti è stato molto contenuto: una cassetta di vetro da smaltire e due sacchi di indifferenziato.

Il dato mostra una scelta organizzativa concreta, legata alla riduzione dell’impatto ambientale delle attività speleologiche.

Per un campo che insiste in un ambiente fragile come quello carsico, la gestione dei materiali e dei rifiuti rappresenta un aspetto non secondario del lavoro complessivo.

Ringraziamenti e prospettive

L’evento si è chiuso con un ringraziamento ai principali organizzatori, riconosciuti per il supporto dato alla riuscita del campo.

La partecipazione ampia e la varietà dei gruppi presenti hanno confermato la capacità dell’iniziativa di attrarre speleologi da più regioni e di costruire un confronto operativo utile per le attività future.

Resta ora aperto il lavoro sulle Buche del vento, mentre Grotta Fiorita e le altre cavità visitate continueranno a essere osservate nel quadro delle prossime uscite.

Il campo speleo Elce-Barile 2026 si chiude così con risultati concreti sul piano tecnico e con una sperimentazione organizzativa orientata alla riduzione dei rifiuti.

Fonte: Paolo Boccaccini, Gruppo Grotte Pipistrelli CAI Terni

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Romania, torna il campo di esplorazione Grind 2026 nella grotta più profonda del Paese

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La spedizione internazionale si svolgerà dal 19 settembre al 4 ottobre nei Monti Piatra Craiului, con l’obiettivo di proseguire le esplorazioni oltre gli attuali 815 metri di profondità della più profonda grotta della Romania

Dal 19 settembre al 4 ottobre 2026 si svolgerà nei Monti Piatra Craiului, in Romania, il campo internazionale di esplorazione Grind 2026, dedicato alla prosecuzione delle ricerche nell’Avenul de sub Varful Grind, attualmente la grotta più profonda della Romania con una profondità conosciuta di 815 metri.

L’iniziativa è organizzata dal Clubul de Speologie Silex Brasov e dall’Asociasia Speologica Focul Viu, entrambe affiliate alla Federazione Rumena di Speleologia, con il supporto di partner locali e della Federazione Speleologica Europea.

L’obiettivo del campo è proseguire le esplorazioni avviate negli ultimi anni in uno dei più importanti sistemi sotterranei della Romania. Le attività recenti hanno portato a risultati significativi: nel 2023 gli speleologi hanno superato il sifone situato a quota -775 metri, aprendo la strada verso nuove prosecuzioni; nel 2024 le esplorazioni sono continuate lungo i pozzi al di sotto dell’antico sifone; nel 2025 è stato individuato un nuovo settore a valle che ha consentito di raggiungere l’attuale profondità di 815 metri.

Tra gli obiettivi principali dell’edizione 2026 figurano l’esplorazione del sifone terminale attualmente conosciuto e la verifica di ulteriori prosecuzioni individuate nel nuovo settore scoperto lo scorso anno.

Il campo è aperto alla partecipazione di speleologi interessati alle attività esplorative e logistiche. Le operazioni si svolgeranno nell’area dei Monti Piatra Craiului, uno dei più importanti massicci carsici della Romania, caratterizzato da vasti sistemi sotterranei e da un’intensa attività di ricerca speleologica.

Maggiori informazioni e modalità di iscrizione sono disponibili sul sito degli organizzatori.

Informazioni
– 19 settembre – 4 ottobre 2026
– Monti Piatra Craiului, Romania
– Avenul de sub Varful Grind (-815 m)
– Campo internazionale di esplorazione

Fonte: Clubul de Speologie Silex Brasov – Tabara de explorare Grind 2026

https://speosilex.ro
https://www.facebook.com/SpeoSilex

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InGrigna colpisce ancora: allargato lo pseudosifone a -1130 metri al fondo di W le Donne

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Nuovi lavori nelle profondità della Grigna per migliorare l’accesso alle zone terminali della cavità. Per due giovani speleologi la prima volta oltre i -1150 metri

Tre giorni nel cuore della Grigna, laggiù dove il tempo assume un significato diverso e ogni metro conquistato è il risultato di esperienza, fatica e passione.

Dal 31 maggio al 2 giugno 2026, una squadra del Progetto InGrigna ha raggiunto il fondo di W le Donne, una delle grandi cavità del massiccio, per una punta dedicata non tanto all’esplorazione pura quanto alla preparazione delle future esplorazioni.

Obiettivo della spedizione era la sistemazione del campo posto a quota -1150 metri e il miglioramento di alcuni passaggi strategici nel ramo del Cobra, fondamentali per rendere più agevole il raggiungimento delle zone terminali della grotta.

Tra gli interventi più significativi c’è stato l’allargamento della strettoia che precede il settore Puciowsky e, soprattutto, l’abbassamento dell’argine dello pseudosifone situato a circa -1130 metri. Un lavoro impegnativo che dovrebbe semplificare notevolmente il passaggio degli speleologi nelle future punte, eliminando la necessità di svuotare il tratto mediante tubazioni.

Un video realizzato da Alex Rinaldi mostra il prima e il dopo dell’intervento sullo pseudo-sifone:

Durante la permanenza al fondo si è inoltre lavorato alla riorganizzazione del campo di -1150 metri. L’idea per il futuro è quella di trasferirlo più avanti, nelle Gallerie Grazie Giovanni, avvicinando ulteriormente il punto d’appoggio alle zone esplorative più profonde della cavità.

Un secondo filmato documenta i tre giorni trascorsi nelle profondità di W le Donne:

Un plauso ad Alex Rinaldi, instancabile narratore delle avventure di InGrigna!, che continua a condividere immagini e racconti dalle profondità della Grigna, permettendo a tutti noi di seguirne le esplorazioni.

Alla punta hanno partecipato Gianluca Perucchini (CAI Lovere – Progetto Sebino), Riccardo Temponi (Progetto Sebino), Rossella Giannuzzi (C.A.R.S.), Maurizio “Jack” Rizzotto (Martel Genova) e Floriano Martinaglia (Svizzera – CAI Umbria).

Ma forse la notizia più bella riguarda proprio il futuro.

Per i sorridenti Riccardo Temponi, uno dei pischelli di Bueno Fonteno, e Rossella Giannuzzi, questa è stata la prima esperienza oltre la quota di -1150 metri. Un traguardo importante che richiede preparazione, determinazione e resistenza, in una grotta che è uno dei terreni di gioco più impegnativi della speleologia, non solo lombarda.

Vedere nuove generazioni affacciarsi alle profondità di W le Donne è un segnale incoraggiante per tutto il Progetto InGrigna!: le esplorazioni continuano, i passaggi vengono migliorati, i campi avanzano sempre più nel cuore della montagna, e nuovi speleologi raccolgono il testimone.

La Grigna continua a chiamare, e InGrigna! continua a rispondere: si prepara la strada per le esplorazioni di domani.

MAGICA GRIGNA!

A proposito di Grigna… è sempre più vicino il Campo InGrigna! 2026, in programma dall’8 al 22 agosto.

Come abbiamo già raccontato su Scintilena (https://www.scintilena.com/campo-ingrigna-2026-stiamo-arrivando/03/24/), saranno numerose le cavità coinvolte nelle attività di quest’anno: dall’Abisso Pozzo nel Dito all’Abisso delle Spade, dall’Abisso Buzio alla Trentinaglia, solo per citarne alcune. Un patrimonio ipogeo straordinario che continua a offrire nuove opportunità di studio ed esplorazione. Tra gli obiettivi più attesi, resta sempre un ulteriore il ritorno al fondo di W le Donne (-1313 m). E dopo il lavoro svolto in questi giorni sul campo di -1150 metri, nelle Gallerie Grazie Giovanni e lungo il ramo del Cobra, possiamo dire che il cammino verso il fondo è già un po’ più agevole.

Data la chiusura del vicino Rifugio Bogani, gli organizzatori invitano tutti gli interessati a segnalare la propria partecipazione il prima possibile, così da permettere un’efficace pianificazione. Per partecipare al campo, è richiesto un contributo di 10 €/giorno per coprire l’acquisto di acqua in bottiglia e di viveri base (pasta, sughi e cibo in scatola), materiale di uso comune (corde, moschettoni, fix etc.) e il trasporto con elicottero. Si raccomanda di procurarsi in autonomia il necessario per pranzi al sacco e colazione.

Chi è interessato a partecipare deve compilare l’apposito modulo Google, così da prendere visione del regolamento del campo e consentire agli organizzatori di pianificare al meglio la presenza dei partecipanti:

https://forms.gle/JaYedLq7Ey2h77FC9

Il conto alla rovescia è iniziato (date un’occhiata al regolamento, però, prima di compilare!)

Per informazioni: scrivere ad andrea.maconi@fastwebnet.it o alexrinaldi4@tiscali.it

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Balkan Cavers’ Camp 2026: speleologi dai Balcani e dal mondo si ritrovano in Macedonia del Nord

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La speleologia balcanica torna protagonista a Shtavica, Prilep, dal 16 al 20 settembre

Dal 16 al 20 settembre 2026, il villaggio di Shtavica, nel comune di Prilep, in Macedonia del Nord, ospiterà il Balkan Cavers’ Camp 2026 (BCC2026), l’appuntamento annuale che riunisce speleologi provenienti dai Balcani e da tutta Europa. L’evento è organizzato dalla Federazione Speleologica Macedone sotto l’egida della Balkan Speleological Union (BSU), l’organismo che coordina le attività speleologiche nell’area balcanica.


La Balkan Speleological Union: storia e missione di un’organizzazione regionale

La Balkan Speleological Union è stata fondata nel 2002 a Vratza, in Bulgaria, con sede a Sofia, ed è membro dell’Unione Internazionale di Speleologia (UIS). L’organizzazione unisce le federazioni speleologiche nazionali di Albania, Bosnia ed Erzegovina, Bulgaria, Croazia, Grecia, Montenegro, Macedonia del Nord, Romania, Serbia, Slovenia e Turchia. La sua missione è promuovere l’esplorazione, la ricerca, la conservazione e il soccorso in grotta, attraverso spedizioni congiunte, corsi di formazione ed eventi come il Balkan Cavers’ Camp.balkan-cavers

Il Camp esiste, nella sua forma attuale, dal 2007 e da allora si svolge ogni anno in un paese diverso della regione. Le edizioni precedenti si sono tenute in Romania (2010), Montenegro (2013), Serbia (2023), Croazia (2024) e Bosnia ed Erzegovina (2025). La BSU ha aggiornato il proprio statuto nell’assemblea straordinaria tenutasi a Sofia il 29 marzo 2025.scintilena+4


Il programma del BCC2026: esplorazione, formazione e scambio culturale

Il Balkan Cavers’ Camp 2026 si articola su quattro giornate di attività intense. Il programma include escursioni in grotta, workshop tecnici di SRT (Single Rope Technique) e di soccorso speleologico, conferenze e presentazioni scientifiche, visite culturali nel territorio macedone, serate balcaniche attorno al fuoco con musica e gastronomia locale.facebook

Il campo base sarà attrezzato con acqua, elettricità e connessione internet, per garantire comfort logistico ai partecipanti provenienti da più paesi. L’evento è aperto alla partecipazione internazionale, in linea con lo spirito delle edizioni passate: nel 2024, in Croazia, il Balkan Cavers’ Camp aveva attirato oltre 250 speleologi. Le registrazioni sono già aperte; il pagamento sarà per il momento gestito in loco.facebook+2


Speleologia in Macedonia del Nord: un territorio carsico ricco di grotte

La Macedonia del Nord dispone di un patrimonio carsico di grande interesse. La grotta di Gostivar, la più lunga del paese con 1,2 km di sviluppo, è percorsa da un fiume sotterraneo con una cascata di 7 metri. Bela Voda (955 metri) ospita una sala con cristalli e un lago sotterraneo. Sul Monte Karadzica, la grotta Solunska 4 è la più profonda con 450 metri e un pozzo verticale di 250 metri.lonelyplanetitalia

La regione di Prelip, sede del BCC2026, è nota anche per le sue formazioni rocciose e la geologia carsica che caratterizza questa parte della Macedonia del Nord. La scelta di Shtavica come sede del camp offre ai partecipanti la possibilità di esplorare un’area poco conosciuta a livello internazionale, contribuendo alla documentazione scientifica del sottosuolo macedone.lonelyplanetitalia


La tradizione del Balkan Cavers’ Camp: un modello di cooperazione speleologica

Il Balkan Cavers’ Camp si è affermato nel corso degli anni come uno dei principali eventi di aggregazione speleologica in Europa orientale. L’edizione 2024 in Croazia, alle Grotte Cerovacke, si è svolta dal 29 maggio al 2 giugno con la partecipazione di speleologi da tutta la regione. Durante il BCC2025 in Bosnia ed Erzegovina si è tenuta anche l’assemblea generale della BSU, a dimostrazione dell’importanza istituzionale che l’evento ha assunto.uis-speleo+1

Il format del camp, che alterna attività tecniche in grotta a momenti di condivisione culturale, risponde a una filosofia consolidata: rafforzare la comunità speleologica balcanica attraverso la collaborazione diretta sul campo. Per informazioni e iscrizioni: balkancaverscamp@gmail.com.eurospeleo


Fonte: Balkan Speleological Union · Evento Facebook BCC2026facebook+1

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Cerna 2026: torna il grande campo di esplorazione speleologica nei Monti Capatanii

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Dal 17 al 26 luglio gli speleologi del Clubul de Speologie Silex Brasov riprenderanno le esplorazioni nel sistema carsico Cerna Oltetului – Taraia, una delle aree più promettenti della Romania

Dal 17 al 26 luglio 2026 si svolgera “Cerna 2026”, il campo di esplorazione speleologica organizzato dal Clubul de Speologie Silex Brasov nei Monti Capatanii, nel cuore dell’area carsica di Valea Cernei Oltetului.

L’obiettivo principale della spedizione sara la prosecuzione delle ricerche e delle esplorazioni nel sistema carsico Cerna Oltetului – Taraia, considerato uno dei territori con il piu alto potenziale esplorativo della Romania. Il gruppo Silex Brasov lavora in quest’area fin dagli anni ’80, portando avanti un’attivita continua di documentazione, rilievo ed esplorazione.

Durante il campo verranno proseguite le attivita in importanti cavita della zona, tra cui Ponorul Nou, Ponorul Suspendat e Gaura cu Vajgau, senza trascurare cavita minori e nuove aree di ricerca in superficie.

“Cerna 2026” ènon un’occasione di esplorazione speleogicca e un momento di incontro tra speleologi, ricercatori e appassionati del mondo sotterraneo, in un contesto naturale di grande valore ambientale e scientifico.

Per iscrizioni e informazioni aggiuntive e possibile contattare direttamente gli organizzatori tramite il sito ufficiale del Clubul de Speologie Silex Brasov:
https://speosilex.ro/contact/

L’elenco aggiornato di campi, stage ed eventi speleologici annunciati in Romania e disponibile qui:
https://speosilex.ro/evenimente-speologice/

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Tetide APS lancia il 3° Summer Camp Speleo Young 2026: vivi la natura, esplora e cresci

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Torna dal 5 al 12 luglio 2026 a Morigerati (SA) il Summer Camp Speleo Young, rivolto a ragazzi e ragazze dai 12 ai 17 anni

Dal 5 al 12 luglio 2026, nel suggestivo scenario di Morigerati (SA), nel cuore del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, torna il Summer Camp Speleo Young, giunto alla sua terza edizione e promosso da Tetide APS.

un bellissimo messaggio inclusivo:

Hai tra i 12 e 17 anni? 
Partecipa al Summer Camp Speleo young 2026

Sei genitore di una ragazza o un ragazzo tra i 12 e 17 anni? 
Iscrivila/o al Summer Camp Speleo young 2026

Sei un insegnante? 
Invita i tuoi alunni a partecipare al Summer Camp Speleo young 2026

Sei uno speleologo? 
Contattaci su segreteria@tetide.org  per partecipare come formatore al Summer Camp Speleo young 2026

Il campo estivo è rivolto a ragazzi e ragazze dai 12 ai 17 anni e rappresenta un’opportunità unica per vivere un’esperienza immersiva nella natura, all’insegna dell’avventura, della scoperta e della crescita personale.

Esperienza che fanno crescere (bene) tra grotte, fiumi e sentieri, anche grazie a una rete di collaborazioni sul territorio

Il programma propone attività coinvolgenti pensate per avvicinare i giovani al patrimonio naturalistico del territorio cilentano:

  • esplorazioni speleologiche in grotte e ambienti sotterranei
  • escursioni lungo sentieri naturalistici
  • attività di torrentismo e esperienze fluviali
  • laboratori e incontri formativi dedicati alla tutela degli ecosistemi

Attraverso queste esperienze, i partecipanti avranno modo di sviluppare spirito di gruppo, autonomia e consapevolezza ambientale, imparando a conoscere e rispettare la natura in modo diretto e coinvolgente.

Il progetto è realizzato da Tetide APS con il supporto delle Amministrazioni Comunali di Morigerati e Caselle in Pittari, in collaborazione con L@S APS, Associazione Zap!, Transluoghi – Ecomuseo del Bussento Contemporaneo e la Cooperativa Sociale Labor Limae.

L’iniziativa gode inoltre del patrocinio del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, della Società Speleologica Italiana ETS, della Federazione Speleologica Campana e dell’Associazione Italiana Cultura Sport – APS Comitato Provinciale Salerno.

Quote di partecipazione

Sono previste due modalità di partecipazione:

  • Quota A – € 350,00: pensione completa, alloggio, attività, attrezzature, assicurazione e spostamenti inclusi
  • Quota B – € 150,00: attività, attrezzature, assicurazione, spostamenti e pranzo al sacco

È previsto uno sconto di € 20,00 per fratelli.
La tessera associativa Tetide (€ 10,00 per i non soci) e le spese personali non sono incluse.

Informazioni e iscrizioni

Per partecipare o richiedere maggiori informazioni: mail: info@tetide.orgtel 3299064395 – 3482974991

https://www.scintilena.com/dal-cilento-alle-grotte-torna-il-summer-camp-speleo-young/04/30/

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Campo speleo Elce-Barile 2026, tre giorni di attività sui Monti Amerini

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Dal 12 al 14 giugno il Gruppo Grotte “Pipistrelli” del CAI di Terni organizza un campo speleo dedicato a scavi, esplorazioni e documentazione del carsismo nei Monti Amerini. L’iniziativa punta a riunire speleologi con diversi livelli di esperienza per lavorare su fronti attivi e per proseguire le esplorazioni in corso nell’area di Elce-Barile.[1][2]

Tre giorni di speleologia

Il campo speleo Elce-Barile 2026 è impostato come una tre giorni di attività sul terreno, con base nei pressi dei Monti Amerini. Il programma annuncia interventi di scavo, ricerca di passaggi e verifica di correnti d’aria considerate utili per individuare nuove prosecuzioni. In ambito speleologico, l’attenzione ai flussi d’aria è uno degli elementi più usati per orientare le esplorazioni verso zone ancora non note.[3][1]

L’obiettivo non è solo aprire nuovi varchi. Il lavoro include anche l’aggiornamento della documentazione e della cartografia delle cavità interessate. Questo approccio è coerente con una speleologia che unisce attività esplorativa e rilievo, due aspetti che in Italia hanno accompagnato l’evoluzione dei gruppi grotte fin dalle origini della disciplina organizzata.[3]

Scavi ed esplorazioni

La parte centrale dell’iniziativa riguarda gli scavi e le esplorazioni in corso. I partecipanti saranno impegnati in fronti considerati attivi, dove si cercherà di comprendere la direzione delle possibili prosecuzioni sotterranee. Il testo diffuso dagli organizzatori richiama la necessità di un lavoro fisico e tecnico, con attenzione alla sicurezza e alla collaborazione tra i presenti.

L’area dei Monti Amerini offre un contesto adatto a questo tipo di attività, perché il carsismo umbro presenta cavità, drenaggi sotterranei e condizioni che possono favorire nuove scoperte. In speleologia, l’osservazione diretta degli ambienti e dei segnali del sottosuolo resta decisiva anche quando si lavora con rilievi, mappe e strumenti di misura.[2][1]

Documentazione e mappa

Una parte importante del campo speleo Elce-Barile 2026 sarà dedicata alla documentazione. Aggiornare il quadro delle cavità significa raccogliere dati utili per rilievi, osservazioni ambientali e futura consultazione da parte del gruppo e della comunità speleologica locale. La documentazione è uno degli strumenti base della speleologia moderna, insieme all’esplorazione e al supporto scientifico.[1][2]

Nel testo di presentazione viene indicata anche la volontà di aggiungere in mappa diramazioni ancora ignote. Questo passaggio ha un peso concreto, perché il rilievo delle nuove porzioni contribuisce a chiarire la geometria del sistema sotterraneo e a orientare gli interventi successivi. In un’area come quella dei Monti Amerini, ogni aggiornamento può aiutare a leggere meglio il rapporto tra superficie e sottosuolo.[2]

Convivenza in grotta

Accanto al lavoro tecnico, il campo speleo prevede momenti di condivisione fuori dalla grotta. Sono previsti spazi per il confronto tra partecipanti, il racconto delle attività e la socialità che di solito accompagna i campi speleo. Questo aspetto, pur meno visibile, ha un ruolo importante nella vita dei gruppi, perché rafforza la collaborazione e facilita l’organizzazione delle uscite successive.

La formula scelta dal Gruppo Grotte “Pipistrelli” del CAI di Terni richiama una tradizione molto diffusa nella speleologia italiana: esplorare, documentare e lavorare in squadra. In questo caso, il campo speleo Elce-Barile 2026 si presenta come un appuntamento operativo, più che come un semplice incontro conviviale.[3]

Info e adesioni

Per partecipare è stato indicato il contatto email pipistrellicaiterni@gmail.com e i riferimenti telefonici Stefano 3355606410 e Marco 337768356. È stata inoltre fornita la coordinate del parcheggio presso gli ex Castagneti delle Morre: 42.7066728216942, 12.31350797268979.[1]

Nel complesso, il campo speleo Elce-Barile 2026 si annuncia come un appuntamento di lavoro sul carsismo dei Monti Amerini, con scavi, esplorazioni, documentazione e partecipazione di gruppo. Per la speleologia locale rappresenta una nuova occasione per proseguire attività già avviate e per consolidare la conoscenza del sottosuolo dell’area ternana.[2][1]

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