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Ci sono grotte a Spezia? Un viaggio nel sottosuolo vicino

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Un racconto che parte da una simpatica provocazione, per celebrare a nostro modo la 56ª Giornata Mondiale della Terra

Al CAI Sestri, in Via Galliano, a Genova Sestri Ponente, alle 21 del 22 aprile 2026

“Chiederci se ci sono grotte nel sottosuolo di La Spezia è puro eufemismo”. A Genova torna a battere il cuore per il Pianeta con una provocazione, che apre l’incontro promosso dal Gruppo Speleologico Ribaldone: l’appuntamento promette di essere coinvolgente, quanto la precedente esplorazione dello scorso 15 aprile, dedicata al sottosuolo di Noli.

A guidare il pubblico in questo viaggio saranno Marina Abisso ((attiva nella zona anche con il GS Lunense), Henry De Santis e Alessandro Vernassa, affiancati da un nuovo protagonista: Antonio Ferrazin, medico e appassionato speleoesploratore.

Un patrimonio nascosto: 288 cavità ipogee nella provincia spezzina

Il sottosuolo dell’estremo levante ligure racconta una storia sorprendente: il catasto speleologico registra oggi più di 280 siti ipogei in provincia di Spezia, di cui 59 solo sotto la città): numeri che testimoniano una diffusione ampia e significativa del fenomeno carsico, frutto di condizioni geologiche molto particolari.

Il valore culturale della speleologia

Corrado Mantero, alpinista e già reggente del CAI Sestri, sintetizza così lo spirito dell’iniziativa:

“Continua il viaggio nel sottosuolo proposto dal Gruppo speleologico Ribaldone: a Marina, Herry e Alessandro si aggiunge un altro appassionato speleo esploratore, nonché medico, Antonio Ferrazin.”

Un invito a guardare sotto i nostri piedi con occhi diversi, riconoscendo nelle cavità naturali non solo un fenomeno geologico, ma un patrimonio culturale e scientifico da conoscere e valorizzare.

Lo SpeleoClub Ribaldone è il gruppo speleologico del CAI Sestri: ha avviato, di concerto con il Presidente, Andreina Castello, e gli altri amici della Sezione, un ciclo di incontri per far conoscere il mondo sottosopra, anche a KM 0, o poco più.

La bellezza del sottosuolo spezzino è notevole: non è casuale la scelta di parlarne il 22 aprile, Giornata Mondiale della Terra, per meglio seguire il fil rouge che lega l’esplorazione speleologica all’impegno verso il territorio, nello spirito CAI e SSI (ambedue associazioni di protezione ambientale), senza scordare di far cenno alla topografia ipogea, che dà concretezza e garanzia di memoria al vuoto delle nostre grotte.

Fotografie: M. Abisso (OrTAM, ONCN)
Cartolina d’epoca Grotta della Madonna: gentile concessione Ugo De Mattei

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Topografia ipogea in Sicilia: formazione e pratica nel cuore delle Madonie

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Concluso nel weekend del 18-19 aprile 2026 a Isnello il corso organizzato dalla Federazione Speleologica Regionale Siciliana (FSRS). Un’esperienza da replicare in altre regioni

Si è concluso con successo il corso di topografia ipogea organizzato dalla Federazione Speleologica Regionale Siciliana, con Marco Corvi, docente, membro della Commissione Nazionale Catasto Cavità Naturali della SSI ETS. Alla formazione a distanza ha partecipato anche Fabrizio Toso, Coordinatore Nazionale della Commissione Catasto.

Durante le esercitazioni pratiche sono stati utilizzati strumenti e software ormai consolidati nella pratica del rilievo speleologico, come DistoX e Cavway e TopoDroid, fondamentali per l’acquisizione e la gestione dei dati in ambiente ipogeo.

L’iniziativa ha confermato quanto la formazione tecnica sia importante per la crescita qualitativa della documentazione speleologica.

«Si è concluso il corso di topografia ipogea organizzato dalla FSRS con il supporto della Commissione Nazionale Catastoha scritto Dario Rocca, presidente della FSRS.Con la parte pratica, svoltasi nel fine settimana del 18-19 aprile a Isnello (PA), caratteristico borgo immerso nello scenario naturale del Parco delle Madonie, si è chiuso il percorso formativo per gli speleologi siciliani che, dopo la formazione a distanza, hanno messo in pratica le conoscenze acquisite, approfondendo sul campo, con il docente Marco Corvi, gli argomenti trattati. Protagonista indiscusso del fine settimana del 18 e 19 aprile è stata l’esercitazione pratica di topografia svolta il sabato all’Abisso Petrusi, cavità scoperta ed esplorata dal 2023 nel contesto del progetto “Madonie Suttasupra”, avviato nel 2015 dal Gruppo Speleologico Siracusano e dallo Speleo Club Ibleo di Ragusa con l’obiettivo di esplorare e documentare le cavità delle Madonie, progetto che ha coinvolto negli anni numerosi speleologi provenienti da tutta l’isola.

Corvi ha scelto di affidare a ciascun sottogruppo il compito di effettuare il rilievo topografico di una porzione dell’Abisso Petrusi, procedendo successivamente alla restituzione manuale della sezione. I diversi elaborati, una volta stampati e uniti, hanno restituito in modo evidente l’impegno dei partecipanti, dando forma a un risultato complessivo di grande valenza.

La domenica –prosegue Dario Rocca – è stata invece dedicata alla restituzione grafica dei dati di rilievo, con il contributo fondamentale dell’Amministrazione Comunale di Isnello, rappresentata dal Sindaco Marcello Catanzaro, che ha messo a disposizione i locali della biblioteca comunale e le attrezzature necessarie alla stampa. I nove speleologi, provenienti da cinque gruppi siciliani, hanno centrato l’obiettivo dell’iniziativa, arricchendo le conoscenze e le metodologie di rilievo e restituzione dei dati, contribuendo ad aumentare la qualità della documentazione speleologica regionale. Un sincero grazie al Sindaco di Isnello, Marcello Catanzaro, ai suoi collaboratori e a tutta la comunità isnellese per l’ospitalità e il supporto ricevuti, al docente Marco Corvi e a tutti i partecipanti».

Il corso si è quindi configurato come un momento di crescita concreta, capace di unire formazione teorica e applicazione sul campo, mettendo al centro la qualità del rilievo e della restituzione cartografica.

È importante sottolineare come questo percorso sia stato volutamente concepito, su richiesta del docente, al di fuori dei circuiti di attribuzione di crediti formativi per istruttori: una scelta precisa, orientata a privilegiare la diffusione libera e condivisa delle competenze e a favorire la partecipazione di chi avesse un reale e concreto desiderio di conoscenza.

L’auspicio è che questa esperienza possa rappresentare un modello replicabile, capace di coinvolgere altre Federazioni e quindi altre regioni, contribuendo a rafforzare, su scala nazionale, una cultura del rilievo sempre più consapevole e condivisa.

Corvi ha invitato i partecipanti a mettere in pratica le conoscenze acquisite, con l’auspicio che possano tradursi, oltre che in un incremento dei dati inseriti a catasto, anche nella partecipazione alla terza edizione del Concorso “Rilievo: tra Arte e Tecnica”, recentemente bandito dalla SSI ETS (qui i dettagli per partecipare: https://www.scintilena.com/rilievo-tra-arte-e-tecnica-torna-il-concorso-ssi-2026-commissione-catasto-cavita-naturali/04/14/).

Qui sotto il prodotto finale: un risultato lusinghiero, frutto di un lavoro a più mani realizzato in tempi brevissimi, ancora più significativo considerando che alcuni dei partecipanti erano neofiti della restituzione topografica. Un esito concreto, in linea con gli obiettivi del corso.

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